Elenco pubblicazioni. L autonomia e la qualità della vita

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Elenco pubblicazioni. L autonomia e la qualità della vita"

Transcript

1 Elenco pubblicazioni L autonomia e la qualità della vita

2 La qualità della vita è un diritto di tutte le persone, ma diventa non semplice da realizzare quando ci riferiamo alle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. Le difficoltà che queste presentano sono tante e sempre più spesso si associano anche a seri problemi di salute. La Lega del Filo d'oro dal 20 dicembre 1964 sta portando avanti un impegno costante affinché le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, attraverso un adeguato intervento valutativo, riabilitativo ed educativo possano essere il più possibile parte attiva della loro vita ed abbiano l'opportunità di raggiungere un benessere psicofisico e la massima indipendenza. La bibliografia che segue descrive gli studi e le sperimentazioni, effettuate in quaranta anni di attività, su metodologie ed interventi che permettono lo sviluppo della comunicazione, attraverso codici non verbali (sistema pittografico, oggettuale, LIS, Malossi, ecc.), l'acquisizione dell'autonomia, mediante ausili personalizzati ed una particolare attenzione all'ambiente. Descrive inoltre come la persona durante la crescita, abbia necessità di trasferire le sue abilità nelle attività occupazionali o nell'integrazione lavorativa per impiegare il tempo in modo conveniente e per esprimere attraverso il lavoro tutte le proprie competenze. Interventi mirati e specifici sono stati messi a punto anche per le azioni di autonomia personale e di vita quotidiana per raggiungere, quando possibile, indipendenza non solo negli spostamenti e nella mobilità, ma anche sugli aspetti che accomu nano tutte le persone: affettività, lavoro e vita quotidiana.

3 1973 Articolo Italiano C.I Lancioni G.E. Avviamento al linguaggio nei ciechi-sordomuti. Didattica integrativa. riv. n. 3 Editrice La Scuola. Brescia pp. 5-6, L'articolo affronta la problematica della sordocecità analizzando alcuni aspetti dello sviluppo sociale e cognitivo. Il sordocieco è un bambino che tocca e, inizialmente, solo per il solo piacere di farlo, senza alcuna intenzionalità e quindi senza contatto con il reale, come in un sogno. Occorre motivarlo a toccare per conoscere, questo è il principio a cui deve attenersi l'approccio educativo che vuole creare i presupposti per formare i comportamenti imitativi e la differenziazione del sé dal non sé Articolo Inglese C.I Lancioni G.E. Teaching independent toileting to profoundly retarded deaf-blind children. Behavior Therapy. riv. n. 11 AABT Association for Advancement of Behavior Therapy. New York pp , Nove bambini sordociechi con ritardo mentale sono inseriti in un progetto per apprendere abilità di autonomia nell'igiene e controllo sfinterico. A tutti è stata insegnata la gestione più autonoma possibile per la mobilità e l'utilizzo funzionale di spazi attinenti all'igiene personale nel contesto quotidiano. Nell'articolo vengono illustrate le modalità e i risultati raggiunti con questo programma Relazione Italiano C.I Lancioni G.E. Processi di rapporto e comunicazione nell'ambito dell'integrazione. Atti brevi dell'incontro Italo-Tedesco. Riabilitazione e sicurezza sociale, Ancona 3-7 maggio, 1981, Università degli Studi di Ancona. pp , L'autore illustra brevemente quali siano le problematiche che si incontrano nel programmare interventi di integrazione scolastica con soggetti che presentino diverse condizioni di minorazione. In particolare pone l'accento sulla disabilità grave che può determinare il fallimento della partecipazione scolastica, anche se limitata alla sola presenza in classe o alla partecipazione ai momenti di gioco. Si propone una breve rassegna di programmi di ricerca realizzati per intervenire su iperattività, verbosità bizzarra e assenza di comunicazione funzionale in bambini pluriminorati con ritardo mentale grave. 2

4 Articolo Inglese C.I Lancioni G.E. Increasing the use of Higher-Ievel forms of communication in deaf children within a residential setting. The Journal of the British Association of Teachers of the Deaf. riv. n. 5/3 Whurr Publishers. London p. 4, L'autore propone un progetto educativo nel quale due gruppi di tre bambini sordi, che utilizzavano comunicazione comportamentale accompagnata da suoni inarticolati o da parola-frase, hanno mostrato repentine modificazioni del loro comportamento dopo l'intervento con un programma di token economy. I risultati conseguiti sono stati mantenuti anche dopo la sospensione del programma di rinforzamento e si è assistito ad un miglioramento nella relazione tra di loro. Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Ceccarani P. Teaching independent toileting within the normal daily program: two studies with profoundly retarded children. Behavior research of severe developmental disabilities. riv. n. 2 North-Holland Publishing Company. Amsterdam pp , Gli autori hanno realizzato due studi sperimentali per valutare la possibilità di far conseguire il controllo sfinterico a bambini con ritardo mentale senza modificare il ritmo quotidiano o il programma educativo degli insegnanti. I risultati positivi conseguiti e il loro mantenimento, anche dopo il periodo di apprendimento, testimoniano la validità del programma che prevedeva interventi di aiuto nei momenti cruciali, rinforzamento e somministrazione funzionale di liquidi Relazione Italiano C.I Ceccarani P. Processi di comunicazione in soggetti gravemente ritardati. Quinta Settimana Estiva. L'acquisizione del linguaggio nei sordo-ciechi pluriminorati, Servizio di Consulenza Pedagogica. Trento pp , La conduzione di un programma per insegnare la comunicazione è complessa quando si è a contatto con soggetti affetti da sindrome autistica, iperattivi e con grave deficit mentale. L'articolo passa in rassegna quattro sistemi comunicativi non verbali (segnaletico-oggettuale, simboli di Carter, simboli di Bliss e rappresentazione grafica) cercando di comprendere il perchè non sembrino sufficienti da soli a promuovere una modalità comunicativa funzionale. 3

5 Articolo Italiano C.I Zavaglia V., Balercia P. Prevenzione negli handicappati. Estratto. Studio in collaborazione con la Lega del Filo d'oro. Prevenzione. riv. n. 4, Parma pp. 1-4, Spesso la presenza di una disabilità, sia nel bambino che nell'adulto, induce a considerare che la compresenza di una patologia orale sia di secondo piano e quindi trascurabile, creando situazioni patologiche particolarmente gravi e complesse. Il lavoro proposto vuole offrire una occasione di confronto tra di chi ha esperienze diverse in maniera di riabilitazione ed è interessato ad intervenire significativamente con la prevenzione. La Lega del Filo d'oro e l'istituto Beniamini hanno condotto una indagine su questo aspetto con i propri pazienti seguiti dalle strutture di riabilitazione presenti nel territorio marchigiano Articolo Italiano C.I Coppa M.M. La guida ad ultrasuoni nel trattamento riabilitativo dei bambini ciechi nella prima infanzia. I Care. riv. n. 4 CRO Centro Rieducazione Ortofonica. Firenze pp , L'utilizzo di ausili ad ultrasuoni per non vedenti ha incontrato notevoli ostacoli a causa del lungo tempo di apprendimento richiesto e per la scarsa maneggevolezza. L'autore analizza i vantaggi didattici offerti dello strumento denominato Sonicguide soprattutto nel campo della riabilitazione motoria e formula alcune considerazioni per la realizzazione di uno strumento più sofisticato e funzionale. Articolo Inglese C.I Lancioni G.E. Using pictorial representations as communication means with low-functioning children. Journal of autism and developmental disorders. riv. n. 1 Plenum Publishing Corporation. New York pp , La comunicazione pittografica può essere un valido mezzo comunicativo funzionale alternativo al linguaggio nelle persone con handicap mentale grave. L'autore propone un lavoro svolto con tre bambini coinvolti in attività dove l'istruzione era gestita appunto con questa modalità comunicativa. Le conclusioni della ricerca sono incoraggianti, anche per quanto riguarda la generalizzazione. 4

6 Articolo Italiano C.I Lancioni G.E., Smeets P.M. Insegnamento di abilità comunicative non verbali a soggetti gravemente ritardati. Il Cinesiologo. riv. n. 35. Atti del 2 congresso nazionale GISSAM. Urbino ottobre, 1983 Centro ESTER. Napoli pp , Gli autori prendono in considerazione quattro modalità comunicative alternative al linguaggio che appaiono più rispondenti alle caratteristiche di persone gravemente ritardate. I gesti, i simboli di Carrier e di Bliss, le rappresentazioni grafico-pittografiche sono conosciute da tempo, ma per soggetti con ritardo necessitano di alcuni adeguamenti in termini di grammatica grafica e di modalità di presentazione. L'articolo presenta una ricerca sulle modalità per insegnare ai bambini gravemente ritardati ad associare disegni di oggetti, di posture corporee e di attività, con i corrispondenti oggetti concreti o attività. Il programma ha utilizzato un sistema grafico pittorico con alcune tecniche di discriminazione e associazione, prompting, shaping. Relazione Italiano C.I Santilli S. Alfabeto digitale malossi per la comunicazione tattile con i cieco-sordi. Metodologia e didattica. Atti della sesta settimana estiva nazionale: sordo-ciechi con comportamento autistico, 1983 Servizio di Consulenza Pedagogica. Trento pp , La relazione propone la metodologia e didattica dell'alfabeto digitale malossi. Un metodo di scrittura sulla mano pratico ed agile, utile per chi deve comunicare con i sordociechi. L'autrice ricorda i contatti avuti con Eugenio Malossi e come il suo alfabeto si sia evoluto nel tempo conquistando il favore della popolazione sordocieca in Italia Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Smeets P.M., Ceccarani P., Capodaglio L., Campanari G. Effects of gross motor activities on several self-injurious tantrums of multihandicapped individuals. Applied research in mental retardation. riv. n. 5/4 Pergamon Press Ltd. Oxford U.K. pp , Questa ricerca ha voluto valutare gli effetti dell'attività grosso-motoria su alcuni soggetti pluriminorati che presentavano comportamenti autolesivi. Durante l'indagine di base non è emersa una relazione significativa tra frequenza e situazioni ambientali, ma si è constatato che durante il giorno i soggetti erano occupati in attività di routine che non richiedevano grande impegno fisico. Nel trattamento si è provveduto a sostituire queste con attività grossomotorie affaticanti. I risultati ottenuti dalla ricerca hanno permesso di verificare che i soggetti presentavano un forte calo del repertorio autolesivo e che due di loro ne avevano ridotto anche la durata. 5

7 1985 Articolo Inglese C.I Lancioni G.E, Smeets P.M, Ball T.S., Oliva D. Shaping self-initiated toileting in infants. Journal of Applied behavior Analysis. riv. n. 18/4 Society for Experimental Analysis of Behavior, Inc. Lawrence, Kansas pp , La ricerca mirava ad individuare un metodo per educare i bambini a non dipendere dall'input delle proprie madri per il controllo sfinterico. In un primo momento si è lavorato per creare una stretta associazione tra stimolo corporeo e attività sfinterica sul vasino, successivamente si è passati dall'associazione di aiuto al non aiuto nell'utilizzare il vasino in presenza dello stimolo e nella terza fase si è lavorato sul consolidamento di quest'ultima abilità per l'anticipazione del bisogno. Quattro bambini tra i tre e sei mesi hanno raggiunto un ottimo risultato prima del compimento di un anno di età. Rivista Italiano C.I Nisi A., Ceccarani P., Giacco L. Apprendimento del controllo degli sfinteri. Manuale per genitori e insegnanti di bambini disabili con problemi di enuresi ed encopresi. Disabilità e intervento. Quaderno n 1. Lega del Filo d'oro. Osimo pp. 1-36, Gli autori intendono contribuire concretamente alla formazione di competenze educative e presentano un programma con attenzione più alla pratica che alla teorica. Le strategie proposte, per il raggiungimento del controllo sfinterico in bambini disabili, hanno tutte un preciso fondamento scientifico e, soprattutto, cercano di tenere conto di due quesiti che genitori ed operatori a contatto con bambini disabili propongono quotidianamente: cosa fare e come farlo. Ovviamente il programma proposto dovrà essere adattato alle caratteristiche del singolo bambino ed anche dell'ambiente in cui vive. Articolo Italiano C.I Zavaglia V., Balercia P. Approccio stomatologico al bambino handicappato. Problemi umani, professionali, sociali. Estratto. Studio in collaborazione con la Lega del Filo d'oro. Dental Cadmos. riv. n. 5 Masson. Milano pp , Una presentazione dello studio sull'igiene del cavo orale condotto su pazienti disabili appartenenti alle strutture di riabilitazione del territorio marchigiano compresi il Bignamini e la Lega del Filo d'oro. Con dati alla mano è stato possibile dimostrare che anche i pazienti con problemi mentali o pluriminorati hanno la possibilità di avere un'adeguata igiene senza ricorrere a costosissime attrezzature, basta sensibilizzarsi al problema e organizzarsi per applicare una buona prevenzione e formare i loro familiari e operatori. 6

8 1986 Articolo Italiano C.I Coppa M.M. Le realizzazioni della tifloelettronica per la riabilitazione del non vedente. Il Corriere dei ciechi. riv. n. 36 UIC. Roma pp , Le limitazioni maggiori causate dal deficit visivo riguardano principalmente la difficoltà di muoversi liberamente ed orientarsi nell'ambiente circostante. Tali difficoltà possono essere superate da una oculata ed intelligente applicazione delle tecnologie e dall'apprendimento di strategie per l'utilizzo delle possibilità percettive in senso di vicarianza. L'articolo propone una rassegna di alcune di queste tecniche come la guida ad ultrasuoni e ausili. Relazione Italiano C.I Giacco L. Ruolo dell'insegnante di sostegno per la programmazione educativa, attraverso il gioco. Gioco e handicaps, Gruppo ACEA, 2 incontro, Ancona 20 febbraio Comune di Ancona. pp. 6-9, L'articolo proposto promosso al seminario dalla ludoteca La Nuvola della seconda circoscrizione del Comune di Ancona, mette in luce la necessità di disporre di una figura professionale di insegnante che sia anche animatrice, in quanto, con il fascino del giocare questi operatori dovrebbero porgersi con entusiasmo al gioco del bambino e capire le sue emozioni ludiche. Articolo Italiano C.I Giacco L. La comunicazione del sordo-cieco. L'Arcobaleno. riv. n. 5 Servizio di Consulenza Pedagogica. Trento pp , Il rilievo che viene dato alla comunicazione nell'educazione del bambino sordocieco è notevole, in quanto il possesso di un sistema comunicativo è senz'altro il più importante mediatore per farlo uscire dal suo isolamento. Potrà acquisire abilità cognitive, sociali, di sicurezza e di autosufficienza che concorrono ad aumentare le possibilità di realizzare una corretta interazione con gli altri. Articolo Italiano C.I Nisi A., Carr E.G. I comportamenti problematici sono messaggi: analisi dell'ipotesi. Hd - Handicap e disabilità di apprendimento. riv. n. 12 Learning Press Editrice. Roma pp. 2-9, Quando si parla di problemi di comportamento, si fa di solito riferimento a comportamenti il cui eccesso di frequenza, di intensità o di duratura rende difficile l'apprendimento di nuove abilità, interferisce con l'esecuzione di compiti già appresi o costituisce un potenziale pericolo per lo stesso bambino o per le persone lo accudiscono. L'articolo approfondisce questo aspetto dei comportamenti problematici come ricerca di attenzione, di evitamento per situazioni avversive o come forma di comunicazione. Alcune tecniche come il DRC (rinforzamento Differenziale di comportamenti comunicativi) possono ridurre la frequenza dei comportamenti problematici. 7

9 1987 Articolo Italiano C.I Coppa M.M. Le realizzazioni della tifloelettronica per la riabilitazione del non vedente. Parte seconda. Il corriere dei ciechi. riv. n. 3 UIC. Roma pp. 7-9, L'articolo elenca e descrive alcuni ausili utili per migliorare le abilità di orientamento e deambulazione della persona non vedente. Sono disponibili diversi strumenti elettronici che utilizzano onde radio o raggi laser per dare informazioni di ostacoli a distanza e l'autore ne analizza le caratteristiche per verificare se effettivamente siano fruibili e rispondano alle caratteristiche percettive del non vedente. Articolo Italiano C.I Giacco L. I sistemi di comunicazione non verbale in soggetti pluriminorati o gravemente ritardati. Pedagogia Clinica. riv. n. 2 Omega Edizioni. Torino pp , La condizione di elevata gravità di un soggetto cerebroleso, pluriminorato, o gravemente disabile, costituisce una grande sfida per la riabilitazione. Ricerche e studi sui gravi sono quanto mai scarsi ed inoltre le fasi di recupero dei gravissimi sono essenzialmente lente anche per il raggiungimento di risultati modesti. Queste conquiste, seppur limitatissime, richiedono un notevole dispendio di energie per il soggetto e programmazioni particolareggiate da parte dei servizi. Nella pratica operativa uno degli obiettivi prioritari é l'apprendimento della comunicazione. In questo articolo vengono analizzati e descritti alcuni sistemi comunicativi utilizzati da soggetti disabili gravi: oggettuale, gestuale, i simboli di Carrier, i simboli di Bliss e le rappresentazioni grafico-pittoriche. Articolo Italiano C.I Nisi A., Ceccarani P., Dal Pozzolo R., Dal Pozzolo C. Il bambino e l'autonomia: l'alimentazione. Hd - Handicap e disabilità di apprendimento. riv. n. 17 Learning Press Editrice. Roma pp. 1-48, In questo contributo gli educatori possono trovare uno spunto concreto per la realizzazione del programma quotidiano mirato all'apprendimento delle abilità di autonomia nelle situazioni pasto. Con tecniche facilitanti e utilizzando anche schede di osservazione, è possibile costruire situazioni di indipendenza e abilità per sfruttare al massimo la propria potenzialità, una fonte di grande soddisfazione sia per il bambino, sia per i suoi educatori. La monografia è scritta in modo semplice e riesce a rendere accessibile l'utilizzo del curricolo per le abilità di autonomia nel mangiare anche a persone poco preparate tecnicamente. 8

10 Articolo Italiano C.I Nisi A., Ceccarani P., Dal Pozzolo R., Dal Pozzolo C. Il bambino e l'autonomia: l'abbigliamento. Hd - Handicap e disabilità di apprendimento. riv. n. 20 Learning Press Editrice. Roma pp. 1-24, La costruzione di abilità di autonomia quotidiana deve considerare anche la gestione dell'abbigliamento, intesa come capacità di mettere o togliere autonomamente i principali capi di vestiario, abbottonare, sbottonare, infilarsi le scarpe, togliere il cappello e i guanti. L'apprendimento di queste abilità richiede che il bambino possegga alcune capacità di base o prerequisiti che l'insegnante può rilevare utilizzando delle schede di osservazione. Gli autori propongono un programma educativo che, con i dovuti adattamenti al singolo soggetto, può essere vantaggiosamente applicato con un gran numero di bambini anche gravemente disabili Relazione Italiano C.I Lancioni G.E. Metodi di comunicazione non verbale per individui gravemente ritardati o affetti da plurihandicap. Handicap, Comunicazione e linguaggio. VI Congresso Internazionale CNIS, Bassano del Grappa, novembre, 1987 Juvenilia. Bergamo pp , Ogni educatore vorrebbe portare la persona disabile alla comunicazione orale, alla comprensione e alla produzione di parole o frasi di uso comune. Purtroppo nel ritardo mentale è frequente l'assenza del linguaggio e la relazione diventa complessa se non problematica. In questa relazione sono evidenziate alcune tecniche di comunicazione alternativa al linguaggio e funzionale, come gesti, simboli di Carrier, simboli di Bliss e rappresentazioni grafico-pittoriche. Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Oliva D. A computer-aided programme for promoting unsurvized activities for multihandicapped adolescents. Journal of Mental Deficiency Research. riv. n. 32 Blackwell Scientific Publications. Oxford pp , Si propone l'esito di una ricerca condotta per verificare la fattibilità di programmi che prevedano l'inserimento di ausili elettronici per la supervisione e l'aiuto all'orientamento e mobilità con adolescenti pluriminorati impegnati nello svolgimento di attività che richiedono queste abilità. I risultati ottenuti indicano che la prestazione e la continuità traggono vantaggio da questi programmi e anche il confronto tra costi e benefici promuove la loro utilizzazione. 9

11 Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Oliva D. A computer-aided programme for low-functioning persons: a reply to Odor and Aitken. Journal of Mental Deficiency Research. riv. n. 32 Blackwell Scientific Publications. Oxford pp , L'articolo ripropone lo studio condotto da Odor (1988) e da Aitken (1988) sul programma computer-aided a favore delle persone a basso livello funzionale, e confronta le differenze fra il computer system e la card-system. Vengono approfonditi alcuni aspetti sulla motivazione e sul ricorso al rinforzo esterno, in particolare si prendono in considerazione i vantaggi e le limitazioni di questi programmi. Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Oliva D., Adorni A., Guzzini F., Locatelli M., Spinaci P. Promoting unsupervised activities with low-functioning blind persons: evaluation of a computer-aided program. Behavior Residential Treatment. riv. n. 3/2 John Wiley & Sons Ltd. New York pp , L'articolo descrive un progetto di ricerca che prevedeva la supervisione di attività quotidiane e occupazionali per mezzo di un ausilio informatico. Il sistema computerizzato, programmato per facilitare la locomozione e l'orientamento di quattro persone cieche a basso livello funzionale, provvedeva a proporre le attività attraverso oggetti-segnale e ad indirizzare verso i relativi posti di lavoro per mezzo di informazioni ambientali gestite direttamente dal computer. Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Oliva D., Formica M.M., Rossetti A. Applicability of a Computer-Aided Program To Increase the Occupational Engagement of Low-Functioning Blind Persons. Journal of the Multihandicapped Person. riv. n. 4 Plenum Publishing Corporation. New York pp , Nella ricerca si è voluta verificare l'utilità di un programma computer-aided realizzato per promuovere l'autonomia e la mobilità di persone a basso livello funzionale e con deficit visivo. In particolare si voleva estendere il beneficio dell'ausilio anche a persone con disabilità più grave dei soggetti coinvolti in precedenza e rendere questa tecnica di supervisione in grado di incrementare la loro attività occupazionale. Vengono riportati i dati raccolti su alcuni soggetti, i punti di forza di debolezza di questa applicazione. 10

12 Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Smeets P.M., Oliva D. A computer-aided program to supervise occupational engagement of severely mentally retarded persons. Behavioral residential treatment. riv. n. 3/1 John Wiley & Sons Ltd. New York pp. 1-17, Il presente studio ha preso in considerazione un programma che si avvaleva dell'ausilio del computer per la supervisione e il rinforzamento dell'attività occupazionale di persone gravemente disabili. Il programma ha voluto verificare la possibilità di fornire istruzioni durante il lavoro attraverso prompt pittografici senza la supervisione diretta di operatori. L'esito positivo del disegno sperimentale ha indicato che è possibile far apprendere e mantenere livelli funzionali di autonomia occupazionale a bassi costi. Articolo Italiano C.I Nisi A., Ceccarani P. Il bambino e l'autonomia: l'igiene personale. Hd - Handicap e disabilità di apprendimento. riv. n. 24 Learning Press. Roma pp. 1-44, Gli Autori prendono in considerazione l'igiene, un aspetto dell'autonomia personale di estrema rilevanza per ogni educatore o familiare. In particolare ci si sofferma su quelle pratiche che hanno maggior impatto sociale e ripercussioni sulla salute come lavarsi il viso, le mani, i denti e altre parti del corpo. La costruzione di queste particolari abilità potrà poi diventare autonomia per un bagno completo o per comportamenti come pettinarsi e così via. Si è cercato, soprattutto, di fornire diversi esempi pratici ricavati da programmi già conclusi positivamente e di offrire indicazioni per adattarli al singolo caso, a seconda delle sue caratteristiche e delle sue esigenze. Articolo Italiano C.I Nisi A., Moretti G.M., Ceccarani P. Creatività e tempo libero. La costruzione di un cesto in midollino. Hd - Handicap e disabilità di apprendimento. riv. n. 22 Learning Press Editrice. Roma pp. 1-45, Un lavoro estremamente pratico nel quale vengono illustrati i passi istruzionali di un curricolo per la realizzazione di oggetti in midollino da parte di persone non vedenti o pluriminorate. L'esposizione semplice e graduale consente di adattare il programma ai diversi livelli di difficoltà presentati dalla persona in apprendimento sia di tipo motorio che cognitivo. Il quaderno riporta l'esperienza didattica per l'attività occupazionale maturata negli anni dagli educatori della Lega del Filo d'oro. 11

13 1989 Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Bellini D., Oliva D., Guzzini F., Pirani P. A robot for guiding multihandicapped blind persons to carry out familiar daily activities. Journal of the Multihandicapped Person. riv. n. 2/4 Plenum Publishing Corporation. New York pp , In questo articolo viene presentato un progetto di ricerca realizzato presso la Lega del Filo d'oro per aiutare le persone pluriminorate ad eseguire un lavoro semplice con l'ausilio di un robot programmato per lo spostamento e la mobilità della persona. In base ai risultati ottenuti nella fase sperimentale, vengono valutati sia i costi che le opportunità offerte da questo tipo di ausilio. Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Oliva D., Raimondi D. Teaching two low-functioning deaf-blind persons to cooperate in activities: role of a computer-aided programme. Journal of the Multihandicapped Person. riv. n. 1 Plenum Publishing Corporation. New York pp , Si è voluto ipotizzare un programma di insegnamento con due persone sordocieche a basso livello funzionale per favorire il lavoro cooperativo attraverso un sistema informatizzato (computer-aied programme). Sono stati ottenuti buoni risultati nell'esecuzione di attività occupazionali e quotidiane. Gli autori avanzano alcune ipotesi per migliorare e mantenere nel tempo i risultati ottenuti. Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Oliva D., Raimondi D., Ciattaglia F. Occupational engagement of low-functioning individuals: extending the applicability of a computer-aided programme. Journal of mental Deficiency Research. riv. n. 33 Blackwell Scientific Publications. Oxford pp , La ricerca riporta gli esisti di uno studio che ha voluto migliorare le possibilità offerte da un programma di supervisione per attività quotidiane e occupazionali per mezzo di un sistema informatizzato. Il programma computer-aied, ideato per controllare elettronicamente le attività e facilitare movimento e orientamento delle persone cieche a basso livello funzionale, provvedeva a proporre l'attività attraverso oggetti-segnale ed a indirizzare la persona verso i luoghi di lavoro assegnati. In questa nuova ricerca si è cercato di allungare i tempi di occupazione di circa 30 minuti. 12

14 Articolo Italiano C.I Nisi A., Ceccarani P. Al di là delle parole. Sistemi di comunicazione per bambini con gravi difficoltà di linguaggio. Hd - Handicap e disabilità di apprendimento. riv. n. 30 Learning Press Editrice. Roma pp. 1-44, Anche nelle situazioni di ogni giorno si ricorre spesso a forme di comunicazione non verbale, infatti anche gesti o espressioni svolgono una funzione analoga a quella verbale. I bambini con difficoltà gravi nel linguaggio possono ricorrere a codici personalizzati per esprimere richieste o stati d'animo verso le persone importanti per loro. Gli autori sviluppano i vari passaggi di un programma che permette di scegliere ed insegnare modalità comunicative non verbali adattandole alle caratteristiche individuali della persona con difficoltà di linguaggio. Articolo Italiano C.I Nisi A., Ceccarani P. I linguaggi alternativi. Metodi non verbali di comunicazione. Hd - Handicap e disabilità di apprendimento. riv. n. 32 Learning Press Editrice. Roma pp. 1-44, Gli autori analizzano in modo approfondito l'argomento dei sistemi comunicativi alternativi a quello verbale. Si tratta di modalità efficaci non molto conosciute, che vanno incontro alle esigenze delle persone con gravi disabilità, dal ritardo mentale ai disturbi neuromotori fino alle pluridisabilità sensoriali come la sordocecità. I metodi ed i programmi esposti in questo articolo andranno, ovviamente, adattati alle caratteristiche del singolo individuo. In particolare si segnala la presentazione di un programma individualizzato realizzato con l'inserimento di calendari funzionali per comunicare la sequenza di eventi quotidiani. Articolo Italiano C.I Zagaglia V., Roncati Parma M., Fedeli P., Nori A., Balercia P. Sperimentazione di un collutorio in pazienti disabili. Igiene e prevenzione. Il dentista Moderno. riv. n. 10 UTET Libreria. Torino pp. 1-10, L'articolo riporta uno studio eseguito su di un gruppo di soggetti pluriminorati psicosensoriali tra i 7 e i 14 anni scelti a campionamento casuale tra quelli presenti nell'istituto della Lega del Filo d'oro. I ricercatori dell'ospedale Regionale Umberto I di Ancona hanno voluto individuare strategie di prevenzione e profilassi della placca interdentale in soggetti disabili. L'igiene orale in queste persone è spesso difficile da conseguire e il comportamento verso la pulizia dei denti è spesso passivo se non addirittura oppositivo. Per questo motivo l'obiettivo va raggiunto con metodi integrativi di facile impiego, come l'utilizzo del collutorio indicato dagli autori. 13

CORSI RIVOLTI A GENITORI/INSEGNANTI/TUTOR/STUDENTI PER ESSERE ADULTI CONSAPEVOLI

CORSI RIVOLTI A GENITORI/INSEGNANTI/TUTOR/STUDENTI PER ESSERE ADULTI CONSAPEVOLI CORSI RIVOLTI A GENITORI/INSEGNANTI/TUTOR/STUDENTI PER ESSERE ADULTI CONSAPEVOLI Premessa I Disturbi evolutivi Specifici dell Apprendimento (DSA) sono disturbi delle abilità scolastiche che comportano:

Dettagli

INDICE. Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative;

INDICE. Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative; INDICE Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative; - LE LINEE DI METODO, che individuano le esperienze di apprendimento,

Dettagli

QUESTIONARIO DI INDAGINE SULLA QUALITA DELL INTEGRAZIONE DATI INTERVISTATO

QUESTIONARIO DI INDAGINE SULLA QUALITA DELL INTEGRAZIONE DATI INTERVISTATO QUESTIONARIO DI INDAGINE SULLA QUALITA DELL INTEGRAZIONE DATI INTERVISTATO Ordine scolastico di appartenenza Ruolo professionale ricoperto ٱ scuola dell infanzia INSEGNANTE CURRICULARE ٱ ٱ scuola elementare

Dettagli

IL CURRICOLO DELLA SCUOLA DELL INFANZIA

IL CURRICOLO DELLA SCUOLA DELL INFANZIA IL CURRICOLO DELLA SCUOLA DELL INFANZIA I CAMPI DI ESPERIENZA Gli insegnanti accolgono, valorizzano ed estendono le curiosità, le esplorazioni, le proposte dei bambini e creano occasioni di apprendimento

Dettagli

L INTERVENTO PSICO-EDUCATIVO PRECOCE A FAVORE DEI BAMBINI SORDOCIECHI E PLURIMINORATI PSICOSENSORIALI

L INTERVENTO PSICO-EDUCATIVO PRECOCE A FAVORE DEI BAMBINI SORDOCIECHI E PLURIMINORATI PSICOSENSORIALI UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA MASTER DI I LIVELLO EDUCATORE ESPERTO PER LA DISABILITÀ SENSORIALE TESI DI MASTER L INTERVENTO PSICO-EDUCATIVO PRECOCE A FAVORE DEI BAMBINI SORDOCIECHI E PLURIMINORATI

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE SCUOLA DELL'INFANZIA. IC Borgaro Torinese

CURRICOLO VERTICALE SCUOLA DELL'INFANZIA. IC Borgaro Torinese via Ciriè 52 10071 BORGARO (TO) Tel. 0114702428-0114703011 Fax 0114510084 Cod. Fiscale 92045820013 TOIC89100P@istruzione.it http://www.icborgaro.it Marchio SAPERI certificato n. 14 CURRICOLO VERTICALE

Dettagli

ABA, metodologia educativa per favorire la piena Integrazione ed Interazione di soggetti diversamente abili

ABA, metodologia educativa per favorire la piena Integrazione ed Interazione di soggetti diversamente abili ABA, metodologia educativa per favorire la piena Integrazione ed Interazione di soggetti diversamente abili 1 Presenza dell'impegno economico della scuola richiedente volto a sostenere economicamente il

Dettagli

Maria Caccetta. Autismo: 5 strategie pratiche, per lavorare bene in classe. Guida Gratuita

Maria Caccetta. Autismo: 5 strategie pratiche, per lavorare bene in classe. Guida Gratuita Maria Caccetta Autismo: 5 strategie pratiche, per lavorare bene in classe Guida Gratuita Mi presento Ciao mi chiamo Maria Caccetta, sono una psicologapsicoterapeuta con formazione cognitivo-comportamentale.

Dettagli

L ASSOCIAZIONE. Forma i terapisti alle metodologie cognitivo-comportamentali.

L ASSOCIAZIONE. Forma i terapisti alle metodologie cognitivo-comportamentali. L ASSOCIAZIONE Si prende cura dei bambini autistici dai 2 ai 14 anni, mediante percorsi cognitivocomportamentali, personalizzati e intensivi per migliorare la qualità della loro vita subito e per il futuro.

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO Pietro Leopoldo di Lorena Granduca di Toscana SCUOLE STATALI INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI 1 GRADO A.S.

ISTITUTO COMPRENSIVO Pietro Leopoldo di Lorena Granduca di Toscana SCUOLE STATALI INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI 1 GRADO A.S. A.S. 2013-2014 CURRICOLO VERTICALE PER ALUNNI CON DISABILITÀ La scuola è luogo di apprendimento e di costruzione dell identità personale, civile e sociale. Nessuno, questo è l obiettivo, deve rimanere

Dettagli

Dott.ssa Carmen Orfanò, Assistente alla Comunicazione. Assistente alla Comunicazione Carmen Orfanò

Dott.ssa Carmen Orfanò, Assistente alla Comunicazione. Assistente alla Comunicazione Carmen Orfanò Dott.ssa Carmen Orfanò, Assistente alla Comunicazione Nelle scuole di ogni ordine e grado gli enti locali hanno l obbligo di fornire l assistenza per l autonomia e la comunicazione personale degli alunni

Dettagli

ATTIVITA NATATORIA IN ORARIO CURRICULARE

ATTIVITA NATATORIA IN ORARIO CURRICULARE Società Sportiva Dilettantistica a responsabilità limitata ATTIVITA NATATORIA IN ORARIO CURRICULARE PER GLI ALLIEVI DIVERSAMENTE ABILI IL NUOTO A SCUOLA, UN OPPORTUNITA PER TUTTI ANNO SCOLASTICO 2013-2014

Dettagli

LA COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA. In età evolutiva, più dello 0,5% della popolazione presenta disabilità

LA COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA. In età evolutiva, più dello 0,5% della popolazione presenta disabilità LA COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA In età evolutiva, più dello 0,5% della popolazione presenta disabilità complesse della comunicazione che, in assenza di adeguati interventi, interferiscono in modo

Dettagli

ODONTOIATRIA SPECIALE INDIVIDUALIZZATA

ODONTOIATRIA SPECIALE INDIVIDUALIZZATA CORSO DI LAUREA IN IGIENE DENTALE Presidente: Prof. Luca Levrini ODONTOIATRIA SPECIALE INDIVIDUALIZZATA Michela Rossini Oltre 1 miliardo di persone sono le persone disabili al mondo, secondo le stime del

Dettagli

12/05/2014. Dott.ssa Elena Gorini psicologa

12/05/2014. Dott.ssa Elena Gorini psicologa I DGS sono caratterizzati da : deficit nell interazione sociale difficoltà di comunicazione Un repertorio ristretto, rigido e ripetitivo di attività, interessi e comportamenti Dott.ssa Elena Gorini psicologa

Dettagli

«Comunicazione Aumentativa Alternativa e Comportamenti Problema in adulti con Disturbo dello Spettro Autistico. Intervento in un Centro Diurno»

«Comunicazione Aumentativa Alternativa e Comportamenti Problema in adulti con Disturbo dello Spettro Autistico. Intervento in un Centro Diurno» «Comunicazione Aumentativa Alternativa e Comportamenti Problema in adulti con Disturbo dello Spettro Autistico. Intervento in un Centro Diurno» 20 Marzo 2015 Dott. Michele Boschetto, Neuropsichiatra, Direttore

Dettagli

Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento?

Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento? Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento? Considerati parte della famiglia dei Disturbi Evolutivi Specifici, i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) affliggono alcune specifiche abilità che

Dettagli

Educazione fisica COMPETENZE CHIAVE EUROPEE

Educazione fisica COMPETENZE CHIAVE EUROPEE Educazione fisica COMPETENZE CHIAVE EUROPEE Consapevolezza ed espressione culturale riguarda l importanza dell espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni in un ampia varietà di mezzi di comunicazione,

Dettagli

Fondazione OPERA SANTA RITA PRATO. del. Centro Diurno di Riabilitazione Per Giovani Cerebrolesi Franco Primi

Fondazione OPERA SANTA RITA PRATO. del. Centro Diurno di Riabilitazione Per Giovani Cerebrolesi Franco Primi Fondazione OPERA SANTA RITA PRATO CARTA DEI SERVIZI del Centro Diurno di Riabilitazione Per Giovani Cerebrolesi Franco Primi Edizione - aprile 2002 1 LA FONDAZIONE OPERA SANTA RITA (Onlus) L attuale Fondazione

Dettagli

Premessa. Cenno introduttivo

Premessa. Cenno introduttivo 9 1 Premessa Cenno introduttivo L insegnamento all alunno normale, ed ancora di più l insegnamento a quello con disordini evolutivi e ritardo mentale, per poter essere efficace ed efficiente allo stesso

Dettagli

Progetto educativo per l'apprendimento naturale della lingua inglese per la Scuola dell' Infanzia e la Scuola Primaria

Progetto educativo per l'apprendimento naturale della lingua inglese per la Scuola dell' Infanzia e la Scuola Primaria Progetto educativo per l'apprendimento naturale della lingua inglese per la Scuola dell' Infanzia e la Scuola Primaria Le lingue cui un soggetto è stato esposto entro i primi tre anni di vita vengono ritenute

Dettagli

1. PROGETTO ACCOGLIENZA 2. PROGETTO NATURA 3. PROGETTO INSIEME PER FESTEGGIARE 4. PROGETTO CONTINUITAˋ SCUOLA DELL INFANZIA- SCUOLA PRIMARIA 5

1. PROGETTO ACCOGLIENZA 2. PROGETTO NATURA 3. PROGETTO INSIEME PER FESTEGGIARE 4. PROGETTO CONTINUITAˋ SCUOLA DELL INFANZIA- SCUOLA PRIMARIA 5 SCUOLA DELL'INFANZIA "PANTANO" PROGETTI CURRICULARI Anno Scollastico 2013 -- 2014 INDICE 1. PROGETTO ACCOGLIENZA 2. PROGETTO NATURA 3. PROGETTO INSIEME PER FESTEGGIARE 4. PROGETTO CONTINUITAˋ SCUOLA DELL

Dettagli

Migliorare la qualità della vita del bambino con handicap grave.

Migliorare la qualità della vita del bambino con handicap grave. Migliorare la qualità della vita del bambino con handicap grave. Di Lara Polsoni E-mail: integrazionetresei@yahoo.it Web: http://integrazione36.altervista.org Abstract. La qualità della vita (e ovviamente

Dettagli

Ricerca e innovazione per l abilitazione dei bambini con autismo e disabilità. Samantha Giannatiempo

Ricerca e innovazione per l abilitazione dei bambini con autismo e disabilità. Samantha Giannatiempo Ricerca e innovazione per l abilitazione dei bambini con autismo e disabilità. Samantha Giannatiempo MA COSA SONO I DISTURBI DELLO SVILUPPO? PERCHE CE LI HANNO SEMPRE PIU BAMBINI? DISTURBI DELLO SVILUPPO

Dettagli

DISLESSIA, DISORTOGRAFIA, DISGRAFIA E DISCALCULIA.

DISLESSIA, DISORTOGRAFIA, DISGRAFIA E DISCALCULIA. Il disturbo specifico dell Apprendimento (DSA) SI riferisce ai soli disturbi delle abilità scolastiche e in particolare a: DISLESSIA, DISORTOGRAFIA, DISGRAFIA E DISCALCULIA. La dislessia è una difficoltà

Dettagli

Una scuola in-formata

Una scuola in-formata Una scuola in-formata La cura per eccellenza per le persone con autismo è l EDUCAZIONE (E.Micheli) Mireya Moyano Educare una persona con Autismo È un azione complessa che richiede una progettualità di

Dettagli

CURRICOLI DISCIPLINARI

CURRICOLI DISCIPLINARI ISTITUTO COMPRENSIVO N. 4 CHIETI SCUOLA DELL INFANZIA CURRICOLI DISCIPLINARI Anno scolastico 2013-14 INDICE 1. IL SE E L ALTRO. pag. 3 2. IL CORPO E IL MOVIMENTO.. pag. 4 3. IMMAGINI, SUONI, COLORI.....

Dettagli

FASE di PREVISIONE definire per sé obiettivi prossimali specifici, pianificare strategicamente il percorso

FASE di PREVISIONE definire per sé obiettivi prossimali specifici, pianificare strategicamente il percorso FORMAT PROFILO DI COMPETENZA competenza chiave IMPARARE A IMPARARE Specifico formativo della competenza chiave Imparare a imparare designa la capacità di organizzare il proprio apprendimento mediante una

Dettagli

FASCICOLO PERSONALE UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI BERGAMO ISTITUTO COMPRENSIVO DI CHIUDUNO SCUOLA PRIMARIA DI SCUOLA SECONDARIA DI. Alunno.

FASCICOLO PERSONALE UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI BERGAMO ISTITUTO COMPRENSIVO DI CHIUDUNO SCUOLA PRIMARIA DI SCUOLA SECONDARIA DI. Alunno. UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI BERGAMO ISTITUTO COMPRENSIVO DI CHIUDUNO SCUOLA PRIMARIA DI SCUOLA SECONDARIA DI FASCICOLO PERSONALE Alunno Classe Insegnanti e discipline insegnate Ass/educatore ANNO

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI PREMESSA L integrazione è un processo di conoscenza di sé e dell altro, di collaborazione all interno della classe finalizzato a creare le migliori condizioni

Dettagli

PIANO DI LAVORO ANNUALE SCUOLA DELL'INFANZIA A.S. 2014/2015 IL SALE DELLA TERRA MANGIOCANDO

PIANO DI LAVORO ANNUALE SCUOLA DELL'INFANZIA A.S. 2014/2015 IL SALE DELLA TERRA MANGIOCANDO PIANO DI LAVORO ANNUALE SCUOLA DELL'INFANZIA A.S. 2014/2015 IL SALE DELLA TERRA MANGIOCANDO Premessa NOI SIAMO PARTE DELLA TERRA ED ESSA È PARTE DI NOI INSEGNATE AI VOSTRI BAMBINI CHE LA TERRA È NOSTRA

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI C. R. E. Valle del Lupo Centro di Riabilitazione Equestre Riconosciuto FISE.

CARTA DEI SERVIZI C. R. E. Valle del Lupo Centro di Riabilitazione Equestre Riconosciuto FISE. CARTA DEI SERVIZI C. R. E. Valle del Lupo Centro di Riabilitazione Equestre Riconosciuto FISE. La Carta dei Servizi è uno strumento che un organizzazione utilizza per presentarsi, per far conoscere se

Dettagli

SCUOLA INFANZIA FONTANELLE

SCUOLA INFANZIA FONTANELLE SCUOLA INFANZIA FONTANELLE PROGRAMMAZIONE CURRICOLARE A.S. 2014/2015 CAMPO D ESPERIENZA : IL SE E L ALTRO IL CORPO E IL MOVIMENTO IMMAGINI,SUONI,COLORI I DISCORSI E LE PAROLE LA CONOSCENZA DEL MONDO INSEGNANTI

Dettagli

Curriculum vitae e professionale

Curriculum vitae e professionale Curriculum vitae e professionale Carlo Pascoletti Dati personali Luogo di nascita: Gorizia Data di nascita: 08/03/1944 Residenza: Via Cragnutto,33, 33078- San Vito al Tagliamento (PN) Tel. 0434.81807 -

Dettagli

CURRICOLO d Istituto SCUOLE DELL INFANZIA Indicazioni Nazionali 2012

CURRICOLO d Istituto SCUOLE DELL INFANZIA Indicazioni Nazionali 2012 ISTITUTO COMPRENSIVO "Dante Alighieri" di COLOGNA VENETA (Vr) Via Rinascimento, 45-37044 Cologna Veneta - tel. 0442 85170 - fax 0442 419294 www.iccolognaveneta.it - e-mail: vric89300a@istruzione.it - vric89300a@pec.istruzione.it

Dettagli

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO IN ETA EVOLUTIVA

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO IN ETA EVOLUTIVA I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO IN ETA EVOLUTIVA IL DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE / IPERATTIVITA. 1. Che cos è l ADHD Il Disturbo da deficit di attenzione ed iperattività (DDAI), conosciuto anche con

Dettagli

CENTRO RIABILITATIVO PSICOPEDAGOGICO IL TIMONE

CENTRO RIABILITATIVO PSICOPEDAGOGICO IL TIMONE CENTRO RIABILITATIVO PSICOPEDAGOGICO IL TIMONE Centro Riabilitativo Psicopedagogico Il Timone Vico San Luca 4/3 scala sn. 16123 GENOVA tel. 0102467774 P.Iva 03399250103 email: iltimone@libero.it Il Centro

Dettagli

CHI SONO I BAMBINI CON DISTURBO GENERALIZZATO DELLO SVILUPPO PATRIZIA REBUZZI

CHI SONO I BAMBINI CON DISTURBO GENERALIZZATO DELLO SVILUPPO PATRIZIA REBUZZI CHI SONO I BAMBINI CON DISTURBO GENERALIZZATO DELLO SVILUPPO PATRIZIA REBUZZI Essere autistici non significa non essere umani, ma essere diversi. Quello che è normale per altre persone non

Dettagli

CORSO DI PSICOLOGIA DELL EDUCAZIONE

CORSO DI PSICOLOGIA DELL EDUCAZIONE CORSO DI PSICOLOGIA DELL EDUCAZIONE A.A. 2012-2013 SCIENZE INFERMIERISTICHE POLO DI PISA II ANNO V LEZIONE Dott.ssa Chiara Toma I DISTURBI DELLO SVILUPPO Disturbi del linguaggio Autismo e disturbi pervasivi

Dettagli

SCHEDA 4. Quarto Congresso Internazionale su Attività fisica, Invecchiamento e Sport Heidelberg, Germania, agosto 1996

SCHEDA 4. Quarto Congresso Internazionale su Attività fisica, Invecchiamento e Sport Heidelberg, Germania, agosto 1996 SCHEDA 4 Le Linee guida di Heidelberg per la promozione dell attività fisica per le persone anziane (The Heidelberg Guidelines for promoting physical activity among older persons) Quarto Congresso Internazionale

Dettagli

EDUCAZIONE ALLA SALUTE

EDUCAZIONE ALLA SALUTE ISTITUTO COMPRENSIVO GARIBALDI-LEONE TRINITAPOLI EDUCAZIONE ALLA SALUTE Anno scolastico 2015/2016 La salute è creata e vissuta dalle persone all interno degli ambienti organizzati della vita quotidiana:

Dettagli

IL CURRICOLO PER IL PRIMO CICLO D ISTRUZIONE SCUOLA PRIMARIA E

IL CURRICOLO PER IL PRIMO CICLO D ISTRUZIONE SCUOLA PRIMARIA E IL CURRICOLO PER IL PRIMO CICLO D ISTRUZIONE SCUOLA PRIMARIA E SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO LINGUA INGLESE SCUOLA PRIMARIA - CLASSE PRIMA L apprendimento della lingua inglese permette all alunno di

Dettagli

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Prot. n. (SOC/02/24740) LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Viste: - la legge 5 febbraio 1992, n.104 Legge - quadro per l assistenza, l integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate ;

Dettagli

dr.ssa Fernanda Bernabei

dr.ssa Fernanda Bernabei I disturbi specifici dell apprendimento dr.ssa Fernanda Bernabei 1 IL DISTURBO SPECIFICO DELL APPRENDIMENTO Il disturbo specifico si presenta in genere come una difficoltà specifica isolata, in contrasto

Dettagli

L'approccio iniziale all esperienza nella struttura educativa sarà quindi interpretato nel rispetto dei principi di "gradualità" e "continuità".

L'approccio iniziale all esperienza nella struttura educativa sarà quindi interpretato nel rispetto dei principi di gradualità e continuità. 1 Accogliere un bambino in un servizio educativo per la prima infanzia, significa accogliere tutta la sua famiglia, individuando tutta una serie di strategie di rapporto fra nido/centro gioco e casa, volte

Dettagli

Introduzione all'aba: definizione, principi e tecniche di base

Introduzione all'aba: definizione, principi e tecniche di base Introduzione all'aba: definizione, principi e tecniche di base Percorso di Formazione "Dall' autismo all' inclusione sociolavorativa" organizzato da AGSAV ONLUS e ROLP 26 Marzo 2014 Marta Andreetta Contenuti

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA GIOVANNI XXIII. Progetto Pedagogico della Sezione Primavera

SCUOLA DELL INFANZIA GIOVANNI XXIII. Progetto Pedagogico della Sezione Primavera Pagina 1 di 8 SCUOLA DELL INFANZIA GIOVANNI XXIII Progetto Pedagogico della Sezione Primavera Pagina 2 di 8 1. PREMESSA La scelta pedagogica di istituire la sezione Primavera, all interno della Scuola

Dettagli

IL FANTASTICO MONDO DEL CORPO IN MOVIMENTO

IL FANTASTICO MONDO DEL CORPO IN MOVIMENTO ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA DELL INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI 1º GRADO 93010 - D E L I A Via G. Dolce 8 Presidenza 0922-826570- Segreteria e Fax 0922-820290- Sc.Primaria 0922-820289 Sc.Dell Infanzia

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

Ricerca I consumatori diversamente abili e l accesso ai servizi di formazione formale e informale, ai servizi sanitari e al trasporto pubblico.

Ricerca I consumatori diversamente abili e l accesso ai servizi di formazione formale e informale, ai servizi sanitari e al trasporto pubblico. Ricerca I consumatori diversamente abili e l accesso ai servizi di formazione formale e informale, ai servizi sanitari e al trasporto pubblico. Introduzione La ricerca condotta nell'ambito del progetto

Dettagli

PROFILO FORMATIVO ASA (Ausiliario Socio Assistenziale) Delibera 7693 del 24/07/2008 - Introduzione del Profilo e ambiti di attività.

PROFILO FORMATIVO ASA (Ausiliario Socio Assistenziale) Delibera 7693 del 24/07/2008 - Introduzione del Profilo e ambiti di attività. PROFILO FORMATIVO ASA (Ausiliario Socio Assistenziale) Delibera 7693 del 24/07/2008 - Introduzione del Profilo e ambiti di attività. L Ausiliario Socio Assistenziale è un operatore di interesse socio-assistenziale

Dettagli

Quadro degli Interventi dell IC9 di Bologna per gli alunni con BES

Quadro degli Interventi dell IC9 di Bologna per gli alunni con BES Per ciascuna materia o ambito di studio sono state individuate le abilità e le conoscenze fondamentali che l allievo deve acquisire, affinché sia mantenuta la validità effettiva del corso di studi, ma

Dettagli

REGOLAMENTO DI ACCESSO AL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE

REGOLAMENTO DI ACCESSO AL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE COMUNE DI FIUMICINO (Provincia di Roma) REGOLAMENTO DI ACCESSO AL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE Approvato con deliberazione consiliare n. 35 del 13 luglio 1995 Modificato con deliberazioni consiliari:

Dettagli

Autismo: metodologie di osservazione e strategie di intervento nella scuola dell infanzia

Autismo: metodologie di osservazione e strategie di intervento nella scuola dell infanzia Autismo: metodologie di osservazione e strategie di intervento nella scuola dell infanzia Novembre 2007 Gennaio 2008 M. Gibertoni, R. Padovani Centro per l Autismo, ASL di Modena Comportamento problema:

Dettagli

PIANO OFFERTA FORMATIVA ISTITUTO SCOLASTICO MARIA MONTESSORI VIA F.DE ROBERTO,2 - SCOGLIERA ACICASTELLO CATANIA TEL. 095 491084 340 5147906

PIANO OFFERTA FORMATIVA ISTITUTO SCOLASTICO MARIA MONTESSORI VIA F.DE ROBERTO,2 - SCOGLIERA ACICASTELLO CATANIA TEL. 095 491084 340 5147906 PIANO OFFERTA FORMATIVA ISTITUTO SCOLASTICO MARIA MONTESSORI VIA F.DE ROBERTO,2 - SCOGLIERA ACICASTELLO CATANIA TEL. 095 491084 340 5147906 ANNO SCOLASTICO 2013 2014 Scuola dell infanzia Presentazione

Dettagli

1 e 2 Ottobre ed il 22 e 23 Ottobre 2012, dalle 9 alle 18.

1 e 2 Ottobre ed il 22 e 23 Ottobre 2012, dalle 9 alle 18. Analisi Comportamentale Applicata in ambito scolastico CORSO DI FORMAZIONE PER INSEGNANTI Analisi Comportamentale Applicata in ambito scolastico Presso l Istituto l Tecnico Commerciale Aeronautico Fabio

Dettagli

ICF CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE

ICF CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE ICF CLASSIFICAZIONE INTERNATIONAL CLASSIFICATION OF FUNCTIONING, DISABILITY AND HEALTH INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE COMMISSIONE DISAGIO E DISABILITÀ A. S. 2010- PREMESSA

Dettagli

Curricolo Scuola dell'infanzia

Curricolo Scuola dell'infanzia Curricolo Scuola dell'infanzia I Campi d'esperienza sviluppati sono destinati a confluire nei nuclei tematici che le diverse discipline svilupperanno già a partire dal primo anno della Scuola Primaria

Dettagli

EFFICACIA DELL INTERVENTO E STRATEGIE PSICOEDUCATIVE STRUTTURATE CON BAMBINI NELLO SPETTRO AUTISTICO

EFFICACIA DELL INTERVENTO E STRATEGIE PSICOEDUCATIVE STRUTTURATE CON BAMBINI NELLO SPETTRO AUTISTICO Diocesi di Tortona Ente di Diritto Ecclesiastico Centro PAOLO VI o.n.l.u.s. CENTRO DI RIABILITAZIONE EXTRAOSPEDALIERA CASALNOCETO (AL) EFFICACIA DELL INTERVENTO E STRATEGIE PSICOEDUCATIVE STRUTTURATE CON

Dettagli

Istituto Comprensivo Monte Rosello Alto CURRICOLO SCUOLA DELL'INFANZIA

Istituto Comprensivo Monte Rosello Alto CURRICOLO SCUOLA DELL'INFANZIA Istituto Comprensivo Monte Rosello Alto CURRICOLO SCUOLA DELL'INFANZIA IL CURRICOLO DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA PREMESSA La formula dell'istituto comprensivo, in cui si articola oggi la nostra scuola, prevede

Dettagli

Il Modello Denver, un intervento intensivo e completo per i bambini con autismo in età prescolare

Il Modello Denver, un intervento intensivo e completo per i bambini con autismo in età prescolare Il Modello Denver, un intervento intensivo e completo per i bambini con autismo in età prescolare All interno di un approccio a base relazionale Nella cornice di un affetto fortemente positivo Per programmi

Dettagli

PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE

PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE DISABILITÀ E ICF PROF. FINO BUONO SVILUPPO DEL CONCETTO DI DISABILITA DA MODELLI BASATI SUL DEFICIT A MODELLI ECOLOGICI I MODELLI MEDICI ERANO CENTRATI SULLE

Dettagli

Obiettivi formativi Competenze europee Da Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione (2012)

Obiettivi formativi Competenze europee Da Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione (2012) LIVELLO: Esperienze significative, lezioni partecipate, progetti... realizzati Drama Filastrocche / Canzoni / Giochi di Total Physical Response (TPR) Scuola dell'infanzia/1^ Scuola Primaria Disciplina

Dettagli

APPROCCIO RELAZIONALE E COMPORTAMENTALE ALLA DISABILITA

APPROCCIO RELAZIONALE E COMPORTAMENTALE ALLA DISABILITA APPROCCIO RELAZIONALE E COMPORTAMENTALE ALLA DISABILITA Dr.ssa SARA Tassone ANTONIA Castelnuovo Villa Santa Maria Polo territoriale di neuropsichiatria infantile Tavernerio (COMO) ARGOMENTI: Presentazione

Dettagli

Imparare ad imparare Comunicazione nella lingua straniera Spirito d'iniziativa Competenze sociali e civiche Consapevolezza ed espressione culturale

Imparare ad imparare Comunicazione nella lingua straniera Spirito d'iniziativa Competenze sociali e civiche Consapevolezza ed espressione culturale LIVELLO: Esperienze significative, lezioni partecipate, progetti... realizzati Drama Scuola dell'infanzia/1^ Scuola Primaria Disciplina di riferimento LINGUA INGLESE Obiettivi formativi Competenze europee

Dettagli

Sara Telasi. Educatore Sociale. Educatrice. Operatrice Volontaria ASD Verso ONLUS (Associazione Sportiva Dilettantistica Verso), Curtatone (MN)

Sara Telasi. Educatore Sociale. Educatrice. Operatrice Volontaria ASD Verso ONLUS (Associazione Sportiva Dilettantistica Verso), Curtatone (MN) INFORMAZIONI PERSONALI Sara Telasi POSIZIONE RICOPERTA Educatore Sociale ESPERIENZA PROFESSIONALE Dal 1/10/2014 Educatrice AIPD ONLUS sez. Mantova (Associazione Italiana Persone Down), Mantova. Club dei

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA CURRICOLO D ISTITUTO

SCUOLA DELL INFANZIA CURRICOLO D ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA CURRICOLO D ISTITUTO Secondo i campi d esperienza PREMESSA Come si ritroverà nei successivi ordini di Scuola del nostro Istituto Comprensivo, abbiamo tratto dal Sito dell Indire le

Dettagli

INCLUSIONE TUTTI UGUALI OGNUNO DIVERSO

INCLUSIONE TUTTI UGUALI OGNUNO DIVERSO INCLUSIONE Integrazione Alunni disabili DSA BES TUTTI UGUALI OGNUNO DIVERSO.LINEE GUIDA PER L INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITA LINEE GUIDA PER L INCLUSIONE SCOLASTICA L inclusione è un

Dettagli

Docenti di scuola primaria

Docenti di scuola primaria SOFTWARE E COMUNICAZIONE Docenti di scuola primaria Prof.ssa Olmo Serafina 27 marzo 2008 La comunicazione è un diritto fondamentale dell uomo. Essa rappresenta uno strumento attraverso il quale: esprimere

Dettagli

CURRICULUM VITAE. DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DELL ATTO DI NOTORIETÀ (DPR 28 dicembre 2000, n. 445)

CURRICULUM VITAE. DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DELL ATTO DI NOTORIETÀ (DPR 28 dicembre 2000, n. 445) Dati personali Nome e Cognome Alice Trevisan Indirizzo via Boldrin 10/A - 35010 Cadoneghe Telefono 348 7529047 e-mail alicetrevisan@gmail.com nazionalità italiana data di nascita 06/07/1983 Codice fiscale

Dettagli

DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO: DIAGNOSI E INTERVENTO IN AMBITO SCOLASTICO

DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO: DIAGNOSI E INTERVENTO IN AMBITO SCOLASTICO DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO: DIAGNOSI E INTERVENTO IN AMBITO SCOLASTICO «Figlio della borghesia di stato, cresciuto in una famiglia affettuosa, senza conflitti, circondato da adulti responsabili

Dettagli

Curricolo Scuola Infanzia

Curricolo Scuola Infanzia Curricolo Scuola Infanzia CHIAVE COMPETENZA SOCIALE E CIVICA Riconosce ed esprime le proprie emozioni, è consapevole di desideri e paure, avverte gli stati d animo propri e altrui. Acquisire consapevolezza

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE SCUOLA INFANZIA ITALO CALVINO SEZIONE C. a.s. 2013-2014

PROGRAMMAZIONE ANNUALE SCUOLA INFANZIA ITALO CALVINO SEZIONE C. a.s. 2013-2014 PROGRAMMAZIONE ANNUALE SCUOLA INFANZIA ITALO CALVINO SEZIONE C a.s. 2013-2014 Il percorso che quest'anno vogliamo realizzare è alfabetizzare alle emozioni e nasce dall'esigenza di fornire al bambino strumenti

Dettagli

Curricolo Verticale Scuola Statale dell'infanzia Caldarazzo-Scarola

Curricolo Verticale Scuola Statale dell'infanzia Caldarazzo-Scarola Prot. n.3468b38 Noicattaro, 13.09.2013 Circolo Didattico Statale Alcide De Gasperi via A. De Gasperi, 13 Telefono e fax 080.4793318 E-mail: baee14508@istruzione.it www.degasperi2noicattaro.eu Noicàttaro

Dettagli

SCHEDA SANITARIA (redatta da MMG)

SCHEDA SANITARIA (redatta da MMG) Cognome me Nata/o a prov. il Residente a prov. c.a.p. via n. Anamnesi patologica remota Anamnesi patologica prossima Barthel Index [A] [B] [C] [A] dipende [B] con aiuto o saltuariamente [C] indipendente

Dettagli

Progetto di Psicomotricità

Progetto di Psicomotricità Progetto di Psicomotricità 3 anni PROGRAMMA DI LAVORO SCUOLA DELL INFANZIA 4 anni 5/6 anni La psicomotricità nella scuola dell infanzia. I bambini come gli esseri umani adulti hanno un bisogno innato di

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE DI SCIENZE MOTORIE SCUOLA DELL INFANZIA OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

CURRICOLO VERTICALE DI SCIENZE MOTORIE SCUOLA DELL INFANZIA OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO CURRICOLO VERTICALE DI SCIENZE MOTORIE SCUOLA DELL INFANZIA Raggiungere una buona autonomia personale nell alimentarsi, nel vestirsi e nel prendersi cura di sé. Scoprire e riconoscere il proprio corpo,

Dettagli

Il software Crealibro

Il software Crealibro Istituto Comprensivo Borgoncini Duca, Roma Il software Crealibro Un progetto di letteratura accessibile per l infanzia Documentazione didattica Cura della dott.sa Francesca Caprino 1 1. Premessa: il diritto

Dettagli

D.S.A. DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

D.S.A. DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO D.S.A. DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO DEFINIZIONE E CARATTERISTICHE: Non indicano disabilità a livello cognitivo globale, il Q.I. è nel range della norma con un punteggio superiore a 85 (le normali

Dettagli

MUSICA ATTIVA NELLA SCUOLA MATERNA ED ELEMENTARE

MUSICA ATTIVA NELLA SCUOLA MATERNA ED ELEMENTARE MUSICA ATTIVA SPERIMENTAZIONE MUSICALE NELLA SCUOLA MATERNA ED ELEMENTARE Fare musica è importante. Psicologi dell età evolutiva, pedagogisti, esperti del settore sono concordi nell affermare che un attività

Dettagli

La rete di intervento nelle Marche: l'aidai CENTRO PSICO PEDAGOGICO.

La rete di intervento nelle Marche: l'aidai CENTRO PSICO PEDAGOGICO. La rete di intervento nelle Marche: l'aidai CENTRO PSICO PEDAGOGICO. L'AIDAI, Associazione Italiana Disturbi Attenzione e Iperattività è un'organizzazione senza scopi di lucro costituita da operatori clinici

Dettagli

C O M U N E DI N O R M A Piazza I Maggio, 13 04010 Tel. 0773/352808 Fax 0773/354186 www.comunedinorma.it P.I. 00125240598

C O M U N E DI N O R M A Piazza I Maggio, 13 04010 Tel. 0773/352808 Fax 0773/354186 www.comunedinorma.it P.I. 00125240598 C O M U N E DI N O R M A Piazza I Maggio, 13 04010 Tel. 0773/352808 Fax 0773/354186 www.comunedinorma.it P.I. 00125240598 SETTORE 3: POLITICHE SOCIALI E CULTURALI REGOLAMENTO DEL CENTRO DIURNO DISABILI

Dettagli

PROGETTARE IL PORTFOLIO M.A. Zanetti, D. Miazza Dipartimento di Psicologia, Università di Pavia

PROGETTARE IL PORTFOLIO M.A. Zanetti, D. Miazza Dipartimento di Psicologia, Università di Pavia ABSTRACT PROGETTARE IL PORTFOLIO M.A. Zanetti, D. Miazza Dipartimento di Psicologia, Università di Pavia La riforma del sistema scolastico ha delineato nuovi possibili scenari all interno dei quali devono

Dettagli

Piano nazionale di formazione degli insegnanti nelle Tecnologie dell Informazione e della Comunicazione

Piano nazionale di formazione degli insegnanti nelle Tecnologie dell Informazione e della Comunicazione Istituto Professionale Zenale e Buttinone" Treviglio (BG) Piano nazionale di formazione degli insegnanti nelle Tecnologie dell Informazione e della Comunicazione Modulo 7: INTEGRAZIONE DEI DISABILI E TIC

Dettagli

CURRICULUM VERTICALE DI CORPO E MOVIMENTO nella SCUOLA DELL'INFANZIA

CURRICULUM VERTICALE DI CORPO E MOVIMENTO nella SCUOLA DELL'INFANZIA CURRICULUM VERTICALE DI CORPO E MOVIMENTO nella SCUOLA DELL'INFANZIA C. e M. 1 Il bambino raggiunge una buona autonomia personale nell alimentarsi e nel vestirsi, riconosce i segnali del corpo, sa cosa

Dettagli

SCUOLA DI MUSICA MUSICANDO

SCUOLA DI MUSICA MUSICANDO Largo Madonna, 22 65125 Pescara Tel. 085.4171765 Cell. 338.1967097 www.scuolamusicando.net info@scuolamusicando.net SCUOLA DI MUSICA MUSICANDO MUSICOTERAPIA: Nuove prospettive per l abilitazione e la riabilitazione

Dettagli

SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA

SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: IRCCS Fondazione Stella Maris - Pisa 2) Codice di accreditamento: NZ03552 3) Albo e classe di

Dettagli

PROFESSIONI NELL AMBITO DELLA PSICOLOGIA, PSICHIATRIA E ASSISTENZA SOCIALE

PROFESSIONI NELL AMBITO DELLA PSICOLOGIA, PSICHIATRIA E ASSISTENZA SOCIALE PROFESSIONI NELL AMBITO DELLA PSICOLOGIA, PSICHIATRIA E ASSISTENZA SOCIALE L incontro si è tenuto Martedì 22 Aprile alle ore 14:00 presso il Liceo Galvani I relatori erano i seguenti: Andrea Biancardi,

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: I DISCORSI E LE PAROLE

CAMPO DI ESPERIENZA: I DISCORSI E LE PAROLE CAMPO DI ESPERIENZA: I DISCORSI E LE PAROLE I. Il bambino usa la lingua italiana, arricchisce e precisa il proprio lessico, comprende parole e discorsi, fa ipotesi sui significati. II. Sa esprimere e comunicare

Dettagli

I.N.PE.F ISTITUTO NAZIONALE di PEDAGOGIA FAMILIARE

I.N.PE.F ISTITUTO NAZIONALE di PEDAGOGIA FAMILIARE I.N.PE.F ISTITUTO NAZIONALE di PEDAGOGIA FAMILIARE (Reg. Ag. Entrate Roma P.I. 11297531003 - Cod. Att. 855920 Formazione ed Aggiornamento Professionale) MASTER MINORAZIONI SENSORIALI e NUOVE LINGUE (L.I.S.

Dettagli

Servizi Educativo Riabilitativi e Sanitari

Servizi Educativo Riabilitativi e Sanitari Edificio 1 Servizi Educativo Riabilitativi e Sanitari rea ricerca Uffici Sala multiuso ccoglienza F G H D E C ule e Laboratori mbulatorio prove visive mbulatori mbulatorio prove audiometriche Edificio

Dettagli

GLI APPROCCI ABA E TEACCH: UN CONFRONTO

GLI APPROCCI ABA E TEACCH: UN CONFRONTO GLI APPROCCI ABA E TEACCH: UN CONFRONTO Carlo Ricci (Direttore dell Istituto Walden di Roma www.istituto-walden.it) Istituto.Walden@tin-it ABA TEACCH The University of California at Los Angeles (UCLA)

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA

PROGRAMMAZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA PROGRAMMAZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA CAMPO DI : I DISCORSI E LE PAROLE E il campo che permette ai bambini, opportunamente guidati, di estendere il patrimonio lessicale, le competenze

Dettagli

Le tecniche di educazione speciale

Le tecniche di educazione speciale Le tecniche di educazione speciale P.Venuti Laboratorio di Osservazione e Diagnostica FunzionaleDISCoF- Università di Trento www.odflab.unitn.it Progetto di formazione I disturbi dello spettro autistico

Dettagli

FINALITA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA

FINALITA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA I.C.S. MAREDOLCE FINALITA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA La nostra scuola dell Infanzia con la sua identità specifica sotto il profilo pedagogico e metodologico-organizzativo persegue: l acquisizione di capacità

Dettagli

Profilo delle diverse tipologie di BES

Profilo delle diverse tipologie di BES Profilo delle diverse tipologie di BES Con la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 e la CM n. 8 del 6 marzo 2013 che ha per oggetto l attuazione della direttiva Strumenti d intervento per alunni

Dettagli

PROFILO DINAMICO FUNZIONALE. 1. CONDIZIONI FISICHE (ev. Diagnosi clinica fornita alla scuola)

PROFILO DINAMICO FUNZIONALE. 1. CONDIZIONI FISICHE (ev. Diagnosi clinica fornita alla scuola) PEI ROBERTO - Barbara Corallo - Valeria Crespi - Manuela Guidobaldi - Emanuele Morandi PROFILO DINAMICO FUNZIONALE 1. CONDIZIONI FISICHE (ev. Diagnosi clinica fornita alla scuola) Ritardo mentale lieve

Dettagli

AZIENDA DI SERVIZI ALLA PERSONA Istituzioni Assistenziali Riunite di Pavia CARTA DEI SERVIZI ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA

AZIENDA DI SERVIZI ALLA PERSONA Istituzioni Assistenziali Riunite di Pavia CARTA DEI SERVIZI ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA AZIENDA DI SERVIZI ALLA PERSONA Istituzioni Assistenziali Riunite di Pavia CARTA DEI SERVIZI ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA Principi Generali Finalità del servizio Il servizio di Assistenza Domiciliare

Dettagli

ANALISI DEI FABBISOGNI FORMATIVI E PROFESSIONALI NELLA PROVINCIA DI SIENA DICEMBRE 2010

ANALISI DEI FABBISOGNI FORMATIVI E PROFESSIONALI NELLA PROVINCIA DI SIENA DICEMBRE 2010 ANALISI DEI FABBISOGNI FORMATIVI E PROFESSIONALI NELLA PROVINCIA DI SIENA DICEMBRE 2010 INDICE Introduzione.3 1. Il settore sociale 3 2. Il settore dello spettacolo.5 3. Il settore della sicurezza..6 4.

Dettagli