CORSO DI FORMAZIONE PER ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO 12 ore (secondo il D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. in applicazione del DM 15/07/2003 n.

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1 CORSO DI FORMAZIONE PER ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO 12 ore (secondo il D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. in applicazione del DM 15/07/2003 n. 388) MODULO B

2 Acquisire conoscenze generali sui traumi in ambienti di lavoro 2

3 NOZIONI ELEMENTARI SULL APPARATO SCHELETRICO 3

4 Apparato scheletrico Lo scheletro è l impalcatura sulla quale si regge il nostro corpo; è costituto da poco più di duecento ossa, che in vario modo si articolano tra loro e, grazie anche ai muscoli che si ancorano a tali distretti, ci consentono di muoverci secondo la nostra volontà. L insieme costituito da: ossa - articolazioni - muscoli viene denominato Apparato locomotore 4

5 Segue Apparato scheletrico LE OSSA Costituite da calcio e fosforo, rappresentano la struttura più dura e resistente dell organismo umano. Proprio per tale motivo, le ossa svolgono un azione importantissima, quale quella di proteggere: cervello e cervelletto (con la scatola cranica) cuoreepolmoni (con la gabbia toracica) midollo spinale (con la colonna vertebrale) 5

6 Segue Apparato scheletrico CARATTERISTICHE DELLE OSSA Ossa lunghe (femore, tibia, omero, etc.) sono caratterizzate da una parte lunga che costituisce il corpo dell osso, e da due parti periferiche, arrotondate, impegnate ad articolarsi con altre ossa vicine. Ossa corte (vertebre, ossa della caviglia, etc.) sono uguali le dimensioni di larghezza e lunghezza. Ossa piatte (scapola, ossa parietali, osso occipitale, etc) lo spessore è inferiore alla lunghezza ed alla larghezza. 6

7 Segue Apparato scheletrico La colonna vertebrale RACHIDE La colonna vertebrale, deve proteggere il midollo spinale, e sostenere il peso delcapoedeltronco. Deve inoltre potersi flettere, lateroflettere e ruotare, realizzando all'occorrenza una struttura sia rigida che elastica. Le vertebre in numero di sono raggruppate in 7 cervicali, 12 dorsali o toraciche, 5 lombari, 5 sacrali e 4-5 coccigee. 7

8 Segue Apparato scheletrico I muscoli Ancorati alle varie strutture ossee tramite i tendini, modellano l impalcatura ossea, consentendo ai vari distretti articolari di compiere i movimenti stessi. Inoltre, i muscoli consentono anche di ammortizzare la violenza dell impatto nel caso dell urto di un arto contro una superficie dura, evitando in tal modo conseguenze più gravi a carico delle ossa dell arto stesso. I muscoli, costituiti da fasci di fibre che lo percorrono lungo il proprio asse maggiore, sono specializzati ad effettuare solo un certo tipo di movimento: flessione, estensione, pronazione, supinazione, rotazione, etc. Se un muscolo, detto agonista, si contrae, un altro muscolo, detto antagonista, si rilascia, consentendo il movimento voluto in quel momento in quel determinato distretto articolare. 8

9 Segue Apparato scheletrico 9

10 TRAUMI MUSCOLARI, OSSEI ED ARTICOLARI Definizioni Contusione: lesione di fibre muscolari, ma non solo, senza rottura della cute soprastante, accompagnato da stravaso di sangue di colore scuro(ematoma) che può essere superficiale(visibile) o profondo(intramuscolare). Distorsione: lesione di un articolazione con minimo spostamento temporaneo delle estremità delle ossa che costituiscono l articolazione e stiramento o lesione della capsula e/o dei legamenti. 10

11 Segue Definizioni Lussazione: spostamento permanente delle estremità ossee articolari dalla loro sede (capsula), con lesione dei legamenti che le fissano (più frequenti sono spalla, gomito, pollice e mandibola). Frattura: rotturadiunossoindueopiùparti.lafratturapuòessere: composta: senza spostamento dei frammenti ossei; scomposta:con spostamento dei frammenti ossei; esposta: l estremità dell osso rotto(moncone) viene a contatto con l esterno. 11

12 Segue Traumi muscolari, ossei ed articolari CONTUSIONE E DISTORSIONE Sintomi riferiti e segni visibili: Dolore vivo e costante, non così intenso da impedire il movimento ma solo limitarlo. Gonfiore immediato. Ematomi o stravasi ematici scuri sottocutanei. 12

13 Segue Contusione e Distorsione Cosa fare: Mettere a riposo l articolazione. Limitarne i movimenti con una fasciatura stretta. Applicare borsa del ghiaccio o impacchi freddi. Posizione antalgica dell arto. 13

14 Segue Traumi muscolari, ossei ed articolari LUSSAZIONE Fuoriuscita dell osso di un articolazione dalla sede Sintomi e segni obiettivi Dolore intenso tale da impedire ogni movimento (articolazione fissa in posizione anomala). Articolazione visibilmente deformata. Gonfiore e possibile successivo stravaso di sangue superficiale e scuro. 14

15 Segue Lussazione Cosa fare: Non tentare di allineare i capi ossei nella loro posizione originaria; immobilizzare con imbottiture e bendaggi l articolazione nella posizione più confortevole per l infortunato, rispettando la posizione assunta dopo il trauma (per il trasporto in ospedale, se autorizzati da C.O.118); controllare se ci sono ferite o emorragie; non tentare reinserimenti; trovare la posizione meno dolorosa per la vittima; raffreddare con ghiaccio rapido; immobilizzare o sostenere l arto. 15

16 Segue Traumi muscolari, ossei ed articolari FRATTURE Sintomi e segni obiettivi: Dolore intenso, vivo che si accentua ad ogni minimo movimento. Gonfiore e, successivamente, stravaso superficiale, scuro di sangue. Ferita lacero contusa della cute soprastante(non sempre). 16

17 Segue Fratture Cosa fare: spostare l infortunato solo se necessario(imminente pericolo di vita); mettere nella posizione più confortevole; aspettare i soccorsi; in caso di spostamento agire con cautela; immobilizzare l arto fratturato solo in caso di necessità di spostamento dal luogo dell infortunio e trasportare l infortunato bloccando l articolazione a monteeavalledellalesione; si deve impedire ogni movimento senza compromettere la circolazione sanguigna e senza allineare. 17

18 Segue Fratture TRATTAMENTO - controllare la presenza di: - ferite, emorragie; - traumi alla testa o alla colonna vertebrale; - trovare la posizione meno dolorosa per la vittima; - raffreddare con ghiaccio rapido: - immobilizzare con stecche. 18

19 Segue Fratture FRATTURE DEL BACINO O DEL FEMORE - non muovere l infortunato FRATTURE ESPOSTE - non spostare le ossa fuoriuscite - bloccare l emorragia a monte - non steccare 19

20 POLITRAUMA Definizione: lesione a carico di due o più distretti corporei (es. frattura di femore e trauma cranico). Segni obiettivi(visibili): ferite, emorragie esterne e interne, deformazioni di parti anatomiche, pallore, sudorazione fredda, polso frequente e difficilmente reperibile, stato confusionale, incoscienza e arresto cardiocircolatorio. 20

21 Segue Politrauma Una lesione della colonna vertebrale può coinvolgere solo la struttura ossea oppure può interessare il midollo spinale contenuto all interno del canale vertebrale. Sospettare questa lesione se: l infortunato lamenta dolore alla schiena; se lamenta formicolio, scosse elettriche, senso di caldo o freddo alle estremità; se è caduto in piedi da un altezza superiore ai 4 metri; se ha riportato trauma cranico e/o facciale al di sopra della clavicola. 21

22 Segue Politrauma L assenza del dolore non esclude che vi possa essere una lesione della colonna. 22

23 Segue Politrauma Cosa NON fare: non spostare mai l infortunato, se non in caso di imminente pericolo di vita nondaredabere non mettere in posizione di sicurezza anche se è incosciente (mantenere fuori o di lato la lingua con la garza) N.B: in presenza di infortunato, privo di coscienza, senza avere testimonianze dell accaduto, comportarsi come se fosse un politraumatizzato 23

24 Segue Politrauma Cosa fare: allertare immediatamente C.O. 118; risalire alla dinamica dell incidente; valutare le funzioni vitali(coscienza, respirazione, circolo); effettuare la chiamata di soccorso e attendere, non lasciando solo l infortunato; monitorare i parametri vitali e, se necessario, iniziare le manovre rianimatorie; tamponare le eventuali emorragie esterne; mantenere sempre la colonna in asse neutro (sospettare sempre una lesione) nel caso sia indispensabile muovere il paziente (per immediato pericolo di vita o per effettuare manovre rianimatorie) agendo in più soccorritori. 24

25 La persona traumatizzata PERCHE NON SI DEVE RIMUOVERE In caso di frattura i monconi ossei possono spostarsi provocando ulteriori lesioni di nervi, muscoli o vasi sanguigni. Se è stata colpita la colonna vertebrale, potrebbe venire lesionato il midollo spinale con conseguente perdita della sensibilità o paralisi delle parti del corpo sottostanti la lesione. 25

26 FRATTURA ESPOSTA FERITA DA CORPO ESTRANEO 26

27 Ferita profonda al torace 1. Chiamare il 118 quando vi è rischio di emorragia interna. 2. Indossare i guanti. 3. Coprire la ferita con garze sterili. 4. Coprire l infortunato con il telo. 5. Tenere sotto controllo stato di coscienza, respirazione e circolazione. COSA NON FARE Non rimuovere corpi estranei Non versare disinfettanti 27

28 Ferita lieve 1. Risciacquare sotto l acqua corrente. 2. Indossare i guanti. 3. Versare acqua ossigenata sulla ferita possibilmente dal centro verso l esterno. 4. Disinfettare solo la cute sana attorno alla ferita, dal centro verso l esterno, con disinfettante e usando garze sterili. 5. Applicare la medicazione. 6. Raccomandare di verificare lo stato della vaccinazione antitetanica. 7. Se la ferita è profonda o lunga più di 1,5 cm (o vi sono corpi estranei conficcati) trasportare l infortunato in Ospedale. COSA NON FARE Non usare cotone, polvere antibiotica, alcool Non usare il disinfettante direttamente sulla ferita 28

29 Ferita con oggetto conficcato OGGETTO PICCOLO 1. Immobilizzare l oggetto. 2. Indossare i guanti. 3. Trasportare l infortunato in ospedale. OGGETTO VOLUMINOSO 1. Chiamare il Tenere fermo l oggetto. 3. Tranquillizzare l infortunato. 4. Attendere l arrivo dei soccorsi. Se vi è emorragia attuare pressione manuale su entrambi i lati dell oggetto COSA NON FARE Non parlate sopra la ferita. Non usare cotone, polvere antibiotica, alcool. Non usare il disinfettante direttamente sulla ferita. 29

30 Traumi gravi agli arti GAMBA 1. Tagliare i vestiti. 2. Applicare il ghiaccio. 3. Chiamare il 118 per il trasporto in ospedale. BRACCIO 1. Tagliare i vestiti e togliere costrizioni 2. Immobilizzare 3. Applicare ghiaccio 4. Trasportare in ospedale COSA NON FARE Non tentare di raddrizzare l arto Non togliere le scarpe Se vi sono ferite o ossa sporgenti: indossare i guanti ed applicare garze sterili 30

31 Contusione 1. Applicare ghiaccio. 2. Se interessa una articolazione bisogna immobilizzare. 3. Trasportare l infortunato in ospedale. COSA NON FARE Non massaggiare. Non tentare di sistemare l articolazione. 31

32 Traumi multipli NON COSCIENTE CON RESPIRAZIONE E CIRCOLAZIONE ASSENTI 1. Verificare respirazione e circolazione 2. Se assenti posizionare l infortunato tenendo allineati testa, tronco e gambe. 3. Indossare i guanti. 4. Liberare le vie respiratorie. 5. Effettuare la rianimazione cardiopolmonare. SE VOMITA 1. Immobilizzare la testa. 2. Tranquillizzare l infortunato. 3. Coprire l infortunato con il telo. COSA NON FARE Non tamponare sangue o liquido che fuoriesca da orecchio, naso o bocca. 32

33 Cadute dall alto - Schiacciamento In caso di contusione cranica associata a vertigini, sonnolenza, confusione mentale, nausea, vomito, perdita di coscienza, fuoriuscita di sangue o liquido chiaro da orecchio, naso o bocca, formicolii, paralisi: 1. Chiamare il Lasciare l infortunato nella posizione in cui si trova. 3. Indossare i guanti. 4. Liberare le vie respiratorie. COSA NON FARE Non tamponare sangue o liquido che fuoriesca da orecchio, naso o bocca. 33

34 Trauma cranico COSCIENTE 1. Immobilizzare la testa. 2. Tranquillizzare l infortunato. 3. Coprire l infortunato con il telo. NON COSCIENTE 1. Verificare respirazione e circolazione. 2. Se assenti posizionare l infortunato tenendo allineati testa, tronco e gambe. 3. Indossare i guanti. 4. Liberare le vie respiratorie. 5. Effettuare la rianimazione cardiopolmonare. COSA NON FARE Non togliere le scarpe. 34

35 Traumi Oculari Cause: traumi diretti, contusione, corpi estranei anche penetranti, sostanze chimiche. Agenti chimici e corpi estranei non penetranti: Lavare abbondantemente (soluzione fisiologica sterile o acqua da rubinetto). Far chiudere l occhio ferito, coprirlo con una garza e fissare con bendaggio o cerotto. In caso di contusione, impacchi freddi non compressivi. Corpi estranei penetranti: Appoggiare garza sterile su entrambi gli occhi e fissarla con bendaggio o cerotto. 35

36 Lesioni Oculari COSA FARE 1. Raccomandare di evitare di strofinare gli occhi. 2. Se c è stato contatto con sostanze chimiche praticare abbondante lavaggio esterno. 3. Praticare il lavaggio oculare per minuti. 4. Coprire entrambi gli occhi con garze senza premere. 5. Trasportare l infortunato in ospedale. COSA NON FARE Non tentare di rimuovere oggetti penetrati (ad es. schegge). Non tentare di rimuovere lenti a contatto. Non applicare collirio. Evitare di far aprire e chiudere forzatamente le palpebre. 36

37 Lavaggio oculare Per il lavaggio oculare: 1.riempire di acqua potabile una siringa priva di ago 2.far ruotare di lato la testa 3.tenere aperte le palpebre 4.lavare l occhio dal lato nasale verso l esterno, premere stantuffo siringa 5.ripetere l operazione per minuti 37

38 Lesioni agli Orecchi Ferite da corpi estranei (rimasti penetrati) - NON rimuovere gli oggetti penetrati; - proteggere con garze senza premere; -chiamare il 118. TRATTAMENTO - NON spostare e NON rimuovere il corpo estraneo. -NON muovere e NON steccare. Bloccare l emorragia: comprimere a monte dell amputazione; utilizzare un laccio emostatico. lavare con soluzione fisiologica bloccare l oggetto per evitare spostamenti 38

39 Perdita traumatica di un dente 1. Indossare i guanti. 2. lavare il dente sotto l acqua corrente. 3. Posizionare il dente sotto la lingua dell infortunato. 4. Trasportare l infortunato in ospedale. 5. Se l emorragia prosegue tamponare con garza e far mordere garze. COSA NON FARE Non strofinare il dente. Non staccare il dente mobile. 39

40 Acquisire conoscenze generali sulle patologie specifiche in ambiente di lavoro 40

41 Sintomi: CONGELAMENTO dolore, arrossamento poi comparsa di bolle di liquidi sieroematico ed infine gangrena. Cosa fare: Togliere con delicatezza gli abiti stretti e bagnati. Coprire con telo isotermico o se possibile spostare in luogo riscaldato o al riparo dal freddo. Controllare il respiro. Fare bere bevande tiepide ma niente alcool. NON frizionare. NON applicare fonti di calore dirette. 41

42 USTIONI Definizione: lesione della cute e delle mucose con perdita delle funzioni di protezione, termoregolazione. Cause: fonti di calore e sostanze chimiche(acide o alcaline). Danni: perdita di liquidi e sali con disidratazione e infezioni. 42

43 Segue Ustioni Gravità: superficie corporea interessata (regola del 9), profondità (grado), sede della lesione, natura agente ustionante. Estensione (regola del 9): Testa 9% Torace anteriore 18% Torace posteriore 18% Arti superiori (9% + 9%) Arti inferiori (18% + 18%) Zona genitale 1% 43

44 Segue Ustioni Profondità (gradi): 1 grado: coinvolge gli strati più superficiali: si evidenzia con eritema(arrossamento). 2 grado: comparsa di flittene (bolle piene di liquido sieroso). 3 grado: carbonizzazione dei tessuti. 44

45 Segue Ustioni Cosa fare: allontanare l agente ustionante: chimico: versare abbondantemente acqua sulla lesione, sfruttando l effetto meccanico del getto d acqua; fonte di calore: spostare l infortunato dalla fonte; abiti in fiamme: versare dell acqua, usare coperte o indumenti di lana, non utilizzare estintori. Lavare abbondantemente con acqua. 45

46 Segue Ustioni In presenza di bolla (flittene), non va mai bucata per il pericolo di infezioni. Togliere gli abiti con cautela: solo se facilmente tagliabili, mai sfilarli, mai se sono attaccati alla lesione cutanea. Coprire la lesione con garza sterile. Usare i guanti. Non applicare pomate e medicamenti. 46

47 USTIONI LOCALIZZATE USTIONI LIEVI - bagnare a lungo con acqua o soluzione fisiologica USTIONI ESTESE - bagnare con acqua pulita o soluzione fisiologica - NON toccare l'ustione - proteggere con un telo sterile senza premere - chiamare il 47

48 USTIONE SUPERFICIALE 48

49 RISCHI USTIONI PROFONDE Infezione Shock TRATTAMENTO -chiamare immediatamente il - controllare il respiro - prevenire le infezioni: -NON toccare le ustioni - NON bagnare - coprire con telo sterile - prevenire lo shock con un telo isotermico 49

50 USTIONE PROFONDA 50

51 Colpo di sole Respiro affannoso, mal di testa, vertigini, crampi muscolari, arrossamento del viso 1. Trasportare l infortunato in luogo fresco e ventilato. 2. Togliere i vestiti. 3. Fare spugnature con acqua fresca. 4. Dare da bere acqua. 5. valutare lo stato generale e la gravità delle ustioni. a) Trasportare in ospedale. b) Se perde coscienza chiamare il 118. c) Tenere sotto controllo respirazione. 51

52 Colpo di Calore SINTOMI - pelle fredda, viso pallido TRATTAMENTO - spostare in luogo fresco - togliere i vestiti umidi - raffreddare con impacchi sulla fronte -fare bere acqua ma non alcolici - controllare il respiro 52

53 FOLGORAZIONE Definizione: Scarica accidentale di una corrente elettrica sull organismo umano (nell uso comune detta scossa o scossa elettrica), che può avere effetto mortale o essere causa di ustioni, di disturbi del ritmo cardiaco (fibrillazione), di lesioni degenerative dei muscoli e del sistema nervoso. 53

54 In caso di folgorazione I POSSIBILI EFFETTI SONO: 1. Contrazioni muscolari: nei casi più gravi determinano proiezione a distanza dell infortunato ovvero l impossibilità di staccarsi dal conduttore. 2. Arresto respiratorio: per contrazione persistente dei muscoli o per paralisi dei centri nervosi che presiedono alla funzione respiratoria. 3. Arresto cardiaco, aritmia: per interferenza sul sistema elettrico del cuore. 54

55 Segue I possibili effetti IN QUESTI CASI PRATICARE SUBITO LA RIANIMAZIONE USTIONI nel punto di contatto (molto profonde in caso di alta tensione). TRAUMI per proiezione a distanza o caduta a seguito di perdita di coscienza. La gravità degli effetti sul corso è in relazione a tipo di corrente: la corrente alternata è più pericolosa di quella continua; intensità e durata del contatto: solo intensità e durata appropriate producono uno stimolo elettrico pericoloso; percorso della corrente: è più pericolosa se passa attraverso il cuore, il tragitto più pericoloso è mano sinistra-torace; stato della pelle: dove la pelle è più sottile o bagnata o sudata o presenta ferite la resistenza è minore. 55

56 Segue Folgorazione. Cosa fare: Togliere la corrente Se non è possibile togliere la corrente, staccare l infortunato dalla fonte di corrente, proteggendo se stessi isolandosi: salire su asse di legno, stoffa o giornali asciutti allontanare l infortunato dalla sorgente con un bastone di legno, cinture di cuoio Se la corrente è ad alta tensione non avvicinarsi entro i 30 metri dall infortunato e non intervenire. 56

57 Segue Folgorazione Cosa fare dopo aver staccato dalla corrente l infortunato Controllare coscienza, respiro, circolo (polso). Se è in arresto cardio-respiratorio iniziare le manovre di rianimazione. Se respira e il cuore batte: metterlo in posizione di sicurezza, continuando a controllare cuore e respiro. Coprire l eventuale presenza di un ustione (contatto con il cavo elettrico) solo con garze sterili. 57

58 Segue Cosa fare. Chiamare il 118. Collocare, se possibile, l infortunato in luoghi freschi e ventilati. Spogliarlo e spruzzargli o immergerlo in acqua fresca fare applicazioni di impacchi di ghiaccio. Sorvegliare continuamente il malato e rilevare la temperatura cutanea. Attendere i soccorsi. 58

59 INTOSSICAZIONI E AVVELENAMENTI Ministero della salute - Centri Antiveleni 59

60 AVVELENAMENTO DA INGESTIONE DI PRODOTTI CHIMICI COSCIENTE 1. Trasportare in ospedale. 2. Se ha difficoltà respiratorie o convulsioni chiamare il 118 NON COSCIENTE 1. Verificare respirazione e circolazione. 2. Chiamare il 118. COSA FARE Seguire SOLOle indicazioni di: - schede di sicurezza; - etichette del prodotto; -personale del 118. COSA NON FARE Non provocare il vomito. Non fare bere. 60

61 ESEMPIO DI ETICHETTA PER PRODOTTI PERICOLOSI 61

62 ESEMPIO DI ETICHETTA PER PRODOTTI PERICOLOSI ESEMPIO DI AVVERTENZA NON PROVOCARE VOMITO 62

63 Segue Intossicazioni Fattori da considerare: Sintomi Sostanza in causa Modalità di intossicazione 63

64 Segue Intossicazioni Cosa fare: Valutare lo stato di coscienza Valutare ed eventualmente ripristinare le funzioni vitali Anamnesi e valutazione dei sintomi Raccogliere informazioni sulla natura e tossicità della sostanza(tipo di sostanza, dose, modalità di assunzione) Chiamare il centro antiveleni e decidere insieme i primi interventi efficaci per ridurre l assorbimento del tossico 64

65 Segue Intossicazioni COSCIENTE 1. Trasportare in ospedale. 2. Se ha difficoltà respiratorie o vertigini o vomito chiamare il 118. NON COSCIENTE 1. Verificare respirazione e circolazione 2. Chiamare il Con respirazione assente effettuare la rianimazione Riepilogando PROTEZIONE DEL SOCCORRITORE soccorrere la vittima solo se è possibile senza respirare le esalazioni. Fare attenzione a non causare scintille e bloccare al più presto la fonte di emissione COSA FARE 1. Allontanare l infortunato e far respirare aria pulita 2. In ambiente chiuso e saturo di gas utilizzare respiratore ed allertare un altro soccorritore 3. Identificare la sostanza pericolosa 4. Togliere gli indumenti impregnati 5. Controllare lo stato di coscienza 6. Seguire le indicazioni di: schede di sicurezza etichette del prodotto, personale del

66 Segue Intossicazioni Ingestione Cosa fare: NON indurre il vomito (sostanze caustiche, corrosive) in quanto potrebbe: estendere il danno; determinare inalazione del tossico in caso di incoscienza; ridurre l assorbimento del tossico: carbone attivo; NONdaredabere; NON usare latte come antidoto (può aumentare l assorbimento del tossico) 66

67 Segue Intossicazioni Inalazione Cosa fare: Prima di intervenire auto-proteggersi(mascherina) Allontanare il tossico o il paziente dall ambiente contaminato Assicurarsi la pervietà delle vie aeree Somministrare ossigeno Se è in arresto cardio-circolatorio, iniziare il B.L.S. 67

68 Segue Intossicazioni Contatto cutaneo Cosa fare: Lavare abbondantemente con acqua. Togliere gli indumenti contaminati solo se non attaccati alla cute sottostante lesionata. Coprire con garze sterili e fasciare. 68

69 Puntura d insetti 1. Eliminare il pungiglione raschiando con un cartoncino o togliere con pinzetta. 2. Eliminare eventuali costrizioni. 3. Applicare ghiaccio. 4. Indossare guanti. 5. Disinfettare. 6. Tenere in osservazione per ½ ora. 7. Se è allergico, se si gonfia molto, se l insetto è stato inghiottito, se le punture sono numerose: chiamare il

70 Puntura di zecca 1. Indossare guanti. 2. Estrarre la zecca con una pizzetta. 3. Per estrarre, tenere la pinzetta verticalmente, il più vicino possibile alla pelle ed eseguire movimenti rotatori. 4. Disinfettare. 5. Se parte della zecca rimane conficcata: trasportare in ospedale. 70

71 FERITE Definizione: lesione della pelle o delle mucose che, in seguito ad un trauma, perde l integrità. Conseguenze: emorragia ed infezione. 71

72 Segue Ferite Tipo di ferite: Escoriazioni: da corpo ruvido. Abrasioni: da corpo tagliente che agisce tangenzialmente. Ferite da punta: aghi, chiodi, punteruoli; poco estese ma profonde. Ferita da taglio: può sanguinare molto. Ferita lacero/contusa: da strappo, margini irregolari, poco sanguinante, ma ad alto rischio di infezioni. 72

73 Segue Ferite Cosa fare per lesioni superficiali Usare i guanti. Scopo: limitare le infezioni Lavare possibilmente con acqua fisiologica sterile e con detergente non aggressivo(sapone). Pulire e disinfettare (acqua ossigenata o disinfettanti tipo Cytrosil; MAI usare alcool) con un movimento centrifugo che va dalla ferita verso l esterno. Medicare la ferita con garze sterili o cerotto. Se sanguina leggermente, mettere per qualche minuto sotto l acqua fredda corrente. 73

74 Segue Ferite Cosa fare per lesioni estese, da corpo estraneo penetrante Scopo: controllare l emorragia Non estrarre mai il corpo estraneo. Coprire con garza possibilmente sterile. Immobilizzare il corpo estraneo sporgente dalla ferita con imbottitura a ciambella e bendaggio. 74

75 Ferita da taglio Ogni ferita, anche piccola, va disinfettata seguendo le istruzioni: 1. lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone oppure con alcool denaturato; 2. lavare i margini della ferita con acqua pura e sapone, servendosi della garza per allontanare il terriccio, la polvere, le schegge, ecc.; in mancanza di acqua, lavare la pelle intorno alla ferita con cotone idrofilo imbevuto di alcool; disinfettare sempre i margini della ferita; 3. lasciare uscire dalla ferita alcune gocce di sangue e poi asciugare con garza; 4. versare sulla ferita acqua ossigenata, coprire con garza sterile, mai con ovatta; appoggiare sopra la garza uno strato di ovatta, fasciare con una benda di garza e fissare con cerotto (se si tratta di piccola ferita, in luogo della fasciatura, fissare mediante appositi cerotti); 5. se la ferita presenta margini irregolari e contusioni, se è sporca di terra, chiedere subito al medico per l iniezione antitetanica. 75

76 Ferita con emorragia grave 1. Chiamare il Nel caso di braccia o gambe: sollevare l arto sopra il livello del cuore. 3. Indossare i guanti. 4. Applicareunagarzasoprailpuntodifuoriuscitae comprimere manualmente per 10 minuti. 5. Se l emorragia ad un arto non si arresta: applicare il laccio emostatico monte della ferita più vicino possibile alla radice dell arto annotando l ora di applicazione. COSA NON FARE Non sollevare in caso di sospetta frattura Non disinfettare Non allentare il laccio emostatico 76

77 Ferita profonda all addome 1. Chiamare il 118 quando vi è rischio di emorragia interna. 2. Indossare i guanti. 3. Coprire la ferita con garze sterili. 4. Coprire l infortunato con il telo. 5. Tenere sotto controllo stato di coscienza, respirazione e circolazione. COSA NON FARE Non rimuovere corpi estranei. Non versare disinfettanti. 77

78 DEFINIZIONE L EMORRAGIA Fuoriuscita del sangue dai vasi sanguigni EMORRAGIA ESTERNA Il sangue può fuoriuscire direttamente all esterno. EMORRAGIA INTERNA Il sangue che esce dai vasi si può raccogliere nelle cavità corporee, come cranio, torace, addome. EMORRAGIE ESTERIORIZZATE Avvengono all interno di cavita corporee collegate con l esterno (tubo digerente, naso, orecchio, polmone). La gravità dipende dalla sede e dalla quantità di sangue perso. 78

79 EMORRAGIE INTERNE (generalmente nel politrauma) Sospettabile quando il politraumatizzato ha freddo, la pelle è pallida, fredda e sudata, e i polsi periferici difficilmente percepibili. Cosa fare: Non spostare l infortunato. Coprirlo con una coperta. Attivare quanto prima i soccorsi. 79

80 Emorragie Interne Trauma Cranico Accertamento Il sospetto nasce da: - dinamica dell'incidente; - stato di shock; - punti dolenti indicati dall infortunato. Trattamento - chiamare immediatamente il - se non c è immediato pericolo di vita: NON muovere - sospettare sempre lesioni alla colonna; - controllare: stato di coscienza e respiro; - emorragie da naso e orecchi: lasciare defluire. 80

81 Le emorragie esterne si possono distinguere anche in: ARTERIOSE VENOSE CAPILLARI in genere il sangue è rosso vivo ed esce a zampillo in maniera sincrona con l azione di pompa del cuore; il sangue è scuro e fuoriesce lentamente senza una grande pressione; il sangue si spande lentamente; non è grave, anche se non viene trattata. 81

82 I metodi per fermare l emorragia sono: 1) LA COMPRESSIONE DIRETTA SULLA FERITA 2) LA COMPRESSIONE INDIRETTA SUI PUNTI DI COMPRESSIONE 3) UTILIZZO DEL LACCIO EMOSTATICO 82

83 Segue Emorragie esterne 1) LA COMPRESSIONE DIRETTA utilizzabile sia per emorragie arteriose che venose Infilare i guanti(eventualmente occhiali) e applicare un tampone di garza sterile sulla ferita(con i guanti!). Far sedere o sdraiare l infortunato. Comprimere con forza ponendo una fascia sopra il tampone. In caso di emorragia ad un arto: sollevare l arto per ridurre il flusso (punto di compressione). Non togliere mai il bendaggio o il tampone fino all arrivo in ospedale. 83

84 Segue Emorragie esterne Incasodiemorragieagliartidamedio/grossivasisenonè sufficiente il tamponamento sulla ferita, aggiungere quello a monte: prima della ferita o alla radice dell arto. 84

85 Segue Emorragie esterne 2) LA COMPRESSIONE INDIRETTA per emorragie arteriose 85

86 Segue La compressione indiretta per emorragie arteriose 86

87 Segue Emorragie esterne 3) LACCIO EMOSTATICO Puòessereevaapplicatosoloalivellodegliarti: quando la doppia compressione (sulla ferita e a monte) non sono sufficienti; nel caso di perdita anatomica di una grossa parte e amputazione di un arto. Nell emorragia arteriosa: va messo a monte di una ferita, in modo da premere l arteria contro un osso. Nell emorragia venosa: va messo a valle della ferita. 87

88 Segue Laccio emostatico Cosa usare: materiale morbido, resistente, poco elastico (stoffa) e sufficientemente lungo da permettere la regolazione della stretta e sufficientemente largo da non penetrare. NON utilizzare un laccio in gomma tubolare Utilizzare un bracciale a pressione Oppure un laccio a cinghia regolabile 88

89 Segue Laccio emostatico TIPI DI LACCI EMOSTATICI a cinghia tubolare pneumatico (normalmente utilizzato per la prova della pressione) 89

90 Segue Laccio emostatico Tempi di applicazione Puòesserelasciatoinlocoperunmassimodicirca15minuti (oltre i 40 minuti necrosi irreversibile). Se i soccorsi non arrivano entro i limiti di tempo suddetti, non togliere bruscamente ma allentare lentamente lasciandolo in loco per stringerlo subito dopo, da ripetere con una frequenza massima non superiore ai 15 minuti. N.B.: evidenziare sempre la presenza del laccio e l ora di applicazione; se possibile non togliere il laccio fino all arrivo inps. 90

91 Segue Laccio emostatico ANNOTAZIONE DELL ORARIO DI APPLICAZIONE DI UN LACCIO EMOSTATICO 91

92 ALCUNE EMORRAGIE NON VANNO FERMATE: Fuoriuscita di sangue dalle orecchie(otorragia). Se possibile, ruotare il soggetto in modo da far uscire liberamente il sangue. Chiamare il 118 Fuoriuscita di sangue dalla bocca (emottisi, ematemesi, ecc.). 92

93 EPISTASSI Dopo aver escluso un trauma cranico (segno di emorragia cerebrale!!!): Far sedere la persona e non sdraiarla; far piegare in avanti la testa; comprimere il naso alla radice tra due dita; applicare garze imbevute di acqua fredda alla radice del naso. 93

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