Rassegna Stampa. Giovedì 11 Settembre 2014

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1 Rassegna Stampa 11 Settembre 2014

2 Sommario Testata Data Pag. Titolo p. 1. Fondi pensione Sole 24 Ore (Il) 6 Casse professionali - Arpinge: scelti 51 progetti da finanziare nel (Frontera Massimo) Sole 24 Ore (Il) 47 Professionisti - Casse, bilanci a rischio con lo stop al «pro rata» (Micardi Federica) MF mercati finanziari 6 Casse, partita la spa infrastrutture (Messia Anna) 3 Italia Oggi 1 Casse in aiuto del paese (D'Alessio Simona) 4 Italia Oggi 35 Inps, stop alle discriminazioni (Stella Gaetano) 5 2. Previdenza Sole 24 Ore (Il) 47 Gestione separata - Inps, correzioni antiaddebiti (Gheido Maria Rosa) Sole 24 Ore (Il) 47 Lavoro - Sui ricorsi regole da chiarire (Caiazza Luigi)

3 Estratto da pag. 6 Roberto Napoletano Casse professionali Arpinge: scelti 51 progetti da finanziare nel Massimo Frontera ROMA I soldi di tre casse di previdenza private finanzieranno infrastrutture bloccate dalla crisi. L'iniziativa viene da Arpinge, società di investimenti partecipata dalle casse di previdenza dei geometri (Cipag), dei periti industriali (Eppi) e di ingegneri e architetti (Inarcassa). La novità (anticipata dal Sole-24 C"re il 23 luglio) è stata presentata ieri a Roma: le prime 4-5 iniziative potrebbero partire entro l'anno. Ma 15 progetti sono in stato più avanzato e 51 sono i progetti definiti «caldi», attivabili nel biennio , per un valore di 340 milioni, di cui 160 di Arpinge. «Le risorse ci saranno - assicura Paola Muratorio, presidente di Inarcassa- quello che mancano sono i progetti». A dare sostanza all'affermazione sono i primi numeri comunicati dall'amministratore delegato, Federico Merola, già direttore generale Ance e senior partner del fondo F2Ì: «In otto mesi abbiamo esaminato 133 proposte e solo 15 risultano bancabili». L'importo del singolo progetto varia tra io e 45 milioni, l'ordine di grandezza che interessa gli investitori. I settori sono valorizzazioni immobiliari, riqualificazioni con efficienza energetica, parcheggi, residenze sanitarie per anziani. Tra i progetti individuati c'è anche la sostituzione di una scuola, con permuta e trasformazione del vecchio immobile e realizzazione della nuova struttura. «Spero di approvare entro l'anno almeno 4-5 di questi progetti», riferisce Merola, spiegando che, dopo aver passato un primo esame delle strutture, i progetti andranno all'esame del comitato investimenti e poi del consiglio di amministrazione. Quanto al precisa Merola - «nell'equity non entriamo se non abbiamo un ritorno del 10% netto». «Gli sponsor non interverranno in alcun modo nelle scelte di investimento - dice Muratorio -. È una condizione fondamentale per la buona gestione ed è anche un principio che dobbiamo ricordare alla politica quando dimentica che siamo un investitore istituzionale e ci considera solo un bancomat». RIPRODUZIONE RISERVATA Fondi pensione Pag. 1

4 Estratto da pag. 47 Roberto Napoletano Professionisti. L'allarme rilanciato a Roma Casse, bilanci a rischio con lo stop al «pro rata» FedericaMicardi La previdenza delle professioni deve confrontarsi con i paletti interpretativi della Cassazione. La sentenza della Suprema corte del 13 agosto scorso che "annulla" il pro rata costringe alcune enti previdenziali a rifare i calcoli su entrate e uscite. Il caso trattato riguarda, in particolare, la Cassa di previdenza dei ragionieri che ieri ha organizzato a Roma il forum «II futuro delle Casse di previdenza». «Chi è in pensione con le vecchie regole - spiega Luigi Pagliuca, presidente della Cnpr prende il quadruplo di quanto ha versato e ora, dopo la posizione assunta dalla Cassazione, vengono vanificati gli interventi correttivi fatti negli ultimi anni per mitigare la disparità di trattamento tra vecchi e nuovi iscritti». La sentenza ha bocciato la norma di interpretazione autentica inserita nella legge di Stabilità 2014 per "blindare" le riforme previdenziali fatte dalle Casse di previdenza privatizzate. In pratica il sistema del pro rata viene "vanificato" e quindi per chi ha i requisiti necessari la pensione dovrà essere calcolata con il solo sistema retributivo. Una decisione che per la Cassa ragionieri comporta un esborso di 200 milioni di arretrati, a cui vanno aggiunti 15 milioni ogni anno in più di uscite. «Non posso chiedere ai giovani un simile sacrificio - afferma Pagliuca -: se le cose non dovessero cambiare preferisco far fallire la Cassa e il sistema pubblico dovrà prendersi in carico le nostre pensioni e sono convinto, nel futuro, anche quelle delle altre Casse». La posizione della Cassazione è stata una doccia fredda, infatti le ultime sentenze avevano appoggiato le Casse nei loro tentativi di ridurre la disparità di trattamento tra vecchi e nuovi iscritti. Andrea Camporese, presidente dell'adepp, l'associazione che rappresenta 19 Casse professionali ammette: «II problema è delicato e rilevante per il suo impatto sociale, è necessario riformulare il patto tra le generazio DOPO LA CASSAZIONE Problema per ora «centrato» sull'ente dei ragionieri Non esclusa la possibilità che i giudici di legittimità rinviino il tema alla Consulta I numeri miliardi II patrimonio della Cnpr Se passa la linea della Cassazione la Cassa dovrà versare 200 milioni di pensioni arretrate e aumentare le uscite annuali di 15 milioni Iscritti alla Cnpr nel 2013 Contro i del I pensionati della Cnpr Nel 2013 ilnumeroèin aumento rispettoall'anno precedente (8.007) 5/.615 euro Reddito nel 2013 In calo del 4,34% per i ragionieri rispettoal2012 (59.615euro) ni attraverso il metodo democratico di dialogo e confronto. Diverse - prosegue Camporese sono le leve su cui poter intervenire: la tassazione, se più leggera come nel resto d'europa, libererebbe risorse importanti anche se non sufficienti, forme di welfare calibrato sulle specifiche necessità professionali e l'introduzione di elementi solidaristici tra colleghi». All'incontro di ieri non sono mancate le provocazioni: Alberto Brambilla, docente di Gestione delle forme previdenziali pubbliche e complementari presso l'università Cattolica invita i giovani professionisti a fare causa alla Cassazione, che con la sua sentenza «ha ancora una volta dimostrato come in Italia si guardi la forma e non la sostanza». Per rendersi conto della gravita della situazione aiutano i numeri forniti da Mauro Marè, presidente Mefop (la società per lo sviluppo del Mercato dei Fondi pensione partecipata a maggioranza dal ministero dell'economia) «se prima c'erano quattro lavoratori attivi per ogni pensionato oggi il rapporto è di 1,7 a i: date queste premesse o chi lavora versa il doppio dei contributi, o le pensioni erogate vengono tagliate, o si trova una via di mezzo». Il 18 settembre la Cassazione dovrà decidere se distinguere tra il periodo ante 2007 e post 2007; inoltre non è esclusa la possibilità che la Suprema corte chieda l'intervento della Corte costituzionale. La partita quindi è ancora aperta. Intanto, sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 210 di ieri è stato pubblicato l'elenco aggiornato delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidsto, nel quale sono incluse anche le casse di previdenza. RIPRODUZIONE RISERVATA Fondi pensione Pag. 2

5 Estratto da pag. 6 Casse, partita la spa infrastrutture In otto mesi di attività la società partecipata da Cipag, Eppi e Inarcassa ha già analizzato 133 dossier e 51 restano aperti, per un valore di 340 mln. Cdp e Bei pronte a sostenere l'iniziativa DI ANNA MESSIA Sono già 15 i dossier in fase avanzata aperti sulla scrivania di Federico Merola, l'amministratore delegato di Arpinge, la nuova spa di investimenti in infrastrutture e immobili, costituita da tre casse previdenziali, quelle dei geometri (Cipag), dei periti industriali (Eppi) e degli ingegneri e architetti (Inarcassa). Un'iniziativa nata per convogliare risparmio previdenziale verso il rilancio del Paese e che resta aperta ad altri investitori istituzionali che volessero condividerne obiettivi e valore. Al momento le risorse messe a disposizione delle tre casse sono pari a 100 milioni di euro, che costituiscono il capitale di Arpinge, ma c'è già l'impegno ad arrivare a 500 milioni. «Siamo pronti a investire; l'importante è che i progetti siano adeguati e riconoscano buoni rendimenti ai nostri iscritti», ha detto ieri il presidente di Inarcassa Paola Muratorio, aggiungendo che ci sarebbero già altri investitori interessati all'iniziativa Arpinge. Tra l'altro i progetti non mancano, visto che in appena otto mesi di attività nella nuova società avrebbero già analizzato 133 proposte, che richiederebbero investimenti complessivi di circa 3,8 miliardi, dei quali circa 700 milioni sarebbero di competenza diretta della spa, mentre il resto sarebbe finanziato a debito o tramite l'intervento di altri partner. Di questi progetti, 51 sono stati definiti «caldi», per investimenti che nel triennio ammonterebbero a circa 340 milioni, dei quali 160 milioni rappresentano i possibili investimenti diretti di Arpinge e 15, come detto, sono in fase avanzata, con un investimento totale di 137 milioni (di cui 50 milioni per Arpinge). I primi cantieri sono attesi per fine anno e in ballo ci sono progetti che riguardano parcheggi e residenze sanitarie, Pierluigi Magnaschi ma anche valorizzazioni e privatizzazioni, oltre a interventi di efficientamento energetico. «Se si considera il moltiplicatore degli investimenti in cantieri, stimato da Ance e Istat sulla base dei parametri di contabilità nazionale», hanno dichiarato dalla società, «il contributo alla crescita del Paese da parte di Arpinge è stimabile in circa 1 miliardo di euro di maggior pil in due o tre anni». A sostenere l'iniziativa Arpinge potrebbero essere poi anche Cdp e Bei. Ieri il presidente di Cdp Franco Bassanini ha detto che la Cassa potrebbe coinvestire o cofinanziare progetti con Arpinge, ma anche partecipare al capitale della spa. Quanto a Bei, oltre che per il finanziamento, la partnership potrebbe passare anche per i nuovi project bond, (riproduzione riservata) Quotazioni, altre news e analisi su it/ arpinge Fondi pensione Pag. 3

6 Estratto da pag. 1 Professioni - Le Casse in aiuto del paese: 140 milioni per far ripartire i cantieri D'Alessio a pag. 34 Pierluigi Magnaschi Ingegneri, geometri e periti industriali creano la società Arpinge Casse in aiuto del paese Sul piatto 140 mln per far ripartire i cantieri DI SiMQNA D'ALESSIO Ripartenza entro fine anno per 15 opere infrastnitturali di media dimensione (con un investimento di 140 milioni di euro) grazie alle sovvenzioni che arrivano dalle casse previdenziali di ingegneri e architetti, periti industriali e geometri. E un sostanzioso contributo alla crescita economica del paese che, in 2-3 anni, si ritiene possa raggiungere la quota di «un miliardo di maggior prodotto interno lordo». E l'ambizioso biglietto da visita con cui si presenta Arpinge (acronimo derivato dalle iniziali delle quattro professioni coinvolte), primo esempio in Italia di società di investimento nel campo immobiliare e infrastnitturale fondata da enti pensionistici privatizzati da cui ci si attende, dichiara Paola Muratorio, presidente di Inarcassa, scaturiscano innanzitutto «opportunità di lavoro per i nostri iscritti» (se ne contano oltre 274 mila complessivamente nelle categorie tecniche), insieme alla (concreta) possibilità che altre casse possano, in tempi assai brevi, decidere di aderire. Iniziativa che si prefìgge di mettere in movimento fino a 500 milioni, già ribattezzata lo «Sbioccacantieri» privato, al debutto ieri, nell'evento promosso da InConTra all'ara Facis, a Roma, nella consapevolezza, racconta a ItaliaOggi l'amministratore delegato Federico Merola, che nella nostra penisola vi sono opere avviate e poi interrotte «o a causa della crisi finanziaria, oppure per la carenza di finanza per lo sviluppo, con l'arretramento da parte delle banche nel concedere credito. Parliamo di parcheggi, sistemi per l'efficienza energetica, residenze sanitarie per anziani non autosufficienti e altri progetti che si possono riattivare subito. È da lì che siamo partiti», sottolinea, ricordando come si sia preferito, nei mesi scorsi, prima di dare avvio alla strategia, «sondare il mercato, concentrandoci su progetti solidi» che avevano tutte le carte in regola, eccetto le risorse, per essere portati a compimento. Il risultato dello «scouting», continua, è che nella penisola non mancano interessanti chance, offerte a operatori professionali culturalmente e finanziariamente attrezzati ad afferrarle. Niente più «cattedrali nel deserto», incalza Merola, bensì un cambiamento di prospettiva: l'idea è «un attestato di fiducia nei confronti del paese. Per intenderci», aggiunge, riferendosi alla nota espressione del premier Matteo Renzi, «non siamo gufi». Passati al setaccio 133 progetti (per circa 3,8 miliardi, dei quali almeno 700 milioni di possibile impegno diretto da parte di Arpinge) ne sono stati considerati «caldi» (attuabili) 51, su cui allocare fondi nel periodo per circa 340 milioni (di cui 160 in capo alla società delle casse previdenziali); la logica in cui opera la spa è quella del «project financing» (con flussi di capitali a mediolungo termine, in cui il ristoro del finanziamento è garantito dai ricavi previsti dalla gestione dell'opera da realizzare) e la metà dei cantieri da attivare rientra nel perimetro del partenariato pubblico-privato. E ad assistere al debutto del nuovo soggetto sia la Cassa depositi e prestiti, il cui numero uno Franco Bassanini parla di «potenzialità» di collaborazione (e ricorda che c'è un tavolo già aperto con i fondi pensione) sia Andrea Tinagli, che guida l'ufficio di Roma della Bei, Banca europea degli investimenti, conscio delle difficoltà nel portare a termine i finanziamenti delle grandi opere infrastnitturali in Italia, spesso per «non corrette procedure negli appalti, o perché non vengono applicate bene le direttive ambientali». Arpinge, insomma, interviene Fausto Amadasi, numero uno della Cipag, «dimostra che le professioni non sono una casta, e che al contrario siamo in grado di cogliere i segnali che arrivano dal mondo esterno». E, sottolinea Valerio Bignami, al vertice dell'eppi, il panorama nazionale di «dissesto idrogeologico e delle carenze dal punto di vista sismico richiede una riqualificazione del territorio e delle strutture», pertanto «occorre trovare il coraggio di demolire. E, successivamente, ricostruire in luoghi adeguati». Riproduzione riservata Fondi pensione Pag. 4

7 Estratto da pag. 35 Pierluigi Magnaschi CONFPROFESSIONI ItallaOggl Una circolare dell'istituto di previdenza riapre la polemica sugli iscritti agli albi Inps, stop alle discriminazioni La nozione ambigua di impresa penalizza le professioni 11 Settembre DI GAETANO STELLA PRESIDENTE CONFPROFESSIONI a nozione d'impresa è un Facciamo un passo indietro. Il 1 concetto a geometria vaj riabile. agosto scorso, il ministero del Ogni qual volta il legislatore deve Lavoro ha emanato un decreto che, mettere mano a una norma che nel rivedere i criteri per la coinvolge i liberi professionisti, a concessione della cassa seconda del caso e delle necessità, integrazione in deroga, ha limitato si ricorre all'interpretazione tale strumento alle sole restrittiva dell'articolo 2082 del imprese di cui all'art 2082 c.c. codice civile che disciplina operando così una discriminazione appunto la nozione d'impresa, che lascia senza tutele i lavoratori superando il dettato europeo sulle di tutto il comparto. Per il attività economicamente rilevanti. ministero del Lavoro, dunque, gli In altri casi, invece, si tende a studi professionali non rientrano favorire l'interpretazione nella nozione d'impresa prevista da comunitaria che ha un respiro più Codice civile e quindi non possono ampio e coinvolge la totalità dei accedere alla Cassa integrazione in soggetti che svolgono un'attività deroga, ma secondo l'inps (che d'impresa, sia pure sottoforma di applica la giurisprudenza lavoro intellettuale. Si tratta di comunitaria) sono attività un'ambiguità giuridica che, dati economicamente rilevanti e, alla mano, penalizza i liberi pertanto, sono tenuti a versare i professionisti e i titolari di studi contributi al Fondo di solidarietà professionali. Nonostante i reiterati residuale. La nota dell'inps tentativi di Confprofessioni di fare sottolinea infatti che «al fine chiarezza sul perimetro giuridico dell'individuazione dei soggetti delle attività professionali, il destinatari occorre rilevare che, in legislatore italiano continua a linea con la giurisprudenza mantenere una visione di comunitari, si intende per retroguardia che non riconosce imprenditore qualunque soggetto l'evoluzione giurisprudenziale che svolge attività economica e che sia attivo su un determinato mercato». Insomma, due pesi, due misure: quando si tratta di ed economica delle professioni e contribuire i professionisti vengono si arrocca su stereotipi normativi equiparati alle imprese, ma quando superati ormai dal mercato. Gli si tratta di accedere a agevolazioni esempi si sprecano. L'ultimo in o benefici restano fuori dai giochi. ordine cronologico rimanda a una Attraverso tale ambiguità giuridica circolare dell'inps del 2 settembre si viene a creare una disparità di scorso che disciplina i fondi di trattamento tra soggetti economici, solidarietà residuali previsti dalla spesso legge Fornero. Secondo l'istituto di previdenza gli studi professionali con più di 15 in concorrenza tra loro: non solo dipendenti sono tenuti al gli studi professionali che operano versamento dei contributi al sottoforma di impresa accedono Fondo residuale, che a partire dal alla cig mentre gli altri sono 2016 dovrà garantire ai lavoratori esclusi, ma ora tra gli esclusi quelli tutele in costanza di rapporto di che hanno più di 15 dipendenti lavoro, in caso di mancata sono obbligati a versare i contributi costituzione dei fondi di al fondo residuale. Fin da tempi solidarietà presso l'inps e dei non sospetti, Confprofessioni è fondi alternativi settoriali. La stata tra i più convinti assertori contribuzione prevista per legge è della necessità di interpretare in pari allo 0,50 e vi sono soggette senso ampio la nozione di impresa. tutte le imprese che gravitano nei Troppo spesso, infatti, non sono settori non coperti da garantite erogazioni e agevolazioni ammortizzatori sociali (Gig a favore del comparto delle libere professioni, essendo le risorse ordinaria e straordinaria) che previste, nella occupano mediamente più di 15 dipendenti. generalità dei casi, scarse e solamente a beneficio delle imprese. La Corte di giustizia europea definisce le libere professioni come «attività che, tra le altre cose, hanno un marcato carattere intellettuale, richiedono una qualifica di alto livello e sono solitamente soggette a una regolamentazione professionale chiara e rigorosa. Nell'esercizio di una tale attività, l'elemento personale è di particolare importanza e ciò comporta sempre un'ampia indipendenza nell'adempimento delle attività professionali». È questo il punto di partenza del legisla tore comunitario per creare un clima imprenditoriale più favorevole alle libere professioni e da questo presupposto ha preso forma il Piano d'azione imprenditorialità 2020, presentato all'inizio del 2013 dalla Commissione europea e poi declinato nel Piano d'azione per sostenere le attività delle libere professioni, lanciato lo scorso 9 aprile dall'allora vicepresidente della Commissione, Antonio Tajani. Occorre allora ribadire che il riconoscimento pubblico e la conseguente apposizione di vincoli e controlli sulle professioni intellettuali non deve corrispondere ad un'esigenza di promozione di categorie o settori delle attività produttive, in una logica profondamente fuorviante del principio di libera concorrenza, ma discende dal pregio costituzionale e dalla qualità dei diritti coinvolti e degli interessi pubblici perseguiti con il lavoro professionale. Pagina a cura di CONFPROFESSIONI Ell Fondi pensione Pag. 5

8 Estratto da pag. 35 Pierluigi Magnaschi APPUNTAMENTI A Napoli il forum europeo del lavoro intellettuale Dalla teoria all'attuazione. Il piano d'azione europeo per sostenere le libere professioni entra nel vivo. Nell'ambito della settimana europea delle Pmi, si terrà a Napoli il prossimo 30 settembre, il primo Forum europeo sulle professioni promosso da Confprofessioni per dare un seguito operativo al Piano d'azione lanciato lo scorso 9 aprile a Bruxelles dalla Commissione europea per modernizzare il quadro normativo europeo sulle professioni. Una giornata fitta di incontri e di eventi che vedrà la partecipazione dei massimi rappresentanti della Commissione e dei parlamentari europei neoeletti, per discutere i prossimi passi da compiere per dare concreta attuazione alle linee guida europee sulla formazione all'imprenditorialità, sull'accesso ai mercati, sulla riduzione della burocrazia, sull'accesso al credito, e sulla partecipazione delle libere professioni ai fondi strutturali europei. Ma sarà anche l'occasione per conoscere la realtà professionale di paesi quali la Germania, la Gran Bretagna, la Spagna e la Romania, che insieme a Confprofessioni partecipano al protocollo interconfederale europeo per la promozione dell'integrazione e la mobilità dei professionisti in Europa. Illustrando i temi del forum europeo, il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, si è soffermato sui punti centrali che dovranno accompagnare nei prossimi mesi i professionisti in Europa. «Il Piano d'azione per sostenere le libere professioni è l'ultimo atto di Bruxelles per modernizzare il quadro normativo europeo sulle professioni. Si tratta di un lungo processo che abbraccia la direttiva servizi e il di ritto comunitario sulla concorrenza, fino riconoscimento delle qualifiche professionali. Quest'ultima direttiva è l'asso nella manica di Bruxelles e rappresenta una delle dodici priorità del Single Market Act (Atto per il mercato unico). Dopo l'entrata in vigore della Direttiva 2013/55/Ue del 17 gennaio 2014 che modifica la Direttiva sulle qualifiche professionali, gli stati membri hanno tempo fino a gennaio 2016 per recepire le nuove regole», ha concluso Stella: «Un'occasione irripetibile per rendere ancor più efficienti le professioni nel mercato unico». Garanzia giovani., la Campania parte dagli studi In Campania la Garanzia giovani parte dagli studi professionali. Lo scorso 5 agosto, infatti, è l'assessore al Lavoro della Regione Campania, Severino Nappi, e il presidente di Confprofessioni Campania, Giuseppe Della Rocca, hanno siglato il primo protocollo d'intesa regionale per la promozione del programma Garanzia giovani nell'ambito degli studi professionali della Regione Campania. In particolare, l'intesa mira a promuovere percorsi formativi ad hoc per i giovani che si avvicinano al mercato del lavoro e sbocchi professionali nel settore delle professioni. «Per la prima volta, il mondo delle libere professioni partecipa a un programma strutturato per offrire chance di inserimento e apprendimento a svariate migliala di giovani disoccupati della nostra Regione», ha sottolineato il presidente di Confprofessioni Campania, Della Rocca. «Si tenga conto che le regioni italiane saranno gli attori fondamentali per il successo del programma "Garanzia giovani" per cni spetterà alle suddette la progettazione di interventi specifici coerenti con il contesto socioeconomico locale». Il protocollo firmato presso la sala giunta a Palazzo Santa Lucia prevede azioni di orientamento, di tirocini, di apprendistato e per l'avvio di attività professionali. Dal prossimo settembre Confprofessioni, d'intesa con le pubbliche amministrazioni com petenti, avvierà interventi mirati per promuovere momenti di formazione ed informazione, rivolti ai giovani riguardanti percorsi formativi, dinamiche del mercato del lavoro e sbocchi professionali nel settore delle professioni, grazie anche alle recenti disposizioni della Commissione Europea contenute nel piano di azione 2020, che prevedono una serie di misure a sostegno delle attività professionali, tra cui l'apertura dei fondi strutturali europei ai liberi professionisti per il ciclo di programmazione «L'aspetto maggiormente rilevante», ha aggiunto Della Rocca, «è quello di diffondere tra i professionisti la cultura del sostegno pubblico come forma di aiuto e di orientamento delle scelte professionali, in modo da consentirne una rilevante partecipazione ai bandi». L'assessore al lavoro della Regione Campania, Nappi, ha dichiarato che «Garanzia giovani deve essere un'opportunità per tutti i nostri ragazzi, in Campania hanno aderito al programma 23 mila ragazzi e altri duemila hanno indicato la nostra regione da altre partì d'italia». Nappi ha quindi invitato il Governo «a porre il Sud al centro della sna agenda», ricordando che nessnn'altra Regione italiana ha investito, in termini economici, le stesse risorse. «Dobbiamo fare le cose da soli e le facciamo. Ma trovare qui occupazione richiede uno sforzo in più». Fondi pensione Pag. 6

9 Estratto da pag. 47 Roberto Napoletano Gestione separata. La misura riguarda chi nel 2013 non ha versato contributi ai collaboratori Inps, correzioni antìaddebitì Le informazioni aggiornate vanno inviate per evitare sanzioni Maria Rosa Gheido I committenti che nel 2013 non hanno versato i contributi dovuti per i collaboratori coordinati e continuativi o per altri lavoratori iscritti alla gestione separata del lavoro autonomo, stanno per ricevere la richiesta di regolarizzazione dall'inps. Con il messaggio 6859 del 5 settembre scorso (si veda il Sole 24 Ore di sabato 6 settembre), l'istituto informa che, per le aziende committenti che hanno comunicato tramite la denuncia Emens il pagamento di compensi agli iscritti alla gestione separata, gli importi che risultano dovuti sono visualizzabili alla voce "Cassetto Previdenziale per Committenti della Gestione Separata" del sito dell'istituto. Dell'inserimento dei dati l'inps invia un doppio avviso, con una comunicazione inviata all' dell'azienda committente e/o dell'intermediario ad essa collegato, e con il messaggio "At tenzione: sono presenti delle comunicazioni da leggere", all'interno del Cassetto. Si evidenzia che l'inadempienza è rilevata automaticamente dal confronto fra i dati dei pagamenti effettuati con il modello F24 e quelli del flusso Emens con cui datori di lavoro e committenti comu-il PASSAGGIO A RISCHIO L'obbligo dei versamenti scatta dai momento dei pagamento (criterio di cassa) e non dai periodo ai quale ie cifre fanno riferimento nicano, mensilmente, gli importi delle retribuzioni maturate a favore dei dipendenti e dei compensi pagati ai co.co.co., con o senza modalità a progetto. Dalla diversa natura dei dati inseriti nella denuncia mensile deri va facilmente una richiesta di pagamento di contributi non dovuti. Non sono pochi, infatti i soggetti che, nella duplice veste di datore di lavoro e di committente comunicano anche i dati relativi ai rapporti di collaborazione nel periodo di competenza e non in quello di cassa, ossia quando effettivamente sono stati corrisposti. È questa una dello anomalie della Gestione separata, istituita dalla legge 335/95 per assicurare una tutela previdenziale a soggetti, quali i lavoratori parasubordinati e autonomi, che ne erano privi: il momento in cui opera l'obbligo di versamento dei contributi è quello del pagamento dei compensi (cosiddetto criterio "di cassa") e non quello del periodo a cui i compensi stessi si riferiscono. Questa discrasia provoca spesso degli errori ed è significativo che la stessa Inps avverta che le aziende committenti, le quali hanno inviato erroneamente denunce per com pensi non corrisposti effettivamente nel periodo di competenza denunciato, sono invitate ad inviare con urgenza i flussi di correzione «al fine di evitare errata emissione di avvisi di addebito». La richiesta potrebbe essere da annullare anche per una mancata acquisizione da parte dell'istituto dei dati del pagamento o per l'omessa presentazione di un modello F24 con saldo zero a seguito di compensazioni effettuate dal committente. In ogni caso, poiché il "Cassetto previdenziale" non consente al momento di rispondere alla comunicazione dell'inps, la richiesta di correzione o di annullamento va trasmessa all'istituto tramite posta elettronica certificata. Nulla ricevendo e persistendo la posizione debitoria, l'inps provvedere all'emissione dell'avviso di addebito iniziando così la fase della ri scossione. RIPRODUZIONE RISERVATA in sintesi 011 LE RICHIESTE In arrivo le richieste di regolarizzazione verso l'inps per le aziende che nel 2013 non hanno versato 1 contributi ai collaboratori o ad altri lavoratori iscritti alla gestione separata del lavoro autonomo 02 I DATI DA AGGIORNARE Le aziende committenti, le quali hanno inviato erroneamente denunce per compensi non corrisposti effettivamente nel periodo di competenza denunciato, sono invitate ad inviare con urgenza i flussi di correzione «al fine di evitare errata emissione di avvisi di addebito» Previdenza Pag. 7

10 Estratto da pag. 47 Roberto Napoletano Lavoro. Gli effetti della riorganizzazione del ministero dopo la soppressione delle direzioni regionali Sui ricorsi regole da chiarire Luigi Caiazza Le novità introdotte sulla recente riorganizzazione del ministero del Lavoro hanno incidenza anche sui ricorsi amministrativi. Il Dpcm 121 del 14 febbraio scorso, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 agosto e già in vigore dal 9 settembre, avendo soppresso le Direzioni regionali del lavoro (Drl) e istituito in loro vece quattro Direzioni interregionali (Dil) a Milano, Venezia, Roma e Napoli, ha infatti direttamente inciso sugli articoli 16 e 17 del Digs 124/04. L'articolo 16 disciplina il ricorso alle Drl, in alternativa al Tribunale ordinario, ai sensi dell'articolo 22 della legge 689/81, avverso l'ordinanza ingiunzione emessa dalla Dirczione territoriale del lavoro (Dti) in materia di sanzioni amministrative. Sembrerebbe, pertanto, che tale ricorso dovrebbe a questo punto essere inoltrato alla Dil. L'articolo 17 del Digs 124/04 prevede invece l'istituzione presso ciascuna Drl del Comitato re gionale per i rapporti di lavoro, composto dal direttore della Drl (presidente) e dai direttori regionali di Inps e Inail. Il Comitato è competente a decidere i ricorsi contro gli atti d'accertamento e le ordinanze ingiunzione delle Dti e contro i verbali d'accertamento degli istituti previdenziali e assicurativi che abbiano ad oggetto la sussistenza o la qualificazione dei rapporti di lavoro. A differenza dei ricorsi ex articolo 16 del Digs 124/04, dove potrebbe apparire scontato l'inol tro alla Dil, facilmente individuabile dalla competenza territoriale indicata dal citato articolo 14 del dpcm, non altrettanto agevole appare la modalità dei ricorsi ex articolo 17, atteso che destinatari sono i Comitati regionali, istituiti collegialmente presso ciascuna regione. È evidente che qui si presenta un primo problema determinato dalla non omogeneità tra gli uffici periferici del Lavoro e quelli di Inps e Inail, ancora strutturati a livello regionale. Servirà, dunque, un altro provvedimento che ridisciplini la formale e legittima costituzione dei Comitati. Qualsiasi soluzione adottata per chiarire la problematica non potrà prescindere dalla considerazione che i ricorsi amministrativi sono disciplinati da un decreto legislativo emanato dal Governo, con forza di legge, mentre il dpcm è un atto amministrativo, per cui appare poco probabile che quest'ultimo possa modificare sostanzialmente il primo. L'intervento chiarificatore presenta una forte urgenza visto che, a pena di decadenza, il ricorso contro gli atti di cui si è fatto cenno, va inoltrato entro 30 giorni dalla loro notificazione, dai quali decorrono poi quelli della decisione (60/90 giorni) ai fini di un eventuale ricorso in sede giudiziale. RIPRODUZIONERISERVATA Previdenza Pag. 8

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