Obiettivi (Progetto esecutivo)

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1 Programma delle Ricerche Strategiche 2004/2005 Produzione e uso razionale e sostenibile dell energia - Parte III Project leader: Alessandro Colombo Emission trading in Lombardia: Studio per una ipotesi di azione a scala regionale Rapporto Finale Ottobre 2004 Massimiliano Mazzanti, Serena Pontoglio, Roberto Zoboli CERIS-CNR Istituto di Ricerca sull Impresa e lo Sviluppo Consiglio Nazionale delle Ricerche Milano Obiettivi (Progetto esecutivo) fornire elementi di valutazione sulla possibilità di sviluppare in Lombardia uno schema regionale di emission trading per i gas ad effetto serra ed eventualmente per altri inquinanti atmosferici verificare i risultati e gli elementi di trasferibilità a livello regionale lombardo degli schemi di emission trading già operativi o in sperimentazione a livello di paesi ed aree metropolitane (in particolare il programma RECLAIM sviluppato nell area di Los Angeles). in particolare agli aspetti di raccordo tra schemi di emission trading a diverso livello, e quindi all integrazione tra un possibile schema regionale e l attuazione in Italia della Direttiva europea, e agli aspetti di raccordo tra emission trading e altri strumenti di Kyoto, soprattutto Joint Implementation e Clean Development Mechanism... utilizzabili come riferimento per la Lombardia.. null attuazione di quanto previsto dall art. 25, comma 3, lettera c) della legge regionale 2003/26 in tema di tetti alle emissioni di gas ad effetto serra e commercio dei diritti di emissione. Tali risultati devono ritenersi preliminari rispetto alla concreta progettazione operativa di uno schema di emission trading in Lombardia. 1

2 Scelte realizzative Svolgimento coincidente con fase particolarmente vivace delle politiche e ricerche su ET: Avanzamenti implementazione della Direttiva 2003/87 EU ETS; Predisposizione dei Piani Nazionali di Allocazione; Proposta di Direttiva Linking (JI e CDM); Annuncio ratifica PdK da parte della Russia; prima fase Progetto DesAir Quindi: Coordinamento con il progetto DesAir Particolare attenzione a due problemi di integrazione : (1) tra schemi ET nazionali/regionali GHG e schema EU ETS (2) tra schemi ET e meccanismi di progetto (JI e CDM), anche attraverso Direttiva Linking Attenzione ai PNA, in particolare italiano Attenzione a schemi ET regionali su inquinanti atmosferici (attenzione generale focalizzata su ET per GHG) Indicazioni articolate (ma non fattibilità) su opportunità e questioni da affrontare per schemi di ET in Lombardia Struttura Parte conoscitiva : Questioni di progettazione schemi Esperienze internazionali La Direttiva europea Emission Trading e i PNA L integrazione tra sistemi nazionali e EU ETS L integrazione dell Emission Trading con gli altri meccanismi di Kyoto Parte propositiva : Indicazioni per la creazione di schemi di ET in Lombardia Qui oggi: Solo accenni a Parte conoscitiva Più a fondo su Parte propositiva 2

3 1. Questioni di progettazione e funzionamento Natura del sistema e metodo di allocazione iniziale delle quote Gas serra/inquinanti regolamentati Dimensione spaziale Settori e soggetti destinatari del sistema Modalità di adesione dei soggetti Possibilità di opt-in o opt-out Meccanismo di funzionamento e di compliance Flessibilità temporale Sistemi di monitoraggio Sanzioni Possibilità di linkage con altri strumenti 2. Esperienze internazionali Esperienze nazionali europee per i gas serra (UK e DK) Primi progetti schemi (multi)regionali per i gas serra Schemi extra-europei per GHG (Australia, Canada, Norvegia, Giappone) Schemi per GHG a livello di impresa (BP, Shell, CCX) Schemi europei per inquinanti atmosferici (Cantoni di Basilea) Esperienze di ET negli Stati Uniti - Allowance trading system per SO2 - Northeast NOx Budget Trading - RECLAIM per il bacino di Los Angeles - Iniziative di singoli stati americani per GHG 3

4 3. Direttiva ET e PNA Analisi ad agosto 2004: da allora sviluppi operativi importanti Problemi del PNA italiano.. Esaminati altri otto piani nazionali (Austria, Slovenia, Svezia, Germania, Danimarca, Regno Unito, Francia, Irlanda): grandi diversità di impostazione, criteri, aspetti tecnici rilevanti. Rivelano: questioni importanti di condizionamento strategico, di definizione, di armonizzazione, da risolvere nella seconda fase (CEPS 2005) 4. Integrazione tra schemi a diverso livello Possibili eterogeneità tra schemi nazionali/regionali e EU ETS: (1) diversità meccanismi allocazione iniziale; (2) diversa copertura in termini di gas serra; (3) presenza di banking e borrowing; (4) raggruppamenti di imprese; (5) trattamento dei nuovi entranti; (6) partecipazione obbligatoria o volontaria; (7) meccanismi diversi di responsabilità, monitoraggio e non compliance ; (8) diverso trattamento di crediti da JI e CDM Estesa letteratura economica che segnala incertezze complesse (ex ante), ma poca esperienza pratica (ex post) Integrazioni effettive da attuare: Danimarca: non particolari criticità (solo settore elettrico per CO2, integrazione implica estensione settoriale) Regno Unito: Problemi più complessi, data complessità di funzionamento e presenza di una carbon tax. Possibili soluzioni: (a) un adesione dei direct participants e/o dei CCA participants dello schema ET britannico allo schema EU ETS; (b) inizialmente sistemi separati ma con scambiabilità tra le quote 4

5 5. Integrazione con JI e CDM Direttiva Linking: a certe condizioni, utilizzo crediti da JI e CDM nell ambito EU ETS (Crediti da CDM dal 2005 e crediti da JI dal 2008; utilizzo illimitato di crediti da CDM nel primo periodo dell EU ETS; restrizioni qualitative sulla natura dei progetti, ad esempio nucleare e LULUCF) Crediti: prezzi molto bassi 3-6 US$/tCO2: possibili effetti sui prezzi e funzionamento EU ETS per ora nessun effetto visibile Alcuni paesi Allegato I attesi grandi acquirenti di crediti da JI e CDM: Olanda: Strategia articolata di acquisizione, anche promozione internazionale delle imprese Italia: attesa come grande acquirente, almeno 60 MtCO2eq nel ; rapporti diretti con paesi e Italian Carbon Fund presso Banca Mondiale Carbon Funds di WB: Prototype Carbon Fund (2000); Netherlands CDM Facility (2002); Community Development Carbon Fund (2003); BioCarbon Fund (2003); Italian Carbon Fund (2004) rilevante partecipazione di imprese (non italiane) Mercato commodity, per ora poca promozione di IDE nazionali, varie questioni di rischio.. Lombardia: indicazioni generali Non vi sono ragioni di scala economicoambientale della Regione e di conoscenza tecnica degli schemi che, a priori, sconsigliano la creazione di schemi di ET a livello regionale in Lombardia Valutazioni di opportunità di schemi regionali (CO2 e/o inquinanti) devono basarsi su utilità specifica per una migliore realizzazione delle politiche regionali 5

6 Lombardia: criteri di riferimento ET strumento di costo-efficacia e/o di efficacia per obiettivi ambientali dati, che devono derivare da altri ambiti di scelta I costi amministrativi possono non essere trascurabili Rilevanza critica del mercato per il successo degli schemi, con differenze tra gas serra e inquinanti atmosferici Importante ruolo del consenso e degli stakeholders Effetti esterni positivi non ambientali, es. servizi terziario avanzato, internazionalizzazione delle imprese Separatamente gas serra e inquinanti atmosferici Lombardia: gas serra Da valutare in base a: Distanza dagli obiettivi del PER e suoi possibili costi (efficacia, costo-efficacia) Sviluppi dello schema EU ETS (mercato di riferimento) PNA italiano e imprese lombarde: Schema ET lombardo CO2 entrerebbe in integrazione oggettiva con EU ETS tramite imprese: Nessun modello (per ora) di schemi ET per regioni le cui imprese partecipano all EU ETS 6

7 Lombardia: gas serra Allargamento Ipotesi base: ET Lombardia come allargamento intorno imprese lombarde incluse PNA e EU ETS Quattro ipotesi specifiche: (a) Allargamento ad altri settori/imprese manifatturiero ed energetico (dettagli) (b) Allargamento a trasporti e abitativo, esclusi dal sistema EU ETS (dettagli) (c) Modifica le assegnazioni di quote del PNA italiano alle imprese lombarde: molto problematico (d) Schema di ET difensivo, se mercato porta ad aumento emissioni regionali: scelta di policy In tutte le ipotesi: 1. Quote lombarde devono essere scambiabili su EU ETS (dimensione mercato.) 2. Mercato europeo atteso operare a prezzi bassi delle allowances (ma ora alti.) 3. Costi marginali di abbattimento emissioni imprese lombarde quasi ignoti Lombardia: gas serra Allargamento Settori manifatturieri ed energetici non inclusi PNA Obiettivo: individuazione e coinvolgimento di settori con bassi costi di abbattimento, aumentare variabilità dei costi di abbattimento nel mercato interno lombardo e offerta potenziale di quote basso prezzo, riduzione dei costi di compliance, aumento degli abbattimenti complessivi (PER) Allora (estate 2004): Non disponibile lista imprese lombarde nel PNA. Nostre stime: parte considerevole del sistema produttivo lombardo (peso su emissioni regionali CO2) già nell EU ETS (ca 30 MtCO2, 2005). Dati attuali imprese lombarde PNA: sembrano confermare. Quindi: limitati margini di manovra.. 7

8 Lombardia: gas serra Allargamento Trasporti ed abitativo Assieme il 50% circa delle emissioni GHG lombarde. Lombardia = 25% del totale Italia CO 2 trasporti, 16,5% totale Italia CO 2 abitativo Piena giustificazione ambientale ma effettivo apporto di abbattimenti a basso costo (crediti/quote) da collocare sul mercato è da misurare Difficoltà tecniche di un ET: fonti disperse, comportamenti individuali e familiari, difficoltà di verifica e controllo, difficoltà di fissare baselines o caps, dipendenza dei consumatori da tecnologie date Ma entrambi i settori soggetti ad iniziative regionali: (a) edilizia: revisione degli standard energetici e implementazione Direttiva 2002/91 sul rendimento energetico in edilizia (+ certificati bianchi ); (b) auto: incentivi, programmi ed esperienze (idrogeno) Lombardia: gas serra Allargamento Esempio: Baseline and credit auto Distribuzione delle auto di nuova registrazione in Europa per classi di emissioni di CO2, (dati ACEA, 2003) Necessari: Accordi con produttori e distributori (VA tra ACEA e Commissione). Sorveglianza sui prezzi auto. Nessun precedente. Da studiare, anche per abitativo Fissare baseline su una classe di emissione Crediti di carbonio commerciabili a chi nuova auto in classe inferiore (CO2 risparmiata su ciclo di vita) Opzione: Debiti di carbonio (obbligo di acquisto crediti) a chi nuova auto in classe superiore Incentivo non forte, ma potenzialmente cumulabile con altri 8

9 Lombardia: gas serra Progetti internazionali JI e CDM In congiunzione con un ET lombardo o separatamente da esso: Operare direttamente sui meccanismi di progetto internazionali (JI e CDM) per acquisire crediti di emissione Finalità: (a) cooperazione allo sviluppo e internazionalizzazione imprese; (b) stabilizzazione del mercato per gli operatori lombardi (?) Base: art. 31, comma 3, della LR 26/2003: Fondo regionale per tali investimenti Esaminate due possibilità: (a) partecipazione diretta Regione Lombardia all Italian Carbon Fund (b) strategia autonoma, ad esempio simile a quella olandese Lombardia: inquinanti atmosferici (1) Per gli inquinanti atmosferici (SO2, NOx, COV, ) la possibilità di schemi regionali di ET: è ambientalmente motivata da stato qualità dell aria non è condizionata dall EU ETS è indirizzabile all attuazione delle politiche regionali (limiti di emissione/concentrazione previsti/attesi dalla normativa) genera un mercato di scala regionale, che deve essere sostenibile (liquidità, dimensione, ecc.) Ancora una volta: significato di ET è ridurre i costi di adempimento e aumentare l efficacia, non cambiare gli obiettivi 9

10 Lombardia: inquinanti atmosferici (2) Questioni esaminate: Legislazione attuale sulla qualità dell aria può già contenere gli obiettivi ambientali intorno a cui costruire schemi di ET, in particolare caps o baselines; ma: scegliere target già contenuti nella normativa o target più restrittivi, in previsione di sviluppi delle normative, es. proposta di Direttiva qualità dell aria? Concentrazione di inquinanti può essere considerata il possibile obiettivo degli schemi; ma comporta problemi di definizione delle relazioni tra emissioni dalle diverse fonti e concentrazioni, entrambe in termini di localizzazione (schemi americani) Lombardia: inquinanti atmosferici (3) Questioni esaminate: Possono esistere segmenti di mercato (domanda e offerta) distinti per i diversi inquinanti Sono necessarie stime accurate sulla dimensione dei mercati regionali dei permessi Tenere conto di sinergie tra riduzioni di emissioni di NOx e CO2 Necessario definire le relazioni con la direttiva IPPC e sua attuazione in Lombardia Esiste in Lombardia una notevole infrastruttura di amministrazione, monitoraggio, analisi della qualità dell aria, che dovrebbe consentire realizzazioni tecniche complesse 10

11 Lombardia: inquinanti atmosferici (4) Esperienze di riferimento sono tutte statunitensi, anche sottoposte ad analisi costo-efficacia ex post Cosa dicono? sono di efficacia ambientale e non diversivi rispetto a tali obiettivi riducono i costi di adempimento rispetto agli strumenti tradizionali meccanismi di inclusione ed esclusione di imprese sono rilevanti per il successo la definizione dei permessi come merce standardizzata è cruciale per il mercato Lombardia: inquinanti atmosferici (5) (segue) Cosa dicono le esperienze americane? vi sono effetti positivi di innovazione tecnologica la flessibilità temporale attraverso il banking delle quote è importante per la performance le allocazioni iniziali non sono così decisive per il successo dello schema l affidabilità delle misurazioni sulle emissioni è di importanza critica per la credibilità del sistema e il valore delle quote/crediti 11

12 Lombardia: verso una fattibilità tecnico-scientifica? Sia per gas serra che inquinanti: Impostazione metodologica analisi costi benefici (Olanda) Integrare basi informative su emissioni e basi informative economiche sulla Lombardia Modelli di diffusione spaziale degli inquinanti e concentrazioni Definire una possibile strategia su JI e CDM Studiare costi di abbattimento delle imprese e le opzioni tecnologiche regionali Studiare il nascente mercato internazionale della CO2 e simulare ingresso schemi lombardi Ricostruire l insieme degli obiettivi e degli standard di emissione presenti nella legislazione qualità aria e ipotesi per il futuro Fattibilità specifiche per schemi settoriali, es automobili o abitativo 12

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