Elenco pubblicazioni. L autonomia e la qualità della vita

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1 Elenco pubblicazioni L autonomia e la qualità della vita

2 La qualità della vita è un diritto di tutte le persone, ma diventa non semplice da realizzare quando ci riferiamo alle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. Le difficoltà che queste presentano sono tante e sempre più spesso si associano anche a seri problemi di salute. La Lega del Filo d'oro dal 20 dicembre 1964 sta portando avanti un impegno costante affinché le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, attraverso un adeguato intervento valutativo, riabilitativo ed educativo possano essere il più possibile parte attiva della loro vita ed abbiano l'opportunità di raggiungere un benessere psicofisico e la massima indipendenza. La bibliografia che segue descrive gli studi e le sperimentazioni, effettuate in quaranta anni di attività, su metodologie ed interventi che permettono lo sviluppo della comunicazione, attraverso codici non verbali (sistema pittografico, oggettuale, LIS, Malossi, ecc.), l'acquisizione dell'autonomia, mediante ausili personalizzati ed una particolare attenzione all'ambiente. Descrive inoltre come la persona durante la crescita, abbia necessità di trasferire le sue abilità nelle attività occupazionali o nell'integrazione lavorativa per impiegare il tempo in modo conveniente e per esprimere attraverso il lavoro tutte le proprie competenze. Interventi mirati e specifici sono stati messi a punto anche per le azioni di autonomia personale e di vita quotidiana per raggiungere, quando possibile, indipendenza non solo negli spostamenti e nella mobilità, ma anche sugli aspetti che accomu nano tutte le persone: affettività, lavoro e vita quotidiana.

3 1973 Articolo Italiano C.I Lancioni G.E. Avviamento al linguaggio nei ciechi-sordomuti. Didattica integrativa. riv. n. 3 Editrice La Scuola. Brescia pp. 5-6, L'articolo affronta la problematica della sordocecità analizzando alcuni aspetti dello sviluppo sociale e cognitivo. Il sordocieco è un bambino che tocca e, inizialmente, solo per il solo piacere di farlo, senza alcuna intenzionalità e quindi senza contatto con il reale, come in un sogno. Occorre motivarlo a toccare per conoscere, questo è il principio a cui deve attenersi l'approccio educativo che vuole creare i presupposti per formare i comportamenti imitativi e la differenziazione del sé dal non sé Articolo Inglese C.I Lancioni G.E. Teaching independent toileting to profoundly retarded deaf-blind children. Behavior Therapy. riv. n. 11 AABT Association for Advancement of Behavior Therapy. New York pp , Nove bambini sordociechi con ritardo mentale sono inseriti in un progetto per apprendere abilità di autonomia nell'igiene e controllo sfinterico. A tutti è stata insegnata la gestione più autonoma possibile per la mobilità e l'utilizzo funzionale di spazi attinenti all'igiene personale nel contesto quotidiano. Nell'articolo vengono illustrate le modalità e i risultati raggiunti con questo programma Relazione Italiano C.I Lancioni G.E. Processi di rapporto e comunicazione nell'ambito dell'integrazione. Atti brevi dell'incontro Italo-Tedesco. Riabilitazione e sicurezza sociale, Ancona 3-7 maggio, 1981, Università degli Studi di Ancona. pp , L'autore illustra brevemente quali siano le problematiche che si incontrano nel programmare interventi di integrazione scolastica con soggetti che presentino diverse condizioni di minorazione. In particolare pone l'accento sulla disabilità grave che può determinare il fallimento della partecipazione scolastica, anche se limitata alla sola presenza in classe o alla partecipazione ai momenti di gioco. Si propone una breve rassegna di programmi di ricerca realizzati per intervenire su iperattività, verbosità bizzarra e assenza di comunicazione funzionale in bambini pluriminorati con ritardo mentale grave. 2

4 Articolo Inglese C.I Lancioni G.E. Increasing the use of Higher-Ievel forms of communication in deaf children within a residential setting. The Journal of the British Association of Teachers of the Deaf. riv. n. 5/3 Whurr Publishers. London p. 4, L'autore propone un progetto educativo nel quale due gruppi di tre bambini sordi, che utilizzavano comunicazione comportamentale accompagnata da suoni inarticolati o da parola-frase, hanno mostrato repentine modificazioni del loro comportamento dopo l'intervento con un programma di token economy. I risultati conseguiti sono stati mantenuti anche dopo la sospensione del programma di rinforzamento e si è assistito ad un miglioramento nella relazione tra di loro. Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Ceccarani P. Teaching independent toileting within the normal daily program: two studies with profoundly retarded children. Behavior research of severe developmental disabilities. riv. n. 2 North-Holland Publishing Company. Amsterdam pp , Gli autori hanno realizzato due studi sperimentali per valutare la possibilità di far conseguire il controllo sfinterico a bambini con ritardo mentale senza modificare il ritmo quotidiano o il programma educativo degli insegnanti. I risultati positivi conseguiti e il loro mantenimento, anche dopo il periodo di apprendimento, testimoniano la validità del programma che prevedeva interventi di aiuto nei momenti cruciali, rinforzamento e somministrazione funzionale di liquidi Relazione Italiano C.I Ceccarani P. Processi di comunicazione in soggetti gravemente ritardati. Quinta Settimana Estiva. L'acquisizione del linguaggio nei sordo-ciechi pluriminorati, Servizio di Consulenza Pedagogica. Trento pp , La conduzione di un programma per insegnare la comunicazione è complessa quando si è a contatto con soggetti affetti da sindrome autistica, iperattivi e con grave deficit mentale. L'articolo passa in rassegna quattro sistemi comunicativi non verbali (segnaletico-oggettuale, simboli di Carter, simboli di Bliss e rappresentazione grafica) cercando di comprendere il perchè non sembrino sufficienti da soli a promuovere una modalità comunicativa funzionale. 3

5 Articolo Italiano C.I Zavaglia V., Balercia P. Prevenzione negli handicappati. Estratto. Studio in collaborazione con la Lega del Filo d'oro. Prevenzione. riv. n. 4, Parma pp. 1-4, Spesso la presenza di una disabilità, sia nel bambino che nell'adulto, induce a considerare che la compresenza di una patologia orale sia di secondo piano e quindi trascurabile, creando situazioni patologiche particolarmente gravi e complesse. Il lavoro proposto vuole offrire una occasione di confronto tra di chi ha esperienze diverse in maniera di riabilitazione ed è interessato ad intervenire significativamente con la prevenzione. La Lega del Filo d'oro e l'istituto Beniamini hanno condotto una indagine su questo aspetto con i propri pazienti seguiti dalle strutture di riabilitazione presenti nel territorio marchigiano Articolo Italiano C.I Coppa M.M. La guida ad ultrasuoni nel trattamento riabilitativo dei bambini ciechi nella prima infanzia. I Care. riv. n. 4 CRO Centro Rieducazione Ortofonica. Firenze pp , L'utilizzo di ausili ad ultrasuoni per non vedenti ha incontrato notevoli ostacoli a causa del lungo tempo di apprendimento richiesto e per la scarsa maneggevolezza. L'autore analizza i vantaggi didattici offerti dello strumento denominato Sonicguide soprattutto nel campo della riabilitazione motoria e formula alcune considerazioni per la realizzazione di uno strumento più sofisticato e funzionale. Articolo Inglese C.I Lancioni G.E. Using pictorial representations as communication means with low-functioning children. Journal of autism and developmental disorders. riv. n. 1 Plenum Publishing Corporation. New York pp , La comunicazione pittografica può essere un valido mezzo comunicativo funzionale alternativo al linguaggio nelle persone con handicap mentale grave. L'autore propone un lavoro svolto con tre bambini coinvolti in attività dove l'istruzione era gestita appunto con questa modalità comunicativa. Le conclusioni della ricerca sono incoraggianti, anche per quanto riguarda la generalizzazione. 4

6 Articolo Italiano C.I Lancioni G.E., Smeets P.M. Insegnamento di abilità comunicative non verbali a soggetti gravemente ritardati. Il Cinesiologo. riv. n. 35. Atti del 2 congresso nazionale GISSAM. Urbino ottobre, 1983 Centro ESTER. Napoli pp , Gli autori prendono in considerazione quattro modalità comunicative alternative al linguaggio che appaiono più rispondenti alle caratteristiche di persone gravemente ritardate. I gesti, i simboli di Carrier e di Bliss, le rappresentazioni grafico-pittografiche sono conosciute da tempo, ma per soggetti con ritardo necessitano di alcuni adeguamenti in termini di grammatica grafica e di modalità di presentazione. L'articolo presenta una ricerca sulle modalità per insegnare ai bambini gravemente ritardati ad associare disegni di oggetti, di posture corporee e di attività, con i corrispondenti oggetti concreti o attività. Il programma ha utilizzato un sistema grafico pittorico con alcune tecniche di discriminazione e associazione, prompting, shaping. Relazione Italiano C.I Santilli S. Alfabeto digitale malossi per la comunicazione tattile con i cieco-sordi. Metodologia e didattica. Atti della sesta settimana estiva nazionale: sordo-ciechi con comportamento autistico, 1983 Servizio di Consulenza Pedagogica. Trento pp , La relazione propone la metodologia e didattica dell'alfabeto digitale malossi. Un metodo di scrittura sulla mano pratico ed agile, utile per chi deve comunicare con i sordociechi. L'autrice ricorda i contatti avuti con Eugenio Malossi e come il suo alfabeto si sia evoluto nel tempo conquistando il favore della popolazione sordocieca in Italia Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Smeets P.M., Ceccarani P., Capodaglio L., Campanari G. Effects of gross motor activities on several self-injurious tantrums of multihandicapped individuals. Applied research in mental retardation. riv. n. 5/4 Pergamon Press Ltd. Oxford U.K. pp , Questa ricerca ha voluto valutare gli effetti dell'attività grosso-motoria su alcuni soggetti pluriminorati che presentavano comportamenti autolesivi. Durante l'indagine di base non è emersa una relazione significativa tra frequenza e situazioni ambientali, ma si è constatato che durante il giorno i soggetti erano occupati in attività di routine che non richiedevano grande impegno fisico. Nel trattamento si è provveduto a sostituire queste con attività grossomotorie affaticanti. I risultati ottenuti dalla ricerca hanno permesso di verificare che i soggetti presentavano un forte calo del repertorio autolesivo e che due di loro ne avevano ridotto anche la durata. 5

7 1985 Articolo Inglese C.I Lancioni G.E, Smeets P.M, Ball T.S., Oliva D. Shaping self-initiated toileting in infants. Journal of Applied behavior Analysis. riv. n. 18/4 Society for Experimental Analysis of Behavior, Inc. Lawrence, Kansas pp , La ricerca mirava ad individuare un metodo per educare i bambini a non dipendere dall'input delle proprie madri per il controllo sfinterico. In un primo momento si è lavorato per creare una stretta associazione tra stimolo corporeo e attività sfinterica sul vasino, successivamente si è passati dall'associazione di aiuto al non aiuto nell'utilizzare il vasino in presenza dello stimolo e nella terza fase si è lavorato sul consolidamento di quest'ultima abilità per l'anticipazione del bisogno. Quattro bambini tra i tre e sei mesi hanno raggiunto un ottimo risultato prima del compimento di un anno di età. Rivista Italiano C.I Nisi A., Ceccarani P., Giacco L. Apprendimento del controllo degli sfinteri. Manuale per genitori e insegnanti di bambini disabili con problemi di enuresi ed encopresi. Disabilità e intervento. Quaderno n 1. Lega del Filo d'oro. Osimo pp. 1-36, Gli autori intendono contribuire concretamente alla formazione di competenze educative e presentano un programma con attenzione più alla pratica che alla teorica. Le strategie proposte, per il raggiungimento del controllo sfinterico in bambini disabili, hanno tutte un preciso fondamento scientifico e, soprattutto, cercano di tenere conto di due quesiti che genitori ed operatori a contatto con bambini disabili propongono quotidianamente: cosa fare e come farlo. Ovviamente il programma proposto dovrà essere adattato alle caratteristiche del singolo bambino ed anche dell'ambiente in cui vive. Articolo Italiano C.I Zavaglia V., Balercia P. Approccio stomatologico al bambino handicappato. Problemi umani, professionali, sociali. Estratto. Studio in collaborazione con la Lega del Filo d'oro. Dental Cadmos. riv. n. 5 Masson. Milano pp , Una presentazione dello studio sull'igiene del cavo orale condotto su pazienti disabili appartenenti alle strutture di riabilitazione del territorio marchigiano compresi il Bignamini e la Lega del Filo d'oro. Con dati alla mano è stato possibile dimostrare che anche i pazienti con problemi mentali o pluriminorati hanno la possibilità di avere un'adeguata igiene senza ricorrere a costosissime attrezzature, basta sensibilizzarsi al problema e organizzarsi per applicare una buona prevenzione e formare i loro familiari e operatori. 6

8 1986 Articolo Italiano C.I Coppa M.M. Le realizzazioni della tifloelettronica per la riabilitazione del non vedente. Il Corriere dei ciechi. riv. n. 36 UIC. Roma pp , Le limitazioni maggiori causate dal deficit visivo riguardano principalmente la difficoltà di muoversi liberamente ed orientarsi nell'ambiente circostante. Tali difficoltà possono essere superate da una oculata ed intelligente applicazione delle tecnologie e dall'apprendimento di strategie per l'utilizzo delle possibilità percettive in senso di vicarianza. L'articolo propone una rassegna di alcune di queste tecniche come la guida ad ultrasuoni e ausili. Relazione Italiano C.I Giacco L. Ruolo dell'insegnante di sostegno per la programmazione educativa, attraverso il gioco. Gioco e handicaps, Gruppo ACEA, 2 incontro, Ancona 20 febbraio Comune di Ancona. pp. 6-9, L'articolo proposto promosso al seminario dalla ludoteca La Nuvola della seconda circoscrizione del Comune di Ancona, mette in luce la necessità di disporre di una figura professionale di insegnante che sia anche animatrice, in quanto, con il fascino del giocare questi operatori dovrebbero porgersi con entusiasmo al gioco del bambino e capire le sue emozioni ludiche. Articolo Italiano C.I Giacco L. La comunicazione del sordo-cieco. L'Arcobaleno. riv. n. 5 Servizio di Consulenza Pedagogica. Trento pp , Il rilievo che viene dato alla comunicazione nell'educazione del bambino sordocieco è notevole, in quanto il possesso di un sistema comunicativo è senz'altro il più importante mediatore per farlo uscire dal suo isolamento. Potrà acquisire abilità cognitive, sociali, di sicurezza e di autosufficienza che concorrono ad aumentare le possibilità di realizzare una corretta interazione con gli altri. Articolo Italiano C.I Nisi A., Carr E.G. I comportamenti problematici sono messaggi: analisi dell'ipotesi. Hd - Handicap e disabilità di apprendimento. riv. n. 12 Learning Press Editrice. Roma pp. 2-9, Quando si parla di problemi di comportamento, si fa di solito riferimento a comportamenti il cui eccesso di frequenza, di intensità o di duratura rende difficile l'apprendimento di nuove abilità, interferisce con l'esecuzione di compiti già appresi o costituisce un potenziale pericolo per lo stesso bambino o per le persone lo accudiscono. L'articolo approfondisce questo aspetto dei comportamenti problematici come ricerca di attenzione, di evitamento per situazioni avversive o come forma di comunicazione. Alcune tecniche come il DRC (rinforzamento Differenziale di comportamenti comunicativi) possono ridurre la frequenza dei comportamenti problematici. 7

9 1987 Articolo Italiano C.I Coppa M.M. Le realizzazioni della tifloelettronica per la riabilitazione del non vedente. Parte seconda. Il corriere dei ciechi. riv. n. 3 UIC. Roma pp. 7-9, L'articolo elenca e descrive alcuni ausili utili per migliorare le abilità di orientamento e deambulazione della persona non vedente. Sono disponibili diversi strumenti elettronici che utilizzano onde radio o raggi laser per dare informazioni di ostacoli a distanza e l'autore ne analizza le caratteristiche per verificare se effettivamente siano fruibili e rispondano alle caratteristiche percettive del non vedente. Articolo Italiano C.I Giacco L. I sistemi di comunicazione non verbale in soggetti pluriminorati o gravemente ritardati. Pedagogia Clinica. riv. n. 2 Omega Edizioni. Torino pp , La condizione di elevata gravità di un soggetto cerebroleso, pluriminorato, o gravemente disabile, costituisce una grande sfida per la riabilitazione. Ricerche e studi sui gravi sono quanto mai scarsi ed inoltre le fasi di recupero dei gravissimi sono essenzialmente lente anche per il raggiungimento di risultati modesti. Queste conquiste, seppur limitatissime, richiedono un notevole dispendio di energie per il soggetto e programmazioni particolareggiate da parte dei servizi. Nella pratica operativa uno degli obiettivi prioritari é l'apprendimento della comunicazione. In questo articolo vengono analizzati e descritti alcuni sistemi comunicativi utilizzati da soggetti disabili gravi: oggettuale, gestuale, i simboli di Carrier, i simboli di Bliss e le rappresentazioni grafico-pittoriche. Articolo Italiano C.I Nisi A., Ceccarani P., Dal Pozzolo R., Dal Pozzolo C. Il bambino e l'autonomia: l'alimentazione. Hd - Handicap e disabilità di apprendimento. riv. n. 17 Learning Press Editrice. Roma pp. 1-48, In questo contributo gli educatori possono trovare uno spunto concreto per la realizzazione del programma quotidiano mirato all'apprendimento delle abilità di autonomia nelle situazioni pasto. Con tecniche facilitanti e utilizzando anche schede di osservazione, è possibile costruire situazioni di indipendenza e abilità per sfruttare al massimo la propria potenzialità, una fonte di grande soddisfazione sia per il bambino, sia per i suoi educatori. La monografia è scritta in modo semplice e riesce a rendere accessibile l'utilizzo del curricolo per le abilità di autonomia nel mangiare anche a persone poco preparate tecnicamente. 8

10 Articolo Italiano C.I Nisi A., Ceccarani P., Dal Pozzolo R., Dal Pozzolo C. Il bambino e l'autonomia: l'abbigliamento. Hd - Handicap e disabilità di apprendimento. riv. n. 20 Learning Press Editrice. Roma pp. 1-24, La costruzione di abilità di autonomia quotidiana deve considerare anche la gestione dell'abbigliamento, intesa come capacità di mettere o togliere autonomamente i principali capi di vestiario, abbottonare, sbottonare, infilarsi le scarpe, togliere il cappello e i guanti. L'apprendimento di queste abilità richiede che il bambino possegga alcune capacità di base o prerequisiti che l'insegnante può rilevare utilizzando delle schede di osservazione. Gli autori propongono un programma educativo che, con i dovuti adattamenti al singolo soggetto, può essere vantaggiosamente applicato con un gran numero di bambini anche gravemente disabili Relazione Italiano C.I Lancioni G.E. Metodi di comunicazione non verbale per individui gravemente ritardati o affetti da plurihandicap. Handicap, Comunicazione e linguaggio. VI Congresso Internazionale CNIS, Bassano del Grappa, novembre, 1987 Juvenilia. Bergamo pp , Ogni educatore vorrebbe portare la persona disabile alla comunicazione orale, alla comprensione e alla produzione di parole o frasi di uso comune. Purtroppo nel ritardo mentale è frequente l'assenza del linguaggio e la relazione diventa complessa se non problematica. In questa relazione sono evidenziate alcune tecniche di comunicazione alternativa al linguaggio e funzionale, come gesti, simboli di Carrier, simboli di Bliss e rappresentazioni grafico-pittoriche. Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Oliva D. A computer-aided programme for promoting unsurvized activities for multihandicapped adolescents. Journal of Mental Deficiency Research. riv. n. 32 Blackwell Scientific Publications. Oxford pp , Si propone l'esito di una ricerca condotta per verificare la fattibilità di programmi che prevedano l'inserimento di ausili elettronici per la supervisione e l'aiuto all'orientamento e mobilità con adolescenti pluriminorati impegnati nello svolgimento di attività che richiedono queste abilità. I risultati ottenuti indicano che la prestazione e la continuità traggono vantaggio da questi programmi e anche il confronto tra costi e benefici promuove la loro utilizzazione. 9

11 Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Oliva D. A computer-aided programme for low-functioning persons: a reply to Odor and Aitken. Journal of Mental Deficiency Research. riv. n. 32 Blackwell Scientific Publications. Oxford pp , L'articolo ripropone lo studio condotto da Odor (1988) e da Aitken (1988) sul programma computer-aided a favore delle persone a basso livello funzionale, e confronta le differenze fra il computer system e la card-system. Vengono approfonditi alcuni aspetti sulla motivazione e sul ricorso al rinforzo esterno, in particolare si prendono in considerazione i vantaggi e le limitazioni di questi programmi. Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Oliva D., Adorni A., Guzzini F., Locatelli M., Spinaci P. Promoting unsupervised activities with low-functioning blind persons: evaluation of a computer-aided program. Behavior Residential Treatment. riv. n. 3/2 John Wiley & Sons Ltd. New York pp , L'articolo descrive un progetto di ricerca che prevedeva la supervisione di attività quotidiane e occupazionali per mezzo di un ausilio informatico. Il sistema computerizzato, programmato per facilitare la locomozione e l'orientamento di quattro persone cieche a basso livello funzionale, provvedeva a proporre le attività attraverso oggetti-segnale e ad indirizzare verso i relativi posti di lavoro per mezzo di informazioni ambientali gestite direttamente dal computer. Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Oliva D., Formica M.M., Rossetti A. Applicability of a Computer-Aided Program To Increase the Occupational Engagement of Low-Functioning Blind Persons. Journal of the Multihandicapped Person. riv. n. 4 Plenum Publishing Corporation. New York pp , Nella ricerca si è voluta verificare l'utilità di un programma computer-aided realizzato per promuovere l'autonomia e la mobilità di persone a basso livello funzionale e con deficit visivo. In particolare si voleva estendere il beneficio dell'ausilio anche a persone con disabilità più grave dei soggetti coinvolti in precedenza e rendere questa tecnica di supervisione in grado di incrementare la loro attività occupazionale. Vengono riportati i dati raccolti su alcuni soggetti, i punti di forza di debolezza di questa applicazione. 10

12 Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Smeets P.M., Oliva D. A computer-aided program to supervise occupational engagement of severely mentally retarded persons. Behavioral residential treatment. riv. n. 3/1 John Wiley & Sons Ltd. New York pp. 1-17, Il presente studio ha preso in considerazione un programma che si avvaleva dell'ausilio del computer per la supervisione e il rinforzamento dell'attività occupazionale di persone gravemente disabili. Il programma ha voluto verificare la possibilità di fornire istruzioni durante il lavoro attraverso prompt pittografici senza la supervisione diretta di operatori. L'esito positivo del disegno sperimentale ha indicato che è possibile far apprendere e mantenere livelli funzionali di autonomia occupazionale a bassi costi. Articolo Italiano C.I Nisi A., Ceccarani P. Il bambino e l'autonomia: l'igiene personale. Hd - Handicap e disabilità di apprendimento. riv. n. 24 Learning Press. Roma pp. 1-44, Gli Autori prendono in considerazione l'igiene, un aspetto dell'autonomia personale di estrema rilevanza per ogni educatore o familiare. In particolare ci si sofferma su quelle pratiche che hanno maggior impatto sociale e ripercussioni sulla salute come lavarsi il viso, le mani, i denti e altre parti del corpo. La costruzione di queste particolari abilità potrà poi diventare autonomia per un bagno completo o per comportamenti come pettinarsi e così via. Si è cercato, soprattutto, di fornire diversi esempi pratici ricavati da programmi già conclusi positivamente e di offrire indicazioni per adattarli al singolo caso, a seconda delle sue caratteristiche e delle sue esigenze. Articolo Italiano C.I Nisi A., Moretti G.M., Ceccarani P. Creatività e tempo libero. La costruzione di un cesto in midollino. Hd - Handicap e disabilità di apprendimento. riv. n. 22 Learning Press Editrice. Roma pp. 1-45, Un lavoro estremamente pratico nel quale vengono illustrati i passi istruzionali di un curricolo per la realizzazione di oggetti in midollino da parte di persone non vedenti o pluriminorate. L'esposizione semplice e graduale consente di adattare il programma ai diversi livelli di difficoltà presentati dalla persona in apprendimento sia di tipo motorio che cognitivo. Il quaderno riporta l'esperienza didattica per l'attività occupazionale maturata negli anni dagli educatori della Lega del Filo d'oro. 11

13 1989 Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Bellini D., Oliva D., Guzzini F., Pirani P. A robot for guiding multihandicapped blind persons to carry out familiar daily activities. Journal of the Multihandicapped Person. riv. n. 2/4 Plenum Publishing Corporation. New York pp , In questo articolo viene presentato un progetto di ricerca realizzato presso la Lega del Filo d'oro per aiutare le persone pluriminorate ad eseguire un lavoro semplice con l'ausilio di un robot programmato per lo spostamento e la mobilità della persona. In base ai risultati ottenuti nella fase sperimentale, vengono valutati sia i costi che le opportunità offerte da questo tipo di ausilio. Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Oliva D., Raimondi D. Teaching two low-functioning deaf-blind persons to cooperate in activities: role of a computer-aided programme. Journal of the Multihandicapped Person. riv. n. 1 Plenum Publishing Corporation. New York pp , Si è voluto ipotizzare un programma di insegnamento con due persone sordocieche a basso livello funzionale per favorire il lavoro cooperativo attraverso un sistema informatizzato (computer-aied programme). Sono stati ottenuti buoni risultati nell'esecuzione di attività occupazionali e quotidiane. Gli autori avanzano alcune ipotesi per migliorare e mantenere nel tempo i risultati ottenuti. Articolo Inglese C.I Lancioni G.E., Oliva D., Raimondi D., Ciattaglia F. Occupational engagement of low-functioning individuals: extending the applicability of a computer-aided programme. Journal of mental Deficiency Research. riv. n. 33 Blackwell Scientific Publications. Oxford pp , La ricerca riporta gli esisti di uno studio che ha voluto migliorare le possibilità offerte da un programma di supervisione per attività quotidiane e occupazionali per mezzo di un sistema informatizzato. Il programma computer-aied, ideato per controllare elettronicamente le attività e facilitare movimento e orientamento delle persone cieche a basso livello funzionale, provvedeva a proporre l'attività attraverso oggetti-segnale ed a indirizzare la persona verso i luoghi di lavoro assegnati. In questa nuova ricerca si è cercato di allungare i tempi di occupazione di circa 30 minuti. 12

14 Articolo Italiano C.I Nisi A., Ceccarani P. Al di là delle parole. Sistemi di comunicazione per bambini con gravi difficoltà di linguaggio. Hd - Handicap e disabilità di apprendimento. riv. n. 30 Learning Press Editrice. Roma pp. 1-44, Anche nelle situazioni di ogni giorno si ricorre spesso a forme di comunicazione non verbale, infatti anche gesti o espressioni svolgono una funzione analoga a quella verbale. I bambini con difficoltà gravi nel linguaggio possono ricorrere a codici personalizzati per esprimere richieste o stati d'animo verso le persone importanti per loro. Gli autori sviluppano i vari passaggi di un programma che permette di scegliere ed insegnare modalità comunicative non verbali adattandole alle caratteristiche individuali della persona con difficoltà di linguaggio. Articolo Italiano C.I Nisi A., Ceccarani P. I linguaggi alternativi. Metodi non verbali di comunicazione. Hd - Handicap e disabilità di apprendimento. riv. n. 32 Learning Press Editrice. Roma pp. 1-44, Gli autori analizzano in modo approfondito l'argomento dei sistemi comunicativi alternativi a quello verbale. Si tratta di modalità efficaci non molto conosciute, che vanno incontro alle esigenze delle persone con gravi disabilità, dal ritardo mentale ai disturbi neuromotori fino alle pluridisabilità sensoriali come la sordocecità. I metodi ed i programmi esposti in questo articolo andranno, ovviamente, adattati alle caratteristiche del singolo individuo. In particolare si segnala la presentazione di un programma individualizzato realizzato con l'inserimento di calendari funzionali per comunicare la sequenza di eventi quotidiani. Articolo Italiano C.I Zagaglia V., Roncati Parma M., Fedeli P., Nori A., Balercia P. Sperimentazione di un collutorio in pazienti disabili. Igiene e prevenzione. Il dentista Moderno. riv. n. 10 UTET Libreria. Torino pp. 1-10, L'articolo riporta uno studio eseguito su di un gruppo di soggetti pluriminorati psicosensoriali tra i 7 e i 14 anni scelti a campionamento casuale tra quelli presenti nell'istituto della Lega del Filo d'oro. I ricercatori dell'ospedale Regionale Umberto I di Ancona hanno voluto individuare strategie di prevenzione e profilassi della placca interdentale in soggetti disabili. L'igiene orale in queste persone è spesso difficile da conseguire e il comportamento verso la pulizia dei denti è spesso passivo se non addirittura oppositivo. Per questo motivo l'obiettivo va raggiunto con metodi integrativi di facile impiego, come l'utilizzo del collutorio indicato dagli autori. 13

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