REGOLAMENTO COMUNALE ISEE INDICATORE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA EQUIVALENTE

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1 REGOLAMENTO COMUNALE ISEE INDICATORE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA EQUIVALENTE Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 108 del

2 ARTICOLO 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO 1. La valutazione della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni o servizi non destinati alla generalità dei cittadini oppure collegati, nella misura o nel costo, a determinate situazioni economiche, viene effettuata mediante la determinazione, con le modalità di cui al seguente regolamento, di un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE); 2. Il presente regolamento, adottato in via sperimentale, disciplina l applicazione della normativa ISEE, ai sensi del D.Lgs. n. 109/1998 come successivamente modificato ed integrato dal D.Lgs. N. 130/2000; 3. L ISEE è dato dalla somma dell indicatore della situazione reddituale di cui al successivo art.5 e dell indicatore della situazione patrimoniale di cui al successivo art.6,divisa per il parametro della scala di equivalenza art. 7 corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare. L ISEE valuta in maniera uniforme e standardizzata la capacità economica del nucleo familiare del richiedente la prestazione agevolata. ARTICOLO 2 INTEGRAZIONI 1. Le norme del presente regolamento vanno ad integrare: a) ogni altra norma regolamentare comunale relativa ad agevolazioni economiche, tributarie e tariffarie che preveda la valutazione delle condizioni economiche dei richiedenti; b) le disposizioni previste dal D.Lgs.109/98, dal DPCM 221/99, dal D.Lgs.130/2000, dal DPCM 242/2001 e dal DPCM del 18 maggio 2001; ARTICOLO 3 INDICATORE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA EQUIVALENTE E PRESTAZIONI COMUNALI AGEVOLATE 1.L indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)è calcolato come rapporto tra l indicatore della situazione economica e il parametro di cui all art. 7 del presente regolamento e costituisce elemento di differenziazione della contribuzione a carico dei cittadini al costo dei servizi da fruire in forma agevolata. 2. L indicatore della situazione economica del nucleo familiare si calcola combinando i redditi ed i patrimoni di tutti i componenti, calcolati, nel rispetto della Tabella 1 allegata al D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 109, come modificata dal D.Lgs. 130/2000, secondo le modalità di seguito specificate e applicando gli eventuali fattori correttivi

3 ARTICOLO 4 FAMIGLIA ANAGRAFICA E SOGGETTI A CARICO AI FINI IRPEF 1.La valutazione della situazione economica del richiedente è determinata con riferimento al nucleo familiare composto dal richiedente medesimo, dai soggetti con i quali convive (famiglia anagrafica) e da quelli considerati a suo carico ai fini IRPEF anche se non conviventi. 2.Per famiglia anagrafica si intende quella risultante nello stato di famiglia, cioè l insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune (art. 4 del DPR 30 maggio 1989 n. 223). 3.Quando un soggetto risulta a carico ai fini IRPEF di più persone, si considera, tra quelle di cui è a carico,componente il nucleo familiare: 1. della persona della cui famiglia anagrafica fa parte, 2. se non fa parte della famiglia anagrafica di alcuna di esse, della persona tenuta agli alimenti ai sensi dell art. 433 e seguenti del codice civile, secondo l ordine ivi previsto; in presenza di più persone obbligate agli alimenti nello stesso grado si considera componente il nucleo familiare di quella tenuta in misura maggiore ai sensi dell art. 441 del codice civile; 4.i coniugi che hanno la stessa residenza anagrafica, anche se risultano a carico ai fini IRPEF di altre persone, fanno parte dello stesso nucleo familiare; nei loro confronti si applica il solo criterio anagrafico; 5.i coniugi che hanno diversa residenza anagrafica, anche se risultano a carico ai fini IRPEF di altre persone, fanno parte dello stesso nucleo familiare, identificato sulla base della famiglia anagrafica di uno dei coniugi che è considerata di comune accordo corrispondente alla residenza familiare. Detti criteri di attrazione non operano nei seguenti casi: 1. quando è stata pronunciata separazione giudiziale o è intervenuta l omologazione della separazione consensuale ai sensi dell art. 711 del codice di procedura civile ovvero quando è stata ordinata la separazione ai sensi dell art126 del codice civile; 2. quando la diversa residenza è consentita a seguito dei provvedimenti temporanei ed urgenti di cui all art. 708 del codice procedura civile; 3. quando uno dei coniugi è stato escluso dalla potestà sui figli o è stato adottato, il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare, ai sensi dell art. 333 del codice civile; 4. quando si è verificato uno dei casi di cui all art. 3 della legge n. 898 del 1970 e successive modificazioni, ed è stata proposta domanda di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio; 5. quando sussiste abbandono del coniuge, accertato in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali. 6.In deroga a quanto precedentemente disposto, e limitatamente alle prestazioni sociali agevolate nell ambito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria erogate a domicilio o in ambienti residenziali diurni o continuativi, per i soggetti con disabilità grave, accertata in base alla legge n.104/92, o soggetti ultrasessantacinquenni la cui non autosufficienza fisica o psichica sia stata accertata dalle competenti ASL, le disposizioni del presente regolamento si

4 applicano nei limiti che verranno stabiliti con DPCM su proposta dei Ministri della solidarietà sociale e della sanità. 7.Il figlio minore di 18 anni, anche se a carico ai fini IRPEF di altre persone, fa parte del nucleo familiare del genitore con il quale risulta residente.il minore che si trova in affidamento preadottivo, ovvero in affidamento temporaneo presso terzi disposto o reso esecutivo con provvedimento del giudice, fa parte del nucleo familiare dell affidatario, ancorchè risulti in altra famiglia anagrafica o risulti a carico ai fini IRPEF di altro soggetto. Il minore in affidamento e collocato presso comunità o istituti di assistenza è considerato nucleo familiare a sè stante. 8. Ai sensi dell art. 3 co.2 del D.Lgs. n. 109/1998 e successive modificazioni, in relazione a particolari prestazioni, l A.C. può assumere come unità di riferimento una composizione del nucleo familiare estratta nell ambito dei soggetti indicati nel presente articolo. ARTICOLO 5 MODALITÀ DI CALCOLO DEL REDDITO 1. Il reddito si calcola sommando, per ciascun componente il nucleo familiare: a) il reddito complessivo ai fini I.R.P.E.F. quale risulta dall ultima dichiarazione presentata (Unico: Rigo RN1-730: quadro di calcolo I.R.Pe.F., Rigo 6) ovvero, in mancanza di obbligo di dichiarazione, dall ultimo certificato rilasciato dai datori di lavoro o da enti previdenziali. Il reddito è da considerare al netto dei redditi agrari relativi alle attività indicate dall art.2135 del codice civile svolte anche in forma associata, dai soggetti produttori agricoli titolari di partita IVA, obbligati alla dichiarazione ai fini IVA.. b)il reddito di lavoro prestato nelle zone di frontiera e in altri paesi limitrofi da soggetti residenti nel territorio dello Stato; c)proventi derivanti da attività agricole, svolte anche in forma associata, per le quali sussiste obbligo di presentazione della dichiarazione IVA; a tal fine va assunta la base imponibile determinata ai fini dell IRAP, al netto dei costi di personale a qualunque titolo utilizzato; d) il reddito da attività finanziarie, determinato applicando il rendimento annuo dei titoli decennali del Tesoro al patrimonio mobiliare, con riferimento ad apposita circolare del Ministero delle Finanze. 2. Il reddito del nucleo familiare si calcola sommando i redditi di ciascun componente. 3. Da tale somma, qualora il nucleo familiare risieda in abitazione in locazione, si detrae il valore del canone annuo, fino a concorrenza per un ammontare massimo di L In tal caso il richiedente è tenuto a dichiarare gli estremi del contratto di locazione registrato

5 ARTICOLO 6 MODALITÀ DI CALCOLO DEL PATRIMONIO a)il patrimonio si calcola sommando, per ciascun componente il nucleo familiare: 1) il valore dei fabbricati e terreni edificabili e agricoli intestati a persone fisiche diverse da imprese, quale definito ai fini I.C.I. al 31 dicembre dell anno precedente a quello di presentazione della dichiarazione sostitutiva unica, indipendentemente dal periodo di possesso di imposta considerato, al netto dell eventuale debito residuo alla data del 31 dicembre per mutui contratti per l acquisto di tali immobili o per la costruzione di detti fabbricati, fino a concorrenza del suo valore come sopra definito. Per i nuclei familiari residenti in abitazione di proprietà in alternativa alla detrazione per il debito residuo, è detratto, se più favorevole e fino a concorrenza, il valore della casa di abitazione, come sopra definito, nel limite di L , con le seguenti specifiche: 2. l abitazione di residenza del nucleo è quella nella quale risiedono i suoi componenti, di proprietà di almeno uno di essi; 3. se i componenti del nucleo risultano risiedere in più abitazioni la cui proprietà è di qualcuno dei componenti, la detrazione si applica all abitazione individuata dal richiedente nella dichiarazione sostitutiva unica; 4. se l immobile risulta in quota parte di proprietà di uno dei componenti del nucleo familiare, la detrazione sarà rapportata a detta quota.. 2) il valore del patrimonio mobiliare, calcolato sommando le seguenti componenti, possedute alla data del 31 dicembre dell anno precedente alla presentazione della dichiarazione sostitutiva unica: a) depositi e conti correnti bancari e postali, per i quali va assunto il valore del saldo contabile attivo, al netto degli interessi; b) valore nominale dei titoli di stato, obbligazioni, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi ed assimilati; c) valore di azioni o quote di organismi di investimento collettivo di risparmio (OICR) italiani ed esteri, risultante dall ultimo prospetto redatto dalla società di gestione; d) partecipazioni azionarie in società italiane ed estere quotate in mercati regolamentati, per le quali va assunto il valore rilevato alla data del 31 dicembre dell anno precedente alla presentazione della dichiarazione sostitutiva unica ovvero, in mancanza, nel giorno antecedente più prossimo; e) partecipazioni azionarie in società non quotate in mercati regolamentati e partecipazioni in società non azionarie, per le quali va assunto il valore della frazione del patrimonio netto, determinato sulla base delle risultanze dell ultimo bilancio approvato anteriormente alla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva unica, ovvero nel caso di esenzione dall obbligo di presentazione del bilancio, determinato dalla somma delle rimanenze finali e dal costo complessivo dei beni ammortizzabili, al netto dei relativi ammortamenti, nonchè degli altri cespiti o beni patrimoniali; f)masse patrimoniali, costituite da somme di denaro o beni non relativi all impresa, affidate in gestione ad un soggetto abilitato ai sensi del D.Lgs. n.

6 415/96, per le quali va assunto il valore delle consistenze risultanti dall ultimo rendiconto predisposto, secondo i criteri stabiliti dai regolamenti emanati dalla Commissione nazionale per le società e la borsa, dal gestore del patrimonio anteriormente alla data del 31 dicembre dell anno precedente alla presentazione della dichiarazione sostitutiva unica; g) valore corrente, alla data del 31 dicembre dell anno precedente alla presentazione della dichiarazione sostitutiva unica, di altri strumenti e rapporti finanziari, nonchè contratti di assicurazione mista sulla vita e di capitalizzazione per i quali va assunto l importo dei premi complessivamente versati a tale ultima data; sono esclusi i contratti di assicurazione mista sulla vita per i quali alla medesima data non è esercitabile il diritto di riscatto; h) imprese individuali per le quali va assunto il valore del patrimonio netto, determinato con le stesse modalità di cui al punto e. i) Per i rapporti di custodia, amministrazione, deposito e gestione cointestati anche a soggetti appartenenti a nuclei familiari diversi, il valore delle consistenze è assunto per la quota di spettanza. 3.Dalla somma dei valori del patrimonio mobiliare, determinati come sopra, si detrae, fino a concorrenza, una franchigia, riferita al patrimonio di tutto il nucleo familiare, pari a L Il valore del patrimonio risultante dalla somma del co. 1 e 2 viene considerato, ai fini della determinazione dell ISEE, nella misura del 20%. ARTICOLO 7 PARAMETRI DELLA SCALA DI EQUIVALENZA 1. I parametri da utilizzare per il calcolo della situazione economica equivalente sono i seguenti: numero dei componenti parametro il nucleo familiare 1 1,00 2 1,57 3 2,04 4 2,46 5 2,85 2. I parametri sopra indicati sono maggiorati nel modo seguente: + 0,35 per ogni ulteriore componente + 0,20 in caso di presenza nel nucleo di figli minori e di un solo genitore + 0,50 per ogni componente con handicap psicofisico permanente di cui all art. 3, comma 3, della legge n. 104/1992 o di invalidità superiore al 66 per cento, mutilati ed invalidi di guerra e gli invalidi per servizio appartenenti alle categorie dalla 1^ alla 5^; + 0,20 per i nuclei familiari con figli minori in cui entrambi i genitori svolgono attività di lavoro o di impresa.la maggiorazione si applica quando i genitori risultino titolari di reddito per almeno sei mesi nel periodo cui fanno riferimento i redditi della dichiarazione

7 sostitutiva. Spetta altresì al nucleo composto da un genitore e figli minori, purchè il genitore dichiari un reddito di lavoro dipendente o di impresa per almeno sei mesi. nel periodo cui fanno riferimento i redditi della dichiarazione sostitutiva unica. 3. Il denominatore del rapporto che definisce l indicatore della situazione economica equivalente è dato dal parametro corrispondente alla numerosità del nucleo familiare, eventualmente incrementato dal parametro o parametri correttivi. ARTICOLO 8 CARATTERI E FINALITA DEL SISTEMA TARIFFARIO 1.La tariffa onnicomprensiva si configura come controprestazione a titolo di concorso agli oneri del servizio. 2.L accesso ai servizi comporta per i fruitori un beneficio in termini di agevolazione economica sul costo complessivo a carico della comunità locale. 3.Per ragioni di equità, l agevolazione concessa è diversificata in relazione alle condizioni economiche effettive dei fruitori. 4.Tenuto conto delle finalità dei servizi e della necessità di assicurare il rispetto delle percentuali di copertura previste dalle norme di legge, la Giunta Comunale approva ogni anno il costo effettivo dei servizi, la percentuale del costo riferita ad ogni servizio che determina la tariffa massima, le soglie del costo del servizio derivanti dal calcolo ISEE e le modalità operative per la concessione di benefici secondo i principi e i criteri previsti dal presente regolamento. ARTICOLO 9 CRITERI GENERALI PER LA DETEMINAZIONE DELLE TARIFFE 1.La partecipazione degli utenti ai costi dei servizi è determinata sulla base dei seguenti principi: - Gradualità della contribuzione secondo criteri di equità e solidarietà in relazione alle condizioni economiche effettive; -Adozione di metodologie di valutazione delle condizioni economiche imparziali e trasparenti; - Definizione di procedure semplici per la richiesta delle agevolazioni da parte dei cittadini che si avvalgono dell autocertificazione e realizzazione di azioni di supporto e di informazione da parte dell A.C. 2.Il sistema tariffario prevede le seguenti fasi: -Analisi dei costi relativi ai servizi comunali da fruire in forma agevolata, ai sensi della normativa vigente; -Individuazione da parte dell A.C. della percentuale di copertura dei costi prevista per i singoli servizi, nel rispetto della percentuale complessiva prevista dalle norme di legge; - Differenziazione della contribuzione da parte degli utenti, mediante l individuazione di una soglia massima ISEE corrispondente alla tariffa massima e delle ulteriori soglie con le relative tariffe agevolate in relazione alla condizione economica effettiva dei beneficiari del servizio.

8 3.Partendo dall analisi dei costi, come previsto dalla normativa vigente, per individuare la percentuale di copertura dei costi stessi, si rende necessario tenere conto delle finalità dei singoli servizi e dei beneficiari in termini sociali delle prestazioni. 4.La definizione del sistema tariffario in riferimento alle soglie dell ISEE e in rapporto al finanziamento da parte dell Ente delle spese del servizio si basa sui principi di: a. gradualità b. equità c. imparzialità d. solidarietà ARTICOLO 10 MODALITA ATTUATIVE 1.Il richiedente la prestazione o il servizio agevolati deve presentare, unitamente alla domanda, una dichiarazione sostitutiva unica, di validità annuale, concernente le informazioni necessarie per la determinazione dell indicatore della situazione economica equivalente 2.Il richiedente dichiarerà altresì di avere conoscenza che, nel caso di corresponsione della prestazione, possono essere eseguiti controlli diretti ad accertare la veridicità delle informazioni fornite secondo quanto disposto dall articolo 11 del presente regolamento; 3.Il richiedente dovrà esprimere altresì il consenso scritto al trattamento dei dati personali, ivi compresi quelli sensibili secondo la normativa vigente. 4.Il richiedente può avvalersi della facoltà di comunicare eventuali modifiche della propria situazione che comportino un cambiamento della propria posizione rispetto alla prestazione o al servizio agevolati. Il Responsabile dell Ufficio cui è affidato il servizio adegua la partecipazione al costo dei servizi erogati entro il secondo mese alla presentazione della nuova dichiarazione sostitutiva unica. 5.Il richiedente la prestazione o il servizio agevolati presenterà, se già in suo possesso, la certificazione attestante la situazione economica dichiarata, in luogo della dichiarazione di cui al comma1. 6.La domanda dovrà essere redatta su apposito modello predisposto e fornito, per lo scopo, dal Comune e va presentata al Comune stesso o ai centri di assistenza fiscale previsti dal D.Lgs.241/97, come modificato dal D.Lgs.49/98, o direttamente all amministrazione pubblica alla quale è richiesta la prima prestazione o alla sede INPS competente per territorio. ARTICOLO 11 CONTROLLI 1. I controlli relativi alle dichiarazioni di cui al presente regolamento verranno effettuati secondo i criteri e le modalità stabiliti dal Regolamento per la realizzazione dei controlli sulle dichiarazioni sostitutive di certificazione e di atti di notorietà resi al Comune di Calolziocorte, approvato con deliberazione G.C. n. 13 del , esecutivo ai sensi di legge. 2. Il Comune potrà stipulare convenzioni o protocolli d intesa operativi con la Guardia di finanza per l effettuazione dei controlli.

9 3. I controlli potranno essere effettuati anche attraverso scambio di dati e informazioni con altre Pubbliche Amministrazioni. ARTICOLO 12 COMPETENZE 1. Le agevolazioni saranno concesse con determinazione del Responsabile dell Ufficio cui è affidato il servizio, previo accertamento della sussistenza di tutte le altre condizioni previste dalle norme regolanti il servizio stesso. 2. Spetta, altresì, al Responsabile del Servizio espletare tutte le funzioni di controllo circa la veridicità della situazione familiare dichiarata, confrontare i dati reddituali e patrimoniali dichiarati dai soggetti ammessi alla prestazione con i dati in possesso del sistema informativo del Ministero delle Finanze. 3. Per le funzioni di controllo di cui all articolo precedente, il Responsabile del Servizio potrà richiedere la documentazione necessaria, ad eccezione di quella già in possesso della pubblica amministrazione, in ottemperanza di quanto previsto dal DPR n. 403/98. ARTICOLO 13 NORME INTEGRATIVE 1.Tutte le disposizioni integrative e correttive emanate sia dallo Stato che dalla Regione troveranno immediata applicazione anche ai fini dell accesso alle prestazioni comunali agevolate. 2.In tali casi, in attesa della formale eventuale modificazione del presente regolamento, si applica la normativa sopraordinata. ARTICOLO 14 PUBBLICITÀ DEL REGOLAMENTO 1.Il presente regolamento, una volta esecutivo è pubblicato all Albo Pretorio per 15 giorni consecutivi ed entra in vigore il giorno successivo a quello di ultimazione della pubblicazione, ai sensi dell art. 16 dello Statuto comunale. 2.In sede di prima attuazione esso si applica solamente a quei servizi per i quali è necessario determinare la situazione economica degli utenti successivamente alla sua entrata in vigore. 3. Copia del presente regolamento, ai sensi dell art. 22 della legge 7 agosto 1990, n. 241, sarà tenuta a disposizione del pubblico perché ne possa prendere visione in qualsiasi momento.

10 COMUNE DI CALOLZIOCORTE (Provincia di Lecco) REGOLAMENTO COMUNALE ISEE Indicatore della Situazione Economica Equivalente

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