COMMISSIONE EUROPEA DG Mercato interno

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1 COMMISSIONE EUROPEA DG Mercato interno ISTITUZIONI FINANZIARIE Assicurazioni MARKT/2085/01 IT Orig. FR Bruxelles, 11 ottobre 2001 MARKT/C2/OF D(2001) NOTA PER IL SOTTOGRUPPO "SOLVIBILITÀ" Oggetto: Sistemi «Risk-based capital» (RBC) Questa nota si inserisce nel quadro del progetto "solvibilità II" e contiene lo studio menzionato al paragrafo del documento MARKT72027/01 («Solvibilità II: presentazione dei lavori previsti», lavoro proposto n 3: studio dei sistemi di solvibilità RBC). La sua finalità è preparare la discussione del sottogruppo "solvibilità" sull'opportunità o meno di ispirarsi ai modelli «risk-based capital» per la definizione di nuove regole di solvibilità europee. A tal fine è stata inclusa nell'ultima parte della nota una serie di domande alle quali le delegazioni sono invitate a rispondere per iscritto. I servizi della Commissione auspicano che, per quanto possibile, le risposte siano inviate prima del 7 dicembre 2001, per poterne presentare una sintesi nel corso della riunione prevista per il 19 dicembre. Le delegazioni sono invitate, più in generale, a trasmettere tutte le osservazioni che ritengono utili su questa nota o sulla materia ivi trattata (i sistemi «risk-based capital»). Se ci si attiene al significato del termine inglese, un sistema «risk-based capital» è un sistema in cui il requisito patrimoniale minimo è funzione del rischio o dei rischi assunti dall'impresa di assicurazione. Questa definizione è pertanto molto generale. Essa può inglobare la regola europea del margine minimo: attraverso indicatori semplici questa regola tenta infatti di fissare un requisito patrimoniale in rapporto ai "rischi dell'esercizio" 1 che sussistono una volta che l'impresa ha costituito riserve tecniche sufficienti e detiene investimenti appropriati. 1 Cfr. i considerando della direttiva 73/239/CEE. Rue de la Loi 200, B-1049 Bruxelles / Wetstraat 200, B-1049 Brussel - Belgio. Telefono: Ufficio: C107 1/50. Telefono: linea diretta Fax:

2 Di fatto, si utilizza generalmente il termine «risk-based capital» in un senso più restrittivo, escludendo il sistema europeo e riferendosi più o meno direttamente al sistema introdotto negli Stati Uniti nel corso degli anni '90, denominato proprio «riskbased capital». Nel ramo vita taluni paesi si sono già ispirati alle norme americane per l'elaborazione della loro regolamentazione (Giappone, Canada). Nel ramo danni, i progetti di riforma in corso in Australia e in Canada attingono anch'essi parzialmente al sistema americano. La nota ha la struttura seguente: le tre prime parti descrivono i principi applicati per il calcolo del capitale minimo rispettivamente negli Stati Uniti, in Australia (ramo danni) e in Canada; la quarta parte propone una breve analisi dei punti comuni e delle differenze esistenti tra questi sistemi; la quinta parte propone elementi di discussione per quanto riguarda l'adozione di un approccio RBC nella regolamentazione europea. 2

3 1. PRESENTAZIONE DEL SISTEMA RBC AMERICANO 1.1. Descrizione degli stadi di intervento e del margine minimo 1. Il sistema denominato «Risk-based capital» è stato introdotto negli Stati Uniti dalla NAIC («National Association of Insurance Commissioners») all'inizio degli anni '90 2. In precedenza i requisiti di solvibilità differivano da uno Stato all'altro e consistevano in taluni casi in un requisito fisso di capitale relativamente basso. 2. La nuova norma prudenziale definita dalla NAIC, destinata a riflettere maggiormente le dimensioni delle imprese e la loro esposizione al rischio, si inseriva in un progetto più vasto di razionalizzazione e di armonizzazione delle regole applicabili alle imprese di assicurazione negli Stati Uniti 3. Tale norma era stata pertanto preceduta dalla definizione di un insieme di regole contabili comuni per la redazione dei bilanci obbligatori. 3. Occorre ricordare in proposito che le imprese di assicurazione americane redigono più bilanci. Il bilancio destinato alle autorità di vigilanza 4 è redatto in base a norme specifiche (SAP: Statutory Accounting Principles) che sono più "prudenti" delle norme GAAP (Generally Accepted Accounting Principles, che si applicano ai bilanci destinati agli azionisti). È al bilancio per la vigilanza che si applica il sistema RBC messo a punto dalla NAIC. 4. Il principio dell'rbc è quello di determinare un requisito patrimoniale per ciascuno dei principali "rischi" assunti dalle imprese di assicurazione: i metodi di calcolo utilizzati, più o meno complessi, tengono conto delle caratteristiche di ciascuna impresa. Il requisito patrimoniale complessivo dell'impresa si ottiene assemblando i requisiti patrimoniali connessi a ciascun rischio (l'operazione non è una semplice addizione). 5. Il requisito patrimoniale globale così stabilito viene raffrontato ai fondi propri 5 dell'impresa. Il rapporto fondi propri /requisito patrimoniale dell'impresa determina le possibilità di intervento dell'autorità di vigilanza Questo sistema è entrato in vigore nel 1993 per il ramo vita, nel 1994 per il ramo danni. Questa armonizzazione è avvenuta tramite un sistema di "accreditamento" degli Stati da parte della NAIC. Ciascuno Stato resta responsabile della sua legislazione e della vigilanza delle compagnie di assicurazione la cui sede sociale è situata sul suo territorio. Alle regole emanate dalla NAIC possono pertanto aggiungersi regole specifiche per ciascuno Stato. In linea di massima ciascuno Stato ha un fondo di garanzia che interviene in caso di fallimento di una società vigilata e che è alimentato da tutte le società operanti nello Stato. Questo bilancio è pubblico così come quello redatto in base alle norme GAAP. Questi fondi propri sono denominati «total adjusted capital» in quanto sono soggetti alla detrazione di taluni elementi contabili. 3

4 6. Gli stadi di intervento dell'autorità di vigilanza sono riassunti nella tabella seguente 6. Rapporto fondi propri/requisito RBC Stadio di intervento Intervento previsto Superiore al 100% - - Tra il 75 e il 100% «Company action level» L impresa deve presentare un piano per la ricostituzione di una patrimonializzazione adeguata Tra il 50 e il 75% «Regulatory action level» L impresa deve conformarsi alle misure correttive ("orders") prescritte dall'autorità di vigilanza Tra il 35 e il 50% «Authorised control level» L autorità di vigilanza può assumere il controllo dell'impresa Meno del 35% «Mandatory control level» L autorità di vigilanza deve porre l'impresa sotto il suo controllo Calcolo dell'rbc per il ramo danni 7. Il sistema RBC per il ramo danni identifica due grandi categorie di rischi: i rischi degli attivi (asset risks) e i rischi tecnici (underwriting risks). 8. I rischi degli attivi (R 1, R 2, R 3 ) sono i rischi di perdite derivanti dal deprezzamento del valore degli attivi o dall'inadempienza (default) degli emittenti; gli attivi sono suddivisi in tre categorie: investimenti obbligazionari, altri investimenti, crediti. 9. I rischi tecnici considerati sono da una parte il rischio di insufficienza delle riserve sinistri (R 4 ) e dall'altra il rischio di insufficienza dei premi (R 5 ). 10. Oltre a queste due grandi categorie di rischi, il sistema RBC prevede anche un requisito patrimoniale per gli impegni fuori bilancio ed un trattamento specifico per le partecipazioni detenute in imprese di assicurazione del gruppo (R 0 ). 6 Gli stadi di intervento sono presentati talora in funzione della soglia dell'«authorised control level», ovvero la metà dello standard RBC (cfr. relazione provvisoria di KPMG). 4

5 R 0 : rischio collegato agli impegni fuori bilancio e alle imprese di assicurazione controllate 11. R 0 è la somma di due requisiti patrimoniali: un requisito per le società assicurative controllate dall'impresa di assicurazione: consiste nel valore contabile dei titoli detenuti o nel requisito RBC delle controllate. un requisito per gli impegni fuori bilancio dell'impresa. R 1 : rischio degli investimenti a reddito fisso 12. Le obbligazioni detenute dall'assicuratore sono ponderate con fattori di moltiplicazione che sono funzione della loro qualità; quest'ultima viene stabilita in base ad una classificazione elaborata dalla NAIC e simile a quella delle agenzie di rating. I fattori vanno dallo 0% (per i titoli di stato americani) al 30% per le obbligazioni di emittenti insolventi o prossimi all'insolvenza. 13. Per gli emittenti dei primi dieci investimenti (valutati in base all'importo totale degli attivi, obbligazioni o altro, che l'assicuratore ha investito presso tali emittenti) le ponderazioni sono raddoppiate. 14. Le dimensioni del portafoglio obbligazionario vengono prese in considerazione con un ulteriore aggiustamento: più il numero di emittenti è elevato, ovvero più il portafoglio è diversificato, meno elevati sono i fattori di ponderazione realmente applicati. R 2 : rischio degli altri investimenti 15. Anche a ciascun tipo di investimento a reddito variabile viene applicato un fattore di ponderazione. Ad esempio le azioni (common stocks) sono ponderate in modo forfettario con un fattore del 15%, gli immobili con un fattore del 10%. 16. Come nel calcolo di R 1, le ponderazioni dei primi dieci emittenti sono raddoppiate ma non possono superare il 30%. R 3 : rischio dei crediti 17. Nel calcolo del rischio dei crediti si distinguono due componenti: R 3, il rischio collegato ai crediti nei confronti dei riassicuratori, e R 3, il rischio degli altri crediti. 18. Il principio di calcolo è lo stesso applicato agli altri rischi degli attivi: ai crediti (con l'importante eccezione dei crediti derivanti da operazioni di assicurazione) vengono applicati fattori di ponderazione. Ad esempio i crediti nei confronti dei riassicuratori (salvo casi molto particolari) sono ponderati con un fattore del 10%. 5

6 R 4 : rischio di riservazione (underwriting reserve risk) 19. Questo rischio viene calcolato moltiplicando l'ammontare delle riserve sinistri per un fattore di ponderazione differenziato in funzione del ramo di attività. 20. Questi fattori variano da una società all'altra in quanto derivano dalla combinazione di coefficienti determinati dalla NAIC per l'insieme del mercato e di coefficienti correttori che riflettono le liquidazioni delle riserve 7 della società in oggetto. 21. I fattori stabiliti dalla NAIC per l'insieme del mercato si basano sul peggior risultato del mercato negli ultimi 10 anni in termini di run off ratio. Questi fattori non sono ricalcolati ogni anno ma possono essere aggiornati se necessario. La correzione di questi fattori in funzione della liquidazione delle riserve di ciascuna impresa è invece operata annualmente, ma il suo effetto appare relativamente limitato. 22. Il calcolo integra inoltre un fattore di sconto per tener conto del fatto che il grado di insufficienza delle riserve constatato a posteriori è compensato in parte dai proventi finanziari generati da queste stesse riserve 8. Per schematizzare, vi sarà bisogno di fondi propri R 4 solo se il peggior tasso di run off eccede il «cuscinetto di sicurezza» costituito dall'assenza di sconto nel bilancio americano. R 5 : rischio di tariffazione (underwriting - premium risk) 23. Il parametro R 5 riflette il rischio che i premi di un esercizio siano insufficienti per coprire i sinistri corrispondenti. 24. Il principio di calcolo assomiglia a quello per R 4. Per ciascun ramo di attività viene calcolato il peggior risultato del mercato negli ultimi 10 anni in termini di loss ratio (rapporto sinistri/premi). Questo rapporto viene corretto parzialmente con la presa in considerazione della sinistralità dell'impresa 9. Esso viene in seguito moltiplicato per un fattore di sconto (per tener conto dei proventi finanziari futuri) e addizionato alle spese generali della società: la parte del rapporto così ottenuto che supera il 100% viene applicata ai premi emessi nell'esercizio contabile nel ramo considerato Per liquidazione delle riserve (run off) si intende la differenza tra il valore dei sinistri effettivamente liquidati e il valore delle riserve sinistri accantonate in precedenza. Le riserve sinistri dei bilanci non sono scontate. La correzione è più significativa che per R4. 6

7 Aggiustamenti effettuati sui rischi tecnici (underwriting risks) 25. I calcoli descritti in precedenza per R 4 e R 5 sono oggetto di diversi aggiustamenti: talune deduzioni o taluni aggiustamenti sono specifici a determinati rami; una deduzione viene effettuata per tener conto della diversificazione: la somma degli R 4 (o R 5 ) è moltiplicata per un fattore compreso tra il 70 e il 100% a seconda dell'importanza relativa del ramo di attività principale. un incremento per crescita eccessiva viene applicato alle società che registrano un tasso di crescita superiore al 10%. RBC totale per il ramo danni 26. L'RBC totale è ottenuto con un'operazione, denominata talora «aggiustamento di covarianza», la cui formula è, a seconda dei casi: o: R R R1 R2 0,5. R3' R3' ' ) (0,5. R3' R4 ) ( R 2 5 R R R1 R2 R3 R4 R Calcolo dell'rbc per il ramo vita 27. Il sistema RBC per il ramo vita identifica le categorie di rischio riportate in appresso. C 0 : rischio collegato agli impegni fuori bilancio e alle imprese di assicurazione controllate 28. Questo parametro sembra avere la medesima definizione che nell'rbc per il ramo danni. 7

8 C 1 : rischio di investimento o rischio degli attivi (asset risk) 29. Il requisito patrimoniale per la copertura di questo rischio viene calcolato ponderando gli investimenti con fattori che vanno da 0% al 30%. Vi è una differenza rispetto all'rbc del ramo danni: le azioni sono ponderate con un coefficiente del 30%. Il coefficiente iniziale previsto per l'rbc danni era anch'esso del 30% ma è stato ridotto successivamente al 15% per non «penalizzare» eccessivamente le imprese di assicurazione del settore danni che detengono generalmente molte più azioni rispetto agli assicuratori del settore vita Nel 2001 sono stati introdotti coefficienti di aggiustamento per fiscalità (tax adjustment factor) che hanno modificato molto lievemente i fattori applicabili agli investimenti. Sembra che questi coefficienti abbiano anch'essi un impatto sul calcolo di taluni elementi dei parametri C 2, C 3 e C Sempre nel 2001, ai fini dell'applicazione della "regola della radice quadrata" il parametro C 1 è stato suddiviso in 2 componenti: C 1cs per le azioni e C 1o per gli altri investimenti (e i crediti nei confronti dei riassicuratori). Questa modifica ravvicina le formule dell'rbc vita e danni. 32. Infine per le società esercenti un'attività di assicurazione nel settore sanitario, occorre aggiungere ai rischi degli attivi descritti in precedenza il parametro C 3b, denominato «health prepaid provider credit risk». C 2 : rischio tecnico (insurance risk) 33. Si tratta del rischio di un andamento sfavorevole della mortalità o della morbilità. Più precisamente, il termine comprende sia il rischio di tariffazione inadeguata sia il rischio di fluttuazioni contingenti della sinistralità. 34. Il requisito patrimoniale corrispondente viene calcolato sulla base dei premi per il ramo «permanent health insurance» (viene applicato un coefficiente che varia dal 7 al 35%) e sulla base del capitale sotto rischio per le garanzie in caso decesso: tassi regressivi (dallo 0,5% allo 0,15%) vengono applicati per tranche di capitali sotto rischio. C 3a : rischio di tasso di interesse (interest rate risk) 35. Il parametro C 3 è calcolato applicando alle riserve matematiche di ciascuna categoria di contratti un fattore che varia dallo 0,75% (contratti non riscattabili o di brevissima durata) al 3% (contratti riscattabili senza o quasi senza penalità di riscatto). 10 Cfr. S. Feldblum. Per i riferimenti completi consultare la bibliografia alla fine del documento. 8

9 36. I fattori calcolati inizialmente dalla NAIC sono aumentati forfettariamente del 50%. Questa penalità non è applicata alle imprese che possono apportare la prova che le loro attività e le loro passività sono adeguatamente allineate tramite l'applicazione di test basati su proiezioni dei cash-flow («cash flow test»). 37. Per queste imprese non soggette alla penalità e per taluni prodotti, la NAIC ha introdotto nel 2000 un calcolo del parametro C 3 fondato direttamente sui test dei cash flow: la NAIC fornisce un set di 12 o 50 scenari di curve di tassi d'interesse e il parametro C 3 è ottenuto tramite la ponderazione dei risultati forniti da questi diversi scenari. C 4a : rischio di impresa (business risk) 38. Il requisito patrimoniale calcolato a questa voce è destinato a coprire tutti i rischi non presi in considerazione nelle categorie precedenti. 39. C 4a corrisponde al 2% dei premi dell'assicurazione vita. 40. Il sistema RBC del ramo vita prevede inoltre un parametro specifico per le imprese esercenti assicurazioni nel settore sanitario, il C 4b, corrispondente alle spese amministrative di questo settore («health administrative expenses»). RBC totale del ramo vita 41. L'RBC totale viene calcolato con la formula seguente: RBC C C C C C C C C 0 4a 1o 3a 1cs 2 3b 4b 9

10 2. PRESENTAZIONE DEL PROGETTO AUSTRALIANO NEL SETTORE DELL'ASSICURAZIONE DANNI 42. L Australia sta attualmente riformando la sua regolamentazione prudenziale nel settore dell'assicurazione danni 11. Questo processo, cominciato nel 1995 con la formazione di gruppi di lavoro, ha portato alla redazione di una serie piuttosto completa di regole prudenziali. Dall'inizio del 1999 l'autorità di vigilanza australiana, l'apra, svolge consultazioni 12 per apportare i miglioramenti necessari al suo progetto. 43. La riforma 13 dell APRA va al di là della modifica del calcolo del margine minimo. Essa comprende: la definizione di nuove regole di valutazione delle riserve tecniche («prudential standard liability valuation»); la definizione di una nuova regola per il margine di solvibilità («prudential standard capital adequacy»); la definizione di regole relative alla gestione interna dei rischi («prudential standard risk management»); la definizione di regole relative agli accordi di riassicurazione («prudential standard reinsurance arrangements»). 44. Prima di descrivere la nuova regola relativa al margine, riteniamo utile esporre le nuove regole di valutazione delle riserve previste dal progetto di riforma Le riserve tecniche 45. Con il suo progetto di riforma, l'autorità di regolamentazione australiana tenta di «assicurarsi che la valutazione delle passività di assicurazione sia adeguata e avvenga in un'ottica prudenziale anziché essere il risultato di altri fattori quali le norme fiscali, i risultati contabilizzati o il requisito prudenziale di solvibilità dell'assicuratore» Nell'assicurazione vita le regole australiane (riformate nel 1995) sembrano non aver nulla in comune con il sistema americano RBC. Esse non sono pertanto descritte nel presente documento. Se ne troverà una breve descrizione nella relazione provvisoria di KPMG. La terza serie di consultazioni si è svolta nel marzo Questa presentazione si fonda sui documenti pubblicati dall'apra sul suo sito: Cfr. bibliografia. 10

11 46. L APRA ha deciso pertanto di fissare un livello prudenziale minimo per le riserve 14, che è stato definito nel modo seguente: le riserve devono avere una probabilità di essere sufficienti pari al 75%. Il valore corrispondente a questa definizione dovrà essere approvato da un attuario. 47. Le imprese che fisseranno le loro riserve ad un livello diverso da quello definito da questa regola dovranno pubblicare la differenza tra i due livelli. Le imprese che applicano uno standard più «prudente» di quello fissato dall APRA potranno tenere conto dell'eccesso di riserve al momento del computo del loro margine di solvibilità. 48. Con la regola prudenziale così definita, l APRA si allontana, almeno temporaneamente, dalla norma contabile stabilita dal comitato di regolamentazione contabile australiano (AASB: Australian Accounting Standards Board). Quest'ultima (AASB 1023) sembra infatti definire le riserve come un valore centrale delle possibili realizzazioni del valore dei sinistri residui da liquidare, ovvero senza margine prudenziale. 49. In attesa dei lavori dello IASB in questo settore, l AASB ha annunciato la sua intenzione di non rivedere questa regola. In ogni caso è difficile affermare in questa fase che l'iniziativa dell APRA costituisca un passo verso la «doppia contabilità» Il requisito patrimoniale minimo 50. Il progetto australiano distingue tre grandi «rischi». A ciascuno di questi rischi corrisponde un requisito di margine. Il requisito di margine totale è la somma di questi tre valori. Non vi è alcuna regola equivalente a quella della radice quadrata. 51. Il rischio di assicurazione («insurance risk») corrisponde ai due rischi tecnici dell'attività assicurativa («underwriting risks») dell'rbc americano, ovvero il rischio di sotto-tariffazione e il rischio di insufficienza delle riserve sinistri. Il principio di calcolo dei requisiti patrimoniali corrispondenti è quello di applicare tassi fissi: alle riserve di premi (a copertura del rischio di sotto-tariffazione 15 ), alle riserve sinistri (a copertura del rischio di insufficienza delle riserve sinistri) Questa regola si applica non soltanto alle riserve sinistri, ma anche alle riserve di premi (a differenza del sistema europeo, le riserve di premi dell'assicurazione danni sono determinate in modo "totalmente" prospettivo: se un utile è scontato, la riserva di premi sarà inferiore "pro rata temporis"). Questo rischio («premium liability risk») viene definito in modo più ampio del rischio di insufficienza delle riserve di premi. Sembra corrispondere ad un rischio di sottostima del livello tariffario, senza altra precisazione. Tuttavia, intuitivamente, la base delle riserve di premi che dipende dal ritmo di emissione dei premi non è una buona base per riflettere il rischio di sotto-tariffazione di un anno. 11

12 52. I tassi sono differenziati in base a 4 grandi classi di attività (una di esse, la riassicurazione attiva, è a sua volta suddivisa). I tassi applicabili alle riserve variano dal 9% al 18%; i tassi applicabili ai premi dal 13,5% al 27%. 53. Sia per il numero di classi di attività che per i metodi di calcolo utilizzati, il sistema previsto dall APRA è pertanto molto più semplice dell'rbc americano (non vengono presi in considerazione i dati specifici relativi all'impresa di assicurazione come la liquidazione delle riserve o le spese generali, non vi è alcun aggiustamento per la diversificazione dell'attività, ecc.). 54. Il rischio di investimento («investment risk») è comparabile ai rischi degli attivi dell'rbc americano. 55. Il nuovo sistema mantiene il principio della ponderazione degli attivi con coefficienti fissi. Per contro, il numero di classi di attivi identificato è più limitato (8 classi, alle quali si aggiunge la classe degli attivi non ammissibili nel margine costituito). Se si esclude una classe molto «penalizzata» (ponderazione al 100%) 16, la gamma dei coefficienti è più ristretta che nell'rbc: dallo 0,5% al 12%. La classificazione si basa invece su un numero maggiore di criteri rispetto all'rbc: qualità degli emittenti (tramite rating), esistenza di garanzie e loro qualità, durata dell'investimento. 56. Inoltre sono state introdotte regole per gli impegni fuori bilancio e i prodotti derivati Infine il calcolo penalizza gli investimenti concentrati presso una sola controparte (o, il che è più nuovo, presso un gruppo di controparti tra loro collegate): al di là di una certa soglia 18 questi investimenti sono ponderati al 100%. Questa penalizzazione non si applica alle controparti valutate con un rating AA o superiore. 58. Il rischio di concentrazione («concentration risk») non ha equivalente nell'rbc americano. Si tratta del rischio al quale è esposto l'assicuratore in caso di evento catastrofico. Il requisito patrimoniale corrispondente è pari alla ritenzione massima dell'assicuratore in tali circostanze Prestiti non garantiti al personale, prestiti ai direttori, ecc. Per i prodotti derivati il principio è di moltiplicare l'importo nominale per un coefficiente determinato in base alla durata residua e alla natura del derivato e in seguito di applicare il coefficiente previsto nella classificazione generale per la controparte. Nel progetto iniziale dell'apra, questa regola non era prevista; essa è stata aggiunta dopo le consultazioni. In linea di massima le osservazioni ricevute sembrano favorevoli all'introduzione di regole più dettagliate. Questa soglia varia dal 50% al 100% del capitale dell'assicuratore a seconda del rating dell'emittente. 12

13 Livello globale del requisito previsto dalla nuova norma 59. L APRA ha fissato i diversi parametri del suo nuovo sistema in modo tale da ottenere un requisito patrimoniale di circa 1 volta e mezzo superiore alla vecchia norma 19. Possibilità di ricorrere a modelli interni 60. Il metodo di calcolo esposto in precedenza è il metodo standard. Alle imprese sarà offerta la possibilità di quantificare i loro requisiti patrimoniali in funzione del loro modello interno di gestione del rischio. I modelli saranno approvati singolarmente dall'apra in base ad un certo numero di criteri definiti in una circolare («guidance note»). 61. Esamineremo più nel dettaglio il dispositivo australiano in una nota consacrata ai modelli interni delle imprese. 19 La vecchia regola del margine minimo consisteva nel prendere il 20% dei premi o il 15% dei sinistri. 13

14 3. PRESENTAZIONE DEI SISTEMI CANADESI 3.1. Assicurazione vita 62. Le imprese di assicurazione vita regolamentate a livello federale 20 sono soggette ad un «requisito minimo permanente per i fondi propri» (MMPRCE). 63. Il calcolo di questo requisito minimo 21 mutua dall'rbc americano il principio di una scomposizione «per rischio», con leggere differenze nei rischi coperti. Il requisito patrimoniale corrisponde alla semplice somma dei requisiti di ciascun rischio (senza radice quadrata). 64. Rischio di rendimento insufficiente dell'attivo: questa componente è molto simile al rischio di investimento dell'rbc americano. La classificazione degli attivi è ancora più precisa (le azioni e l'immobiliare in particolare sono divisi in più classi). Non sembrano esservi aggiustamenti da apportare per la concentrazione degli attivi o le dimensioni del portafoglio. 65. Rischio di mortalità, morbilità o invalidità: questo rischio corrisponde al rischio di assicurazione del sistema RBC, ma comprende anche il rischio legato alla durata della vita in caso di rendite vitalizie (che non figura in quanto tale nell'rbc). Il rischio collegato alle garanzie in caso di decesso è calcolato tramite la ponderazione dei capitali sotto rischio, ma il calcolo appare più complesso che nel caso dell'rbc: i coefficienti sono determinati in funzione della durata residua della garanzia (9 classi, 5 coefficienti possibili compresi tra lo 0,5% e lo 0,25%) e quindi aggiustati per tener conto delle dimensioni del portafoglio. Quest'approccio ha pertanto caratteristiche comuni sia al sistema europeo che al sistema americano. Il rischio collegato alle garanzie in caso di invalidità si ottiene tramite la ponderazione dei premi (per il rischio collegato ai sinistri futuri) e degli accantonamenti per rendite. Anche in questo caso vi sono regole estremamente dettagliate per la determinazione dei coefficienti ed un aggiustamento per le dimensioni del portafoglio. A confronto, la quantificazione del rischio collegato alle rendite vitalizie appare molto meno raffinata: viene ottenuta applicando un coefficiente dell'1% al totale delle riserve tecniche (comprese quelle non collegate al predetto rischio). 66. Rischio di margine di interessi nella fissazione dei prezzi: questo rischio non era identificato in quanto tale nell'rbc americano. Si tratta del rischio di stabilire una tariffa inadeguata (in determinate condizioni finanziarie). Il requisito di margine corrispondente è dello 0,5% o dell'1% delle riserve tecniche a seconda dei casi Le imprese di assicurazione possono essere soggette ad un'autorità di vigilanza provinciale o all'autorità di vigilanza federale (BSIF). Per una descrizione degli elementi patrimoniali presi in considerazione ai fini del raffronto con questo requisito minimo, cfr. la relazione provvisoria di KPMG. 14

15 67. Rischio di variazione dei tassi di interesse collegato al contesto: questo rischio corrisponde al rischio di tasso di interesse dell'rbc. Coefficienti compresi tra l'1% e il 5%, a seconda della durata e del tipo di contratto vengono applicati alle riserve tecniche corrispondenti. Altri elementi del passivo sono anch'essi oggetto di una ponderazione. Anche taluni elementi dell'attivo sono ponderati all'1% quando generano un rischio di incertezza di cash flow (in caso di possibilità di rimborso senza penalità). 68. Rischio relativo alle attività fuori bilancio: sono previste regole che assegnano agli impegni fuori bilancio degli importi «equivalenti credito» ai quali sono applicati i coefficienti per il rischio degli attivi descritto in precedenza. 69. Rischio relativo ai fondi distinti: questo rischio è stato introdotto nel 2000 per tener conto delle garanzie fornite su questo tipo di fondi in caso di decesso e alla scadenza. Il metodo di calcolo del requisito patrimoniale ad esso relativo si distingue dal resto del sistema per la sua complessità. A partire da tabelle di fattori molto dettagliati, che repertoriano diversi tipi di garanzie, di fondi commercializzati e di riassicurazioni, l'attuario deve scegliere o interpolare il coefficiente applicabile ai prodotti dell'impresa e correggere i suoi calcoli in funzione delle osservazioni effettuate su questi prodotti in base a metodi definiti. Si tratta di una sorta di modello standard piuttosto che di un sistema «risk-based capital» classico. Se l'attuario stima che il suo prodotto o copertura di riassicurazione non corrisponde ai casi previsti nelle tabelle deve usare i modelli stocastici per calcolare i coefficienti adeguati. 70. A differenza dell'rbc americano, l'mmprce non prevede un rischio commerciale generale (a meno di identificare questo rischio con il rischio di «margine di interesse nella fissazione dei prezzi») Assicurazione danni 71. Il Consiglio canadese delle autorità di regolamentazione delle assicurazioni (CCRA) sta elaborando un progetto di requisito patrimoniale minimo per le imprese di assicurazione operanti nel settore danni, denominato TCM (test di capitale minimo). Questo progetto mira a definire un requisito patrimoniale minimo armonizzato per le diverse giurisdizioni cui fanno capo gli assicuratori esercenti l'assicurazione danni in Canada (livello federale o provinciale). I diversi organismi di regolamentazione esistenti in Canada manterranno comunque la facoltà di imporre requisiti più severi. 72. Un primo progetto è stato presentato al settore nel febbraio Una seconda versione è stata pubblicata nel febbraio 2001: è su questa versione 22 che si fonda la presentazione seguente. Il TCM sarà testato sui bilanci 2000 e 2001 degli assicuratori canadesi. 22 Bozza n. 2 della linea direttrice emessa dal BSIF nel febbraio Le versioni francese e inglese sono disponibili sul sito 15

16 73. Il capitale obbligatorio è la semplice somma delle diverse componenti descritte in appresso (la terminologia canadese è ripresa testualmente; si noti che non viene utilizzato il termine «rischio»). 74. Il capitale obbligatorio per gli attivi a bilancio: è ottenuto tramite la ponderazione degli investimenti, classificati in 9 categorie, in base a uno schema abbastanza comparabile al sistema australiano. Questa classificazione è molto più semplice che nell'assicurazione vita. Regole particolari vengono applicate alle partecipazioni in istituzioni finanziarie controllate, per evitare il doppio computo dei medesimi fondi propri. 75. Il capitale richiesto per le passività collegate alle polizze comprende: margini per premi non acquisiti e sinistri non liquidati: il principio è simile a quello del sistema australiano e consiste nell'applicare un coefficiente del 10% alle riserve per premi non acquisiti (ma questo importo non può essere inferiore al 5% dei premi emessi durante l'anno 23 ) e un coefficiente del 5%, 10% o 15% (a seconda della categoria) alle riserve sinistri. Le riserve considerate sono al netto della riassicurazione. Le riserve dei riassicuratori autorizzati sono ponderate con un coefficiente dello 0,5% (riserve premi) o del 2% (riserve sinistri); una copertura obbligatoria per la riassicurazione ceduta a riassicuratori non autorizzati: i crediti sui riassicuratori non autorizzati sono ponderati con un coefficiente del 110%; le riserve per catastrofi e le riserve supplementari per talune polizze: il BSIF (Ufficio del sovrintendente agli istituti finanziari) emana norme relativamente precise sulla costituzione delle riserve per catastrofi (la cui funzione può essere comparata alle riserve di perequazione europee). Queste riserve sono contabilizzate nei fondi propri. In sede di valutazione della solvibilità dell'impresa, esse non sono dedotte dai fondi propri, ma il requisito minimo di margine viene incrementato del loro importo; 76. Capitale obbligatorio per gli impegni fuori bilancio: il principio è lo stesso che nell'assicurazione vita. Vengono applicati coefficienti che consentono di definire gli «importi equivalenti credito» corrispondenti agli impegni fuori bilancio. A questi importi vengono poi applicati coefficienti che dipendono dalla solidità della controparte. (Si noti che il sistema australiano, che in origine non prevedeva questo tipo di meccanismo, ha adottato una regola simile per i prodotti derivati). 23 Il coefficiente del 10% è applicato al più grande tra i valori seguenti: il 50% dei premi emessi nel corso dell'anno o le riserve per premi non acquisiti. Vi è in questo caso una differenza rispetto al progetto australiano. 16

17 4. PUNTI COMUNI E DIFFERENZE TRA I SISTEMI STUDIATI 77. I diversi sistemi esaminati in precedenza hanno in comune la caratteristica di scomporre il requisito patrimoniale in diverse parti corrispondenti ai vari rischi in modo più esplicito rispetto alla regola europea sul margine. 78. Tuttavia, quando ci si appresta a descrivere questi diversi sistemi, si constata che la scelta dei rischi e il grado di complessità dei metodi di calcolo adottati variano. 79. In effetti non sembra esistere un unico approccio «fondato sul rischio» o, quanto meno, un tale approccio non dà luogo ad un unico requisito patrimoniale. Le ragioni sono molteplici: i sistemi esaminati sono stati sviluppati nell'ambito di contesti normativi più ampi; questi sistemi derivano da approcci essenzialmente empirici, certamente influenzati gli uni dagli altri, ma che riflettono altresì le scelte individuali delle autorità di regolamentazione; infine, nell'inevitabile trade off tra semplicità e complessità del sistema, le autorità di regolamentazione hanno optato per soluzioni molto diverse. 80. Appare utile illustrare e precisare brevemente questi tre punti Contesti normativi Osservazioni generali 81. Nei diversi sistemi esaminati la regola del margine minimo è completata da altre regole prudenziali volte a limitare i rischi che gravano sulle imprese di assicurazione Si è già menzionato che il progetto australiano di riforma dell'assicurazione danni non mirava soltanto a ridefinire un livello minimo di capitale, ma includeva anche regole di valutazione delle riserve tecniche e regole relative alla gestione interna del rischio e agli accordi di riassicurazione. 83. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, sempre nell'assicurazione danni, vi sono regole che limitano gli investimenti per emittente, una regolamentazione del programma di riassicurazione (limitazione della ritenzione al 10% dei fondi propri) e un controllo a priori dei contratti e dei premi. Inoltre la definizione delle riserve sinistri sembra abbastanza simile alla definizione europea (senza sconto). 24 Si rinvia ai documenti dell'ocse (DAFFE/AS/WD (2001) 10) e della IAIS («On solvency, solvency assessments and actuarial issues») che descrivono i diversi sistemi di solvibilità esistenti nel mondo. 17

18 84. L esistenza e il carattere vincolante di questi altri «pilastri» del sistema di solvibilità hanno naturalmente un impatto sulla selezione o l'importanza data ai diversi rischi nel requisito minimo di margine. 85. Ad esempio, i vincoli relativi alla riassicurazione potrebbero spiegare l'assenza di un rischio collegato al programma di riassicurazione nella formula dell'rbc americano. 86. Sembra comunque difficile stabilire una regola generale sul modo in cui sono articolati il requisito patrimoniale minimo e le altre regole prudenziali. In particolare, non si dovrebbe concludere che l'inclusione di un «rischio» nella formula del requisito patrimoniale implichi l'assenza o la debolezza delle altre regole prudenziali relative a questo rischio. Ad esempio il sistema RBC americano prevede un requisito di margine per gli investimenti che include il fattore di concentrazione per emittente e nello stesso tempo gli investimenti degli assicuratori sono soggetti a limiti quantitativi per emittente piuttosto rigorosi Le riserve tecniche nell'assicurazione danni 87. Non sempre è facile identificare come si articolano le diverse regole prudenziali. In particolare è interessante vedere come l'introduzione del rischio di riservazione nell'rbc americano abbia fatto dimenticare a taluni commentatori l'importanza di ciò che noi chiamiamo in Europa il «primo pilastro», ovvero l'obbligo di costituire riserve sufficienti. 88. Tuttavia, sin dalla pubblicazione dell'rbc, la NAIC ha precisato che il controllo delle riserve restava responsabilità degli attuari nominati dalle imprese di assicurazione e dei dipartimenti dello Stato responsabili dell'assicurazione. Il rischio di riservazione non era inteso a misurare l'adeguatezza delle riserve contabilizzate dalle imprese Tuttavia il fatto che il «rischio di riservazione» nella formula dell'rbc sia in parte fondato sull'osservazione della liquidazione delle riserve di ciascuna società ha lasciato sussistere una certa ambiguità sull'obiettivo perseguito dalla formula. 90. Il rischio di riservazione è stato oggetto di un certo numero di critiche. Alle critiche classiche mosse ai requisiti di margine indicizzati alle riserve (sarebbero un incentivo a costituire riserve insufficienti) si sono aggiunte critiche più mirate al metodo di calcolo dei coefficienti applicati alle riserve e alla loro inadeguatezza rispetto al rischio reale I massimali variano da 3 a 5%. Le regole esatte sugli investimenti variano a seconda degli Stati. Si tratta dell'osservazione preliminare fatta testualmente da S. Feldblum nel suo capitolo consacrato al rischio di riservazione. Secondo S. Feldblum «si è argomentato che i requisiti relativi al rischio di riservazione sono estrapolazioni ad hoc di eventi storici fortuiti che non distinguono adeguatamente le imprese 18

19 91. L estratto seguente fornisce un buon riassunto delle osservazioni formulate da taluni commentatori su questo punto. 92. «I requisiti dell'rbc di per sé non aiuteranno affatto o ben poco le autorità di vigilanza a determinare se l'attivo netto contabilizzato dall'assicuratore è sopravvalutato. La grande difficoltà di determinare se i pagamenti e le riserve sinistri contabilizzati da un assicuratore siano significativamente sottovalutati, in particolare per i rami a lunga liquidazione con costi molto volatili, fa sì che l'rbc sia in grado solo limitatamente di incoraggiare gli assicuratori "deboli" a detenere maggiore capitale e ad assistere le autorità di vigilanza. In realtà requisiti di RBC mal congegnati potrebbero incentivare ulteriormente taluni assicuratori a sottostimare le loro riserve sinistri in modo da far figurare un requisito di RBC più basso o un livello di capitale più elevato rispetto al requisito di RBC o entrambe le cose 28.» 93. Questa critica dimostra che l'rbc americano non è inteso come un sostituto agli altri pilastri prudenziali (a cominciare dall'obbligo di riserve prudenti) e che è stato criticato da alcuni commentatori per non essere stato concepito tenendo presente questo aspetto. 94. Per concludere questa serie di osservazioni, si noti che l'australia ha adottato un approccio che è leggermente diverso dal sistema americano e che forse rende più facilmente comprensibili le diverse regole del regime prudenziale. 95. L APRA rinuncia pertanto a modulare il requisito di margine relativo alle riserve in funzione dell'osservazione della liquidazione delle riserve di ciascuna impresa. In un certo senso, il suo «rischio di riservazione» è meno sofisticato del rischio equivalente dell'rbc americano. A compensazione, l APRA ha tuttavia emanato una norma che introduce un benchmark prudenziale per le riserve: in questo modo essa ha rafforzato ciò che viene generalmente denominato in Europa il «primo pilastro» del sistema, rendendolo più prescrittivo, e ha indicato più chiaramente i ruoli rispettivi delle due norme prudenziali, quella relativa alle riserve e quella relativa ai fondi propri. 96. Il senso delle nuove regole australiane sulle riserve tecniche resta comunque da precisare. Fissando un tasso di probabilità minimo per l'adeguatezza delle riserve, l APRA si riferisce a modelli attuariali precisi o tenta semplicemente di creare una pratica di mercato più omogenea per la costituzione di riserve «sufficienti»? in difficoltà dalle imprese sane e che contengono incentivi perversi che potrebbero aumentare i rischi di insolvenza». 28 Cummins, Harrington, Niehaus (giugno 93) citato da S. Feldblum. 19

20 97. In Europa la relazione Manghetti ha dimostrato che sembra esistere a livello di ciascun mercato nazionale un consenso sull'interpretazione del primo pilastro delle regole europee (le riserve devono essere sufficienti, senza precisazione supplementare). Per contro, possono esistere disparità tra i diversi mercati nazionali. L'armonizzazione delle pratiche dei diversi mercati europei è senza dubbio più complessa da realizzare rispetto all'armonizzazione delle pratiche di un solo mercato. L'idea australiana merita comunque di essere studiata in quest'ottica Tendenze comune e differenze di metodo Assicurazione danni 98. Una tendenza comune ai diversi sistemi riguarda la scelta delle basi per l'applicazione dei coefficienti. 99. Rispetto alla regola europea del margine, i tre sistemi esaminati tendono a privilegiare le voci di bilancio (investimenti e riserve) rispetto agli indicatori di attività (premi e sinistri) Questa tendenza è ancora più evidente nei progetti australiano e canadese (in entrambi i paesi il sistema precedente si fondava su premi e sinistri, come in Europa). In Australia i premi non sono più utilizzati come basi di calcolo di un requisito patrimoniale ed anche il nuovo sistema canadese ha ridotto molto sensibilmente l'importanza di questo indicatore Nel sistema della NAIC, la situazione non è così chiara: il rischio preponderante nella formula RBC è il rischio di riservazione (circa il 40% del totale, prima dell'applicazione della regola della radice quadrata), al quale corrisponde il requisito patrimoniale calcolato sulla base delle riserve, ma il secondo requisito più importante riguarda il rischio di tariffazione, calcolato in base ai premi (20% del totale) L opportunità di introdurre indicatori che riflettano la composizione degli investimenti o l entità delle riserve è già stata evocata a livello europeo. Si tratta effettivamente di un alternativa o quanto meno di un complemento naturale all approccio attuale fondato sui premi e i sinistri. La relazione Müller, ad esempio, raccomandava l adozione di un terzo indice applicabile alle riserve Si noti inoltre che il progetto "Solvibilità I" introduce una nuova regola destinata a rimediare al difetto più significativo dell approccio fondato sui premi: per le società la cui attività decresce notevolmente (tipicamente le società in liquidazione), il margine di solvibilità non potrà diminuire più rapidamente delle riserve tecniche. 29 Il gruppo di lavoro sulle riserve tecniche per il ramo danni potrebbe essere incaricato di svolgere un esame preliminare di questa materia. 20

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