di Giampaolo Calori Produzione e logistica >> Sistemi di management

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "di Giampaolo Calori Produzione e logistica >> Sistemi di management www.intesasanpaoloimprese.com"

Transcript

1 IL VALORE DELLA SINERGIA di Giampaolo Calori Produzione e logistica >> Sistemi di management

2 Sommario Le fonti di sinergia...3 La valutazione delle sinergie operative...4 La valutazione delle sinergie finanziarie...9 Sinergie di valutazione dubbia...13 Glossario Pagina 2 di 15

3 LE FONTI DI SINERGIA L unione di due aziende può creare valore quando con questo atto si rendono disponibili opportunità che non sarebbero state alla portata delle due entità prese singolarmente; con una classificazione categorica, si possono suddividere queste opportunità in due grandi classi, quella delle sinergie operative e quella delle sinergie finanziarie. Nella prima è possibile considerare gli effetti delle economie di scala sui costi, di un maggior controllo dei prezzi di acquisto o di vendita, di un maggior potenziale di crescita dei ricavi: l effetto sul valore deriva esclusivamente da un miglioramento dei flussi di cassa prospettici. Nella seconda sono invece raggruppati i benefici attesi da interventi di schermo fiscale, dalla possibilità di diversificazione del rischio, dalla maggior capacità di credito: l effetto, in questo caso, può derivare sia da un incremento dei flussi di cassa sia da una riduzione del costo medio ponderato del capitale. Sinergie Operative Come detto, le sinergie operative sono quelle che consentono all azienda di incrementare i flussi di reddito dalle attività esistenti, di aggiungere nuovi flussi in virtù di una crescita dimensionale, o entrambi i casi. Le casistiche sono classificabili in quatto gruppi: incremento nel controllo dei prezzi: la conquista di maggiori quote di mercato può ridurre la competizione dei mercati di vendita o di approvvigionamento, traducendosi in maggiori margini e flussi di cassa operativi. Questo vantaggio si manifesta quando l unione delle attività avviene tra due aziende dello stesso settore, soprattutto se è caratterizzato dalla presenza di pochi attori che operano in regime oligopolistico; incremento dei tassi di crescita: ciò può avvenire per le migliori opportunità di mercato che possono cogliere le aziende di maggiori dimensioni, sia nei settori di competenza sia in nuovi settori. Un esempio tipico è quello di un produttore che controlla un canale distributivo e può utilizzarlo per commercializzare i prodotti di un altra azienda, che invece non ha la forza per accedervi; combinazione di punti di forza funzionali: questo tipo di sinergia deriva dalla capacità di combinare competenze aziendali differenti ed ha barriere limitate tra i settori perché la capacità funzionale può normalmente essere trasmessa. E il caso tipico di un azienda con forti capacità di marketing che acquisisce un azienda con buoni prodotti ma con scarsa competenza per venderli con il miglior profitto; economie di scala: l unione di due organizzazioni può dar luogo ad efficienze di costo sia nella parte produttiva, sia nella parte distributiva e logistica, sia nella parte amministrativa, in virtù di una maggior forza contrattuale con i fornitori, di una riduzione del personale o di un miglior sfruttamento della capacità produttiva. Anche in questo caso, la realizzazione di un vantaggio è più credibile se le aziende appartengono allo stesso settore e possono quindi incrementare i volumi da trattare. Sinergie Finanziarie In questo caso, come detto, il beneficio può essere atteso da un incremento dei flussi di cassa o da una diminuzione del costo del capitale; l origine di uno o di entrambi questi effetti può derivare da: incremento della capacità di credito: ciò avviene soprattutto quando l unione di due aziende può rendere più stabili e prevedibili i flussi di cassa generati, ad esempio perché esse operano in settori anticiclici. La maggior stabilità dei risultati fa percepire l attività come meno rischiosa per i finanziatori, che sono disposti ad incrementare i volumi di finanziamento e/o a ridurre il loro costo: una maggior componente di debito, o una sua minore onerosità, si traduce quindi in un minor costo medio ponderato del capitale; Pagina 3 di 15

4 diversificazione: anche in questo caso la spinta deriva dal tentativo di «normalizzare» i flussi di cassa. E probabilmente la motivazione più controversa, perché spesso la diversificazione porta ad una minore focalizzazione sulle attività, con un effetto netto negativo anziché positivo. Dopo le grandi «mode» di diversificazione degli anni 70-80, questo aspetto viene valutato oggi con maggior criticità dagli analisti, soprattutto se oggetto di sinergia sono aziende quotate. In questo caso, è infatti preferibile per gli investitori diversificare il portafoglio acquistando azioni di società diverse, piuttosto che lasciare questo compito ad una singola azienda. L effetto può quindi essere più significativo per aziende a controllo familiare o comunque ristretto ad un limitato numero di azionisti; beneficio fiscale: con la realizzazione di fusioni di società è possibile far emergere maggiori valori delle attività, frequentemente con una tassazione ad aliquote inferiori a quelle correnti e con un conseguente vantaggio nell utilizzo di maggiori ammortamenti. La disponibilità di perdite pregresse da parte di una delle due aziende può essere una ulteriore fonte di efficienza finanziaria, quando l azienda stessa non ha redditi sufficienti per utilizzarle, perché diminuisce l imponibile complessivo; incremento della capacità di investimento: può avvenire quando l unione è tra un soggetto con buone disponibilità di cassa, ma tassi di ritorno limitati sugli investimenti, ed un altro soggetto che propone invece progetti interessanti, ma è limitato da restrizioni sul credito e non potrebbe realizzarli. Questa situazione si verifica più frequentemente tra aziende di dimensioni differenti e quando è una società quotata, o comunque con facile accesso al mercato dei capitali, ad acquisire una azienda privata. LA VALUTAZIONE DELLE SINERGIE OPERATIVE Le occasioni per sfruttare una possibilità di incremento di valore sono dunque numerose: l elemento di maggior interesse è il modo con cui determinare quanto si può essere disposti a pagare per vedere realizzate queste occasioni. Le diverse tipologie di sinergia possono richiedere differenti criteri di valutazione e sono variamente sensibili alle ipotesi utilizzate per le variabili indipendenti. Nella valutazione delle sinergie operative, ad esempio, ci sono diverse interpretazioni metodologiche: alcuni sostengono infatti che la loro stima è troppo incerta e nebulosa ed è quindi preferibile indicarla sempre come nulla, mentre altri argomentano che il grado di incertezza è simile a quello inglobato nelle normali valutazioni dell equity ed è quindi utile esplicitare un valore, basato su ipotesi di sviluppo delle grandezze di scenario. In linea di principio, quando queste ipotesi sono formulate con ragionevole prudenza, la seconda strada sembra preferibile alla prima: un atteggiamento eccessivamente conservativo può infatti far sfumare un affare. L utilizzo delle usuali tecniche di valutazione del rischio (analisi what-if, analisi per scenari, analisi di sensitività, metodo MonteCarlo) possono inoltre rendere più esplicito il grado di rischio connesso alla stima del valore della sinergia. In particolare, due sono gli aspetti principali su cui concentrare l attenzione: 1) la forma che si ipotizza assuma la sinergia e 2) il periodo in cui si stima che possa aver effetto sui flussi di cassa. Con queste informazioni, il metodo per il calcolo del valore si sviluppa in tre passaggi: il calcolo del valore delle singole aziende coinvolte, ignorando il potenziale effetto delle sinergie, sia nella stima dei flussi di cassa futuri sia nel calcolo del costo medio ponderato del capitale, utilizzato per l attualizzazione; il calcolo del valore totale della azienda risultante dalla combinazione e derivante dalla semplice somma degli importi ottenuti al punto precedente; Pagina 4 di 15

5 il calcolo del valore dell azienda risultante, considerando l effetto sui flussi di cassa dagli impatti operativi, quali la riduzione del costo del venduto per economie di scala o l incremento del tasso di crescita del fatturato per un maggior controllo sui prezzi. Per non eccedere in ottimismo, va tenuto in debito conto il fatto che raramente tali risultati si manifestano istantaneamente, ma c è bisogno di un periodo di «rodaggio» perché il beneficio raggiunga il suo massimo. Il valore della sinergia deriva quindi dalla differenza tra questo calcolo e quello realizzato come pura somma delle singole aziende. E importante distinguere questo valore da quello che può derivare dall acquisizione del controllo: in questo caso si ipotizza infatti di poter incrementare il valore dell azienda con una gestione più efficiente, a parità di altre condizioni. La separazione dei due concetti consente di verificare più facilmente di non aver considerato due volte lo stesso effetto: si possono inoltre dare indicazioni più mirate riguardo alla strategia da perseguire durante la negoziazione del prezzo dell acquisizione. Si può, ad esempio, essere disposti a riconoscere pienamente il valore del controllo, valutando che la società da acquisire sarebbe in grado di ottenere da sola un miglioramento dell efficienza gestionale, ma solo una parte del valore della sinergia, perché senza la società acquirente non sarebbe possibile ottenere un vantaggio nella posizione di mercato o nelle economie di scala dei costi. In Tavola 1 è rappresentata un esemplificazione della scomposizione del prezzo di una azienda oggetto di acquisizione: il valore finale di mercato è dato dalla somma del valore contabile dell equity e del goodwill. Quest ultimo è composto da una prima parte, che rappresenta il premio che il mercato è disposto a riconoscere per l azienda nello stato in cui è prima dell acquisizione, e da una seconda parte, che rappresenta il valore che emerge in seguito all acquisizione, grazie al valore del controllo ed al valore delle sinergie. Tavola 1 Scomposizione del prezzo di un acquisizione + Attività - Debiti Goodwill Premio per l acquisizione Valore Contabile Valore di mercato ante acquisizione Valore di mercato post acquisizione Pagina 5 di 15

6 Entrando nel merito del calcolo, utilizzando il modello di attualizzazione dei flussi di cassa, appare evidente che le diverse tipologie di sinergie operative hanno differente impatto sulle variabili indipendenti del modello stesso; in particolare: le sinergie di costo sono le più facili da considerare: risparmi una-tantum influiscono solo sul flusso di cassa del periodo in cui si manifestano, mentre efficienze di carattere strutturale consentono di migliorare i margini anche nel medio-lungo periodo; le sinergie di crescita sono invece più articolate da modellare, perché possono derivare da un miglioramento del tasso di ritorno sugli investimenti, dalla possibilità di realizzare una quota maggiore di investimenti o dal miglioramento della posizione competitiva. Anche dal punto di vista della valutazione numerica, le prime pongono normalmente minori possibilità di errore: la valutazione del risparmio di costi è infatti naturalmente limitata dall ammontare dei costi stessi e dalla loro natura, mentre la valutazione della crescita può essere limitata solo dall esperienza e dal buon senso degli analisti. Un esempio numerico può essere utile per il consolidamento dei concetti: si considerino due aziende di dimensioni differenti, caratterizzate dai principali indicatori economico-finanziari riportati in Tavola 2, con la maggiore nel naturale ruolo di acquirente e la minore in quello di acquisita. Tavola 2 Indicatori economico-finanziari delle aziende Pagina 6 di 15

7 L acquirente ha una minore redditività operativa, ma garantisce un ROI superiore in virtù di una minor necessità di attivo immobilizzato; essendo uguale la struttura di finanziamento, composta per più del 90% da equity, ciò si traduce anche in una minor incidenza di oneri finanziari sul conto economico. L uguale livello di indebitamento comporta anche lo stesso costo del debito; il costo dell equity risulta invece inferiore per l azienda acquirente, che viene considerata meno rischiosa e le viene quindi attribuito un beta di 0,80 contro un valore di 0,90 dell azienda acquisita: Costo equity = Tasso risk free + Beta x Premio azionario Acquirente = 4,25% + 0,80 x 4,00 = 7,45% Acquisita = 4,25% + 0,90 x 4,00 = 7,85% WACC = Quota equity x Costo equity + Quota debito x (1 t) x Costo debito Acquirente = 0,90 x 7,45% + 0,10 x (1 35%) x 5% = 7,03% Acquisita = 0,90 x 7,85% + 0,10 x (1 35%) x 5% = 7,39% L azienda acquisita possiede una miglior capacità di reinvestimento; il tasso di crescita atteso (ROI at x Reinvestimento) risulta pari a 8,13%, superiore al 7,45% dell azienda acquirente. Nell acquisizione vi può quindi essere una sinergia di incremento del tasso di crescita. La crescita a questo livello è prevista per cinque anni: successivamente si riduce al 4,25% per entrambe le aziende, che non sono quindi più in grado di generare extra-redditi. In questa situazione, la capacità di reinvestimento (tasso di crescita / WACC) dell azienda acquirente (60,5%) migliora rispetto a quella della società acquisita (57,5%). Tavola 3 Valutazione delle due aziende ante acquisizione Pagina 7 di 15

8 La valutazione separata delle due aziende si può realizzare considerando il dettaglio dei flussi di cassa dei primi cinque anni a crescita sostenuta ed il valore finale come rendita perpetua del flusso del sesto anno - FCF/(WACC Tasso di crescita), il primo a regime. I risultati sono riportati in Tavola 3. Il valore complessivo senza sinergie risulta dunque pari a 365,8 + 83,3 = 449,1 milioni di Euro. Oltre al miglioramento dei tassi di crescita, che in realtà nel caso specifico ha un valore limitato, l azienda acquirente può ottenere altre sinergie operative con un risparmio di circa 500 mila Euro nei costi e di circa 5,1 milioni di Euro nell attivo immobilizzato, così come evidenziato in Tavola 4. Tavola 4 Indicatori economico-finanziari della azienda risultante La valutazione dell azienda risultante, realizzata con lo stesso schema visto per le due aziende singole, conduce ad una valutazione di 462,4 milioni di Euro, come si desume dalla Tavola 5. Il valore delle sinergie operative può quindi essere calcolato: Valore sinergie = Valore post Σ valori ante = 462,4 449,1 = 13,3 milioni Euro. Pagina 8 di 15

9 Tavola 5 Valutazione della azienda risultante dall acquisizione LA VALUTAZIONE DELLE SINERGIE FINANZIARIE Come detto in precedenza, una sinergia può essere creata anche da elementi di sola natura finanziaria: un beneficio fiscale dovuto a perdite pregresse o a rivalutazione di attività, un miglioramento della capacità di credito o l utilizzo di risorse finanziarie per investimenti con rendimenti superiori a quelli correnti. Va sottolineato come nel caso di beneficio fiscale i veri finanziatori dell operazione sono i contribuenti, che ne sostengono l onere, a parità di gettito complessivo. Nel caso di utilizzo di perdite pregresse, il valore della sinergia può essere calcolato come attualizzazione dei flussi di cassa futuri di minori imposte: in questo calcolo può essere necessario utilizzare coefficienti prudenziali perché le legislazioni fiscali stanno diventando sempre più restrittive a riguardo. Se l azienda acquisita avesse continuato ad essere in perdita, il beneficio deriva dal completo recupero delle imposte; in caso contrario, esso deriva solo dall anticipazione del risparmio fiscale. In alcuni paesi la legislazione consente di ottenere un ulteriore vantaggio da operazioni di fusione tra aziende, perché consente di detrarre dall imponibile fiscale un importo proporzionale al patrimonio netto contabile, considerando in pratica non deducibile la remunerazione dell equity, così come normalmente avviene per quella del debito: un intervento che comporti un incremento del patrimonio netto è quindi in grado di generare un ulteriore risparmio di imposte. Si consideri, in un esempio, che un azienda, caratterizzata da EBIT positivo ed in crescita ad un tasso del 7% annuo, abbia la possibilità di acquisire un altra azienda, contraddistinta da perdite pregresse per circa 17,3 milioni di Euro, EBIT correntemente negativo e possibilità di sfruttare fiscalmente queste perdite solo nell arco di 5 anni. Il valore della sinergia fiscale può essere calcolato verificando il carico fiscale delle due aziende considerate separatamente e confrontandolo con quello dell azienda risultante. Nel caso specifico, come risulta dalla Tabella 6, si ha uno spostamento del pagamento delle imposte dai primi due anni ai successivi tre: attualizzando i flussi differenziali al costo medio ponderato dell azienda risultante, pari a 8,2%, si ottiene un valore della sinergia pari a circa 1,9 milioni di Euro. Pagina 9 di 15

10 Tavola 6 Valutazione della sinergia fiscale Con la stessa metodologia è possibile calcolare il beneficio derivante da una rivalutazione delle attività; in Tavola 7 è riportato l andamento degli ammortamenti, previsti in assenza ed in presenza della rivalutazione. Nel caso specifico sono considerate tre categorie di cespiti con ammortamenti ad aliquote del 25%, del 15% e del 12%: l effetto di risparmio fiscale non è costante nel tempo, perché va esaurendosi nel tempo man mano che si azzera l ammortamento dei beni rivalutati. La sinergia è calcolata come somma dei risparmi fiscali che i maggiori ammortamenti consentono in ogni anno, attualizzati al costo medio ponderato del capitale pari al 7,22%; nel caso di esempio, una rivalutazione per 40,24 milioni di Euro conduce ad un beneficio complessivo pari a 11,85 milioni di Euro. Un ulteriore origine di sinergie finanziarie si può avere quando i flussi di cassa delle due aziende non sono correlati: la riduzione della variabilità dei flussi totali consente infatti di avere una maggiore capacità di credito ed un incremento di valore della società risultante. Pagina 10 di 15

11 Tavola 7 Valutazione della sinergia da rivalutazione attività Questo incremento deve essere tuttavia ponderato con il trasferimento di ricchezza dagli azionisti ai finanziatori: i tassi di interesse dei debiti delle due aziende sono infatti commisurati al maggior rischio insito in ciascuna di esse prima della fusione e la remunerazione che ottengono i finanziatori è superiore a quella che potrebbero avere se l azienda rinegoziasse il debito dopo la fusione. Tavola 8 Indicatori economico-finanziari delle due aziende Pagina 11 di 15

12 Si valuti il caso delle due aziende i cui risultati economico-finanziari sono riportati in Tavola 8: al di là delle differenze dimensionali, gli indicatori di performance sono molto simili (ROI, D/E, aliquota fiscale, costo del debito, tasso di reinvestimento). L unica differenza sostanziale è legata all appartenenza a due settori industriali distinti, che comporta un diverso grado di rischio: l azienda acquirente ha maggiore variabilità dell EBIT ed è quindi caratterizzata da un beta pari a 1,2, mentre l azienda acquisita ha un valore di 0,9. Ciò si riflette, ancora una volta, in una diversa valutazione del costo dell equity e, a parità di struttura finanziaria, in un diverso costo medio ponderato del capitale: per l azienda acquisita, meno rischiosa, si può calcolare 7,42% inferiore all 8,50% dell azienda acquirente. Se la fusione tra le due fosse dovuta solo ad una strategia di diversificazione, il valore post acquisizione sarebbe la semplice somma di quelli calcolati per le due aziende separatamente (Tavola 9), che risulta pari a 76,5 milioni di Euro. Tavola 9 Valutazione delle due aziende ante acquisizione In realtà, la miglior capacità di credito, conseguente alla stabilizzazione dei flussi di cassa, consente di innalzare il rapporto di indebitamento della struttura finanziaria ottimale da 0,10 a 0,20: ciò comporta una diminuzione del costo medio ponderato del capitale dell azienda acquirente a 7,95% ed un incremento del valore complessivo dell azienda a 79,1 milioni di Euro (Tavola 10). Il valore della sinergia risulta quindi pari a 2,6 milioni di Euro. Pagina 12 di 15

13 Tavola 10 Valutazione della azienda risultante dall acquisizione Da ultimo si considerano anche le sinergie che possono originarsi dalla fusione tra un azienda che ha disponibilità liquide ma non ha opportunità di investimento remunerative ed un azienda che si trova nella situazione opposta. Questa situazione si può riscontrare quando quest ultima è un azienda con un limitato accesso a fonti di finanziamento, sia per la struttura societaria sia per le dimensioni, mentre la prima è un azienda che può emettere sul mercato azioni ad un prezzo sufficientemente conveniente per finanziare gli investimenti: in questo caso gioca a vantaggio dell operazione la miglior conoscenza che i manager dell azienda hanno rispetto al mercato sulla redditività degli investimenti prospettati. Il valore generato dalla fusione può essere calcolato come somma attualizzata dei flussi di cassa relativi ai progetti che non avrebbero potuto essere realizzati in assenza di disponibilità liquide. Se la mancanza di risorse finanziarie avesse potuto essere risolta dalla seconda azienda nell arco di qualche anno, la sinergia non sarebbe più costituito dal Valore Attuale Netto dei progetti considerati ma solo dal beneficio di aver anticipato nel tempo la disponibilità di flussi di cassa positivi, così come già visto nel caso della valutazione di sinergie per risparmi fiscali. SINERGIE DI VALUTAZIONE DUBBIA Altre possibilità di sinergia possono essere normalmente considerate nelle valutazioni, oltre a quelle esaminate in precedenza relativamente alle attività operative e finanziarie. Le perplessità che esse sollevano sono legate al fatto che il loro valore deriva da considerazioni che una parte del mercato compie, spesso in modo fuorviante. Un esempio tipico è quello relativo al valore dell utile per azione, che un operazione di combinazione societaria può indurre a calcolare per le proiezioni future: si indica normalmente con il termine «diluizione» l effetto che induce ad una diminuzione dell utile per azione, mentre in caso contrario si può parlare di «concentrazione». Naturalmente gli analisti sono portati a valutare negativamente la prima situazione e positivamente la seconda. Affinchè un processo di concentrazione degli utili possa avere luogo è necessario che il rapporto tra prezzo dell azione e utile unitario (P/E) della società acquisita sia inferiore a quello della società acquirente: in questo caso, si presuppone che almeno una parte del mercato stimi un rialzo del prezzo dell azione della società acquirente in virtù dell incremento degli utili per azione. Ciò non ha senso nel medio periodo, perché il minor P/E della società acquisita si suppone possa aver fondamento in una spiegazione «razionale», quali un maggior rischio derivante dalla struttura del settore operativo e/o da una struttura finanziaria più indebitata, o da tassi di crescita inferiori alle aspettative. Se il mercato percepisce questa motivazione, al di là dei movimenti di prezzo del breve termine, il valore di P/E della società acquirente ha buone probabilità di diminuire. Pagina 13 di 15

14 Se la diminuzione di questo indice risulta più o meno proporzionale all incremento degli utili per azione non dipende tanto dal P/E della società acquisita quanto dal prezzo pagato per l acquisizione: se questo valore è superiore a quello di mercato la diminuzione del P/E risultante sarà più che proporzionale, mentre sarà più favorevole nel caso contrario. In conclusione, quindi, una operazione societaria impostata nei termini di una «concentrazione» degli utili per azione è orientata a sfruttare un «disorientamento» nelle valutazioni di mercato più che a creare valore di lungo periodo. In modo del tutto analogo è possibile ragionare quando si considerano le opportunità di crescita: aziende che non hanno rilevanti prospettive di crescita interna sono frequentemente orientate ad aggressive politiche di acquisizione: se il beneficio legato alla possibilità di espandere le attività è indubitabile, è il prezzo pagato per l acquisizione rispetto al valore di mercato che determina la possibilità di un incremento di valore più che l operazione in sé stessa. Un esempio numerico che utilizzi gli stessi schemi di calcolo visti in precedenza può servire a confermare il concetto: l azienda acquirente, caratterizzata da un tasso di crescita limitato (4,20%) decide di acquisire una azienda più piccola ma dinamica azienda, caratterizzata da un tasso di crescita del 16,80%. Il dettaglio degli indicatori utilizzati per la valutazione delle due è riportato in Tabella 11: utilizzando lo schema visto in precedenza si possono calcolare un valore di 86,2 milioni di Euro per l azienda acquirente e di 18,1 milioni di Euro per l acquisita. Tavola 11 Indicatori economico-finanziari delle due aziende Mentre è chiaro che l operazione si può tradurre in un miglioramento del tasso di crescita degli utili per l azienda acquirente, non è altrettanto scontato che ciò significhi anche un incremento di valore per i suoi azionisti: l effetto è positivo se il prezzo di acquisto è inferiore a 18,1 milioni, mentre risulta negativo in caso contrario. Il risultato positivo non dipende dalla capacità della prima azienda di «comprare» tassi di crescita, quanto dalla abilità di aver pagato la seconda meno del suo valore di mercato. Pagina 14 di 15

15 GLOSSARIO Goodwill Per goodwill si intende la differenza tra quanto pagato per l acquisizione di un azienda e quanto attribuito alle diverse attività e passività che costituiscono l entità acquisita. Al momento dell acquisto di un azienda con il pagamento di un avviamento, tutto il goodwill deve essere assegnato alle entità per le quali l avviamento è stato pagato. Si può quindi verificare il caso in cui tutto o una parte del goodwill sia da assegnare ad aziende alle quali non si attribuiscono attivi e passivi. In questo caso, per verificare la correttezza dell attribuzione, deve essere effettuata la valutazione delle aziende con il beneficio dell acquisizione e senza il beneficio dell acquisizione. La differenza tra le due valutazioni determina il corretto ammontare del goodwill da allocare. ROI ROI è l acronimi di: Return on Investments, ritorno sugli investimenti. Nella valutazione degli investimenti il ROI è calcolato in uno di questi due modi: 1)ROI = Risultato Operativo Netto medio per anno / Valore iniziale di libro o costo iniziale dell investimento; oppure 2) ROI = Utile netto medio per anno / Valore iniziale di libro o costo iniziale dell investimento.. Documento reperibile, assieme ad altre monografie, nella sezione Dossier del sito Documento pubblicato su licenza di WKI - Ipsoa Editore Fonte: Amministrazione & Finanza Quindicinale di gestione, pianificazione e controllo aziendale, Ipsoa Editore Copyright: WKI - Ipsoa Editore Pagina 15 di 15

Tecniche di stima del costo e delle altre forme di finanziamento

Tecniche di stima del costo e delle altre forme di finanziamento Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Tecniche di stima del costo e delle altre forme di finanziamento Capitolo 17 Indice degli argomenti 1. Rischio operativo e finanziario

Dettagli

SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE

SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE CORSO DI CORPORATE BANKING SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE - la metodologia EVA - Qual è il fine dell impresa nella logica della finanza aziendale? Massimizzare la creazione del valore per

Dettagli

Principali indici di bilancio

Principali indici di bilancio Principali indici di bilancio Descrizione Il processo di valutazione del merito creditizio tiene conto di una serie di indici economici e patrimoniali. L analisi deve sempre essere effettuata su un arco

Dettagli

Valutazione d Azienda Lezione 5

Valutazione d Azienda Lezione 5 Valutazione d Azienda Lezione 5 1 Le prospettive di valutazione [P.I.V. I.7] Generico operatore partecipante al mercato Specifico soggetto 2 I partecipanti al mercato Si tratta della generalità dei potenziali

Dettagli

L ANALISI PER INDICI

L ANALISI PER INDICI L ANALISI PER INDICI 1. Gli indici di bilancio Dopo aver riclassificato il bilancio d esercizio è possibile calcolare partendo dai dati dello Stato Patrimoniale e del Conto economico alcuni indicatori,

Dettagli

I.2 L analisi economico-finanziaria: redditività conseguita, redditività attesa e creazione di valore economico

I.2 L analisi economico-finanziaria: redditività conseguita, redditività attesa e creazione di valore economico Introduzione I.1 Premessa Analizzare la situazione economico-finanziaria di un impresa significa poter affrontare alcune questioni critiche della gestione dell azienda e cioè essere in grado di poter rispondere

Dettagli

L equilibrio finanziario

L equilibrio finanziario L equilibrio finanziario La riclassificazione del bilancio d esercizio Prof. Andrea Calabrò E-mail: andrea.calabro@uniroma2.it Il bilancio pubblico Il Bilancio è il documento contabile in cui trovano rappresentazione

Dettagli

SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE

SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE CORSO DI CORPORATE BANKING AND FINANCE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE - la metodologia EVA - Qual è il fine dell impresa nella logica della finanza aziendale? Massimizzare la creazione del

Dettagli

CORSO DI FINANZA AZIENDALE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE

CORSO DI FINANZA AZIENDALE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE CORSO DI FINANZA AZIENDALE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE Testo di riferimento: Analisi Finanziaria (a cura di E. Pavarani) - McGraw-Hill - 2001 Cap. 9 1 Qual è il fine dell azienda? Massimizzare

Dettagli

FUSIONI E ACQUISIZIONI

FUSIONI E ACQUISIZIONI FUSIONI E ACQUISIZIONI 1. Fusioni e acquisizioni: concetti introduttivi 2. Il valore del controllo di un impresa 3. La redditività di un acquisizione 4. Alcuni tipi particolari di acquisizioni: LBO, MBO

Dettagli

Qual è il fine dell azienda?

Qual è il fine dell azienda? CORSO DI FINANZA AZIENDALE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE Testo di riferimento: Analisi Finanziaria (a cura di E. Pavarani) - McGraw-Hill - 2001 Cap. 9 1 Qual è il fine dell azienda? Massimizzare

Dettagli

Schema 1. Attrattività del cliente (da1 a 6)

Schema 1. Attrattività del cliente (da1 a 6) Schema 1 Gruppo di Prodotti/servizi Contributo alle vendite (percentuale) Contributo al profitto (percentuale) Attrattività del cliente (da1 a 6) Attrattività dei fornitori (da1 a 6) Attrattività della

Dettagli

L ECONOMICITÀ AZIENDALE

L ECONOMICITÀ AZIENDALE L ECONOMICITÀ AZIENDALE IMPRESA tende alla sopravvivenza (autonoma) nel tempo 1 a condizione: Equilibrio economico Risorse consumo (utilizzazione) Collocamento l azienda deve conseguire in volume di ricavi

Dettagli

I metodi di valutazione di azienda

I metodi di valutazione di azienda I metodi di valutazione di azienda 2 parte A cura del prof. Michele Rutigliano 1 I metodi finanziari: logica sottostante I metodi finanziari sono generalmente ritenuti i più razionali ai fini della valutazione

Dettagli

Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario

Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario Relazioni monetarie e finanziarie si stabiliscono anche tra i residenti di un paese e i non-residenti. Le transazioni internazionali necessitano di istituzioni

Dettagli

Lezione 12 Applicazioni: Internet stock, fusioni ed acquisizioni

Lezione 12 Applicazioni: Internet stock, fusioni ed acquisizioni Lezione 12 Applicazioni: Internet stock, fusioni ed acquisizioni Analisi degli Investimenti 2014/15 Lorenzo Salieri Internet Stock In concomitanza alla crescente popolarità del settore Internet osservata

Dettagli

La programmazione delle scelte finanziarie

La programmazione delle scelte finanziarie Economia e gestione delle imprese II La programmazione delle scelte finanziarie dott. Matteo Rossi Benevento, 23 febbraio 2009 La gestione finanziaria La gestione finanziaria ha ad oggetto il complesso

Dettagli

Pianificazione economico-finanziaria Prof. Ettore Cinque. Modelli e tecniche di simulazione economico-finanziaria

Pianificazione economico-finanziaria Prof. Ettore Cinque. Modelli e tecniche di simulazione economico-finanziaria Modelli e tecniche di simulazione economico-finanziaria Bilanci preventivi e piani finanziari perché utilizzarli? Simulazione di scenari e valutazione impatto variabili di business Analisi compatibilità

Dettagli

Valutazione d Azienda. Lezione 11 I METODI RELATIVI

Valutazione d Azienda. Lezione 11 I METODI RELATIVI Valutazione d Azienda Lezione 11 I METODI RELATIVI 1 I metodi relativi Le valutazioni comparative di mercato «Le valutazioni comparative comportano l applicazione, a grandezze aziendali rilevanti, di moltiplicatori

Dettagli

Impairment test: la valutazione di una partecipazione

Impairment test: la valutazione di una partecipazione Impairment test: la valutazione di una partecipazione 1 Finalità e limitazioni dell incarico 2 La metodologia valutativa 3 La valutazione della società 4 Criticità riscontrate nella valutazione 5 Verifiche

Dettagli

Indice della lezione. Per fare scelte coerenti in termini di Finanza Aziendale. La finanza aziendale. La stima del costo del capitale

Indice della lezione. Per fare scelte coerenti in termini di Finanza Aziendale. La finanza aziendale. La stima del costo del capitale UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA Corso di pianificazione finanziaria Il costo del capitale è un tasso di attualizzazione Quale tasso di attualizzazione? Il Wacc La stima del costo del

Dettagli

Finanza Aziendale. Lezione 13. Introduzione al costo del capitale

Finanza Aziendale. Lezione 13. Introduzione al costo del capitale Finanza Aziendale Lezione 13 Introduzione al costo del capitale Scopo della lezione Applicare la teoria del CAPM alle scelte di finanza d azienda 2 Il rischio sistematico E originato dalle variabili macroeconomiche

Dettagli

1. Normalizzazione ed omogeneizzazione del reddito

1. Normalizzazione ed omogeneizzazione del reddito 1. Normalizzazione ed omogeneizzazione del reddito Esercizio: utile (euro) tasso d'inflazione aliquota fiscale (t) anno 2009 100 3,00% 50% anno 2010 120 4,00% 50% anno 2011 80 5,00% 50% Eventi: -Nel 2009:

Dettagli

Il rendiconto finanziario e gli indici di bilancio

Il rendiconto finanziario e gli indici di bilancio Il rendiconto finanziario e gli indici di bilancio Erika Cresti Firenze, 18 ottobre 2013 Indice La gestione della variabile finanziaria Il rendiconto finanziario: normativa e principi contabili di riferimento

Dettagli

GLI EQUILIBRI AZIENDALI

GLI EQUILIBRI AZIENDALI GLI EQUILIBRI AZIENDALI Il fine ultimo dell azienda è se stessa, ossia la sua capacità di sopravvivere e svilupparsi, operando in condizioni di «equilibrio». Le condizioni di equilibrio aziendale sono

Dettagli

di Antonio Ferrandina Marketing e Vendite>> Sistemi di management

di Antonio Ferrandina Marketing e Vendite>> Sistemi di management EDILIZIA di Antonio Ferrandina Marketing e Vendite>> Sistemi di management DEFINIZIONE DEL SETTORE Nel settore edilizio possono essere individuati 2 micro-settori: edilizia residenziale in conto proprio:

Dettagli

Dalle Relazioni, il Valore

Dalle Relazioni, il Valore Calcolo e ripartizione del Valore Aggiunto 80 Schemi e prospetti 82 Le strategie e il Valore 86 Il Valore delle relazioni 88 Indici di Sostenibilità 89 78 79 Calcolo e ripartizione del Valore Aggiunto

Dettagli

I processi di finanziamento

I processi di finanziamento I processi di finanziamento 1. pianificazione finanziaria: fabbisogno e fonti di finanziamento 2. acquisizione del finanziamento tutte quelle attività volte a reperire, gestire e rimborsare i finanziamenti

Dettagli

ANALISI PER INDICI BILANCIO CONSOLIDATO CDC ESERCIZI ANNI 2010 E 2009

ANALISI PER INDICI BILANCIO CONSOLIDATO CDC ESERCIZI ANNI 2010 E 2009 ANALISI PER INDICI BILANCIO CONSOLIDATO CDC ESERCIZI ANNI 2010 E 2009 1. PREMESSA: ANALISI DEGLI SCHEMI Il gruppo CDC redige il proprio bilancio consolidato, in migliaia di euro, in conformità agli IAS/IFRS

Dettagli

Le analisi di bilancio per indici

Le analisi di bilancio per indici Riclassificazione e interpretazione Le analisi di bilancio per indici di Silvia Tommaso - Università della Calabria Obiettivo delle analisi di bilancio è quello di ottenere informazioni adeguate a prendere

Dettagli

Indice della lezione. La finanza aziendale UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA

Indice della lezione. La finanza aziendale UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA Corso di Corporate Banking a.a. 2010-2011 (Professor Eugenio Pavarani) La stima del costo del capitale 1 Indice della lezione Il costo del capitale (=

Dettagli

BILANCIO CIVILISTICO E BILANCIO RICLASSIFICATO

BILANCIO CIVILISTICO E BILANCIO RICLASSIFICATO BILANCIO CIVILISTICO E BILANCIO RICLASSIFICATO La riclassificazione del bilancio Lo schema di bilancio attualmente utilizzato nell'unione Europea non soddisfa interamente le esigenze degli analisti. E'

Dettagli

GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ GENERALE E

GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ GENERALE E WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ GENERALE E IL BILANCIO D ESERCIZIO A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA 1 SOMMARIO LE NOZIONI DI CONTABILITÀ GENERALE E BILANCIO

Dettagli

Parimenti una gestione delle scorte in maniera non oculata può portare a serie ripercussioni sul rendimento sia dei mezzi propri che di terzi.

Parimenti una gestione delle scorte in maniera non oculata può portare a serie ripercussioni sul rendimento sia dei mezzi propri che di terzi. Metodo per la stima del ROE e del ROI in un azienda operante nel settore tessile abbigliamento in funzione delle propria struttura di incasso e pagamento e della gestione delle rimanenze di magazzino.

Dettagli

riamo News Rendimenti dei compari di Priamo nel primo semestre del 2014 5,57% 2,00% 0,85% BILANCIO PRUDENTE

riamo News Rendimenti dei compari di Priamo nel primo semestre del 2014 5,57% 2,00% 0,85% BILANCIO PRUDENTE Mi è convenuto aderire a Priamo? Guardando ai rendimenti che Priamo ha ottenuto negli ultimi anni, la risposta è sicuramente sì. I risultati dei rendimenti conseguiti nel 2013 dai gestori finanziari selezionati

Dettagli

SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE - la metodologia EVA -

SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE - la metodologia EVA - CORSO DI PIANIFICAZIONE FINANZIARIA SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE - la metodologia EVA - Testo di riferimento: Analisi Finanziaria (a cura di E. Pavarani) - McGraw-Hill - 2002 Cap. 9 (Dottor

Dettagli

TECNICHE DI STIMA DEL COSTO DEL CAPITALE AZIONARIO. Docente: Prof. Massimo Mariani

TECNICHE DI STIMA DEL COSTO DEL CAPITALE AZIONARIO. Docente: Prof. Massimo Mariani TECNICHE DI STIMA DEL COSTO DEL CAPITALE AZIONARIO Docente: Prof. Massimo Mariani 1 SOMMARIO Il costo del capitale: la logica di fondo Le finalità del calcolo del costo del capitale Il costo del capitale

Dettagli

PRINCIPIO CONTABILE INTERNAZIONALE N. 28. Partecipazioni in società collegate

PRINCIPIO CONTABILE INTERNAZIONALE N. 28. Partecipazioni in società collegate PRINCIPIO CONTABILE INTERNAZIONALE N. 28 Partecipazioni in società collegate SOMMARIO Paragrafi Ambito di applicazione 1 Definizioni 2-12 Influenza notevole 6-10 Metodo del patrimonio netto 11-12 Applicazione

Dettagli

Rischio e rendimento degli strumenti finanziari

Rischio e rendimento degli strumenti finanziari Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Rischio e rendimento degli strumenti finanziari Capitolo 15 Indice degli argomenti 1. Analisi dei rendimenti delle principali attività

Dettagli

Elaborazione di un bilancio con dati a scelta a partir. tire e da indici

Elaborazione di un bilancio con dati a scelta a partir. tire e da indici Tracce di temi 2010 Scuola Duemila 1 Traccia n. 1 Elaborazione di un bilancio con dati a scelta a partir tire e da indici Olivia Leone Il candidato illustri brevemente quali sono i principali vincoli da

Dettagli

di Andrea Papavero Marketing e Vendite >> CRM

di Andrea Papavero Marketing e Vendite >> CRM RICONOSCERE I CLIENTI PROFITTEVOLI : GLI STRUMENTI DI VALUTAZIONE di Andrea Papavero Marketing e Vendite >> CRM DEFINIRE IL GRADO DI PROFITTABILITA DEL CLIENTE Avere un'organizzazione orientata al cliente

Dettagli

LA RELAZIONE SULLA GESTIONE E GLI INDICATORI DI RISULTATO FINANZIARI. Roma, 2 marzo 2010 Prof. Fabrizio Di Lazzaro

LA RELAZIONE SULLA GESTIONE E GLI INDICATORI DI RISULTATO FINANZIARI. Roma, 2 marzo 2010 Prof. Fabrizio Di Lazzaro LA RELAZIONE SULLA GESTIONE E GLI INDICATORI DI RISULTATO FINANZIARI Roma, 2 marzo 2010 Prof. Fabrizio Di Lazzaro Direttiva 2003/51/CE D.Lgs. 32/2007 Le società di capitali italiane sono tenute a seguire

Dettagli

SPACE S.P.A. - POLITICA DI INVESTIMENTO AI SENSI DEL REGOLAMENTO DEI MERCATI ORGANIZZATI E GESTITI DA BORSA ITALIANA S.P.A.

SPACE S.P.A. - POLITICA DI INVESTIMENTO AI SENSI DEL REGOLAMENTO DEI MERCATI ORGANIZZATI E GESTITI DA BORSA ITALIANA S.P.A. SPACE S.P.A. - POLITICA DI INVESTIMENTO AI SENSI DEL REGOLAMENTO DEI MERCATI ORGANIZZATI E GESTITI DA BORSA ITALIANA S.P.A. 1. PREMESSE La presente politica di investimento è stata approvata dall assemblea

Dettagli

Indici di Bilancio. Prof. Fabio Corno Dott. Stefano Colombo. Milano-Bicocca University All rights reserved

Indici di Bilancio. Prof. Fabio Corno Dott. Stefano Colombo. Milano-Bicocca University All rights reserved Indici di Bilancio Prof. Fabio Corno Dott. Stefano Colombo Milano-Bicocca University All rights reserved Milano, marzo 2012 Gli indici di bilancio I dati desumibili dal bilancio possono essere trasformati

Dettagli

La strategia finanziaria

La strategia finanziaria La strategia finanziaria Strategie di posizionamento (rivolte all esterno) AZIENDA strategia sociale CONTESTO SOCIALE posizionamento sociale Analisi degli input strategici esterni MERCATI FINANZIARI finanziatori

Dettagli

IL RISCHIO D IMPRESA ED IL RISCHIO FINANZIARIO. LA RELAZIONE RISCHIO-RENDIMENTO ED IL COSTO DEL CAPITALE.

IL RISCHIO D IMPRESA ED IL RISCHIO FINANZIARIO. LA RELAZIONE RISCHIO-RENDIMENTO ED IL COSTO DEL CAPITALE. IL RISCHIO D IMPRESA ED IL RISCHIO FINANZIARIO. LA RELAZIONE RISCHIO-RENDIMENTO ED IL COSTO DEL CAPITALE. Lezione 5 Castellanza, 17 Ottobre 2007 2 Summary Il costo del capitale La relazione rischio/rendimento

Dettagli

ANALISI PER INDICI BILANCIO CONSOLIDATO DATALOGIC ANNI 2010 E 2009

ANALISI PER INDICI BILANCIO CONSOLIDATO DATALOGIC ANNI 2010 E 2009 ANALISI PER INDICI BILANCIO CONSOLIDATO DATALOGIC ANNI 2010 E 2009 1. PREMESSA: ANALISI DEGLI SCHEMI Il gruppo Datalogic redige il proprio bilancio consolidato, in migliaia di euro, in conformità agli

Dettagli

Dividendi e valore delle azioni

Dividendi e valore delle azioni Dividendi e valore delle azioni La teoria economica sostiene che in ultima analisi il valore delle azioni dipende esclusivamente dal flusso scontato di dividendi attesi. Formalmente: V = E t=0 1 ( ) t

Dettagli

INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE. Docente: Prof. Massimo Mariani

INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE. Docente: Prof. Massimo Mariani INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE Docente: Prof. Massimo Mariani SOMMARIO La creazione del valore Che cos è la finanza aziendale Obiettivi degli stakeholders Massimizzazione del valore Massimizzazione

Dettagli

Test di ammissione al Corso di Laurea magistrale a numero programmato in: Finanza, Intermediari e Mercati - CLAMFIM (cod. 0901)

Test di ammissione al Corso di Laurea magistrale a numero programmato in: Finanza, Intermediari e Mercati - CLAMFIM (cod. 0901) Test di ammissione al Corso di Laurea magistrale a numero programmato in: Finanza, Intermediari e Mercati - CLAMFIM (cod. 0901) Classe: LM-16 (Finanza) Anno Accademico 2011/2012 1 1) Secondo qualsiasi

Dettagli

SOGEFI: RISULTATI SEMESTRALI IN CALO PER LA MINORE PRODUZIONE DI AUTO, RICAVI E MARGINI IN RIPRESA NEL SECONDO TRIMESTRE

SOGEFI: RISULTATI SEMESTRALI IN CALO PER LA MINORE PRODUZIONE DI AUTO, RICAVI E MARGINI IN RIPRESA NEL SECONDO TRIMESTRE COMUNICATO STAMPA Il Consiglio di Amministrazione approva la relazione al 30 giugno 2009 SOGEFI: RISULTATI SEMESTRALI IN CALO PER LA MINORE PRODUZIONE DI AUTO, RICAVI E MARGINI IN RIPRESA NEL SECONDO TRIMESTRE

Dettagli

COMUNICATO STAMPA. ROSSS: il CdA approva bilancio consolidato e il progetto di bilancio al 31 dicembre 2014

COMUNICATO STAMPA. ROSSS: il CdA approva bilancio consolidato e il progetto di bilancio al 31 dicembre 2014 COMUNICATO STAMPA Scarperia (FI), 30 marzo 2015 ROSSS: il CdA approva bilancio consolidato e il progetto di bilancio al 31 dicembre 2014 Dati relativi al bilancio consolidato al 31 dicembre 2014 Ricavi

Dettagli

di Massimo Brisciani Risorse Umane >> Amministrazione del personale

di Massimo Brisciani Risorse Umane >> Amministrazione del personale IL METODO DEL COSTO STANDARD di Massimo Brisciani Risorse Umane >> Amministrazione del personale Il datore di lavoro ha necessità di conoscere in via preventiva quale sarà il costo del personale che occupa

Dettagli

La riclassificazione del bilancio d esercizio

La riclassificazione del bilancio d esercizio La riclassificazione del bilancio d esercizio Testo di riferimento: Analisi Finanziaria (a cura di E. Pavarani), Mc Graw-Hill 2001, cap. 4 1 Il bilancio pubblico. Il sistema informativo di bilancio secondo

Dettagli

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI Valore aggiunto Valore della produzione - Consumi di materie - Spese generali + Accantonamenti Mol (Valore

Dettagli

Le regole e i contenuti della relazione sulla gestione della Dott.ssa Marina Torcello

Le regole e i contenuti della relazione sulla gestione della Dott.ssa Marina Torcello Le regole e i contenuti della relazione sulla gestione della Dott.ssa Marina Torcello Abstract La relazione sulla gestione costituisce uno dei principali documenti allegati al bilancio d esercizio, il

Dettagli

L ANALISI PER INDICI

L ANALISI PER INDICI Obiettivo dell analisi per indici è la valutazione delle scelte dell imprenditore attraverso la misurazione degli effetti economici, finanziari e patrimoniale prodotti dalle stesse. La corretta misurazione

Dettagli

LA LETTURA DEL BILANCIO ANALISI E INDICI DI BILANCIO

LA LETTURA DEL BILANCIO ANALISI E INDICI DI BILANCIO LA LETTURA DEL BILANCIO ANALISI E INDICI DI BILANCIO Prof R Bauer Strumenti di analisi e lettura del bilancio: L analisi di bilancio può essere condotta con : A) la riclassificazione degli schemi di bilancio;

Dettagli

Indice. pagina 2 di 8

Indice. pagina 2 di 8 LEZIONE SOURCING, PROCUREMENT E METODOLOGIE PER L'OTTIMIZZAZIONE DELLA CATENA DEL VALORE DOTT.SSA ROSAMARIA D AMORE Indice 1 Catena del valore e creazione del valore --------------------------------------------------------------

Dettagli

Valutazione di intangibili e impairment

Valutazione di intangibili e impairment IMPAIRMENT EVIDENZE DAI MEDIA ITALIANI Valutazione di intangibili e impairment -Valutazione di attività immateriali in aziende editoriali -Valutazioni per impairment test 1 La valutazione di asset si ha

Dettagli

L 261/178 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea

L 261/178 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 261/178 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea 13.10.2003 i requisiti di contabilizzazione e valutazione per i rimborsi nei paragrafi 104A, 128 e 129 e le relative informazioni integrative nei paragrafi

Dettagli

La valutazione dell Impresa e l analisi dei flussi 1

La valutazione dell Impresa e l analisi dei flussi 1 Newsletter Phedro dicembre 2007 La valutazione dell Impresa e l analisi dei flussi 1 Prof. Roberto Cappelletto 2 e Dott. Gabriele Toniolo 3 1) Dalla Logica Contabile all Analisi dei Flussi Come si è potuto

Dettagli

GLI SCHEMI DI RICLASSIFICAZIONE

GLI SCHEMI DI RICLASSIFICAZIONE GLI SCHEMI DI RICLASSIFICAZIONE Si differenziano soprattutto per il trattamento delle poste patrimoniali. Il criterio della liquidità/esigibilità: attività in ordine di liquidità decrescente, passività

Dettagli

PARTE SECONDA La gestione aziendale

PARTE SECONDA La gestione aziendale PARTE SECONDA La gestione aziendale Di cosa parleremo In questo capitolo analizzeremo le diverse operazioni della gestione, che si distinguono in fatti esterni o di scambio e fatti interni o di produzione

Dettagli

Capitolo Terzo Valore attuale e costo opportunità del capitale

Capitolo Terzo Valore attuale e costo opportunità del capitale Capitolo Terzo Valore attuale e costo opportunità del capitale 1. IL VALORE ATTUALE La logica di investimento aziendale è assolutamente identica a quella adottata per gli strumenti finanziari. Per poter

Dettagli

13.10.2003 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea

13.10.2003 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 261/31 35. Informazioni sui valori contabili contenuti in differenti classificazioni di rimanenze e l ammontare delle variazioni in queste voci di attività è utile per gli utilizzatori del bilancio.

Dettagli

Fonti di finanziamento: l effetto positivo della leva finanziaria

Fonti di finanziamento: l effetto positivo della leva finanziaria Il caso Fonti di finanziamento: l effetto positivo della leva finanziaria di Silvia Tommaso - Università della Calabria Nella scelta delle fonti di finanziamento, necessarie alla copertura del fabbisogno

Dettagli

L analisi di bilancio. Gli indici

L analisi di bilancio. Gli indici L analisi di bilancio Gli indici L analisi nel tempo e nello spazio L analisi di bilancio mediante indici deve sempre basarsi su confronti critici: Nel tempo: occorre osservare una serie storica di indici

Dettagli

La teoria finanziaria del valore asserisce che il valore di una iniziativa dipende essenzialmente da tre fattori:

La teoria finanziaria del valore asserisce che il valore di una iniziativa dipende essenzialmente da tre fattori: La teoria finanziaria del valore asserisce che il valore di una iniziativa dipende essenzialmente da tre fattori: i flussi monetario che l iniziativa è in grado di generare il profilo temporale associabile

Dettagli

Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito

Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito Finalità La finalità del presente Principio è quella di definire il trattamento contabile delle imposte sul reddito. L aspetto principale della

Dettagli

Commento al tema di Economia aziendale

Commento al tema di Economia aziendale Commento al tema di Economia aziendale Il tema proposto per la prova di Economia aziendale negli Istituti Tecnici è incentrato sul controllo di gestione ed è articolato in una parte obbligatoria e tre

Dettagli

Comunicato stampa Progetto di bilancio al 31 dicembre 2014

Comunicato stampa Progetto di bilancio al 31 dicembre 2014 Comunicato stampa Progetto di bilancio al 31 dicembre 2014 Approvati dal Consiglio i risultati 2014: il bilancio consolidato 2014 conferma sostanzialmente i risultati già riportati nel resoconto intermedio

Dettagli

CORSO DI MARKETING PROGREDITO MARKETING METRICS II PARTE. Prof. Giancarlo Ferrero Università di Urbino Carlo Bo

CORSO DI MARKETING PROGREDITO MARKETING METRICS II PARTE. Prof. Giancarlo Ferrero Università di Urbino Carlo Bo CORSO DI MARKETING PROGREDITO MARKETING METRICS II PARTE Prof. Giancarlo Ferrero Università di Urbino Carlo Bo 1 La marketing scorecard Elementi da stimare ex ante e misurare ex post (esempi) Prospettiva

Dettagli

Gli ambiti della finanza aziendale

Gli ambiti della finanza aziendale LA FUNZIONE FINANZA Finanza aziendale Governo delle risorse di capitale dell azienda, attuato regolando tutti i movimenti di acquisizione e di impiego dei mezzi finanziari Gli ambiti della finanza aziendale

Dettagli

26/10/2010. I processi di finanziamento. Processi di finanziamento. Processi di gestione monetaria. FABBISOGNO di mezzi finanziari

26/10/2010. I processi di finanziamento. Processi di finanziamento. Processi di gestione monetaria. FABBISOGNO di mezzi finanziari 1. Pianificazione finanziaria: fabbisogno e fonti di finanziam. Processi di finanziamento 4. Rimborso dei finanziamenti I processi di finanziamento Processi economici di produzione 2. Acquisizione dei

Dettagli

CALCOLO DEGLI INDICI NELL ANALISI DI BILANCIO

CALCOLO DEGLI INDICI NELL ANALISI DI BILANCIO CALCOLO DEGLI NELL ANALISI DI BILANCIO SOMMARIO SCHEMA DI SINTESI PRINCIPALI CASO-GUIDA SULLA TECNICA DI CALCOLO DEGLI Principio di revisione n. 570 La valutazione dello stato di salute della società oggetto

Dettagli

I N D I C E 1 [ FILIALE LEGGERA O CLIENTE? ] 2 [ GESTIONE PER MATRICE O PER SOCIETA? ] 3 [ EFFICACIA O EFFICIENZA? ]

I N D I C E 1 [ FILIALE LEGGERA O CLIENTE? ] 2 [ GESTIONE PER MATRICE O PER SOCIETA? ] 3 [ EFFICACIA O EFFICIENZA? ] MODELLI DI SVILUPPO INTERNAZIONALE I N D I C E 1 [ FILIALE LEGGERA O CLIENTE? ] 2 [ GESTIONE PER MATRICE O PER SOCIETA? ] 3 [ EFFICACIA O EFFICIENZA? ] La scelta del modello ottimale per lo sviluppo nei

Dettagli

Bilanci previsionali 20.. 20. 20. Stato Patrimoniale

Bilanci previsionali 20.. 20. 20. Stato Patrimoniale MODULO PER LA VALUTAZIONE DELLE IMPRESE DI RECENTE COSTITUZIONE PER FINANZIAMENTI DI IMPORTO SUPERIORE A 50.000,00 EURO (importi in migliaia di Euro) Immobilizzazioni Rimanenze Disponibilità Bilanci previsionali

Dettagli

ESERCIZI SULLE SINGOLE VOCI DI BILANCIO (ART. 2426)

ESERCIZI SULLE SINGOLE VOCI DI BILANCIO (ART. 2426) ESERCIZI SULLE SINGOLE VOCI DI BILANCIO (ART. 2426) 22 IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI ACQUISTO DI UNA IMMOBILIZZAZIONE MATERIALE DA TERZI CON ACCONTO AL FORNITORE (punto 1, art. 2426) Si faccia l esempio dell

Dettagli

INDICI DI BILANCIO. Lo stato patrimoniale, riclassificato, assume la forma che schematizziamo di seguito:

INDICI DI BILANCIO. Lo stato patrimoniale, riclassificato, assume la forma che schematizziamo di seguito: INDICI DI BILANCIO L analisi per indici del bilancio consiste nel calcolare, partendo dai dati dello Stato patrimoniale e del Conto economico, opportunamente revisionati e riclassificati, indici (quozienti,

Dettagli

Dalla business idea alla sua realizzazione: il ruolo del business plan

Dalla business idea alla sua realizzazione: il ruolo del business plan TRIESTE 25 gennaio - 15 febbraio 2014 Dalla business idea alla sua realizzazione: il ruolo del business plan GIORGIO VALENTINUZ DEAMS «Bruno de Finetti» Università di Trieste www.deams.units.it Il business

Dettagli

Obiettivi della lezione #4

Obiettivi della lezione #4 Obiettivi della lezione #4 La lezione oggi affronta i seguenti temi: modelli DCF: valore attuale netto e rendimento (saggio di rendimento interno) di un progetto il ruolo delle modalità di finanziamento

Dettagli

LE PREVISIONI ECONOMICO-FINANZIARIE Nuovi progetti imprenditoriali

LE PREVISIONI ECONOMICO-FINANZIARIE Nuovi progetti imprenditoriali LE PREVISIONI ECONOMICO-FINANZIARIE Nuovi progetti imprenditoriali v Evidenziare gli investimenti iniziali v Valutare economicità v Evidenziare i flussi di cassa netti v Predisporre la copertura finanziaria

Dettagli

Metodo DCF (Discounted cash flow): i flussi di cassa prospettici levered e unlevered

Metodo DCF (Discounted cash flow): i flussi di cassa prospettici levered e unlevered Metodo DCF (Discounted cash flow): i flussi di cassa prospettici levered e unlevered Premessa Il metodo DCF Come noto il metodo DCF (Discounted cash flow) si è affermato da tempo, soprattutto nella prassi

Dettagli

Comunicato stampa Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2015

Comunicato stampa Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2015 Comunicato stampa Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2015 Nel primo semestre 2015 il Gruppo Cairo Communication ha continuato a conseguire risultati positivi nei suoi settori tradizionali (editoria

Dettagli

MODELLI DI VALUTAZIONE PER LE PMI

MODELLI DI VALUTAZIONE PER LE PMI MODELLI DI VALUTAZIONE PER LE PMI Al fine di ottenere un rating sempre più rispondente alla concreta realtà aziendale l impresa può adottare correttivi in grado di modificare la PD. Se la netta specificazione

Dettagli

Teoria del valore dell impresa. Casi aziendali sui metodi finanziari e reddituali

Teoria del valore dell impresa. Casi aziendali sui metodi finanziari e reddituali Casi aziendali sui metodi finanziari e reddituali Si determini, utilizzando il metodo unlevered discounted cash flow, il valore del capitale economico di un impresa alla data del 1 gennaio 2008 operante

Dettagli

Capitolo XV. La gestione della finanza: investimenti e finanziamenti

Capitolo XV. La gestione della finanza: investimenti e finanziamenti Capitolo XV La gestione della finanza: investimenti e finanziamenti La funzione finanziaria Nella funzione finanziaria si comprende il complesso di decisioni e di operazioni volte a reperire e ad impiegare

Dettagli

ACQUE DEL BASSO LIVENZA PATRIMONIO SPA. Relazione sulla gestione del bilancio al 31/12/2014

ACQUE DEL BASSO LIVENZA PATRIMONIO SPA. Relazione sulla gestione del bilancio al 31/12/2014 ACQUE DEL BASSO LIVENZA PATRIMONIO SPA Sede in VIALE TRIESTE 11-30020 ANNONE VENETO (VE) Capitale sociale Euro 7.993.843,00 i.v. Codice fiscale: 04046770279 Iscritta al Registro delle Imprese di Venezia

Dettagli

Analisi della sostenibilità dell indebitamento finanziario nelle piccole e medie imprese Di : Pietro Bottani Dottore Commercialista in Prato

Analisi della sostenibilità dell indebitamento finanziario nelle piccole e medie imprese Di : Pietro Bottani Dottore Commercialista in Prato Analisi della sostenibilità dell indebitamento finanziario nelle piccole e medie imprese Di : Pietro Bottani Dottore Commercialista in Prato Introduzione La situazione della finanza mondiale versa oggi

Dettagli

Rendimento certificato 2012 Rialto Previdenza 5,56%

Rendimento certificato 2012 Rialto Previdenza 5,56% Product pack BG Previdenza Attiva per costruire il tuo futuro in tutta tranquillità Rendimento certificato 2012 Rialto Previdenza 5,56% La pensione oggi La classifica delle pensioni dalla Relazione Annuale

Dettagli

comunicato stampa IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APPROVA IL RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 31 DICEMBRE 2014

comunicato stampa IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APPROVA IL RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 31 DICEMBRE 2014 IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APPROVA IL RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 31 DICEMBRE 2014 PRINCIPALI RISULTATI CONSOLIDATI DELL ESERCIZIO 2014 (VS ESERCIZIO 2013)*: RICAVI NETTI: 426,1 MILIONI DI

Dettagli

EQUILIBRI DI GESTIONE

EQUILIBRI DI GESTIONE EQUILIBRI DI GESTIONE MAPPA DEGLI EQUILIBRI GESTIONALI Gestione caratteristica Equilibrio economico Gestione extra-caratteristica costi ricavi oneri proventi di lungo periodo fonti impieghi Equilibrio

Dettagli

Allegato B CASH FLOW GENERATO E SOSTENIBILITÀ FINANZIARIA

Allegato B CASH FLOW GENERATO E SOSTENIBILITÀ FINANZIARIA Allegato B CASH FLOW GENERATO E SOSTENIBILITÀ FINANZIARIA SOMMARIO 1 LA FINANZIABILITÀ DEL PIANO...I 2 I CONTI ECONOMICI DI PREVISIONE...V 3 STATO PATRIMONIALE...VII 4 FLUSSI DI CASSA... VIII 5 UNO SCENARIO

Dettagli

Le funzioni di gestione dell impresa: la gestione finanziaria. La scelta dei progetti di investimento

Le funzioni di gestione dell impresa: la gestione finanziaria. La scelta dei progetti di investimento Le funzioni di gestione dell impresa: la gestione finanziaria. La scelta dei progetti di investimento dott. Matteo Rossi La gestione finanziaria La gestione finanziaria ha ad oggetto il complesso di decisioni

Dettagli

RICLASSIFICAZIONE ECONOMICA DELLO S.P. E DEL C.E.

RICLASSIFICAZIONE ECONOMICA DELLO S.P. E DEL C.E. RICLASSIFICAZIONE ECONOMICA DELLO S.P. E DEL C.E. La riclassificazione economica dello SP: La gestione dell impresa viene idealmente scomposta in aree omogenee di attività Le attività e le passività, i

Dettagli

ESAMINATI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE I RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 MARZO 2015

ESAMINATI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE I RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 MARZO 2015 ESAMINATI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE I RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 MARZO RICAVI IN PROGRESSO, IN PARTICOLARE IN INDIA E MAROCCO SOSTANZIALE STABILITA DEI VOLUMI DI VENDITA DI CEMENTO: LA DEBOLEZZA

Dettagli

Forum APB Milano, 4 Aprile 2006

Forum APB Milano, 4 Aprile 2006 Contenuti, logiche ed effetti di Basilea 2 sulle PMI Le informazioni qualitative rilevanti ai fini del rating qualitativo: il controllo di gestione aziendale come elemento importante dei dati qualitativi

Dettagli

di Patrizia Della Serra

di Patrizia Della Serra TFR E FONDI PENSIONE COSA CAMBIA PER LE AZIENDE di Patrizia Della Serra Risorse Umane >> Fondi pensione Sommario Premessa...3 Il Tfr fino al 31 dicembre 2006...4 Il Tfr dall'1 gennaio 2007...4 Agevolazioni

Dettagli

La dimensione economico finanziaria del business plan. Davide Moro

La dimensione economico finanziaria del business plan. Davide Moro La dimensione economico finanziaria del business plan Davide Moro I prospetti economico finanziari Da cosa è costituito un prospetto economicofinanziario Un preventivo economico-finanziario completo richiede

Dettagli