D1. In cosa si sostanzia il principio della persona prudente?

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1 Questo mi pare l ultimo giorno per dare una risposta. Innanzitutto complimenti per l approccio. Rende la comunicazione molto più facile e la lettura più efficace. Non sono un esperto dei temi che vengono trattati anche se, negli ultimi 10 anni, me ne sono dovuto occupare. Rispondo a mio nome e non a nome del CdA di Fonchim. Ho seguito la traccia indicata e trasmetto le mie osservazioni. Ci sono domande alle quali io e, ho la presunzione di credere, anche altri, non ho ancora dato una risposta. La prima riguarda la definizione, l uso operativo e la percezione del termine rischio. La percezione di rischio è negativa tanto quanto quella di trasparenza è positiva. Nel nostro caso il sottoscrittore ovvero colui che ogni 10 anni ne lavora 1 per Fonchim (prego fare i conti) non ha chiaro che cosa significhi rischio e lo percepisce come negativo. Il gestore, che del rischio inteso come volatilità fa uno strumento di lavoro, lo conosce bene. Secondo me bisogna far sì che si riduca la distanza tra il modo in cui il rischio viene percepito dal risparmiatore e quello in cui esso viene letto dal gestore. Faccio un esempio che magari funziona. Chi vede un aliante nell aria prova un senso di rischio ben superiore rispetto a colui che sta usandolo e guarda il panorama. Se studiamo il funzionamento dell aliante, senza arrivare necessariamente a pilotarlo, probabilmente riduciamo il nostro senso di rischio. Ciò che gioca è la coscienza del problema. Se al risparmiatore spiego che il rischio altro non è che la volatilità del patrimonio generata dall andamento dei mercati, probabilmente capisce meglio che cosa è opportuno fare o non fare. La volatilità prevista è quindi, a mio modo di vedere, il miglior modo di comunicare il rischio a chi deve, bene o male, prendere decisioni di investimento non essendo persona che lo fa per mestiere. Altra cosa è la direttiva da dare al gestore per il quale, secondo me, lo strumento del benchmark rimane il più valido, e si è rivelato valido in passato, per alcune categorie di investimenti. Non vedo il benchmark come strumento di comunicazione con il risparmiatore, è fuorviante e distorcente, ma come guida per gestire l operato di chi fornisce servizi di investimento. Non si escludono tuttavia altri indicatori. L ipotesi di una Covip che monitori le diverse modalità di affidamento e di controllo della gestione mi trova concorde. Nel caso di investimenti poco valutabili in termini di confronto con il benchmark, immobiliare o private equity, il rendimento nel tempo potrà rappresentare la guida che permette sia al fondo che al risparmiatore di monitorare l andamento dell impiego finanziario. Una definizione di rischio finanziario, definizione comune a tutti anche perchè, come dice il Vostro testo..il secondo pilastro demanda al lavoratore la responsabilità di assumere consapevolmente le decisioni relative al profilo rischio/rendimento nell impiego dei propri risparmi previdenziali... mi sembra necessaria. Il tema della confrontabilità porta un po a quello che ho appena detto. Mi porta a chiedermi..chi fa il confronto e che cosa confronta...? Gli strumenti utilizzati per il confronto variano di complessità in funzione di chi li usa. Per il risparmiatore dovranno necessariamente essere semplici non tutti, purtroppo o per fortuna, hanno una laurea in finanza -, per i Fondi, i gestori e la Covip potranno assumere i caratteri di complessità necessari per esprimere un giudizio tecnico compiuto.

2 D1. In cosa si sostanzia il principio della persona prudente? D2. I limiti quantitativi sono uno strumento regolatorio efficace per il contenimento del rischio dell investimento? D3. Gli obiettivi di efficienza gestionale e di protezione degli interessi degli aderenti sarebbero meglio perseguiti adottando un approccio che, rispetto a quello attuale, consenta una maggiore flessibilità gestionale da un lato, e responsabilizzi maggiormente le forme pensionistiche dall altro lato, attribuendo loro un ruolo più attivo nel controllo del rischio? D4. Il vincolo a tenere conto delle esigenze di finanziamento delle piccole e medie imprese nella gestione delle disponibilità delle forme pensionistiche dovrebbe essere mantenuto? D5. Quali tra i seguenti principi di carattere generale dovrebbero essere previsti dalla nuova disciplina? a) le forme pensionistiche investono conformemente al principio della persona prudente ; b) le attività sono investite nel miglior interesse degli aderenti e dei beneficiari; c) le attività sono investite in modo da garantire la sicurezza, la qualità, la liquidità e la redditività del portafoglio nel suo complesso; d) le attività sono adeguatamente diversificate per evitare che ci sia un eccessiva dipendenza da una determinata categoria di attività, emittenti o gruppi di imprese e che nel portafoglio complessivamente considerato vi siano concentrazioni del rischio; e) le forme pensionistiche perseguono la gestione efficiente del patrimonio; f) le forme pensionistiche contengono i costi di transazione, gestione e funzionamento; g) il patrimonio è investito in coerenza con la politica di investimento adottata dalla forma pensionistica; h) le forme pensionistiche si dotano di una struttura amministrativa professionale e tecnica adeguata per la gestione e il monitoraggio dell investimento e del rischio. D6. Dovrebbero essere previsti altri principi oltre a quelli indicati alla domanda precedente? D7. Dovrebbe essere previsto un obbligo generalizzato di indicare un parametro oggettivo e confrontabile ( benchmark) per la verifica dei risultati della gestione? D8. Dovrebbe essere richiesta l adozione di un modello e di parametri di monitoraggio del rischio? D9. In quale modo la Covip dovrebbe essere coinvolta nel processo di adozione del modello di monitoraggio del rischio? In particolare, è condivisibile un modello di vigilanza secondo il quale da un lato la Covip individua un insieme di strumenti di monitoraggio del rischio ammissibili ( safe harbour) e dall altro lato le forme pensionistiche mantengono la possibilità di chiedere la validazione di ulteriori strumenti? In tutto quello che viene previsto all articolo 18, primo comma, della direttiva EPAP Si, ma impediscono tutta una serie di iniziative la cui mancanza, alla fine, acuisce il rischio. Per rischio finanziario vale la pena di definirlo - possiamo intendere la non disponibilità delle risorse finanziarie investite nella misura in cui se ne ha bisogno nel momento in cui se ne ha bisogno. Maggiore flessibilità unita ad una maggiore responsabilità e a controlli più sostanziali sembrano essere la formula più efficace. No a) Certamente b) Sì, così come dice la direttiva c) Sì, così come dice la direttiva d) Certamente. La corretta diversificazione è fonte di sicurezza e) Naturalmente f) Ovviamente li contengono ma anche, per motivi di controllo, li enucleano al fine di renderli più rintracciabili. g) Sì h), dovrebbero farlo visti gli interessi e i capitali coinvolti Le forme pensionistiche devono essere in grado di comunicare agli aderenti quale sia stato il rendimento passato e quale possa essere il rendimento atteso secondo gradi di probabilità comprensibili (alto, basso medio oppure +-5%, +-7%, ecc... La Covip dovrebbe essere in grado di valutare i modelli di comunicazione tra il fondo e gli associati. Forse non il benchmark ma certamente la volatilità. Benchmark comunque sempre total return, definendo però prima che cosa si intende per rischio finanziario e cercando di renderlo il più comprensibile possibile a chi legge. Assolutamente d accordo D10. In quali categorie di attività dovrebbe essere consentito l investimento da parte delle forme pensionistiche? Tutti gli strumenti finanziari dando comunque limiti quantitativi ad attività non quotate e poco trasparenti D11. Quali vincoli dovrebbero essere previsti per l investimento in oicr non armonizzati Non credo che il criterio del velo o il divieto per alcune tipologie siano accettabili. Ci sono (divieto per alcune tipologie; limiti quantitativi; investimento subordinato alle capacità già le schede dei fondi e le banche centrali o le varie Consob che fanno controllo. Non vedo gestionali della forma pensionistica; criterio del velo; altri tipi di vincoli)? ragione per includere tra gli investimenti i non armonizzati. Darebbero un valore aggiunto particolare??? D12. La deroga che consente l investimento diretto in immobili ai fondi pensione preesistenti dovrebbe essere mantenuta? Gli immobili dovrebbero poter essere acquistati direttamente solo per fini strumentali. D13. Il divieto di effettuare vendite allo scoperto dovrebbe essere mantenuto?

3 D14. Il limite quantitativo all investimento in strumenti finanziari emessi da uno stesso emittente o da soggetti facenti parte di un medesimo gruppo dovrebbe essere mantenuto? D15. Quali percentuali del patrimonio della forma pensionistica dovrebbero essere indicate? D16. Le percentuali dovrebbero essere più stringenti nel caso di strumenti finanziari non negoziati in mercati regolamentati? D17. I titoli di Stato dovrebbero essere esentati da questo limite quantitativo? Per quali Stati emittenti dovrebbe valere l esenzione (OCSE; UE; Stati con rating elevato)? Dipende dalla tipologia dei titoli e dalla qualità dell emittente No. Bisognerebbe adottare limiti meno stringenti, peraltro sempre in funzione dell emittente, ma la concentrazione del rischio va comunque evitata. D18. Gli oicr dovrebbero essere esentati da questo limite quantitativo? No. Fermo restando che la concentrazione va sempre evitata va considerata anche la tipologia di OICR. Un azionario attivo è diverso da un monetario passivo. D19. Gli strumenti finanziari emessi da organismi internazionali dovrebbero essere esentati da questo limite quantitativo? No. Idem come alla D17 D20. È opportuno mantenere limiti quantitativi per l investimento in strumenti finanziari negoziati su mercati regolamentati? D21. Le percentuali dovrebbero essere differenziate a seconda della tipologia di emittente o dello Stato in cui questo o il mercato regolamentato hanno sede?.... e anche in funzione della tipologia di valore mobiliare. D22. Quali percentuali del patrimonio dovrebbero essere indicate come limite? D23. È opportuno mantenere limiti quantitativi per l investimento in strumenti finanziari non negoziati su mercati regolamentati? Sì. Dipende dal titolo e dall emittente. D24. Quale percentuale del patrimonio dovrebbe essere indicata come limite? 10% per gli azionari non quotati. Un limite superiore, 40/50%, per gli obbligazionari non quotati fatta salva, comunque, l imposizione di un rating adeguato. D25. Le percentuali dovrebbero essere differenziate a seconda della tipologia di emittente o dello Stato in cui ha sede? Sì. Per le obbligazioni il rating dovrebbe costituire il discrimine. Ovviamente dovrebbero essere emanati limiti sulla concentrazione per emittente. D26. Gli oicr dovrebbero essere esentati da questo limite quantitativo? Sì, solo se i valori mobiliari sottostanti sono quotati. Dall altro lato un OICR che investe per buona parte in titoli non quotati non permette un adeguata visibilità. D27. Gli strumenti del mercato monetario dovrebbero essere esentati da questo limite quantitativo? Certamente. D28. È opportuno prevedere limiti quantitativi per l investimento in fondi chiusi mobiliari e immobiliari e in fondi speculativi? Sì D29. Quali limiti quantitativi dovrebbero essere indicati per il complesso dei fondi chiusi mobiliari e immobiliari e dei fondi speculativi, per ciascuna tipologia di fondo, per il singolo fondo, per i singoli fondi di fondi? Non sono in grado, al momento, di dirlo. D30. Oltre ai limiti quantitativi dovrebbero essere previsti altri vincoli (investimento diretto in fondi chiusi subordinato all adeguatezza della struttura amministrativa di gestione e controllo; disposizioni di tipo procedurale sulla selezione e il monitoraggio degli investimenti; altri vincoli)? D31. Le deroghe previste dal DM 62/07 per l investimento in fondi chiusi immobiliari da parte dei fondi pensione preesistenti dovrebbero essere fatte salve? Non saprei Certamente. La qualità della struttura di controllo e la responsabilizzazione formale degli amministratori, scelti tra persone adeguatamente qualificate, è alla base della libertà di investimento. D32. È opportuno prevedere limiti quantitativi all esposizione valutaria del patrimonio delle forme pensionistiche? Sì

4 D33. Quale limite quantitativo dovrebbe essere indicato per l investimento in attività denominate in valuta diversa da quella in cui saranno erogate le prestazioni pensionistiche? Non più del 10/20 % D34. È opportuno mantenere un limite quantitativo per la detenzione di liquidità da parte delle forme pensionistiche? D35. È opportuno prevedere che l investimento in strumenti derivati sia consentito solo per finalità di riduzione del rischio e di efficiente gestione? D36. Dovrebbero essere previsti altri vincoli per l uso di strumenti finanziari derivati? D37. È opportuno vietare operazioni in derivati equivalenti a vendite allo scoperto che configurano per il fondo un obbligo di consegnare a scadenza le attività sottostanti il contratto derivato? D38. È opportuno mantenere l attuale impostazione, che demanda alle Autorità di settore la definizione di criteri, modalità e limiti per il rilascio della garanzia di rendimento minimo o di restituzione del capitale? D39. Quali vincoli dovrebbero essere previsti per l investimento in oicr (criterio del velo; investimento subordinato al rispetto dei criteri generali di gestione e alla capacità del fondo di verificare il loro rispetto; limite quantitativo; altri vincoli)? D40. Quali forme pensionistiche dovrebbero essere esentate dall applicazione della nuova disciplina sui limiti agli investimenti? D41. È opportuno prevedere un periodo transitorio nel quale i soggetti interessati possano realizzare gli adeguamenti richiesti dalle nuove disposizioni in vista della loro entrata in vigore? No. In questo momento, in particolar modo, il limite del 20% è basso e nuoce alla corretta gestione del portafoglio Sì, si fa da anni. Quando, all inizio della gestione, Fonchim non aveva sufficiente patrimonio per investire in modo da coprire il benchmark, acquistava derivati. No. Solo l obiettivo di gestione efficiente e non speculativa. Sicuramente. Le disposizioni in materia andrebbero comunque formalizzate in modo più definito Investimento subordinato al rispetto dei criteri generali di gestione la cui verifica va effettuata da parte delle autorità preposte al compito ( in Italia Bankitalia). L OICR dovrebbe impegnarsi a dichiarare periodicamente al fondo l adeguatezza dei suoi investimenti rispetto a quanto previsto nei suoi documenti informativi ivi inclusa la dichiarazione della mancanza di titoli che il fondo non potrebbe acccettare. Nessuna Un periodo transitorio va bene per definizione. In questo caso, per quanto riguarda Fonchim, ne basterebbe uno breve. D42. Quanto dovrebbe durare il periodo transitorio? D43. Quali adattamenti dovrebbero essere apportati alla disciplina dei conflitti d interesse prevista dalla direttiva MiFID e dai provvedimenti italiani che la attuano? D44. Quale ambito di applicazione dovrebbe avere il modello di gestione dei conflitti d interesse mutuato dalla direttiva MiFID? D45. A prescindere dall introduzione di un modello generale di gestione dei conflitti d interesse, mutuato dalla direttiva MiFID, la nuova disciplina sui fondi pensione dovrebbe prevedere disposizioni specifiche per alcune fattispecie di conflitto? D46. Quali fattispecie di conflitto dovrebbero essere specificamente disciplinate? L autorità di vigilanza dovrebbe, stante la libertà lasciata dalla Mifid, stabilire le potenziali situazioni di conflitto di interesse in cui i gestori di prodotti previdenziali potrebbero venire a trovarsi e stabilire le procedure da seguire per evitarle o per renderle pubbliche.. Totale per tutto ciò che il fondo pensione gestisce direttamente No Come dice l articolo 18 della Mifid, le fattispecie di conflitto devono essere individuate dall impresa di investimento e, nel nostro caso, dal Fondo. Dovrebbero anche essere discusse con l autorità di vigilanza alla quale spetterebbe il compito di adattare ai Fondi Pensione la disciplina Mifid. Il l Fondo stesso dovrebbe disegnare le procedure necessarie ad evitare che il conflitto di interessi si manifesti e le dovrebbe sottoporre al giudizio di Covip o dei numerosi organi di controllo di cui è dotato..

5 D47. In che modo dovrebbero essere disciplinate le fattispecie di conflitto specificamente identificate (comunicazione delle operazioni con o senza una soglia di rilevanza, differenziata a meno a seconda del soggetto interessato?? D48. A quali organi di ciascuna tipologia di forma pensionistica il gestore dovrebbe inviare le comunicazioni relative alle situazioni di conflitto d interesse? Vedi risposta 47 In funzione del tipo di conflitto, effettivo o potenziale, comunicazione a Covip oppure al CdA oppure ancora all assemblea o ad altri organi del fondo. L aspetto quantitativo dovrebbe costituire una linea di discrimine. D49. La decisione circa la comunicazione agli aderenti dovrebbe essere lasciata agli organi dei fondi pensione, ferma restando la possibilità per la Covip di disporre l obbligo di comunicare specifiche informazioni? D50. È opportuno mutuare la disciplina dell articolo 2391 del codice civile per disciplinare i conflitti d interesse degli esponenti apicali, dei componenti degli organi decisionali e di controllo dei fondi pensione? D51. Quali adattamenti dovrebbero essere apportati alla disciplina dell articolo 2391 del codice civile? D52. Quali ipotesi di incompatibilità occorrerebbe prevedere? Nessuno Mi viene in mente l appartenenza a gruppi finanziari possibili gestori o possibili cointeressati in operazioni congiunte con altre entità finanziarie di membri del CdA. Quanto meno questo tipo di condizione dovrebbe essere reso pubblico.

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