Il sistema delle relazioni e della comunicazione mannelli 1/122

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1 Il sistema delle relazioni e della comunicazione 2007 mannelli 1/122

2 Soggetti in relazione con il RSPP Datore di lavoro Dirigenti e Preposti Enti pubblici M.C. R.L.S. Lavoratori R.S.P.P. ASPP Fornitori Addetti alle emergenze pronto soccorso antincendio evacuazione Appaltatori /122

3 RUOLI DEI PROTAGONISTI DELLA SICUREZZA Datore di lavoro è responsabile RSPP Preposto MC RLS pianifica, progetta, effettua collabora, propone collabora è consultato, propone 2007 mannelli 3/122

4 Processi relazionali Informazione ( e istruzioni) Formazione ( e addestramento) Consultazione Riunione periodica 2007 mannelli 4/122

5 Informazione QUATTRO REGOLE DI UN BUON INTERVENTO IN-FORMATIVO 1. Avere un obiettivo 2. L obiettivo deve essere concreto, realizzabile (es., uso corretto scala a pioli, uso di calzature adeguate ) 3. Oggetto e modalità della comunicazione devono essere funzionali all obiettivo e adeguati al destinatario 4. Al termine dell intervento occorre valutare l efficacia dell informazione (obiettivo raggiunto?) 2007 mannelli 5/122

6 Informazione PROBLEMA OBIETTIVO CONSEGNA o il preposto segnala al SPP che le collaboratrici scolastiche in genere usano ciabatte inserisce nella in-formazione periodica i rischi o da scivolamento integrato da eventuali segnalazioni di infortuni connessi a questo rischio, oltre ai doveri dei lavoratori o propone al DS una circolare/disposizione o commissiona al proposto di sollecitare i collaboratori che continuano a usare ciabatte a cambiare abitudini o richiede al preposto una rendicontazione finale al termine della campagna anticiabatte 2007 mannelli 6/122

7 Formazione QUATTRO REGOLE DI UN BUON INTERVENTO IN-FORMATIVO 1. Avere un obiettivo 2. L obiettivo deve essere concreto, realizzabile (es., uso corretto scala a pioli, uso di calzature adeguate ) 3. Oggetto e modalità della comunicazione devono essere funzionali all obiettivo e adeguati al destinatario 4. Al termine dell intervento occorre valutare l efficacia dell informazione (obiettivo raggiunto?) 2007 mannelli 7/122

8 Consultazione Il RLS deve essere consultato su Valutazione dei rischi Individuazione e programmazione delle misure di prevenzione Nomina SPP Nomina addetti sevizi emergenza 2007 mannelli 8/122

9 Obiettivo della consultazione Consultazione = allargamento base conoscenza PERICOLI OCCULTI CONSULTAZIONE RISCHIO EMERGENTE DA PRATICHE,USI E ABITUDINI CONDIZIONI DI ESPOSIZIONE INDIVIDUALE 2007 mannelli 9/122

10 Riunione periodica DDL RSPP MC Addetti emergenze Dirigenti e preposti RLS lavoratori Riunione periodica: -da adempimento burocratico a gruppo di lavoro per il miglioramento continuo 2007 mannelli 10/122

11 La comunicazione COMUNICARE, DAL LATINO CUM AGERE, CIOÈ METTERE IN COMUNE: un idea, un obiettivo, un modo di fare le cose mannelli 11/122

12 La comunicazione Orienta le relazioni fra i comunicanti Alimenta la collabora- zione e il conflitto Comunicazione Partecipa al gioco dell attrazi one/ostilit à Decide dell accordo e disaccordo 2007 mannelli 12/122

13 Le quattro aree della comunicazione efficace G.P. Quaglino, S. Casagrande, A. Castellano, ESSERE CHIARI ESSERE COMPLETI ESPORRE IN MODO LOGICO E ORDINATO ESPORRE ASCOLTARE LASCIAR PARLARE DIMOSTRARE ATTENZIONE E COINVOLGIMENTO VERIFICARE LA PROPRIA COMPRENSIONE COMUNICAZIONE CONVINCERE RISPONDERE SUSCITARE INTERESSE ED ATTENZIONE ESSERE PERSUASIVI 2007 mannelli 13/122 OTTENERE CONSENSO ADATTARE IL LINGUAGGIO AGLI INTERLOCUTORI RIMANERE ADERENTI AL TEMA RISOLVERE DUBBI E CERTEZZE

14 Il Processo Di Comunicazione 2007 mannelli 14/122

15 Cosa rimane della comunicazione: Sembra inoltre che gli individui percepiscano soltanto quello che Comunicando succede che: VOGLIAMO DIRE ritengono interessante, sia in senso positivo, cioè desiderabile, sia in senso negativo, cioè pericoloso 100 DICIAMO L INTERLOCUTORE ASCOLTA L INTERLOCUTORE COMPRENDE L INTERLOCUTORE RICORDA mannelli 15/122

16 Il Filtro Della Percezione Situazione Contesto Ambiente Filtri percettivi Culturali Uditivi Visivi Cinestesici La percezione è il filtro tra noi e il mondo, ovvero il processo attraverso cui elaboriamo gli stimoli provenienti dall ambiente e attribuiamo loro un significato 2007 mannelli 16/122

17 Dalla Percezione Dipende: Come recepiamo ciò che gli altri ci dicono Come interpretiamo ciò che gli altri dicono Come, di conseguenza, ci comportiamo 2007 mannelli 17/122

18 La comunicazione 2007 mannelli 18/122

19 2007 mannelli 19/122

20 Attenzione al canale non verbale! mimica facciale uso degli occhi il contatto corporeo movimenti e gesti prossimità Parla, parla, ti sto ascoltando CANALE NON VERBALE 2007 mannelli 20/122

21 LA COMUNICAZIONE È EFFICACE QUANDO C È ADEGUATEZZA TRA IL PIANO DEL CONTENUTO E QUELLO DELLA RELAZIONE ACCORDO contenuto DISACCORDO CONFERMA La comunicazione è efficace e generativa La comunicazione è positiva e ha possibilità di successo relazione DISCONFERMA La comunicazione è bloccata. La non consapevolezza ne impedisce l efficacia La comunicazione è distruttiva Nella comunicazione il piano del contenuto prevale se la relazione non è un problema 2007 mannelli 21/122

22 Ascolto attivo: L ASCOLTO È UN PROCESSO A DUE VIE Ascoltare Comunicare l ascolto PER QUESTO SI PARLA DI ASCOLTO ATTIVO La comprensione dell altro richiede sollecitazioni, esplicitazioni e concessione di spazi 2007 mannelli 22/122

23 ascolto attivo Tanto Più Completo è L ascolto Tanta Più Sarà Centrata La Comunicazione T MESSAGGIO- PERCEZIONE ASCOLTO R Nell ascolto attivo si distinguono 5 tappe fondamentali: 1 Ascoltare il contenuto e fare domande di chiarimento 2 Capire le finalità della comunicazione (no interpretazione) 3 Valutare la c.n.v dell interlocutore 4 Controllare la propria c.n.v e i propri filtri 5 Ascoltare con partecipazione e senza giudicare 2007 mannelli 23/122

24 L empatia Per un efficace gestione del processo comunicativo è importante comunicare con le parti in modo empatico, così da creare sintonia relazionale: COMUNICARE CON EMPATIA Mettersi nei panni dell altro per sentire: le parole che dice le emozioni che prova Comunicare all altro la propria attenzione attraverso: atteggiamento aperto messaggi di conferma COMUNICARE L EMPATIA 2007 mannelli 24/122

25 Tecniche di ascolto attivo: LE TECNICHE VERBALI: Parafrasare i contenuti Esplicitare le implicazioni del messaggio ricevuto Interpretare gli stati d animo dell interlocutore Stimolare ulteriori chiarimenti LE TECNICHE NON VERBALI: Guardare con attenzione Assentire Prendere nota mantenendo il contatto visivo Esprimere sentimenti in modo empatico 2007 mannelli 25/122

26 Essere precisi nella comunicazione Le domande di precisione sono utili per: per mettere a fuoco la natura dell esigenza e capire cosa è necessario conoscere per risolverla per raccogliere le informazioni al fine di colmare il dislivello di conoscenza COSA SO IN PIÙ COSA SO COSA DOVREI SAPERE 2007 mannelli 26/122

27 Tecniche di riformulazione Verificare di aver compreso! Obiettivo Comunicare all interlocutore: di aver ascoltato di aver rielaborato di voler capire Come? Ripetere quello che è stato detto dall interlocutore parafrasando e usando termini e concetti diversi per verificare che si sta intendendo la stessa cosa Ridurre o eliminare, se possibile, la negatività Riformulare quanto detto dall interlocutore per esempio eliminando tutti i termini e gli accenti che trasmettono negatività così da rendere neutra la sua dichiarazione 2007 mannelli 27/122

28 Tecniche di ricapitolazione: Riassumere e ribadire i punti essenziali per: Comunicare all interlocutore che lo si sta ascoltando Sottolineare i punti salienti della comunicazione e rafforzarne il ricordo Chiarire e concordare le conseguenze pratiche e operative della comunicazione 2007 mannelli 28/122

29 I comportamenti funzionali ad una efficace comunicazione Ascolto attivo Domande di specificazione Riformulazione Ricapitolazione 2007 mannelli 29/122

30 I comportamenti funzionali ad una efficace comunicazione MANIFESTAZIONE NON VERBALE PARAVERBALE Di relazione Postura prossimità Tono arrogante Di stati emotivi Espressioni facciali Velocità Arrossire Tono cadere tossire Di personalità Stile dei gesti Pronuncia strascicata Pronuncia ritmata Di gruppo sociale Abbigliamento Accento Trucco dialetto Taglio dei capelli 2007 mannelli 30/122

31 Comunicare nel gruppo ENTRARE IN RELAZIONE SENZA COLLUDERE DARE SPAZIO AGLI ALTRI EVITARE IL CONFLITTO PERSONALE 2007 mannelli 31/122

32 STILI DI COMUNICAZIONE Le caratteristiche della nostra comunicazione 2007 mannelli 32/122

33 Relazioni con l altro nella comunicazione AGGRESSIVITÀ DOVERE SUPERIORITÀ PASSIVITÀ SENSAZIONI INFERIORITÀ ASSERTIVITÀ REALISMO ADULTO 2007 mannelli 33/122

34 Aggressività RICORDATI SEMPRE... NON FARE MAI... BISOGNA ESSERE... NON SI DEVE... SEI RIDICOLO... ASSURDO... COME TI PERMETTI? mannelli 34/122

35 Passività MI SCUSI, NON VOLEVO... MI DISPIACE... SE MI PERMETTE, VORREI... MI PIACEREBBE... NON SO SE FACCIO O DICO BENE, MA mannelli 35/122

36 Assertività IO PENSO O CREDO CHE... HO L'IMPRESSIONE CHE... SECONDO ME... IN CHE MISURA... IN CHE MODO, PERCHÉ?... ESAMINANDO OBIETTIVAMENTE LA QUESTIONE... E' PROBABILE CHE... VALUTIAMO INSIEME SE mannelli 36/122

37 NEGOZIAZIONE E CONFLITTO Come gestire un processo negoziale 2007 mannelli 37/122

38 Tipi Di Conflitto DI IDEE Principi diversi Proposte contrastanti DI RUOLO Sovrapposizione, assenza di ruoli DI INTERESSE Materiale, informazioni potere, conoscenze contese 2007 mannelli 38/122

39 Strategie e risultati possibili WIN LOSE (vinco perdi) LOSE LOSE (perdo perdi) WIN WIN (vinco vinci) 2007 mannelli 39/122

40 RSPP e RLS: CONTRASTO-CONFLITTO Il contrasto riguarda i i contenuti mentre il conflitto si sviluppa sul piano della Il RLS è relazione pressante e puntiglioso perché il RSPP è sfuggente e superficiale Il RSPP è sfuggente e superficiale perché il RLS è pressante e puntiglioso Per trasformare la relazione occorre prendere provvedimenti- l RLS è una risorsa da utilizzare nel processo valutativo e decisionale 2007 mannelli 40/122

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