LA STAMPA QUOTIDIANO FONDATO NEL Matteo Renzi DA PAG. 6 A PAG. 11

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1 W * In edicola con La Stampa * LA STAMPA QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867 ANNO 148 N. 75 1,30 IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO «A Berlino dirò che faremo bene e saremo una guida dell Europa» Renzi:menoF35 evia385caserme Oggi dalla Merkel: non siamo dietro la lavagna Matteo Renzi DA PAG. 6 A PAG. 11 RETROSCENA Forza Italia tende la mano Brunetta: contro l austerità maggioranza più ampia Amedeo La Mattina APAGINA6 LA FENOMENOLOGIA DEL RENZISMO GIOVANNI ORSINA Renzi ha introdotto una cesura importante nella vicenda politica italiana. Quanto profonda e duratura sia questa cesura è davvero troppo presto per dirlo. CONTINUAAPAGINA34 Il 95% vota l addio all Ucraina. Oggi vertice a Bruxelles per le sanzioni, ma c è disaccordo sulle misure. Putin chiama Obama LaCrimeatornaallaRussia Plebiscito nel referendum: verso l annessione. Usa e Ue: è illegale IL RISCHIO CHELOZAR RILANCI GIANNI RIOTTA Vladimir Putin sfida il mondo e «conquista» la Crimea, dove oltre un milione difilorussihadetto«sì»all adesione a Mosca con una percentuale di oltre il 95%, secondoiprimidatiufficiali.irisultati definitivi si sapranno oggi.«siamo tornati a casa», «Russia ti amo», gli slogan gridati ieri sera a Sebastopoli. Ma pereuropaestatiunitiilreferendum«è illegale e illegittimo». La Casa Bianca:«Mosca ha intimidito gli elettori, violate le leggi internazionali». OggiverticeaBruxellesperle sanzioni. DAPAG. 2APAG. 5 REPORTAGE NEI VILLAGGI CIRCONDATI LUCIA SGUEGLIA SIMFEROPOLI La Crimea che vuole tornare russa canta vittoria in piazza molto prima che i seggi chiudano. CONTINUAAPAGINA2 DOPOITAGLI Se l America privatizza la ricerca PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK La scienza in America sta diventando un fatto privato, nel senso che decine di miliardari mettonoilorosoldidovelostato non arriva più, per finanziare la ricerca. CONTINUAAPAGINA23 Viviamo in Ucraina la più grave crisi internazionale dalla fine della Guerra Fredda. Le tragedie delle guerreciviliinafricaenei Balcani, l eterno Medio Oriente da Israele e PalestinaallaSiria,dueguerrein IraqeunainAfghanistan,la tensione con la Cina sulle isole Senkaku-Diaoyu, non hannomaipostoarischiol equilibrio intero del pianeta. Lo scontrosukievnonèancora allarme rosso come i giorni deimissiliacubanel1962, quando il presidente KennedyeilleaderrussoKruscev si sfidarono sull orlo della guerra atomica, ma è duello senza regole certe, con possibili errori gravi, da una parte e dall altra. Il referendum farsa impostodamoscaallacrimeasi risolve come stabilito, gli exit pollsparlanodi95%a5peril ritorno a Mosca. La Casa Bianca e l Europa considerano l annessione di Sebastopoli inammissibile e si apprestano a imporre sanzioni contro Mosca. CONTINUAAPAGINA34 La strategia Il sogno del Cremlino è cancellare il 1989 Anna Zafesova APAGINA5 L IPOTESI TERRORISTICA DEGLI 007 BRITANNICI. GLI USA: SEQUESTRATO PER ESSERE USATO COME MISSILE. SOSPETTI ANCHE SUI SEPARATISTI UIGURI Aereo scomparso, l ombra di Al Qaeda SAMSUL SAID/REUTERS Messaggi di solidarietà per i familiari dei passeggeri scritti su una lavagna in un sobborgo di Kuala Lumpur Molinari e Sala A PAG. 12 IL SIMBOLO DI UN DESTINO OPACO ANTONIO SCURATI Lo troveranno, sì, prima opoilotroveranno.da qualche parte pulserà un«blip»emessodauntransponder, una macchiolina apparirà nell occhio di un satellite, un lacerto di carne o di lamiera affiorerà dal fondo di un oceano. Niente più sparisce nel nulla. Non in questo nostro mondo sovraesposto e piccino. Nientepiùsfuggealsetaccio della cronaca in questo nostro tempo a maglie strette, sotto il nostro«open sky» delle telecomunicazioni globali. Lo troveranno il Boeing della Malaysia Airlines e allora, probabilmente, sapremo ciò che avremmo preferito non sapere. Fino ad allora, però, possiamo sperare e immaginare. E l immaginario del disastroèstatatantapartedella nostraideadimondoinquesti ultimi decenni. CONTINUAAPAGINA13 Com è dura la nostra vita alla Casa Bianca Gli uomini del Presidente in servizio 24 ore su 24 e sempre richiamabili Servizio APAGINA16 Era un detective italiano il vero Sherlock Holmes Lavorava a Manchester e nell epoca vittoriana risolse decine di casi Marco Zatterin APAGINA21 DIARIO Juve inarrestabile AncheilGenoako Crolla il Milan Punizione-gol di Pirlo F1, Alonso solo quarto Tennis, trionfo Pennetta Servizi DAPAGINA43APAGINA52

2 2. Primo Piano.LA STAMPA UCRAINA IL REFERENDUM U?le domande e Su che basi l Occidente vuole sanzionare la Russia? Misure punitive sono previste dalla Carta dell Onu contro i Paesi che violano il diritto internazionale. Ma all Onu i russi hanno potere di veto. Usa e Ue agiranno da sole. r Che possono fare in concreto? Sarà probabilmente una risposta modulata. Il primo passo potrebbero essere limitazioni ai movimenti in Occidente di personalità di spicco della Russia putiniana. Basta negargli il visto. t E dal punto di vista finanziario? Si bloccano conti e investimenti in Occidenti a individui e aziende legate al Cremlino. Un punizione severa in quanto si tratta di decine di miliardi non più disponibili. LaCrimeadicesì:torniamoacasa Venerdì alla Duma di Mosca il primo passo verso l annessione. Putin chiama Obama: diritto rispettato SIMFEROPOLI Trionfailsìal«ritornoallacasaRussia»inCrimea,con95% dei voti nel referendum per l annessione a Mosca secondo i primi dati ufficiali, e un affluenza all 81%. Se annessione sarà,perlaprimavoltadalla caduta dell Urss la Russia estenderà il proprio territorio. Nel capoluogo Simferopoliaseraesplodelafestatra concerti, caroselli di macchine e tricolori russi. Il premier de facto Serghiei Aksionov parla di«una decisione che entrerà nella storia», e twittandolafotodellafollachelo acclama in piazza, spinge sull acceleratore:«lunedì chiederemo l integrazione nella Federazione Russa». MaoralaparolapassaaPutin. Quanto ci vorrà per unirsi alla«madrepatria», e quanto è certoilsìdelcremlino?la Russia, sotto minaccia di sanzioni internazionali, si prende cinque giorni per rispondere: finoal21marzo,quandoladuma esaminerà in prima lettura (nesonoprevistetre)unprogettodileggecherendepiùfacile e rapida l annessione di territori stranieri alla Russia: basterà un semplice referendum, abolendo l attuale previsione di un trattato internazionale. Per oranonèstataindicataladata delle successive letture. Poi servirà l approvazione del Senato 95% sì Secondo i primi dati ufficiali sulla metà dei seggi scrutinati russo, il Consiglio della Federazione. Infine la firma di Putin. E un iter che potrebbe richiederefinoaunannoditempo. Nel frattempo, Mosca e Kiev hanno annunciato una tregua 81% l affluenza Nonostante il boicottaggio annunciato, è stata alta anche nei villaggi tatari suunodeipuntipiùspinosidellacrisidicrimea:ildestinodei militari ucraini rimasti nella penisola. I separatisti di Simferopoli avevano annunciato che da lunedì soldati di Kiev sarebbero stati considerati «occupanti», e invitati ad andarsene «pacificamente». Ora invece potranno restare, anche loro finoal21marzo:«nessunamisurasaràpresacontrolenostre infrastrutture in Crimea durante questo periodo. I nostri siti militari stanno quindi procedendo con la fornitura di provviste», ha spiegato il ministro della Difesa ucraino Teniukh.Elastessadatadel21 marzo, probabilmente non a caso, coincide con la firma della parte politica dell accordo di associazione Kiev-Ue. Un lieve rallentamento dunque, che potrebbe indicare una volontà di trattare tra Mosca e Kiev. Intanto, Vladimir Putin di nuovo al telefono con Angela MerkelepoiconBarackObama dalla chiusura delle Paralimpiadi di Sochi, insiste: Mosca«rispetterà la scelta degli abitanti della Crimea», la cui volontà viene espressa«nel pieno rispetto delle norme del diritto internazionale», e cita lo statuto dell Onu.«Le autorità ucraine» aggiunge,«mostrano una mancanza di volontà nel frenare le violenze contro i russofoni in Ucraina». Ma il presidente russo e quello statunitense, fa sapere il Cremlino, hanno convenuto di cercare insieme di «stabilizzare la situazione»: per Putin, una eventuale missione dell Osce in Ucraina dovrebbe coprire l intero Paese. [L. S.] Reportage LUCIA SGUEGLIA NOVINSKOE, BAKCHISARAY, CRIMEA SEGUE DALLA PRIMA PAGINA Ma Aishat Velieva, 60enne tatara, non ha niente da festeggiare. Sotto la pioggia, la testa avvolta nel fazzoletto, esce dalla base dove sventola già bandiera russa, tra ali di uomini armati in maschera. «Mio figlio è un ufficiale dell esercitoucraino,edèprigionierolàdentrodaunasettimanaconaltri15, perché si è rifiutato di prestare giuramento alla Repubblica AutonomadiCrimea.Glihoportatoda mangiare,unpo dicaffè.cheumorepossonoavere,seglipuntanoi fucili contro anche quando vanno albagno?». Un funzionario della commissione elettorale della Crimea a Belogorsk, vicino a Simferopoli Fraitatarisalelapaura MandiamoifigliaKiev Basi assediate e villaggi che restano fedeli all Ucraina Le truppe russe adesso hanno gettato la maschera Ieri Mosca e Kiev hanno pattuito una tregua, i soldati restati fedeli a Kievnonsarannotoccatifinoal21 marzo. Ma per i perdenti del referendum,èdura.«kievnoncihaabbandonato- assicura oltre il cancello il sottocolonnello Sergei Gunder-: al telefono cihannodetto Resistetefinoaunadecisione politica. Ma da giorni cercano dicacciarcifuori:sonorussi,enonlo nascondono». Cicatrice obliqua sulla guancia, al dito un anellone col marchio«urss», Alexander Antufiev si presenta:«sono il nuovo comandante temporaneo di questa sezione, un veterano delle truppe degli Interni». I soldati russi?«per noi sono salvatori. Aggressori erano i tedeschi nella 2a guerra mondiale, la gente di Crimea li ha combattuti. Invecechiaccolseitanktedeschiconpane esale,guardateoradachepartestanno. Traditori». I tatari di Crimea furono deportati dastalinnel1944,conl accusadi aver collaborato con Hitler. Tornati YURI KOCHETKOV/EPA dopo la fine dell Urss, schierati con Kiev, hanno boicottato il referendum. Nel villaggio di Novinkoe, a casa Bilalov sono rimasti solo uomini. Nell angolountavolinoconundrappoceleste,unvasoconunapiantagrassae un palloncino giallo infilzato: i colori dikiev.«mogliebambiniliabbiamo mandati nell ovest Ucraina, per sicurezza.kievcioffreasilo,manoncene andremo: la Crimea è la nostra patria storica,quicisonoletombedeinostrinonni.manoncisentiremomai russi» dice Aziz Abdulmehin, 34 anni.igiovanidelvillaggiolanottefanno la ronda per scongiurare problemi.ilreferendum?«èunoshow,un circo», dice Emil Bilalov, 29 anni:«i crimeani ora sono euforici, ma non vedono l altro lato della medaglia. Se nepentiranno:larussiadiputinè una dittatura, non c è libertà di parola, lì non potranno protestare se qualcosanonva.eanchelìc èpovertà». All inizio i tatari erano favorevoli a una maggiore autonomia della penisola:«ma quando abbiamo visto la bandiera russa issata sul parlamento a Simferopoli, si è distrutta ogni speranza». Coi vicini russi, dicono, ora c è freddezza, si temono tensioni:«se sisonomessicontroilorofratellislavi, ucraini ortodossi, figuratevi con noi che siamo musulmani!». SPERANZA DISTRUTTA «Sesisonomessicontroaltri ortodossi, figuratevi con noi che siamo musulmani» Nell unico seggio del paese nella Casa della Cultura, ci si annoia:«hanno votato solo117su447registrati.itatarisonodisciplinati, gli han dato ordine dall alto di astenersi» annuncia la presidente Ekaterina Nakonechnaya, russa. Problemi di convivenza? «No, domattina diremo buongiornoatutti. InUcrainasivotaogni annotramilleconflitti. Siamostufidicontinui cambi di potere, vogliamo ordine, stabilità», rispondeunosservatorelocale. LabandieradiMoscasvettasumolti edifici amministrativi già da sabato. A Bakchisaray nella sede del Partito Unità Russa, creatura del premier separatista Aksionov, tra tipacci torvi dell autodifesa,cisisentegiàinrussia.qualcuno ventila una fusione col partito di Putin Russia Unita. Pavel Shperov, 42, mostra orgoglioso il suo passaporto sovietico:«non l ho mai restituito». Si definisce«un nazionalista russo radicale», membro di un associazione locale che dal 1991 appoggia l unione con Mosca: «Non abbiamo paura di nulla, siamo sulla nostra terra. Siamo la maggioranza. Abbiamo aspettato tutta la vita questo momento. Quando abbiamo visto la bandiera russa issata il 27 febbraio sulla Rada, abbiamo capito che era fatta». I tatari?«vedrete che tra due settimane anche loro prenderanno il passaporto russo, con tutti i suoi vantaggi».

3 LA STAMPA. Primo Piano. 3 u EselaRussiavaavanti? Il secondo step sono sanzioni che riguardano tutto il Paese: stop alla liberalizzazione dei visti(misura molto auspicata a livello popolare), ai negoziati per le collaborazioni in campo economico, della ricerca, militare. i È possibile bloccare i commerci? È il passo successivo, il più difficile da compiere. La Ue sta studiano limitazioni nei settori degli armamenti, trasporti, assicurazioni ed energia. Mosca esporta molta energia e ha bisogno di prodotti ad alta tecnologia, specie tedeschi, italiani e francesi. o E noi che cosa rischiamo? L UeimportadaMoscail25%delgase il10%delpetroliocheleserve.ilprimo è molto più difficile da sostituire. Si potrebbe comprare gas liquefatto da Qatar e Usa, ma costa di più. p È verosimile un embargo totale? Per la Ue avrebbe costi molto alti: l interscambio è di 360 miliardi di euro all anno. Molte aziende perderebbero commesse e quote di mercato. E l energia ci costerebbe di più. Gli Usa nonhannoilproblemagasehannoun interscambio che è un decimo. a Che alternative ci sono? L isolamento totale nelle istituzioni internazionali: la Russia potrebbe essere espulsa dal G8 e perderebbe influenza e prestigio. s Ma si può metterla in ginocchio? Le misure finanziare possono mettere in ginocchio la sue élite economica e politica. Ma è un grande Paese, con grandi risorse di materie prime e armamenti di prim ordine. Non è la Libia o il Venezuela e dispone del secondo arsenale atomico mondiale. Retroscena MARCO ZATTERIN CORRISPONDENTE DA BRUXELLES OGGI LA DECISIONE Resta il disaccordo sul numero di personalità russe da punire PoloniaeBalticisonoipiùduri IL PREMIER RENZI «Stiamo lavorando con Francia Germania e Gran Bretagna Il diritto internazionale va difeso» Stavolta le voci dell America e dell Europa hanno lo stesso tono severo e allarmato. Visti i risultati del referendum in Crimea, netti quanto scontati, la Casa Bianca ha assicurato che non ne riconoscerà la validità, e definito le azioni dei russi«pericolose e destabilizzanti». Sull altra sponda dell Atlantico ha parlato il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, d accordo che la consultazione«è illegale e illegittima», pertanto«si passerà a misure rafforzate contro Mosca», e venerdì si firmerà mezzo accordo con l Ucraina. L Occidente alzailvolume,masulsuofrontecisono delle crepe. Mentre a Simferopoli, incuranti, sventolano dopo 60 anni la bandiera russa. LacondannaperilCremlinoèunanime. Come previsto, la Crimea ha scelto l orso di Mosca quale azionista di maggioranza. La preoccupazione è generalizzata, per il futuro della penisolacomeperquellodikiev.«lasituazioneinucrainaèmoltograveedrammatica-hadettoaltg5ilpremiermat- teo Renzi-. Noi stiamo lavorando con Francia, Germania e Gran Bretagna perché si possano ridurre le frizioni e dare il messaggio che il diritto internazionale è difeso e salvaguardato, cosa che non sta avvenendo». Stamane si riuniscono a Bruxelles i ministeri degli Esteri Ue. Sul tavolo hanno una dichiarazione di 5 pagine limata dai rappresentanti permanenti delle capitali. In cui,però,lapartedellesanzioniedello «schiaffo» a Putin è in parentesi quadra. Segno evidente, e pericoloso, di assenza di unanimità. C è il fronte dei duri, principalmenteivicinidicasadeirussi,ibaltici,gli Est europei, la Polonia soprattutto, più qualche scandinavo e gli inglesi. Cipro, Grecia, Portogallo e Spagna appaiono più prudenti, vorrebbero una lista dei «cattivi» da sanzionare più corta, mentre la Bulgaria è«reticente a sanzioni». In mezzo sono attive Germania e Italia, sintoniche. Non intendono cedere, ma continuano a ribadire l esigenza di un dialogo che molti vedono figlia di ragioni politiche ed economiche. Di questo discuteranno a Berlino la cancelliera Merkel(che ieri ha riparlato col presidente russo Putin) e Renzi. LabozzadeiVentottodecretacheil referendum in Crimea non è valido perché«tenuto con la visibile presenza di soldati armati in condizioni d intimidazione per attività civici e giornalisti».iltesto,vistoda«lastampa»,al punto due recita che in assenza della de-escalation chiesta al summit Ue di due settimane fa,«il Consiglio ha stabilito di introdurre misure aggiuntive, fra cui restrizioni sui visti e congelamento finanziario delle persone che hanno minacciato o minato l integrità territoriale dell Ucraina». Inoltre,«è La gioia dei filorussi in Crimea dopo l annuncio del risultato 5 pagine La dichiarazione della Ue che sarà presentata oggi sulle misure contro la Russia deciso di cancellare il summit Ue-Russia previstoasochiperlafinedigiugno». Due concetti, questi ultimi, circondati da una parentesi quadra. Cioè da discutere. L Europa non può permettersi sbavature. I duri vogliono andare avanti con forza. Germania e Italia insistono sulla mediazione possibile. Bisogna vedere sinoachepunto.«c èancoraspazioper fermare la crisi- ha avvertito il ministro degli esteri, Federica Mogherini-. Tutti i canali diplomatici restano aperti, com- DAVID MDZINARISHVILI/REUTERS preso il lavoro per la missione Osce». «Molte delegazioni attendono ancora un segnale da Mosca sperando di non dover tirare il colpo», notava una fonte europea in serata. Bruxelles chiederà il ritiro delle trupperusse,masabenechelacrimeaè persa. Il realismo consiglia di occuparsi di Kiev.«Prepareremo il terreno per la firma della parte politica degli accordi di associazione con l Ucraina che i leader Ue sigleranno venerdì», annuncia il La lista degli oligarchi Il«WashingtonPost»: eccogliuomininelmirino Dopo il referendum in Crimea, Stati Uniti e Unione europea sono pronti per il varo di sanzioni pesanti e senza precedenti contro la Russia, misure che vadano a colpire le persone e gli interessi economici e commerciali legati all attuale leadership di Mosca. Ieri il «Washington Post» ha pubblicato una lista degli oligarchiviciniaputinchesarebberogià nel mirino: Igor Sechin, presidente della compagnia petrolifera Rosneft, Vladimir Yakunin, presidente delle Ferrovie russe, e Alexei Miller, presidente di Gazprom. Nelle prossime ore si riuniranno a Bruxelles i ministri degli Esteri Ue per prendere una decisione. Le cancellerie europee sembrano quelle più decise nell andareavanticonlalineadura,mentre a Washington ancora si discute tra falchi e colombe su che livello di risposta mettere in campo. UeeUsa: Unattoillegale Arrivanoleprimesanzioni Ma restano le divisioni, Roma e Berlino frenano. Venerdì accordo di adesione con Kiev Intervista PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK Il generale George Joulwan, che comandava la Nato durante l intervento in Bosnia, avverte:«il diritto all autodeterminazione esiste anche per la popolazione della Crimea, ma nell ambito delle leggi approvate e sottoscritte da tutti. La Nato, poi, ha un interesse diretto a evitare altre sortite russe, perché costituiscono il tentativo di ricostruire i confini della vecchia Urss, riprendendosipezzoperpezzoconlascusadiproteggere la minoranza russa». Perché gli abitanti della Crimea non hannoildirittodisceglierediunirsialla Russia? «Le leggi dell Ucraina prevedono che questioni del genere vadano risolte a livello nazionale, con il coinvolgimento del governo centrale. Sono regole che furono approvate da tutti all atto dell indipendenza, compresa la Russia. Ora Mosca non può dire che valevano». Nella ex Jugoslavia voi non avevate fatto lo stesso? «No, la situazione era molto diversa. Come prima cosa, noi siamo intervenuti perché c era un evidente emergenza umanitaria. I serbi pretendevano di annettere tutto lo stato e stavano massacrando i civili, portando avanti la pulizia etnica. Noi agimmo per fermare queste violenze, dopo la strage di Srebrenica. In Crimea non è successo nulla del genere, che giustifichi l invasione russa». Poi però appoggiaste l autodeterminazione di quella che era stata una parte della Jugoslavia, in Bosnia e Kosovo. «La Jugoslavia non esisteva più da tempo, e noi favorimmo l organizzazione di elezioni a cui parteciparono tutti i gruppi etnici della Bosnia, per votare il nuovo governo. Da qui nacque la soluzione tripartita. Non ha risolto tutti i problemi, come abbiamo visto dalle recenti proteste, perché alcuni nodi originali non furono sciolti, però era un percorso democratico per tenere in conto le posizioni di tutti. In Kosovo la soluzione fu analoga». Non si potrebbe fare lo stesso in Crimea? «Come prima cosa, bisognerebbe coinvolgere nel dialogo il governo centrale. Poinonmisembrachel obiettivodelreferendum sia stato ascoltare la volontà ministro Mogherini. Salteranno i dazi sull export, partirà il piano di aiuti finanziari, appare una rassicurazione di «sostegno per una diversificazione energetica». Si insegue una stabilizzazioneinvistadelvotodimaggio,dopoil qualesisperadipoterchiudereilpatto conkiev,causascatenantedituttiimali russi.perputincisaràuninvitoadabbassare i toni, speranza davvero labile, lungaocortachesialalistadeicattivi che sarà varata oggi. IlKosovononc entranulla Questoèimperialismorusso L ex comandante della Nato in Bosnia Joulwan: ora rischiano anche gli Stati baltici ditutteleparti:seitatarinonvogliono unirsi alla Russia, ad esempio, lasceranno loro un enclave indipendente? E se l autodeterminazione vale per i russi di Crimea, perché non dovrebbe valere ancheperitatari?». La Nato come deve affrontare la crisi? «L Alleanza ha un interesse diretto a proteggere i proprio membri, chiarendo a Mosca che invasioni di questo genere non sono accettabili. Ci sono minoranze russe anche in Estonia, Lettonia, Lituania, e negli altri Paesi confinanti: li lasciamo ritagliare? Non possiamo permettere che il Cremlino usi questa scusa per riprendersi pezzi di terra appartenuti all Urss. I membridellanatohannoildirittodichiedere protezione quando sono minacciati, e noi abbiamo l obbligo di rispondere».

4 LA STAMPA 4

5 LA STAMPA. Primo Piano. 5 UCRAINA LE AMBIZIONI DEL CREMLINO U ANNA ZAFESOVA Cancellareil1989 Ilsognosegreto dellozarvladimir Vuole ridiscutere l assetto post-urss e allargare lo spazio russo Ma dietro l azzardo c è un economia in crisi e non riformabile Vladimir Putin, 61 anni, ha definito la fine dell Urss «la maggiore catastrofe geopolitica del 900» La frontiera tra la Russia e l Ucraina è praticamente chiusa, carri armati di Kiev si muovono verso Est, dove vengono in tutta fretta scavate trincee. Il premier Arseny Yatseniuk dice che«il rischio di un invasioneèreale».ilpretestoieriè stato fornito da un migliaio di manifestanti a Kharkiv che hanno consegnato al consolato russo una richiesta di intervento«delle truppe di pace» di Mosca. Poi hanno assaltato il consolato polacco gridando «Kharkivèrussa»e«Ilfascismo non passerà». Stessa scenaadonezk,doveifilorussi hanno fatto irruzione nella magistratura e negli uffici privati del governatore, chiedendo un referendum sulla secessione.lapoliziaèrimastaa osservare, nonostante il ministro dell Interno Avakov a Kiev denunci gruppi di«organizzatori» dall altra parte del confine che cercano di fomentare una rivolta dei russi. AncheaNikolaeveOdessaieriin piazza si sono tenuti«referendum» per una maggiore autonomia, ma senza spingersi a chiedere il divorzio. Queste poche centinaia di contestatori ricevono grande attenzione dal ministero degli Esteri russo, che ogni volta rivendica il diritto di«intervenire in difesa dei compatrioti». A Mosca politologi del regime parlano apertamente deipianidicrearedueoanche tre Ucraine. E Dmitry Kiseliov, il capo della propaganda del Cremlino, nel suo talk show domenicale ieri ha minacciato:«siamo l unico Paeseingradoditrasformaregli Usa in cenere radioattiva». Una minaccia, della guerra nucleare, che non si era sentita dai tempi di Krusciov. Percapiresesitrattadi singoli esagitati, come al solito, bisogna ascoltare una sola persona: Vladimir Putin. Che parlapoco,enonsifainterrogare. Ma un indiscrezione preziosa viene da Mustafa Dzhemilev, leader dei tartari della Crimea, al quale il presidente russo ha concesso l onorediunatelefonataperconvincerlo se non a sostenerlo almeno a restare neutrale. Dzhemilevnonsièfattoimpressionare: esiliato da bambinoinsiemeatuttoilsuopopolonel1944,ècresciutoal confinoehaallespalle15anni di carceri e scioperi della fame come dissidente. Ha costretto il suo interlocutore ad ammetteredifattolapresenzadei militarirussiincrimeaegli ha fatto obiezioni sull illegalità del referendum. Putin ha risposto che«certe volte la procedurasisalta».echeanche la secessione dell Ucraina dall Urss«non è del tutto legale». Finora la Russia, pur sentendosi dolorosamente ridimensionata dalla fine dell Urss-chePutinritiene«la maggiore catastrofe geopoliticadel 900»-apparivarassegnata all assetto post-comunista. Oggi si sente abbastanza forte da rimetterlo in discussione, insieme agli ultimi 25annidistoria.Equestospiega le truppe vicino alla Trasnistria, le inquietudini dei Baltici Retroscena PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK narcisista con un ego enorme, ma anche una profonda insicurezza. L unica «Èun speranzaèchelasuaambizionediessere percepito come leader globale legittimo, prevalga su quella di ricostituire l impero russo». Jerrold Post, lo psichiatra che avevafondatoedirettoilcenterforthe Analysis of Personality and Political BehaviordellaCia,hafattounprofilodi VladimirPutin,cheaiutaacapirelesue motivazioni e le possibile mosse. La percezione degli americani, infatti, è passata daquelladibushfiglio,chesostenevadi aver«vistol anima»delleaderrussoedi aver capito che si poteva lavorare con lui, aquelladiobama,cheglihavoltatole spalle.«sbagliare è facile. Non bisogna scordare che Putin nasce come agente del Kgb, addestrato a mentire professionalmente. È una persona fredda, abile a nascondere i suoi sentimenti, e soprattutto le sue intenzioni». Molto si può leggere nelle origini della persona:«dalpuntodivistafisicononè certo imponente, e questo forse ha contribuito alla sua insicurezza. Per compensa- con le loro minoranze russofone,elareticenzaperfinodialleaticomeilkazakistanelabielorussia a seguire Putin su una strada che domani potrebbe portarlo a casa loro. La diplomaziarussamettedapartei pretesti che l ambasciatore francese all Onu ha definito «imbarazzanti»: dalla difesa dei russi dai«nazisti» alla lettera di Yanukovich poi sparita, fino alle re,peresempio,sièdedicatoadattivitàfi- sichecomeiljudo,mentredalpuntodivi- sta emotivo è abituato a rispondere con grande aggressività alle minacce». Si è formato nel Kgb quando l Urss era ancora una superpotenza, e qui c è un elemento fondamentale da non trascurare mai:«lui hadettocheavevadecisodifarelaspia, perché vedeva questo mestiere come un opportunità per influenzare la storia. Dunquelavisionedelpropriolavoro,edise stesso, è stata sempre grandiosa. Quando l Urssècrollata,perluisiètrattatodiun disastro personale, e infatti ha detto che la considera la più grave catastrofe del secolo scorso. Nella sua mente c è la necessità di riparare questo disastro. Come uno zar dell Ottocento, sente di avere la responsabilitàdelfuturodituttiirussi,equindil obbligo di ricostruire la loro potenza». Vladimir Putin/1 La più grande tragedia geopolitica del Ventesimo secolo è stata la dissoluzione dell Unione Sovietica Vladimir Putin/2 Certe volte la procedura si salta. Anche la secessione dell Ucraina dall Urss nonèdeltuttolegale Serghei Lavrov LaCrimeapernoi è più importante delle isole Falkland per la Gran Bretagna Dmitry Kiseliov Siamo l unico Paese in grado di trasformare gli Stati Uniti in cenere radioattiva secessioni del Kosovo e delle isole Comore(in entrambi i casi, peraltro, Mosca era contraria). Lavrov ormai è esplicito: «LaCrimeapernoièpiùimportante delle Falkland per gli inglesi». Ammettendo che i russi nonhannomaismessodiconsiderarlaloro,echenonsitratta diunadisputalocaleodiundispetto,madiuncambiodirotta,acostodirinunciarealsalotto bene internazionale. I«falchi» nazionalisti invocanoilritornodellacortinadiferro,eimediapersuadonoiconsumatori che con le sanzioni l industria nazionale non farà chefiorire.mailtassodicrescitadelpiloscillaintornoallozeroeilpetroliononbastapiù.gli stessi ministri di Putin chiedono una modernizzazione che passa per le liberalizzazioni e la trasparenza, e implica di non spartire ricchezza e potere solo in un gruppo ristretto della nomenclatura. Una scelta che il Cremlinononèmaistatocapacedifare.Unaguerraconi«traditori» ucraini seguita dall «accerchiamento ostile» dell Occidente può essere utile per giustificareairussilafinediuna ricchezza appena assaporata. IlverdettodellopsichiatraUsa Narcisistaefreddo,mainsicuro Vladimir Putin durante un corso di judo YVES HERMAN/REUTERS Retorica nazionalista Partendo da qui, secondo Post, si capisce anche il suo comportamento in Crimea:«L Ucraina per Putin è uno snodo fondamentale: perderla vuol dire mettere l ultimo chiodo sulla bara dell Urss, e dimenticare ogni ambizione di rilanciarelarussia».seorasifermerà,odeciderà altre avventure militari, dipenderà dal complesso equilibrio fra due fattori fondamentali:«putin vuole ricostruire l imperorusso,oquantomenolasuainfluenza, ma nello stesso tempo vuole essere accettato come un grande leader mondiale legittimo. Perciò nega la realtà per giustificare le sue azioni. Se stabilirà che altre iniziative aggressive rischiano di compromettere il suo ruolo e quello della Russia, potrebbe fermarsi. Molto, perciò, dipenderà dai segnali che riceverà dalla comunità internazionale».

6 6. Primo Piano.LA STAMPA GOVERNO VIAGGIO NELL UNIONE U Nonsiamodametteredietrolalavagna Oggi vertice tra Renzi e la cancelliera Merkel: se faremo bene il nostro dovere, saremo una guida nell Ue FABIO MARTINI ROMA Matteo Renzi si presenta alla Bundeskanzleramt, la Cancelleria di Berlino, con un pacchetto di misure e un eloquente auto-spot: «Ad Angela Merkel voglio semplicemente mostrare il percorso di riforme che l Italia ha in testa, un percorso che non ha fatto nessuno in Europa in questo tempo». In una intervista rilasciata al Tg5 poche ore prima di partire per Berlino, dove oggi pomeriggio incontrerà Angela Merkel, il presidente del Consiglio ripropone alcune metafore collaudate sul tema degli esami all Italia: «Non siamo gli alunni da mettere dietro la lavagna, siamo l Italia» e «se facciamo bene il nostro dovere, noi saremo alla guida dell Europa e non l ultimo vagone tra quelli ritardatari». E sul tasto a lui caro dell orgoglio nazionalista, Renzi insiste: «Se abbiamo fatto errori siamo pronti a rimediare, ma siamo l Italia e dobbiamo riprenderci l orgoglio di essere italiani». Sui provvedimenti in gestazione una battuta: «Semplificare le norme sul lavoro non significa dare più precarietà ma consentire ai ragazzi di lavorare. A me interessano loro, non gli addetti ai lavori, che siano sindacalisti o le associazioni dei categoria». Parole che confermano un dato consolidato: Matteo Renzi non considera l incontro di oggi a Berlino come un esame. E non soltanto perché il presidente del Consiglio abbonda di autostima, ma soprattutto perché ha più volte spiegato che la sua Italia non vuole sfondare i parametri europei e proprio per questo non intende subire esami né a Bruxelles né a Berlino. Tra l altro l enfasi che i mezzi di informazione stanno creando attorno al summit con la Merkel non corrisponde ad un ansia da prestazione da parte del presidente del Consiglio. Tanto per cominciare il vertice intergovernativo di oggi a Allo stadio Matteo Renzi con Andrea Della Valle allo stadio Franchi per seguire Fiorentina Chievo MAURIZIO DEGL INNOCENTI/ANSA Berlino è un appuntamento ereditato dal precedente governo e non cercato da Renzi, il quale - come si sa - per la sua prima visita all estero ha scelto Tunisi. E d altra parte Angela Merkel è la personalità europea che meglio conosce Matteo Renzi: nello scorso luglio l allora sindaco di Firenze fu ricevuto a Berlino in forma privata e riservata, mentre il secondo incontro si è svolto, brevemente, al recente vertice europeo d emergenza sulla questione Ucraina. Ma il loro terzo incontro è sicuramente il più importante. Su entrambi i versanti. Angela Merkel non ha nascosto una certa simpatia per Matteo Renzi, del quale la Cancelliera apprezza «l audacia», come sostiene il direttore di Die Welt Thomas Schmid. E quanto al presidente del Consiglio, per quanto non abbia concepito il suo mini-tour nelle principali capitali europee - due giorni fa Parigi, oggi Berlino - come un road-show delle sue riforme, naturalmente Renzi attende con curiosità il giudizio della Merkel non solo sulle misure, ma soprattutto sull escamotage immaginato per realizzarle: la lievitazione del rapporto deficit dal 2,6 al 2,9-3%. Da questo punto di vista le premesse della vigilia sembrano rassicuranti: a Berlino si considera come irrinunciabile il canonico tetto del 3%, mentre sullo sforamento degli obiettivi già programmati, pare non ci siano imperativi categorici per Roma. Renzi arriva a Berlino reduce dall incontro col presidente francese Hollande, un incontro giudicato positivamente all Eliseo. L EX SEGRETARIO Bersani: Legge elettorale da migliorare «Non sono convinto della legge elettorale: deve essere migliorata». Lo ha detto Pier Luigi Bersani a «Che tempo che fa». «Sulla parità di genere qualcosa si deve fare: quando sento alcune donne che dicono che sono contrarie mi viene la pressione alta. Se io non avessi messo la regola della parità nelle primarie non ci sarebbe il 40 per cento di donne nel Pd in parlamento». Un incontro - sottolineano a Firenze - che soltanto una certa enfasi giornalistica ha potuto etichettare come asse Renzi- Hollande in fuzione anti-merkel. Il presidente del Consiglio non intende combattere altri leader europei e nemmeno consolidare assi con nessuno, ma semmai - questo sì - stringere rapporti personali di una certa profondità con i singoli leader, rapporti destinati a diventare utili nei momenti topici, quelli nei quali un Paese o un leader hanno bisogno di alleanze. Retroscena AMEDEO LA MATTINA ROMA Sul «Mattinale» del gruppo Forza Italia della Camera, da qualche giorno è comparsa una riflessione che apre scenari suggestivi. «Non si giochi ai due forni, non credano Renzi e il suo staff di coordinare due maggioranze confliggenti a lungo, lucrando sulla rendita di questa anomalia. Non si fa. Pensiamo a soluzioni». Già, quali soluzioni? Non avevano detto che la collaborazione doveva limitarsi alle riforme istituzionali ed elettorale? Berlusconi ritorna alle larghe intese? SEMESTRE EUROPEO Il partito convinto che solo il Paese unito possa vincere ilfrontedelrigoreineuropa ELEZIONI A MAGGIO Berlusconi preoccupato per l agibilità politica durante la campagna elettorale Trattative Silvio Berlusconi vorrebbe che Renzi si presentasse in Europa con riforme condivise GIUSEPPE LAMI/ANSA ForzaItaliatendelamano alpremier: Insiemecontro lapoliticadell austerità Brunetta: È necessaria una maggioranza più ampia di questa Renato Brunetta, che del «Mattinale» è l ispiratore, spiega che «alla lunga le due maggioranze non reggono: o diventa una o si spacca tutto». Il presidente dei deputati azzurri è esplicito: si dovrebbe andare verso «una sola maggioranza quando c è idem sentire per le riforme istituzionali e l azione di governo: distinguerle è una pia illusione». Più chiaro di cosi... Brunetta va oltre proprio sul piano dell azione del governo. L idem sentire, appunto, sulla diminuzione della pressione fiscale e sulle nuove regole del mercato del lavoro. Ma il punto nevralgico su cui insiste il capogruppo di Fi è il confronto europeo. Brunetta, che non parla a titolo personale, è interessato alle grandi scelte che Renzi dovrà compiere per mettere la parola fine alla politica dell austerità. «Queste svolte - precisa Brunetta - non si fanno con piccole maggioranze come quella che oggi sostiene Renzi. Ci vuole tutto il Paese dietro e non si può pensare che una svolta del genere possa essere fatta con obiettivi di tipo elettorale. Ti pare che la Merkel ti lasci sfondare il 3% perché tu devi fare bella figura alle Europee? O che tutta la comunità politica ti consenta di fare un operazione di questo tipo a solo tuo vantaggio». Secondo Brunetta dietro il premier ci deve essere «la grande forza del sistema Paese che si presenta unito in Europa». Unica maggioranza: come rispetto all attuale e alla composizione del governo? Ancora non c è una risposta. L importante è porre il problema politico: la necessità di stringere un patto come è stato fatto con le riforme istituzionali. Dice sempre Brunetta: «Del resto anche le questioni europee, la riforma del fisco, l attacco al debito pubblico e il taglio della spesa improduttiva fanno parte di una grande riforma istituzionale. Come fai a farla senza il consenso del Paese?». I tempi per scrivere questo patto ci sarebbero. Brunetta fa presente l agenda europea e ricorda che entro aprile bisogna presentare il Def, i piani nazionali delle riforme, il programma di stabilità. L Europa li analizzerà a maggio e li approva nel consiglio di giugno. «L Italia potrebbe presentare un pacchetto unitario e una strategia concordata tra le maggiori forze politiche. Altrimenti non c è alcuna speranza che Italia possa avere successo. Un dibattito divisivo renderebbe il nostro Paese molto fragile nel momento in cui chiediamo deroghe in Europa». Fin qui Brunetta, che di tutto questo avrebbe parlato con Berlusconi. Il quale teme il risultato elettorale delle Europee e vorrebbe mettere il cappello sull azione di governo. Per la verità la sua maggiore preoccupazione è personale. Dietro l angolo c è il 10 aprile: il Tribunale di sorveglianza di Milano dovrà decidere se metterlo agli arresti domiciliari o riconcedergli i servizi sociali. Una data spartiacque. In gioco c è la libertà personale di un ex premier e del leader di una parte importante dell opposizione che sta collaborando alle riforme istituzionali e alla legge elettorale. La libertà del leader di un partito che al voto europeo del 25 maggio farà di tutto per non farsi prosciugare i consensi da Grillo e da Alfano. Ma il Cavaliere si guarda soprattutto da Renzi. E l amico Matteo il più insidioso con quelle «ricette liberali» che Alfano cerca di intestarsi per portare l asticella di Ncd sopra la soglia del 4%. Fi non dà molto peso a Ncd. Altra cosa è il Pd a trazione Renzi. Verdini considera Matteo «pericolosissimo»: «Lui è vent anni avanti alla sinistra e parla direttamente ai nostri elettori».

7 LA STAMPA. Primo Piano. 7 R GERMANIA 49,7% Il nodo dei licenziamenti In Germania le tutele per i lavoratori stabili sono maggiori di quelle italiane: l'ocse assegna a Berlino un indice di protezione del lavoro (EPL) pari a 3 contro l'1,7 del nostro paese il caso ROBERTO GIOVANNINI ROMA Ci siamo: oggi a Berlino Matteo Renzi va a cercare qualunque cosa somigli a un via libera della cancelliera Angela Merkel a una interpretazione più flessibile possibile delle regole europee sul debito e sul deficit dell Italia. Ovviamente, il summit formalmente non ha affatto come tema esplicito soltanto il tetto del 3 per cento. Oppure - come pure spera fortemente il premier italiano - un qualche commento elogiativo della Merkel al pacchetto di riforme allo studio dell Esecutivo italiano. Renzi, insieme a sei ministri, discuterà così «del rilancio dell Unione Europea, in vista del semestre di presidenza italiano», della crisi ucraina e dei rapporti economici tra i due paesi. Intervista TONIA MASTROBUONI INVIATA A BERLINO Alla vigilia dell incontro di oggi con Angela Merkel, l economista Daniel Gros invita a non farsi troppe illusioni sulla benevolenza dei tedeschi nei confronti di Matteo Renzi. Troppo inesperto, secondo il direttore franco-tedesco del think tank brussellese Ceps. Soprattutto, dopo che l Italia non ha quasi prodotto riforme, c è ancora «un problema di credibilità». La domanda di fondo che l establishment tedesco si pone, in camera caritatis, è «perché Renzi dovrebbe riuscire là dove Monti e Letta hanno fallito?». E non lo convince neanche la tesi dell ultimo treno per l Italia: «lo dicevano tutti già con Monti». Gros, pensa che Renzi possa ottenere margini, domani a Berlino e successivamente a Bruxelles, per far ripartire la crescita, magari sforando ancheiparametridelpattodistabilità? «A me francamente sembrerebbe strano, dopo che Renzi ha detto che rispetterà il 3 per cento. Ricordatevi che avete anche un problema enorme di debito. E di credibilità». Lo spread tra Btp e Bund 186 punti Inagendacontienonsolo PiùindustrianellaUe Al vertice sei ministri, ci sono anche Padoan e Mogherini Renzi sarà accompagnato nella capitale tedesca da ben sei ministri: il titolare dell Economia Pier Carlo Padoan, quella dello Sviluppo Economico Federica Guidi, quello delle Infrastrutture Maurizio Lupi, del Lavoro Giuliano Poletti, della Difesa Roberta Pinotti e degli Esteri Federica Mogherini. Ministri che hanno programmato colloqui bilaterali con i loro omologhi tedeschi. Naturalmente, quelli più attesi saranno gli incontri tra Padoan e Wolfgang Schauble, con l italiano a dimostrare la solidità dei conti e dei progetti economici, e quello tra Mogherini e il collega Frank-Walter Steinmeier. Qui si parlerà di Ucraina e degli esiti del Scettico L economista Daniel Gros è direttore del think tank Ceps Perchéabbiamounproblemadicredibilità? «Perché venite da anni di annunci di riforme che poi non sono state fatte, intendo riforme strutturali, non solo aggiustamenti di bilancio. E anche il vostro presidente del Consiglio ha qualche problema in più di credibilità». In che senso? «Matteo Renzi è stato, fino a poco tempo fa, sindaco di una città importante, ma piccola. Non ha molta esperienza. Inoltre, come dicevo, veniamo da anni di annunci che raramente si sono trasformati in riforme. Voglio dirlo molto Il confronto 5,5% Disoccupazione 12,9% Media Ocse: 16,3% Disoccupazione Media Ocse: 16,3% giovanile 8,1% Tassazione sul lavoro Pressione fiscale Stipendio medio Ore di lavoro all anno (dati riferiti al 2011) Crescita I trim (previsione Ocse) Competitività (Doing Business 2014) La preparazione dei documenti necessari all'esportazione di merci Le delegazioni presenti all'incontro di oggi Incontrano la Merkel Mario Greco, group ceo delle Generali, Fulvio Conti, ad dell'enel, Giovanni Aleotti del gruppo Menarini chiaramente: perché Renzi dovrebbe fare meglio cose che prima di lui persone serie come Mario Monti ed Enrico Letta non sono riuscite a fare?». Secondo lei questo è anche il punto di vista di Angela Merkel? «Non lo dirà mai pubblicamente, così come l establishment a Berlino non dirà mai quello che pensa davvero su Renzi, ma i dubbi sono questi. Come fa uno con così poca esperienza a trasformare un Paese? E, soprattutto, perché dovrebbe riuscirci, quando Monti e Letta prima di lui non ce l hanno fatta?». Forse perché molti si rendono ormai conto, elohannoscrittoanchemoltigiornali tedeschi, che Renzi è l ultimo treno per cambiare l Italia? «Lo dicevano tutti anche con Monti, mi creda». Ma rispetto all era Berlusconi qualcosa è cambiato, non pensa che Merkel abbia una predisposizione positiva nei confronti di Renzi? Lo ha incontrato quando eraancorasindaco, parecisiaunasimpatiatradiloro. «Le simpatie lasciamole ai giornalisti. Angela Merkel è una persona molto razionale, che guarda ai fatti. Renzi deve ancora Dall'altra parte del tavolo il numero uno di Allianz Michael Diekmann e gli ad di Eon Johannes Teyssen e di Merck Kenneth Frazier 42,4% ITALIA 47,6% 37,1% del Pil 42,9% del Pil 3,7 % $ 21 posto $ ore ore richiede 4 giorni di tempo 0,7 % 65 posto richiede 11 giorni di tempo $$$$$$$$$un costo di 175 dollari un costo di 180 dollari $$$$$$$$$ LA STAMPA Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, vedrà il suo omologo Ulrich Grillo Consiglio Affari Esteri Ue in cui si decideranno sanzioni contro la Russia, della presidenza italiana dell Ue, dell Expo 2015 ma anche del caso dei due marò. E si farà anche il punto sui solidi rapporti economici bilaterali tra i due paesi: la Germania è il partner principale dell Italia e i due sistemi produttivi registrano un buon grado di integrazione con alleanze e collaborazioni di rilievo in campo industriale e finanziario. Anche per questa ragione al vertice berlinese partecipa anche Confindustria con una delegazione al massimo livello. Il presidente dell associazione degli industriali Giorgio Squinzi così incontrerà Ulrich Grillo, il suo collega della Bdi (appunto, l associazione datoriale tedesca). Ad accompagnare Squinzi ci saranno dei «pesi massimi» come l amministratore delegato di Enel Fulvio Conti, Lucia Aleotti dell azienda farmaceutica Menarini, e l amministratore delegato di Generali Mario Greco. Tra le altre cose è prevista la stipula di un accordo tra le due associazioni per sostenere in vista del Consiglio Europeo il cosiddetto «industrial compact», ovvero l iniziativa che chiede all Unione Europea misure e iniziative concrete per far risalire la quota del Pil generato dall industria manifatturiera nel Vecchio Continente al 20 per cento entro il Gros: Nonvifateillusioni sullabenevolenzatedesca L Italiamancadicredibilità produrli. Voglio citarle un altro elemento di perplessità: l attuale governo, fatto di persone giovani, non è certo migliore dei due che lo hanno preceduto: Letta e Monti avevano messo su delle ottime squadre. Perché dovrebbe riuscire a fare di più?». Forse proprio perché si tratta di giovani, che hanno tutto l interesse a lasciare un segno. Ad esempio, sul lavoro. «Con il Jobs Act si va nella direzione giusta, sono sicuro che anche i tedeschi lo pensano. Ma bisogna aspettare che i proponimenti siano leggi, allora si potrà dare un giudizio». Si è parlato anche molto dei mandarini nel settore pubblico, dei boiardi di Stato che potrebbero rappresentare un ostacolo agli obiettivi di questo governo. Lei che ne pensa? «Penso che questa discussione sia molto pericolosa. Una volta si diceva che i mandarini italiani fossero la salvezza dell Italia, che la classe dirigente nascosta nei ministeri e negli uffici pubblici, di grandissima qualità, fosse uno dei segreti del perché l Italia andava avanti nonostante tutto. Mi sembrerebbe rischioso sotttoporli al potere politico, che è invece sempre stato un punto debole del vostro Paese». Camere con vista CARLO BERTINI Sulle pensioni degli insegnanti primo esame per il governo Teatro, la commissione Bilancio, crocevia di tutte le leggi in materia economica che impegneranno il governo di qui ai prossimi mesi. Atto primo: domani mattina andrà in scena la prima prova del nove sui cosiddetti quota 96 della scuola, con il voto sulla proposta di legge Ghizzoni-Damiano che ha come relatrice Barbara Saltamartini, vicepresidente della commissione e portavoce di Ncd. Nell ultima seduta tutta la commissione si è espressa all unanimità a favore, per coprire un errore materiale della legge Fornero, che aveva calcolato l andata in pensione degli insegnanti nati nel 52, anziché a settembre, a gennaio: questo meccanismo, anche correlato agli anni successivi, aveva costretto un certo numero di persone, (all inizio una platea stimata di novemila, poi ridotta a quattromila) a non poter andare in pensione, pur avendone il diritto anche con la legge Fornero. Tutti costoro, uscendo prima, avrebbero fatto posto ai giovani insegnanti in graduatoria da anni. Una vicenda che va avanti da un anno e mezzo e che ha provocato la nascita di comitati, dibattiti e sit-in. Non solo la prima, ma anche la seconda proposta di legge indica coperture che il Ministero dell Economia non sostiene, ma la relatrice non è disposta ad arretrare ed ha preannunciato che si pronuncerà a favore del provvedimento, caldeggiato da tutte le forze politiche, dai 5 Stelle a Sel passando per il Pd. Quindi è probabile che martedì, quando ci sarà il redde rationem, la vicenda diventerà una piccola grana per il governo: che dovrà decidere se dire no, provocando una prima tensione nel rapporto con la commissione e la sua maggioranza. A quanto ammonta l onere? Inizialmente in 400 milioni di euro, ma poi dopo un esame della commissione, si sono limitate le coperture solo all andata in pensione, slittando il pagamento del tfr negli anni a seguire. Quindi si tratta di circa 150 milioni di euro. E il presidente della Commissione, Francesco Boccia, grande amico di Letta, è pronto a dare il suo parere positivo. «Dobbiamo essere veloci e risolvere i problemi della gente. Diremo che questa copertura va trovata, chiederemo al governo di dare il via libera e in quel caso la commissione indicherà altre poste».

8 LA STAMPA 8

9 LA STAMPA. Primo Piano. 9 CENTROSINISTRA IRAPPORTICONSEL U Intervista RICCARDO BARENGHI ROMA Presidente Vendola, la sua prima reazione alle riforme annunciate da Matteo Renzi è stata positiva. Anche lei è diventato renziano? «No no, questa attitudine in voga sulla scena pubblica alla semplificazione referendaria non mi appartiene. Le confesso anzi che dal siluramentodienricolettaaldiscorso di insediamento in Parlamento, fino alla pirotecnica conferenza stampa di mercoledì scorso, Renzi si è dimostrato padrone di questotempo.eiohopensatodi essere ormai inattuale». Peròleihasubitoapprezzato l annuncio sugli 85 euro... «Noi non siamo iscritti al partito del tanto peggio, tanto meglio.conosciamolepeneei dolori del Paese, siamo in gradodivalutarenelmeritoi provvedimenti del governo. E anchedicogliereilsensogenerale dell operazione che è stata proposta. E dunque dico chelanotiziadegli85euroè un dato positivo, si comincia finalmenteacapirechenonsi può uscire dal pantano della crisisenonsiridàossigenoa quei soggetti sociali che l au- sterityhamessoinunacondi- zione di apnea. Detassare il lavorovabeneovamale?iorispondochevabene.cosìcome va bene l aumento della tassazione sulle rendite finanziarie». E l annuncio sulla revisione del programma F35? «Sarebbe un altra crepa che si aprenelmurodigommadella falsa realpolitik». Einvececos èchevamale? «Va male, anzi malissimo la riforma del mercato del lavoro. Così si introduce una generalizzazione del precariato, la defi- Le slide della discordia Nichi Vendola racconta di essersi sentito di un altra epoca alla visione della «narrazione» renziana durante la prima conferenza stampa del premier a Palazzo Chigi nireiuncolpoallanucadellaci- viltà del lavoro». Addirittura? «Sì, addirittura. Perché contratti di tre anni svincolati da qualunque causale rappresentano soltanto l universalizzazione del precariato, così come l apprendistato che invece di essere un tirocinio formativo diventa semplicemente lavoro precario mutilato da rilevanti percentuali di retribuzione. Continua insomma a vivere l illusionefruttodiunaverasuperstizione ideologica, ossia Nichi Vendola l ideachetantopiùillavoroè privo di tutele e diritti, tanto più può dilagare negli sconfinati territori della domanda di lavoro. Non è affatto così, mutare le regole non produce lavoro». Che animale politico è Matteo Renzi? «Lui rappresenta una straordinaria novità, senza dare alla parola novità alcuna accezione di valore. Non è un aggiornamentodimontiodiletta,mapropone una rivoluzione radicale nelleformeenellostile,chepoi sono il primo contenuto della MAURIZIO BRAMBATTI/ANSA Vendola: Renzièlanovità Mifasentireinattuale Il leader di Sel: malissimo sul lavoro, bene l addio alla realpolitik degli F35 politica. Fa della velocità un valore capace di scardinare l universo di lentezze parassitarie e pigrizie corporative che abbiamo conosciuto finora. Pone il tema del cambiamento con una forza narrativa che, in quanto espertadituttiigeneridiseduzione dell opinione pubblica, precipita nella vita di una Paese stremato come un discorso forte. Da un lato compie un operazione propagandistica che se venisse trasferita in atti concreti andrebbe a scontrarsi contro alcuni architravi della politica europea dell austerity. Dall altro però recupera una connotazione sociale che vede l impresa come la vera forza motrice del Paese, con il lavoro collocato dentro una dimensione individuale sconnessa da qualsiasi comunità o classe. E viene proiettato in una sorta di garaincuisisalvasolochièpiù bravo. Questo è il messaggio della retorica renziana». Una retorica che a lei non piace,pardicapire. «Guardi, io penso che Renzi vada preso molto sul serio, senza pregiudizi. Non lo dobbiamo considerare né l ultima incarnazione di Lucifero né l angelo vendicatore che torna sulla terra». Ma Renzi è di destra o di sinistra? «Non è questa la sua alternativa.luinehasceltealtre:vecchioonuovo,lentooveloce». Trova qualche affinità con Berlusconi? «Be, premesso che il berlusconismo è penetrato a fondo nella società, direi che Renzi ne eredital ideadiunaspeciedisuper-eroe che ha una relazione epidermica con il popolo». E voi di Sel pensate a una futura alleanza con questo supereroe? «NoiinsiemeconilPdabbiamo vinto e governiamo molti comuniemolteregioni.oggiperòil PdèalgovernoconAlfanoeil suo partito, una miscela di trasformismo e di anacronistico clericalismo. Questo è il peccato originale del Partito democratico, dal quale deve emendarsi. Noi, dall opposizione, lo sfidiamo a costruire insieme a noi un nuovo centrosinistra».

10 10. Primo Piano.LA STAMPA gg Dossier/Laspendingreview ICACCIA ITALIANI LalineadiRenzi: AvanticongliF35 malirivedremo Il ministro: prima però decidiamo una strategia FRANCESCO GRIGNETTI ROMA Il ministro Pinotti ha ragione a dire che risparmieremo molti soldi dalla Difesa: 3 miliardi di euro, non tutti dagli F35, ma dal recupero delle caserme e dalla riorganizzazione delle strutture militari. Sugli F35 continuiamo con i programmi internazionali e una forte aeronautica ma quel programma sarà rivisto». Annunciato, atteso, quasi scontato, arriva l input di Matteo Renzi. Lo dice al Tg5. Visto che bisogna risparmiare, e che occorre trovare la copertura da 10 miliardi per il taglio dell Irpef agli stipendi più bassi, è la spesa militare a pagare il conto maggiore. E anche se il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, era stata finora molto più cauta, il premier ha capito che quella contro gli F35 è una battaglia arcipopolare. 45 caccia È il numero degli F35 a cui si potrebbe rinunciare secondo la relazione approvata dal Pd Lei, la Pinotti, fino all ultimo, finché Renzi non ha rotto gli indugi ieri sera, aveva ripetuto un altro mantra. «Ripensare, ridurre, rivedere». L aveva detto di nuovo ieri all Intervista di Maria Latella su Sky Tg24. Dietro c era un iter molto più lungo di quello che desiderava il premier. «E lecito diceva la Pinotti - immaginare una razionalizzazione. Si può ridurre e rivedere. Ma prima bisogna chiedersi che difesa vogliamo, quale tipo di protezione ci può 2,2 miliardi Il piano dei tagli alla Difesa previsto dalla spending review di Cottarelli: ma il ministero non ci sta L Aeronautica militare considera l F35 indispensabile ma il programma è costoso e molto discusso ANSA servire». E qui si tornava al «ripensare» che lei da giorni mette innanzi a ogni altro ragionamento, premessa che tra l altro piaceva molto anche al Quirinale, dove nei prossimi giorni si terrà un cruciale Consiglio supremo di Difesa con il Capo dello Stato, i ministri e i capi di stato maggiore. Prima di tagliare questo o quello, il ministro Pinotti intendeva aspettare la discussione finale in Parlamento sulle nuove armi per la Difesa. «Aspettiamo la fine dell indagine conoscitiva in corso alla Camera per prendere le decisione». A quella, avrebbe dovuto seguire la redazione di un Libro Bianco sulla Difesa: «Un documento spiegava in Parlamento qualche giorno fa - che ci aiuti anzitutto a raggiungere la sintesi politica fra le diverse necessità che dobbiamo soddisfare, e che poi fornisca le linee guida per pianificare nel medio e lungo termine le nostre capacità di difesa». S immaginava un lavoro aperto ai contributi dei parlamentari, degli uffici studi, di chi segue la politica estera e la politica militare, e persino della società civile, ricercatori e pacifisti inclusi. E nel frattempo? Un pezzo di lavoro che Renzi dà per acquisito e che la Pinotti dovrà gestire. «Il ministero della Difesa è pronto a fare la sua parte per i risparmi, in particolare a tagliare il personale e a chiudere 385 caserme o presidi, per poi vendere gli immobili Sarà allestita una task force attiva 12 ore al giorno per non perdere tempo per mettere i beni della Difesa a disposizione dei Comuni, degli enti locali e anche dei privati. Da tanti anni ci sono immobili fermi, risolvere questo problema non sarà semplice ma è un dovere patriottico». Non solo dismissione di immobili, però. Ma anche dimagrimento di organici: la Difesa, infatti, ha già elaborato una autoriforma, trasformata in legge nel 2012, che prevede il ridimensionamento degli organici dagli attuali 190 mila a 150 mila soldati (entro il 2024) e il pensionamento anticipato di 20 mila dipendenti civili. Qui s inquadra il taglio delle 385 tra caserme e sedi. Detto ciò, un braccio di ferro era in atto e Renzi sembra aver deciso. Sul suo tavolo c era una relazione della delegazione Pd in commissione Difesa che documenta 1,5 miliardi di possibili risparmi all anno sulle spese militari, rinunciando a 45 cacciabombardieri F35 della Lockheed Martin sui 90 preventivati; rinviando a tempi migliori il Programma Forza Nec (che costerebbe 22 miliardi di euro nei prossimi 25 anni); vendendo una delle due nostre portaerei. Di contro, la relazione prefigura maggiori spese nel settore navale, dovendo la nostra Marina dotarsi di nuove navi, e propone d investire su un concorrente dell F35, l Eurofighter, che è di produzione interamente europea. Renzi godrà di un appoggio bipartisan. Nell ambito della commissione Difesa sono esplicitamente a favore di un dimezzamento degli F35 sia Giampiero Scanu, capogruppo del Pd, sia Salvatore Cicu, capogruppo di Forza Italia. Bassanini: Debiti p.a. il Tesoro fermò Letta LUIGI GRASSIA C è un dubbio che serpeggia da quando Renzi ha promesso di pagare (e anche in fretta) i pagamenti della pubblica amministrazione alle aziende private: ma il suo predecessore, Enrico Letta, non ci aveva già provato, con risultati solo parziali e insoddisfacenti? Come e perché adesso il nuovo premier dovrebbe fare di meglio? Ieri il presidente della Cassa depositi e prestiti, Franco Bassanini, ci ha fatto fare un passo avanti nella comp rensione del problema, spiegando (se non altro) che cos è che ha bloccato Letta. Nella trasmissione di Raitre «In mezz ora», Bassanini ha rivelato che Enrico Letta voleva sbloccare al più presto e in toto i pagamenti dei debiti, ma è stato fermato dalla struttura del Tesoro: «C è stata una serie di obiezioni da parte dell amministrazione del ministero dell Economia, timoroso che potesse emergere un debito che l Europa non voleva emergesse». Svelato il retroscena, c è da chiedersi se adesso Renzi non andrà a sbattere contro lo stesso ostacolo. Secondo Bassanini, questo rischio non c è, oggi le cose stanno 68 miliardi di euro La somma dei pagamenti arretrati della pubblica amministrazione che può essere pagata entro luglio diversamente. «Il ministro Padoan - ha detto il presidente della Cdp - sui debiti della pubblica amministrazione è pienamente impegnato a sostenere questa soluzione. E dico di più, la preoccupazione che l Europa non sia d accordo è smentita innanzitutto dalla famosa dichiarazione di Olli Rehn e di Tajani del marzo dell anno scorso, e poi dal fatto che, ancora recentemente, l Europa ha detto: pagate i debiti della pubblica amministrazione altrimenti vi sottoponiamo a procedura di infrazione. È chiaro che l Europa, sempre a patto che sia rispettata la condizione di stare con il deficit dentro al limite del 3% del Pil, vuole che quei debiti vengano pagati alle aziende». E allora entro quando saranno pagati i debiti? Bassanini ha detto che la scadenza del 21 settembre, ipotizzata da Renzi, «è credibile» per il totale della cifra, ma ha aggiunto che per i debiti della pubblica amministrazione di parte corrente «che sono il grosso», il saldo è possibile «molto prima della fine di luglio, bastano due o tre mesi». Invece per la parte residua dei debiti, cioè «per quelli in conto capitale, siccome bisogna trovare la copertura, i tempi sono un pochino più lunghi», ma secondo Bassanini a settembre sarà tutto risolto. INVESTIRE NEL LUNGO TERMINE. RISPARMIOGESTITO, UN PONTE PER IL FUTURO INGRESSO GRATUITO. ISCRIVITI SU MAIN PARTNER PARTNER

11 LA STAMPA. Primo Piano. 11 g -385 le strutture Il ministro Pinotti vuole offrire le caserme inutili agli enti locali oppure venderle a privati civili Il ministero della Difesa farà a meno anche di molti dipendenti negli uffici 1,5 miliardi Il risparmio annuo sul bilancio della Difesa possibile con l insieme dei tagli previsti IL PIANO LaDifesaaccelera lariduzione diorganiciecaserme LaPinotti:imilitaricalerannoda190a150mila ANTONIO PITONI ROMA Il tema è quello della spending review. E il ministero della Difesa è pronto a fare la sua parte. La cura dimagrante la prescrive direttamente Roberta Pinotti. Con una ricetta a base di tagli al personale da un lato, chiusure di caserme, presidi e vendite di immobili dall altro. Intervistata da Maria Latella su SkyTg24, il ministro ribadisce gli impegni assunti al Senato mercoledì. Impegni che Il ministro della Difesa Roberto Pinotti RICCARDO ANTIMIANI/ANSA inizieranno a tradursi in fatti con un provvedimento ad hoc che approderà entro un mese in Consiglio dei ministri. Parallelamente sarà allestita una task force, ha annunciato la Pinotti, «per dare risposte, per non perdere tempo, per mettere i beni della Difesa a disposizione dei Comuni, degli Enti locali e anche dei privati». Una priorità per il ministro della Difesa. Perché «da tanti anni ci sono immobili fermi, risolvere questo problema non sarà semplice ma è un dovere patriottico». Le cifre le dà la stessa Pinotti: 385 in tutto le caserme e i presidi da chiudere per poi vendere i relativi immobili. Numeri ritoccati al rialzo rispetto a quelli illustrati il 12 marzo al Senato dal ministro della Difesa che, a Palazzo Madama, aveva parlato di 368 provvedimenti («166 soppressioni e 202 riorganizzazioni») che interesseranno «le strutture di vertice, operative, logistiche, formative e territoriali». Un accelerazione che, al di là dei titoli, non sarà certamente facile imprimere se è vero come è vero che di dismissione degli immobili delle Forze armate si parla ormai da anni senza risultati. Ulteriore capitolo della spending review riguarderà il personale. «Stiamo passando da 190 a 150mila militari da qui al 2024, e pensiamo di tagliare 20mila unità del personale civile della Difesa. E se ci sono ancora attendenti, li taglieremo», assicura davanti alle telecamere di Sky la Pinotti, confermando le cifre già illustrate al Senato. Un fronte, quello dei tagli e della riorganizzazione del personale, su cui erano già intervenuti già due decreti legislativi del 28 gennaio (governo Letta) entrati in vigore il 26 febbraio. Il primo, recante disposizioni «in materia di revisione in senso riduttivo dell assetto strutturale e organizzativo delle Forza armate», ne disciplina il «riordino» delle aree tecnicooperativa e tecnico-amministrativa, le «attribuzioni del Capo di Stato maggiore della difesa» e la «razionalizzazione del Comando operativo di vertice interforze». Il secondo («Disposizioni in materia di personale militare e civile del ministero della Difesa»), detta misure per la «riduzione delle dotazioni organiche complessive dell Esercito italiano, della Marina militare, escluso il Corpo delle capitanerie di porto, e dell Aeronautica militare». Fissando a 150mila unità il tetto massimo degli organici. Nel dettaglio, 9mila ufficiali nell Esercito, 4mila nella Marina e nell Aeronautica; sottufficiali nell Esercito, della Marina, dell Aeronautica; volontari dell Esercito, della Marina, dell Aeronautica. Totale: unità nell Esercito, nella Marina e nell Aeronautica. ROMA capitolo dedicato all Aci e alla Motorizzazione C è un civile, nelle 33 schede che il commissario straordinario alla Spending Review Carlo Cottarelli ha predisposto e portato all attenzione di Matteo Renzi. Uno scandalo annoso, le duplicazioni tra i due enti. Siccome però ogni opera di razionalizzazione ha già visto scornati Romano Prodi e poi Pierluigi Bersani, meglio aspettare prima di cantare vittoria. Un indispensabile passo indietro: l Automobile club italiano è un associazione sportiva, inquadrata nel Coni. In origine doveva occuparsi di gare. Con il tempo è finita per fare di tutto e di più. Ha 106 comitati provinciali, con presidenti e organismi vari, per un totale di 800 poltrone ben remunerate. Ha circa 3000 dipendenti. E ha una fonte di guadagni eccezionali: la gestione del Pra, il pubblico registro automobilistico, che gli rende circa 200 milioni di euro all anno, più 50 circa per il servizio di riscossione del bollo auto. E una tassa occulta che pagano gli automobilisti e che rappresenta quasi il 90% delle entrate dell Aci. Quel che Cottarelli ha scoperto è che anche le Motorizzazioni fanno lo stesso lavoro: i registri automobilistici sono due. Perché non fondere i due enti, allora? Tanto più che il personale dell Aci pesa per 35 milioni di euro circa all anno. Il resto sparisce in un gorgo di società controllate di primo e di secondo livello, su cui ha un bel gridare la Corte dei Conti. Un meccanismo barocco, quello dell Automobile club. A capo di tutto c è l Aci nazionale: un presidente, l ingegnere leccese Angelo Sticchi Damiani (236 mila euro di stipendio), tre vicepresidenti (105 mila euro), un segretario generale (oltre i 300 mila) e un Comitato esecutivo. Poi ci sono i club a livello provinciale, ciascuno con il proprio presidente (i più importanti con incarichi anche a livello nazionale). Poi le società strumentali di primo livello: Aci Informatica, Aci Progei, Aci Vallelunga, l agenzia turistica Ventura, la Sara assicurazioni, l agenzia Radio traffic, Aci Global, Aci Sport, Aci Consult, Aci Mondadori. Queste ultime danno vita a società Aci di secondo livello. Si prenda l Aci Consult, sempre presieduta MOTORIZZAZIONE E DINTORNI L Aciversolasforbiciata unregistro-doppione checosta200milionil anno Parchimetri e incidenti: gli strani affari del secondo livello 3000 dipendenti È il numero delle persone che lavorano per l Aci, distribuite in 106 comitati provinciali Una sede dell Automobile Club italiano 35 milioni Il costo annuo del personale dell Automobile Club stimato dalla spending review di Cottarelli 90 per cento Il 90% degli introiti dell Aci è rappresentato dalla gestione del Pra e dalla riscossione del bollo auto PIERPAOLO SCAVUZZO/EIDON «COSTI INGIGANTITI» Sui parcheggi romani una condanna a risarcire 700milaeuroaRoma dall ingegner Sticchi Damiani: controlla Aci Project, Crp, Cnp, più partecipazioni minori. Da notare che le società di secondo livello non hanno obbligo di rendicontazione, né sono obbligate a rispettare il codice degli appalti, né rispondono alla spending review: già, perché i loro soldi sono pubblici, ma figurano giuridicamente come società private. Ed è nel tortuoso andirivieni tra Aci e società di primo livello, che poi affidano gli incarichi alle società di secondo livello, le quali infine sono libere di dare ricche consulenze a chi vogliono, che si spendono milioni di euro all anno. Un esempio: il 16 ottobre scorso, il Comitato esecutivo con l astensione doverosa dell ingegner Sticchi Damiani, essendo in evidente conflitto di interessi prende atto che bisogna onorare gli impegni presi dall Aci nazionale con l Istat, ossia la rilevazione statistica degli incidenti stradali, perciò affida la pratica alla società Aci Consult, la quale a sua volta ha appositamente dato vita a una società di secondo livello, la Aci Project srl. Quando? Il giorno prima. Meccanismo bizantino, a dir poco. Ma è un vizietto antico, questo delle opache società Aci di secondo livello. La Corte dei Conti ha depositato la sentenza definitiva sul meccanismo dei parchimetri a Roma che ha visto protagonista una società di secondo livello di Aci Consult (la Crp, che sta per Compagnia romana parcheggi): avrebbe dovuto organizzare la sosta a pagamento nella Capitale, documentare le spese, tenersi una percentuale, e il resto sarebbe dovuto andare al Comune. Ebbene, scrive la Corte, «i costi sono stati ingigantiti». E al Comune andavano le briciole. Un esempio solo, ma significativo: la Crp distribuì migliaia di autoparchimetri individuali, apparecchietti a ricarica, da esporre sul cruscotto. Li fatturarono a 120 mila lire l uno. La Guardia di Finanza scoprì che li compravano al doppio del prezzo reale (il produttore li vendeva a 50 mila lire) da una società cugina, la Cnp, sempre controllata da Aci Consult. Per quella vicenda, la Crp è stato condannata a risarcire 700 mila euro al Comune di Roma. [FRA. GRI.]

12 12. Primo Piano.LA STAMPA MALAYSIA IL MISTERO DEL VOLO MH370 U L ombradialqaedasull aereofantasma Gli Stati Uniti: sequestrato per essere poi usato come missile. Sospetti sul pilota e sui separatisti uiguri MAURIZIO MOLINARI CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME Un agente malese studia le rotte aeree alla ricerca del Boeing 777 sparito lacamerausa,ipotizzicheal Qaeda si sia impossessata del Boeing per«usarlo come un missile» in maniera analoga a quanto fece l 11 settembre 2001 con i quattro aerei lanciati contro Washington e New York. Laterzapossibilitàèchea impossessarsi del volo siano EDGAR SU/REUTERS stati gli uiguri già responsabili del recente attacco con coltelli a una stazione ferroviaria in Cinachehacausato29vitti- me.pochigiorniprimadelde- Le ultime parole dall aereo malese scomparso arrivaronoallatorredicontrollodi Kuala Lumpur dopo la disattivazione dei sistemi di comunicazione di bordo e ciò lascia supporre un dirottamentoperilqualevisonoal momento tre possibili sospetti: almeno uno dei piloti, Al Qaeda oppure i separatisti uiguri. ÈstatoilministrodellaDifesa malese, Hishammuddin Hussein, a rivelare che quando una voce dall aereo disse «All right, Good night»(tutto a posto, buonanotte) alla torredicontrolloisistemidisegnalazione«acar» erano già disattivati, con l aggiunta che l identificatore del volo sulle rotte commerciali era stato spento separatamente. Daquiilsospettochequalcunoabordoabbiadisattivatoi segnalatoriepoidettoaterrachetuttoeraregolarealfinedispariredairadareimpossessarsi del Boeing decollato da Kuala Lumpur alla volta di Pechino. Sebbene il dirottamento resti solo un ipotesi porta con sé l interrogativo sulla matriceeatalepropositosonotrelepisteche,dalondraa Pechino, gli investigatori seguono. La prima riguarda Zaharie AhmadShah,ilpilotadelvolo MH370,cheèunferventeseguace del leader dell opposizione malese Anwar Ibrahim, condannato a cinque anni di prigione per sodomia il giorno prima del decollo dell aereo. La polizia malese ha perquisitolacasadiahmadshahtrovando un simulatore di volo che ora viene esaminato cercando indizi. C èpoilapistadialqaeda chevienedalondraperchéil «Sunday Telegraph» ha rivelato che l anglomusulmano Sajit Badat, condannato nel 2005 per terrorismo nei ranghi di Al Qaeda, ha dichiarato durante ilprocessoincorsoanewyork adabughaith-nipoteedex portavoce di Osama bin Laden - di aver incontrato in Afghanistan«4o5jihadistimalesi, unodeiqualieraunpilota», consegnandogli«una scarpa munita di microbomba» per far saltare la porta della cabina di pilotaggio. L intelligence britannica ritiene Badat una «fonte credibile» e questo spiega perché Michael Mc- Caul, presidente della commissione Sicurezza Interna alcollodelvolomh370unavoce anonima aveva chiamato l aeroporto internazionale di Pechino chiedendo «l indipendenza della Turchia Orientale» come i separatisti uiguri definiscono la regione del Xinjang. Lo scenario di un dirottamentoportalataskforcemalesecheguidaleindagini-con il sostegno di 25 Paesi, inclusi Usaedeuropei-aprocederein due direzioni: l esame minuzioso delle identità delle 239 persone a bordo per verificare la presenza di individui«a rischio» e i controlli sui territori dialmeno15paesidoveilboeing potrebbe essere atterrato.sono634lepisteconlecaratteristiche necessarie secondo l aviazione civile australiana:45metridilarghezzae 1500 di lunghezza. Di certo, come spiega Rohan Gunaratna, esperto di terrorismo alla Nanyang Technological UniversityaSingapore,«seèun piano terroristico ha avuto preparativi lunghi». Da qui la necessità per gli investigatori di non escludere nulla: neanche il possibile decollo del Boeingconnuoveinsegneeidentificativi, per confondersi sulle rotte commerciali al fine di colpire l obiettivo prefissato. La storia ILARIA MARIA SALA PECHINO Il Boeing 777 della Malaysia Airlines MH370 è scomparso danovegiorni.apechinoè unadomenicagrigia,conilivelli di inquinamento che tornano a superare la soglia di sicurezza: le sessioni plenarie dell Assemblea Nazionale del Popolo e dell Assemblea Consultiva sono state chiuse giovedì, e tutte le fabbriche della capitale sono state riaperte, schiacciandolacittàtracieliplumbeie traffico esasperante. All Hotel Metro Park Lido, nel distretto di Chaoyang, più di duecento familiari restano in attesa di notizie deipasseggeridelvolochedakuala Lumpur doveva atterrare a Pechino diversi giorni fa(a bordo del Boeing c erano 153 persone di nazionalità cinese). Questo albergo degli Anni 80, uno dei primi hotel internazionali della capitale, è diventato il centro nevralgico di un dramma che nonhaprecedenti,edèquichevengono tenute le quotidiane conferenzestampaedacuiletroupetelevisive trasmettono gli scarsi aggiornamenti disponibili. E, quando possibile, è qui che vengono intervistati i familiari dei passeggeri, cosa sempremenofacile,manmanoche,contro ogni logica, il mistero dell aereo si infittisce, e i familiari dei passeggeri vengono sottoposti al prolungarsi di un angoscia e una frustrazione inedite. È possibile riconoscerli, mentre camminano con aria spersa per il lungo corridoio che divideindueilpianoterradellido, dai loro cappotti sgualciti e dai volti stanchi.maanchedalmodoincui cercano di evitare le televisioni e i numerosi giornalisti, e da come si riuniscono invece in piccoli gruppi nervosi, che tentano di fare il punto Traifamiliariinansia chesperanoneldirottamento Maallorasonoancoravivi In hotel a Pechino aspettando notizie: Vogliamo chiarezza MARK RALSTON/AFP I parenti dei passeggeri del volo MH370 nel Metro Park Lido Hotel di Pechino della situazione e preparare dichiarazioni collettive. Ogni documento, forza dell impotenza, ripete le stesse richieste: notizie più tempestive, chiarimenti, precisazioni. Comepuòsparirecosìunaereodi linea, grande settanta metri, in un epoca in cui perfino un telefonino rubato può essere rintracciato in pochi minuti? I familiari dei passeggeri delvolomh370sonoungruppodi persone disparato, non hanno quasi nulla in comune oltre alla rabbia sordacontrolamalaysiaairwayseilde- stino,ealdoloredi nonsaperechecosasiasuccessoai propri cari. La pressione li consuma.giàindiverse occasioni i cronisti sono stati fatti allontanare, affinché non testimoniassero delle improvvise liti. Alcune di queste prendono di mira i funzionari malesi che forniscono il bucherellato resoconto giornaliero delle infruttuose ricerche: gli incontri spesso finiscono con insulti e, in un occasione, con il lancio di bottigliette d acqua. Malatensioneètalecheinquesti giornianchelastampaèstatascacciataviainmalomodo,eperfinofrai gruppi dei familiari stessi ci sono statimomentiincuisièsfioratalarissa. Wen Wancheng, dello Shandong, ilcuifiglioènelvoloscomparso,più volte ha ripetuto a giornalisti e telecamere che«la Malaysia Airlines ha una grossa responsabilità in questa storia. Perché non fanno maggiore chiarezza?». Cammina davanti alla panetteria tedesca con gli occhi scavati dall ansia, la stanchezzaeildolore,incapacedicredere che un aereo possa smaterializzarsi in questo modo. Domenica, le notizie erano di nuovo contraddittorie. Alcune riescono ancora ad accendere la speranza, comequellacheben25paesiorasono coinvolti nella ricerca dell aereo, dall America alla Cina alla Francia. Altre appaiono senza senso: come quello strano tracciato a zig-zag che dovrebbe rappresentare il possibile percorso dell aereo una volta disattivato il radardibordo.maunasututteha d un tratto alimentato il desiderio di continuare a credere in un lieto fine: quella di un possibile dirottamento, dapartedeipilotistessiodipasseggeri del velivolo. La possibilità viene discussa intorno ai tavolini dello Starbucks dell Hotel Lido, e alla piccola panetteria tedesca dell albergo. Da quando l aviazione civile malese ha comunicato che è tecnicamente possibile chealcunideisegnali satellitari inviati dall aeromobile siano provenutidaterra,dinuovo, qualcuno osa accennare un sorriso. «Forse sono vivi, allora?», dice la signora Ma, immediatamente ripresa dalla televisione cinese, il cui cognato è nell aereo scomparso. Di nuovo, tutti cercano di chiamare i cellulari dei passeggeri del volo, cheavoltesuonanoavuoto.sitratta, sicuramente, solo di un segnale che rimbalza sui radar, ma ugualmente le dita corrono sui telefonini, e ancora chiamano, nella frustrante attesa di un miracolo. TENSIONE ALLE STELLE Insulti contro i funzionari della Malaysia Airlines «Siete voi i responsabili» ATTACCATI AL CELLULARE Tutti continuano a chiamare disperatamente. Ma i telefonini suonano sempre a vuoto

13 LA STAMPA. Primo Piano. 13 KAZAKHSTAN 45 metri di larghezza UZBEKISTAN KYRGYZSTAN TURKMENISTAN PAKISTAN Almeno 15 i Paesi in cui potrebbe essere atterrato il velivolo BANGLADESH MYANMAR CINA metri di lunghezza 634 le piste in cui avrebbe potuto atterrare l aereo (ma il 777 può toccare terra anche su una lunga strada sterrata) Le caratteristiche minime per far atterrare il Boeing L IPOTESI DI UN PIANO SIMILE ALL'11 SETTEMBRE: se alcuni dirottatori sono riusciti ad atterrare, potrebbero avere un piano per tornare ad adoperare l'aereo Oceano Indiano Dove potrebbe essere nascosto ISOLA DI MALÉ INDIA ISOLE ANDAMANE THAILANDIA LAOS VIETNAM 14 mila i chilometri di autonomia di un Boeing a serbatoio pieno INDONESIA 25 i Paesi impegnati nelle ricerche 4 mila i chilometri che il Boeing 777 della Malaysia Airlines potrebbe aver percorso dopo l ultimo contatto con la torre di controllo COME SFUGGIRE AI RADAR: per decollare dalla pista senza essere riconosciuto, il Boeing dovrebbe «nascondersi» dietro un regolare volo di linea, adoperando un codice di volo identico Centimetri LA STAMPA ANTONIO SCURATI SEGUE DALLA PRIMA PAGINA La progressiva derealizzazione delle nostre nicchie vitali, la loro crescente renitenza alla leva della vita vissuta, la montante difficoltà a fare presa su una realtà sempre più evanescente, ci ha resi incerti riguardo alla nostra stessa esistenza, ci ha indotti ad applicare ostinatamente la nostra residua intelligenza alla decifrazione delle bolle mediatiche. Abbiamo per questo vissuto come in preda a un attacco di panico permanente. Sempre inclini a sovrastimare i pericoli di morte imminente, siamo stati a lungo propensi a proiettare il paradigma apocalittico sullo schermo opaco della vita quotidiana di noi gente protetta e modesta. E di tutti gli immaginari del disastro, quello del disastro aereo con la sua fantasmagorica sospensione tra cielo e terra, con la sua terrificante minaccia di un folgorante trapasso dall essere al nulla è stato il principe. La sua forma è, però, mutata nel tempo. Antonio Scurati Quando ero bambino gli aerei venivano inghiottiti dal mi- NELL IMMAGINARIO Undestinoopaco comenuovovolto dell Apocalisse Siamo passati dalle bombe in volo e dall 11 settembre a una dimensione tragica che diventa invisibile 1 Mistero delle Bermuda A partire dagli Anni 50 si diffuse la convinzione che in un triangolo di spazio nell Oceano Atlantico si fossero verificati dal 1800 in poi numerosi episodi di sparizioni di navi e aeromobili: da qui il «Triangolo maledetto» 2 Il giallo di Ustica La strage di Ustica è il caso italiano mai del tutto chiarito: il 27 giugno 1980 il Dc-9 dell Itavia con 81 persone a bordo si squarciò in volo. La tesi ufficiale attribuì il disastro a un missile che avrebbe dovuto colpire Gheddafi 3 MOHD RASFAN/AFP Alcuni passeggeri osservano su un display le previsioni del tempo nell aeroporto di Kuala Lumpur, in Malaysia Le Torri gemelle L 11 settembre 2001 diciannove affiliati di Al Qaeda dirottarono 4 voli civili commerciali colpendo le due torri del World Trade Center di New York e il Pentagono. Il terzo aereo si schiantò in un campo in Pennsylvania sterioso triangolo delle Bermuda. Poi sono arrivati i sequestri di velivoli presi in ostaggio su piste africane, poi il cinema catastrofico ha cominciato a raccontarci il dramma d interni di passeggeri terrorizzati nelle fusoliere di aerei maledetti, quindi è stata la volta di bombe terroristiche o missili assassini su voli civili. Anche a questo stadio della progressione tra invisibile e visibile, tra disastro fantasma e catastrofe mirabile, della tragedia rimanevano però solo poveri resti. Pezzi di lamiere contorte, mocassini alla deriva, scatole nere. E così, con quest attitudine di presaghi del disastro, noi uomini e donne in transito veloce nelle aerostazioni d Occidente, entrammo nel nuovo millennio con i nervi a fior di pelle, i muscoli contratti, i sensi all erta e il naso sollevato a fiutare nei vortici d aria in burrasca la presenza incombente del crepaccio. Poi, alle 8.46 di una limpida mattina di settembre il millennio fu inaugurato da una bolla di fuoco partorita dal ventre di una torre gemella penetrata sul versante opposto da un aeroplano in volo di linea. Ma quell aeroplano non era stato abbattuto da un missile o disintegrato da una bomba. Si era trasformato in bomba esso stesso. Ed era lì, in piena luce, in primo piano. Il disastro aereo era entrato nella sfera della visibilità totale, era diventato epifania, apparizione, manifestazione luminosa del senso di un mondo insensato. Gli anni 00 erano così aperti, una volta e per tutte, all insegna di un immaginario apocalittico. Revocato lo «sciopero degli eventi» degli anni 90, finita precipitosamente la «fine della storia», il rapporto con il tempo storico si era prontamente rimesso in marcia e il suo passo era adesso cadenzato dal rintocco della campana a morto: un tempo dell avvento, dell irruzione di accadimenti squassanti, che avrebbero strappato la trama degli eventi, portando con sé sciagura e distruzione ma anche rivelazione. L aereo-bomba ripreso dalla televisione ne divenne l icona. Questo il dono obbligante dell apocalisse: l occulto che diviene manifesto in una deflagrante rivelazione. Poi, però, nella seconda metà del decennio, le nostre paure conobbero un secondo cambio di paradigma: all apocalisse si sostituisce il declino, alla catastrofe la decadenza. Il ripiegarsi angoscioso della coscienza occidentale muta tonalità di fondo: lo spettro della fine non si annuncia più come schianto ma come sfinimento. Ecco che cambia, dunque, il tono di nero del terrore: chi si affaccia alla vita alla fine del decennio battezzato dalla bolla di fuoco, non si aspetta più dal futuro imminente la resa dei conti, l irruzione clamorosa del redde rationem, ma una lenta, progressiva estenuazione. Ed ecco che il volo MH370 della Malaysia Airlines, che viaggia per migliaia di miglia verso una destinazione ignota, e forse inesistente, per poi scomparire perfino dalla vista orbitale dei satelliti, mentre per giorni e giorni milioni di persone lo cercano on-line, diventa l emblema di un umanità che non attende più dai propri disastri la spettacolare rivelazione apocalittica ma si rassegna a non poter più strappare il velo opaco del proprio destino. Qualcuno ha scritto che è duro vivere senza un apocalisse all orizzonte. Credo sia oggi la nostra condizione. A tutti, buon viaggio. Allacciate le cinture di sicurezza.

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16 16. Estero. PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK Nel pieno della campagna per la riforma sanitaria, il presidente Obama convocò un incontro fondamentale nello Studio Ovale. Davanti a lui non c era un senatore, un deputato o un lobbista chiave per far approvare la legge, ma un ragazzino di dodici anni. Sua madre, Nancy- Ann DeParle, lavorava alla Casa Bianca come vice capo di gabinetto e supervisore delle politiche sanitarie, e dopo due anni di orari infernali lui le aveva chiesto di dimettersi. Nancy-Ann aveva informato il presidente della richiesta del figlio, durante un viaggio a bordo dell elicottero Marine One, e lui l aveva presa così seriamente da convocare il ragazzo nello Studio Ovale, per spiegargli di persona perché avrebbe dovuto pazientare ancora un po. Sua mamma era fondamentale per l approvazione di una riforma storica negli Stati Uniti, e quindi bisognava dividerla con il Paese. Questo episodio, raccontato dal Washington Post, è solo un esempio del lavoro da una parte eccitante, e dall altra insostenibile, che si fa ogni giorno e ogni notte alla Casa Bianca. Ma è anche lo spunto per parlare di come Obama, e l amministrazione americana in genere, si sono posti il problema di conciliare i tempi della moderna vita professionale, con quelli della vita vera, personale. Gli esempi curiosi sono infinti. Sylvia Mathews Burwell, direttore dell Office of Management and Budget, ricevette una chiamata nel pieno della festa di compleanno di sua figlia di 6 anni, che coincideva anche con il pieno dell ultima crisi sullo shutdown del governo: «Chiesi ad un amica di terminare il gioco che stavamo facendo, ma riuscii a tornare in tempo per gestire la piñata». La settimana scorsa Jason Furman, capo del Council of Economic Advisers, stava ascoltando un economista convocato per discutere il problema dei costi eccessivi dell università. Ad un certo punto un collaboratore CasaBianca,orariinfernali lafamigliadiventaoptional Recitesaltateecompleanniasinghiozzo:laduravitadellostaffdiObama Festa interrotta Sylvia Mathews Burwell ha dovuto abbandonare di corsa il compleanno della figlia Micro ictus Dan Pfeiffer è finito due volte in ospedale per due ictus. Il giorno dopo era già al lavoro NixonnascoseilmassacrodiMyLai Richard Nixon cercò di coprire lo scandalo seguito al massacro di civili nel villaggio vietnamita di My Lai, ordinando ai suoi collaboratori di screditare il testimone di quell attacco. La strage era avvenuta il 16 marzo del 1968, quindi quando Johnson era ancora presidente. Il plotone del sottotenente William Calley era entrato nel villaggio, aveva radunato gli abitanti e aveva giustiziato sommariamente 504 persone. Il massacro era rimasto nascosto per un anno, ma era esploso sui giornali quando Nixon era ormai diventato presidente. Il 1 dicembre 1969, secondo un documento conservato nella sua Library che finora non aveva ricevuto attenzione, il capo della Casa Bianca aveva convocato una riunione pergestirelacrisi. Parlandocol suo capo di gabinetto, Bob Haldeman, aveva autorizzato l uso di «qualche trucco sporco, ma non di livello troppo alto», per contenere lo scandalo. In particolare aveva suggerito di «screditare un testimone» Hugh Thompson, il pilota di elicotteri che si era opposto all azione ed era diventato l uomo chiave dell accusa. gli ha passato un biglietto, in cui lo avvertiva che l economista doveva andare via, perché la figlia stava uscendo da scuola e non c era nessuno a prenderla: «Vai, prego. Ne riparliamo domani». Il marito di Susan Rice, consigliere per la sicurezza nazionale, ha preso un anno sabbatico per stare a casa con i figli al suo posto, mentre il consigliere Dan Pfeiffer è finito per due volte in ospedale, colpito da mini ictus, e il giorno dopo la dimissione è sempre tornato alla sua scrivania. Il portavoce Jay Carney una volta saltò un viaggio presidenziale, perché doveva partecipare alla recita scolastica del figlio: «Scrissi ad Obama per scusarmi, e lui rispose subito: hai fatto la scelta giusta». Gli orari della Casa Bianca sono infernali, perché non esistono. In genere si arriva al lavoro poco dopo l alba e si esce la sera, ma le giornate sconfinano spesso nelle nottate, e il termine on-call vuol dire che puoi essere richiamato letteralmente 24 ore al giorno. Il tutto per stipendi che non superano i dollari lordi all anno, per le posizioni più alte. Naturalmente si tratta del lavoro più eccitante al mondo, ma anche il più massacrante. Obama ha due figlie adolescenti, a cui ha cercato di assicurare un esistenza più normale possibile. La settimana scorsa, venendo a New York per raccogliere fondi elettorali, si è fermato in un negozio di Gap a comprare maglioncini, per ringraziare la catena di aver alzato il salario minimo, ma anche fare il padre di famiglia. Il problema lo conosce e se l è posto, tanto nella gestione della Casa Bianca, quanto del Paese. Ha favorito le proposte per la flessibilità, ha firmato il Telework Enhancement Act del 2010 per consentire anche ai dipendenti federali di lavorare da casa, e non si lamenta quando i suoi collaboratori prendono tempo per stare con le famiglie. A partire dalle mamme, perché non avere altri genitori intorno a lui significherebbe perdere contatto con la realtà. Spiegatelo a un ragazzino di dodici anni che vuole la madre vicina, però. PER GLI ESPERTI RACCOGLIERÀ 10 MILIARDI DI DOLLARI Il cinese Alibaba sceglie laborsadinewyork TERRE CONTESE, ODII ETNICI E RELIGIOSI Carneficina in Nigeria Distrutti tre villaggi NEW YORK Sarà New York la piazza finanziaria su cui debutterà Alibaba, il colosso cinese dell e-commerce. La decisione presa dall azienda ha lasciato l amaro in bocca alla Borsa di Hong Kong che aveva sollevato problemi di governance per l azienda, ma anche la stessa Londra è rimasta esclusa. «Abbiamo deciso di quotarci alla Borsa di New York perché questo renderà la nostra compagnia più globale e trasparente e ci consentirà di continuare a perseguire i nostri ideali e le nostre visioni a lungo termine» ha scritto l azienda in una nota. Il debutto di Alibaba sulla Borsa di New York dovrebbe avvenire nella seconda metà di quest anno. Secondo gli esperti l Ipo della piattaforma di e- commerce potrebbe raccogliere qualcosa come 10 miliardi di dollari (a fronte dei 16 miliardi raccolti da Facebook nel 2012). L Ipo più grande di tutti i tempi della Borsa di New York è quella di Visa che raccolse 18 miliardi di dollari. Alcuni importanti fondi valutano il valore di capitalizzazione di Alibaba in 120 miliardi di dollari contro i 170 miliardi di Amazon e i 73 di ebay, uno dei concorrenti principali. LAFESTAPERLESTRADE Purim, il carnevale ebraico che ha 2500 anni Ieri per le strade di Israele si è festeggiato il Purim, una festa ebraica che ha alcuni tratti simili al nostro Carnevale. Le persone si mettonoinmascheraefesteggianouneventochehaoltre2500anni. La festa infatti ricorda il digiuno osservato dal popolo ebraico per chiedere la clemenza del re Assuero che, mal consigliato dal perfido Amman, aveva decretato lo sterminio degli ebrei. LAGOS Fiammata di violenza in Nigeria dove, nella notte tra venerdì e sabato, una quarantina di persone armate di armi da sparo, benzina e machete, ha preso d assalto i tre villaggi di Angwan Gata, Angwan Sankwai e Chenshyi massacrando un centinaio di persone, mutilandole e bruciandole e poi dando fuoco alle capanne e ai granai. La carneficina è avvenuta nello Stato di Kadura, uno dei due stati cuscinetto (insieme a Plateau) tra un Nord musulmano e un Sud cristiano. Il confitto religioso nella regione si è acuito a seguito delle elezioni del 2011 che hanno visto la vittoria alle presidenziali del candidato cristiano Goodluck Jonathan contro quello musulmano Muhammadu Buhari. Ma le violenze non hanno solo un movente religioso. Il capo della polizia di Kadura non attribuisce colpe, ma i locali ritengono che la strage sia stata compiuta da pastori Fulani o Haussa, non indigeni che contendono la terra e diritti di pascolo agli «stanziali». Durante la carneficina, alcuni abitanti sono riusciti a scappare nella boscaglia e si ha notizia di circa 2000 persone che avrebbe trovato rifugio nella scuola del vicino villaggio di Gwandong.

17 Le altre Terre dei fuochi/2 GUIDO RUOTOLO INVIATO AD AVELLINO Luigi Maiello era ricoverato in ospedale quando si aggravarono le sue condizioni: «Lamenta continue dispnee...». È quando uno dorme e si sveglia di soprassalto perché manca il respiro. Il cuore batte forte, e si deve sfregare la mano sul petto per riprendere fiato. Si chiude il diaframma e non entra più aria nei polmoni. Negli otto giorni seguenti, alle dispnee si aggiunse «un dolore toracico». Fino alle 5,35 del 14 febbraio del 2013: «Peggioramento improvviso, rantoli, grosse bolle su tutto l ambito polmonare». Venti minuti di agonia straziante fino alle 5,55 quando «si constata l exitus». Scrive il medico legale nella sua perizia: «Pertanto, valutate le caratteristiche dell esposizione professionale, può ritenersi che questa fu qualitativamente e quantitativamente idonea al determinarsi di patologie pleuro-polmonari la cui evoluzione si rese responsabile dell exitus del Maiello». Antonietta Maiello non si dà ancora pace della morte del marito. «Gli trovarono placche pleuriche nel ricorda mentre mostra una foto in cui Luigi aveva in braccio la nipotina - e lui non riusciva a respirare. Il medico dell Asl Borea diceva che era fissato, che aveva solo una bronchite da curare con aerosol e antibiotici. Poi, nel luglio del 2012, ha cominciato a perdere peso, ad avere emorragie. E sono iniziati i cicli di chemio. Le fibre di amianto le portava a casa, negli indumenti». Le terre dei fuochi dell Irpinia si chiamano «Isochimica» di Pianodardine e un quartiere di Avellino, Rione Ferrovia - che ricorda tanto la Pompei della Magna Grecia, il Rione Tamburi di Taranto, sepolta dalle polveri dell Ilva - ed è scandalosa perché da tutti conosciuta da 25 anni. Quella fabbrica fu chiusa dai carabinieri mandati dal pretore di Firenze, Beniamino Deidda, il 13 dicembre del L Isochimica è il simbolo sconcio della Prima Repubblica. Il suo patron, Elio Graziano, si accaparrò la commessa delle Ferrovie dello Stato per grattare via l amianto da 1740 carrozze e 499 locomotrici. Complessivamente, 2276 tonnellate di «crocidolite», «la varietà più pericolosa del minerale». Appalti, soldi, assunzioni, voti. Che tipo, Graziano. Aveva anche l appalto alle Ferrovie dello Stato del «Tnt», tessuto non tessuto. Ricordate lo scandalo delle «lenzuola d oro»? Ecco, era lui il protagonista. E al sottoscritto disse testualmente: «La Coca Cola fa più male dell amianto». Dall 83 all 88 successe qualcosa di spaventoso in quella fabbrica: «La scoibentazione avviene in un ampio capannone unico - la cronaca del so- GLI OPERAI «Lavoravamo a mani nude e senza mascherine ripulendo 40 vagoni al mese» LA STAMPA. Cronache. 17 Amianto,Avellinocontaminata dallabonificadeivecchitreni Viaggio nell ex Isochimica chiusa da 25 anni. La procura: una bomba ecologica Contenitori di rifiuti speciali abbandonati all interno dell Isochimica di Avellino. Il sito industriale è chiuso e abbandonato da 25 anni 2276 tonnellate È la quantità di crocidolite la varietà più pericolosa di amianto, che l appalto prevedeva dovesse essere grattata via dalle carrozze scoibentava senza mascherine e a mani nude. Prima ancora che nascessero i capannoni - ricordano i due ex operai dell Isochimica - sui binari della stazione ferroviaria vennero scoibentate una prima decina di carrozze. In quegli anni, e a pieno ritmo, arrivammo ad almeno quaranta carrozze al mese. Ma l amianto rimaneva sotto le canaline e chissà quante fibre di crocidolite hanno respirato i passeggeri». Ufficiosamente i decessi Isochimica tra i lavoratori di Avellino e provincia sono stati almeno dodici - ma la Procura ha aperto per il momento solo tre fascicoli - e 150 sono i lavoratori a cui è stata riconosciuta la malattia professionale. Venticinque anni dopo la chiusura della fabbrica, l Isochimica incombe su Avellino come l Angelo della morte. Il 30 maggio scorso il procuratore della Repubblica, Rosario Cantelmo, ha firmato un decreto urgente di sequestro dell area: «È in atto un peripralluogo è del marzo dell 85 ed è dell Istituto di Medicina del lavoro dell Università Cattolica Sacro Cuore di Roma - privo di aspiratori e di sistemi di abbattimento della polvere. Nessuna aspirazione è posta in corrispondenza delle carrozze mentre vengono scoinbentate. La scoibentazione è effettuata a secco e pertanto in ambiente estremamente polveroso anche a occhio nudo». Carlo Sessa e Nicola Abrate hanno cinquant anni. Quando furono assunti all Isochimica ne avevano venti. I due hanno sempre denunciato la fabbrica della morte: «Nelle Ferrovie dello Stato veniva scoibentata una carrozza al mese e si moriva. Le proteste dei sindacati, delle maestranze provocarono la decisione di far fare il lavoro ad Avellino, e nacque l Isochimica, dove si Èinattounpericolo per la salute e incolumità, di dispersione delle fibre di amianto. Tale pericolo è dovuto all ulteriore stato di degrado dei manufatti all interno dell area Rosario Cantelmo Procuratore della Repubblica di Avellino colo concreto per la salute e incolumità, di dispersione di fibre di amianto nell area dello stabilimento ex Isochimica. Tale pericolo è dovuto all ulteriore stato di degrado dei manufatti rinvenuti nell area». L Arpac, l azienda regionale per la protezione ambientale, sta ultimando le analisi sulla dispersione in corso di fibre di amianto. La fabbrica si trova a 2500 metri dal centro di Avellino. Se la contaminazione dovesse essere confermata, che succederà? Gabriella Testa è l animatrice del Comitato del Rione Ferrovia nato solo ad ottobre: «Grazie anche al procuratore Cantelmo abbiamo iniziato a prendere coscienza dei rischi che corriamo. Chiediamo uno screening di massa e bonifiche». Che fine faceva l amianto grattato dalle carrozze e dalle locomotrici? «Ciò che emerge con certezza - si legge nel provvedimento del gip - è la pre- 12 morti Ufficiosamente legati all amianto dell Isochimica A 150 lavoratori è stata riconosciuta la malattia professionale LaStampaeVaticanInsideraunannodall elezionedelpapa La rivoluzione di Francesco ora è anche in libreria CARLO HERMANN/CONTROLUCE senza di un numero elevato di cubi contenente amianto, addirittura 681, che giacciono da almeno 25 anni in condizioni di progressivo deterioramento del rivestimento effettuato per evitare (o contenere) la dispersione di fibre; l interramento di circa 1600 metri cubi di amianto nella medesima area, che, pur non avendo determinato l inquinamento della falda acquifera, rappresenta un rischio latente sia per la possibilità dello scivolamento dell amianto verso la falda sia per il deterioramento della copertura di asfalto destinata a impedire rilasci di fibre nell atmosfera. Infine, la presenza di fibre di amianto, disperse nei capannoni e nei vagoni ferroviari abbandonati e non adeguatamente sigillati». Il Corpo forestale sta cercando depositi di amianto nel greto di un fiume, in una discarica abusiva in un comune limitrofo e addirittura in Costiera amalfitana. C è un testimone che ha parlato di frangiflutti di cemento e amianto scaricati in mare, a Cetara. Ventiquattro indagati, un intera giunta comunale con sindaco compreso (anche l attuale primo cittadino è sotto inchiesta), perché approvò una delibera nel maggio del 2005 che sospendeva «la procedura di esecuzione in danno per la messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale del sito». E funzionari della Asl che nel giugno del 2010, dichiaravano il falso: «Sono stati ormai rimossi i metri cubi di amianto friabile e messi in sicurezza. Il pericolo per la salute non c è più». 2. Continua Le foto migliori, i viaggi leparoleeleriforme del primo pontefice sudamericano TORINO Un anno dopo l elezione del primo Papa latinoamericano c è il rischio di fermarsi agli stereotipi, alle celebrazioni di maniera o qualche immagine simbolo. La Stampa e Vatican Insider - il canale web interamente dedicato all informazione sul Vaticano - hanno cercato di andare oltre proponendo ai lettori un volume unico nel suo genere che raccoglie tutte le novità accadute in questo primo anno, le parole più importanti di Francesco, le sue decisioni, i suoi viaggi. Nasce così «Francesco. Il Papa della gente», un elegante volume in carta patinata curato da Andrea Tornielli, che presenta le migliori immagini di questo primo anno di pontificato, insieme a sei ampi capitoli scritti dalle migliori firme internazionali di Vatican Insider. Il volume è in vendita per soli 8,70 euro nelle edicole di Piemonte, Liguria e Val d Aosta; nel resto d Italia si può acquistare nelle librerie (distribuito da Rcs) oppure online sul sito della Stampa. «In quest anno - scrive il direttore Mario Calabresi nella prefazione - il nuovo Papa è diventato un leader mondiale, capace di parlare ben al di là dell universo dei credenti, un uomo che ha fatto sembrare terribilmente vecchi molti altri leader più giovani di lui». Oltre all introduzione sulle novità del pontificato, il libro contiene un capitolo dedicato ai viaggi (scritto da Giacomo Galeazzi), uno dedicato alle udienze del mercoledì (Andrés Beltramo Alvarez), un altro alle omelie di Santa Marta (Domenico Agasso jr), un quinto all esortazione «Evangelii gaudium», la road map del pontificato (Gianni Valente) e infine l ultimo alle nomine e alla riforma della Curia (Gerard O Connell). In fondo al volume si ritrova anche l intervista con Papa Francesco pubblicata su La Stampa lo scorso dicembre. Un opera collettiva di grande qualità, illustrata con immagini a colori scelte da Mauro Pianta. La pubblicazione «Francesco, il Papa della gente» è il volume curato da La Stampa e Vatican Insider

18 18. Cronache.LA STAMPA MASSIMO PERCOSSI/ANSA IrilievidellapolizianellacasadoveèstatauccisaMariaManciocco, 48anni: quiladonnaabitavaconiduegemelli A9anniscopronolamadre uccisaamartellatedalpapà Roma, l ufficiale dell Aeronautica si è costituito. La coppia si stava separando il caso FLAVIA AMABILE ROMA Era la maestra di Gorga, un piccolo comune in provincia di Roma: ieri il marito l ha ammazzata con quattro colpi di mazzetta alla testa mentre erano in casa i figli, due gemelli di nove anni. Sono stati loro a lanciare l allarme chiamando uno zio. «Mamma non si muove, vieni ad aiutarla», ha gridato uno dei due ragazzini al telefono. Ogni dettaglio in più che viene raccontato di quest ennesimo femminicidio aumenta l orrore per quanto è accaduto, e per quanto sarebbe stato possibile fare e - ancora una volta - non è stato fatto. Maria Manciocco aveva 48 anni, abitava nel centro di Segni, un altro paese della provincia di Roma. Si stava separando dal marito, Eraldo Marchetti, 54 anni, ufficiale dell Aeronautica militare all aeroporto di Frosinone. La donna non riusciva più a sopportare la gelosia del marito. Lei era molto bella, lui molto possessivo. I vicini raccontano dei continui litigi finché sette-otto mesi fa avevano deciso di avviare le pratiche per la separazione. Il marito non era solo possessivo ma anche decisamente violento. Maria Manciocco aveva denunciato più volte i comportamenti dell uomo. Senza troppo successo finora. L uomo aveva preso molto male la decisione di separarsi ma aveva ancora pieno e libero accesso alla casa della moglie. Anche due sere fa era tornato per prendere alcune cose LA SPIRALE La donna aveva denunciato piùvolteilmaritoperisuoi comportamenti violenti poi ha dormito lì. Si è svegliato molto presto, alcuni vicini hanno raccontato di averlo visto aggirarsi fuori casa in modo nervoso già alle sei del mattino. Quindi è rientrato e sarebbe scoppiata a questo punto l ultima lite. Erano le otto e mezza di ieri mattina quando Eraldo Marchetti ha preso una mazzetta trovata in giardino e ha ucciso la moglie. Le urla hanno svegliato i figli che sono scesi dalla camera da letto ed hanno visto la mamma con la testa fracassata. Hanno chiamato gli zii per chiedere aiuto mentre, a quanto sembra da una prima ricostruzione, l ufficiale dell Aeronautica è uscito di casa. Gli zii hanno chiamato il 118, Maria Manciocco è stata trasportata all ospedale di Colleferro. Ma non c è stato molto da fare, è morta alle dieci e un quarto. Eraldo Marchetti, nel frattempo, era arrivato al commissariato dove ha ammesso tutto. «Ho ammazzato mia moglie», ha confessato e si è consegnato. Quando è arrivato il suo avvocato, Simona Imperoli, le forze dell ordine lo hanno interrogato mentre la casa veniva posta sotto sequestro dal magistrato Strangio di Velletri che sta coordinando le indagini. I due gemelli sono stati affidati agli zii. La notizia si è sparsa rapidamente nella cittadina. In tanti sono andati davanti alla casa della povera maestra, in pieno centro. «Riposa in pace e proteggi i tuoi ragazzi», era scritto su una rosa bianca lasciata da un amica davanti al portone. Fabrizia Giuliani, deputata del Pd, ha chiesto «uno sforzo straordinario per sostenere il piano antiviolenza avviato dallo scorso governo e per proseguire con interventi mirati alla prevenzione». Ladonnaègrave Colpiscelamoglie allatestadavantialfiglio Un medico italiano di 45 anni ha ferito gravemente la moglie colpendola alla testa durante una lite, avvenuta ieri sera davanti al figlio di 7 anni. L episodio è accaduto vicinoroma,adalbano,inlocalità Cecchina. La vittima, anche lei di 45 anni, di origine romena,èstataferitaallatestadall uomo con una statuina e trasportata dal 118 di Roma in codice rosso all ospedale di Albano: le sue condizioni sono gravi, e i medici si sono riservati la prognosi. La lite è avvenuta per motivi sentimentali e l aggressore, ancora in stato di choc, è stato fermato dai carabinieri di Castel Gandolfo. Il figlio è stato affidato a una zia. 16 Vittime Tante sono le donne uccise in Italia da gennaio 116 Media È la media annuale italiana di donne uccise Nel 2013 sono state 103 La«Milano calibro 9» L ultima corsa in moto del Pinella, una vita nella banda Vallanzasca FABIO POLETTI MILANO Dopo una vita a cento all ora è morto cadendo all ultima curva. Se ne è andato sabato pomeriggio sbattendo la testa in moto, Antonio Colia, 67 anni, il «Pinella» negli Anni Settanta legatissimo a Renato Vallanzasca e a quella che venne chiamata la «banda della Comasina». È accaduto in una piazza di Basiano nel Milanese, mentre Colia guidava una Aprilia 1200 che gli aveva prestato un amico. Con lui nell incidente è morta la sua compagna, Maria Cristina Rigato, 58 anni. Nessuno dei due indossava il casco, forse perchè dovevano fare un breve tragitto. Un imprudenza, perchè quando Antonio Colia ha perso il controllo del mezzo, lui e la sua compagna hanno battuto violentemente la testa contro la barriera protettiva di un isola pedonale. Ai soccorritori del 118 le loro condizioni sono parse subito gravi. Portati in codice rosso all ospedale sono morti nella notte. La notizia di quello che era successo, quando ancora non si conosceva l identità delle due vittime, per tutta la sera ha fatto il giro tra gli amici di un tempo alla ricerca di notizie certe su quel banalissimo incidente stradale. Quando è arrivata la conferma che si trattava proprio di Domenico Colia e della sua compagna, Antonella D Agostino, la moglie di Renato Vallanzasca, ha postato un ricordo sulla sua pagina di Facebook. E lo ha fatto con le parole di una canzone di Roberto Vecchioni, «El Bandolero stanco», che Antonio Colia amava: «El bandolero stanco, con cuore infranto stanotte va... Dov è il silenzio, dov e?». Da ragazzino Antonio Colia era finito in riformatorio. Alla fine si farà trent anni di carcere, tra rapine e sequestri e scontri a fuoco. Gli ultimi tre ingiustamente, ma 1981: rapinatori e terroristi alla sbarra Al centro della foto Antonio Colia; alla sua sinistra il brigatista rosso Corrado Alunni poi assolto in Cassazione pochi mesi fa dall accusa di aver ucciso un rom. Quando lo avevano arrestato l ultima volta per questa vicenda nel 2007, aveva cercato di spiegare ai giudici: «Con questa storia non c entro niente io». Tre anni ci aveva messo a farsi credere. Tre anni come tanti altri passati in carcere, per una vita sempre a cento all ora. Al «Pinella» toccava spesso la guida delle auto della banda. Ci sapeva fare coi motori. Ma chi lo ha conosciuto bene, si ricorda che non era uno gasato. Piuttosto aveva un bel po di sangue freddo. «A saltare il bancone di una banca con il mitra in mano sono capaci molti. È stare fermo due minuti in macchina ad aspettare da solo, col motore acceso, che è difficile». Nel lato scuro di Milano degli Anni 70, quando quello di Vallanzasca era il nome che contava, «il Pinella» lo conoscevano tutti. Nell aprile del 1980 condivise con Vallanzasca anche una delle più rocambolesche fughe dal carcere di San Vittore: dal vecchio istituto di piazza Filangieri uscirono in dieci sparando, tra loro Corrado Alunni di Prima Linea, e si presero per un pomeriggio un intero quartiere di Milano. Poi arrivarono gli anni della droga, della mala incattivita e un po fuori di testa. Quelli come Antonio Colia avevano fatto il loro tempo. Sopravvissuto al carcere e agli scontri a fuoco dopo le rapine in batteria, «Pinella» sembrava destinato a vita più tranquilla. Una moto potente e una curva balorda hanno fatto il resto.

19 LA STAMPA. Cronache. 19 R Prostituteminorenni Iclientiinprocura peressereinterrogati Le ragazze: sceglievamo motel con accesso esterno per evitare che i portieri scoprissero la nostra età il caso MARIA CORBI ROMA A volte arrivavamo inritardoeiclienti lasciavano sul sito di incontri dei post in cui si lamentavano Lamadredellamia amica andò a trovare mia mamma al lavoro dicendo che facevamo cose strane La 14enne La 15enne Èil momento di presentarsi davanti ai magistrati per i clienti delle baby prostitute. Se Mauro Floriani è andato spontaneamente gli altri, una decina gli indagati per adesso, saranno chiamati nei prossimi giorni. Qualcuno ha cercato di evitare questo appuntamento incaricando gli avvocati di avanzare richiesta di patteggiamento. Sperando che potesse bastare, Tutto pur di non sfilare a palazzo di Giustizia con la certezza della vergogna pubblica. Una lista che scotta, con nomi importanti (pare) e comunque di professionisti che vorrebbero rimanere al di sopra di ogni sospetto, evitando le prime pagine e la gogna pubblica. Chissà se questa preoccupazione si accompagni al rimorso di aver fatto sesso a pagamento con delle minorenni. E dalle pagine del verbale dell incidente probatorio emerge che probabilmente molti clienti conoscevano l età delle ragazzine. Anche perché in alcuni casi, su suggerimento dello stesso Ieni, i rapporti a pagamento erano consumati nelle stanze esterne di un motel per far evitare alle ragazze di passare nella hall dove avrebbero dovuto dare i documenti che avrebbero dimostrato la loro minore età. «I clienti prendevano la stanza fuori - dice una delle due baby prostitute nell incidente probatorio- noi aspettavamo che ci aprivano la stanza ed entravamo: così non ci vedeva nessuno». Era Mirko Ieni, secondo il racconto della ragazza «a dire a clienti di prendere la stanza fuori, le faceva prendere apposta così quelli del centralino del motel non ci vedevano e non ci chiedevano i documenti». E oggi Ieni verrà nuovamente ascoltato nell ambito dell interrogatorio di garanzia dopo che gli è stata notificata la terza ordinanza di custodia cautelare per avere sfruttato altre SULLA CIRCUMVESUVIANA: SI CHIAMERÀ CARMINE Neonato abbandonato inunabustadellaspesa sotto il sedile del treno ANTONIO SALVATI BAIANO (AVELLINO) due ragazze, questa volta 19enni, e averne filmata una durante un rapporto sessuale con un cliente. Per questo motivo Ieni è accusato di interferenza illecita nella vita privata, reato che si aggiunge allo sfruttamento della prostituzione minorile e alla cessione di stupefacenti. Gli altri clienti identificati Le ragazze con un cliente in un filmato dei carabinieri ma non ancora iscritti nel registro degli indagati, una ventina, attendono nella paura il loro turno. Clienti dunque «accorti» ma anche esigenti che non si facevano scrupolo di postare «recensioni negative» - lamentele su ritardi e toni sgarbati delle due - sul sito web dove Ieni aveva messo i contatti delle due. Dalle carte dell inchiesta Il piccolo è ricoverato nel reparto di Neonatologia di Avellino continuano a uscire racconti di agghiacciante vita familiare, con una delle mamme (quella arrestata perchè sospettata di avere indotto la figlia a prostituirsi) che si accorge che «Ieni è un mascalzone» ma poi lascia andare la figlia con lui. E l altra madre, quella che ha denunciato, che preoccupata va a parlare con l altra mamma per dirle Ora il piccolo sta bene, accolto nel reparto di neonatologia dell ospedale Moscati di Avellino. L avevano abbandonato sotto al sedile di una carrozza della Circumvesuviana, arrivata alla stazione di Baiano, in Irpinia, dopo essere partita da Napoli. Lo ha scoperto il capotreno che, come d abitudine, passava in rassegna i convogli una volta giunto al capolinea. Una sporta della spesa sotto a un sedile ha attirato la sua attenzione. Avvolto nella plastica e in pochi stracci c era il neonato, maschio, carnagione chiara, con ancora il cordone ombelicale attaccato. Immediato l allarme al 118 e alle forze dell ordine. Il neonato è stato trasferito in ospedale, mentre i carabinieri giunti sul posto stanno esaminando le registrazioni dell impianto di videosorveglianza. Il treno Metrostar della Circumvesuviana, sul quale è stato trovato il piccolo, è dotato di telecamere per la sicurezza e questo potrebbe aiutare i militari dell Arma nell individuare chi ha lasciato il neonato nella carrozza. Ma non sarà un lavoro facile. Il convoglio è partito da Napoli e, prima di giungere in Irpinia, attraversa numerosi Comuni del Nolano. Di solito, un convoglio come quello, nei giorni feriali è affollato di studenti e pendolari. In quelli festivi, invece, è praticamente vuoto. Una circostanza, questa, che potrebbe aiutare gli inquirenti a dare un nome e un cognome alla persone che lo ha abbandonato. Intanto, i medici del reparto di Neonatologia dell ospedale di Avellino si coccolano il neonato. Una infermiera, una delle prime a soccorrerlo e a prendere in braccio, ha chiesto che gli venisse dato il nome di Carmine. Il neonato pesa circa due chili e mezzo. Dopo il grande trambusto o lo spavento iniziale il piccolo Carmine è stato stabilizzato ed è ora sotto controllo. I VERBALI Da quello che emerge, tutti sapevano che non erano maggiorenni I CONTATTI Altre venti persone finiranno presto nel registro degli indagati che «le nostre figlie fanno cose strane». E M., la ragazzina più piccola, classe 1998 a svelarlo durante un interrogatorio: «Mia madre mi raccontò che la madre della mia amica andò a trovarla al lavoro dicendo che facevamo cose strane ma senza specificare cosa. Mia madre chiese cosa erano queste cose e l altra rispose che non lo poteva dire. Mia madre allora si arrabbiò e le disse: io sto lavorando e tu ti vieni a lamentare su tua figlia ma gestiscitela te, ma che ci vieni a far e qui». Conversazione a cui ha assistito anche la nonna di M. «La madre della mia amica non disse a mia madre che ci prostituivamo»,spiega la ragazzina. «A mia nonna sarebbe preso un colpo e avrebbe tentato di fermare questa situazione». Mentre la mamma di L., la più grande, nella denuncia ai carabinieri raccontò di aver chiarito bene alla mamma di M. quali erano «le cose strane». Mentre M. continua a difendere la madre sostenendo di averle sempre detto che spacciava per portare i soldi a casa. Questo per la mamma non era «strano».

20 R 20. Cronache. il caso LAURA ANELLO PALERMO C è una donna, unpo santae un po sgualdrina, con l aureolaeilseno nudoesibitoinfacciaachi guarda. C è, forse tracciata dalla stessa mano, una madonnaconunbimbo.c èun cavallo bianco che galoppa verso il nulla, con il cavaliere senza testa, e ricorda quello del quattrocentesco Trionfo della morte esposto fuori da queste mura, alla Galleria regionale di Palazzo Abatellis. Il degrado della «Real casa dei Matti» ha messo a rischio i graffiti degli ex internati BEBO CAMMARATA di ogni forma di punizione corporale per i ricoverati e proibiva l uso dei termini«folle, matto,pazzo». Oggi, sulla scia dell intuizione eretica di Pisani, nel grande complesso si sperimenta la convivenza tra case-famiglia, strutture sanitarie di riabilitazione, attività culturali con collettivi teatrali, progetti di inclusione sociale come quello delle Comunità urbane solidali che, grazie a un finanziamento della Fondazione con il Sud,staperportarealtraguardo un centro di accoglienzaperdonnemigrantiinattesa d asilo politico. Del passato di manicomio sono rimasti un piccolo museo, le celle nell ex convento, le tracce dei ricoverati sui muri. La miniera più interessante, Cammarata l ha trovata in un vecchio Cavalierieprostitute Igraffitideimatti diventanoquadri Palermo, in mostra le foto scattate nell ex manicomio Ci sono tante caselle, tante X, tanti numeri 100 scritti l uno accanto all altro, in un puzzle infinito. Gli autori sono ignoti, madisicurotuttiospitidel manicomio di Palermo. Su quei muri hanno tracciato disegni e graffiti proiettando i loro fantasmi, i loro desideri, le loro paure. Ora quelle tracce sono state riportate alla luce dal fotografo e regista Bebo Cammarata,chehapassatotremesi dentro padiglioni abbandona Fondazione L ex manicomio («Real casa dei Matti» dal 1888), era stato casa di villeggiatura dei Gesuiti e poi lebbrosario ti, perlustrando intonaci cadenti e mattoni aggrediti dalla muffa per salvare gli ultimi brandellidiunamemoriaintensaedolorosa.«c erostato30annifaracconta -, quando iniziò la smobilitatazione del manicomio. Avevo visto moltissime cose. Nel tempo ristrutturazioni e cambiamenti hanno cancellato gran parte delle testimonianze. Ho voluto recuperare le ultime, prima che tutto sparisse». Le immagini costituiscono la mostra Graffiti della mente, allestita alla Galleria Artetika. Una città nella città, l ex manicomio, un pezzo di Palermo che custodisce una storia plurisecolare e affascinante. Il complesso(23 ettari), sorge infatti nel fondo della Vignicella(per lerigogliosepiantedivitichevi crescevano) acquistato nel Cinquecento dai Gesuiti come casa di villeggiatura e poi trasformato in lebbrosario. Dopo il 1888, con la soppressione degli ordini ecclesiastici, fu incamerato dallo Stato e destinato alla costru- zione dei padiglioni della Real casa dei Matti svuotati progressivamente dopo la legge Basaglia, nel Oggi gli antichi edifici carichi delle memorie dei ricoverati si susseguono, inframmezzatidaspaziverdieviali.unluogo di confine, di proprietà dell Azienda sanitaria, intitolato al barone Pietro Pisani che nel assunta la direzione della RealCasa -presentòai Borboni un progetto di riforma che prevedeva l eliminazione 100 Il numero Tra le serie di graffiti che si ripetono ossessivamente ci sono quelle della «X» e del numero 100, scritto l uno accanto all altro padiglione maschile dove stavanoimalaticheavevanolapossibilitàdiuscire:èlìchehavissuto negli Anni Cinquanta l artistadellex,chegraffiavailmuroconunchiodoavoltefinoa bucarlo. Ma è all esterno, su un muro perimetrale, la scoperta piùforte:idipintiacolori,le madonne, i cavalli, le case.«sono piccoli racconta il fotografo - tracciati su un muro aggredito dall umidità, bisogna aguzzare gliocchipervederli,liho tirati fuori con i filtri: un emozione». Nella sua casa di Malatrait, circondato dall amore dei suoi cari, si è spento nel Signore l ing. Eugenio Alzati Dandone l annuncio, la moglie Emma e le igliole Maria Cristina, con Angelo e il nipote Matteo, e Francesca, con Kamy e i nipoti Giovanna e Gian Luca, ne afidano il dolce ricordo all affetto e alla preghiera di parenti e amici e di quanti, negli operosi anni della sua vita, l hanno conosciuto, apprezzato e amato. Un sentito ringraziamento va a coloro che, con sensibilità e attenzione, gli sono stati vicini. Una speciale gratitudine all affezionata Cica e a Maria per la preziosa assistenza. Le Esequie si svolgeranno martedì 18 marzo alle ore 15 nella chiesa parrocchiale di Almese. Almese, 16 marzo 2014 Cesare e Giovanna Alzati, con Carlo e Matilde e con Luigi e Stefania, si stringono con affetto alla carissima Emma, alle sue igliole Maria Cristina e Francesca e alle loro famiglie, e con loro afidano all abbraccio di Dio l amatissimo Eugenio invocando per lui pienezza di vita nel Regno di Luce del Risorto. Crema, 16 marzo 2014 Il Presidente della Fiat S.p.A. John Elkann e l Amministratore Delegato Sergio Marchionne si uniscono al dolore della famiglia per la scomparsa dell INGEGNER Eugenio Alzati Torino, 16 marzo 2014 Il CEO Harald Wester e tutto il team Maserati partecipano al dolore della famiglia per la scomparsa dell INGEGNER Eugenio Alzati Modena, 16 marzo 2014 Alfredo Altavilla CEO FGA EMEA è vicino al dolore della famiglia per la scomparsa dell INGEGNER Eugenio Alzati Torino, 16 marzo 2014 Anche tu Eugenio Alzati caro amico di una vita, ci hai lasciato. Ti siamo grati per tutto l affetto e l amicizia che ci hai dato e che porteremo sempre nel cuore. Con i nostri cari se ne va la parte più bella della nostra vita. Con dolore, nostalgia, malinconia abbracciamo la tua Mimma, Maria Cristina e Francesca. Maria Teresa, Annalisa, Vittorio e Nicola. Bologna, 17 marzo 2014 Carissimi Chicca, Angelo e Matteo in questo tristissimo momento che ben conosciamo vi stringiamo forte. Nicola, Serena e Francesco Leone. Bologna, 17 marzo 2014 In ricordo del caro AMICO ed indimenticabile collaboratore in Lancia e Ferrari, siamo vicini ad Emma e famiglia. Gianfranco, Ida, Claudio e Marina Sguazzini. Abbiamo perso un caro, grande AMI- CO. Lori, Valentina, Gigi e Ilaria lo ricordano commossi e abbracciano con immenso affetto Emma, Cristina e Francesca. Caro EUGENIO, amico di una vita, ci mancheranno il tuo affetto, il tuo entusiasmo e la tua generosità. Sarai sempre nei nostri cuori. Iose, Stefania, Massimiliano, Maria Lucrezia e Ludovico. Modena, 16 marzo 2014 Caro EUGENIO, per tutti noi sarai sempre il compagno di indimenticabili scampagnate, il maestro di sci preferito, l amico più imprevedibile e pronto a tendere una mano. Ciao fratel! Lella, Giorgio, Stefano, Claudia, Federico, Luciana. Giorgio, Cloty, Carlotta, Cristiana e Consolata sono affettuosamente vicini a Emma, Cristina e Francesca ricordando l indimenticabile EUGENIO. Giorgio e Marisa piangono sconsolati EUGENIO, amico carissimo, ed insieme ai igli, nella preghiera, si stringono a Emma, Cristina e Francesca. Gulli e Beni con Alessandra Ludovica e Anna si stringono con affetto ad Emma, Cristina e Francesca nel ricordo di EUGENIO. Paolo e Giuliana, nel condividere con Emma, Cristina e Francesca un così profondo dolore, manterranno vivo il ricordo dell EUGENIO, spensierato e creativo, dei bei momenti trascorsi insieme. Partecipo con tristezza al dolore di Emma e delle iglie Cristina e Francesca, con tanto affetto, Benito. Renato, Adriana Bianco e igli sono vicini a Emma, Chicca e Checca nel ricordo dell amico di una vita Eugenio Alzati Torino, 16 marzo 2014 Ricordano EUGENIO con grande affetto e abbracciano Emma e famiglia: Lucio, Piera, Elisabetta, Luigi; Franco, Mariateresa, Adele, Paolo, Vittorio. E mancata all affetto dei suoi cari Lucia Accornero grande mamma fondatrice Pastiicio Gran Madre anni 84 Ne danno il triste annuncio i igli Paola, Giuseppe, Bruna con le rispettive famiglie. Funerali 18 marzo ore 9,30 chiesa Gran Madre di Dio. S. Rosario 17 marzo ore 18 in chiesa. Torino, 15 marzo 2014 O.F. Gran Madre - tel E mancata troppo presto all affetto dei suoi cari Daniela Astegiano in Mola Lo annunciano il marito Beppe, i igli: Alberto con Chiara; Mauro; la sorella Gianna con Federica, Davide, Benedetta e Tommaso; la cognata Paola con Massimo e Daniele, parenti e amici tutti. Funerali martedì 18 marzo ore 9,30 parrocchia di S. Alfonso. Benedizione e tumulazione nel Cimitero Comunale di Mondovì alle ore 11,45. Non iori ma offerte alla Fondazione FARO. Torino, 16 marzo 2014 O.F. Aeterna - Torino La nipote Giulia Galla, piange per la scomparsa dello zio Luigi Cerutti Torino, 17 marzo 2014 Circondato dall affetto della sua famiglia è mancato Enrico Brega (Richi) anni 93 Lo annunciano Giancarlo con Elena, le nipoti Tita, Fabi con Michele e le piccole Bibi, Emma e Marta. Un particolare ringraziamento alla RSA Borgaretto. Per informazioni telefonare oggi Torino, 15 marzo 2014 Giubileo Cristianamente è mancato cav. dott. Umberto Gasperini ex Sindaco di anni 78 Lo annunciano: la moglie Gloria e familiari tutti. Funerali a Vigone, martedì 18 marzo ore 15 chiesa parrocchiale S. Maria del Borgo. Vigone, 16 marzo 2014 O.F. Maestro - tel E mancata Milvia Grison ved. Massari Lo annunciano le iglie Agnese e Marina, i nipoti Flavio e Francesca e il genero Ernesto. Santo Rosario lunedì 17 ore 17,30 parrocchia Maria Madre della Chiesa. Funerali martedì 18 ore 11,30 stessa parrocchia. Torino, 17 marzo 2014 Arrivederci meravigliosa AMICA di una vita, Nadia. Laura, Ugo Marruccelli e Gea si stringono a Marina. Profondamente addolorati gli amici di sempre: Bianca, Gilda e Italo, Giovanna, Giuliana, Grazia, Lalla e Roberto, Lia e Guido, Maddalena, Nini, Nuccia, Paolo, Pinuccia, Vanna e Ugo. E mancata Edda Poletto ved. Musso Lo annunciano i igli Emilio e Paolo con le rispettive famiglie. I Funerali in Rivara, martedì 18 marzo ore 16,30 in parrocchia. I igli saranno lieti di salutare parenti e amici nella casa di Edda. Salerano, 16 marzo 2014 E mancato Fernando Mazzinghi dirigente RAI in pensione di anni 89 Lo annunciano la moglie Maria, la i- glia Michela con Marta, e parenti tutti. Verrà dato un ultimo saluto a Nando martedì 18 marzo alle ore 11 presso il Tempio Crematorio di Bra. Dogliani, 15 marzo 2014 Amore, trentasei anni fa hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più, sarai per sempre la sostanza dei sogni miei. (Tuo Roby) E mancata Maria Perosino in Fiammengo dipendente Circolo Golf Torino anni 54 Addolorati lo annunciano il marito Roberto, i fratelli Armando e Luigi, le sorelle Carla, Beatrice e Tina, cognati, cognate, nipoti, cugini e parenti tutti. Funerali in Barbania lunedì 17 corr. ore 15 chiesa parrocchiale. Tumulazione salma a Villarboit (VC). Barbania, 16 marzo 2014 ANNIVERSARI Clelia Giampietro (Lella) Ricordandoti sempre. Simone, Marco, Massimo Elio Marello Sei sempre con noi. Nel ventottesimo Anniversario della scomparsa di Guido Navaglia Il tempo passa ma non cancella il suo ricordo che rimane vivo nel cuore dei suoi cari. Torino, 17 marzo 2014 AOSTA Eredita 5 milioni senza saperlo Perilfisco èunevasore AOSTA Ha scoperto di possedere, tramite un eredità ai figli minorenni,5milionidieurosolo dopocheilfiscoglihacontestato un evasione per quel patrimonio arrivato«a sua insaputa» 10 anni prima. Protagonista un professionista aostano sessantenne: nel 2012 scoprecheaisuoiduefigli,orfani dimadre,toccavail25%di quanto lasciato dalla suocera morta nel 2002 senza lasciare testamento. Denaro, azioni e fondi d investimento per 1,5 milioni di euro e appartamenti, garage e terreni in Piemonte e Liguria per 3,5 milioni.«nessuno mi ha avvertito perché la legge non lo prevede» ha spiegato. L eredità è stata scoperta nel 2012 alla morte del suocero, concuiirapportisieranointerrottidatempoeacuiera toccata la restante quota di patrimonio.«il problema, ora, è dimostrarlo allo Stato che mi accusa di evasione», aggiunge. Lo sfortunato ereditiere sollecita una proposta di leggeper«farinformareibeneficiari di eredità del fatto che hanno ereditato», introducendo«l obbligo di attestare l avvenuta comunicazione agli altri beneficiari dell ereditàdapartedichipresenta una successione».

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