ISTITUTO ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE

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1 ISTITUTO ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE Antonietta DE PACE L E C C E V.le Marche,28 - Home Page C.F Tel. 0832/ Fax 0832/ Per una didattica delle competenze PREMESSA Nell attuale contesto storico, la crescita dei saperi e la modalità del loro utilizzo nella vita sociale, culturale e produttiva, assieme alla diminuzione della stabilità d impiego e alla scarsa stabilità dei saperi trasmessi dalla scuola, hanno puntato l attenzione sull importanza della formazione scolastica nel fornire la strumentazione cognitiva e affettivo-motivazionale per garantire al soggetto la capacità di continuare ad apprendere e di sapersi auto-orientare nelle scelte future. Sempre più si parla di competenze, intendendo con questo termine sottolineare la capacità del soggetto di modulare i suoi saperi alle circostanze, in virtù del fatto che in ambito lavorativo rivestono maggiore importanza i fattori legati alle relazioni interne ed esterne, la comunicazione, le capacità strategiche e metodologiche, la responsabilità individuale e la flessibilità. Non a caso assumono in tale orizzonte grande importanza i saperi informali e non formali che i giovani realizzano fuori dalla scuola attraverso i mass-media e le tecnologie moderne. Dalla metà degli anni '90, anche l'unione Europea si è sempre interessata alle competenze, ritenendole centrali per l'istruzione,l'educazione, la formazione permanente, il lavoro, nella prospettiva della valorizzazione del capitale umano come fattore primario dello sviluppo. Nelle conclusioni ai lavori di Lisbona del Parlamento Europeo del 2000, si indicano già alcune strade da percorrere, tra le altre: definizione delle competenze chiave europee per l'esercizio della cittadinanza attiva; obiettivi di innalzamento dei livelli di istruzione e di allargamento dell'educazione permanente il riconoscimento degli apprendimenti non formali e informali, nel quadro dell'apprendimento formale. In tutti i documenti successivi questi concetti sono stati ripresi ed approfonditi.la Raccomandazione del Parlamento Europeo e del consiglio del 23 aprile 2008 definisce il Quadro Europeo delle Qualifiche EQF. Nel documento viene data una definizione di competenza che può permetterci di mettere da parte tutte le ambiguità possibili (vedi allegato) e che rimanda alla capacità di mettere in campo conoscenze e abilità, capacità personali sociali in tutte le situazioni di vita in cui il soggetto competente si distingue per responsabilità ed autonomia. In qust'ottica la didattica non può limitarsi alla trasmissione del sapere e alla sua applicazione, ma deve essenzialmente diventare un'occasione in cui assumere compiti ed iniziative autonome in situazioni di apprendimento esperienziale modellizzati attraverso la riflessione guidata. Pertanto la didattica per competenze si configura come un modo differente di organizzare tutto l'insegnemento ed una delle modalità più utili è l'unità di apprendimento, che ha per obiettivo il conseguimento di una o più competenze attorno alle quali viene costruita una situazione progettuale. Perchè conoscenze e abilità diventino sapere agito, è necessario: riformulare il curricolo, strutturandolo per indicatori di competenze individuare i livelli in base ai framework europei 1

2 strutturare unità di lavoro programmate che prevedano esperienze diverse fondate sulla laboratorietà L'Alternanza come opportunità per rinnovare la didattica L istituto, la cui disciplina è contenuta nell art.4 della Legge 53/2003 e nel successivo D.Lgs , n.77, prevede la possibilità di coinvolgere, a partire dal 15 anno di età, tutti gli studenti del 2 ciclo e può abbracciare l intera formazione dai 15 ai 18 anni, sotto la responsabilità dell istituzione scolastica o formativa, sulla base di convenzioni con imprese o con le rispettive associazioni di rappresentanza o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con enti pubblici e privati. Il modello proposto dall art.4 della Legge 53/2003 segna una vera e propria svolta in tema di alternanza, nel senso che essa rappresenta una metodologia didattica innovativa per cui la pratica aziendale non è più aggiuntiva, bensì sostitutiva di una parte del curricolo scolastico. Pertanto il percorso formativo viene progettato congiuntamente dall azienda e dall istituzione scolastica, anche se quest ultima conserva comunque un ruolo centrale nella gestione dell intero percorso, strutturato secondo il principio della modularità propria della struttura reticolare della conoscenza. Tale approccio presuppone un approccio epistemologico alle discipline e istituisce un dialogo tra campi del sapere aspetti che si concretizzano nelle unità formative o di apprendimento flessibili e capitalizzabili. AVVIO DELLE ATTIVITA' Il percorso deve essere avviato da un accordo quadro con tutti i partner istituzionali che si impegnano a svolgere il loro ruolo per rendere possibile l'attuazione dell'esperienza. In ambito scolastico, dopo la delibera del Collegio dei Docenti, il Dirigente scolastico costituisce un gruppo di progetto che vede come suoi componenti il Dirigente stesso, il Direttore Amministrativo, la figura strumentale attiva sul territorio, il referente di progetto e il/i responsabile/i del/i settore/i coinvolto/i nella sperimentazione. LA PROGETTAZIONE Riguardo a questa prima fase si ritiene indispensabile tracciare una cornice entro la quale circoscrivere i diversi percorsi di apprendimento che compongono in forma modulare il curricolo e nei quali è necessario iscrivere i percorsi di Alternanza. La definizione di un profilo atteso rappresenta il filo rosso dell'intervento integrato, declinato in un repertorio di competenze che può essere sottoposto a verifica (ex ante e in itinere) attraverso l'esplicitazione di descrittori, coniugando gli indicatori sovradisciplinari con le conoscenze. L'azione didattica si orienta dunque alla costruzione di unità di apprendimento coerenti e leggibili dal mondo del lavoro, articolate su competenze specifiche e trasversali. E' solo attraverso questo profondo dialogo tra mondo del lavoro e mondo della scuola che si rende possibile In questa fase è fondamentale procedere con un'analisi dei bisogni formativi sia degli allievi che del tessuto economico(vedi scheda rilevazione). In questo è importante la collaborazione,già stipulata nell'accordo quadro, con la Camera di Commercio e l' Associazione Industriali. Una volta individuato il settore si procede nella progettazione dell'intervento, in collaborazione con le aziende, con la definizione del badget e delle fasi successive: individuazione aree di attività interessate (gruppo di progetto e responsabili di settore) sensibilizzazione(allegato 9/allegato 8) orientamento/selezione (allegati 19) scelta della modalità(gruppo classe o gruppo di allievi) 2

3 esame profili in uscita degli allievi emersi dalle attività di Orientamento a cura del C.d. c. (allegato...) Abbinamenti allievi aziende definizione percorso (C.d.c, aziende) Comunicazione alle famiglie(allegato 11) /patto formativo(allegato 15) Formazione formatori attivazione LA VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE DEGLI ALLIEVI IN ALTERNANZA PREMESSA Uno degli aspetti cruciali dell esperienza in corso è la valutazione delle competenze acquisite dagli allievi durante il percorso di alternanza scuola lavoro. I dati emersi, infatti, rappresenteranno l indicatore più concreto dell efficacia della sperimentazione dell art. 4 e cioè se la modalità didattica dell alternanza può considerarsi uno strumento effettivamente utile per lo sviluppo cognitivo e psico-sociale di giovani adolescenti. Si rende pertanto necessario, anche al fine di poter confrontare i risultati raggiunti dai diversi Istituti coinvolti nel progetto, creare un sistema di valutazione che, pur tenendo conto delle peculiarità dei singoli progetti: si ponga obiettivi generali univoci, sia strutturato in aree di indagine comuni, preveda la valutazione degli stessi items e da parte delle stesse tipologie di soggetti (tutor scolastici, esperti tutor aziendali, docenti, ecc.). La valutazione sarà strutturata secondo lo schema seguente. Soggetto valutatore Oggetto della valutazione Soggetto valutato 1 Scuola: Docente/esperto responsabile delle ore teoriche Consiglio di classe Tutor scolastico 2 Azienda: Tutor aziendale Apprendimento disciplinare (contenuti teorici e abilità pratiche) Acquisizione competenze trasversali Dinamiche relazionali e crescita personale Apprendimento disciplinare (contenuti teorici e abilità pratiche) Acquisizione competenze trasversali Dinamiche relazionali e crescita personale i Allievo Allievo 3

4 3 Allievo Efficacia dell'intervento rispetto alle attese coerenza del percorso rispetto la curricolare attenzione dell'azienda per l'allievo in formazione capacità di mediazione Azienda Scuola 1. LA SCUOLA VALUTA L ALLIEVO Alla scuola, in primo luogo, compete la valutazione in itinere ed ex post dell apprendimento dei contenuti così come dei progressi dei giovani in termini di consapevolezza di se e di sviluppo delle competenze trasversali. Le figure professionali interessate sono: 1. Il/i docenti esterni coinvolti nella parte del percorso dedicato alle docenze teoriche 2. Il consiglio di classe 3. Il tutor scolastico Ciascuno di questi soggetti si concentrerà su uno o più oggetti di valutazione utilizzando gli strumenti più flessibili ed efficaci possibile. 1.a) Il docente/esperto esterno valuta l allievo La progettazione dei percorsi di alternanza può prevedere l intervento di docenti - esperti per approfondimenti teorici su alcuni temi previsti dal percorso. Queste ore, erogate preferibilmente a scuola, possono essere occasione di una valutazione sia dell apprendimento disciplinare (contenuti teorici e abilità pratiche), che dell osservazione delle competenze trasversali e del clima d aula. Per la valutazione consigliamo di utilizzare i seguenti strumenti: 1) Questionario di valutazione dell apprendimento dei contenuti esposti. In particolare si suggerisce di chiedere all esperto, al momento dell affidamento dell incarico di docenza, di preparare oltre alla lezione un semplice questionario di verifica da sottoporre ai ragazzi al termine dell unità didattica. Sarebbe consigliabile strutturarlo in poche domande sui temi centrali affrontati durante la lezione e possibilmente con domande a risposta aperta. 2) Scheda di osservazione delle dinamiche relazionali e del clima di aula (Vedi Allegato 1) 1.b) Il tutor scolastico valuta l allievo( allegato 12) Il tutor scolastico ha la responsabilità di seguire l intero processo di apprendimento e di crescita personale degli allievi posti sotto la sua responsabilità. E, inoltre, l interfaccia privilegiato della scuola con l azienda (tutor aziendale) e deve garantire il raccordo didattico-curricolare tra il consiglio di classe e le varie fasi del percorso di alternanza. Pertanto il tutor scolastico dovrà occuparsi di verificare l efficacia del processo di cui è responsabile relazionandosi con tutti gli attori a vario titolo coinvolti nelle attività. La finalità comune è quella di valutare: l effettivo sviluppo dell apprendimento disciplinare (contenuti teorici e abilità pratiche) 4

5 l acquisizione di competenze trasversali ( comunicative, cognitive, di problem solving, ecc.) il miglioramento delle modalità di gestione delle relazioni interpersonali la crescita personale Per la valutazione il tutor potrà avvalersi dei seguenti strumenti: Prove di valutazione congiunte scuola/azienda (valutazione dell apprendimento disciplinare) Per la verifica dell acquisizione di determinate competenze disciplinari e capacità cognitive (visione sistemica, capacità di collegamento tra le diverse tematiche affrontate nelle ore teoriche e tra queste e le attività effettuate in azienda; rielaborazione critica delle esperienze ecc.) si consiglia di proporre ed effettuare al termine di ciascun modulo una prova di valutazione congiunta scuola/allievo. Sarebbe opportuno comunque, predisporre un project work finale (per ciascun anno di alternanza). Strumenti suggeriti per le valutazioni in itinere: Questionario individuale di fine modulo con domande aperte sugli argomenti affrontati in aula e in azienda Relazione intermedia individuale sul modulo appena terminato con la richiesta esplicita di evidenziare i collegamenti tra le ore teoriche e quelle pratiche. Project work individuale su un tema particolarmente significativo affrontato durante il modulo (stesura e modalità di presentazione libera e non strutturata) Project work di gruppo (nel caso in cui in una stessa azienda siano stati ospitati due o più allievi) su un tema particolarmente significativo affrontato durante il modulo (stesura e modalità di presentazione libera e non strutturata) Ecc. Per la valutazione del progect work si suggerisce l utilizzo di uno strumento come quello in allegato (vedi Allegato 2 ) Valutazioni delle competenze trasversali (relazionali, cognitive, comunicative, di realizzazzione ecc.) Per la valutazioni delle competenze relazionali degli allievi in alternanza si può pensare di effettuare sessioni di gruppo mensili, sottoponendo ai ragazzi un caso aziendale o un tema di discussione potenzialmente strumentale anche alla verifica dell acquisizione dei contenuti. Strumenti suggeriti: Scheda di rilevazione delle competenze trasversali (vedi Allegati 4/12) Al referente di progetto e/o al tutor scolastico spetta il compito di coinvolgere il consiglio di classe dell allievo posto sotto la sua responsabilità, nella valutazione dell apprendimento complessivo e dei progressi di crescita personali e di gruppo durante l intero anno scolastico. Si suggerisce pertanto di sottoporre, con cadenza da stabilire, un intervista al coordinatore di classe per la verifica degli effetti in termini di apprendimento disciplinare e sviluppo delle competenze trasversali, del percorso di alternanza sui singoli allievi I dati emersi potranno essere utilizzati per la compilazione delle scheda d rilevazione delle competenze trasversali. In allegato forniamo un ipotesi di intervista (vedi Allegato 5) 1.c) Il Diario di bordo del tutor scolastico (Allegati 3/10) 5

6 Sarebbe auspicabile che ciascun tutor scolastico redigesse un vero e proprio dossier sull allievo in alternanza. Il cosiddetto Diario di bordo dovrebbe contenere contenere: Dati allievo in alternanza Dati contenuti percorso e calendario attività Apprendimento disciplinare Risultati valutazioni ore teoriche (apprendimento disciplinare) Risultati valutazioni ore pratiche in azienda, desumibili al report del tutor aziendale (apprendimento disciplinare) o da specifiche prove effettuate; Risultati valutazioni congiunte (apprendimento disciplinare, qualora previste) Risultati project work finale (apprendimento disciplinare, qualora previsto) Dati del report aziendale elaborato, in itinere, dagli allievi (apprendimento disciplinare e competenze cognitive) e del report finale Dati sull apprendimento disciplinare delle materie coinvolte nel progetto di alternanza (vedi intervista al coordinatore di classe) Sviluppo competenze trasversali dati del report del tutor aziendale dati della valutazione delle competenze trasversali (sia autovalutate che desunte dalle schede del tutor aziendale e dall intervista del coordinatore di classe) dati dell autovalutazione degli allievi sull esperienza (sia in termini di apprendimento disciplinare che di acquisizione e/o sviluppo di competenze trasversali) dati dell autovalutazione degli allievi sull esperienza (sia in termini di apprendimento disciplinare che di acquisizione e/o sviluppo di competenze trasversali Scheda riassuntiva valutazione finale per anno. 2 L AZIENDA VALUTA L ALLIEVO 2.1) Il tutor aziendale valuta l allievo Il successo della sperimentazione si fonda sulla capacità di creare un efficace sinergia tra gli attori del processo (azienda e scuola). Pertanto, anche ai tutor aziendali spetta il compito di verificare l'apprendimento degli allievi considerando così gli aspetti teorici, applicativi e comportamentali. Di seguito suggeriamo alcuni strumenti utili a raggiungere lo scopo. Si tratta di modelli più o meno strutturati che possano alleggerire l impegno del tutor aziendale, già molto preso dalle sue incombenze quotidiane e dalla responsabilità di seguire i ragazzi sul campo. 1. Prove di valutazione congiunte scuola/azienda al termine di ciascun modulo in cui il percorso è articolato (tesina di fine modulo, project work; ecc) (Vedi Paragrafo 1.b) 2. Project work finale dell allievo sulle attività del progetto (vedi allegato 2) 3. Report tutor aziendale (vedi Allegato 6) 4. Report aziendale allievo, in itinere (vedi Allegato 7) e finale (vedi Allegato 7bis). Potrebbe essere utile che il tutor aziendale faccia compilare agli allievi ospitati un report modulare sulle attività svolte in azienda, in modo da: Spingerli ad una concettualizzazione dell apprendimento esperienziale Favorire un ulteriore consolidamento dell apprendimento esperienziale Sollecitare una valutazione critica dell esperienza vissuta e delle sue ricadute sulla propria personalità e rendimento. 6

7 3 L'ALLIEVO VALUTA L'ESPERIENZA Attraverso l'autovalutazione del percorso espressa dall'allievo già nel DIARIO DI BORDO e poi nel questionario di gradimento (allegati 16/18), è possibile incrociare i risultati ed esprimere poi un bilancio complessivo finale. 7

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