QGIS User Guide. Release 2.0. QGIS Project

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1 QGIS User Guide Release 2.0 QGIS Project 16 May 2014

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3 Indice 1 Preamble 1 2 Convenzioni Convenzioni per l interfaccia grafica Convenzioni per il Testo o la Tastiera Istruzioni specifiche per un sistema operativo Premessa 5 4 Caratteristiche Visualizzazione dati Esplorare dati e comporre mappe Creazione, modifica, gestione ed esportazione dati Analsi dei dati Pubblicazione di mappe su internet Estendi le funzionalità di QGIS attraverso i plugin Console Python What s new in QGIS Interfaccia utente Fornitore di dati Simbologia Compositore di stampe Labeling Programmability Analysis tools Plugins General Layer Legend Browser Come Iniziare Installazione Dati campione Sessione di esempio Avvio e chiusura di QGIS Opzioni linea di comando Progetti Output QGIS GUI Barra dei Menu Barra degli Strumenti i

4 7.3 Legenda Vista Mappa Barra di Stato Strumenti generali Informazione elementi Scorciatoie da tastiera Guide contestuali Visualizzazione Misurazioni Decorazioni Note testuali Segnalibri geospaziali Progetti nidificati Aggiungi layer testo delimitato Configurazione di QGIS Pannelli e Barre degli strumenti Proprietà progetto Opzioni dell interfaccia grafica (GUI) Personalizzazione Lavorare con le proiezioni Panoramica sul supporto alle proiezioni Specifiche globali delle proiezioni Definire la riproiezione al volo (OTF) Sistemi di riferimento personalizzati QGIS Browser Lavorare con i dati vettoriali Formati supportati Proprietà dei layer vettoriali Modifica Costruttore di interrogazioni Calcolatore di campi Lavorare con i dati raster Lavorare con i dati raster Proprietà raster Calcolatore raster Lavorare con i dati OGC QGIS as OGC Data Client QGIS as OGC Data Server Lavorare con i dati GPS Plugin GPS Tracciamento live GPS Integrazione con GRASS GIS Avviare il plugin GRASS Caricare layer raster e vettoriali GRASS LOCATION e MAPSET in GRASS Importare dati nelle LOCATION GRASS Il modello dati vettoriale di GRASS Creare un nuovo layer vettoriale GRASS Digitalizzare e modificare layer vettoriali GRASS Lo strumento Regione di GRASS Gli strumenti GRASS ii

5 17 QGIS L ambiente Processing Introduzione Strumenti The graphical modeler The batch processing interface Using processing algorithms from the console Il gestore della cronologia di SEXTANTE Configurazione di applicazioni esterne The SEXTANTE Commander Compositore di stampe Primi passi Rendering mode Composer Items Item alignment Atlas generation Creazione di file in uscita Manage the Composer Plugin di QGIS Plugin di QGIS Uso dei plugin di base di QGIS Plugin Cattura coordinate Plugin DB Manager Plugin Convertitore DXF2Shape Plugin evis Plugin ftools Plugin GDALTools Plugin Georeferenziatore Plugin Interpolazione Plugin Offline Editing Plugin Oracle Spatial GeoRaster Plugin Analisi geomorfologica Plugin Mappa di concentrazione Plugin grafo strade Plugin Spatial Query Plugin SQL Anywhere Topology Checker Plugin Plugin Statistica zonale Aiuto e supporto Le Mailing list IRC BugTracker Blog Plugins Wiki Appendix GNU General Public License GNU Free Documentation License Letteratura e riferimenti web 269 Indice 271 iii

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7 CAPITOLO 1 Preamble This document is the original user guide of the described software QGIS. The software and hardware described in this document are in most cases registered trademarks and are therefore subject to the legal requirements. QGIS is subject to the GNU General Public License. Find more information on the QGIS Homepage I dettagli, i dati, i risultati ecc. presenti n questo documento sono sati scritti e verificati al meglio delle conoscenze e della responsabilità degli autori e degli editori. Ciononostante, possono essere presetni errori nei contenuti. Therefore, all data are not liable to any duties or guarantees. The authors, editors and publishers do not take any responsibility or liability for failures and their consequences. You are always welcome to indicate possible mistakes. This document has been typeset with restructuredtext. It is available as rest source code via github and online as HTML and PDF via Translated versions of this document can be downloaded in several formats via the documentation area of the QGIS project as well. For more information about contributing to this document and about translating it, please visit: Collegamenti presenti in questo dicumento Questo documento contiene collegamenti interni ed esterni. Cliccando su un collegamento interno ci si sposta all interno del documento, mentre cliccando su un collegamento esterno si apre un indirizzo internet. In formato PDF, i collegamenti interni ed esterni sono mostrati in colore blu e sono gestiti dal browser del sistema. In frmato HTML, il browser gestisce e mostra entrambi allo stesso modo. Autori e redattori delle guide per l utente, l installazione e la programmazione in codice Tara Athan Radim Blazek Godofredo Contreras Otto Dassau Martin Dobias Peter Ersts Anne Ghisla Stephan Holl N. Horning Magnus Homann Werner Macho Carson J.Q. Farmer Tyler Mitchell K. Koy Lars Luthman Claudia A. Engel Brendan Morely David Willis Jürgen E. Fischer Marco Hugentobler Larissa Junek Diethard Jansen Paolo Corti Gavin Macaulay Gary E. Sherman Tim Sutton Alex Bruy Raymond Nijssen Richard Duivenvoorde Andreas Neumann Astrid Emde Yves Jacolin Alexandre Neto Andy Schmid Hien Tran-Quang Copyright (c) QGIS Development Team Internet: License of this document Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the GNU Free Documentation License, Version 1.3 or any later version published by the Free Software Foundation; with no Invariant Sections, no Front-Cover Texts and no Back-Cover Texts. A copy of the license is included in Appendix GNU Free Documentation License. 1

8 2 Capitolo 1. Preamble

9 CAPITOLO 2 Convenzioni Questa sezione descrive le convenzioni di rappresentazione grafica usate nel manuale. Le convenzioni sono le seguenti: 2.1 Convenzioni per l interfaccia grafica Le convenzioni stilistiche per l interfaccia grafica hanno lo scopo di imitarne l effettivo aspetto. In generale, si e evitato di usare immagini o indicazioni che compaiono solo al passaggio del mouse sopra l indicazione stessa, in modo che l utente possa scorrere visivamente l interfaccia grafica per trovare quello che piu assomiglia all istruzione rappresentata nel manuale. Opzioni da menu: Layer Aggiungi un layer raster oppure Impostazioni Barre degli strumenti Digitalizzazione Strumenti: Aggiungi raster Pulsante: [Salva come predefinito] Titolo casella di dialogo: Proprieta layer Scheda (tab): Generale Casella di controllo: Render Pulsante di scelta: Postgis SRID EPSG ID Scelta numerica: Selezione testuale: Carca file: Scelta colore: Barra di scorrimento: Inserimento testo: L ombreggiatura caratterizza un componente della GUI cliccabile. 2.2 Convenzioni per il Testo o la Tastiera Il manuale include anche convenzioni relative al testo, all inserimento da tastiera e alle parti di codice per indicare diverse entita come classi o metodi. Non hanno alcuna corrispondenza visuale con l applicativo. Collegamenti web: 3

10 Combinazioni di tasti: premere Ctrl+B significa la pressione del tasto B mentre si tiene premuto il tasto Ctrl. Nome di un file: lakes.shp Nome di una classe: NewLayer Metodo: classfactory Server: myhost.de Inserimento di testo da parte dell utente al prompt dei comandi: qgis --help Le porzioni di codice sono indicate con un formato carattere a spaziatura fissa PROJCS["NAD_1927_Albers", GEOGCS["GCS_North_American_1927", 2.3 Istruzioni specifiche per un sistema operativo Sequenze della GUI e piccole porzioni di testo possono essere formattate in sequenza lineare, ad es.: Clicca File QGIS Esci per chiudere QGIS. Questa notazione indica che sui sistemi operativi Linux, Unix e Windows, bisogna cliccare innanzitutto sul menù File, quindi su Esci nel menu a tendina, mentre su Macintosh OSX bisogna cliccare prima sul menu QGIS, poi su Esci dal menu a tendina. Grosse porzioni di testo possono essere formattate come un elenco: fai questo; fai quello; fai qualcos altro. o come paragrafi. Fai questo e questo e questo. Quindi fai questo e questo, e questo.... Fai quello. Poi fai quello e quello, e quello,.... Le schermate riportate nella guida sono state create su diversi sistemi operativi, indicati da apposite icone alla fine della didascalia. 4 Capitolo 2. Convenzioni

11 CAPITOLO 3 Premessa Benvenuti nel meraviglioso mondo dei Sistemi Informativi Geografici (GIS)! QGIS is an Open Source Geographic Information System. The project was born in May of 2002 and was established as a project on SourceForge in June of the same year. We ve worked hard to make GIS software (which is traditionally expensive proprietary software) a viable prospect for anyone with basic access to a Personal Computer. QGIS currently runs on most Unix platforms, Windows, and OS X. QGIS is developed using the Qt toolkit (http://qt.digia.com) and C++. This means that QGIS feels snappy to use and has a pleasing, easy-to-use graphical user interface (GUI). QGIS aims to be an easy-to-use GIS, providing common functions and features. The initial goal was to provide a GIS data viewer. QGIS has reached the point in its evolution where it is being used by many for their daily GIS data viewing needs. QGIS supports a number of raster and vector data formats, with new format support easily added using the plugin architecture. QGIS is released under the GNU General Public License (GPL). Developing QGIS under this license means that you can inspect and modify the source code, and guarantees that you, our happy user, will always have access to a GIS program that is free of cost and can be freely modified. You should have received a full copy of the license with your copy of QGIS, and you also can find it in Appendix GNU General Public License. Suggerimento: Documentazione aggiornata The latest version of this document can always be found in the documentation area of the QGIS website at 5

12 6 Capitolo 3. Premessa

13 CAPITOLO 4 Caratteristiche QGIS offre molte delle comuni funzionalità GIS grazie alle sue caratteristiche di base e ai plugin. Per averne una prima visione, sono state brevemente riassunte in sei categorie. 4.1 Visualizzazione dati E possibile visualizzare e sovrapporre dati vettoriali e dati raster in diversi formati e proiezioni, senza che sia necessaria una conversione in un formato interno o comune. I formati supportati includono: Tabelle e viste spaziali si PostGIS, SpatiaLite e MSSQL Spatial, Oracle Spatial e formati vettoriali supportati dalla libreria OGR come ESRI shapefile, MapInfo, SDTS, GML e molti molti altri, vedi la sezione Lavorare con i dati vettoriali. Formati raster e immagine supportati dalla libreria GDAL (Geospatial Data Abstraction Library), come GeoTiff, Erdas Img., ArcInfo Ascii Grid, JPEG, PNG e altri ancora, cfr. la sezione Lavorare con i dati raster. L architettura Processing di QGIS permette di richiamare centinaia di algoritmi sia nativi che provenienti da terze parti. Vedi la sezione Introduzione. Dati raster e vettoriali GRASS dai relativi database (location/mapset), cfr. la sezione Integrazione con GRASS GIS. Dati spaziali accessibili da Web Services OGC, come (WMS, WMTS, WCS, WFS, WFS-T,...), vedi sezione Lavorare con i dati OGC. Dati OpenStreetMap, cfr. la sezione plugins_osm. 4.2 Esplorare dati e comporre mappe Puoi creare delle mappe e esplorare i dati spaziali con un interfaccia grafica molto facile da utilizzare. Sono disponibili molti strumenti, fra cui: QGIS browser Riproiezione al volo DB Manager Composizione mappe Pannello vista generale Segnalibri spaziali Note testuali Funzioni di identificazione/selezione 7

14 Modifica/visualizzazione/ricerca degli attributi Etichette definite dalle proprietà dei dati Cambiare la simbologia di vettori e di raster in base alle proprietà dei dati Aggiungere una griglia per la creazione di un atlante Decorare le mappe con l indicatore del Nord, la barra della scala cartografica e un etichetta per il copyright Salvataggio e recupero dei progetti 4.3 Creazione, modifica, gestione ed esportazione dati Puoi creare, modificare, gestire ed esportare i vettori e i raster in molti formati. In QGIS sono disponibili per esempio: Strumenti per la digitalizzazione per i formati OGR e per i layer vettoriali GRASS Creazione e modifica di shapefile e di layer GRASS Immagini geocodificate grazie al plugin Georeferencer Strumenti GPS per importare ed esportare formati GPX, convertire altri formati GPS in GPX o scaricarli/caricarli direttamente su di una unità GPS (nella versione Linux, usb è stata aggiunta alla lista degli strumenti GPS) Visualizzazione e modifica di dati OpenStreetMap Creare tabelle di database spaziali da shapefile con il plugin DB Manager Gestione delle tabelle di database spaziali migliorata Gestione delle tabelle degli attributi dei vettori Salvataggio di screenshot come immagini georiferite 4.4 Analsi dei dati Puoi effettuare analisi spaziali su database spaziali e altri formati supportati da OGR. Attualmente QGIS offre strumenti di analisi vettoriale, geoprocessing, geometria e gestione database. Puoi anche utilizzare gli strumenti integrati di GRASS, ovvero avrai completo accesso agli oltre 400 moduli di GRASS (vedi sezione Integrazione con GRASS GIS). Puoi anche utilizzare il plugin Processing che permette di effettuare potentissime analisi geospaziali grazie agli algoritmi provenienti da altri programmi come GDAL, SAGA, GRASS, ftools e molti altri ancora (vedi sezione Introduzione). 4.5 Pubblicazione di mappe su internet QGIS può essere utilizzato come client WMS, WMTS, WMS-C e WFS-T e come server WMS e WFS (vedi sezione Lavorare con i dati OGC). Inoltre puoi esportare e pubblicare i tuoi dati in internet usando un webserver con UMN MapServer o GeoServer installati. 4.6 Estendi le funzionalità di QGIS attraverso i plugin QGIS può essere adattato ai tuoi scopi con l architettura estensibile dei plugin. QGIS fornisce librerie che possono essere utilizzate per la creazione di plugin. Ma puoi creare le tue nuove applicazioni con C++ o Python! 8 Capitolo 4. Caratteristiche

15 4.6.1 Plugin nativi 1. Coordinate Capture (cattura le coordinate, tramite il mouse, nei diversi Sistemi di Riferimento Cartografico - CRS) 2. DB Manager (scambia, modifica e visualizza layer e tabelle; esegue query in SQL) 3. Diagram Overlay (inserisce diagrammi su un layer vettoriale) 4. Dxf2Shp Converter (converte file DXF in Shapefile) 5. evis (strumento per la visualizzazione di eventi) 6. ftools (strumento per l analisi e la gestione di dati vettoriali) 7. Strumenti GDAL (Strumenti GDAL integrati in QGIS) 8. Georeferencer GDAL (aggiunge ai raster informazioni sulla proiezione cartografica utilizzando GDAL) 9. GPS Tools (carica e importa dati GPS) 10. GRASS (integrazione con GRASS) 11. Mappe di concentrazione (Genera dei raster di concentrazione partendo da dati puntuali) 12. Interpolation (interpolazione basata sui vertici in un layer vettoriale) 13. Mapserver Export (esporta un progetto QGIS in un file mappa MapServer) 14. Offline Editing (consente le modifiche offline e la sincronizzazione con un database) 15. Plugin Open Layer (accesso ai layer di OpenStreetMap, Google Maps, Bing Maps e molti altri) 16. Oracle Spatial Georaster 17. Processing (SEXTANTE nelle versioni precedenti ) 18. Raster terrain analysis (analisi del terreno su raster) 19. Road graph (analisi di rete del percorso più breve) 20. Plugin Spatial Query 21. SPIT (importa uno Shapefile in PostgreSQL/PostGIS) 22. SQL Anywhere Plugin (immagazzina layer vettoriali in un database SQL Anywhere) 23. Validatore topologico (trova errori topologici in un vettore) 24. Plugin statistiche zonali (calcola il conteggio, la somma, la media di un raster per ogni poligono di un vettore) Plugin esterni in Python QGIS offre un crescente numero di plugin python esterni forniti dalla comunità. Questi plugin sono presenti all interno del repository ufficiale dei plugin e possono essere facilmente installati usando l installatore dei plugin python (vedi sezione Caricamento di un plugin esterno). 4.7 Console Python Per chi utilizza gli script, è possibile sfruttare la console Python integrata, accessibile dal menu Plugins Python Console. La console si apre come una finestra di dialogo non modale. Per interagire con l ambiente di QGIS esiste una variabile qgis.utils.iface che è un istanza di QgsInterface. Questa interfaccia permette di accedere alla mappa, ai menu, alle barre degli strumenti e ad altre applicazioni di QGIS. Per maggiori informazioni su come utilizzare la console Python e programmare applicazioni e plugin Py QGIS, fai riferimento a questa risorsa Console Python 9

16 10 Capitolo 4. Caratteristiche

17 CAPITOLO 5 What s new in QGIS 2.0 Please note that this is a release in our cutting edge release series. As such it contains new features and extends the programmatic interface over QGIS We recommend that you use this version over previous releases. This release includes hundreds of bug fixes and many new features and enhancements that will be described in this manual. Also compare with the visual changelog at 5.1 Interfaccia utente New icon theme: We have updated our icon theme to use the GIS theme introducing an improved level of consistency and professionalism to the QGIS user interface. Schede laterali, menu raggruppabili: abbiamo standardizzato il layout delle schede e in molte finestre di dialogo molti menu sono ora raggruppabili in modo da facilitare la navigazione e migliorare la visualizzazione. Soft notifications: In many cases we want to tell you something, but we don t want to stop your work or get in your way. With the new notification system QGIS can let you know about important information via a message bar (colour depends on the importance of the message) that appears at the top of the map canvas but doesn t force you to deal with it if you are busy doing something else. Programmers can create these notification (e.g. from a plugin) to using our python API. Application custom font and Qt stylesheet: The system font used for the application s user interface can now be set. Any C++ or Python plugin that is a child of the QGIS GUI application or has copied/applied the application s GUI stylesheet can inherit its styling, which is useful for GUI fixes across platforms and when using custom QGIS Qt widgets, like QgsCollapsibleGroupBox. Live color chooser dialogs and buttons: Every color chooser button throughout the interface has been updated to give visual feedback on whether the current color has a transparent, or alpha, component. The color chooser opened by the new color buttons will now always be the default for the operating system. If the user has Use live-updating color chooser dialogs checked under Options -> General -> Application, any change in the color chooser will immediately be shown in the color button and for any item currently being edited, where applicable. SVG Annotations: With QGIS 2.0 you can now add SVG annotations to your map - either pinned to a specific place or in a relative position over the map canvas. 5.2 Fornitore di dati Oracle Spatial support: QGIS 2.0 now includes Oracle Spatial support. Web Coverage Service provider added: QGIS now provides native support for Web Coverage Service layers - the process for adding WCS is similar to adding a WMS layer or WFS layer. 11

18 Raster Data Provider overhaul: The raster data provider system has been completely overhauled. One of the best new features stemming from this work is the ability to Layer -> Save As... to save any raster layer as a new layer. In the process you can clip, resample, and reproject the layer to a new Coordinate Reference System. You can also save a raster layer as a rendered image so if you for example have single band raster that you have applied a colour palette to, you can save the rendered layer out to a georeferenced RGB layer. Raster 2% cumulative cut by default: Many raster imagery products have a large number of outliers which result in images having a washed out appearance. QGIS 2.0 intoduces much more fine grained control over the rendering behaviour of rasters, including using a 2% - 98% percent cumulative cut by default when determining the colour space for the image. formato identificazione WMS: è possibile selezionare il formato di identificazione dei risultati per layer WMS se il server supporta formati multipli. I formati supportati sono HTML, feature (GML) e plain text. Se è stato selezionato il formato feature (GML), il risultato è uguale a quello di un vettore, la geometria può essere evidenziata e sia la geometria che gli attributi possono essere copiati e incollati su un altro layer. WMTS Support: The WMS client in QGIS now supports WMTS (Web Mapping Tile Service) including selection of sub-datasets such as time slices. When adding a WMS layer from a compliant server, you will be prompted to select the time slice to display. 5.3 Simbologia Proprietà definite dai dati: tipologia, dimensione, colore, rotazione e molte altre proprietà del simbolo possono essere definite attraverso le proprietà del vettore. Gestione simbologia vettore migliorata: la nuova vista del simbolo usa una chiara e pulita struttura ad albero che permette un facile e rapido accesso a tutti i simboli del vettore. Support for transparency in colour definitions: In most places where you select colours, QGIS now allows you to specify the alpha channel (which determins how transparent the colour should be). This allows you to create great looking maps and to hide data easily that you don t want users to see. Color Control for Raster Layers: QGIS 2.0 allows you to precisely control exactly how you d like raster layers to appear. You now have complete control over the brightness, contrast and saturation of raster layers. There s even options to allow display of rasters in grayscale or by colorising with a specified color. Copia simbologia fra layer: è ora possibile copiare e incollare la simbologia fra layer diversi in modo super veloce. Se stai lavorando con layer simili, puoi semplicemente fare click con il tasto destro su un layer, scegliere Copia Stile dal menu e cliccare con il tasto destro su un altro layer scegliendo Incolla Stile. Salva stile nel database: se stai usando un database vettoriale, puoi immagazzinare lo stile dei layer direttamente nel database. Questo permette di condividere layer stilizzati in ambienti enterpirse o multi-utente. Colour ramp support: Colour ramps are now available in many places in QGIS symbology settings and QGIS ships with a rich, extensible set of colour ramps. You can also design your own and many cpt-city themes are included in QGIS now out of the box. Color ramps even have full support for transparency! Set custom default styles for all layer types: Now QGIS lets you control how new layers will be drawn when they do not have an existing.qml style defined. You can also set the default transparency level for new layers and whether symbols should have random colours assigned to them. 5.4 Compositore di stampe Oggetti HTML: puoi aggiungere elementi HTML nella tua mappa. Snap automatico delle linee: l allineamento degli oggetti è fondamentale per la creazione di mappe. Lo snap automatico delle linee è stato aggiunto per facilitare l allineamento di oggetti, semplicemente trascinando e rilasciando. 12 Capitolo 5. What s new in QGIS 2.0

19 Manual Snap Lines: Sometimes you need to align objects a curtain distance on the composer. With the new manual snapping lines you are able to add manual snap lines which allow for better align objects using a common alignment. Simply drag from the top or side ruler to add new guide line. Map series generation: Ever needed to generate a map series? Of course you have. The composer now includes built in map series generation using the atlas feature. Coverage layers can be points, lines, polygons, and the current feature attribute data is available in labels for on the fly value replacement. Multipage support: A single composer window can now contain more than one page. Expressions in composer labels: The composer label item in 1.8 was quite limited and only allowed a single token $CURRENT_DATE to be used. In 2.0 full expression support has been added too greater power and control of the final labels. Automatic overview support in map frame: Need to show the current area of the main map frame in a smaller overview window. Now you can. The map frame now contains the ability to show the extents of other and will update when moved. Using this with the atlas generation feature now core in the composer allows for some slick map generation. Overview frame style uses the same styling as a normal map polygon object so your creativity is never restricted. Layer blending: Layer blending makes it possible to combine layers in new and exciting ways. While in older versions, all you could do was to make the layer transparent, you can now choose between much more advanced options such as multiply, darken only, and many more. Blending can be used in the normal map view as well as in print composer. For a short tutorial on how to use blending in print composer to make the most out of background images, see Vintage map design using QGIS. HTML Label support: HTML support has been added map composer label item to give you even more control over your final maps. HTML labels support full css styles sheets, html, and even javascript if you are that way inclined. Multicolumn composer legend: The composer legend now supports multiple columns. Splitting of a single layer with many classes into multiple columns is optional. Single symbol layers are now added by default as single line item. Three different styles may be assigned to layer/group title: Group, Subgroup or Hidden. Title styles allow arbitrary visual grouping of items. For example, a single symbol layer may be displayed as single line item or with layer title (like in 1.8), symbols from multiple following layers may be grouped into a single group (hiding titles) etc. Feature counts may be added to labels. Updates to map composer management: The following improvements have been made to map composer management: Composer name can now be defined upon creation, optionally choosing to start from other composer names Composers can now be duplicated New from Template and from Specific (in Composer Manager) creates a composer from a template located anywhere on the filesystem Parent project can now be saved directly from the composer work space All composer management actions now accessible directly from the composer work space 5.5 Labeling New labeling system: The labeling system has been totally overhauled - it now includes many new features such as drop shadows, highway shields, many more data bound options, and various performance enhancements. We are slowly doing away with the old labels system, although you will still find that functionality available for this release, you should expect that it will disappear in a follow up release. Expression based label properties: The full power of normal label and rule expressions can now be used for label properties. Nearly every property can be defined with an expression or field value giving you more control over the label result. Expressions can refer to a field (e.g. set the font size to the value of the field font ) or can include more complex logic Labeling 13

20 Older labeling engine deprecated: Use of the older labeling engine available in QGIS <= 1.8 is now discouraged (i.e. deprecated), but has not been removed. This is to allow users to migrate existing projects from the old to new labeling engine. The following guidelines for working with the older engine in QGIS 2.0 apply: Deprecated labeling tab is removed from vector layer properties dialog for new projects or older opened projects that don t use that labeling engine. Deprecated tab remains active for older opened projects, if any layer uses them, and does not go away even if saving the project with no layers having the older labeling engine enabled. Deprecated labeling tab can be enabled/disabled for the current project, via Python console commands. Please note: There is a very high likelihood the deprecated labelling engine will be completely removed prior to the next stable release of QGIS. Please migrate older projects. 5.6 Programmability New Python Console: The new Python console gives you even more power. Now the with auto complete support, syntax highlighting, adjustable font settings. The side code editor allows for easier entry of larger blocks of code with the ability to open and run any Python file in the QGIS session. Even more expression functions: With the expression engine being used more and more though out QGIS to allow for things like expression based labels and symbol, many more functions have been added to the expression builder and are all accessible through the expression builder. All functions include comprehensive help and usage guides for ease of use. Custom expression functions: If the expression engine doesn t have the function that you need. Not to worry. New functions can be added via a plugin using a simple Python API. New cleaner Python API: The Python API has been revamped to allow for a more cleaner, more pythonic, programming experience. The QGIS 2.0 API uses SIP V2 which removes the messy tostring(), toint() logic that was needed when working with values. Types are now converted into native Python types making for a much nicer API. Attributes access is now done on the feature itself using a simple key lookup, no more index lookup and attribute maps. Code compatibility with version 1.x releases: As this is a major release, it is not completely API compatible with previous 1.x releases. In most cases porting your code should be fairly straightforward - you can use this guide to get started. Please use the developer mailing list if you need further help. Python project macros: A Python module, saved into a project.qgs file, can be loaded and have specific functions run on the following project events: openproject(), saveproject() and closeproject(). Whether the macros are run can be configured in the application options. 5.7 Analysis tools Processing Commander: For quick access to geoprocessing functionality, just launch the processing commander (Ctrl + Alt + M) and start typing the name of the tool you are looking for. Commander will show you the available options and launch them for you. No more searching through menus to find tools. They are now right at your fingertips. Heatmap Plugin Improvements: The heatmap plugin has seen numerous improvements and optimisations, resulting in much faster creation of heatmaps. Additionally, you now have the choice of which kernel function is used to create the heatmap. Processing Support: The SEXTANTE project has been ported to and incorporated into QGIS as core functionality. SEXTANTE has been renamed to Processing and introduces a new menu in QGIS from where you can access a rich toolbox of spatial analysis tools. The processing toolbox has incredibly rich functionality - with a python programming API allowing you to easily add new tools, and hooks to provide access to analysis capabilities of many popular open source tools such as GRASS, OTB, SAGA etc. 14 Capitolo 5. What s new in QGIS 2.0

21 Processing Modeller: One of the great features of the new processing framework is the ability to combine the tools graphically. Using the Processing Modeller, you can build up complex analysis from a series of small single purpose modules. You can save these models and then use them as building blocks in even more complex models. Awesome power integrated right into QGIS and very easy to use! 5.8 Plugins Revamped plugin manager: In QGIS 1.x managing plugins was somewhat confusing with two interfaces - one for managing already installed plugins and one for fetching python plugins from an only plugin repository. In QGIS 2.0 we introduce a new, unified, plugin manager which provides a one stop shop for downloading, enabling/disabling and generally managing you plugins. Oh, and the user interface is gorgeous too with side tabs and easy to recognise icons! Application and Project Options: Define default startup project and project templates. With QGIS 2.0 you can specify what QGIS should do when it starts: New Project (legacy behaviour, starts with a blank project), Most recent (when you start QGIS it will load the last project you worked on), Specific (always load a specific project when QGIS starts). You can use the project template directory to specify where your template projects should be stored. Any project that you store in that directory will be available for use as a template when invoking the Project New from template menu. System environment variables: Current system environment variables can now be viewed and many configured within the application Options dialog. Useful for platforms, such as Mac, where a GUI application does not necessarily inherit the user s shell environment. Also useful for setting/viewing environment variables for the external tool sets controlled by the processing toolbox, e.g. SAGA, GRASS; and, for turning on debugging output for specific sections of the source code. User-defined zoom scales: A listing of zoom scales can now be configured for the application and optionally overridden per project. The list will show up in the Scale popup combo box in the main window status bar, allowing for quick access to known scales for efficiently viewing and working with the current data sources. Defined scales can be exported to an XML file that can be imported into other projects or another QGIS application. 5.9 General Quantum GIS is now known only as qg : The Quantum in Quantum GIS never had any particular significance and the duality of referring to our project as both Quantum GIS and QGIS caused some confusion. We are streamlining our project and as part of that process we are officially dropping the use of the word Quantum - henceforth we will be known only as QGIS (spelled with all letters in upper case). We will be updating all our code and publicity material to reflect this Layer Legend Legend visual feedback and options Total count for features in layer, as well as per symbol Vector layers in edit mode now have a red pencil to indicate uncommitted (unsaved) edits Active layer is now underlined, to indicate it in multi-layer selections or when there is no selection Clicking in non-list-item whitespace now clears the selection Right-clicks are now treated as left-clicks prior to showing the contextual menu, allowing for one click instead of two Groups and layers can optionally be in a bold font style 5.8. Plugins 15

22 Raster layer generated preview icons can now be turned off, for projects where such rendering may be slow Duplicate existing map layer: Duplicate selected vector and raster layers in the map layer legend. Similar to importing the same data source again, as a separate layer, then copy/pasting style and symbology attributes. Multi-layer toggle editing commands: User can now select multiple layers in legend and, if any of those are vector layers in edit mode, choose to save, rollback, or cancel current uncommitted edits. User can also choose to apply those actions across all layers, regardless of selection Browser Improvements to in-app browser panel: Directories can be filtered by wildcard or regex expressions New Project home (parent directory of current project) View Properties of the selected directory in a dialog Choose which directories to Fast scan Choose to Add a directory directly to Favourites via filesystem browse dialog New /Volumes on Mac (hidden directory for access to external drives) New OWS group (collation of available map server connections) Open a second browser (View -> Panels -> Browser (2)) for drag-n-drop interactions between browser panels Icons now sorted by item group type (filesystem, databases, map servers) Layer Properties now have better visual layout 16 Capitolo 5. What s new in QGIS 2.0

23 CAPITOLO 6 Come Iniziare Questo capitolo fornisce una veloce panoramica sull installazione di QGIS, su alcuni dati campione scaricabili dal sito QGIS e su come avviare una prima semplice sessione in cui visualizzare layer raster e vettoriali. 6.1 Installazione L installazione di QGIS è molto semplice. Pacchetti standard per l installazione sono disponibili per MS Windows e Mac OS X. Per le distribuzioni GNU/Linux sono disponibili pacchetti binari (rpm e deb) o archivi software da aggiungere al gestore di installazione. Informazioni aggiornate possono essere reperite sul sito web di QGIS Installazione da codice sorgente If you need to build QGIS from source, please refer to the installation instructions. They are distributed with the QGIS source code in a file called INSTALL. You can also find it online at Installazione su supporti esterni QGIS permette di definire una opzione configpath che sostituisce il percorso di default (ad esempio ~ / qgis2 sotto Linux) per la configurazione utente e forza QSettings di utilizzare anche questa directory. Questo permette agli utenti di effettuare ad esempio un installazione QGIS su un flash drive con tutti i plugin e le impostazioni. Confronta anche con la sezione Menu Sistema. 6.2 Dati campione La guida utente contiene esempi basati sul set di dati campione di QGIS. L installer per Windows comprende un opzione per scaricare il set di dati campione di QGIS. Se selezionato, i dati verranno scaricati nella vostra cartella Documenti e posizionati in una cartella denominata GIS Database. Si può usare Windows Explorer per spostare questa cartella in qualunque altra posizione. Qualora non fosse stata selezionata l opzione per installare il set di dati campione durante l installazione iniziale di QGIS è possibile usare dati GIS già posseduti; scaricare dati campione da o disinstallare QGIS e reinstallarlo selezionando l opzione per lo scaricamento dei dati, solo se la soluzione precedente non ha successo. 17

24 For GNU/Linux and Mac OSX there are not yet dataset installation packages available as rpm, deb or dmg. To use the sample dataset download the file qgis_sample_data as ZIP archive from and unzip the archive on your system. The Alaska dataset includes all GIS data that are used as examples and screenshots in the user guide, and also includes a small GRASS database. The projection for the QGIS sample dataset is Alaska Albers Equal Area with unit feet. The EPSG code is PROJCS["Albers Equal Area", GEOGCS["NAD27", DATUM["North_American_Datum_1927", SPHEROID["Clarke 1866", , , AUTHORITY["EPSG","7008"]], TOWGS84[-3,142,183,0,0,0,0], AUTHORITY["EPSG","6267"]], PRIMEM["Greenwich",0, AUTHORITY["EPSG","8901"]], UNIT["degree", , AUTHORITY["EPSG","9108"]], AUTHORITY["EPSG","4267"]], PROJECTION["Albers_Conic_Equal_Area"], PARAMETER["standard_parallel_1",55], PARAMETER["standard_parallel_2",65], PARAMETER["latitude_of_center",50], PARAMETER["longitude_of_center",-154], PARAMETER["false_easting",0], PARAMETER["false_northing",0], UNIT["us_survey_feet", ]] Se si intende utilizzare QGIS come frontend grafico per GRASS, è possibile trovare una selezione di località campione (per esempio Spearfish o South Dakota) presso il sito ufficiale di GRASS GIS 6.3 Sessione di esempio Ora che si è installato QGIS e si ha a disposizione un set di dati campione, dimostreremo una breve e semplice sessione di QGIS. Visualizzeremo un layer raster ed uno vettoriale. Useremo il layer raster dell uso del suolo qgis_sample_data/raster/landcover.img e il layer vettoriale dei laghi qgis_sample_data/gml/lakes.gml Avvio di QGIS Avviare QGIS scrivendo: QGIS al prompt dei comandi, oppure se si utilizzano pacchetti binari precompilati, utilizzando il menu delle applicazioni. Avviare QGIS usando il menu Start o l icona sul desktop, oppure facendo doppio click su un file di progetto QGIS. Doppio click sull icona nella cartella Applicazioni Caricare dati raster e vettoriali dal set di dati campione 1. Cliccare sull icona Aggiungi Raster. 2. Individuare la cartella qgis_sample_data/raster/, selezionare il file ERDAS Img landcover.img e cliccare [Apri]. 3. Se il file non appare nella lista, controllare se il tipo di file selezionato nel menu in basso della finestra di dialogo è corretto, in questo caso Immagine ERDAS (*.img, *.IMG). 18 Capitolo 6. Come Iniziare

25 4. Ora cliccare sull icona Aggiungi Vettore. 5. File deve essere selezionato come tipo di sorgente nella finestra di dialogo Aggiungi vettore. Ora cliccare [Sfoglia] per selezionare il layer vettoriale. 6. Individuare la cartella qgis_sample_data/gml/, selezionare GML dal menu tipo file, poi selezionare il file GML lakes.gml e cliccare [Apri], poi nella finestra di dialogo Aggiungi vettore cliccare [OK]. 7. Ingrandire un la vista su un area a vostra scelta con alcuni laghi. 8. Fare doppio click sul layer lakes nella legenda per aprire la finestra Proprietà layer. 9. Cliccate sulla scheda :guilabel: Stile e selezionate un blu come colore di riempimento. 10. Cliccare sulla scheda Etichette e spuntare l opzione Mostra etichette per abilitare l etichettatura. Scegliere il campo NOME come campo per l etichetta. 11. Per migliorare la leggibilità delle etichette, è possibile aggiungere un buffer bianco intorno a loro, cliccando su Buffer nell elenco a sinistra, controllando checkbox : guilabel: Disegnare buffer di testo e scegliendo 3 come dimensione del buffer. 12. Cliccare [Applica], controllare se il risultato è buono ed infine premete il tasto [OK]. Visto come è facile visualizzare layer raster e vettoriali in QGIS? Proseguiamo alla sezione seguente per imparare ulteriori funzioni, caratteristiche ed impostazioni. 6.4 Avvio e chiusura di QGIS Nella sezione Sessione di esempio abbiamo già imparato come avviare QGIS. Ripeteremo questa operazione qui per mostrare come QGIS fornisca ulteriori opzioni all avvio da riga di comando. Assumendo che QGIS sia installato nel vostro PATH, lo si può avviare digitando: qgis al prompt dei comandi o facendo doppio click sul collegamento all applicazione (o shortcut) sul desktop o nel menu delle applicazioni. Avviare QGIS usando il menu Avvio (Start) o il collegamento sul desktop, o facendo doppio click su un progetto QGIS precedentemente salvato. Fare doppio click sull icona QGIS nella cartella Applicazioni (Applications). Se si vuole avviare QGIS in una shell, eseguire /percorso-installazione-eseguibile/contents/macos/qgis. Per uscire da QGIS, cliccare sul menu File QGIS Esci, o usare la scorciatoia da tastiera Ctrl+Q. 6.5 Opzioni linea di comando QGIS supporta un certo numero di opzioni se avviato da riga di comando. Per avere una lista delle opzioni possibili, digitare qgis help al prompt dei comandi. La sintassi d uso di QGIS è la seguente: qgis --help QGIS Dufour Dufour (exported) QGIS is a user friendly Open Source Geographic Information System. Usage: qgis [OPTION] [FILE] options: [--snapshot filename] emit snapshot of loaded datasets to given file [--width width] width of snapshot to emit [--height height] height of snapshot to emit [--lang language] use language for interface text [--project projectfile] load the given QGIS project [--extent xmin,ymin,xmax,ymax] set initial map extent [--nologo] hide splash screen 6.4. Avvio e chiusura di QGIS 19

26 [--noplugins] [--nocustomization] [--optionspath path] [--configpath path] [--code path] [--help] don t restore plugins on startup don t apply GUI customization use the given QSettings path use the given path for all user configuration run the given python file on load this text FILES: Files specified on the command line can include rasters, vectors, and QGIS project files (.qgs): 1. Rasters - Supported formats include GeoTiff, DEM and others supported by GDAL 2. Vectors - Supported formats include ESRI Shapefiles and others supported by OGR and PostgreSQL layers using the PostGIS extension Suggerimento: Esempio di utilizzo delle opzioni da riga di comando QGIS può essere avviato specificando uno o più file di dati da riga di comando. Per esempio, assunto che ci si trovi nella directory qgis_sample_data, si può avviare QGIS con un layer vettoriale e un file raster inserendo il seguente comando: qgis./raster/landcover.img./gml/lakes.gml Opzioni linea di comando snapshot L opzione consente di creare uno snapshot in formato PNG della vista corrente. Questo può essere utile quando si hanno molti progetti e si vogliono generare schermate dai propri dati. Il file PNG generato ha una risoluzione di 800x600 pixels. Questa può essere adattata usando gli argomenti da riga di comando width e height. Dopo l opzione snapshot può essere specificato il nome del file con cui si vuole salvare l immagine. Opzioni linea di comando lang L interfaccia di QGIS si presenta nella lingua definita dalle impostazioni di localizzazione di sistema. Se si desidera l interfaccia in un altra lingua, lo si può specificare all avvio. Ad esempio: lang=en fa sì che QGIS si avvii localizzato in inglese. Un elenco delle lingue supportate è disponibile all indirizzo Opzioni linea di comando project E possibile avviare QGIS anche con un file di progetto. Basta semplicemente aggiungere l opzione da riga di comando project seguita dal percorso e dal nome del progetto e QGIS si aprirà caricando tutti i layer indicati nel file specificato. Opzioni linea di comando extent Per fare sì che QGIS si avvii visualizzando una specifica porzione di mappa, è necessario specificare i limiti dell estensione (bounding box) che si intende visualizzare secondo il seguente ordine, con ogni valore separato da virgole: --extent xmin,ymin,xmax,ymax Opzioni linea di comando nologo Questa opzione nasconde lo splash screen quando QGIS viene avviato. Opzioni linea di comando noplugins Se si verificano problemi con i plugin all avvio di QGIS, è possibile evitare di caricarli. Saranno comunque disponibili in seguito nel Gestore plugin. Opzioni linea di comando nocustomization Usando questa opzione le personalizzazioni dell interfaccia non verranno applicate all avvio. Opzioni linea di comando optionspath 20 Capitolo 6. Come Iniziare

27 Potreste avere più di una configurazione e con questa opzione potete decidere quale usare al momento di avviare QGIS. Si veda la Sezione 3.8 per controllare dove il vostro sistema operativo salva i file d impostazione. Al momento non c è modo di specificare in quale file salvare le impostazioni, per cui potete creare una copia del file di impostazione e rinominarlo. Opzioni linea di comando configpath Questa opzione è simile alla precedente, ma in più sovrascrive il percorso di default (~/.qgis) per le configurazioni utente e forza anche QSettings ad usare questo percorso. Questo permette all utente, ad esempio, di portare l installazione di QGIS su una flash drive (es. una chiave USB) insieme a tutti i plugin ed impostazioni. 6.6 Progetti Lo stato della vostra sessione QGIS è considerata un Progetto. QGIS lavora su un progetto alla volta. Le impostazioni sono considerate sia come proprie di un progetto, o come predefinite per nuovi progetti (guarda Sezione Opzioni dell interfaccia grafica (GUI) ). QGIS puo salvare lo stato del vostro spazio di lavoro in un file di progetto usando il menu opzioni :menuselection: Progetto > Salva o :menuselection: Progetto Salva Come Caricate i progetti memorizzati in una sessione QGIS usando Progetto modello or Progetto Apri recenti. Apri..., Progetto Nuovo da Se desiderate ripulire la vostra sessione e ricominciare, scegliete Progetto Nuovo. Ciascuna di queste opzioni di menu vi chiederà se salvare il progetto esistente nel caso in cui sono state eseguite modifiche da quando esso è stato aperto o salvato per l ultima volta. Le informazioni salvate nel file di progetto includono: Layers aggiunti Proprietà dei layer, inclusa la loro rappresentazione grafica Proiezione usata per la vista mappa Ultima estensione della vista (scala e inquadramento) Il file di progetto è salvato in formato XML, così da poter essere editato esternamente a QGIS con qualunque editor, se si conosce la sintassi. Il formato del file di progetto è stato modificato parecchie volte rispetto a quello delle precedenti versioni di QGIS, di conseguenza file di progetto salvati con precedenti versioni di QGIS potrebbero non funzionare più correttamente. Si può essere avvertiti preventivamente di ciò selezionando dalla scheda Generale nel menu Impostazioni Opzioni: Chiedi di salvare il progetto e cambia sorgenti dati quando richiesto Avvisa quando viene aperto un file di progetto salvato con una vecchia versione di QGIS 6.7 Output Ci sono diversi modi per generare file di output da una sessione QGIS. Il primo è stato descritto alla Sezione Progetti e consiste nel salvataggio su file di progetto. Altri modi di produrre file di output sono ad esempio: L opzione di menu Progetto Salva come immagine apre una finestra di dialogo dove selezionerete il nome, il percorso e il tipo di immagine (formato PNG e JPG). Un file con estensione mondiale PNGW o JPGW salvato nella stessa cartella georeferenzia l immagine. Opzione di menu: menuselection: Progetto -> mactionnewcomposer : menuselection: Nuova composizione di stampa apre una finestra di dialogo in cui è possibile impaginare e stampare l area di mappa corrente (vedere Sezione: ref: label_printcomposer) Progetti 21

28 22 Capitolo 6. Come Iniziare

29 CAPITOLO 7 QGIS GUI All avvio di QGIS la GUI si presenta come mostrato di sotto (i numeri da 1 a 5 cerchiati di giallo si riferiscono alle 5 aree principali dell interfaccia come verrà in seguito discusso): Figura 7.1: QGIS GUI con i dati campione Alaska Nota: L aspetto delle finestre (barra del titolo, ecc.) può apparire diverso a seconda del sistema operativo e del gestore di finestre utilizzato. L interfaccia di QGIS è divisa in cinque aree: 1. Barra dei Menu 2. Barra degli Strumenti 3. Legenda 23

30 4. Vista Mappa 5. Barra di Stato Le cinque componenti dell interfaccia di QGIS sono descritte con maggior dettaglio nelle sezioni seguenti. Due ulteriori sezioni descriveranno le scorciatoie da tastiera e la guida contestuale. 7.1 Barra dei Menu La barra dei menu fornisce accesso alle varie caratteristiche di QGIS utilizzando un menu gerarchico standard. Le voci gerarchicamente più elevate e una sintesi di alcune opzioni di menu sono elencate di seguito, assieme alle icone degli strumenti corrispondenti così come appaiono nella barra degli strumenti ed alle scorciatoie da tastiera. Le scorciatoie da tastiera possono essere configurate manualmente (quelle presentate in questa sezione sono quelle predefinite), usando lo strumento [Configura le scorciatoie] nel menu Impostazioni. Anche se la maggior parte dei menu ha uno strumento corrispondente (e viceversa), i menu non sono organizzati come le barre degli strumenti. Gli strumenti contenuti in queste ultime infatti sono identificate con una casella di controllo nel menu corrispondente. Alcuni strumenti sono visibili solamente se il plugin corrispondente è attivo. Per maggiori informazioni sugli strumenti e sulle barre degli strumenti, vedi la sezione Barra degli Strumenti Progetto Voce di Menu Scorciatoia Riferimento Barra degli Strumenti Nuovo Ctrl+N see Progetti Progetto Apri Ctrl+O see Progetti Progetto Nuovo da modello see Progetti Progetto Apri recenti see Progetti Salva Ctrl+S see Progetti Progetto Salva come Ctrl+Shift+S see Progetti Progetto Salva come immagine see Output Nuova composizione di stampa Ctrl+P see Compositore di stampe Progetto Gestore di stampe... see Compositore di stampe Progetto Stampe see Compositore di stampe Esci da qg Ctrl+Q 24 Capitolo 7. QGIS GUI

31 7.1. Barra dei Menu 25

32 7.1.2 Modifica Voce di Menu Scorciatoia Riferimento Barra degli Strumenti Annulla Ctrl+Z see Digitalizzazione avanzata Ripristina Ctrl+Shift+Zsee Digitalizzazione avanzata Taglia geometrie Ctrl+X see Modifica di un layer esistente Copia elementi Ctrl+C see Modifica di un layer esistente Incolla elementi Ctrl+V see Modifica di un layer esistente Inserisci punto Ctrl+. see Modifica di un layer esistente Muovi elemento/i Elimina il selezionato Ruota i simboli per i punti see Modifica di un layer esistente see Modifica di un layer esistente see Digitalizzazione avanzata Digitalizzazione avanzata Digitalizzazione avanzata Digitalizzazione Digitalizzazione Digitalizzazione Digitalizzazione Digitalizzazione Digitalizzazione Digitalizzazione avanzata Semplifica geometria Aggiungi un buco Aggiungi una parte Elimina buco see Digitalizzazione avanzata see Digitalizzazione avanzata see Digitalizzazione avanzata see Digitalizzazione avanzata Digitalizzazione avanzata Digitalizzazione avanzata Digitalizzazione avanzata Digitalizzazione avanzata Elimina parte Modifica la forma Taglia geometrie Spezza elemento Unisci gli elementi selezionati Unisci gli attributi degli elementi selezionati Strumento vertici Ruota i simboli per i punti see Digitalizzazione avanzata see Digitalizzazione avanzata see Digitalizzazione avanzata see Digitalizzazione avanzata see Digitalizzazione avanzata see Digitalizzazione avanzata see Modifica di un layer esistente see Digitalizzazione avanzata Digitalizzazione avanzata Digitalizzazione avanzata Digitalizzazione avanzata Digitalizzazione avanzata Digitalizzazione avanzata Digitalizzazione avanzata Digitalizzazione Digitalizzazione avanzata 26 Capitolo 7. QGIS GUI

33 Quando si attiva la modalità Modifica per un layer, ulteriori voci vengono aggiunte nel menu Modifica in funzione del tipo di geometria (punto, linea o poligono) Modifica (extra) Voce di Menu Scorciatoia Riferimento Barra degli Strumenti Inserisci punto see Modifica di un layer esistente Digitalizzazione Inserisci linea see Modifica di un layer esistente Digitalizzazione Inserisci poligono see Modifica di un layer esistente Digitalizzazione Vista Mappa Voce di Menu Scorciatoia Riferimento Barra degli Strumenti Sposta mappa Zoom sulla selezione Navigazione mappa Navigazione mappa Ingrandisci Ctrl++ Navigazione mappa Rimpicciolisci Ctrl+- Navigazione mappa Seleziona see Selezionare e deselezionare elementi Attributi Informazioni elementi Ctrl+Shift+I Attributi Misura see Misurazioni Attributi Zoom completo Ctrl+Shift+F Navigazione mappa Zoom sul layer Navigazione mappa Zoom sulla selezione Ctrl+J Navigazione mappa Ultimo Zoom Zoom successivo Rimpicciolisci Proprietà Suggerimenti mappa see Decorazioni Navigazione mappa Navigazione mappa Navigazione mappa Attributi Nuovo segnalibro Ctrl+B see Segnalibri geospaziali Attributi Mostra segnalibri Ctrl+Shift+B see Segnalibri geospaziali Attributi Aggiorna Ctrl+R Navigazione mappa Layer Voce di Menu Scorciatoia Riferimento Barra degli Strume Nuovo vedi Creating new Vector layers Gestione layer Includi layer e gruppi see Progetti nidificati Aggiungi vettore Ctrl+Shift+V see Lavorare con i dati vettoriali Gestione layer Aggiungi raster Ctrl+Shift+R see Caricare dati raster in QGIS Gestione layer Aggiungi vettore PostGIS Ctrl+Shift+D see Layer PostGIS Gestione layer Aggiungi un layer Spatialite Ctrl+Shift+L see Layer SpatiaLite Gestione layer Continua alla pagina success 7.1. Barra dei Menu 27

34 Tabella 7.1 continua dalla pagina precedente Voce di Menu Scorciatoia Riferimento Barra degli Strume Aggiungi un vettore MSSQL Ctrl+Shift+M see label_mssql Gestione layer Aggiungi layer Oracle GeoRaster see Plugin Oracle Spatial GeoRaster Gestione layer Add SQL Anywhere Layer see Plugin SQL Anywhere Gestione layer Aggiungi layer WMS/WMTS Ctrl+Shift+W see WMS/WMTS Client Gestione layer Aggiungi layer WCS vedi WCS Client Gestione layer Aggiungi vettore WFS vedi Client WFS e WFS-T Gestione layer Aggiungi layer di testo delimitato see Aggiungi layer testo delimitato Gestione layer Copia elementi Incolla elementi vedi Style Menu vedi Style Menu Apri tabella attributi vedi Lavorare con la tabella degli attributi Attributi Modifica see Modifica di un layer esistente Digitalizzazione :guilabel: Salva modifiche vettore see Modifica di un layer esistente Digitalizzazione Modifiche in uso see Modifica di un layer esistente Digitalizzazione Salva come... Salva selezione come vettore... See Lavorare con la tabella degli attributi Elimina layer Imposta SR del/i layer Imposta SR progetto dal layer Proprietà Interrogazione Etichettatura Ctrl+D Ctrl+Shift+C Aggiungi alla panoramica Ctrl+Shift+O Gestione layer Aggiungi tutto alla panoramica Rimuovi tutto alla panoramica Mostra tutti i layer Ctrl+Shift+U Gestione layer Nascondi tutti i layer Ctrl+Shift+H Gestione layer Impostazioni Voce di Menu Scorciatoia Riferimento Barra degli Strumenti Pannelli see Pannelli e Barre degli strumenti Barre degli strumenti see Pannelli e Barre degli strumenti Schermo intero Ctrl-F Proprietà progetto Ctrl+Shift+P see Progetti SR personalizzato see Sistemi di riferimento personalizzati Gestore di stili see vector_style_manager Configura scorciatoie Personalizzazione see Personalizzazione Opzioni see Opzioni dell interfaccia grafica (GUI) Opzioni di snap 28 Capitolo 7. QGIS GUI

35 7.1.7 Plugins Voce di Menu Scorciatoia Riferimento Barra degli Strumenti Gestisci e installa i plugin see Gestione dei plugin Console python GRASS see Integrazione con GRASS GIS GRASS Quando si avvia QGIS per la prima volta non tutti i plugin di base verranno caricati Vector Voce di Menu Scorciatoia Riferimento Barra degli Strumenti Cattura coordinate see Plugin Cattura coordinate Vettore Dxf2Shp see Plugin Convertitore DXF2Shape Vettore GPS see Plugin GPS Vettore Open Street Map vedi Loading OpenStreetMap Vectors Road Graph (grafo strade) see Plugin grafo strade Interrogazione spaziale see Plugin Spatial Query Vettore Quando si avvia QGIS per la prima volta non tutti i plugin di base verranno caricati Raster Voce di Menu Scorciatoia Riferimento Barra degli Strumenti Calcolatore raster see Calcolatore raster Georeferenziatore see Plugin Georeferenziatore Raster Mappa di concentrazione see Plugin Mappa di concentrazione Raster Interpolazione see Plugin Interpolazione Raster Statistiche zonali see Plugin Statistica zonale Raster Quando si avvia QGIS per la prima volta non tutti i plugin di base verranno caricati Database Voce di Menu Scorciatoia Riferimento Barra degli Strumenti evis see Plugin evis Database Spit see label_spit Database Quando si avvia QGIS per la prima volta non tutti i plugin di base verranno caricati Barra dei Menu 29

36 Processing Voce di Menu Scorciatoia Riferimento Barra degli Strumenti Strumenti vedi Strumenti Strumenti Modellatore grafico vedi The graphical modeler Storico e log Opzioni e configurazione Visualizzatore risultati Linea di comando vedi Il gestore della cronologia di SEXTANTE vedi Configurazione dell ambiente di elaborazione vedi Configurazione di applicazioni esterne Ctrl+Alt+M vedi The SEXTANTE Commander Quando si avvia QGIS per la prima volta non tutti i plugin di base verranno caricati Guida Voce di Menu Scorciatoia Riferimento Barra degli Strumenti Contenuti della guida F1 Guida What s This? Shift+F1 Guida Documentazione sulle API Serve supporto? Home Page di qg Controlla versione di qg Informazioni Sponsor qg Ctrl+H Per Linux gli elementi della barra dei menu sopra elencati fanno riferimento all ambiente desktop KDE. Per chi utilizasse GNOME invece, il menu delle impostazioni ha contenuti differenti e gli elementi corrispondenti posso essere trovati qui: Proprietà progetto Opzioni Configura scorciatoie Gestore di stili SR personalizzato Pannelli Barre degli strumenti Schermo intero Slider per la scala delle tiles Tracciamento GPS in tempo reale Progetto Modifica Modifica Modifica Modifica Visualizza Visualizza Visualizza Visualizza Visualizza 7.2 Barra degli Strumenti Le barre degli strumenti forniscono accesso alla maggior parte delle medesime funzioni presenti nei menu, oltre a funzioni addizionali per interagire con la mappa. Ogni oggetto della barra degli strumenti ha un aiuto a comparsa 30 Capitolo 7. QGIS GUI

37 (popup). Lasciando il cursore del mouse sopra l icona verrà visualizzata una breve descrizione della funzione fornita da quello strumento. Ogni barra può essere spostata secondo le preferenze personali. Inoltre ognuna di esse può essere disattivata dal menu contestuale cliccando con il tasto destro del mouse sulla barra degli strumenti (leggi Pannelli e Barre degli strumenti). Suggerimento: Ripristinare le barre degli strumenti Se avete accidentalmente disattivato tutte le barre strumenti, potete ripristinarle dalla voce di menu Visualizza Barre degli strumenti. Se una barra degli strumenti scompare in Windows, il che sembra succedere di tanto in tanto, è necessario rimuovere \HKEY_CURRENT_USER\Software\QGIS\qgis\UI\state dal registro. Al riavvio di QGIS viene ripristinato lo stato di default e le barre degli strumenti sono nuovamente visibili. 7.3 Legenda L area di legenda è usata per impostare la visibilità e l ordine di sovrapposizione dei layer. La casella di controllo in ogni legenda può essere usata per attivare/disattivare la visibilità di un layer. Un layer può essere selezionato e trascinato in modo da modificarne la visibilità (z-ordering). Z-ordering significa che i layer in cima alla legenda coprono nella mappa quelli sottostanti. Nota: Questo comportamento può essere disabilitato dal pannello Ordine dei layer I layer presenti nella legenda possono essere organizzaati in gruppi. Ci sono due modi per farlo: 1. Cliccare con il tasto destro del mouse nell area di legenda e selezionare Aggiungi gruppo, quindi assegnare un nome al gruppo e premere il tasto Invio. Ora è possibile cliccare e trascinare layer esistenti all interno del gruppo. 2. Selezionare alcuni layer, cliccare con il tasto destro e selezionare Gruppo selezionato. I layer selezionati saranno automaticamenti spostati in un nuovo gruppo. Per rimuovere un layer da un gruppo è possibile cliccare e trascinare il layer al di fuori dello stesso o in alternativa cliccare con il tasto destro del mouse sul layer e selezionare Muovi fuori dal gruppo. I gruppi possono essere nidificati all interno di altri gruppi. La casella di controllo di un gruppo può essere usata per mostrare/nascondere tutti i layer del gruppo con un singolo clic. Il contenuto del menu contestuale varia a seconda che si faccia click col tasto destro del mouse su un layer raster o vettoriale. Per i layer vettoriali di GRASS la voce di menu Modifica non è abilitata. Si veda la sezione Digitalizzare e modificare layer vettoriali GRASS per informazioni su come modificare layer vettoriali GRASS. Menu contestuale per i raster Zoom all estensione del layer Zoom alla scala migliore (100%) Stira usando l estensione attuale Aggiungi alla panoramica Rimuovi Duplica Imposta il SR del layer Imposta SR progetto dal layer Salva come... Proprietà 7.3. Legenda 31

38 Rinomina Copia stile Aggiungi nuovo gruppo Espandi tutto Racchiudi tutto Aggiorna l ordine del disegno Inoltre, a seconda della posizione e della selezione del layer Crea un elemento al livello più alto Gruppo selezionato Menu contestuale per i vettori Zoom all estensione del layer Aggiungi alla panoramica Rimuovi Duplica Imposta il SR del layer Imposta SR progetto dal layer Apri tabella attributi Modifica (non disponibile per i layer GRASS) Salva come... Salva la selezione con nome... Filtro Mostra totale elementi Proprietà Rinomina Copia stile Aggiungi nuovo gruppo Espandi tutto Racchiudi tutto Aggiorna l ordine del disegno Inoltre, a seconda della posizione e della selezione del layer Crea un elemento al livello più alto Gruppo selezionato Menu contestuale per i gruppi di layer Zoom al gruppo Rimuovi Imposta il SR del gruppo Rinomina Aggiungi nuovo gruppo Espandi tutto 32 Capitolo 7. QGIS GUI

39 Racchiudi tutto Aggiorna l ordine del disegno È possibile selezionare più di un layer o gruppo allo stesso tempo tenendo premuto il tasto Ctrl e selezionando con il tasto sinistro del mouse. Tutti i layer così selezionati possono essere spostati contemporaneamente in un nuovo gruppo. Puoi anche rimuovere più layer o gruppi contemporaneamente selezionando i diversi layer tenendo premuto il tasto Ctrl e premendo poi Ctrl+D. In questo modo tutto ciò che è stato selezionato verrà rimosso dalla lista dei layer Lavorare con la Legenda indipendentemente dall ordine dei layer Esiste un widget con cui è possibile impostare una legenda indipendentemente dall ordine di visualizzazione. Si può attivare questa opzione dal menu Visualizza Pannelli Ordine dei layer e determinare l ordine di visualizzazione dei layer nella vista mappa. Cosi facendo si possono ordinare i layer in base ad un determinato criterio, pur mantenendo l ordine di visualizzazione iniziale corretto (vedi figure_layer_order). Spuntando la casella control rendering order collocata sotto l elenco dei layer è possibile ritornare al comportamento iniziale. Figura 7.2: Lavora con una legenda indipendente dall ordine dei layer 7.4 Vista Mappa Questa è l area in cui le mappe vengono visualizzate. La mappa visualizzata in questa finestra sarà il risultato dei layer vettoriali e/o raster che si è scelto di caricare (vedere le sezioni che seguono per ulteriori informazioni su come caricare i layer). La zona di visualizzazione della mappa può essere modificata (spostando la messa a fuoco dell esposizione della mappa ad un altra regione) ed è possibile effettuare operazioni di zoom in ed out. Varie altre operazioni sono descritte nella sezione relativa alla barra dei menu. La vista nell area di mappa e la legenda sono strettamente legate l un l altra: le mappe che vengono visualizzate riflettono i cambiamenti fatti nella area della legenda. Suggerimento: ZOOM IN E ZOOM OUT CON LA ROTELLA DEL MOUSE Per le operazioni di zoom è anche possibile utilizzare la rotella del mouse. Posizionando il puntatore del mouse nell area di visualizzazione delle mappe si aumenta lo zoom girando la rotella verso lo schermo, lo si riduce girandola nel verso contrario. La posizione del puntatore costituisce il centro per l ingrandimento. Il comportamento 7.4. Vista Mappa 33

40 della funzione di zoom con la rotella del mouse può essere regolata dalla scheda Strumenti mappa presente nel menu Impostazioni Opzioni. Suggerimento: MUOVERE LA MAPPA CON I TASTI FRECCIA E LA BARRA SPAZIATRICE È possibile spostare la vista mappa anche con i tasti freccia della tastiera. Posizionare il mouse nella vista mappa e cliccare la freccia destra per spostarsi verso est, la freccia sinistra per spostarsi verso ovest, la freccia in su per spostarsi verso nord e la freccia in giù per spostarsi verso sud. Puoi anche spostare la mappa con la barra spaziatrice o premendo la rotellina del mouse: nel primo caso tieni premuta la barra spaziatrice e muovi il mouse, mentre nel secondo caso tieni premuto il tasto della rotellina mentre muovi il mouse. 7.5 Barra di Stato La barra di stato mostra le coordinate di mappa (es. metri o gradi decimali) alla posizione del mouse. Nella barra di stato a sinistra del visore delle coordinate è presente un piccolo pulsante che consente di passare dalla visione delle coordinate al movimento del mouse alla visione delle coordinate dell estensione della vista mappa. Accanto al display di visualizzazione delle coordinate si trova il display della scala. Questo mostra la scala della vista mappa. Sia ingrandendo che rimpicciolendo la scala, QGIS mostrerà la scala corrente. È presente un selettore che permette di scegliere fra scale predefinite da 1:500 a 1: Una barra di avanzamento nella barra di stato mostra il progredire della visualizzazione di ogni layer nella vista mappa. In alcuni casi, come quando vengono raccolte informazioni statistiche su layer raster, questa barra è utilizzata per mostrare lo stato di tali processi, in genere molto lunghi. Se è disponibile un nuovo plugin o un aggiornamento ad un plugin installato, nella barra di stato apparirà un avviso. L icona disattiva temporaneamente la visualizzazione dei layer nella vista mappa (sezione Visualizzazione). Nella parte destra della barra di stato è presente una casella di controllo che, se attivata, può essere usata per impedire temporaneamente la visualizzazione dei layer. All estrema destra della barra di stato appare il codice EPSG del SR del progetto corrente; cliccando sull icona a forma di proiettore subito a destra del codice EPSG è possibile accedere alle proprietà del SR stesso. Suggerimento: IMPOSTARE CORRETTAMENTE LA SCALA DELLA MAPPA I gradi sono l unità di misura predefinita di QGIS, quindi le coordinate di ciascun layer verranno visualizzate in gradi decimali. Per ottenere valori di scala corretti, è possibile cambiarli manualmente in unità metriche nella scheda Generale sotto il menu Impostazioni Proprietà progetto oppure è possibile scegliere un Sistema di rifer- Stato imento (SR) cliccando sull icona SR nell angolo in basso a destra della barra di stato. In quest ultimo caso le unità di misura sono impostate secondo le caratteristiche delle proprietà del progetto, ad esempio +units=m. 34 Capitolo 7. QGIS GUI

41 CAPITOLO 8 Strumenti generali 8.1 Informazione elementi Lo strumento Informazioni elementi permette di interagire con la mappa per ottenere gli attributi delle geometrie in finestre di dialogo. Attivare lo strumento tramite Visualizza Informazione elementi oppure con Ctrl+Shift+I oppure ancora cliccando sull icona Informazione elementi nella barra degli strumenti. Se si clicca su più geometrie, la finestra elencherà tutti gli attributi di tutte le geometrie. Il primo elemento nella lista fa riferimento all ordine dell elemento cliccato, seguito dal nome del vettore. Gli altri elementi della lista faranno riferimento ai vari campi con i rispettivi valori. Infine, vengono fornite informazioni sulla geometria stessa. Questa finestra può essere personalizzata in modo da visualizzare determinati campi, ma in modo predefinito mostra tre tipi di informazione: Azioni: si possono aggiungere le azioni nella lista degli elementi. Sarà sufficiente cliccare sull etichetta azione per eseguire l azione. In modo predefinito è presente solamente l azione che apre il modulo degli attributi per la successiva modifica. Derivato: queste informazioni sono calcolate o derivano da altre informazioni. Verranno visualizzate le coordinate X e Y cliccate, l area e il perimetro in unità di mappa e l ID della geometria. Data attributes: this is the list of attribute fields from data. Figura 8.1: Finestra di dialogo Informazioni elementi (Gnome) In fondo alla finestra ci sono cinque icone: Espandi albero Racchiudi albero 35

42 Impostazione predefinita Copia attributi Stampa il responso HTML selezionato È possibile accedere a molte altre funzioni cliccando con il tasto destro direttamente sulla lista degli elementi. This menu allows to: Visualizza modulo geometria Zoom alla geometria Copy feature: copy all feature ie geometry and attributes; Copia il valore attributo: copia solamente il valore dell attributo scelto. Copia attributi geometria: copia solamente gli attributi; Cancella risultati: vengono rimossi i risultato nella finestra Cancella evidenziati: verranno rimosse le geometrie evidenziate sulla mappa Evidenzia tutto Evidenzia vettore Layer properties: open layer properties window Espandi tutto Racchiudi tutto 8.2 Scorciatoie da tastiera QGIS provides default keyboard shortcuts for many features. You find them in Section Barra dei Menu. Additionally the menu option Settings Configure Shortcuts allows to change the default keyboard shortcuts and to add new keyboard shortcuts to QGIS features. Figura 8.2: Finestra scorciatoie (Gnome) Configuration is very simple. Just select a feature from the list and click on [Change], [Set none] or [Set default]. Once you have found your configuration, you can save it as XML file and load it to another QGIS installation. 36 Capitolo 8. Strumenti generali

43 8.3 Guide contestuali Quando si ha necessità di maggiori informazioni su una funzionalità specifica è possibile utilizzare la guida contestuale tramite il bottone guilabel:guida disponibile in molte finestre di dialogo. Si noti che nel caso di plugin di terze parti la guida contestuale potrebbe rimandare ad una pagina web dedicata. 8.4 Visualizzazione By default, QGIS renders all visible layers whenever the map canvas must be refreshed. The events that trigger a refresh of the map canvas include: Aggiunta di un layer Spostamento, ingrandimento o riduzione (pan e zoom) Resizing the QGIS window Cambiamento della visibilità di uno o più layer QGIS allows you to control the rendering process in a number of ways Visualizzazione in funzione della scala La visualizzazione in funzione della scala permette di specificare la scala minima e massima alla quale il vettore verrà visualizzato. Per impostare questa funzionalità, apri la finestra Proprietà facendo doppio click sul vettore. Nella scheda Generale, clicca sulla casella di controllo inserire i valori minimi e massimi di visualizzazione. Visualizzazione dipendente dalla scala: potrai cosi You can determine the scale values by first zooming to the level you want to use and noting the scale value in the QGIS status bar Controllare la visualizzazione della mappa La visualizzazione della mappa può essere controllata nei seguenti modi: Sospensione della visualizzazione To suspend rendering, click the Render checkbox in the lower right corner of the statusbar. When the Render checkbox is not checked, QGIS does not redraw the canvas in response to any of the events described in Section Visualizzazione. Examples of when you might want to suspend rendering include: Aggiunta di molti layer ed applicazione di uno stile visuale prima della visualizzazione Aggiunta di uno o più layer di grosse dimensioni e impostazione di una scala prima della visualizzazione Aggiunta di uno o più layer di grossa dimensione e zoom ad un area specifica prima della visualizzazione Combinazioni delle precedenti La selezione della casella di controllo della vista mappa. Aggiorna abilita la visualizzazione e causa l immediato aggiornamento 8.3. Guide contestuali 37

44 Controllare la visibilità dei layer quando sono caricati You can set an option to always load new layers without drawing them. This means the layer will be added to the map, but its visibility checkbox in the legend will be unchecked by default. To set this option, choose menu option Settings Options and click on the Rendering menu. Uncheck the By default new layers added to the map should be displayed checkbox. Any layer added to the map will be off (invisible) by default. Another option in Settings Options Rendering menu is the Enable back buffer checkbox. It provides better graphics performance at the cost of loosing the possibility to cancel rendering and incremental feature drawing. If it is unchecked, you can set the Number of features to draw before updating the display, otherwise it is inactive. Finally you can activate the Use render caching where possible to speed up redraws checkbox. Fermare la visualizzazione Per fermare la visualizzazione della mappa premere il tasto ESC. Si bloccherà cosi l aggiornamento della vista e la mappa rimarrà parzialmente disegnata. Dopo aver premuto il tasto ESC potrebbe passare un po di tempo affinchè l interruzione della visualizzazione della mappa sia effettiva. Nota: Al momento non è possibile interrompere la visualizzazione in corso: questa opzione è stata disabilitata nella porta qt4 a causa di diversi problemi dell interfaccia utente (UI). Aggiornamento della mappa durante la visualizzazione You can set an option to update the map display as features are drawn. By default, QGIS does not display any features for a layer until the entire layer has been rendered. To update the display as features are read from the datastore, choose menu option Settings Options click on the Rendering menu. Set the feature count to an appropriate value to update the display during rendering. Setting a value of 0 disables update during drawing (this is the default). Setting a value too low will result in poor performance as the map canvas is continually updated during the reading of the features. A suggested value to start with is 500. Modificare la qualità della visualizzazione To influence the rendering quality of the map you have 2 options. Choose menu option Settings Options click on the Rendering menu and select or deselect following checkboxes. Rendi le linee meno irregolari a spese delle prestazioni Risolvi problemi con i poligoni riempiti non correttamente 8.5 Misurazioni È possibile effettuare misure unicamente nei sistemi di coordinate piane (es. UTM). Se la mappa caricata è definita in un sistema di coordinate geografiche (es. latitudine/longitudine), il risultato della misura di linee o di aree sarà errato. Per misurare è quindi necessario impostare correttamente il sistema di coordinate della mappa (si veda la Sezione Lavorare con le proiezioni). Tutti i moduli di misura usano inoltre le opzioni di snapping del modulo di digitalizzazione. Questo è utile se si desidera misurare lungo linee o aree di layer vettoriali. Per selezionare uno strumento di misura cliccare su e scegliere lo strumento che si intende utilizzare. 38 Capitolo 8. Strumenti generali

45 8.5.1 Misurare lunghezze, aree ed angoli Measure Line : QGIS is able to measure real distances between given points according to a defined ellipsoid. To configure this, choose menu option Settings Options, click on the Map tools tab and choose the appropriate ellipsoid. There you can also define a rubberband color and your preferred measurement units (meters or feet) and angle units (degrees, radians and gon). The tools then allows you to click points on the map. Each segment-length as well as the total shows up in the measure-window. To stop measuring click your right mouse button. Figura 8.3: Misura distanze (Gnome) Measure Area : Areas can also be measured. In the measure window the accumulated area size appears. In addition, the measuring tool will snap to the currently selected layer, provided that layer has its snapping tolerance set. (See Section Settare la tolleranza dello snapping e il raggio di ricerca degli elementi). So if you want to measure exactly along a line feature, or around a polygon feature, first set its snapping tolerance, then select the layer. Now, when using the measuring tools, each mouse click (within the tolerance setting) will snap to that layer. Figura 8.4: Misura area (Gnome) Measure Angle : You can also measure angles. The cursor becomes cross-shaped. Click to draw the first segment of the angle you wish to measure, then move the the cursor to draw the desired angle. The measure is displayed in a popup dialog. Figura 8.5: Misura angolo (Gnome) Selezionare e deselezionare elementi The QGIS toolbar provides several tools to select features in the map canvas. To select one or several features just click on and select your tool: Select Single Feature 8.5. Misurazioni 39

46 Select Features by Rectangle Select Features by Polygon Select Features by Freehand Select Features by Radius Per deselezionare tutti gli elementi selezionati cliccare su Deselect features from all layers. 8.6 Decorazioni The Decorations of QGIS includes the Grid, Copyright Label, the North Arrow and the Scale Bar. They are used to decorate the map by adding cartographic elements Grid Grid allows to add a coordinate grid and coordinate annotations to the map canvas. Figura 8.6: The Grid Dialog 1. Select from menu View Decorations Grid. The dialog starts (see figure_decorations_1). 2. Activate the Enable grid checkbox and set grid definitions according to the layers loaded in the map canvas. 3. Activate the Draw annotations checkbox and set annotation definitions according to the layers loaded in the map canvas. 4. Click [Apply] to check, if it looks as expected. 5. Click [OK] to close the dialog Etichetta Copyright Copyright label adds a Copyright label using the text you prefer to the map. 1. Select from menu View Decorations Copyright Label. The dialog starts (see figure_decorations_2). 2. Digitare il testo che si vuole aggiungere alla mappa. Si può usare codice HTML come mostrato nell esempio 40 Capitolo 8. Strumenti generali

47 Figura 8.7: La finestra Copyright 3. Scegliere il posizionamento dell etichetta dal menu a tendina Posizione In basso a destra 4. Assicurasi che la casella di controllo Abilita etichetta di Copyright sia selezionata 5. Cliccare [OK] In the example above (default) QGIS places a copyright symbol followed by the date in the lower right hand corner of the map canvas Freccia Nord North Arrow places a simple north arrow on the map canvas. At present there is only one style available. You can adjust the angle of the arrow or let QGIS set the direction automatically. If you choose to let QGIS determine the direction, it makes its best guess as to how the arrow should be oriented. For placement of the arrow you have four options, corresponding to the four corners of the map canvas. Figura 8.8: La finestra Freccia Nord Barra di Scala Scale Bar adds a simple scale bar to the map canvas. You control the style and placement, as well as the labeling of the bar. QGIS only supports displaying the scale in the same units as your map frame. So if the units of your layers are in meters, you can t create a scale bar in feet. Likewise if you are using decimal degrees, you can t create a scale bar to display distance in meters. Per aggiungere una barra di scala: 1. Select from menu View Decorations Scale Bar The dialog starts (see figure_decorations_4) 8.6. Decorazioni 41

48 Figura 8.9: La finestra Barra di Scala 2. Scegliere il posizionamento dal menu a tendina Posizionamento In basso a sinistra 3. Scegliere lo stile dalla lista Stile della Barra di Scala Porta in basso 4. Scegliere il colore della barra di scala Colore della barra black o usare il colore nero di default 5. Impostare la dimensione della barra e la sua etichetta Dimensione della barra 30 gradi 6. Assicurarsi che la casella di controllo Abilitare barra di scala sia selezionata 7. Se si vuole, scegliere di arrotondare automaticamente il numero quando la mappa viene ridimensionata Arrotonda automaticamente il numero durante il ridimensionamento 8. Cliccare [OK] Suggerimento: Impostazioni delle decorazioni When you save a.qgs project, any changes you have made to Grid, NorthArrow, ScaleBar and Copyright will be saved in the project and restored the next time you load the project. 8.7 Note testuali Text The Annotation tools in the attribute toolbar provides the possibility to place formatted text in a balloon on the QGIS map canvas. Use the Text Annotation tool and click into the map canvas. Facendo doppio-click sull elemento aggiunto sulla mappa dallo strumento note si ha accesso ad una finestra di dialogo con varie opzioni. C è un editor di testo semplificato per l inserimento del testo formattato; è possibile scegliere se vincolare il testo alla mappa o solo allo schermo. The Move Annotation tool allows to move the annotation on the map canvas Html annotations Html The Annotation tools in the attribute toolbar provides the possibility to place the content of a html file in a balloon on the QGIS map canvas. Use the Html Annotation tool, click into the map canvas and add the path to the html file into the dialog. 42 Capitolo 8. Strumenti generali

49 Figura 8.10: La finestra di annotazione testuale SVG annotations SVG The Annotation tools in the attribute toolbar provides the possibility to place a SVG Symbol in a balloon on the QGIS map canvas. Use the SVG Annotation tool, click into the map canvas and add the path to the SVG file into the dialog Modulo di annotazioni Form Additionally you can also create your own annotation forms. The Annotation tool is useful to display attributes of a vector layer in a customized qt designer form (see figure_custom_annotation). It is similar to the designer forms for the Identify features tool, but displayed in an annotation item. Also see QGIS blog for more information. Nota: Nota: Premendo Ctrl+T con uno strumento nota attivo (Nota testuale, Nota con modulo, Muovi nota) lo stato di visualizzazione delle note si inverte: se sono visibili diventano invisibili e viceversa. 8.8 Segnalibri geospaziali I segnalibri geospaziali consentono di memorizzare una posizione geografica alla quale ritornare in un secondo momento Creazione di un segnalibro Per creare un segnalibro: 1. Usare lo zoom o muovere la mappa all estensione d interesse. 2. Selezionare la voce di menu Visualizza Nuovo segnalibro oppure premere Ctrl-B. 3. Inserire un nome descrittivo per il segnalibro (fino a 255 caratteri). 4. Cliccare su [OK] per aggiungere il segnalibro o [Close] per uscire senza aggiungere il segnalibro Segnalibri geospaziali 43

50 Figura 8.11: Modulo personalizzato qt designer di annotazioni Si noti che è possibile avere più di un segnalibro con lo stesso nome Uso e gestione dei segnalibri Per usare o gestire i segnalibri, selezionare la voce di menu Visualizza Mostra segnalibri. La finestra Segnalibri geospaziali consente di usare lo zoom a un segnalibro o di eliminarne uno. Non è possibile editare il nome o le coordinate di un segnalibro Zoom a un segnalibro Dalla finestra Segnalibri geospaziali, selezionare il segnalibro desiderato cliccando su di esso, quindi cliccare su [Zoom A]. Si può usare lo zoom su un segnalibro anche facendo doppio click su di esso Cancellare un segnalibro Per cancellare un segnalibro dalla finestra Segnalibri geospaziali, cliccare su di esso e poi sul pulsante [Elimina]. Confermare la scelta cliccando su [OK] o annullare l eliminazione cliccando su [Close]. 8.9 Progetti nidificati Per includere file di progetti diversi all interno del proprio progetto, scegliere Layer Includi layer e gruppi Layers inclusi La finestra di dialogo permette di scegliere quali layer di altri progetti includere: 1. Scegliere per cercare un altro progetto del dataset Alaska. 44 Capitolo 8. Strumenti generali

51 2. Selezionare il file progetto grassland. E possibile vedere il contenuto del progetto (Figura figure_embed_dialog). 3. Premere Ctrl e cliccare sui layer grassland e regioni. I layers sono aggiunti sia nella legenda che nella vista della mappa. Figura 8.12: Selezione dei layer e dei gruppi da inserire Non si possono modificare le proprietà, come stile e etichette, dei layers aggiunti. Eliminare i layers inseriti Right-click on the embedded layer and choose Remove Aggiungi layer testo delimitato This function allows you to load a delimited text file as a layer in QGIS. Following settings need to be defined: 1. The File format usually is CSV (comma separated values). If another delimiter is used, activate the custom delimiter radiobutton and if each line in the file is split using a regular expression, please activate the Regular expression delimiter radiobutton. 2. As Record options a text file usually provides a delimited header row of field names. This is usually the first line in the text file. If there is no header row available, deactivate the first records have field names checkbox. And if the header row isn t the first line of the text file, define the number of header lines to discard. 3. As Field options you can trim leading and trailing spaces from fields activating the Trim fields checkbox. You can Discard empty fields in each record and you can define that the Decimal separator is comma. Otherwise it will be point. 4. As Geometry definitions a typical text file provides Point coordinates. This means there must be an X and Y field with coordinate values. If the text file provides a Well Known Text field, there must be a WKT field with geometry information for point, line or polygon objects. These fields can have any name. Otherwise for attribute tables define no geometry. The x and y coordinates must be specified as a number. The coordinate system is not important. If they are defined in degree/minutes/seconds, activate the DMS coordinates checkbox. 5. As Layer settings you can activate Use spatial index to improve performance of displaying and spatially selecting features. You can define to Use Subset index and to Watch file to watch for changes to the file by other applications, while QGIS is running. As an example of a valid text file we import the elevation point data file elevp.csv coming with the QGIS sample dataset (See Section Dati campione): X;Y;ELEV ; ; ; ; Aggiungi layer testo delimitato 45

52 1640; ;3 [...] Alcune note circa il file di testo: 1. Il file di testo usato come esempio usa ; (punto e virgola) come delimitatore. Qualsiasi carattere può essere usato per delimitare i campi. 2. La prima riga è la riga intestazione. Essa contiene i campi X, Y e ELEV. 3. Nessun tipo di virgoletta (") dev essere usata per delimitare i campi di testo. 4. Le coordinate x sono contenuto nel campo X. 5. Le coordinate y sono contenuto nel campo Y Utilizzo della funzione Aggiungi layer testo Clicca sull icona delimitato nella barra Gestione layer per aprire la finestra Crea un layer da un testo delimitato come mostrato in Figura 8.13: Finestra di dialogo Testo Delimitato Selezionare il file (esempio qgis_sample_data/csv/elevp.csv) da importare cliccando su [Sfoglia]. Una volta caricato il file, QGIS cerca di processarlo usando l ultimo delimitatore utilizzato, in questo caso un punto e virgola (;). È fondamentale selezionare il giusto delimitatore. Per cambiare delimitatore usare \t (questa è un espressione per il carattere tab). Once the file is parsed, make a Geometry definition Point coordinates and choose the X and Y fields from the dropdown lists. Finally enter a Layer name (e.g., elevp) as shown in figure_delimited_text_1. To add the layer to the map, click [OK]. The delimited text file now behaves as any other map layer in QGIS. 46 Capitolo 8. Strumenti generali

53 CAPITOLO 9 Configurazione di QGIS QGIS è altamente configurabile attraverso il menu Impostazioni attraverso i menu Opzioni e Personalizzazione. Altre opzioni di configurazione sono possibili attraverso i menu Pannelli e Barre degli strumenti presenti nel menu Visualizza. 9.1 Pannelli e Barre degli strumenti Nel menu Pannelli è possibile attivare e disattivare i widgets di QGIS. Il menu Barre degli strumenti offre la possibilità di attivare e disattivare gruppi di icone nella barra degli strumenti di QGIS (vedi figure_panels_toolbars). Figura 9.1: Pannelli e Barre degli strumenti Suggerimento: Panoramica In QGIS you can use an overview panel that provides a full extent view of layers added to it. It can be selected under the menu View Panels. Within the view is a rectangle showing the current map extent. This allows you to quickly determine which area of the map you are currently viewing. Note that labels are not rendered to the map overview even if the layers in the map overview have been set up for labeling. If you click and drag the red rectangle in the overview that shows your current extent, the main map view will update accordingly. Suggerimento: Messaggi di log 47

54 Puoi facilmente tenere traccia dei messaggi di QGIS. Attiva la casella di controllo Messaggi di log nel menu Visualizza Pannelli e segui cosi i messaggi relativi alle varie operazioni nella scheda Generale e Plugin. 9.2 Proprietà progetto In the properties window for the project under Project Project Properties or Project Project Properties you set project specific options. These include: Nel menu Generale puoi impostare: il titolo del progetto, il colore della selezione e dello sfondo, l unità di misura della mappa, la precisione e l opzione di salvare il percorso ai layer come relativo o assoluto. Se hai attivato la trasformazione del SR puoi specificare un ellissoide per il calcolo delle distanze. Puoi scegliere le unità della mappa (solo se la trasformazione del SR è disattivata) e la precisione del numero (cifre decimali). Infine puoi anche inserire una lista di scale che sovrascriveranno le scale preimpostate. La scheda SR permette di scegliere il sistema di riferimento e di abilitare la riproiezione al volo di raster e vettori quando questi hanno un SR diverso. Il terzo menu Informazioni vettore permette di attivare/disattivare i vettori che possono essere interrogati. (Vedi anche il paragrafo relativo agli strumenti mappa nella sezione Opzioni dell interfaccia grafica (GUI) per maggiori informazioni sull interrogabilità di layer multipli). Il menu Stili predefiniti permette di scegliere il modo in cui i nuovi layer caricati verranno visualizzati quando non hanno un file di stile.qml definito. Puoi anche impostare un livello di trasparenza e puoi scegliere se a un simbolo deve essere assegnato un colore casuale oppure uno predefinito. La scheda Server OWS permette di impostare le informazioni sulle funzionalità dei server WMS e WFS, l estensione e le restrizioni dei SR. Il menu Macro serve per creare un modulo Python, salvarlo in file di progetto.qgs in modo che quando questo viene caricato, verranno eseguite specifiche funzioni come: openproject(), saveproject() and closeproject(). Figura 9.2: Impostazioni macro in QGIS 9.3 Opzioni dell interfaccia grafica (GUI) Alcune opzioni di base per QGIS possono essere impostate nella finestra Opzioni. Impostazioni Opzioni. Le schede nelle quali possono essere regolate le opzioni sono: Seleziona la voce 48 Capitolo 9. Configurazione di QGIS

55 9.3.1 Menu Generale Applicazione Seleziona Stile (Necessario il riavvio di QGIS) Cleanlux ( ). e scegli fra Windows, Motif, CDE, Plastique e Definisci il Tema delle icone. Attualmente è disponibile solo default. Definisci la Dimensione delle icone. Definisci il Carattere. Scegli fra QT predefinito o un carattere di tua scelta. Cambia il Timeout per messaggi o dialoghi a tempo. Nascondi lo splash screen all avvio Mostra suggerimenti all avvio Titoli del gruppo box in grassetto Box gruppi secondo stile QGIS Usa pannelli scelta colore per aggiornare File di progetto Apri un progetto all apertura di QGIS Specifico usa per stabilire qual è il progetto da aprire) (scegli fra Nuovo, Più recente e Specifico. Se hai scelto Crea un nuovo progetto dal progetto predefinito. Puoi premere su Definisce il progetto attuale come predefinito oppure su Ripristina il predefinito. Sfoglia fra i tuoi file e definisci la cartella in cui sono presenti i progetti da usare come modello. Se hai attivato checkbox Crea un nuovo progetto dal progetto predefinito e hai salvato un progetto nella cartella dei modelli, comparirà la nuova voce Progetto Nuovo da modello. Chiedi di salvare il progetto e cambia sorgente dati quando richiesto Avvisa quando viene aperto un file di progetto salvato con una vecchia versione di qg Abilita macro un azione. Questa opzione è stata creata per gestire al meglio le macro scritte per effettuare su di un progetto. Puoi scegliere fra Mai, Chiedi, Solo per questa sessione e Sempre (sconsigliato) Menu Sistema Ambiente Il menu Ambiente mostra le variabili di ambiente e permette di configurarle (vedi figure_environment_variables). Questa opzione è particolarmente utile per piattaforme stile Mac, dove le applicazioni GUI non ereditano necessariamente l ambiente shell dell utente. È utile anche per impostare/visualizzare le variabili di ambiente usate da strumenti esterni, gestiti da Processing come, SAGA e GRASS. Infine è utile anche per abilitare gli output del debug per specifiche sezione del codice sorgente. Usa variabili utente (necessario il riavvio - includere i separatori). Aggiungi e Rimuovi le variabili. Il Variabili di ambiente attuali mostra le variabili di ambiente e puoi scegliere di variabili specifiche di QGIS. Percorsi verso i plugin Aggiungi o Rimuovi Percorsi per cercare ulteriori librerie plugin C++ Mostrare le sole 9.3. Opzioni dell interfaccia grafica (GUI) 49

56 Figura 9.3: Variabili di ambiente in QGIS Menu Sorgente dati Attributi delle geometrie e tabelle Apri la tabella degli attributi in una finestra agganciata (richiede il riavvio di QGIS) Copia la geometria in formato WTK dalla tabella degli attributi. Cliccando su Copia le righe selezionate nel blocco appunti dal menu della Tabella degli attributi verranno copiate, oltre agli attributi, anche le coordinate dei vertici della geometria. Comportamento della tabella di attributi. Ci sono tre possibilità: Mostra tutti gli elementi, Mostra gli elementi selezionati e Mostra gli elementi visibili nella mappa Cache riga attributi tabella. La cache permette di salvare le ultime x righe degli attributi caricate: in questo modo il lavoro con la tabella degli attributi risulterà essere molto più veloce. La cache verrà cancellata alla chiusura della tabella degli attributi. Mostra i valori NULL come. Puoi definire un attributi con cui verranno visualizzati i valori NULL (nessun valore). Trattamento delle sorgenti dati Ricerca elementi validi nella finestra del browser. Puoi scegliere fra Controlla estensione e Controlla il contenuto del file. Ricerca contenuto dei file compressi (.zip) nella finestra del browser. Puoi scegliere fra No, Scansione base e Scansione completa. Richiedi i sublayer raster al caricamento. Alcuni raster supportano i sublayer, chiamati subdataset in GDAL. Un esempio sono i file netcdf: se sono presenti diverse variabili netcdf, GDAL riconosce ogni variabile come un subdataset. L opzione permette di gestire i sublayer quando uno di questi viene aperto. Sono possibili le seguenti scelte: Sempre : chiede sempre (se sono presenti sublayer) Se necessario : chiede se il layer non ha bande, ma ha sublayer Mai : non chiede mai e non carica niente Carica tutto : non chiede, ma carica tutti i sublayer Ignora la dichiarazione di codifica per lo shapefile. Se lo shapefile ha informazioni sulla sua codifica, queste verranno ignorate. 50 Capitolo 9. Configurazione di QGIS

57 Aggiungi un layer PostGIS con un doppio click e seleziona la modalità estesa Aggiungi layer Oracle con un doppio click e seleziona modalità estesa Menu Visualizzazione Impostazioni di visualizzazione Rendi le linee meno irregolari a spese delle prestazioni Risolvi problemi con i poligoni riempiti non correttamente Raster con Selezione banda RGB puoi scegliere il numero di bande rosse, verdi e blu. Miglioramento contrasto Banda singola grigia. Una singola banda grigia può avere: Nessuno stiramento, Stira a MinMax, Stira e taglia a MinMax e anche Taglia a MinMax Colore multibanda (byte/band) e Taglia a MinMax. Colore multibanda (>byte/band) e Taglia a MinMax.. Nessuno stiramento, Stira a MinMax, Stira e taglia a MinMax. Nessuno stiramento, Stira a MinMax, Stira e taglia a MinMax Limiti (minimo/massimo). Taglio del conteggio cumulativo pixel, Minimo/Massimo, Media +/- deviazione standard Limiti di taglio del conteggio cumulativo pixel Moltiplicatore deviazione standard Debugging Mostra questi eventi nel pannello dei messaggi di log (nella scheda di visualizzazione della visualizzazione della mappa Aggiornamento Menu Mappa & Legenda Aspetto della mappa (modificato dalle proprietà del progetto) Scegli un Colore della selezione e un Colore di sfondo Legenda dei layer Azione eseguita in legenda sul comando doppio click. Puoi scegliere fra Apri proprietà layer oppure Apri tabella degli attributi facendo doppio click sul layer. è possibile scegliere diverse opzioni per gli Stili elementi legenda Nomi dei layer in maiuscolo Nomi dei layer in grassetto Nomi gruppo in grassetto Visualizza nomi di classificazione degli attributi Crea le icone raster (potrebbe essere lento) Aggiungi nuovi layer al gruppo selezionato 9.3. Opzioni dell interfaccia grafica (GUI) 51

58 9.3.6 Menu Strumenti mappa Informazioni Apri i risultati di un interrogazione in una finestra agganciata (richiede il riavvio di QGIS) L impostazione Modalità determina quali layer saranno mostrati attraverso lo strumento Informazioni elementi. Passando a Top down o Il primo attivo invece di Layer in uso gli attributi di tutti i layer selezionabili (Si veda la Sezione Proprietà progetto in: Progetti sulle modalità di impostazione dei layer selezionabili) saranno visibili tramite lo strumento Informazioni elementi. Apri il modulo degli elementi se viene identificato un un singolo elemento Specificare il raggio di ricerca come percentuale della larghezze della mappa Strumenti di misura Colore elastico Posizioni decimali Mantieni le unità di base Unità di misura preferita ( metri o piedi ) Unità preferite per gli angoli Spostamento e zoom ( Gradi, Radianti o Gradi decimali ) Define Mouse wheel action ( Zoom, Zoom and recenter, Zoom to mouse cursor, Nothing ) Fattore di zoom Scale preimpostate Qui trovi un elenco di scale preimpostate. Con i pulsanti + e - puoi aggiungere ed eliminare altre scale Menu Digitalizzazione Creazione di geometrie Non aprire la finestra degli attributi dopo la creazione di ogni geometria Ripeti i valori degli attributi usati per ultimi Verifica le geometrie. Modificare linee/poligoni con molti nodi può portare a una visualizzazione molto lenta: questo succede perché le procedura di verifica delle geometrie in QGIS richiede molto tempo. Per velocizzare la visualizzazione è possibile selezionare GEOS (GEOS 3.3) dal menu a tendina oppure disattivare del tutto la verifica. La verifica effettuata da GEOS è molto più rapida, ma ha lo svantaggio di comunicare solamente il primo problema geometrico rilevato. Elastico Definisci le proprietà dell elastico, Spessore della linea e Colore della linea Snapping Apri le opzioni di snap in una finestra agganciata (richiede il riavvio di QGIS) Imposta la Modalità di snap predefinita Spento ) Imposta la Tolleranza di snapping predefinita in unità di mappa o pixel ( Al vertice, Al segmento, Al vertice e al segmento, Imposta il Raggio di ricerca per le modifiche dei vertici in unità di mappa o in pixel Indicatori di vertice 52 Capitolo 9. Configurazione di QGIS

59 Utilizza indicatori solo per le geometrie selezionate Imposta lo Stile indicatore ( Croce (predefinito), Cerchio semi trasparente o Nessuno ) Specifica le Dimensioni indicatore Strumento per la curva di offset Curva di Le 3 opzioni successive si riferiscono allo strumento offset in Digitalizzazione avanzata. Attraverso i vari settaggi è possibile influenzare la forma della linea di offset. Queste opzioni sono possibili da GEOS 3.3. Stile di unione per l offset Segmenti di quadrante Limite di smussatura per l offset Menu GDAL GDAL è una libreria di lettura e scrittura per file raster. In questa scheda puoi Modificare le opzioni di creazione e Modificare le opzioni per le piramidi Menu SR SR predefinito per nuovi progetti Abilita automaticamente la riproiezione al volo se i layer hanno SR differente Effettua sempre la riproiezione al volo Seleziona un SR e Inizia un nuovo progetto sempre con questo SR SR per i nuovi layer Questa sezione permette di specificare il comportamento di QGIS quando viene creato un nuovo layer oppure quando viene caricato un layer privo di SR. Richiedi SR Usa il SR del progetto Utilizza come predefinito SR visualizzato sotto Lingua Sovrascrivi lingua in uso Informazioni sulla lingua correntemente impostata nel sistema Rete Generale Indirizzo di ricerca WMS (Quello predefinito è ) Imposta il Timeout per le richieste di rete (ms) - il valore predefinito è Imposta il Periodo di scadenza predefinito per piastrelle WMSC/WMTS (ore) - valore standard è 24 Impostazioni della cache Specifica la Cartella e la Dimensione per la cache Opzioni dell interfaccia grafica (GUI) 53

60 Figura 9.4: Impostazioni dei proxy in QGIS Utilizza un proxy per l accesso web, definizione di host, porta, utente e password. Definizione del Tipo proxy. Default Proxy:Il proxy è determinato sulla base delle impostazioni in uso del proxy dell applicazione Socks5Proxy: Proxy generico per ogni tipo di connessione. Supporta TCP, UDP, associazione a una porta (connessione in entrata) e autenticazione. HttpProxy: Realizzato usando il comando CONNECT, supporta solamente connessioni TCP in uscita; supporta l autenticatione. HttpCachingProxy: Realizzato usando normali comandi HTTP, è utile solamente nel contesto di richieste HTTP FtpCachingProxy: Realizzato usando un proxy FTP, è utile solamente nel contesto di richieste FTP È possibile escludere alcuni URL aggiungendo il testo nella sezione dedicata (vedi Figure_Network_Tab). Per informazioni più dettagliate sulle diverse impostazioni del proxy, si prega di fare riferimento al manuale della documentazione delle librerie QT suhttp://doc.trolltech.com/4.5/qnetworkproxy.html#proxytype-enum. Suggerimento: UTILIZZO DEI PROXY L utilizzo dei proxy può a volte essere complicato. E utile testare i tipi di proxy succitati e controllare il loro funzionamento nel vostro caso specifico. Queste opzioni possono essere modificate in funzione delle proprie esigenze. Alcuni cambiamenti potrebbero richiedere il riavvio di QGIS prima di essere attivi., le impostazioni sono salvate in un file di testo: osx puoi trovare le impostazioni in: $HOME/Library/Preferences/org.qgis.qgis.plist le impostazioni sono salvate nel resistro: HKEY\CURRENT_USER\Software\QGIS\qgis 54 Capitolo 9. Configurazione di QGIS

61 9.4 Personalizzazione Lo strumento di personalizzazione permette di attivare/disattivare praticamente qualunque elemento dell interfaccia di QGIS. Questa possibilità è molto utile se sono stati installati molti plugin che vengono usati raramente e che riempiono lo schermo. Figura 9.5: Finestra di dialogo Personalizzazione Il menu Personalizzazione di QGIS è diviso in cinque gruppi. In Menu è possibile nascondere funzioni all interno della Barra dei Menu. In Panelli puoi trovare tutti i pannelli presenti in QGIS. I pannelli sono applicazioni che possono essare avviate e usate come finestre mobili, fisse oppure possono essere incorporate nella finestra principale di QGIS come se fossero dei widget (see also Pannelli e Barre degli strumenti). In Barra di stato è possibile disattivare caratteristiche come le informazioni sulle coordinate. In strumenti è possibile attivare/disattivare le icone della barra degli strumenti di QGIS e in attivare/disattivare i diversi pannelli presenti in QGIS. Barra degli Widgets si possono Con Passa ai widget per la cattura nell applicazione principale è possibile cliccare sugli elementi di QGIS che si intendono nascondere dall interfaccia e trovarli nel menu Personalizzazione (vedi figure_customization). È possibile anche salvare le diverse impostazioni a seconda dei diversi utilizzi. Prima che i cambiamenti diventino effettivi è necessario riavviare QGIS Personalizzazione 55

62 56 Capitolo 9. Configurazione di QGIS

63 CAPITOLO 10 Lavorare con le proiezioni QGIS consente all utente di definire un sistema di riferimento - SR - (Coordinate Reference System, ovvero Sistema di Riferimento delle Coordinate) globale o a livello di singolo progetto per i layer privi di un SR predefinito. Consente inoltre di definire sistemi di coordinate personalizzati e supporta la riproiezione al volo (on-the-fly, OTF) dei layer vettoriali. Tutte queste caratteristiche permettono all utente di visualizzare contemporaneamente e correttamente sovrapposti i layer aventi SR differenti Panoramica sul supporto alle proiezioni QGIS supporta all incirca SR. Le definizioni di ognuno di questi SR sono memorizzate in un database SQLite che viene installato con QGIS. Normalmente non è necessario manipolare il database direttamente, infatti questa operazione può causare il malfunzionamento del supporto alla proiezione. I SR personalizzati sono salvati in un database utente. Vedi la sezione Sistemi di riferimento personalizzati per informazioni sulla gestione dei SR personalizzati. I SR disponibili in QGIS sono basati su quelli definiti dall European Petroleum Survey Group (EPSG) e dall Institut Geographique National francese (IGN) e sono per lo più tratti dalle tabelle di riferimento spaziale di GDAL. Gli identificatori EPSG sono presenti nel database e possono essere usati per richiamare e definire i SR in QGIS. Per usare la riproiezione al volo (OTF), i dati devono contenere informazioni sul proprio sistema di riferimento oppure bisogna definire un SR a livello layer o a livello di progetto o globale. Per i layer PostGIS, QGIS usa l identificatore del riferimento spaziale specificato al momento della creazione del layer. Per i dati supportati da OGR, QGIS fa affidamento sulla presenza di un mezzo, specifico per ciascun formato, che definisce il SR. Nel caso degli shapefile, ad esempio, si stratta di un file contenente l indicazione del SR in formato Well Known Text (WKT). Il file della proiezione ha lo stesso nome dello shapefile, ma ha estensione prj. Per esempio uno shapefile chiamato alaska.shp. avrà un corrispondente file di proiezione chiamato alaska.prj. Ogni volta che selezioni un nuovo SR le unità dei layer vengono automaticamente cambiate nella scheda Generale della finestra di dialogo Proprietà progetto del menu Progetto (Gnome, OSX) o Impostazioni (KDE, Windows) Specifiche globali delle proiezioni QGIS imposta il SR di ogni nuovo progetto su quello definito a livello globale: il SR globale predefinito è EPSG: WGS 84 (proj=longlat +ellps=wgs84 +datum=wgs84 +no_defs). Il SR predefinito può essere modificato tramite il pulsante [Scegli...] mostrato in figura figure_projection_1: tale impostazione varrà per tutte le sessioni successive di QGIS. Quando utilizzi layer che non hanno un SR, devi specificare come QGIS deve leggere questi layer. Questo può essere fatto globalmente oppure per il progetto corrente attraverso il menu SR presente in Impostazioni Opzioni. Le opzioni mostrate in figura figure_projection_1 sono: Richiedi SR 57

64 Figura 10.1: Scheda SR nella finestra di dialogo Opzioni Usa il SR del progetto Utilizza come predefinito SR visualizzato sotto Se vuoi specificare il sistema di riferimento di un determinato layer che non ha queste informazioni, puoi farlo anche attraverso il menu Generale delle proprietà dei raster (vedi General Menu) e dei vettori (vedi General Menu). Se il layer ha già le informazioni sul SR, allora questo sono mostrate come in figura Vector Layer Properties Dialog. Suggerimento: SR NELLA LEGENDA Il menu contestuale dei layer in legenda (tasto destro sul nome del layer) (Sezione Legenda) fornisce due scorciatoie per l impostazione del SR: Imposta il SR del layer apre direttamente la finestra per la scelta del sistema di riferimento (figura figure_projection_2), mentre Imposta il SR del progetto dal layer imposta il SR del progetto sulla base di quello del layer 10.3 Definire la riproiezione al volo (OTF) QGIS supporta la riproiezione al volo (OTF) sia per i raster che per i vettori, ma l opzione non è abilitata in modo predefinito. Per usare la riproiezione OTF, bisogna attivare la casella di controllo volo nella scheda SR della finestra di dialogo Ci sono tre modi per aprire questa finestra: Proprietà progetto. Abilita la riproiezione al 1. Seleziona Proprietà progetto dal menu Progetto (Gnome, OSX) oppure Impostazioni (KDE, Windows). 2. Fare click sull icona Stato SR nell angolo in basso a destra della barra di stato. 3. Abilita la riproiezione al volo in modalità predefinita attivando la casella di controllo Effettua sempre la riproiezione al volo nella scheda SR della finestra di dialogo Opzioni Se è già stato caricato un layer e si vuole abilitare la riproiezione, è buona norma aprire la scheda Sistema di riferimento (SR) della finestra di dialogo Proprietà progetto selezionare nell elenco il SR attualmente impostato, quindi attivare la casella di controllo riproiettato al volo nel SR mostrato affianco al pulsante Stato SR. Abilita la riproiezione al volo. Ogni layer caricato successivamente sarà Il menu Sistema di riferimento (SR) della finestra di dialogo Proprietà progetto contiene cinque importanti componenti, illustrati in figura Figure_projection_2 e di seguito descritti. 58 Capitolo 10. Lavorare con le proiezioni

65 Figura 10.2: Finestra di dialogo delle proprietà delle proiezioni 1. Abilita trasformazione SR al volo - puoi utilizzare questa casella di controllo per abilitare o disabilitare la riproiezione al volo. Quando è disabilitata, ogni layer viene visualizzato in funzione del proprio sistema di riferimento e le componenti descritte sotto sono disattive. Quando è abilitata, ogni layer viene visualizzato nel sistema di riferimento definito dall utente. 2. Sistema di riferimento di coordinate - questa è una lista di tutti i SR supportati da QGIS, compresi quelli geografici, proiettati e personalizzati. Per specificare un SR, sceglilo dalla lista: il SR attivo verrà evidenziato. 3. Stringa Proj4 - è la stringa SR usata dal motore di proiezione Proj4. È un testo di sola lettura, a solo scopo informativo. 4. Filtro - se si conosce il codice EPSG, l identificatore o il nome del SR che si vuole impostare, puoi utilizzare questa area di ricerca per trovarlo nell elenco. Inserisci il codice EPSG, l identificatore o il nome. 5. Sistemi di riferimento usati di recente - se ci sono dei SR che vengono usati frequentemente, essi verranno visualizzati in questa sezione della finestra di dialogo. Basta fare click su una voce per impostare il SR associato. Suggerimento: Finestra di dialogo Proprietà del progetto Se apri la finestra di dialogo Proprietà progetto dal menu Progetto (Gnome, OSX) o dal menu Impostazioni (KDE, Windows), per visualizzare le impostazioni del SR devi cliccare sul menu SR. L icona Stato SR riposta automaticamente al menu SR Sistemi di riferimento personalizzati Se QGIS non fornisce le informazioni sul sistema di riferimento di cui hai bisogno, puoi creare un SR personalizzato. Per farlo, seleziona SR personalizzato dal menu Impostazioni. I SR personalizzati vengono salvati nel Sistemi di riferimento personalizzati 59

66 database utente di QGIS. Oltre ai SR personalizzati, questo database contiene anche i segnalibri geospaziali e altri dati dell utente. Figura 10.3: Finestra di dialogo SR La definizione di un SR personalizzato in QGIS richiede una buona comprensione delle librerie Proj.4. Per iniziare, fare riferimento al documento Cartographic Projection Procedures for the UNIX Environment - A User s Manual di Gerald I. Evenden, U.S. Geological Survey Open-File Report , 1990 (disponibile all indirizzo ftp://ftp.remotesensing.org/proj/of pdf ). Questo manuale descrive l uso di proj.4 e delle relative utilità da riga di comando. I parametri cartografici usati da proj.4 sono descritti nel manuale e sono identici a quelli usati da QGIS. La finestra di dialogo Definizione Sistema Riferimento Spaziale Personalizzato richiede solo due parametri per definire un SR personalizzato: 1. un nome descrittivo e 2. i parametri cartografici in formato PROJ.4. Per creare un nuovo SR, fare click sul pulsante nuovo e inserire il nome descrittivo e i parametri. Successivamente salvare il SR facendo click sul pulsante Salva. Si noti che la voce Parametri deve iniziare con un blocco +proj=, per rappresentare il nuovo SR. È possibile testare i parametri SR per vedere se danno risultati validi facendo click sul pulsante [Calcola] nella sezione Prova, dopo aver incollato i parametri SR personalizzati nel campo Parametri. Quindi, inserire dei valori noti di latitudine e longitudine nel sistema WGS 84 rispettivamente nei campi Nord e Est. Fare click su [Calcola] e confrontare i risultati con i valori noti nel SR personalizzato. 60 Capitolo 10. Lavorare con le proiezioni

67 CAPITOLO 11 QGIS Browser The QGIS Browser is a panel in QGIS that lets you easily navigate in your database. You can have access to common vector files (e.g. ESRI shapefile or MapInfo files), databases (e.g.postgis, Oracle, Spatialite or MSSQL Spatial) and WMS/WFS connections. You can also view your GRASS data (to get the data into QGIS see Integrazione con GRASS GIS). Figura 11.1: QGIS browser as a standalone application Use QGIS Browser to preview your data. The drag and drop function makes it easy to get your data into the Map view and the Map legend. 1. Activate QGIS Browser: Right-click on the tool bar and click Browser or select from Settings Panels. 2. Trascinare il pannello nella finestra della Legenda. 3. Click on the Browser tab. 4. Navigare nel database e scegliere la cartella contenente i file vettoriali qgis_sample_data. 5. Press the Shift key and click on airports.shp and alaska.shp. 6. Tenendo premuto il tasto sinistro del mouse, trascinare i file nella mappa. 7. Cliccare con il tasto destro su un layer e scegleire Imposta il SR del progetto dal layer. Per ulteriori informazione vedi Lavorare con le proiezioni. 8. Click on Zoom Full to make the layers visible. 61

68 There is a second browser available under Settings Panels. Additional functions like the the Filter files function were inserted. Add Selected Layers and 1. Activate a second QGIS Browser: Right-click on the toolbar and click Browser (2). 2. Trascinare il pannello nella finestra della Legenda. 3. Navigate to the Browser (2) tab and browse for a shapefile in your file system. 4. Select a file with the left mouse button. Now you can use the Add Selected Layers icon. Use the icon to be able to work with a file in QGIS without much effort. QGIS automatically looks for the Coordinate Reference System (CRS) and zooms to the layer extent if you work in a blank QGIS project. If there are already files in your project the file just will be added and in case it has the same extent and CRS it will be visualized. If the file has got another CRS and layer extent you must first right-click on the layer and choose Set Project CRS from Layer. Then choose Zoom to Layer Extent. Filter The files function works on a directory level. Browse to the folder where you want to filter files and give in a search word or a wildcard. The browser only shows matching filenames then, other data won t be displayed then. It s also possible to run QGIS Browser as a standalone application. Start QGIS browser Digitare qbrowser nella finestra del terminale. Start QGIS browser using the Start menu or desktop shortcut, or double click on a QGIS project file. QGIS browser is available from your your Applications folder. In figure_browser_standalone_metadata you can see the enhanced functionality of QGIS browser. The Param tab provides the details of your connection based datasets like PostGIS or MSSQL Spatial. The Metadata tab contains general information about the file (see Metadata Menu). With the Preview tab you can have a look at your files without importing them into your QGIS project. It s also possible to preview the attributes of your files in the Attributes tab. 62 Capitolo 11. QGIS Browser

69 CAPITOLO 12 Lavorare con i dati vettoriali 12.1 Formati supportati QGIS uses the OGR library to read and write vector data formats including ESRI Shapefiles, MapInfo, Microstation file formats and many more. GRASS vector, PostGIS, MSSQL Spatial and Oracle Spatial support is supplied by native QGIS data providers. Vector data can also be loaded in read mode from zip and gzip archives into QGIS. At the date of this document, 69 vector formats are supported by the OGR library (see OGR-SOFTWARE-SUITE Letteratura e riferimenti web). The complete list of supported vector data formats by the OGR library (see OGR-SOFTWARE-SUITE Letteratura e riferimenti web) is available at Nota: Alcuni dei formati elencati all indirizzo citato potrebbero non essere supportati da QGIS per diverse ragioni: ad esempio, alcuni richiedono librerie esterne commerciali o l installazione di GDAL/OGR nel proprio sistema è avvenuta senza scegliere il supporto per uno specifico formato. Solo i formati adeguatamente testati appariranno nella lista di tipi di file al momento del caricamento di un vettore dentro QGIS. Altri formati, non testati, possono essere caricati selezionando *.*. La sezione Section Integrazione con GRASS GIS illustra come lavorare con i dati di GRASS. This section describes how to work with several common formats: ESRI Shapefiles, PostGIS layers, SpatiaLite layers, OpenStreetMap vectors etc. Many of the features available in QGIS work the same, regardless of the vector data source. This is by design and includes the identify, select, labeling and attributes functions Shapefile ESRI Il formato di file usato come predefinito in QGIS è lo shapefile ESRI. Il supporto al formato è fornito dalla libreria OGR Simple Feature Library (http://www.gdal.org/ogr/). Uno shapefile consiste di un minimo di tre file: 1..shp file contente le geometrie. 2..dbf file contenente gli attributi in formato dbase. 3..shx file d indice. Idealmente dovrebbe essere presente un altro file con estensione.prj, che contiene le informazioni sulla proiezione dello shapefile. Ci possono essere ulteriori file che compongono il dataset in formato shape. Peruno sguardo più ravvicinato al formato shapefile si raccomanda di prendere visione delle specifiche tecniche del formato disponibili sul sito 63

70 Caricare uno shapefile Add Vector To load a shapefile, start QGIS and click on the Layer toolbar button or simply type Ctrl+Shift+V. This will bring up a new window (see figure_vector_1). Figura 12.1: Finestra di dialogo aggiungi vettore Nella finestra di dialogo successiva selezionare File e cliccare sul pulsante [Sfoglia]. Si aprirà una finestra di dialogo standard (vedi figure_vector_2) che consente di cercare nel filesystem lo shapefile o qualunque altro dato vettoriale si intenda caricare. La casella di selezione Tipo file consente di preselezionare alcuni formati supportati da OGR. Se lo si desidera, può essere inoltre selezionata la codifica (encoding) da utilizzare per lo shapefile. Figura 12.2: Finestra di dialogo apri vettore OGR Selezionando uno shapefile dalla lista e cliccando su [Open] esse viene caricato in QGIS. La figura Figure_vector_3 mostra come appare l interfaccia di QGIS dopo aver caricato il file alaska.shp. Suggerimento: Colori dei layer Quando un layer viene aggiunto alla mappa, gli viene assegnato un colore a caso. Aggiungendo più layer in una sola volta, ad ognuno di essi viene assegnato un colore differente. Once loaded, you can zoom around the shapefile using the map navigation tools. To change the style of a layer, open the Layer Properties dialog by double clicking on the layer name or by right-clicking on the name in the 64 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

71 Figura 12.3: QGIS con i dati campione Alaska caricati legend and choosing Properties from the popup menu. See Section Style Menu for more information on setting symbology of vector layers. Suggerimento: Caricare layer e progetti da drive esterni in OS X In OS X i drive esterni non vengono elencati come atteso selezionando File Apri progetto. Stiamo lavorando alla creazione di un dialogo apri/salva nativo OSX; come soluzione temporanea è possibile digitare /Volume nella casella Nome file e cliccare invio. Sarà così possibile utilizzare i drive esterni. Improving Performance for Shapefiles Per migliorare le prestazioni di disegno di uno shapefile, può essere creato un indice spaziale. Un indice spaziale migliora la velocità di disegno quando si usano le funzioni di zoom e di spostamento. Gli indici spaziali usati da QGIS hanno estensione.qix. Per creare un indice, seguire queste indicazioni: Load a shapefile, clicking on the Add Vector Layer toolbar button or type Ctrl+Shift+V. Aprire la finestra di dialogo proprietà layer facendo doppio click sul nome dello shapefile nella legenda o cliccando su di esso con il tasto destro e scegliendo la voce Proprietà dal menu contestuale. Nella scheda Generale cliccare sul pulsante [Crea indice spaziale]. Problemi nel caricare un file.prj If you load a shapefile with.prj file and QGIS is not able to read the coordinate reference system from that file, you have to define the proper projection manually within the General tab of the Layer Properties dialog of the layer by clicking the [Specify...] button. This is due to the fact, that.prj files often do not provide the complete projection parameters, as used in QGIS and listed in the CRS dialog. Per cui quando in QGIS si crea un nuovo shapefile, vengono creati due differenti file di proiezione. Un file.prj con un insieme limitato di parametri compatibile con il software della ESRI, e un file.qpj che memorizza l insieme completo di parametri del SR utilizzato. Quando QGIS trova un file.qpj utilizza quest ultimo invece del file.prj Formati supportati 65

72 Caricare un layer MapInfo Add Vector To load a MapInfo layer, click on the Layer toolbar button or type Ctrl+Shift+V, change the file type filter Filter : to Mapinfo File [OGR] and select the MapInfo layer you want to load Caricare una coverage binaria ArcInfo To load an ArcInfo binary coverage, click on the Add Vector Layer toolbar button or press Ctrl+Shift+V to open the Add Vector Layer dialog. Select Directory. Change to Filter to Arc/Info Binary Coverage. Navigate to the directory that contains the coverage files and select it. Allo stesso modo è possibile caricare file vettoriali strutturati in cartelle nel formato di trasferimento UK National Transfer Format o anche nel formato TIGER del US Census Bureau Loading OpenStreetMap Vectors QGIS integrates Openstreetmap import as a core functionnality. To connect to the OSM server and download data, open the menu Vector Openstreetmap Load data. You can skip this step if you already got a.osm XML file using josm or overpass or any other source. The menu Vector Openstreetmap Import topology from an XML file will convert your.osm file into a spatialite database, and create a db connection. The menu Vector Openstreetmap Export topology to Spatialite then allows you to open the database connection, select the type of data you want (points, lines, or polygons) and choose tags to import. This creates a spatialite geometry layer that you can then add to your project by clicking on the toolbar button or by selecting the Layer SpatiaLite. Add SpatiaLite Layer Add SpatiaLite Layer... option from the Layer menu, see Section Layer PostGIS I layer PostGIS sono memorizzati in database PostgreSQL. I vantaggi nell uso di PostGIS stanno nelle capacità fornite di creazione dell indice spaziale, di filtraggio e di interrogazione. Usando PostGIS, le fuzioni vettoriali come la selezione e l identificazione in QGIS lavorano con maggiore precisione che con i layer OGR in QGIS. Creare una connessione The first time you use a PostGIS data source, you must create a connection to the PostgreSQL database that Add PostGIS contains the data. Begin by clicking on the Layer toolbar button, selecting the Add PostGIS Layer... option from the Layer menu or typing Ctrl+Shift+D. You can also open the Add Vector Layer dialog and select Database. The Add PostGIS Table(s) dialog will be displayed. To access the connection manager, click on the [New] button to display the Create a New PostGIS Connection dialog. The parameters required for a connection are: Nome: Nome della connessione. Può essere uguale a quello del Database Servizio: Parametri del servizio da usare alternativamente a host/porta (e potenzialmente database). Ciò può essere definito in pg_service.conf Host: Nome del server che ospita il database. Deve essere un host con indirizzo raggiungibile, lo stesso che potrebbe essere usato per aprire una connessione telnet o per fare il ping all host. Se il database è sullo stesso computer sul quale è installato QGIS, inserire semplicemente localhost. Porta: Numero della porta sulla quale il database PostgreSQL è in ascolto. La porta predefinita è Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

73 Database: Nome del database. Modalità SSL: Si noti che è possibile ottenere una notevole velocità di visualizzazione dei layer PostGIS disabilitando la connessione SSL. Sono disponibili le seguenti opzioni: disabilitato: connessione SSL non criptata permesso: tenta una connessione non SSL, se questa fallisce ne tenta una SSL preferito (default): tenta una connessione SSL, se questa fallisce ne prova una non SSL; richiesto: solo connessione SSL. Nome utente: Nome dell utente che accede al database. Password: Password usata dallo Username per collegarsi al database. Come opzione, possono essere attivate le seguenti caselle di controllo: Salva nome utente Salva Password Cercare solamente nella tabella geometry_columns Don t resolve type of unrestricted columns (GEOMETRY) Cerca solamente nello schema Mostra anche tabelle senza geometria Usa i metadati stimati della tabella Quando tutti i parametri sono impostati, la connessione può essere testata cliccando sul pulsante [Test Connessione]. Suggerimento: Impostazioni utente e sicurezza A seconda dell ambiente informatico, la memorizzazione delle password nelle impostazioni di QGIS può essere un rischio per la sicurezza. Le impostazioni personalizzate di QGIS sono salvate in modo diverso in base al sistama operativo:, the settings are stored in your home directory in.qgis2/., le impostazioni sono salvate nel registro di sistema. Caricare un layer PostGIS Once you have one or more connections defined, you can load layers from the PostgreSQL database. Of course this requires having data in PostgreSQL. See Section Importare dati in PostgreSQL for a discussion on importing data into the database. Per caricare layer da PostGIS, seguire i seguenti passaggi: If the Add PostGIS layers dialog is not already open, selecting the Layer menu or typing Ctrl+Shift+D opens the dialog. Scegliere la connessione dal menu a tendina e cliccare su [Connetti]. Add PostGIS Layer... option from the Selezionare/deselezionare Mostra tabelle senza geometria Opzionalmente usare Opzioni ricerca per definire quali elementi caricare dal layer oppure utilizzare [Crea query] per avviare la finestra di dialogo Query builder. Individuare il layer che si vuole aggiungere nella lista di quelli disponibili Formati supportati 67

74 Selezionare il layer cliccando sul nome. E possibile selezionare più layer tenendo premuto il tasto Shift mentre si seleziona. Si veda la sezione Costruttore di interrogazioni per informazioni su come usare il Query builder PostgreSQL per definire una selezione al momento del caricamento. Cliccare sul tasto [Aggiungi] per aggiungere il layer alla mappa. Suggerimento: Layer PostGIS Di solito un layer PostGIS è definito da un record nella tabella geometry_columns. Dalla versione in avanti, QGIS può caricare layer che non hanno tale record nella tabella geometry_columns. Ciò vale sia per le tabelle che per le viste. La definizione di una vista spaziale fornisce un mezzo molto potente per visualizzare i dati. Fare riferimento al manuale PostgreSQL per informazioni su come creare le viste. Alcuni dettagli sui layer PostgreSQL Questa sezione contiene alcuni dettagli su come QGIS accede ai layer PostgreSQL. La maggior parte delle volte QGIS dovrebbe semplicemente fornire una lista di tabelle del database che possono essere caricate e caricarle su richiesta. Tuttavia, se avete difficoltà a caricare una tabella di PostgreSQL in QGIS, le informazioni seguenti possono aiutare a capire tutti i messaggi di QGIS e a dare un indicazione su come cambiare la definizione di tabella o di vista di PostgreSQL per permettere a QGIS di caricarla. QGIS richiede che i layer di PostgreSQL contengano una colonna che possa essere usata come chiave unica per il layer. Per le tabelle questo significa che esse devono contenere una chiave primaria o una colonna con un vincolo unico. QGIS richiede che questa colonna sia di tipo int4 (un numero intero di 4 byte). Le prestazioni saranno migliori se la colonna è indicizzata (notare che le chiavi primarie sono automaticamente indicizzate in PostgreSQL). If the PostgreSQL layer is a view, the same requirement exists, but views do not have primary keys or columns with unique constraints on them. You have to define a primary key field (has to be integer) in the QGIS dialog before you can load the view. If a suitable column cannot does not exist in the view, QGIS will not load the layer. If this occurs, the solution is to alter the view so that it does include a suitable column (a type of integer and either a primary key or with a unique constraint, preferably indexed). QGIS offers a checkbox Select at id that is activated by default. This option gets the ids without the attributes which is faster in most cases. It can make sense to disable this option when you use expensive views Importare dati in PostgreSQL I dati possono essere importati in PostreSQL/PostGIS usando diversi strumenti, come il plugin SPIT oppure i comandi shp2pgsql o ogr2ogr. DB Manager DB QGIS comes with a core plugin named Manager. It can be used to load shapefiles and other data formats and includes support for schemas. See Section Plugin DB Manager for more information. shp2pgsql PostGIS ha uno strumento chiamato shp2pgsql che può essere utilizzato per importare gli shapefile in un database PostGIS. Per esempio, per importare uno shapefile chiamato lakes.shp in un database PostgreSQL di nome gis_data, usa il seguente comando: shp2pgsql -s 2964 lakes.shp lakes_new psql gis_data Questo comando crea un nuovo layer chiamato lakes_new nel database gis_data. Il nuovo layer avrà un identificatore di riferimento spaziale (Spatial Reference Identifier - SRID) di Si veda la sezione Lavorare con le proiezioni per ulteriori informazioni sui sistemi di riferimento spaziale e le proiezioni. 68 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

75 Suggerimento: Esportare dati da PostGIS Oltre allo strumento per l importazione shp2pgsql, esiste uno strumento per l esportazione di dati PostGIS come shapefile: pgsql2shp. Lo strumento è incluso nella versione di PostGIS corrente. ogr2ogr Beside shp2pgsql and DB Manager there is another tool for feeding geodata in PostGIS: ogr2ogr. This is part of your GDAL installation. Per importare uno shapefile in PostGIS con ogr2ogr digitare il seguente comando: ogr2ogr -f "PostgreSQL" PG:"dbname=postgis host=myhost.de user=postgres \ password=topsecret" alaska.shp L espressione importerà lo shapefile alaska.shp nel database PostGIS postgis usando l utente postgres e la password topsecret sull host myhost.it. Notare che OGR deve essere compilato con il supporto a PostgreSQL per poter effettuare tale operazione. La presenza del supporto a PostgreSQL-PostGIS può essere verificata digitando da riga di comando ogrinfo --formats grep -i post Qualora si volesse usare il comando interno di PostgreSQL COPY al posto del metodo predefinito INSERT INTO, bisogna settare le variabili d ambiente come segue (su piattaforme e ): export PG_USE_COPY=YES ogr2ogr non crea indici spaziali come shp2pgsl. Bisogna crearli manualmente, usando il comando SQL CREATE INDEX dopo l importazione, come passaggio aggiuntivo (sezione Migliorare le prestazioni). Migliorare le prestazioni Richiamare dati geografici da un database PostgreSQL può richiedere molto tempo, specialmente se il server dei dati si trova in rete. È possibile migliorare le prestazioni di resa a video di layer PostgreSQL assicurandosi di creare un indice spaziale PostGIS spatial index su ogni layer nel database. PostGIS supporta la creazione di un indice GiST (indice dell albero generalizzato di ricerca, Generalized Search Tree) per velocizzare le ricerche spaziali di dati (le informazioni su GIST fanno riferimento alla documentazione di PostGIS disponibile all indirizzo La sintassi per la creazione di un indice GiST è: CREATE INDEX [indexname] ON [tablename] USING GIST ( [geometryfield] GIST_GEOMETRY_OPS ); Si noti che per tabelle molto grandi, la creazione dell indice può richiedere parecchio tempo. Non appena l indice è stato creato, bisognerebbe effettuare un VACUUM ANALYZE. Si veda la documentazione di PostGIS (POSTGIS- PROJECT Letteratura e riferimenti web) per ulteriori informazioni. Segue un esempio di come creare un indice GiST: psql gis_data Welcome to psql 8.3.0, the PostgreSQL interactive terminal. Type: \copyright for distribution terms \h for help with SQL commands \? for help with psql commands \g or terminate with semicolon to execute query \q to quit gis_data=# CREATE INDEX sidx_alaska_lakes ON alaska_lakes Formati supportati 69

76 gis_data-# USING GIST (the_geom GIST_GEOMETRY_OPS); CREATE INDEX gis_data=# VACUUM ANALYZE alaska_lakes; VACUUM gis_data=# \q Layer vettoriali a cavallo dei 180 di longitudine Molti software GIS non gestiscono appropriatamente le mappe vettoriali, con sistema di riferimento geografico (lat/lon), a cavallo della linea di longitudine 180 degrees (http://postgis.refractions.net/documentation/manual- 1.4/ST_Shift_Longitude.html). Se si apre una di tali mappe in QGIS vedremmo distanti aree geografiche che sono in realtà vicine tra di loro.nella figura Figure_vector_4 il piccolo punto all estrema sinistra della vista mappa (Chatham Islands) dovrebbe essere all interno della griglia subito alla destra dell isola principale della Nuova Zelanda. Figura 12.4: Mappa in lat/lon a cavallo dei 180 di longitudine Come soluzione è possibile trasformare i valori di longitudine utilizzando PostGIS e la funzione ST_Shift_Longitude. La funzione legge ogni punto/vertice di ogni elemento in una geometria e se la coordinata di longitudine è < 0, gli aggiunge 360. Il risultato sarà una versione dei dati, che verranno poi tracciati su una mappa centrata a 180. Figura 12.5: Crossing 180 longitude applying the ST_Shift_Longitude function Guida all uso Import data to PostGIS (Importare dati in PostgreSQL) using for example the DB Manager plugin. Utilizzare l interfaccia da linea di comando di PostGIS per dare il seguente comando (nell esempio - TABLE è il nome della tabella PostGIS) gis_data=# update TABLE set the_geom=st_shift_longitude(the_geom); 70 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

77 Se il comando ha esito positivo, si riceverà una notifica di conferma circa il numero di elementi aggiornati e sarà possibile caricare i dati e vedere le differenze (figura Figure_vector_5) Layer SpatiaLite Per caricare dei dati da un database SpatiaLite cliccare sullo strumento Aggiungi un layer SpatiaLite o selezionare l opzione Aggiungi un layer SpatiaLite... dal menu Layer oppure digitare Ctrl+Shift+L. Si aprirà una finestra di dialogo che permette di accedere ai dati di un database SpatiaLite già connesso a QGIS oppure di definire la connessione ad un nuovo database: per connettersi ad un nuovo database cliccare su [Nuovo] e selezionare il database SpatiaLite, un file con l estensione.sqlite. Per salvare, invece, un layer vettoriale in formato SpatialLite, cliccare con il tasto destro del mouse sul layer nella legenda e selezionare l opzione Salva con nome..., definire il nome del file in uscita, selezionare SQLite con formato e il SR, aggiungere SPATIALITE=YES nel riquadro Sorgente dati delle opzioni di creazione OGR. Si veda inoltre QGIS also supports editable views in SpatiaLite. Creare un nuovo layer SpatiaLite Per creare un nuovo layer SpatiaLite, riferirsi alla sezione Creare un nuovo layer SpatiaLite. Suggerimento: SpatiaLite data management plugin Per la gestione dei dati SpatiaLite è inoltre possibile usare diversi plugin Python: SpatiaLite Manager o DB Manager. Questi possono essere scaricati e installati grazie al menu Recupero plugin Python Layer Spatial MSSQL Add MSSQL Spatial QGIS also provides native MS SQL 2008 support. The Layer is part of the new toolbar button or available in the MS SQL node in the QBrowser tree, providing drag and drop import support Layer ORACLE Spatial Add ORACLE Spatial QGIS also provides native ORACLE Locator/Spatial support. The Layer is part of the new toolbar button or available in the ORACLE node in the QBrowser tree, providing drag and drop import support. ORACLE Spatial layers are stored in an ORACLE database. Creare una connessione La prima volta in cui viene usata una fonte dati ORACLE Spatial, bisogna creare una connessione al database che contiene i dati. Clicca nella barra degli strumenti sul pulsante Add ORACLE Spatial Layer, seleziona l opzione Add ORACLE Spatial Layer... dal menu Layer o digitare Ctrl+Shift+O. Per accedere al gestore della connessione clicca sul pulsante [Nuovo] per far comparire la finestra di dialogo Create a New ORACLE Spatial Connection. I parametri richiesti per la connessione sono: Nome: Nome della connessione. Può essere uguale a quello del Database Database SID o SERVICE_NAME dell istanza Oracle Formati supportati 71

78 Host: Nome del server che ospita il database. Deve essere un host con indirizzo raggiungibile, lo stesso che potrebbe essere usato per aprire una connessione telnet o per fare il ping all host. Se il database è sullo stesso computer sul quale è installato QGIS, inserire semplicemente localhost. Port: numero della porta del server PostgreSQL. La porta predefinita è Nome utente: Nome dell utente che accede al database. Password: Password usata dallo Username per collegarsi al database. Come opzione, possono essere attivate le seguenti caselle di controllo: Salva nome utente specifica se si desidera salvare il nome utente del database nelle configurazioni di connessione. Salva password specifica se si vuole salvare la password del database nelle configurazioni di connessione. Le password sono salvate in chiaro (quindi sono leggibili!) nelle configurazioni di sistema e nei file di progetto. Cerca solo nelle tabelle dei metadati restringe le tabelle visualizzate a quello che sono presenti nella vista all_sdo_geom_metadata. Questo procedimento velocizza la visualizzazione iniziale delle tabelle spaziali. Only look for user s tables When searching for spatial tables restrict the search to tables that are owner by the user. Also list tables with no geometry Indicates that tables without geometry should also be listed by default. Use estimated table statistics for the layer metadata When the layer is setup various metadata is required for the Oracle table. This includes information such as the table row count, geometry type and spatial extents of the data in the geometry column. If the table contains a large number of rows determining this metadata is time consuming. By activating this option the following fast table metadata operations are done: Row count is determined from all_tables.num_rows. Table extents are always determined with the SDO_TUNE.EXTENTS_OF function even if a layer filter is applied. The table geometry is determined from the first 100 non-null geometry rows in the table. Only existing geometry types Only list the existing geometry types and don t offer to add others. Quando tutti i parametri sono impostati, la connessione può essere testata cliccando sul pulsante [Test Connessione]. Suggerimento: Impostazioni utente e sicurezza Depending on your computing environment, storing passwords in your QGIS settings may be a security risk. Passwords are saved in clear text in the system configuration and in the project files! Your customized settings for QGIS are stored based on the operating system:, the settings are stored in your home directory in.config/qgis/qgis2.conf., le impostazioni sono salvate nel registro di sistema. Loading a ORACLE Spatial Layer Once you have one or more connections defined, you can load layers from the ORACLE database. Of course this requires having data in ORACLE. To load a layer from ORACLE Spatial, perform the following steps: If the Add ORACLE Spatial layers dialog is not already open, click on the button. Scegliere la connessione dal menu a tendina e cliccare su [Connetti]. Add ORACLE Spatial Layer toolbar 72 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

79 Selezionare/deselezionare Mostra tabelle senza geometria Opzionalmente usare Opzioni ricerca per definire quali elementi caricare dal layer oppure utilizzare [Crea query] per avviare la finestra di dialogo Query builder. Individuare il layer che si vuole aggiungere nella lista di quelli disponibili. Select it by clicking on it. You can select multiple layers by holding down the Shift key while clicking. See Section Costruttore di interrogazioni for information on using the ORACLE Query Builder to further define the layer. Cliccare sul tasto [Aggiungi] per aggiungere il layer alla mappa. Suggerimento: ORACLE Spatial Layers Normally an ORACLE Spatial layer is defined by an entry in the USER_SDO_METADATA table Proprietà dei layer vettoriali La finestra di dialogi Proprietà layer fornisce informazioni sul layer, sulla sua rappresentazione grafica (stile) e sulle opzioni di visualizzazione delle etichette. Inoltre, se il layer vettoriale è stato caricato da un archivio dati PostgreSQL/PostGIS, è possibile modificare l espressione SQL che lo ha generato tramite la finestra di dialogo Costruttore di interrogazioni nella scheda Generale. Per accedere alla finestra di dialogo Proprietà layer, fare doppio click sul layer nella legenda o click con il tasto destro sul layer e selezionare Proprietà dal menu contestuale. Figura 12.6: Vector Layer Properties Dialog Style Menu The Style menu provides you with a comprehensive tool for rendering and symbolizing your vector data. You can use Layer rendering tools that are common to all vector data and special symbolizing tools that were designed for the different kinds of vector data Proprietà dei layer vettoriali 73

80 Layer rendering Layer transparency : you can make the underlying layer in the map canvas visible with this tool. Use the slider to adapt the visibility of your vector layer to your needs. You can also make a precise definition of the percentage of visibility in the the menu beside the slider. Layer blending mode: you can achieve special rendering effects with these tools that you previously only know from graphics programs. The pixels of your overlaying and underlaying layers are mixed through the settings described below. Normal: This is the standard blend mode which uses the alpha channel of the top pixel to blend with the Pixel beneath it; the colors aren t mixed Lighten: It selects the maximum of each component from the foreground and background pixels. Be aware that the results tend to be jagged and harsh. Screen: Light pixels from the source are painted over the destination, while dark pixels are not. This mode is most useful for mixing the texture of one layer with another layer. E.g. you can use a hillshade to texture another layer Dodge: Dodge will brighten and saturate underlying pixels based on the lightness of the top pixel. So brighter top pixels cause the saturation and brightness of the underlying pixels to increase. This works best if the top pixels aren t too bright, otherwise the effect is too extreme. Addition: This blend mode simply adds pixel values of one layer with the other. In case of values above 1 (in the case of RGB), white is displayed. This mode is suitable for highlighting features. Darken: Creates a resultant pixel that retains the smallest components of the foreground and background pixels. Like lighten, the results tend to be jagged and harsh Multiply: It multiplies the numbers for each pixel of the top layer with the corresponding pixel for the bottom layer. The results are darker pictures. Burn: Darker colors in the top layer causes the underlying layers to darken. Can be used to tweak and colorise underlying layers. Overlay: Combines multiply and screen blending modes. In the resulting picture light parts of the picture become lighter and dark parts become darker. Soft light: Very similar to overlay, but instead of using multiply/screen it uses color burn/dodge. This one is supposed to emulate shining a soft light onto an image. Hard light: Hard light is very similar to the overlay mode. It s supposed to emulate projecting a very intense light onto an image. Difference: Difference subtracts the top pixel from the bottom pixel or the other way round, to always get a positive value. Blending with black produces no change, as values for all colors are 0. Subtract: This blend mode simply subtracts pixel values of one layer with tshe other. In case of negative values, black is displayed. Since QGIS 2.0 the old symbology is no longer available. In this version the new symbology has been redesigned and revised. Renderers The renderer is responsible for drawing a feature together with the correct symbol. There are four types of renderers: single symbol, categorized, graduated and rule-based. There is no continuous color renderer, because it is in fact only a special case of the graduated renderer. The categorized and graduated renderer can be created by specifying a symbol and a color ramp - they will set the colors for symbols appropriately. For point layers there is a point displacement renderer available. For each data type (points, lines and polygons) vector symbol layer types are available. Depending on the chosen renderer, the Style menu provides different following sections. On the bottom right of the symbology dialog there is a [Symbol] button which gives access to the Style Manager (see 74 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

81 Section vector_style_manager). The Style Manager allows you to edit and remove existing symbols and add new ones. Suggerimento: Selezionare e cambiare simboli multipli The Symbology allows to select multiple symbols and right click to change color, transparency, size, or width of selected entries. Visualizzatore Simbolo singolo The Single Symbol Renderer is used to render all features of the layer using a single user-defined symbol. The properties, that can be adjusted in the Style menu, depend partially on the type of the layer, but all types share the following structure. In the top left part of the menu, there is a preview of the current symbol to be rendered. On the right part of the menu, there is a list of symbols already defined for the current style, prepared to be used via selecting them from the list. The current symbol can be modified using the menu on the right side. If you click on the first level in the Symbol layers dialog on the left side it s possible to define basic parameters like Size, Transparency, Color and Rotation. Here the layers are joined together. Figura 12.7: Single symbol line properties More detailed settings can be made when clicking on the second level in the Symbol layers dialog. You can define Symbol layers that are combined afterwards. A symbol can consist of several Symbol layers. The following settings are possible: Symbol layer type: You have the possibility to use Ellipse markers, Font markers, Simple markers, SVG markers and Vector Field markers Size Angle Colors Border width Offset X,Y: You can shift the symbol in x- or y-direction Note that once you have set the size in the lower levels the size of the whole symbol can be changed with the Size menu in the first level again. The size of the lower levels changes accordingly while the size ratio is maintained. After having done any needed changes, the symbol can be added to the list of current style symbols (using the [Symbol] Save in symbol library) and then easily be used in the future. Furthermore you can use the [Save Proprietà dei layer vettoriali 75

82 Style] button to save the symbol as a QGIS layer style file (.qml) or SLD file(.sld). Currently in version 2.0 SLDs can be exported from any type of renderer: single symbol, categorized, graduated or rule-based, but when importing an SLD, either a single symbol or rule-based renderer is created. That means that categorized or graduated styles are converted to rule-based. If you want to preserve those renderers, you have to stick to the QML format. On the other hand, it could be very handy sometimes to have this easy way of converting styles to rulebased. With the Style manager from the [Symbol] menu you can administrate your symbols. You can add item, edit item, remove item and share item. Marker symbols, Line symbols, Fill patterns and Color ramps can be used to create the symbols (see defining_symbols). The symbols are assigned to All Symbols, Groups or Smart groups then. Visualizzatore Categorizzato The Categorized Renderer is used to render all features from a layer, using a single user-defined symbol, which color reflects the value of a selected feature s attribute. The Style menu allows you to select: L attributo (Colonna) Il simbolo (Simbolo) Il colore (Scala di colori) The [Advanced] button in the lower right corner of the dialog allows to set the fields containing rotation and size scale information. For convenience, the list in the center of the menu lists the values of all currently selected attributes together, including the symbols that will be rendered. L esempio in figura figure_symbology_2 mostra la finestra di dialogo per la visualizzazione categorizzata del layer rivers dei dati campione di QGIS. Figura 12.8: Categorized Symbolizing options You can create a custom color ramp choosing New color ramp... from the Color ramp dropdown menu. A dialog will prompt for the ramp type: Gradient, Random, ColorBrewer, and cpt-city. The first three have options for number of steps and/or multiple stops in the color ramp. See figure_symbology_3 for an example of custom color ramp and figure_symbology_3a for the cpt-city dialog. The cpt-city option opens a new dialog with hundreds of themes included out of the box. Visualizzatore Graduato Il visualizzatore Graduato rappresenta tutti gli elementi di un layer tramite un unico simbolo definito dall utente, con i colori che riflettono la classificazione di un attributo di interesse. Come il Visualizzatore Simbolo categorizzato, permette di impostare la rotazione e la dimensione della scala in base a campi specifici. 76 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

83 Figura 12.9: Example of custom gradient color ramp with multiple stops Figura 12.10: cpt-city dialog with hundreds of color ramps Proprietà dei layer vettoriali 77

84 Figura 12.11: Graduated Symbolizing options La scheda Stile permette di selezionare: L attributo (Colonna) Il simbolo (Simbolo) I colori (Scala di colori) Inoltre, è possibile specificare il numero di classi (Classi) ed il tipo di classificazione (Modo). Sono disponibilii seguenti tipi di classificazione: Intervalli uguali Quantile Natural Breaks (Jenks) Deviazione standard Pretty Breaks The listbox in the center part of the Style menu lists the classes together with their ranges, labels and symbols that will be rendered. L esempio in figura figure_symbology_4 mostra la finestra di dialogo per la visualizzazione categorizzata del layer rivers deidati campione di QGIS. Visualizzatore Tramite regole Il visualizzatore Tramite regole rappresenta tutti gli elementi di un layer tramite simboli basati su regole, con i colori che riflettono la classificazione di un attributo di interesse. Le regole si basano su istruzioni SQL, che possono essere create con il Query Builder. È possibile creare raggruppamenti per regole in base ad un filtro o in funzione della scala ed è possibile definire il comportamento con Enable symbol levels oppure con Use only first matched. L esempio in figura figure_symbology_5 mostra la finestra di dialogo per la visualizzazione tramite regole del layer rivers dei dati campione di QGIS. To create a rule, activate an existing row by clicking on it or click on + and click on the new rule. Then press the [Edit rule] button. In the Rule properties dialog you can define a label for the rule. Press the button to open the Expression builder. In the Function List, click on Fields and Values to view all attributes of the attribute table to be searched. To add an attribute to the Field calculator Expression field, double click its name in the Fields and Values list. Generally you can use the various fields, values and functions to construct the calculation expression or you can just type it into the box (see Calcolatore di campi). Visualizzatore Spostamento punto 78 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

85 Figura 12.12: Rule-based Symbolizing options Il visualizzatore Spostamento punto permette di visualizzare gli elementi di un layer di punti anche se hanno la stessa posizione. I simboli vengono posizionati lungo un cerchio di spostamento intorno al centro del simbolo. Figura 12.13: Point displacement dialog Suggerimento: Export vector symbology You have the possibility to export vector symbology from QGIS into the Google.kml, *.dxf and MapInfo.tab files. Just open the right mouse menu of the layer and click on Save selection as to define the name of the output file and its format. Use the Symbology export menu to save the symbology either as Feature symbology or as Symbol layer symbology. If you have used symbol layers it is recommended to use the second setting Proprietà dei layer vettoriali 79

86 Labels Menu The Labels core application provides smart labeling for vector point, line and polygon layers and only requires a few parameters. This new application also supports on-the-fly transformated layers. The core functions of the application have been redesigned. In QGIS 2.0. there are now a number of other features which improve the labeling. The following menus have been created for labeling the vector layers: Text Formatting Buffer Background Shadow Placement Rendering Let us see how the new menus can be used for various vector layers. Etichettare layer di punti Start QGIS and load a vector point layer. Activate the layer in the legend and click on the icon in the QGIS toolbar menu. Layer Labeling Options First step is to activate the Label this layer with checkbox and select an attribute column to use for labeling. Click if you want to define labels based on expressions. The following steps describe a simple labeling without using the Data defined override functions that are situated next to the drop-down menus. You can define the text style in the Text menu (see Figure_labels_1 ). A new function is the Type case option where you can influence the text rendering. You have the possibility to render the text All uppercase, All lowercase or Capitalize first letter. Also, a new function in QGIS 2.0 is the use of blend modes (see blend_modes). In the Formatting menu you can define a character for a line break in the labels with the wrap label on character function. Use the Formatted numbers option to format the numbers in an attribute table. Here decimal places are inserted. If you enable this option three decimal places ist set by default. To create a buffer just activate Draw text buffer checkbox in the Buffer menu. The buffer color is variable. Also, a new function in QGIS 2.0 is the use of blend modes (see blend_modes). If the Color buffer s fill checkbox is activated, it will interact with partially transparent text and give mixed color transparency results. Turning off the buffer fill fixes that issue (except where the interior aspect of the buffer s stroke intersects with the text s fill) and also allows the user to make outlined text. In the Background menu you can define with Size X and Size Y the shape of your background. Use Size type to insert an additional Buffer into your background. The buffer size one is set by default here. The background then consists of the buffer plus the background in Size X and Size Y. You can set a Rotation where you can choose between Sync with label, Offset of label and Fixed. Using Offset of label and Fixed you can rotate the background. Define an Offset X,Y with X and Y values and the background will be shifted. When applying Radius X,Y the background gets rounded corners. Again, it is possible to mix the background with the underlying layers in the map canvas using the Blend mode (see blend_modes). Use the Shadow menu for a user-defined Drop shadow. The drawing of the background is very variable. Choose between Lowest label component, Text, Buffer and Background. The Offset angle depends on the orientation of the label. If you choose the Use global shadow checkbox then the zero point of the angle is always oriented to the north and doesn t depend on the orientation of the label. Influence the appearance of the shadow with the Blur radius. The higher the number, the softer the shadows. The appearance of the drop shadow can also be altered by choosing a blend mode (see blend_modes). 80 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

87 Choose the Placement menu for the label placement and the labeling priority. Using the Offset from point setting you now have the possibility to use Quadrants to place your label. Additionally you can alter the angle of the label placement with the Rotation setting. Thus, a placement in a certain quadrant with a certain rotation is possible. In the Rendering menu you can define label and feature options. In the Label options you find the scale-based visibility setting now. You can prevent QGIS from rendering only selected labels with the Show all labels for this layer (including colliding labels) checkbox. In the Feature options you can define if every part of a multipart feature is to be labeled. In QGIS 2.0 now it s possible to define if the number of features to be labeled is limited and to Discourage labels from covering features. Figura 12.14: Smart labeling of vector point layers Etichettare layer di linee First step is to activate the to use for labeling. Click Label this layer checkbox in the Label settings tab and select an attribute column if you want to define labels based on expressions. After that you can define the text style in the Text menu. Here the same settings as for point layers are possible. Also in the Formatting menu the same settings as for point layers are possible. The Buffer menu has the same functions as described in section labeling_point_layers. The Background menu has the same entries as described in section labeling_point_layers. Also the Shadow menu has the same entries as described in section labeling_point_layers. In the Placement menu you find special settings for line layers. The label can be placed Parallel, Curved or Horizontal. With the Parallel and Curved option come the following settings: You can define the position Above line, On line and Below line. It s possible to select several options at once. QGIS will look for the optimal position of the label then. Remember that here you can also use the line orientation for the position of the label. Additionally you can define a Maximum angle between curved characters when selecting the Curved option (see Figure_labels_2 ). The Rendering menu has nearly the same entries as for point layers. In the Feature options you can now Suppress labeling of features smaller than. Etichettare layer di poligoni First step is to activate the Label this layer checkbox and select an attribute column to use for labeling. Click if you want to define labels based on expressions. In Text menu define the text style. The entries are the same as for point and line layers Proprietà dei layer vettoriali 81

88 Figura 12.15: Smart labeling of vector line layers The Formatting menu allows you to format multiple lines like for point and line layers. As with point and line layers you can create a text buffer in the Buffer menu. Use the Background menu to create a complex user-defined background for the polygon layer. You can use the menu as well as for the point and line layers. The entries in the Shadow menu are the same as for point and line layers. In the Placement menu you find special settings for polygon layers (see Figure_labels_3 ). Horizontal (slow), Around centroid, Free and Using perimeter are possible. Offset from centroid, In the Offset from centroid settings you can define if the centroid is visible polygon or whole polygon. That means that either the centroid is used for the polygon you can see on the map or the centroid is used for the whole polygon, no matter if you can see the whole feature on the map. You can place your label with the quadrants here and define offset and rotation. The Around centroid setting makes it possible to place the label around the centroid with a certain distance. Again, you can define visible polygon or whole polygon for the centroid. With the Using perimeter settings you can define a position and a distance for the label. For the position Above line, On line, Below line and Line orientation dependend position are possible. The entries in the Rendering menu are the same as for line layers. You can also use Suppress labeling of features smaller than in the Feature options. Using data-defined override for labeling With the data-defined override functions the settings for the labeling are overwritten by entries in the attribute table. You can activate/deactivate the function with the right-mouse button. Hover over the symbol and you see the information about the data-defined override, including the current definition field. We now describe an example how to use the data-defined override function for the Move label function (see figure_labels_4 ). 1. Import the lakes.shp from the QGIS sample dataset. 2. Double-klick the layer to open the Layer Properties. Klick on Labels and Placement. Select Offset from centroid. 3. Look for the Data defined entries. Klick the -Icon to define the field type for the Coordinate. Choose xlabel for X and ylabel for Y. The Icons are now highlighted in yellow. 4. Zoom into a lake. 82 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

89 Figura 12.16: Smart labeling of vector polygon layers 5. Go to the Label toolbar and klick the Icon. Now you can shift the label manually to another position (see figure_labels_5 ). The new position of the label is saved in the xlabel and ylabel columns of the attribute table. Figura 12.17: Labeling of vector polygon layers with data-defined override Fields Menu Within the Fields menu the field attributes of the selected dataset can be manipulated. The buttons New Column and Delete Column can be used, when the dataset is Editing mode. Widget modifica Within the Fields menu you also find an edit widget column. This column can be used to define values or a range of values that are allowed to be added to the specific attribute table column. If you click on the [edit widget] button, a dialog opens, where you can define different widgets. These widgets are: Proprietà dei layer vettoriali 83

90 Figura 12.18: Move labels Figura 12.19: Dialog to select an edit widget for an attribute column 84 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

91 Modifica valore: widget predefinito. Supporta testo semplice o numeri per attributi numerici. Classification: Displays a combo box with the values used for classification, if you have chosen unique value as legend type in the Style menu of the properties dialog. Intervallo: permette di definire un numero di valori per un intervallo specifico. Il widget di modifica può utilizzare un cursore o una casella di selezione. Valori unici: l utente può selezionare uno dei valori già utilizzati negli attributi. Se editabile, una linea modificata ha la possibilità di autocompletamento; in caso contrario viene presentata una combo box. Nome file: semplifica la selezione di file attraverso una finestra di dialogo di scelta. Mappa valori: combo-box con oggetti predefiniti. Il valore è archiviato negli attributi, la descrizione presentata nel combo-box. I valori possono essere definiti manualmente o caricati da un layer o da un file csv. Enumerazione: apre una combo-box con i valori che possono essere utilizzati. È supportato solo dal provider postgres. Immutabile: l attributo è di sola lettura, non può essere modificato. Nascosto: l attributo è invisibile all utente. Checkbox: mostra una casella di controllo e si può definire quale attributo è aggiunto alla colonna quando la casella è attivata. Modifica testo: apre un campo di modifica di testo che permette di usare linee multiple. Calendario: apre un widget calendario per inserire una data. La colonna deve essere di tipo testuale. Relazione valore: offre i valori di una tabella in una combobox. Si possono selezionare layer, colonna chiave e colonna valore. Generatore UUID: genera un campo UUID (Universally Unique Idetifiers) di sola lettura, se il campo è vuoto. Photo: Field contains a filename for a picture. The width and height of the field can be defined. Webview: Field contains an URL. The width and height of the field is variable. Color: A field which allows to enter color codes. During data entry the color is visible through a color bar included in the field. With the Attribute editor layout you can now define builtin forms for data entry jobs (see figure_fields_2). Choose Drag and drop designer and an attribute column. Use the Icon to create a category that then will be shown during the digitizing session (see figure_fields_3). Next step will be to assign the relevant fields to the category with the Icon. You can create more categories and use the same fields again. When creating a new category QGIS will insert a new tab for the category in the built in form. Other options in the dialog are Autogenerate and Provide ui-file. Autogenerate just creates Editors for all fields and tabulates them. The Provide ui-file option allows you to use complex dialogs made with the Qt-Designer. Using an UI-file allows a large freedom in creating a dialog. For detailed information see QGIS dialogs can have a python function that is called when the dialog is opened. Use this function to add extra logic to your dialogs. An example is (in module MyForms.py): def open(dialog,layer,feature): geom = feature.geometry() control = dialog.findchild(qwidged,"my line edit") Reference in Python Init Function like so: MyForms.open MyForms.py must live on PYTHONPATH,.qgis2/python, or inside the project folder Proprietà dei layer vettoriali 85

92 Figura 12.20: Dialog to create categories with the Attribute editor layout Figura 12.21: Resulting built in form in a data entry session 86 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

93 General Menu Layer Info Use this menu to make general settings for the vector layer. There are several options available: Change the display name of the layer in displayed as Define the Layer source of the vector layer Define the Data source encoding to define provider specific option and to be able to read the file Coordinate Reference System Specify the Coordinate Reference System. Here you can view or change the projection of the specific vector layer. Creare un indice spaziale (solo per formati supportati da OGR) Aggiorna estensione del layer View or change the projection of the specific vector layer, clicking on Specify... Scale dependent visibility You can set the Maximum (inclusive) and Minimum (exclusive) scale. The scale can also be set by the [Current] buttons Feature subset With the [Query Builder] button you can create a subset of the features in the layer that will be visualized (also refer to section Salvare elementi selezionati come nuovo layer). Figura 12.22: General menu in vector layers properties dialog Display Menu In QGIS 2.0 there is now an own menu for the map tips. It includes a new feature: Map Tip display text in HTML. While you can still choose a Field to be displayed when hovering over a feature on the map it is now Proprietà dei layer vettoriali 87

94 possible to insert HTML code that creates a complex display when hovering over a feature. To activate Map Tips, select the menu option View MapTips.Figure Display 1 shows an example of HTML code. Figura 12.23: HTML code for map tip Figura 12.24: Map tip made with HTML code Actions Menu QGIS offre la possibilità di effettuare azioni sulla base degli attributi associati ai singoli elementi del layer vettoriale. Questo permette di effettuare un elevato numero di azioni, per esempio, lanciare un programma con argomenti costruiti tramite gli attributi delle geometrie o passando i parametri ad uno strumento di web reporting. Definire delle azioni è utile quando si intende lanciare un applicazione esterna o la visualizzazione di una pagina web sulla base di uno o più valori associati al layer vettoriale. Ci sono 6 tipologie di azioni che possono essere usate nel seguente modo: Le azioni Generic, Mac, Windows e Unix fanno partire un processo esterno, Le azioni Python eseguno un espressione python, Le azioni Generic e Python sono visibili ovuntue, Le azioni Mac, Windows e Unix sono visibili sono sulle rispettive piattaforme (cioè è possibile definire tre azioni, ma l utente vedrà i risultati solamente sulla piattaforma dalla quale è stato lanciato l editor). 88 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

95 Figura 12.25: Overview action dialog with some sample actions Ci sono diversi esempi inclusi nel dialogo ed è possibile caricarli cliccando su [Aggiungi azioni predefinite]. Un esempio è eseguire una ricerca basata su un valore degli attributi. Questo concetto è spiegato nella discussione seguente. Definire le azioni Attribute actions are defined from the vector Layer Properties dialog. To define an action, open the vector Layer Properties dialog and click on the Actions menu. Go to the Action properties. Select Generic as type and provide a descriptive name for the action. The action itself must contain the name of the application that will be executed when the action is invoked. You can add one or more attribute field values as arguments to the application. When the action is invoked any set of characters that start with a % followed by the name of a field will be replaced by the value of that field. The special characters %% will be replaced by the value of the field that was selected from the identify results or attribute table (see using_actions below). Double quote marks can be used to group text into a single argument to the program, script or command. Double quotes will be ignored if preceded by a backslash. Se sono presenti nomi di campi che possono essere interpretati come sotto-stringhe di altri nomi di campi (ad es. col1 e col10) è necessario racchiudere il nome (e il carattere %) tra parentesi quadre (ad es. [%col10]). Ciò impedirà che il nome di campo %col10 possa essere confuso con %col1 con uno 0 alla fine. Le virgolette saranno rimosse da QGIS man mano che vengono inseriti i valori del campo al posto dell espressione. Se si vuole che i campi sostituiti vengano racchiusi entro parentesi quadre, aggiungere una seconda coppia di parentesi quadre in questo modo: [[%col10]]. La finestra di dialogo Informazione sui risultati che compare quando si usa lo strumento Informazioni elementi ha una voce (Derivato) che contiene informazioni dipendenti dal tipo di layer interrogato. Si può accedere ai valori di questa voce similmente a come si accede ai valori di campo della tabella attributi anteponendo al nome di campo disponibile alla voce (Derivato) l espressione (Derivato). Per esempio un layer puntuale ha due sotto-voci X e Y e il valore di essi può essere usato nell azione con l espressione %(Derivato).X e %(Derivato).Y. Gli attributi derivati sono disponibili solo nella finestra Informazione sui risultati e non dalla finestra Tabella degli attributi. Due esempi di azioni sono di seguito indicati: konqueror konqueror Nel primo esempio, il browser konqueror viene richiamato con un URL da aprire. L URL crea una ricerca Google sul valore del campo nam nel layer vettoriale. Si noti che il programma o lo script richiamato dal Proprietà dei layer vettoriali 89

96 l azione deve essere nel path impostato come variabile d ambiente oppure bisogna fornire il percorso completo all eseguibile. Per sicurezza, è possibile riscrivere il primo esempio come: /opt/kde3/bin/konqueror In questo modo si è sicuri che l applicazione konqueror sarà eseguita quando si richiama l azione. Nel secondo esempio viene usata la notazione %% che non richiede l indicazione di un particolare campo. Quando si richiama l azione, il %% sarà rimpiazzato dal valore selezionato con lo strumento Informazioni elementi o nella tabella degli attributi. Uso delle azioni Le azioni possono essere richiamate sia dalla finestra Informazioni sui risultati che da quella della Tabella degli attributi. (Si ricorda che queste finestre possono essere aperte rispettivamente cliccando sullo strumento Informazioni elementi Apri tabella degli attributi o Avvia azione sull elemento ). Per eseguire l azione, fare click con il tasto destro del mouse sul record e scegliere azione dal menu contestuale. Le azioni sono indicate nel menu a contestuale dal nome assegnatogli in fase di definizione dell azione. Cliccare sull azione che si vuole eseguire. If you are invoking an action that uses the %% notation, right-click on the field value in the Identify Results dialog or the Attribute Table dialog that you wish to pass to the application or script. In questo altro esempio viene illustrato come estrarre dati da un layer vettoriale per inserirli in un file usando la shell di sistema bash e il comando echo (dunque funzionerà solo su e forse su ). Il layer in questione ha i seguenti campi nella tabella attributi: nome della specie taxon_name, latitudine lat e longitudine long. Si vuole eseguire una selezione spaziale delle specie (taxon) presenti in determinate posizioni esportando i risultati in un file di testo per le posizioni selezionate (evidenziate in giallo nella vista mappa di QGIS). L azione in grado di assolvere lo scopo è la seguente: bash -c "echo \"%taxon_name %lat %long\" >> /tmp/species_localities.txt" Selezionando alcune posizioni, l esecuzione dell azione precedente su ognuna di esse genera un file in uscita che avrà l aspetto seguente: Acacia mearnsii Acacia mearnsii Acacia mearnsii Acacia mearnsii Come esercizio si può creare un azione che generi una ricerca su Google sul layer lakes. Innanzitutto è necessario determinare la sintassi da impiegare nell URL per eseguire una ricerca basata su una parola chiave. L espressione si ricava facilmente eseguendo una ricerca dalla pagina di Google, la pagina dei risultati avrà un indirizzo, visibile nella barra indirizzi del browser, del tipo: in cui QGIS è la parola ricercata. Forniti di questa informazione, si può procedere nel seguente modo: 1. Assicurarsi che il layer lakes sia caricato. 2. Aprire la finestra di dialogo Proprietà layer facendo doppio click sul layer o cliccando su di esso nella legenda con il tasto destro del mouse e scegliendo Proprietà dal menu contestuale. 3. Click on the Actions menu. 4. Inserire un nome descrittivo per l azione, ad esempio Google. 5. Fornire il nome di un programma esterno da eseguire nell azione. In questo caso useremo il browser Firefox. Se il programma non si trova in uno dei percorsi di sistema definiti dalla variabile d ambiente PATH, bisogna specificare il percorso completo all eseguibile. 6. Far seguire il nome del programma esterno dall URL usato per la ricerca su Google senza includere la parola ricercata, ovvero: 7. A questo punto il testo nel campo Azioni dovrebbe apparire così: firefox 8. Cliccare sul menu a tendina contenente i nomi dei campi della tabella associata al layer lakes, posizionato immediatamente a sinistra del pulsante [Inserisci campo]. 9. From the drop-down box select NAMES and click [Insert Field]. 90 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

97 10. Il testo dell azione dovrebbe ora apparire come segue: firefox 11. To finalize the action click the [Add to action list] button. Questo completa la definizione dell azione che è così pronta per essere usata. La formulazione finale dell azione dovrebbe apparire così: firefox A questo punto l azione è pronta per essere usata. Chiudere la finestra Proprietà layer e usare lo zoom su un area a scelta. Assicurarsi che il layer lakes sia attivo ed identificare con l apposito strumento un lago. Nella finestra risultante dovrebbe essere visibile l azione: Figura 12.26: Select feature and choose action Cliccando sull azione, viene lanciato Firefox all URL È anche possibile aggiungere ulteriori campi all azione, inserendo un + alla fine della stringa che definisce l azione, selezionando quindi un altro campo e cliccando sul pulsante [Inserisci campo]. Nell esempio seguito finora semplicemente non c è alcun altro campo sul quale avrebbe senso fare una ricerca. È possibile definire più di un azione per ogni layer, ognuna di esse verrà mostrata nella finestra Informazioni sui risultati. Si possono immaginare molti tipi di azione. Ad esempio se un layer di punti rappresenta le posizioni alle quali sono state scattate foto o alle quali corrispondono immagini e il nome dei file di tali foto o immagini, è possibile creare un azione per lanciare un visualizzatore che mostri l immagine. Le azioni possono essere usate anche per lanciare report sul web per uno o più campi della tabella attributo, definendole allo stesso modo dell esempio per la ricerca con Google. Si possono fare esempi anche molto più complicati, per esempio su come usare le azioni Python. Normalmente quando usiamo un azione per aprire un file con un applicazione esterna, si può usare un percorso assoluto o relativo. Nel secondo caso, il percorso è relativo alla posizione del file eseguibile del programma esterno. Ma cosa succede se è necessario usare un percorso relativo al layer selezionato (basato su un file, come uno shapefile o spatialite)? Ecco il trucco: command = "firefox"; imagerelpath = "images_test/test_image.jpg"; layer = qgis.utils.iface.activelayer(); import os.path; layerpath = layer.source() if layer.providertype() == ogr \ else (qgis.core.qgsdatasourceuri(layer.source()).database() \ Proprietà dei layer vettoriali 91

98 if layer.providertype() == spatialite else None); path = os.path.dirname(str(layerpath)); image = os.path.join(path,imagerelpath); import subprocess; subprocess.popen( [command, image ] ); bisogna ricordare che l azione è del tipo Python e per il nostro scopo è necessario cambiare le variabili command e imagerelpath. Ma come si procede se il percorso relativo deve essere relativo al file di progetto (salvato)? Il codice per l azione Python sarà: command="firefox"; imagerelpath="images/test_image.jpg"; projectpath=qgis.core.qgsproject.instance().filename(); import os.path; path=os.path.dirname(str(projectpath)) if projectpath!= else None; image=os.path.join(path, imagerelpath); import subprocess; subprocess.popen( [command, image ] ); Un altro esempio di azione Python è quello che permette di aggiungere nuovi layer al progetto. In questo esempio aggiungeremo sia un file vettoriale che uno raster. Il nome dei file da aggiungere al progetto e il nome da assegnare ai layer è fornito dai dati (filename e layname sono nomi di colonne della tabella dagli attributi del vettore dove l azione è stata creata): qgis.utils.iface.addvectorlayer( /yourpath/[% "filename" %].shp, [% "layername" %],\ ogr ) Per aggiungere un raster (in questo esempio un immagine tif), diventa: qgis.utils.iface.addrasterlayer( /yourpath/[% "filename" %].tif, [% "layername" %] ) Joins Menu The Joins menu allows you to join a loaded attribute table to a loaded vector layer. After clicking the Add vector join dialog appears. As key columns you have to define a join layer you want to connect with the target vector layer, a join field that corresponds to an attribute column in the target layer and a target field you find in the attribute table of the target vector layer here. As a result, all information of the join layer and the target layer are displayed in the attribute table of the target layer as joined information. QGIS currently supports to join non spatial table formats supported by OGR (e.g. CSV, DBF and Excel), delimited text and the PostgreSQL provider (see figure_joins_1). Il dialogo del join vettoriale fornisce le opzioni: Layer unito in memoria virtuale Crea un indice nel campo unito Diagrams Menu The Diagrams menu allows you to add a graphic overlay to a vector layer (see figure_diagrams_1). The current core implementation of diagrams provides support for piecharts, text diagrams and histograms. The menu is divided into four tabs now: Appearance, Size, Postion and Options. In the case of the text diagram and piechart text values of different data columns are displayed one below the other with a circle or a box and dividers. In the Size tab diagram size is based on a fixed size or on linear scaling according to a classification attribute. The placement of the diagrams which is done in the Position tab interacts 92 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

99 Figura 12.27: Join an attribute table to an existing vector layer with the new labeling, so position conflicts between diagrams and labels are detected and solved. In addition to chart positions can be fixed by the users hand. Figura 12.28: Vector properties dialog with diagram menu Segue un esempio di creazione di un grafico delle temperature sovrapposto al layer alaska; entrambi i layer sono disponibili nei dati campione di QGIS (Sezione Dati campione). 1. Cliccare sull icona Aggiungi vettore e caricare i due vettori alaska.shp e climate.shp. 2. Doppio clicl sul layer climate nella legenda per aprire la finestra di dialogo Proprietà layer. 3. Click on the Diagrams menu, activate Display diagrams and from Diagram type combobox select Text diagram 4. In the Appearance tab we choose a light blue as Background color and in the Size tab we set a fixed size to 18 mm. 5. In the Position tab Placement could be set to AroundPoint Proprietà dei layer vettoriali 93

100 6. In the diagram we want to display the values of the three columns T_F_JAN, T_F_JUL and T_F_MEAN. First select T_F_JAN as Attributes and click the button, then T_F_JUL and finally T_F_MEAN. 7. Cliccare su {Applica] per visualizzare il diagramma nella finestra principale di QGIS. 8. You can now adapt the chart size in the Size tab. Deactivate the Fixed size and set the size of the diagrams on the basis of an Attribute with the [Find maximum value] button and the Size menu. If diagrams appear too small on the screen you can activate the Minimum size of the diagrams. Increase size of small diagrams checkbox and define the 9. Change the Attribute Colors by double clicking on the color values in the Assigned attributes field. Figure_diagrams_2 gives an impression. 10. Premere [Ok] per concludere l operazione. Figura 12.29: Diagram from temperature data overlayed on a map Remember that in the Position tab a Data defined position of the diagrams is possible. Here you can use attributes to define the position of the diagram. Also, a scale dependent visibility that you can find in the Appearance tab is possible Metadata Menu The Metadata menu consists of a Description, Attribution, MetadataURL and Properties section. In the Properties section you get general information about the layer, including specifics about the type and location, number of features, feature type, and the editing capabilities in the Properties section. The Extents table provides you with layer extent information, and the Layer Spatial Reference System information, providing information about the CRS of the layer. This is a quick way to get information about the layer. Additionally you can add/edit a title for the layer and some abstract information in the Description. Also, it s possible to define a Keyword list here. These keyword lists can be used in a metadata catalogue. If you want to use a title from an XML metadata file you have to fill in a link in the DataUrl field. Use Attribution to get Atrribute data from an XML metadata catalogue. In MetadataUrl you can define the general path to the XML metadata catalogue. These information will be saved in the QGIS project file for following sessions and will be used for QGIS server. 94 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

101 Figura 12.30: Metadata menu in vector layers properties dialog 12.3 Modifica QGIS supports various capabilities for editing OGR, SpatiaLite, PostGIS, MSSQL Spatial and Oracle Spatial vector layers and tables. Nota: The procedure for editing GRASS layers is different - see Section Digitalizzare e modificare layer vettoriali GRASS for details. Suggerimento: Modifiche concorrenti Questa versione di QGIS non effettua alcuna verifica sulla possibilità che più utenti stiano effettuando contemporaneamente modifiche sullo stesso layer, è quindi l ultimo utente che effettua il salvataggio ad apportare le modifiche definitive Settare la tolleranza dello snapping e il raggio di ricerca degli elementi Prima di editare vertici, è molto importante sia impostare il livello di snapping che il valore del raggio di ricerca al fine di gestire in maniera ottimale la modifica delle geometrie di un layer vettoriale. Tolleranza di snapping La tolleranza di snapping è la distanza entro la quale QGIS cerca il vertice e/o segmento più vicino al quale si cerca di agganciarsi quando si crea un nuovo vertice o si sposta un vertice esistente. Se non si è entro la tolleranza di snapping, QGIS lascerà il vertice creato o spostato nella posizione in cui si rilascia il pulsante del mouse invece di agganciarlo ad un vertice e/o segmento esistente. La tolleranza di snapping influenza tutti gli strumenti che lavorano con una tolleranza. 1. A general, project wide snapping tolerance can be defined choosing Settings Options. On Mac: go to QIS Preferences..., on Linux: Edit Options. In the Digitizing tab you can select between to vertex, to segment or to vertex and segment as default snap mode. You can also define a default snapping tolerance and a search radius for vertex edits. The tolerance can be set either in map units or in pixels Modifica 95

102 The advantage of choosing pixels, is that the snapping tolerance doesn t have to be changed after zoom operations. In our small digitizing project (working with the Alaska dataset), we define the snapping units in feet. Your results may vary, but something on the order of 300ft should be fine at a scale of 1: should be a reasonable setting. 2. È anche possibile impostare una tolleranza di snapping per singolo layer scegliendo la voce di menu Impostazioni (oppure File ) Opzioni si snap... (figura figure_edit_1 ). Da notare che la tolleranza di snap per un singolo layer sovrascrive la tolleranza globale impostata nella scheda Digitalizzazione. Se è necessario modificare un layer ed impostare lo snap per i suoi vertici, allora abilitare la tolleranza di snap solamente sul layer richiesto. Diminuire la tolleranza di snap globale a un livello più basso ed assicurarsi che sia selezionatala casella di controllo per il layer. Figura 12.31: Edit snapping options on a layer basis Raggio di ricerca Il raggio di ricerca è la distanza che QGIS usa per cercare il vertice più vicino che si sta provando a spostare quando si clicca nella mappa. Se non si è entro il raggio di ricerca, QGIS non troverà né selezionerà alcun vertice e mostrerà un avvertimento in una finestra pop-up. La tolleranza di snapping e il raggio di ricerca sono impostati in unità di mappa o in pixel e potrebbe essere necessario fare diversi tentativi prima di trovare l impostazione migliore. Se si specifica una tolleranza troppo alta, QGIS potrebbe agganciare il vertice sbagliato, specialmente se si ha a che fare con molti vertici vicini all area in cui si sta effettuando la modifica. Impostando invece un raggio di ricerca troppo piccolo impedirà a QGIS di trovare alcuna geometria da spostare. Il raggio di ricerca per la modifica di vertici può essere definito in unità del layer dalla scheda Digitalizzazione sotto il menu Impostazioni Opzioni, sotto lo stesso percorso dal quale è possibile impostare la tolleranza di snapping a livello di progetto Zoom e spostamento Prima di editare un layer sarebbe opportuno ingrandire la vista mappa su un area di interesse, al fine di evitare una lunga attesa per la visualizzazione di tutti i vertici della mappa. Oltre ad utilizzare le icone Sposta mappa e Ingrandisci / Rimpicciolisci è possibile interagire con la mappa con la rotellina del mouse, la barra spaziatrice e i tasti freccia della tastiera. Zoom e spostamento con la rotella del mouse Per spostarsi nella mappa cliccare sulla rotella del mouse e trascinare, mentre per lo zoom basta ruotare la stessa. Posizionare il cursore nell area di mappa e ruotare la rotellina verso di sé per ridurre e verso lo schermo per ingrandire. La posizione del puntatore del mouse determinerà il centro dell area da ingrandire. È possibile personalizzare il comportamento della rotella del mouse nella scheda Strumenti mappa alla voce di menu Impostazioni Opzioni. 96 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

103 Spostamento con i tasti freccia È possibile spostare la vista mappa anche con i tasti freccia della tastiera. Posizionare il mouse nella vista mappa e cliccare la freccia destra per spostarsi verso est, la freccia sinistra per spostarsi verso ovest, la freccia in su per spostarsi verso nord e la freccia in giù per spostarsi verso sud. È anche possibile tenere premuta la barra spaziatrice mentre si sposta il mouse per spostare la vista mappa e usare i tasti PgUp e PgDown per aumentare o ridurre l ingrandimento senza interrompere la sessione di digitalizzazione Modifiche topologiche Oltre alle opzioni di snap a livello di singolo layer, la finestra di dialogo Opzioni di snap... permette di impostare altre funzionalità topologiche. È possibile selezionare le opzioni Abilita la modifica topologica e/o Evita inters.: quest ultima evita l intersezione di nuovi poligoni. Abilitare la modifica topologica The option Enable topological editing is for editing and maintaining common boundaries in polygon mosaics. QGIS detects a shared boundary in a polygon mosaic and you only have to move the vertex once and QGIS will take care about updating the other boundary. Evitare le intersezioni per i nuovi poligoni The second topological option in the Avoid Int. column, called Avoid intersections of new polygons avoids overlaps in polygon mosaics. It is for quicker digitizing of adjacent polygons. If you already have one polygon, it is possible with this option to digitize the second one such that both intersect and QGIS then cuts the second polygon to the common boundary. The advantage is that users don t have to digitize all vertices of the common boundary. Enable snapping on intersections Another option is to use Enable snapping on intersection. It allows to snap on an intersection of background layers, even if there s no vertex on the intersection Modifica di un layer esistente By default, QGIS loads layers read-only: This is a safeguard to avoid accidentally editing a layer if there is a slip of the mouse. However, you can choose to edit any layer as long as the data provider supports it, and the underlying data source is writable (i.e. its files are not read-only). In QGIS sono presenti due barre strumenti distinte per la modifica dei vettori, una di base e l altra avanzata, quest ultima descritta nella Sezione Digitalizzazione avanzata. Entrambe le barre possono essere attivate/disattivate sotto Visualizza Barra degli strumenti. Gli strumenti di base offrono le seguenti funzionalità: Icona Azione Icona Azione Current edits Aggiunge elementi: Inserisci punto Aggiunge elementi: Inserisci poligono Strumento vertici Taglia elementi Incolla elementi Attiva modifica Aggiunge elementi: Inserisci linea Muove elementi Elimina elementi selezionati Copia elementi Save layer edits Modifica 97

104 Strumenti di base per la modifica di layer vettoriali Ogni sessione di modifica è inizializzata dall opzione Modifica, che può essere attivata e disattivata nel menù contestuale che si apre cliccando con il tasto destro del mouse sul nome del layer nella legenda. In alternativa, è possibile usare il pulsante Modifica Modifica. Quando il layer è in modalità modifica, i vertici In alternativa, è possibile usare il pulsante sono contrassegnati da indicatori (croci o cerchi semitrasparenti) e altri strumenti sono attivati nella barra degli strumenti di modifica. Suggerimento: Salvataggio ad intervalli regolari Remember to Save Layer Edits regularly. This will also check that your data source can accept all the changes. Aggiungere elementi È possibile usare gli strumenti Inserisci punto, Inserisci linea o Inserisci poligono per porre il puntatore di QGIS in modalità digitalizzazione. Per ogni elemento, bisogna dapprima digitalizzare la geometria e successivamente inserire gli attributi. Per digitalizzare la geometria, cliccare con il tasto sinistro del mouse nella vista mappa per creare il primo punto del nuovo elemento. Per linee e poligoni, continuare a cliccare con il tasto sinistro per ogni ulteriore vertice che si desidera inserire. Quando è terminato l inserimento dei vertici o dei punti, cliccare con il tasto destro in qualunque punto della mappa per confermare di aver terminato l inserimento della geometria dell elemento. The attribute window will appear, allowing you to enter the information for the new feature. Figure_edit_2 shows setting attributes for a fictitious new river in Alaska. In the Digitizing menu under the Settings Options menu, you can also activate Suppress attributes pop-up windows after each created feature Reuse last entered attribute values. Figura 12.32: Enter Attribute Values Dialog after digitizing a new vector feature Per spostare degli elementi utilizzare lo strumento Muovi elemento/i. Suggerimento: Tipologie di attributo Relativamente agli shapefile, la modifica del tipo di attributo è validata durante l inserimento, per cui non è ovviamente possibile inserire un numero in una colonna testuale quando compare la finestra di dialogo Attributi e viceversa. Qualora si avesse tale necessità, è necessario modificare gli attributi in un secondo momento per mezzo della finestra di dialogo Tabella degli attributi. 98 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

105 Current Edits This new feature allows the digitization of multiple layers. Choose changes you made in multiple layers. You also have the opportunity to Save for Selected Layers to save all Rollback for Selected Layers so that the digitization is then withdrawn for all selected layers. If you want to stop editing the selected layers the Cancel for Selected Layer(s) is an easy way. The same functions for editing all layers of the project are available. Strumento vertici For shapefile-based layers as well as SpatialLite,PostgreSQL/PostGIS, MSSQL Spatial and Oracle Spatial tables Node the Tool provides manipulation capabilites of feature vertices similar to CAD programs. It is possible to simply select multiple vertices at once and to move, add or delete them alltogether. The node tool also works with on the fly projection turned on and supports the topological editing feature. This tool is, unlike other tools in QGIS, persistent, so when some operation is done, selection stays active for this feature and tool. If the node tool couldn t find any features, a warning will be displayed. Pertanto, è importante impostare Impostazioni Opzioni Digitalizzazione Raggio di ricerca: ad un valore superiore a zero (per esempio 10). Altrimenti QGIS non è in grado di gestire adeguatemente la modifica dei vertici. Suggerimento: Indicatori dei vertici The current version of QGIS supports three kinds of vertex-markers: Semi transparent circle, Cross and None. To change the marker style, choose Options from the Settings menu and click on the Digitizing tab and select the appropriate entry. Operazioni di base Strumento Attivare lo strumento vertici e selezionare un elemento cliccandoci sopra: un riquadro rosso apparirà su ogni vertice dell elemento. Selecting vertices: You can select vertices by clicking on them one at a time, by clicking on an edge to select the vertices at both ends, or by clicking and dragging a rectangle around some vertices. When a vertex is selected its color changes to blue. To add more vertices to the current selection, hold down the Ctrl key while clicking. Hold down Ctrl or Shift when clicking to toggle the selection state of vertices (vertices that are currently unselected will be selected as usual, but also vertices that are already selected will become unselected). Aggiungere vertici: per aggiungere un vertice fare doppio click nei pressi di un bordo. Si noti che il vertice apparirà sul bordo e non alla posizione del cursore del mouse. Eliminare vertici: per eliminare un vertice selezionato basta premere il tasto Delete. Si noti che non è Strumento possibile eliminare un intero elemento tramite lo strumento vertici ; QGIS manterrà un numero minimo di vertici per il tipo di elemento su cui si sta lavorando. Per eliminare completamente un elemento, usare lo strumento Elimina il selezionato. Spostare vertici: selezionare i vertici di interesse, quindi cliccare e trascinare nella direzione verso la quale si intende spostare i vertici; i vertici saranno spostati tutti insieme. Se lo snap è attivo, l intera selezionare può essere agganciata al vertice e/o linea più vicina. Ogni cambiamento operato con lo strumento vertici è memorizzato nel dialogo Annulla. Tutte le operazioni supportano le modifiche topologiche (se attivate) ed è possibile operare con la proiezione a volo attiva. Lo strumento vertici offre, inoltre, la possibilità di ottenere informazioni su un vertice lasciando semplicemente il cursore del mouse sul vertice di interesse Modifica 99

106 Tagliare, copiare ed incollare elementi Gli elementi selezionati possono essere tagliati, copiati ed incollati tra layer dello stesso progetto di QGIS a patto che anche per il layer di destinazione sia stata abilitata la modalità di modifica tramite l opzione Modifica. Gli elementi possono essere anche incollati in applicazioni esterne in formato testo: gli elementi verranno rappresentati nel formato CSV con le informazioni della geometria espresse nel formato testo OGC Well Known Text (WKT). Le funzioni di copia/incolla sono utili quando si devono modificare più layer copiando le modifiche effettuate in uno di questi negli altri. Supponendo, ad esempio, di voler lavorare su un layer contenente solo alcuni laghi, diventa molto più agevole creare un nuovo layer vuoto nel quale incollare gli elementi dei quali necessitiamo invece di lavorare sul layer big_lakes contenente 5000 elementi. Dovremo quindi effettuare le seguenti operazioni: 1. Caricare il layer dal quale vogliamo copiare gli elementi (layer sorgente) 2. Caricare o creare il layer nel quale vogliamo incollare gli elementi copiati (layer di destinazione) 3. Impostare entrambi i layer in modalità modifica 4. Rendere attivo il layer sorgente cliccando sul relativo nome nella legenda 5. Attivare lo strumento Seleziona il singolo elemento per selezionare gli elementi dal layer sorgente 6. Cliccare sullo stumento Copia elementi 7. Rendere attivo il layer di destinazione cliccando sul relativo nome nella legenda 8. Attivare lo strumento Incolla elementi 9. Terminare le modifiche e salvare Se il layer sorgente e quello di destinazione hanno un diverso schema (nomi e tipi dei campi) QGIS popola, se presenti, i campi comuni e ignora il resto. Se non è importante che vengano copiati anche gli attributi nel layer di destinazione, si può non prestare attenzione a come viene definito lo schema della tabella attributi, altrimenti è necessario definirlo in modo che lo schema del layer sorgente e quello del layer di destinazione combacino. Suggerimento: Congruenza degli elementi incollati Se il layer sorgente e quello di destinazione usano lo stesso sistema di proiezione, gli elementi incollati saranno assolutamente identici a quelli del layer di origine. Nel caso in cui invece la proiezione del layer di destinazione sia differente QGIS non garantisce che la geometria sia identica a causa del pur ridotto errore di arrotondamento introdotto nel passaggio da un sistema di proiezione all altro. Cancellare elementi selezionati Se si vuole eliminare un intero poligono, è possibile farlo selezionando dapprima l elemento che intendiamo cancellare con lo strumento Seleziona il singolo elemento : è possibile anche selezionare più poligoni contemporaneamente. Una volta definita la selezione, usare lo strumento Elimina il selezionato per cancellare la selezione. Taglia Anche lo strumento geometrie può essere usato per eliminare elementi: tali elementi vengono spostati in un blocco appunti spaziale. In questo modo è possibile annullare l operazione incollando nuovamente gli elementi Incolla tagliati con lo strumento elementi, fornendo in ultima analisi almeno un livello di annullamento. Gli strumenti taglia, copia e incolla lavorano sugli elementi selezionati, consentendo quindi di lavorare su più di un elemento alla volta. 100 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

107 Salvare i layer modificati When a layer is in editing mode, any changes remain in the memory of QGIS. Therefore they are not committed/saved immediately to the data source or disk. If you want to save edits to the current layer but want to continue editing without leaving the editing mode, you can click the off with the discard them. Save Layer Edits button. When you turn editing mode Toggle editing (or quit QGIS for that matter), you are also asked if you want to save your changes or Se le modifiche non possono essere salvate (ad es. perché il disco di destinazione è pieno o gli attributi contengono valori esterni agli estremi ammissibili), lo stato della memoria di QGIS è preservato, consentendo dunque di correggere gli errori e riprovare il salvataggio. Suggerimento: Integrità dei dati È buona norma fare un back-up del dato originale prima di procedere alla modifica. Per quando siano stati fatti molti sforzi da parte dei programmatori di QGIS per preservare l integrità del dato, non vi è alcuna garanzia che ciò avvenga Digitalizzazione avanzata Icona Azione Icona Azione Annulla Rotate Feature(s) Aggiungi buco Elimina buco Modifica la forma Spezza elemento Ruota i simboli per i punti Barra degli strumenti di digitalizzazione avanzata Ripristina Semplifica geometrie Aggiungi una parte Elimina parte Curva di offset Unisci le geometrie selezionate Unisci gli sttributi delle geometrie selezionate Annullare e rispristinare Gli strumeti Annulla e Ripristina permettono di annullare/ripristinare le modifiche ad un layer vettoriale. Inoltre, è disponibile un widget che memorizza e mostra tutte le operazioni annulla/ripristina (Figura Figure_edit_3). Per attivare il widget cliccare con il tasto destro del mouse sulla barra degli strumenti ed attivare la casella di controllo Annulla/Ripristina. Annulla/Ripristina è comunque attivo, anche se il widget non è visibile. Cliccando su Annulla, tutti gli elementi e gli attributi vengono riportati al loro stato precedente. Le modifiche effettuate con strumenti diversi da quelli per la digitalizzazione (es. un plugin), potrebbero non essere annullabili. Se nel widget Annulla/Ripristina si clicca su una determinata operazione, tutti gli elementi saranno riportati allo stato successivo all operazione selezionata. Rotate Feature(s) Use the Rotate Feature(s) to rotate one or multiple selected features in the map canvas. You first need to select the Rotate features and then press the Feature(s) Icon. Then the centroid of the feature appears and will be the rotation anchor point. If you selected multiple features the rotation anchor point will be the common center of the features. Press and drag the left mouse button in the desired direction to rotate the selected features Modifica 101

108 Figura 12.33: Redo and Undo digitizing steps It s also possible to create a user-defined rotation anchor point by which the selected feature will rotate. Select Rotate the features to rotate and activate the Feature(s) Tool. Press and hold the Ctrl button and move the mouse pointer (without pressing the mouse button) to the place where you want the rotation anchor to be moved. Release the Ctrl button when the desired rotation anchor point is reached. Now press and drag the left mouse button in the desired direction to rotate the selected feature(s). Semplifica geometrie Semplifica Lo strumento geometrie permette di ridurre il numero di vertici di un elemento, preservandone la geometria: un elemento selezionato con lo strumento sarà evidenziato da una linea di semplificazione rossa, inoltre verrà mostrato a schermo un cursore (Tolleranza linea di semplificazione). Muovendo il cursore, la linea di semplificazione cambia e mostra la forma che assumerà l elemento che si sta semplificando. Per memorizzare la geometria semplificata, cliccare su [OK]. Se una geometria non può essere semplificata (come nel caso di un multi-poligono), verrà mostrato un messaggio di errore. Aggiungi buco Si possono digitalizzare nuovi poligoni all interno di poligoni esistenti, al fine di creare un buco all interno di Aggiungi questi ultimi, scegliendo lo strumento buco. In questo modo solo l area compresa tra i bordi del poligono interno e di quello esterno verrà evidenziata come poligono ad anello. Aggiungi una parte add You can part polygons to a selected multipolygon. The new part polygon has to be digitized outside the selected multipolygon. Elimina buco Elimina Lo strumento buco permette di eliminare un buco all interno di un poligono. Lo strumento funziona esclusivamente con layer di poligoni. Nessuna azione viene effettuata se lo strumento viene usato sul bordo esterno di un poligono. Prima di selezionare i vertici di un buco, impostare adeguatamente la tolleranza. 102 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

109 Elimina parte Elimina Lo strumento parte permette di eliminare parti da geometrie multi-parte (multi-punto, multilinea, multipoligono); lo strumento non ha effetto sull ultima parte aggiunta. Prima di selezionare i vertici di una parte, impostare adeguatamente la tolleranza. Modifica la forma Modifica Lo strumento forma permette di modificare la forma di elementi a geometria lineare e poligonale tracciando una nuova linea: la porzione di elemento tra i due punti di intersezione con la nuova linea sarà rimpiazzata dalla forma di quest ultima. Prestare particolare attenzione ad utilizzare lo strumento con i poligoni: limitarsi a piccole porzioni di poligono. La nuova forma non può intersecare più buchi, altrimenti si generano poligoni non validi. Per modificare, ad esempio, il bordo di un poligono basta cliccare un primo punto all interno del poligono, cliccare un secondo punto all esterno del poligono, tracciare il profilo della nuova forma, rientrare nel poligono e cliccare con il tasto destro del mouse per terminare l operazione. Lo strumento aggiungerà automaticamente nuovi nodi laddove la nuova linea interseca il bordo del poligono. È, inoltre, possibile rimuovere parte di un poligono iniziando la nuova linea all esterno del poligono, aggiungendo vertici all interno e terminando la linea all esterno con il tasto destro del mouse. Nota: Lo strumento potrebbe alterare la posizione iniziale di un poligono o di una linea chiusa, per cui nodo iniziale e nodo finale potrebbero non coincidere. Per molte applicazioni tale fatto non è un problema rilevante, ma è opportuno tenerne conto. Dividere elementi Offset The Curve tool creates parallel shifts of line layers. The tool can be applied to the edited layer (the geometries are modified) or also to background layers (creates copies of the lines / rings and adds it to the the edited layer). It is thus ideally suited for the creation of distance line layers. The displacement is shown at the bottom left of the taskbar. To create a shift of a line layer you have to go into editing mode and then select the feature. You can make the can be saved with the Offset Curve tool active and drag the cross to the desired distance. Your changes then Save Layer Edits tool. Spezza elemento È possibile dividere degli elementi tramite lo strumento Spezza elemento e tracciando una linea attraverso l elemento di interesse. Unire elementi Lo strumento Unisci le geometri selezionate permette di unire elementi con bordi condivisi e stessi attributi. Unire attributi di elementi Merge Attributes of Selected The Features tool allows to merge attributes of features with common boundaries and attributes without merging their boundaries. You can merge the attributes when selecting several features at once. Merge Attributes of Selected Then press the Features button. Now QGIS offers you which attributes are to be applied to all selected objects. As a result, all objects have the same attribute entries Modifica 103

110 Ruota i simboli per i punti Rotate Point The Symbols allows to change the rotation of point symbols in the map canvas. You have to define a rotation column from the attribute table of the point layer in the Advanced menu of the Style menu of the Layer Properties. Also you have to go into the SVG marker and choose Data defined properties... Activate Angle and choose rotation as field. Without these settings the tool is inactive. Figura 12.34: Rotate Point Symbols Per modificare la rotazione, selezionare un elemento puntuale nella vista mappa e ruotarlo tenendo premuto il tasto sinistro del mouse; apparirà una freccia rossa ed il valore di rotazione (Figura Figure_edit_4). Al termine dell operazione, il valore di rotazione nella tabella degli attributi sarà aggiornato di conseguenza. Nota: Se si tiene premuto il tasto Ctrl, la rotazione avverrà per step di 15 gradi Creating new Vector layers QGIS allows to create new Shapefile layers, new SpatiaLite layers, and new GPX Layers. Creation of a new GRASS layer is supported within the GRASS-plugin. Please refer to section Creare un nuovo layer vettoriale GRASS for more information on creating GRASS vector layers. Creare un nuovo Shapefile Per creare un nuovo layer shapefile selezionare Nuovo Nuovo layer shapefile... dal menu Layer. Apparirà la finestra di dialoto Nuovo vettore mostrata in figura Figure_edit_5. Scegliere il tipo di geometria (Punto, Linea o Poligono) ed il sistema di riferimento (SR). Si noti che QGIS non supporta la creazione di elementi 2.5D (ad es. elementi con coordinate XYZ) o il conteggio degli elementi. To complete the creation of the new Shapefile layer, add the desired attributes by clicking on the [Add to attributes list] button and specifying a name and type for the attribute. A first id column is added as default but can be removed, if not wanted. Only Type: real, Type: integer, Type: string and Type:date attributes are supported. Additionally and according to the attribute type you can also define the width and precision of the new attribute column. Once you are happy with the attributes, click [OK] and provide a name for the shapefile. QGIS will automatically add a.shp extension to the name you specify. Once the layer has been created, it will be added to the map and you can edit it in the same way as described in Section Modifica di un layer esistente above. Creare un nuovo layer SpatiaLite To create a new SpatiaLite layer for editing, choose New New SpatiaLite Layer... from the Layer menu. The New SpatiaLite Layer dialog will be displayed as shown in Figure_edit_ Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

111 Figura 12.35: Creating a new Shapefile layer Dialog Figura 12.36: Creating a New SpatiaLite layer Dialog Modifica 105

112 First step is to select an existing SpatiaLite database or to create a new SpatiaLite database. This can be done with the browse button to the right of the database field. Then add a name for the new layer and define the layer type and specify the Coordinate Reference System with [Specify CRS]. If desired you can select to autoincrementing primary key. Create an Per definire la tabella degli attributi del nuovo layer, indicare nome e tipo dell attributo desiderato e cliccare su [Aggiungi alla tabella degli attributi] quindi cliccare su [OK]. Una volta creato il layer, lo stesso sarà aggiunto alla vista mappa e potrà essere modificato come descritto alla precedente sezione Modifica di un layer esistente. I layer Spatialite possono essere gestiti attraverso DB Manager, vedi sezione Plugin DB Manager. Creating a new GPX layer To create a new GPX file you need to load the GPS plugin first. Plugins Plugin Manager Dialog. Activate the GPS Tools checkbox. Plugin Manager... opens the When this plugin is loaded choose New Create new GPX Layer... from the Layer. In the Save new GPX file as dialog you can choose where to save the new GPX layer Lavorare con la tabella degli attributi La tabella degli attributi mostra gli elementi di un layer. Ogni riga nella tabella rappresenta un elemento ed ogni colonna un attributo. Gli elementi possono essere cercati, selezionati, spostati e modificati. To open the attribute table for a vector layer, make the layer active by clicking on it in the map legend area. Then from the main menu Layer choose Open Attribute Table. It is also possible to rightclick on the layer and choose Open Attribute Table from the dropdown menu and to click on the Open Attribute Table button in the Attributes toolbar. Si aprirà la finestra di dialogo mostrata in Figura figure_attributes_1: il titolo della finestra, inoltre, mostra il numero di elementi selezionati sul totale degli elementi del layer. Figura 12.37: Attribute Table for regions layer Selezionare elementi nella tabella degli attributi Ogni riga selezionata nella tabella degli attributi mostra gli attributi di un elemento selezionato nel layer. Se l insieme di elementi selezionati nella vista mappa viene modificato, la selezione viene aggiornata anche nella tabella e viceversa. Allo stesso modo, se cambia l insieme delle righe selezionate nella tabella degli attributi, cambierà anche la visualizzazione degli elementi nella vista mappa. 106 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

113 Le righe possono essere selezionate cliccando sul numero alla loro sinistra. Si possono selezionare righe multiple tenendo premuto il tasto Ctrl. È possibile selezionare un sottoinsieme di righe tenendo premuto Shift e cliccando sulle due righe che delimitano il sottoinsieme di interesse. Spostare il cursore del mouse e cliccare nelle celle della tabella non modifica la selezione. Cambiare la selezione della vista mappa non modifica la posizione del cursore nella tabella. Le righe della tabella possono essere ordinate in funzione degli attributi. Cliccare sull intestazione dell attributo rispetto al quale si intende ordinare la tabella: una piccola freccia a destra del nome dell attributo indicherà il verso dell ordinamento (freccia in su per ordinamento crescente, freccia in giù per ordinamento decrescente). For a simple search by attributes on only one column choose the Column filter from the menu in the bottom left corner. Select the field (column) from which the search should be performed from the dropdown menu and hit the [Apply] button. Then only the matching features are shown in the Attribute table. To make a selection you have to use the Select features using an Expression icon on top of the Attribute table. The Select features using an Expression Field Calculator allows you to define a subset of a table using a Function List like in the (see Calcolatore di campi). The query result then can be saved as a new vector layer. For example if you want to find regions that are boroughs from the regions.shp of the QGIS sample data you have to open the >Fields and Values menu and choose the field that you want to query. Double-klick the field TYPE_2 and also [Load all unique values]. From list choose and double-klick Borough. In the Expression field the following query appears: "TYPE_2" = Borough The matching rows will be selected and the total number of matching rows will appear in the title bar of the attribute table, and in the status bar of the main window. For searches that display only selected features on the map use the Query Builder described in Section Costruttore di interrogazioni. To show selected records only, use Show Selected Features from the menu at the bottom left. The other buttons at the top of the attribute table window provide following functionality: Modalità modifica per modificare singoli valori della tabella e per abilitare le funzionalità di seguito descritte. Anche con Ctrl+E Save Edits also with Ctrl+S Unselect all also with Ctrl+U Muovi selezione in alto anche con Ctrl+T Invert selection also with Ctrl+R Copia le righe selezionate nel blocco appunti anche con Ctrl+C Zoom mappa alle righe selezionate anche con Ctrl+J Zoom mappa alle righe selezionate anche con Ctrl+P Elimina gli elementi selezionati anche con Ctrl+D Nuova colonna per layer PostGIS ed OGR con GDAL versione >= 1.6. Anche con Ctrl+W Elimina colonna per layer PostGIS ed OGR con GDAL versione >= 1.9. Anche con Ctrl+L Apri il calcolatore di campi anche con Ctrl+I Suggerimento: Geometrie WKT Modifica 107

114 Copy selected rows to clipboard button. If you want to use attribute data in external programs (such as Excel) use the You can copy the information without vector geometries if you deactivate Settings Options Data sources menu Copy geometry in WKT representation from attribute table. Salvare elementi selezionati come nuovo layer Gli elementi selezionati possono essere salvati in uno dei formati vettoriali supportati da OGR, anche con sistema di riferimento diverso da quello del layer di origine. Cliccare con il tasto destro del mouse sul layer in legenda e selezionare Salva selezione con nome dal menu contestuale: quindi definire il nome, il formato ed il sistema di riferimento del file di output (Sezione Legenda). È anche possibile specificare le opzioni di creazione OGR. Lavorare con tabelle di attributi non spaziali QGIS allows also to load non spatial tables. This includes currently tables supported by OGR, delimited text as well as the PostgreSQL, MSSQL and Oracle provider. The tables can be used for field lookups or just generally browsed and edited using the table view. When you load the table you will see it in the legend field. It can be opened e.g. with the Open Attribute Table tool and is then editable like any other layer attribute table. As an example you can use columns of the non spatial table to define attribute values or a range of values that are allowed to be added to a specific vector layer during digitizing. Have a closer look at the edit widget in section Fields Menu to find out more Costruttore di interrogazioni Il costruttore di interrogazioni permette di definire un sottoinsieme di una tabella, tramite la clausola di condizione SQL WHERE, per poi visualizzarlo nella vista mappa ed eventualmente salvarlo come nuovo shapefile Interrogazione Per aprire il Query builder clicca sul pulsante [Costruttore di interrogazioni] presente nel sottomenu Sottoinsieme di geometrie dal menu :guilabel: Generale delle proprietà del vettore. Per esempio, se è presente un vettore regions con un attributo TYPE_2 puoi selezionare solamente le regioni appartenenti a un preciso distretto inserendo una clausola specifica nello spazio Espressioni filtro specifiche del gestore della finestra del costruttore delle interrogazioni. La figura Figure_attributes_2 mostra un esempio di interrogazione del vettore regions.shp del set di dati campione di QGIS. Le sezioni dei Campi, Valori e Operatori aiutano ad inserire una corretta interrogazione in linguaggio SQL. La sezione Campi elenca gli attributi della tabella: per aggiungere un attributo nella casella delle clausole SQL fare doppio click sullo stesso, quindi usare le altre sezioni (Valori e Operatori) per completare la clausola. In alternativa è possibile scrivere direttamente la query nella casella delle clausole. La sezione Valori Per avere l elenco di tutti i valori di un attributo, selezionare quest ultimo nella sezione Campi e cliccare su [Tutto]. Per avere un elenco dei primi 25 valori univoci di un attributo, selezionare quest ultimo nella sezione Campi e cliccare su [Campione]. Per aggiungere un valore nella casella delle clausole SQL fare doppio click sul suo nome nella sezione Valori. La sezione Operatori elenca tutti gli operatori utilizzabili. Per aggiungere un operatore nella casella delle clausole SQL basta un click singolo. Sono disponibili operatori relazionali (=, >,...), operatori per confrontare stringhe di testo (LIKE) ed operatori logici (AND, OR,...). Il pulsante [Test], utilizzabile durante il processo di interrogazione, mostra in una finestra il numero di elementi che soddisfano l interrogazione effettuata. Il pulsante [Cancella] cancella il testo nella finestra di interrogazione SQL. Il tasto [OK] chiude la finestra dell interrogazione e seleziona gli elementi che soddisfano la ricerca. Il tasto [Cancel] chiude la finestra del costruttore di interrogazioni senza cambiare lo stato attuale della selezione. 108 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

115 Figura 12.38: Costruttore di interrogazioni Salvare elementi selezionati come nuovo layer Gli elementi selezionati possono essere in uno dei formati vettoriali supportati da OGR, anche con sistema di riferimento diverso da quello del layer di origine. Cliccare con il tasto destro del mouse sul layer in legenda e selezionare Salva la selezione con nome dal menu contestuale: quindi definire il nome, il formato ed il sistema di riferimento del file di output (vedi sezione Legenda). È anche possibile specificare le opzioni di creazione OGR Calcolatore di campi Apri il calcolatore di Il pulsante campi presente nella tabella degli attributi permette di operare calcoli sulla base di funzioni definite e/o dei valori degli attributi esistenti, per esempio è possibile calcolare il perimetro o l area di un poligono. Il risultato delle operazioni può essere salvato in una nuova colonna attributo oppure essere usato per aggiornare i valori di una colonna esistente. Per poter aprire il calcolatore di campi bisogna impostare il layer in modalità di modifica (vedi figura figure_attributes_3). Nella finestra di dialogo del Calcolatore di campi è possibile scegliere se aggiornare un campo esistente, aggiornare gli elementi selezionati oppure creare un nuovo campo in cui salvare i risultati delle operazioni di calcolo. Per aggiungere un nuovo campo bisogna indicare il nome, il tipo di campo (intero, decimale, testo) e la larghezza. Per il tipo Numero decimale è anche possibile definire la precisione, ossia il numero di cifre dopo la virgola: ad esempio per un campo con larghezza 10 e precisione 3 si avranno 6 cifre prima della virgola, quindi la virgola ed infine 3 cifre decimali (see figure_attributes_3). La Lista delle funzioni contiene, oltre alle funzioni, anche la lista dei campi e valori. La casella Aiuto per la funzione scelta fornisce una descrizione della funzione selezionata. La casella Espressione mostra l espressione creata tramite la Lista delle funzioni. Gli operatori più comuni sono raggruppati nella sezione Operatori. In the Function List, click on Fields and Values to view all attributes of the attribute table to be searched. To add an attribute to the Field calculator Expression field, double click its name in the Fields and Values list. Generally you can use the various fields, values and functions to construct the calculation expression or you can just type it into the box. To display the values of a field, you just right click on the appropriate field. You can choose between Calcolatore di campi 109

116 Figura 12.39: Field Calculator Load top 10 unique values and Load all unique values. On the right side opens the Field Values list with the unique values. To add a value to the Field calculator Expression box, double click its name in the Field Values list. Le sezioni Operatori, Matematica, Conversioni, Stringa, Geometria e Record contengono molte funzioni. Operatori fornisce operatori matematici. Per funzioni matematiche cercare in Matematica. La sezione Conversioni permette di convertire un tipo di dato in un altro (per esempio da numero intero a numero reale).le funzioni riguardanti le stringhe sono disponibili in Stringa. La sezione Geometria contiene le funzioni per gli oggetti geometrici mentre grazie alla sezione Record è possibile aggiungere una numerazione al dataset (esempio numero della riga). Per aggiungere una funzione alla casella Espressione cliccare su > e fare doppio click sulla funzione scelta. A short example illustrates how the field calculator works. railroads layer from the QGIS sample dataset: We want to calculate the length in km of the 1. Caricare in QGIS lo shapefile railroads.shp e cliccare su Apri tabella attributi. 2. Attivare la modalità Modifica e aprire il Calcolatore di campi. 3. Spuntare Crea un nuovo campo per abilitare la creazione di un nuovo campo. 4. Nominare il campo length, impostare numero decimale come tipo, 10 come larghezza e 3 come precisione. 5. Now doubleclick on function $length in the Geometry group to add it into the Field calculator expression box. 6. Complete the expression by typing / 1000 in the Field calculator expression box and click [Ok]. 7. Adesso la nuova colonna length è presente nella tabella degli attributi. Le funzioni disponibili sono di seguito elencate. The field calculator Function list with the Selected Function Help, Operators and Expression menu are also available through the rule-based rendering in the Style menu of the Layer properties and the expression based labeling in the Labeling core application. 110 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

117 Operators This group contains operators e.g + - * a + b a plus b a - b a minus b a * b a multiplied by b a / b a divided by b a % b a modulo b for example 7 % 2 = 1 -> 2 fits into 7 three times rest is 1 a ^ b a power b for example 2^2=4 or 2^3=8 a = b a and b are equal a > b a is larger than b a < b a is smaller than b a <> b a and b are not equal a!= b a and b are not equal a <= b a is less than or equal to b a >= b a is larger than or equal to b a ~ b a matches the regular expression b + a positive sign - a negative value of a joins two values together into a string Hello world LIKE returns 1 if the string matches the supplied pattern ILIKE returns 1 if the string matches case-insensitive the supplied pattern. ILIKE can be used instead of LIKE to make the match case-insensitive IS returns 1 if a is the same as b OR returns 1 when condition a or b is true AND returns 1 when condition a and b are true NOT returns 1 if a is not the same as b column name "column name" value of the field column name string a string value NULL null value a IS NULL a has no value a IS NOT NULL a has a value a IN (value[,value]) a is below the values listed a NOT IN (value[,value]) a is not below the values listed Conditionals This group contains functions to handle conditional checks in expressions. CASE CASE ELSE coalesce regexp_match evaluates multiple expressions and return a result evaluates multiple expressions and return a result returns the first non-null value from the expression list returns true if any part of a string matches the supplied regular expression Mathematical Functions This group contains math functions e.g square root, sin and cos sqrt(a) abs sin(a) cos(a) tan(a) asin(a) acos(a) atan(a) atan2(y,x) exp ln log10 log round square root of a returns the absolute value of a number. sinus of a cosinus of a tangens of a arcussinus of a arcuscosinus of a arcustangens of a arcustangens of y/x using the signs of the two arguments to determine the quadrant of the result exponential of an value value of the natural logarithm of the passed expression value of the base 10 logarithm of the passed expression value of the logarithm of the passed value and base number to number of decimal places Calcolatore di campi 111

118 rand randf max min clamp scale_linear scale_exp floor ceil $pi random integer within the range specified by the minimum and maximum argument (inclusive) random float within the range specified by the minimum and maximum argument (inclusive) largest value in a set of values smallest value in a set of values restricts an input value to a specified range transforms a given value from an input domain to an output range using linear interpolation transforms a given value from an input domain to an output range using an exponential curve rounds a number downwards rounds a number upwards pi as value for calculations Conversions This group contains functions to convert on data type to another e.g string to integer, integer to string. toint toreal tostring todatetime todate totime tointerval converts a string to integer number converts a string to real number convert number to string convert a string into Qt data time type convert a string into Qt data type convert a string into Qt time type converts a string to a interval type. Can be used to take days, hours, month, etc off a date Date and Time Functions This group contains functions for handling date and time data. $now age year month week day hour minute second current date and time difference between two dates extract the year part from a date, or the number of years from a Interval extract the month part from a date, or the number of months from a Interval extract the week number from a date, or the number of weeks from a Interval extract the day from a date, or the number of days from a Interval extract the hour from a datetime or time, or the number of hours from a Interval extract the minute from a datetime or time, or the number of minutes from a Interval extract the second from a datetime or time, or the number of minutes from a Interval String Functions This group contains functions that operate on strings e.g replace, convert to upper case. lower convert string a to lower case upper convert string a to upper case title converts all words of a string to title case (all words lower case with leading capital letter) trim removes all leading and trailing whitespace (spaces, tabs, etc) from a string length length of string a replace returns a string with the the supplied string replaced regexp_replace(a,this,that) returns a string with the supplied regular expression replaced regexp_substr returns the portion of a string which matches a supplied regular expression substr(*a*,from,len) returns a part of a string concat concatenates several strings to one strpos returns the index of a regular expression in a string left returns a substring that contains the n leftmost characters of the string right returns a substring that contains the n rightmost characters of the string rpad returns a string with supplied width padded using the fill character lpad returns a string with supplied width padded using the fill character 112 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

119 format format_number format_date formats a string using supplied arguments returns a number formatted with the locale separator for thousands. Also truncates the number to the number of supplied places formats a date type or string into a custom string format Color Functions This group contains functions for manipulating colors. color_rgb color_rgba ramp_color color_hsl color_hsla color_hsv color_hsva color_cmyk color_cmyka returns a string representation of a color based on its red, green, and blue components returns a string representation of a color based on its red, green, blue, and alpha (transparency) components returns a string representing a color from a color ramp returns a string representation of a color based on its hue, saturation, and lightness attributes returns a string representation of a color based on its hue, saturation, lightness and alpha (transparency) attributes returns a string representation of a color based on its hue, saturation, and value attributes returns a string representation of a color based on its hue, saturation, value and alpha (transparency) attributes returns a string representation of a color based on its cyan, magenta, yellow and black components returns a string representation of a color based on its cyan, magenta, yellow, black and alpha (transparency) components Geometry Functions This group contains functions that operate on geometry objects e.g length, area. xat retrieves a x coordinate of the current feature yat retrieves a y coordinate of the current feature $area returns the area size of the current feature $length returns the area size of the current feature $perimeter returns the perimeter length of the current feature $x returns the x coordinate of the current feature $y returns the y coordinate of the current feature $geometry returns the geometry of the current feature. Can be used for processing with other functions. geomfromwkt returns a geometry created from a Well-Known Text (WKT) representation. geomfromgml returns a geometry from a GML representation of geometry bbox disjoint returns 1 if the Geometries do not share any space together intersects returns 1 if the geometries spatially intersect (share any portion of space) and 0 if they don t touches returns 1 if the geometries have at least one point in common, but their interiors do not intersect crosses returns 1 if the supplied geometries have some, but not all, interior points in common. contains returns true if and only if no points of b lie in the exterior of a, and at least one point of the interior of b lies in the interior of a overlaps returns 1 if the Geometries share space, are of the same dimension, but are not completely contained by each other. within returns 1 if the geometry a is completely inside geometry b buffer returns a geometry that represents all points whose distance from this geometry is less than or equal to distance centroid returns the geometric center of a geometry convexhull returns the convex hull of a geometry. It represents the minimum convex geometry that encloses all geometries within the set difference returns a geometry that represents that part of geometry a that does not intersect with geometry a distance returns the minimum distance (based on spatial ref) between two geometries in projected units Calcolatore di campi 113

120 intersection symdifference combine union geomtowkt returns a geometry that represents the shared portion of geometry a and geometry b returns a geometry that represents the portions of a and b that do not intersect returns the combination of geometry a and geometry b returns a geometry that represents the point set union of the geometries returns the Well-Known Text (WKT) representation of the geometry without SRID metadata Record Functions This group contains functions that operate on record identifiers. $rownum $id $scale returns the number of the current row returns the feature id of the current row returns the current scale of the map canvas Fields and Values Contains a list of fields from the layer. Sample values can also be accessed via right-click. Select the field name from the list then right-click to access context menu with options to load sample values from the selected field. 114 Capitolo 12. Lavorare con i dati vettoriali

121 CAPITOLO 13 Lavorare con i dati raster 13.1 Lavorare con i dati raster Questa sezione descrive come visualizzare ed impostare le proprietà dei dati raster. QGIS usa la libreria GDAL per l accesso in lettura/scrittura a formati raster, tipo Arc/Info Binary Grid, Arc/Info ASCII Grid, GeoTIFF, Erdas Imagine e molti altri. Il supporto ai raster GRASS è fornito da un plugin nativo di QGIS. Dati raster possono essere caricati in QGIS in sola lettura da file zip e gzip. Alla data del presente documento, la libreria GDAL supporta più di 100 formati raster (vedi GDAL- SOFTWARE-SUITE Letteratura e riferimenti web). La lista completa è disponibile alla pagina web Nota: Per varie ragioni, QGIS potrebbe non gestire alcuni dei formati elencati. Ad esempio, alcuni formati richiedono la presenza di librerie commerciali di terze parti oppure l installazione di GDAL potrebbe essere avvenuta senza il supporto al formato che si intende usare. Quando si carica un raster in QGIS solo i formati ben testati appariranno nell elenco dei tipi di file; altri formati non testati possono essere caricati selezionando l opzione [GDAL] Tutti i file (*). Per caricare e lavorare con dati raster di GRASS, fare riferimento alla Sezione Integrazione con GRASS GIS Cosa sono i dati raster? I dati raster sono matrici di celle discrete che rappresentano elementi della superficie terrestre o dell ambiente al di sopra o al di sotto di essa. Ogni cella nella matrice raster ha la stessa dimensione e le celle sono solitamente rettangolari (in QGIS sono sempre rettangolari). Esempi tipici di dati raster sono quelli provenienti dal telerilevamento come le fotografie aeree, le immagini da satellite e dati modellati come le matrici dell elevazione. Diversamente dai vettori, i dati raster di solito non hanno associato un database contenente i dati descrittivi di ogni cella e sono geocodificati in base alla risoluzione del pixel e alle coordinate x/y di un angolo del raster. Questo permette a QGIS il posizionamento corretto dei dati nella vista mappa. Per posizionare e visualizzare correttamente un raster, QGIS legge le informazioni di georeferenziazione incorporate nel file del raster (ad es. GeoTiff) o gestite in un apposito file noto come world file Caricare dati raster in QGIS Aggiungi Puoi caricare i layer raster cliccando sull icona raster oppure selezionando l opzione Layer Aggiungi raster. Puoi caricare più layer contemporaneamente tenendo premuto il tasto Control o Shift e cliccando su più elementi presenti nella finestra di dialogo Apri una formato raster supportato da GDAL. Quando il layer è caricato è possibile cliccare sul suo nome nella legenda con il tasto destro del mouse per selezionare ed attivare opzioni specifiche, o per aprire la finestra per l impostazione delle proprietà del layer raster. 115

122 Menu contestuale per layer raster Zoom all estensione del layer Zoom alla scala migliore (100%) Aggiungi alla panoramica Rimuovi Duplica Set Layer CRS Imposta il SR del progetto dal layer Salva come... Proprietà Rinomina Copia lo stile Add New Group Espandi tutto Comprimi tutto Aggiorna l ordine del disegno 13.2 Proprietà raster Per visualizzare ed impostare le proprietà di un layer raster, fare doppio click sul nome del raster nella legenda o cliccare su di esso con il tasto destro e scegliere Proprietà dal menu contestuale: Verrà così aperta la finestra Proprietà layer, (vedi figura_raster_1). There are several menus in the dialog: Generale Stile Trasparenza Piramidi Istogramma Metadati General Menu Layer Info The General menu displays basic information about the selected raster, including the layer source path, the display name in the legend (which can be modified) and the number of columns, rows and No-Data Values of the raster. Coordinate reference system Below you find the coordinate reference system (CRS) information printed as a PROJ.4-string. If this setting is not correct, it can be modified by clicking the [Specify] button. 116 Capitolo 13. Lavorare con i dati raster

123 Figura 13.1: Raster Layers Properties Dialog Scale Dependent visibility Additionally Scale Dependent visibility can be set in this tab. You need to check the checkbox and set an appropriate scale where your data will be displayed in the map canvas. At the bottom you can see a thumbnail of the layer, its legend symbol, and the palette Style Menu Band rendering QGIS offers four different Render types. The renderer chosen is dependent on the data type. 1. Multiband color - if the file comes as a multi band with several bands (e.g. used with a satellite image with several bands) 2. Paletted - if a single band file comes with an indexed palette (e.g. used with a digital topographic map) 3. Singleband gray- (one band of) the image will be rendered as gray, QGIS will choose this renderer if the file neither has multi bands, nor has an indexed palette nor has a continous palette (e.g. used with a shaded relief map) 4. Singleband pseudocolor - this renderer is possible for files with a continuous palette, e.g. the file has got a color map (e.g. used with an elevation map) Multiband color With the multiband color renderer three selected bands from the image will be rendered, each band representing the red, green or blue component that will be used to create a color image. You can choose several Contrast enhancement methods: No enhancement, Stretch to MinMax, Stretch and clip to MinMax and Clip to min max. This selection offers you a wide range of options to modify the appearance of your rasterlayer. First of all you have to get the data range from your image. This can be done by choosing the Extent and pressing [Load]. QGIS can Estimate (faster) the Min and Max values of the bands or use the Actual (slower) Accuracy Proprietà raster 117

124 Figura 13.2: Raster Renderer - Multiband color Now you can scale the colors with the help of the Load min/max values section. A lot of images have few very low and high data. These outliers can be eliminated using the Cumulative count cut setting. The standard data range is set from 2% until 98% of the data values and can be adapted manually. With this setting the gray character of the image can disappear. With the scaling option Min/max QGIS creates a color table with the whole data included in the original image. E.g. QGIS creates a color table with 256 values, given the fact that you have 8bit bands. You can also calculate your color table using the Mean +/- standard deviation x. Then only the values within the standard deviation or within multiple standard deviations are considered for the color table. This is useful when you have one or two cells with abnormally high values in a raster grid that are having a negative impact on the rendering of the raster. All calculation can also be made for the Current extend. Suggerimento: Visualizzare una singola banda di un raster multibanda If you want to view a single band (for example Red) of a multiband image, you might think you would set the Green and Blue bands to Not Set. But this is not the correct way. To display the Red band, set the image type to Singleband gray, then select Red as the band to use for Gray. Paletted This is the standard render option for singleband files that already include a color table, where each pixel value is assigned to a certain color. In that case, the palette is rendered automatically. If you want to change colors assigned to certain values, just double-click on the color and the Select color dialog appears. Figura 13.3: Raster Renderer - Paletted Miglioramento contrasto Nota: When adding GRASS rasters the option Contrast enhancement will be always set to automatically to stretch to min max regardless if the QGIS general options this is set to another value. Singleband gray 118 Capitolo 13. Lavorare con i dati raster

125 This renderer allows you to render a single band layer with a Color gradient Black to white or White to black. You can define a Min and a Max value with choosing the Extend first and then pressing [Load]. QGIS can Estimate (faster) the Min and Max values of the bands or use the Actual (slower) Accuracy. Figura 13.4: Raster Renderer - Singleband gray With the Load min/max values section scaling of the color table is possible. Outliers can be eliminated using the Cumulative count cut setting. The standard data range is set from 2% until 98% of the data values and can be adapted manually. With this setting the gray character of the image can disappear. Further settings can be made with Min/max and Mean +/- standard deviation x. While the first one creates a color table with the whole data included in the original image the second creates a colortable that only considers values within the standard deviation or within multiple standard deviations. This is useful when you have one or two cells with abnormally high values in a raster grid that are having a negative impact on the rendering of the raster. Singleband pseudocolor This is a render option for single band files including a continous palette. You can also create individual color maps for the single bands here. Three types of color interpolation are available: Figura 13.5: Raster Renderer - Singleband pseudocolor 1. Discrete 2. Lineare 3. Esatto In the left block the button Add values manually adds a value to the individual color table. Button Remove selected row Sort colormap deletes a value from the individual color table and the items button sorts the color table according to the pixel values in the value column. Double clicking on the value-column lets you insert a specific value. Double clicking on the color-column opens the dialog Change color where you can select a color to apply on that value. Further you can also add labels for each color but this value won t be displayed when you Proprietà raster 119

126 use the identify feature tool. You can also click on the button Load color map from band, which tries to load the table from the band (if it has any). And you can use the buttons Load color map from file or Export color map to file to load an existing color table or to save the defined color table for other sessions. In the right block Generate new color map allows you to create newly categorized colormaps. For the Classification mode Equal interval you only need to select the number of classes and press the button Classify. You can invert the colors of the the color map by clicking the Invert checkbox. In case of the Mode Continous QGIS creates classes depending on the Min and Max automatically. Defining Min/Max values can be done with the help of Load min/max values section. A lot of images have few very low and high data. These outliers can be eliminated using the Cumulative count cut setting. The standard data range is set from 2% until 98% of the data values and can be adapted manually. With this setting the gray character of the image can disappear. With the scaling option Min/max QGIS creates a color table with the whole data included in the original image. E.g. QGIS creates a color table with 256 values, given the fact that you have 8bit bands. You can also calculate your color table using the Mean +/- standard deviation x. Then only the values within the standard deviation or within multiple standard deviations are considered for the color table. Color rendering For every Band rendering a Color rendering is possible. You can achieve special rendering effects for your raster file(s) using one one of the blending modes (see blend_modes). Further settings can be made in modifiying the Brightness, the Saturation and the Contrast. You can use a Grayscale option where you can choose between By lightness, By luminosity and By average. For one hue in the color table you can modiy the Strength. Resampling The Resampling option makes it appearance when you zoom in and out of the image. Resampling modes can optimize the appearance of the map. They calculate a new gray value matrix through a geometric transformation. While applying the Nearest neighbour method the map can have a pixelated structure when zooming in. This appearance can be improved by using the Bilinear or Cubic method. Sharp features are caused to be blurred now. The effect is a smoother image. The method can be applied e.g. to digital topographic raster maps Transparency Menu QGIS has the ability to display each raster layer at varying transparency levels. Use the transparency slider to indicate to what extent the underlying layers (if any) should be visible though the current raster layer. This is very useful, if you like to overlay more than one rasterlayer, e.g. a shaded relief map overlayed by a classified rastermap. This will make the look of the map more three dimensional. Additionally you can enter a rastervalue, which should be treated as NODATA in the Additional no data value menu. È possibile definire la trasparenza in maniera ancora più dettagliata e personalizzata nelle sezione Opzioni di trasparenza personalizzate, nella quale è possibile impostare il grado di trasparenza di ogni singola cella (o pixel). Ad esempio se si volesse utilizzare quest ultima sezione per evidenziare l acqua del raster landcover.tif con una trasparenza del 20 %, bisognerà seguire la seguente procedura: 1. Caricre il file raster: Load the rasterfile landcover. 2. Aprire la finestra di dialogo guilabel:proprietà facendo doppio click sul nome del layer nella legenda o cliccando su di esso con il tasto destro del mouse e scegliendo Proprietà dal menu contestuale. 3. Select the Transparency menu 120 Capitolo 13. Lavorare con i dati raster

127 4. From the Transparency band menu choose None. 5. Click the Add values manually button. A new row will appear in the pixel-list. 6. Enter the raster-value (we use 0 here) in the From and To column and adjust the transparency to 20 %. 7. Cliccare sul pulsante [Applica] per visualizzare il risultato. You can repeat the steps 5 and 6 to adjust more values with custom transparency. As you can see this is quite easy to set custom transparency, but it can be quite a lot of work. Therefore you can use the button Export to file to save your transparency list to a file. The button Import from file loads your transparency settings and applies them to the current raster layer Pyramids Menu Large resolution raster layers can slow navigation in QGIS. By creating lower resolution copies of the data (pyramids), performance can be considerably improved as QGIS selects the most suitable resolution to use depending on the level of zoom. Per creare piramidi è necessario avere i permessi in scrittura nella cartella contenente il dato originale: in questa cartella verranno salvate le copie a bassa risoluzione. Sono disponibili i seguenti metodi di ricampionamento: Vicino più prossimo (metodo Nearest Neighbour) Media Gauss Cubic Mode None If you choose Internal (if possible) from the Overview format menu QGIS tries to build pyramids internally. You can also choose External and External (Erdas Imagine). Si evidenzia che la costruzione delle piramidi può alterare il dato originale in maniera irreversibile, quindi si raccomanda di fare una copia di backup del raster di partenza prima di eseguire l operazione Histogram Menu The Histogram menu allows you to view the distribution of the bands or colors in your raster. It is generated automatically when you open the Histogram menu. All existing bands will be displayed together. You can save the histogram as an image with the button. With the Visibility option in the Prefs/Actions menu you can display histograms of the individual bands. You will need to select the option Show selected band. The Min/max options allow you to Always show min/max markers, to Zoom to min/max and to Update style to min/max. With the Actions option you can Reset and Recompute histogram after you have chosen the Min/max options Metadata Menu The Metadata menu displays a wealth of information about the raster layer, including statistics about each band in the current raster layer. From this menu entries are made for the Description, Attribution, MetadataUrl and Properties. In Properties statistics are gathered on a need to know basis, so it may well be that a given layers statistics have not yet been collected Proprietà raster 121

128 13.3 Calcolatore raster La finestra di dialogo Calcolatore Raster del menu Raster (vedi figure_raster_2) permette di effettuare calcoli sulla base dei valori dei pixel di raster esistenti. Il risultato viene salvato in un nuovo layer raster in uno dei formati supportati da GDAL. Figura 13.6: Calcolatore raster La sezione Bande raster elenca i layer raster caricati in QGIS che possono essere utilizzati. Per aggiungere un raster nella casella Espressione del calcolatore raster, fare doppio click sul suo nome in Bande raster. Si possono usare gli operatori per costruire un espressione o scriverla direttamente nella casella delle espressioni. Nella sezione Layer di risultato va definito il nome del raster risultato. Si può poi definire l estensione dell area di calcolo che ne determinerà la risoluzione, basandosi sul layer di imput, su coordinate X,Y o sul numero di colonne e di righe. Se il layer in input ha una risoluzione diversa, i valori saranno ricampionati con l algoritmo del vicino più prossimo. La sezione Operatori elenca tutti gli operatori disponibili. Per aggiungere un operatore alla casella Espressione del calcolatore raster, cliccare sull icona ad esso relativa. Sono disponibili operazioni matematiche (+, -, *... ) e funzioni trigonometriche (sin, cos, tan,... ). Ulteriori funzioni verranno incluse in futuro! Selezionando la casella di controllo essere visualizzato nella vista mappa. Aggiungi al progetto il layer risultato sarà aggiunto alla legenda e potrà Esempi Convertire calori di elevazione da metri a piedi Per creare un raster con altimetria in piedi a partire da un raster con altimetria in metri è necessario utilizzare il fattore di conversione di 3,28 piedi per metro. L espressione è: * 3.28 Utilizzare una mascheratura Se si vuole utilizzare una mascheratura su parte del raster, perchè si è interessati solo ai valori di altezza superiori allo 0, è possibili utilizzare l espresisone seguente che crea la maschera e applica i risultati in un solo passaggio. 122 Capitolo 13. Lavorare con i dati raster

129 >= 0) * Per ogni cella maggiore o uguale a 0 si imposta il valore a 1, altrimenti a 0. Questo crea la maschera al volo Calcolatore raster 123

130 124 Capitolo 13. Lavorare con i dati raster

131 CAPITOLO 14 Lavorare con i dati OGC 14.1 QGIS as OGC Data Client L Open Geospatial Consortium (OGC), è un organizzazione internazionale che raggruppa più di 300 organizzazioni commerciali, governative, nonprofit e di ricerca. I suoi membri sviluppano e implementano standard per contenuti e servizi geospaziali, analisi GIS e scambio dati. OGC ha elaborato un numero crescente di specifiche per la descrizione di un modello dati di base per elementi geografici: le specifiche sono orientate a garantire l interoperabilità nell ambito della tecnologia geospaziale. Ulteriori informazioni all indirizzo Important OGC specifications supported by QGIS are: WMS Web Map Service (WMS/WMTS Client) WMTS Web Map Tile Service (WMS/WMTS Client) WFS Web Feature Service (Client WFS e WFS-T) WFS-T Web Feature Service - Transactional (Client WFS e WFS-T) WCS Web Coverage Service (WCS Client) SFS Simple Features for SQL (Layer PostGIS) GML Geography Markup Language OGC services are increasingly being used to exchange geospatial data between different GIS implementations and data stores. QGIS can deal with the above specifications as a client, being SFS (through support of the PostgreSQL / PostGIS data provider, see Section Layer PostGIS) WMS/WMTS Client Panoramica sul servizio WMS QGIS currently can act as a WMS client that understands WMS 1.1, and 1.3 servers. It has particularly been tested against publicly accessible servers such as DEMIS. WMS servers act upon requests by the client (e.g. QGIS) for a raster map with a given extent, set of layers, symbolization style, and transparency. The WMS server then consults its local data sources, rasterizes the map, and sends it back to the client in a raster format. For QGIS this would typically be JPEG or PNG. WMS is generically a REST (Representational State Transfer) service rather than a fully-blown Web Service. As such, you can actually take the URLs generated by QGIS and use them in a web browser to retrieve the same images that QGIS uses internally. This can be useful for troubleshooting, as there are several brands of WMS servers in the market and they all have their own interpretation of the WMS standard. I layer WMS possono essere aggiunti molto semplicemente, una volta disponibile l indirizzo (URL) per accedere al server WMS, una connessione adatta e posto che il server usi HTTP come meccanismo di trasferimento dati. 125

132 Overview of WMTS Support QGIS can also act as a WMTS client. WMTS is an OGC standard for distributing tile sets of geospatial data. This is a faster and a more efficient way of distributing data than WMS because with WMTS the tile sets are pre-generated and the client only requests the transmission of the tiles and not their production. A WMS request typically involves both the generation and transmission of the data. A well known example of a non-ogc standard for viewing tiled geospatial data is Google Maps. In order to display the data at a variety of scales close to what the user might want, the WMTS tile sets are produced at several different scale levels and are made available for the GIS client to request them. This diagram illustrates the concept of tile sets: Figura 14.1: Concept of WMTS tile sets The two types of WMTS interfaces that QGIS supports are via Key-Value-Pairs (KVP) and RESTful. These two interfaces are different and you need to specify them to QGIS differently. 1) In order to access a WMTS KVP service, a QGIS user opens the WMS/WMTS interface and adds the following string to the URL of the WMTS tile service: "?SERVICE=WMTS&REQUEST=GetCapabilities" An example of this type of address is service=wmts&request=getcapabilities For testing the topo2 layer in this WMTS works nicely. Adding this string indicates that a WMTS web service is to be used instead of a WMS service 2) The RESTful WMTS service takes a different form, it is a straightforward URL, the format recommended by the OGC is: {WMTSBaseURL}/1.0.0/WMTSCapabilities.xml This format helps you to recognize that it is a RESTful address. A RESTful WMTS is accessed in QGIS by simply adding its address in the WMS setup in the URL field of the form. An example for an Austrian basemap of this type of address is Nota: You can find some old service call WMS-C. Thoses services are quiet similar to WMTS service same purpose but working a little bit differently). You can manage them as the same way you do it for WMTS services. Just add?tiled=true at the end of the url. See for more information about this specification. When you read WMTS you can often think WMS-C also. Selecting WMS/WMTS Servers Al primo utilizzo di un servizio WMS in QGIS non sono presenti server predefiniti. 126 Capitolo 14. Lavorare con i dati OGC

133 Si può avviare lo strumento cliccando sul pulsante e di menu Layer Aggiungi layer.wms... Aggiungi layer WMS nella barra strumenti, oppure sulla voce Si aprirà la finestra di dialogo: Aggiungi Layer da server. È possibile aggiungere alcuni server cliccando sul pulsante [Aggiungi server predefiniti]. Verranno quindi aggiunti due server WMS, il server di DM Solutions Group ed il server di Lizardtech. Per definire un nuovo server WMS nella sezione Layer, cliccare su [Nuovo] ed inserire i parametri di connessione al server WMS desiderato, seguendo le indicazioni della tabella _OGC_1_: Nome Un nome per la connessione. Tale nome verrà utilizzato nel menù a discesa di scelta dei server in modo da distinguere i vari WMS. URL URL del server che fornisce i dati. Deve essere un indirizzo raggiungibile nello stesso formato che verrebbe usato per aprire una commessione telnet o pingare un host. Username Nome utente per accedere un WMS protetto. Questo parametro è opzionale. Password Password per accedere ad un WMS protetto. Questo parametro è opzionale. Ignora URI GetMap Ignora URI GetFeatureInfo Ignora la URI GetMap riportata nelle capabilities. Viene utilizzato URI del campo URL precedente. Ignora la URI GetFeatureInfo riportata nelle capabilities. Viene utilizzato URI del campo URL precedente Table OGC 1: Parametri di connessione WMS È possibile, se necessario, impostare i parametri di un proxy per ricevere i servizi WMS da internet. Selezionare la voce di menu Impostazioni Opzioni e cliccare sulla scheda Rete, nella quale è possibile inserire le impostazioni abilitando la casella di controllo corretto dal menù a discesa Tipo proxy. Utilizza un proxy per l accesso web. Assicuratevi di scegliere il tipo di proxy Once the new WMS Server connection has been created, it will be preserved for future QGIS sessions. Suggerimento: A PROPOSITO DI INDIRIZZI DEI SERVER WMS Quando si inserisce l indirizzo URL del server assicurarsi di usare l indirizzo di base. Ad esempio non bisogna inserire frammenti tipo request=getcapabilities o version=1.0.0 nell indirizzo. Loading WMS/WMTS Layers Once you have successfully filled in your parameters you can use the [Connect] button to retrieve the capabilities of the selected server. This includes the Image encoding, Layers, Layer Styles and Projections. Since this is a network operation, the speed of the response depends on the quality of your network connection to the WMS server. While downloading data from the WMS server, the download progress is visualized in the left bottom of the WMS dialog. Il vostro schermo adesso deve essere simile a quello rappresentato alla figura_ogr_1, che mostra la risposta fornita dal server WMS di DM Solutions Group. Codifica immagine La sezione Codifica immagine elenca i formati supportati sia dal client che dal server. La scelta è in funzione dei propri requisiti di accuratezza. Suggerimento: Codifica immagine Un server WMS offre normalmente la scelta fra immagini JPEG o PNG. Il formato JPEG è un formato di compressione lossy, mentre il formato PNG riproduce fedelmente i dati raster. È preferibile utilizzare il formato JPEG per dati di natura fotografica e/o se la perdita parziale di qualità dell immagine non causa problemi. Questa scelta riduce normalmente di 5 volte il volume di dati trasferiti rispetto al fomrato PNG. L uso del formato PNG permette una visualizzazione più precisa ed è da utilizzare se non vi sono problemi per l incremento dei dati trasferiti QGIS as OGC Data Client 127

134 Figura 14.2: Dialog for adding a WMS server, showing its available layers Opzioni La sezione Opzioni mette a disposizione il campo testo Nome layer per associare un nome al layer WMS: tale nome apparirà nella legenda a caricamento avvenuto. Sotto il nome del layer è possibile definire la Dimensione delle tile, (per esempio 256x256) in modo da dividere la richiesta WMS in richieste multiple. Il campo Limite di elementi per GetFeatureInfo definisce quali elementi del server interrogare. Selezionando un layer WMS dalla lista appare un campo con il sistema di proiezione predefinito dal server. Se il pulsante [Cambia...] è attivo, allora è possibile selezionare un altro SR fornito dal server. Ordine dei Layer La sezione Ordine layer elenca i diversi layer disponibili sul server WMS a cui si è connessi. Si può notare che alcuni layer sono espandibili e questo significa che quei layer possono essere visualizzati con diversi stili. You can select several layers at once, but only one image style per layer. When several layers are selected, they will be combined at the WMS Server and transmitted to QGIS in one go. Suggerimento: Ordine dei layer WMS layer WMS caricati sono sovrapposti in base all ordine in cui sono elencati nella sezione Layer, dall alto verso il basso. Se si desidera cambiare l ordine di visualizzazione, usare la scheda Ordine layer. Trasparenza In this version of QGIS, the Global transparency setting from the Layer Properties is hard-coded to be always on, where available. Suggerimento: Trasparenza dei layer WMS La possibilità di rendere trasparenti i layer WMS dipende dalla codifica tramite la quale sono stati caricati: PNG e GIF gestiscono la trasparenza mentre il JPEG no. Sistema di Riferimento 128 Capitolo 14. Lavorare con i dati OGC

135 A Coordinate Reference System (CRS) is the OGC terminology for a QGIS Projection. Ogni layer WMS può essere restituito in molteplici SR, in funzione delle capacità del server. Per scegliere uno dei SR disponibili, cliccare su [Cambia...] per fare apparire una finestra simile a quella della Figura Proiezioni 3 in Lavorare con le proiezioni. La differenza principale è che saranno mostrati solo i SR supportati dal server al quale si è connessi. Server search Within QGIS you can search for WMS-servers. Figure_OGC_2 shows the tab Server Search with the Add Layer(s) from a Server dialog. Figura 14.3: Dialog for searching WMS servers after some keywords As you can see it is possible to enter a search-string in the text field and hit the [Search] button. After a short while the search result will be populated into the list below the text field. Browse the result list and inspect your search results within the table. To visualize the results, select a table entry, press the [Add selected row to WMS-list] button and change back to the tab Layers. QGIS automatically has updated your server list and the selected search result is already enabled in the list of saved WMS-servers in the Layers tab. You only need to request the list of layers by clicking the [Connect] button. This option is quite handy when you want to search maps by specific keywords. Si tratta fondamentalmente di un frontend alle API of Set di tile When using WMTS (Cached WMS) Services like service=wmts&request=getcapabilities you are able to browse through the tab Tilesets given by the server. Additional information like tile size, formats and supported CRS are listed in this table. In combination with this feature you can use the tile scale slider from the Settings Panels (KDE and Windows) or View Panels (Gnome and MacOSX) then choose Tile scale, which gives you the available scales from the tileserver with nice slider docked in QGIS as OGC Data Client 129

136 Uso dello strumento di identificazione Una volta aggiunto un server WMS, e se uno dei layer disponibili è interrogabile, è possibile usare lo strumento Informazioni elementi per selezionare un pixel sulla mappa, determinando una interrogazione verso il server WMS. La formattazione del risultato dell interrogazione fatta dipende dal server WMS utilizzato. Format selection If multiple output formats are supported by the server, a combo box with supported formats is automatically added to the identify results dialog and the selected format will is stored in project for the layer. GML format support The Identify tool supports WMS server response (GetFeatureInfo) in GML (it is called Feature in QGIS GUI in this context) format. If Feature format is supported by the server and selected, results of the Identify tool are vector features like from regular vector layer. When a single feature is selected in the tree, it is highlighted in the map and it can be copied to clipboard and pasted to another vector layer. See example setup of UMN Mapserver below to support GetFeatureInfo GML format. # in layer METADATA add which fields should be included and define geometry (example): "gml_include_items" "ows_geometries" "ows_mygeom_type" "all" "mygeom" "polygon" # Then there are two possibilities/formats available, see a) and b): # a) basic (output is generated by Mapserver and does not contain XSD) # in WEB METADATA define formats (example): "wms_getfeatureinfo_formatlist" "application/vnd.ogc.gml,text/html" # b) using OGR (output is generated by OGR, it is send as multipart and contains XSD) # in MAP define OUTPUTFORMAT (example): OUTPUTFORMAT NAME "OGRGML" MIMETYPE "ogr/gml" DRIVER "OGR/GML" FORMATOPTION "FORM=multipart" END # in WEB METADATA define formats (example): "wms_getfeatureinfo_formatlist" "OGRGML,text/html" Proprietà del server Una volta aggiunto un server WMS, è possibile visualizzarne le proprietà cliccando con il tasto destro sul suo nome nella legenda e selezionando Proprietà. Scheda Metadati La scheda Metadati mostra molte informazioni sul server WMS: tali informazioni sono fornite dal server stesso in risposta alla richiesta di GetCapabilities fatta da QGIS quando si connette ad esso. Molte definizioni possono essere dedotte leggendo gli standard WMS (vediopopen-geospatial-consortium :ref: literature_and_web). Qui seguono alcune definizioni utili: Proprietà del server Versione WMS La versione WMS supportata dal server. Image Formats The list of MIME-types the server can respond with when drawing the map. QGIS supports whatever formats the underlying Qt libraries were built with, which is typically at least image/png and image/jpeg. Identity Formats The list of MIME-types the server can respond with when you use the Identify tool. Currently QGIS supports the text-plain type. Propertà layer Selezionato Indica se il layer era selezionato quando il server è stato aggiunto al progetto. 130 Capitolo 14. Lavorare con i dati OGC

137 Visible Whether or not this layer is selected as visible in the legend. (Not yet used in this version of QGIS.) Può interrogare Indica se il layer fornisce o meno informazioni se si usa lo strumento Informazioni elementi. Can be Transparent Whether or not this layer can be rendered with transparency. This version of QGIS will always use transparency if this is Yes and the image encoding supports transparency Can Zoom In Whether or not this layer can be zoomed in by the server. This version of QGIS assumes all WMS layers have this set to Yes. Deficient layers may be rendered strangely. Conteggio a cascata I server WMS possono fungere da proxy per altri server WMS dai quali ottengono i dati raster per un certo layer. La voce mostra quindi quante richieste per questo layer vengono inoltrate ai nodi per ottenere un risultato. Fixed Width, Fixed Height Whether or not this layer has fixed source pixel dimensions. This version of QGIS assumes all WMS layers have this set to nothing. Deficient layers may be rendered strangely. WGS 84 Bounding Box The bounding box of the layer, in WGS 84 coordinates. Some WMS servers do not set this correctly (e.g. UTM coordinates are used instead). If this is the case, then the initial view of this layer may be rendered with a very zoomed-out appearance by QGIS. The WMS webmaster should be informed of this error, which they may know as the WMS XML elements LatLonBoundingBox, EX_GeographicBoundingBox or the CRS:84 BoundingBox. Disponibilità in CRS Sistemi di riferimento nel quale il layer può essere rappresentato dal server WMS, elencati nel formato nativo WMS. Disponibile in stile Stili visuali applicabili al layer dal server WMS. Limitazioni del client WMS Not all possible WMS Client functionality had been included in this version of QGIS. Some of the more notable exceptions follow. Modificare le impostazioni del layer WMS Aggiungi layer Una volta completata la procedura mostrata dalla finestra WMS, non è più possibile modificarne i parametri. Una possibile soluzione è quella di eliminare il layer completamente e ricaricarlo reimpostando i parametri. Server WMS che richiedono un autenticazione Attualmente sono accessibili server pubblici e server protetti. È possibile accedere ai server protetti con autenticazione pubblica. Opzionalmente è possibile inserire le proprie credenziali. Si veda Sezione Selecting WMS/WMTS Servers per i dettagli. Suggerimento: Accesso ai layer OCG protetti Qualora fosse necessario accedere a layer protetti con password, è possibile usare InteProxy come proxy trasparente, che supporta molti metodi di autenticazione. Ulteriori informazioni sono fornite dal manuale di InteProxy al sito web Suggerimento: qg WMS Mapserver From Version QGIS has its own implementation of a WMS Mapserver. Read more about this at chapter QGIS as OGC Data Server QGIS as OGC Data Client 131

138 WCS Client A Web Coverage Service (WCS) provides access to raster data in forms that are useful for client-side rendering, as input into scientific models, and for other clients. The WCS may be compared to the WFS and the WMS. As WMS and WFS service instances, a WCS allows clients to choose portions of a server s information holdings based on spatial constraints and other query criteria. QGIS has a native WCS provider and supports both version 1.0 and 1.1 (which are significantly different), but currently it prefers 1.0, because 1.1 has many issues, each server implements it in different way with various particularities. The native WCS provider handles all network requests and uses all standard QGIS network settings (especially proxy). It is also possible select cache mode (always cache, prefer cache, prefer network, always network) and the provider also supports selection of time position if temporal domain is offered by server Client WFS e WFS-T In QGIS, a WFS layer behaves pretty much like any other vector layer. You can identify and select features and view the attribute table. Since QGIS 1.6 editing (WFS-T) is also supported. Normalmente la procedura per l aggiunta di un layer WFS è molto simile a quella vista per i WMS. La differenza sta nel fatto che non vi sono server predefiniti, di conseguenza è necessario aggiungere manualmente quelli noti. Caricare un layer WFS Come esempio è possibile caricare il server WFS DM Solutions e mostrare un layer. L indirizzo da inserire è: 1. Cliccare sullo strumento Aggiungi layer WFS nella barra dei layer ed apparirà la finsetra di dialogo Aggiungi layer WFS da server 2. Cliccare su [Nuovo] 3. Inserire il nome DM Solutions 4. Inserire l indirizzo precedentemente indicato 5. Cliccare su [OK] 6. Choose DM Solutions from the dropdown list Server Connections 7. Cliccare su [Connetti] 8. Attendere la ricezione dell elenco dei layer 9. Selezionare dalla lista il layer Parks 10. Cliccare su [Applica] per aggiungere il layer alla mappa Note that proxy settings you have set in your preferences are also recognized. You ll notice the download progress is visualized in the left bottom of the QGIS main window. Once the layer is loaded, you can identify and select a province or two and view the attribute table. Questo significa che attualmente è supportato solo WFS Al momento non vi sono stati ancora molti test relativi a versioni di WFS basate su altri server. In caso di problemi con il plugin, non esitare a contattare il team di sviluppo. Si veda la sezione Aiuto e supporto per ulteriori informazioni sulle mailinglist. Suggerimento: Cercare server WFS È possibile ricercare ulteriori server WFS tramite Google o altro motore di ricerca preferito. Ci sono anche diversi elenchi di URL pubblici, alcuni dei quali aggiornati e altri non più manutenuti. 132 Capitolo 14. Lavorare con i dati OGC

139 Figura 14.4: Adding a WFS layer 14.2 QGIS as OGC Data Server QGIS Server is an open source WMS 1.3 and WFS implementation which, in addition, implements advanced cartographic features for thematic mapping. The QGIS Server is a FastCGI/CGI (Common Gateway Interface) application written in C++ that works together with a webserver (e.g. Apache, Lighttpd). It is funded by the EU projects Orchestra, Sany and the city of Uster in Switzerland. It uses QGIS as backend for the GIS logic and for map rendering. Furthermore the Qt library is used for graphics and for platform independent C++ programming. In contrast to other WMS software, the QGIS Server uses cartographic rules as a configuration language, both for the server configuration and for the user-defined cartographic rules. Moreover, the QGIS Server project provides the Publish to Web plugin, a plugin for QGIS desktop which exports the current layers and symbology as a web project for QGIS Server (containing cartographic visualization rules expressed in SLD). As QGIS desktop and QGIS Server use the same visualization libraries, the maps that are published on the web look the same as in desktop GIS. The Publish to Web plugin currently supports basic symbolization, with more complex cartographic visualization rules introduced manually. As the configuration is performed with the SLD standard and its documented extensions, there is only one standardised language to learn, which greatly simplifies the complexity of creating maps for the Web. In one of the following manuals we will provide a sample configuration to set up a QGIS Server. But for now we recommend to read one of the following URLs to get more information: Installazione di esempio su Debian Squeeze At this point we will give a short and simple sample installation howto for Debian Squeeze. Many other OS provide packages for QGIS Server, too. If you have to build it all from source, please refer to the URLs above. Apart from QGIS and QGIS Server you need a webserver, in our case apache2. You can install all packages with aptitude or apt-get install together with other necessary dependency packages. After installation you should test, if the webserver and QGIS Server works as expected. Make sure the apache server is running with /etc/init.d/apache2 start. Open a web browser and type URL: If apache is up, you should see the message It works!. Now we test the QGIS Server installation. The qgis_mapserv.fcgi is available at /usr/lib/cgi-bin/qgis_mapserv.fcgi and provides a standard wms that shows the state boundaries of Alaska. Add the WMS with the URL as described in Selecting WMS/WMTS Servers QGIS as OGC Data Server 133

140 Figura 14.5: Standard WMS with USA boundaries included in the QGIS Server (KDE) Creating a WMS/WFS from a QGIS project To provide a new QGIS Server WMS or WFS we have to create a QGIS project file with some data. Here we use the alaska shapefile from the QGIS sample dataset. Define the colors and styles of the layers in QGIS and define the project CRS, if not already done. Figura 14.6: Definitions for a QGIS Server WMS/WFS project (KDE) Then go to the OWS Server menu of the Project Project Properties dialog and give some information about the OWS in the fields under Service Capabilities. This will appear in the GetCapabilities response of the WMS or WFS. If you don t check Service capabilities QGIS Server will use the information given in the wms_metadata.xml file located in the cgi-bin folder. In the WMS capabilities section you can define the extent advertised in the WMS GetCapabilities response by entering the minimum and maximum X and Y values in the fields under Advertised extent. Clicking Use Current Canvas Extent sets these values to the extent currently displayed in the QGIS map canvas. By checking CRS restrictions you can restrict in which coordinate reference systems (CRS) QGIS Server will offer to render maps. 134 Capitolo 14. Lavorare con i dati OGC

141 Use the button below to select those CRS from the Coordinate Reference System Selector, or click Used to add the CRS used in the QGIS project to the list. If you have print composers defined in your project they will be listed in the GetCapabilities response, and they can be used by the GetPrint request to create prints, using one of the print composer layouts as a template. This is a QGIS specific extension to the WMS specification. If you want to exclude any print composer from being published by the WMS, check Exclude composers and click the button below. Then select a print composer from the Select print composer dialog in order to add it to the excluded composers list. If you want to exclude any layer or layer group from being published by the WMS, check Exclude Layers and click the button below. This opens the Select restricted layers and groups dialog which allows you to choose the layers and groups that you don t want to be published. Use the shift or control key if you want to select multiple entries at once. If you wish you can check Add WKT geometry to feature info response. This will include in the GetFeatureInfo response the geometries of the features in a text format. If you want QGIS Server to advertise specific request URLs in the WMS GetCapabilities response, enter the corresponding URL in the Advertised URL field. Furthermore you can restrict the maximum size of the maps returned by the GetMap request by entering the maximum width and height into the respective fields under Maximums for GetMap request. In the WFS capabilities area you can select the layers that you want to provide as WFS, and specify if they will allow the update, insert and delete operations. If you enter a URL in the Advertised URL field of the WFS capabilities section, QGIS Server will advertise this specific URL in the WFS GetCapabilities response. Now save the session in a project file alaska.qgs. To provide the project as a WMS/WFS, we create a new folder /usr/lib/cgi-bin/project with admin privileges and add the project file alaska.qgs and a copy of the qgis_mapserv.fcgi file - that s all. Now we test our project WMS and WFS, add the WMS and WFS as described in Loading WMS/WMTS Layers and Client WFS e WFS-T to QGIS and load the WMS. The URL is: Fine tuning your OWS For vector layers, the Fields menu of the Layer Properties dialog allows you to define for each attribute if it will be published or not. By default all the attributes are published by your WMS and WFS. If you want a specific attribute not to be published, uncheck the corresponding check box in the WMS or WFS column. You can overlay watermarks over the maps produced by your WMS by adding text annotations or SVG annotations to the project file. See sec_annotations for instructions on creating annotations. For annotations to be displayed as watermarks on the WMS output, the Fixed map position check box in the Annotation text dialog must be unchecked. This can be accessed by double clicking the annotation while one of the annotation tools is active. For SVG annotations you will either need to set the project to save absolute paths (in the General menu of the Project Project Properties dialog) or to manually modify the path to the SVG image in a way that it represents a valid relative path. Extra parameters supported by the WMS GetMap request In the WMS GetMap request QGIS Server accepts a couple of extra parameters in addition to the standard parameters according to the OCG WMS specification: MAP parameter: Similar to MapServer, the MAP parameter can be used to specify the path to the QGIS project file. You can specify an absolute path or a path relative to the location of the server executable (qgis_mapserv.fcgi). If not specified, QGIS Server searches for.qgs files in the directory where the server executable is located. Example: QGIS as OGC Data Server 135

142 REQUEST=GetMap&MAP=/home/qgis/mymap.qgs&... DPI parameter: The DPI parameter can be used to specify the requested output resolution. Example: OPACITIES parameter: Opacity can be set on layer or group level. Allowed values range from 0 (fully transparent) to 255 (fully opaque). Example: REQUEST=GetMap&LAYERS=mylayer1,mylayer2&OPACITIES=125,200& Capitolo 14. Lavorare con i dati OGC

143 CAPITOLO 15 Lavorare con i dati GPS 15.1 Plugin GPS Cos è un GPS? GPS, the Global Positioning System, is a satellite-based system that allows anyone with a GPS receiver to find their exact position anywhere in the world. It is used as an aid in navigation, for example in airplanes, in boats and by hikers. The GPS receiver uses the signals from the satellites to calculate its latitude, longitude and (sometimes) elevation. Most receivers also have the capability to store locations (known as waypoints), sequences of locations that make up a planned route and a tracklog or track of the receivers movement over time. Waypoints, routes and tracks are the three basic feature types in GPS data. QGIS displays waypoints in point layers while routes and tracks are displayed in linestring layers Caricamento dei dati GPS da file There are dozens of different file formats for storing GPS data. The format that QGIS uses is called GPX (GPS exchange format), which is a standard interchange format that can contain any number of waypoints, routes and tracks in the same file. Per caricare un file GPX è necessario installare il plugin Plugins Gestione Plugin... aprendo la finestra di dialogo Gestione Plugin. Spuntare la casella Strumenti GPS. Quando il plugin è installato verranno visualizzati nella barra degli strumenti due pulsanti che rappresentano dei piccoli palamari GPS. Un esempio di file GPX è disponibile nel dataset campione qgis_sample_data/gps/national_monuments.gpx vedi sezione Dati campione per maggiori informazioni sul dataset campione: Creazione di un nuovo layer GPX Strumenti GPS For working with GPS data we provide an example GPX file available in the QGIS sample dataset: qgis_sample_data/gps/national_monuments.gpx. See Section Dati campione for more information about the sample data. 1. Select Vector GPS GPS Tools or click the GPS Tools icon in the toolbar and open the Load GPX file tab (see figure_gps_1). 2. Navigare all interno della cartella qgis_sample_data/gps/, selezionare il file GPX national_monuments.gpx e cliccare [Apri]. Utilizzare [Browse...] il pulsante per selezionare il file GPX, e poi utilizzare le caselle per selezionare il tipo di dati che si desidera caricare dal file GPX. Ogni tipo di dato sarà caricato in layer separati quando viene premuto il pulsante [OK]. Il file national_monuments.gpx include solamente le posizioni dei punti. Nota: GPS units allow to store data in different coordinate systems. When downloading a GPX file 137

144 Figura 15.1: The GPS Tools dialog window (from your GPS unit or a web site) and then loading it in QGIS, be sure that the data stored in the GPX file uses WGS84 (latitude/longitude). QGIS expects this and it is the official GPX specification. See GPSBabel Since QGIS uses GPX files you need a way to convert other GPS file formats to GPX. This can be done for many formats using the free program GPSBabel, which is available at This program can also transfer GPS data between your computer and a GPS device. QGIS uses GPSBabel to do these things, so it is recommended that you install it. However, if you just want to load GPS data from GPX files you will not need it. Version of GPSBabel is known to work with QGIS, but you should be able to use later versions without any problems Importare dati GPS Per importare dati GPS da un file che non ha l estensione GPX, si utilizza lo strumento Importa altri file nella finestra Strumenti GPS. Qui è possibile selezionare il file (e il tipo di file), le caratteristiche che si desiderano importare dal file stesso., dove si desidera salvare il file GPX convertito e rinominare il nuovo layer che verrà generato. Da notare che alcuni formati di dati GPS non supportano tutte e tre le tipologie di dati, così per alcuni formati sarà opportuno scegliere tra uno o due tipologie di dati Scaricare dati GPS da un dispositivo QGIS can use GPSBabel to download data from a GPS device directly as new vector layers. For this we use the Download from GPS tab of the GPS Tools dialog (see Figure_GPS_2). Here, we select the type of GPS device, the port that it is connected to (or usb if your GPS supports this), the feature type that you want to download, the GPX file where the data should be stored, and the name of the new layer. GPSBabel comunica con il GPS in base al tipo di dispositivo che viene selezionato nel menu. Se nessuna delle opzioni disponibili è compatibile con il proprio dispositivo GPS è possibile creare un nuovo tipo (vedi sezione definisci-nuovo-dispositivo). La porta potrebbe essere sia il nome del file o qualche altro nome che il sistema operativo del proprio computer riconosce come porta fisica alla quale è connesso il dispositivo GPS. Questo potrebbe essere semplicemente il nome di una porta usb, nel caso di dispositivi abilitati per l usb. Nei sistemi Linux è qualcosa di simile a /dev/ttys0 or /dev/ttys1 On Windows it is COM1 or COM2 When you click [OK] the data will be downloaded from the device and appear as a layer in QGIS. 138 Capitolo 15. Lavorare con i dati GPS

145 Figura 15.2: The download tool Caricare dati GPS sul dispositivo You can also upload data directly from a vector layer in QGIS to a GPS device using the Upload to GPS tab of the GPS Tools dialog. To do this you simply select the layer that you want to upload (which must be a GPX layer), your GPS device type, and the port (or usb) that it is connected to. Just as with the download tool you can specify new device types if your device isn t in the list. This tool is very useful in combination with the vector editing capabilities of QGIS. It allows you to load a map, create waypoints and routes, and then upload them and use them on your GPS device Definire un nuovo tipo di dispositivo There are lots of different types of GPS devices. The QGIS developers can t test all of them, so if you have one that does not work with any of the device types listed in the Download from GPS and Upload to GPS tools you can define your own device type for it. You do this by using the GPS device editor, which you start by clicking the [Edit devices] button in the download or the upload tabs. To define a new device you simply click the [New device] button, enter a name, a download command and an upload command for your device, and click the [Update device] button. The name will be listed in the device menus in the upload and download windows, and can be any string. The download command is the command that is used to download data from the device to a GPX file. This will probably be a GPSBabel command, but you can use any other command line program that can create a GPX file. QGIS will replace the keywords %type, %in, and %out when it runs the command. %type sarà interpretato come -w se si stanno scaricando dei waypoints, -r se si stanno scaricando delle routes e -t se si stanno scaricando dei trcks. Questi sono dei comandi opzionali con i quali è possibile dire a GPSBabel quali tipologie di file GPS si deisdera scaricare. %in will be replaced by the port name that you choose in the download window and %out will be replaced by the name you choose for the GPX file that the downloaded data should be stored in. So if you create a device type with the download command gpsbabel %type -i garmin -o gpx %in %out (this is actually the download command for the predefined device type Garmin serial ) and then use it to download waypoints from port /dev/ttys0 to the file output.gpx, QGIS will replace the keywords and run the command gpsbabel -w -i garmin -o gpx /dev/ttys0 output.gpx. Il comando di upload è il comando che viene utilizzato per caricare dati sul dispositivo. Vengono utilizzati i stessi tasti, ma %in è utilizzato per indicare il nome del file GPX che contiene il layer in caricamento, e %out viene sostituito dal nome della porta. E possibile avere più informazioni su GPSBabel e sulle opzioni di comando disponibili al sito Una volta che è stato creato un nuovo dispositivo apparirà nel menù lista dei dispositivi sia nello strumento di downloads che nello strumento di upload Plugin GPS 139

146 15.2 Tracciamento live GPS To activate Live GPS tracking in QGIS you need to select Settings Panels new docked window on the left side of the canvas. Ci sono 4 possibili schermate nella finestra di tracciamento GPS: GPS information. You will get a Posizione coordinate GPS ed inserimento manuale di vertici e caratteristiche. Potenza del segnale di connessione del GPS ai satelliti. Schermata delle coordinate polari del GPS che mostrano la posizione dei satelliti. Opzioni di visualizzazione GPS (vedi figura_gps_options). With a plugged in GPS receiver (has to be supported by your operating system) a simple click on [Connect] connects the GPS to QGIS. A second click (now on [Disconnect]) disconnects the GPS-receiver from your computer. For GNU/Linux gpsd support is integrated to support connection to most GPS receivers. Therefore you first have to configure gpsd properly to connect QGIS to it. Avvertimento: Se si desidera registrare la propria posizione nello schermo è necessario creare un nuovo layer vettoriale ed entrare nella modalità di editing in modo da registrare il percorso Posizione e attributi aggiuntivi Nel momento in cui il GPS sta ricevendo il segnale dei satelliti è possibile visualizzarne la propria posizione in termini di latitudine longitudine e quota, insieme ad altri attributi aggiuntivi. Figura 15.3: GPS tracking position and additional attributes 140 Capitolo 15. Lavorare con i dati GPS

147 Potenza del segnale GPS Con questa schermata è possibile vedere la potenza del seganale dei satelliti dai quali si sta ricevendo il segnale. Figura 15.4: GPS tracking signal strength Finestra delle coordinate polari del GPS Se si desidera visualizzare la posizione dei satelliti nel cielo, è necessario passare alla visualizzazione polare. E possibile anche vedere il numero identificativo ID dei satelliti dai cui il ricevitore sta ricevendo il segnale. Figura 15.5: GPS tracking polar window Opzioni GPS Nel caso di problemi di connessione, è possibile passare a: Autodetect Internal Serial device gpsd (selecting Host, Port and Device your GPS is connected to) Tracciamento live GPS 141

148 Cliccare nuovamente [Connect] per iniziare la connessione al ricevitore GPS. Figura 15.6: GPS tracking options window You can activate Automatically save added features when you are in editing mode. Or you can can activate Automatically add points to the map canvas with a certain width and color. Una volta attivata Cursor è possibile utilizzare un dispositivo di scottimento per ridurre o aumentare la posizione del cursore nello schermo. Attivando Map centering è possibile decidere in che modo la schermata dovrà essere aggiornata. Questo include always, when leaving se le coordinate registrate escono fuori dall estensione della schermata, o never se rientrano nell estensione della mappa. Infine è possibile attivare tracciamento GPS. Log file e definire un percorso e un file dove registrare i messaggi a riguardo del Se si desidera impostare delle caratteristiche manuali è necessario tornare indietro Point] or [Add track point]. Position e cliccare su [Add 142 Capitolo 15. Lavorare con i dati GPS

149 CAPITOLO 16 Integrazione con GRASS GIS The GRASS plugin provides access to GRASS GIS (see GRASS-PROJECT Letteratura e riferimenti web) databases and functionalities. This includes visualization of GRASS raster and vector layers, digitizing vector layers, editing vector attributes, creating new vector layers and analysing GRASS 2D and 3D data with more than 400 GRASS modules. Questa sezione contiene un introduzione sulle funzionalità del plugin e qualche esempio sulla gestione e l utilizzo di dati GRASS. Quando viene abilitato il plugin GRASS, come descritto alla Sezione sec_starting_grass, le seguenti funzionalità sono disponibili nella barra degli strumenti GRASS: Apri mapset Nuovo mapset Chiudi mapset Aggiungi vettore GRASS Aggiungi raster GRASS Crea nuovo vettore GRASS Modifica vettore GRASS Apri strumenti GRASS Visualizza la regione di GRASS attuale Modifica la regione di GRASS attuale 16.1 Avviare il plugin GRASS Per usare le funzionalità di GRASS e/o visualizzare i vettori e i raster di GRASS all interno di QGIS, è necessario selezionare e caricare il plugin GRASS all interno del Gestore dei plugin. Occorre quindi scegliere dal menu Plugins Gestisci ed installa plugin, selezionare GRASS e scegliere [OK]. Ora è possibile caricare layer raster e vettoriali da una LOCATION GRASS esistente (sezione sec_load_grassdata).è anche possibile creare una nuova LOCATION GRASS in QGIS (sezione Creare una nuova LOCATION GRASS) e importarci dati raster e vettoriali (sezione Importare dati nelle LOCATION GRASS) per ulteriori analisi con gli strumenti GRASS (sezione Gli strumenti GRASS). 143

150 16.2 Caricare layer raster e vettoriali GRASS Con il plugin GRASS, possono essere caricati layer raster o vettoriali usando il pulsante appropriato nella barra strumenti. Come esempio si consideri il set di dati Alaska (Sezione Dati campione) che contiene una LOCATION GRASS campione contenente tre layer vettoriali e una mappa di altitudine raster. 1. Creare una nuova cartella grassdata, scaricare il dataset di esempio QGIS Alaska qgis_sample_data.zip da e scoppattare il file all interno della cartella grassdata. 2. Avviare QGIS 3. If not already done in a previous QGIS session, load the GRASS plugin clicking on Plugins Manage Plugins and activate GRASS. The GRASS toolbar appears in the QGIS main window. 4. Nella barra degli strumenti di GRASS, selezionare il pulsante Apri mapset per evidenziare il MAPSET wizard. 5. Alla voce Gisdbase inserire il indirizzo completo o navigare fino alla cartella grassdata appena creata. 6. Dovrebbe ora essere possibile selezionare la LOCATION alaska e il MAPSET demo. 7. Cliccare su [OK]. Si noti che ora alcuni degli strumenti precedentemente disabilitati sono divenuti attivi. 8. Cliccare su Aggiungi raster GRASS, scegliere la mappa denominata gtopo30 e cliccare su [OK]. Verrà visualizzato il layer delle quote del terreno. 9. Cliccare su Aggiunge vettore GRASS, scegliere il nome mappa alaska e premere [OK]. Il vettore contenente i limiti dell Alaska verrà sovrapposto sopra alla mappa gtopo30. A questo punto, è possibile modificare le proprietà del layer come descritto all interno del capitolo Proprietà dei layer vettoriali, per esempio, cambiando l opacità, il riempimento e il colore del contorno. 10. Caricare anche gli altri due layer vettoriali denominati rivers e airports e modificarne le proprietà. As you see, it is very simple to load GRASS raster and vector layers in QGIS. See following sections for editing GRASS data and creating a new LOCATION. More sample GRASS LOCATIONs are available at the GRASS website at Suggerimento: Caricare dati GRASS Se si presentano problemi nel caricare dati o QGIS termina inaspettatamente, assicurarsi di aver caricato il plugin GRASS correttamente come descritto alla Sezione sec_starting_grass LOCATION e MAPSET in GRASS GRASS organizza i propri dati in cartelle alle quali si fa riferimento con la denominazione GISDBASE. Queste cartelle, spesso chiamate grassdata, devono essere create prima di iniziare a lavorare con il plugin GRASS in QGIS. In queste directory, i dati GRASS sono organizzati per progetti inseriti in sottocartelle chiamate LOCATION. Ogni LOCATION è definita da un sistema di coordinate, da una proiezione e dall estensione geografica. La LOCATION può avere a sua volta molte sottocartelle denominate MAPSET usate per suddividere il progetto in diversi argomenti, sottoregioni o spazi di lavoro per i diversi membri del team che vi sta lavorando (Neteler & Mitasova 2008 Letteratura e riferimenti web). Per analizzare layer raster e vettoriali con i moduli GRASS, bisogna importarli in una LOCATION GRASS (tuttavia con i moduli di GRASS r.external e v.external è possibile creare dei collegamenti a database supportati da GDAL/OGR senza doverli importare. Questa funzione non è consigliabile a chi si sta avvicinando a GRASS e non verrà descritta di seguito). 144 Capitolo 16. Integrazione con GRASS GIS

151 Figura 16.1: Dati di GRASS all interno della LOCATIoN Alaska Creare una nuova LOCATION GRASS Per questo e per tutti i successivi esempi riguardanti GRASS GIS verrà usata la LOCATION alaska campione, nel sistema di riferimento Albers Equal Area, unità di misura in metri e creata dal set di dati campione di QGIS. Sarà utile scaricare ed installare il set di dati sul proprio computer (Dati campione). 1. Avviare QGIS e assicurarsi che il plugin GRASS sia caricato 2. Visualize the alaska.shp shapefile (see Section vector_load_shapefile) from the QGIS alaska dataset Dati campione. 3. In the GRASS toolbar, click on the New mapset icon to bring up the MAPSET wizard. 4. Selezionare la cartella contenente il database GRASS (GISDBASE) denominata grassdata o crearne una nuova in cui ospitare la nuova LOCATION usando il gestore di file installato sul proprio computer. Cliccare su [Next]. 5. We can use this wizard to create a new MAPSET within an existing LOCATION (see section Aggiungere un nuovo MAPSET) or to create a new LOCATION altogether. Select Create new location (see figure_grass_location_2). 6. Enter a name for the LOCATION - we used alaska and click [Next]. 7. Define the projection by clicking on the radio button Projection to enable the projection list. 8. We are using Albers Equal Area Alaska (feet) projection. Since we happen to know that it is represented by the EPSG ID 2964, we enter it in the search box. (Note: If you want to repeat this process for another LOCATION and projection and haven t memorized the EPSG ID, click on the right-hand corner of the status bar (see Section Lavorare con le proiezioni)). 9. Cliccare su Trova e inserire 2964 per selezionare la proiezione. 10. Cliccare su [Next]. CRS Status icon in the lower 11. To define the default region, we have to enter the LOCATION bounds in north, south, east, and west direction. Here we simply click on the button [Set current QGIS extent], to apply the extend of the loaded layer alaska.shp as the GRASS default region extend LOCATION e MAPSET in GRASS 145

152 12. Cliccare su [Next]. 13. We also need to define a MAPSET within our new LOCATION. You can name it whatever you like - we used demo (when creating a new LOCATION). GRASS automatically creates a special MAPSET called PERMANENT designed to store the core data for the project, its default spatial extend and coordinate system definitions (Neteler & Mitasova 2008 Letteratura e riferimenti web). 14. Controllare il riassunto per assicurarsi che le impostazioni siano corrette e cliccare su [Finish]. 15. The new LOCATION alaska and two MAPSETs demo and PERMANENT are created. The currently opened working set is demo, as you defined. 16. Si noti che alcuni strumenti della barra di GRASS precedentemente disabilitati sono ora attivi. Figura 16.2: Creating a new GRASS LOCATION or a new MAPSET in QGIS If that seemed like a lot of steps, it s really not all that bad and a very quick way to create a LOCATION. The LOCATION alaska is now ready for data import (see section Importare dati nelle LOCATION GRASS). You can also use the already existing vector and raster data in the sample GRASS LOCATION alaska included in the QGIS Alaska dataset Dati campione and move on to Section Il modello dati vettoriale di GRASS Aggiungere un nuovo MAPSET Ogni utente ha accesso in scrittura solo ai MAPSET GRASS che ha creato. Ciò implica che oltre ad accedere ai propri MAPSET, l utente può anche leggere i dati contenuti nei MAPSET creati da altri, ma può modificare o rimuovere solo i dati nei suoi MAPSET. Tutti i MAPSET includono un file denominato WIND nel quale sono memorizzate le coordinate dei limiti della regione e la risoluzione spaziale impostata per i raster (Neteler & Mitasova 2008 Letteratura e riferimenti web, sezione Lo strumento Regione di GRASS)). 1. Avviare QGIS e assicurarsi che il plugin GRASS sia caricato 2. In the GRASS toolbar, click on the New mapset icon to bring up the MAPSET wizard. 3. Select the GRASS database (GISDBASE) folder grassdata with the LOCATION alaska, where we want to add a further MAPSET, called test. 4. Cliccare su [Next]. 5. We can use this wizard to create a new MAPSET within an existing LOCATION or to create a new LOCATION altogether. Click on the radio button Select location (see figure_grass_location_2) and click [Next]. 146 Capitolo 16. Integrazione con GRASS GIS

153 6. Inserire il nome text per il nuovo MAPSET. Più in basso nella finestra è visibile una lista di MAPSETs esistenti e i relativi proprietari. 7. Cliccare su [Next], controllare il riassunto per assicurarsi che le impostazioni siano corrette e cliccare su [Finish] Importare dati nelle LOCATION GRASS This Section gives an example how to import raster and vector data into the alaska GRASS LOCATION provided by the QGIS Alaska dataset. Therefore we use a landcover raster map landcover.img and a vector GML file lakes.gml from the QGIS Alaska dataset Dati campione. 1. Avviare QGIS e assicurarsi che il plugin GRASS sia caricato 2. In the GRASS toolbar, click the Open MAPSET icon to bring up the MAPSET wizard. 3. Select as GRASS database the folder grassdata in the QGIS alaska dataset, as LOCATION alaska, as MAPSET demo and click [OK]. 4. Cliccare ora sullo strumento Apri strumenti GRASS. Apparirà la finestra degli strumenti di GRASS (sezione Gli strumenti GRASS). 5. Per importare la mappa raster landcover.img, cliccare sul modulo r.in.gdal nella scheda Albero moduli. Questo modulo GRASS consente l importazione di file supportati da GDAL in una LOCATION GRASS. Apparirà la finestra di dialogo del modulo r.in.gdal. 6. Browse to the folder raster in the QGIS Alaska dataset and select the file landcover.img. 7. As raster output name define landcover_grass and click [Run]. In the Output tab you see the currently running GRASS command r.in.gdal -o input=/path/to/landcover.img output=landcover_grass. 8. Quando compare la dicitura Operazione conclusa con successo cliccare sul pulsante [Visualizza output]. Il layer raster landcover_grass è ora importato in GRASS e verrà visualizzato nella vista mappa di QGIS. 9. Per importare il vettore lakes.gml, usare il modulo v.in.ogr nella scheda Albero moduli. Questo modulo GRASS consente di importare i formati vettoriali supportati da OGR in una LOCATION GRASS. Apparirà la finestra di dialogo v.in.ogr. 10. Browse to the folder gml in the QGIS Alaska dataset and select the file lakes.gml as OGR file. 11. As vector output name define lakes_grass and click [Run]. You don t have to care about the other options in this example. In the Output tab you see the currently running GRASS command v.in.ogr -o dsn=/path/to/lakes.gml output=lakes\_grass. 12. When it says Succesfully finished click [View output]. The lakes_grass vector layer is now imported into GRASS and will be visualized in the QGIS canvas Il modello dati vettoriale di GRASS It is important to understand the GRASS vector data model prior to digitizing. In generale, GRASS usa un modello dati vettoriale topologico. Questo significa che le aree non sono rappresentate con poligoni chiusi singoli, ma da uno o più contorni (boundary). Un contorno tra due aree adiacenti è digitalizzato una sola volta e condiviso da entrambe le aree. Perché un area sia topologicamente corretta, i contorni devono essere connessi senza soluzione di continuità. Un area è identificata (ed etichettata) dal suo centroide. Oltre a contorni e centroidi, una mappa vettoriale può contenere anche punti e linee. Tutti questi elementi possono essere compresenti in un singolo layer vettoriale e saranno rappresentati con livelli differenti in una mappa Importare dati nelle LOCATION GRASS 147

154 vettoriale GRASS. Quindi in GRASS con layer non s intende una mappa raster o vettoriale bensì un livello all interno di un dato vettoriale. Questa è una distinzione molto importante da tenere presente (Sebbene sia possibile mescolare elementi geometrici di diverso tipo (punti, linee, contorni e centroidi), ciò è abbastanza insolito e perfino in GRASS viene usato solo in casi speciali come ad es. quando si esegue l analisi di una rete vettoriale. Di solito è preferibile che elementi geometrici diversi vengano digitalizzati su file distinti). È possibile salvare più livelli in un set di dati vettoriale. Per esempio campi, foreste e laghi possono essere salvati in un vettore. Foreste e laghi adiacenti possono condividere lo stesso contorno, ma avranno tabelle degli attributi distinte. È anche possibile assegnare attributi ai contorni. Ad esempio se il contorno tra un lago ed una foresta è una strada, questa può avere una diversa tabella degli attributi. Il livello di un elemento è definito layer in GRASS. Layer è il numero che indica se c è più di un gruppo geometrico nel set di dati vettoriale, ad es. se la geometria è foresta o lago. Attualmente tale indice può essere solo un numero, in versioni di GRASS successive saranno supportati anche stringhe di testo. Gli attributi degli elementi geometrici possono essere memorizzati nella LOCATION GRASS in formato DBase o SQLITE3 o in database esterni come PostgreSQL, MySQL, Oracle, ecc. Gli attributi contenuti nelle tabelle del database sono collegati alla geometria per il tramite di un valore category. Category (key, ID) è un valore intero collegato alle primitive geometriche ed è usato come collegamento ad una colonna chiave nella tabella del database. Suggerimento: Conoscere il modello dati vettoriale di GRASS The best way to learn the GRASS vector model and its capabilities is to download one of the many GRASS tutorials where the vector model is described more deeply. See for more information, books and tutorials in several languages Creare un nuovo layer vettoriale GRASS Per creare un nuovo layer vettoriale GRASS tramite il plugin GRASS cliccare sullo strumento Crea un nuovo vettore GRASS. Inserire un nome nella casella di testo e iniziare la digitalizzazione di punti, linee o poligoni, seguendo la procedura descritta alla sezione Digitalizzare e modificare layer vettoriali GRASS. In GRASS it is possible to organize all sort of geometry types (point, line and area) in one layer, because GRASS uses a topological vector model, so you don t need to select the geometry type when creating a new GRASS vector. This is different from Shapefile creation with QGIS, because Shapefiles use the Simple Feature vector model (see Section Creating new Vector layers). Suggerimento: Creare una tabella attributi per un nuovo layer vettoriale GRASS Se si desidera assegnare attributi alla geometria digitalizzata, accertarsi di definire lo schema della tabella prima di iniziare a digitalizzare (figura figure_grass_digitizing_5) Digitalizzare e modificare layer vettoriali GRASS Gli strumenti di digitalizzazione per i layer vettoriali GRASS sono accessibili con l icona grass_edit Modifica vettore GRASS nella barra degli strumenti GRASS. Assicurarsi di caricare un vettoriale GRASS e che esso sia selezionato nella legenda prima di attivare lo strumento di digitalizzazione. La figura figure_grass_digitizing_2 mostra la finestra di dialogo degli strumenti di digitalizzazione GRASS che viene mostrata quando si clicca sullo strumento di modifica. Gli strumenti e le impostazioni di questa barra saranno discussi nelle sezioni seguenti. Suggerimento: Digitalizzare poligoni in GRASS Per creare poligoni in GRASS, bisogna iniziare con il digitalizzarne i contorni, impostando preliminarmente il modo Nessuna categoria. Una volta chiuso il poligono, aggiungere un centroide (punto dell etichetta) all interno 148 Capitolo 16. Integrazione con GRASS GIS

155 del contorno chiuso impostando preliminarmente la modalità Prossimo non in uso. Questa procedura è necessaria in quanto il modello di dati vettoriale topologico collega le informazioni sull attributo del poligono sempre al centroide e non al contorno. Barra degli strumenti di digitalizzazione Nella figura figure_grass_digitizing_1 sono mostrate le icone della barra degli strumenti per la digitalizzazione del plugin GRASS. La tabella table_grass_digitizing_1 mostra le funzioni disponibili. Icona Strumento Nuovo punto Nuova linea Nuovo contorno Nuovo centroide Sposta vertice Aggiungi vertice Elimina vertice Sposta elemento Dividi linea Elimina elemento Modifica attributi Chiudi Azione Figura 16.3: GRASS Digitizing Toolbar Digitalizza un nuovo punto Digitalizza una nuova linea Digitizalizza nuovo contorno (annullare selezionando un altro strumento) Digitalizza un nuovo centroide (imposta l etichetta per un area esistente) Sposta un vertice di una linea o contorno esistente in una nuova posizione Aggiunge un vertice ad una linea o contorno esistente ancella vertici da linee e contorni esistenti (confermare l eliminazione del vertice selezionato cliccando una seconda volta) Sposta il contorno, la linea, il punto o il centroide selezionato in una nuova posizione Divide una linea o un contorno in due parti nel punto selezionato Elimina un contorno, una linea, un punto o un centroide esistente (confermare cliccando una seconda volta) Modifica gli attributi dell elemento selezionato (si noti che ad un elemento possono essere associati più attributi, si veda sopra) Chiude la sessione e salva lo stato attuale (ricostruisce la topologia) Tabella Strumenti per la digitalizzazione in GRASS Scheda Categoria La scheda Category consente di definire il modo in cui i valori della categoria verranno assegnati al nuovo elemento geometrico. Modalità: modalità con la quale viene assegnata la categoria (colonna cat della tabella) alle geometrie digitalizzate. Prossimo non in uso - applica il primo valore non utilizzato in ordine numerico crescente. Inserimento manuale - definizione manuale della categoria da assegnare all elemento. Nessuna categoria - non assegna alcun valore all elemento. Questa modalità è in genere usata ad esempio per i contorni dei poligoni ai quali la categoria viene collegata tramite il centroide. Categoria- Il numero (ID) inserito o visualizzato viene associato ad ogni elemento digitalizzato. Viene usato per collegare ogni elemento geometrico ai relativi attributi Digitalizzare e modificare layer vettoriali GRASS 149

156 Figura 16.4: GRASS Digitizing Category Tab Layer - Ogni elemento geometrico può essere collegato con molteplici tabelle attributo usando diversi livelli ( layer ) secondo il modello GRASS: il numero del layer predefinito è 1. Suggerimento: Creare un livello GRASS aggiuntivo con QGIS Se si vogliono aggiungere ulteriori livelli al set di dati, inserire semplicemente un numero nel campo Layer e dare invio. Nella scheda Tabella sarà a questo punto possibile creare il nuovo schema degli attributi da associare a questo livello. Scheda Preferenze La scheda Preferenze consente di impostare la tolleranza per l aggancio automatico tra elementi (snapping) in pixels dello schermo. La soglia definisce a quale distanza massima nuovi punti o linee sono agganciati ad altri nodi esistenti. Ciò aiuta ad evitare interruzioni o incroci tra contorni. Il valore preimpostato è 10 pixels. Figura 16.5: GRASS Digitizing Settings Tab Scheda Simbologia La scheda Simbologia consente di visualizzare e impostare la simbologia e i colori dei vari tipi geometrici nei vari stati topologici (ad es. contorni aperti/chiusi). Scheda Tabella La scheda Tabella fornisce informazioni sulla struttura della tabella per un determinato livello. È possibile aggiungere nuove colonne ad una tabella attributi esistente o creare un nuovo schema tabella per un nuovo layer vettoriale GRASS o per un nuovo livello (sezione :ref: creating_new_grass_vectors). Suggerimento: Permessi di modifica in GRASS È necessario essere il proprietario del MAPSET GRASS che si vuole editare. Non è possibile modificare dati in un MAPSET del quale non si è proprietari, anche se si possiedono su di esso permessi in scrittura. 150 Capitolo 16. Integrazione con GRASS GIS

157 Figura 16.6: GRASS Digitizing Symbolog Tab Figura 16.7: GRASS Digitizing Table Tab 16.8 Lo strumento Regione di GRASS The region definition (setting a spatial working window) in GRASS is important for working with raster layers. Vector analysis is by default not limited to any defined region definitions. But all newly-created rasters will have the spatial extension and resolution of the currently defined GRASS region, regardless of their original extension and resolution. The current GRASS region is stored in the $LOCATION/$MAPSET/WIND file, and it defines north, south, east and west bounds, number of columns and rows, horizontal and vertical spatial resolution. È possibile abilitare/disabilitare la visualizzazione della regione di GRASS nella vista mappa in QGIS usando il pulsante Visualizza la regione di GRSS attuale. Modifica la regione di GRAS Con lo strumento attuale è possibile aprire una finestra di dialogo per cambiare le impostazioni correnti della regione e la simbologia con la quale il rettangolo che la rappresenta viene visualizzato nella vista mappa di QGIS. Inserire i nuovi limiti della regione e la risoluzione e cliccare su [OK]. Lo strumento consente anche di selezionare l estensione della regione interattivamente con il mouse nella vista mappa di QGIS. Cliccando con il tasto sinistro del mouse nella vista mappa si imposta il primo angolo del rettangolo che definirà la regione e cliccando in un altro punto lo si chiuderà: cliccare su [OK] per confermare. Il modulo GRASS g.region mette a disposizione molti più parametri per definire l estensione della regione e la risoluzione con la quale si vuole condurre l analisi raster. Si possono usare questi parametri tramite lo strumento GRASS appropriato Gli strumenti GRASS Gli strumenti GRASS Apri strumenti Cliccando su GRASS si ha accesso alle funzionalità dei moduli GRASS con i quali lavorare nella LOCATION e nel MAPSET impostati. Per usare gli strumenti di GRASS è necessario aprire una LOCATION e un MAPSET sui quali si abbiano permessi di scrittura (in genere concessi se si è l utente che ha creato il MAPSET) Lo strumento Regione di GRASS 151

158 Ciò è necessario in quanto i nuovi layer raster o vettoriali creati durante l analisi devono poter essere scritti nella LOCATION e nel MAPSET selezionati. Figura 16.8: GRASS Toolbox and Module Tree La shell di GRASS fornisce accesso a praticamente tutti gli oltre 330 moduli GRASS in modalità riga di comando. Per offrire un ambiente di lavoro maggiormente user-friendly, circa 200 di questi moduli e loro relative funzionalità sono presentati in finestre di dialogo. Questi moduli sono raggruppati in blocchi tematici: è disponibile una funzione di ricerca Lavorare con i moduli GRASS La shell di GRASS fornisce accesso a praticamente tutti gli oltre 300 moduli GRASS in modalità riga di comando. Per offrire un ambiente di lavoro maggiormente user-friendly, circa 200 di questi moduli e loro relative funzionalità sono presentati in finestre di dialogo. Questi moduli sono raggruppati in blocchi tematici: è disponibile una funzione di ricerca. A complete list of GRASS modules available in the graphical Toolbox in QGIS version 2.0 is available in the GRASS wiki (http://grass.osgeo.org/wiki/grass-qgis_relevant_module_list). È possibile personalizzare il contenuto della finestra di dialogo degli strumenti GRASS: la procedura è descritta nella sezione Personalizzare gli strumenti GRASS. Come mostrato in figura figure_grass_toolbox_1, è possibile ricercare il modulo GRASS desiderato per aree tematiche nella scheda Albero moduli o nella scheda Lista moduli che permette la ricerca per parola chiave. Clicking on a graphical module icon a new tab will be added to the toolbox dialog providing three new sub-tabs Options, Output and Manual. Opzioni La scheda Opzioni fornisce una finestra semplificata nel quale di solito è possibile selezionare un layer raster o vettoriale ed inserire ulteriori opzioni specifiche per l esecuzione del modulo. Per mantenere la leggibilità della finestra non sempre sono presenti tutte le opzioni: qualora si volessero usare ulteriori parametri per il modulo è necessario avviare la shell di GRASS ed eseguire il modulo dalla riga di comando. A new feature since QGIS 1.8 is the support for a show advanced options button below the simplified module dialog in the Options tab. At the moment it is only added to the module v.in.ascii as an example use, but will probably be part of more / all modules in the GRASS toolbox in future versions of QGIS. This allows to use the complete GRASS module options without the need to switch to the GRASS Shell. Output 152 Capitolo 16. Integrazione con GRASS GIS

159 Figura 16.9: GRASS Toolbox Module Options Figura 16.10: GRASS Toolbox Module Output Gli strumenti GRASS 153

160 The Output tab provides information about the output status of the module. When you click the [Run] button, the module switches to the Output tab and you see information about the analysis process. If all works well, you will finally see a Successfully finished message. Manuale Figura 16.11: GRASS Toolbox Module Manual La scheda Manuale mostra la pagina di aiuto in formato HTML del modulo GRASS scelto: permette di verificare la disponibilità di ulteriori parametri o ottenere una conoscenza più approfondita delle operazioni che il modulo può eseguire. Alla fine di ogni pagina di manuale vi sono ulteriori collegamenti al Main Help index, al Thematic index o al Full index. Questi link forniscono le stesse informazioni che si avrebbero usando il modulo g.manual. Suggerimento: Mostrare i risultati immediatamente Se si desidera visualizzare il risultato di un analisi immediatamente nella vista mappa, è possibile cliccare sul pulsante Visualizza Output nella porzione inferiore della scheda Esempi di utilizzo di moduli GRASS Gli esempi che seguono mostrano le potenzialità di alcuni moduli GRASS. Creare curve di livello Come primo esempio, deriviamo le curve di livello a partire da un modello digitale di elevazione (DEM): si assume che la LOCATION Alaska sia impostata come descritto nella sezione Importare dati nelle LOCATION GRASS. Aprire la location Alaska cliccando su Apri mapset. Caricare il DEM gtopo30 cliccando su Aggiungi raster GRASS e selezionare gtopo30 dal mapset demo. 154 Capitolo 16. Integrazione con GRASS GIS

161 Aprire gli strumenti GRASS con Apri strumenti GRASS. Nell albero dei moduli cliccare su Raster Gestione superficie Genera curve di livello vettoriali. Cliccando su r.contour si aprirà la finstra di dialogo dello strumento com spiegato in Lavorare con i moduli GRASS. Il raster gtopo30 dovrebbe apparire in Nome della mappa raster in input. Inserire in Incrementa fra le isoipse il valore 100. (per creare curve di livello ad intervalli di 100 metri) Inserire in Nome del vettoriale in output il nome ctour_100. Click [Run] to start the process. Wait for several moments until the message Successfully finished appears in the output window. Then click [View Output] and [Close]. Dal momento che la regione è pittosto estesa, il comando richiede del tempo. Una volta terminata l operazione è possibile modificare le proprietà del nuovo layer vettoriale come descritto in Proprietà dei layer vettoriali. Ingrandendo una porzione della mappa in un area più montagnosa si potrà notare come le curve di livello appaiano spigolose. In GRASS è disponibile il modulo v.generalize per alterare leggermente un vettore senza modificarne la forma generale: il modulo utilizza diversi algoritmi, ognuno per uno scopo specifico. Alcuni algoritmi (es. Douglas Peuker e Vertex reduction) semplificano una linea rimuovendo alcuni vertici: il risultato sarà più veloce da caricare. Tale tipo di algoritmo è ad esempio molto utile nel caso in cui si abbia una mappa vettoriale molto dettagliata, ma si sta lavorando ad una scala molto piccola per cui tanto dettaglio non è necessario. Suggerimento: Semplifica geometrie Si noti che lo strumento Semplifica geometrie di ftools opera allo stesso modo dell algoritmo Douglas-Peuker di v.generalize. Ad ogni modo, lo scopo dell esempio è diverso: le curve di livello create con r.contour hanno angoli molto acuti che devono essere smussati. Tra gli algoritmi di v.generalize Chaikens (o anche Hermite splines) fa al caso nostro. Si noti che l algoritmo potrebbe aggiungere dei vertici, rendendo il caricamento della mappa ancora più lento. Aprire gli strumenti di GRASS e lanciare il modulo Vettore Elabora mappa Generalizzazione e cliccare su v.generalize. Controllare che ctour_100 appaia come Nome della mappa vettoriale in input. Scegliere Chaiken s come algoritmo di generalizzazione ed inserire il Nome del vettoriale in output ctour_100_smooth e cliccare su [Esegui]. Il processo richiederà un po di tempo. Una volta che viene visualizzato Operazione conclusa con successo, cliccare su [Visualizza output] e poi su [Chiudi]. È possibile modificare il colore del layer vettoriale in modo da renderlo ben visibile sul raster si sfondo. Si potrà notare come le curve di livello ora appaiano meno spigolose. Suggerimento: Altri usi di r.contour La procedura appena descritta può essere usata in situazioni equivalenti. Se si ha un raster delle precipitazioni, ad esempio, si può usare r.contour per derivare le isoiete (curve a precipitazione costante). Creare un rilievo ombreggiato con effetto 3D Ci sono diversi modi per visualizzare dati di elevazione e dare un effetto 3D alla vista. L uso delle curve di livello è uno dei metodi più utilizzato, sopratutto nella produzione di mappe topografiche. Un altro modo consiste nell utilizzare l ombreggiatura. L ombra viene derivata da un DEM, calcolando prima pendenze ed orientamento, poi simulando la posizione del sole nel cielo per assegnare un valore di riflettanza per ogni cella del raster: in tal modo le pendenze in ombra saranno più scure di quelle esposte al sole. Caricare il raster gtopo30, aprire gli strumenti di GRASS e lanciare il modulo Analisi spaziali Analisi geomorfologica Gli strumenti GRASS 155

162 Figura 16.12: GRASS module v.generalize to smooth a vector map Cliccare r.shaded.relief per aprire il modulo. Impostare l azimuth da 270 a 315. Inserire gtopo30_shade per il nuovo raster delle ombreggiature e cliccare su [Esegui]. Quando il processo sarà completato, aggiungere il raster ombreggiatura alla vista mappa. Il nuovo raster verrà visualizzato in scala di grigi: per vedere contemporaneamente l ombreggiatura ed i colori di gtopo30, portare gtopo30_shade sotto gtopo30 nella legenda, quindi aprire le Proprietà di gtopo30, andare nella scheda Trasparenza ed impostare il livello di trasparenza al 25%. Si dovrebbe vedere gtopo30 sopra la mappa di ombreggiatura in scala di grigi. Per riuscire a visualizzare appieno gli effetti dell ombreggiatura, deselezionare gtopo30_shade. Usare la shell di GRASS Il plugin GRASS è orientato principalmente agli utenti che non conoscono GRASS ed i suoi moduli, con relative opzione, per cui molti moduli non mostrano tutte le possibili opzione ed altri non sono affatto presenti. La shell di GRASS consente di accedere ai moduli che non appaiono nell interfaccia grafica ed alle opzioni aggiuntive di quelli che invece ci sono. Il seguente esempio mostra l uso di un opzione del modulo r.shaded.relief. The module r.shaded.relief can take a parameter zmult which multiplies the elevation values relative to the X-Y coordinate units so that the hillshade effect is even more pronounced. Caricare gtopo30 ed aprire la shell di GRASS. Nella shell scrivere il comando r.shaded.relief map=gtopo30 shade=gtopo30_shade2 azimuth=315 zmult=3 e premere [invio]. Quando il comando ha terminato, spostarsi nella scheda Browse della finestra di dialogo degli strumenti GRASS e fare doppio click sul nuovo raster gtopo30_shade2 per visualizzarlo in QGIS. Impostare le proprietà del raster così come descritto in precedenza. L effetto 3D dovrebbe apparire più pronunciato rispetto alla mappa creata in precedenza. 156 Capitolo 16. Integrazione con GRASS GIS

163 Figura 16.13: The GRASS shell, r.shaded.relief module Figura 16.14: Displaying shaded relief created with the GRASS module r.shaded.relief Gli strumenti GRASS 157

164 Statistiche raster in una mappa vettoriale Il prossimo esempio tratta di un modulo GRASS che può aggregare dati raster ed aggiungere colonne di statistiche per ogni poligono di una mappa vettoriale. Importare in GRASS lo shapefile trees nella cartella shapefiles Importare dati nelle LOCATION GRASS. Prima di proseguire bisogna aggiungere i centroidi ai poligoni per farne delle aree vettoriali secondo il modello dati di GRASS. Aprire gli strumenti di GRASS e lanciare il modulo Vettore Gestisci elementi, e aprire il modulo v.centroids. Inserire come Nome del vettoriale in output forest_areas e lanciare il modulo. Caricare forest_areas e visualizzare le categorie - deciduous, evergreen, mixed - con colori differenti. Aprire le Proprietà del layer, andare nella scheda Stile, scegliere Stile VEGDESC come campo di classificazione. (sezione sec_symbology). Aprire il modulo Vettore Aggiornamento di un vettore da altre mappe. Cliccare su v.rast.stats per aprire il modulo e inserire gtopo30 e forest_areas. Categorizzato e impostare Inserire column prefix elev, e cliccare su [Esegui]: l operazione potrebbe durare molto tempo. Aprire la tabella degli attributi di forest_areas e verificare come sianto state aggiunte diverse nuove colonne, come ad esempio elev_min, elev_max, elev_mean per ogni tipo di poligono Lavorare con il browser delle LOCATION GRASS Un altra utile funzione tra quelle presenti negli strumenti GRASS è il browser delle LOCATION. In figura figure_grass_module_7 è possibile vedere un esempio che mostra la LOCATION impostata e i relativi MAPSETs. Nella parte sinistra della finestra del browser si può navigare attraverso tutti i MAPSETs contenuti nella LOCATION impostata. La porzione di destra mostra invece alcuni metadati del raster o del vettoriale selezionato, come la risoluzione, l estensione spaziale, la fonte del dato, il percorso alla tabella attributi associata per i dati vettoriali e lo storico comandi che ha generato quel dato. Figura 16.15: GRASS LOCATION browser 158 Capitolo 16. Integrazione con GRASS GIS

165 La barra degli strumenti nella scheda Browser offre i seguenti strumenti per la gestione della LOCATION: Aggiungi la mappa selezionata all area di lavoro Copia la mappa selezionata Rinomina la mappa selezionata Elimina la mappa selezionata Imposta la regione corrente con la mappa selezionata Aggiorna Gli strumenti Rinomina la mappa selezionata e Elimina la mappa selezionata funzionano solo su mappe contenute nel MAPSET attivo. Tutti gli altri strumenti funzionano anche con layer raster e vettoriali di altri MAPSET Personalizzare gli strumenti GRASS Praticamente tutti i moduli GRASS possono essere aggiunti nella finestra di dialogo degli strumenti GRASS. Per incorporare i file XML di configurazione dei moduli è fornita un interfaccia XML nella quale è possibile definire l aspetto del modulo e i parametri da visualizzare nella finestra di dialogo degli strumenti. Un esempio di file XML che genera il modulo v.buffer (v.buffer.qgm) ha il seguente aspetto: <?xml version="1.0" encoding="utf-8"?> <!DOCTYPE qgisgrassmodule SYSTEM "http://mrcc.com/qgisgrassmodule.dtd"> <qgisgrassmodule label="vector buffer" module="v.buffer"> <option key="input" typeoption="type" layeroption="layer" /> <option key="buffer"/> <option key="output" /> </qgisgrassmodule> Il parser legge questa definizione e crea una nuova scheda nella finestra di dialogo degli strumenti GRASS quando si seleziona il modulo. Informazioni più dettagliate su come aggiungere moduli, cambiare i gruppi di moduli ecc. sono reperibile sul Wiki di QGIS all indirizzo Gli strumenti GRASS 159

166 160 Capitolo 16. Integrazione con GRASS GIS

167 CAPITOLO 17 QGIS L ambiente Processing 17.1 Introduzione Il capitolo introduce all ambiente QGIS processing, un ambiente di elaborazione di dati geografici che può essere utilizzato per chiamare da QGIS algoritmi nativi e di terze parti, rendendo le attività di analisi spaziale più produttiva e facile da realizzare. Nella sezione seguente esamineremo come usare gli elementi grafici di questo ambiente e come ottenere il massimo da ciascuno di essi Ci sono quattro elementi base nella GUI dell ambiente, che vengono usati per lanciare algoritmi con differenti finalità. La sceltra tra uno strumento e un altro dipenderà dal tipo di analisi che si desidera eseguire e dalle caratteristiche particolari di ciascun utente e progetto. Tutti questi elementi (esclusa l interfaccia di batch processing, che come vedremo è chiamata da Strumenti) possono essere selezionati dal menu Processing (vedrete più di quattro voci. Le altre non sono usate per eseguire algoritmi e saranno spiegate nel seguito del capitolo). Strumenti. E l elemento principale della GUI, ed è usata per eseguire un particolare algoritmo o lanciare un batch process basato su tale algoritmo. Figura 17.1: Strumenti di Processing Modellatore grafico. Molti algoritmi possono essere combinati graficamente usando il modellatore per definire un flusso di lavoro, generando un singolo processo che coinvolge più sotto-processi Gestore della cronologia. Tutte le azioni eseguite usando uno qualsiasi degli elementi sopramenzionati sono raccolte in un file di cronologia e possono essere successivamente riporodotte usando il gestore della cronologia Intercaccia di batch processing. Questa interfaccia vi permette di eseguire processi batch e di automatizzare l esecuzione di un particolare algoritmo su piu dataset. 161

168 Figura 17.2: Modellatore di Processing Figura 17.3: Storico e log di Processing Figura 17.4: Interfaccia di Batch Processing 162 Capitolo 17. QGIS L ambiente Processing

169 Nelle sezioni seguenti rivedremo in dettaglio ciascuno di questi elementi Strumenti Strumenti è l elemento principale dell interfaccia grafica di Processing, quello che probabilmente userete quotidianamente nella vostra attività. Esso mostra la lista degli algoritmi disponibili raggruppati in differenti blocchi ed è il punto di partenza per eseguire tali algoritmi sia come singoli processi che come processi batch che coinvolgono diverse esecuzioni di uno stesso algoritmo su diversi insiemi di dati di ingresso. Figura 17.5: Strumenti di Processing Strumenti contiene tutti gli algoritmi disponibili, divisi in gruppi predefiniti. Tutti questi gruppi si trovano sotto uno stesso nodo radice denominato Geoalgorithms Inoltre, si trovano altre due voci, chiamate Models e Scripts. Questi comprendono algoritmi creati dall utente e permettono di definire i propri flussi di lavoro e le attività di elaborazione. Dedicheremo ad essi una sezione completa in seguito. Nella parte superiore di Strumenti trovate una casella di testo. Per ridurre il numero degli algoritmi elencati e rendere più agevole la ricerca di quello che state cercando, potete digitare una parola o una frase nella casella di testo. Vedrete che appena digitate il numero degli algoritmi, l elenco si riduce solo a quelli i cui nomi contengono il testo digitato. Nella parte inferiore troverete una casella che permette di scegliere tra la visualizzazione semplificata della lista di algoritmi (quella spiegata sopra) e la visualizzazione avanzata. Se passate alla visualizzazione avanzata, Strumenti apparirà cosi : Nella visualizzazione avanzata, ogni gruppo rappresenta un cosidetto fornitore di algoritmi, ovvero identifica un insieme di algoritmi provenienti da una stessa fonte, per esempio, da una stessa applicazione sviluppata da terze parti, con capacità di elaborazione di dati geografici. Alcuni di questi gruppi rappresentano algoritmi provenienti da una di queste applicazioni (come SAGA, GRASS o R), mentre altri gruppi contengono algoritmi associati direttamente al plugin, dato che non si basano su alcun software aggiuntivo. Questa modalità di visualizzazione è consigliata a quegli utenti che hanno una certa conoscenza delle applicazioni che supportano tali algoritmi, dal momento che questi saranno indicati con i loro nomi originali e gruppi di appartenenza. Inoltre, altri algoritmi sono disponibili solo nella vista avanzata, come ad esempio strumenti LiDAR o script basati sul software di analisi statistica R. Plugin QGIS indipendenti che aggiungono nuovi algoritmi alla finestra degli strumenti saranno visibili solo nella vista avanzata. In particolare, la visualizzazione semplificata contiene algoritmi supportati dai seguenti fornitori: GRASS Strumenti 163

170 Figura 17.6: Strumenti di Processing (visualizzazione avanzata) SAGA OTB Algoritmi QGIS nativi Nel caso particolare di esecuzione di qg su Windows, questi algoritmi sono pienamente funzionanti in una nuova installazione di qg e possono essere eseguiti senza che sia necessaria nessuna ulteriore installazione. Anche la loro stessa esecuzione non richiede la conoscenza delle applicazioni esterne che impiegano, rendendoli piu semplici da usare per nuovi utenti. Se voleste usare un algoritmo non supportato da nessuno dei fornitori sopra menzionati, selezionate l opzione interfaccia avanzata nella parte inferiore di Strumenti Per eseguire un algoritmo è sufficiente un doppio click con il mouse sul suo nome La finestra di configurazione di un algoritmo Eseguito il doppio click sul nome dell algoritmo che volete eseguire, apparirà una finestra di dialogo come quella mostrata sotto (in questo caso si tratta della finestra di dialogo corrispondente all algoritmo indice di convergenza di SAGA). La finestra serve a definire i valori di ingresso di cui l algoritmo ha bisogno per la sua esecuzione. Esso mostra una tabella dove occorre definire i valori di ingresso ed i parametri di configurazione. La finestra ovviamente ha contenuto diverso in dipendenza delle richieste dell algoritmo da eseguire ed è creata automaticamente in base a queste necessità. A sinistra è indicato il nome del parametro, sulla destra il valore assegnato allo stesso. Nonostante il numero e tipo dei parametri dipende dalle caratteristiche dell algoritmo, la struttura è simile per tutti. I parametri che trovate nella tabella possono essere uno dei seguenti tipi. Un layer raster, da selezionare da una lista di tutti quelli disponibili (attualmente aperti) in QGIS. Il selettore contiene anche un pulsante nella parte destra, per permettere di selezionare i nomi di file di layer non caricati attualmente in QGIS. Un layer vettore, da selezionare da una lista di tutti quelli disponibili in QGIS. Layer non caricati in QGIS possono anche essere selezionati, come nel caso di layer raster, ma solo se l algoritmo non richiede un campo tabella selezionata dalla tabella degli attributi del layer. In tal caso, solo i layer caricati possono essere selezionati, poichè è necessario che essi siano aperti per poter accedere e recuperare la lista dei campi disponibile. Vedrete un pulsante per ciascun selezionatore di layer vettoriali Se l algoritmo contiene molti di loro, si sarà in grado di selezionare solo uno di loro. Se viene commutato il pulsante corrispondente ad un vettore di ingresso, l algoritmo viene eseguito iterativamente su ciascuna delle 164 Capitolo 17. QGIS L ambiente Processing

171 Figura 17.7: La finestra di impostazione dei Parametri Figura 17.8: Vector iterator button sue feature, invece di una sola volta per l intero layer, producendo tante uscite per quante volte l algoritmo viene eseguito. Questo permette di automatizzare il processo quando tutte le feature in un layer devono essere elaborate separatamente. Una tabella, da selezionare da una lista di tutti quelle disponibili in QGIS. Tabelle non-spaziali sono caricate in QGIS come layer vettore, e infatti sono trattate come tali dal programma. Attualmente, la lista delle possibili tabelle che sarà possibile vedere durante l esecuzione di un algoritmo che richiede una di loro, è ristretta a tabelle provenienti da file in formati DBase (.dbf) o Comma-Separated Values (.csv). Opzione, da scegliere in una lista di possibili opzioni. Un valore numerico, da inserire in una casella di testo. Troverete un pulsante laterale. Cliccando su esso comparirà una finestra di dialogo che vi permetterà di inserire un espressione matematica, in modo da usarlo come una calcolatrice. Possono essere aggiunte all espressione alcune utili variabili che si riferiscono ai dati caricati in QGIS, così che si puo selezionare un valore derivato da qualsiasi di queste variabili come la risoluzione di un layer o la coordinata più a nord di un altro layer. Un intervallo, con i valori minimo e massimo da inserire in due corrispondenti caselle di testo. Una stringa di testo, da inserire in un apposita casella. Un campo, da scegliere dalla tabella degli attributi di un layer vettoriale, o da una singola tabella selezionata con un altro parametro. Un sistema di coordinate. Potete digitare il codice EPSG direttamente o selezionarlo dalla finestra SR, abilitata quando cliccate sul pulsante Stato SR nella parte in basso a destra dell interfaccia Una regione, da inserire mediante i suoi estremi xmin, xmax, ymin, ymax. Premendo il pulsante sulla destra del selettore di valore, apparirà una finestra di scelta rapida che consente due possibilità: di usare la regione attualmente definita nella finestra grafica o di modificarla descrivendo sulla mappa un rettangolo con il mouse. Se scegliete la prima opzione verrà mostrata la seguente finestra di scelta rapida Strumenti 165

172 Figura 17.9: Selettore di Numero Figura 17.10: Selettore di regione Figura 17.11: Lista di selezione di una regione 166 Capitolo 17. QGIS L ambiente Processing

173 Se scegliete la seconda opzione, la finestra dei parametri sparirà, così da consentirvi il trascinemanto del mouse sulla finestra grafica. Una volta selezionato il rettangolo, la finestra di dialogo riapparirà completa dei limiti della regione appena definita. Figura 17.12: Trascinamento del mouse e selezione di una regione Una lista di elementi (siano essi raster, vettoriali o tabelle), da selezionare dalla lista tra quelli disponibili in QGIS. Per selezionarli, clicca il bottone piccolo sul lato sinistro della riga corrispondente per vedere una finestra di dialogo come la seguente. Figura 17.13: Selezioni multiple Una piccola tabella da completare a cura dell utente. Queste tabelle sono usate per definire, ad esempio, parametri tipo tabelle di riferimento o kernel di convoluzione. Cliccate sul bottone sul lato destro per vedere la tabella e aggiornare i suoi valori. Figura 17.14: Tabella Strumenti 167

174 A seconda dell algoritmo in uso, il numero delle righe può essere modificato o meno, usando i pulsanti sul lato destro della finestra. Troverete una scheda [Help] nella finestra di dialogo dei parametri. Se un file di aiuto è disponibile, esso verrà mostrato dando all utente maggiori informazioni sull algoritmo e spiegazioni dettagliate di ciascun parametro di ingresso. Purtroppo, la maggior parte degli algoritmi non hanno una buona documentazione, ma se avete voglia di contribuire al progetto, questo sarebbe un buon punto di partenza. Nota sulle proiezioni Gli algoritmi lanciati dall ambiente Processing e anche la maggior parte delle applicazioni esterne attraverso cui sono esposti gli algoritmi non eseguono alcuna operazione di riproiezione sui layer di ingresso e si presuppone che i layer siano tutti già in un sistema di coordinate comune pronti per essere analizzati. Ogni volta che si utilizza più di un layer come input per un algoritmo, sia vettoriale o raster, spetta a voi assicurarsi che essi siano tutti nello stesso sistema di coordinate. Si osserva che, grazie alle capacità di riproiezione al volo di QGIS, anche se due layer possono sembrare di sovrapporsi9 e adattarsi, cio puo non essere vero se le loro coordinate originali sono usate senza che siano riportate in un sistema di coordinate comune. Tale riproiezione dovrebbe essere fatta manualmente e usare successivamente i file risultanti in ingresso all algoritmo. Da notare che il processo di riproiezione può essere eseguito con gli algoritmi disponibili all interno dello stesso ambiente di processing. Per default, la finestra di impostazione dei parametri mostrerà insieme al nome di ciascun layer una descrizione del suo SR, rendendo piu facile selezionare come layer di input, layer con lo stesso SR. Se preferite non vedere questa informazine addizionale, potete disabilitare questa funzionalità nella finestra Opzioni e Configurazione di Processing, deselezionando la voce Show layer CRS definition in selection boxes Se provate ad eseguire un algoritmo usando in ingresso due o piu layer con diversi SR, verrà mostrata una finestra di avviso Potrete comunque eseguire l algoritmo, ma siate consapevoli che nella maggior parte dei casi cio produrrà cattivi risultati, come ad esempio layer di uscita inconsistenti, a causa dell assenza di sovrapposizione dei layer di ingresso Dati generati dagli algoritmi I dati generati da un algoritmo possono appartere a una delle seguenti tipologie: Layer raster Layer vettoriale Tabella File HTML (usato per risultati testuali e grafici) Essi vengono tutti memorizzati su disco, e la tabella dei parametri conterrà una casella di testo per ciascuno di questi output, in cui è possibile specificare il canale di output da usare per la sua memorizzazione. Un canale di output contiene le informazioni necessarie per memorizzare l oggetto risultante da qualche parte. Nel caso più comune lo memorizzerete in un file, ma l architettura tiene conto di ogni altra modalità di memorizzazione. Per esempio, un Vector Layer può essere archiviato in un database, o anche caricato su un server remoto usando un servizio WFS-T. Anche se soluzioni di questo tipo non sono ancora implementate, l ambiente Processing è predisposto per poterle maneggiare, e ci aspettiamo nuovi tipi di canali di output in un prossimo futuro. Per selezionare un canale di uscita, è sufficiente fare clic sul pulsante a destra della casella di testo. Questo aprirà una finestra di impostazione file, in cui è possibile selezionare il percorso del file da memorizzare. Le estensioni dei file supportati vengono visualizzate nel selettore di formato della finestra, a seconda del tipo di uscita e di algoritmo. Il formato di un uscita è definito dall estensione file. I formati supportati dipendono da quelli supportati dall algoritmo stesso. Per selezionare un formato, basta selezionare la corrispondente estensione file (o specificatela se invece state digitando direttamente il percorso file). Se l estensione del percorso file inserito non corrisponde a nessuno dei formati supportati, un estensione predefinita (di solito.dbf per le tabelle,.tif fper i layer raster e 168 Capitolo 17. QGIS L ambiente Processing

175 :file:.shp per i layer vettoriali) verrà aggiunto al percorso file e il formato file corrispondente a quella estensione sarà usata per memorizzare il layer o la tabella. Se non inserite alcun nome file. il risultato verrà salvato in un file temporaneo e nel corrispondente formato di default e sarà cancellato una volta uscita da QGIS (fate attenzione nel caso in cui memorizzate il vostro progetto ed esso contiene layer temporanei). Potete impostare una cartella predefinita in cui memorizzare i dati di output. Andate nella finestra di configurazione (potete aprirla dal menu Processing alla voce Opzione e configurazione ) e selezionando il gruppo General troverete un parametro nominato Output Folder. Questa cartella è usata come percorso di file predefinito, nel caso in cui si digiti il solo nome del file di uscita senza percorso (ad esempio file: myfile.shp ), in fase di impostazione di un algoritmo. Potete lanciare un algoritmo che usa un layer vettore in modo iterativo, il percorso di file inserito è usato come percorso di base per tutti i file generati, i quali sono nominati usando il nome di base e aggiungendo un numero che rappresenta l indice di iterazione. L estensione di file (e il formato) viene usata per tutti i file generati. Oltre che layer raster e tabelle, gli algoritmi generano anche grafica e testo come nei file HTML. I risultati vengono mostrati al termine dell esecuzione dell algoritmo in una nuova finestra di dialogo. Tale finestra di dialogo conserverà i risultati prodotti da ciascun algoritmo durante la sessione corrente, e puo essere visualizzata in qualsiasi momento selezionando Processing Visualizzatore Risultati dal menu principale di QGIS. Alcune applicazioni esterne possono prevedere dei file (senza alcuna restrizione in estensione) come output, che non appartengono ad alcuna delle categorie sopra. Tali file di output non verranno processati da QGIS (aperti o inclusi nel progetto QGIS corrente), poichè la maggiorn parte delle volte corrispondono a formati file o elementi non supportati da QGIS. Questo per esempio è il caso dei LAS file usati per i dati LIDAR. I file vengono creati, ma non vedrete nulla all interno della vostra sessione di lavoro QGIS. Per tutti gli altri tipi di output, troverete una casella di controllo che è possibile utilizzare per indicare se caricare il file una volta che è generato dall algoritmo oppure no. Come impostazione predefinita, tutti i file vengono aperti. Non sono supportati gli output opzionali, dunque tutti gli output sono creati, ma potete deselezionare la corrispondente casella di controllo se non interessati in un certo output, il che lo rende viortualmente come un output virtuale (anche se il layer è creato in ogni caso, ma la casella di testo è lasciata vuota, esso sarà memorizzato in un file temporaneo e cancellato una volta usciti da QGIS) Configurazione dell ambiente di elaborazione Come è stato detto, il menu di configurazione da accesso ad una nuova finestra di dialogo in cui è possibile configurare la modalità con la quale funzionano gli algoritmi. I parametri di configurazione sono strutturati in blocchi separati, selezionabili dalla colonna a sinistra della finestra di dialogo. Insieme alla già citata voce Output folder, il blocco General contiene parametri per l impostazione di default degli stili di rappresentazione dei layer di output (dei layer cioè, che sono generati usando una qualsiasi delle componenti delle GUI dell ambiente). Non appena si crea lo stile che si desidera usi QGIS, memorizzatelo in un file, e successivamente inserite il percorso di tale file nelle impostazioni, così che l algoritmo può usarlo. Ogni volta che un layer è caricato da QGIS Processing e aggiunto nell area grafica di qg, sarà rappresentato con tale stile. Gli stili di visualizzazione possono essere configurati individualmente per ogni algoritmo e ciascuna dei suoi output. Basta fare click con il pulsante destro del mouse sul nome dell algoritmo nella casella degli strumenti e selezionare la voce Modifica gli stili di visualizzazione per l output. Vedrete una finestra come quella mostrata di seguito. Selezionate il file di stile (.qml) che volete assegnare ad ogni risultato e premete [OK]. Altri parametri di configurazione nel gruppo General sono i seguenti Use filename as layer name. Il nome di ogni layer risultato creato da un algoritmo è definito dall algoritmo stesso. In alcuni casi puo essere utilizzato un nome unico, il che significa che verrà utilizzato lo stesso nome, non importa quale layer di input viene utilizzato. In altri casi, il nome potrebbe dipendere dal nome del livello di input o da alcuni dei parametri utilizzati per eseguire l algoritmo. Se la casella è selezionata, il nome verrà preso invece dal nome del file di output. Notate che, se l uscita viene salvata in un file Strumenti 169

176 Figura 17.15: Stili di visualizzazione temporaneo, il nome di questo file temporaneo è di solito lungo e privo di significato al fine di evitare conflitto con nomi di altri file già esistenti. Use only selected features. Se questa opzione è selezionata, ogni volta che un layer vettore viene utilizzato come input per un algoritmo, saranno utilizzate solo le sue caratteristiche selezionate. Se il layer non ha caratteristiche selezionate, saranno utilizzate tutte. Pre-execution script file e Post-execution script file. Questi parametri si riferiscono alla funzionalità di poter scrivere degli script di elaborazione, e sono spiegate nella sezione che tratta lo scripting e la console. Oltre al blocco General nella finestra di dialogo, ne troverete una Providers le cui voci corrispondono ai gestori di algoritmi. Ciascuna voce contiene una casella :guilabel: Activate che potete usare per far apparire o meno gli algoritmi nella casella degli strumenti. Inoltre alcuni gestori di algoritmi hanno elementi specifici di configurazione che saranno spiegati successivamente quando saranno trattati particolari gestori The graphical modeler Il modellatore grafico consente di creare modelli complessi mediante un interfaccia semplice e facile. Quando lavorate con un GIS, molte operazioni di analisi non sono isolate, ma inserite in una catena di operazioni. Mediante il modellatore grafico questa catena di processi può essere combinata in un solo processo; in questo modo è più facile e conveniente eseguirlo come singolo processo invece di successivi processi basati su differenti dataset di input. Indipendentemente dal numero di passaggi e dai differenti algoritmi coinvolti, esso è eseguito come un singolo algoritmo, risparmiando quindi tempo e fatica, specialmente nel caso di modelli di grandi dimensioni. The modeler can be opened from the processing menu. Il modellatore ha un area grafica di lavoro dove sono visualizzati la struttura del modello ed il flusso delle operazioni che lo rappresenta. Si può usare un pannello con due riquadri sulla sinistra della finestra per aggiungere nuovi elementi al modello. La creazione di un modello comporta due passaggi: 1. Definition of necessary inputs. These inputs will be added to the parameters window, so the user can set their values when executing the model. The model itself is an algorithm, so the parameters window is generated automatically as it happens with all the algorithms available in the processign framework. 2. Definition of the workflow. Using the input data of the model, the workflow is defined adding algorithms and selecting how they use those inputs or the outputs generated by other algorithms already in the model 170 Capitolo 17. QGIS L ambiente Processing

177 Figura 17.16: Modeler Definizione dei dati di ingresso The first step to create a model is to define the inputs it needs. The following elements are found in the Inputs tab on the left side of the modeler window: Layer raster Layer vettoriali Stringhe di testo Campi di tabelle Tabelle Extent Number Boolean File Premendo due volte con il mouse su uno di questi elementi, apparirà una finestra di dialogo per definire le sue caratteristiche. A seconda del parametro stesso, la finestra conterrà un solo elemento (la descrizione che è quello che l utente vede durante l esecuzione del modello) o più elementi. Ad esempio, aggiungendo un valore numerico, come si può vedere nella figura seguente, oltre alla descrizione del parametro, dovrete definire un valore di partenza ed un intervallo di valori validi. Per ogni dato di ingresso aggiunto, appare un nuovo elemento nel pannello grafico del modellatore Definizione del flusso operativo Una volta definiti i dati ingresso, occorre decidere gli algoritmi da applicare ad essi. Gli algoritmi si trovano nella casella Algoritmi, raggruppati allo stesso modo come nella cassetta degli attrezzi. The appearance of the toolbox has two modes here as well: simplified and advanced. However, there is no element to switch between views in the modeler, and you have to do it in the toolbox. The mode that is selected in the toolbox is the one that will be used for the list of algorithms in the modeler. To add an algorithm to a model, double-click on its name. An execution dialog will appear, with a content similar to the one found in the execution panel that is shown when executing the algorithm from the toolbox. The one shown next correspond to the SAGA Convergence index algorithm, the same one we saw in the section dedicated to the toolbox The graphical modeler 171

178 Figura 17.17: Model Parameters Figura 17.18: Model Parameters Figura 17.19: Model Parameters 172 Capitolo 17. QGIS L ambiente Processing

179 Figura 17.20: Model Parameters As you can see, some differences exist. Instead of the file output box that was used to set the filepath for output layers and tables, a simple text box is. If the layer generated by the algorithm is just a temporary result that will be used as the input of another algorithm and should not be kept as a final result, just do not edit that text box. Typing anything on it means that the result is a final one, and the text that you supply will be the description for the output, which will be the one the user will see when executing the model. Selecting the value of each parameter is also a bit different, since there are important differences between the context of the modeler and the toolbox one. Let s see how to introduce the values for each type of parameter. Layers (raster and vector) and tables. They are selected from a list, but in this case the possible values are not the layers or tables currently loaded in QGIS, but the list of model inputs of the corresponding type, or other layers or tables generated by algorithms already added to the model. Numerical values. Literal values can be introduced directly on the text box. But this text box is also a list that can be used to select any of the numerical value inputs of the model. In this case, the parameter will take the value introduced by the user when executing the model. Stringhe. Come nel caso dei valori numerici, si possono inserire stringhe o selezionarle (da un elenco). Table field. The fields of the parent table or layer cannot be known at design-time, since they depend of the selection of the user each time the model is executed. To set the value for this parameter, type the name of a field directly in the text box, or use the list to select a table field input already added to the model. The validity of the selected field will be checked at run-time. In all cases, you will find an additional parameter named Parent algorithms that is not available when calling the algorithm from the toolbox. This parameter allows you to define the order in which algorithms are executed, by explicitly defining one algorithm as a parent of the current one, which will force it to be executed before it. When you use the output of a previous algorithm as the input of your algorithm, that implicitly sets the former as parent of the current one (and places the corresponding arrow in the modeler canvas). However, in some cases an algorithm might depend on another one even if it does not use any output object from it (for instance, and algorithm that executes an SQL sentence on a PostGIS database and another one which imports a layer into that same database) In that case, just select it in the Parent algorithms parameter and they will be executed in the correct order. Una volta assegnati valori corretti a tutti i parametri, premete [OK] e l algoritmo sarà aggiunto al pannello grafico. Sarà collegato a tutti gli altri elementi del pannello, sia algoritmi sia dati, che forniscono oggetti usati dall algoritmo come dati di ingresso. Gli elementi possono essere spostati nel pannello grafico per modificare la visualizzazione della struttura del modello e renderla più chiara ed intuitiva. I collegamenti fra gli elementi vengono aggiornati automaticamente The graphical modeler 173

180 Figura 17.21: Model Parameters Potete eseguire il vostro algoritmo in ogni momento premendo il pulsante [Run]. Tuttavia, per poterlo usare dalla cassetta degli attrezzi, occorre salvarlo e chiudere la finestra di dialogo del modellatore in modo da consentire al sistema di aggiornare la configurazione Salvataggio e caricamento di modelli Usate il pulsante [Salvataggio] per salvare il modello corrente ed il pulsante [Apri] per aprire un modello esistente. I modelli sono salvati con l estensione.model. Se il modello è già stato salvato [dalla finestra del modellatore] non vi sarà chiesto il nome del file perchè esiste già un file associato al modello e verrà usato quello. Prima di salvare un modello, dovete inserire un nome ed un gruppo per esso usando le caselle di testo nella parte alta della finestra. Models saved on the models folder (the default folder when you are prompted for a filename to save the model) will appear in the toolbox in the corresponding branch. When the toolbox is invoked, it searches the models folder for files with.model extension and loads the models they contain. Since a model is itself an algorithm, it can be added to the toolbox just like any other algorithm. The models folder can be set from the processing configuration dialog, under the Modeler group. Models loaded from the models folder appear not only in the toolbox, but also in the algorithms tree in the Algorithms tab of the modeler window. That means that you can incorporate a model as a part of a bigger model, just as you add any other algorithm. In some cases, a model might not be loaded because not all the algorithms included in its workflow are available. If you have used a given algorithm as part of your model, it should be available (that is, it should appear on the toolbox) in order to load that model. Deactivating an algorithm provider in the processing configuration window renders all the algorithms in that provider unusable by the modeler, which might cause problems when loading models. Keep that in mind when you have trouble loading or executing models Aggiornare il modello Potete modificare il modello mentre lo state creando, ridefinendo il flusso e le relazioni fra gli algoritmi e i dati che definiscono il modello stesso. Se premete il tasto destro del mouse su un algoritmo nel grafico che rappresenta il modello, apparirà un menu come quello sotto riportato: Selecting the Remove option will cause the selected algorithm to be removed. An algorithm can be removed only if there are no other algorithms depending on it. That is, if no output from the algorithm is used in a different one 174 Capitolo 17. QGIS L ambiente Processing

181 Figura 17.22: Modeler Right Click as input. If you try to remove an algorithm that has others depending on it, a warning message like the one you can see below will be shown: Figura 17.23: Cannot Delete Algorithm Selezionando l opzione Modifica o semplicemente premendo due volte sull icona dell algoritmo apparirà la finestra dei parametri dell algoritmo in modo che possiate cambiarne i valori. Non tutti i valori disponibili nel modello appariranno in questo caso come dati disponibili. Layer o valori generati ad un passaggio successivo del flusso del modello che possono causare dipendenze circolari non saranno disponibili. Selezionate i nuovi valori e premete il pulsante [OK] come al solito. La connessione fra gli elementi del modello cambieranno di conseguenza anche nel pannello grafico Abilitare e disabilitare gli algortimi Gli algoritmi possono essere disattivati nel modellatore, così non saranno eseguiti quando il modello sarà lanciato. Questo può essere sfruttato per mettere a punto una parte del modello o quando non avete bisogno di tutti i risultati generati dal modello. Per disattivare un algoritmo, premete il tasto destro del mouse sulla sua icona nel pannello grafico e spuntate l opzione Disattivazione. Vedrete che ora l algoritmo sarà presentato con un etichetta rossa sotto il nome che indica che questo non è attivo. Figura 17.24: Deactivate Anche gli algoritmi dipendenti (direttamente o indirettamente) da quell algoritmo appariranno come disattivati in quanto non possono ora essere eseguiti. Per abilitare un algoritmo basta premere sulla sua icona col pulsante destro del mouse e selezionare l opzione Abilitare The graphical modeler 175

182 Informazioni ed aiuto per l aggiornamento del modello You can document your models from the modeler itself. Just click on the [Edit model help] button and a dialog like the one shown next will appear. Figura 17.25: Help Edition On the right-hand side you will see a simple HTML page, created using the description of the input parameters and outputs of the algorithm, along with some additional items like a general description of the model or its author. The first time you open the help editor all those descriptions are empty, but you can edit them using the elements on the left-hand side of the dialog. Select an element on the upper part and the write its description in the text box below. L informazione di aiuto del modello è salvata nella stessa cartella insieme al modello stesso. preoccuparvi del suo salvataggio perchè è eseguito automaticamente. Non dovete A proposito degli algoritmi disponibili Noterete che alcuni algoritmi che potete eseguire dalla cassetta degli attrezzi non appaiono nella lista di quelli disponibili quando state creando un modello. Per essere incluso in un modello, un algoritmo deve avere una semantica corretta, così come essere correttamente collegato con gli altri nel flusso di lavoro. Se un algoritmo non ha una semantica corretta (ad esempio, se il numero dei layer generati non può essere conosciuto anticipatamente) allora non è possibile usarlo all interno del modello e quindi non può apparie nella lista di quelli che potere trovare nella finestra del modellatore. Additionally, you will see some algorithms in the modeler that are not found in the toolbox. This algorithms are meant to be used exclusively as part of a model, and they are of no interest in a different context. The Calculator algorithm is an example of that. It is just a simple arithmetic calculator that you can use to modify numerical values (entered by the user or generated by some other algorithm). This tools is really useful within a model, but outside of that context, it doesn t make too much sense Saving models as Python code Given a model, it is possible to automatically create Python code that performs the same task as the model itself. This code is used to create a console script (we will explain them later in this manual) and you can modify that script to incorporate actions and methods not available in the graphical modeler, such as loops or conditional sentences. This feature is also a very practical way of learning how to use processign algorithms from the console and how to create new algorithms using Python code, so you can use it as a learning tool when you start creating your own scripts. 176 Capitolo 17. QGIS L ambiente Processing

183 Save your model in the models folder and go to the toolbox, where it should appear now, ready to be run. Right click on the model name and select Save as Python script in the context menu that will pop-up. A dialog will prompt you to introduce the file where you want to save the script The batch processing interface Introduzione All algorithms (including models) can be executed as a batch process. That is, they can be executed using not a single set of inputs, but several of them, executing the algorithm as many times as needed. This is useful when processing large amounts of data, since it is not necessary to launch the algorithm many times from the toolbox. Per eseguire un algoritmo come un processo batch, selezionarlo e col pulsante di destra del mouse scegliere la voce Execute as batch process dal menu che apparirà. Figura 17.26: Batch Processing Right Click La tabella dei parametri Eseguire un processo batch è un operazione simile ad un esecuzione singola di un algoritmo. Devono essere definiti i valori dei parametri, ma in questo caso, è necessario definire non solo un singolo valore per ciascunodi essi, ma invece un set di valori, uno per ogni volta che l algoritmo deve essere eseguito. I valori sono introdotti per mezzo di una tabella del tipo di quella mostrata oltre. Figura 17.27: Batch Processing Ogni riga di tale tabella rappresenta una sinola esecuzione dell algoritmo ed ogni cella contiene il valore di uno dei parametri caratteristici dell algoritmo. In un certo senso, è simile alla finestra di dialogo dei parametri utilizzata quando si lancia un algoritmo dalla toolbox, ma organizzata in maniera differente. Come impostazione predefinita, la tabella contiene solo due righe. E possiile aggiungere o cancellare righe utilizzando i pulsanti posti nella parte inferiore della finestra. Una volta definita la dimensione della tabella, deve essere riempita coi valori desiderati The batch processing interface 177

184 Compilazione della tabella dei parametri Per la maggior parte dei parametri, scegliere il valore appropriato è banale. Basta semplicemente scrivere il valore o selezionarlo dalla lista delle opzioni disponibili, a seconda del tipo di parametro stesso. The main differences are found for parameters representing layers or tables, and for output filepaths. Regarding input layers and tables, when an algorithm is executed as part of a batch process those input data objects are taken directly from files, and not from the set of them already opened in QGIS. For this reason, any algorithm can be executed as a batch process even if no data objects at all are opened and the algorithm cannot be run from the toolbox. Filenames for input data objects are introduced directly typing or, more conveniently, clicking on the button on the right hand of the cell, which shows a typical file chooser dialog. Multiple files can be selected at once. If the input parameter represents a single data object and several files are selected, each one of them will be put in a separate row, adding new ones if needed. If it represents a multiple input, all the selected files will be added to a single cell, separated by semicolons (;). I risultati sono sempre salvati in un file permanente e, a differenza di quando un algoritmo è lanciato dalla toolbox, non è permesso il loro salvataggio in un file temporaneo. E possibile digitare direttamente il nome del file di output oppure utilizzare la finestra di dialogo della scelta dei file che compare quando si clicca sul buttone di accompagnamento. Una volta selezionato il file di output, appare una nuova finestra di dialogo che permette l autocompletamento delle altre celle nella stessa colonna (stesso parametro). Figura 17.28: Batch Processing Save If the default value ( Do not autocomplete ) is selected, it will just put the selected filename in the selected cell from the parameters table. If any of the other options is selected, all the cells below the selected one will be automatically filled based on a defined criteria. This way, it is much easier to fill the table, and the batch process can be defined with less effort. Il riempimento automatico può essere fatto semplicemente aggiungendo numeri correlati al percorso del file selezionato o aggiungendo il valore di un altro campo alla stessa riga. Ciò è particolarmente utile per dare un nome ai dati di output che sia in accordo con quello dei dati di input. Figura 17.29: Batch Processing File Path 178 Capitolo 17. QGIS L ambiente Processing

185 Esecuzione di un processo batch To execute the batch process once you have introduced all the necessary values, just click on [OK]. Progress of the global batch task will be shown in the progress bar in the lower part of the dialog Using processing algorithms from the console The console allows advanced users to increase their productivity and perform complex operations that cannot be performed using any of the other GUI elements of the processing framework GUI. Models involving several algorithms can be defined using the command-line interface, and additional operations such as loops and conditional sentences can be added to create more flexible and powerful workflows. There is not a proccesing console in QGIS, but all processing commands are available instead from the QGIS built-in Python console. That means that you can incorporate those command to your console work and connect processing algorithms to all the other features (including methods from the QGIS API) available from there. The code that you can execute from the Python console, even if it does not call any specific processing method, can be converted into a new algorithm that you can later call from the toolbox, the graphical modeler or any other component, just like you do with any other algorithm. In fact, some algorithms that you can find in the toolbox are simple scripts. In this chapter we will see how to use processing algorithms from the QGIS Python console, and also how to write your own algorithms using Python Calling algorithms from the Python console The first thing you have to do is to import the processing functions with the following line: >>> import processing Now, there is basically just one (interesting) thing you can do with that from the console: to execute an algorithm. That is done using the runalg() method, which takes the name of the algorithm to execute as its first parameter, and then a variable number of additional parameter depending on the requirements of the algorithm. So the first thing you need to know is the name of the algorithm to execute. That is not the name you see in the toolbox, but rather a unique command line name. To find the right name for your algorithm, you can use the algslist() method. Type the following line in you console: >>> processing.alglist() Il risultato dovrebbe essere. Accumulated Cost (Anisotropic) >saga:accumulatedcost(anisotropic) Accumulated Cost (Isotropic) >saga:accumulatedcost(isotropic) Add Coordinates to points >saga:addcoordinatestopoints Add Grid Values to Points >saga:addgridvaluestopoints Add Grid Values to Shapes >saga:addgridvaluestoshapes Add Polygon Attributes to Points >saga:addpolygonattributestopoints Aggregate >saga:aggregate Aggregate Point Observations >saga:aggregatepointobservations Aggregation Index >saga:aggregationindex Analytical Hierarchy Process >saga:analyticalhierarchyprocess Analytical Hillshading >saga:analyticalhillshading Average With Mask >saga:averagewithmask1 Average With Mask >saga:averagewithmask2 Average With Thereshold >saga:averagewiththereshold1 Average With Thereshold >saga:averagewiththereshold2 Average With Thereshold >saga:averagewiththereshold3 B-Spline Approximation >saga:b-splineapproximation Using processing algorithms from the console 179

186 Questa è la lista di tutti gli algoritmi disponibili in ordine alfabetico, con il corrispondente nome da utilizzare nella riga di comando. È possibile utilizzare una stringa come parametro per questo comando. Invece di restituire l elenco completo degli algoritmi, verranno visualizzati solo quelli che includono tale stringa. Se, per esempio, si sta cercando un algoritmo per calcolare la pendenza da un DEM, si digiti alglist ( slope ) per ottenere il seguente risultato: DTM Filter (slope-based) >saga:dtmfilter(slope-based) Downslope Distance Gradient >saga:downslopedistancegradient Relative Heights and Slope Positions >saga:relativeheightsandslopepositions Slope Length >saga:slopelength Slope, Aspect, Curvature >saga:slopeaspectcurvature Upslope Area >saga:upslopearea Vegetation Index[slope based] >saga:vegetationindex[slopebased] Il risultato potrebbe cambiare a seconda degli algoritmi che sono disponibili. È più facile ora trovare l algoritmo che si sta cercando e il suo nome da utilizzare nella riga di comando, in questo caso saga: slopeaspectcurvature. Once you know the command-line name of the algorithm, the next thing to do is to know the right syntax to execute it. That means knowing which parameters are needed and the order in which they have to be passed when calling the runalg() method. There is a method to describe an algorithm in detail, which can be used to get a list of the parameters that an algorithms require and the outputs that it will generate. To do it, you can use the alghelp(name_of_the_algorithm) method. Use the command-line name of the algorithm, not the full descriptive name. Chiamando la funzione saga:slopeaspectcurvature come parametro, si otterrà la seguente descrizione. >>> processing.alghelp("saga:slopeaspectcurvature") ALGORITHM: Slope, Aspect, Curvature ELEVATION <ParameterRaster> METHOD <ParameterSelection> SLOPE <OutputRaster> ASPECT <OutputRaster> CURV <OutputRaster> HCURV <OutputRaster> VCURV <OutputRaster> Ora si ha tutto il necessario per eseguire qualsiasi algoritmo. Come già accennato, vi è solo un unico comando per eseguire algoritmi: runalg (). La sua sintassi è la seguente: >>> processing.runalg(name_of_the_algorithm, param1, param2,..., paramn, Output1, Output2,..., OutputN) L elenco dei parametri e degli output da aggiungere dipende dall algoritmo che si desidera eseguire, ed è esattamente la lista che il comando alghelp () restituisce, nello stesso ordine, come mostrato. Depending on the type of parameter, values are introduced differently. The next one is a quick review of how to introduce values for each type of input parameter: Raster Layer, Vector Layer or Table. Simply use a string with the name that identifies the data object to use (the name it has in the QGIS Table of Contents) or a filename (if the corresponding layer is not opened, it will be opened, but not added to the map canvas). If you have an instance of a QGIS object representing the layer, you can also pass it as parameter. If the input is optional and you do not want to use any data object, use None. Selection. If an algorithm has a selection parameter, the value of that parameter should be entered using an integer value. To know the available options, you can use the algoptions() command, as shown in the following example: >>> processing.algoptions("saga:slopeaspectcurvature") METHOD(Method) 0 - [0] Maximum Slope (Travis et al. 1975) 1 - [1] Maximum Triangle Slope (Tarboton 1997) 180 Capitolo 17. QGIS L ambiente Processing

187 2 - [2] Least Squares Fitted Plane (Horn 1981, Costa-Cabral & Burgess 1996) 3 - [3] Fit 2.Degree Polynom (Bauer, Rohdenburg, Bork 1985) 4 - [4] Fit 2.Degree Polynom (Heerdegen & Beran 1982) 5 - [5] Fit 2.Degree Polynom (Zevenbergen & Thorne 1987) 6 - [6] Fit 3.Degree Polynom (Haralick 1983) In questo caso, l algoritmo ha uno di questi parametri con 7 opzioni, ordinate a partire da zero. Multiple input. The value is a string with input descriptors separated by semicolons (;). As in the case of single layers or tables, each input descriptor can be the data object name, or its filepath. Campo di una Tabella da XXX. Inserire una stringa con il nome del campo da utilizzare. Il parametro è sensibile alle lettere maiuscole Fixed Table. Type the list of all table values separated by commas (,) and enclosed between quotes ("). Values start on the upper row and go from left to right. You can also use a 2D array of values representing the table. Sistema di Riferimento per le Coordinate (Coordinate Reference System, CRS). Inserire il codice EPSG per indicare il sistema di riferimento desiderato. Extent. You must use a string with xmin, xmax, ymin and ymax values separated by commas (,). Parametri booleani, di file, di stringa e numerici non hanno bisogno di ulteriori spiegazioni. I parametri di input, come stringhe o valori numerici o booleani hanno valori di default. Per utilizzarli, usare None nella voce del parametro corrispondente. Per per salvare i dati di output, digitare il percorso del file da utilizzare, così come viene fatto nella finestra degli strumenti. Se si desidera salvare il risultato in un file temporaneo, utilizzare None. L estensione del file determina il formato del file. Se si immette un estensione del file non inclusa tra quelle supportate dall algoritmo, verrà utilizzato il formato di file predefinito per il tipo di output e sarà aggiunta al percorso del file specificato la sua estensione corrispondente. Unlike when an algorithm is executed from the toolbox, outputs are not added to the map canvas if you execute that same algorithm from the Python Console. If you want to add an output to it, you have to do it yourself after running the algorithm. To do so, you can use QGIS API commands, or, even easier, use one of the handy methods provided for such task. The runalg method returns a dictionary with the output names (the ones shown in the algorithm description) as keys and the filepaths of those outputs as values. You can load those layers by passing its filepath to the load() method Additional functions for handling data Apart from the functions used to call algorithms, importing the processing package will also import some additional functions that make it easier to work with data, particularly vector data. They are just convenience functions that wrap some functionality from the QGIS API, usually with a less complex syntax. These functions should be used when developing new algorithms, as they make it easier to operate with input data. Below is a list of some of this commands. More information can be found in the classes under the processing/tools package, and aso in the example scripts provided with QGIS. getobject(obj): Returns a QGIS object (a layer or table) from the passed object, which can be a filename or the name of the object in the QGIS Table of Contents. values(layer, fields): Returns the values in the attributes table of a vector layer, for the passed fields. Fields can be passed as field names or as zero-based field indices. Returns a dict of lists, with the passed field identifiers as keys. It considers the existing selection getfeatures(layer): Returns an iterator over the features of a vector layer, considering the existing selection. uniquelabels(layer, field): Returns a list of unique values for a given attribute. Attribute can be passed as a field name or a zero-based field index. It considers the existing selection Using processing algorithms from the console 181

188 Creare script e lanciarli dalla finestra degli strumenti You can create your own algorithms by writing the corresponding Python code and adding a few extra lines to supply additional information needed to define the semantics of the algorithm. You can find a Create new script menu under the Tools group in the Script algorithms block of the toolbox. Double-click on it to open the script edition dialog. That s where you should type your code. Saving the script from there in the scripts folder (the default one when you open the save file dialog), with.py extension, will automatically create the corresponding algorithm. Il nome dell algoritmo (quello si vedrà nella finestra degli strumenti) viene creato dal nome del file, rimuovendo la sua estensione e sostituendoi trattini bassi con spazi vuoti. Ad esempio, quello seguente è il codice che calcola l Indice di Umidità Topografica (Topographic Wetness Index, TWI) direttamente da un DEM ##dem=raster ##twi=output ret_slope = processing.runalg("saga:slopeaspectcurvature", dem, 0, None, None, None, None, None) ret_area = processing.runalg("saga:catchmentarea(mass-fluxmethod)", dem, 0, False, False, False, False, None, None, None, None, None) processing.runalg("saga:topographicwetnessindex(twi), ret_slope[ SLOPE ], ret_area[ AREA ], None, 1, 0, twi) As you can see, it involves 3 algorithms, all of them coming from SAGA. The last one of them calculates the TWI, but it needs a slope layer and a flow accumulation layer. We do not have these ones, but since we have the DEM, we can calculate them calling the corresponding SAGA algorithms. The part of the code where this processing takes place is not difficult to understand if you have read the previous sections in this chapter. The first lines, however, need some additional explanation. They provide the information that is needed to turn your code into an algorithm that can be run from any of the GUI components, like the toolbox or the graphical modeler. These lines start with a double Python comment symbol (##) and have the following structure [parameter_name]=[parameter_type] [optional_values] Here is a list of all the parameter types that are supported in processign scripts, their syntax and some examples. raster. Un layer raster vector. Un layer vettoriale table. Una tabella number. Un valore numerico. Deve essere indicato un valore di default. Ad esempio, depth=number 2.4 string. Una stringa di testo. Come nel caso dei valori numerici, deve essere indicato un valore di default. Ad esempio, name=string Victor number boolean. Un valore booleano. Aggiungere True o False dopo di esso per indicare il valore di default. Ad esempio, verbose=boolean True multiple raster. Un insieme di layer raster di input. multiple vector. A set of input vector layers. field. Un campo nella tabella degli attributi di un layer vettoriale. Il nome del layer deve essere aggiunto dopo il tag field. Ad esempio, una volta dichiarato il layer vettoriale di input con mylayer=vector, si può usare myfield=field mylayer per aggiungere come parametro un campo di quel layer. folder. Una cartella file. Un nome di un file 182 Capitolo 17. QGIS L ambiente Processing

189 Il nome del parametro è il nome che verrà mostrato all utente durante l esecuzione dell algoritmo, ed è anche il nome della variabile da utilizzare nel codice dello script. Il valore immesso dall utente per quel parametro sarà assegnato a una variabile con quel nome. When showing the name of the parameter to the user, the name will be edited it to improve its appearance, replacing low hyphens with spaces. So, for instance, if you want the user to see a parameter named A numerical value, you can use the variable name A_numerical_value. Layers and tables values are strings containing the filepath of the corresponding object. To turn them into a QGIS object, you can use the processing.getobjectfromuri() function. Multiple inputs also have a string value, which contains the filepaths to all selected object, separated by semicolons (;). Gli output sono definiti in maniera simile, usando i seguenti tag: output raster output vector output table output html output file output number output string The value assigned to the output variables is always a string with a filepath. It will correspond to a temporary filepath in case the user has not entered any output filename. When you declare an output, the algorithm will try to add it to QGIS once it is finished. That is the reason why, although the runalg() method does not load the layers it produces, the final TWI layer will be loaded, since it is saved to the file entered by the user, which is the value of the corresponding output. Non usare il comando load() negli algoritmi di script, ma solo quando si lavora con la linea di comando. Se un layer viene creato come output di un algoritmo, esso dovrebbe essere dichiarato come tale. In caso contrario, l algoritmo nel modellatore non potrà essere utilizzato correttamente, dal momento che la sua sintassi (come definita dai tag spiegato sopra) non corrisponde a ciò che l algoritmo in realtà crea. Output nascosti (numeri e stringhe) non hanno un valore. È invece l utente che deve assegnare loro un valore. Per farlo, è sufficiente impostare il valore di una variabile con il nome utilizzato per dichiarare quell output. Per esempio, se è stata usata questa dichiarazione, ##average=output number la riga seguente imposterà il valore dell output a 5: average = 5 Oltre ai tag per i parametri e gli output, è anche possibile definire il gruppo in cui verrà mostrato l algoritmo, utilizzando il tag group. Se l algoritmo impiega molto tempo per elaborare, è una buona idea informare l utente. Si dispone di due comandi globali denominati progress con due metodi disponibile : settext (testo) e setpercentage (percent) per modificare il testo e la barra di avanzamento. Several examples are provided. Please, check them to see real examples of how to create algorithms using the processing framework classes. You can right-click on any script algorithm and select Edit script to edit its code or just to see it Documentare gli script Come nel caso dei modelli, è possibile creare una documentazione aggiuntiva per gli script, per spiegare che cosa fanno e come usarli. Nella finestra di modifica dello script si trova un pulsante [Edit script help]. Fare clic su di Using processing algorithms from the console 183

190 esso e si aprirà una finestra di editing dell help. Controllare il capitolo sul modellatore grafico per sapere di più su questa finestra di dialogo e come usarla. I file della guida vengono salvati nella stessa cartella dello stesso script, aggiungendo l estensione.help al nome del file. Si noti che è possibile modificare la guida dello script prima di salvarlo per la prima volta. Se in seguito si chiude la finestra di modifica dello script senza salvare lo script (cioè la si scarta), il contenuto già scritto della guida verrà perso. Se lo script è già stato salvato ed è associato ad un nome di file, il salvataggio è fatto automaticamente Pre- and post-execution script hooks Scripts can also be used to set pre- and post-execution hooks that are run before and after an algorithm is run. This can be used to automate tasks that should be performed whenever an algorithm is executed. The syntax is identical to the syntax explained above, but an additional global variable named alg is available, representing the algorithm that has just been (or is about to be) executed. In the General group of the processing config dialog you will find two entries named Pre-execution script file and Post-execution script file where the filename of the scripts to be run in each case can be entered Il gestore della cronologia di SEXTANTE The processing history Every time you execute an algorithm, information about the process is stored in the history manager. Along with the parameters used, the date and time of the execution are also saved. This way, it is easy to track the and control all the work that has been developed using the processing framework, and easily reproduce it. The history manager is a set of registry entries grouped according to their date of execution, making it easier to find information about an algorithm executed at any particular moment. Figura 17.30: History L informazione sul processo è conservata come una espressione a linea di comando, anche se l algoritmo è stato avviato dalla cassetta degli attrezzi. Questo lo rende utile anche per coloro che stanno imparando come usare l interfaccia a linea di comando, in quanto possono richiamare un algoritmo usando la cassetta degli attrezzi e 184 Capitolo 17. QGIS L ambiente Processing

191 poi controllare il gestore cronologico per vedere come lo stesso algoritmo dovrebbe essere invocato dalla linea di comando. Oltre a poter scorrere la lista del registro, è possibile rieseguire i processi semplicemente premendo due volte il loro nome con il mouse. Along with algorithm executions, the processing framework communicates with the user using the other groups of the registry, namely Errors, Warnings and Information. In case something is not working properly, having a look at the Errors might help you to see what is happening. If you get in contact with a developer to report a bug or error, the information in that group will be very useful for him to find out what is going wrong. Se eseguite algoritmi di terze parti, questo è fatto normalmente richiamando la loro interfaccia a linea di comando che comunica con l utente attraverso il video. Per quanto questa informazione (in SEXTANTE) non è visualizzata, una copia completa è salvata nel gruppo Informazioni ogni volta che lanciate quell algoritmo. Se ad esempio, avete dei problemi eseguendo un algoritmo di SAGA cercate nella voce SAGA uscita di controllo dell esecuzione per controllare tutti i messaggi generati da SAGA e cercare di trovare la spiegazione del problema. Some algorithms, even if they can produce a result with the given input data, might add comments or additional information to Warning block in case they detect potential problems from that data, in order to warn you about them. Make sure you check those messages in case you are having unexpected results Configurazione di applicazioni esterne L ambiente Processing può essere esteso usando applicazioni aggiuntive. Al momento sono supportati: SAGA, GRASS, OTB (OrfeoToolBox) e R oltre a qualche altra applicazione a linea di comando che fornisce funzionalità di analisi spaziale. Algoritmi che si appoggiano ad applicazioni esterne sono gestiti dal loro stesso gestore. Questo capitolo vi mostrerà come configurare Processing per includere queste applicazioni addizionali e vi spiegherà alcune caratteristiche particolari degli algoritmi basati su di esse. Una volta configurato in maniera corretta il sistema, sarete in grado di eseguire algoritmi esterni da qualsiasi componente, come Strumenti o il modellatore grafico, esattamente come si fa con qualsiasi altro geoalgoritmo. Per default, tutti gli algoritmi che si affidano ad una applicazione esterna non fornita con QGIS, non sono abilitati. E possibile abilitarli nella finestra di configurazione. Siate sicuri che la corrispondente applicazione sia già installata nel vostro sistema. Abilitando un fornitore di algoritmi senza aver installato l applicazione per esso necessaria, farà si che l algoritmo appaia tra gli strumenti, ma un errore verrà generato quando si cercherà di eseguirlo. Questo dipende dal fatto che le descrizioni degli algoritmi (necessarie a creare i parametri di configurazione ed a fornire le necessarie informazioni sugli stessi) non sono incluse nelle applicazioni ma in QGIS. Cioè sono parte di QGIS, così le avete nella vostra installazione anche se non avete installato nessun altro software. Tuttavia per il funzionamento è necessario aver installato sul vostro sistema i binari dell applicazione Nota per gli utenti Windows Se tu non sei un utente avanzato e stai eseguendo QGIS su windows, potresti non essere interessato nella lettura del resto del capitolo. Siate sicuri che avete installato QGIS nel vostro sistema usando l applicazione OSGeo4W. Essa installerà automaticamente nel sistema SAGA, GRASS e OTB, e li configurerà in modo che possano essere lanciati da QGIS. Tutti gli algoritmi nella vista semplificata del toolbox saranno pronti per essere eseguiti, senza la necessità di ulteriori configurazioni. Se volete sapere di più su come questi gestori di algoritmi funzionano, o volete usare alcuni algoritmi non inclusi nella visualizzazione semplificata (come ad esempio gli script R), continuate a leggere Nota sui formati dei file Quando si usa un software esterno, l apertura di un file in QGIS non garantisce che il file venga aperto e trattato esattamente come nell altro software. Nella maggior parte dei casi il file sarà letto in QGIS, ma in alcuni casi potrebbe non esserlo. Quando si usano database o formati di file particolari, sia raster che vettoriali, potrebbe Configurazione di applicazioni esterne 185

192 capitare qualche problema. Se ciò accade, assicuratevi di usare file in formati noti e riconosciuti da entrambi i programmi e controllate nella console (nello storico dei comandi o nel registro di controllo) per approfondire ciò che è andato storto. L uso di layer raster GRASS è, per esempio, un caso in cui potreste avere problemi e non essere in grado di completare il vostro lavoro se lanciate un algoritmo esterno usando in input questo layer. Per questa ragione questi layer non appariranno disponibili agli algoritmi D altra parte non dovreste aver alcun problema con le mappe vettoriali in quanto QGIS provvede automaticamente alla conversione in un formato adatto al programma esterno prima di passare la mappa. Questo aumenta il tempo di elaborazione che potrebbe diventare significativo con mappe di grande dimensione, quindi non stupitevi se richiede più tempo elaborare una mappa fornita da una connessione DB rispetto ad una di pari dimensione in formato SHP. Fornitori di algoritmi che non usano applicazioni esterne possono elaborare qualsiasi layer aperto in QGIS, poichè essi lo aprono in analisi tramite QGIS. Per quanto concerne i formati di output, tutti i formati supportati possono essere usati, sia essi layer raster o vettore. Alcuni fornitori di algoritmi non supportano alcuni formati, ma tutti possono esportare file in comuni formati raster che possono essere trasformati automaticamente da QGIS. Come nel caso di layer di input, se è necessaria questa conversione, ciò incrementerà il tempo di elaborazione. Se l estensione del nome file specificato quando si chiama un algoritmo non si adatta con l estensione di nessuno dei formati supportati da QGIS, allora un suffisso verrà aggiunto per impostare un formato di default. Nel caso di layer raster sarà usata l estensione tif, mentre per layer vettore è usato shp Nota sulla selezione di layer vettore Le applicazioni esterne sono anche sensibili alla selezione che si esegue sui layer vettore in QGIS. Comunque ciò richiede la riscrittura di tutti i layer vettoriali di input, come se essi fossero originariamente in un formato non supportato da un applicazione esterna. Solo quando non esiste selezione, o non è abilitata l opzione Use only selected features nella configurazione generale di processing, è possibile che un layer possa essere direttamente passato a una applicazione esterna. In altri casi, è necessaria l esportazione delle sole caratteristiche selezionate, che comporta un allungamento dei tempi di esecuzione SAGA Gli algoritmi di SAGA possono essere lanciati da QGIS se avete SAGA installato nel vostro sistema e se configurate l ambiente di processing in modo che possa ritrovare l eseguibile SAGA. In particolare, è necessario l eseguibile SAGA da riga di comando, per lanciare gli algoritmi SAGA. Nel caso di esecuzione su Windows, il programma di installazione standalone o l installatore OSGEO4W, installa SAGA insieme a QGIS, e il percorso è automaticamente configurato, dunque non è necessario fare nient altro. Se avete installato SAGA da voi (ricorda che è necessaria la versione 2.1), deve essereconfigurato il percorso all eseguibile SAGA. per far ciò, aprite la finestra di configurazione. Nel blocco SAGA troverete un impostazione denominata SAGA Folder. Inserite il percorso alla cartella dove SAGA è installato. Chiudete la finestra di configurazione e adesso sarete pronti per lanciare gli algoritmi SAGA da QGIS. I file binari di SAGA non sono inclusi in Processing nel caso in cui state eseguendo linux, per cui dovete scaricare e installare il software da voi. Per favore controllate il sito di SAGA per maggiori informazioni. E necessario SAGA 2.1. In questo caso non è necessario configurarlo, e non vedrete tali cartelle. Piuttosto dovete verificare che SAGA sia correttamente installato e le sue cartelle siano aggiunte alla variabile di ambiente PATH. Aprite una console e digitate saga_cmd per verificare che il sistema può trovare dove i binari di SAGA sono localizzati. 186 Capitolo 17. QGIS L ambiente Processing

193 Le limitazioni del sistema di griglia di SAGA Numerosi algoritmi di SAGA che operano su diversi layers raster, richiedono che gli stessi abbiano la stessa griglia, cioè che abbiano la stessa estensione geografica e la stessa dimensione di cella, in modo che la loro griglia coincida. Quando usate algoritmi SAGA da QGIS non dovete preoccuparvi della loro estensione e della loro cella; quando date in pasto a SAGA parecchi layers raster qg li ricampiona ad una griglia comune e quindi li passa a SAGA (a meno che gli algoritmi di SAGA siano in grado di operare direttamente su layer con griglie diverse). La definizione della griglia comune è controllata dall utente, troverete parecchi parametri nello gruppo SAGA della finestra di configurazione; ci sono due modi definire la griglia voluta: Configurazione manuale: potete definire i valori dei seguenti parametri: Resampling min X Resampling max X Resampling min Y Resampling max Y Resampling cellsize Attenzione: QGIS ricampionerà il layer in ingresso a questa griglia anche se non coincidente. Configurazione automatica in funzione del layer in ingresso: per selezionare questa opzione basta spuntare la casella Usa la minima griglia che copre i layers per il ricampionamento; tutte gli altri parametri di configurazione verranno trascurati e verrà usata l estensione minima che ingloba tutti il ayers (inviluppo); la dimensione di cella sarà quella massima dei layers in ingresso. Per gli algoritmi che non operano su molteplici layers o che non necessitano di un unica griglia, non verrà operato alcun campionamento Limitazioni per i raster multi-banda Al contrario di QGIS, SAGA non ha il supporto per layer multi-banda. Se volete usare layer multi-banda (coem un layer RGB o multispettrale), dovete per prima cosa dividerlo in immagini a singola banda. Per far ciò, potete usare l algoritmo SAGA/Grid - Tools/Split RGB image (che crea 3 immagini da un immagine RGB) o l algoritmo SAGA/Grid - Tools/Extract band (per estrarre una singola banda) Limitazioni nella dimensionedi cella SAGA presuppone che i layer raster hanno la stessa risoluzione lungo gli assi X e Y. Se state lavorando con un layer con differenti valori di risoluzioni orizzontale e verticale, potrete ottenere risultati inattesi. in questo caso, un messaggio di avviso sarà aggiunto al file log, indicando che un layer di input può non essere adatto per essere processato da SAGA Registrazioni di controllo Quando qg chiama SAGA, lo fa attraverso l interfaccia a linea di comando, passando una lista di istruzioni per completare tutte le operazioni richieste. SAGA mostra la progressione dell attività visualizzando informazioni sulla console compresa la stima percentuale dell attività già eseguita, insieme ad informazioni aggiuntive; queste informazioni sono filtrate da qg e usate per aggiornare la barra di stato durante l esecuzione dei comandi. Sia i comandi inviati da QGIS che le informazioni aggiuntive stampate da SAGA possono essere registrati in altri messaggi di registro di processing, e si potrebbe ritenerli utilil per monitorare in dettaglio cosa succede quando QGIS esegue un algoritmo SAGA. Molti altri fornitori di algoritmi che usano applicazioni esterne e le chiamano tramite la linea di comando hanno simili opzioni, così che troverete esse anche in altri posizioni nella lista di impostazioni di processing Configurazione di applicazioni esterne 187

194 R. Creating R scripts R è integrato in QGIS in modo diverso da SAGA perchè non c è un insieme predefinito di algoritmi che potete lanciare (salvo alcuni casi); al contrario dovete scrivere i vostri scripts e chiamare i comandi di R esattamente come fareste in R e in modo molto simile a quanto abbiamo detto nel capitolo dedicato agli scripts di QGIS. Questo capitolo vi mostra la sintassi da usare per chiamare i comandi di R dall interno di qg e come usare gli oggetti di qg (layers, tabelle) in questo. La prima cosa da fare,come abbiamo già detto per SAGA, è dire a QGIS dove sono installati gli eseguibili di R. Potete farlo usando la casella R folder nella finestra di configurazione di QGIS. Una volta configurato questo parametro potete cominciare a creare i vostri scripts per R ed a eseguirli. Ancora una volta, la cosa è diversa in Linux e dovete solo assicurarvi che la cartella di R sia inclusa nella variabile di ambiente PATH; se eseguendo il comando R in una console, R si avvia, allora siete pronti per partire. Per aggiungere un nuovo algoritmo che chiama una funzione di R (o un più complesso script che avete sviluppato e vorreste averlo disponibile in QGIS) dovete creare uno script che dica a QGIS come eseguire quell operazione ed attivare i corrispondenti comandi di R. I file script hanno estensione :file:.rsx e crearli è abbastanza facile se avete una conoscenza di base della sintassi di R e delle regole di scrittura di R. Essi dovrebbero essere memorizzati nella cartella R-scripts. Potete selezionare questa cartella nel gruppo di impostazione :guilabel: R (disponibile dalla finestra di impostazione di processing), così come si fa per la cartella dei normali script di processing. Diamo uno sguardo ad uno script molto semplice che chiama la funzione di R spsample per creare una griglia casuale all interno dei confini dei poligoni in un dato layer di tipo poligono. Questa funzione appartiene al pacchetto maptools. Poichè la gran parte degli algoritmi che vorrete incorporare in QGIS useranno o genereranno dati spaziali, la conoscenza dei pacchetti spaziali tipo maptools e specialmente sp è obbligatoria. ##polyg=vector ##numpoints=number 10 ##output=output vector ##sp=group pts=spsample(polyg,numpoints,type="random") output=spatialpointsdataframe(pts, as.data.frame(pts)) Le prime righe, che iniziano con un doppio simbolo di commento Python (##), indicano a QGIS gli input dell algoritmo descritto nel file e gli output che esso produrrà. Esse funaionano esattamente con la stessa sintassi degli script di QGIS che si son già visti, cosicchè non saranno descritti qui ancora una volta. Selezioante la sezione processing_scripts per maggiori informazioni. Quando dichiarate un parametro di ingresso, QGIS usa quell informazione per due scopi: creare l interfaccia per la richiesta all utente del valore di quel parametro e creare una corrispondente variabile di R che può essere passata successivamente ai comandi di R. Nel precedente esempio abbiamo dichiarato un valore di ingresso di tipo vettore chiamato polyg. Nell esecuzione dell algoritmo QGIS aprirà in R il layer selezionato dall utente e lo memorizzerà in una variabile di nome polyg, quindi il nome del parametro è anche il nome della variabile che si usa in R per accedere al valore del parametro (di conseguenza evitate di usare parole riservate di R come nomi di parametro). Elementi spaziali come i layer vettore e i layer raster sono letti usando i comandi readogr() and brick() (non dovete essere preoccupati di aggiungere questi comandi al vostro file di descrizione, lo farà QGIS) e memorizzati come oggetti Spatial*DataFrame. I campi tabella sono memorizzati come stringhe contenenti il nome del campo selezionato. Le tabelle sono aperte usando il comando read.csv().se la tabella non è in formato CSV sarà preventivamente convertita in tale formato prima di essere importata in R. Inoltre i file raster possono essere letti usando il comando readgdal() invece di brick(), usando ##usereadgdal. Se siete degli utenti avanzati e non volete che sia QGIS a creare l oggetto che rappresenta il layer, potete usare l etichetta ##passfilename per indicare che invece, preferite una stringa con il nome del file. In questo caso è di vostra competenza l apertura del file prima di eseguire le operazioni sui dati in esso contenuti. 188 Capitolo 17. QGIS L ambiente Processing

195 Dalla precedente informazione, è possibile capire la prima riga del nostro primo file script di esempio (prima riga che non inizia con un commento Python). pts=spsample(polyg,numpoints,type="random") La variabile polygon contiene un oggetto SpatialPolygonsDataFrame che può essere usato per chiamare la funzione spsample o similmente la funzione numpoints che indica il numero di punti da aggiungere alla griglia creata. Avendo dichiarato un risultato di tipo vettore chiamato out, dobbiamo creare una variabile di nome out e memorizzarvi un oggetto Spatial*DataFrame (in questo caso un SpatialPointsDataFrame). Potete usare qualsiasi nome per le variabili intermedie, assicuratevi però che la variabile contenente il risultato finale abbia lo stesso nome con cui l avete dichiarata e che contenga un valore appropriato. In questo caso il risultato ottenuto dal metodo spsample deve essere convertito esplicitamente in un oggetto SpatialPointsDataFrame, poichè è esso stesso un oggetto di classe ppp, che non è una classe adatta ad essere restituita a QGIS. Se il vostro algoritmo genera dei layer raster, la modalità con cui sono memorizzati dipenderà se avete usato o meno l opzione #dontuserasterpackage. Se l avete usata, i layer sono memorizzati usando il metodo writegdal(). In caso contrario verrà usato il metodo writeraster() dal pacchetto raster. Se avete usato l opzione #passfilename, gli output sono generati usando il pacchetto raster (con writeraster()), anche se non esso non è usato per gli input. Se il vostro algoritmo non genera alcun layer, ma piuttosto un risultato testuale nella console. dovete indicare che volete la visualizzazione della console al termine dell esecuzione. Per fare questo, lanciare la riga di comando che produce il risultato che vogliamo stampare con il simbolo > ( maggiore ). L output di tutte le altre righe non verrà visualizzato. Per esempio, qui è rioportata la descrizione di un file di un algoritmo che svolge un test di normalità di un dato campo (colonna) degli attributi di un layer vettore: ##layer=vector ##field=field layer ##nortest=group library(nortest) >lillie.test(layer[[field]]) L output dell ultima riga viene stampata, ma non l uscita della prima (e neanche gli output delle altre righe aggiunte in automatico da QGIS). Se il vostro algoritmo produce qualche tipo di risultato grafico (usando la funzione plot()) dovete aggiungere la linea seguente: ##showplots Questo provocherà la redirezione di tutti i risultati grafici di R verso un file temporaneo che potrà essere aperto ad avvenuta esecuzione di R. Sia i risultati grafici che quelli da console saranno mostrati nel gestore risultati di processing. Per maggiori informazioni controllate gli script forniti con SEXTANTE; la maggior parte di essi sono molto semplici e vi aiuteranno moltissimo a capire come costruire i vostri. Nota: Le librerie rgdal e maptools sono caricate di default così che non dovete aggiungere i corrispondenti comandi library() (dovete essere sicuri, comunque, che questi due pacchetti sono installati nella vostra distribuzione R). Tuttavia, altre librerie aggiuntive che potrebbero essere necessarie devono essere esplicitamente caricate. Basta aggiungere i comandi necessari all inizio del vostro script. È inoltre necessario assicurarsi che i relativi pacchetti sono installati nella distribuzione R utilizzata da QGIS. L ambiente processing non si prenderà cura dell installazione dei pacchetti. Se lanciate uno script che richiede un pacchetto non installato, l esecuzione fallirà e QGIS proverà a rivelare quali pacchetti mancano. Dovete installare le librerie mancanti manualmente prima di lanciare l algoritmo Configurazione di applicazioni esterne 189

196 GRASS La configurazione di GRASS non è molto differente da quella di SAGA. Per prima cosa occorre definire, ma solo nel caso di Windows, il percorso della cartella di GRASS; Inoltre occorre definire la shell di interfaccia normalmente msys.exe che si trova in molte distribuzioni di GRASS per Windows) ed il suo percorso. Per default, l ambiente processing prova a configurare il suo connettore GRASS in modo da poter usare la distribuzione di GRASS fornita insieme a QGIS. Ciò dovrebbe funzionare nella maggior parte dei sistemi, ma se riscontrate problemi, potreste doverlo fare manualmente. Inoltre, se volete usare una differente installazione di GRASS, dovete cambiare quell impostazione e scegliere la cartella dove essa è installata. GRASS 6.4 è necessario per il funzionamento corretto degli algoritmi. Se state usando Linux dovete solo assicurarvi che GRASS è correttamente installato e che può essere attivato senza problemi da una console. Gli algoritmi di GRASS usano una regione per le loro elaborazioni.questa regione può essere definita manualmente, usando valori simili a quelli usati per la configurazione di SAGA, o automaticamente, prendendo ogni volta la minima estensione geografica che contiene i layers usati per il calcolo. Se preferite questo funzionamento spuntate la casella Usa la minima regione disponibile nei parametri di configurazione di GRASS. L ultimo parametro che deve essere configurato è in relazione con il mapset. Un mapset è necessario per lanciare GRASS, e l ambiente processing ne crea uno temporaneo in ciascuna esecuzione. Dovete specificare se i dati con cui lavorate usano coordinate geografiche (lat/lon) o proiettate. GDAL Per eseguire GDAL non è necessaria alcuna configurazione perchè è già incorporato in QGIS e gli algoritmi possono prelevare da lì la loro configurazione. Orfeo ToolBox Gli algoritmi di Orfeo Toolbox (OTB) possono essere lanciati da QGIS se avete OTB installato nel vostro sistema e se configurate QGIS propriamente, in modo che possa ritrovare tutti i file necessari (strumenti da linea di comando e librerie). Come nel caso di SAGA i file binari di OTB sono inclusi nell installazione autonoma per Windows, ma non sono inclusi se si esegue Linux, quindi è necessario scaricare e installare il software da soli. Si prega di controllare il sito web OTB per maggiori informazioni. Una volta che OTB è installato, lanciare QGIS, aprire la finestra di configurazione e configurare il gestore di algoritmi OTB. Nel blocco :guilabel: Orfeo Toolbox(Image Analysis) troverete tutte le impostazioni relative a OTB. Per primo assicuratevi che gli algoritmi sono abilitati. Quindi configurare il percorso della cartella in cui sono installati gli strumenti a linea di comando e le librerie di OTB: normalmente OTB applications folder punta a /usr/lib/otb/applications e OTB command line tools folder è /usr/bin se si usa l installatore OSGeo4W, allora installare il pacchetto otb-bin e inserire C:OSGeo4Wappsorfeotoolboxapplications come OTB applications folder e C:\OSGeo4W\bin come OTB command line tools folder. Questi sono i valori impostati come impostazione predefinita, ma se avete una diversa installazione di OTB, configurateli ai valori correspondenti nel vostro sistema. TauDEM Per installare questo gestore dovete installare gli strumenti di TauDEM a linea di comando. 190 Capitolo 17. QGIS L ambiente Processing

197 Windows Si consiglia di visitare la homepage di TauDEM <http://hydrology.usu.edu/taudem/taudem5.0/downloads.html> _per le istruzioni di installazione e per i binari precompilati per sistemi a 32 e 64 bit. IMPORTANTE: è necessario l eseguibile di TauDEM 5.0.6, la versione 5.2 non è al momento supportata Linux Per molte distribuzioni Linux non sono disponibili pacchetti precompilati così dovete compilare TauDEM da soli. Poichè TauDEM usa MPICH2, per prima cosa dovete installarlo mediante il vostro gestore dei pacchetti preferito. TauDEM lavora bene anche con OpenMPI, quindi potete usare questo in sostituzione di MPICH2. Scaricate i sorgenti di TauDEM dal sito <http://hydrology.usu.edu/taudem/taudem5.0/taudem5pcsrc_506.zip> e scompattate i files in qualche cartella. Aprite il file linearpart.h ed aggiungete dopo la linea #include "mpi.h" aggiungete una nuova linea con #include <stdint.h> così avrete #include "mpi.h" #include <stdlib.h> Salvate le modifiche e chiudete il file. Ora aprite il file tiffio.h, cercate la linea #include "stdint.h" e sostituite gli apostrofi ("") con <>, così avrete #include <stdint.h> Salvate le modifiche e chiudete il file.create la cartella di compilazione e spostatevi in essa mkdir build cd build Preparate la vostra compilazione con il comando CXX=mpicxx cmake -DCMAKE_INSTALL_PREFIX=/usr/local.. e quindi compilate make Infine per installare TauDEM in /usr/local/bin eseguite sudo make install 17.8 The SEXTANTE Commander SEXTANTE includes a practical tool that allows you to run algorithms without having to use the toolbox, but just typing the name of the algorithm you want to run. This tools is known as the SEXTANTE commander, and it is just a simple text box with autocompletion where you type the command you want to run. The commander is started from the Analysis menu or, more practically, pressing Shift + Ctrl + M (you can change that default keyboard shortcut in the QGIS configuration if you prefer a different one). Apart from executing SEXTANTE algorithms, the commander gives you access to most of the functionality in QGIS, which means that it gives you a practical and efficient way of running QGIS tasks, and allows you to control QGIS reducing the usage of buttons and menus The SEXTANTE Commander 191

198 Figura 17.31: The SEXTANTE Commander Moreover, the commander is configurable and you can add your custom commands and have them just a few keystrokes away, making it a powerful tool to become more productive in your daily work with QGIS Available commands The commands available in the commander fall in the following categories: SEXTANTE algorithms. They are shown as SEXTANTE algorithm: <name of the algorithm>. Menu items. They are shown as Menu item: <menu entry text>. All menus items available from the QGIS interface are available, even if they are included in a submenu. Python functions. You can create short Python functions that will be then included in the list of available commands. They are shown as Function: <function name> To run any of the above, just start typing and then select the corresponding element from the list of available ones that appears after filtering the whole list of commands with the text you have entered. In the case of calling a Python function, you can select the entry in the list, which is prefixed by Function: (for instance, Function: removeall), or just directly type the function name ( removeall in the previous example). There is no need to add brackets after the function name Creating custom functions Custom functions are added by entering the corresponding Python code in the commands.py file that is found in the.qgis/sextante/commander directory in your user folder. It is just a simple Python file where you can add the functions that you need. The file is created the first time you open the commander, with a few example functions. If you haven t launched the commander yet, you can create the file yourself. To edit the commands file, use your favorite text editor. You can also use a built-in editor by calling the edit command from the commander. It will open the editor with the commands file, and you can edit it directly and then save your changes. For instance, you can add the following function, which removes all layers: from qgis.gui import * def removeall(): mapreg = QgsMapLayerRegistry.instance() mapreg.removeallmaplayers() Once you have added the function, it will be available in the commander, and you can invoke it by typing removeall. There is no need to do anything apart from writing the function itself. 192 Capitolo 17. QGIS L ambiente Processing

199 Functions can receive parameters. Add *args to your function definition, to receive argument. When calling the function from the commander, parameters have to be passed separated by spaces. Here is an example of a function that loads a layer and takes a parameter with the filename of the layer to load. import sextante def load(*args): sextante.load(args[0]) If you want to load a layer in /home/myuser/points.shp, type load /home/myuser/points.shp in the commander text box The SEXTANTE Commander 193

200 194 Capitolo 17. QGIS L ambiente Processing

201 CAPITOLO 18 Compositore di stampe The print composer provides growing layout and printing capabilities. It allows you to add elements such as the QGIS map canvas, text labels, images, legends, scalebars, basic shapes, arrows, attribute tables and HTML frames. You can size, group, align and position each element and adjust the properties to create your layout. The layout can be printed or exported to image formats, Postscript, PDF or to SVG (export to SVG is not working properly with some recent Qt4 versions, you should try and check individual on your system). You can save the layout as template and load it again in another session. Finally, generating several maps based on a template can be done throught the Atlas generator See a list of tools in table_composer_1: Icona Azione Icona Azione Save Project Duplicate Composer Caraica da modello Esporta come immagine Esporta come SVG Vista ad estensione massima Rimpicciolisci Annulla l ultimo cambiamento Add new map from QGIS map canvas Aggiungi etichetta Aggiungi nuova barra di scala Aggiungi freccia Aggiungi riquadro HTML Scegli/Sposta oggetto Raggruppa oggetti Muovi in alto Porta in cima Allinea a sinistra Allinea su asse verticale Allinea in alto Strumenti del Compositore di Stampe New Composer Composer Manager Salva come modello Esporta come PDF Stampa Ingrandisci Aggiorna la vista Rispristina l ultimo cambiamento Aggiungi immagine Aggiungi nuova legenda vettoriale Aggiungi forma base Aggiungi tabella attributi Sposta contenuto elemento Rimuovi raggruppamento Muovi in basso Porta in fondo Allinea a destra Allinea su asse orizzontale Allinea in basso 195

202 All Print Composer tools are available in menus and as icons in a toolbar. The toolbar can be switched off and on using the right mouse button over the toolbar Primi passi Aprire un nuovo modello di stampa Before you start to work with the print composer, you need to load some raster and vector layers in the QGIS map canvas and adapt their properties to suit your own convenience. After everything is rendered and symbolized to New Print your liking, click the Composer icon in the toolbar or choose File New Print Composer. You will be prompt to choose a title for the new composer Usare il compositore di stampe Opening the print composer provides you with a blank canvas to which you can add the current QGIS map canvas, text labels, images, legends, scalebars, basic shapes, arrows, attribute tables and HTML frames. Figure_composer_1 shows the initial view of the print composer with an activated any elements are added. Snap to grid mode but before Figura 18.1: Compositore di stampe Nel compositore di stampe sono presenti quattro schede: The Composition tab allows you to set paper size, orientation, the print quality for the output file in dpi and to activate snapping to a grid of a defined resolution. You can also choose the Number of pages your composition will have. Please note, the Snap to grid feature only works, if you define a grid resolution > 0. Furthermore you can also activate the Print as raster checkbox. This means all elements will be rastered before printing or saving as Postscript or PDF. Select/Move item The Item Properties tab displays the properties for the selected item element. Click the icon to select an element (e.g. legend, scalebar or label) on the canvas. Then click the Item Properties tab and customize the settings for the selected element. The Command history tab (hidden by default) displays a history of all changes applied to the print composer layout. With a mouse click it is possible to undo and redo layout steps back and forth to a certain status. 196 Capitolo 18. Compositore di stampe

203 The Atlas generation tab allows to enable the generation of an atlas for the current composer and gives access to its parameters. You can add multiple elements to the composer. It is also possible to have more than one map view or legend or scalebar in the print composer canvas, on one or several pages. Each element has its own properties and in the case of the map, its own extent. If you want to remove any elements from the composer canvas you can do that with the Delete or the Backspace key. Strumenti per l esplorazione del layout di stampa To navigate in the canvas layout, the print composer provides 4 general tools: Ingrandisci Rimpicciolosci Vista ad estensione massima Aggiorna la vista, che serve nel caso in cui la vista nel layout non rispecchi quanto presente nella vista mappa di QGIS Composition tab General composition setup In the Composition tab, you can define the global settings of your composition. You can choose one of the Presets for your papersheet, or enter your custom width and height. Composition can now be parted on several pages. For instance, a first page can show a map canvas and a second page will show the attribute table associated to a layer while a third ons shows a HTML frame linking to your organization website. Set the Number of pages to the desired value. Choose the page Orientation and its Exported resolution When checked, the Postscript or PDF. print as raster means all elements will be rasterized before printing or saving as Snap to grid and Snap to alignements tools make accomplishing some tasks much easier. There s three types of grid: Dots, Solid lines and Crosses. You can adjust spacings, offsets and color to your need. Selection tolerance defines the maximum distance below which an item is snapped to the grid. Snap to alignements shows helping lines when the borders or axis of two items are aligned Composer items general options Composer items have a set of common properties you will find on the bottom of the Item Properties tab: Position and size, Frame, Background, Item ID and Rendering (See figure_composer_2) The Position and size dialog lets you define size and position of the frame that contains the item. You can also choose which Reference point will be set at the X and Y coordinates previously defined. The Frame shows or hides the frame around the label. Click on the [Color] and [Thickness] buttons to adjust those properties. the Background enables or disables a background color. Click on the [Color...] button to display a dialog where you pick a color ou choose frome a custom setting. Transparency can also be adjusted throught the alpha field. Use the Item ID to create a relationship to other print composer items. Rendering mode can be selected in the option field. See Rendering_Mode Primi passi 197

204 Figura 18.2: Common Item properties Dialogs 18.2 Rendering mode QGIS now allows advanced rendering for composer items just like vector and raster layers. Figura 18.3: Rendering mode Transparency : you can make the underlying item in the composer visible with this tool. Use the slider to adapt the visibility of your item to your needs. You can also make a precise definition of the percentage of visibility in the the menu beside the slider. Blending mode: you can achieve special rendering effects with these tools that you previously only know from graphics programs. The pixels of your overlaying and underlaying items are mixed through the settings described below. Normal: This is the standard blend mode which uses the alpha channel of the top pixel to blend with the Pixel beneath it; the colors aren t mixed Lighten: It selects the maximum of each component from the foreground and background pixels. Be aware that the results tend to be jagged and harsh. Screen: Light pixels from the source are painted over the destination, while dark pixels are not. This mode is most useful for mixing the texture of one layer with another layer. E.g. you can use a hillshade to texture another layer Dodge: Dodge will brighten and saturate underlying pixels based on the lightness of the top pixel. So brighter top pixels cause the saturation and brightness of the underlying pixels to increase. This works best if the top pixels aren t too bright, otherwise the effect is too extreme. Addition: This blend mode simply adds pixel values of one layer with the other. In case of values above 1 (in the case of RGB), white is displayed. This mode is suitable for highlighting features. 198 Capitolo 18. Compositore di stampe

205 Darken: Creates a resultant pixel that retains the smallest components of the foreground and background pixels. Like lighten, the results tend to be jagged and harsh Multiply: It multiplies the numbers for each pixel of the top layer with the corresponding pixel for the bottom layer. The results are darker pictures. Burn: Darker colors in the top layer causes the underlying layers to darken. Can be used to tweak and colorise underlying layers. Overlay: Combines multiply and screen blending modes. In the resulting picture light parts of the picture become lighter and dark parts become darker. Soft light: Very similar to overlay, but instead of using multiply/screen it uses color burn/dodge. This one is supposed to emulate shining a soft light onto an image. Hard light: Hard light is very similar to the overlay mode. It s supposed to emulate projecting a very intense light onto an image. Difference: Difference subtracts the top pixel from the bottom pixel or the other way round, to always get a positive value. Blending with black produces no change, as values for all colors are 0. Subtract: This blend mode simply subtracts pixel values of one layer with the other. In case of negative values, black is displayed Composer Items Adding a current QGIS map canvas to the Print Composer Add new Click on the map toolbar button in the print composer toolbar to add the QGIS map canvas. Now drag a rectangle on the composer canvas with the left mouse button to add the map. To display the current map, you can choose between three different modes in the map Item Properties tab: Rettangolo visualizza un rettangolo vuoto con la scritta La mappa verrà stampata Rettangolo qui. Cache disegna la mappa alla risoluzione corrente dello schermo. Se si ingrandisce/rimpiccolisce la finestra del compositore, la mappa non viene ridisegnata, ma l immagine viene scalata. Visualizza a differenza del metodo cache, in questo caso se si ridimensiona la finestra del compositore, la mappa viene ridisegnata. Cache è la modalità predefinita per ogni nuovo compositore di mappe. È possibile ridimensionare la mappa in un momento successivo cliccando sul pulsante Seleziona/Sposta oggetto, selezionando un elemento e trascinando una delle maniglie blu agli angoli della mappa. Una volta selezionata una mappa, è possibile regolarne ulteriori proprietà nella scheda Opzioni. Per spostare l area visualizzata nella vista mappa, cliccare sul pulsante Sposta contenuto oggetto e spostare la vista bloccare/sbloccare nella cornice della vista mappa trascinando con il tasto sinistro del mouse premuto. È possibile la posizione di un elemento nel layout di stampa selezionando e facendo click sullo stesso con il tasto destro del mouse, oppure attivando la casella di controllo Oggetto. Blocca i layer per la mappa nella seziona Mappa della scheda Main properties The Main properties dialog of the map Item Properies tab provides following functionalities (see figure_composer_4): The Preview area allows to define the preview modes Rectangle, Cache and Render, as described above. If you change the view on the QGIS map canvas by zooming or panning or changing vector or raster Composer Items 199

206 Figura 18.4: Map Item properties Tab properties, you can update the print composer view selecting the map element in the print composer and clicking the [Update preview] button. The field Scale sets a manual scale. The field Rotation allows to rotate the map element content clockwise in degrees. Note, a coordinate frame can only be added with the default value 0. The Draw map canvas items lets you show annotations that may be placed on the map canvas in the main QGIS window. You can choose to lock the layers shown on a map item. Check the Lock layers for map item. Any layer that would be displayed or hidden in the main QGIS window after checked on won t appear or be hidden in the map item of the composer. But style and labels of a locked layer is still refreshed accordingly to the main QGIS interface. Extents The Extents dialog of the map item tab provides following functionalities (see Figure figure_composer_5): Figura 18.5: Map Extents Dialog 200 Capitolo 18. Compositore di stampe

207 La sezione [Estensione mappa] permette di impostare l estensione della mappa tramite valori minimo/massimo in X e Y o cliccando sul pulsante [Imposta all estensione della mappa]. If you change the view on the QGIS map canvas by zooming or panning or changing vector or raster properties, you can update the print composer view selecting the map element in the print composer and clicking the [Update preview] button in the map Item Properties tab (see Figure figure_composer_2). Grid The Grid dialog of the map Item Properties tab provides following functionalities (see Figure_composer_6): Figura 18.6: Map Grid Dialog The Show grid checkbox allows to overlay a grid to the map element. As grid type you can specify to use solid line or cross. Symbology of the grid can be chosen. See Section Rendering_Mode. Furthermore you can define an interval in X and Y direction, an X and Y offset, and the width used for cross or line grid type. You can choose to paint the frame with a Zebra style. If not selected, general frame option is used (See Section Frame_dialog) Advanced rendering mode is also available for grids. See Section Rendering_mode) The Draw coordinates checkbox allows to add coordinates to the map frame. The annotation can be drawn inside or outside the map frame. The annotation direction can be defined as horizontal, vertical, horizontal and vertical, or boundary direction, for each border individually. Units can be in meters or in degrees. Finally you can define the grid color, the annotation font, the annotation distance from the map frame and the precision of the drawn coordinates. Overview The Overview dialog of the map Item Properties tab provides following functionalities (see Figure_composer_7): If the composer has more than one map, you can choose to use a map to show the extents of a second map. The Overview dialog of the map Item Properties tab allows to customize the appearance of that feature. The Overview frame combolist references the map item whose extents will be drawn on the present map item. The Overview Style allows to change the frame color. See Section vector_style_manager Composer Items 201

208 Figura 18.7: Map Overview Dialog The Overview Blend mode allows different transparency blend modes, to enhance visibility of the frame. See Rendering_Mode If checked, the Invert overview creates a mask around the extents : the referenced map extents are shown clearly whereas everything else is blended with the frame color Adding a Label item to the Print Composer Add To add a label, click the label icon, place the element with the left mouse button on the print composer canvas and position and customize its appearance in the label Item Properties tab. The Item Properties tab of a Label item provides following functionalities: Figura 18.8: Label Item properties Tab Main properties The Main properties dialog of the Label Item Properties tab provides following functionalities (see Figure_composer_9): The Main properties dialog is where is inserted the text (html or not) or the expression needed to fill the label added to the composer canvas. Labels can be interpreted as html code: check the Render as HTML. You can now insert a url, an clickable image that link to a web page or something more complex. You can also insert an expression. Click on the [Insert an expression] to open a new dialog. Build an expression by clicking the functions available in the left side of the panel. On the right side of the Insert an expression dialog is displayed the help file associated with the function selected. Two special categories can be useful, particularly associted with the Atlas functionnality : geometry functions and records functions. On the bottom side, a preview of the expression is shown. 202 Capitolo 18. Compositore di stampe

209 Figura 18.9: Label Main properties Dialog Define font and font color by clicking on the [Font] and [Font color...] buttons Alignment and Display The Alignment and Display dialogs of the Label Item Properties tab provide following functionalities (see Figure_composer_10): Figura 18.10: Label Alignment and Display Dialogs You can define the horizontal and vertical alignment in the Alignment zone In the Display tag, you can define a margin in mm and/or a rotation angle in degrees for the text Adding an Image item to the Print Composer Add To add an image, click the image icon, place the element with the left mouse button on the print composer canvas and position and customize its appearance in the image Item Properties tab. The image Item Properties tab provides following functionalities (see figure_composer_11): Main properties, Search directories and Rotation The Main properties and Search directories dialogs of the Image Item Properties tab provide following functionalities (see Figure_composer_12): Composer Items 203

210 Figura 18.11: Image Item properties Tab Figura 18.12: Image Main properties, Search directories and Rotation Dialogs 204 Capitolo 18. Compositore di stampe

211 The Main properties dialog shows the current image that is displayed in the image item. Click on the [...] button to select a file on your computer. This dialog shows all pictures stored in the selected directories. La sezione Cerca cartelle permettere di selezionare ed aggiungere alla banca dati delle immagini le cartelle contenenti immagini in formato SVG. Image can be rotate, with the Rotation field. Activating the Sync with map checkbox synchronizes the rotation of a picture in the QGIS map canvas (i.e. a rotated north arrow) with the appropriate print composer image Adding a Legend item to the Print Composer Aggiungi nuova legenda Per aggiunger una legenda, cliccare su vettoriale, posizionare gli elementi con il tasto sinistro del mouse sul layout di stampa e personalizzarli nella relativa sezione nella scheda Oggetto. The Item properties of a legend item tab provides following functionalities (see figure_composer_14): Figura 18.13: Legend Item properties Tab Main properties The Main properties dialog of the legend Item Properties tab provides following functionalities (see figure_composer_14): Figura 18.14: Legend Main properties Dialog Here you can adapt the legend title. Choose which Map item the current legend will refer to in the select list. Since QGIS 1.8, you can wrap the text of the legend title to a given character Composer Items 205

212 Legend items The Legend items dialog of the legend Item Properties tab provides following functionalities (see figure_composer_15): Figura 18.15: Legend Legend Items Dialog The legend items window lists all legend items and allows to change item order, group layers, remove and restore items of the list, edit layer names. After changing the symbology in the QGIS main window you can click on [Update] to adapt the changes in the legend element of the print composer. The item order can be changed using the [Up] and [Down] buttons or with drag and drop functionality. The feature count for each vector layer can be shown by enable the [Sigma] button. Legend can be updated automatically, Auto-update is checked. Fonts, Columns, Symbol and Spacing The Fonts, Columns, Symbol and Spacing dialogs of the legend Item Properties tab provide following functionalities (see figure_composer_16): You can change the font of the legend title, group, subgroup and item (layer) in the legend item. Click on a category button to open a Select font dialog. All those items will get the same Color Legend items can be arranged in several columns. Select the correct value in the Count field. The Equal columns widths sets how legend columns should be adjusted. The Split layers option allows a categorized or a graduated layer legend to be divided upon columns. You can change width and height of the legend symbol in this dialog. Spacing aroung title, group, subgroup, symbol, icon label, box space or column space can be customized throught that dialog Adding a Scalebar item to the Print Composer Aggiungi nuova barra di Per aggiungere una barra di scala, cliccare su scala, posizionare gli elementi con il tasto sinistro del mouse sul layout di stampa e personalizzarli nella relativa sezione nella scheda Oggetto. The Item properties of a scalebar item tab provides following functionalities (see figure_composer_17): 206 Capitolo 18. Compositore di stampe

213 Figura 18.16: Legend Fonts, Columns, Symbol and Spacing Dialogs Figura 18.17: Scalebar Item properties Tab Composer Items 207

214 Main properties The Main properties dialog of the scalebar Item Properties tab provides following functionalities (see figure_composer_18): Figura 18.18: Scalebar Main properties Dialog First choose the map the scalebar will be attached to. then choose the style of your scalebar. Six styles are available : Single box and Double box styles which contain one or two lines of boxes alternating colors, Middle, Up or Down line ticks, Numeric : the scale ratio is printed, i.e. 1: Units and Segments The Units and Segments dialogs of the scalebar Item Properties tab provide following functionalities (see figure_composer_19): Figura 18.19: Scalebar Units and Segments Dialogs In those two dialogs, you can set how the scalebar will be represented. Select the map units used. There s three possible choices : Map Units is the automated unit selection, Meters or Feet force unit conversions. The Label field defines the text used to describe the unit of the scalebar. The Map units per bar unit allows to fix the ratio between a map unit and its representation in the scalebar. You can define how many Segments will be drawn on the left and on the right side of the scalebar, and how long will be each segment (Size field). Height can also be defined. Display, Fonts and colors The Display and Fonts and colors dialogs of the scalebar Item Properties tab provide following functionalities (see figure_composer_20): 208 Capitolo 18. Compositore di stampe

215 Figura 18.20: Scalebar Display, Fonts and colors Dialogs You can define how the scalebar will be displayed in its frame. Adjust the Box margin between text and frame borders, Labels margin between text and scalebar drawing and the Line width of the scalebar drawing. The Alignment in the Display dialog only applies to Numeric styled scalebars and puts text on the left, middle or right side of the frame Adding a Basic shape or Arrow item to the Print Composer It is possible to add basic shapes (Ellipse, Rectangle, Triangle) and arrows to the print composer canvas : click the Add basic shape Add icon or the Arrow icon, place the element with the left mouse button on the print composer canvas and position and customize their appearance in the Item Properties tab. The Shape Item properties tab allows to draw an ellipse, rectangle, or triangle in the print composer canvas. You can define its outline and fill color, the outline width and a clockwise rotation. Figura 18.21: Shape Item properties Tab The Arrow Item properties tab allows to draw an arrow in the print composer canvas. You can define color, outline and arrow width and it is possible to use a default marker and no marker and a SVG marker. For the SVG marker you can additionally add a SVG start and end marker from a directory on your computer Composer Items 209

216 Figura 18.22: Arrow Item properties Tab Main properties For Basic shapes, this dialog allows you to choose a Ellipse, Rectangle or Triangle shape and its rotation. Unlike the other items, line style, line color and background color of a basic shape are adjusted with the Frame and Background dialog. No frame is drawn. For arrows, you can define here the line style : Color, Line width and Arrow head width. Arrows markers can be adjusted. If you want to set a SVG Start marker and/or End marker, browse to your SVG file by clicking on the [...] button after selecting SVG radio button. Nota: Unlike other items, background color for a basic shape is the shape background and not the frame one Add attribute table values to the Print Composer Add attribute table It is possible to add parts of a vector attribute table to the print composer canvas : click the icon, place the element with the left mouse button on the print composer canvas and position and customize their appearance in the Item Properties tab. The Item properties of a attribute table item tab provides following functionalities (see figure_composer_23): Figura 18.23: Scalebar Item properties Tab 210 Capitolo 18. Compositore di stampe

217 Main properties, Show grid and Fonts The Main properties, Show grid and Fonts dialogs of the attribute table Item Properties tab provide following functionalities (see figure_composer_24): Figura 18.24: Attribute table Main properties, Show grid and Fonts Dialog Figura 18.25: Attribute table Select attributes Dialog The Table dialog allows to select the vector layer and columns of the attribute table. Attribute columns can be sorted and you can define to show its values ascending or descending (see figure_composer_25). You can choose to display only the attribute of features visibled on a map. Check features and select the corresponding Composer map to filter. You can define the Maximum number of rows to be displayed and margin around text. Show only visible Additionally you can define the grid characteristics of the table (Stroke width and Color of the grid) and the header and content font Composer Items 211

218 Add a HTML frame to the Print Composer Add html It is possible to add a clickable frame, linked to an URL : click the frame icon, place the element with the left mouse button on the print composer canvas and position and customize their appearance in the Item Properties tab. Main properties The Main properties dialog of the HTML frame Item Properties tab provides following functionalities (see figure_composer_26): Figura 18.26: HTML frame Item properties Tab Point the URL field to the URL or the HTML file you want to insert in the composer. You can adjust the rendering of that page with the Resize mode. Use existing frames constraints the page inside its first frame or in the frame created with the next settings. Extent to next page will create as many frames (and their pages) as necessary to render the height of the webpage. Each frame can be moved around on the layout. If you resize a frame, the webpage will be divided up upon the other frames. The last frame will be trimmed to fit the webpage. Repeat on every page will first repeat the upper left of the webpage on every page, in same sized frames. Repeat until finished will also create as many frames as the Extend to next page option, except All frames will have the same size Item alignment Le funzionalità per muovere in alto o in basso gli elementi del layout di stampa sono nel menu Muovi gli oggetti selezionati : selezionare un elemento dal layout di stampa e scegliere la funzionalità richiesta dal menu citato (tabella table_composer_1). Align selected There are several alignment functionalities available within the items pulldown menu (see table_composer_1). To use an alignment functionality, you first select some elements and then click on the matching alignment icon. All selected will then be aligned within to their common bounding box. When moving items on the composer canvas, alignment helper lines appear when borders, centers or corners are aligned. 212 Capitolo 18. Compositore di stampe

219 Figura 18.27: Alignment helper lines in the Print Composer Strumenti Annulla e Ripristina Durante la creazione di un layout di stampa è possibile annullare e ripristinare dei cambiamenti tramite gli strumenti: Annulla l ultimo cambiamento Ripristina l ultimo cambiamento or by mouse click within the Command history tab (see figure_composer_28). Figura 18.28: Command history in the Print Composer 18.5 Atlas generation The print composer includes generation functions that allow to create map books in an automated way. The concept is to use a coverage layer, which contains geometries and fields. For each geometry in the coverage layer, a new output will be generated where the content of some canvas maps will be moved to highlight the current geometry. Fields associated to this geometry can be used within text labels. There can only be one atlas map by print composer but this one can contain multiple pages. Every pages will be generated with each feature. To enable the generation of an atlas and access generation parameters, refer to the Atlas generation tab. This tab contains the following widgets (see Figure_composer_29): A Generate an atlas enables or disables the atlas generation Atlas generation 213

220 Figura 18.29: Atlas generation tab A combobox Composer map that allows to choose which map item will be used as the atlas map, i.e. on which map geometries from the coverage layer will be iterated over and displayed. A combobox Coverage layer which to iterate over. that allows to choose the (vector) layer containing the geometries on An optional Hidden coverage layer, that if checked, will hide the coverage layer (but not the other ones) during the generation. An optional Features sorting that, if checked, allows to sort features of the coverage layer. The associated combobox allows to choose which column will be used as the sorting key. Sort order (either ascending or descending) is set by a two-state button that displays an up or a down arrow. An optional Feature filtering text area that allows to specify an expression for filtering features from the coverage layer. If the expression is not empty, only features that evaluate to True will be selected. The button on the right allows to display the expression builder. An input box Scaling that allows to select the amount of space added around each geometry within the allocated map. Its value is meaningful only when using the autoscaling mode. A Fixed scale that allows to toggle between auto-scale and fixed-scale mode. In fixed scale mode, the map will only be translated for each geometry to be centered. In auto-scale mode, the map s extents are computed in such a way that each geometry will appear in its whole. An Output filename expression textbox that is used to generate a filename for each geometry if needed. It is based on expressions. This field is meaningful only for rendering to multiple files. A Single file export when possible that allows to force the generation of a single file if this is possible by the chosen output format (PDF for instance). If this field is checked, the value of the Output filename expression field is meaningless. In order to adapt labels to the feature the atlas plugin iterates over, use a label with this special notation [%expression using field_name%]. For example, with a city layer with fields CITY_NAME and ZIPCODE, you could insert this : [% The area of upper(city_name), ZIPCODE is format_number($area/ ,2) km2 %] And that would result in the generated atlas as 214 Capitolo 18. Compositore di stampe

221 The area of PARIS,75001 is 1.94 km Generation The atlas generation is done when the user asks for a print or an export. The behaviour of these functions will be slightly changed if an atlas map has been selected. For instance, when the user asks for an export to PDF, if an atlas map is defined, the user will be asked for a directory where to save all the generated PDF files (except if the Single file export when possible has been selected) Creazione di file in uscita Figure_composer_30 shows the print composer with an example print layout including each type of map element described in the sections above. Figura 18.30: Print Composer with map view, legend, image, scalebar, coordinates, text and HTML frame added Il compositore di stampe consente di creare diversi formati in uscita ed è possibile definirne la risoluzione (qualità di stampa) e il formato pagina: L ciona L icona L icona L icona Stampa consente di stampare il layout su una stampante collegata o su un file PDF o Postscript. Esporta come immagine esporta il layout in diversi formati immagine come PNG, BPM, TIF, JPG,... Esporta come PDF esporta il layout in formato PDF. Esporta come SVG salva il layout di stampa in formato SVG (Scalable Vector Graphic). Nota: Currently the SVG output is very basic. This is not a QGIS problem, but a problem of the underlaying Qt library. This will hopefully be sorted out in future versions. Export big raster can sometimes fail, even if there seems to be enough memory. This is also a problem of the underlaying Qt management of raster Creazione di file in uscita 215

222 18.7 Manage the Composer With the Save as template and Load from template icons you can save the current state of a print composer session as a.qpt template and load the template again in another session. Composer The Manager button in the QGIS toolbar and in Composer Composer Manager allows to add a new composer template, create a new composition based on a previously saved template or to manage already existing templates. Figura 18.31: The Print Composer Manager By default, the composer manager searches for user templates in ~/.qgis2/composer_template. The New Composer and Duplicate Composer buttons in the QGIS toolbar and in Composer New Composer and Composer Duplicate Composer allow to open a new composer dialog, or to duplicate an existing composition from a previously created one. Save Finally you can save your print composition with the Project button. This is the same feature as in the QGIS main window. All changes will be saved in a QGIS project file. 216 Capitolo 18. Compositore di stampe

223 CAPITOLO 19 Plugin di QGIS 19.1 Plugin di QGIS QGIS è stato progettato con un architettura estensibile tramite plugin. Ciò permette di aggiungere nuove caratteristiche e funzioni all applicazione. Molte delle caratteristiche in QGIS sono in effetti implementate come plugin di base Core o Esterni. I Plugin di base sono mantenuti dal team di sviluppo di QGIS e fanno automaticamente parte di ogni distribuzione QGIS. Sono scritti in uno dei due seguenti linguaggi: C++ o Python. Ulteriori informazioni riguardanti i plugin di base sono disponibili nella sezione Uso dei plugin di base di QGIS I Plugin esterni sono attualmente tutti scritti in Python. Sono contenuti in repository esterni e gestiti dai singoli autori. Questi plugin possono essere aggiunti in QGIS attraverso il menu Altro all interno del Plugin Manager. Per ulteriori informazioni sui plugin esterni visitare la sezione Caricamento di un plugin esterno Gestione dei plugin La gestione dei plugin consiste nella loro abilitazione o disabilitazione tramite il Gestore plugin. installati i plugin esterni, è possibile attivarli/disattivarli attraverso il Gestore plugin. Una volta Caricamento di un plugin di base È possibile caricare un plugin di base dal menu principale Plugin Gestisci e installa plugin. Il menu Installato presente all interno del Gestore plugin elenca tutti i plugin installati e il loro stato (abilitato o disabilitato). Vengono elencati tutti i plugin di base e tutti i plugin esterni installati ed automaticamente attivati attraverso il menu Altro (vedi sezione Caricamento di un plugin esterno). I plugin abilitati hanno una casella di controllo spuntata sulla sinistra del loro nome. La figura Figure_plugins_1 mostra la finestra Gestore plugin. Per abilitare un plugin di base cliccare sulla casella di controllo a sinistra del nome e cliccare poi su [OK]. L attivazione/disattivazione dei plugin viene memorizzata quanto si termina una sessione di QGIS, in modo tale che al successivo riavvio, i plugin verranno automaticamente caricati. Caricamento di un plugin esterno I plugin Esterni sono scritti in Python e sono contenuti nei repository Ufficiali di QGIS oppure in vari repository esterni mantenuti dai singoli autori. Puoi trovare i plugin esterni nel menu Altro. 217

224 Figura 19.1: Gestore plugin Se si seleziona un plugin esterno nel menu Installato è possibile vedere il suo percorso di installazione e la cartella in cui è presente. I plugin esterni vengono installati nella cartella home, mentre i plugin di base sono presenti all interno del percorso /usr. Documentazione dettagliata, versione minima di QGIS richiesta, pagina web, autori ed altro per i repository Ufficiali di QGIS sono disponibili all indirizzo Per i repository esterni invece, le informazioni potrebbero essere fornite insieme al plugin stesso. In linea generale le informazioni in merito non sono incluse in questo manuale. Attualmente sono disponibili 150 plugin esterni dai repository Ufficiali di QGIS. Alcuni di questi plugin offrono funzionalità comuni richieste da molti utenti (es. visualizzare e modificare dati Open Street Map o caricare layer di Google Maps), mentre altri plugin offrono funzionalità molto specialistiche (es. Calculate economic pipe diameters for water supply networks). È possibile effettuare una ricerca fra i plugin esterni disponibili attraverso parole chiave, nome del repository e/o filtrando lo stato del plugin (cioè se questo è installato o meno). Ricerca e filtraggio sono effettuati attraverso l Installer dei plugin di Python. Suggerimento: Aggiungere ulteriori archivi Per aggiungere un repository esterno, apri il menu Gestisci e installa plugin, vai nel menu mactiontransformsettings Impostazioni e clicca su [Aggiungi...] (vedi figure_plugins_2). Per modificare/eliminare un repository, selezionalo dall elenco e clicca rispettivamente sui pulsanti [Modifica...] e [Elimina]. Non ci assumiamo nessuna responsabilità per questi plugin. Puoi gestire la lista dei repository manualmente, ovvero aggiungere, rimuovere e modificare i vari elementi. Puoi anche disabilitare un repository cliccando sul pulsante [Modifica...]. Suggerimento: ** Controlla aggiornamenti** Puoi rimanere continuamente informato sullo stato dei tuoi plugin. Attiva la casella di controllo Controlla aggiornamenti all avvio dal menu guilabel:impostazioni. In questo modo QGIS ti informerà se è disponibile un nuovo plugin oppure se sono disponibili degli aggiornamenti. 218 Capitolo 19. Plugin di QGIS

225 Figura 19.2: Impostazione plugin Plugin di QGIS 219

226 19.2 Uso dei plugin di base di QGIS Icona Plugin Descrizione Riferimento guida Cattura Coordinate Cattura le coordinate del mouse usando un SR diverso Plugin Cattura coordinate DB Manager Gestisce i database all interno di QGIS Plugin DB Manager Convertitore DXF2Shape evis Converte da dxf a shp Uno strumento di visualizzazione di eventi. Visualizza immagini associate agli elementi di un vettore Plugin Convertitore DXF2Shape Plugin evis ftools Strumenti per l analisi e la gestione di dati vettoriali Plugin ftools Strumenti GPS Strumenti per caricare e importare dati GPS Plugin GPS GRASS Attiva i potenti strumenti di GRASS Integrazione con GRASS GIS Strumenti GDAL Georeferenziatore raster (GDAL) Mappa di concentrazione Plugin di interpolazione Offline Editing Oracle Spatial Georaster Strumenti raster: interfaccia grafica semplificata per l utilizzo dei programmi GDAL più comuni Georeferenzia raster tramite GDAL Crea una mappa raster di concentrazione a partire da un vettore di punti Un plugin per l interpolazione basata sui vertici di un vettore Consente l editing offline e la sincronizzazione con il database Accede a Oracle Spatial GeoRasters Plugin GDALTools Plugin Georeferenziatore Plugin Mappa di concentrazione Plugin Interpolazione Plugin Offline Editing Plugin Oracle Spatial GeoRaster Gestore plugin Gestisci i plugin di base e quelli esterni Gestione dei plugin Plugin per l analisi geomorfologica Un plugin per l analisi geomorfologica basata su raster Plugin Analisi geomorfologica Plugin grafo strade Trova il percorso più breve Plugin grafo strade Plugin SQL Anywhere Plugin di interrogazione spaziale Salva vettori in un database SQL anywhere Un plugin per effettuare interrogazioni spaziali su dati vettoriali Plugin SQL Anywhere Plugin Spatial Query Statistiche zonali Calcola statistiche raster per ogni poligono di un vettore Plugin Statistica zonale 220 Capitolo 19. Plugin di QGIS

227 19.3 Plugin Cattura coordinate Il plugin Cattura Coordinate permette di mostrare sulla mappa coordinate in due sistemi di riferimento distinti. Figura 19.3: Plugin Cattura coordinate 1. Avviare QGIS, aprire le proprietà del progetto Proprietà progetto nel menu Impostazioni (KDE, Windows) o File (Gnome, OSX) e scegliere la scheda Sistema di riferimento (SR). In alternativa, cliccare sull icona Stato SR nell angolo in basso a destra della barra di stato. 2. Attivare Abilita la riproiezione al volo e selezionare un sistema di coordinate proiettate a scelta (sezione Lavorare con le proiezioni). 3. Carica il plugin Cattura coordinate dal gestore plugin (vedi Caricamento di un plugin di base) e assicurati che la finestra di dialogo sia visibile spuntando Coordinate Capture dal menu Visualizza Pannelli. La finestra di dialogo sarà visibile come mostrato nella figura figure_coordinate_capture_1. Alternativamente puoi andare su Vettore Cattura coordinate e vedere se Cattura coordinate è spuntata. 4. Cliccare su Clicca per selezionare il SR da usare durante la visualizzazione delle coordinate e selezionare un SR diverso da quello selezionato precedentemente. 5. Cliccare su [Start capture] per iniziare la cattura delle coordinate. Cliccare un punto nella mappa e il plugin mostrerà le coordinate espresse nei due SR selezionati. 6. Per abilitare la tracciatura via mouse delle coordinate selezionate l icona Clicca per abilitare la tracciatura mouse Le coordinate selezionate possono essere copiate negli appunti Plugin DB Manager Il plugin DB Manager fa parte dei plugin di base di QGIS e in futuro prenderà il posto dei plugin SPIT e PostGIS Manager. Inoltre questo plugin integra tutti i formati database supportati da QGIS in un unica interfaccia grafica. DB Il plugin Manager ha diverse caratteristiche. E possibile trascinare i layer da QGIS Browser direttamente in DB Manager e questo importerà i layer nel database spaziale. Si possono spostare tabelle fra diversi database spaziali che in seguito verranno importate. Si può usare DB Manager anche per lanciare interrogazioni SQL e aggiungere i risultati in QGIS come layer di interrogazioni. Il menu Database permette di collegarsi a un database esistente, di lanciare la finestra SQL e di uscire dal plugin DB Manager. Una volta connessi a un database esistente, appariranno i menu aggiuntivi Schema e Table. Il Schema include strumenti per creare o eliminare schemi (vuoti) e, se la topologia è disponibile, (es. PostGIS 2) in iniziare una Vista topologica. The menu Table allows to create and edit tables and to delete tables and views. It is also possible to empty tables and to move tables from one to another schema. As further functionality you can perform a VACUUM and then an ANALYZE for each selected table. Plain VACUUM simply reclaims space and makes it available for re-use and ANALYZE updates statistics to determine the most efficient way to execute a query. Finally you can import Plugin Cattura coordinate 221

228 Figura 19.4: Finestra di dialogo DB Manager layers/files, if they are loaded in QGIS or exist in the file system. And you can export database tables to Shape with the Export file feature. La finestra Tree elenca tutti i database supportati da QGIS. E possibile collegarsi al database con un doppio click. Con il tasto destro del mouse si possono rinominare ed eliminare schemi e tabelle esistenti. Le tabelle possono essere aggiunte in QGIS anche dal menu contestuale. Se si è connessi a un database, compaiono tre schede nella finestra principale di DB Manager. La scehda Info fornisce informazioni sulla tabella e sulle geometrie. Permette inoltre di effettuare una Vacuum Analyze e di creare un indice spaziale, se non è presente, pe la tabella selezionata. La scheda Table mostra tutti gli attributi e con la scheda Preview si può vedere un anteprima della geometria Plugin Convertitore DXF2Shape Il plugin dxf2shape permette di convertire dati vettoriali dal formato DXF al formato shapefile. Vanno impostati i seguenti parametri: Figura 19.5: Plugin Convertitore DXF2Shape File DXF in Input: il percorso del file DXF da convertire File di output: il nome dello shapefile in output 222 Capitolo 19. Plugin di QGIS

229 Tipo di file in output: il tipo di file in output (scelta tra polilinea, poligono o punto). Esporta le etichette di testo: se selezionata, viene creato uno shapefile di punti. La tabella dbf associata conterrà informazioni circa i campi TESTO trovati nel file dxf e le stringhe di testo stesse Utilizzo del plugin 1. Avviare QGIS, attivare il plugin Dxf2Shape dal gestore dei plugin (sezione Caricamento di un plugin di Convertitore base) e cliccare sull icona Dxf2Shape che compare nella barra dei plugin. La finestra di dialogo del plugin Dxf2Shape appare come mostrato in figura Figure_dxf2shape_1. 2. Caricare il file DXF da convertire, inserire un nome per lo shapefile in output ed il tipo. 3. Abilitare la casella di controllo Esporta le etichetto di testo, se si vuole creare un layer addizionale di punti con le etichette. 4. Cliccare su [OK] Plugin evis The Biodiversity Informatics Facility at the American Museum of Natural History s (AMNH) Center for Biodiversity and Conservation (CBC) (this section is derived from Horning, N., K. Koy, P. Ersts evis (v1.1.0) User s Guide. American Museum of Natural History, Center for Biodiversity and Conservation. Available from and released under the GNU FDL.) has developed the Event Visualization Tool (evis), another software tool to add to the suite of conservation monitoring and decision support tools for guiding protected area and landscape planning. This plugin enables users to easily link geocoded (i.e., referenced with latitude and longitude or X and Y coordinates) photographs, and other supporting documents, to vector data in QGIS. evis is now automatically installed and enabled in new versions of QGIS, and as with all plugins, it can be disabled and enabled using the Plugin Manager (See Gestione dei plugin). Il plugin consta di tre moduli, Connessione Database, ID evento, Browser evento che permettono di collegare a vettori in QGIS foto ed altri documenti geocodificati (es. con coordinate X,Y o lat/long) Browser evento The Event Browser module provides the functionality to display geocoded photographs that are linked to vector features displayed in the QGIS map window. Point data, for example, can be from a vector file that can be input using QGIS or it can be from the result of a database query. The vector feature must have attribute information associated with it to describe the location and name of the file containing the photograph and, optionally, the compass direction the camera was pointed when the image was acquired. Your vector layer must be loaded into QGIS before running the Event Browser. Aprire il modulo Browser evento Per aprire la finestra di dialogo del modulo, cliccare sul pulsante Sfoglia evento evis. Si aprirà una finestra generica Browser evento. Sfoglia evento evis oppure Database evis The Event Browser window has three tabs displayed at the top of the window. The Display tab is used to view the photograph and its associated attribute data. The Options tab provides a number of settings that can be adjusted to control the behavior of the evis plugin. Lastly, the Configure External Applications tab is used to maintain a table of file extensions and their associated application to allow evis to display documents other than images Plugin evis 223

230 Scheda Visualizza To see the Display window click on the Display tab in the Event Browser window. The Display window is used to view geocoded photographs and their associated attribute data. Figura 19.6: The evis display window 1. Area di visualizzazione dell immagine: è il riquadro inferiore della scheda. 2. Ingrandisci: ingrandisce l immagine per avere più dettagli. Se l immagine è troppo grande per l area di visualizzazione, compaiono delle barre di scorrimento. 3. Rimpicciolisci: rimpicciolisce l immagine. 4. Zoom completo: visualizza tutta l immagine. 5. Finestra degli attributi: è il riquadro superiore della finestra. Qui sono mostrate le informazioni del punto associato alla foto che si sta visualizzando. Se il file associato al punto non è un immagine ed il tipo di file è definito nella scheda Configura applicazioni esterne, facendo doppio-click sul suo percorso viene avviata l applicazione adatta a gestire quel tipo di file. Se l estensione del file è riconosciuta, l attributo sarà mostrato in verde. 6. Pulsanti per la navigazione: usare i pulsanti Precedente all altro. Scheda Opzioni 1. Percorso file: menu a tendina che permette di selezionare l attributo contenente il percorso o l URL della foto o altro documento da visualizzare. In caso di percorso relativo, attivare la casella di controllo Il percorso è relativo: il percorso di base del percorso relativo può essere indicato nella casella di testo Percorso base. Informazioni di dettaglio sulle diverse opzioni per specificare la localizzazione di un file sono disponibili nella sezione Specificare la localizzazione ed il nome di una foto. 2. Compass bearing: A dropdown list to specify the attribute field that contains the compass bearing associated with the photograph being displayed. If compass bearing information is available it is necessary to click the checkbox below the dropdown menu title. 3. Compass offset: Compass offsets can be used to compensate for declination (adjust bearings collected using magnetic bearings to true north bearings). Click the Manual radiobutton to enter the offset in the text box or click the From Attribute radiobutton to select the attribute field containing the offsets. For both of these options east declinations should be entered using positive values and west declinations should use negative values. 4. Percorso base: il percorso di base utilizzato dal percorso relativo definito in Figura Figure_eVis_2 (A). 224 Capitolo 19. Plugin di QGIS

231 Figura 19.7: The evis Options window 5. Sostituisci percorso: se attivo, soltanto il nome del file in A sarà aggiunto al percorso di base. 6. Applica il percorso dell immagine se attivo, le stesse regole di percorso definito per le foto saranno applicate a documenti tipo video, testo, audio. 7. Remember settings: If the checkbox is checked the values for the associated parameters will be saved for the next session when the window is closed or when the [Save] button below is pressed. 8. Ripristina: reimposta il campo al valore predefinito. 9. Restore defaults: This will reset all of the fields to their default settings. It has the same effect as clicking all of the [Reset] buttons. 10. Salva: salva le impostazioni senza chiudere la scheda Opzioni. Configura applicazioni esterne Figura 19.8: The evis External Applications window 1. Tabella riferimento file: una tabella contenente i vari tipi di file utilizzati da evis. Ogni tipo file necessita di un estensione e di un percorso all applicazione in grado di gestirlo. Ciò permette di aprire diversi tipi di file come filmati, suoni e documenti testuali, oltre che solo immagini. 2. Aggiungi nuovo tipo file: aggiunge un nuovo tipo di file (estensione ed applicazione). 3. Elimina riga corrente: elimina il tipo di file selezionato in tabella Plugin evis 225

232 Specificare la localizzazione ed il nome di una foto La localizzazione ed il nome di una foto possono essere memorizzati tramite un percorso relativo o assoluto o tramite un URL se la foto risiede su un server web: seguono degli esempi dei vari approcci (Tabella evis_examples). X Y FILE BEARING C:\Workshop\eVis_Data\groundphotos\DSC_0168.JPG /groundphotos/dsc_0169.jpg evis_testdata/dsc_0170.jpg pdf:http://www.testsite.com/attachments.php?\ attachment_id Specificare la localizzazione ed il nome di altri documenti Altri documenti come testo, video e audio possono essere visualizzati e gestiti da evis, basta assicurarsi di aver impostato per ogni tipo di file estensione e applicazione nella scheda Configura applicazioni esterne della finestra di dialogo Browser evento; è, inoltre, necessario disporre del percorso o URL del file nella tabella attributi di un layer vettoriale. Come regola addizionale, se l URL non contiene l estensione del tipo file, è possibile anteporre l estensione all URL secondo il formato estensione:url. L URL è preceduto dall estensione file e dal segno : (due punti) (Tabella evis_examples) Using the Event Browser Se tutto è correttamente impostato, lanciando il Browser evento verrà visualizzata una foto. Se la foto non appare è necessario aggiustare qualche parametro nella finestra Opzioni. Se nella tabella attributi si fa riferimento ad un documento (o ad un immagine in un formato non supportato da evis) ed il tipo di file è stato configurato nella scheda Configura applicazioni esterne, il campo contente il percorso al file è evidenziato in verde: per aprire il documento, fare doppio-click sul testo evidenziato in verde. Se un documento è configurato nella tabella degli attributi, ma il testo non appare evidenziato in verde, è necessario aggiustare il nome del file nella scheda Configura applicazioni esterne. Se invece l evidenziatura è presente, ma facendo doppio click il file non si apre, allora è necessario aggiustare qualche parametro nella scheda Opzioni. If no compass bearing is provided in the Options window a red asterisk will be displayed on top of the vector feature that is associated with the photograph being displayed. If a compass bearing is provided then an arrow will appear pointing in the direction indicated by the value in the compass bearing display field in the Event Browser window. The arrow will be centered over the point that is associated with the photograph or other document. To close the Event Browser window click on the [Close] button from the Display window Strumento ID evento The Event ID module allows you to display a photograph by clicking on a feature displayed in the QGIS map window. The vector feature must have attribute information associated with it to describe the location and name of the file containing the photograph and optionally the compass direction the camera was pointed when the image was acquired. This layer must be loaded into QGIS before running the Event ID tool. Aprire ID Evento Event To launch the Event ID module either click on the ID icon or click on Database evis Event ID Tool. This will cause the cursor to change to an arrow with an i on top of it signifying that the ID tool is active. To view the photographs linked to vector features in the active vector layer displayed in the QGIS map window, move the Event ID cursor over the feature and then click the mouse. After clicking on the feature, the Event Browser window is opened and the photographs on or near the clicked locality are available for display in the browser. 226 Capitolo 19. Plugin di QGIS

233 If more than one photograph is available, you can cycle through the different features using the [Previous] and [Next] buttons. The other controls are described in the ref:evis_browser section of this guide Connessione database evis Il modulo Connessione Database permette di connettersi ed interrogare un database o altre risorse ODBC, es. un foglio di calcolo. evis can directly connect to four types of databases:postgresql, MySQL, SQLite, and can also read from ODBC connections (e.g.ms Access). When reading from an ODBC database (such as an Excel spreadsheet) it is necessary to configure your ODBC driver for the operating system you are using. Aprire Connessione Database evis Database To launch the Database Connection module either click on the appropriate icon Connection or click on Database evis Database Connection. This will launch the Database Connection window. The window has three tabs: Predefined Queries, Database Connection, and SQL Query. The Output Console window at the bottom of the window displays the status of actions initiated by the different sections of this module. Connessione Database Aprire la scheda Connessione Database, cliccare su Tipo Database e selezionare il tipo di database al quale ci si vuole collegare. Se necessario, si possono inserire Username e Password. Enter the database host in the Database Host textbox. This option is not available if you selected MS Access as the database type. If the database resides on your desktop you should enter localhost. Enter the name of the database in the Database Name textbox. If you selected ODBC as the database type, you need to enter the data source name. Una volta configurati tutti i parametri cliccare su [Connetti]: dell operazione, sia positivo che negativo. 1. Tipo di Database: per specificare il tipo di database cui connettersi. 2. Host Database: nome host del database. la Console di Output informa dell esito 3. Porta: numero della porta di connessione in caso di database MYSQL o PostgreSQL. 4. Nome Database: nome del database. 5. Connetti: pulsante di connessione. 6. Console di Output: finestra dei messaggi sullo stato della connessione. 7. Nome utente: nome utente in caso di database protetto. 8. Password: password in caso di database protetto. 9. Query Predefinite: scheda Query Predefinite. 10. Connessione Database: scheda Connessione Database. 11. Query SQL: scheda Query SQL. 12. Help: mostra la guida in linea. 13. OK: chiude Connessione Database Plugin evis 227

234 Figura 19.9: The evis Database connection window Eseguire query SQL SQL queries are used to extract information from a database or ODBC resource. In evis the output from these queries is a vector layer added to the QGIS map window. Click on the SQL Query tab to display the SQL query interface. SQL commands can be entered in this text window. A helpful tutorial on SQL commands is available at For example, to extract all of the data from a worksheet in an Excel file, select * from [sheet1$] where sheet1 is the name of the worksheet. Per eseguire una query cliccare su [Esegui Query] : in caso di esito positivo si aprirà la finestra di dialogo Scegli file Database altrimenti la Console di Output mostrerà un messaggio di errore. Nella finestra Scegli file Database assegnare un nome al nuovo layer che sarà creato dai risultati della query. 1. Query SQL: è il riquadro per inserire le query SQL. 2. Esegui Query: pulsante per mandare in esecuzione una query. 3. Console di Output: mostra i messaggi relativi all esecuzione delle query. 4. Help: mostra la guida in linea. 5. OK: chiude Connessione Database. Use the X Coordinate and Y Coordinate comboboxes to select the field from the database that store the X (or longitude) and Y (or latitude) coordinates. Clicking on the [OK] button causes the vector layer created from the SQL query to be displayed in the QGIS map window. To save this vector file for future use, you can use the QGIS Save as... command that is accessed by right clicking on the layer name in the QGIS map legend and then selecting Save as... Suggerimento: Creare un layer vettoriale da un foglio di lavoro Microsoft Excel When creating a vector layer from a Microsoft Excel Worksheet you might see that unwanted zeros ( 0 ) have been inserted in the attribute table rows beneath valid data.this can be caused by deleting the values for these cells 228 Capitolo 19. Plugin di QGIS

235 Figura 19.10: The evis SQL query tab in Excel using the Backspace key. To correct this problem you need to open the Excel file (you ll need to close QGIS if there if you are connected to the file to allow you to edit the file) and then use Edit Delete to remove the blank rows from the file. To avoid this problem you can simply delete several rows in the Excel Worksheet using Edit Delete before saving the file. Eseguire query predefinite Nella scheda Query Predefinite è possibile caricare query da file esterni in XML. Questa possibilità è molto utile se non si ha molta dimestichezza con il linguaggio SQL. Apri Per caricare query predefinite, cliccare su File : quando una query è caricata, il titolo della stessa appare nel menu a tendina sotto Apri File e una breve descrizione è visualizzata nella casella di testo sottostante. Selezionare la query che si intende usare e aprire la scheda Query SQL per vedere che la query è stata caricata nella finestra. Se è la prima volta che si sta lanciando una query, assicurarsi di essere connessi al database. Cliccare su [Esegui Query] nella scheda Query SQL per eseguire il comando. Se la query ha avuto successo si aprirà la finestra Seleziona file Database. Al contrario, se la query non ha avuto successo, apparirà un messaggio di errore nella Console di Output. 1. Open File: Launches the Open File file browser to search for the XML file holding the predefined queries. 2. Query predefinite: elenco delle query disponibili nel file XML. 3. Descrizione query: breve descrizione della query derivata dal file XML. 4. Console di Output: mostra i messaggi relativi all esecuzione delle query. 5. Help: mostra la guida in linea. 6. OK: chiude Connessione Database Plugin evis 229

236 Figura 19.11: The evis Predefined queries tab Formato XML per le query predefinite di evis Tag XML letti da evis Tag Descrizione query Definisce l inizio e la fine di una istruzione di query. shortdescription Breve descrizione della query che viene mostrata nel menu a tendina di evis. description Descrizione più dettagliata che viene mostrata nella casella Descrizione query di evis. databasetype Tipo di database come definito in Tipo Database nella scheda Connessione Database. databaseport La porta di connessione come definito in Porta nella scheda Connessione Database. databasename Il nome del database come definito in Nome Database nella scheda Connessione Database. databaseuser-nomname utente come definito in Nome utente nella scheda Connessione Database. databasepassword Password come definito in Nome utente nella scheda Connessione Database sqlstatement Il comando SQL. autoconnect connettersi automaticamente al database, senza avviare la procedura di Connessione Database Valore true (vero) o false (falso): in caso di true, i tag sopra elencati saranno usati per. Segue un esempio completo di file XML contenente tre query: <?xml version="1.0"?> <doc> <query> <shortdescription>import all photograph points</shortdescription> 230 Capitolo 19. Plugin di QGIS

237 <description>this command will import all of the data in the SQLite database to QGIS </description> <databasetype>sqlite</databasetype> <databasehost /> <databaseport /> <databasename>c:\textbackslash Workshop/textbackslash evis\_data\textbackslash PhotoPoints.db</databasename> <databaseusername /> <databasepassword /> <sqlstatement>select Attributes.*, Points.x, Points.y FROM Attributes LEFT JOIN Points ON Points.rec_id=Attributes.point_ID</sqlstatement> <autoconnect>false</autoconnect> </query> <query> <shortdescription>import photograph points "looking across Valley"</shortdescription> <description>this command will import only points that have photographs "looking across a valley" to QGIS</description> <databasetype>sqlite</databasetype> <databasehost /> <databaseport /> <databasename>c:\workshop\evis_data\photopoints.db</databasename> <databaseusername /> <databasepassword /> <sqlstatement>select Attributes.*, Points.x, Points.y FROM Attributes LEFT JOIN Points ON Points.rec_id=Attributes.point_ID where COMMENTS= Looking across valley </sqlstatement> <autoconnect>false</autoconnect> </query> <query> <shortdescription>import photograph points that mention "limestone"</shortdescription> <description>this command will import only points that have photographs that mention "limestone" to QGIS</description> <databasetype>sqlite</databasetype> <databasehost /> <databaseport /> <databasename>c:\workshop\evis_data\photopoints.db</databasename> <databaseusername /> <databasepassword /> <sqlstatement>select Attributes.*, Points.x, Points.y FROM Attributes LEFT JOIN Points ON Points.rec_id=Attributes.point_ID where COMMENTS like %limestone% </sqlstatement> <autoconnect>false</autoconnect> </query> </doc> 19.7 Plugin ftools Il plugin ftools fornisce una risorsa comprensiva delle più comuni operazioni GIS basate su vettori, senza la necessità di software addizionale, librerie e soluzioni complesse: il plugin mette a disposizione una suite di funzioni di analisi veloci e funzionali. ftools è installato di default nelle nuove versioni di QGIS e, come tutti gli altri plugin, può essere disabilitato nel gestore dei plugin (sezione Caricamento di un plugin di base). Se abilitato, ftools aggiunge il nuovo menu Vettore all interfaccia di QGIS: questo nuovo menu offre funzioni di ricerca, analisi, geoprocessamento, gestione dati Plugin ftools 231

238 Strumenti di Analisi Icona Strumento Matrice di distanza Somma lunghezze linee Punti nel poligono Lista valori unici Statistiche di base Analisi vicino più prossimo Media coordinata(e) Intersezioni linee ftools - Strumenti di Analisi Azione Misura le distanze tra due layer di punti e fornisce il risultato come a) Matrice di distanza lineare, b) Matrice di distanza standard, c) Sintesi matrice di distanza. Può limitare i calcoli ai k punti più vicini. Calcola la somma della lunghezza di tutte le linee per ogni poligono di un layer di poligoni. Calcola il numero di punti che ricadono all interno di ogni poligono di un layer di poligoni. Elenca i valori unici di un campo di un layer vettoriale Calcola statistiche di base, es. media, deviazione standard, somma, di un campo di un layer vettoriale. Calcola delle statistiche per valutare il livello di clustering in un layer vettoriale di punti Calcola il centro medio (media normale o pesata) di un layer vettoriale o di un insieme di elementi ed in funzione di un campo con ID unico. Calcola l intersezione tra linee e restituisce il risultato in uno shapefile di punti. Utile per localizzare intersezioni fra strade e ponti; ignora le intersezioni con una lunghezza > Strumenti di Ricerca Icona Strumento Selezione casuale Selezione casuale con un sottoinsieme Punti casuali Punti regolari Reticolo vettoriale Seleziona per posizione Poligono dall estensione del layer ftools - Strumenti di Ricerca Azione Seleziona in maniera casuale n o n% di elementi Selezione casuale in un sottoinseme tramite campo ID unico. Genera punti pseudo-random. Genera una griglia regolare di punti su un area specifica e la esporta come shapefile di punti. Genera una griglia di linee o di poligoni con spaziatura definita dall utente. Seleziona elementi in base alla loro posizione relativa ad un altro layer: crea una nuova selezione oppure aggiunge/sottrae alla selezione corrente. Crea un poligono rettangolare dall estensione di un layer raster o vettoriale. 232 Capitolo 19. Plugin di QGIS

239 Strumenti di Geoprocessing Icona Strumento Poligono/i convesso/i Buffer Intersezione Unione Differenza simmetrica Clip Differenza Dissolvenza Elimina poligoni frammentati ftools - Strumenti di Geoprocessing Azione Crea il poligono minimo convesso di un layer vettoriale o poligoni minimi convessi sulla base di un campo in input. Crea buffer intorno ad un elemento in funzione di una distanza impostata o di un campo in input. Sovrappone due layer e ne restituisce uno nuovo contenente la superficie di intersezione dei layer di input. Sovrappone due layer e ne restituisce uno nuovo contenente la superficie totale dei layer di input. Sovrappone due layer e ne restituisce uno nuovo contenente la superficie dei layer di input tranne la loro intersezione. Sovrappone due layer e ne restituisce uno nuovo contenente la superficie che interseca il clip layer. Sovrappone due layer e ne restituisce uno nuovo contenente la superficie che non interseca il clip layer. Unisce elementi sulla base di un campo in input: gli elementi con lo stesso valore sono combinati in un elemento unico. Unisce le geometrie selezionate con il poligono vicino con la maggiore area o con il più ampio confine comune Strumenti di Geometria Icona Strumento Verifica la validità della geometria Estrai/Aggiungi colonne geometriche Centroidi di poligoni Triangolazione di Delaunay Poligoni di Voronoi Semplifica geometrie Infittisci geometrie Da parti multiple a parti singole Da parti singole a parti multiple Da poligoni a linee Da linee a poligoni Estrai vertici ftools - Strumenti di Geometria Azione Controlla poligoni per verificare la presenza di intersezioni e buchi chiusi e risolvere l ordine dei nodi. Aggiunge informazioni sulla geometria a layer di punti (XCOORD, YCOORD), di linee (LENGTH), di poligoni (AREA, PERIMETER). Calcola i centroidi per ogni poligono di un layer di input. Calcola la triangolazione di Delaunay per un layer di punti in input. Calcola i poligoni di Voronoi per un layer di punti in input. Generalizza linee e/o poligoni con un algoritmo modificato di Douglas-Peucker. Infittisce linee o poligoni aggiungendo dei vertici Converte elementi multi-parte in più elementi semplici. Crea linee e poligoni semplici. Unisce più elementi in un elemento multi-parte sulla base di un campo in input. Converte poligoni in linee, poligoni multi-parte in linee semplici. Converte linee in poligoni, linee multi-parte in poligoni semplici. Estrae vertici da layer di linee e poligoni e restituisce un nuovo layer di punti Plugin ftools 233

240 Nota: Lo strumento Semplifica geometrie può essere usato per rimuovere vertici doppi in layer di linee o di poligoni. Il trucco è impostare il valore 0 per il parametro Tolleranza di semplificazione Strumenti di Gestione Dati IconaStrumento Definisce la proiezione cartografica corrente Unisci attributi per posizione Dividi vettore Unisci shapefile Crea indice spaziale ftools - Strumenti di Gestione Dati Azione Specifica il SR per gli shapefile senza SR associato. Aggiunge attributi ad un layer vettoriale sulla base di relazioni spaziali. Attributi di un layer vengono aggiunti alla tabella attributi di un altro layer: il risultato è salvato come nuovo shapefile. Divide il layer di input in più layer separati sulla base di un campo in input. Unisce più shapefile in un unico shapefile sulla base del tipo di layer (punti, linee, poligoni). Crea un indice spaziale per i formati supportati da OGR Plugin GDALTools Cos è GDALTools? Il plugin GDALTools fa da interfaccia grafica ad una collezione di strumenti GDAL (Geospatial Data Abstraction Library), es. strumenti per interrogare, riproiettare, unire raster in vari formati. Sono inclusi strumenti per derivare da un DEM dati tipo curve di livello, pendenze, ombreggiature o anche per collegare in un raster virtuale diversi file raster (Virtual Raster Tile in XML). Tutti questi strumenti sono disponibili quando il plugin è installato e attivato. La libreria GDAL La libreria GDAL consiste di un insieme di programmi da linea di comando, ognuno con una vasta lista di opzioni. Gli utenti che si trovano a loro agio lavorando con un terminale preferiranno usare gli strumenti GDAL da riga di comando ed avranno cosi accesso a tutte le opzioni. Il plugin GDALTools offre anche una semplice interfaccia per utilizzare tali programmi, visualizzando solo le opzioni più utilizzate Lista degli strumenti GDAL Proiezioni Riproiezione Assegna proiezione Estrai proiezione Questo programma permette di riproiettare in uno qualsiasi dei sistemi supportati: può, inoltre, utilizzare i GCP memorizzati in un immagine. Per ulteriori informazioni visitare la pagina web di GDAL website Questo strumento permette di assegnare una proiezione a un file raster georeferenziato che però manca di questa informazione. E anche possibile cambiare la proiezione a un file che ne ha già una. Inoltre è possibile lavorare su un singolo file oppure su un intera cartella. Per ulteriori informazioni visitare Grazie a questo strumento è possibile estrarre le informazioni sulla proiezione sia di un singolo file che di un intera cartella. Viene creato sia il.prj che il.wld. 234 Capitolo 19. Plugin di QGIS

241 Figura 19.12: La lista degli Strumenti GDAL Conversione Rasterizzazione Poligonizzazione Conversione formati Da RGB a PCT Da PCT a RGB Questo programma trasforma geometrie vettoriali (punti, linee e poligoni) in bande raster di un immagine raster. Sono supportati i vettori dei formati OGR. È fondamentale che il vettore sia nello stesso sistema di coordinate del raster; non è supportata la riproiezione al volo. Per ulteriori informazioni visitare Questo programma crea poligoni vettoriali a partire da insiemi di pixel connessi di un raster che hanno lo stesso valore. Ogni poligono creato porta un attributo corrispondente al valore dei pixel che lo hanno generato. Il formato file predefinito per l output è lo shapefile (vedi anche Questo programma converte raster tra formati diversi: il processo può comprendere operazioni di ricampionamento, ridimensionamento etc. Per ulteriori informazioni visitare Questo programma calcola la mappa colore pseudo-colore ottimale per un immagine RGB: l immagine viene convertita in pseudo-colore utilizzando la mappa colore calcolata. Tale conversione usa l algoritmo di Floyd-Steinberg per massimizzare la qualità visuale dell output (vedi anche Questo programma converte una banda pseudo-colore in un file RGB, in un formato a scelta. Per ulteriori informazioni vedere Estrazione Curve di livello Clipper Questo programma deriva un file vettoriale di curve di livello a partire da un DEM. Ulteriori informazioni su Questo strumento permette di estrarre una porzione di un raster; è possibile scegliere l estensione oppure la porzione estratta può essere ritagliata su un altro layer (mask). Altre informazioni su Plugin GDALTools 235

242 Analisi Filtro Sposta al nero/bianco Riempimento nullo Prossimità Interpolazione DEM (analisi geomorfologica) Questo programma rimuove poligoni raster più piccoli di un dato valore soglia (in pixel) e li sostituisce con il valore del pixel del poligono vicino più grande: il risultato può essere salvato nel raster esistente o in un nuovo file. Ulteriori informazioni su Questo programma scansiona un immagine e cerca di impostare tutti i pixel sui bordi che sono quasi neri (o quasi bianchi ) in modo che siano del tutto neri (o bianchi). Spesso viene utlizzato per correggere le foto aeree lossy compressed in modo che i pixel colorati siano visti come trasparenti durante la mosaicizzazione. Informazioni su Questo strumento riempie la regione raster selezionata (aree nodata) con valori di pixel interpolat da aree vicino all area. Ulteriori informazioni su Questo programma genera una mappa raster di prossimità, che mostra la distanza dal centro di ogni pixel al centro del pixel più vicino scelto come target. Visitare per ulteriori informazioni. Questo programma crea una griglia raster da dati sparsi OGR. I dati di input saranno interpolati al fine di individuare i nodi della griglia raster: sono disponibili vari metodi di interpolazione. Lo strumento è descritto sulla pagina Questo programma permette operazioni di analisi e visualizzazione di DEM. Può generare un rilievo ombreggiato, la pendenza, l orientamento, oppure calcolare l indice di asperità del terreno e l indice di posizione geografica per tutti i formati raster di elevazione supportati da GDAL. Altre informazioni su Miscellanea Crea raster virtuale (catalogo) Unione Informazioni Crea panoramica tile Indice delle Questo programma costruisce un VRT (Virtual Raster), ovvero un mosaico di vari raster. Vedi anche Questo programma mosaica un insieme di raster: tutti i raster devono essere nello stesso sistema di riferimento ed avere lo stesso numero di bande, anche se possono parzialmente sovrapporsi ed essere a diversa risoluzione. Nelle aree di sovrapposizione, l ultima immagine sarà copiata sopra la precedente. Lo strumento è descritto anche su Questo programma elenca una serie di informazioni su un raster. Informazioni su Questo programma -gdaladdo- permette di creare anteprime -piramidi- di immagini con diversi metodi di ricampionamento. Altre informazioni su Questo programma genera uno shapefile con un record per ogni file raster in input, un attributo contenente il nome del file e una geometria poligonale che delinea il raster. Ulteriori informazioni su 236 Capitolo 19. Plugin di QGIS

243 19.9 Plugin Georeferenziatore Il Plugin Georeferenziatore è uno strumento per generare file di georeferenziazione (world file) per i raster. Permette di georeferenziare raster in sistemi di coordinate geografiche e proiettate, creando un GeoTiff oppure associandogli un world file. L approccio di base del plugin è quello di individuare punti del raster per i quali sia possibile determinare accuratamente le coordinate. Features Icona Azione Icona Azione Carica un raster Genera uno script GDAL Salva punti GCP Aggiunge un nuovo punto Sposta un punto GCP Ingrandisce la vista Zoom sul layer Zoom successivo Avvia la georeferenziazione Carica punti GCP (Ground Control Point) Imposta la trasformazione Elimina un punto Sposta la vista Rimpicciolisce la vista Zoom precedente Collega il georeferenziatore a QGIS Collega QGIS al georeferenziatore Strumenti del georeferenziatore Utilizzo del plugin Per le coordinate X e Y (espresse in gradi, primi e secondi) oppure per le coordinate poriettate (espresse in metri), che corrispondono ai punti selezionati sull immagine, possono essere usate due procedure alternative: Inserire manualmente le coordinate: solitamente nei raster sono presenti punti con le coordinate scritte sull immagine. Usare un layer già georiferito (vettore o raster) contenente le stesse entità/oggetti del raster da georiferire. In questo caso le coordinate vengono inserire cliccando sul layer di riferimento nella vista mappa. Una procedura meno usuale consiste nel selezionare più punti del raster, specificarne le coordinate e scegliere un metodo di trasformazione. Sulla base dei parametri inseriti, il plugin calcola i parametri del world file. Più coordinate vengono fornite, migliore sarà il risultato. Avviare QGIS, attivare il plugin di georeferenziazione (sezione Caricamento di un plugin di base) e cliccare sull icona Georeferenziatore che compare nella barra degli strumenti. La finestra di dialogo del plugin Georeferenziatore appare come mostrato in figura figure_georeferencer_1. Come esempio si può provare a georiferire la carta topografica del South Dakota scaricabile da: Sarà possibile visualizzare la carta anche con i dati di GRASS della location spearfish60. Aggiungere punti GCP 1. Per iniziare a georiferire un raster non georeferenziato, è necessario caricarlo utilizzando il pulsante. Il raster verrà mostrato nell area di lavoro principale dell interfaccia. Una volta che il raster è stato caricato, è possibile procedere con l inserimento dei punti di riferimento Plugin Georeferenziatore 237

244 Figura 19.13: Finestra di dialogo del plugin Georeferenziatore 2. Utilizzando il pulsante Aggiungi punto, è possibile aggiungere punti all interno dell area di lavoro principale e inserire le rispettive coordinate (si veda la Figura figure_georeferencer_2). Per effettuare questa operazione, esistono tre diverse opzioni: Cliccare su un punto del raster ed inserire le coordinate X/Y manualmente. Dalla Cliccare su un punto del raster ed usare il pulsante mappa per inserire le coordinate X/Y con l aiuto di layer già georiferito caricato nella vista mappa di QGIS. Utilizzando il pulsante, è possibile spostare i punti di controllo in entrambe le finestre, nel caso in cui essi siano posizionati in maniera errata. 3. Bisogna inserire almeno 4 GCP: più punti vengono inseriti, migliore sarà il risultato. Aiutarsi con gli altri strumenti del plugin per spostarsi nell area di lavoro. Figura 19.14: Aggiungi punti all immagine raster I punti che sono stati aggiunti all immagine verranno salvati in un file di testo separato ([filename].points), in genere nella stessa cartella in cui è presente l immagine raster. Questo consente di aprire in un secondo momento il plugin Georeferenziatore e aggiungere nuovi punti oppure cancellarne alcuni, in maniera da migliorare il risultato finale. Il file di punti contiene i valori nel formato: mapx, mapy, pixelx, pixely. La gestione dei file può essere fatta attraverso i pulsanti Carica i punti di controllo GCP e Salva i punti di controllo GCP come. Impostare una trasformazione Una volta aggiunti i GCP, è necessario definire le impostazioni di trasformazione del processo di georeferenziazione. 238 Capitolo 19. Plugin di QGIS

245 Figura 19.15: Impostare i parametri della georeferenziazione Algoritmi di trasformazione disponibili Sono disponibili diversi algoritmi di trasformazione: la scelta dipende dal numero di GCP a disposizione, dal tipo e dalla qualità dei dati di input e dall entità di distorsione geometrica che si accetta di introdurre nel risultato finale. Attualmente, sono disponibili le seguenti tipologie di trasformazione: L algoritmo di trasformazione lineare è utilizzato per generare un file di georeferenziazione - world-file, ed è differente rispetto agli altri algoritmi, in quanto attualmente non modifica fisicamente il raster originale. Questo algoritmo in genere non è adatto nel caso in cui si lavori con immagini scannerizzate. La trasformazione di Helmert esegue una rototraslazione del raster con variazione di scala. Gli algoritmi Polinomiali di grado 1-3 sono i più utilizzati per garantire la maggior coerenza tra i punti inseriti e quelli risultanti dopo la trasformazione. L algoritmo polinomiale più utilizzato è la trasformazione attraverso un polinomio di secondo grado, che tiene conto di alcune curvature nell immagine. La traformazione polinomiale di primo grado (affine) permette di conservare la collinearità dei punti, e consente solamente di scalare, traslare e ruotare l immagine. L algoritmo di traformazione Thin Plate Spline (TPS) è un metodo di georeferenziazione recente, che permette di introdurre delle deformazioni localizzate all interno dei dati. Questo algoritmo risulta particolarmente efficace quando si vogliono georeferenziare immagini di scarsa qualità. La traformazione Proiettiva consiste in una rotazione ed in una traslazione delle coordinate. Metodo di ricampionamento La scelta del metodo di ricampionamento dipende dai dati in input e da alcuni requisiti utente. Se, ad esempio, non si accettano modifiche alle statistiche dell immagine, allora il metodo del vicino più prossimo sarà più adatto. Se, invece, si richiede un risultato più liscio (smoothed) si utilizzerà il metodo cubico. Sono disponibili 5 diversi metodi di ricampionamento. 1. Vicino più prossimo 2. Lineare 3. Cubico Plugin Georeferenziatore 239

246 4. Spline cubica 5. Lanczos Altre impostazioni di trasformazione Bisogna definire varie altre opzioni per l output. La casella di controllo Crea il file di georeferenziazione è attiva solo se si è scelta la trasformazione lineare, appunto quando il raster non viene fisicamente traformato: in tal caso, quindi, la casella Raster in output non è attiva perché viene creato solo un nuovo file world. Per tutti gli altri tipi di trasformazione bisogna defnire un Raster in output.come modalità predefinita, viene creato un nuovo file ([nomefile]_modificato) nella stessa cartella del raster di partenza. Bisogna, poi, scegliere il SR (Sistema di riferimento) (sezione Lavorare con le proiezioni). Volendo si possono creare delle mappe pdf e anche dei report pdf. Il report fornisce informazioni sui parametri di informazione utilizzati, un immagine dei residui e una lista con tutti i punti GCP con il loro errore standard. La casella di controllo il valore predefinito è 1. imposta risoluzione finale permette di definire la risoluzione del raster di output: Attivando la casella di controllo Utilizzare 0 per la trasparenza dove necessario, i pixel con valore 0 saranno trasparenti. La casella di controllo trasformazione terminata. Carca in QGIS una volta eseguito, carica l output nella vista mappa di QGIS a Proprietà del raster Cliccando su Proprietà raster nel menu Preferenze, si apre la finestra di dialogo Proprietà del layer - Raster. Configurare il georeferenziatore Definire se visualizzare coordinate e/o ID dei GCP. mpostare le unità dei residui. Impostare i margini per i rapporti pdf e le dimensioni per le mappe pdf. E possibile attivare la casella di controllo Mostra la finestra del georeferenziatore agganciata. Eseguire la trasformazione Una volta acquisiti i GCP necessari ed impostati i vari parametri della trasformazione, cliccare su Inizia georeferenziazione per creare il nuovo raster georeferenziato Plugin Interpolazione Il plugin di interpolazione permette di generare un TIN (Triangulated Irregular Network) o un interpolazione IDW (Inverse Distance Weighting) a partire da un layer vettoriale di punti: è molto semplice da usare grazie all interfaccia grafica intuitiva mostrata in Figura Figure_interpolation_1. Il plugin richiede l impostazione dei seguenti parametri: 240 Capitolo 19. Plugin di QGIS

247 Layer vettoriale in input: Permette di selezionare uno o più layer vettoriali di punti tra quelli caricati in QGIS. Se vengono selezionati più layer, allora l interpolazione verrà fatta utilizzando i dati presenti in tutti questi layer. Nota: è possibile inserire layer costituiti da linee o poligoni come vincoli per la triangolazione, specificando se si tratta di Punti, Linee struttura o Linee di interruzione all interno del menu a discesa :guilabel: Tipo selectstring. Attributo interpolazione: l interpolazione o attivare la casella di controllo selezionare la colonna attributo contenente i valori da utilizzare per Usa la coordinata Z per l interpolazione. Metodo di interpolazione: permette di selezionare il metodo di interpolazione, che può essere Triangulated Irregular Network (TIN) o Inverse Distance Weighted (IDW). Numero di colonne/righe: specifica il numero di colonne e di righe del raster di output. File di output: nome del raster di output. Aggiungi il risultato al progetto per caricare il risultato sulla mappa. Figura 19.16: Plugin Interpolazione Utilizzo del plugin 1. Avvia QGIS e carica un vettore di punti (per esempio, elevp.csv). 2. Carica il plugin Interpolazione dal gestore plugin (vedi sezione Caricamento di un plugin di base) e clicca sull icona Interpolazione presente nella barra degli strumenti di QGIS. Si aprrà cosi la finestra di dialogo del plugin Interpolazione come mostrato dalla la Figure_interpolation_1. 3. Selezionare un layer in imìnput (es. elevp ) e una colonna per l interpolazione (e.g., ELEV). 4. Selezionare un metodo di interpolazione (es. Triangulated Irregular Network (TIN) ), impostare 5000 come dimensione delle celle e elevation_tin come nome del raster di output. 5. Cliccare su [OK] Plugin Offline Editing In progetti di acquisizione dati è situazione comune trovarsi a lavorare sul campo con computer portatili e palmari: i dati in tal modo acquisiti vanno, poi, sincronizzati con la banca dati principale, es. un database PostGIS. Se più persone lavorano simultaneamente sullo stesso set di dati, risulta difficile aggiornare la banca dati principale manualmente. Offline Il plugin Editing permette di automatizzare l attività di sincronizzazione, copiando il contenuto della banca dati principale (solitamente un database PostGIS o un WFS-T) in un database Spatialite e memorizzando le modifiche non in linea in tabelle dedicate: le modifiche, poi, vengono sincronizzate una volta riconnessi alla rete Plugin Offline Editing 241

248 Utilizzo del plugin Aprire alcuni layer vettoriali, es. da PostGIS o da un WFS-T Salvare il progetto Converti ad un progetto Cliccare su offline e selezionare i layer da salvare. Il contenuto dei layer viene salvato in una tabella SpatiaLite. Modificare il layer in modalità non in linea. Riconnettersi alla rete e caricare le modifiche con Sincronizza. Figura 19.17: Crea un progetto offline da PostGis o layer WFS Plugin Oracle Spatial GeoRaster Nei database Oracle i dati raster possono essere gestiti come oggetti SDO_GEORASTER messi a disposizione Plugin Oracle Geo dall estensione Oracle Spatial. In QGIS il Raster è supportato da GDAL e le sue funzionalità dipendono dal database Oracle installato sulla propria macchina. Il software Oracle è proprietario, sebbene il suo utilizzo sia libero per attività di sviluppo e test. Il comando seguente: $ gdal_translate -of georaster input_file.tif carica un raster nella tabella predefinita GDAL_IMPORT in una colonna con nome RASTER Gestire le connessioni Assicurarsi che il plugin sia abilitato nel gestore dei plugin (Sezione Caricamento di un plugin di base). Prima di caricare un GeoRaster bisogna creare una connessione al database Oracle contente i dati: L i- Aggiungi layer Oracle cona GeoRaster nella barra dei plugin apre la finestra di dialogo Scegli Oracle Spatial Geo- Raster. In Connessioni server cliccare su [Nuovo] ed inserire i parametri di connessione al database (figura Figure_oracle_raster_1): Nome: inserire un nome per la connessione Istanza database: inserire in nome del database cui si intende connettersi Nome utente: inserire il nome utente 242 Capitolo 19. Plugin di QGIS

249 Password: inserire la password Figura 19.18: Finestra di dialogo di creazione connessione Oracle Cliccando su [OK] parametri della connessione vengono salvati e si ritorna nella finestra di dialogo per la scelta del georaster (figura Figure_oracle_raster_2), Selezionare la connessione appena impostata e cliccare su [Connetti] per modificare la connessione cliccare su [Modifica], per rimuoverla cliccare su [Elimina] Selezionare un GeoRaster Stabilita la connessione, il riquadro Sottoinsieme di dati elencherà le tabelle del database contenenti colonne georaster compatibili con GDAL. Selezionare una tabella con il mouse e cliccare su [Seleziona]: apparirà un nuovo elenco con i nomi delle colonne GeoRaster della tabella selezionata. Selezionare una colonna con il mouse e cliccare su [Seleziona]: apparirà un nuovo elenco contenente gli oggetti GeoRaster. In ogni momento è possibile modificare la selezione per raggiungere direttamente un GeoRaster noto o per selezionare un altra tabella. Figura 19.19: Finestra di dialogo di selezione GeoRaster Oracle L importazione dei dati può essere utilizzata anche inserendo una clausula WHERE alla fine della stringa di identificazione, per esempio Per maggiori informazioni visita Plugin Oracle Spatial GeoRaster 243

250 Visualizzare un GeoRaster Selezionando un GeoRaster dalla lista appena descritta, esso sarà visualizzato in QGIS. La finestra di dialogo Scegli Oracle Spatial GeoRaster per la scelta dei georaster può ora essere chiusa: riaprendola, essa mostrerà la medesima connessione e lo stesso elenco di georaster, rendendo semplice la scelta di una nuova immagine dallo stesso contesto. Nota: I GeoRaster con piramidi vengono visualizzati molto più rapidamente. Le piramidi possono essere generate esternamente a QGIS con Oracle PL/SQL oppure con gdaladdo. Segue un esempio di utilizzo di gdaladdo: gdaladdo -r nearest Questo è, invece, un esempio con PL/SQL: $ sqlplus scott/tiger SQL> DECLARE gr sdo_georaster; BEGIN SELECT image INTO gr FROM cities WHERE id = 1 FOR UPDATE; sdo_geor.generatepyramid(gr, rlevel=5, resampling=nn ); UPDATE cities SET image = gr WHERE id = 1; COMMIT; END; Plugin Analisi geomorfologica Il plugin Analisi geomorfologica (Raster Terrain Modelling) consente di calcolare la pendenza, l esposizione, l indice di asperità e la curvatura totale da un DEM (Digital Elevation Model). È semplice da usare grazie ad un interfaccia grafica intuitiva: i risultati dell analisi sono salvati in un nuovo layer raster (Figura Figure_raster_terrain_1). Descrizione delle analisi: Pendenza: calcola l angolo di pendenza per ogni cella espresso in gradi. Esposizione: 0 gradi per nord e continuando in senso orario. Ombreggiatura: crea una mappa dell ombreggiatura del terreno con un effetto tridimensionale fornito dal gioco luce - ombra. Indice di asperità: una misura quantitativa dell eterogeneità del terreno descritta da Riley et al (1999). Viene calcolata per ogni area sommando il cambiamento di elevazione all interno della griglia di pixel 3x3. Rilievo: cra una mappa di ombreggiatura partendo da un DEM. E implementato un metodo che permette di scegliere i colori dell elevazione analizzando la distribuzione delle frequenze. Figura 19.20: Plugin Analisi geomorfologica (calcolo pendenza) 244 Capitolo 19. Plugin di QGIS

251 Usare il plugin 1. Avviare QGIS e caricare il file raster gtopo30 dalla location di GRASS. 2. Caricare il plugin Analisi geomorfologica dal Gestore plugin (sezione Caricamento di un plugin di base) 3. Selezionare un metodo di analisi dal menu (es. Raster Analisi geomorfologica Pendenza). Si aprirà cosi la finestra di dialogo Pendenza come in figura Figure_raster_terrain_1. 4. Specificare nome, percorso e formato del file di output. 5. Cliccare su [OK] Plugin Mappa di concentrazione The Heatmap plugin uses Kernel Density Estimation to create a density (heatmap) raster of an input point vector layer. The density is calculated based on the number of points in a location, with larger numbers of clustered points resulting in larger values. Heatmaps allow easy identification of hotspots and clustering of points Attivare il plugin Mappa di concentrazione First this core plugin needs to be activated using the Plugin Manager (see Section Caricamento di un plugin di base). After activation the heatmap icon can be found in the Raster Toolbar, and under the Raster Heatmap menu. Select the menu View Toolbars Raster to show the Raster Toolbar if it is not visible Utilizzo del plugin Clicking the Heatmap toolbutton opens the Heatmap plugin dialog (see figure_heatmap_2). La finestra di dialogo ha le seguenti opzioni: Input point layer: lists all the vector point layers in the current project and is used to select the layer to be analysed. Output raster: use the button to select the folder and file name for the output raster the Heatmap plugin generates. A file extension is not required. Output format: selects the output format. Although all formats supported by GDAL can be choosen, in most cases GeoTIFF is the best format to choose. Radius: used to specify the heatmap search radius (or kernel bandwidth) in meters or map units. The radius specifies the distance around a point at which the influence of the point will be felt. Larger values result in greater smoothing, but smaller values may show finer details and variation in point density. When the Advanced checkbox is checked additional options will be available: Rows and Columns: used to change the dimensions of the output raster. These values are also linked to the Cell size X and Cell size Y values. Increasing the number of rows or colums will decrease the cell size and increase the file size of the output file. The values in Rows and Columns are also linked, so doubling the number of rows will automatically double the number of columns and the cell sizes will also be halved. The geographical area of the output raster will remain the same! Cell size X and Cell size Y: control the geographic size of each pixel in the output raster. Changing these values will also change the number of Rows and Columns in the output raster Plugin Mappa di concentrazione 245

252 Kernel shape: The kernel shape controls the rate at which the influence of a point decreases as the distance from the point increases. Different kernels decay at different rates, so a triweight kernel gives features greater weight for distances closer to the point then the Epanechnikov kernel does. Consequently, triweight results in sharper hotspots, and Epanechnikov results in smoother hotspots. A number of standard kernel functions are available in QGIS, which are described and illustrated on Wikipedia. Decay ratio: can be used with Triangular kernels to futher control how heat from a feature decreases with distance from the feature. A value of 0 (=minimum) indicates that the heat will be concentrated in the centre of the given radius and be completely extinguished at the edge. A value of 0.5 indicates that pixels at the edge of the radius will be given half the heat as pixels at the centre of the search radius. A value of 1 means the heat is spread evenly over the whole search radius circle. (This is equivalent to the Uniform kernel.) A value greater than 1 indicates that the heat is higher towards the edge of the search radius then at the centre. The input point layer may also have attribute fields which can affect how they influence the heatmap: Use radius from field: sets the search radius for each feature from an attribute field in the input layer. Use weight from field: allows input features to be weighted by an attribute field. This can be used to increase the influence certain features have on the resultant heatmap. When an output raster file name is specified, the [OK] button can be used to create the heatmap Tutorial: Creating a Heatmap For the following example we will use the airports vector point layer from the QGIS sample dataset (see Dati campione). Another exellent QGIS tutorial on making heatmaps can be found at In figura Figure_Heatmap_1 sono visualizzati gli aeroporti dell Alaska. Figura 19.21: Airports of Alaska 1. Select the Heatmap toolbutton to open the Heatmap dialog (see Figure_Heatmap_2). 2. In the Input point layer field select airports from the list of point layers loaded in current project. 3. Specify an output file name by clicking the button next to the Output raster field. Enter the file name heatmap_airports (no file extension is necessary). 4. Leave the Output format as the default format, GeoTIFF. 246 Capitolo 19. Plugin di QGIS

253 5. Change the Radius to meters. 6. Click on [OK] to create and load the airports heatmap (see Figure_Heatmap_3). Figura 19.22: The Heatmap Dialog QGIS will generate the heatmap and add the results to your map window. By default, the heatmap is shaded in greyscale, with lighter areas showing higher concentrations of airports. The heatmap can now be styled in QGIS to improve its appearance. Figura 19.23: The heatmap after loading looks like a grey surface 1. Open the properties dialog of the heatmap_airports layer (select the layer heatmap_airports, open the context menu with the right mouse button and select Properties). 2. Select the Style tab. 3. Change the Render type to Singleband pseudocolor. 4. Select a suitable Color map, for instance YlOrRed. 5. Click the [Load] button to fetch the minimum and maximum values from the raster, then click the [Classify] button. 6. Press [OK] to update the layer. Il risultato finale è mostrato nella figura Figure_Heatmap_ Plugin Mappa di concentrazione 247

254 Figura 19.24: Styled heatmap of airports of Alaska Plugin grafo strade The Road Graph Plugin is a C++ plugin for QGIS, that calculates the shortest path between two points on any polyline layer and plots this path over the road network. Figura 19.25: Plugin grafo strade Caratteristiche principali: Calcola il percorso, la sua lunghezza ed il tempo di percorrenza Ottimizza la lunghezza ed il tempo di percorrenza Esporta il percorso in un layer vettoriale Evidenzia la direzione delle strade (tale funzionalità è lenta e dovrebbe essere usata solo in fase di test) As a roads layer you can use any polyline vector layer in any QGIS supported format. Two lines with a common point are considered connected. Please note, it is required to use layer CRS as project CRS while editing roads layer. This is due to the fact that recalculation of the coordinates between different CRS introduce some errors that can result in discontinuities, even when snapping is used. Nella tabella degli attributi del layer si possono usare i seguenti campi: Velocità su sezione di strada numerico 248 Capitolo 19. Plugin di QGIS

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