GIOCO ERGO SUM 2. Associazione Giochi e Società. Roma, Febbraio 2012

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1 GIOCO ERGO SUM 2 Associazione Giochi e Società Roma, Febbraio 2012

2 Indice 1. Gioco ergo sum (2) pag Le Italie del gioco pag Il back office del sistema gioco pag La filiera produttiva e distributiva del settore pag Gli attori della filiera : i concessionari pag Gli scenari pag A breve periodo pag Nel medio-lungo periodo pag. 36 Addendum: gli highlights sulla comunicazione pag. 38 2

3 1 - Gioco ergo sum (2) 1. Nel rapporto Gioco ergo sum 1 raccontavamo di un comparto gioco in piena salute: crescita a due cifre, innovazioni continue di prodotto, aziende di settore in espansione, aumento significativo dell occupazione specialmente per profili professionali di gamma alta, buon livello di contrasto all illegalità ma naturalmente con alcune domande che più o meno suonavano così sino a quando? Ci sarà a breve un punto di flessione? La crisi impatterà sugli stili di consumo? Ecc.. 2. Sono trascorsi due anni ma il quadro di riferimento è rimasto assolutamente immutato. La crescita dei volumi di giocato - nel 2011 si sono giocati 76,6 miliardi di euro contro i 60,9 del 2010 (+25,7%) - sospinta in alto anche dall incremento della quota di payout (passata dal 72,1% al 77,0%), ha continuato a macinare incrementi a due cifre. Il mercato non ha conosciuto alcuna flessione negli ultimi 36 mesi, forse solo arbitraggi tra prodotti diversi, il segmento skill si è arricchito di nuovi prodotti di immediato successo, anche il comparto luck ha innovato la propria gamma d offerta con l introduzione di nuovi giochi. 3. L andamento del mercato dei giochi degli ultimi anni evidenzia essenzialmente tre elementi che ne hanno caratterizzato il percorso: il processo di regolamentazione degli apparecchi elettronici, che ha determinato l emersione di sacche 3

4 consistenti di illegalità; la prorompente innovazione dei prodotti e delle piattaforme che, se da un lato ha provocato un approccio multidiscplinare al gioco, dall altra ha favorito una targettizzazione del consumatore, sia in termini di profilo socio-culturale (maggiore/minore alfabetizazzione telematica), sia in ambito antropologico, dove prevale una fruizione ancorata alla tangibilità e alla immediatezza del risultato, come nel caso delle slot e delle lotterie istantanee. Infine, ma non meno significativo, l incremento della quota restituita agli scommettitori (payout) che ha favorito la crescita dei volumi di gioco e quindi del rigioco. 4. Il quadro di offerta (Fig. 1) nell ultimo biennio si è arricchito, nel quadrante luck-innovazione, di due nuovi prodotti, win for life e 10 e lotto, mentre il quadrante skill-innovazione, oltre alla andata a regime del poker a torneo, vede l introduzione di un nuovo prodotto, poker cash, che in poco più di sei mesi ha raggiunto risultati strabilianti (circa 4,6 miliardi di euro di raccolta). 4

5 Fig. 1 - Quadro d offerta al (prodotti secondo il posizionamento fortuna vs. abilità e giochi tradizionali vs. nuovi giochi) tradizione IV lotto I lotterie gratta e vinci tris scommesse sportive slot machine bingo scommesse ippiche totogol superenalotto totocalcio skill game Numero/ Fortuna win for live 10 e lotto poker cash Abilità/ Competenza vlt III innovazione II 5

6 5. L innovazione non ha riguardato solo la gamma dei prodotti ma anche le applicazioni tecnologiche che consentono: di monitorare l andamento del mercato; generare nuove opzioni di gioco (pensiamo al bingo a totalizzatore o al poker cash); modificare per alcuni versi lo stesso profilo ludens del consumatore. 6. Attraverso dinamiche di gratificazione non solo economica, i giochi, in particolare quelli a forte componente skill, sembrano in qualche modo alimentare un controverso senso di utilità contro le sollecitazioni ansiogene del mondo del lavoro attuale, in qualche caso surrogando (si veda la proliferazione dei giocatori-professionisti ) i tradizionali percorsi occupazionali. La teoria del ludus come ammortizzatore delle pulsioni, fa dunque capolino tra le tante possibili chiavi di interpretazione dell universo-gioco e delle sue complessità a livello psico-socio-antropologico. 7. Lo spread tra i giochi di fortuna e quelli di abilità, meno accentuato nel primo periodo del decennio, si normalizza negli ultimi due anni significativamente a vantaggio dei primi, dopo una fase fisiologica di assestamento che ha particolarmente interessato il comparto dell automatico a partire dal 2004 (Graf. 1). 6

7 Graf. 1 - Quote di mercato tra prodotti "Luck" e prodotti "Skill" nel periodo % 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% Skill Luck Fonte: elaborazione Censis Servizi su dati AAMS 8. Nondimeno, a consolidare il posizionamento del segmento luck su una quota pari all 82,1%, contribuiscono la cristalizzazione del betting sportivo e ippico con un calo di circa il 15% rispetto al e il dissolvimento di alcuni giochi a pronostico (totocalcio), compensati da una crescita esponenziale di giochi tipicamente skill (come il poker) che, pur alterando di poco la configurazione delle macro-aree fortuna/abilità e le relative quote di mercato, incide significativamente sull innalzamento del payout. La percentuale di vincite restituite al giocatore passa, 7

8 nell arco di sette anni, da un risicato 54% a un più corroborante 77,0%, rimbalzando di quasi nove punti percentuali in un solo anno ( ) a testimonianza dei benefici effetti prodotti dalla normazione del mercato (Graf.2). Incide fortemente nello strappo tra il 2010 ed il 2011, la crescita dei nuovi prodotti on-line (poker cash, poker a torneo) il cui payout oscilla tra il 90% ed il 97%. 80,0 75,0 70,0 65,0 60,0 Graf. 2 - Pay-out (% vincite su giocato) in serie storica ,1 69,8 67,9 68,7 65,7 63,2 77,0 55,0 54,5 50, PAY OUT Fonte: elaborazione Censis Servizi su dati AAMS 8

9 9. Nel quadro sostanzialmente piatto dei consumi familiari di lungo periodo non agevolati da una congiuntura economica favorevole - la spesa per il gioco subisce un impennata straordinaria a partire dal 2004, in coincidenza con un offerta pervasiva ma sicura e controllata dei prodotti, realizzando performances di valore assoluto e di continuità di trend difficilmente replicabili in altri comparti. Appare tuttavia molto riduttivo attribuire unicamente all aumento della proposta un parallelo incremento dei consumi. Gli indicatori ci restituiscono un quadro d insieme più complesso. Se, rispetto ai principali macroaggregati socio-economici Pil, consumi delle famiglie e tasso di occupazione la spesa per il gaming viaggia allineata, nella correlazione con il tasso di disoccupazione essa esprime un valore assolutamente negativo (Tab.1). Ciò può verosimilmente significare due cose: - che si gioca meno in presenza di minor reddito; - che si deve considerare un dirottamento significativo dei consumi di beni e servizi di necessità su generi più voluttuari quale il gioco d alea. Tale spostamento dei consumi non obbedisce soltanto a ragioni di natura economica ma postula una consistente domanda di opportunità legate all impiego del tempo libero e all evasione e all intrattenimento, il nuovo portato della 9

10 civiltà contemporanea che indica un variegato bisogno di compensare il disagio esistenziale tipico delle società postcapitalistiche. Si pensi, ad esempio, al poker, che si rivela sempre più un formidabile strumento di aggregazione con proprietà socializzanti e di sviluppo di senso di appartenenza, creando vere e proprie communities. Tab. 1 - Correlazioni tra volume di giocato nel 2010 e alcuni indicatori socio-economici PIL 0.87 CONSUMI DELLE FAMIGLIE 0.90 TASSO DI OCCUPAZIONE 0.54 TASSO DI DISOCCUPAZIONE Fonte: elaborazione Censis Servizi su dati Istat 10. Nell osservare l incidenza del gaming sui consumi totali delle famiglie (Graf.3), la forbice tra il giocato al netto delle vincite e quanto investito inizialmente restituisce una corretta dimensione della spesa effettiva.. Se l incidenza virtuale sui consumi è misurabile in circa 8,0 punti percentuali, la spesa reale si ferma all 1,86% 1, con una progressione, nell arco 1 Il valore del 2011 è stimato sulla base di dati AAMS e ISTAT 10

11 di tempo considerato ( ); il che porta a dedurre che la maggiore redditività genera per il consumatore un floating più accentuato. Graf. 3 - Incidenza del giocato (al netto delle vincite) sui consumi totali delle famiglie 2,00 1,90 1,80 1,78 1,80 1,86 1,70 1,60 1,50 1,40 1,37 1,36 1,45 1,59 1,30 1,23 1,20 1,10 1, Fonte: stima Censis Servizi su dati Istat e AAMS 11

12 2 Le Italie del gioco L osservazione dei dati a scala territoriale 2 restituisce una mappa del gioco in Italia, al lordo delle vincite (Tab. 2), dove si confermano alcune tendenze già registrate nel rapporto Gioco ergo sum del 2009 e alcune novità. Pavia si conferma al primo posto nella media procapite di spesa più alta, passando da euro del 2008 a del 2010, facendo così registrare un significativo + 19,8%. Al secondo posto nel ranking provinciale si piazza Teramo (quinta nel 2008), seguono Pescara (seconda nel 2008), Verbania-Cusio- Ossola (settima nel 2008) e la new entry Olbia Tempio (non presente nella classifica del 2008 poiché le province della Sardegna erano state escluse in assenza di dati disaggregati dei volumi di gioco per le 4 province di recente istituzione).in coda si confermano province del Mezzogiorno come Crotone, Enna, Agrigento e Caltanissetta con l aggiunta del Medio Campidano. Tra le grandi aree metropolitane, stabili Milano (che sale dal 13 all 11 posto) e Roma (dal 20 al 23 ). Scende di molte posizioni Napoli (dal 27 al 58 posto) mentre risale poco oltre la media Italia Torino con un giocato procapite di 940 euro (nel 2008 era sotto la media procapite nazionale). 2 I dati si riferiscono alla raccolta per il settore terrestre e non contemplano il giocato ondine e quelli eventualmente non ripartiti per singola provincia 12

13 Nel complesso, tra le prime 20 provincie del ranking, il Nord è particolarmente rappresentato con 9 provincie; segue il Centro con 6 ed il Sud con 5 (Teramo, Pescara, Olbia Tempio, L Aquila e Sassari). In realtà la presenza del Sud è supportata solo da due regioni (Abruzzo e Sardegna) che solo parzialmente possono ascriversi al Mezzogiorno in quanto presentano modelli di sviluppo e reddito differenti dalle altre realtà meridionali. 13

14 Tab. 2 - Il giocato procapite per provincia anno 2010 Provincia Giocato Pro capite 2010 Provincia Giocato Pro capite 2010 Provincia Giocato Pro capite 2010 Provincia Giocato Pro capite 2010 PAVIA PISTOIA TERNI AVELLINO 913 TERAMO VERCELLI CHIETI BIELLA 895 PESCARA LA SPEZIA NAPOLI VICENZA 873 VERBANIA FERRARA SALERNO PADOVA 850 OLBIA-TEMPIO LIVORNO MANTOVA CAGLIARI 848 SONDRIO VENEZIA GROSSETO REGGIO CALABRIA 846 ASCOLI PICENO REGGIO EMILIA ASTI CUNEO 846 L'AQUILA VARESE TRENTO TREVISO 846 LODI IMPERIA GORIZIA CATANIA 840 LATINA FORLI CESENA BARI LECCE 824 MILANO PARMA TARANTO CATANZARO 813 RIMINI MACERATA TRIESTE RAGUSA 810 MASSA CARRARA NOVARA VITERBO SIENA 805 FROSINONE BOLOGNA BENEVENTO 988 OGLIASTRA 805 SAVONA BOLZANO ANCONA 985 COSENZA 798 BERGAMO NUORO MESSINA 980 TRAPANI 794 SASSARI PESARO RIETI 975 VIBO VALENTIA 773 PRATO ISERNIA PORDENONE 969 BARLETTA-ANDRIA-TRANI 767 LUCCA ROVIGO PALERMO 967 SIRACUSA 763 BRESCIA VERONA AREZZO 959 POTENZA 751 PIACENZA AOSTA PISA 957 CARBONIA IGLESIAS 747 CREMONA MODENA MONZA E DELLA BRIANZA 949 FOGGIA 730 ROMA GENOVA ORISTANO 946 CALTANISSETTA 683 COMO ITALIA BELLUNO 944 MEDIO CAMPIDANO 604 RAVENNA CAMPOBASSO TORINO 940 AGRIGENTO 598 ALESSANDRIA PERUGIA MATERA 932 ENNA 585 CASERTA BRINDISI UDINE 928 CROTONE 533 FERMO LECCO FIRENZE 917 Fonte: elaborazione Censis Servizi su dati AAMS 14

15 Se si confrontano i dati a livello provinciale del 2010 con quelli del 2004 (Tab.3), si segnala un incremento sostenuto in cinque realtà meridionali: nella provincia di Isernia il giocato procapite è passato in sei anni da 228 a euro con una crescita del 391%. Poco meno hanno fatto registrare gli incrementi di Oristano (+369%), Avellino (+340%), Matera (+332%) e Potenza (+322%). Tab. 3 Le prime 5 province per variazione percentuale del giocato procapite. Anni Provincia GIOCATO PRO CAPITE 2004 GIOCATO PROCAPITE 2010 VARIAZIONE (valori%) ISERNIA 228, ,0 391,7 ORISTANO 201,7 946,4 369,2 AVELLINO 207,5 913,5 340,2 MATERA 215,4 932,1 332,7 POTENZA 177,5 750,5 322,7 ITALIA 425, ,0 154,8 Fonte: elaborazione Censis Servizi su dati AAMS 15

16 Variazioni sempre con il segno più ma contenute (Tab. 4) si registrano, dal basso verso l alto, ad Ascoli Piceno (+21,3%), Catania (+76,3%), Ragusa (+86,7%), Modena (+88,9%) e Palermo (+90,5%) Tab. 4 - Le ultime 5 province per variazione percentuale del giocato procapite. Anni Provincia GIOCATO PRO CAPITE 2004 GIOCATO PROCAPITE 2010 VARIAZIONE (valori%) PALERMO 507,6 967,1 90,5 MODENA 580, ,2 88,9 RAGUSA 434,1 810,4 86,7 CATANIA 476,5 840,1 76,3 ASCOLI PICENO 1.140, ,6 21,3 ITALIA 425, ,0 154,8 Fonte: elaborazione Censis Servizi su dati AAMS La propensione al gioco vede ancora premiati i giochi considerati di fortuna (luck) dove si concentrano le quote massime di raccolta con un ruolo decisivo delle slot. Il ranking delle prime dieci provincie per raccolta procapite nei giochi luck (Tab. 5) vede sempre Pavia in testa con 1571 euro seguita da Verbania, Olbia Tempio, Sondrio, Teramo e via via le altre. 16

17 Tab. 5 Le prime 10 province per giocato procapite nei giochi "LUCK" - anno 2010 Provincia GIOCATO LUCK_Procapite 2010 PAVIA 1.571,2 VERBANIA 1.375,6 OLBIA-TEMPIO 1.356,3 SONDRIO 1.345,9 TERAMO 1.345,4 BERGAMO 1.300,8 LODI 1.300,2 SASSARI 1.297,0 ASCOLI PICENO 1.296,7 L'AQUILA 1.293,6 ITALIA 991,0 Fonte: elaborazione Censis Servizi su dati AAMS Rispetto al 2008 escono dalla top ten Rimini, Pescara, Cremona, Latina e Massa Carrara mentre entrano Olbia Tempio, Sondrio, Ascoli Piceno, Sassari e L Aquila. Anche in questo aggregato la media Italia si è elevata da 792 a 991 euro procapite (+25,1%) La medesima analisi, realizzata per i giochi di abilità (skill), vede un rimescolamento delle posizioni del 2008 (Tab. 6). Ai vertici della top ten sale Fermo con circa 257 euro procapite raccolti dai giochi di abilità, sport soprattutto e ippica. Significativa l indicazione della media Italia che in questo caso scende da 102 a 92 euro. Certamente il dato sulla raccolta dei giochi skill 17

18 potrebbe risentire - più del comparto luck - della variabile legata ai punti d offerta, che in questo caso non sono solo le agenzie di scommesse ma gli ippodromi. La Toscana, terra di tradizioni ippiche consolidate, perde Lucca dalle prime dieci provincie ma vede la conferma di Livorno, Pistoia e la new entry Firenze. Napoli scende al secondo posto accompagnato da una leggera contrazione della giocata media (da 217 a 200, -7,8%). Oltre a Fermo e la citata Firenze entrano nella top ten Caserta e Milano, si confermano Roma e Pescara ed escono Taranto, Lucca, Ascoli Piceno e Rimini. Tab. 6 Le prime 10 province per giocato procapite nei giochi "SKILL" - anno 2010 Provincia GIOCATO SKILL_Procapite 2010 FERMO 256,9 NAPOLI 200,0 LIVORNO 159,7 PALERMO 158,9 CASERTA 158,5 FIRENZE 147,4 ROMA 141,3 MILANO 141,2 PESCARA 141,0 PISTOIA 140,2 ITALIA 92,0 Fonte: elaborazione Censis Servizi su dati AAMS 18

19 Il ranking regionale del giocato procapite nel 2010 (Tab.7), vede in testa l Abruzzo con euro (oltre 200 sopra la media nazionale che è di 1.083) seguito da Lombardia e Lazio. Sopra la media nazionale si collocano anche Emilia Romagna, Liguria, Marche, Val D Aosta e Molise. In coda le ultime tre regioni appartengono al Mezzogiorno: Sicilia, Basilicata e Calabria. Rispetto all analisi effettuata sui dati del 2008, le prime tre posizioni rimangono immutate sebbene, anche in questo caso, con un incremento medio significativo: +19,3% per l Abruzzo, +20,5% per la Lombardia e +23,7% per il Lazio. 19

20 Tab. 7 Il giocato procapite per regione - anno 2010 valori in Regione Giocato Pro capite 2010 ranking ABRUZZO LOMBARDIA LAZIO EMILIA ROMAGNA LIGURIA MARCHE VAL D'AOSTA MOLISE ITALIA UMBRIA TRENTINO ALTO ADIGE CAMPANIA TOSCANA SARDEGNA PIEMONTE VENETO FRIULI VENEZIA GIULIA PUGLIA SICILIA BASILICATA CALABRIA Fonte: elaborazione Censis Servizi su dati AAMS 20

21 Interessante, infine, la lettura dei dati sul payout: dal 2008 al 2010 la quota di quanto rientra nelle tasche degli italiani sotto forma di vincite è passata dal 68,4 al 70,6 (+3,2%) 3. Su 100 euro spesi in gioco, dunque, oltre 70 vengono ridistribuiti sul territorio nazionale. La zoommata a scala regionale (Tab.8) evidenzia un sostanziale incremento del payout per tutte le regioni, con le eccezioni di Sicilia e Calabria dove la quota di vincite del 2008 risultava superiore a quella del Va detto che, mai come in questo caso, la ruota della fortuna può girare da un territorio ad un altro: la vincita di consistenti jackpot del superenalotto, ad esempio, può spostare l equilibrio in maniera randomica. Sicilia e Calabria avevano beneficiato nel 2008 di super vincite milionarie (100 milioni a Catania e 45 a Rossano) che nel 2010 hanno arricchito altre regioni (Emilia Romagna con Parma e Toscana con Pistoia). Per quanto riguarda il payout va sottolineato come già evidenziato nel Rapporto del che, nel corso degli ultimi anni, si è assistito ad un progressivo innalzamento della quota in virtù del maggior peso specifico assunto dalle Slot nel mercato dei giochi. C è da aggiungere che se il payout delle slot è del 75%, ancora più elevato è quello degli skill games online (non rilevabili dall indagine territoriale) che portano il dato nazionale al raggiungimento di un payout al 72,1% nel CFR nota 1 21

22 Tab. 8 Il payout per regione (val%) - Anno 2010 REGIONE PAYOUT 2010 PAYOUT 2008 TOSCANA 72,8 69,7 EMILIA ROMAGNA 72,5 69,1 TRENTINO ALTO ADIGE 72,1 70,2 LOMBARDIA 71,8 68,9 MARCHE 70,8 69,0 BASILICATA 70,7 67,6 ITALIA 70,6 68,4 MOLISE 70,5 68,4 VAL D'AOSTA 70,5 69,7 CAMPANIA 70,5 67,3 UMBRIA 70,3 69,4 VENETO 70,2 68,4 ABRUZZO 70,2 67,8 PIEMONTE 70,1 69,3 LIGURIA 70,0 68,6 LAZIO 70,0 67,5 PUGLIA 69,1 66,8 SARDEGNA 68,9 67,0 FRIULI VENEZIA GIULIA 68,7 67,6 SICILIA 68,4 68,7 CALABRIA 68,1 70,5 Fonte: elaborazione Censis Servizi su dati AAMS 22

23 Le valutazioni di tipo territoriale si scontrano giocoforza con la coltre di nebbia che avvolge i dati ufficiali, sia quelli del PIL che del giocato. Secondo le più recenti stime il valore della ricchezza sommersa è pari a circa il 17% del PIL, ma non esistono statistiche ufficiali o stime capaci di distribuire i volumi a scala regionale. E di tutta evidenza che la concentrazione del fenomeno in questa o quella regione finisce per alterare l analisi territoriale. Un secondo elemento di indeterminatezza è quello legato al gioco illegale. Secondo il sondaggio realizzato tra i concessionari, la quota di gioco illegale può essere stimata in un valore pari ad oltre il 30% di quanto giocato legalmente; il che significa circa 25 miliardi di euro che sfuggono a qualunque contabilizzazione e quindi anche alla loro collocazione geografica. Secondo altre stime, il volume di gioco sommerso o illegale sarebbe equivalente al giocato legale. I fatti recenti legati alla criminalità organizzata spingono a ritenere che una parte consistente del fenomeno riguardi principalmente le regioni del Mezzogiorno, proprio quelle che mediamente risultano sotto la media nazionale di giocato. Questi due elementi PIL sommerso e gioco illegale fanno si che gli elementi valutativi espressi nel rapporto e i dati che appaiono nell Atlante abbiano una robusta base statistica limitatamente al gioco legale. L approfondimento su due linee di ricerca (PIL sommerso e gioco illegale a scala regionale) ci avvicinerebbero ad una dimensione interpretativa certamente più nitida. 23

24 3 Il back office del sistema gioco 3.1 La filiera produttiva e distributiva del settore I dati elaborati da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici sui bilanci di un campione rappresentativo di circa imprese della filiera giochi (che va dal comparto manifatturiero dei macchinari a quello dei servizi all utente finale) evidenziano una situazione di crescita del settore, sia sotto il profilo strettamente economico, sia sul piano occupazionale e dello sviluppo industriale. Una vera eccezione se si considera il quadro particolarmente allarmante di altri settori produttivi, già da qualche anno alle prese con la crisi economica e di sistema. Incrociando le informazioni confindustriali con quelle di fonte Monopoli - che partendo dalla raccolta arrivano fino alla rete di vendita - si possono stimare i ricavi generati dal settore tra i 7,5 e gli 8,5 miliardi di euro. L analisi della filiera del gioco evidenzia (Graf.4) una distribuzione del giocato in cui la quota maggiore va a rimborsare i giocatori (77,0%), mentre la tassazione, globalmente, vale il 12,1%. Il resto è suddiviso tra rete di vendita - a cui si aggiungono partner e operatori slot e VLT - (7,8%), concessionari (3,1%). Si tratta - come detto - di stime che andrebbero ulteriormente approfondite per un ulteriore suddivisione delle spettanze all interno dei comparti evidenziati (concessionari, retail e gestori slot). 24

25 Graf. 4 - Stima della distibuzione dei ricavi da gioco concessionarie 3,1% retail e operatori slot 7,8% payout 77,0% tassazione 12,1% Fonte: elaborazione Censis Servizi su dati AAMS In termini di crescita, si sostanzia un buon andamento del comparto nel biennio , anche se con un ritmo rallentato rispetto al triennio Tale trend è da imputare, con ogni probabilità, a una maturazione pilotata del mercato che non a caso già a partire dallo scorso anno si è arricchito di nuovi prodotti in entrambi i segmenti (terrestre e telematico), quali videolotteries, nuove lotterie istantanee, poker fisico in forma di torneo, poker cash e casinò games. Un immissione distillata, verosimilmente riconducibile a una logica di regolamentazione che tiene conto non solo di aspetti afferenti alla legalità ma anche 25

26 a quelli del mercato, il cui punto culminante saranno le cosiddette sale dedicate, un format simil-casinò destinato a rivoluzionare lo scenario del gioco d alea nel Paese, con una previsione di indotto considerevole soprattutto nell area dei servizi, e del food & beverage in particolare. Dal 2006 ad oggi, comunque, il giro d'affari della filiera analizzato dal campione di imprese del settore che aderiscono al sistema confindustriale costruttori di giochi e di componenti elettronici, commercio all'ingrosso di macchinari, noleggiatori e gestori di attrezzature per l intrattenimento, ricevitorie, sale bingo, esercizi pubblici, etc. è quasi raddoppiato (+92%). E interessante notare come, in questo particolare settore, lo squilibrio tipico del panorama produttivo tra le diverse aree del Paese appare più attenuato (Graff. 5 e 6). Al Nord operano imprese (691 nel Nord-Ovest, 482 nel Nord-Est); al Centro 718; al Sud 888 (di cui 209 nelle Isole). Vi è dunque una certa omogeneità dell attività 42% al Nord, 26% al Centro, 32% al Sud che riduce parzialmente il tradizionale steccato geografico: una sorta di collante che sembra uniformare e mettere d accordo metodi, mentalità e culture diverse. Si evidenzia, in particolare, il ruolo delle grandi città in cui assume un peso rilevante l ubicazione delle sedi legali delle principali industrie del gioco pubblico: Roma (che contribuisce significativamente all incidenza percentuale dei ricavi nel Centro Italia), Milano e Napoli che sommano insieme oltre 700 imprese e più del 50% di ricavi. 26

27 Graf. 5 -Distribuzione geografica delle imprese Graf. 6 - Distribuzione geografica dei ricavi Sud 32% Nord 42% Sud 18% Nord 39% Centro 26% Centro 43% Fonte: elaborazione Censis Servizi su dati Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici Ma se è vero che i ricavi sono rilevanti, altrettanto considerevoli sono gli investimenti. Circa il 50% del fatturato va in spesa per l acquisto di servizi di mercato da altre imprese e oltre 800milioni sono i costi del personale. A queste voci sono da aggiungere, naturalmente, l acquisto dei beni strumentali e gli altri capitoli di spesa industriale. Anche sul fronte occupazionale, la situazione appare rosea. Secondo i dati di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici l occupazione diretta è quasi triplicata, superando, secondo le prime stime, le 20mila unità nel Erano circa gli addetti nel 2004; sono saliti a nel 2009 (Graf.7) con un incremento del 235% nel periodo. Ma, con l avvento della sale dedicate, la 27

28 voce occupazione diretta e indotta dovrebbe registrare tassi di crescita ancora maggiori. Ne sono prova i tanti corsi di formazione attivati specialmente negli ultimi due anni, che coinvolgono a vario titolo università, centri studi, associazioni ed enti pubblici e privati. Un input sicuramente positivo per il sistema formazione professionale/lavoro, da sempre molto critico nel tessuto socio-economico italiano. Graf. 7 - Numero di dipendenti in serie storica Fonte: elaborazione Censis Servizi su dati Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici 28

29 3.2 Gli attori della filiera : i concessionari Il panel offerto da sei tra i maggiori concessionari del gioco pubblico che rappresentano oltre il 60% della raccolta e sono presenti con più di 15 diversi brand evidenzia un andamento assai competitivo del settore, caratterizzato da un attività ad alta specializzazione e a forte innovazione tecnologica. Il modello industriale è prevalentemente organizzato in base a un offerta multi-provider, con un equa distribuzione del prodotto nelle macroaree terrestre/telematico, rispettivamente del 27% e del 31%. A livello di competenze, l area amministrativa è quella che occupa il più alto numero di risorse lavorative (Graf. 8) e che incide maggiormente (23,7%) sull organizzazione aziendale (Graf.9), a dimostrazione del complesso sistema normativo che governa il settore. D altro canto, l incidenza occupazionale nell area distribuzione e raccolta (21,1%), così come quella relativa all area informatica (18,3%) e del supporto alla clientela (17,6), rivelano alcune dinamiche sistemiche quali la produzione di software, la distribuzione e l assistenza al consumatore essenzialmente focalizzate sui prodotti automatici e telematici, peraltro in linea con il peso (circa il 60%) che questi hanno sulla raccolta complessiva del comparto gioco. 29

30 Graf. 8 - La distribuzione del personale Area supporto alla clientela 17,6% Area amministrativa 23,7% Graf. 9 - Andamento dell'occupazione per area aziendale (incidenza %) Area supporto alla clientela Area distribuzione e raccolta 10,7 21,0 17,5 21,6 17,6 21, Area distribuzione e raccolta 21,1% Area marketing 12,2% Area informatica 18,3% Area manageriale 7,1% Area marketing 12,5 12,2 12,2 Area informatica 21,5 18,4 18,3 Area manageriale 7,4 7,1 7,1 Area amministrativa 26,9 23,2 23,7 0% 20% 40% 60% 80% 100% Fonte: Censis Servizi

31 Molto soddisfacente risulta il rapporto (quasi di 1 a 5) tra le figure professionali di alto profilo (manager, tecnici informatici e specialisti del marketing e della comunicazione) e il resto della forza lavoro, a conferma che l attività, in quanto basata sulla vendita di un quid a metà strada tra il prodotto e il servizio, richiede una vision industriale ampia e duttile, profonda conoscenza dei processi ingegneristici e una buona padronanza delle più innovative tecniche di marketing. Non a caso gli investimenti per la formazione professionale sono più che raddoppiati negli ultimi tre anni, passando dai 600 mila euro del 2009 al milione e trecento mila euro del In questo ambito vi è tuttavia da osservare come la professionalizzazione del sistema-gioco non ancora consolidata, come emerge dalla difficoltà di reperimento delle risorse di fascia più alta proceda in modo disallineato con i rapidi cambiamenti del mercato e del gusto dei consumatori. In particolare negli skill games, a una domanda più evoluta non sempre corrisponde un adeguata offerta di servizio e di prodotto. Del resto, la contraddizione culturale (valori versus erario) che nel nostro Paese ha sempre caratterizzato l approccio al gioco di sorte non ha certo aiutato nella formazione di competenze in materia. Tuttavia, se si pensa che soltanto fino a cinque anni fa l offerta di gioco legale, fatta eccezione per alcuni concorsi pronostici e per le lotterie, era consentita solo nei quattro casinò, si può sicuramente affermare che oggi il gap è stato ampiamente recuperato, anche se vi è l impressione che specificamente nel segmento dell automatico la liberalizzazione del mercato sia avvenuta più guardando 31

32 agli effetti erariali (a ragione giudicati dagli intervistati come l elemento a maggiore impatto nel processo di regolarizzazione) che non in virtù di una pianificazione complessiva degli scenari (Graf. 10). Graf Impatto della regolarizzazione del settore su alcuni fattori (valore medio tra 1=min; 5=max) Incremento della fiscalità Incremento dell'occupazione Contrasto alla cirminalità organizzata Incremento dei giocatori a rischio ludopatia 0,0 1,0 2,0 3,0 4,0 5,0 Fonte: Censis Servizi

33 4 - Gli scenari 4.1 A breve periodo Le previsioni per il prossimo biennio, scaturite dal sondaggio tra alcuni concessionari il cui peso specifico è superiore al 60% della raccolta, indicano un ulteriore crescita del 17-18% per il 2012 e dell 11%-12% per il Questo significherebbe chiudere il 2012 a circa 87,0 89,0 miliardi di euro ed il 2013 tra i 95 ed i 98 miliardi di euro. Si prevede che a crescere di più saranno le slot machine e i giochi skill a distanza. Come dire: ancora gioco automatico e telematico. Sicuramente la recente introduzione delle Vlt macchine altamente performanti rispetto alle vecchie new slot assicurerà un trend positivo al comparto dell automatico; così come i casinò games e il poker cash via internet accompagneranno ancora per qualche anno l esplosione del gioco telematico. Ad oggi, al di là del poker live, (Fig.2) non si conoscono le strategie di innovazione né del segmento luck, né del segmento skill, ma si può essere certi che i big players sapranno come hanno saputo in passato continuare ad innovare la gamma dei prodotti. La proliferazione dell offerta che ha spinto fortemente la crescita del mercato dovrà comunque trovare un suo asintoto pena una parcellizzazione dei prodotti che può agevolare le operazioni di opacità correlate ad una maggiore difficoltà di controllo da 33

34 parte dello Stato e degli stessi concessionari. E banale inoltre ricordare che le tecnologie - sempre più pervasive nella vita delle persone faranno il resto per il raggiungimento dell obiettivo 100 miliardi, obiettivo forse già alla portata del sistema se la lotta all illegalità, al gioco clandestino, all elusione fiscale derivante dalla globalizzazione della rete, non perderà impulso. Ma non solo tecnologia: lo sviluppo del gioco fisico per skill games, grazie alle prospettate gaming hall, potrebbero modificare gli scenari, anche rilanciando un sub-comparto oggi in forte sofferenza come quello dei casinò. 34

35 Fig.2 - Quadro d offerta al 2012 (prodotti secondo il posizionamento fortuna vs abilità e giochi tradizionali vs nuovi giochi) tradizione IV lotto I lotterie gratta e vinci tris scommesse sportive slot machine vlt scommesse ippiche bingo totogol superenalotto win for live totocalcio skill game 10 e lotto poker cash Numero/ Fortuna Abilità/ Competenza???? poker live? III innovazione II 35

36 4.2 Nel medio-lungo periodo Se da uno scenario a breve spostiamo lo sguardo su un orizzonte di medio-lungo periodo, gli elementi sui quali riflettere sono molteplici: sul piano della governance gli impatti che potranno scaturire dall istituzione della nuova agenzia dei giochi e l approvazione del nuovo Testo unico sul gioco; sul piano della competitività l ipotesi di un quadro concorrenziale molto più aspro a scala europea laddove nascano e si sedimentino filosofie comunitarie meno protezionistiche ( la sentenza Bosman rivoluzionò l intero mondo del calcio) ben sapendo che uno scenario di maggiore apertura potrà generare criticità ed opportunità; nella dimensione industriale l assunzione di una responsabilità sociale ed economica dell intero settore, che rappresenta oggi uno dei punti di forza dell economia reale del Paese, responsabilità da tradurre in innovazione e ricerca, in brevetti, in alta formazione, in sviluppo turistico, ecc. ben sapendo che la crescita costante del payout può ridurre considerevolmente i margini operativi e quindi le capacità di investimento; nella dimensione sociale i grandi temi dell illegalità, delle infiltrazioni criminali con attente politiche di assegnazione delle concessioni e del contrasto al gambling utilizzando tutti gli strumenti possibili, dalla comunicazione alla formazione degli 36

37 addetti, al presidio del territorio. 37

38 Addendum Gli highlights sulla comunicazione Attraverso il colloquio di gruppo sono state analizzate le seguenti tematiche connesse alla comunicazione dei giochi pubblici: 1. Abitudini e atteggiamenti verso il gioco. 2. Comunicazione sul gioco (ricordo spontaneo): spot, affissioni, stampa. 3. Elementi principali della comunicazione ricordata : parole chiave, valori, immagini, sensazioni, ecc.. 4. Analisi della comunicazione sollecitata : like and dislike, punti forza e debolezza. 5. Modellistica e antinomie della comunicazione: soft vs. aggressiva, suggestiva vs. esplicativa, trasversale vs. specialistica. 6. Coerenza e contraddizioni tra giochi e comunicazione: la comunicazione come responsabilità sociale dei concessionari. 7. Proposte e suggerimenti. 38

39 I principali elementi emersi possono essere così sintetizzati (per la lettura integrale si rimanda al report specifico). I partecipanti associano il gioco in generale a: sensazione di pericolo, adrenalina e realizzazione personale, mostrando, in uguale misura, interesse sia verso i giochi caratterizzati dalla possibilità di dare un imput personale alla giocata, specialmente se possono sperimentare le proprie capacità e competenze, che verso i concorsi di tipologia luck. Il ricordo spontaneo relativo alla comunicazione sul gioco rimanda a concetti quali: - Vincita facile e veloce - Cambiamento radicale e repentino del proprio status sociale - Vincere è a portata di mano - Attenzione a non rovinarsi la vita - Il gioco seduce ma spesso abbandona Il ricorso a personaggi famosi può favorire il livello di awarness e la gradevolezza della comunicazione, soprattutto se questa è di tono leggero e non troppo seriosa. Il gruppo concorda che la comunicazione del gioco, anche quando affidata a testimonial noti, debba avere una capacità di divulgazione trasversale e non ricorrere a stereotipi marcatamente territoriali. 39

40 La comunicazione deve assumere un carattere in linea con il prodotto puntando soprattutto sul concetto di gioco=intrattenimento. A questo proposito la comunicazione deve assumere un carattere ludico sebbene per i nuovi giochi sia necessario un tratto didascalico che aiuti il giocatore a comprendere i meccanismi del gioco stesso. Nel giudizio dei partecipanti al focus, alcune tipologie di gioco (poker) sono comunicate attraverso linguaggi e modalità adatte solo ad una cerchia di esperti capace di decodificare le informazioni contenute nei messaggi promozionali. Per il target dei giocatori skill ed in particolare per i pokeristi la comunicazione può anche assumere una forma più aggressiva (hard), contrapposta ad una modalità soft (più intrattenimento e meno rischio) che andrebbe proposta per i giochi luck. Per i giochi di pura fortuna e soprattutto per quelli con montepremi milionari (Superenalotto ma anche Lotterie istantanee), si propone una modello di campagna pubblicitaria che rovesci l ottica delle aspettative di vincita: a questo proposito non andrebbe evidenziata la possibilità della somma che cambia la vita ma l opportunità di dare risposte a piccoli bisogni quotidiani. Secondo l opinione del gruppo diventa comunque necessario promuovere una campagna di comunicazione che affermi il gioco responsabile, sicuro, garantito e amministrato dai Monopoli, lasciando ai Concessionari Pubblici - sempre sotto la supervisione dei Monopoli - il marketing per l ampliamento del mercato. 40

41 Arrivederci a Gioco ergo sum 3 41

42 L ATLANTE DEL GIOCO IN ITALIA A cura di CENSIS SERVIZI per Giochi e Società Roma, Dicembre

43 Indice Sezione I Rappresentazione cartografica del gioco in Italia pag Il giocato pro capite in Italia anno 2010 pag Il giocato pro capite in Italia Variazione pag Il giocato pro capite in Italia nei giochi numerologici - anno 2010 pag Il giocato pro capite in Italia nei giochi elettronici - anno 2010 pag Il giocato pro capite in Italia nei giochi a base sportiva anno 2010 pag Il giocato pro capite in Italia nei giochi ippici anno 2010 pag Il giocato pro capite in Italia nelle lotterie anno 2010 pag. 10 Sezione II Schede regionali pag. 11 Abruzzo pag. 12 Basilicata pag. 14 Calabria pag. 16 Campania pag. 18 Emilia Romagna pag. 20 Friuli Venezia Giulia pag. 22 Lazio pag. 24 Liguria pag. 26 Lombardia pag. 28 Marche pag. 30 Molise pag. 32 Piemonte pag. 34 Puglia pag. 36 Sardegna pag. 38 Sicilia pag. 40 Toscana pag. 42 Trentino Alto Adige pag. 44 Umbria pag. 46 Valle d Aosta pag. 48 Veneto pag. 50 2

44 SEZIONE I Rappresentazione cartografica del gioco in Italia 3

45 1. IL GIOCATO PRO CAPITE IN ITALIA - anno 2010 Media Italia:

46 2. IL GIOCATO PRO CAPITE IN ITALIA VARIAZIONE Media Italia: 154.8% 5

47 3. IL GIOCATO PRO CAPITE IN ITALIA NEI GIOCHI NUMEROLOGICI - anno 2010 Media Italia: 203 6

48 4. IL GIOCATO PRO CAPITE IN ITALIA NEI GIOCHI ELETTRONICI - anno 2010 Media Italia: 609 7

49 5. IL GIOCATO PRO CAPITE IN ITALIA NEI GIOCHI A BASE SPORTIVA - anno 2010 Media Italia: 61 8

50 6. IL GIOCATO PRO CAPITE IN ITALIA NEI GIOCHI IPPICI - anno 2010 Media Italia: 31 9

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