PROGETTAZIONE DELL AMPLIAMENTO DELLA CASA DI RIPOSO DON BOSCO A BOLZANO RELAZIONE GEOLOGICO GEOTECNICA DI PROGETTO- INTEGRAZIONE

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1 PROGETTAZIONE DELL AMPLIAMENTO DELLA CASA DI RIPOSO DON BOSCO A BOLZANO RELAZIONE GEOLOGICO GEOTECNICA DI PROGETTO- INTEGRAZIONE Redattore della relazione: Dott. Geol. Emanuele Sascor

2 PROGETTAZIONE DELL AMPLIAMENTO DELLA CASA DI RIPOSO DON BOSCO A BOLZANO RELAZIONE GEOLOGICO GEOTECNICA DI PROGETTO - INTEGRAZIONE 1. PREMESSA pag CARATTERISTICHE SISMICHE DEL SITO pag CENNI METODOLOGICI pag SINTESI DEI RISULTATI E CONCLUSIONI pag. 9 ALLEGATI 1 Rapporto della ditta GG Service sas U:\Esascor\Geologia\Casa di riposo Don Bosco\rel_geologico_geotecnica-Casa_riposo_Don_Boscointegrazione

3 PROGETTAZIONE DELL AMPLIAMENTO DELLA CASA DI RIPOSO DON BOSCO A BOLZANO RELAZIONE GEOLOGICO GEOTECNICA DI PROGETTO - INTEGRAZIONE 1. PREMESSA Parte della Casa di Riposo Don Bosco, sita a Bolzano in via Milano (vedi Fig. 1), deve essere sottoposta ad un intervento di demo ricostruzione, con realizzazione di una nuova struttura, comprendente un piano interrato, da adibire a parcheggi e a locali tecnici, e due piani fuori terra. Figura 1 Inquadramento geografico area in esame 3

4 Il sottoscritto Emanuele Sascor, geologo e dipendente dell Amministrazione Comunale, ha redatto la relazione geologico - geotecnica di progetto, ultimata nel mese di settembre Nel suddetto documento il sottosuolo del sito in esame è stato assegnato alla categoria B della tabella 3.2.II Categorie di sottosuolo delle Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, D.M , sulla base del valore del numero di colpi ottenuto con le prove Standard Penetration Test, eseguite nel corso della realizzazione di alcuni sondaggi profondi in un area poco distante. Al fine di verificare l effettiva appartenenza del sottosuolo dell area in interesse alla categoria B, si è deciso di caratterizzare i terreni di fondazione dal punto di vista sismico. L indagine geofisica è stata effettuata in data 4 febbraio u.s. dalla ditta GG Service sas di Torbole sul Garda (TN). 2. CARATTERISTICHE SISMICHE DEL SITO Ai sensi del D.P.P. 21 luglio 2009, n. 33, Disposizioni per le opere edili antisismiche, art. 1, comma 2, tutti i comuni della Provincia di Bolzano sono classificati come zona 4 ai sensi dell Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 marzo 2003, n. 3274, Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio 4

5 nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica. Ai sensi del suddetto D.P.P. 33/2009, tra gli edifici ed opere infrastrutturali rilevanti, che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso, rientrano le case di riposo e di cura con almeno quattro piani (piano terra più tre piani sopraelevati), soggette all obbligo della progettazione antisismica, nel caso si tratti di nuove costruzioni. In base all Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3274/03, sopra menzionata, alla zona 4 viene assegnato un valore dell accelerazione orizzontale massima (a g ) pari a 0,05 volte l accelerazione di gravità g. Sulla base della mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale dell Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (vedi figura 2) l area in esame è inseribile nella fascia distinta da un valore di accelerazione massima del suolo con probabilità di superamento del 10% in 50 anni riferita a suoli rigidi (Vs > 800 m/s), compresa tra 0,05 g e 0,075 g. Utilizzando il programma Spettri - NTC versione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, con il valore dell accelerazione massima orizzontale del terreno a g = 0,052 g, si ottengono i seguenti valori degli altri parametri fondamentali, il valore massimo del fattore di amplificazione dello spettro F 0 ed il periodo di inizio del tratto a velocità costante dello spettro di accelerazione T c *, per un tempo di ritorno T R = 475 anni (vedi figura 3). Sarà compito del progettista strutturale scegliere i parametri da utilizzare nei calcoli, in funzione della strategia di progettazione adottata sulla base della vita nominale, la classe d uso ed il periodo di riferimento assegnati alla struttura. 5

6 Figura 2 Mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale 6

7 Figura 3 Individuazione della pericolosità del sito e valori dei parametri a g, F 0 e T c * per i periodi di ritorno T R di riferimento 3. CENNI METODOLOGICI Le indagini eseguite sono consistite in un profilo di sismica passiva ReMi, di 44 m di lunghezza, e di un test di Nakamura. Con la sismica passiva ReMi si ottiene il profilo verticale delle V s,30, cioè la velocità di propagazione delle onde di taglio nei primi 30 m di profondità, e quindi la categoria del sottosuolo di fondazione, come indicato nella precedente tabella 3.2.II - Categorie di sottosuolo. Il profilo verticale delle V s può essere ricavato dalle onde di Rayleigh, che sono un tipo particolare di onde di superficie che si trasmettono sulla superficie libera di un mezzo 7

8 isotropo ed omogeneo e sono il risultato dell interferenza tra onde di pressione e di taglio verticali. Tali onde sono presenti in natura e sono conosciute con il termine di microtremori; queste possono venire accuratamente captate ed analizzate nei loro contenuti cromatici ed energetici. In un mezzo stratificato queste onde sono di tipo guidato e dispersivo e sono definite pseudo-rayleigh. La dispersione è un fenomeno indotto dalla deformazione del treno d onda, che produce una variazione di propagazione della velocità con la frequenza. Le componenti a frequenza minore penetrano più in profondità rispetto a quelle a frequenza maggiore e presentano normalmente più elevate velocità di fase. Per i trattamento dei dati sismici che contraddistinguono il sito sottoposto ad indagine è stato utilizzato l apposito software ReMI. Il metodo di Nakamura (1989), dal nome dello scienziato giapponese che l ha messo a punto, permette di ottenere la curva di risposta elastica del sito, partendo dal presupposto che: 1. il rumore ambientale è generato da riflessioni e rifrazioni di onde di taglio con gli strati superficiali e dalle onde di superficie; 2. le sorgenti di rumore superficiale non interessano il rumore ambientale alla base di una struttura non consolidata; 3. gli strati soffici non amplificano la componente verticale del rumore ambientale; questo è composto da onde di superficie tipo Rayleigh, generate dall interazione del vento con le strutture, dal traffico e da altre attività urbane. Una stima della risposta del terreno in un determinato sito può essere ottenuta con un singolo sismometro a tre componenti, con registrazione della durata di una quindicina di minuti per sito. Maggiori dettagli ed approfondimenti metodologici si trovano nel documento della ditta GG Service sas, allegato alla presente relazione. 8

9 4. SINTESI DEI RISULTATI E CONCLUSIONI Il profilo verticale di velocità V s ha evidenziato un forte contrasto di addensamento tra i primi 2 m (V s = 125 m/sec) e la parte sottostante, dove le condizioni di rigidità sono notevoli, con valori di velocità costantemente superiori a 300 m/sec. Nella tabella sottostante sono riportati i valori delle onde V s,30 entro i primi 30 metri di profondità al di sotto del piano di fondazione, supposto impostato a 0, 1, 2 o 3 m rispetto all attuale piano campagna. Profondità del piano di Velocità V s,30 nei primi 30 Categoria di sottosuolo fondazione (m) m sotto il piano di fondazione (m/sec) B B B B La categoria del sottosuolo di fondazione calcolata da questo profilo di velocità risulta essere B, in quanto i valori di V s sono abbondantemente superiori a 360 m/sec. Dal test di Nakamura si ricava che la risposta elastica del sottosuolo è quella tipica di terreni rigidi. Considerando la combinazione dei risultati delle indagini si può ritenere che per il sito indagato esiste una scarsa predisposizione all insorgenza di fenomeni di amplificazione sismica. Maggiore dettaglio in relazione alle conclusioni sopra riportate si trovano nel documento Caratterizzazione del sottosuolo di fondazione presso la casa di riposo Don Bosco a Bolzano della ditta GG Service sas, allegato alla presente relazione. Bolzano, febbraio

10 ALLEGATO 1 Rapporto della ditta GG Service sas

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