ELENCO ARTICOLI del 03/02/2014

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1 ELENCO ARTICOLI del 03/02/ Donne in pensione anticipata, senza proroga INPS scadenza entro l'anno 2. Regime di vantaggio e canoni di affitto 3. F24 elementi identificativi accoglie i codici per le locazioni 4. Disabile con proprio reddito: nessuno sconto al familiare 5. Cartelle e accertamenti esecutivi senza interessi, fino al 28 febbraio 6. Minisanatoria Equitalia: sconto a chi paga entro il 28 febbraio Trasporto pubblico, sconti per i giovani 8. Il nuovo ISEE finalmente in Gazzetta 9. Nuovo Isee: cambiano le regole per gli aiuti alle famiglie disagiate 10. Compensi a terzi e spese non integrano l'autonoma organizzazione 11. Spese per il familiare ricoverato, la deducibilità ha i suoi limiti 12. Per le attività complementari ai fini contributivi vale quella prevalente 13. ISEE: tutto pronto, si parte dall 8 di febbraio 14. Il requisito della residenza per gli iscritti all'aire 15. Il ruolo è intestato al defunto, ma la cartella è per gli eredi 16. La ritenuta d'acconto non è un costo 17. Registro e locazione: ulteriore inquilino 18. Esodati, altri chiarimenti dall INPS 19. Dal 1 febbraio al via i controlli sui conti correnti 20. Befera: siamo pronti a partire col Redditometro

2 Donne in pensione anticipata, senza proroga INPS scadenza entro l'anno Il Governo è al lavoro al fine di formulare nuove proposte per l uscita anticipata dal lavoro per le donne. Dal prossimo mese di marzo, infatti, non sarà più possibile per le lavoratrici autonome andare in pensione a 58 anni, con 35 di contributi, accettando un assegno decurtato per l applicazione del calcolo contributivo, e da settembre lo stop varrà anche per le dipendenti, che avrebbero potuto scegliere la stessa strada già a 57 anni. Andrà dunque ad esaurirsi il sistema che consentiva di non applicare le regole della Riforma Fornero. Nello scorso mese di novembre la Commissione Lavoro del Senato ha approvato una Risoluzione che chiede al Governo a rivedere tale situazione: in particolare con la modifica della Circolare n. 35/2012dell Inps che anticipa i tempi rispetto all originaria scadenza di fine Si chiede insomma di ritornare a quanto stabilito dalla Riforma Maroni che prevedeva un opzione particolare riservata alle donne: la possibilità, in via sperimentale fino al 2015, di sfruttare ancora i requisiti per la pensione di anzianità che venivano cancellati (57 anni di età e 35 di contributi, con un anno in più di età per le lavoratrici autonome), a condizione di calcolare la propria pensione con il sistema contributivo, che significa ricevere un assegno più basso.

3 Regime di vantaggio e canoni di affitto Per l'accesso al regime dei "nuovi minimi", l'affitto del locale commerciale dove svolgo l'attività rientra nel computo delle spese di 15mila euro in beni strumentali, che non occorre superare? I contribuenti interessati a fruire del regime di vantaggio per l imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità devono essere in possesso, tra l'altro, dei requisiti previsti per l'ex regime dei "minimi" (articolo 1, commi 96-99, della legge 244/2007). Uno di questi è il non aver effettuato acquisti in beni strumentali nel triennio solare precedente per un importo complessivo superiore a 15mila euro. Rilevano a tal fine anche i canoni di locazione o noleggio corrisposti per acquisire la disponibilità di un bene strumentale (circolare 7/E del 2008).

4 F24 elementi identificativi accoglie i codici per le locazioni Da utilizzare, a partire dall 1 febbraio prossimo, per assolvere agli adempimenti tributari che sono legati alla registrazione dei contratti di affitto dei beni immobili Dopo il provvedimento direttoriale del 3 gennaio che ha esteso l ambito applicativo del modello F24 versamenti con elementi identificativi all imposta di registro, ai tributi speciali e compensi, all imposta di bollo, alle sanzioni e interessi, dovuti in caso di locazioni immobiliari (vedi Versamenti unitari delle imposte. L F24 va incontro alle locazioni ), arrivano, con la risoluzione n. 14/E del 24 gennaio, i codici tributo da indicare nel modello di pagamento. Si tratta di: 1500 Imposta di registro per prima registrazione 1501 Imposta di registro per annualità successive 1502 Imposta di registro per cessioni del contratto 1503 Imposta di registro per risoluzioni del contratto 1504 Imposta di registro per proroghe del contratto 1505 Imposta di bollo 1506 Tributi speciali e compensi 1507 Sanzioni da ravvedimento per tardiva prima registrazione 1508 Interessi da ravvedimento per tardiva prima registrazione 1509 Sanzioni da ravvedimento per tardivo versamento di annualità e adempimenti successivi 1510 Interessi da ravvedimento per tardivo versamento di annualità e adempimenti successivi. Per identificare l altro contraente della locazione, è poi istituito il codice 63 denominato Controparte. Nella sezione Contribuente del modello vanno riportati i dati anagrafici e il codice fiscale di chi effettua il versamento; nel campo Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare, il codice fiscale della controparte unitamente al codice identificativo 63.

5 Nella sezione Erario ed altro bisogna indicare: nei campi codice ufficio e codice atto, nessun valore; nel campo tipo, la lettera F; nel campo elementi identificativi, nessun valore in caso di pagamenti relativi alla prima registrazione ovvero, in caso di annualità successiva, proroga, cessione o risoluzione del contratto, il codice identificativo del contratto; nel campo codice, il codice tributo; nel campo anno di riferimento, l anno di stipula del contratto (o di decorrenza, se anteriore) in caso di prima registrazione ovvero, in caso di annualità successiva, proroga, cessione o risoluzione del contratto, l anno di scadenza dell adempimento. Infine, per consentire il versamento degli importi dovuti a seguito di avvisi di liquidazione dell imposta e irrogazione delle sanzioni, relativi alle stesse locazioni immobiliari, la risoluzione 14/2014 istituisce i codici tributo: A135 imposta di registro A136 imposta di bollo A137 sanzioni A138 interessi.

6 Disabile con proprio reddito: nessuno sconto al familiare Non sono deducibili le spese mediche dell'invalido a carico se lui stesso può beneficare dell agevolazione presentando la sua dichiarazione fiscale SINTESI: In tema di imposte sul reddito la Corte richiama il suo precedente orientamento (Cfr. sent n del 23/10/2006) in base al quale il DPR n. 917 del 1986, art. 10, comma 1, lett. b), il quale prevede la deducibilità delle spese mediche necessarie nei casi di grave e permanente invalidità dei soggetti a carico del contribuente, ivi compreso il coniuge, a condizione che gli stessi non siano a loro volta titolari di reddito, detta una norma specifica, che, escludendo l applicabilità della disciplina civilistica relativa alla comunione legale dei beni tra i coniugi, già derogata in via generale dalla previsione di dichiarazioni distinte da parte dei coniugi che siano autonomi soggetti d imposta, non consente di portare in deduzione, sia pure pro quota, le spese mediche sostenute dal coniuge che, indipendentemente dal regime patrimoniale di comunione legale eventualmente in atto, sia titolare di un autonoma posizione impositiva. Sentenza n. 201 del 9 gennaio 2014 (udienza 9 ottobre 2013) Cassazione civile, sezione V Pres. Cappabianca Aurelio Est. Crucitti Roberta D.P.R. n. 917 del 1986, art. 10, comma 1, lett. b) Deducibilità spese mediche per soggetti a carico del contribuente - Condizioni

7 Cartelle e accertamenti esecutivi senza interessi, fino al 28 febbraio La definizione agevolata riguarda i ruoli emessi da uffici statali, agenzie fiscali ed enti territoriali, affidati, entro il 31 ottobre 2013, a Equitalia per la riscossione Definizione agevolata delle cartelle Equitalia sulla linea di partenza. Sono circa duecento, fino ad oggi, i contribuenti che hanno scelto di aderire alla chance offerta dalla Legge di stabilità La norma prevede che i contribuenti interessati possano pagare in un'unica soluzione, entro il prossimo 28 febbraio, evitando gli interessi di mora e gli interessi di ritardata iscrizione a ruolo, le cartelle e gli avvisi di accertamento esecutivi che sono stati affidati a Equitalia per la riscossione entro il 31 ottobre Chi sono i destinatari dell agevolazione? Innanzitutto i contribuenti interessati dovranno verificare la loro situazione e scegliere se aderire o meno al beneficio, avvalendosi delle informazioni e dei chiarimenti offerti dai funzionari di Equitalia presso tutti gli sportelli diffusi sul territorio. Per far questo occorre riscontrare la propria situazione debitoria, ponendo attenzione alla data in cui le somme dovute sono state affidate all agente della riscossione, controllando tipo di atto si è ricevuto e di quali tributi si tratti. Tutte informazioni che sono contenute nell estratto di ruolo che si può chiedere agli sportelli di Equitalia. La definizione agevolata riguarda le cartelle e gli avvisi di accertamento esecutivi emessi per i tributi di competenza degli uffici statali (quali Ministeri e Prefetture), delle agenzie fiscali (Entrate, Territorio, Demanio, Dogane e Monopoli) e enti locali (Regioni, Province e Comuni). Sono sanabili, ad esempio, le entrate erariali come l Irpef e l Iva e, per i soli interessi di mora, anche le entrate non erariali come il bollo auto e le multe stradali elevate da Comuni e Prefetture. Sono, invece, escluse le somme dovute per effetto di sentenze di condanna della Corte dei conti, i contributi Inps e Inail, i tributi locali non riscossi da Equitalia e le richieste di pagamento di enti diversi da quelli ammessi (per verificare l elenco basta andare sul sito Il beneficio si applica anche in caso di rateizzazioni, sospensioni giudiziali o altre situazioni particolari.

8 Che cos è la definizione agevolata? Si tratta di una agevolazione, prevista dai commi da 618 a 624 dell articolo 1 della legge n. 147/2013 che definiscono i casi nei quali il contribuente non debba pagare gli interessi di mora, che maturano dalla data di notifica della cartella in caso di mancato pagamento delle somme entro i 60 giorni previsti. Inoltre, per le cartelle e gli avvisi emessi per conto dell Agenzia delle Entrate, e quindi riferite a entrate erariali, non si paga anche il tributo relativo agli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, indicati nella cartella di pagamento e nell estratto di ruolo. Nel caso di crediti vantati nei confronti della Pubblica amministrazione, poi, Equitalia contatterà i contribuenti interessati nel presupposto di fornire loro massima assistenza. Per questi contribuenti la legge (articolo 48-bis del Dpr n. 602/1973) prevede che l ente interessato, prima di effettuare il pagamento, verifichi la presenza di eventuali debiti con lo Stato di importi superiori a 10 mila euro. Il contatto diretto Equitalia-contribuente, permetterà a quest ultimo di saldare il dovuto avvalendosi del pagamento agevolato entro la scadenza e, nel contempo, permette alla Pa di procedere al pagamento del credito nei tempi previsti senza risentire di eventuali ritardi dovuti ai tempi tecnici legati alle operazioni della definizione agevolata. Quando, dove e come pagare Cerchio rosso intorno al 28 febbraio. Questa la data da tenere in evidenza per chi decide di aderire al beneficio; in questo caso occorrerà pagare il residuo del debito (al netto degli interessi non dovuti), l aggio, le spese di notifica e quelle per eventuali procedure attivate. Fino al 15 marzo resta sospesa la riscossione dei debiti interessati alla definizione agevolata e entro il 30 giugno Equitalia provvederà a inviare, per posta ordinaria, una comunicazione di avvenuta estinzione del debito ai contribuenti che avranno pagato nei termini previsti. Il versamento può essere effettuato presso tutti gli sportelli Equitalia e negli uffici postali tramite bollettino F35, indicando il codice fiscale dell interessato per ognuna delle cartelle o avvisi che si vuole pagare in forma agevolata. Nel campo eseguito da deve essere obbligatoriamente apposta la dicitura Definizione Ruoli - L.S

9 Minisanatoria Equitalia: sconto a chi paga entro il 28 febbraio 2014 Su multe e altre imposte iscritte a ruolo fino ad Ottobre 2013, per chi effettua il versamento a Equitalia entro il 28 Febbraio 2014 interessi di mora e ritardata iscrizione non sono dovuti. La norma nella Legge di Stabilità 2014 La Legge di Stabilità 2014 ha introdotto la definizione agevolata per le somme affidate a Equitalia in riscossione fino al 31 ottobre Si tratta della possibilità di pagare le cartelle e gli avvisi esecutivi in maniera ridotta senza gli interessi di mora e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo. Si possono quindi avere riduzioni sostanziose sulle cartelle relative a omessi pagamenti di multe, contravvenzioni, bolli auto, imposte per accertamenti fiscali ecc. Ma attenzione c'e tempo solo fino al 28 Febbraio 2014 e la procedura parte solo su richiesta del contribuente Per aderire infatti il contribuente non riceverà nessun avviso da Equitalia. Bisogna verificare la propria situazione nel dettaglio, in quanto non tutti i tributi rientrano nella definizione agevolata. Inoltre sono comprese solo le tasse e multe già iscritte a ruolo entro lo scorso Ottobre. E' possibile richiedere tutte le informazioni sulla propria cartella agli sportelli di Equitalia della propria città. (vedi: Vediamo come funziona, in generale, grazie alle istruzioni emanate dal concessionario il 23 Gennaio. I tributi agevolabili con la sanatoria Equitalia 2014 È possibile usufruire delle agevolazioni per cartelle e avvisi esecutivi i cui tributi riguardano i seguenti Enti: Agenzie fiscali (Agenzia delle Entrate, del Demanio, del Territorio, delle Dogane e dei Monopoli); Uffici statali (Ministeri, Prefetture, Commissioni Tributarie ecc.); Enti locali (Regioni, Province e Comuni). Non sono invece sanabili con questo tipo di agevolazione le somme dovute : per sentenze di condanna della Corte dei Conti; agli enti previdenziali Inps, Inail ecc per tributi locali non riscossi da Equitalia;

10 a enti diversi da quelli citati sopra Nello specifico, la Legge di Stabilità 2014 (L.N. 147/2013) prevede che il contribuente non paghi: gli interessi di mora, che maturano dalla data di notifica della cartella in caso di mancato pagamento delle somme entro i 60 giorni previsti; il tributo relativo agli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, riportato nell estratto di ruolo e indicato nelle cartelle/avvisi emessi per conto dell Agenzia delle Entrate. Restano invece dovuti : l'importo netto del debito l aggio; le spese di riscossione e quelle per eventuali procedure attivate. Le modalità per l'agevolazione Il contribuente deve dunque individuare l'importo dovuto e pagare in un unica soluzione entro il 28 febbraio 2014 : presso gli sportelli Equitalia oppure presso gli uffici postali con bollettino F35. Le istruzioni specificano in un unica soluzione, intendendo in un unica rata per ogni cartella. Ciò non significa che si possono pagare più cartelle con lo stesso bollettino: è preferibile utilizzare un bollettino per ciascuna cartella o avviso che si vogliono sanare, specificando la dicitura Definizione Ruoli - L.S e indicando sempre il proprio CODICE FISCALE. La definizione agevolata è applicabile anche in presenza di rateazioni, sospensioni giudiziali o situazioni debitorie complesse per le quali gli sportelli sono disponibili a fornire la massima assistenza ai contribuenti che ne faranno richiesta.

11 Trasporto pubblico, sconti per i giovani Dalla giornata del 27 gennaio, è possibile accedere al sito per iscriversi al sistema e godere così delle agevolazioni tariffarie per il trasporto pubblico destinate ai giovani under 30. Si tratta di una procedura semplice e veloce, indispensabile per l ottenimento dei titoli agevolati. Le card potranno essere ritirate a partire dalla prima settimana di febbraio presso le biglietterie ATAC. Per soddisfare al meglio le esigenze di tutti gli utenti della Regione, sarà allargata la rete dei punti di distribuzione alle biglietterie Trenitalia fuori dal Comune di Roma (Cassino-Frosinone-Orte- Latina-Formia e Civitavecchia) e alle biglietterie/punti logistici gestiti da Cotral (Viterbo- Rieti-Sora e Latina). Inoltre Cotral implementerà ulteriormente i siti/punti logistici ove è possibile acquisire i titoli agevolati. Ulteriori informazioni possono essere richieste agli indirizzi e o.itoppure collegandosi al portale

12 Il nuovo ISEE finalmente in Gazzetta Dopo una lunga attesa, venerdì è stato dato il via libera al D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159: viene così delineato, con i crismi dell ufficialità, lo strumento necessario per l'erogazione dei servizi e delle prestazioni sociali e sociosanitarie. Nel solco di una maggiore equità sociale Le modifiche, finalizzate ad una definizione dell ISEE più efficace e più equa nella valutazione, rendono ora la strumento più selettivo (specialmente per le famiglie più indigenti). A cambiare sono alcuni parametri che concorrono al calcolo definitivo dell indicatore: è l Ise il valore base ad essere parametrato diversamente, e da esso deriva la nuova disciplina di valutazione del definitivo ISEE. Al suo interno, vanno inseriti i redditi dei singoli componenti della famiglia, che poi vengono sommati e calcolati in base a specifici coefficienti per ottener e la stima finale. Definizione più lata del concetto di reddito Il Nuovo Indicatore non si basa, nel criterio del computo, meramente sul reddito complessivo dichiarato ai fini IRPEF. Lo sguardo volge di fatti verso tutti i redditi tassati con regimi sostitutivi, quelli figurativi degli immobili non locati, nonché i redditi esenti e quindi anche tutti i trasferimenti monetari che giungono dalla P.A. Da ultimo si ricorda, per quanto riguarda il calcolo del patrimonio, l aggiornamento per tenere conto delle valorizzazioni introdotte ai fini IMU e la riduzione delle franchigie patrimoniali.

13 Nuovo Isee: cambiano le regole per gli aiuti alle famiglie disagiate Particolare attenzione è rivolta ai nuclei più numerosi, a quelli con disabili gravi e minori risorse economiche, che chiedono di accedere ai servizi sociali previsti in loro favore Nuovo Isee, nuove regole. Questo è quanto stabilisce ildpcm n. 159 del 5 dicembre 2013 con il quale è stato approvato il Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell'indicatore della situazione economica equivalente, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 19 di venerdì 24 gennaio, che entrerà in vigore l 8 febbraio. Il nuovo modello per la dichiarazione Isee è più attinente alle condizioni economiche che si determinano in un periodo di crisi, elaborando un calcolo differenziato a seconda del tipo di aiuto richiesto. Il decreto prevede che l Isee sia uno strumento unificato, sull intero territorio dello Stato, di valutazione della condizione economica di quanti richiedono prestazioni sociali agevolate, definendo l indicatore quale misuratore del livello essenziale delle prestazioni e introducendo, tra l altro, anche l elaborazione di un Isee corrente nel caso di variazione del reddito corrente superiore al 25% che permette all interessato di aggiornare il proprio stato in base ai diversi eventi che possono intervenire, quali, ad esempio, la perdita del lavoro. In questo caso non si farà riferimento alla sola situazione dell anno precedente ma si terrà conto anche di quanto intervenuto nel frattempo per avere una fotografia più realistica della condizione del nucleo familiare preso in esame.

14 L Isee è differenziato a seconda del tipo di prestazione richiesta e per le seguenti prestazioni: agevolate di natura sociosanitaria agevolate rivolte a minorenni quando i genitori non siano conviventi per il diritto allo studio universitario. Tra le novità da evidenziare quella più rilevante riguarda la determinazione del reddito da prendere in considerazione per l accesso ai servizi sociali previsti in favore di famiglie e persone in difficoltà. L Isee, nato nel 1998, consiste in una combinazione di reddito e patrimonio valutata a livello familiare attraverso una scala di equivalenza che si applica soprattutto alle prestazioni di welfare locali, quali l accesso agli asili nido, i servizi socio-sanitari domiciliari e residenziali, le mense scolastiche, eccetera. Nel modello riformato vengono riportate tutte le forme di reddito, comprese quelle fiscalmente esenti, quali le pensioni di invalidità, l indennità di accompagnamento, gli assegni al nucleo familiare, l assegno sociale e tutte le forme di sussidio erogate dalla Pubblica amministrazione. Concorrono alla formazione del reddito familiare anche i redditi dei contribuenti minimi, i redditi da cedolare secca sugli affitti e quelli dei premi di produttività, mentre restano fuori, ad esempio, il costo dell abitazione, gli assegni di mantenimento o le spese sostenute da persone affette da disabilità o non autosufficienti. Per questi ultimi è, inoltre, ammessa la deduzione dei trasferimenti esenti d imposta nel caso in cui vengono utilizzati per pagare badanti o la retta di ricovero in strutture assistenziali. Viene introdotto uno sconto generale per dipendenti e pensionati del 20% fino alla concorrenza massima di 3mila euro per i dipendenti e di mille euro per i pensionati. Sotto nuove regole anche la determinazione del patrimonio immobiliare: passa da a 7mila euro l importo massimo del canone di affitto che può essere portato in deduzione, incrementato di 500 euro per ogni figlio conviventi oltre il secondo. Per le case di proprietà viene considerato, ai fini della determinazione del reddito patrimoniale, solo il valore della casa che supera il valore del mutuo ancora residuo con un trattamento particolare per la prima casa. È, infatti, stabilito che il valore della casa di abitazione non concorre al calcolo se inferiore a euro, incrementato di euro per ogni figlio convivente successivo al secondo. Stabilita una franchigia a favore delle famiglie con componenti disabili, che ammonta a

15 4mila euro per una disabilità media, sale a euro in caso di disabilità grave e arriva fino a 7mila euro in presenza di persone non autosufficienti. Tali somme vengono aumentate rispettivamente a 5.500, e se la persona disabile è minorenne. Il nuovo sistema di calcolo si fonda solo in parte sull autodichiarazione rilasciata dal richiedente poiché i dati fiscali più rilevanti saranno compilati direttamente dalla Pubblica amministrazione, che potrà accedere e incrociare le informazioni contenute nelle banche dati dell Inps, dell Agenzia delle Entrate e dell Anagrafe tributaria. Per dare forma attuativa al contenuto del Dpcm è previsto che entro 90 giorni dall entrata in vigore del decreto e, quindi, entro il 9 maggio) il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con quello dell Economia e delle Finanze, su proposta dell Inps, sentita l Agenzia delle Entrate e il Garante per la protezione dei dati personali, pubblichi un provvedimento con cui verrà definito il nuovo modello, con le relative istruzioni, della dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) che il richiedente dovrà compilare e consegnare per ottenere l Isee. La Dsu potrà essere presentata ai Comuni o ai Caf o inoltrata direttamente dall interessato all ente erogatore della prima prestazione oppure, anche invia telematica, alla sede dell Inps competente per territorio. Entro il prossimo 8 giugno, infine, è previsto che gli enti erogatori delle prestazioni sociali agevolate si adeguino alle disposizioni contenute nel Dpcm rendendo operativo il nuovo indicatore della situazione economica equivalente.

16 Compensi a terzi e spese non integrano l'autonoma organizzazione Il solo dato dei compensi a terzi e delle spese documentate è insufficiente ad integrare il quid pluris richiesto nell organizzazione dell attività professionale ai fini IRAP. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione nella sentenza n del 22 gennaio 2014, ricordando che, a norma del combinato disposto del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 2, comma 1, primo periodo, e art. 3, comma 1, Iett. c), l'esercizio delle attività di lavoro autonomo di cui al D.P.R. n. 917/1986, art. 49, comma 1, è escluso dall applicazione dell IRAP solo qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata, ed il requisito della autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità solo se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l'id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l esercizio dell'attività in assenza di organizzazione oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui. Confermando un orientamento ormai consolidato (cfr. da ultimo Cass. n /2010 e n /2011) e esplicitando che la valutazione circa la sussistenza del requisito dell'autonoma organizzazione ai fini IRAP non può che coinvolgere un insieme di elementi complessivamente considerati e non invece singoli dati, la Suprema Corte ha respinto il ricorso dell'agenzia delle Entrate contro la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Piemonte. La CTR aveva accolto l'impugnazione del contribuente- soccombente in primo grado - riguardo una cartella di pagamento in cui gli era stato contestato, in seguito a controllo automatizzato della dichiarazione Modello unico 2002, l omesso versamento IRAP per I'anno Secondo i giudici d'appello, il contribuente aveva provato in giudizio la non assoggettabilità ad IRAP dell'attività professionale svolta per via documentale (tramite modello unico P.F quadro E, non contestato dall ufficio, e mediante la produzione di schede contabili per le varie spese). L'Agenzia aveva addotto il vizio motivazionale della sentenza di secondo grado, ex art. 360 n. 5 c.p.c., sostenendo che i Giudici del merito avevano omesso di considerare un dato determinante, ai fini della sussistenza dei requisiti per l'applicazione dell'imposta in esame, quale l utilizzo da parte del contribuente - documentato nella sua stessa dichiarazione dei redditi - di spese "relative all acquisto di beni mobili per , di compensi a terzi per prestazioni professionali pari a , di altre spese documentate pari a

17 La Corte, nell'indicare nuovamente gli elementi atti a integrare i requisiti per l'assoggettabilità all'irap, ha ravvisato l'infondatezza del motivo così individuato, respingendo il ricorso dell'agenzia. Secondo i giudici di legittimità, infatti, la CTR del Piemonte ha svolto le sue valutazioni, in ordine alla inesistenza dell'autonoma organizzazione,facendo concreto riferimento agli elementi esaminati e presi in considerazione nel percorso decisionale: la motivazione della decisione di secondo grado risulta dunque esaustiva.

18 Spese per il familiare ricoverato, la deducibilità ha i suoi limiti Il figlio non ha diritto a scalare i costi sanitari per il genitore, se questo ha presentato autonoma dichiarazione dei redditi e le fatture sono a lui intestate Va esclusa la deducibilità delle spese mediche necessarie nei casi di grave e permanente invalidità dei familiari a carico, se gli stessi sono a loro volta titolari di reddito e, quindi, di un autonoma posizione impositiva. In questi termini si è pronunciata la Corte di cassazione, con la sentenza n. 201 del 9 gennaio I fatti Con cartella di pagamento emessa in rettifica della dichiarazione dei redditi presentata per l anno di imposta 1998, venivano ridotti gli oneri deducibili della somma corrispondente alle spese di ricovero sostenute per il proprio padre, curato presso una clinica per persone non autosufficienti, sul presupposto che fossero oneri deducibili solo le spese mediche e di assistenza specifica. Il contribuente ha proposto ricorso avverso la cartella, rigettato dalla Commissione tributaria provinciale con la motivazione che, agli atti, non era stato provato che le spese relative al ricovero del padre fossero state sostenute proprio dal figlio. Di diverso avviso i giudici di appello, che hanno riformato integralmente la sentenza di primo grado. In particolare, la Ctr Piemonte ha ritenuto che proprio dall estratto del conto corrente bancario intestato al contribuente emergeva la prova che fosse stato questi a pagare le spese relative al ricovero del padre. L Agenzia ha proposto ricorso per cassazione, lamentando: in relazione all articolo 360, n. 3, cpc, la violazione dell articolo 10, comma 1, lettera b), Dpr 917/1986, poiché tale norma dispone la deducibilità solo delle spese mediche e quelle di assistenza specifica nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione sostenute dai soggetti indicati nell articolo 3 della legge 104/1992 e, non

19 prevedendo nulla per le rette di ricovero presso case di cura e di riposo, non ne può essere ipotizzata un estensione analogica con riferimento all articolo 360, n. 5, cpc, l omessa motivazione in ordine alle eccezioni sollevate dall ufficio e relative all indeducibilità di tali spese, non solo perché non comprese nell articolo 10, ma anche perché il familiare assistito non risultava a carico del contribuente, avendo presentato una propria dichiarazione dei redditi. La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che L art. 10, comma 1, lett. b) del d.p.r n. 917 prevede la deducibilità dal reddito complessivo delle spese mediche e di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione sostenute dai soggetti indicati nell art. 3 della l. 5 febbraio 1992 n Osservazioni Prima di tutto, la Corte censura la motivazione adottata dalla Commissione tributaria piemontese perché, alla luce del chiaro dettato normativo, si limita all accertamento dell avvenuta corresponsione, da parte del contribuente, delle somme indicate nelle fatture emesse dalla clinica presso la quale era ricoverato il padre (laddove, nella sentenza, si afferma che ciò emerge dall esame degli estratti del conto corrente bancario intestato al contribuente), senza compiere alcun accertamento in fatto relativo alla effettiva riconducibilità delle spese a spese mediche e di assistenza specifica. In particolare, i giudici non avevano tenuto conto di fatti decisivi (che, ove valutati, avrebbero potuto condurre a una diversa soluzione della controversia), quali la circostanza che il padre, che aveva presentato autonoma dichiarazione dei redditi e al quale risultavano intestate le fatture aventi a oggetto le rette, non era a carico del contribuente. Neppure la Corte, tuttavia, si pronuncia sulla natura delle spese di ricovero. I giudici di piazza Cavour hanno avuto occasione di precisare che se le rette per il ricovero sono corrisposte a strutture sanitarie ospitanti pazienti in regime di lungodegenza, affetti da gravissime infermità invalidanti e che necessitano di cure e assistenza continua, allora tali somme rientrano tra le spese mediche e di assistenza specifiche previste dall articolo 10, comma 1, lettera b), e sono quindi deducibili (Cassazione, sentenza 12192/2010). Come lo sono anche le spese di assistenza corrisposte a persone in possesso di un

20 diploma di abilitazione o di specializzazione professionale, sanitaria o parasanitaria (Cassazione, sentenza 18584/2004), a prescindere dalla circostanza che la persona in situazione di grave handicap necessiti anche dell aiuto di un semplice collaboratore, non potendone fare a meno nello svolgimento delle funzioni più elementari di deambulazione, alimentazione, igiene e propria cura. Probabilmente nulla dice la Cassazione sul punto perché, con riferimento alla fattispecie sottoposta al suo esame, ritiene determinante la circostanza che il genitore assistito sia titolare di reddito. Le spese previste dal comma 1, lettera b), articolo 10 citato (e quelle di ricovero, se vi rientrano) sono deducibili, infatti, sia se sono sostenute per se stessi, sia se sono sopportate nell interesse delle persone indicate nell articolo 433 cc (come previsto dal comma 2 dell articolo 10, Dpr 917/1986, applicabile ratione temporis) a condizione che queste ultime (tra le quali, sono compresi anche i genitori) non siano titolari di autonoma posizione fiscale (ad esempio, la Corte ha ritenuto deducibili per intero le spese mediche per una figlia minore, fiscalmente a carico di entrambi i genitori, tutti e due percettori di redditi, a favore del solo genitore che ha dichiarato, nell apposito quadro della dichiarazione dei redditi, di averle interamente sostenute Cassazione, sentenza 14021/2006). Diversamente, le spese mediche necessarie per grave e permanente invalidità dei soggetti a carico del contribuente non sono deducibili se gli stessi sono titolari a loro volta di reddito. A tale principio di diritto la Corte aderisce e dà seguito (nel precedente richiamato, i giudici di legittimità avevano statuito che la disposizione dell articolo 10 non consente di portare in deduzione, sia pure pro quota, le spese mediche sostenute dal coniuge titolare di un autonoma posizione impositiva, a prescindere dall eventuale regime patrimoniale di comunione legale e tenuto conto che i coniugi, quali autonomi soggetti d imposta, ben potevano presentare distinte dichiarazioni dei redditi - Cassazione, sentenza 22789/2006). Sarà compito del giudice di rinvio applicare il principio di diritto richiamato dalla Corte.

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