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7 Edito riale Ridiamo sicurezza ad un Paese vulnerabile di Chiara Bonan L Italia è stata percorsa negli ultimi mesi da una serie di scossoni che hanno fatto da amplificatore della fatiscente struttura politico finanziaria che sostiene l edificio dell economica nazionale. A questo si è aggiunto il terremoto che ha colpito in maniera pesante l Emilia Romagna, evidenziando le problematiche strutturali di edifici e capannoni di antica fattura o costruiti in tempi moderni ma senza una visione a lungo termine; a perire sono stati soprattutto lavoratori, imprigionati in locali tutt altro che antisismici (con 10 morti accertati proprio sul luogo di lavoro). Il sisma non ha fatto che acuire le condizioni preparate dal cataclisma che ha scosso le fondamenta dell economia dei paesi Occidentali, evidenziando le fragilità italiane. Parlare di sicurezza a 360gradi, in un mondo così traballante, diventa allo stesso tempo critico e fondamentale. Cambiare e innovare è da subito una condizione di base per rimanere attivi e competitivi. Mai come oggi, per garantire condizioni di lavoro sicure, diventa essenziale il concetto di prevenzione. Mai come oggi la sicurezza, nella sua accezione più ampia, deve dare seguito ai fremiti di innovazione che la percorrono per lanciarsi in un futuro fatto di integrazione tra tecnologie e servizi: lo si è visto a Ifsec 2012, lo si vedrà a Sicurezza e lo si percepisce dal confronto quotidiano con gli operatori del settore. E se le banche sono state protagoniste (in luce spesso negativa) della crisi economica, questo è il momento in cui è il denaro stesso ad essere a rischio, con pesanti conseguenze sul rapporto tra gli istituti di credito e le aziende, non solo clienti, ma anche fornitrici, a partire dai tanto richiesti quanto ora vituperati istituti di vigilanza privata. Niente sarà più come prima: prima (sic) lo si accetta, prima (e a testa alta) se ne esce. Iniziamo noi, dando una svolta alla rivista, mettendo a diretto confronto vigilanza e banche, dando maggior spazio a contributi tecnici che contribuiscano alla formazione specialistica degli operatori, avvicinandoci all utente finale per capirne le esigenze e proporre soluzioni su misura. E da giugno, Essecome diventa anche Tg News Essecome: stay tuned, sul sito maggio 2012 essecome 7

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10 Fiere & Eventi IFSEC 2012: Da Birmingham un messaggio chiaro: innovare per combattere la crisi di Raffaello Juvara Più di visitatori professionali hanno visitato l ultima edizione di IFSEC, che si è tenuta a Birmingham dal 16 al 19 maggio scorsi, con un incremento del +12% rispetto all anno precedente. Oltre gli stranieri, provenienti da ben 133 nazioni. Più di 650 le aziende espositrici, che hanno presentato prodotti, tecnologie e servizi con un elevato tasso di innovazione: una scelta che gli organizzatori avevano incoraggiato organizzando il concorso IFSEC Awards, da quest anno con la collaborazione di BSIA - British Security Industry Association - che ha voluto sottolineare il proprio impegno a sostenere lo sviluppo tecnologico come fattore essenziale per la crescita del settore. Le aziende vincitrici dei Security Industry Awards 2011 sono state Dallmeier (sistema CCTV), iomniscient Pty Ltd (sistema CCTV per il riconoscimento facciale in una folla), Elmdene International Ltd (sistema antintrusione), Solar & Electric Gates Ltd (MultiGatePhysical Security), Abloy UK (controllo accessi remoto), CSL DualCom (WorldSIM Communication), Assa Abloy Access Control (Integrated Security), CCTV42 (installazione di sicurezza), Securitas Security Services (Guarding Service) e West Oxfordshire District Council/ICTS UK (Safety Partnership). Dopo due anni tutt altro che facili - ha commentato al termine della manifestazione James Blue, portfolio director di UBM - abbiamo finalmente riscontrato un modo più reattivo di vedere le cose da parte degli operatori e l edizione di quest anno ha confermato che, se il settore non ha ancora recuperato i livelli precedenti la recessione iniziata alla fine del 2009, la ripresa degli investimenti è tuttavia un chiaro indicatore della volontà di uscire dalla crisi. Innovazione, dunque, ma non solo: a Birmingham si è percepito molto chiaramente lo sforzo che l industria mondiale della sicurezza sta compiendo per avvicinare il cliente finale di ogni categoria. Dalla diffusione della modalità VsaaS (Video surveillance as a Service), da noi già anticipata nella newsletter da IFSEC del 16 maggio, al supporto fornito ai progettisti ed agli installatori dalle case madre nelle fasi di marketing e di realizzazione: tanti sono gli indicatori della consapevolezza che il networking verticale è uno dei driver della ripresa. Tra le aziende italiane presenti ad IFSEC 2012, più numerose dell edizione precedente, abbia- 10 essecome maggio 2012

11 Fiere & Eventi mo raccolto commenti in generale molto positivi sull esito della fiera, in particolare per la quantità di contatti utili e per l interesse verso il made in Italy riscontrato nei visitatori provenienti da nazioni la cui economia sta rispondendo in modo diverso alla crisi globale, in particolar modo BRIC (Brasile, Russia India e Cina) e Paesi in via di sviluppo (dell Africa settentrionale in particolare). IFSEC si è quindi confermata una vetrina privilegiata per i mercati internazionali che interessano agli operatori italiani orientati all export, con le caratteristiche talvolta negative che la contraddistinguono, prima fra tutte i costi, considerati molto elevati dagli espositori soprattutto in questi momenti. L evento è stato un occasione per raccogliere spunti importanti di riflessione, soprattutto per chi organizza fiere nei Paesi che oggi rappresentano target appetibili per la sicurezza made in Italy. maggio 2012 essecome 11

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14 Fiere & Eventi Aspettando Sicurezza 2012: il punto di Marco Serioli, Direttore Rassegne di Fiera Milano a cura della Redazione Fiera Milano sta scaldando i motori, a pochi mesi dall apertura della più importante manifestazione italiana per l industria della sicurezza. Il mercato internazionale sta risentendo di un primo trimestre piuttosto debole, ma le imprese stanno mettendo in atto con determinazione ogni iniziativa utile per reagire alla crisi, come hanno potuto costatare, letteralmente alla fine della fiera, anche gli organizzatori di IFSEC (nostro servizio a pag. 10). In Italia, la situazione è notevolmente appesantita dalla recessione che sta attraversando l economia interna, con i consumi stagnanti e la produzione industriale ad aprile in calo del 9,2% rispetto all anno scorso. Un quadro congiunturale che rende ancora più importante questa edizione di Sicurezza, che darà modo alle nostre imprese di dimostrare le proprie capacità di innovare, di rilanciare, di comunicare: non a caso, chi annuncia crescite a due cifre anche in questo periodo, ha lanciato nuovi prodotti ed ha aumentato il fatturato realizzato all estero, con il supporto di azioni di comunicazione mirata ed efficace. Marco Serioli ha dichiarato al nostro TG NEWS ESSECOME (vedi su che l edizione di quest anno di Sicurezza parte bene, muovendosi dai buoni risultati del 2010 (oltre 340 espositori per visitatori) con l obiettivo ben preciso di aiutare il settore a fare sistema per accelerare la ripresa. Quattro i drivers individuati: l innovazione, che sarà testimoniata dalle tante novità presentate; l integrazione, sulla spinta della migrazione verso il protocollo IP; la formazione, indispensabile per consentire agli operatori l aggiornamento alle continue novità; il know how, ovvero la cultura della sicurezza da diffondere fra tutti gli elementi che compongono la filiera e stimolare la domanda interna. Presupposti che hanno trovato la condivisione e l appoggio sia delle due principali associazioni che rappresentano i produttori e i distributori, ANIE Sicurezza ed Assosicurezza, che delle associazioni delle altre componenti del sistema. Considerata l importanza che lo sviluppo nei mercati esteri può rappresentare per la sicurezza, Serioli ha quindi ricordato l impegno di Fiera Milano verso l internazionalizzazione, un progetto iniziato tre anni 14 essecome maggio 2012

15 Fiere & Eventi fa e che nel 2012 già vede un calendario di oltre cinquanta eventi e fiere nel mondo, con una particolare attenzione per i paesi che presentano i maggiori tassi di sviluppo (BRIC, Sud Africa e Turchia), ma non trascurando potenziali iniziative anche negli USA. Il valore della piattaforma sviluppata da Fiera Milano per portare le aziende italiane all estero potrebbe trovare riscontro anche per il settore della sicurezza già da Exposec, che si terrà a San Paolo dal 14 al 16 maggio Uno scenario che rende ancora più stimolante il programma degli eventi e delle aree tematiche organizzate da Fiera Milano con il contributo delle associazioni e delle principali testate del settore, che consentiranno agli operatori di concentrarsi sugli argomenti di proprio interesse senza perdere tempo. In particolare, ESSECOME curerà la sezione tematica dedicata a La Sicurezza del denaro organizzando tavole rotonde, talk-show e webinar sugli argomenti di maggiore attualità, dalle innovazioni nella gestione del contante al lay-out delle nuove agenzie bancarie, dalla sicurezza degli esercizi commerciali a rischio alla videosorveglianza in Cloud per le grandi utenze. maggio 2012 essecome 15

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18 Inter vista ISAF 2012: una piattaforma per investire in sicurezza a colloquio con Feridun Bayram, direttore generale della fiera Isaf di Istanbul a cura di Caterina Zarpellon Security, safety, automazione, domotica, antincendio: a Istanbul va in scena la sicurezza, declinata in tutte le sue accezioni. Il prossimo settembre si rinnova l appuntamento con Isaf Exhibition, una delle più importanti rassegne internazionali dedicate alla sicurezza e alle soluzioni antincendio. Giunta alla sua sedicesima edizione, la fiera turca, in calendario dal 20 al 23 settembre, rappresenterà una piattaforma fondamentale ed irrinunciabile per le imprese italiane desiderose di inserirsi nel mercato della Turchia, dell Asia occidentale e del Nord Africa. Tra l altro, come annuncia Feridun Bayram, general manager dell expo, quest anno Isaf si arricchirà di nuovi saloni espositivi collegati al settore della security, ma anche della safety e dell automazione. Comparti che, spiega il direttore generale, sono in forte crescita in Turchia. Dottor Bayram, come valuta il settore della sicurezza in Turchia? Dalla relazione preparata dalla rivista a&s Turkiye sulla base delle dichiarazioni dei professionisti del settore, emerge che in Turchia il mercato della sicurezza ha registrato una crescita del 20 per cento e che il principale acquirente è costituito dal settore pubblico. Tuttavia, parallelamente alla ripresa dell edilizia, anche i privati hanno cominciato ad interessarsi a questi temi. Con lo sviluppo del comparto edile, il settore della sicurezza ha registrato un aumento della domanda specialmente su progetti legati alla costruzione di edifici residenziali, di ospedali e di centri commerciali. Sono dell avviso che questo trend proseguirà nel Che importanza rivestono la Turchia e la fiera Isaf per le aziende italiane? La Turchia è uno dei i Paesi che non sono stati colpiti negativamente dalla crisi economica globale del Sesta nel 2010 e quinta nel 2011 nella classifica delle economie con il maggior tasso di crescita, quest area sta diventando una delle più importanti forze economiche mondiali e si sta potenziando anno dopo anno. Le più grandi aziende internazionali scelgono di entrare in affari con la Turchia per la sua posizione strategica e per le relazioni commerciali che intrattiene con i paesi circostanti. I paesi dell Asia occidentale e quelli nordafricani, infatti, soddisfano gran parte del loro fabbisogno attraverso le esportazioni provenienti dalla nostra Nazione, che è il maggior paese produttore della regione. Molte imprese, provenienti da tutto il mondo, preferiscono un paese in crescita come la Turchia rispetto all Europa, dove l economia è ferma. Per le aziende italiane alla ricerca di nuovi mercati e di nuovi 18 essecome maggio 2012

19 Inter vista con noi, le imprese desiderose di operare in Turchia e nei paesi circostanti potranno raggiungere i loro obiettivi. Come? Prendendo parte alla nostra esposizione e partecipando attivamente alle nostre pubblicazioni. Una volta che le aziende ci avranno comunicato i loro obiettivi, le metteremo in contatto con le persone giuste. Invito dunque le aziende italiane a partecipare alla fiera Isaf. partner commerciali qui vengono offerte ottime opportunità. Le aziende turche stanno infatti crescendo a ritmi impressionanti. Isaf è l unica esposizione turca dedicata alla sicurezza e alle soluzioni antincendio: rappresenta quindi il luogo ideale per le aziende che desiderano rafforzare la loro presenza nel mercato turco, raggiungere i paesi circostanti e accrescere la loro attività nella regione. Se le imprese italiane vogliono approfittare di queste opportunità, la fiera Isaf è il posto ideale. Sappiamo che gli imprenditori italiani non sono ancora riusciti a trovare i giusti partner qui da noi né a inserirsi come vorrebbero in questo importante mercato. A mio avviso tali difficoltà dipendono dal fatto che le aziende non hanno frequentato gli ambienti giusti. Da membro del gruppo che organizza la fiera Isaf e pubblica la rivista a&s Turkiye, posso dire che, collaborando Può descriverci la novità di Isaf 2012? Il 2012 rappresenta per noi un anno di cambiamenti e miglioramenti. Dopo aver chiuso con successo l edizione 2011, Isaf si sta preparando delle importanti novità per i suoi visitatori. Parliamo dell introduzione, in fiera, di nuove aree espositive dedicate a settori correlati a quello della sicurezza. In questo modo ci proponiamo di riunire il maggior numero di partecipanti e di visitatori possibile. La sedicesima edizione della fiera proporrà quindi ben cinque rassegne: Isaf Security (16^ Fiera internazionale dei sistemi e dei servizi di sicurezza e dei prodotti RFID), Isaf Fire (16^ Fiera internazionale delle soluzioni antincendio, di emergenza, di ricerca e di salvataggio), Isaf Safety&Health ( 1^ Fiera internazionale per la sicurezza e la salute occupazionali), Isaf It security (1^ Fiera internazionale per la sicurezza delle informazioni, dei dati e delle reti) e Isaf Smart Houses (1^Fiera internazionale dei sistemi di smart building e building automation). Grazie a queste nuove esposizioni, Isaf riuscirà ad abbracciare una più ampia fetta del mercato e a dare un nuovo impulso al settore della sicurezza. Secondo le vostre stime, quanti visitatori e quanti espositori parteciperanno a Isaf 2012? Nel 2011 abbiamo registrato un aumento del 17 per cento per quanto riguarda l area espositiva e una crescita del 13 per cento del numero di visitatori; quest anno, grazie al nuovo progetto, puntiamo a un incremento del 20 per cento sia per l area espositiva sia per i visitatori. Il nostro obiettivo è raggiungere almeno 200 stand (rispetto ai 169 del 2011), 400 espositori (rispetto ai 322 del 2011) e visitatori (rispetto ai del 2011). maggio 2012 essecome 19

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22 Fiere & Eventi Mettiamo in crisi la crisi Presentate a Villa La Valera di Arese le nuove strategie commerciali di Hesa per i concessionari e gli installatori autorizzati Giovedì 24 maggio, oltre 150 operatori della sicurezza, tra concessionari e installatori autorizzati, sono intervenuti all incontro organizzato da Hesa a Villa La Valera di Arese, per la presentazione delle nuove strategie commerciali e dei nuovi prodotti dell azienda. Il tema attorno al quale ha ruotato l incontro coincideva con l assunto: Mettiamo in crisi la crisi, una piccola provocazione per spingere le aziende a superare un momento di difficoltà del settore. Enzo Hruby, presidente di Hesa, ha aperto i lavori con un invito a reagire alla crisi con spirito imprenditoriale e di collaborazione, investendo energie e risorse per trasformare gli ostacoli e i problemi in opportunità. Carlo Hruby, amministratore delegato di Hesa, ha spiegato come lo scenario del mercato della sicurezza, che inizia a risentire della crisi in maniera più marcata, sia in rapida trasformazione e richieda agli operatori una maggior propensione al cambiamento. «Abbiamo chiuso un anno con un bilancio sicuramente lusinghiero grazie al fatto di aver unito sotto il marchio Hesa le migliori aziende di installazione di tutta Italia - ha rimarcato - A due anni dalla presentazione della nuova struttura commerciale, Hesa può contare su 67 concessionari e 107 installatori autorizzati. Operatori che hanno realizzato nel 2011 un incremento nell acquisto di prodotti Hesa rispettivamente del 64,10% e del 13,89%. Questi dati, nettamente superiori all aumento tendenziale del fatturato dell intero comparto, che secondo ANIE Sicurezza si attesta poco sotto il 5%, ci rafforzano nella convinzione che Hesa abbia intrapreso la strada corretta. Ciò nonostante ci troviamo a costatare i segnali di un inversione di tendenza». L evoluzione del mercato tende infatti a contrarre lo spazio di attività dei professionisti della security, che si trovano ad affrontare un calo generale della domanda, un aumento degli operatori e la mancanza di liquidità. Hesa quindi mette a disposizione dei propri clienti numerosi strumenti utili a fronteggiare lo spettro della crisi. «Non vogliamo essere considerati solo fornitori di prodotti ha sottolineato Carlo Hruby vogliamo invece lavorare al fianco dei nostri clienti per offrire soluzioni utili ad affrontare utenti sempre più esigenti e preparati». Da oggi quindi è operativa anche Hesa Solution, una nuova divisione in grado di offrire ad installatori autorizzati e concessionari Hesa prodotti e strumenti utili ad approcciare prescrittori, progettisti e grandi utenti finali che compongono la fascia alta del mercato. Hesa Solution va quindi, così come la Fondazione Enzo Hruby e il Premio H d Oro, ad ampliare la gamma di servizi messa a disposizione dei clienti. Andrea Giacomel, responsabile commerciale e marketing di Hesa, ha più volte sottolineato nel proprio intervento come Hesa possa offrire ai clienti anche supporto per sviluppare strumenti di marketing utili a fronteggiare la sempre più agguerrita concorrenza. Combattere la crisi vuol dire anche fare squa- 22 essecome maggio 2012

23 Fiere & Eventi dra e proprio in quest ottica Maurizio Callegari, responsabile dei rapporti con i Grandi utenti finali, ha passato in rassegna le iniziative realizzate con multinazionali, associazioni di categoria e soggetti istituzionali per incrementare le vendite dei prodotti Hesa con il diretto coinvolgimento dei concessionari. Grande importanza ha anche la formazione degli operatori della sicurezza. Daniela Pitton, responsabile del Centro Formazione Sicurezza ha presentato i positivi risultati raggiunti dai corsi del CFS ed ha annunciato il programma del prossimo trimestre che vedrà l introduzioni di due nuovi corsi. Con la collaborazione di Tiziano Zuccaro, Valeria Finazzi e Roberto Tiby, esperti che da tempo collaborano in qualità di docenti del CFS, e grazie un format innovativo, ha infine coinvolto i partecipanti in una riflessione sul tema della responsabilità dell installatore. La seconda parte della giornata è stata interamente dedicata ai nuovi prodotti che verranno presentati a Sicurezza 2012, e che Andrea Hruby, amministratore delegato di Hesa, ha analizzato nel dettaglio partendo dalla nuova tastiera touch screen a colori per le centrali Power, un interfaccia personalizzabile e semplice da usare che rappresenta il completamento tecnologico ed estetico di una serie ormai collaudata e di grande successo. «Il panorama delle novità riguarda non soltanto l aggiornamento con nuovi prodotti per sistemi già commercializzati - ha osservato - ma anche nuove gamme per l antintrusione e per la videosorveglianza, centrali miste, certificate EN Grado 3 e soluzioni wireless evolute come le nuove barriere senza fili di grande portata e sistemi con funzioni evolute che aumentano nettamente il grado di protezione e di affidabilità degli impianti senza filo». maggio 2012 essecome 23

24 Abrogazione del Documento programmatico sulla sicurezza (D.P.S.): è un falso problema? (prima parte) a cura dell avvocato Piero Ricciardi, foro di Napoli Quando si parla del Documento programmatico sulla sicurezza (Dps) e di misure di sicurezza bisogna partire dall assunto che l uno non esclude le altre, così come le misure possono non escludere la presenza del Documento. Una considerazione che ci porta a ridimensionare la portata dell abrogazione del Dps. È vero infatti che l attuale governo ha abolito il documento, ma non ha certo censurato giuridicamente quelle misure di sicurezza (anche minime) che restano i pilastri centrali ed inderogabili del sistema della policy privacy. Già altri interventi legislativi avevano aperto la strada, in passato, a queste ultime modifiche, introdotte più che altro per ridurre gli oneri aziendali in materia di privacy. Si pensi al D.L. 6 dicembre 2011 n. 201 (conv. nella L. 214/2011), che aveva previsto limitazioni all applicazione del Codice della privacy, attraverso la soppressione del riferimento alle persone giuridiche, enti e associazioni da alcuni articoli. In particolare ci riferiamo alle definizioni di dato personale e di interessato. Alla luce delle modifiche così introdotte, per dato personale si deve intendere qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, compreso un numero di identificazione personale; mentre per interessato, la persona fisica cui si riferiscono i dati personali. Se questi sono i presupposti, dobbiamo ripartire dal Codice della Privacy, che all art. 31 sottolinea come i dati personali oggetto di trattamento sono custoditi e controllati, anche in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, alla natura dei dati e alle specifiche caratteristiche del trattamento, in modo da ridurre al minimo, mediante l adozione di idonee e preventive misure di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità di raccolta. Il codice offre qui una serie di misure di sicurezza idonee non precostituite né indicate tassativamente, ma che devono essere individuate preventivamente dal titolare o dal responsabile, prima dell inizio del trattamento dei dati. Naturalmente, tali misure variano in base alle caratteristiche dei sistemi sulle quali devono essere applicate. Oltre alle misure idonee, l art. 33 del Codice prevede anche delle misure minime di sicurezza, che sono senza dubbio obbligatorie e debbono pertanto essere 24 essecome maggio 2012

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26 e collaboratori, inclusi coniuge e parenti. La tenuta del documento programmatico sulla sicurezza è stata infatti giudicata un adempimento superfluo ed antieconomico. In coerenza con tale abrogazione, segue la soppressione dell obbligo di far riferimento, nella relazione accompagnatoria del bilancio d esercizio, alla redazione o all aggiornamento del Dps. Tutte le altre misure di sicurezza non vengono invece abolite. È vero però che un Dps aggiornato costituisce una misura minima di sicurezza prevista, in relazione all obbligo generale di protezione dei dati personali, dall art. 34, comma 1, lett. g) e dall Allegato B, regola 19 del Codice della privacy. Tale documento va redatto o aggiornato entro il 31 marzo di ciascun anno. Soggetto obbligato alla redazione del Dps è il titolare dei trattamenti di dati sensibili o giudiziari con strumenti elettronici, anche attraverso il responsabile, se designato. Ora il Dps non va inviato al Garante della privacy, ma deve essere conservato nella propria struttura ed esibito in caso di controllo. Per la mancata redazione o il mancato aggiornamento, sono previste sanzioni amministrative e penali. La redazione formale annuale del documento è dunque scomparsa eppure, strano ma vero, le modifiche riferite non contemplano alcuna modifica o revoca delle sanzioni previste in caso di mancata ottemperanza delle numerose disposizioni in materia. Come spesso accade il legislatore non spicca per coerenza sistematica e le norme su richiamate nulla dicono in merito ad eventuali deroghe sugli altri adempimenti che, ad oggi, debbono, comunque, essere assolti. Tra i tanti si citano la nomina dell amministratore di sistema, la nomina degli Incaricati e la relativa formazione, l obbligo di assolvere alle misure minime di sicurezza previste ed imposte, sia per il trattamento di dati informatici che cartacei, dall art. 33 d.lgs. 196/03, la regolamentazione degli impianti di videosorveglianza. In sostanza, la normativa Privacy ha subito una notevole semplificazione (solo sull aggiornamento del Dps) da non intendersi, però, quale abrogazione in toto dell intero sistema legislativo che, al contrario, continua a persistere. 26 essecome maggio 2012

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34 White paper Guida alla progettazione di un sistema integrato di gestione della sicurezza fisica Parte prima a cura di Bruno Fazzini, presidente Citel Premessa Questo documento, elaborato da Citel sulla base di esperienze pluridecennali presso la grande e media utenza italiana di sicurezza professionale, intende sintetizzare e illustrare i progressi e le tendenze nelle applicazioni di gestione della sicurezza fisica. Gli investimenti in sicurezza devono durare nel tempo senza difficoltà strutturali al progressivo adattamento all evolvere delle esigenze aziendali. Da qui l importanza di linee guida per perseguire questo specifico requisito, non meno importante di quelli riguardanti funzionalità e costi. Decine di sistemi di supervisione di Citel sono utilizzati da grandi e medi utenti, e molti di essi hanno più di 10 anni di vita utile pur essendo aggiornati allo stato dell arte delle piattaforme tecniche e delle funzionalità correnti. Citel può quindi avere titolo per fornire delle linee guida per impostare la progettazione di un sistema inizialmente basato su quanto è prevedibile ma aperto in sé e per sé all evoluzione applicativa anche imprevedibile. Inquadramento del settore applicativo e possibilità di estensione Quando si realizza un sistema di gestione della sicurezza fisica, si utilizzano un centro, una rete dati e apparati specializzati nel campo da proteggere. Il centro viene gestito secondo criteri, procedure e in definitiva un organizzazione attiva h24x365. Una volta creata questa struttura per la sicurezza fisica in senso stretto, è naturale pensare di utilizzarla per altri scopi, aventi punti in comune tecnici e applicativi, e soggetti agli stessi requisiti come l affidabilità e la tempestività dell informazione, l interazione con servizi esterni, la tracciabilità. È quindi possibile oggi riferirsi ad un sistema di gestione della sicurezza fisica (abbreviato in SGS ) dove: - il termine gestione fa riferimento ai processi di gestione aziendale; 34 essecome maggio 2012

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36 White paper La figura rende un idea dell estensione che può raggiungere l interoperabilità nell ambito di una Open Platform di gestione della sicurezza fisica. Nella fattispecie si tratta del sistema Centrax di Citel, il più diffuso in Italia nella media e grande utenza di sistemi basati su IP e protocolli bidirezionali di telegestione. con effetti irreversibili. Tutto questo quando è viceversa possibile garantirsi prospettive comunque soddisfacenti con delle linee guida che in fondo sono prevalentemente di buon senso. Quanto alla tecnica, come vedremo, la prima scelta da adottare si traduce nel mantenere la libertà di scelta per tutto il ciclo di vita della infrastruttura. Un ciclo di vita che si presuppone lungo trattandosi di una infrastruttura e pertanto non si deve rischiare di troncarlo prematuramente a causa di scelte obbligate di origine esterna. Le linee di fondo che consigliamo di seguire sono dunque le seguenti: - osservare gli indirizzi degli utenti innovatori nel settore e considerare le soluzioni che hanno radicato; - vincolare ogni decisione al fatto che sia reversibile e non pregiudichi la flessibilità dell infrastruttura e la possibilità di adottare orientamenti diversi nel tempo; - adottare per i vari rami dell infrastruttura soluzioni tecniche che abbiano anche una valenza favorevole rispetto al TCO. Nel seguito riportiamo quindi: - gli indirizzi consolidati presso gli innovatori le architetture aperte - l interoperabilità e l integrazione; le componenti del TCO come riferimenti complementari alle scelte tecniche; gli approfondimenti; la sicurezza efficiente e l integrazione 36 essecome maggio 2012

37 White paper con la videosorveglianza; la risoluzione della sensoristica; l integrazione nel sito da proteggere; la salvaguardia dell esistente; la terziarizzazione. Le tendenze di fondo nel mercato di fascia media e alta, L interoperabilità e l integrazione: diffusione generale Il mercato che determina le tendenze, in quanto forzato ad essere all avanguardia nelle funzionalità e nelle tecnologie della sicurezza fisica governata da un sistema di supervisione, è quello delle banche e delle infrastrutture critiche, che nel loro insieme comprendono quasi tutte le categorie strutturali classificate più sopra, vale a dire: - grandi edifici; - comprensori multi-edificio; - reti di sedi territoriali. Restano fuori soltanto la grande maggioranza delle società di servizi di security a terzi, rallentate nell evoluzione del tradizionale istituto di vigilanza dal fatto di aver operato fino a ieri in un regime legislativo del Solo le più aperte e dinamiche, o quelle di più recente inserimento nel mercato italiano, si sono dotate di nuove piattaforme, equivalenti a quelle adottate dal mondo bancario per proporre servizi terziarizzati avanzati. Settore bancario Il settore delle banche è quello che ha alimentato le principali innovazioni in termini di standard di normalizzazione, integrazione e interoperabilità, disponendo di un potere contrattuale capace di forzare almeno una parte dei costruttori ad adeguarsi ai nuovi orientamenti di sicurezza integrata in termini: - di filiera ( dal centro alla rete agli apparati periferici e viceversa ) basata sulla normativa italiana CEI 79/5-6-11, l unica ufficiale a garantire l interoperabilità bidirezionale (trasmissione di informazioni e ricezione di comandi) tra apparati di fornitori diversi; - di processi gestionali in Control Room, proceduralizzati e tracciati; - di funzioni di telegestione degli eventi orientate all economia di scopo, e quindi multifunzionali. Grandi edifici e comprensori Gli ultimi ad adottare la sistemistica in ottica di integrazione indipendente da un singolo costruttore sono stati i grandi committenti di grandi edifici e comprensori, anche tra quelli considerati infrastrutture critiche. Il motivo del ritardo è facile da spiegare: al grande utente multinazionale corrispondono un grande studio di progettazione, un grande appaltatore e grandi fornitori; e tutto questo non si traduce necessariamente in soluzioni avanzate e flessibili. Al contrario, si è tradotto di fatto in sistemi particolarmente rigidi e chiusi con inconvenienti e diseconomie che alla lunga hanno portato anche questa categoria a rompere con il conservatorismo e in un certo senso con il provincialismo. Oltretutto, se c è un contesto per il quale integrazione e interoperabilità sono particolarmente efficaci è proprio l ambito del grande edificio e del comprensorio, dotati di impianti complessi riconducibili a produttori e specializzazioni diverse: e questo è il caso classico in cui è indispensabile l interazione automatica e il controllo unificato e semplificato dell eterogeneità. Altri utenti e società di security La medesima strada è stata poi percorsa sempre nell ultimo decennio da utenti non bancari ma comunque con una pluralità di siti in un ambito relativamente ampio, come catene di negozi o Grande Distribuzione Organizzata. Un discorso a parte è quello delle società di servizi di security classiche, rappresentato soprattutto da istituti di vigilanza dotati di soluzioni che non rientrano negli scopi di questo documento. maggio 2012 essecome 37

38 White paper Diverso è il caso delle società di security moderne, nate con la liberalizzazione del mercato italiano, e orientate sui modelli esteri all erogazione di servizi completi e forniture combinate di prodotti/ servizi. Queste società hanno in definitiva le stesse esigenze dell utenza più evoluta, cui propongono la terziarizzazione delle attività svolte al loro interno. Costituiscono quindi un settore con sviluppi sistemistici analoghi a quelli del settore bancario e delle grandi strutture. Il sistema autonomo dal fornitore La strada aperta dalle banche e da Poste Italiane non ha voluto soltanto dire un nuovo indirizzo tecnico-funzionale della gestione della sicurezza, ma anche una nuova mentalità dei manager della sicurezza fisica, fino a quel momento portati a pensare e decidere in termini di dispositivi e relativi produttori, affidandosi a questi ultimi per disegnare il sistema nel suo insieme. Invece, da quando il manager della sicurezza ha adottato un giudizio autonomo in un ottica di sistema, ha iniziato ad affrancarsi da quelle infrastrutture blindate che si erano rivelate degli strumenti di fidelizzazione forzata del cliente con soluzioni proprietarie chiuse. Il costruttore unico è una medaglia con un suo rovescio, soprattutto alla lunga: il potere contrattuale è sbilanciato a favore del fornitore, soprattutto se la sistemistica richiede una manutenzione specializzata e frequente. In questi casi il TCO (costo totale di possesso) è penalizzato proprio per il fatto che il fornitore indispensabile può dettare le condizioni. Una fornitura coordinata di una sistemistica aperta lascia invece spazio nel corso del ciclo di vita del sistema - a politiche gestionali basate sulle scelte competitive, e in ogni caso sulla fidelizzazione del rapporto con il fornitore solo per libera scelta. Con una accelerazione nell ultimo decennio, l utenza evoluta soprattutto bancaria (Poste va considerata - ai fini della sicurezza una banca a tutti gli effetti) si è stabilizzata decisamente sulla concezione dell infrastruttura di sicurezza a prescindere dal fornitore, basandosi sulla normativa sopra ricordata, pubblicata e gestita dal CEI Comitato Elettrotecnico Italiano e quindi non legata ad uno specifico costruttore di sistemi. In questo settore il radicamento di un nuovo approccio alla sistemistica si è consolidato definitivamente. Esigenze come quelle qui trattate non possono che essere affrontate con una sistemistica in architettura aperta, nella quale collocare via via moduli funzionali scelti singolarmente per le prestazioni ma subordinatamente alla comprovata predisposizione ad interoperare con altri moduli dello stesso o di altri costruttori. In definitiva, le tendenze radicate presso l utenza evoluta sono così riassumibili: - architettura di sistema aperta: indipendente da un qualsiasi fornitore; basata su normative di pubblico dominio, gestite e aggiornate negli anni da un ente qualificato; con graduazione classificata di qualità intrinseca; con possibilità di certificarne la conformità; - moduli dell architettura progettati per inserirsi in una rete strutturata, locale o geografica; - interoperabilità bidirezionale tra moduli basata su protocolli pubblici o proprietari ma disponibili gratuitamente; - perseguimento consapevole di requisiti di qualità, quali: continuità di servizio; certezza delle funzioni; massima semplicità operativa per tutti gli utenti: dall operatore all amministratore; tracciabilità di ogni passo del processo di gestione; agevole terziarizzazione dell attività operativa, modulabile per livelli autorizzativi, delocalizzazione dei posti di lavoro, reporting. 38 essecome maggio 2012

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48 Case History Piattaforma Aperta + Completa Integrazione = Protezione Totale La scelta migliore per la sicurezza dei campi fotovoltaici a cura di Claudio Toaldo, titolare Sicurtel Tanto più l ambiente da proteggere è critico, tanto più sono necessari elevati livelli di protezione e tempi di reazione velocissimi. Per questo la nostra scelta è stata di spingere l integrazione di diverse tecnologie in un unica piattaforma in modo da garantire la massima sicurezza e importanti economie di scala L esigenza Avendo ormai completato la realizzazione di un campo fotovoltaico per la produzione di 9.4 Megawatt situato in provincia di Torino, la società proprietaria si era posta il problema di garantire i più elevati livelli di protezione alla struttura. «Il cliente ci ha chiesto di progettare una soluzione in cui l infrastruttura di rete fosse robusta e scalabile in modo da poter essere utilizzata contemporaneamente dal sistema antintrusione, dall impianto di videosorveglianza e anche dalle apparecchiature preposte al monitoraggio della produzione di energia elettrica. Inoltre, in ottemperanza alle leggi vigenti, l impianto di videosorveglianza doveva garantire un basso impatto luminoso per il controllo notturno e, quindi, doveva essere in grado di operare in modo soddisfacente senza richiedere l accensione di luci, tranne che in situazioni eccezionali» spiega Claudio Toaldo, titolare di Sicurtel, la società che ha realizzato l impianto. La soluzione Il completamento dell impianto ha richiesto circa due mesi, incontri con il cliente e realizzazione con incluso la progettazione. Considerata la lunghezza del perimetro, circa metri, e le possibili interferenze elettromagnetiche causate da 12 inverter dislocati in campo, Sicurtel ha deciso di realizzare un infrastruttura Ethernet in fibra ottica chiusa ad anello con tecnologia o-ring con 12 switches in campo a temperatura estesa -40 C/+75 C. In questa rete sono state inserite 28 barriere a microonde ERMO 482 X PRO di Cias e 11 telecamere brandeggiate Ulisse Compact IP 36X + IR 110 mt di fabbricazione Videotec. Le barriere Cias sono raccolte in campo da 15 convertitori 485/Ethernet IB-FMCREP-ETH e sono gestite da un server IB-SYSTEM IP. Le telecamere Videotec utilizzate per il sistema di videosorveglianza garantiscono il minor impatto ambientale durante il controllo notturno e in più sono dotate di un potente zoom ottico per consentire un controllo dettagliato in caso di necessità. Sicurtel ha individuato nel sistema XProtect di Milestone l unica piattaforma totalmente integrata atta a consentire di gestire su piattaforma IP tutte le apparecchiature in campo, come da specifica richiesta del cliente. «Abbiamo deciso di utilizzare il sistema di gestione e registrazione Milestone XProtect Corporate», 48 essecome maggio 2012

49 Case History prosegue Toaldo, «perché consente di registrare le immagini video e trasmetterle alla Control Room allestita presso l Istituto di Vigilanza in modo da consentirgli di gestire le emergenze e, contemporaneamente, di raccogliere le informazioni relative agli allarmi rilevati dall IB- SYSTEM IP Cias raccolte dalle telecamere, almeno tre, con preset pre impostati, che il sistema VMS di Milestone posiziona immediatamente sulla tratta di copertura della barriera antintrusione che ha generato l allarme. In questo modo il lavoro della Vigilanza risulta enormemente agevolato, perché diventa possibile verificare in maniera efficace e rapida qualsiasi eventuale tentativo d intrusione». Il sistema assicura all utente finale la disponibilità in tempo reale dei dati relativi alla produzione di energia elettrica. A questo scopo può utilizzare l XProtect SMART CLIENT direttamente dalla propria sede. Inoltre, trova nel XProtect MOBILE un potente strumento dedicato ai manutentori ed atto a verificare e pianificare ogni Intervento, da remoto in qualsiasi momento e da qualsiasi località. Nel sistema VMS Milestone sono stati inseriti dei moduli I/O IP per consentire all operatore sia dell utente finale sia dell istituto di vigilanza, di utilizzare il sistema Milestone XProtect Smart Client per l accensione delle luci posizionate lungo il perimetro in caso di allarme notturno, per controllare anomalie riscontrate all interno delle cabine elettriche o situazioni particolari come la mancanza di alimentazione dalla rete elettrica. I vantaggi della soluzione «La possibilità di integrare nella stessa infrastruttura di rete il sistema antintrusione, la videosorveglianza e le apparecchiature per il monitoraggio della produzione di energia elettrica ha consentito all utente finale di avere il pieno controllo degli impianti installati nel parco fotovoltaico e, contemporaneamente, di realizzare importanti economie di scala lasciandosi aperta la strada per ogni eventuale futuro up-grade dei sistemi utilizzati» sottolinea ancora Toaldo. La soluzione garantisce efficacia e tempestività di reazione anche sul fronte dell assistenza tecnica che viene gestita da Sicurtel totalmente da remoto. In particolare, tramite la rete Internet vengono svolte tutte le manutenzioni ordinarie e gli interventi per la soluzioni di eventuali anomalie segnalate dal sistema che non implichino la sostituzione o la riparazione dei dispositivi in campo. maggio 2012 essecome 49

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52 Case History Betacavi: le linee di connessione si evolvono assieme alla tecnologia La continua evoluzione dei sistemi di videosorveglianza analogici ed IP ha evidenziato che, ad oggi, l anello debole del sistema è rappresentato dal cavo. Progettare un sistema di videosorveglianza non significa semplicemente collegare una telecamera ad un monitor: è un processo che richiede competenze specifiche, materiali di qualità e rispetto delle normative, al fine di realizzare un sistema fruibile dall utente e che assolva appieno le specifiche richieste dal committente. La flessibilità dei sistemi IP e la loro continua evoluzione in termini di qualità e affidabilità hanno contribuito a trasformare un sistema a circuito chiuso in un impianto aperto, consultabile da qualsiasi parte del mondo mediante un accesso di rete e l indirizzo IP del sistema. La comunicazione di rete è standardizzata sul protocollo IP (Internet Protocol), uno standard di comunicazione mondiale, completamente globalizzato e sempre più utilizzato in tutti i comparti tecnologici industriali. Sempre più spesso la trasmissione di un segnale video avviene mediante l utilizzo di classici cavi di rete Cat. 5 o Cat. 6 tipici del cablaggio strutturato, consentendo di far viaggiare sullo stesso cavo più segnali video o un segnale video con alimentazione e un protocollo per il brandeggio o la regolazione dei parametri della telecamera. Il limite di tale tecnologia è rappresentato dalla tratta massima tra telecamera e switch realizzata mediante Cat. 5, che non supera i 90 metri, e dal dimensionamento della banda passante in fase progettuale, che solo del personale molto competente è in grado di svolgere. Un errore di valutazione di questo aspetto può comportare problematiche di trasmissioni o saturazione della banda passante, con conseguente compromissione dell intero sistema. L esigenza Lo studio che aveva progettato il rifacimento della rete di videosorveglianza di uno degli scali aeroportuali più importanti a livello nazionale aveva scelto l impiego delle telecamere IP megapixel e l utilizzo della tecnologia emergente EOC (Ethernet Over Coax) di NVT, tecnologia in grado di abbattere i limiti fisici e trasmissivi del Cat. 5 impiegando cavi coassiali a 75 Ohm per il trasporto delle immagini e delle alimentazioni. Da subito l applicazione ha evidenziato alcune criticità ambientali, tra cui le distanze ragguardevoli tra telecamera e switch (decisamente superiori ai 90 metri) e la costante presenza di un elevato grado di umidità in alcuni settori dell infrastruttura. La soluzione La stretta collaborazione tra NVT e Beta Cavi ha permesso lo sviluppo di un cavo specifico EOC8035 che potesse abbattere il limite dei 90 metri, riuscendo a portare alla distanza di 750m (switchtelecamera) il segnale video, i dati e l alimentazione degli apparati (48 Volt) ad una velocità non inferiore a 80 Mb/s - cosa che i normali cavi disponibili sul mercato non garantivano. L esperienza maturata sul campo ha permesso 52 essecome maggio 2012

53 Case History lo sviluppo di un cavo di soli 5 mm di diametro, in grado di oltrepassare il traguardo ambizioso dei 700 m. Nella realizzazione del nuovo mezzo di connessione, nulla è stato lasciato al caso. L intera gamma di questi prodotti è stata realizzata mediante l impiego di una guaina in Duraflam LSZH che garantisce l idoneità alla posa sia in esterno, sia in interno, sia in luoghi pubblici, eliminando le problematiche collegate ad escursioni termiche, presenza di umidità, raggi UV (problematiche che la guaina o la doppia guaina in PVC non prevenivano, a causa della loro composizione molecolare che non assicura un corretto isolamento del conduttore dalle particelle d acqua). La conformità di questi cavi alla normativa CEI UNEL 36762, inoltre, ha eliminato in maniera definitiva il concetto di grado, frutto di un retaggio storico errato, garantendone l impiego in coesistenza a cavi di energia. e le distanze desiderate, ha fatto sì che il mezzo trasmissivo non rappresentasse più il limite del sistema, ma diventasse al contrario un componente fondamentale dell impianto, in grado di mantenere le performance dei dispositivi impiegati. Il VAntaggio Sebbene il cavo in rame per cablaggio strutturato (es. Cat 5e) sia di sviluppo più recente rispetto al tradizionale cavo coassiale, ad oggi le sue caratteristiche trasmissive non sono minimamente equiparabili. Grazie alla recente introduzione della tecnologia EoC (Ethernet over Coax) è possibile trasmettere segnali video IP e alimentazione POE su cavi coassiali, raggiungendo distanze notevolmente superiori. La nascita di questo nuovo cavo EOC8035 di Beta Cavi ha permesso la realizzazione dell impianto mediante l impiego di una tecnologia di videosorveglianza innovativa, che ha abbattuto il limite fisico dei 90 m tra telecamera e switch, permettendo l impiego di telecamere Megapixel IP in grado di fornire immagini Full HD dove nessun dettaglio è lasciato al caso. Ancora una volta la caratteristica di Beta Cavi di sviluppare un cavo solo dopo aver studiato nel dettaglio l applicazione, dopo averne esaminato i dati trasmessi, le frequenze dei segnali, la modalità di compressione CONTATTI BETACAVI maggio 2012 essecome 53

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55 Case History rendere il passaggio meno traumatico. «Nella prima fase progettuale - spiegano gli installatori - tutti i punti di comando e il loro utilizzo sono stati concordati assieme ai proprietari in maniera semplice, grazie ai progetti da noi sviluppati appositamente per rendere chiare tutte le utenze in campo e i relativi punti di comando». Inoltre sono state predisposte e successivamente installate, oltre alle pulsantiere classiche, anche delle tastiere dedicate alla funzione scenari, per sfruttare al meglio le potenzialità delle luci e delle accensioni, che in questo tipo di installazioni gioca un ruolo fondamentale. Basti pensare che in questo immobile, di circa 150mq, sono inserite moltissime accensioni illuminanti differenti, sia per effetti estetici sia per funzioni di illuminazione vera a propria. Questa filosofia è stata applicata in tutta l abitazione ed ha riguardato l automazione delle tapparelle, la supervisione delle temperature, il multiroom e soprattutto il comparto sicurezza. Una postazione touchscreen, posizionata in modo strategico, coordina e supervisiona costantemente gli impianti elettrici, antintrusione, videosorveglianza, videocitofonico e di climatizzazione. Gli impianti, pur mantenendo una propria autonomia funzionale, sono gestiti direttamente da touch screen, da iphone, da ipad e da remoto con pc e supporti web. Per rispondere alla richiesta del proprietario, spesso in viaggio, di potersi sincerare dello stato di sicurezza della casa, è nato inoltre un servizio consente al cliente, in caso di necessità, di contattare i tecnici Blondel, i quali, a seguito del rilascio delle dovute password, hanno la possibilità di entrare in remoto sull impianto e di verificare le cause degli eventuali allarmi. VANTAGGI La prerogativa iniziale dell intera opera è intrinsecamente la sua principale caratteristica, ovvero tecnologia all avanguardia ma assoluta semplicità di gestione. Oggi i proprietari dell appartamento possono contare su un impianto con contenuti tecnici molto alti ma facilmente accessibile grazie ad una gestione facilitata del sistema. «Vedendo una persona di anni 75 utilizzare un ipad per collegarsi in remoto sul suo impianto domotico e controllare lo stato della sua abitazione - osservano dalla Blondel - possiamo affermare con orgoglio che la nostra missione è ampiamente riuscita». ContAttI BLONDEL SRL - FONDAZIONE HRUBY - PREMIO H D ORO - maggio 2012 essecome 55

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57 Case History «Abbiamo prestato una cura particolare alla fase del cablaggio - spiegano gli autori dell intervento -. Un operazione che abbiamo effettuato sul campo e che ha comportato molte ore di lavoro e un livello di attenzione altissimo. Tutti i connettori infatti devono essere il più puliti possibile e le condizioni atmosferiche della stagione autunnale hanno spesso intralciato questo lavoro» La difficoltà maggiore è stata però riscontrata nella stesura della fibra ottica, che doveva essere posizionata lungo per un anello di circa 1 chilometro con tubazione interrata senza interruzioni. Per raggiungere l obiettivo è stato utilizzato un sistema a cascata che ha reso necessario il ricorso a più tecnici, in maniera tale da riuscire a far passare la fibra nelle tubazioni senza interruzioni. I VANTAGGI L impianto antintrusione con fibra ottica messo a punto da Centrosat ha messo definitivamente al riparo i campi fotovoltaici di Acquaviva delle Fonti, creando attorno ad essi una barriera elettronica di protezione e sorveglianza. La fibra inoltre non ha mai dato falsi allarmi e la AQ Energy si è dichiara molto soddisfatta del lavoro fatto, tanto che ha recentemente commissionato a Centrosat un nuovo progetto. CONTATTI CENTROSAT - FONDAZIONE HRUBY - PREMIO H D ORO - maggio 2012 essecome 57

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60 Inter vista stati presentati in nuove versioni che consentono di automatizzare e velocizzare il controllo, integrando strumenti biometrici di rilevazione e verifica e assicurando il passaggio di una sola persona alla volta. Chi ha visitato lo stand Gunnebo alla Passenger Terminal Expo ha potuto provare un sistema ImmSec perfettamente funzionante, allestito per l occasione in collaborazione con ATOS, l importante azienda austriaca del settore dell Information Technology. Proprio questa integrazione ha portato alle novità presentate al salone viennese: il varco PreSec, il punto d imbarco BoardSec e la nuova versione di varco per controlli di frontiera, ImmSec. Nel dettaglio, PreSec è un varco che consente di elaborare i dati contenuti nella carta d imbarco del passeggero, confrontandoli con le informazioni presenti nel sistema dell aeroporto; la validità del documento di viaggio del passeggero per il giorno e per il volo presi in esame è verificata immediatamente. In caso di incongruenze, al passeggero potranno essere chiesti chiarimenti senza per questo creare intoppi nel flusso dei viaggiatori con documenti regolari. Con i punti d imbarco automatizzati BoardSec, l intero processo di imbarco viene automatizzato. La procedura è relativamente familiare, poiché corrisponde agli standard in uso presso le compagnie AEA (Association of European Airlines) e il passeggero può seguirla con facilità. La possibilità di gestire autonomamente l imbarco è ben accolta dal passeggero e allo stesso tempo libera gli operatori delle linee aeree per svolgere altri compiti; la sicurezza naturalmente è garantita da controlli automatici che bloccano l imbarco in caso di dati non coerenti. La totale compatibilità con i sistemi aeroportuali di uso comune (CUTE, o Common User Terminal Equipment) consente un processo fluido di conferma dell imbarco e di raccolta e controllo dei dati dei passeggeri. Per quanto riguarda ImmSec, i varchi progettati da Gunnebo per i controlli alle frontiere, sono Le soluzioni sono sempre più automatizzate: il personale aeroportuale è destinato a ridursi? Non è la riduzione del personale l obiettivo che queste innovazioni si pongono, semmai la valorizzazione dei ruoli. Questo è un punto importante, che per fortuna sembra essere stato ben compreso dagli operatori; escludo che vedremo gentili hostess di terra assaltare i BoardSec armate di clave in preda a furia luddista. I compiti che questi sistemi assolvono, anche se complessi, sono ripetitivi, e il pregio dei varchi è la rapidità con cui eseguono mansioni che al personale richiederebbero molto tempo senza dare particolari soddisfazioni. Per numerose eventualità l intervento del personale rimarrà insostituibile: passeggeri con esigenze particolari, documenti con irregolarità giustificabili, casi speciali che richiedono flessibilità e comprensione saranno sempre gestiti meglio da una persona che da strumenti studiati per ottimizzare le situazioni standard. In questi casi, il fatto che gli operatori siano liberi dalle funzioni ripetitive e abbiano più tempo a disposizione per altro, a parità di addetti presenti a ogni turno, consentirà di gestire meglio le diverse situazioni, con una considerevole diminuzione delle code, della pressione sul personale, della frustrazione dei passeggeri e in generale un notevole miglioramento del clima e del livello del servizio, che è proprio l obiettivo che l industria del trasporto aereo nel suo complesso deve porsi per affrontare il futuro. Gunnebo con le sue tecnologie d avanguardia può fornire un valido aiuto per migliorare l esperienza di viaggio dei passeggeri, la qualità del lavoro del personale aeroportuale e la sicurezza di tutti. 60 essecome maggio 2012

61 News & News GENETEC TECHNICAL CERTIFICATION Un Utente Certificato Genetec è un progettista, un security manager, un integratore di sistemi o un professionista della sicurezza in genere, al quale è stato conferito un riconoscimento ufficiale come esperto di prodotti Genetec. Il superamento dell esame consente di proporsi come specialista qualificato ed esperto Genetec. La certificazione è riconosciuta a livello mondiale come standard di eccellenza nella conoscenza dei software Omnicast e Security Center. GSG International il partner italiano di Genetec che dispone di istruttori certificati Genetec per la preparazione a questo esame organizza corsi di formazione nelle sedi di Roma, Milano, Verona, Catania. Il corso OMNICAST TECHNICAL CERTIFICA- TION BASE realizza la formazione tecnica primaria di elementi base per far funzionare un sistema Omnicast (principi di rete Ethernet/IP, identificare differenti tipologie di apparati networking e componenti di sistema, architettura di sistema, funzionalità Live Viewer, Archive Player, Config Tool, craerezione e gestione allarmi, etc.). Il corso OMNICAST TECHNICAL CERTIFICA- TION AVANZATO fornisce all utente gli elementi avanzati di configurazione e risoluzione problemi di un sistema Omnicast (bilanciamento del carico in un sistema server multiplo, failover directory, archiving, redundant archiving, virtual matrix, federation server, Metadata Engine, IIS web server a server, Omnicast Web Client, macro, etc.). Durante il corso SECURITY CENTER BASE gli utenti apprenderanno a configurare le funzioni base video e le federations SC (analisi prerequisiti video, configurazione ruoli video, controlli PTZ, qualità del video e le opzioni degli streaming multipli, gestione degli eventi, allarmi video, aggiunta di server e ruoli per il bilanciamento del carico, etc.). Durante il corso SECURITY CENTER AVANZA- TO gli utenti apprenderanno a installare e configurare Security Center con opzioni video avanzate in un ambiente multi-server (gli argomenti sviluppati - opzioni video avanzate, Archiver Failover, Redundant Archiving, Failover Directory, Configurare plugin di terze parti, Plan Manager, Federaton, Intrusion Manager saranno affiancati da una giornata di sessione pratica) maggio 2012 essecome 61

62 Sce nari Dal controllo alla protezione Electronics Line e Dias, una nuova partnership sul mercato italiano di Felice dell Orso Electronics Line è una multinazionale produttrice di sistemi di rilevazione e controllo cablati e (soprattutto) wireless; Dias è un punto fermo per gli installatori italiani, ai quali fornisce da oltre vent anni prodotti delle migliori marche. Una partnership fra le due aziende sembra naturale e agli operatori più navigati il sodalizio potrà anche suonare familiare: ha infatti origini remote. Dias opera dal 1990 su tutto il territorio italiano, fornendo agli installatori specializzati nel settore della sicurezza soluzioni prodotte dalle più importanti aziende internazionali. Oltre che per l ampiezza della gamma di prodotti, l azienda è ben conosciuta e apprezzata per i servizi aggiuntivi. Da sempre Dias si adopera per fornire ai distributori un accurata formazione pre-vendita, fondamentale in un settore dove le novità si susseguono rapidamente e l aggiornamento è un fattore critico. Inoltre, in un mercato dove il cliente finale spesso non conosce i singoli produttori, la fedeltà alla marca è marginale e ogni rottura di stock rischia di comportare semplicemente l immediata adozione di un altro fornitore; Dias, che garantisce un accurato servizio di logistica e magazzino, permette di proporre sempre la soluzione più adeguata. Per le sue caratteristiche di affidabilità e capillarità, oltre che per le comprovate capacità professionali dei suoi partner sul territorio, Dias è sembrata subito l azienda ideale per distribuire i prodotti di Electronics Line (EL), soluzioni per la sicurezza residenziale, del commercio al dettaglio e degli ambienti SOHO di qualità elevata che meritano di essere valorizzate da installatori esperti. Una novità...ben radicata Chi non è nuovo di questo settore potrebbe aver già sentito parlare di Electronics Line e Dias nello stesso contesto: si tratta di una partnership che ha radici lontane, risalenti proprio ai tempi della fondazione di Dias. Alla fine degli anni 80 risalgono infatti i primi contatti di EL con Hesa (il gruppo del quale fa parte Dias). L azienda italiana non opera con distributori locali, ma era desiderosa di massimizzare il potenziale di collaborazione con EL, produttrice di una vasta gamma di ottime applicazioni consumer oltre che business; l opportunità di distribuire i rilevatori EL sul mercato italiano fu uno dei fattori che spinsero a fondare Dias, che nel tempo ha creato una rete di distributori specializzati nel settore della sicurezza, competenti e preparati. EL in questi anni si è evoluta ampliando 62 essecome maggio 2012

63 Sce nari notevolmente la gamma, fino a comprendere le attuali soluzioni di sicurezza integrate e compatte. Vista la precedente esperienza con Dias, EL sapeva bene dove trovare una rete qualificata e qualificante per i suoi nuovi prodotti. Spalle larghe Se Dias ha alle spalle un gruppo come Hesa, Electronics Line non è certo orfana: l azienda è quotata in borsa e dal 2010 fa parte del gruppo Risco. Dallo stesso anno è presente in Italia con una propria struttura. Davide Seregni, Sales manager Southern Europe e responsabile del mercato italiano, sa che può contare sugli investimenti in ricerca e sviluppo che un grande gruppo può permettersi; questi hanno portato a soluzioni al contempo qualitativamente valide e semplici, adatte alle esigenze di un pubblico vasto e non necessariamente dotato di particolari competenze tecniche. Qualità dell hardware e gestionali facili da usare creano un insieme di sicuro impatto. Una centrale in tasca Proprio per consentire anche all utente più ingenuo di utilizzare le sofisticate tecnologie EL, sono state create applicazioni gratuite per dispositivi mobili quali tablet e iphone. Queste permettono di gestire con estrema semplicità da remoto il sistema di sorveglianza, inserendo o disattivando allarmi, controllando l ambiente tramite i diversi sensori, registrando immagini salienti e rivedendo un elevato numero di eventi memorizzati. Naturalmente la semplicità e praticità non tolgono nulla al contenuto tecnologico e alle prestazione: l utilizzo di radiofrequenze FM, l alta definizione delle immagini, la sicurezza della centrale dati, il server dedicato E.L.A.S. (Electronics Line Application Server) disponibile 24/7 consentono una qualità e affidabilità tranquillamente confrontabili con molte applicazioni industriali. oltremodo gradito ai (e alle) clienti finali. Le caratteristiche intrinseche delle soluzioni EL sono un elemento decisamente persuasivo, ma un contributo determinante per facilitare l introduzione nell abitazione, ufficio o negozio è dato anche dalle competenze, interpersonali prima ancora che tecniche, dei partner Dias. Come spiega Enrico Anut, funzionario commerciale dell azienda che ha seguito sin dalla loro introduzione nella gamma Dias le soluzioni EL, l esperienza più che ventennale nel settore ha consentito una selezione accurata di installatori professionali, seri e in grado di far comprendere le qualità del prodotto, aiutando il cliente a convincersi della sua validità. A far crescere le competenze e capacità degli installatori partner Dias contribuisce il Centro Formazione Sicurezza Hesa, con interventi mirati per fornire supporto sugli aspetti tecnici, legali e commerciali. Le competenze e soprattutto le esigenze dei clienti aumentano: per un interlocutore preparato questa è un opportunità di mettersi alla prova e dimostrare le proprie capacità. Sicurezza per tutti La competenza, unita alla cordialità della rete e all offerta modulare delle soluzioni, dischiudono il potenziale per un notevole ampliamento del mercato: il passo dal mero controllo alla protezione è apparentemente breve, ma richiede proprio questo insieme di aspetti vincenti. Con le soluzioni Commpact e iconnect (monodirezionali) e il nuovo sistema bidirezionale iconnect 2 di Electronics Line, e grazie alla vasta gamma di sensori che non raccolgono solo immagini ma altri dati ambientali quali la temperatura, è possibile da remoto far sì che la casa non sia troppo fredda, verificare che gli animali domestici nono corrano rischi, in sostanza rassicurarsi e gestire da remoto in qualsiasi momento anche molte situazioni meno gravi e ben più frequenti rispetto a furti, incendi e intrusioni. Un approccio facilitante Per il mercato domestico, le applicazioni wireless hanno l indiscutibile fascino di non richiedere interventi invasivi e forieri di polvere, aspetto ContAttI DIAS - ELECTRONICS LINE - maggio 2012 essecome 63

64 Sce nari I sistemi antintrusione secondo Notifier a cura della Redazione Un buon sistema antintrusione è determinato dalla sinergia tra il sottosistema antieffrazione e il sottosistema antintrusione, il tutto coordinato da un unità centrale atta a trasmettere e segnalare tempestivamente la situazione dell impianto. Impianto antieffrazione: composto da apparecchiature elettriche ed elettroniche (opportunamente disposte e correttamente collegate) che hanno lo scopo di rilevare e segnalare all unità centrale un tentativo di scasso per superamento di barriere fisiche come porte, finestre, cancelli, ecc. Si tratta quindi di protezione perimetrale, che allerta ancora prima che l intruso sia entrato nell edificio. Impianto antintrusione: composto da apparecchiature elettriche ed elettroniche (opportunamente disposte e correttamente collegate) che hanno lo scopo di rilevare e segnalare all unità centrale un tentativo di indebita intrusione. Si tratta quindi di protezione volumetrica che genera una segnalazione di allarme quando l intruso si muove all interno dei locali protetti. LA CENTRALE: CUORE DEL SISTEMA ANTINTRUSIONE Per scegliere la tipologia di centrale più idonea per la protezione di un edificio o di un ambiente, occorre analizzare attentamente diversi fattori. È importante individuare il tipo di rischio a cui è sottoposto l immobile da proteggere, che varia di volta in volta a seconda che si tratti di un edificio isolato, di un appartamento in condominio, una villa, un esercizio commerciale, uno stabilimento industriale, una chiesa o un museo. La corretta progettazione di un sistema antintrusione, come indicato nelle normative oggi coesistenti CEI 79-3 punto e nella EN , deve prevedere le seguenti fasi: - scelta del luogo e delle aree da proteggere; - livello di sicurezza che il sistema dovrà avere; - posizione, quantità e tipologia dei rivelatori; - posizione della centrale, dei moduli di espansione, degli alimentatori, degli organi di comando e degli apparati di teletrasmissione, nonché tipologia e dimensioni dei cavi; - tipo, numero e ubicazione dei dispositivi di allarme locale. In ogni caso si devono valutare le zone a rischio d accesso indebito, quali ingressi principali, secondari, finestre, lucernari o altro. Sarà così possibile individuare il tipo di centrale da adottare e le logiche di funzionamento dell impianto antintrusione che si andrà a realizzare. La scelta della tipologia dei prodotti è determinante sul livello di sicurezza che si vorrà ottenere. CENTRALE ANTINTRUSIONE CS600 Centrale antintrusione alta sicurezza progettata e prodotta da Notifier Italia con capacità massima di 528 Ingressi e 658 Uscite. Programmi annuali, settimanali, giornalieri e speciali. È espandibile da 1 fino ad un massimo di 4 linee RS485 per il riconoscimento di tutti i dispositivi di campo, compresi gli inseritori trasponder. Conforme CEI79/2 e EN Grado 3 Classe II, viene completamente configurata con il software in dotazione PK-SCURITY-600. Memoria di eventi e gestione sino a 1000 operatori, 64 essecome maggio 2012

65 Sce nari operatività con PIN, tessera o tag di prossimità 125Khz, radiocomando a tecnologia Rolling-code a 3 tasti programmabili 64 profili utenti diversi, 64 macrozone d inserimento, 128 zone d inserimento, 132 zone uscita e 32 macrozone d uscita. Il sistema dispone di una porta locale per la stampa in live degli eventi, 2 porte USB, interfaccia Ethernet per il collegamento remoto e invio . La grande versatilità di configurazione della centrale permette l utilizzo non solo per la rivelazione antintrusione, ma anche del controllo accessi e della rilevazione e gestione tecnologica: grazie all elasticità del sistema è possibile utilizzare le uscite degli IND8/4 (espansione in/out) per la gestione dei comandi tecnici come luci, irrigazioni, controlli quadro ecc. Possibilità di tele gestione/supervisione tramite software Monitor 2.7. CARATTERISTICHE PRINCIPALI - conforme CEI79/2 II livello, EN50131 Grado 3 Livello II - contenitore da muro protetto per l apertura e lo strappo: Armadio metallico in lamiera verniciata dimensioni: A=400, L=435, P=172 - grado di protezione IP30 - alimentazione 230Vac - alimentatore principale: 13.8Vdc 1.5A + 1.5A - classe ambientale Livello II - grado di sicurezza Grado 3 - assorbimento massimo: Vcc - temperatura funzionamento -10 C + 40 C - software multilingua INGRESSI E USCITE - 16 ingressi multi bilanciamento on board - 16 uscite open collector 400mA programmabili - 2 uscite relay Contatto in scambio con portata 12Voc - 1 ingresso a quadruplo bilanciamento per servizi: ausiliari (es. Autoprtezione, dispositivi di segnalazione esterna) - 1 linea RS-485 on board da 128 ingressi / 64 o 160 uscite per il collegamento dei dispositivi di campo - 3 linee RS-485 opzionali da 128 ingressi / 64 o 160 uscite per il collegamento dei dispositivi di campo NB - Il tipo di cavo da utilizzare per la comunicazione deve essere compatibile con lo stile BUS RS-485 max. 1000m per linea. Per ulteriori informazioni maggio 2012 essecome 65

66 Sce nari SICURIT distribuisce la nuova telecamera IP da esterno Panasonic Il mercato della videosorveglianza può fare affidamento sui nuovi dispositivi Full HD PISW316L e PISW316LE ad infrarossi Sicurit Alarmitalia, distr butore nazionale delle apparecchiature Panasonic per il mercato della sicurezza, dà seguito alla nuova linea di telecamere di rete i-pro SmartHD, con due nuovi modelli da esterno ancora più potenti e reattivi. In particolare, la telecamera PISW316LE è in grado di effettuare riprese perfette in totale assenza di luce grazie agli illuminatori IR-LED che arrivano a rilevare immagini fino a zero lux. Completano le caratteristiche dei supporti un ampio spettro di funzionalità intelligenti per una gestione migliore del monitoraggio, come la tecnologia Face Detection. Con IR-LED la videosorveglianza non dorme mai Questi dispositivi possiedono una considerevole reattività alla luce, grazie alla funzione Day&Night elettronica con LED ad infrarossi e focale 1.3, che garantisce all utilizzatore una ripresa esemplare anche in totale assenza di luce. In questo modo è possibile rilevare 0.3 lux a colori e 0.05 lux in bianco e nero, con il modello PISW316L, oppure 0.3 lux a colori e 0 lux in bianco e nero con PISW316LE, se l illuminatore IR è in funzione. Panasonic fornisce ai supporti un potente sensore MOS da 1.3 Megapixel e uno zoom ottico con fattore di ingrandimento pari a 6.4x, in risoluzione VGA. Come si presentano i modelli Resistenti a temperature comprese tra -40 C e +50 C, le telecamere sono completamente certificate IP66 per la resistenza contro acqua e polvere e dotate di staffa per montaggio a soffitto - pronte per essere installate in esterno. I due modelli registrano immagini in alta risoluzione a x 960 (fino a 30 fps), le trasmettono in rete mediante streaming multipli con codifica H.264 e JPEG e ne permettono la registrazione HD, appoggiandosi alla piattaforma LSI UniPhier di proprietà di Panasonic. Grazie alla scansione progressiva con una risoluzione HD pari a 720p, si ottiene una percezione migliore del movimento e di dettagli normalmente impercettibili. In tema di dispositivi video di rete, le telecamere 66 essecome maggio 2012

67 Sce nari godono della classificazione ONVIF, lo standard aperto che garantisce l interoperabilità dei sistemi. A questo proposito i laboratori Sicurit hanno interfacciato queste telecamere con i videoregistratori SmartVision di Sicurit ottenendo risultati sorprendenti in termini di streaming e qualità delle immagini grazie alla ricca dotazione di funzionalità dei dispositivi. Più funzionalità, meno margine d errore Tornando alle telecamere Panasonic, esse racchiudono tutte le migliori tecnologie a disposizione della casa giapponese, a partire dalla funzione Face Detection, fondamentale per ottenere un identificazione esatta della posizione dei volti. Dopo un installazione semplice ed automatizzata guidata da ABF (Auto Back Focus), Face Super Dynamic permette di visualizzare le immagini dei volti in modo straordinariamente chiaro. SuperDynamic e ABS (Adaptive Black Stretch) garantiscono l acquisizione di una gamma dinamica 128x superiore rispetto alle videocamere convenzionali mentre, per un monitoraggio a prova di intruso, oltre al sistema 3D DNR (Digital Noise Reduction) che riduce notevolmente i disturbi video, la tecnologia VIQS (Variable Image Quality on Specified area) consente di abbassare la qualità di risoluzione delle aree circostanti e aumentare quella di una singola area. Ancora più flessibile e precisa, VMD (Video Motion Detection) programma l osservazione di 4 aree specifiche con una scala di 15 livelli di sensibilità e 10 di grandezza. In tema di privacy, PISW316L e PISW316LE sono equipaggiati per mascherare fino a due aree private, come varchi d accesso o finestre. In caso di accessi multipli, Panasonic garantisce la possibilità di associare una priorità ad uno specifico canale di trasmissione video, fornendo il giusto livello di frequenza attraverso un calibrato rapporto tra bit rate e compressione. Infine, per monitorare la situazione anche da remoto, le fonti di allarme, tra cui il VMD e il comando d allarme standard, innescano azioni specifiche come la registrazione su memoria SDHC/SD e il trasferimento dell immagine via FTP, con notifica via . CONTATTI SICURIT ALARMITALIA SPA (+39) maggio 2012 essecome 67

68 News & News Seminari CEI-Socomec: Uninterruptible Power System Cagliari. Il quinto Seminario CEI dedicato agli UPS si terrà a Cagliari il 14 giugno 2012 dalle ore 14,30 alle ore 18,00. La sede prevista è il Dipartimento di ingegneria elettrica ed elettronica della Facoltà di ingegneria, e precisamente l aula B 0 del padiglione B, con ingresso da via Is Maglias o da piazza d Armi. Lo scopo di questo Seminario CEI è quello di analizzare i criteri di scelta, installazione e manutenzione dei gruppi di continuità, realizzati in collaborazione con un azienda associata, Socomec UPS. Consapevole dell importanza e utilità di questi dispositivi e del proprio ruolo istituzionale nel rappresentare un punto di riferimento per le aziende associate e per gli operatori del settore, il CEI ha organizzato 9 appuntamenti, interamente dedicati al mondo UPS, da tenersi in altrettante città italiane, nel corso del I gruppi di continuità, o UPS, sono utilizzati per garantire un flusso di energia elettrica anche in caso di interruzioni della fornitura. Dopo il saluto del Preside di facoltà, prof. Giorgio Masacci, l ing. Annalisa Marra del CEI aprirà il seminario esponendo i nuovi requisiti normativi nella scelta e nell istallazione dei gruppi di continuità. Seguirà la relazione del rappresentante Socomec UPS Juri Valente, che presenterà i sistemi di continuità UPS e CPSS, il risparmio energetico e TCO. L esclusivo software di configurazione Socodata presentato dall ing. Marco Delle Chiaie verrà dato in dotazione a tutti i partecipanti. Si tratta di un utile strumento di supporto per gli operatori del settore che si occupano di progettazione dei sistemi di continuità. Infine, l intervento del prof. Angelo Baggini analizzerà i vincoli e gli aspetti progettuali della scelta, del dimensionamento e della manutenzione dei dispositivi UPS. Al termine dell incontro un ampio spazio sarà riservato al dibattito tra i relatori e il pubblico. In base al regolamento per la formazione continua, la partecipazione al seminario dà diritto al riconoscimento di crediti formativi. La partecipazione al Seminario è gratuita, previa iscrizione online compilando la scheda dal sito CEI alla voce Convegni e Seminari, oppure inviando la scheda via a entro il 06/06/2012. Il calendario prevede inoltre altri 4 appuntamenti a Bologna, Bari, Treviso e Ancona. Riello UPS azienda dell anno per Frost & SullIVAn Legnago. Frost & Sullivan, istituto di ricerca globale che controlla 350 industrie e 250 mila imprese, ha nominato Azienda dell anno 2012 nel mercato UPS la Riello UPS, società del gruppo Riello Elettronica, leader italiana nella produzione di gruppi statici di continuità e tra le prime quattro aziende al mondo del settore. Il premio Company of the year viene assegnato a un azienda che ha eccelso nella strategia di crescita e applicazione e nel raggiungimento di un elevato grado di innovazione, con prodotti e tecnologie. L azienda viene inoltre lodata per la sua leadership in termini di valore per il cliente e penetrazione nel mercato. Riello UPS si è costantemente classificata tra i primi cinque operatori nel mercato europeo degli UPS nel corso dell ultimo decennio. I suoi ricavi sono aumentati dell 85% nel 2011 rispetto al 2005, mentre la sua quota di mercato è cresciuta da circa il 9% all 11% nel Nel 2011 inoltre Riello UPS ha acquisito MARM UPS, società australiana di UPS, consolidando la propria strategia volta a mantenere una presenza diretta in tutto il mondo. 68 essecome maggio 2012

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70 Sce nari Banche e Sicurezza 2012: war on cash or war on cash in transit? a cura di Raffaello Juvara L edizione 2012 del più importante evento dedicato alla sicurezza delle banche è stata praticamente a senso unico: una dichiarazione di guerra al contante e a chi lo porta. Partendo dai dati della spesa sostenuta dal sistema bancario, pari a 380 milioni di euro solo per movimentare e contare il cash, e del costo per il sistema-paese, stimato in 10 miliardi di euro, tutti gli interventi che si sono susseguiti nei due giorni della kermesse annuale organizzata dall ABI hanno avuto come obiettivo comune il risparmio su questa voce di costo. Una più che condivisibile necessità, subito diventata un processo senza appello all attuale sistema del trasporto valori e degli istituti di vigilanza privata, non più visti come partner essenziali per consentire alle banche di svolgere correttamente il proprio mestiere, ma come sacche di inefficienza operativa, inutilmente costose e spesso mal frequentate. Ha aperto le danze Enrica Vignoli di Bankitalia, illustrando il pacchetto di interventi predisposti per stimolare la crescita delle aziende di servizio: attività di controllo nei caveaux per verificare la correttezza delle giacenze a tutela della banche mandanti, compliance delle macchine per assicurarne la corrispondenza agli standard BCE, emanazione di procedure da rispettare rigorosamente. Una tripletta che, insieme alla constatazione che questi operatori non hanno la cultura del controllo e, quindi, non si sono dotati di adeguati sistemi di controllo, ha fatto ben capire quale sia la considerazione di Bankitalia nei confronti della categoria. Dal suo canto, Vincenzo Acunzo, del ministero dell Interno, ha dichiarato di apprezzare i controlli effettuati da Bankitalia, sottolineando più volte come il DM 269 abbia come obiettivo una drastica riduzione dei 942 istituti di vigilanza attualmente censiti, introducendo requisiti che toccano tutti gli assetti aziendali, dai vertici al trattamento delle guardie dipendenti che, in troppi casi, non risultano retribuite regolarmente. La messa a norma del personale degli istituti di vigilanza innalza indubbiamente i loro costi ha affermato Acunzo, - costi che dovrebbero venire riconosciuti dagli utenti a partire proprio dalle banche, le cui organizzazioni sindacali hanno più volte richiesto il presidio anti-rapina da parte di guardie giurate armate, e non di portieri disarmati, mal retribuiti e senza formazione specifica. Il chairman Marco Iaconis, vice-presidente di OSSIF, ha precisato subito dopo che la banche non si sottraggono dall impegno di far presidiare le agenzie a maggior rischio dalle guardie giurate, ricordando che a livello nazionale esse vengono impiegate nella difesa del 14% degli sportelli (oltre 5.000, ndr). Sul problema del riconoscimento dei costi sostenuti dagli istituti di vigilanza è tornato Maurizio Capolongo della società di intermediazione ISTV, che ha letteralmente sbigottito il pubblico sostenendo che si dovrebbe tornare alle tariffe prefettizie o, almeno, a 70 essecome maggio 2012

71 Sce nari Banche e vigilanza privata, ormai un dialogo tra sordi Per antonomasia, le banche sono il principale volano per l industria della sicurezza, in tutto il mondo. Non è un caso che la tecnologia italiana sia pervenuta a livelli di eccellenza riconosciuti anche fuori confine: la spinta delle banche, pressate da una criminalità quasi ossessiva in ogni angolo del nostro Paese, ha creato un loop virtuoso tra conoscenza, formazione, innovazione ed integrazione che sta alla base delle soluzioni che hanno prodotto la spettacolare riduzione delle rapine del 49% dal È difficile negare che a questo risultato abbia contribuito anche la componente dei servizi (vigilanza e trasporto valori), ma la percezione degli utenti e di alcune terze parti istituzionali è alquanto diversa. Il rapporto risulta mediamente svilito ad una mera esecuzione di prestazioni sempre più marginalizzate e sempre meno considerate, con il paradossale risultato che l utente le considera inutilmente costose in relazione ai benefici ricevuti, mentre il fornitore lamenta di non ottenere la giusta remunerazione per il proprio lavoro, sempre più impegnativo e costoso da organizzare. Probabilmente la ragione sta da entrambe le parti, ma la mancanza di dialogo allarga sempre più il solco, con il rischio probabile che non possa venire più colmato. Il convegno Banche e Sicurezza, organizzato dall ABI il 28 ed il 29 maggio, per esempio, sarebbe stato un ottima occasione di confronto pubblico, mentre si è trasformato in un tiro al bersaglio a senso unico, a causa dell incomprensibile assenza di rappresentanti del trasporto valori sul palco (vedi servizio). Del resto, lo stesso presidente di Assovalori, da noi intervistato pochi giorni prima, aveva sottolineato le gravi difficoltà che sta attraversando la categoria, causate dall incremento dei costi (carburante aumentato del 30% in un anno, allungamento delle tratte per la chiusura delle filiali di Bankitalia), dalla riduzione del lavoro (limiti all uso del contante) e dall indisponibilità dell utenza ad adeguare le tariffe. Ha invocato provvedimenti governativi che consentano alle imprese di proseguire un lavoro essenziale per la stessa economia del Paese, ricordando che, alcuni anni fa, una serrata dei trasportatori di valori in Francia, che protestavano contro l abbassamento delle tariffe imposto dalle grandi catene commerciali, determinò una paralisi generale risolta solo grazie all intervento diretto del governo. In Italia non si arriverà a questo punto, ma il disagio che le imprese nostrane stanno patendo è acuito dall indifferenza degli interlocutori. prezzi minimi imposti, per tutelare le imprese rispetto alla caduta dei prezzi, Ha quindi invocato le autorità ad adottare misure sanzionatorie di revoca definitiva della licenza, e non di semplice sospensione, nei confronti di quei soggetti che risultassero condannati per reati gravi, anche di stampo mafioso. Il colpo di grazia è arrivato dal professor Bruno Ronsivalle, dell Università La Sapienza di Roma, che collabora con OSSIF per le analisi dei dati relativi ai reati predatori. Nell ambito di un intervento di grande interesse sui metodi di rilevamento ed interpretazione delle statistiche per ottimizzare gli investimenti nella sicurezza, sul quale torneremo approfonditamente nel prossimo numero, Ronsivalle ha evidenziato che la presenza di guardie giurate davanti alle banche sarebbe addirittura risultata controproducente ai fini del rischio rapina; al contrario, le soluzioni tecnologiche avrebbero prodotto risultati molto positivi. È stato un processo ad un imputato contumace, visto che nessun rappresentante ufficiale della vigilanza privata e del trasporto valori è intervenuto a sostenerne le ragioni, ma forse ha prevalso la consapevolezza che qualsiasi difesa sarebbe stata inutile, data la situazione. Le banche italiane hanno ora altre priorità, anche in termini di sicurezza: la virtualizzazione del denaro ridurrà certamente i costi e i problemi legati alla materialità, comprendendo tra questi riciclaggio e falsificazione, ma ne sta creando di altri potenzialmente più gravi. I reati informatici, compiuti sottraendo e falsificando i dati personali degli utenti, sono ormai 20 volte più frequenti delle rapine fisiche, ed il danno anche reputazionale che può subire una banca attaccata è di gran lunga superiore a quello di qualsivoglia furto o rapina a mano armata. maggio 2012 essecome 71

72 Sce nari Trasporto valori: senza agevolazioni il settore muore a colloquio con Antonio Staino, presidente di Assovalori di Chiara Bonan Antonio Staino, presidente di Assovalori (associazione di categoria che rappresenta le aziende che si occupano di trasportare, contare e custodire il denaro) analizza per Vigilanza e dintorni la situazione del mercato del trasporto valori, tornando a rivolgersi al capo del Governo e al ministro dell interno per sottolineare la sofferenza di un intero settore. Com è la situazione del settore in questi primi mesi dell anno? La situazione rispecchia quanto quotidianamente apprendiamo dall andamento dell economia nazionale e europea: subisce tutte le conseguenze della recessione. Le nostre aziende trasportano e trattano denaro e la riduzione delle transazioni in denaro liquido, insieme al limite posto a 1000 euro per gli scambi in contante, come anticipato all inizio dell inverno, ha fatto sentire i suoi effetti negativi sull intero comparto. Va inoltre considerato il forte aumento del costo dei carburanti, che ha gravato solo ed esclusivamente sulle aziende, che non sono riuscite a chiedere il benché minimo adeguamento delle tariffe alla clientela. Cosa chiederebbe al capo del Governo, se potesse incontrarlo? Come presidente di Assovalori dovrei sottoporre al capo del Governo le istanze che quotidianamente sollecitano tutti gli associati: una maggiore sensibilità verso un settore che, anche se rappresenta solo poche decine di aziende e qualche migliaio di lavoratori, resta vitale per l attività dell intera nazione. Per capirlo è sufficiente immaginare quali sarebbero le conseguenze di un fine settimana senza trasporto valori: bancomat vuoti, mancanza di fondi nelle banche, eccessi di contante nella GdO ecc. Noi siamo autotrasportatori conto terzi, con obbligo di iscrizione all albo: questo significa che ne sopportiamo gli oneri, ma non ne ricaviamo alcuna agevolazione, perchè i nostri mezzi sono quasi tutti sotto il limite dei 35 q.li,. Considerata la peculiarità e delicatezza dell attività svolta, siamo soggetti a controlli e disposizioni da tutti gli enti preposti; sarebbe però utile poter usufruire anche di qualche facilitazione in più, come l utilizzo delle corsie preferenziali nei centri urbani e delle corsie d emergenza in autostrada e l accesso libero alle ZTL, e di agevolazioni economiche, in particolar modo sul carburante e sui sistemi di protezione attiva e passiva. Chiuderei le richieste al capo del Governo invitandolo a rivedere le imposizioni che abbiamo subito in seguito alla chiusura di molte sedi provinciali della Banca d Italia: parliamo dei 72 essecome maggio 2012

73 Sce nari processi per il trattamento e la custodia del danaro e delle ispezioni di verifica presso i nostri centri conta, che hanno comportato ulteriori oneri economici per le aziende associate. E a tal proposito, ecco un quesito a cui io stesso non ho ancora trovato una risposta plausibile: dato che le nostre aziende non sono ritenute sufficientemente mature per l ottimizzazione dell attività di movimentazione del contante pur con la creazione di stanze di compensazione (sistema che abbatterebbe gli oneri a nostro carico), perché dobbiamo tenere un registro informatizzato ai fini delle norme antiriciclaggio e segnalare eventuali operazioni sospette, quando lavoriamo conto terzi denaro che è regolarmente registrato dal sistema bancario? Ed al ministero dell Interno? Il ministero dell interno con il D.M. 269 ha indubbiamente avviato un processo di cambiamento del settore. Non posso dunque che chiedere una corretta applicazione del decreto in questione, un confronto costante e costruttivo ispirato al reciproco rispetto tra le aziende e le istituzioni locali, nella speranza e convinzione che vengano esercitati controlli e verifiche a vantaggio dell intero comparto, con una selezione delle aziende che porti all eliminazione di chi non rispetta le regole. Un suggerimento che mi permetto di avanzare è quello di implementare al D.M. delle normative che regolino in modo uniforme su tutto il territorio nazionale il comportamento che forze dell ordine ed equipaggi dei furgoni devono tenere nel corso di controlli ed accertamenti sulla pubblica via. Secondo Assovalori, come cambierà il settore nei prossimi mesi? Come emerso da diversi tavoli di confronto, anche dal punto di vista Assovalori il settore è obbligato ad un cambiamento. Probabilmente ci ritroveremo con un numero ristretto di competitor a livello nazionale, e parlo di 4-6, e una sensibile contrazione del numero di piccole aziende che svolgono attività in territori particolari o all interno di nicchie di mercato ben definite. maggio 2012 essecome 73

74 White paper I vantaggi delle tecnologie IP per il settore bancario illustrati da Axis Communications Telecamere di rete e analogiche a confronto (parte 2) Nel numero scorso sono state analizzate le differenze tra sensori, modalità di scansione dell immagine, risoluzione e formato di visualizzazione, evidenziando la migliore qualità di dettaglio garantita dalle telecamere digitali. In questa sezione verranno invece approfondite alcune funzionalità per telecamere IP sviluppate per risolvere molteplici problematiche e per ottimizzare i servizi di videosorveglianza, grazie anche alla gestione avanzata degli eventi. WIDE DYNAMIC RANGE (WDR) Di fronte a condizioni di illuminazione difficili, con notevoli variazioni nei livelli di luce presenti, simultaneamente, all interno di una scena, anche i sistemi di videosorveglianza bancaria più affidabili possono risultare inadeguati. Situazioni simili possono interessare la sorveglianza delle porte d ingresso con luce diurna in esterno e un ambiente interno più scuro. Lo stesso si verifica nel caso di accessi a parcheggi coperti o nella sorveglianza perimetrale, dove parti della scena sono in luce diretta del sole e altre parti in ombra. Possono inoltre verificarsi casi di veicoli in cui i fari puntano direttamente verso la telecamera o di ambienti Ingresso in controluce ripreso da una telecamera Axis Q1604 con funzione Wide Dynamic Range Dettaglio del viso: massima leggibilità grazie alla funzione Wide Dynamic Range 74 essecome maggio 2012

75 White paper interni con molta luce riflessa a causa di ampie superfici vetrate. In tutte queste condizioni le telecamere standard non sono in grado di catturare l intero contenuto di una scena e l immagine risultante sarà sottoesposta (scura) o sovraesposta (bruciata) con una significativa perdita di dati. Risulta evidente quindi la necessità per gli utenti di trovare il modo di identificare in maniera affidabile oggetti, persone e veicoli in attività. La soluzione è rappresentata dalla tecnologia Wide Dynamic Range (WDR), sviluppata da Axis per le telecamere digitali nel Grazie ad esposizioni multiple, questo sistema consente la gestione ottimale di un ampia gamma di condizioni di illuminazione presenti in una scena, con un ottimo livello di dettaglio anche in compresenza di aree estremamente chiare e scure, senza generare artefatti. STREAMING MULTI-VISTA Un valido aiuto nell analisi di una scena è quello fornito dalle telecamere Axis di ultima generazione, in grado di trasmettere contemporaneamente una panoramica completa e sezioni ingrandite della stessa scena. Questa funzionalità, denominata streaming multi-vista, può essere utilizzata per aumentare l efficienza del sistema, in quanto una sola telecamera copre la stessa scena permettendo di contenere i costi di installazione e manutenzione. Ciò significa che è possibile ricorrere ad una sola telecamera, senza dotarsi di un numero maggiore di apparecchi, per avere più punti di vista di una sola area. La possibilità di streaming delle sole aree selezionate consente di ridurre al minimo la larghezza di banda e lo spazio di archiviazione necessari. Lo streaming multi-vista permette inoltre l utilizzo della funzionalità per i giri di ronda nelle aree selezionate. P- IRIS, IL CONTROLLO DEL DIAFRAMMA La qualità di un immagine è strettamente connessa alla possibilità di controllare l apertura del diaframma della telecamera. Da questo particolare dipende infatti la trasmissione di un livello di luce ottimale al sensore, in modo che le immagini risultino nitide, chiare, correttamente esposte e presentino un contrasto e una risoluzione ottimali. Il diaframma può essere usato anche per controllare la profondità di campo ed il sistema di controllo può essere fisso o regolabile manualmente o automaticamente. Axis ha sviluppato un sistema di controllo del diaframma preciso e automatico, il P-Iris, che ottimizza contrasto, nitidezza, risoluzione e profondità di campo delle immagini. La disponibilità di una buona profondità di campo può essere particolarmente importante quando si sorvegliano corridoi molto lunghi o parcheggi, perché consente di mettere a fuoco più oggetti contemporaneamente, anche se posti a distanze differenti. Se la luce è intensa, P-Iris riduce la chiusura del diaframma prevenendo lo sfocamento (diffrazione) che si verifica quando l apertura del diaframma diventa troppo piccola. Tale situazione si verifi- maggio 2012 essecome 75

76 White paper P-Iris Vecchia tecnologia ca, generalmente, sulle telecamere che utilizzano obiettivi con diaframma DC in combinazione con sensori con risoluzione megapixel a numero ridotto di pixel. Riuscire a prevenire la diffrazione e allo stesso tempo usufruire dei vantaggi di un diaframma con controllo automatico è molto importante per la videosorveglianza degli ambienti esterni. Il motore di un obiettivo P-Iris permette di controllare in modo preciso l apertura del diaframma avvalendosi di un software di gestione video che seleziona automaticamente la posizione del diaframma più idonea a garantire la migliore qualità delle immagini in tutte le condizioni di illuminazione. Queste caratteristiche fanno sì che l obiettivo P-Iris sia destinato a sostituire l obiettivo DC e a diventare il sistema di controllo standard del diaframma impiegato per le telecamere di rete fisse. FUNZIONI INTELLIGENTI La principale lacuna dei sistemi analogici risiede nell incapacità di individuare i comportamenti sospetti e di segnalarli al personale. Oggi, grazie ai passi avanti compiuti dalle tecnologie informatiche, i sistemi di videosorveglianza di Istituti di Credito e Finanziari possono contare su applicazioni di rete estremamente efficaci, in grado di ottimizzare i servizi di sicurezza. Queste applicazioni, definite intelligenti, permettono di concentrarsi sulle situazioni veramente a rischio fornendo risposte più rapide; facilitano il recupero delle registrazioni relative ad un dato evento, (il sistema infatti archivia solo sequenze video rilevanti) e forniscono direttamente relazioni complete di quadri e grafici a beneficio dell operatività. Nel dettaglio vediamo alcune applicazioni firmate Axis Communications. - Gli allarmi in tempo reale consentono di dirigere istantaneamente l attenzione del personale di controllo alle sole attività rilevanti, garantendo una risposta rapida ed efficiente con un netto miglioramento del servizio di sicurezza. - La ricerca video consente di individuare eventi specifici in pochi secondi, mentre i sistemi tradizionali di gestione video richiedono ore di analisi video manuale e comportano un elevato numero di errori dovuti ad una procedura per tentativi. Con l analisi video gli utenti possono selezionare parametri di ricerca specifici, come ad esempio, tempo, attività e posizione, e rivedere solo i filmati che soddisfano tali requisiti. - Report, tabelle e grafici forniscono uno strumento prezioso per prendere decisioni migliori, strutturare il personale più efficientemente e ottimizzare le prestazioni. - Il rilevamento audio permette spesso di cogliere i primi indizi di comportamenti delinquenziali come grida e voci minacciose ed inviare immediatamente agli operatori un avviso di identificazione di attività sospette. - Nel caso in cui la videocamera abbia interrotto o modificato il proprio funzionamento a causa di vandalismi o sia stata sottoposta a eventi come reindirizzamento, blocco o sfocatura si attiva in automatico l allarme antimanipolazione che al- 76 essecome maggio 2012

77 White paper lerta il personale di sicurezza. - La funzione di riconoscimento oggetti si dimostra particolarmente utile per i pacchi abbandonanti per lungo tempo in un area definita. In questi casi un segnale d allarme offre una maggiore protezione rispetto a situazioni critiche, come ad esempio pacchi con esplosivo abbandonati in una filiale o in un area Bancomat. Analogamente è possibile identificare la sottrazione di determinati oggetti, offrendo allarmi istantanei di furto. - Gli avvisi sulle attività di monitoraggio permettono di individuare i primi segnali di minaccia dati dalla sosta prolungata di un individuo all interno di una determinata area, ad esempio nei pressi di un Bancomat. In questi casi un allarme può aiutare ad identificare persone sospette quando si trovano nella fase di pianificazione di un reato, prima che possano fare dei danni. - La funzione anticamuffamento localizza automaticamente il volto presente in una inquadratura e ne salva un immagine in jpg sul database locale. Inoltre individua eventuali occultamenti dovuti alla presenza di accessori come sciarpe, cappelli, passamontagna, volti a camuffare le sembianze, generando immediatamente un allarme. In conclusione le funzioni intelligenti e le funzionalità proprie delle telecamere IP permettono al personale addetto alla sorveglianza, che si tratti di una centrale di controllo interna o di un istituto di vigilanza, prestazioni più efficienti e tempestive, garantendo una soglia di sicurezza più elevata a beneficio delle clientela e dell istituzione bancaria. maggio 2012 essecome 77

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81 Sce nari L integrazione al centro: Vigilanza ed Essecome di Chiara Bonan I tempi sono maturi: l integrazione non è più semplicemente una prospettiva futura, bensì una realtà concreta. Parliamo di un integrazione non solo tra tecnologie eterogenee, ma anche tra tecnologie e servizi, che porta con sé la necessità di adeguare gli strumenti mediatici che ne seguono l evoluzione, affinché gli operatori del settore (che in questo caso diventano i fruitori della comunicazione) trovino nel servizio la professionalità e la competenza che, a ragion veduta, si attendono. L interpretazione delle tendenze globali nel settore non lascia spazio a dubbi: l avvicinamento dell IT e dei BMS alla sicurezza sta mettendo al centro il concetto di SaaS (Security as a Service). L acronimo SaaS, preso a prestito dal mondo dell informatica (dove dal 2000 è stato utilizzato per abbreviare il concetto di Software as a Service) calza a pennello sull attuale conformazione del mercato della sicurezza. È dunque arrivato il momento, per una testata storica come Essecome (e del suo spinoff online, il primo portale italiano dedicato alla sicurezza, www. securindex.com), di fare spazio al suo interno anche ai temi che riguardano la vigilanza privata, trattati con la stessa attenzione di cui godevano in Vigilanza e dintorni, ma in una cornice più ampia e ormai priva di barriere, verso la totale integrazione. L editore di entrambe le testate, Raffaello Juvara, ha preso questa decisione nell ambito di un progetto editoriale che farà dell integrazione il suo modello di lavoro: tra cartaceo e online, con un particolare riguardo all immagine in tempo reale e alla webtv. Ognuno dei media in gioco, lungi dal proporre una copia carbone dei contenuti, proporrà un punto di vista, una lettura e un approfondimento diverso degli argomenti scelti, sempre focalizzati sul mondo della sicurezza a 360 gradi. Essecome, rivista di cui ho assunto la direzione a partire dal numero di aprile del 2012, non è una novità nel panorama editoriale: e scusatemi il gioco di parole se affermo che è una sicurezza. Nata nel 1981, non è una delle tante pubblicazioni sull argomento edite da una casa editrice generalista, bensì il frutto dell idea di un professionista della sicurezza, Paolo Tura, che dopo essere stato direttore commerciale del gruppo Cisa, arcinota impresa produttrice di serrature (che all epoca rappresentavano il sistema antrintrusione per eccellenza) decise di mettere la sua conoscenza del mercato e del settore al servizio di tutti gli operatori. Circa 25 anni dopo il testimone è passato all attuale editore, Raffaello Juvara, che nella vigilanza si era distinto per essere uno tra i primi imprenditori a credere nell integrazione tra tecnologie e servizi, mettendo in piedi una centrale operativa per la ricezione degli allarmi già nel 1974, per poi svolgere attività associativa nel settore a livello nazionale per quasi 15 anni. Il passaggio di consegne è avvenuto nel rispetto dell identità della rivista: seguire e anticipare i cambiamenti del mercato della sicurezza, raccogliendo i segnali provenienti da tutti gli attori della partita, per rilanciarli e approfondirli, con competenza e ampiezza. L attuale editore ha ritenuto già allora che l informazione e la comunicazione sarebbero stati elementi essenziali un mondo, quello della vigilanza, che sarebbe arrivato a congiungersi con quello della sicurezza tecnologica. Ora quello scenario è diventato realtà, ed il primo passo del cambiamento è proprio la confluenza delle due riviste in unico contenitore. maggio 2012 essecome 81

82 Inter vista La certificazione che cambierà la vigilanza a colloquio con Manuel Sarritzu, Civil engineer product manager presso Certiquality, organismo accreditato per la certificazione dei sistemi di gestione aziendale per la qualità, l ambiente, la sicurezza e nella certificazione di prodotto a cura della Redazione La vigilanza privata italiana è in attesa della parte del DM 269 relativa alla certificazione di terza parte. Quali sono le previsioni di Certiquality su quanto verrà disposto dal Ministero dell Interno? Prima del DM non vi erano vincoli: diverse stazioni appaltanti chiedevano la certificazione secondo la norma ISO 9001 o come pre-requisito di ammissione alla gara o come punteggio per valutare l offerta. Il DM sulla capacità tecnica cambia gli scenari di riferimento. Il possesso della certificazione UNI 10891, impone a chi opera in un territorio che supera i 3 milioni di abitanti di dotarsi di una centrale operativa, che diventano due se gli abitanti superano i 15 milioni. Tali centrali devono essere a norma UNI Per chi opera con più di 100 guardie giurate ed in ambito territoriale oltre i 3 milioni di abitanti, il DM impone che almeno uno tra il Titolare di licenza e il Direttore tecnico possieda il profilo professionale del Security manager. La dead-line è il 14 Settembre 2012: entro tale data gli Istituti di vigilanza privata dovranno essere in regola con gli adempimenti previsti dal DM, che prevede la certificazione rilasciata da un ente terzo indipendente. In questo contesto tutti gli attori impegnati nel mondo della certificazione vogliono fare business per cui stiamo assistendo ad una molteplicità di offerte e soluzioni ed il mercato è in continuo fermento. Volendo prevedere cosa succederà, credo che nei mesi di Giugno e Luglio 2012 le aziende saranno ancora in fase di scelta dell ente certificatore e a settembre non tutti saranno certificati. A mio parere che la certificazione sarà un bene per il settore della vigilanza privata: non solo sotto il profilo della competitività, ma anche sotto il profilo occupazionale. Il vostro Ente ha avviato un rapporto di collaborazione con il CISPE dell Università Roma 2 Tor Vergata, che ha sviluppato un modello formativo per security manager in linea con il disposto del DM e corrispondente ai requisiti previsti da CEPAS per la certificazione delle professionalità. Può illustrare i termini di una joint innovativa per il mondo della vigilanza privata? I sistemi aziendali rappresentano un patrimonio di informazioni, dati, conoscenze, processi, aspetti che è necessario presidiare con nuove sensibilità e dinamiche operative. Tali scenari, essendo in crescita esponenziale e condizionati dagli sviluppi tecnologici, influenzano fortemente la professione del Security manager e richiedono un modo nuovo 82 essecome maggio 2012

83 Inter vista di gestire e monitorare rischi e minacce in tutte le direzioni, cui si intrecciano nuove esigenze di sicurezza, privacy e governance che modificano il range delle attività della security ed ampliano le responsabilità del Security manager. In questo contesto è necessario che la figura professionale in questione abbia una buona conoscenza del business e rappresenti una funzione che sia parte integrante di tutto il sistema. A partire da queste considerazioni, l Università Tor Vergata di Roma ha avuto l idea di creare un corso di formazione universitario in grado di affrontare le problematiche della sicurezza. Certiquality, grazie alla propria esperienza nell ambito della formazione, delle problematiche dei sistemi di gestione e dei processi legati al mondo della certificazione, ha offerto la propria collaborazione per il corso Professionista della Security Aziendale conforme alla norma UNI 10459:1995 (Funzione e profilo del professionista della security aziendale), secondo quanto previsto dal DM 269/2010, corso qualificato dal CEPAS. È possibile parlare di joint- venture innovativa : Certiquality, oltre a mettere a disposizione le proprie aule per la sessione di Milano, fornisce parte delle docenze, in particolare quelle relative alle certificazioni previste dallo stesso DM, come la UNI e la UNI di cui sopra. maggio 2012 essecome 83

84 Inter vista Quali sono i contenuti della proposta che Certiquality ha sviluppato per gli istituti di vigilanza? Nell ambito degli Istituti di vigilanza privata Certiquality ha sviluppato un servizio ad hoc e propone 3 diversi livelli di certificazione: - LIVELLO BASE: UNI con UNI e/o UNI 11068; - LIVELLO INTERMEDIO: ISO 9001 o OHSAS o ISO con BASE; - LIVELLO AVANZATO: ISO 9001 e OHSAS e/o ISO con BASE; Per il livello base sono previste le seguenti norme: la UNI per i servizi di vigilanza privata, l azienda che fa la richiesta di certificazione per tale norma può scegliere, se possiede i requisiti, di ottenere il riconoscimento del profilo professionale del Security manager ai sensi della UNI 10459, a seguito della verifica del possesso dei requisiti formativi/scolastici, formativi/professionali e delle procedure aziendali per la qualifica del professionista della Security. Viene rilasciato uno specifico report di conformità ed un certificato di ispezione. Infine in questo livello è contemplata anche la certificazione in conformità alla norma UNI per le centrali di telesorveglianza. Il livello Intermedio permette di associare al livello base la ISO 9001 (il sistema di gestione per la qualità) o la OHSAS (il sistema di gestione della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro) oppure ancora la ISO (sicurezza delle informazioni). Infine per il livello Avanzato è possibile associare al livello base i due sistemi di gestione ISO 9001 e OHSAS assieme e la ISO L Istituto di vigilanza che richiede, oltre alle specifiche certificazioni previste dal Decreto, anche quelle relative ai sistemi di gestione può ottenere un ottimo rapporto prezzo-prestazioni grazie alla condivisione di numerosi principi ed in definitiva una riduzione dei costi e dei tempi di audit. Oltre allo specifico servizio di certificazione a fronte delle norme appena citate, Certiquality offre un servizio di ispezione volto a valutare la conformità al decreto n. 269/2010. Tale servizio permette all Istituto di vigilanza di ricevere uno specifico report e un certificato di ispezione che rappresenta a tutti gli effetti una dichiarazione riguardante lo stato di conformità rispetto al decreto stesso; è un servizio che ritengo di particolare rilevanza se pensiamo all obbligo del rispetto dei requisiti previsti dal Decreto per le diverse tipologie di centrali operative. I provvedimenti del Governo in materia di semplificazioni stanno valorizzando le certificazioni di rispondenza alle normative volontarie sulla qualità tipo ISO Quali potrebbero essere gli effetti positivi per gli istituti di vigilanza in possesso di certificazioni appropriate? Il DM prevede, come già detto, che gli Istituti di vigilanza privata debbano acquisire la certificazione di qualità secondo la norma UNI 10891, mentre gli Istituti di vigilanza che operano con una centrale operativa ed in determinati ambiti territoriali devono essere conformi alla norma UNI Tali certificazioni sono perfettamente integrabili con i sistemi di gestione ISO 9001 e OHSAS 18001, pertanto i vantaggi che derivano dal possesso di queste certificazioni sono maggiori garanzie per i clienti clienti in merito alla capacità dell organizzazione di rispettare gli accordi contrattuali, maggiori opportunità di concorrere in aste pubbliche e quindi maggiori chance di aggiudicazione, referenze riconosciute a livello internazionale. La Norma OHSAS (Occupational Health and Safety Assessment Series) definisce i requisiti di un Sistema di gestione della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, attraverso la certificazione di tale Sistema è possibile l identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi per l ambiente di lavoro, lo sviluppo di metodi per controllare i pericoli ed i rischi, a tutela di lavoratori e datori di lavoro è pienamente compatibile anche con lo standard ISO per i Sistemi di gestione ambientale. Le aziende certificate secondo queste norme possono dotarsi di un sistema integrato che comprende tutti i principali sistemi di gestione aziendale. 84 essecome maggio 2012

85 News & News La svedese Securitas si rafforza nel mercato della sicurezza in Spagna Valencia. Securitas AB ha acquistato Chillida Sistemas de Seguridad, la società di sicurezza che nel 1978 aveva organizzato la prima centrale di gestione allarmi operante in Spagna. Con un fatturato di circa 30 milioni di euro e circa 200 dipendenti, Chillida opera in tutto il paese fornendo sistemi di sicurezza, monitoraggio ed assistenza tecnica al sistema bancario, catene retail, gruppi industriali, pubblica amministrazione e privati, presentandosi con un trend di crescita stabile, un approfondita conoscenza delle soluzioni di sicurezza ed un ottima reputazione sul mercato. L operazione, perfezionata lo scorso 1 aprile, rappresenta un importante tassello nella strategia di sviluppo del portafoglio clienti di Securitas. Alf Göransson, presidente e ceo di Securitas AB, ha infatti affermato che, con l acquisizione di Chillida Securitas ha rafforzato la propria posizione nel mercato combinato dei sistemi tecnologici e dei servizi di guardiania, creando un hub tecnologico che porterà valore aggiunto alle future operazioni del gruppo in Spagna e Portogallo. Con addetti operanti in oltre 50 Paesi in Europa, America del Nord, America Latina, Medio Oriente, Asia ed Africa, la svedese Securitas è leader mondiale nella sicurezza, fornendo ogni soluzione alle esigenze di tutti i clienti, dal piccolo negozio ai grandi aeroporti. Il deal è stato seguito da Global M&A, il network internazionale rappresentato in Italia da Cross Border, che nel 2006 e 2007 aveva curato le transazioni di IVRI ed Axitea e nel 2010 aveva assistito Elvox (gruppo Vimar) nella joint venture con Arteco IVS. Silverio Davoli, partner di Cross Border ci ha dichiarato che l acquisizione di Chillida da parte di Securitas AB conferma la strategia di integrazione verticale tra monitoraggio e installazione in atto a livello mondiale nel mondo della sicurezza. Rapporto Federsicurezza: FAtturato della vigilanza PRIVAta fermo a 2,7 mld Roma. Il rapporto Federsicurezza 2012 sulla sicurezza privata in Italia parla di un fatturato totale annuo di 2 miliardi e 700 milioni di euro, senza variazioni rispetto agli scorsi anni; in leggero aumento il numero degli Istituti di Vigilanza (966), soprattutto al centro (+14,4%) che ha compensato il calo del Nord (-4,5%) e del Sud (-1,1%); in diminuzione il numero delle guardie giurate (poco più di 44mila unita ); 1/3 delle imprese ha il bilancio in rosso, mentre solo per il 44% delle aziende gli utili superano i 50mila euro; in leggera crescita (+8%) le imprese fino a 16 dipendenti, mentre calano di poco le Pmi (-4%); è evidente il ricorso ad una forte esposizione finanziaria (quasi il 50% delle risorse utilizzate per finanziare l attività d impresa); i costi del personale assorbono in media quasi il 70% del costo totale della produzione e del fatturato. Sempre secondo il rapporto, l Italia è ultima in Europa nel rapporto tra guardie private e popolazione (1 addetto ogni 1378 abitanti rispetto ad una media europea di 1 guardia ogni 472 abitanti). Il rapporto commenta Luigi Gabriele, presidente di Federsicurezza - mette in evidenza la necessita di una maggiore attenzione e di una riflessione più approfondita sul settore della sicurezza complementare che sta vivendo un periodo difficile a causa della contrazione del mercato, degli alti costi di gestione, della forte esposizione finanziaria, della difficoltà ad attrarre investimenti. Inoltre, l adeguamento alla nuova normativa implica uno sforzo organizzativo, gestionale e finanziario da parte delle imprese del comparto non indifferente, ma che consentirà la razionalizzazione, la trasparenza e la modernizzazione dei servizi offerti. maggio 2012 essecome 85

86 Inter vista La qualità e la specializzazione al centro del servizio: Securitas Metronotte a cura di Paola Di Biasi Securitas Metronotte è una società leader nel settore, con sedi dislocate in tutto il territorio italiano, 1800 dipendenti ed un fatturato annuo di 100 milioni di euro. Il titolare, Andrea Zanè, classe 1980, rappresenta la terza generazione di una famiglia da sempre attiva nel settore della sicurezza privata, individuale e d impresa. Cresciuto insieme alla sorella Raffaella a pane e vigilanza, ora affianca il padre nella conduzione dell azienda. L abbiamo incontrato per capire quali sono i progetti, le aspirazioni e i cambiamenti che un giovane imprenditore di un settore in continua evoluzione vorrebbe apportare in questo difficile momento storico. Dottor Zanè quali sono, secondo lei, i requisiti che deve possedere un impresa di sicurezza nell attuale mercato? C è un punto di partenza da cui dovremo ripartire tutti: la qualità del servizio. Questo concetto è in questo momento al centro del mio lavoro; su questo sto puntando, anche per distinguermi da una concorrenza sempre più spietata. Il settore non è ancora pronto per una tecnologia troppo innovativa: dobbiamo lavorare sui servizi che abbiamo, e primo fra tutti il customer care, o meglio la capacità di puntare su una vera e propria attività di gestione del cliente, di cui dobbiamo letteralmente prenderci cura. In che modo sta portando avanti questo progetto? Sicuramente le attività di customer care devono essere pianificate per poi esser sviluppate al meglio. L idea di base è quella di costruire una organizzazione aziendale customer driven, orientata al cliente, coinvolgendo dalla prima all ultima tutte le risorse umane, perché direttamente o indirettamente tutti entrano in contatto con il cliente. Due i punti su cui un leader d azienda, a mio avviso, dovrebbe lavorare: le risorse interne e i clienti. Diventa necessario a questo punto possedere tutta una serie di caratteristiche, tra le quali saper ascoltare, incoraggiare il lavoro di gruppo e un buon livello di comunicazione, delegare le responsabilità, richiedere e riconoscere le eccellenze incentivandole, richiedere e favorire il feed back, essere sempre aperto a nuove idee e miglioramenti, essere corretto nelle proprie relazioni, incrementare la lealtà. È evidente che credo molto nei rapporti umani all interno delle mie aziende. Viene stimato che 2/3 dei posti di lavoro per guardie giurate saranno sostituiti nei prossimi 2-3 anni da prestazioni effettuate da personale disarmato, peraltro in possesso di requisiti professionali idonei a soddisfare le esigenze dell utenza. Il suo Gruppo come si é organizzato per affrontare questo cambiamento? Il piantonamento fisso armato sarà sicuramente sempre più sostituito da questa figura, che viene 86 essecome maggio 2012

87 Inter vista definita di portierato, ma che non possiede professionalmente un profilo ben preciso. Mi spiego meglio: ad oggi noi non abbiamo alcuna tipologia di contratto che rappresenti la categoria. Non abbiamo un contratto di riferimento che individui un ruolo pertinente nel panorama della vigilanza privata e che vada quindi a tutelare il lavoratore e l azienda. Questo settore, attualmente, si ritrova in balia della fantasia di alcuni imprenditori che utilizzano il servizio non armato per poter scegliere il contratto più conveniente per l azienda, senza tener conto di un etica professionale che solo un contratto mirato potrebbe tutelare. Credo che per poter investire nell ottica dello sviluppo di un settore che, a mio avviso, ha grandi potenzialità, si renda necessario, più che un appendice al contratto nazionale di guardie giurate, la nascita di un vero e autonomo contratto di riferimento. Ad oggi, in queste condizioni, investire nel piantonamento non armato diventa sempre più rischioso e fino a quando non verrà attuato questo cambiamento, a mio avviso, diventa difficile pensare uno sviluppo sostanziale con investimenti ingenti. Le guardie giurate saranno impiegate in servizi di sicurezza ad alto livello, meno numerosi ma più qualificanti per le imprese e gli operatori stessi: porti, aeroporti, stazioni ferroviarie rappresentano un segmento in cui Securitas vanta una leadership consolidata. Il gruppo ha sempre creduto in questa particolare tipologia di servizi, detti ad alta specializzazione. È qui dove si vede effettivamente la differenza. Al contrario di una vigilanza che può dar spazio anche a società neo-costituite o che comunque non sono in possesso dell esperienza necessaria, la sicurezza ad alto livello premia la qualità, l esperienza, la professionalità e la serietà. Caratteristiche che vengono rispecchiate dalla richiesta da parte del cliente di determinati e ben precisi requisiti, su cui non è possibile transigere. La normativa internazionale e nazionale in materia di sicurezza aeroportuale e portuale va a regolare tutta quella serie di controlli che vanno dall imbarco dei passeggeri alla sicurezza dei bagagli, della merce, della posta e del catering. Le procedure sono molto rigide, come è giusto che sia. Dobbiamo tener conto del fatto che in queste particolari realtà non si tratta di vigilare un bene o un immobile, ma di salvaguardare l incolumità del passeggero, della persona. Con questo non voglio assolutamente fare distinzioni, ma non possiamo non tenere in considerazione che affidandoci questi servizi ci viene affidata la sicurezza di migliaia di persone che transitano ogni giorno in questi luoghi. Quali sono i vostri progetti futuri? È un settore che, per le motivazioni che ho appena enunciato, non può che renderci orgogliosi. Continueremo sicuramente a crederci: rinnovandoci, investendo in corsi di formazione e aggiornamento, cercando di essere all avanguardia e offrendo un livello di specializzazione adeguato ad un mercato forse di nicchia, ma molto coinvolgente. Abbiamo creato un nucleo di unità cinofila antiesplosiva, utilizzando cani che hanno superato tutte le prove di sicurezza internazionali. Siamo, credo, l unica società ad offrire questo servizio. Questo è un segnale tangibile di quanto il gruppo creda e investa in questi servizi, cercando di avvicinarsi il più possibile a quelle garanzie che un nucleo speciale delle forze dell ordine può garantire. Senza avere la presunzione di sostituirle, cerchiamo di affiancarle, mirando ad offrire un livello di professionalità sempre più elevato. maggio 2012 essecome 87

88 Sce nari A ben guardare, tutto è sicurezza di Paolo Laganà La recente tragedia della Costa Concordia, naufragata davanti all isola del Giglio nel gennaio di quest anno, ci porta a diventare, per un poco, filosofi e psicologi ma, tranquilli, parliamo sempre di sicurezza. Se il ricordo non ci viene meno (i tempi del Liceo, purtroppo, sono assai lontani ) Aristotele, nella Grecia della prima forma di democrazia, teorizzò il concetto che la società civile nasce proprio dal bisogno dell uomo di vivere in un contesto sicuro per sé e per i propri cari. Del resto, la necessità di un esistenza, per quanto possibile, tranquilla, ci dicono gli psicologi, è connaturata alla stessa indole umana, ma anche a quella animale. È per questo che si costruiscono nidi e tane; è per questo che i nostri progenitori idearono le palafitte circondate dal primo sistema di controllo accessi, l acqua; è per questo, e torniamo all oggi, che noi mettiamo le telecamere e i sensori perimetrali, le sirene e gli allarmi, intorno a ciò che vogliamo proteggere. Perché sicurezza vuol dire dormire sonni tranquilli, una necessità, come abbiamo visto, addirittura ancestrale e connaturata nel nostro animo e che, oggi, viene assistita dalle tante tecnologie a disposizione. Una nave da crociera, quindi, così come un albergo, non può permettersi di prescindere dalla sicurezza. Anche se non viene, di solito, propagandata nei depliants, che puntano più sul comfort o sul lusso, vero o presunto. Eppure, e lo sappiamo bene, la sicurezza di cui noi ci occupiamo a livello tecnico è talmente importante da essere, da diverso tempo, nella mente del Legislatore, il quale ha emanato, e continua ad emanare, una serie di regole e normative a garanzia, possiamo ben dirlo, della nostra vita. Peccato, però, che, troppo spesso, le leggi vengano disattese o inattuate. Per limitarsi ad uno solo tra i mille esempi che potremo fare, la famosa normativa del lontano 1994 che prevede che tutte le strutture turisticoalberghiere con più di 25 posti letto si adeguino alle legislazioni antincendio e alle disposizioni di prevenzione, dai e dai, è stata prorogata alla fine di quest anno, ma non è ancora detta l ultima parola. Doveroso, si dirà, che esistano i sistemi antincendio negli alberghi, così come i sistemi di controllo delle rotte o di segnalazione falle in quella specie di hotel di extralusso galleggianti che sono le navi da crociera. Sì, doveroso, però siamo in Italia, non si può dimenticare, e, quindi, cerchiamo di aggirare le regole e le normative, anche quando riguardano, appunto, una necessità primordiale come la sicurezza. Siamo pazzi? Oh, no di certo. Siamo troppo furbi? Beh, un po persiste, questa forma mentale di trovare l inganno in ogni legge fatta, salvo poi piangere le proverbiali lacrime di coccodrillo e richiedere strette ancora più severe. Ovviamente, questo concetto vale per i sistemi di sicurezza delle navi, degli alberghi, delle case, dei cosiddetti siti a rischio. Ci potrebbe confortare, a proposito di questi ultimi, sapere che Frost&Sullivan ha stimato che gli investimenti complessivi per la sicurezza civile in Italia supereranno quota 1.60 miliardi di euro entro il 2015, parlando, fra l altro, proprio di ammodernamento 88 essecome maggio 2012

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90 Case History Ridurre i picchi di consumo: la smart grid di Honeywell per la zona ovest di Londra di Annalisa Coviello L esigenza Il problema dei picchi di consumo energetico è ormai diventato una vera e propria emergenza, in particolare nelle aree industriali. Vi presentiamo, quindi, a seguire, un progetto molto particolare di smart grid sviluppato da Honeywell (www.honeywell.com) nato proprio per collegare 30 edifici commerciali e industriali nella Valle del Tamigi, nella zona ovest di Londra, in modo da ridurre il consumo di energia elettrica in generale e, in particolare, nelle ore in cui si registrano maggiormente i picchi di consumo. Vale la pena di ricordare che gli edifici, oggi, rappresentano oltre il 70 per cento dei consumi di energia elettrica a livello mondiale e che l alternativa possibile, per eliminare il problema dei picchi, sarebbe di sostituire o rafforzare le sottostazioni, i cavi elettrici e le apparecchiature connesse, il che richiede un notevole investimento di capitale e, fra l altro, nuove costruzioni in aree urbane già di per sé molto affollate. La soluzione Il progetto in questione fa parte di un programma da 30 milioni di sterline che si chiama New Thames Valley Vision che è stato di recente assegnato all SSEPD (Scottish and Southern Energy Power Distribution). La soluzione Honeywell si basa sulla tecnologia auto DR, o risposta automatica alla domanda. Il sistema consente alle utilities dell energia elettrica di ridurre automaticamente il consumo durante i periodi di picco della domanda, facendo, così, calare il carico sulla rete elettrica. I gestori degli edifici lavorano con esperti di energia proprio per sviluppare strategie di consumo atte a diminuire l utilizzo di energia, le bollette e le emissioni inquinanti nell atmosfera. Nello stesso tempo, si alleggerisce la congestione della rete causata dalla domanda crescente e la pressione sui dispositivi di trasmissione e distribuzione, creando una rete veramente intelligente, robusta e agile. Il sistema si basa su diverse tecnologie, tra cui quelle offerte da Honeywell-Akuacom e Tridium (www.tridium.com), per il collegamento tra gli edifici e la rete a bassa tensione della utility. Le due tecnologie, infatti, sono in grado di interagire con qualsiasi sistema per edificio, perché basate su uno standard aperto e universalmente riconosciuto. Il server Demand Response Automation (DRA) Akuakom consente al fornitore di energia di avvisare il cliente nel momento in cui si prevede un picco o si crea una congestione di rete. In ogni edificio, poi, è stato posizionato, come controller, un JACE, basato sulla piattaforma Niagara AX di Tridium. 90 essecome maggio 2012

91 Case History Il JACE (acronimo di Java Application Control Engine) è un dispositivo per il controllo real-time, la supervisione e la gestione di sistemi di controllo attraverso la rete Ethernet che opera come gateway tra uno o più bus di campo (BACnet, LONWORKS, KNX, MODBUS, Mbus, DALI, Z-Wave, ZigBee e altri) e una rete Ethernet; il Web Server integrato al suo interno può servire via IP pagine grafiche con lo stato sempre aggiornato dei dispositivi collegati. Queste pagine sono visualizzate utilizzando un browser come Netscape Navigator o Internet Explorer, senza la necessità di ulteriori SCADA. I JACE possono anche comunicare tra loro in modalità punto-punto oppure attraverso una rete LAN o WAN, formando una rete di dispositivi che condividono le informazioni acquisite dai bus su una comune piattaforma NIAGARA. Nello specifico di questa soluzione, il JACE consente di applicare le strategie di riduzione dei consumi adeguate durante i periodi di picco. In pratica, il dispositivo raccoglie i segnali che provengono dal DRA, comunica con il sistema di gestione dell edificio e, quindi, partono le strategie che sono state preimpostate dall energy manager, tipo spegnere determinate luci o i macchinari e i dispositivi che, al momento, non servono. I benefici La soluzione Honeywell, oltre a ridurre il rischio dei picchi di energia e dei possibili black out, consente, ovviamente, la gestione completa del risparmio energetico e, quindi, la diminuzione dei consumi e la drastica riduzione delle emissioni inquinanti, nello specifico, di diossido di carbonio, proprio in una zona ad elevata industrializzazione. Con questa soluzione, è stato provato, un edificio commerciale può arrivare a risparmiare fino al 45% dei consumi elettrici durante le ore di picco e, nel momento in cui tutto sarà a regime, l utility inglese risparmierà in erogazione di energia circa 10 megawatt. Inoltre, la tecnologia auto DR permette ai gestori dell energia di connettersi in maniera innovativa con i propri clienti e la sua flessibilità consente di risolvere numerosi problemi, da quelli della congestione della rete all intermittenza, alla micro generazione. Honeywell offre anche servizi di consulenza e di progettazione per aiutare i clienti a sviluppare le proprie strategie di autoriduzione dei consumi con il minimo impatto possibile per ciò che riguarda l efficienza del sistema edificio o del capannone industriale. maggio 2012 essecome 91

92 News & News Mylos. Home e building automation in tutta sicurezza Mylos è il nuovo sistema integrato per la home e building automation di ABB ricco di funzioni, ampiamente flessibile e capace di soddisfare ogni esigenza di stile. Con Mylos è possibile allestire sia l impianto elettrico per un piccolo ambiente domestico, sia un complesso sistema di building automation per grandi edifici del settore terziario. Mylos dialoga con DomusTech, il sistema certificato antintrusione di ABB a tecnologia wireless in radiofrequenza. Grazie all ampia gamma di sensori e rilevatori specifici, la sorveglianza e la protezione degli immobili sono complete, sia per quanto riguarda l antintrusione, sia rispetto ai rischi di fughe di gas, allagamenti e presenza di fumo. Con il sistema integrato Mylos possono essere realizzate estese applicazioni di building automation a standard internazionale KNX nei più diversi tipi di edifici, anche quelli che richiedono una gestione complessa degli impianti tecnologici per massimizzare l efficienza energetica, garantendo contemporaneamente sicurezza e condizioni ottimali di comfort sul lavoro. Per maggiori informazioni: RE+build: innovare la rigenerazione immobiliare Riva del Garda (Tn). RE+build è una convention nazionale sulla riqualificazione e gestione sostenibile dei patrimoni immobiliari. L evento, che si svolgerà dal 17 al 19 settembre 2012 presso il Palazzo dei Congressi di Riva del Garda, è promosso da Habitech, Progetto Manifattura e Riva Fiere e Congressi. Il tema della riqualificazione, gestione e conduzione ecosostenibile del patrimonio edilizio sta assumendo sempre di più il ruolo di priorità dominante nel mercato delle costruzioni. Nei prossimi anni costituirà il segmento più dinamico dell intero mercato edilizio. Creare una comunità di interessi e competenze sui temi della sostenibilità, per la condivisione di esperienze reali, offrendo un luogo privilegiato di incontro e confronto per mettere in comune metodi, strumenti, best practices e trovare soluzioni integrate. È quanto si propone RE+build che, all interno dell ampio dibattito aperto da più fronti e da più soggetti sul tema del green building e della riqualificazione del patrimonio edilizio, vuole essere uno strumento concreto, basato su analisi tecniche e finanziarie, per dare impulso al mercato portando con sé le positive esperienze del Trentino Alto Adige, in quanto laboratorio prototipale per la sostenibilità. Un evento dedicato alla promozione di progetti, buone prassi, collaborazioni tra tutti gli attori interessati e impegnati nello sviluppo di prodotti e soluzioni finanziarie che favoriscano la riqualificazione energetico-ambientale del patrimonio edilizio. Seminari ed eventi collaterali permetteranno ai partecipanti di entrare in contatto con personalità di rilievo internazionale che apporteranno contenuti innovativi e testimonianze originali in tema di riqualificazione sostenibile del patrimonio edilizio e territoriale. Il programma prevede iniziative rivolte ad architetti, progettisti, operatori del real estate e dei fondi di investimento immobiliari, Energy Service Companies, banche commerciali e casse di credito cooperativo, nonché pubbliche amministrazioni e associazioni di categoria. Attuatori modulari per tapparelle/veneziane per sistemi KNX Sesto San Giovanni (Mi). ABB propone la nuova gamma JRA/S di attuatori modulari per tapparelle/ veneziane per il settore domotica e building automation, a standard internazionale KNX, offrendo nuove soluzioni orientate al comfort, al risparmio energetico e a semplificare sensibilmente il lavoro di installatori e di System Integrator. La nuova serie di attuatori per sistemi ABB i-bus KNX, completamente rinnovata e ampliata nelle funzionalità e prestazioni rispetto alla precedente versione JA/S, si suddivide in tre tipologie, di cui la terza completamente nuova e più performante: standard, comando manuale locale e comando manuale locale con rilevamento automatico del tempo di corsa della tapparella/veneziana. Tutte le versioni sono composte da dispositivi a 2, 4 e 8 canali a 230Vc.a., mentre la tipologia più performante presenta anche il modello da 4 canali a 24Vc.c. I nuovi attuatori, oltre alle funzioni principali come comando su/giù, stop/regolazione delle lamelle, memorizzazione della posizione, chiusura/apertura in funzione di condizioni climatiche meteo critiche, controllo automatico della protezione solare, consentono la rilevazione del tempo di corsa della tapparella/veneziana, effettuata tramite la misurazione 92 essecome maggio 2012

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94 Sce nari MCE 2012 tiene a battesimo BACnet Italia: integrazione, formazione e cloud tra le priorità dell associazione di Annalisa Coviello Alla 38 Mostra Convegno Expocomfort, che si è tenuta a Milano nell ultima settimana di marzo è stata presentata la nuova Associazione BACnet Italia, il cui atto fondativo è imminente. Essecome c era: vi raccontiamo come il protocollo di comunicazione BACnet può essere davvero determinante nell integrazione dei diversi sistemi dell edificio. Partendo, perché no, proprio dalla sicurezza e arrivando a comprendere tutti i sistemi per l automazione, come HVAC, per cui BACnet è nato, illuminazione, controllo accessi per finire con quello che ad oggi è una necessità: l energy management. La conferenza stampa si è tenuta nello stand collettivo BACnet Italia, dove dieci aziende leader del settore hanno presentato i loro dispositivi e le loro soluzioni per l automazione di edificio. Si tratta di grossi nomi, come ABB, ALERTON, CAREL, DELTA CONTROLS, CARLO GAVAZZI, KIEBACK&PETER, ELESTA, MBS, SAIA BURGESS e WAGO. Perché, quindi, BACnet? Lo hanno spiegato i numerosi relatori della conferenza stampa. Antonio Catalano, presidente di Delta Controls Italy (www.deltacontrols.com) ha ripercorso il cammino che, dall ormai lontano 2008, ha portato alla nascita dell Associazione BACnet Italia, oggi forte di 14 aziende. Un associazione, come ha notato Stefano Capello, Sales Manager Italy di Saia-Burgess Milano (www.saia-controls.it), che non ha un grande sponsor, ma nasce proprio da un azione collettiva di tante aziende che credono in un approccio non più proprietario, ma multivendor che porti alla reale integrazione sul mercato di tutte quelle soluzioni che compongono il mosaico dell automazione di edificio, grazie a un protocollo robusto, consolidato e standard come è, appunto, BACnet. Marco Nava, Direttore Generale di Kieback&Peter Italia, (www.kieback-peter.de/it-it) ha utilizzato parole che a noi che ci occupiamo di BMS all interno di Essecome piacciono davvero molto e che i nostri lettori, ormai, hanno sentito fino allo sfinimento. Integrazione, interoperabilità, intercambiabilità, apertura. Per ciò che riguarda l integrazione, il paragone presentato dall ingegner Nava è particolarmente 94 essecome maggio 2012

95 Sce nari calzante. Pensiamo per un attimo a quello che succede con gli immigrati. La nostra realtà è fatta di persone che vivono in realtà e culture diverse. Per una vera integrazione, il primo, indispensabile passo è che queste persone possano comunicare le une con le altre, parlando lo stesso linguaggio. Altrimenti, è necessario un traduttore, ma già Umberto Eco sosteneva, con ragione, che non sempre tradurre significa dire la stessa cosa. Lo stesso discorso vale nella building automation, dove si trovano dispositivi che provengono da produttori diversi: o parlano lo stesso linguaggio, oppure è necessario un interfacciamento, un gateway. BACnet è uno standard, dunque un linguaggio comune nell automazione, e garantisce l interoperabilità. Ha ottenuto la conformità ASHRAE/ANSI, è prestandard europeo ed è in via di approvazione la standardizzazione ISO, che è universale. Anzi, BACnet è già conforme alla normativa ISO , la linea guida per l automazione di edifici. Risulta così più facile realizzare un impianto, ci sono più risorse sul mercato, perchè si può scegliere il dispositivo ad hoc e proprio questa intercambiabilità rappresenta, alla fine, una protezione dell investimento e un supporto basilare per le espansioni future. È in tale contesto che la neonata associazione svolge un ruolo chiave, per informare e divulgare tutte le diverse soluzioni interoperabili e vendor independent che sono, nello stesso tempo, future proof, visto che se si sceglie una soluzione aperta, si sceglie anche la tecnologia più all avanguardia e suscettibile di ulteriori sviluppi. Frank Schubert, Head Sales and Marketing di MBS (www.mbs-software.de) è un antesignano del protocollo BACnet. Il suo primo progetto, infatti, risale al 1997, per l automazione del Parlamento Tedesco. Proprio di recente, il 13 marzo, la sua azienda è diventata un laboratorio di test accreditato per i test di conformità dei prodotti BACnet. Particolarmente interessante l intervento di Salvatore Cataldi, General Manager di ESAC (www.esacsrl. com), un nome, e un azienda, che forse i nostri lettori ricorderanno. Proprio agli albori di questa sezione BMS di Essecome, nel 2006, parlammo con lui di BACnet e delle prospettive di questo protocollo per l automazione di edifici. ESAC, peraltro, è stata la prima azienda italiana ad aver partecipato al BIG-EU, BACnet Interest Group Europeo (www.big-eu.org). Cataldi ha parlato di BACnet nella nuvola per edifici a energia zero, in pratica, le nuove prospettive che il cloud computing, con la sua condivisione delle risorse su base pay per use, apre per l automazione di edifici, nello specifico, con BACnet. Il sistema di BAS oggi può sfruttare l offerta SaaS (software as a service) del cloud per ottimizzare le risorse, avere un impatto ambientale ridotto e incrementare l efficienza dell installazione. Proprio tramite il cloud si può gestire l energy management, ma anche la sicurezza e l HVAC. In tale contesto, BACnet, essendo standard, copre tutte le funzionalità, riduce il middleware e garantisce, nello stesso tempo, l interoperabilità e la semplicità di utilizzo, perché tutto viene connesso tramite IP. Luca Bonadonna, energy manager dell ASL Torino 3, ha parlato infine dell applicazione di BACnet in ambito ospedaliero. Al momento sono stati integrati i sistemi di termoregolazione e antincendio di due ospedali, ma si tratta di un work in progress. Vogliamo però aggiungere ancora un annotazione importante: l Associazione si propone di curare in modo particolare l aspetto della formazione, come peraltro è stato fatto già in passato, con iniziative che, passando dall ABC di BACnet, arrivino a fornire agli utilizzatori la conoscenza dello standard, delle attività e delle soluzioni possibili, in sinergia con il BIG-EU. maggio 2012 essecome 95

96 Sce nari Deutsche Messe e Fiera Milano danno vita a TPA Italia. Nasce una nuova fiera per trasmissioni di potenza e automazione a cura di Caterina Zarpellon La Deutsche Messe di Hannover e la Fiera Milano estendono la loro collaborazione e danno vita a TPA Italia, una nuova rassegna professionale dedicata alla trasmissione di potenza oleoidraulica, pneumatica, meccanica e tecnica dell azionamento. Un evento che mira a diventare un appuntamento di notevole rilievo per gli specialisti del settore e che debutterà ufficialmente nel panorama fieristico internazionale nel maggio del 2014, a Rho, all interno degli spazi espositivi di Fiera Milano. La società Deutsche Messe -realtà leader a livello europeo e mondiale nell ambito delle esposizioni - e il polo Fiera Milano sono partner dal 2008 nella joint venture HM Global, fondata proprio con l obiettivo di creare una sinergia votata allo sviluppo dell attività espositiva nei grandi mercati extraeuropei. Da oggi, con la nascita del nuovo salone tecnico TPA, questa alleanza italo - tedesca viene estesa, per la prima volta, all organizzazione di un evento tecnico sul continente europeo. TPA Italia assommerà infatti il meglio delle proposte espositive delle due società promotrici, acquisendo da un lato la leadership e il prestigio conquistati dal polo fieristico di Hannover con MDA, la biennale dell azionamento e della fluidotecnica che si tiene nell ambito della Hannover Messe, dall altro facendo tesoro dell esperienza maturata da Fiera Milano con Fluidtrans Compomac e Mechanical Power Transmission & Motion Control. Il risultato sarà un iniziativa senza precedenti, con un format completamente nuovo: TPA Italia, che avrà una cadenza biennale, sarà la prima mostra di Hannover Messe portata da Deutsche Messe 96 essecome maggio 2012

97 Sce nari in un Paese dell Unione Europea. Le ragioni di questa scelta strategica sono state chiaramente illustrate da Andreas Gruchow, membro del Cda della Deutsche Messe AG. «Con la MDA di Hannover e con la PTC ASIA di Shanghai organizziamo le due maggiori e più importanti fiere di tecnica dell azionamento e di fluidotecnica nel mondo - ha affermato il referente della società tedesca -. Metteremo a frutto la competenza e i contatti internazionali acquisiti per creare, con Fiera Milano, nostro partner ormai da anni, una fiera leader nel sud dell Europa». In questo modo, come ha rilevato Gruchow, Deutsche Messe intende infittire ulteriormente le maglie della sua rete tematica mondiale, allestendo per le aziende del settore una nuova piattaforma altamente professionale proprio nel cuore dell area a forte sviluppo industriale di una delle nazioni industriali leader d Europa. «I produttori italiani di componenti e sistemi di trasmissioni di potenza fluida e meccanica sono tra i primi al mondo - ha sottolineato poi l amministratore delegato di Fiera Milano Enrico Pazzali - TPA Italia sarà uno strumento fieristico all altezza delle loro esigenze di sviluppo, una piattaforma efficacissima di contatti e business, di aggiornamento tecnologico continuo e innovazione». «Anche per Fiera Milano - prosegue Pazzali - TPA Italia ha un grande valore; essa rappresenta un altro significativo passo avanti sulla strada dell internazionalizzazione ed è la naturale evoluzione di Fluidtrans Compomac e Mechanical Power Transmission & Motion Control. Un evoluzione che siamo felici di aver potuto mettere a punto grazie alla collaborazione dei nostri partner tedeschi e che, ne siamo certi, sarà giustamente apprezzata dagli addetti ai lavori». A confermare e ad innalzare ulteriormente l elevato livello qualitativo dell expo, si aggiungono anche una serie di importanti patrocini per TPA Italia, che potrà contare sul supporto in ambito contenutistico e concettuale di importanti associazioni italiane di categoria, come la Assofluid e la Assiot. La manifestazione inoltre sarà completata e arricchita da un fitto programma di eventi collaterali alla parte puramente espositiva e pensati per assicurare il trasferimento delle conoscenze. maggio 2012 essecome 97

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