Étroubles. Valpelline. Cogne Valsavarenche

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1 Francoforte Parigi Losanna Ginevra Martigny Chamonix Aosta Milano Torino Genova S GENÈVE-PARIS LYON Chamonix TUNNEL MONTE BIANCO A5 S MONTE CERVINO E Courmayeur Roma Valpelline Antey-St-André Gressoneyla-Trinité Chamois Ayas La Magdeleine Verrayes GressoneySt-Jean St-Denis Châtillon Chambave St-Vincent A5 Émarèse Pontey AOSTA Gaby A5 A5 Bourg-StMaurice PA R CO REGIONALE M O N T AV I C Valgrisenche N C E Rhêmes Notre-Dame Cogne Valsavarenche PA R CO NAZIONALE G R A N PA R A D I S O GRAN PARADISO MONTE ROSA Valtournenche Bionaz Torgnon St-Rhémyen-Bosses PICCOLO SAN BERNARDO A Firenze Breuil-Cervinia T A5 La Thuile R S Étroubles MONTE BIANCO F I TUNNEL GRAN SAN BERNARDO T La Rosière GRENOBLE MARSEILLE U LAUSANNE BASEL FRANKFURT BRUXELLES Martigny Issime Verrès Champorcher A5 Pont-St-Martin Ivrea I T A L I A Piemonte TORINO MILANO GENOVA VENEZIA

2 575 m Saint-Vincent si trova in un ampia conca riparata dai venti proprio all imbocco della Valtournenche e gode di un clima particolarmente mite tanto da essere denominata la Riviera delle Alpi. Sull origine del nome dato al paese sono stati fatti approfonditi studi dal reverendo Aldo Hosquet, parroco di Saint Vincent dal 956 al 986, secondo il quale la scelta sarebbe da ricondurre ad una particolare venerazione per San Vincenzo da Saragozza, diacono spagnolo martirizzato a Valencia nel 304. Il culto del santo in Valle d Aosta sarebbe stato introdotto fin dall XVIII sec. dai monaci benedettini dell Abbazia di Ainay, presso Lione, dalla quale dipendeva la parrocchiale. Lo sviluppo turistico della cittadina è legato alla scoperta, nel 770, di una sorgente d acqua minerale con ottime qualità terapeutiche, che aveva richiamato nella località i primi villeggianti, soprattutto nobili ed alto borghesi che venivano a soggiornare a Saint-Vincent proprio per godere dei benefici delle acque subito divenute famose e particolarmente apprezzate. Lo stabilimento Fons Salutis ancora oggi propone cure idropiniche ed inalatorie che sfruttano i benefici di un acqua bicarbonato-solfatoalcalino-bromo-iodica-carbonica. Saint-Vincent lies in a wide basin, sheltered from the winds, right at the entrance to the Valtournenche. It enjoys a particularly mild climate, so much so that it is known as the "Riviera of the Alps". The origin of the name given to the village was researched between 956 and 986 by the parish priest of Saint Vincent, Reverend Aldo Hosquet, who discovered that the name could be traced back to a special veneration of San Vincenzo from Saragozza, a Spanish deacon martyred in Valencia in 304 AD. The cult of the saint in the Aosta Valley seems to have been introduced from the 8th century onwards by the Benedictine monks of the Abbey of Ainay in Lyon, which was in charge of the parish. The development of the town s tourism is linked to the discovery, in 770, of a mineral spring with excellent therapeutic properties. This brought the first holidaymakers to the resort, consisting mainly of aristocrats and the upper-classes who came to stay in Saint-Vincent specifically to enjoy the benefits of the waters, which soon became famous and particularly appreciated. The Fons Salutis complex continues to offer hydropinic and inhalation treatments that utilize the benefits of the bicarbo-

3 Saint-Vincent è annoverata tra le mete più conosciute della Valle d Aosta anche grazie alla presenza del Casinò de la Vallée, una delle case da gioco più famose e grandi d Europa che offre la possibilità di cimentarsi sia nei tradizionali giochi francesi sia in quelli americani. Il Casinò è inoltre promotore di spettacoli ed eventi culturali nazionali ed internazionali di grande interesse. La località vanta strutture ricettive di alto livello ed esercizi commerciali di elevata qualità, oltre ad un moderno ed attrezzato centro congressi. A poca distanza da Saint-Vincent, proprio sullo spartiacque con la vicina Val d Ayas, si trova la stazione sciistica del Col de Joux, a 640 m. di quota, che con i suoi moderni impianti di risalita mette a disposizione degli appassionati degli sport invernali piste da discesa dotate di innevamento artificiale ed un attrezzato parco giochi sulla neve per bambini. A Saint-Vincent è possibile percorrere suggestive passeggiate adatte a tutti coloro che, amanti della natura, desiderano trascorrere un paio di ore camminando tra i boschi. nate-sulphate-alkaline-bromine-iodic-carbonic water. Saint-Vincent rates among the best known destinations of the Aosta Valley, thanks also to the "Casino de la Vallée", one of the most famous and largest casinos in Europe that offers the chance to try your hand at both the traditional French and the American games. The casino is also a supporter of both national and international level shows and cultural events of great interest. The resort boasts high level facilities and top quality commercial enterprises, in addition to a modern and well-equipped conference centre. Not far from Saint-Vincent, right on the divide with the nearby Ayas Valley, lies the ski area of Col de Joux at,640 m high, which provides winter sport enthusiasts with downhill ski slopes complete with modern ski lifts, snowmaking system and an equipped children s play park on the snow. Saint-Vincent offers a variety of charming walks, ideal for nature enthusiasts seeking to spend a couple of hours walking in the woods. LE TERME DI SAINT-VINCENT: LA FONS SALUTIS Era il 770 quando l Abbé Perret, casualmente, scoprì e fece analizzare le acque di una sorgente che risultarono essere diuretiche, purganti e destruenti. Vennero chiamate Fons Salutis e successive analisi ne confermarono la bontà terapeutica. Iniziò così lo sviluppo turistico-alberghiero di Saint- Vincent, la nobiltà e la ricca borghesia dell epoca, attirate ed affascinate dalla frequentazione delle terme, iniziarono ad affluire nel paese, ne rivoluzionarono l economia e trasformarono la cittadina in rinomato centro di turismo termale. Per più di 50 anni ci fu un crescendo di interesse verso le cure termali, sorsero numerosi alberghi e per intrattenere la ricca clientela, nella prima metà dell ottocento, fu costruita anche la prima Casa da Gioco. Tra alterne fortune e passaggi di proprietà nel 960 venne costruito l attuale stabilimento, che garantisce cure idropiniche di prim ordine, come la crenoterapia idropinica e la crenoterapia inalatoria, affiancate, da attività sanitarie legate alla dialisi ed altri servizi wellness. Oltre a salette per trattamenti estetici e di massoterapia, l offerta del nuovo stabilimento termale prevede la presenza di bagni turchi, saune, percorsi di cromoterapia ed aromaterapia, pioggia alpina, cascate di ghiaccio, parete di sale e parete verde, oltre naturalmente a 4 piscine (di cui grande esterna), vasche idromassaggi interne ed esterne e solarium. IL CASINÒ DE LA VALLÉE Il Casinò de la Vallée di Saint-Vincent ha iniziato la propria attività nel 947 e sin dai primi anni di attività si è distinto nel panorama nazionale per aver promosso, a fianco delle attività strettamente legate al proprio core SAINT-VINCENT SPA: "FONS SALUTIS" By chance, in 770 Abbé Perret discovered the waters of a spring which he sent for analysis, only to find that the waters had diuretic, cleansing and purifying properties. Named the "Fons Salutis, later analyses confirmed the therapeutic quality of the waters. In this way, the hotel and tourism development of Saint- Vincent began, with the nobility and rich bourgeois of the era attracted and fascinated by the popularity of the spa resort beginning to pour into the town, revolutionizing its economy and transforming it into a renowned centre of spa tourism. For over 50 years there was a crescendo of interest towards spa treatments. Many hotels sprung up, and to entertain their rich clientele the first gambling house was built in the first half of the 9 th century. Between alternating fortunes and changes in ownership, the present complex was built in 960 promising first-rate hydropinic treatments such as the hydropinic crenotherapy and inhalation crenotherapy. It will offer medical practices linked to dialysis and other health services, in addition to aesthetic treatments and massotherapy rooms. The new spa facility features Turkish baths, saunas, courses of chromotherapy and aromatherapy, Alpine rain, ice falls, a salt wall and green wall, not to mention four swimming pools (including one large outdoor pool), indoor and outdoor hydro massage tubs and a solarium. CASINO DE LA VALLÉE (VALLEY CASINO) The Casinò de la Vallée in Saint-Vincent was started in 947, and right from the first few years of business established itself at national level for supporting the organizing of events and exhibitions with great prestige and appeal, alongside activities strictly linked to its core

4 3 3 business, l organizzazione di eventi e di manifestazioni di grande prestigio e richiamo. Per decenni la Casa da gioco valdostana è stata ed è tuttora il punto di riferimento per il mondo della cultura, delle arti e dello spettacolo che, puntualmente, si danno appuntamento in Valle d Aosta per celebrare le proprie eccellenze. Il Casinò mette a disposizione della clientela più di 0 tavoli da gioco e 600 Slot Machine di nuovissima generazione con alcuni giochi in esclusiva europea, oltre a proporre l offerta più ricca nel panorama nazionale. In termini di giochi: Roulette, Fairoulette, Trente Quarante, Chemin de Fer, Poker (telesina all italiana),texas Hold em, Caribbean Poker, Ultimate Texas Hold em, Roulette Americana (doppio zero), Black Jack, Punto Banco, Craps (dadi), Roulette Elettronica, Slot Machine, Videopoker. Inoltre nella moderna ed elegante Sala EVOLUTION, oltre alle più esclusive novità in materia di giochi elettronici, sono disponibili una grande Poker Room e il Bar & Ristorante GAYA, dove profumi e sapori tradizionali si fondono con quelli orientali assicurando pause caratterizzate dal più completo relax. CHIESA PARROCCHIALE DI SAN VINCENZO L attuale parrocchiale, risalente all XI sec., è stata edificata, sullo stesso luogo in cui sorgeva una chiesa più antica, dai monaci benedettini dell abbazia di Ainay. In stile romanico era di notevole dimensioni e di quel periodo rimangono ancora oggi la quasi totalità della torre campanaria, la cripta e l abside di sinistra. 3 business. Since many decades, the Aosta Valley casino has been the benchmark for the world of culture, the arts and entertainment, which invariably return to Aosta Valley every so often, to celebrate what it has to offer. The casino provides its clientele with over 0 gambling tables and 600 of the newest generation slot machines with some games a Europe-wide first, in addition to offering the widest range available in Italy. Choose from the following games: Roulette, Fairoulette, Trente Quarante, Chemin de Fer, Poker (Italian Telesina), Texas Hold em, Caribbean Poker, Ultimate Texas Hold em, American Roulette (double zero), Black Jack, Punto Banco, Craps (dice), Electronic Roulette, Slot Machines, and Videopoker. Moreover, the modern and elegant EVOLUTION Room, in addition to the most exclusive new electronic games, provides a large Poker Room and the GAYA bar and restaurant, where traditional tastes and aromas fuse with oriental flavour, ensuring breaks between games are relaxing to the full. PARISH CHURCH OF SAN VINCENZO Built by the Benedictine monks of Ainay Abbey on the site of an ancient church, the current large, Romanesque style church dates back to the th century, of which the belfry, crypt and left apse remain almost completely intact. The triple-nave structure, which originally had a trussed roof, was actually renovated during the 5 th century, with work mainly focusing on strengthening the apse and repainting it. 4 4 L edificio a tre navate, in origine con copertura a capriate, è stato rimaneggiato già nel corso nel XV sec. ed i lavori riguardarono soprattutto un consolidamento dell abside e la sua ridipintura. L interno si presenta di grande effetto per il netto contrasto tra la sobrietà dell ambiente, così voluto nel corso degli ultimi restauri del XIX sec. e la ricchezza proprio degli affreschi dell abside ancora ottimamente conservati. La zona del presbiterio era dominata dalla figura del Cristo Pantocratore circondata dai quattro evangelisti, mentre intorno al coro si collocavano immagini di personaggi dell Antico e del Nuovo Testamento. Gli affreschi riconducibili alla prima metà del XV sec. sono stati attribuiti a Giacomino di Ivrea, pittore attivo in Valle d Aosta in quel periodo. L abside, danneggiata da un incendio nel 553 fu interamente ridipinta da Filippo da Varallo a cui si devono, in particolare, la scena della Crocifissione sulla sinistra e le immagini del martirio di San Vincenzo sulla destra. Frammenti di affreschi quattrocenteschi raffiguranti San Pietro e San Paolo sono ancora ammirabili sui muri dell absidiola a sinistra, mentre il grande Crocifisso bronzeo al centro del catino absidale è opera dello scultore Minguzzi. La cripta mantiene ancora intatte le sue strutture romaniche con i bei pilastri in pietra sormontati da capitelli variamente decorati con fogliami e piccole volute. Il museo di arte sacra, allestito in fondo alla navata sinistra, conserva numerosi oggetti provenienti dalle numerose cappelle rurali e dalla chiesa stessa e costituiscono una bella collezione di statue lignee, croci processionali, parti di altari, reliquiari e suppellettili liturgiche. Nel sottosuolo della chiesa, durante recenti restauri, sono state rinvenute parti di strutture di un edificio romano risalente al IV/V sec., forse appartenente ad un ricco patrizio oppure parte di un imponente edificio pubblico dotato addirittura di un doppio riscaldamento riconducibile alla presenza di un calidarium. VESTIGIA DEL PONTE ROMANO Il territorio valdostano costituisce da sempre un crocevia strategico per i collegamenti tra le regioni mediterranee e le terre occidentali d Europa. In quest ottica già in epoca romana si è provveduto alla realizzazione della Strada Consolare delle Gallie, la grande via di comunicazione che attraverso i colli del Summus Penninus (Gran San Bernardo) e dell Alpis Graia (Piccolo San Bernardo) metteva in collegamento i due diversi versanti dell impero romano. 4 The interior is impressive due to the marked contrast between the simple setting designed during the most recent 9th century restoration, and the richness of the apse frescos, still perfectly preserved. The area of the presbytery is dominated by the figure of Cristo Pantocratore surrounded by the four evangelists, while figures from the Old and New Testaments are positioned around the choir. The frescos traced back to the first half of the 5 th century have been attributed to Giacomino di Ivrea, a painter active in the Aosta Valley during that time. The apse, damaged by a fire in 553, was entirely repainted by Filippo da Varallo who was responsible for, in particular, the Crucifixion scene on the left and the images of the martyrdom of San Vincenzo on the right. Fragments of 5 th century frescos showing San Pietro and San Paolo can still be seen on the walls of the apse on the left, while the large bronze Crucifixion at the centre of the apsidal vault is by sculptor Minguzzi. The crypt maintains its Romanesque structures intact, with its beautiful columns of stone topped by capitals variously adorned with foliage and small volutes. The museum of sacred art, stationed at the end of the left nave, conserves numerous objects from the many rural chapels and the church itself, which form a considerable collection of wooden statues, processional crosses, altar fragments, reliquaries and liturgical artefacts. During recent restoration, parts of the structure of a Roman building dating from the 4 th -5 th centuries were discovered underneath the church, possibly belonging to a rich patrician or part of an imposing public building that had even been furnished with a dual heating system, judging from the presence of a calidarium. REMAINS OF THE ANCIENT ROMAN BRIDGE The Aosta Valley has always represented a strategic crossroads between the Mediterranean regions and Western Europe. From this perspective, steps were already taken in Roman times to create the Consular Road to Gaul, the great communication route over the Summus Penninus (Great St Bernard Pass) and the Alpis Graia (Little St Bernard Pass), to link the two sides of the Roman Empire. At the Aosta Valley, the road was mainly traced out on the hillside along the mountain slopes to avoid flooding from the Dora Baltea River. In order to overcome the difficulties presented by the area, Roman engineers cut into rocky spurs, built onto hillsides, created viaducts, but above all built bridges to overcome the numerous gullies and rivers.

5 5 La strada, per quanto riguarda il territorio valdostano, è stata soprattutto tracciata a mezza costa lungo le pendici montuose per evitare le esondazioni della Dora Baltea. Gli ingegneri romani per superare le asperità del territorio hanno realizzato tagli di speroni rocciosi, costruzioni su pendii, viadotti, ma soprattutto ponti che dovevano superare i numerosi avvallamenti ed i corsi d acqua. Tali opere offrono, ancora oggi, una testimonianza tanto immediata quanto eloquente delle capacità progettuali e della perizia tecnica raggiunte dai romani proprio nel campo dell ingegneria stradale e i ruderi del ponte di Saint-Vincent, visibili lungo la statale per Montjovet, ne sono la prova. Il ponte permetteva di attraversare il torrente Cillian in un punto in cui il suo alveo si restringe, constava originariamente di tre arcate per una lunghezza complessiva di 49 m. L arcata centrale aveva una luce di circa 0 metri, mentre quelle laterali di minore dimensione poggiavano saldamente alla roccia e si saldavano al tracciato della strada. Nella sua costruzione erano stati impiegati blocchi in pietra locale accuratamente tagliati, rifiniti e connessi, poi rivestiti di lastre squadrate di piccolo formato. La parte superiore del ponte comprendeva originariamente la sede stradale, larga 4,64m, protetta da alti parapetti che schermavano i venti e che, verso valle, si aprivano sulla vista suggestiva dei dirupi e delle acque sottostanti con piccole finestre rettangolari, collocate sopra l arcata e le arcatelle minori. L 8 giugno del 839, probabilmente in seguito ad un terremoto che provocò il cedimento dello spuntone roccioso sul quale era fondata la spalla destra del ponte, l arcata centrale crollò. Danni ulteriori, causati da cospicue infiltrazioni di acqua, provocarono nel 907 il collasso di quanto ancora rimaneva della struttura sulla riva destra del torrente. Nel 937 il ponte fu oggetto di un esteso restauro che comportò il consolidamento delle strutture superstiti e l integrazione di alcune lacune nelle murature. Museo Mineralogico e Paleontologico del Cenacolo Italo Mus Il Museo, creato dal Gruppo Mineralogico del Cenacolo Italo Mus nel 978, e da poco ubicato in Via Ponte Romano n. 8, ha come scopi principali raccogliere, classificare e far conoscere i minerali della Valle d Aosta e numerosi cristalli e pietre dure provenienti da varie parti del mondo. 5 Still today these works offer clear testimony as to how eloquent the planning capacity was, and the degree of technical skill reached by the Romans in the field of road engineering - proven by the ruins of the Saint-Vincent bridge, which you can see from the main road to Montjovet. The bridge enabled the crossing of the Cillian River at the point where the riverbed narrows, originally consisting of three arches over a total length of 49 m. The central arch had a span of around 0 metres, while the smaller two on the side leaned firmly on the rock and joined to the course of the road. Blocks of local stone were used in its construction; accurately cut, finished and assembled, then covered in small square slabs. The upper part of the bridge originally included the road bed which was 4.64m wide. It was protected by high parapets that shielded the wind and which had small rectangular windows positioned above the main and smaller arches, with views out towards the valley and the precipices and waters below. On June 8 th 839, probably following an earthquake that caused the subsidence of the rocky peak on which the right shoulder of the bridge was built, the central arcade collapsed. Further damage was caused in 907 by substantial water infiltration, which meant the collapse of the part of the structure remaining on the right bank of the river. In 937 the bridge was the subject of an extensive restoration project to strengthen the surviving structures and integrate various gaps in the masonry. Museum of Mineralogy and Palaeontology of the Italo Mus Circle Founded by the Mineralogical Group of the Italo Mus Circle in 978 and recently housed in 8 Via Ponte Romano, the aim of the museum is to collect, classify and increase awareness about the minerals of the Aosta Valley, as well as the many crystals and gemstones from various parts of the world. There are currently around 750 items on display, largely from the notoriously mineral-rich mountains near Saint- Vincent, in particular Mount Barbeston, Emarèse, Brusson and Champorcher. The rarest and most beautiful pieces are from now disused gold, iron, magnetite and asbestos mines. Interesting examples include pure quartz, garnets and very rare local vesuvianite. The museum also holds a collection of around 70 fossils. 6 6 Attualmente ha in esposizione circa 750 pezzi, di cui gran parte provenienti dalle montagne vicine a Saint- Vincent, in particolare dal Monte Barbeston, da Emarèse, da Brusson e da Champorcher, siti notoriamente ricchi di minerali. I pezzi più belli e rari provengono da miniere d oro, di ferro, di magnetite e di amianto, oggi dismesse. Molto interessanti i quarzi purissimi, i granati e rarissime vesuviane locali. Il museo possiede inoltre una collezione di circa 70 fossili. LA CHIESETTA DI MORON La piccola chiesa, situata sulla collina di Saint-Vincent, presenta un ampia abside circolare e risale al XV secolo, allorché furono apportate importanti modifiche a un probabile preesistente edificio romanico. La chiesa ha mantenuto a lungo alcune prerogative delle chiese parrocchiali, come le funzioni festive ed il cimitero, pur non essendo mai stata parrocchia. I recenti restauri hanno eliminato le strutture e le decorazioni moderne tentando di restituire alla chiesa il suo aspetto originario, con la volta dell abside segnata da una bella serie di costoloni di pietra. Per la bellezza del paesaggio in cui sorge la chiesa è spesso scelta per la celebrazione di matrimoni. In passato, nel giorno del lunedì di Pasqua, proprio la chiesa di Moron era il punto di arrivo della cosiddetta processione delle vigne, una lunga camminata che in quasi sei ore attraversava tutti i villaggi e le cappelle della collina di Saint-Vincent THE LITTLE CHURCH OF MORON This small church, situated on the hill of Saint-Vincent, features a wide circular apse and dates from the 5 th century, when important modifications were made to a probably pre-existing Romanesque building. For a long time the church maintained many of the characteristics of a parish church, such as performing festive functions and burials, although it was never the parish church. Recent restorations eliminated the modern structures and decorations, with the aim of returning the church to its original appearance with the apse vault marked by a series of beautiful stone ribs. The church is often chosen for weddings due to its spectacular setting. On Easter Monday the church of Moron is traditionally the point of arrival for the so-called Processione delle Vigne (Procession of the vines), a long walk of almost six hours which passes through all the villages and chapels of the hill of Saint-Vincent. VILLAGES Those who love alpine culture and local tradition find it hard to resist visiting all 54 villages scattered over the entire area, from the most important to the tiny, composed only of a handful of houses. Each or hamlet, has maintained some of their historic buildings and everywhere you look there are sundials, frescos, chapels, fortified houses, the traditional rascard houses (built in stone and wood) and granary barns. The medieval chapels in particular are testimony of a strong devotion that has always

6 I VILLAGGI Coloro che sono amanti della cultura alpina e delle tradizioni locali non possono non visitare i 54 villaggi disseminati su tutto il territorio comunale. Tutti gli hameau hanno mantenuto parte delle antiche costruzioni e ovunque si ammirano meridiane, affreschi, cappelle, caseforti, rascards e granai. Le antiche cappelle, in particolare, sono testimonianza di una forte devozione che da sempre ha caratterizzato la gente di montagna. Spesso i santi sono chiamati a protezione laddove i sentieri si fanno più impervi o sorgono a testimoniare una grazia ricevuta. All ingresso ovest della frazione di Feilley si possono ammirare un settecentesco affresco che rappresenta Crocifissione di nostro Signore e poco distante i tenui colori di una meridiana che nei secoli ha scandito il tempo della popolazione. A Moron, proprio all interno del villaggio, una lunetta rappresentante San Maurizio ricorda la secolare devozione dei residenti verso il santo così come a pochi metri una testina antropomorfa proteggeva gli abitanti della casa dal male e dagli spiriti, stranezze della fede e della superstizione. A Clapéaz, su di una casa privata, un affresco databile quasi certamente al XIX secolo rappresenta una Pietà e a Cillian il loggiato di una casa patrizia di impianto forse medievale mostra una serie di quadretti in cui sono rappresentati numerosi Santi e Angeli accanto ad una meridiana datata 803. Al Petit- Rhun un altro affresco rappresenta seppur danneggiato dal tempo, una Madonna Nera, un Giovanni Battista e un bellissimo San Vincenzo con grande grappolo d uva nelle mani; poco distante, al Grand-Rhun un grande affresco, purtroppo quasi perduto, raffigura la Vergine Nera d Oropa attorniata dai Santi Vincenzo, Barbara, Lorenzo e Anna. A pochi metri sulla facciata di un altra abitazione si può ammirare un bellissimo affresco a medaglione rappresentante una Madonna con Bambino. A Perrière, characterized mountain people. Saints are called to protect places where there are dangerous paths, and are said to appear bearing witness to a grace received. The western entrance to the village of Feilley features an 8 th century fresco of the crucifixion, and nearby you can see the delicate colours of a sundial that the people have used to tell the time for many centuries. Within the village of Moron itself, a lunette representing San Maurizio celebrates the residents centuries-old devotion to the saint, while just as a few metres away an anthropomorphic head protected the inhabitants of a house from evil and spirits - oddities of faith and superstition. Situated in a private home in Clapéaz is a fresco of the Pietà almost certainly dating from the 9 th century, and in Cillian, the seemingly medieval loggia of a patrician house displays a series of panels representing various saints and angels, next to a sundial from 803. In Petit-Rhun another fresco, albeit damaged over time, depicts a Madonna Nera, Giovanni Battista and a splendid portrait of San Vincenzo holding a large bunch of grapes. Not far from here in Grand-Rhun, a large fresco, unfortunately almost entirely lost, depicts the Vergine Nera d Oropa encircled by saints Vincenzo, Barbara, Lorenzo and Anna. A few metres away on the façade of another home you can enjoy a beautiful fresco medallion of the Madonna and Child. In Perrière, on the stonework at the base of a traditional rascard, you will find a painting in beautiful colours dating from 753 again of the Madonna and Child, and saints Lorenzo and possibly Vincenzo - the likely protectors of the inhabitants of the house over the centuries. From the splendid architecture of the Romanesque church of Moron, to the sober form of the chapels of Grun, Amay, Perrière - which, hiding below a veil of sulla base in muratura di un vecchio Rascard si trova un dipinto dai bellissimi colori datato 753 raffigurante anche in questo caso una Vergine con Bambino e i Santi Lorenzo e forse Vincenzo, che probabilmente hanno protetto nel corso dei secoli gli abitanti della casa. Dalla splendida architettura della romanica chiesa di Moron, alla sobria forma delle cappelle di Grun, di Amay, di Perrière, che nasconde sotto ad un velo di pittura splendidi affreschi del XVIII secolo voluti e pagati dalla gente del villaggio, di Tromen, di Feilley e di Pracourt, entrambe recentemente riportate alla loro primitiva bellezza, di Cillian e infine di Lenty o Glereyaz. Nei villaggi sulla collina si possono ammirare anche i rascards, tipiche costruzioni in pietra e legno, dove abitare e conservare nei lunghi inverni i cibi e le derrate alimentari. L architettura si sviluppa con una parte costruita in pietra ed adibita ad abitazione ed una superiore realizzata in legno e poggiata su dei funghi a creare una sorta di camera d aria che doveva isolare la zona adibita a fienile. I villaggi, in origine, erano piccole entità perfette e dotate di tutto ciò che la vita quotidiana richiedeva, al loro interno si collocavano i mulini per la macinatura delle granaglie, i torchi per la spremitura delle vinacce, la latteria, la scuola, il forno per panificare e la cappella per ritrovarsi a pregare. Le famiglie che numerose abitavano in questi piccoli centri, costituivano una piccola società organizzata e il collegamento tra i vari centri abitati era garantito da una fitta rete di mulattiere e sentieri. La scoperta del territorio di Saint-Vincent significa soprattutto godere di un ambiente dove ancora oggi si ammira l opera dell uomo che per secoli tenacemente ha lavorato la terra, rubando alla montagna piccoli appezzamenti per garantire alla propria famiglia il giusto sostentamento. Anche i piccoli muri incollati alle pareti di strapiombanti versanti della montagna, costruiti a secco, senza l utilizzo di malte cementizie, dimostrano al visitatore attento che l arte è anche in questi piccoli manufatti che hanno resistito al trascorrere del tempo. paint, contains splendid frescos from the 8 th century commissioned specially by the people of the village - Tromen, Feilley and Pracourt - each recently brought back to its original beauty - Cillian and lastly Lenty and Glereyaz. Scattered across the area, each small church reveals real treasures that deserve to be seen. The villages on the hill also feature rascards, typical buildings in stone and wood, for living in and storing food over long winters. The architecture develops with one part built in stone and used as the living space, and another part above built in wood and resting on mushrooms to create a type of air space to isolate the area used as a hay loft. The villages were originally an ideal, small size, and equipped with everything that daily life required. Within them you would find mills for grinding corn, as well as presses for squeezing pomace, or grape pulp, dairies, schools, ovens for baking bread, and chapels to meet and pray in. The many families living in these small centres, formed small organized societies and the connection between the various villages was guaranteed by a close network of mule tracks and paths. Above all, to discover the area of Saint-Vincent means to enjoy a place where you can still admire the work of those who have tenaciously worked the land for centuries, borrowing small patches of land from the mountain to ensure enough for their families to live on. Even the little walls attached to the sides of the overhanging slopes of the mountain, built dry without the use of cement mortar, demonstrate to the attentive visitor that there is also art in these small human endeavours that have survived the test of time.

7 PASSEGGIATE Presso l ufficio del turismo di Saint-Vincent sono disponibili dei fascicoli con le descrizioni dettagliate delle passeggiate. Lungo il Ru de la Piana, a La Tour e a Domianaz. Una balconata panoramica sul fondovalle tra fresche cascatelle e pregevoli ambienti coltivi. Quattro splendidi villaggi tradizionali con i loro ricco patrimonio culturale. Punto di partenza: giardini pubblici sopra la stazione dei pullman Dislivello: 40m - Durata: h Perrière, grande villaggio nobile e vivo. Per arrivarci, una maestosa via lastricata che tocca un antico insediamento. Poi le rupi, i panorami, gli ambienti raccolti dei prati racchiusi da siepi e muretti. Punto di partenza: giardini pubblici sopra la stazione dei pullman Dislivello: 440m - Durata: 3h Al Ponte Romano ed al Mont Tsailleun. Archeologia romana con i resti della Via delle Gallie, storia medievale con la vista su quattro castelli, incisioni rupestri. Soprattutto, una natura sorprendente fra i grandi dossi rocciosi, nelle marmitte dei giganti, nelle strepitose fioriture primaverili, nelle tracce di grandiosi fenomeni geologici. Punto di partenza: piazza funicolare Durata: h L anello dei Quattro Villaggi. Grun, Valmignana, Pradiran e Lerinon: la collina profonda di Saint Vincent, dove la tradizione è più solida e le tracce più antiche. Ogni villaggio ha la sua personalità. Punto di partenza: Frazione Grun, sulla strada regionale per il Col de Joux Dislivello: 50m - Durata: h30 Fra vigne e villaggi Alla scoperta dei villaggi più vicini al capoluogo: le antiche abitazioni borghesi, gli orti variopinti, gli angoli conviviali. Fra l uno e l altro, in pochi metri la natura prende il sopravvento: le rupi coi mandorli, i muretti con i cristalli smeraldini... Punto di partenza: piazza funicolare Dislivello: 40m - Durata: h30 Raggiungere Moron a piedi, come una volta Due itinerari splendidi per l andata e il ritorno, nella ricchezza di una natura armonica con la civiltà alpina. Il sito della chiesa di San Maurizio, non solo arte ma anche natura, storia e vita. Punto di partenza: parcheggio di Cillian, frazione all inizio della strada regionale per Emarèse Dislivello: 0m - Durata: h WALKS The tourist office in Saint-Vincent provides booklets with detailed descriptions of walks. Along the Ru de la Piana canal, to La Tour and Domianaz. Panoramic terrace over the valley amid fresh waterfalls and prized farmland. Four charming traditional villages with rich cultural heritage. Starting point: public gardens above the coach station Ascent: 40m - Duration: hrs The grand village of Perrière - noble and vital. The majestic cobbled road that skirts the ancient settlement takes you to the village. Nearby are the gullies, panoramic views, and scenery made up of fields enclosed by hedges and walls. Starting point: public gardens above the coach station Ascent: 440m - Duration: 3hrs To the Roman Bridge and Mount Tsailleun. Roman archaeology with the ruins of the Consular Road to Gaul; medieval history with views of four castles, rock engravings. Above all you will find breathtaking nature set amid the great crags, gullies known as the giants cooking pots, the splendour of spring in full bloom, and traces of spectacular geological phenomena. Starting point: Piazza Funicolare Duration: hrs The circle of four villages. Grun, Valmignana, Pradiran and Lerinon: the profound hill of Saint Vincent, where tradition is more deeply rooted and traces of the ancient even older. Every village has its own personality. Starting point: The village of Grun, on the Col de Joux regional road Ascent: 50m - Duration: hrs 30mins Among vineyards and villages Discover the villages around the main town, the old houses of the bourgeois, the multicoloured gardens, and convivial meeting places. In between them, just a few steps takes you to the splendours of nature, with the almond tree-covered cliffs, and walls with emerald green crystals, to name but a few. Starting point: Piazza Funicolare Ascent: 40m - Duration: hrs 30mins Risalire la Collina Un percorso ad anello vario e piacevole per raggiungere Salirod da Cillian e Moron. Al ritorno le fresche praterie si trasformano a Lenty in sorprendenti terrazze inclinate e sospese sulla valle, come colli e siepi dall infinito orizzonte. Punto di partenza: parcheggi della frazione Cillian, via fratelli Marc- Grivaz Dislivello: 480m - Durata: 3h30 Da Petit-Rhun al gran Col de Joux L alta collina di Saint-Vincent appartiene già al fascinoso mondo delle Terre Alte, con rupi vertiginose e ripiani verdi appena toccati dall uomo. Ancora più su, il Colle attira i turisti, ma tutt attorno le grandi foreste restano il regno incontrastato della natura. Punto di partenza: Petit-Rhun, frazione sulla strada regionale del Col de Joux Dislivello: 300m - Durata: 3h PISCINE Presso il Palazzetto dello Sport sono a disposizione: - piscine all aperto (aperte in estate), per adulti ed per bambini - piscine al coperto (aperte tutto l anno) di cui con vasca regolamentare di 5 metri ed 8 corsie ed piscina per bambini Tutte le piscine hanno acqua climatizzata TENNIS n. campi in terra rossa. Apertura: da maggio a settembre. EQUITAZIONE Il Centro equestre (aperto tutto l anno) organizza passeggiate e trekking completamente immersi nella rigogliosa e selvaggia natura locale. CENTRI BENESSERE All interno di alcune strutture alberghiere si trovano attrezzati centri benessere con sauna, bagno turco e piscina coperta con possibilità di fare massaggi. E ancora PALESTRE GINNICO-SPORTIVE, CALCIO, CALCIO A 5, PALLAVOLO, TIRO CON L ARCO Reach Moron on foot, the old-fashioned way Two superb routes for the way there and back, where the natural world in all its glory is in harmony with Alpine culture. The site of the church of San Maurizio provides not just art, but also nature, history and life. Starting point: Car park in the village of Cillian at the start of the regional road to Emarèse Ascent: 0m - Duration: hrs Up the hill A varied, pleasant circular route to reach Salirod from Cillian and Moron. At Lenty, on the return journey, the fresh meadows transform into spectacular sloping terraces, suspended over the valley, as hills and hedges across the endless horizon. Starting point: Car parking in the village of Cillian, in Via Fratelli Marc- Grivaz Ascent: 480m - Duration: 3hrs 30mins From Petit-Rhun to the great Col de Joux The tall hill of Saint-Vincent already belongs to the fascinating world of the Terre Alte, or highlands of Aosta, with vertiginous gullies and green terraces barely touched by human hand. Further up, the pass attracts tourists, yet all around, the large forests remain the undisputed kingdom of nature. Starting point: Village of Petit-Rhun on the Col de Joux regional road Ascent: 300m - Duration: 3hrs SWIMMING POOLS Available at the Palazzetto dello Sport: - outdoor swimming pools (open in summer), for adults and for children - indoor swimming pools (open all year) including competitionsize pool of 5 metres in length and 8 lanes, and pool for children All pools have heated water. TENNIS Clay courts. Open from May to September. HORSE RIDING The equestrian centre (open all year) organizes trails and trekking completely surrounded by the verdant, local wilderness. FITNESS CENTRES Some hotels provide well-equipped fitness centres with saunas, Turkish baths, massage therapy and indoor pools. Even more GYM AND SPORTS FACILITIES, FOOTBALL, FIVE-A- SIDE FOOTBALL, VOLLEYBALL, ARCHERY

8 SCI DA DISCESA Comprensorio Col de Joux A 5 km dal centro di Saint-Vincent, su un balcone panoramico che si estende tra la Valle di Ayas e la Valle Centrale, si trova il comprensorio del Col de Joux (640m). Il Colle offre 7 km di piste di varie difficoltà servite da una seggiovia biposto, da una sciovia e da tre tapis-roulant. E la stazione invernale perfetta sia per chi vuole sciare, sia per chi desidera trascorrere una piacevole giornata con la famiglia. Inoltre un Parco Giochi sulla neve, il Joux Park Giocaneve permette ai più piccoli di divertirsi in totale sicurezza. Tra le diverse attrattive: percorsi con figure ed ostacoli animati, archi, bidoni e giostrina, scivolo gigante, gonfiabili, tapis roulant per la risalita e pista per bob e slittini. DOWNHILL SKIING Col de Joux Ski Area Situated on a panoramic terrace that stretches from the Ayas Valley to the central valley, 5 km from the centre of Saint-Vincent, you will find the ski area of Col de Joux (,640m). The "pass" offers 7 km of slopes of varying difficulty equipped with a two-seater chair lift, ski lift and three conveyor belts. This is the perfect winter resort both for skiing and for those seeking to spend a pleasant day out with the family. An additional feature is a play park on the snow - "Joux Park Giocaneve" - which allows even the smallest children to have fun in complete safety. Included among the different attractions are: obstacle courses with animated figures, arches, rides and a merry-goround, giant slide, inflatables, a conveyor belt for the ascent, and a slope for bobsleighing and sledging. febbraio/marzo Carnevale dei Piccoli Questo particolarissimo Carnevale vede protagonisti i bambini, nelle vesti di Sindaco, Assessori ed autorità!! L appuntamento clou si svolge la domenica antecedente il martedì grasso, con la sfilata pomeridiana, lungo le vie del paese, di carri allegorici, sbandieratori, majorettes e bande musicali, in un clima di festa e folklore. domenica di giugno Gran Fondo di Ciclismo Gara di ciclismo su strada di elevato livello valida come prova di Coppa Piemonte e Campionato Italiano FCI. I ciclisti possono optare per due percorsi: un lungo di 3 km ed un medio di 88 km circa, con un ottimo mix tecnico e paesaggistico. Nella settimana precedente la gara vengono organizzati appuntamenti collaterali: concerti ed eventi per cicloamatori adulti ma anche bambini, minibike, gare di cross-country, downhill, cicloscalata e ciclocircuito. luglio Poule finale del Circuito BTP di biliardo Nell ambito delle gare nazionali si svolgono a Saint-Vincent le finali dei campionati italiani di stecca e poule finale, con l assegnazione dei titoli italiani di tutte le categorie. luglio Trofeo di bocce Mario Page Tradizionale gara nazionale di propaganda 9 luglio Festa della Madonna dello Zerbion Appuntamento religioso con la celebrazione della messa in cima al Monte Zerbion, a quota 7m, dove è stata collocata una statua della Madonna in seguito ad un voto espresso da madri, spose e sorelle degli uomini impegnati nei vari fronti durante la prima guerra mondiale. ultimo sabato di luglio Veillà di Moron Una passeggiata tra antichi mestieri e tradizioni, nella cornice dell antico borgo di Moron Hugonet, dove vengono rievocati i tempi passati e proposti assaggi di piatti e ricette fortemente legati alla zona collinare di Saint-Vincent. metà agosto Festival del Teatro di Strada Nato nel 996, l evento propone ogni anno artisti italiani ed internazionali che si esibiscono, in più giornate, nelle vie centrali di Saint-Vincent, animando la cittadina. metà agosto Concorso Nazionale Miss Italia Appuntamento classico dedicato alla bellezza femminile. metà/fine agosto Borsa e scambio del minerale e del fossile Esposizione di minerali grezzi, fossili stranieri e pietre tagliate (e non montate) ad uso collezionistico; articoli di bigiotteria, oggetti montati o costruiti con trattamenti che alterano l aspetto naturale del minerale o del fossile, ma strettamente connessi al mondo minerale. novembre Gran Premio Goriziana di biliardo Kermesse cha vanta la partecipazione di circa 800 concorrenti e rappresenta, sia per i numeri che per il livello dei partecipanti, la più importante manifestazione di biliardo italiana. February/March Children s carnival This special carnival sees children as the protagonists; dressed as mayors, councillors and the emergency services!! The event takes place in Clou on the Sunday before Shrove Tuesday, with an afternoon procession along the streets of the village with floats, flag fliers, majorettes and live bands, in an atmosphere of celebration and folklore. st Sunday in June Long-distance cycle race High-level road cycling competition used as a trial for the Coppa Piemonte (Piedmont Cup) and the Campionato Italiano FCI (FCI Italian Championship). Cyclists can choose between two routes, the long one of 3 km and the medium one of around 88 km, with an excellent technical and scenic mix. The week prior to the race features additional organized events including concerts and both amateur adults and children s cycling events, minibiking, cross-country races, downhill events, hill cycling and circuit cycling. July Poule Finale of the Circuito BTP Billiard Tour National level competition event in Saint-Vincent with the national finals of the Italian billiards championship and the final round, with the Italian titles awarded in all categories. July Mario Page bocce trophy Traditional national promotion competition 9 July Festival of the Madonna dello Zerbion Religious event with mass celebrated at the top of Mount Zerbion,,7m high, where the statue of the Madonna was placed at the request of the mothers, wives and sisters of the men who fought on the many fronts of World War I. last Saturday in July Veillà di Moron A journey among traditional skills and customs set in the old village of Moron Hugonet, where times past are commemorated and tastes are offered of dishes and recipes strongly linked to the hill region of Saint-Vincent. mid August Festival of Street Theatre Established in 996, this annual event showcases Italian and international artists who perform over several days on the main streets of Saint-Vincent - bringing the town to life. mid August Miss Italia Competition Traditional event dedicated to female beauty. mid/end August Mineral and fossil exchange Exhibition of raw minerals, foreign fossils and cut gemstones (not set) for collectors; costume jewellery items, objects set or made with treatments that alter the natural appearance of the mineral or fossil, while strictly connected to the world of minerals. November Goriziana Biliards competition Around,800 competitors take part in this celebration which, both in terms of numbers and level of participants, is the most important billiards event in Italy.

9 549 m Châtillon si trova all imbocco della Valtournenche ed all interno di una vasta conca che spazia da un versante all altro della valle centrale interamente attraversato dalla Dora Baltea. L orizzonte è delimitato da un anfiteatro naturale di montagne le cui cime più elevate sono il monte Zerbion ed il Tantané a nord, il monte Barbeston ed il Lyan a sud. Lungo i soleggiati versanti dell Adret e lungo i fianchi del Monte Zerbion si scorgono i villaggi costruiti su alti balconi glaciali e circondati da castagneti e vigneti, mentre sul versante opposto, l Envers, e lungo le pendici del Monte Barbeston gli antichi villaggi si trovano immersi in boschi di latifoglie e conifere. Châtillon è stato, sin dai tempi più antichi, uno dei più importanti borghi della Valle d Aosta. Il centro abitato si è sviluppato, sin dall epoca romana quando il borgo costituiva un passaggio obbligato sulla via consolare delle Gallie, lungo un unico asse viario ed è costituito da due nuclei, il borgo vero e proprio e Chameran, distinti e separati dalla profondissima gola scavata dal torrente Marmore e raccordati tra loro da vari ponti. Dell epoca romana rimangono i resti dell arcata di un antico ponte coperto, oggi sovrastato da un ponte più re- Châtillon lies at the entrance to the Valtournenche, within a vast basin that sweeps from one side to the other of the central valley crossed by the Dora Baltea River. The horizon is defined by a natural amphitheatre of mountains, whose highest summits are Mount Zerbion and Mount Tantané to the north, and Mount Barbeston and Mount Lyan to the south. Along the sunny slopes and flanks of Mount Zerbion known as the Adret you can see villages built on high glacial ridges, surrounded by chestnut woods and vineyards, while on the opposite side, known as the Envers, and on the slopes of Mount Barbeston are the ancient villages found cloaked in woods of broadleaved trees and conifers. Châtillon has been one of the most important villages in the Aosta Valley since ancient times. Starting in the Roman era when it formed a necessary thoroughfare on the ancient consular road of the Gauls, the village centre developed along a single road axis, comprising two main points; the village itself and Chameran, each distinct and separated by the very deep ravine formed by the Marmore River and connected to each other by various bridges.

10 cente e alcune lapidi all esterno dell attuale parrocchiale di San Pietro. La chiesa parrocchiale si trova in posizione dominante su tutto il borgo laddove sorgeva un antico castrum. Ricostruita quasi totalmente all inizio del XX sec., la costruzione attuale mantiene ancora tracce delle strutture precedenti nel campanile risalente al XIII sec. e nella cripta. Châtillon è circondato da castelli e torri fortificate, il castello dei conti Passerin d Entrèves, sec. XII-XVIII sec., il castello di Ussel sec. XIV, il castello del Baron Gamba XX sec., le torri di Conoz e di Chavod e le case forti Brunod, di la Tour e di Néran. In questi ultimi decenni il paese si è enormemente ingrandito dotandosi di moderne e funzionali strutture amministrative e sportive ha riqualificato il proprio centro storico e ha creato, nei parchi dei castelli Passerin d Entrèves e Gamba grandi aree verdi aperte al pubblico. Remnants from Roman times include the ruins of the arches of the ancient covered bridge, now underneath a more recent bridge, and stone remains outside the present day parish of San Pietro. In the spot where a castrum, or ancient fort once stood, the parish church now dominates the village. Almost entirely rebuilt at the beginning of the 0 th century, the current structure still retains traces of previous buildings in the bell tower dating from the 3th century and in the crypt. Châtillon is surrounded by castles and fortified towers including the castle of the Passerin d Entrèves counts of the th -8 th centuries, the 4th century castle of Ussel, the 0th century castle of Baron Gamba, the towers of Conoz and Chavod, and the fortified houses of Brunod, la Tour and Néran. In the last few decades the town has expanded greatly, becoming equipped with modern, functional offices and sporting facilities, upgrading its historical centre and creating large green spaces open to the public in the parks of the castles of Passerin d Entrèves and Gamba. Il Borgo (Via Emile Chanoux) Il borgo è costituito da un susseguirsi di edifici storici, di antiche dimore oggi profondamente trasformate, ma che ancora lasciano intravvedere le tracce di un nobile e illustre passato. I portali dagli eleganti architravi in pietra e le ringhiere in ferro battuto abbellivano i palazzi un tempo appartenuti alle famiglie dell aristocrazia locale. L antica Porta Ivrea, che si apriva sul lato orientale della cinta muraria ormai completamente scomparsa, era luogo di passaggio obbligato per le merci e per i viaggiatori che attraversavano la Valle d Aosta, quello che veniva chiamato il grand Chemin e che è stato utilizzato fino agli anni 70 del secolo scorso quando è stata costruita l autostrada. Risalendo lungo il borgo si arriva fino all antico palazzo appartenuto a Guglielmo Gervasone, emerito cittadino castiglionese, oggi sede della locale USL e riconoscibile per la tinta rosa e gli stucchi che ne decorano la facciata e proprio di fronte sorge il convento dei Frati Cappuccini, che ancora oggi ospita l unica comunità francescana in Valle d Aosta. Sulla piazzetta, intitolata ai Caduti per la Patria, dove fa bella mostra di sé una grande scalinata si affacciava lo storico Hôtel de l Ange ricordato anche in numerose guide turistiche di fine 800 e poi ancora si trovavano le sontuose residenze dei nobili Scala e di Charles Bich (80-88), oggi sede della biblioteca. Si incontravano, poi, l albergo Lion d Or ed il palazzo fatto costruire nel 760 da Pantaléon Bich, che nel 800 ospitò anche Napoleone Bonaparte ed il suo seguito, quando attraversò la Valle d Aosta con le sue truppe nella prima campagna d Italia. Piazza Duc, o meglio Place Abbé Prosper Duc, Martire della Resistenza, costituisce il cuore del borgo dove è stato eretto il monumento bronzeo ai caduti di tutte le guerre. La statua distrutta durante il periodo fascista è stata rifusa e risistemata nella sua collocazione originale soltanto nel 967. Sulla piazza si affaccia anche l edificio che ospita la locale sezione CAI e il Corps Philharmonique de Châtillon, il più antico corpo musicale della Valle d Aosta, fondato nel 780 con l appellativo di Musique. Oltrepassata piazza Duc, in zona Vicolo del mulino si può ammirare la forgia Torreano, dove sono ancora intatte le macchine necessarie per la produzione di energia idraulico ed il municipio, edificio a tre piani con portico, realizzato nel 850 in stile neoclassico. The centre (Via Emile Chanoux) The village comprises a succession of historic buildings, of homes that although now much altered, retain glimpses of the traces of their noble and illustrious past. Doorways with their elegant stone-built architraves and wrought iron railings embellish the palatial buildings that once belonged to families from the local aristocracy. The ancient Porta Ivrea, the opening on the eastern side of the town walls no longer in existence, was the necessary point of passage for goods and travellers crossing the Aosta Valley. It came to be called the Grand Chemin and was used until the Seventies when the motorway was built. Continuing through the village you will arrive at the historic palazzo that belonged to Guglielmo Gervasone, the distinguished citizen of Castiglione, now the seat of the local USL (Local Health Unit) and recognizable for its pink colour and stucco that decorates its façade. Directly in front stands the monastery of the Frati Cappuccini (Capuchin Friars), which still houses the only Franciscan community in the Aosta Valley. The small square dedicated to the Caduti per la Patria (the fallen for the homeland), where a grand staircase sits in all its splendour, was once overlooked by the historic Hôtel de l Ange, remembered in many tourist guides of the late 800s, and also the one time sumptuous residences of the noble Scala family and of Charles Bich (80-88), now housing the library. You would also have found the Lion d Or Hotel and the palazzo built in 760 by Pantaléon Bich, even played host to Napoleone Bonaparte and his retinue in 800 when he crossed the Aosta Valley with his troops in the first Italian campaign. Piazza Duc, or rather Place Abbé Prosper Duc, Martire della Resistenza (Martyr of the Resistance), forms the heart of the village where the bronze statue was erected for the fallen of all wars. The monument, destroyed during the fascist period, was melted down and restored to its original state only in 967. Also overlooking the square is the building that hosts the local section of CAI (Italian Alpine Club) and the Corps Philharmonique de Châtillon, the oldest musical group of the Aosta Valley, founded in 780 and called Musique. Beyond Piazza Duc, in the Vicolo del mulino area, you can admire the Torreano Forge, where the machines used to produce hydropower are still intact, and the porticoed town hall, with its three floors built in 850 in neoclassical style.

11 Accanto al Municipio sorgeva l Hôtel Londres, il più antico degli alberghi di Châtillon, costruito nel 854 da Pietro Gervasone e frequentato dai primi viaggiatori che arrivavano in Valle per le prime escursioni alpinistiche. In particolare, proprio all Hotel Londres soggiornò l inglese Edward Whymper che nel 865 conquistò il Cervino, impresa ancora oggi ricordata da una scultura lignea realizzata dall artista Mus che si trova nel cortile interno del palazzo. Il Borgo di Chameran Superato il grande ponte si entra nel borgo di Chameran e subito si incontra la settecentesca villa del Conte Luda di Cortemiglia, oggi sede della Comunità Montana Monte Cervino e della locale Associazione viticultori. Sul lato opposto si apre via Martiri della Libertà con l imponente Casa della Provvidenza, fondata dalle soeurs de la Providence, suore francesi espulse durante la Rivoluzione Francese. Negli anni ha svolto la funzione di convitto e di asilo. Sul lato opposto sale via Menabreaz dove, superato un arco in pietra e mattoni, si apre un largo sentiero che permette di scendere lungo la stretta gola scavata dal torrente e raggiungere le rovine della Fabrique Royale d Acier, Ferriera fondata da Francesco Gervasone, attiva fino alla fine del 800 e che si dice abbia prodotto le grandi travi per la costruzione della Mole Antonelliana di Torino. All imbocco di via Hugonin si trova la casa natale di uno dei più grandi pittori valdostani, Italo Mus (89-967). L artista valdostano ebbe una produzione molto ricca, circa 000 quadri, ottenne il primo riconoscimento ufficiale al Salone dei Giovani Pittori a Roma nel 90, dove espose le proprie opere accanto a quelle di Picasso, Cocteau, Dufy e Chagall. Una grande targa di bronzo ricorda proprio il maestro che ha reso eterna l anima della Valle d Aosta. Proprio nel borgo di Chameran, all interno di un cortile che si presenta con tre grandi archi, si trovava una fabbrica di pasta, attiva fino all inizio del 900. Next to the town hall stood Hôtel Londres, the oldest of Châtillon s hotels, built in 854 by Pietro Gervasone and frequented by the travellers arriving in the Aosta Valley for the first alpine excursions. In particular, Englishman Edward Whymper stayed at Hotel Londres, conquering the Matterhorn in a feat still remembered today by a wooden sculpture made by the artist Mus which you can find in the courtyard inside the palazzo. Village of Chameran Beyond the large bridge at the entrance to the village of Chameran, you immediately meet the 8 th century villa of count Luda di Cortemiglia, now headquarters of the Matterhorn mountain community association and the local wine-producers association. On the opposite side marking the beginning of Via Martiri della Libertà is the imposing Casa della Provvidenza (House of Providence), founded by the soeurs de la Providence, French nuns expelled during the French revolution. Over the years it has served as a boarding school and refuge. Opposite climbs Via Menabreaz where a wide path opens out beyond an arch made of stone and brick, taking you down along the narrow ravine formed by the river. You then reach the ruins of the ironworks established by Francesco Gervasone, active until the end of the 800s and said to have produced the great beams with which Turin s Mole Antonelliana was built. At the entrance to Via Hugonin is the birthplace of one of the greatest painters of the Aosta Valley, Italo Mus (89-967), who produced a rich output of around 000 paintings. He achieved his first official recognition at the Salone dei Giovani Pittori (Young Painters Salon) in Rome in 90, where he exhibited his work next to that of Picasso, Cocteau, Dufy and Chagall. A large bronze plaque commemorates the Master who immortalized the soul of the Aosta Valley. Right in the heart of the village of Chameran, within a courtyard formed by three arches, was a pasta factory in operation until the early 900s. CHIESA PARROCCHIALE DI SAN PIETRO Anche se la tradizione vuole che la fondazione della chiesa risalga addirittura al passaggio di San Pietro in Valle d Aosta, quando con i suoi seguaci intraprese la missione di evangelizzazione delle Gallie, la presenza di una parrocchiale è documentata a Châtillon soltanto a partire dal XII secolo. Purtroppo ben poco rimane dell architettura primitiva, così come dei successivi rimaneggiamenti avvenuti nel XV e XVI sec. poiché l antica chiesa è stata completamente ricostruita nel 904 e poi riconsacrata nel 905. Rimangono soltanto tracce delle costruzioni precedenti nella sottostante cripta e nel campanile che in origine sovrastava l ingresso. All interno, proprio accanto al coro è stato allestito il piccolo museo del tesoro con reliquiari, pastorali e statue di pregio, mentre i dipinti che decorano le volte e il presbiterio sono opera dei pittori Artari di Verrès, molto attivi in Valle d Aosta e autori delle decorazioni di molte parrocchiali del periodo. SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE Collocato all estremità occidentale del ponte romano sul Marmore, dove in origine sorgeva un semplice oratorio, l Oratorio del ponte che nel 643, per volontà del nobile Alessandro Beffa mercante borghese di Châtillon, fu sostituito da una cappella votiva. Nei primi decenni del XIX sec l edificio fu ingrandito e dotato anche di campanile sulla cui cima l 8 settembre del 88 fu collocata la statua della Vergine. Proprio l 8 settembre, giorno in cui si ricorda la Natività della Vergine, il santuario viene aperto a tutte le mamme che con la tradizionale benedizione dei bambini invocano la protezione della Madonna sui più piccoli. PARISH CHURCH OF SAN PIETRO Even if history dictates that the foundation of the church dates as far back as San Pietro s journey through the Aosta Valley when, with his followers, he embarked on a mission to evangelize the Gauls, documentation of the presence of a parish church in Châtillon only exists from the th century. Unfortunately, little remains of the medieval architecture or the successive renovations that happened in the 5 th and 6 th centuries, as the historic church was completely rebuilt in 904 and reconsecrated in 905. Only traces remain of the previous buildings in the underlying crypt and the bell tower that originally stood over the entrance. Inside, next to the choir, the small Museum of Treasures has been created with reliquaries, crosiers and precious statues, while the paintings that adorn the vaults and presbytery are the work of the Artari di Verrès brothers who were very active in the Aosta Valley and the artists behind the decoration of many parish churches of the period. SANCTUARY OF MADONNA DELLE GRAZIE At the western edge of the Roman bridge across the Marmore River, a simple oratory, the Bridge Oratory once stood, which was replaced by a small votive chapel in 643 on wishes of nobleman Alessandro Beffa a bourgeois merchant from Châtillon. The initial decades of the 9 th century saw the building extended and bestowed with a bell tower, on top of which was placed a statue of the Vergine on September 8 th 88. On September 8 th, the day in which the birth of the Vergine is celebrated, the sanctuary is open to all mothers for the traditional blessing of the children and to ask the

12 3 Le celebrazioni della giornata e della festa patronale del borgo di Chameran terminano, la sera, con una suggestiva processione alla luce di piccole fiaccole, i flambeaux. RESTI DEL PONTE ROMANO Il ponte, costituito ad unica arcata era interamente coperto e rivestito di lastre di marmo bianco, era stato costruito proprio per superare il torrente che scende dalla Valtournenche e che secondo la tradizione prende il nome Marmore proprio dal materiale utilizzato per la costruzione di questo ponte. Della struttura originaria oggi restano solo gli spalloni e un unica fila di conci sospesa a circa 40 metri d altezza sulla profonda gola. Secondo lo storico valdostano Jean Baptiste de Tillier ( ) il ponte, che era perfettamente in uso, fu gravemente danneggiato durante l invasione francese del 69 e per oltre 60 anni, l unico mezzo di collegamento fra le sponde opposte del Marmore era un semplice ponte di legno dove, tra l altro, veniva imposto anche un doppio pedaggio, a levante per il signore di Châtillon e a ponente per quello di Cly. Nel 754 fu finalmente costruito l attuale ponte in pietra. 4 CASTELLO DI USSEL Il castello è stato edificato verso la metà del XIV secolo da Ebalo II di Challant. Il possente edificio si erge su di uno sperone roccioso a controllo dell imbocco della Valtournenche e del fondovalle della Dora Baltea, ha la forma di un parallelepipedo e rappresenta il primo esempio valdostano di costruzione monoblocco, ultima fase evolutiva del castello medievale. Dopo l estinzione della famiglia Challant all inizio del 800, il castello ha conosciuto diverse vicissitudini ereditarie e compravendite fino al totale abbandono. Nel 994, l ultimo proprietario, il barone Marcel Bich, famoso industriale originario di Châtillon divenuto celebre per l invenzione delle famose penne a sfera, lasciò in eredità il castello alla Regione Valle d Aosta oltre ad una cospicua somma di denaro per curarne il restauro. Il maniero è stato interamente recuperato e riaperto al pubblico nel 998. Si possono ancora ammirare le mura perimetrali e tracce dei marcapiani e dei poderosi camini, l interno sapientemente ricostruito è una suggestiva sede espositiva, ospita mostre temporanee e offre anche la possibilità di accedere ad un panoramico cammino di ronda dal quale il visitatore può ammirare la piana di Châtillon ed i suoi edifici storici. 4 3 Madonna for their protection. The celebrations of the day and of the Chameran village patron festival reach their finale in the evening with a charming procession lit by small torches known as flambeaux. REMAINS OF THE ROMAN BRIDGE The bridge, built in a single arch, was entirely covered and faced in slabs of white marble. It was built to cross the river that travels down from the Valtournenche and which, according to tradition, takes its name - Marmore - from the marble used to build the bridge. Today only the shoulders and a single line of ashlars suspended around 40 metres high above the deep ravine remain of the original structure. According to Jean Baptiste de Tillier ( ), a historian from the Aosta Valley, the well-used bridge was badly damaged during the French invasion of 69, and for over 60 years the only means linking the opposite banks of the Marmore was a simple wooden bridge that incorporated a dual toll road, of which the east was for the domain of Châtillon and the west for that of Cly. The present stone bridge was finally built in 754. USSEL CASTLE The castle was built towards the middle of the 4 th century by Ebalo II di Challant. This mighty building stands on a large rocky outcrop to control the entrance to the Valtournenche and the Dora Baltea at the bottom of the valley. It is formed as a parallelepiped and represents the first example in the Aosta Valley of monoblock construction, the last phase in the evolution of medieval castles. After the dissolution of the Challant family at the beginning of the 800s, the castle witnessed the various ups and downs of heirs and buying and selling until it was abandoned once and for all. In 994 the last owner, the well-known industrialist from Châtillon famous for inventing the celebrated ballpoint pen, baron Marcel Bich, bequeathed the castle to Aosta Valley Region in addition to a substantial sum of money to take care of its restoration. The style of the castle was fully salvaged and it opened to the public in 998. We can still admire the perimeter walls and the traces of stringcourses and mighty chimneys, its skilfully reconstructed interior is a charming exhibition area hosting temporary exhibitions and also offering the chance to experience a panoramic parapet walk from which visitors can admire the Châtillon plain and its historic buildings. 4 CASTELLO E PARCO BARON GAMBA Il Castello si trova nella zona ovest di Châtillon, in localita Cret de Breil ed è ben visibile sia dalla strada statale proveniente da Aosta sia dall autostrada A5 Aosta-Torino. L edificio è stato realizzato agli inizi del 900 dal barone Charles Maurice Gamba, che aveva sposato Angelique Passerin d Entrèves e su progetto dell ingegnere Carlo Saroldi. La residenza e le sue scuderie, recentemente ristrutturate, saranno destinate a sede espositiva ed ospiteranno una collezione di opere contemporanee di proprietà regionale e costituita principalmente da dipinti e sculture di artisti del Novecento italiano, oltre a opere appartenenti ai movimenti artistici dell ultimo ventennio. La struttura è immersa in un grande parco, che si estende su una superficie di circa metri quadrati. Nel parco, aperto al pubblico, si trovano tre alberi monumentali, la grande sequoia, collocata proprio ai piedi del castello, il cipresso calvo, che si trova all estremità ovest lungo la recinzione del parco e l acacia spinosa. PARCO del CASTELLO PASSERIN D ENTRÈVES Il Castello Passerin d Entrèves è uno dei castelli più antichi della regione, sorge proprio a fianco della chiesa della parrocchiale ed il suo profilo domina interamente il borgo sottostante. L antico castello, residenza prediletta della famiglia Challant, è attualmente proprietà della famiglia Passerin d Entrèves e non è visitabile. Nel 755 una forte scossa di terremoto ha danneggiato gravemente parte del castello ed i lavori eseguiti per il recupero hanno modificato notevolmente l aspetto originario che da castello di foggia medievale è diventato palazzotto signorile. All interno della cinta muraria è possibile visitare e ammirare il magnifico parco che ospita pini neri centenari, tigli, faggi, aceri, roveri, noci nostrani e neri, ippocastani, ciliegi, betulle, robinie e olmi. Le piante identificate 3 BARON GAMBA CASTLE AND PARK The castle can be found in the western area of Châtillon, in the resort of Cret de Breil, and is clearly visible from both the main road from Aosta and the A5 Aosta-Turin motorway. The building was completed at the beginning of the 900s by baron Charles Maurice Gamba, the husband of Angelique Passerin d Entrèves, following the design of engineer Carlo Saroldi. The house and its recently renovated stables are to become dedicated exhibition spaces hosting a collection of contemporary art belonging to the region that mainly consists of paintings and sculptures by 0 th century Italian artists, as well as work from art movements of the last 0 years. The complex is surrounded by a large park, spread over an area of around 5,000 sq m. In the park, which is open to the public, you will find three heritage trees, the great sequoia, located right at the foot of the castle, the bald cypress, found at the western edge along the confines of the park, and the spiny acacia. PASSERIN D'ENTRÈVES CASTLE PARK Passerin d Entrèves Castle is one of the oldest castles in the region, standing right next to the church of the parish, with its outline completely dominating the village below. The ancient castle, the favourite residence of the Challant family, is now owned by the Passerin d Entrèves family and is not open to visitors. In 755 a strong earthquake tremor seriously damaged part of the castle and the work carried out to repair it notably altered the original medieval appearance of the castle, transforming it into a stately palace. The magnificent park set within the walls is open for visitors to enjoy, and is host to centuries-old trees including black pine, lime, beech, maple, sessile oak, European walnut, black walnut, horse-chestnut, cherry,

13 come monumentali sono distinte da targhe recanti il nome botanico, la circonferenza, il diametro, l altezza e l età. La superficie totale del parco è di circa 3 ettari, ma quella fruibile ai visitatori si aggira intorno ai ettari e considerato il delicato equilibrio che si instaura in un area monumentale di questo genere, la sua fruizione si limita ad una rispettosa e tranquilla passeggiata. Nelle vicinanze del castello si scorge anche il suggestivo giardino rinascimentale alla francese, unico esempio rimasto in Valle d Aosta. MUSEO PERMANENTE DEL MIELE E un esposizione dei vecchi attrezzi dell apicoltura valdostana. Ubicato in centro paese, nelle ex-scuderie dell ex Hotel Londres, è visitabile contattando preventivamene il comune di Châtillon. E ANCORA DA VEDERE solo esternamente: - La Cappella di Saint-Clair, che vanta origini antichissime, dedicata a Santa Maria o a Notre Dame du Châtelard; - La Cappella di Ussel intitolata a San Rocco; - La Cappella di Sant Anna, a Bellecombe, edificata nel lontano 679 e affrescata in facciata con le immagine della Santa, della Madonna e dei Santi Pietro e Grato; - La Cappella di Promiod dedicata ai Santi Antonio abate e Bartolomeo - La Cappella di Merlin dedicata a San Giuseppe - La Cappella di Albard dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano - La Cappella di Domianaz dedicata a San Rocco ed alla Madonna di Loreto - La Cappella di Nissod dedicata a San Bernardo, a Notre Dame de Tout Pouvoir ed alla traslazione della Santa Croce - Il torchio settecentesco in Fraz. Pissin-Dessus - il ru du pan perdu costruito nel XIV secolo e ancora visibile sopra le frazioni di Isseuries, Closel, Domianaz birch, black locust and elm. Those identified as heritage trees are distinguished by labels listing their botanical name, circumference, diameter, height and age. The total area covered by the park is around 3 hectares, although the part open to visitors is around two hectares and due to the delicate balance established within a heritage area of this type, its use must be respectfully limited to peaceful walks. The charming Renaissance garden in the French style located close to the castle is the only example remaining in the Aosta Valley. MUSEUM OF HONEY Here you will find an exhibition of historic beekeeping equipment from the Aosta Valley. Located in the town centre, in the former stables of what was the Hotel Londres, the museum is open to visitors by prior arrangement with the Châtillon local authority. ALSO WORTH SEEING from the outside only: - Chapel of Saint-Clair, which boasts ancient origins, dedicated to Santa Maria or Notre Dame du Châtelard; - Chapel of Ussel dedicated to San Rocco; - Chapel of Sant Anna, at Bellecombe, built as early as 679, Its façade displays frescos of Sant Anna, the Madonna and saints Pietro and Grato; - Chapel of Promiod dedicated to saints Antonio Abate and Bartolomeo - Chapel of Merlin dedicated to San Giuseppe - Chapel of Albard dedicated to saints Fabiano and Sebastiano - Chapel of Domianaz dedicated to San Rocco and the Madonna di Loreto - Chapel of Nissod dedicated to San Bernardo, Notre Dame de Tout Pouvoir and to the transfer of the Holy Cross - An 8 th century winepress in the village of Pissin-Dessus - Ru du Pan Perdu built in the 4th century and still visible above the villages of Isseuries, Closel, and Domianaz passeggiate LA VIA FRANCIGENA Il tracciato della Via Francigena, attraversa tutto il territorio comunale e prosegue verso Saint-Vincent costeggiando il ru de la Plaine. LA GRAN BALCONATA DEL CERVINO Il trekking ripercorre il vecchio sentiero denominato Gran Balconata, ora sentiero n. 07. E un anello che partendo dal Col Tzecore nel comune di Emarèse si inoltra nella valle del Cervino e ne attraversa gli otto comuni tra i quali quello di Châtillon. Il sentiero, arrivando dal comune di St. Vincent, offre un meraviglioso panorama sulla valle centrale, attraversa l alpeggio di Nouarsa, situato in parte sul comune di Saint-Vincent che su quello di Châtillon, si inoltra in una zona umida dove sono collocate delle vecchie vasche di raccolta delle acque in prossimità della baita di Chesalet, raggiunge i villaggi di Chenez e Promiod e prosegue verso il Comune di La Magdeleine. BELLECOMBE (08 m) - MONTE BARBESTON (483 m) Parcheggiata l auto nella frazione di Bellecombe, raggiungibile percorrendo la strada per Ussel, si imbocca la strada poderale che, a tornanti, sale all alpe Mont Ros Désot. Da qui si prosegue seguendo il sentiero n. che sale verso destra, supera un torrente e piega a sinistra a raggiungere prima i ruderi di Biolasse e l alpe Thoule. Una volta superata l alpe la pendenza aumenta considerevolmente fino a raggiungere il crinale proprio in corrispondenza di un valico dove sulla sinistra si erge il Monte Lyan. Si prosegue quindi sulla destra percorrendo l intera cresta tra la valle centrale e la valle di Champorcher e si raggiunge un lungo tratto semipianeggiante dove si innesta il sentiero n. 8 proveniente da Hérin. Da qui si risale l ampia e ripida dorsale e si guadagna infine la vetta del monte Barbeston. Tempo di percorrenza: 4h00 Difficoltà: EE - ESCURSIONISTI ESPERTI PROMIOD (504 m) - MONTE ZERBION (70 m) Si raggiunge, in auto, la località Promiod seguendo la strada della Valtournenche fino ad Antey-Saint-André e la strada regionale per la Magdeleine per circa 4 km. In corrispondenza di un incrocio si svolta a destra seguendo le indicazioni per il camping Dalai Lama e si raggiunge quindi un piazzale a monte dell abitato di Promiod. Per la salita si segue l itinerario n. 05 che, dopo aver attraversato il paesino, si immette su una mulattiera che arriva ad incrociare la strada che sale agli alpeggi. Si imbocca il ramo che sale e, dopo aver superato il rudere di Boettes, ad un incrocio si prosegue sulla pista a sinistra e poi lungo la poderale di destra che, dopo circa,5 km, walks VIA FRANCIGENA The stretch of the Via Francigena passes through the residential area and continues towards Saint-Vincent skirting the Ru de la Plaine canal. GRAN BALCONATA OF THE MATTERHORN This trek retraces the traditional path called Gran Balconata, now path no. 07. The loop starts from Col Tzecore in the municipality of Emarèse and enters the valley of Cervino, through 8 towns including Châtillon. The path from the municipality of St. Vincent offers a wonderful view over the central valley, crossing the Nouarsa mountain pasture, split between Saint-Vincent and Châtillon. It enters into a wetland area featuring traditional water reservoirs found next to chalets in Chesalet, then reaches the villages of Chenez and Promiod and continues towards municipality of La Magdeleine. BELLECOMBE (08 m) - MOUNT BARBESTON (483 m) Park the car in Bellecombe, a hamlet in the municipality of Châtillon, which can be reached on the road for Ussel, then take the winding private road that is closed to traffic, and go up to Alpe Mont Ros Désot. Here, take the trail (no. ) to the right, go past a stream and head leftwards until you reach the first ruins of Biolasse, then Alpe Thoule. The slope now begins to increase considerably until it reaches the crest at a mountain pass, on the left of which rises Mount Lyan. Continue on the right along the full length of the crest between the central valley and the valley of Champorcher to reach a long semi-flat section that joins with trail no. 8 from Hérin. From here, go up the wide steep ridge until you come to the peak of Mount Barbeston. Duration of route: 4 hours Difficulty level: EE - Expert Excursionists PROMIOD (504 m) - MOUNT ZERBION (70 m) To get to Promiod follow the Valtournenche road until you come to Antey-Saint-André. Next take the regional road towards La Magdeleine and after about 4 km, turn right at a crossroad, following directions for the Dalai Lama campsite until you get to a car park

14 attraversa il torrente Promiod. Si raggiunge un successivo crocevia dove si continua a sinistra fino a raggiungere prima l alpe di Arsine quindi l alpe Francou. In vista del caseggiato superiore, sulla destra, si imbocca il sentiero che raggiunge l ampia cresta erbosa da percorrere, tra scorci panoramici incantevoli, fino a raggiungere la vetta sovrastata dalla statua della Madonna eretta nel Tempo di percorrenza: 3h30 Difficoltà: E - Escursionistico DOMIANAZ (749 m) - NISSOD (384 m) - MONTE ZERBION (70 m) Per raggiungere a piedi la località Nissod in frazione Domianaz bisogna utilizzare il ripido sentiero n. 7 che tra castagni e querce raggiunge il vecchio fabbricato della cava per l estrazione del marmo verde. Proseguendo si raggiunge poi il Cappellino, una nicchia con Madonnina visibile anche dal Borgo di Châtillon. Superato il villaggio, in prossimità del rudere di Deviaz, si raggiunge il villaggio del Chenez, da qui il sentiero prosegue verso nord, passa vicino alla vasca d irrigazione, e raggiunge il pianoro di Francou. Il sentiero a questo punto si immette nel bosco che precede il pianoro detto la piana, raggiunge la prima punta e prosegue lungo la cresta fino la cima del Monte Zerbion. Per raggiungere in auto la località Nissod, dal centro paese si sale verso la zona collinare, si supera l abitato di Domianaz e si prosegue per circa 7 km., si lascia l auto nel piazzale della frazione e si prosegue lungo il sentiero n. 7. Tempo di percorrenza da Nissod a Monte Zerbion: 4h00 Difficoltà: E - Escursionistico RAFTING Questa attività viene svolta sul fiume Dora Baltea da maggio a settembre. Vengono proposte discese adatte a tutti imparando le varie tecniche tra divertenti ed emozionanti onde, circondati da paesaggi che si possono apprezzare solo dal fiume. e ancora: PARAPENDIO, TENNIS, CALCIO, CALCIO A CINQUE, PALLAVOLO, BASKET, SQUASH, PALESTRA GINNICO-SPORTIVA CON VARIE ATTIVITÀ, YOGA, SPINNING, BOCCE, BILIARDO, TIRO A VOLO e CENTRI BENESSERE PRESSO HOTEL after the village of Promiod, where you can park the car. Follow itinerary 05 which goes through the village and then continues on a mule track that goes up until it meets the road that leads up to the pastures. Take the branch that goes up and past the ruins of Boettes, then take the track to the left of the crossroad, and continue along the private road on the right, which crosses the Promiod stream,.5 km later. When you come to another crossroad, continue to the left until you get to Alpe Arsine and then Alpe Francou. At the upper residential area, the trail goes off to the right to reach a wide grassy crest that takes you to the summit, amidst charming panoramic views. Duration of route: 3h30 Difficulty level: E - Excursionist DOMIANAZ (749 m) - NISSOD (384 m) - MOUNT ZERBION (70 m) In order to reach the town of Nissod which is part of Domianaz on foot, you will need to use the steep path no. 7 which leads you through chestnut and oak trees to the old building once used for the green marble quarry. Continue until you reach the Cappellino, a niche with the Madonnina also visible from the village of Châtillon. Having passed the village, near the ruins of Deviaz, you reach the village of Chenez. From here the path continues northwards, passing beside the reservoir, reaching the Francou plateau. At this point the path enters the woods just before the plateau called the piana, reaching the first point and continuing along the crest until the summit of Mount Zerbion. To arrive at the village of Nissod by car from the town centre, drive up towards the hills, past the village of Domianaz and continue for around 7 km, at which point you can leave your car in the village square and then take path no. 7. Duration of route from Nissod to Monte Zerbion: 4 hours Difficulty level: E - Excursionist RAFTING This activity takes place on the Dora Baltea River from May to September. Descents are suggested to suit everyone getting to grips with the various techniques amid the fun and excitement of the waves, set amid scenery that can only be appreciated from the river. fine giugno ed inizio dicembre Petit Marché du Bourg Nel suggestivo Borgo del paese si organizza, due volte all anno, un piccolo mercato dove è possibile ammirare ed acquistare i prodotti dell artigianato e dell enogastronomia valdostana, nonché numerosi oggetti creati dagli amanti del bricolage. La manifestazione è allietata da musica ed animazione per i bambini. domenica di luglio Balconata del Monte Zerbion Manifestazione podistica non competitiva a passo libero su percorsi di km che seguono itinerari di particolare interesse turistico e ambientale. giugno Biennale del ferro battuto Nel borgo di Châtillon, sede in tempi lontani aveva numerosi forni a legna per la fusione del ferro e fucine di fabbri, si ritorna al passato con l esibizione di circa 50 fabbri italiani e stranieri che si esibiscono davanti al pubblico in dimostrazioni di forgiatura e di piccole opere artigianali. metà agosto Biennale L Arte in tutti i sensi... Mostra ed esposizione di opere d arte di artisti di vario genere (scultura, pittura, ceramica, ferro battuto), area dedicata ai bambini, laboratorio gratuito della caricatura, musica e balli. ultima domenica di ottobre Sagra del Miele e dei suoi derivati Il borgo di Châtillon diventa nell ultima domenica di ottobre la capitale valdostana del miele ed ospita la sagra dedicata a questo prodotto naturale ed ai suoi derivati. La via centrale è invasa dalle bancarelle dei produttori locali di miele e diventa, per un giorno, il luogo prediletto per gli amanti di questo goloso alimento. end of June and beginning of December Petit Marché du Bourg Twice a year in the charming village centre, a small market takes place where you can experience hand crafted produce and gourmet food and wine available to buy from the Aosta Valley, as well as the many products created by bricolage enthusiasts. The event comes to life with music and entertainment for children. nd Sunday in July Balconata del Monte Zerbion Free fun run on routes of over km distances that follow routes especially suitable for tourists and those seeking great scenery. June Wrought iron biennial The village of Châtillon, once home to numerous wood stoves used for iron casting and blacksmithing, returns to the past with an exhibition of around 50 Italian and international blacksmiths displaying their forging skills and small handcrafted works for the public. mid August Biennial L'Arte in tutti i sensi... Exhibition of various types of art (sculpture, painting, ceramics, wrought iron work), children s area, caricature workshop, music and dance. last Sunday in October Festival of Honey and its uses For the last Sunday in October, Châtillon village centre becomes the honey capital of the Aosta Valley as it plays host to the festival dedicated to honey and honey products. The main street is taken over by local honey producers and their stalls, becoming for one day the ideal place to be for those who just cannot resist temptation of honey. Even more: PARAGLIDING, TENNIS, FOOTBALL, FIVE-A-SIDE FOOTBALL, VOLLEYBALL, BASKETBALL, SQUASH, GYM/SPORTS FACILITIES WITH ORGANIZED ACTIVITIES, YOGA, SPINNING, BOCCE, BILLIARDS, CLAY PIGEON SHOOTING and HOTEL HEALTH CLUBS

15 486 m Chambave si estende lungo le rive della Dora Baltea ed è completamente circondato dai vigneti, famosi per la produzione di vini pregiati come il Vallée d Aoste Rouge de Chambave e Vallée d Aoste Chambave Muscat. Il vasto territorio comunale spazia dai vigneti fino ai boschi e verso il Mont Ruvic ed il Mont Avic. Per la sua posizione centrale e lungo il corso del fiume, il borgo fu abitato sin dall epoca della conquista romana; ne è preziosa testimonianza la pietra miliare che indica la distanza da Augusta Praetoria e che è ancora oggi visibile all ingresso della casa canonica accanto alla parrocchiale dedicata a San Lorenzo. La chiesa fonda le sue origini nel XII sec. ed alla sua costruzione risale ancora parte del campanile, mentre la struttura attuale data al XVIII sec. Passeggiando nel centro storico, inoltre, si possono ancora ammirare alcune eleganti costruzioni cinquecentesche. La vera ricchezza di Chambave sono senza dubbio i suoi vigneti, conosciuti ed apprezzati sin dai tempi più antichi. Qui ha sede la Cooperativa vitivinicola La Crotta di Vegneron, dotata di impianti per la vinificazione tra i più avanzati in campo enologico e che produce eccellenti Chambave extends along the banks of the Dora Baltea and is completely surrounded by vineyards famous for producing fine wines such as Vallée d Aoste "Rouge de Chambave" and Vallée d Aoste "Chambave Muscat". This vast municipality ranges from vineyards to woods and to Mount Ruvic and Mount Avic. Thanks to its central position along the course of the river, the village has been inhabited since the time of the Roman conquest; precious testimony of this is the milestone that marks the distance from the Roman colony Augusta Praetoria, still visible today at the entrance to the presbytery beside the parish church dedicated to San Lorenzo. The origins of the church s foundation are in the th century, and part of the bell tower dates back to this building, while the current structure dates from the 8th century. Furthermore, walking through the historical centre offers the chance to admire elegant buildings dating from the 6 th century. The true treasures of Chambave are without doubt its vineyards, well-known and admired since ancient times. It is here that the wine-producing co-operative "La Crotta di Vegneron" (Cave of the winemaker),

16 vini come il Chambave rouge, il Chambave Muscat ed il Chambave Muscat Flétry. Ogni anno, l ultima domenica di settembre si svolge la Sagra dell uva, vero e proprio concorso a premi, durante la quale i viticoltori presentano i migliori grappoli di uva e si celebra la vendemmia dell anno con canti e balli. Il territorio del comune di Chambave è distribuito fra numerosi e pittoreschi villaggi come Margnier, situato al limitar dei boschi decidui e base di partenza per il Bois du Ban e il colle Varotta, oppure Seputmian, circondato da una vasta area agro pastorale e Chandianaz, nelle cui vicinanze si trova una zona xerotermica su serpentinite ricca di specie vegetali di origine steppica e di un sito, unico in Valle d Aosta, dove vegetano numerose orchidee. equipped with some of the most advanced winemaking systems in the field of oenology, produces excellent wines including Chambave Rouge, Chambave Muscat and Chambave Muscat Flétry. Every year, the last Sunday in September the Féta di Résen, or the "Sagra dell'uva" in Italian (Festival of the Grape) takes place - a proper competition with prizes, in which wine makers present the best bunches of grapes in special baskets and the year s harvest is celebrated with song and dance. The area of the Chambave municipality comprises numerous picturesque villages including Margnier, situated at the edge of the deciduous woods and the starting point for the Bois du Ban and Varotta Pass. Also, Seputmian is surrounded by a vast farming area and Chandianaz, near a xerothermic area on serpentinite, rich in steppe origin plant species. Chiesa di San Lorenzo Agli inizi del XII sec. la parrocchia figura come dipendente dal monastero di Fruttuaria e viene ceduta nel 8, così come altri beni posseduti dall abbazia in Valle d Aosta, alla prevostura di St.Gilles di Verrès, fino al 78 quando la prevostura di Chambave passa definitivamente sotto la giurisdizione del vescovo. La duplice dipendenza conventuale è all origine del termine di priore, con cui ancora ai nostri giorni è qualificato il parroco di Chambave. La prima menzione storica relativa alla chiesa di Chambave risale al XII sec. anche se praticamente nulla è rimasto del primitivo edificio romanico, eccezione fatta per la parte inferiore del campanile. La sistemazione definitiva della chiesa attuale è dovuta al priore Favre che, nel 889, fece abbattere il portico antistante per prolungare la navata e costruire due nuove cappelle laterali. All interno della chiesa parrocchiale si trova anche un piccolo museo che conserva un prezioso quadro ad olio raffigurante l Angelo Custode e risalente al XVII sec. e raccoglie antichi oggetti liturgici quali un reli quiario in rame argentato a forma di cofanetto offerto nel XVI sec. dal priore commendatario J.L. Vuillet dei signori di St. Pierre, quattro croci in lamina d argento (XV-XVI sec.), le riproduzioni fo tografiche delle pagine miniate di due preziosi libri liturgici, in particolare un an tifonario del XV sec. e un graduale del XVI sec. appartenuto al celebre priore della Collegiata di S. Orso Giorgio di Challant. I preziosi codici originali sono, invece, conservati con gli altri libri liturgici valdostani pres so la Bi blioteca del Seminario Ve scovile di Aosta. Nella sacrestia è, inoltre, conserva to un ottocentesco busto reliquiario di San Lorenzo, opera dello scultore Molino. Church of San Lorenzo At the beginning of the th century, the parish appears to be dependent on the monastery of Fruttuaria, only to be given up in 8, along with other assets owned by the abbey in Aosta Valley, to the provost of St.Gilles di Verrès, until 78 when the provost of Chambave passed definitively under the jurisdiction of the bishop. The duplicate convent dependency gave rise to the word "prior", which is still the term used to describe the parish priest of Chambave. The first historical mention relating to the church of Chambave dates back to the th century, although almost nothing remains of the original Romanesque building except for the lower part of the bell tower. The final restoration of the current church was due to prior Favre who, in 889, had the front portico knocked down to extend the nave and build two new chapels on the side. Inside the parish church you will also find a small museum that houses a treasured oil painting depicting a guardian angel dating from the 7 th century, as well as a collection of antique liturgical objects including a silver-plated copper reliquary in the form of a casket, donated in the 6th century by the commendatory prior J.L. Vuillet, and from the canons of St. Pierre, four silver-plated crosses (5th-6th c.), photographic reproductions of illuminated pages from two precious liturgical books, in particular an an tiphonary from the 5 th century and a gradual from the 6 th century that belonged to the famous prior of the collegiate church of S. Orso Giorgio di Challant. The treasured original codices are instead housed with the other liturgical books of the Aosta Valley in the Library of the Bishop s Seminary of Aosta. The sacristy also holds a 9 th century reliquary bust of San Lorenzo by the sculptor Molino.

17 La crotta di Vegneron Chambave è la zona climaticamente più secca di tutta Valle d Aosta e per questo motivo da sempre conosce una favorevole e consolidata tradizione vitivinicola. La Cooperativa è stata costituita nel 980, anche se la prima vinificazione porta la data dell autunno 985. Alla Crotta viene portata l uva raccolta dai 0 soci (erano soltanto 5 nel 985), che coltivano principalmente piccoli appezzamenti di terreno, dove la lavorazione è rigorosamente manuale. Due sono le zone a Denominazione di Origine Controllata nel territorio della cooperativa, Chambave e Nus. La prima comprende le colline dei comuni di Châtillon, Saint-Vincent, Verrayes, Saint-Denis e dello stesso Chambave; l altra, quella di Nus, riunisce anche i terreni di Fénis e Quart. Dalle uve del territorio nascono ben 9 tipi di vino di cui 5 DOC e 4 da tavola a coprire una gamma completa di tipologie, la produzione spazia dai vini da aperitivo ai vini da dessert e meditazione. La politica aziendale è marcatamente votata alla valorizzazione dei vitigni autoctoni (Petit Rouge, Fumin, Vien de Nus) e tradizionali (Muscat de Chambave, Nus Malvoisie). Con il recente rinnovo del Disciplinare di produzione possono fregiarsi della Denominazione di Origine Controllata anche altri vitigni autoctoni riscoperti, quali il Mayolet ed il Cornalin. La produzione dell azienda comprende anche vitigni dai nomi più internazionali come Pinot Noir, Gamay e Müller Thurgau. Oltre ai vini, la cooperativa si occupa anche di distillati con la produzione di grappe di monovitigno, rappresentative dei prodotti migliori. Presso la cantina è presente un punto vendita e per gruppi composti da più di cinque persone è possibile effettuare, su prenotazione, anche la visita della cantina. Caseificio Cooperativa Champagne Il caseificio produce e vende fontina, toma, burro e séras. Si trova lungo la strada statale 6, al confine tra i comuni di Chambave e Verrayes. E possibile sia per i gruppi sia per i privati visitare il caseificio ed assistere alla lavorazione del latte. La Crotta di Vegneron (Cave of the Winemaker) Chambave is the driest area of the Aosta Valley in terms of its climate, and for this reason has always been a favourable, reliable host to a wine-producing tradition. The co-operative was established in 980, although the first winemaking bears the date Autumn 985. Harvested grapes are brought to the Crotta by its 0 members (there were only 5 in 985), who mainly cultivate small plots of land, all worked strictly by hand. Two areas are DOC - Denominazione di Origine Controllata (Controlled origin denomination) in the area of the co-operative, Chambave and Nus. The former comprises the hills and municipalities of Châtillon, Saint-Vincent, Verrayes, Saint-Denis and Chambave itself; the latter Nus also encompasses the areas of Fénis and Quart. The grapes of the region produce 9 types of wine of which 5 are DOC and 4 are table wine, covering a complete gamut of characteristics, with production ranging from aperitif, to dessert and meditation wines. The organization s policy is markedly devoted to developing grape varieties that are native (Petit Rouge, Fumin, Vien de Nus) and traditional (Muscat de Chambave, Nus Malvoisie). With the recent updating of production specifications, other rediscovered native grape varieties such as Mayolet and Cornalin can also now enjoy DOC status. The organization s production also includes more international grape varieties such as Pinot Noir, Gamay and Müller Thurgau. In addition to wines, the co-operative is also involved in spirits with the production of singlevariety grappas, representative of the best produce. The winery also boasts a sales outlet, and with prior booking groups composed of more than five people can take part in a tour of the winery. Champagne Dairy Co-Operative The dairy produces and sells fontina, toma and séras cheeses, and butter. You will find this along the Strada Statale 6, on the border between the municipalities of Chambave and Verrayes. The dairy is open to both individual visitors and groups, and you can also take part in processing the milk. TREKKING LUNGO LA VIA FRANCIGENA Durante il Medio Evo il pellegrinaggio aveva un significato particolare e rivestiva una notevole importanza. In particolare tre erano i poli di attrazione: Roma, luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo, Santiago de Compostela, dove l apostolo San Giacomo aveva scelto di riposare in pace e Gerusalemme, la Terra Santa. L itinerario che da Canterbury portava a Roma, detto Via Francigena, fu inaugurato da Sigerico, arcivescovo di Canterbury, recatosi nel 994 a Roma per venerare il luogo del martirio dei SS. Pietro e Paolo fondatori della Chiesa e organizzatori della comunità ecclesiale cristiana e per ricevere l investitura dal Papa. Sigerico impiegò due mesi a coprire quasi 600 chilometri e durante la via di ritorno annotò le 80 tappe del percorso sul suo diario, da allora guida per tutti i pellegrini. La Via Francigena era costituita da più itinerari. In particolare il transito attraverso le Alpi poteva avvenire utilizzando il Colle del Moncenisio oppure il Gran San Bernardo, quest ultimo scelta preferita dai pellegrini provenienti dal centro Europa, soprattutto dai bacini del Reno e dall alto corso del Rodano. Quello che attraversa il territorio del comune di Chambave è il tratto della Via Francigena che da Aosta raggiunge Saint Vincent. Grazie ad un periodo climatico particolarmente favorevole partendo da Chambave e Saint- Denis, attraverso Torgnon e la Valtournenche era possibile raggiungere il Vallese svizzero per la transumanza e, già da allora, il commercio dei vini. Lasciato il territorio di Chambave, la via francigena riprende il suo percorso, attraversa i comuni di Saint-Denis, di Châtillon e raggiunge Saint-Vincent. TREKKING ALONG THE VIA FRANCIGENA In the Medieval period, pilgrimages had special significance and were of great importance. There were three centres of attraction in particular: Rome, where saints Pietro and Paolo were martyred; Santiago de Compostela, where the apostle San Giacomo chose to rest in peace; and Jerusalem, the holy land. The route that led from Canterbury to Rome, known as the Via Francigena, was inaugurated by Sigerico, Archbishop of Canterbury, who in 994 went to Rome to venerate the place of the martyrdom of saints Pietro and Paolo, founders of the church and organizers of the Christian ecclesiastical community, and to be ordained by the Pope. Sigerico took two months to cover almost,600 kilometres and during his return journey recorded the 80 legs of the route in his diary, which was to become a guide for all pilgrims. The Via Francigena comprised various routes. In particular, the route across the Alps could be travelled by using either Colle del Moncenisio or Gran San Bernardo, the latter being the preferred choice of pilgrims from central Europe, above all from the Rhine basin and the upper Rhone. The part that crosses the municipality of Chambave is the stretch of the Via Francigena between Aosta and Saint-Vincent. Thanks to a particularly favourable climate, animals could be moved to new pastures in Swiss Vallese from Chambave and Saint-Denis, through Torgnon and Valtournenche, and wine commerce was already flourishing at this time. Leaving the area of Chambave, the Via Francigena wends its way through the municipalities of Saint-Denis and Châtillon, reaching Saint-Vincent.

18 Alla scoperta del ru Chandianaz Questo breve itinerario segue il ru Chandianaz e raggiunge Cuignon (Frazione di Châtillon) con un percorso quasi interamente pianeggiante. I ru sono antichi canali di irrigazione risalenti al XIII- XVI secolo che furono costruiti non solo per rendere possibile la coltura sull arido versante esposto a sud (adret), ma anche per fare funzionare i mulini, le segherie e le altre macchine idrauliche. E questo il caso del ru Chandianaz che alimentava due mulini, uno per la macinatura del grano e l altro per quella della segala, siti verso l abitato di Parléaz, nel Comune di Chambave. Il sentiero segue le sue acque dal torrente Marmore fino a quando queste terminano il loro corso pianeggiante nelle colline di Chambave per confluire poi nella Dora Baltea. Al confine tra i Comuni di Chambave e di Saint-Denis, in frazione Cuignon imboccare il sentiero 03 in direzione Châtillon. Il sentiero si snoda in un alternanza di spazi aperti con vista panoramica sulla valle centrale e boschi di castagni, querce e noccioli selvatici sino a giungere sulla collina di Châtillon. A questo punto si può rientrare a Chambave lungo lo stesso percorso. AREA VERDE S. LAURENT DE MURE Situata al di là del ponte sulla Dora Baltea all altezza della grande rotonda lungo la S.S.6, offre le seguenti strutture: campo di bocce illuminato campo da calcetto campo di pallavolo su erba campo di calcio regolare (per società) campi di palets illluminati giochi per bambini area attrezzata per esercizi ginnici per adulti. Discovering the Chandianaz ru This short route follows the ru, or canal, of Chandianaz and reaches Cuignon (village in Châtillon) along an almost entirely flat path. The ru are ancient irrigation canals dating back to the 3 th -6 th centuries built not only to enable cultivation of the arid southerly exposed slopes (known as adret), but also to supply the mills, sawmills and other hydraulic machines. In this case, the Chandianaz ru fed two mills, one for milling cereal and the other for rye, situated towards the village of Parléaz, in the municipality of Chambave. The path follows its waters from the Marmore River until they reach the end of their flat course in the hills of Chambave, then merging with the Arberaz River and the Dora Baltea. The path climbs from the village and reaches the hamlet of Cuignon. Here, on the border between the municipalities of Chambave and Saint-Denis, following the Chandianaz ru in the direction of Châtillon, the open spaces unfold with panoramic views over the central valley and the woods of chestnut, oak and wild hazelnut trees taking you as far as Châtillon hill. At this point, you can find your way back to Chambave along the same path. THE GREEN AT "S. LAURENT DE MURE" Situated on the other side of the bridge over the Dora Baltea at the point of the large roundabout on the Strada Statale 6, the following facilities are on offer: Floodlit bocce court Five-a-side football pitch Grass volleyball court Football pitch (for clubs) Floodlit shuffleboard courts Games for children Gym facilities for adults Cycle route along the Dora Baltea River linking the sports area with the municipality of Fénis ultima domenica di maggio Cantine aperte Le aziende vitivinicole della zona aprono le loro cantine ed offrono ai visitatori la possibilità di degustare i migliori vini e le grappe di produzione propria ed abbinati sapientemente ai prodotti gastronomici locali 0 Agosto San Lorenzo Calici di stelle In occasione della festa patronale vengono organizzati eventi culturali, musicali ed un brindisi nella serata delle stelle cadenti. Agosto La Rouletta Tradizionale gioco di bocce in salita che si svolge nel pomeriggio lungo la strada del borgo. Ogni giocatore vestito con gli abiti di un tempo ha a disposizione una boccia di legno con la quale deve avvicinarsi il più possibile al pallino imitando, in fase di lancio, la mossa effettuata dal giocatore precedente. Raggiunta la fontana all ingresso del paese attende finale a sorpresa... ultimo fine settimana di settembre Festa dell Uva Il moscato bianco di Chambave è senza dubbio uno dei bianchi più famosi della Valle d Aosta. In suo onore, si rinnova l appuntamento più importante per la comunità di Chambave, la festa dell uva. Si inizia, nella serata del giovedì, con il Tor du muscat, una corsa podistica che attraversa il borgo e si inerpica lungo i pendii coltivati a vigneto. Il sabato pomeriggio, nel borgo, l appuntamento è con la Corsa delle Botti, una gara fra i comuni valdostani che appartengono al circuito delle Città del Vino. La serata prosegue con le Crotte du borg, la visita alle cantine private sapientemente allestite accompagnata da canti e balli con l opportunità di degustare tutte le tipologie di vini, spumanti e grappe appartenenti alla produzione locale. La domenica inizia l esposizione dei grappoli d uva bianca e nera in artistici cestini. I grappoli migliori sono valutati da una giuria di esperti viticoltori che vuole premiare la bontà dell uva e la bellezza della composizione. Un particolare riconoscimento viene dato a coloro che durante le giornate di festa hanno creato gli angoli fioriti più belli nel paese e agli autori dello spaventapasseri più simpatico tra tutti quelli realizzati dai bambini delle scuole materne ed elementari della regione. Lo spaventapasseri è il simbolo della Crotta di Vegneron ed è rappresentato in particolare sulle etichette delle grappe. L intera manifestazione è allietata dalla banda musicale di Chambave e da numerosi gruppi folkloristici che intrattengono i visitatori con numerosi spettacoli, non mancano naturalmente le curiosità gastronomiche come la paella e lo viandon au muscat. ultima domenica di novembre Tsalende a Tsambave E il mercatino di natale durante il quale vengono proposte originali idee regalo. Musica, prodotti enogastronomici ed intrattenimento per bambini completano l offerta per la giornata. last Sunday in May Wineries open day Wine-producing organizations in the area open their wineries to offer visitors the chance to sample the best wines and grappas that they produce, matched expertly to local gastronomic produce. August 0th - San Lorenzo Calici di stelle (Goblets of Stars) To celebrate the patron saint, cultural and music events as well as the proposal of a toast are organized for the evening of shooting stars. August th La Rouletta Traditional game of uphill bocce which takes place during the afternoon on the road in the village. Dressed in historic dress, each player is provided with a wooden boccia (bocce ball) with which to reach the closest possible to the jack, imitating, during the throwing phase, the move (mossa) performed by the previous player. After reaching the fountain at the entrance to the village a surprise final awaits... last weekend in September Festival of the Grape The white muscat of Chambave is certainly one of the most famous white wines of the Aosta Valley. In honour of this, the community of Chambave welcomes back its most celebrated event - the festival of the grape. Beginning on the Thursday evening, with the Tor du muscat, a race across the village, climbing up the slopes cultivated with vines. On Saturday afternoon the village hosts the Barrel race, a competition between the municipalities of Aosta Valley that belong to the national association Città del Vino (City of Wine). The evening continues with Crotte du bor, a visit to the private wineries expertly staged accompanied by song and dance with the co-operative, offer the opportunity to taste every type of wine, sparkling wine and grappa featuring in local production. Sunday begins with the exhibition of bunches of black and white grapes in artistic baskets. The best bunches are judged by a panel of wine-growing experts aiming to reward the excellence of the grapes and the beauty of the basket arrangements. Special recognition is given to those who have created the most attractive floral displays in the village over the period of the festival and to the creators of the best scarecrow among all those made by children from the nursery and primary schools in the region. Musical entertainment for the entire event comes from the Chambave band and folk music groups providing a variety of shows for the many visitors, and there are certainly plenty of gastronomic delights such as the viandon au muscat. last Sunday in November Tsalende a Tsambave This is the Christmas market which features displays for original gift ideas. Music, gastronomic produce and children s entertainment complete the day s offering.

19 70 m Emarèse si trova nell ampia conca che sovrasta Saint- Vincent in posizione particolarmente soleggiata e riparata dai venti locali. Il borgo, già noto nel 700 per la presenza di miniere di oro e amianto, ha una vocazione preminentemente agricola ed è meta di turisti che ricercano pace e tranquillità, lontano dalle località più frequentate e mondane. Il territorio comunale costituisce un vero e proprio terrazzo panoramico da cui si possono ammirare le superbe cime della Becca di Vlou e del Mont Torché, l imponente catena montuosa che dalla Ruèse des Bancs si allunga verso l Emilius e il Rutor, fino al regale Monte Bianco, mentre, verso il basso, lo sguardo abbraccia i paesi della valle centrale e il nastro serpeggiante della Dora Baltea. Ad Emarèse si respira un aria antica e ovunque si leggono i segni del passato. Ancora si vedono le tracce di paleo frane, che hanno coperto ed inglobato le masse di ghiaccio e il cui gelido soffio raggiunge ancora la superficie filtrando attraverso la roccia, oppure i resti dei vecchi insediamenti minerari; i ritrovamenti archeologici ed i Emarèse lies in the wide basin that overlooks Saint-Vincent in a particularly sunny position, sheltered from the local winds. The village has been known since 700 for its gold and asbestos mines, and is a prominent farming area and popular destination for tourists seeking peace and quiet, far from the more visited, bustling resorts. The village forms a natural panoramic terrace from which you can admire the magnificent summits of Becca di Vlou and Mount Torché, the imposing mountain chain that stretches from Ruèse des Bancs to Emilius and Rutor, as far as the regal Mont Blanc, while taking in the villages of the central valley below and the snaking ribbon of the Dora Baltea. Emarèse has an air of the ancient, and wherever you look there are clues to the past. Traces remain of the prehistoric landslides that covered and encompassed ice masses from which the icy cold still filters through the rock to reach the surface, or the remains of the old mining settlements; archaeological finds and place names tell of times long ago. The road that leads to Tzécore pass links the picturesque

20 toponimi raccontano di tempi davvero lontani. La strada che porta al col Tzécore collega tra loro i pittoreschi villaggi di Emarèse, Erésaz, Ravet, Chassan e Sommarèse, che sebbene distanziati l uno dall altro, si incontrano simbolicamente nella solitaria e romantica chiesa parrocchiale di San Pantaleone, posta al centro del territorio. Da Emarèse si raggiunge facilmente anche il Col de Joux, a 640 metri, da cui si gode uno splendido panorama sulla Valle e oltrepassato il colle si raggiunge l adiacente Valle d Ayas. A Emarèse la natura ha voluto sbizzarrirsi creando angoli e scorci particolarmente suggestivi: dal lago fantasma che fa le sue apparizioni, secondo la leggenda, solo per annunziare un periodo favorevole, alla grotta sempre rivestita di ghiaccio, la Borna di Ghiasa, dove un tempo si conservavano gli alimenti. villages of Emarèse, Erésaz, Ravet, Chassan and Sommarèse which, although spread apart from each other, meet symbolically in the solitary, romantic parish church of San Pantaleone, situated at the centre of the area. From Emarèse you can easily reach Col de Joux at,640 metres, which provides a splendid view over the valley to enjoy, before crossing the pass to reach the adjacent Ayas Valley. Nature has chosen to indulge itself in Emarèse, creating particularly evocative, secluded spots and landscapes, from the waters of Lago Fantasma (Ghost Lake) which, according to legend only appear to foretell of a promising time, to the cave always covered in ice called Borna di Ghiasa (Hole of ice), where food was once stored. Chiesa di San Pantaleone La chiesa non sorge nel villaggio di Emarèse, bensì a metà strada tra il Capoluogo e la frazione di Erésaz; l istituzione della parrocchia di Emarèse ha origini remote ed è citata addirittura in un documento del 76 così come la presenza di una chiesa dedicata a Santa Maria. In seguito la parrocchia verrà annessa a quella di Saint Germain, nel vicino comune di Montjovet, almeno fino al 747 quando il vescovo Mons. Pierre François de Sales ne decreterà la definitiva separazione. La costruzione della chiesa parrocchiale dedicata a San Pantaleone è comunque da datare ad un periodo precedente al 700, così come conferma un documento del 433. Tra il 88 ed il 883, però, la chiesa è stata interamente ricostruita e nello stesso periodo stato sopraelevato anche il campanile. All interno si possono ammirare due altari lignei di particolare pregio, il primo dedicato alla Madonna con colonne tortili, intagliato e dorato risale alla fine del XVIII sec., il secondo dedicato a San Giuseppe presenta le stesse caratteristiche ed è stato interamente restaurato nel 786. Cappella di San Rocco - dedicata snche alla Sacra Famiglia La Cappella, che si trova all ingresso della frazione di Erésaz, è stata costruita all inizio del XVIII sec. ed originariamente era dedicata a San Rocco. Tra il 978 ed il 979, per volere della signora Bonis Trèves Maria, nipote dell Abbé Trèves e con il contributo della Regione Valle d Aosta è stato realizzato un ampliamento della cappella che ha comportato la demolizione del coro originario e dell antico campanile, poi successivamente ricostruito. La cappella ingrandita e rinnovata è stata intitolata, oltre che a San Rocco, anche alla Sacra Famiglia ed alla Madonna delle Nevi. E stato così realizzato il desiderio dell Abbé Trèves, illustre personaggio della storia contemporanea valdostana, che aveva sempre nutrito il sogno di creare un santuario dedicato alla Sacra Famiglia ad Emarèse e dove ora si trovano le sue spoglie, qui trasportate dal cimitero di Excenex. Church of San Pantaleone The church is not located in the village of Emarèse, but rather half-way between the main village and the village of Erésaz. The establishment of the parish of Emarèse has very early origins and it is even mentioned in a document from 76, along with the existence of a church dedicated to Santa Maria. The parish was later annexed to that of Saint Germain in the nearby municipality of Montjovet until 747, when the bishop Mons. Pierre François de Sales decreed their final separation. The construction of the parish church dedicated to San Pantaleone can be dated to before 700, as confirmed by a document from 433. However the church was completely rebuilt and the bell tower raised between 88 and 883. Inside are two important wooden altars, one dedicated to the Madonna, is carved and gilded with three barley-sugar columns and dates back to the end of the 8th century. The other, dedicated to San Giuseppe, has the same characteristics and was fully restored in 786. Chapel of San Rocco - dedicated to the Sacra Famiglia Situated at the entrance to the village of Erésaz, the chapel was built at the beginning of the 8 th century and was originally dedicated to San Rocco. Between 978 and 979, at the request of Signora Bonis Trèves Maria, niece of Abbé Trèves, and with the contribution of the Aosta Valley Region the chapel was extended after the demolition of the original choir and the old bell tower, later rebuilt. The newly renovated, larger chapel was dedicated to the Sacra Famiglia and Madonna delle Nevi as well as San Rocco following the wishes of Abbé Trèves, a well-known figure in modern Aosta Valley history, who always nurtured his dream to create a sanctuary in Emarèse dedicated to the Sacra Famiglia, and where his remains now lie, transferred from the cemetery of Excenex.

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