Viale Antonio Fratti n Terni. SEDE EX GEOMETRI Via B.Croce. D.Lgs. 81/08 D.M. 10 marzo 1998

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1 ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE CLASSICO E ARTISTICO TERNI Viale Antonio Fratti n Terni SEDE EX GEOMETRI Via B.Croce D.Lgs. 81/08 D.M. 10 marzo 1998 SSg studio sandro gabriele Terni - Via G. Petroni, 28 Tel Fax

2 PREMESSA Si definisce emergenza qualsiasi evento, di possibile accadimento, che genera o può generare pericolo per le persone occupanti l edificio e/o danni per i beni materiali. Lo scopo principale della redazione del Piano di Emergenza ed evacuazione è quello di fornire indicazioni sul modo di affrontare l emergenza fino dal suo primo insorgere, al fine di limitarne gli effetti, e di organizzare un rapido e sicuro allontanamento dal luogo di un evento calamitoso delle persone presenti all interno della struttura, al fine di tutelarne l incolumità. Naturalmente ogni Piano di Emergenza deve essere redatto considerando le caratteristiche strutturali ed operative dell attività specifica, nonché la tipologia e la preparazione delle persone che abitualmente sono presenti all interno dell edificio. Occorre quindi prima di tutto evidenziare le tipologie di persone che possono trovarsi all interno dello stabile ed essere coinvolte in una situazione di emergenza. Nella fattispecie, trattandosi di un edificio occupante un istituzione scolastica, la presenza umana è rappresentata in misura preponderante da ragazzi di età compresa tra i 14 ed i 19 anni, le persone adulte sono presenti solo in percentuale inferiore al 10%. Per quanto riguarda le capacità motorie e di attenzione, anche se la popolazione scolastica è costituita per la quasi totalità da persone normalmente abili, non può essere esclusa la presenza di studenti con ridotte capacità motorie, quindi disabili temporanei o permanenti, o anche di studenti con handicap sensoriali di vario tipo. Anche tra il corpo docente ed il personale dipendente non può escludersi la presenza di elementi con ridotte capacità motorie o con handicap sensoriali. Il Piano di emergenza e di evacuazione deve tenere conto di queste situazioni. Rev 03 del 25/09/ pag. 2 di 56

3 Le schede attuative del Piano di Emergenza, costituiscono parte integrante del presente Piano. Gli scenari di emergenza che si possono prevedere per l Istituto sono i seguenti: 1. Incendio all interno dell edificio 2. Terremoto o crolli strutturali 3. Incendio esterno che possa coinvolgere l Istituto 4. Minaccia di ordigni esplosivi all interno dell edificio 5. Emergenze dovute a cause meteorologiche 6. Emissione di sostanze nocive, tossiche o infiammabili Tra i vari scenari sopra riportati, quello che ha maggiore probabilità di accadimento, nonché maggiore gravità, è l incendio all interno dell edificio. Si deve considerare infatti che un incendio, oltre al pericolo costituito dalle fiamme e dal calore, presenta quale pericolo principale la diffusione di fumo e prodotti della combustione quali gas tossici o asfissianti; un incendio può rendere presto impraticabili le vie di esodo, e comunque provocare uno stato di panico diffuso. In tutti gli altri scenari l emergenza può essere gestita in modo appropriato, impiegando sempre le istruzioni del presente Piano di Emergenza. Oltre agli scenari di emergenza che coinvolgono l Istituto nella sua globalità, il Piano prende in considerazione anche eventi che possono coinvolgere singoli componenti del corpo studentesco e del personale docente e non docente, quale un infortunio (lieve o grave). Rev 03 del 25/09/ pag. 3 di 56

4 DESCRIZIONE DELL EDIFICIO ED INDIVIDUAZIONE DELLE USCITE DI SICUREZZA L Istituto è ospitato all interno di una struttura in cemento armato, la quale si sviluppa su tre piani fuori terra, oltre ad un piano seminterrato ed è servita da una scala principale in posizione centrale, comunicante con i piani fuori terra dell edificio. Una scala secondaria sul lato est serve tutti i piani, compreso il seminterrato, così come la scala di emergenza sul lato ovest. L ingresso principale è attestato sul lato NNE, verso Via Benedetto Croce, raggiungibile dalla pubblica via tramite un ampio piazzale aperto; il lato nord-ovest prospetta su Via Sabotino, il lato sud si affaccia su un area a verde pubblico, mentre il lato est prospetta sulla strada carrabile di accesso all adiacente istituto professionale Casagrande-Cesi Si individuano le seguenti uscite di sicurezza: US1: ingresso principale dal piano terra verso Via B.Croce, costituito da due porte di sicurezza, ciascuna con due ante battenti munite di maniglioni antipanico, con larghezza netta utile pari a 120cm (2 moduli). US2: uscita nord da piano terra verso Via B.Croce, costituito da una porta di sicurezza su due ante dotate di maniglioni antipanico, con larghezza netta utile pari a 120cm (2 moduli). US3: uscita nord dell auditorium al piano terra, costituita da una porta di sicurezza su due ante dotate di maniglioni antipanico, con larghezza netta utile pari a 120cm (2 moduli). US4: uscita est dell auditorium al piano terra, costituita da una porta di sicurezza su due ante dotate di maniglioni antipanico, con larghezza netta utile pari a 120cm (2 moduli). US5: uscita est al piano terra, costituita da una porta di sicurezza su due ante dotate di maniglioni antipanico, con larghezza netta utile pari a 120cm (2 moduli). Rev 03 del 25/09/ pag. 4 di 56

5 US6: uscita est proveniente dal ballatoio centrale del piano primo, costituita da una scala a cielo scoperto con larghezza netta utile pari a 120cm (2 moduli). US7: uscita sud dal piano terra, costituita da una porta di sicurezza su due ante dotate di maniglioni antipanico, con larghezza netta utile pari a 120cm (2 moduli). US8: uscita ovest dal piano terra verso scala esterna, costituita una porta di sicurezza a due ante dotate di maniglioni antipanico, con larghezza netta utile pari a 120cm (2 moduli). US9: uscita ovest dal piano primo verso scala esterna, costituita una porta di sicurezza a due ante dotate di maniglioni antipanico, con larghezza netta utile pari a 120cm (2 moduli). US10: uscita ovest dal piano secondo verso scala esterna, costituita da una porta di sicurezza a due ante dotate di maniglioni antipanico, con larghezza netta utile pari a 120cm (2 moduli). US11: uscita ovest dal piano seminterrato, costituita da una porta di sicurezza a due ante dotate di maniglioni antipanico, con larghezza netta utile pari a 100cm (1 modulo). US12: uscita ovest al piano seminterrato, dalla scala a prova di fumo interna laboratorio al piano seminterrato, costituita da una porta di sicurezza a due ante dotate di maniglioni antipanico, con larghezza netta utile pari a 120cm (2 moduli). US13: uscita ovest dal laboratorio al piano seminterrato, costituita da una porta di sicurezza a due ante dotate di maniglioni antipanico, con larghezza netta utile pari a 150cm (2 moduli). US14: uscita ovest dal laboratorio al piano seminterrato, costituita da una porta di sicurezza a due ante dotate di maniglioni antipanico, con larghezza netta utile pari a 110cm (1 modulo). US15: uscita ovest dal laboratorio al piano seminterrato, costituita da una porta di sicurezza a due ante dotate di maniglioni antipanico, con larghezza netta utile pari a 110cm (1 modulo). Rev 03 del 25/09/ pag. 5 di 56

6 US16: uscita sud dal piano seminterrato, costituita da una porta di sicurezza a due ante dotate di maniglioni antipanico, con larghezza netta utile pari a 170cm (2 moduli). US17: uscita sud-est dal piano seminterrato, costituita da una porta di sicurezza a due ante dotate di maniglioni antipanico, con larghezza netta utile pari a 80cm (1 modulo). L edificio è servito dalle seguenti rampe di scale: Scala A - centrale interna, aperta rispetto al resto dell edificio, con larghezza utile delle rampe di almeno 240cm (4 moduli); tale scala non serve il piano seminterrato; Scala B scala a prova di fumo interna, posta sul lato ovest dell edificio, con larghezza utile delle rampe di 118cm (2 moduli); tale scala serve tutti i piani dell edificio. Scala C scala interna sul lato sud-est dell edificio, con larghezza utile delle rampe di 100cm (1 modulo); tale scala serve tutti i piani dell edificio. Scala D scala esterna in carpenteria metallica, posta sul lato est, che collega il piano secondo al livello della copertura del piano primo, mediante rampe da 120cm (2 moduli). Scala E scala esterna sul lato est dell edificio, che collega la copertura del piano primo a piano di campagna esterno, mediante una rampa da 120cm (2 moduli). Scala F scala interna aperta che collega il piano terra alle aule speciali poste al piano primo; larghezza 100cm con presenza di montascale. Scala G scala interna aperta che collega il piano terra alle aule speciali poste al piano primo; larghezza 100cm con presenza di montascale. La scala C non andrà utilizzata quale via di esodo, a meno che non vi siano oggettivi impedimenti all impiego delle altre scale stabilite dal presente piano; nell eventualità il flusso andrà diretto al piano seminterrato, verso l uscita US7. Rev 03 del 25/09/ pag. 6 di 56

7 La scala A essendo di tipo aperto è soggetta ad essere invasa dal fumo e dai prodotti della combustione; il suo utilizzo in sicurezza è pertanto subordinato alla completa assenza di fumi. Qualora il vano scala fosse anche solo parzialmente invaso da fumi, il flusso di esodo dovrà essere diretto sulle altre uscite di piano disponibili, accodandosi al flusso preordinato. INDIVIDUAZIONE DEI PUNTI DI RACCOLTA PER L EVACUAZIONE Il piano di evacuazione si basa sulla definizione delle vie di esodo per il raggiungimento in condizioni di sicurezza di un luogo sicuro predefinito. Tale luogo sicuro costituisce quindi il punto di raccolta degli occupanti dell Istituto, dove questi rimarranno in attesa delle disposizioni della Direzione Scolastica o delle squadre di soccorso. Data la posizione e la conformazione dell edificio in questione, nonché la disposizione delle uscite di sicurezza, si può individuare un punto di raccolta: A. Lo spazio antistante l edificio, lato nord su Via B.Croce. Tale punto di raccolta è direttamente interessato dal flusso degli evacuanti dalle uscite di sicurezza US1-US2-US3-US4, mentre il flusso di esodo proveniente dalle altre US dovrà essere diretto verso il punto suddetto, attraverso un breve tragitto esterno all edificio. In particolare si individuano le seguenti problematiche, che dovranno essere gestite con opportune procedure. Rev 03 del 25/09/ pag. 7 di 56

8 Il flusso dalle uscite di sicurezza US5, US6, dalla US11 alla US17 (piano seminterrato) interessa tratti di pubblica strada ove può esserci traffico veicolare; in caso di emergenza è necessario assicurare il blocco della circolazione per il tempo necessario al transito verso il punto di raccolta. ADDETTI ALLE EMERGENZE E COMPITI SPECIFICI Altro scopo del Piano è quello di assegnare direttive al personale dipendente ed in particolare ad alcune figure chiave, per lo svolgimento di azioni e compiti specifici durante la situazione di emergenza, allo scopo di facilitare prioritariamente il deflusso rapido e sicuro degli occupanti ed in via secondaria ridurre le conseguenze della causa dell emergenza (in particolare in caso di incendio). Per questo motivo, il Dirigente Scolastico è tenuto ad individuare, di concerto al SPP, figure idonee per preparazione ed attitudini tra il personale dipendente; queste figure devono essere formate ed informate sui compiti loro affidati e devono per questo frequentare dei corsi di formazione mirati, i cui contenuti e modalità sono stabilite a livello di categoria. Gli incarichi per la gestione delle emergenze dovranno essere affidati in via prioritaria al personale che ha frequentato gli appositi corsi di formazione; la Direzione Scolastica potrà in ogni caso effettuare le nomine in considerazione delle capacità ed attitudini dei vari soggetti. PROVE DI EVACUAZIONE Per dare attuazione alle misure organizzative e procedurali stabilite nel Piano di Emergenza, nonché per conseguire con l esperienza pratica la necessaria familiarità, soprattutto da parte del corpo studentesco, verranno effettuate nel corso dell anno scolastico almeno due prove di allarme generale ed evacuazione. Rev 03 del 25/09/ pag. 8 di 56

9 La prima di queste prove dovrà essere effettuata all inizio dell anno scolastico, non prima comunque di aver dato un informazione di base al personale, in particolar modo ad eventuali nuove presenze, le quali possono non avere familiarità con l edificio né tantomeno con le procedure di emergenza. L informazione di cui sopra sarà garantita attraverso assemblee oppure con la distribuzione di opuscoli informativi appositamente predisposti. Durante le prove di evacuazione dovranno essere simulate anche condizioni di emergenza particolari che richiedano l intervento degli addetti alla gestione delle emergenze, allo scopo di valutarne la capacità di reazione, quali ad esempio incendi in locali particolari, presenza di persone ferite, ecc L organizzazione di tali prove sarà effettuata congiuntamente dal Dirigente Scolastico, dal Responsabile del plesso e dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. L analisi delle prove di allarme ed evacuazione dovrà essere effettuata nel corso di una riunione allo scopo convocata, alla quale dovranno partecipare tutte le figure coinvolte nella gestione della sicurezza. Qualora vengano riscontati difetti o carenze del Piano di emergenza, nei tempi più brevi possibile dovranno essere prese misure atte ad eliminare tali carenze, apportando le modifiche opportune, dandone informazione adeguata agli interessati ed organizzando una seconda prova di evacuazione ed allarme per saggiare le modifiche apportate. DOCUMENTI FACENTI PARTE DEL PIANO Fanno parte integrante del presente Piano di Emergenza, sia l allegata documentazione planimetrica dell intero edificio, che le schede di comportamento per il personale. Rev 03 del 25/09/ pag. 9 di 56

10 Nelle planimetrie distribuite nell edificio sono riportate le seguenti informazioni: individuazione di tutti i locali ubicazione delle uscite di emergenza/luoghi sicuri individuazione dei percorsi di fuga ubicazione delle attrezzature antincendio individuazione dei quadri elettrici e dei comandi di emergenza ubicazione della cassetta di pronto soccorso ubicazione della postazione di chiamata La cartellonistica dovrà essere affissa lungo le vie di esodo, in posizione facilmente visibile, su piedistalli o a muro, in particolare in vicinanza delle scale e delle uscite. Le schede comportamentali generali e quelle specifiche dovranno essere affisse nei pressi delle postazioni presidiate dal personale ATA. Una copia del presente piano di emergenza, completa degli allegati, dovrà essere disponibile alla consultazione degli addetti presso l Istituto. Rev 03 del 25/09/ pag. 10 di 56

11 ORGANIGRAMMA DELLA SICUREZZA SEDE EX GEOMETRI DATORE DI LAVORO - DIRETTRICE DIDATTICA ROBERTA BAMBINI RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (ESTERNO) PER.IND. SANDRO GABRIELE Via Petroni 28 Terni Tel MEDICO COMPETENTE (ESTERNO) DOTT. SILVESTRELLI ANDREA RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA GORIETTI ROBERTO ADDETTI AL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (1) ADDETTI ALLA GESTIONE DELLE EMERGENZE (2) BONIFAZI PAOLO CIAVATTINI MORENO CRISTOFANELLI PAOLA PUCCI LUIGI ZAVOLI MASSIMO DE SANTIS ANTONELLA ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO (3) CECCARELLI GIULIANA DESANTIS ANTONELLA MORET ALESSANDRA ZAVOLI MASSIMO CIAVATTINI MORENO (1) Gli addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP) devono essere in possesso dei requisiti previsti dall art.32 del D.Lgs.08/04/2008 n.81 (2) I lavoratori designati per l attuazione delle misure di prevenzione incendi e gestione delle emergenze, essendo l Istituto un luogo di lavoro ricompreso nell elenco di cui all All.X al D.M. 10/03/1998 (scuole di ogni ordine e grado con oltre 300 persone presenti), devono conseguire l attestato di idoneità tecnica di cui all art.3 della L.609/96, presso i Vigili del Fuoco. (3) Gli addetti al Primo Soccorso devono essere in possesso dei requisiti stabiliti dal D.M. 15/07/2003 n.388. Rev 03 del 25/09/ pag. 11 di 56

12 PERSONALE ATA A DISPOSIZIONE NOMINATIVO CORSO PER ADDETTO IDONEITÀ L.609/96 CORSO DI PRONTO ANTINCENDIO SOCCORSO 1 Lattanzi Alessandra 2 Proietti Anna Maria SI 3 Marchetti Antonella SI 4 Ceccarelli Giuliana SI 5 DeSantis Antonella SI 6 Talevi Eleonora SI SI SI 7 Torni Matilde 8 Pucci Luigi SI SI 9 10 Rev 03 del 25/09/ pag. 12 di 56

13 PERSONALE DOCENTE A DISPOSIZIONE TOTALE PERSONALE DOCENTE IN CARICO ALL ISTITUTO 46 NOMINATIVO CORSO PER ADDETTO ANTINCENDIO IDONEITÀ L.609/96 CORSO DI PRONTO SOCCORSO 1 Moret Alessandra SI 2 Zavoli Massimo SI SI 3 Bonifazi Paolo SI SI 4 Cristofanelli Paola SI SI 5 Ciavattini Moreno SI SI Rev 03 del 25/09/ pag. 13 di 56

14 ASSEGNAZIONE DEGLI INCARICHI Al fine dell attuazione del Piano di emergenza, vengono assegnati i seguenti compiti INCARICO FIGURA INCARICATO SOSTITUTO Emanazione ordine di evacuazione Attivazione del segnale per l evacuazione Posto di chiamata e chiamate di soccorso Responsabile del centro di raccolta Interruzione energia elettrica generale Piano terra controllo operazioni di evacuazione Piano primo controllo operazioni di evacuazione Piano secondo controllo operazioni di evacuazione Piano seminterrato controllo operazioni di evacuazione Esodo di eventuali persone con ridotte o impedite capacità motorie e sensoriali Sorveglianza degli apprestamenti (vedi registro controlli periodici) Dirigente scolastico Roberta Bambini Bonifazi Proietti Collaboratori scolastici piano terra Collaboratori scolastici piano terra Dirigente scolastico Roberta Bambini Bonifazi Proietti Collaboratori scolastici piano seminterrato Collaboratori scolastici di piano Collaboratori scolastici di piano Collaboratori scolastici di piano Collaboratori scolastici di piano Insegnante Operatori ASL Addetto alla gestione delle emergenze Sorveglianza giornaliera vie ed uscite di emergenza Collaboratori scolastici di piano Vedi incaricati controllo evacuazione Vedi incaricati controllo evacuazione Rev 03 del 25/09/ pag. 14 di 56

15 PROCEDURE PER L ATTUAZIONE DEL PIANO Di seguito vengono elencate le fasi della procedura di attuazione del presente piano. Rilevazione dell emergenza Diramazione del primo allarme agli addetti ed al Dirigente Chiunque evidenzi una situazione di pericolo per l edificio e gli occupanti deve allertare gli addetti alla gestione delle emergenze e subito dopo il Dirigente o il suo sostituto presente in Istituto. Evento incendio limitato e controllabile Intervento degli addetti alla gestione delle emergenze Il Dirigente valuta la situazione Ordine di evacuazione parziale L impiego degli apprestamenti antincendio (estintori ed idranti) è di competenza degli addetti alla gestione delle emergenze, i quali intervengono con i mezzi a disposizione e valutano se il focolaio sia controllabile ed estinguibile in completa sicurezza. Il Dirigente o il suo sostituto, di concerto con gli addetti alla gestione delle emergenze, valutano la situazione e decidono le azioni successive. In linea di massima non è necessaria un evacuazione generale nel caso di piccoli focolai di incendio, che possono essere domati dal personale incaricato con il solo ausilio degli estintori e senza pericoli per il personale presente; in tali casi potrà essere sufficiente fare defluire all esterno dell edificio le sole classi interessate direttamente dall evento, al fine di consentire un facile intervento sul focolaio. Evento incendio non controllabile in sicurezza Ordine di evacuazione generale In caso di incendio non controllabile dagli addetti interni in sicurezza ed in ogni caso per incendi coinvolgenti le vie di esodo, è necessario allertare i Vigili del Fuoco ed evacuare l edificio. Rev 03 del 25/09/ pag. 15 di 56

16 Chiamata dei soccorsi (VVF) Interruzione dei servizi Il Dirigente istruisce l addetto incaricato alla postazione di chiamata per l allertamento dei VVF. All emanazione dell ordine di evacuazione generale, gli addetti incaricati provvedono ad interrompere i servizi generali dell edificio (alimentazione elettrica ed adduzione gas) agendo sui comandi generali. Evento terremoto Interruzione dei servizi L ordine di evacuazione generale dovrà essere diramato direttamente nel caso di forti scosse di terremoto. Gli addetti incaricati provvederanno ad interrompere i servizi tecnici (elettricità e gas) nei modi stabiliti. Evento dissesti e crolli strutturali Chiamata dei soccorsi (VVF) Interruzione dei servizi Nel caso vengano rilevati dissesti e lesioni alle strutture dell edificio o si verifichino crolli di parte di esse, dovrà essere dato l ordine di evacuazione generale, dando priorità agli occupanti dei locali interessati ed a quelli dell ala dell edificio interessata. In questo caso potrà essere derogato opportunamente l ordine di evacuazione prestabilito, sotto la supervisione degli addetti alla gestione delle emergenze. Il Dirigente istruisce l addetto incaricato alla postazione di chiamata per l allertamento dei VVF. Gli addetti incaricati provvederanno ad interrompere i servizi tecnici (elettricità e gas) nei modi stabiliti. Rev 03 del 25/09/ pag. 16 di 56

17 Emissione sostanze tossiche, nocive o infiammabili Intervento degli addetti alla gestione delle emergenze Il Dirigente valuta la situazione Richiesta intervento dei VVF Ordine di evacuazione parziale Nel caso di emissione di sostanze tossiche, nocive o infiammabili, presenti all interno del laboratorio metalli, l assistente tecnico di laboratorio ed il docente dovranno evacuare immediatamente il locale ed allertare gli addetti alla gestione delle emergenze, cercando se possibile di aerare i locali aprendo gli infissi. Gli addetti potranno intervenire nei limiti dell impiego dei mezzi a disposizione e delle proprie competenze. Nel caso di emissioni di gas si dovrà provvedere immediatamente alla chiusura della linea di alimentazione esterna all edificio, oltre che aerare i locali interessati. Se non si ritiene di poter limitare e circoscrivere l emissione con assolita sicurezza, è necessario richiedere l intervento dei VVF. Il Dirigente allerterà l addetto alla postazione di chiamata, istruendolo sulla specificità dell emergenza, quindi precisando le sostanze interessate e l entità dell emissione. Se necessario si provvederà ad evacuare l ala dell edificio interessata dall emergenza. Infortunio lieve Intervento degli addetti al primo soccorso In caso di infortunio lieve, l addetto al primo soccorso potrà intervenire nei limiti delle proprie competenze e dei mezzi a disposizione. Il Dirigente valuterà se allertare il Pronto Soccorso e/o avvertire i genitori. Infortunio medio o grave Chiamata Intervento del degli Pronto addetti Soccorso al primo e/o soccorso CRI In caso di infortunio di media o grave entità dovrà essere immediatamente allertato il pronto Soccorso e/o la CRI. L addetto al primo soccorso potrà intervenire nei limiti delle proprie competenze e dei mezzi a disposizione. Il Dirigente provvederà ad avvertire i genitori. Rev 03 del 25/09/ pag. 17 di 56

18 Segnale di allarme per l evacuazione L ordine di evacuazione dell edificio è diramato mediante l impianto di diffusione sonora la cui centralina è posizionata in corrispondenza della postazione del personale ausiliario al piano terra. Il segnale di evacuazione è costituito dal suono emesso dal sistema di allarme suono pulsante prolungato per un tempo sufficientemente lungo. Incaricato dell azionamento del segnale di allarme è il personale scolastico presente al piano rialzato dell edificio. Procedura di evacuazione Nel caso di evacuazione il personale presente all interno dell edificio dovrà comportarsi come segue: a. Il Dirigente Scolastico (od il suo sostituto) informa dell evacuazione: l addetto alla diffusione dell allarme, l addetto alla postazione telefonica (fornendo le indicazioni da trasmettere agli enti esterni), gli addetti alla gestione delle emergenze ed al primo soccorso. b. L addetto alla postazione telefonica incaricato, comunica agli enti esterni la condizione di emergenza, come da modulo di istruzioni in allegato; completa gli incarichi stabiliti nel piano di evacuazione. c. Il collaboratore scolastico incaricato, aziona il segnale di allarme nel modo convenuto; completa gli incarichi stabiliti nel piano di evacuazione. Rev 03 del 25/09/ pag. 18 di 56

19 d. Il personale ausiliario per il piano di competenza provvede a: impedire l accesso nei percorsi non previsti dal piano di emergenza; verificare l avvenuto completo esodo degli scolari; recarsi infine verso il punto di raccolta esterno. e. L insegnante presente in aula organizza e verifica il deflusso degli alunni di competenza, raccoglie il registro di classe, chiude la porta, indicando in tal modo l uscita di tutti gli occupanti del locale e si avvia verso le uscite, seguendo la propria classe, raggiungendo il centro di raccolta, dove provvederà a compilare il modulo di classe. f. Lo studente apri-fila inizia ad uscire dalla classe, gli altri seguono in fila indiana appoggiando la mano sulla spalla del compagno che li precede e così via fino all uscita dello studente chiudi-fila. Non si deve attendere l insegnante, che seguirà la fila indiana. g. Nel caso siano presenti degli infortunati, gli addetti designati al momento dal dirigente scolastico o dal suo sostituto (collaboratori scolastici o docente di pertinenza) dovranno restare insieme all infortunato fino all arrivo delle squadre di soccorso esterne, seguendo le istruzioni descritte nel Piano per il pronto soccorso. h. Nel caso siano presenti nell Istituto persone o scolari con ridotte o impedite capacità motorie e sensoriali, gli addetti designati (collaboratori scolastici, docente di pertinenza o operatore di sostegno) dovranno recarsi immediatamente nelle aule dove si trovano le persone in questione e facilitarne l esodo, sino all arrivo nel punto di raccolta. In ogni caso non è consentito utilizzare l ascensore. Rev 03 del 25/09/ pag. 19 di 56

20 i. Ogni classe dovrà dirigersi verso il punto di raccolta esterno, utilizzando la scala di pertinenza e secondo l ordine di evacuazione prestabilito (vedere le indicazioni riportate nelle planimetrie); raggiunto il punto di raccolta l insegnante di ogni classe provvederà a fare l appello dei propri alunni e compilerà il modulo M1, che consegnerà al Responsabile del punto di raccolta. j. Il personale ausiliario e gli insegnanti che non accompagnano le classi, dovranno abbandonare l edificio dopo il completamento degli eventuali incarichi assegnati. k. In caso di alunni risultati assenti alla verifica finale, il Responsabile del punto di raccolta informerà le squadre di soccorso esterne per iniziare il loro recupero, fornendo tutte le informazioni al riguardo. l. In presenza delle squadre di soccorso esterne, è assolutamente vietato rientrare all interno dell edificio o comunque allontanarsi dal centro di raccolta fino alla cessazione dell emergenza. m. Il Dirigente Scolastico (od il suo sostituto) qualora non vi siano più condizioni di pericolo, dichiara la cessazione dell emergenza e dispone il ritorno delle classi all interno dell edificio. Assistenza alle persone disabili in caso di emergenza All interno dell edificio può essere presente personale o alunni con ridotte capacità motorie o sensoriali (per esempio nel caso più semplice un alunno con una gamba ingessata); si vedano le istruzioni in allegato al presente documento, per la corretta modalità di assistenza all evacuazione dei disabili. Rev 03 del 25/09/ pag. 20 di 56

21 ORDINE DI EVACUAZIONE DELLE CLASSI Le varie classi, all ordine di evacuazione, dovranno utilizzare la scala di pertinenza e le uscite di sicurezza, secondo l ordine sotto riportato; la procedura prevede l allineamento su due file per le classi evacuanti dalle scale A, B e D/E. USCITA SCALA AULE P.Terra US P.Terra US Palestra P.Terra US8 Scala B US12 Presidenza-Segreterie P.Primo US9 P. Primo Scala A P.Primo US6 P.Secondo US10 P.Secondo Scala A P.Secondo US6 Seminterrato US11 Seminterrato US16 Scala B US Scala A US Scala E - US Scala B US Scala A US Scale D-E US L ordine di evacuazione suddetto dovrà essere riportato nel modulo informativo di classe (M3). Rev 03 del 25/09/ pag. 21 di 56

22 PROCEDURE IN CASO DI INCIDENTI Durante l attività scolastica può accadere che qualcuno, adulto o ragazzo, resti vittima di un incidente ed in attesa di un soccorso qualificato, gli addetti al pronto soccorso possono, in alcuni casi, prestare i primi soccorsi ed assistenza all infortunato usando il materiale a disposizione nella cassetta di pronto soccorso. Nel caso di incidente grave (fratture, perdite di coscienza, ferite profonde, ecc..): avvertire immediatamente il responsabile alla gestione delle emergenze e gli addetti al pronto soccorso presenti in Istituto; l addetto al pronto soccorso, dopo una prima diagnosi, deve provvedere a chiamare il soccorso sanitario (118), descrivendo nel miglior modo possibile la situazione e quindi attendere l arrivo dei soccorsi accanto all infortunato; si deve evitare di spostare di peso il corpo, se si sospettano lesioni alla spina dorsale evitare assolutamente di muovere il capo o il tronco; si deve evitare di scuotere o schiaffeggiare il soggetto svenuto, né gli devono essere somministrati sali o bevande; prestare un primo soccorso solo se ritenuto assolutamente indispensabile e possibile con il corredo della cassetta di pronto soccorso (per esempio per tamponare eventuali emorragie); in caso di fratture agli arti, spostare l infortunato solo dopo aver immobilizzato la parte interessata; non si deve trasportare l infortunato al pronto soccorso con propri mezzi; se si tratta di un alunno, il responsabile alla gestione delle emergenze deve avvertire i genitori e l insegnante deve accompagnare l infortunato con il soccorso sanitario, dopo aver affidato la classe ad un collaboratore scolastico; in ogni caso deve essere avvertita, al più presto, la Direzione Didattica. Rev 03 del 25/09/ pag. 22 di 56

23 All interno dell Istituto è presente un defibrillatore portatile, che potrà essere utilizzato in emergenza dal personale specificatamente formato, nei casi di arresto cardiaco o fibrillazione ventricolare. Il personale formato all impiego dell apparecchiatura è costituito da: Giuliana Ceccarelli ata Antonella De Santis ata Alessandra Moret doc Il personale incaricato delle verifiche periodiche del defibrillatore è costituito da: Alessandra Moret doc Nel caso di incidente lieve (distorsioni, ferite cutanee, epistassi, ecc..): se necessario avvertire gli addetti al pronto soccorso presenti in Istituto; in caso di distorsioni (polso, ginocchio, caviglia) praticare impacchi freddi, utilizzando ghiaccio sintetico (nella cassetta di pronto soccorso) oppure i cuscinetti caldo-freddo o in mancanza garze imbevute di acqua; se si presenta forte dolore, gonfiore e difficoltà di movimento, l insegnante dovrà avvertire i genitori dell alunno e se questi non sono reperibili, il pronto soccorso; se si chiama il soccorso sanitario ed i genitori non sono presenti, l insegnante deve accompagnare l infortunato al pronto soccorso, dopo aver affidato la classe ad un collaboratore scolastico; in caso di chiamata del soccorso sanitario deve essere avvertita anche la Direzione Didattica; in caso di ferite cutanee con perdite di sangue, l insegnante deve indossare i guanti sterili monouso, procedere alla pulizia della ferita con acqua corrente e quindi disinfettare con garze sterili e soluzione disinfettante, senza utilizzare polveri, pomate, cotone idrofilo o altri mezzi di fortuna; Rev 03 del 25/09/ pag. 23 di 56

24 in caso di epistassi l insegnante deve far sedere l alunno e, dopo aver indossato i guanti sterili monouso, piegare la testa in avanti (non indietro per evitare che il sangue fluisca in gola), comprimere il naso tra pollice ed indice ed infine applicare compresse di garza imbevute di acqua fredda alla radice del naso; in caso di epistassi non si deve usare cotone antiemorragico. Il contenuto della cassetta del pronto soccorso dovrà essere periodicamente verificato e, se necessario, ripristinato nel più breve tempo possibile: Guanti sterili monouso in vinile o in lattice (5 paia) Visiera paraschizzi 1 flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio 3 flaconi di soluzione fisiologica da 0,5litri (sodio cloruro allo 0,9%) 1 confezione di acqua ossigenata F.U. 10 volumi 2 compresse di garza sterile 18x40 in buste singole 10 compresse di garza sterile 10x10 in buste singole 2 teli sterili monouso 2 pinzette da medicazione sterili monouso 1 confezione di cotone idrofilo 2 confezioni di cerotti pronti all'uso (di varie misure) 2 rotoli di cerotto alto cm 2,5 1 paio di forbici 3 lacci emostatici 2 confezioni di ghiaccio pronto uso 2 sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari termometro Il personale incaricato delle verifiche periodiche è costituito da: Alessandra Moret doc Rev 03 del 25/09/ pag. 24 di 56

25 NORME COMPORTAMENTALI IN CASO DI TERREMOTO Se ti trovi all interno dell edificio Mantieni la calma ed evita atteggiamenti di panico. Non precipitarti fuori, ma lascia aperta la porta per uscire. Resta nel locale ove ti trovi e cerca riparo sotto i tavoli, i banchi, sotto l architrave della porta oppure in adiacenza ai muri ed alle strutture portanti (i tramezzi ed i solai saranno le prime strutture a crollare). Stai lontano dalle finestre, da armadi, da mobili pensili e da qualsiasi suppellettile appesa, questi sono propensi a cadere facilmente. Dopo le scosse, all ordine di evacuazione, esegui gli eventuali incarichi che ti sono stati affidati dal piano di emergenza, quindi abbandona l edificio e raggiungi il punto di raccolta prestabilito, rimanendo a disposizione dei responsabili. Non usare l ascensore e non soffermarti sui balconi o sulle scale. Non rientrare per nessun motivo all interno dell edificio, sino alla dichiarazione di cessata emergenza. Se ti trovi all aperto Mantieni la calma Allontanati dall edificio, dagli alberi, dai lampioni e dalle linee elettriche, perché l eventuale crollo o caduta potrebbero coinvolgerti. Fermati preferibilmente in un posto dove non hai nulla sopra di te. Non avvicinarti ad animali spaventati. Recati al punto di raccolta e non entrare nell edificio per nessun motivo. L ORDINE DI EVACUAZIONE DELL EDIFICIO È DIRAMATO MEDIANTE L IMPIANTO SONORO CON UN SUONO PULSANTE PROLUNGATO. Rev 03 del 25/09/ pag. 25 di 56

26 NORME COMPORTAMENTALI IN CASO DI INCENDIO In caso di incendio nel locale dove ti trovi Interrompi immediatamente qualsiasi attività. Il docente o l allievo apri-fila devono prelevare il registro di classe ed avvertire immediatamente gli addetti alla gestione delle emergenze. Esci dal locale con sollecitudine senza portare con tè oggetti pesanti o ingombranti (prendi solo un abito pesante se è la stagione invernale). Allontanati dal locale seguendo le istruzioni degli addetti all intervento, evitando di intralciarne i movimenti. Non impiegare gli idranti, se non sei addetto alla gestione delle emergenze o hai ricevuto specifica formazione. Utilizza gli estintori solo se hai ricevuto specifica formazione e gli addetti alla gestione delle emergenze non sono in grado di intervenire con sollecitudine. Nel caso di ordine di evacuazione attenersi alle istruzioni. Nel caso in cui non sia praticabile la via di esodo prestabilita Dirigersi lungo la via di esodo alternativa che consente di uscire dal piano e dall edificio, dando precedenza alle classi che già stanno evacuando. Se non è possibile utilizzare alcuna via di esodo, chiudere la porta dell aula cercando di sigillare le fessure (con panni bagnati se disponibili). Aprire le finestre per il tempo necessario ad avvertire della propria presenza e chiedere aiuto. Ricordarsi che il fumo tende a salire in alto, quindi tenersi più in basso possibile, filtrando l aria attraverso un pezzo di stoffa, meglio se bagnata. L ORDINE DI EVACUAZIONE DELL EDIFICIO È DIRAMATO MEDIANTE L IMPIANTO SONORO CON UN SUONO PULSANTE PROLUNGATO. Rev 03 del 25/09/ pag. 26 di 56

27 Classe MODULO DI EVACUAZIONE DI CLASSE (M1) Aula Piano Iscritti SITUAZIONE DEL GIORNO Assenti Presenti RAPPORTO EVACUAZIONE Evacuati Dispersi NOMINATIVI ALUNNI DISPERSI Feriti NOMINATIVI ALUNNI FERITI Data: Docente Ora: Rev 03 del 25/09/ pag. 27 di 56

28 MODULO RIEPILOGATIVO PUNTO DI RACCOLTA (M2) Punto di raccolta : Piazzale Via B.Croce DATI OCCUPAZIONALI GENERALI DELL EDIFICIO Personale ATA Personale docente Studenti Altri Totale SITUAZIONE POST-EVACUAZIONE DELL EDIFICIO Piano Presenti Evacuati Feriti Dispersi Seminterrato Rialzato Primo Secondo Totale Data: Il Responsabile di plesso o il sostituto Ora: Rev 03 del 25/09/ pag. 28 di 56

29 MODULO INFORMATIVO DI CLASSE Classe Aula Piano Nominativo Sostituto Allievo aprifila Allievo serrafila Allievo serrafila Allievo chiudifila Scala di pertinenza Allineamento Ordine di evacuazione Posizione nel punto di raccolta L ORDINE DI EVACUAZIONE DELL EDIFICIO È DIRAMATO MEDIANTE L IMPIANTO SONORO CON UN SUONO PULSANTE PROLUNGATO. da conservare nel registro di classe Rev 03 del 25/09/ pag. 29 di 56

30 NORME DI COMPORTAMENTO DIRIGENTE/SOSTITUTO NC1 ALL INSORGERE DELL EMERGENZA 1. Dirigetevi verso il luogo indicato per valutare l emergenza e cercare di eliminarla. 2. Verificate l allontanamento degli studenti/classi dal luogo dell emergenza. 3. Se ritenete che non sia possibile intervenire in sicurezza ed in breve tempo, date istruzioni per chiamare i soccorsi esterni. 4. Nel caso di pericolo di grave entità, date l ordine di evacuare l edificio, attuando la procedura di emergenza prestabilita. 5. In caso di forte scossa di terremoto, l evacuazione deve essere comunque effettuata. 6. Dirigetevi nei pressi dell ingresso principale dell edificio ed attendete i soccorsi, in posizione sicura; al loro arrivo fornite le indicazioni del caso. 7. Attendete le comunicazioni che saranno trasmesse dai docenti delle varie classi attraverso i moduli appositi e dal DSGA per quanto attiene il personale ATA. 8. In caso di smarrimento di qualsiasi persona, prendete tutte le informazioni necessarie e comunicatele alle squadre di soccorso, al fine di iniziare la ricerca. 9. In caso di feriti, assicuratevi che siano assistiti dagli addetti al primo soccorso, fino all arrivo del Soccorso Pubblico. L ORDINE DI EVACUAZIONE DELL EDIFICIO È DIRAMATO MEDIANTE L IMPIANTO SONORO CON UN SUONO PULSANTE PROLUNGATO. Rev 03 del 25/09/ pag. 30 di 56

31 NORME DI COMPORTAMENTO RESPONSABILE DEL PUNTO DI RACCOLTA NC2 ALL ORDINE DI EVACUAZIONE DELL EDIFICIO a. Nel caso non siate docenti 1. Dirigetevi verso il punto di raccolta percorrendo l itinerario previsto dalle planimetrie di piano. 2. Acquisite dagli insegnanti di ogni classe i moduli M1 compilati e trascrivetene le informazioni sul modulo M2; in caso di persone assenti alla verifica o ferite prendete tutte le informazioni del caso. 3. Trasmettete il modulo M2 e le informazioni del caso al Dirigente Scolastico o al Responsabile di Plesso. b. Nel caso siate docenti 1. Effettuate l evacuazione della vostra classe, come previsto dalla procedura di emergenza. 2. Arrivati al punto di raccolta, procedete secondo quanto previsto al punto a) L ORDINE DI EVACUAZIONE DELL EDIFICIO È DIRAMATO MEDIANTE L IMPIANTO SONORO CON UN SUONO PULSANTE PROLUNGATO. Rev 03 del 25/09/ pag. 31 di 56

32 NORME DI COMPORTAMENTO PERSONALE AMMINISTRATIVO NC3 ALL ORDINE DI EVACUAZIONE DELL EDIFICIO 1. Mettete in sicurezza la vostra postazione di lavoro, spegnendo possibilmente le apparecchiature elettriche. 2. Seguite le istruzioni del Dirigente Scolastico o del sostituto e svolgete i compiti affidativi. 3. Attendete il completamento dell esodo da parte degli studenti ed abbandonate l edificio, evitando di portare oggetti ingombranti e pesanti con voi (prendete solo un indumento pesante se in inverno). 4. Chiudete le porte degli uffici e dirigetevi verso il punto di raccolta seguendo l itinerario indicato nelle planimetrie di piano. 5. Se vi sono negli uffici persone estranee alla scuola (genitori, fornitori, ecc ) accompagnateli nell esodo, assicurandovi che abbandonino l edificio in sicurezza. 6. IL DSGA avrà cura di comunicare al Dirigente Scolastico l esito dell evacuazione e l eventuale presenza di persone estranee alla scuola. 7. Al punto di raccolta rimanete a disposizione del Dirigente Scolastico o del sostituto. In caso di focolaio di incendio all interno degli uffici 1. Uscite velocemente dal locale. 2. Avvertire immediatamente gli addetti alla gestione delle emergenze. 3. Se siete stati istruiti in merito e se siete in grado di intervenire in sicurezza, utilizzate gli estintori disponibili al piano. L ORDINE DI EVACUAZIONE DELL EDIFICIO È DIRAMATO MEDIANTE L IMPIANTO SONORO CON UN SUONO PULSANTE PROLUNGATO. Rev 03 del 25/09/ pag. 32 di 56

33 NORME DI COMPORTAMENTO PERSONALE AUSILIARIO DI PIANO NC4 ALL INSORGERE DELL EMERGENZA 1. Allertate gli addetti alla gestione delle emergenze e quindi il Dirigente Scolastico. 2. Fate allontanare le classi direttamente coinvolte, in modo che non siano esposte a pericoli e non intralcino l intervento degli addetti. 3. Impedite l avvicinamento al personale non direttamente coinvolto con la gestione dell emergenza. ALL ORDINE DI EVACUAZIONE DELL EDIFICIO 1. Seguite le istruzioni del Dirigente Scolastico o del sostituto e svolgete i compiti affidativi. 2. Favorite il deflusso ordinato del piano. 3. Impedite il ritorno nei locali evacuati. 4. Attendete il completamento dell esodo da parte degli studenti ed abbandonate il vostro posto, evitando di portare oggetti ingombranti e pesanti con voi (prendete solo un indumento pesante se in inverno). 5. Dirigetevi, al termine dell evacuazione del piano, verso il punto di raccolta esterno previsto dalle planimetrie e rimanete a disposizione del Dirigente Scolastico o del suo sostituto. L ORDINE DI EVACUAZIONE DELL EDIFICIO È DIRAMATO MEDIANTE L IMPIANTO SONORO CON UN SUONO PULSANTE PROLUNGATO. Rev 03 del 25/09/ pag. 33 di 56

34 NORME DI COMPORTAMENTO PERSONALE AL POSTO DI CHIAMATA NC5 IN CASO DI CHIAMATA AL SOCCORSO PUBBLICO 1. Fornire le seguenti informazioni, in modo chiaro Nominativo del chiamante Nominativo della scuola LICEO ARTISTICO Sede Geometri Indirizzo della scuola Via B.Croce (Viale Trieste) Numero telefonico della scuola Motivo della chiamata (descrizione sommaria dell incidente) Eventuali persone coinvolte direttamente (feriti, persone intrappolate) 2. Attendere che il centralinista dell Ente ripeta per controllo le indicazioni chiave 3. Restare in attesa dell eventuale ordine di evacuazione. NUMERI UTILI VIGILI DEL FUOCO 115 PRONTO SOCCORSO CROCE ROSSA ITALIANA A.U.S.L POLIZIA MUNICIPALE CARABINIERI POLIZIA ASM SEGNALAZIONE GUASTI ELETTRICI ASM SEGNALAZIONE GUASTI ACQUA SEDE DIREZIONE DIDATTICA (TACITO) RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE (SANDRO GABRIELE) L ORDINE DI EVACUAZIONE DELL EDIFICIO È DIRAMATO MEDIANTE L IMPIANTO SONORO CON UN SUONO PULSANTE PROLUNGATO. Rev 03 del 25/09/ pag. 34 di 56

35 FORMAZIONE ED INFORMAZIONE DEI DIPENDENTI Allo scopo di fornire la giusta formazione ed informazione ai dipendenti, ai sensi dell art.164 del D.Lgs.81/08, in merito alla segnaletica di sicurezza, si riporta il contenuto dell allegato XXV del D.Lgs.81/08 e ss.mm.ii. ALLEGATO XXV PRESCRIZIONI GENERALI PER I CARTELLI SEGNALETICI 3.1. Cartelli di divieto - forma rotonda, - pittogramma nero su fondo bianco; bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra lungo il simbolo, con un inclinazione di 45 ) rossi. Vietato fumare Vietato fumare o usare fiamme libere Vietato ai pedoni Divieto di spegnere con acqua Acqua non potabile Divieto di accesso alle persone non autorizzate Rev 03 del 25/09/ pag. 35 di 56

36 Vietato ai carrelli di movimentazione Non toccare 3.2. Cartelli di avvertimento Caratteristiche intrinseche: - forma triangolare, - pittogramma nero su fondo giallo, bordo nero. Materiale infiammabile o alta temperatura Materiale esplosivo Sostanze velenose Sostanze corrosive Materiali radioattivi Carichi sospesi Carrelli di movimentazione Tensione elettrica pericolosa Pericolo generico Rev 03 del 25/09/ pag. 36 di 56

37 Raggi laser Materiale comburente Radiazioni non ionizzanti Campo magnetico intenso Pericolo di inciampo Caduta con dislivello Rischio biologico Bassa temperatura Sostanze nocive o irritanti 3.3. Cartelli di prescrizione Caratteristiche intrinseche: - forma rotonda, - pittogramma bianco su fondo azzurro. Protezione obbligatoria degli occhi Casco di protezione obbligatorio Protezione obbligatoria dell udito Rev 03 del 25/09/ pag. 37 di 56

38 Protezione obbligatoria delle vie respiratorie Calzature di sicurezza obbligatorie Guanti di protezione obbligatori Protezione obbligatoria del corpo Protezione obbligatoria del viso Protezione individuale obbligatoria contro la caduta Passaggio obbligatorio per i pedoni Obbligo generico (con eventuale cartello supplementare) Rev 03 del 25/09/ pag. 38 di 56

39 3.4. Cartelli di salvataggio Caratteristiche intrinseche: - forma quadrata o rettangolare, - pittogramma bianco su fondo verde. Percorso/uscita di emergenza Direzione da seguire (segnali di informazione addizionale ai pannelli che seguono) Pronto soccorso Barella Doccia di sicurezza Lavaggio degli occhi Telefono per salvataggio e pronto soccorso Rev 03 del 25/09/ pag. 39 di 56

40 Cartelli per le attrezzature antincendio Caratteristiche intrinseche: - forma quadrata o rettangolare, - pittogramma bianco su fondo rosso. Lancia antincendio Scala Estintore Telefono per gli interventi antincendio Direzione da seguire (cartello da aggiungere a quelli che precedono) ALTRI CARTELLI SEGNALETICI SPECIFICI Non risulta necessario installare cartelli segnaletici specifici diversi da quelli di cui all Allegato XXV sopra riportato. Rev 03 del 25/09/ pag. 40 di 56

41 SEGNALETICA DEI CONTENITORI E DELLE TUBAZIONI (ALL.XXVI) Dovranno essere segnalati conformemente all All.XXVI, le tubazioni di adduzione del gas metano, qulle di distribuzione dei gas tecnici all interno del laboratorio metalli e le bombole di stoccaggio degli stessi gas tecnici o comunque il locale del loro stoccaggio. SEGNALETICA DESTINATA AD IDENTIFICARE E AD INDICARE L UBICAZIONE DELLE ATTREZZATURE ANTINCENDIO (ALL.XXVII) Le attrezzature antincendio saranno identificate con la colorazione rossa. La segnaletica per l ubicazione delle attrezzature sarà conforme al punto 3.5 dell All.XXV sopra riportato. SEGNALAZIONE DI OSTACOLI E DI PUNTI DI PERICOLO E PER LA SEGNALAZIONE DELLE VIE DI CIRCOLAZIONE (ALL.XXVIII) Non risulta necessario installare segnaletica specifica. SEGNALI LUMINOSI (ALL.XXIX) Non risulta necessario impiegare segnali luminosi, eccetto quelli utilizzati per la segnalazione dell emergenza. SEGNALI ACUSTICI (ALL.XXX) Non risulta necessario impiegare segnali acustici, eccetto quelli utilizzati per la segnalazione dell emergenza. COMUNICAZIONE VERBALE (ALL.XXXI) Non risulta necessario utilizzare sistemi specifici di comunicazione verbale. SEGNALI GESTUALI (ALL.XXXII) Non risulta necessario utilizzare specifici segnali gestuali. Rev 03 del 25/09/ pag. 41 di 56

42 FORMAZIONE ED INFORMAZIONE DEI DIPENDENTI MISURE PER LA GESTIONE DELL EMERGENZA IN PRESENZA DI DISABILITA ANCHE TEMPORANEE Di seguito saranno proposte le modalità ritenute più efficaci per affrontare quelle categorie di disabilità in cui è più comune imbattersi, ovvero: disabilità motorie disabilità sensoriali disabilità cognitive Si deve, inoltre, ricordare che una persona non identificabile come disabile in condizioni ambientali normali, se coinvolta in una situazione di crisi potrebbe non essere in grado di rispondere correttamente, adottando, di fatto, comportamenti tali da configurarsi come condizioni transitorie di disabilità. Affinché un soccorritore possa dare un aiuto concreto è necessario che sia in grado di comprendere i bisogni della persona da aiutare, anche in funzione del tipo di disabilità che questa presenta e che sia in grado di comunicare un primo e rassicurante messaggio in cui siano specificate le azioni basilari da intraprendere per garantire un allontanamento celere e sicuro dalla fonte di pericolo. MISURE RIFERITE ALLA DISABILITÀ MOTORIA La movimentazione di un disabile motorio dipende fondamentalmente dal grado di collaborazione che questo può fornire, secondo le due seguenti tipologie di azioni: - sollevamenti, ovvero spostamenti di tutto il peso del corpo della persona da soccorrere; - spostamenti, ovvero spostamenti di parti del corpo della persona. In particolare, le prime riguardano le persone che sono totalmente incapaci di collaborare dal punto di vista motorio (o con patologie di carattere psichico talmente gravi da comportare una totale inabilità motoria) e che non possono agevolare la movimentazione con le residue capacità di movimento disponibili. Rev 03 del 25/09/ pag. 42 di 56

43 Pertanto, per effettuare un azione che garantisca il corretto espletamento della prestazione richiesta, e che, nel contempo, salvaguardi l integrità fisica del soccorritore, è necessario: - individuare in ogni persona tutte le possibilità di collaborazione; - essere in grado di posizionare le mani in punti di presa specifici, per consentire il trasferimento della persona in modo sicuro; - assumere posizioni di lavoro corrette, che salvaguardino la schiena dei soccorritori; - essere in grado di interpretare le necessità della persona da affiancare ed offrire la collaborazione necessaria. Collaborazione del disabile È bene tentare di coinvolgere sempre la persona da soccorrere nello spostamento, incoraggiandola ad una collaborazione attiva,seppur nei limiti delle sue abilità. Ovviamente tale sollecitazione deve essere rivolta alle risorse fisiche disponibili, più che a quelle perdute; in questo caso l obiettivo da raggiungere è duplice: 1) incentivare la persona con disabilità a superare i propri limiti, cercando di infonderle fiducia nel superamento della situazione transitoria e proponendo una partecipazione attiva a tutte le operazioni che la riguardano; 2) facilitare il lavoro del soccorritore proprio attraverso il meccanismo della collaborazione, facendo risparmiare sforzi eccessivi e talvolta infruttuosi. Punti di presa specifici Per effettuare un trasporto è necessario evitare di sottoporre a trazione le strutture articolari, che potrebbe determinare conseguenze nocive, e prevenire puntuali e dolorose compressioni digitali appoggiando tutta la mano per ripartire omogeneamente la sollecitazione ed offrire una migliore presa globale. Rev 03 del 25/09/ pag. 43 di 56

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