LA RICERCA SCIENTIFICA IN TRENTINO RAPPORTO ANNUALE 2001

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1 PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Dipartimento Affari Finanziari e Programmazione Servizio Università e Ricerca Scientifica Osservatorio della Ricerca LA RICERCA SCIENTIFICA IN TRENTINO RAPPORTO ANNUALE 2001 A cura di Michele Andreaus, Eriberto Eulisse e Monica Zanetti Trento, 15 ottobre 2002

2 INDICE Prefazione di Mauro Leveghi pag. 5 Introduzione» 9 Struttura e compiti dell Osservatorio Provinciale della Ricerca» 9 Le fonti e l analisi dei dati e il campo d indagine» IL SOSTEGNO PUBBLICO ALLA RICERCA» La Provincia Autonoma di Trento e le politiche di R&S» Il Fondo provinciale per i progetti di ricerca» Il finanziamento su progetti di ricerca: i risultati dei bandi 2001 e 2000» L Accordo di programma con l Università degli Studi di Trento» Il sostegno alla ricerca industriale» Politiche di collaborazione, convenzioni e nuovi accordi stipulati nel 2001» Alleanze territoriali: la regione Campania» Convenzioni con enti nazionali di ricerca» Convenzioni con enti europei di ricerca: la Fraunhofer Gesellschaft» Le convenzioni degli enti provinciali con altri centri internazionali di ricerca» Il Piano Nazionale della Ricerca e i finanziamenti del MIUR» I nuovi centri di eccellenza: il CUDAM» Nuove iniziative di ricerca: l ectrl» Le proposte di nuovi centri: il Polo biotecnologico» Accordi di cooperazione internazionale» L Ateneo italo-tedesco» Il Consorzio italo-germanico» Il progetto Università a colori» Lettera di intenti fra Governo del Saarland e PAT» Nuovi accordi in corso di definizione» La Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto e il sostegno alternativo alla ricerca» I progetti di ricerca finanziati nel 2001» IL SISTEMA DELLA RICERCA IN TRENTINO» Gli enti funzionali addetti alla ricerca scientifico e tecnologica» L ITC e il Centro per la Ricerca Scientifica e Tecnologica (ITC-irst)» 51 2

3 2.1.2 L Istituto Agrario di San Michele all Adige (IASMA) pag Il Museo Tridentino di Scienze Naturali (MTSN)» Il Centro di Ecologia Alpina» L Università degli Studi di Trento» La ricerca universitaria in Trentino» I centri di ricerca interni all Università» La ricerca internazionale» Istituti, laboratori e sezioni degli Enti Nazionali di ricerca» Il Centro di Fisica degli Stati Aggregati (CNR - CeFSA)» La sezione di Trento dell Istituto per la Fotonica e le Nanotecnologie (INF)» La sezione di Trento dell Istituto di Biofisica (IBF)» L Istituto per la Tecnologia del Legno (CNR - ITL)» L Istituto Sperimentale per l Assestamento Forestale e l Alpicoltura (CRA - ISAFA)» La sezione di Trento dell Istituto Sperimentale per la Frutticoltura (CRA - ISF)» L unità di ricerca a Trento dell Istituto Nazionale di Fisica della Materia (INFM)» Il gruppo collegato dell Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)» La ricerca in campo medico-sanitario» Informatica medica» Le proposte di nuovi centri di ricerca» Il Centro di protonterapia» Il Centro di neuroscienze cognitive» Ricerca e industria» L Agenzia per lo Sviluppo» Nuovi Poli per l innovazione: i Business Innomation Centres (BIC)» La sezione di Trento del Centro Ricerche Fiat (CRF)» LA RICERCA IN TRENTINO E I PROGRAMMI QUADRO EUROPEI» Attività di R&S in Europa, Italia e Trentino: i dati statistici» La partecipazione degli istituti trentini al V Programma Quadro» Il VI Programma Quadro e la costruzione dello Spazio europeo della ricerca (SER)» 129 NOTA CONCLUSIVA» 137 LEGENDA» 141 3

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5 PREFAZIONE È chiaro che i posti di lavoro del futuro dipenderanno in gran parte dallo sviluppo tecnologico e dalla ricerca scientifica. Nonostante questa considerazione possa apparire oggi scontata ed acquisita, il nostro continente spende ogni anno per la ricerca scientifica sessanta miliardi di euro in meno rispetto agli Stati Uniti. Quanto poi all alta formazione, il numero di giovani europei che effettuano un dottorato negli Stati Uniti è circa il doppio di quello degli studenti americani che studiano in Europa. A questo proposito va evidenziato un fatto ancora più preoccupante: la metà circa dei giovani europei che si dottorano negli Stati Uniti e decidono di occuparsi di ricerca scientifica, anziché rientrare in Europa preferiscono risiedere e lavorare per lunghi periodi in Nord America. Molti vi si trasferiscono definitivamente. Se consideriamo il numero dei ricercatori rispetto al totale dei lavoratori occupati scopriamo un dato ancora più sconfortante: in Europa il 5,28 per mille dei lavoratori si occupa di ricerca contro un ben più consistente 8,08 statunitense. Per quanto riguarda il confronto tra il nostro Paese e le altre Nazioni Europee, osserviamo che la frazione di ricercatori sul totale dei lavoratori occupati è pari al 3,33 per mille in Italia, a fronte del 10,62 finlandese, del 9,26 giapponese e dell 8,44 svedese. Siamo persuasi della necessità di interventi strutturali che diano più peso alla ricerca. In Trentino da molti anni stiamo lavorando in questa direzione. Siamo tra l altro consapevoli del fatto che, nonostante i numeri citati siano scoraggianti, la qualità della ricerca Italiana ed Europea risultino essere di alto e, talora, altissimo livello: in chimica e nelle tecnologie delle telecomunicazioni l Europa vanta notevoli successi. Un buon trenta per cento del lavoro di ricerca del pianeta viene effettuato nel nostro continente. Un indicatore molto significativo della qualità della ricerca è di certo costituito dal numero Prefazione 5

6 di pubblicazioni scientifiche più citate (pubblicazioni di qualità) per milione di abitanti. Il nostro Paese si colloca, rispetto a questo parametro, in una rispettabile sesta posizione assoluta a livello mondiale, dietro Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Francia e Giappone. Questo dato dimostra che in Italia esiste una considerevole capacità di produzione di nuove conoscenze, nonostante il Paese si trovi agli ultimi posti in Europa sia per investimenti pubblici e privati che per numero di addetti alla ricerca rispetto al totale della forza lavoro. Ignorare questa capacità, mortificandola con investimenti inadeguati, equivale a trascurare un bene prezioso sia per l economia che per la cultura del nostro Paese. Abbiamo esordito dichiarando che i posti di lavoro del futuro dipenderanno in gran parte dallo sviluppo tecnologico e dalla ricerca scientifica. Secondo dati forniti dalla Commissione delle Comunità Europee, entro i prossimi tre o quattro anni il solo mercato europeo che gravita attorno alle biotecnologie quadruplicherà le sue dimensioni, passando da 60 a 250 miliardi di euro all anno. L investimento in ricerca e innovazione è condizione necessaria per lo sviluppo e la crescita economica. Esiste, a questo proposito, una ben nota correlazione tra bassi tassi di disoccupazione ed investimenti in ricerca scientifica. I più bassi livelli di disoccupazione interessano le regioni d Europa in cui sono presenti le imprese a più elevato contenuto tecnologico. Il presente rapporto, il secondo dell Osservatorio della Ricerca della PAT, è importante perché costituisce una fotografia dello stato della ricerca nella nostra Provincia: una Provincia che, in contro tendenza rispetto al resto del Paese, sta investendo con convinzione in ricerca scientifica, proprio perché consapevole dell importanza strategica di questo settore. Desideriamo, per concludere, evidenziare alcuni punti del presente rapporto che lo caratterizzano e ne individuano le peculiarità e gli sviluppi rispetto ai risultati della relazione pubblicata alla fine dello scorso anno. Eccone, in estrema sintesi, un breve elenco: riformulazione e ampliamento dei dati che consentono una nuova valutazione del dimensionamento di massima del sistema della ricerca in Trentino; ampio resoconto dello stato delle collaborazioni in materia di ricerca e sviluppo attuate dalla PAT (convenzioni, politiche di collaborazione e accordi di cooperazione internazionale); monitoraggio dettagliato delle attività di ricerca sostenute della Fondazione CARITRO; 6 La ricerca scientifica in Trentino - Rapporto 2001

7 analisi puntuale di centri e Istituti del CNR presenti nella provincia di Trento; descrizione della ricerca provinciale in campo medico-sanitario; analisi dell Università di Trento per Dipartimenti anziché per Facoltà, dunque per strutture effettivamente dedite alla ricerca; prima ricognizione delle attività di ricerca industriale; analisi dei risultati raggiunti dalle Istituzioni trentine nell ambito del V Programma Quadro. Ci auguriamo che le informazioni contenute in questo rapporto siano utili non solo per coloro che si occupano professionalmente di ricerca scientifica, ma anche per quei cittadini che desiderano approfondire tematiche tanto importanti per il futuro della nostra terra trentina. Mauro Leveghi Assessore alla Ricerca Scientifica Provincia Autonoma di Trento Prefazione 7

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9 INTRODUZIONE Struttura e Compiti dell Osservatorio Provinciale della Ricerca L Osservatorio Provinciale della Ricerca, istituito con la legge provinciale 3/2000, art. 9, comma 8, è incardinato all interno del Servizio Università e Ricerca Scientifica e risulta operativo dal gennaio L Osservatorio, come riporta la citata legge provinciale, ha il compito di raccogliere e di diffondere in via sistematica i risultati delle attività di ricerca in ambito provinciale. L Osservatorio si colloca in un quadro di programmazione più ampio, volto a favorire lo scambio di informazioni e il coordinamento con tutti gli enti e i soggetti che effettuano e/o finanziano attività di ricerca sul territorio provinciale. Scopo dell Osservatorio è pertanto quello di monitorare costantemente il sistema della ricerca e dell alta formazione in Trentino: attività di ricerca di istituti, enti funzionali e Università; partecipazione degli istituti trentini a progetti nazionali ed europei; apertura di nuovi centri di ricerca e attivazione di politiche di collaborazione, di accordi e di nuove convenzioni a livello nazionale e internazionale. Per diffondere efficacemente i risultati delle attività di ricerca scientifica e sviluppo tecnologico (attività R&S) in ambito provinciale l Osservatorio cura un rapporto annuale dal titolo La ricerca scientifica in Trentino. Il rapporto viene pubblicato nel secondo semestre dell anno successivo alle attività che sono oggetto di monitoraggio e rendicontazione, in modo da offrire un panorama esauriente di quanto è stato svolto nel corso dell anno solare a cui di volta in volta fa riferimento. Il presente rapporto, pubblicato nel 2002, offre dunque un quadro esaustivo delle attività di ricerca svolte nel 2001; per l anno in corso si limita invece a riportare una sintesi descrittiva e generale dei progetti in fase d avviamento. Se la raccolta dei dati oggetto d analisi del Rapporto annuale viene realizzata nel corso di alcuni mesi, a cavallo tra il primo e il secondo semestre, nel restante periodo dell anno l Osservatorio si concentra nella più generale funzione di coordinamento e raccordo delle attività di R&S finanziate dalla Provincia Autonoma di Trento a enti e istituti di ricerca. Nel corso del 2002 l attività dell Osservatorio è stata coordinata da Michele Andreaus professore associato di Economia aziendale presso la Facoltà di Economia dell Università di Trento, dove è anche membro del Nucleo di valutazione. La raccolta e l analisi dei dati sono state curate dal dott. Eriberto Eulisse e dalla dott.ssa Monica Zanetti Struttura e compiti dell Osservatorio Provinciale della Ricerca 9

10 vincia.tn.it), che sono stati distaccati presso l Osservatorio rispettivamente dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all Adige e dal Comune di Mezzolombardo. Il rapporto 2001 è inoltre stato reso possibile grazie alla preziosa collaborazione dei funzionari dei vari enti e istituti di ricerca coinvolti nell indagine, che hanno fornito con tempestività i dati richiesti, anche attraverso elaborazioni specifiche. Un ringraziamento particolare va infine all ufficio ragioneria del Servizio Università e Ricerca Scientifica e al CIVR (Comitato di Indirizzo e di Valutazione sulla Ricerca) 1 della PAT, per le puntuali osservazioni e i preziosi suggerimenti. Le fonti e l analisi dei dati L analisi del dimensionamento del sistema della ricerca e dell alta formazione in Trentino è stata condotta, da un punto di vista metodologico, attingendo a una pluralità di fonti d informazione. Per la prima parte, intitolata Il sostegno pubblico alla ricerca, i dati provengono essenzialmente da delibere, bilanci assestati, rendiconti generali per gli esercizi finanziari, testi di convenzioni, protocolli d intesa e altri documenti ufficiali della Provincia Autonoma di Trento, come di volta in volta specificato nelle singole tabelle proposte. Il capitolo relativo alla Fondazione CARITRO utilizza i dati ufficiali forniti dalla stessa, mentre per i finanziamenti nazionali è stato consultato il PNR (Piano Nazionale della Ricerca) e l accordo tra la PAT e il MIUR (Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca). Nella seconda parte, Il sistema della ricerca in Trentino, i dati riportati sono quelli dei bilanci consuntivi dei singoli istituti di ricerca o quelli forniti dagli uffici amministrativi e del personale dei medesimi. Per quanto riguarda l Università, anche se ciò ha comportato l enucleazione di dati non sempre comparabili con quelli degli anni passati, si è seguita la radicale innovazione dell Ateneo attuata a partire dall esercizio 2001, che prevede una profonda riorganizzazione dell organigramma e l introduzione di nuove procedure contabili e amministrative. L analisi dei dati relativi alla collocazione del sistema della ricerca e dell alta formazione trentino nel quadro nazionale ed europeo è stata condotta sulla base dei dati ufficiali ISTAT ed EUROSTAT. Per l internazionalizzazione della ricerca e la partecipazione ai Programmi Quadro europei, oggetto della terza parte, sono stati utilizzati i dati messi a disposizione dagli uffici amministrativi dei singoli istituti. 1. Attualmente composto da: Alberto Silvani (presidente del CIVR), Dirigente di ricerca all ISPRI-CNR di Roma, esperto nazionale distaccato presso la Commissione Europea, Direzione Generale Ricerca, Bruxelles; Gilberto Antonelli, Professore ordinario, Dipartimento di Scienze Economiche, Università di Bologna; Carlo Calandra, Professore ordinario, Dipartimento di Fisica, Università di Modena, già presidente dell Istituto Nazionale di Fisica della Materia; Luca Comai, Professore presso il Dipartimento di Botanica, University of Washington (Seattle, USA); Renato De Mori, Professore e Direttore presso il Laboratorio d informatica dell Università di Avignone (F) e Professore alla Mc Gill University di Montreal (Canada). 10 La ricerca scientifica in Trentino - Rapporto 2001

11 Ai fini della compilazione del presente rapporto sono state inoltre utilizzate informazioni generali provenienti da siti web e database specializzati, interviste ai direttori e ai responsabili dei singoli istituti, ai coordinatori di alcuni progetti di ricerca e, infine, rapporti e altri documenti di carattere ufficiale messi a disposizione dagli enti di volta in volta specificati. Si consideri che le fonti di riferimento, da un lato i bilanci della PAT e dall altro i documenti menzionati per i singoli istituti, non offrono ancora un immediata comparabilità dei dati. Tali differenze sono la conseguenza del fatto che enti funzionali e centri di ricerca mantengono specificità proprie e talora irriducibili nella rendicontazione e nella gestione dei bilanci, offrendo per lo più una serie di valori che non sono sempre immediatamente confrontabili. Fra gli obiettivi che l Osservatorio intende perseguire nella compilazione dei prossimi rapporti v è quello di rendere questi dati il più omogenei possibile, come peraltro suggerito dal CIVR, in modo da consentire un interpretazione più agevole dei medesimi. Il passaggio dalle monete nazionali all euro ha inoltre comportato la conversione di tutti i valori degli anni passati 2, che nelle tabelle includono generalmente l ultimo quinquennio. Non sempre si sono potuti verificare gli arrotondamenti già effettuati dai singoli Istituti sugli importi originari in lire; le conversioni, pertanto, possono non corrispondere perfettamente ad alcuni dati dello scorso Rapporto. Nel precedente Rapporto l Osservatorio si era posto come obiettivo una valutazione del dimensionamento di massima del sistema della ricerca in Trentino 3. Sulla scorta dei risultati già acquisiti, nel 2002 l Osservatorio si è proposto di operare un ulteriore verifica dei dati e di rifinirli, ampliando e arricchendo il quadro di sintesi già presentato. L accertamento puntuale dei dati espressi in alcune tabelle contenute nel precedente Rapporto ha indotto gli autori a intervenire e modificare alcuni valori delle stesse, presentandone nelle pagine che seguono una versione più corrispondente alle informazioni oggi disponibili 4. Il Rapporto dello scorso anno suggeriva fra le proprie future attività l approfondimento di alcuni aspetti particolari, come lo stato delle collaborazioni in ambito locale e internazionale dei soggetti attivi nel mondo della ricerca e un analisi del personale addetto alla ricerca e della sua mobilità. Inoltre si auspicava un analisi della ricerca in campo medico sanitario e della ricerca industriale in relazione alle attività di R&S proposte dagli enti pubblici 5. Per dare continuità alla propria attività di ricerca e monitoraggio, l Osservatorio ha approfondito nel 2002 alcuni di questi temi, dedicando due parti specifiche del presente rapporto rispettivamente allo stato delle politiche di collaborazione attivate dalla PAT (al paragrafo 1.5) e alla ricerca in campo medico-sanitario e in campo biotecnologico (elaborate rispettivamente ai 2.4 e dal dott. Maurizio Dapor, 2. Tutti i valori delle tabelle del presente rapporto sono espressi in euro, con riferimento al tasso di conversione di 1936,27 lire per 1 euro. 3. Si veda La ricerca scientifica in Trentino, Rapporto annuale, a cura di D. Bassi, M. Dapor e V. Mulloni, Provincia Autonoma di Trento, Il riferimento vale in particolare per la tabella 1, Stanziamenti PAT per gli istituti che sostengono ricerca e alta formazione in Trentino (cfr 1.1). 5. La ricerca scientifica in Trentino, PAT, 2001, pp. 9 e Le fonti e l analisi dei dati 11

12 ricercatore presso ITC-irst). Il mondo della ricerca industriale e di quella privata, notoriamente poco permeabili all indagine pubblica, e peraltro oggetto di specifici canali di finanziamento e monitoraggio, necessitano invece di ulteriori approfondimenti. L Osservatorio in tale prospettiva ha poi attivato una ricerca per una Anagrafe dei ricercatori: un indagine inedita che si propone di monitorare lo stato dei ricercatori di ruolo e non in Trentino e la loro mobilità da/per altre regioni e provincie limitrofe. A tal fine è stata avviata una collaborazione con il professor Antonio Chiesi del Dipartimento di Studi e Ricerca Sociale della Facoltà di Sociologia di Trento. Da un punto di vista metodologico, si procederà sia con una serie di interviste sia con la messa in rete di un questionario per i ricercatori: i dati ottenuti saranno oggetto di una approfondita analisi statistica. Questo studio, per la consistenza che sta assumendo l indagine, costituirà non più una parte del rapporto annuale, bensì una pubblicazione separata a cura dell Osservatorio. È importante sottolineare che il compito istituzionale dell Osservatorio, da quanto si evince dalla L.P. 3/2000, è quello di acquisire in modo costante tutti i dati delle attività di ricerca e sviluppo tecnologico in ambito provinciale. Questa azione, che si traduce in specifiche azioni di monitoraggio e in una sorta di rendicontazione dei dati ufficiali forniti dai singoli centri e istituti di ricerca, comporta la diffusione di una cultura della valutazione innovativa al sistema stesso. Il ruolo dell Osservatorio, com è ovvio, è istituzionalmente diverso da quello dei nuclei di valutazione e dei consigli scientifici che già operano all interno dell Università e dei singoli istituti di ricerca, ai quali è demandata una valutazione tout court delle specifiche attività di ricerca. E tuttavia l attività dell Osservatorio, che in linea di massima ha riscontrato un positivo e crescente atteggiamento di collaborazione da parte di istituti e centri di ricerca, non può prescindere dal consolidamento di una cultura della valutazione (articolata in momenti di auto-valutazione, valutazione istituzionale ed etero-valutazione) comunemente percepita come un fattore di crescita qualitativa dell intero sistema e di una maggiore competitività anche internazionale. La prospettiva dell Osservatorio di affinare d anno in anno le proprie analisi per presentare e mettere in evidenza aspetti differenti del mondo della ricerca e dell alta formazione si fonda essenzialmente su queste considerazioni. Tale problematica si inserisce peraltro nel più generale quadro di valutazione della ricerca in Italia, dove fatica ancora ad affermarsi una chiara distinzione tra valutazione della ricerca come giudizio (intesa come selezione dei migliori) e valutazione partecipativa (rivolta alla crescita della qualità attraverso il consenso) Si veda a proposito: Alberto Silvani e Giorgio Sirilli, A che punto è la valutazione della ricerca nel settore pubblico in Italia, in: Valutazione 2000, M. Palumbo (a cura di), Franco Angeli, Milano, La ricerca scientifica in Trentino - Rapporto 2001

13 IL SOSTEGNO PUBBLICO ALLA RICERCA 1.1 La Provincia Autonoma di Trento e le politiche di R&S La Provincia Autonoma di Trento è impegnata fin dagli anni Sessanta a sostenere diverse attività di ricerca e sviluppo (di seguito denominate attività R&S) nell ambito di strutture sia pubbliche che private. Tale impegno sta progressivamente configurando un sistema della ricerca, dell innovazione e dell alta formazione trentino i cui principali attori, accanto alla Provincia Autonoma di Trento (PAT), sono il Centro per la Ricerca Scientifica e Tecnologica (ITC-irst), il Centro sperimentale dell Istituto Agrario di San Michele all Adige (IASMA), l Università degli Studi di Trento (UNITN), l Agenzia per lo Sviluppo, il Museo Tridentino di Scienze Naturali, il Centro di Ecologia Alpina, la sezione di Trento del Centro Ricerche Fiat, le imprese high-tech e gli spin-off, i Centri e gli Istituti del CNR, l Istituto Sperimentale per l Assestamento Forestale e l Apicoltura, la sezione di Trento dell Istituto Sperimentale per la Frutticoltura, l unità di ricerca dell Istituto Nazionale di Fisica della Materia e il gruppo collegato dell Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. La Provincia Autonoma di Trento e le politiche di R&S 13

14 Gli obiettivi che si pone oggi il Trentino, in linea con le dichiarazioni strategiche per la definizione di uno Spazio europeo della ricerca (cfr. 3.3), sono principalmente due: l apertura del sistema della ricerca e la sua sempre maggiore integrazione nelle cosiddette reti di eccellenza a livello europeo e internazionale. L apertura del sistema, oltre che radicarsi stabilmente nella rete degli istituti nazionali di ricerca, si costruisce sull interazione con importanti centri di ricerca a livello internazionale. Fra i possibili partner europei, in considerazione della posizione strategica del Trentino, particolare attenzione viene data al mondo tedesco e ai principali istituti che ivi operano ricerche sul versante della tecnologia e dell innovazione. Il conseguimento dell eccellenza a livello di centri di ricerca è una diretta conseguenza dell apertura del sistema. Per essere strutturale, questa proprietà deve progressivamente diventare una caratteristica dell intero sistema, incardinandosi attivamente sia sul versante dell innovazione tecnologica sia su quello dell alta formazione. Per sostenere un efficace innovazione tecnologica, il sistema trentino si basa oggi sull interazione tra Governo della PAT, Università, Centri di Ricerca (principalmente ITC-irst e Centro Sperimentale IASMA), Agenzia per lo Sviluppo e altre istituzioni, imprese incluse. Sul versante dell alta formazione il Trentino come sistema prevede invece una stretta interazione tra Università, Centri di Ricerca, alta formazione, scuola media superiore, Agenzia per lo Sviluppo, Agenzia del Lavoro, PAT e altre categorie. Gli strumenti che la PAT ha a disposizione per la promozione dell alta formazione, della ricerca e dell innovazione sono: il Fondo provinciale progetti (L.P. 3/2000); l Accordo di programma con l Università di Trento (L.P. 3/1999); il sostegno alla ricerca industriale (L.P. 6/1999); le politiche di collaborazione e il sostegno all internazionalizzazione. Il Fondo provinciale per i progetti di ricerca è attivo dall anno 2000 e costituisce lo strumento tecnico-finanziario attivato dalla Giunta della Provincia Autonoma di Trento per premiare la qualità della ricerca scientifica, i progetti integrati e le ricerche di eccellenza. Per l erogazione di finanziamenti su progetto, i criteri di valutazione elaborati pongono particolare attenzione alle tematiche proposte, alla credibilità scientifica dei soggetti proponenti, nonché alle possibilità di cofinanziamento da parte di tutti i partner impegnati nell iniziativa. 14 La ricerca scientifica in Trentino - Rapporto 2001

15 Tabella 1: Stanziamenti della Provincia Autonoma di Trento per gli istituti che svolgono ricerca e/o alta formazione in Trentino, con suddivisione degli investimenti per il funzionamento e per la ricerca. Cifre in euro. anno 1997 anno 1998 anno 1999 anno 2000 anno 2001 CENTRO SPERIMENTALE IASMA Funzionamento Investimenti Quota attività istituzionale (a) Investimenti ricerca ISTITUTO TRENTINO DI CULTURA Funzionamento Investimenti Quota attività istituzionale (a) UNIVERSITÀ DI TRENTO Funzionamento Investimenti (d) Contributo edilizia Investimenti ricerca IMPRESE Contributi per la ricerca MUSEO TRIDENTINO SCIENZE NATURALI Funzionamento Investimenti Quota attività istituzionale (a) Investimenti ricerca CENTRO DI ECOLOGIA ALPINA Funzionamento Investimenti Quota attività istituzionale (a) Investimenti ricerca CONVENZIONE PAT-CNR (b) (b) FINANZIAMENTO SU PROGETTI(c) ACCORDO PAT-INRM OPERA UNIVERSITARIA Funzionamento Investimenti TOTALE (a): Quota attività istituzionale stanziata dalla delibera Attività istituzionale del Fondo Provinciale del (b): Per la Convenzione triennale PAT-CNR , i dati riportati in tabella sono relativi agli impegni di spesa e non agli stanziamenti effettivi (che si sono protratti anche nell anno 2000). La quota di finanziamento relativa al 2001 è stabilita dalla Convenzione triennale per cinque progetti di ricerca PAT-CNR (c): Finanziamento attivo dall anno 2000 e relativo a una parte del capitolo di bilancio 22000/003 del Fondo Provinciale Progetti (vedi 1.2). (d): Inclusi i finanziamenti del Ministero che nel bilancio provinciale figurano come partite di giro. Fonte: Previsioni finali di competenza dal Rendiconto generale per gli esercizi finanziari e Delibere di Giunta. La Provincia Autonoma di Trento e le politiche di R&S 15

16 Per quanto riguarda l Università, una gestione più organica del settore strategico della ricerca e dell innovazione si è concretizzata, a partire dal 1999, con l attuazione di un Accordo di Programma che comprende e disciplina, in un quadro generale, tutti i rapporti tra PAT e Università degli studi di Trento: dalla formazione all edilizia universitaria, dai servizi agli studenti all internazionalizzazione dell ateneo, dalla ricerca scientifica alla collaborazione con il sistema industriale. Il sostegno alla ricerca industriale si attua come specificato dagli articoli 5 e 9 della legge n. 6/1999. Agevolazioni e incentivi vengono concessi alle imprese presso le quali vengono realizzati progetti di ricerca industriale e attività di sviluppo precompetitive; piccole e medie imprese che collaborano con enti di ricerca esterni possono avvalersi di ulteriori contributi. Infine, particolari agevolazioni sono previste per l assegnazione presso le imprese di ricercatori o tecnici di ricerca. Accanto alle suddette iniziative, va poi ricordato il supporto provinciale che viene istituzionalmente fornito agli enti funzionali della PAT che svolgono attività di ricerca. I dati relativi a questi interventi sono sintetizzati nella Tabella 1 e nelle figure seguenti, che illustrano il quadro complessivo dei finanziamenti e il loro andamento cronologico. Nella seconda parte del rapporto questi dati verranno ulteriormente specificati al fine di evidenziare i singoli interventi attuati a favore di Istituti e Centri di Ricerca. Tali iniziative, unitamente ai risultati delle politiche di collaborazione e di internazionalizzazione del sistema della ricerca in Trentino dalle alleanze territoriali agli accordi di cooperazione internazionale, dal protocollo d intesa con il MURST (ora MIUR) a quello con la Fraunhofer Gesellschaft, alle convenzioni con enti nazionali e stranieri di ricerca concorrono a definire il sostegno pubblico alla ricerca e verranno esaminate nella prima parte di questo Rapporto. La costruzione della Tabella 1, che sintetizza gli investimenti della Provincia Autonoma di Trento a favore degli enti che operano nell ambito della ricerca scientifica e dell alta formazione ha portato a riassumere, dal 1997 al 1999, una molteplicità di dati dispersi in capitoli di bilancio differenti sotto voci omogenee. Tale complessità è stata semplificata, a partire dal 2000, grazie alla revisione della struttura del bilancio provinciale, ora articolato per funzioni-obiettivo, mentre i dati degli anni precedenti non sono sempre di facile lettura. Dal 2000, dunque, anche la gestione delle risorse nel settore della ricerca, innovazione e alta formazione risulta più chiara e facilmente individuabile. 16 La ricerca scientifica in Trentino - Rapporto 2001

17 Il totale degli stanziamenti provinciali per attività di R&S, come si nota dalla figura 1, fa registrare un significativo aumento nel 2000 e soprattutto nel Escludendo il dato dell opera universitaria, che non rappresenta un valore significativo per attività R&S, risulta per il 2001 uno stanziamento totale di euro (+37% rispetto al 2000 e +56% rispetto al 1997). La figura seguente sintetizza l andamento dell ultimo quinquennio. Figura 1: Andamento degli stanziamenti provinciali per la ricerca (senza l opera universitaria). Cifre espresse in Euro. 0 Fonte: Elaborazione dell Osservatorio della Ricerca. La lieve flessione relativa all anno 1999 è dovuta principalmente al piano per l edilizia universitaria, e in particolare ai finanziamenti del Ministero per la Ricerca, che non hanno un andamento costante e lineare nel tempo. Si noti inoltre che nella tabella 1 è riportato il bilancio integrale degli enti funzionali di ricerca. Per l Istituto Agrario di San Michele si è riportato il solo Centro sperimentale, onde determinare più precisamente l entità effettiva degli investimenti in R&S. Per quanto riguarda il solo 2001 la ripartizione percentuale degli stanziamenti PAT in attività di R&S (escludendo sempre il dato dell opera universitaria) tra i vari centri della provincia, è sintetizzata dalla figura che segue: La Provincia Autonoma di Trento e le politiche di R&S 17

18 Figura 2: Ripartizione degli stanziamenti provinciali in attività di ricerca. Anno Fonte: Elaborazione dell Osservatorio della Ricerca 1.2 Il Fondo provinciale per i progetti di ricerca Il Fondo provinciale per la ricerca è lo strumento attivato dalla Provincia Autonoma di Trento per finanziare progetti di ricerca scientifica, anche di durata pluriennale. Esso si articola in sezioni distinte per l Università degli Studi di Trento, per le imprese, per gli enti funzionali della Provincia e per gli altri enti o soggetti che realizzano attività di ricerca sul territorio provinciale. Attraverso il Fondo viene anzitutto perseguito l obiettivo di un maggiore radicamento internazionale degli istituti, favorendone una stabile connessione con centri e reti di laboratori specialistici europei, nonché con il mondo dell impresa e della produzione. Il Fondo provinciale progetti è disciplinato dagli articoli 5 e 19 L.P. n. 3/ 2000 (successivamente modificata dalla L.P. n. 3/2001). Per la gestione del Fondo la Provincia si avvale del supporto tecnico e scientifico di un Comitato d indirizzo e di valutazione della ricerca (di seguito denominato CIVR), che viene nominato con deliberazione della Giunta Provinciale. Tale Comitato è composto da non più di cinque esperti estranei all amministrazione provinciale e di comprovata qualificazione ed esperienza, scelti in una pluralità di ambiti metodologici e disciplinari del mondo scientifico, tecnologico e culturale. Il CIVR fornisce i criteri e le modalità per la gestione del Fondo, che vengono poi approvati dalla Giunta. 18 La ricerca scientifica in Trentino - Rapporto 2001

19 Al fine di promuovere la realizzazione di progetti di ricerca scientifica e tecnologica di indirizzo strategico volti a rafforzare la competitività del sistema della ricerca in Trentino, dal 2000 la PAT bandisce annualmente, sulla base di un capitolo specifico del suddetto Fondo, una chiamata per Progetti di ricerca. I soggetti che possono presentare progetti finanziabili con il Fondo sono gli enti funzionali della PAT e altri enti e soggetti diversi dall Università di Trento e dalle imprese, anche a carattere nazionale o internazionale, che hanno una sede in provincia di Trento o che realizzano attività di ricerca sul territorio provinciale. Università e imprese sono esclusi in quanto tali soggetti possiedono già un proprio canale di finanziamento separato. Gli enti proponenti possono tuttavia coinvolgere l università o le imprese come partner di progetto. La selezione dei progetti è affidata al CIVR che stabilisce modalità e criteri per la valutazione dei progetti di ricerca. Dopo aver sottoposto ogni proposta ad almeno due revisori anonimi, nazionali o internazionali, il CIVR formula una graduatoria di merito delle proposte pervenute e, ove necessario, a seconda della specificità dei progetti presentati, può avvalersi di ulteriori esperti nominati dalla Giunta provinciale. La valutazione dell ammissibilità al finanziamento viene effettuata sulla base di diversi criteri, tra cui: contenuto innovativo, qualità scientifica della ricerca, livello scientifico dei proponenti e congruità dei costi. Particolare rilievo viene dato allo sviluppo delle relazioni bilaterali italogermaniche, volte a favorire il radicamento territoriale dei soggetti scientifici coinvolti, nonché alle proposte che prevedono attività di formazione di ricercatori e tecnici, alle attività che rivestono interesse industriale e con possibile impatto economico-occupazionale sul territorio e, infine, ad attività che coinvolgono enti o istituti con cui la PAT ha già instaurato convenzioni o rapporti di collaborazione. Lo stesso CIVR provvede a verificare che gli obiettivi e i tempi dichiarati nel progetto vengano rispettati sulla base dei rendiconti scientifici ed amministrativi presentati annualmente dai Coordinatori del progetto nonché tramite specifiche azioni di monitoraggio. Per il 2000 e il 2001, i primi due anni di chiamata per progetti, il CIVR ha elaborato criteri di valutazione atti a promuovere dei progetti liberi. Nel 2002 si è data invece priorità a progetti aventi come scopo la costituzione di nuovi Centri di ricerca in Trentino e l attivazione di borse di studio postdoc In futuro si prevede l uscita annuale di bandi sostanzialmente analoghi, con scadenza fissata all ultimo giorno lavorativo di settembre, rinvenibili in internet al seguente indirizzo: soggetti/fondi_ricerca/fondo_ricerca_ind_h.asp Il Fondo provinciale per i progetti di ricerca 19

20 Per la chiamata del bando con scadenza nel 2003 è prevista la formulazione di criteri misti, tali da sostenere sia progetti liberi sia progetti tesi alla costituzione di nuovi centri di ricerca. Tabella 2: Stanziamento del Fondo per i progetti di ricerca. Stanziamenti in euro. OGGETTO Servizio di riferimento SPESA Finanziamenti all Università Servizio Università e Ricerca Scientifica Contributi alle imprese industriali Servizio Industria Finanziam. a enti pubblici e privati su progetti Servizio Università e Ricerca Scientifica Contributi alle imprese artigianali Servizio Artigianato Fondo per i progetti di ricerca TOTALE Fonte: bilancio assestato 2001 (capitolo di bilancio 22000, artt. 001/003). Tabella 3: Specifica del finanziamento su progetti a favore di enti pubblici e privati Stanziamenti in euro. OGGETTO SPESA Finanziamento su progetti di ricerca (1) CNR Attività istituzionale ente CIVR Altro TOTALE (1) Relativo al Fondo provinciale progetti Fonte: bilancio assestato 2001 (capitolo di bilancio 22000, art. 003) Il finanziamento su progetti di ricerca: i risultati dei bandi 2001 e 2000 Per il bando di chiamata scaduto il 20 gennaio 2001 sono stati presentati 25 progetti di ricerca e la PAT ne ha finanziati 20 (l 80% delle proposte), per un totale di oltre sei milioni e mezzo di euro. La quasi totalità delle proposte approvate è pervenuta dagli enti funzionali: l Istituto Agrario di S. Michele ha visto approvati otto progetti, l ITC quattro, il Museo di Scienze Naturali tre, il Centro di Ecologia Alpina tre. I restanti due progetti approvati sono stati proposti da altri enti. Nel 2001 il CIVR ha esaminato i progetti pervenuti suddividendoli in quattro gruppi. Il primo gruppo, con tre progetti approvati, e per i quali il CIVR ha suggerito la concentrazione del maggior sforzo di stanziamento, ha ottenuto una percentuale di finanziamento del 95%. Il secondo gruppo riguarda nove progetti che hanno ottenuto l 85% del finanziamento richie- 20 La ricerca scientifica in Trentino - Rapporto 2001

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