Sicurezza nell ambiente di lavoro del professionista

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1 Sicurezza nell ambiente di lavoro del professionista (D.lgs. 626/1994) 1 PRINCIPI COSTITUZIONALI Art. 2 Costituzione Principi inviolabili dell uomo Libertà personale - Art. 13 Libertà di domicilio - Art. 14 Libertà di circolazione e di soggiorno - Art. 16 Libertà di riunione e associazione - Artt. 17 e 18 Libertà religiosa - Art. 19 Libertà di pensiero - Art. 20 Libertà/diritto alla difesa giudiziale - Art. 24 2

2 PRINCIPI COSTITUZIONALI DIGNITA MORALE (ART. 3 COST.) DIGNITA FISICA (ART. 32 COST.) Diritto del lavoro (art, 4 Cost.) Tutela dell uomo lavoratore (alla sua integrità morale e fisica) ART CODICE CIVILE 3 ART C.C. L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro 4

3 Evoluzione legislativa Decreti Anni 50: - DPR n. 547/55 Misure antinfortunistiche - DPR n. 303/56 Misure di igiene (...) Attuazione di Direttive CEE/CE: - D.Lgs. n. 277/91 Misure contro l esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici - D.Lgs. n. 626/94 Misure per la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro - D.Lgs. n. 494/96 Misure per la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro (cantieri mobili e temporanei) 5 Schema dell adeguamento Valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza Eliminazione dei rischi e, ove ciò non è possibile, loro riduzione al minimo Programmazione della prevenzione Riduzione dei rischi alla fonte Sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso Es. Utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici, sui luoghi di lavoro 6

4 I SOGGETTI Datore di lavoro Dirigenti e Preposti Lavoratori Rappresentante del lavoratori per la sicurezza Servizio di Prevenzione e protezione e suo Responsabile Medico competente 7 IL DATORE DI LAVORO Il datore di lavoro ha l'obbligo di programmare e disporre le destinazione di risorse economiche umane ed organizzative necessarie per l'applicazione delle misure generali di sicurezza previste dalla legge; di verificarne lo stato di attuazione e vigilare sulla osservanza degli adempimenti da essa prescritti 8

5 IL DATORE DI LAVORO VALUTA I RISCHI PER LA SALUTE DEI LAVORATORI e in base alla valutazione ELABORA IL DOCUMENTO SULLA VALUTAZIONE DEI RISCHI DESIGNA IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE INDICE ALMENO UNA VOLTA ALL'ANNO LA RIUNIONE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI 9 IL DATORE DI LAVORO CHI E IL DATORE DI LAVORO? Art. 2, comma 1, lettera b del D.Lgs. 626/94: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore ; colui che ha la responsabilità dell impresa stessa, ovvero dell unità produttiva in quanto titolare dei poteri decisionali e di spesa ; qui si associano in modo molto chiaro le responsabilità ai poteri mentre, per unità produttiva, non s intende semplicemente una struttura dotata di autonomia tecnico-funzionale ma anche di autonomia finanziaria. 10

6 IL DATORE DI LAVORO CHI E IL DATORE DI LAVORO? - nelle Società di Persone, identificabili in società semplici, l obbligo di sicurezza grava su tutti i soci, salvo che questo non risulti espressamente delegato ad uno soltanto. - nelle Società in Nome Collettivo, il socio risponde penalmente dell infortunio occorso ad un altro socio, indipendentemente da una ripartizione dei compiti. - nelle Società in Accomandita Semplice è Datore di lavoro il socio accomandatario, il quale non può delegare la responsabilità all accomandante; 11 IL DATORE DI LAVORO CHI E IL DATORE DI LAVORO? - nelle Società di Capitali, (spa, Società a Responsabilità Limitata, Società in Accomandita per Azioni) la responsabilità grava sul Consiglio di Amministrazione e quindi sul Presidente o Consigliere/Amministratore Delegato o sull Amministratore unico, salva la dimostrazione esplicita di un attribuzione di poteri gestionali e decisionali ad altro soggetto; - nelle Cooperative il responsabile è il Presidente legale rappresentante della società, salva la possibilità di dimostrare l attribuzione di poteri ad altro soggetto. 12

7 DIRIGENTI E PREPOSTI Gli obblighi in materia di sicurezza e di salute igiene del lavoro fanno capo congiuntamente a datore di lavoro, dirigenti e preposti, nell'ambito delle rispettive attribuzioni e competenze Dirigenti e preposti sono quindi tenuti, sulla base degli incarichi loro affidati, ad adottare le misure che la normativa pone a carico del datore di lavoro, con il solo limite degli adempimenti che quest'ultimo non può delegare. 13 REQUISITI DEL RSPP CORTE DI GIUSTIZIA CE causa C-49/00, sentenza 15 novembre 2001: mancanza nella legislazione italiana di recepimento delle direttive comunitarie in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 626/94) di indicazioni chiare e dettagliate sulle competenze richieste alle persone responsabili di protezione e prevenzione dei rischi professionali 14

8 REQUISITI DEL RSPP Modifiche artt. 2, 8 del D.Lgs 626/94: Il RSPP, al quale si richiedeva il possesso di generiche attitudini e capacità adeguate, deve essere ora in possesso delle capacità e dei requisiti professionali indicati nell art. 8-bis Capacità e requisiti previsti anche per tutti gli Addetti del Servizio 15 REQUISITI DEL RSPP Esonero dai corsi di formazione per i laureati (lauree triennali) in : Ingegneria della sicurezza e protezione Scienze della sicurezza e protezione Tecnico della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro Altri titoli potranno essere individuati solo per via legislativa; I titoli suddetti non esonerano dall obbligo di frequenza dei corsi di aggiornamento; 16

9 Resta invariato Art.10 D.Lgs. 626/94: svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi in: Aziende artigiane e industriali fino a 30 addetti 1 Aziende agricole e zootecniche fino a 10 addetti (assunti a tempo indeterminato) Aziende della pesca fino a 20 addetti Altre aziende fino a 200 addetti Il datore di lavoro deve frequentare i corsi previsti dal DM LAVORATORI ART. 5 D.LGS. 626/94 Ciascun lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e della propria salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro 18

10 LAVORATORI L'obbligo imposto al lavoratore è generale,ma è condizionato dalla sussistenza dei presupposti necessari al suo adempimento FORMAZIONE INFORMAZIONE MEZZI FORNITI 19 RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI Lo strumento introdotto dal D.LGS. 626 con il quale i lavoratori partecipano attivamente alla lotta al rischio. L'istituzione del Rappresentante per la sicurezza regolamenta la partecipazione sistematica dei lavoratori all'organizzazione della prevenzione nei luoghi di lavoro, riconoscendo ai lavoratori stessi: diritto di essere consultati diritto di essere informati diritto ad una formazione adeguata diritto al controllo sulle misure di prevenzione diritto di elaborare e attuare le misure di prevenzione 20

11 IL MEDICO COMPETENTE Secondo l art. 2 del D.lgs 626/94 il medico competente è il medico in possesso di uno dei seguenti titoli: Specializzazione in medicina del lavoro o in igiene e medicina preventiva o in medicina legale e delle assicurazioni Docenza o libera docenza in medicina del lavoro. Autorizzazioni di cui all art. 55 del decreto legislativo 15 agosto 1991 n IL MEDICO COMPETENTE Le funzioni del medico competente OPERATIVE INFORMATIVE DI COLLABORAZIONE E PARTECIPAZIONE 22

12 Funzioni operative SORVEGLIANZA SANITARIA (art. 16 D.lgs 626/94) IL MEDICO COMPETENTE ACCERTAMENTI PREVENTIVI E PERIODICI VISITE MEDICHE SU RICHIESTA DEL LAVORATORE 23 IL MEDICO COMPETENTE ACCERTAMENTI PREVENTIVI E PERIODICI Gli accertamenti preventivi sono volti a valutare l idoneità del lavoratore alla mansione specifica Gli accertamenti periodici sono volti a controllare lo stato di salute e il permanere o meno di tale idoneità 24

13 IL MEDICO COMPETENTE SORVEGLIANZA SANITARIA Gli accertamenti sanitari devono essere finalizzati a verificare la presenza di eventuali effetti patologici a carico di organi bersaglio per ogni singolo fattore di rischio cui il lavoratore è esposto. 25 IL MEDICO COMPETENTE SORVEGLIANZA SANITARIA (finalità) 1)IDENTIFICARE CONDIZIONI NEGATIVE DI SALUTE AD UNO STADIO PRECOCE PREVENIRE ULTERIORI AGGRAVAMENTI 2)IDENTIFICARE SOGGETTI PORTATORI DI CONDIZIONI DI IPERSUSCETTIBILITA PREVEDERE MISURE PROTETTIVE PIU CAUTELATIVE 26

14 SORVEGLIANZA SANITARIA (finalità) 3)FEEDBACK 4)VERIFICARE NEL TEMPO L ADEGUATEZZA DELLE MISURE DI PREVENZIONE ADOTTATE 5)RACCOGLIERE DATI CLINICI PER OPERARE CONFRONTI TRA GRUPPI DI LAVORATORI CONTRIBUIRE ALL ACCURATEZZA DELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO NEL TEMPO IN CONTESTI LAVORATIVI DIVERSI 27 SORVEGLIANZA SANITARIA (periodicità) E STABILITA DAL MEDICO COMPETENTE IN FUNZIONE DI: VALUTAZIONE DEL RISCHIO CONOSCENZA DELLO STATO DI SALUTE INDIVIDUALE CONOSCENZA DELLO STATO DI SALUTE COLLETTIVO DELLA POPOLAZIONE SEGUITA 28

15 IL MEDICO COMPETENTE SORVEGLIANZA SANITARIA GIUDIZI DI IDONEITA ALLA MANSIONE SPECIFICA ESCLUSIVAMENTE IL MEDICO COMPETENTE PUO FORMULARE IL GIUDIZIO DI IDONEITA ALLA MANSIONE 29 IL MEDICO COMPETENTE IDONEO IDONEITA PARZIALE o temporanea NON IDONEO IDONEO CON PRESCRIZIONI IDONEO CON LIMITAZIONI 30

16 IL MEDICO COMPETENTE Il medico competente ha l obbligo di informare per iscritto il datore di lavoro e il lavoratore (art. 17, 3 comma). E dubbio che tale comunicazione debba essere fornita anche qualora si tratti di giudizi di idoneità; art 9 del Dl.gs n. 354/99 il giudizio di idoneità o non del minore al lavoro deve essere comunicato per iscritto al datore di lavoro, al lavoratore e ai titolari della potestà genitoriale. 31 IL MEDICO COMPETENTE Contro il giudizio di idoneità è ammesso ricorso, entro trenta giorni, all organo di vigilanza competente, che dispone, dopo ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso (art. 17, 4# comma) 32

17 IL MEDICO COMPETENTE Laddove per motivi sanitari una persona è riconosciuta inidonea a svolgere i compiti precedenti vi è la possibilità di spostare il lavoratore ad altre mansioni. Art 8 D.lgs 277/91 stabilisce di assegnare il lavoratore ad altro posto, con conservazione della retribuzione precedente e della qualifica originaria 33 IL MEDICO COMPETENTE Sentenza della Cassazione 7 agosto 1998: la corte, pur ammettendo la legittimità del licenziamento per inidoneità del lavoratore, pone a carico del datore di lavoro l onere di provare l impossibilità di adibire il lavoratore a mansioni equivalenti alle ultime svolte o anche inferiori. 34

18 IL MEDICO COMPETENTE Il medico competente ha l obbligo di effettuare visite mediche ulteriori su richiesta del lavoratore, qualora tale richiesta sia correlata ai rischi professionali (art. 17, 1 comma, lett.i)a 35 IL MEDICO COMPETENTE Cartella sanitaria e di rischio Il medico competente ha l obbligo di istituire ed aggiornare, una cartella sanitaria e di rischio, da custodire presso il datore di lavoro con salvaguardia del segreto professionale (art. 17, 1 comma, lett. D). 36

19 IL MEDICO COMPETENTE Cartella sanitaria e di rischio Il datore di lavoro ha l obbligo di custodire presso l azienda la cartella sanitaria e di rischio e di consegnarne copia al lavoratore al momento della risoluzione del rapporto di lavoro, ovvero quando lo stesso ne faccia richiesta (art. 4, 8 comma). 37 IL MEDICO COMPETENTE Collaborare alla predisposizione ed attuazione delle misure di tutela della salute Il medico competente è tenuto ad operare congiuntamente al RSPP sin dall inizio del processo di valutazione nonché alla stesura del DVR e al suo aggiornamento (art. 4, commi 6 e 7) 38

20 IL MEDICO COMPETENTE TENUTA DEL REGISTRO DEGLI INFORTUNI Seppur non espressamente menzionato tra gli obblighi a suo carico dovrebbe collaborare con il D.L. alla tenuta e all aggiornamento del registro degli infortuni ((art. 4, 5 comma, lett.o) nel quale sono annotati gli infortuni sul lavoro che comportano un assenza dal lavoro di almeno un giorno, il cui esame è importante per individuare fattori di rischio talora sottovalutati (come lo stress o i carichi di lavoro) 39 IL MEDICO COMPETENTE I compiti del medico competente sono definiti dall art. 16 e 17 D.Lgs 626/94 e successive Deve: Collaborare con il datore di lavoro alla predisposizione ed attuazione delle misure di tutela della salute; Visitare, insieme al R.S.P.P. gli ambienti di lavoro; Cooperare all attività di informazione e formazione sulla tutela della salute e della sicurezza del lavoro; Comunicare, in occasione della riunione periodica, ai R.L.S. I risultati anonimi e collettivi degli accertamenti effettuati. 40

21 ASL E CONTROLLI I Servizi Prevenzione e Sicurezza delle ASL Obiettivo Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Attività Vigilanza e controllo dei luoghi di lavoro Rilascio pareri e autorizzazioni Informazione e formazione Assistenza a lavoratori e imprese Attività sanitaria 41 Le funzioni di vigilanza delle ASL Legge 833/1978 Art.21 (Organizzazione dei servizi di prevenzione). In relazione agli standards fissati in sede nazionale, all'unità sanitaria locale sono attribuiti, con decorrenza 1 gennaio 1980, i compiti attualmente svolti dall'ispettorato del lavoro in materia di prevenzione, di igiene e di controllo sullo stato di salute dei lavoratori.omissis. Per la tutela della salute dei lavoratori le unità sanitarie locali organizzano propri servizi di medicina del lavoro anche prevedendo, ove essi non esistano, presidi all'interno delle unità produttive. 42

22 ASL E CONTROLLI Disciplina sanzionatoria in materia di lavoro prevista dal D.Lgs. 758/94 In caso di riscontro di una contravvenzione l organo di vigilanza impartisce al contravventore una prescrizione con: 1) termine per la regolarizzazione (prorogabile a richiesta motivata) 2) imposizione di specifiche misure per far cessare il pericolo 43 IL MEDICO COMPETENTE Disciplina sanzionatoria in materia di lavoro prevista dal D.Lgs. 758/94 L Organo di vigilanza: comunica al PM la notizia di reato che viene iscritta nel registro ma congelata (sospensione del procedimento) comunica la prescrizione al rappresentante legale dell impresa entro 60 giorni verifica l ottemperanza 44

23 ASL E CONTROLLI Disciplina sanzionatoria in materia di lavoro prevista dal D.Lgs. 758/94 ottemperanza: il contravventore viene ammesso al pagamento in via amministrativa, entro 30 giorni, di una somma pari a 1/4 del massimo dell ammenda stabilita per quella contravvenzione; se il pagamento avviene nei tempi dovuti il reato si estingue non ottemperanza: l organo di vigilanza ne informa il PM e l azione penale riprende 45 Procedura 758 Verbale di Disposizione: misure da attuare con relativi tempi massimi di adempimento Invio al soggetto interessato Scadenza Risposta Ditta Verifica Verifica positiva Verifica negativa Pratica conclusa Comunicazione a P.M per attivazione sanzione penale 46

24 Disposizione (art. 10 DPR 520/55 e art. 66 DPR 303/56) Le disposizioni impartite dagli ispettori del lavoro in materia di igiene e sicurezza sul lavoro sono esecutive. Contro le disposizioni è ammesso ricorso entro 30 giorni dalla data di comunicazione delle disposizioni stesse. Il ricorso non ha effetto sospensivo. Contro i provvedimenti adottati dal personale ispettivo, nell'esercizio delle funzioni di cui al terzo comma, è ammesso ricorso al presidente della giunta regionale che decide, sentite le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro. Il presidente della giunta può sospendere l'esecuzione dell'atto impugnato. (art. 21 L.833/78) 47 Disposizione (art. 11 DPR 520/55 come sostituito dall art.11 D.Lgs. 758/94) L inosservanza delle disposizioni legittimamente impartite dagli ispettori del lavoro in materia di sicurezza o igiene del lavoro è punita con la pena dell arresto fino a un mese o dell ammenda fino a Euro

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