SANITA. Il MIO IMPEGNO PER UNA SANITA ACCESSIBILE A TUTTI

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1 Il mio programma elettorale è frutto della voce delle persone che ho incontrato lungo il mio cammino e che sto incontrando nel corso della mia campagna elettorale SANITA Il MIO IMPEGNO PER UNA SANITA ACCESSIBILE A TUTTI Le liste d attesa nei servizi di prenotazione di prestazioni sanitarie La sanità regionale storicamente è sempre stata un eccellenza di servizi aperti a tutti. Nella nostra regione sono sempre arrivati pazienti per curarsi da tutta Italia. Attualmente i servizi sanitari non sono più per tutti, ma solo per coloro che possono permettersi le prestazioni sanitarie a pagamento, privatamente. Ecco che chi non può permettersi il pagamento della prestazione sanitaria finisce nelle tristemente note liste d attesa che oggi anche per semplici visite ambulatoriali possono arrivare fino a 15 mesi di attesa. Le persone che oggi pagano maggiormente il sistema organizzativo della sanità Regionale sono coloro che non si possono permettere di pagare le prestazioni privatamente e subito, ovvero gli anziani poveri ed i disoccupati. Per tutti gli altri utenti e pazienti il problema delle liste d attesa non sussiste, in quanto pagando è possibile accedere in modo immediato alle prestazioni. Questa è una vera e propria ingiustizia sociale, una reale vergogna. Inoltre i lavoratori oggi tramite gli enti bilaterali del loro contratto di lavoro nazionale di categoria di settore, hanno a loro disposizione dei servizi sanitari integrativi di eccellenza, che rimborsano loro anche le spese per visite specialistiche, esami di alta diagnostica ed interventi. Tali servizi sanitari integrativi coprono in alcuni casi fino al 100 % della spesa sanitaria sostenuta dal paziente, ed in generale hanno franchigie molto basse. Ma da tali servizi di assistenza sanitaria integrativa sono totalmente esclusi i pensionati ed i disoccupati, che non essendo nel circuito CNEL non vi possono accedere. Quindi paradossalmente chi più ha bisogno di assistenza, i disoccupati e gli anziani, non possono accedere ai servizi sanitari integrativi di alcun genere, se ha bisogno deve pagare, e se non hanno i soldi non si curano in quanto non se lo possono permettere. Ma può accadere questo in una società civile? possiamo chiamare questa società, civile? I ticket sanitari I criteri attuali di valutazione per l applicazione dei ticket sanitari, recentemente introdotti, rappresentano un importante strumento di valutazione per l accesso a pagamento delle prestazioni sanitarie. Tali criteri necessitano però di essere revisionati in quanto nella loro applicazione hanno messo in evidenza che non sono equi. Infatti, a parità di reddito tra una famiglia con due lavoratori e uno o più figli a confronto con un pensionato, il sistema attuale penalizza molto le famiglie, sulle quali il ticket per le prestazioni sanitarie è molto più elevato.

2 Farmaci La maggior parte dei farmaci utilizzati dagli anziani sono in fascia A, sarebbe opportuno fare delle convenzioni con le case farmaceutiche o con le farmacie per abbassare il costo dei farmaci, anche perché gli anziani sono i maggiori utilizzatori di farmaci. SERVIZI SOCIALI Il MIO IMPEGNO PER SERVIZI SOCIALI ACCESSIBILI A BISOGNOSI REALI Fondo per l assegno di cura Per l erogazione dell assegno di cura agli anziani non autosufficienti è opportuno valutare meglio la disponibilità economica della rete famigliare dell utente, al fine di fornire il sussidio a chi realmente ne ha necessità. Allo stesso tempo con le somme risparmiate e opportunamente distribuite, si potrebbe incrementare l importo dell assegno di cura per consentire agli utenti di potere pagarsi l assistenza domiciliare. Disagio abitativo Questa è una nuova emergenza sociale. Sarebbe opportuno istituire un fondo regionale per fare fronte al disagio abitativo. Infatti sono sempre più numerosi gli utenti che si rivolgono alla rete sociale di quartiere, perlopiù sono famiglie, i cui componenti hanno perso entrambi il lavoro e si trovano improvvisamente in condizioni di povertà. Le famiglie non riescono più a pagare gli affitti e quindi vengono sfrattate e se avevano contratto un mutuo, sono soggette a pignoramento dell immobile, in quanto non sono più in grado di fare fronte agli impegni assunti quando avevano un lavoro. Casa Nella nostra regione ci sono molti alloggi popolari sfitti, non impegnati, questo perché un alloggio prima di essere assegnato deve essere messo a norma, e gli enti gestori degli immobili spesso non hanno i soldi per metterli a norma. Così tali alloggi rimangono sfitti per lungo tempo e nel tempo, rimanendo vuoti, si aggrava ulteriormente il loro stato di conservazione. La mia proposta è quella di fare dei contratti tra ente gestore ed inquilino per la ristrutturazione in proprio dell alloggio attuando contratti di comodato. Per i servizi di ristrutturazione si potrebbero inoltre utilizzare delle cooperative sociali in rete. Attuando questa soluzione si otterrebbero i seguenti vantaggi: 1 l utente beneficerebbe del servizio di alloggio, 2 l ente gestore dell alloggio manterrebbe il suo patrimonio immobiliare in buono stato, 3 si creerebbero nuove opportunità di lavoro nell ambito della ristrutturazione affidando gli incarichi alle cooperative sociali. Propongo inoltre di indicizzare i canoni di locazione per gli inquilini in base all effettiva composizione dello stato di famiglia. Propongo la ridistribuzione degli alloggi in base alla reale composizione del nucleo famigliare. Solo attuando queste misure si può fare fronte a soddisfare l elevata domanda di alloggi.

3 L attuazione di queste misure è indispensabile perché nel tempo i nuclei famigliari cambiano nella loro composizione e nel loro stato patrimoniale, quindi non è giusto che godano indistintamente del beneficio acquisito per sempre a vita. Diversamente si potrebbe proporre all inquilino la vendita dell immobile che abita da più di 20 anni. Educazione del beneficiario dei sussidi alla collaborazione civica Tutti i cittadini che ricevono sussidi economici sociali, somministrati in qualsiasi forma, e non sono invalidi, ma sono abili al lavoro, dovranno rendersi disponibili per lavori socialmente utili. L amministrazione pubblica è sempre stata vista come l istituzione che deve dare e basta a prescindere, ma invece è ora di educare i beneficiari ad uno scambio equo per il corretto senso civico; ovvero, se ricevo qualche cosa dall amministrazione pubblica, devo dare indietro qualche cosa. Quindi tutti i soggetti che ricevono sussidi economici sociali per qualsiasi tipologia di sostegno economico, dovranno essere inseriti in una rete di personale utile che l amministrazione potrà utilizzare per compiti di servizi a beneficio della collettività. Introdurre quindi la figura dell assistente pubblico che appunto si occuperà di assistere la sua amministrazione pubblica locale in base alle esigenze presenzi sul territorio, per esempio: servizio agli anziani, alla vigilanza urbana, assistente di quartiere, etc. In questo modo il cittadino beneficiario del sussidio in quanto non occupato, si renderà comunque utile e non sarà tentato dal turbine della depressione. In questo modo si consolida anche il tessuto sociale tra i cittadini, quest ultimo un aspetto che fa crescere ed integrare la comunità locale, rendendola più forte, autonoma e consapevole. In questo modo il cittadino beneficiario del contributo non riceverebbe denaro, ma dei voucher in seguito allo svolgimento di incarichi sotto il coordinamento dell amministrazione pubblica locale. Tra gli altri vantaggi dell attuazione di questo sistema si assisterebbe alla diminuzione del lavoro nero, che molti beneficiari fanno per non perdere i diritti agli aiuti. Per tutti i cittadini di lingua non italiana che beneficiano di sussidi introdurre l obbligo di frequenza ai corsi di lingua italiana e ad corsi di avviamento al lavoro, diversamente i sussidi non potranno essere erogati. Tutto questo perché il lavoro degli operatori sociali che ogni giorno sono in prima linea non venga vanificato e sia ottimizzato; tutto questo perché i sussidi dei servizi sociali per gli utenti beneficiari, rappresenti un intervento efficace, programmato ed a termine, per indirizzare l utente verso l autonomia gestionale ed il reinserimento sociale.

4 LAVORO ASCOLTARE LE IMPRESE PER CREARE NUOVI POSTI DI LAVORO Il lavoro manca, ma nessuno si preoccupa delle imprese, che sono i soggetti che generano il lavoro. Al momento non esiste un piano industriale, la politica non si sta occupando di questo, stiamo assistendo alla lenta e progressiva morte del nostro sistema produttivo, e la politica assiste inerme davanti a tutto questo. La politica ha il dovere di creare le condizioni per cui gli imprenditori riprendano ad investire ad produrre sul territorio per creare posti di lavoro, ed ha il dovere di arrestare il fenomeno della delocalizzazione produttiva. Desidero ascoltare gli imprenditori, i lavoratori autonomi ed i liberi professionisti, e farmi portatore della loro voce, delle proposte e dei malumori ai quali ogni giorno assisto in qualità di libero professionista a servizio dei miei clienti. Per gli imprenditori oggi il principale ostacolo ed il principale nemico è costituito dalla pubblica amministrazione, che con l eccessiva burocrazia paralizza ogni iniziativa di sviluppo e di investimento aziendale, causando al sistema produttivo dei danni incalcolabili e rallentando la crescita del lavoro. Molto spesso la complessità degli adempimenti amministrativi a carico delle imprese è tale per cui molte di esse sono costrette a rinunciare ai progetti di sviluppo delle loro aziende e nei casi più estremi anche a cessare l attività. Il mio impegno è per aiutare le imprese a lavorare meglio, perché solo così le imprese possono contribuire ad incrementare la domanda di lavoro. E necessario aiutare le imprese, il lavoro autonomo e la libera professione, solo così può consolidarsi il settore del lavoro privato, che da solo rappresenta il motore economico e finanziario regionale e non solo. Allo stesso tempo mi rendo conto che la nostra società non è culturalmente preparata per superare questo momento storico particolarissimo, ed in momenti così difficili anche gli imprenditori con più esperienza fanno una grande fatica a mantenere attiva la propria azienda. Mentre per i giovani imprenditori o i neo imprenditori, il compito è ancora più duro in quanto essi non hanno la possibilità di sbagliare assolutamente, poiché i loro margini di guadagno, di esposizione finanziaria sono già al limite della sostenibilità economica dell azienda. Il sistema creditizio che da sempre ha sostenuto le imprese, è oggi divenuto uno dei principali nemici delle imprese. E necessario ed urgente inserire sistemi di valutazione del rischio creditizio più adeguati alle reali caratteristiche delle imprese. Molte neo imprese capitanate da giovani, che iniziano il loro avviamento, non possono accedere al credito poiché non hanno dati storici di valutazione e per questo i sistemi di rating le penalizzano. Questo fenomeno alimenta la crisi socio culturale del momento. Desidero portare il mio contributo ed impegno a favore del mondo del lavoro, che merita più attenzioni e più ascolto da parte della politica. Allo stesso tempo la politica ha il dovere di attuare azioni efficaci a sostegno delle imprese.

5 FORMAZIONE ISTITUIRE LA SCUOLA D IMPRESA PERMANENTE Allo stesso tempo abbiamo tanto da fare a livello di formazione post diploma e post laurea, è ancora abissale il divario che esiste tra il mondo dell istruzione ed il mondo del lavoro. Dobbiamo investire sulla scuola di impresa per ridurre questo divario, per insegnare ai giovani a fare gli imprenditori, a fare i lavoratori autonomi a fare i professionisti, dobbiamo assisterli in questa delicatissima fase, perché non si arrendano al primo problema e non si perdano per strada. La scuola d impresa serve per creare e crescere le classi dirigenti del futuro, questo è un altro modo per stabilizzare il lavoro nel tempo. Mentre oggi i giovani neo diplomati e neo laureati non hanno nessuna opportunità per crescere professionalmente. Non abbiamo una classe dirigente pronta a gestire i problemi di oggi, e ne stiamo pagando pesantemente le conseguenze, ma non ce ne rendiamo conto, oppure ne siamo perfettamente consapevoli, e ci va bene così com è. La nostra società oggi è troppo rigida e troppo articolata, ormai longeva e completamente inadeguata per la gestione delle problematiche economiche e sociali del momento, e questo stato di crisi è anche per colpa dell irresponsabilità della politica del passato. Senza modificare culturalmente il tessuto sociale e senza introdurre nuove norme la crescita di cui tanto si parla non si presenterà mai, perché la crescita non arriva da sola all improvviso come la bella stagione, ma la si costruisce giorno per giorno, partendo dalle azioni di ogni singolo imprenditore, da ogni singolo cittadino e da ogni singolo lavoratore. Ognuno di noi con le sue azioni quotidiane può fare molto. Non sottovalutatevi mai, la nostra economia e la nostra società è fatta dalle azioni di ogni singolo, di ognuno di noi, nessuno escluso. Sono fermamente convinto che una singola iniziativa di un singolo cittadino, se dotata di buon senso, rappresenti già molto per migliorare la nostra società, rappresenti il seme della ripresa economica, ognuno di noi, ogni giorno, può dare il buon esempio, basta impegnarsi. Impegnamoci insieme per migliorare. Il candidato Fabrizio Bucchi

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