DISPOSIZIONI SULLA GESTIONE DEL PERSONALE DELLE PROVINCE

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1 DISPOSIZIONI SULLA GESTIONE DEL PERSONALE DELLE PROVINCE DIVIETO DI ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO L art. 16, comma 9, del Decreto Legge 6 luglio 2012 n Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini -, convertito in Legge 7 agosto 2012 n. 135, impone il divieto di assunzioni a tempo indeterminato: Nelle more dell attuazione delle disposizioni di riduzione e razionalizzazione delle Province è fatto divieto alle stesse di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato. Il Decreto Legge 31 agosto 2013 n. 101 Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni -, convertito in Legge 30 ottobre 2013 n. 125, ha confermato espressamente la vigenza dell art. 16, comma 9, del D. L. 6 luglio 2012 n. 95, convertito in Legge 7 agosto 2012 n L art. 4, comma 9, della Legge 125/2013 prevede infatti, come vedremo più avanti, che la proroga dei contratti a tempo determinato per le Province può essere disposta fermo restando il divieto previsto dall art. 16 comma 9. Inoltre, per le procedure di stabilizzazione, si stabilisce che il personale a tempo determinato delle Province, in possesso dei requisiti, può partecipare ad una procedura selettiva indetta da altra amministrazione avente sede nel territorio provinciale, proprio in quanto non possono essere svolte procedure di assunzione a tempo indeterminato presso le Province. L unica espressa deroga ai divieti di assunzione è prevista soltanto dall art. 7, comma 6, con riferimento alle categorie protette ( La disposizione del presente comma deroga ai divieti di nuove assunzioni previsti dalla legislazione vigente ). L art. 3, comma 5 del Decreto Legge 24 giugno 2014 n. 90 Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l efficienza degli uffici giudiziari -, convertito in Legge 11 agosto 2014 n. 114, ribadisce il divieto di assunzioni a tempo indeterminato per le Province, confermando quanto disposto dall art. 16, comma 9, del D. L. 95/2012. Il comma 6 prevede conferma l eccezione per le assunzioni di personale appartenente alle categorie protette ai fini della copertura delle quote d obbligo. L art. 1, comma 420, della Legge 190/2014 prevede che a decorrere dal 1 gennaio 2015 alle Province delle Regioni a statuto ordinario è fatto divieto di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato, anche nell ambito delle procedure di mobilità. La circolare ministeriale n. 1/2015 chiarisce che a decorrere dal 1 gennaio 2015 il divieto si applica alle sole province e non anche alle città metropolitane, fatti 1

2 salvi gli effetti di riduzione della spesa corrente derivanti per queste ultime dal comma 418 della Legge 190/2014. Il divieto, a decorrere dal 1 gennaio 2015, si estende anche all acquisizione di personale mediante mobilità, anche laddove avviata anteriormente alla predetta data. Resta fermo l obbligo di assunzione per coprire la quota riservata alle categoria protette, anche in deroga al divieto di assunzione. INCARICHI DIRIGENZIALI Il Decreto Legge 31 agosto 2013 n. 101 Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni - convertito in Legge 30 ottobre 2013 n. 125, all art. 2, comma 8bis, prevede che Nelle more del completamento del processo di riforma delle Province, nel rispetto del patto di stabilità interno e della vigente normativa di contenimento della spesa di personale, sono fatti salvi fino al 30 giugno 2014, salva proroga motivata, gli incarichi dirigenziali conferiti dalle province stesse ai sensi del comma 6 dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, già in atto alla data di entrata in vigore del presente decreto, tenuto conto del loro fabbisogno e dell'esigenza di assicurare la prestazione dei servizi essenziali. Il differimento della data di scadenza del contratto non costituisce nuovo incarico, ma solo prosecuzione dell'efficacia del contratto vigente. Il Decreto Legge 24 giugno 2014 n. 90 Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l efficienza degli uffici giudiziari -, convertito in Legge 11 agosto 2014 n. 114, ha modificato l art. 110 del D. Lgs. 267/2000, che disciplina l attribuzione degli incarichi dirigenziali a tempo determinato, che è stato così riformulato: Lo statuto può prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, possa avvenire mediante contratto a tempo determinato. Per i posti di qualifica dirigenziale, il regolamento sull ordinamento degli uffici e dei servizi definisce la quota degli stessi attribuibile mediante contratti a tempo determinato, comunque in misura non superiore al 30 per cento dei posti istituiti nella dotazione organica della medesima qualifica e, comunque, per almeno una unità. Fermi restando i requisiti richiesti per la qualifica da ricoprire, gli incarichi a contratto di cui al presente comma sono conferiti previa selezione pubblica volta ad accertare, in capo ai soggetti interessati, il possesso di comprovata esperienza pluriennale e specifica professionalità nelle materie oggetto dell incarico. Per il periodo di durata degli incarichi, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell anzianità di servizio. L art. 1, comma 420, della Legge 190/2014 prevede che a decorrere dal 1 gennaio 2015 alle Province delle Regioni a statuto ordinario è fatto divieto di attivare rapporti di lavoro ai sensi degli articoli 90 e 110 del D. Lgs. 267/2000. I rapporti in essere ai sensi del predetto articolo 110 cessano alla naturale scadenza ed è fatto divieto di proroga degli stessi. 2

3 La Circolare Ministeriale n. 1/2015 ha chiarito che alle province è preclusa in modo assoluto la possibilità di attivare nuovi rapporti di lavoro ai sensi dell articolo 90 (Uffici di supporto agli organi di direzione politica) e 110 (Incarichi a contratto) del TUEL, sia per le province che hanno svolto le nuove elezioni, sia per quelle che devono ancora svolgerle, ai sensi della legge 56/2014. Rispetto all articolo 90 il divieto interviene impedendo l attivazione di nuovi rapporti di lavoro. Ne deriva che, per supportare il Presidente della Provincia nell'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo attribuite dalla legge lo stesso può ricorrere esclusivamente ai dipendenti di ruolo dell'ente senza maggiori oneri. In nessun caso, invece, è consentito assumere collaboratori con contratto a tempo determinato, secondo le prescrizioni del predetto articolo 90. La distinzione tra personale interno e soggetti esterni non rileva ai fini dell articolo 110 in quanto in entrambi i casi è presupposto necessario l instaurazione di un nuovo rapporto di lavoro. In sostanza, le Province non possono stipulare contratti a tempo determinato ex articolo 110 neppure con personale interno, in quanto il predetto articolo presuppone l attivazione di nuovi rapporti di lavoro espressamente vietata dalla lettera e). I rapporti in essere ai sensi del predetto articolo 110 cessano alla naturale scadenza ed è fatto divieto di prorogare gli stessi. Resta inteso che il contratto è risolto di diritto nel caso di ente che dichiari il dissesto o venga a trovarsi nelle situazioni strutturalmente deficitarie (art. 110, c. 4). La disciplina transitoria dettata per l articolo 110 si applica sia per le province che hanno svolto le nuove elezioni, sia per quelle che devono ancora svolgerle, ai sensi della legge 56/2014. Per quanto riguarda i contratti in essere ai sensi dell articolo 90, per le province che non hanno ancora proceduto alle nuove elezioni si applica la disciplina ordinaria sulla durata del contratto, con la conseguenza che alla scadenza prevista il rapporto di lavoro si estingue ed è vietata tanto la proroga, quanto l attivazione di nuovi rapporti di lavoro. CONTRATTI DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO 1) L art. 9, comma 28, della Legge 30 luglio 2010 n. 122, che ha convertito in legge, con modificazioni, il Decreto Legge 31 maggio 2010 n. 78 prevede: A decorrere dall'anno 2011, le amministrazioni (compresi gli Enti Locali, come previsto dall art. 4, comma 102, della Legge 183/2011, per i quali costituiscono principi generali ai fini del coordinamento della finanza pubblica) possono avvalersi di personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nel limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalità nell'anno 2009 ; 3

4 2) L art. 1 del D. L n. 216 ha prorogato al 2013 l applicazione delle disposizioni dell' art. 9, sopra richiamato, limitatamente alle assunzioni del personale educativo e scolastico degli enti locali, nonché di personale destinato all'esercizio delle funzioni di polizia locale, fermi restando i limiti per le altre funzioni di immediata applicazione. 3) L art. 4-ter del D. L n. 16, convertito in Legge 26 aprile 2012 n. 44, ha previsto che a decorrere dal 2013 gli enti locali possono superare il limite del 50 per cento della spesa sostenuta nell'anno 2009 soltanto per le assunzioni strettamente necessarie a garantire l'esercizio delle funzioni di polizia locale, di istruzione pubblica e del settore sociale; resta fermo che comunque la spesa complessiva non può essere superiore alla spesa sostenuta per le stesse finalità nell'anno ) L art. 1, commi della Legge 24 dicembre 2012 n. 228 Legge di stabilità ha previsto che, fermi restando i vincoli finanziari previsti dalla normativa vigente, viene consentita la proroga dei contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, in essere al 30 novembre 2012, che superano il limite dei trentasei mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, previo accordo decentrato con le organizzazioni sindacali. Il Decreto Legge 31 agosto 2013 n. 101 Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni -, convertito in Legge 30 ottobre 2013 n. 125, ha disposto che, fermo restando il divieto previsto dall'articolo 16, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, le province possono prorogare fino al 31 dicembre 2014 i contratti di lavoro a tempo determinato per le strette necessità connesse alle esigenze di continuità dei servizi e nel rispetto dei vincoli finanziari per le assunzioni a tempo determinato, del patto di stabilità interno e della vigente normativa di contenimento della spesa complessiva di personale. Il personale non dirigenziale delle Province, in possesso dei requisiti, può partecipare ad una procedura selettiva indetta da un'amministrazione avente sede nel territorio provinciale, anche se non dipendente dall'amministrazione che emana il bando. Il Decreto Legge 24 giugno 2014 n. 90 Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l efficienza degli uffici giudiziari -, convertito in Legge 11 agosto 2014 n. 114, ha consentito di prorogare ulteriormente i contratti, alle medesime finalità e condizioni, fino all insediamento dei nuovi soggetti istituzionali così come previsto dalla legge 7 aprile 2014, n. 56. Le limitazioni di spesa per le assunzioni a tempo determinato (limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalità nell'anno 2009; 60 per cento, per il 2014, per gli enti locali in sperimentazione) non si applicano agli enti locali in regola con l obbligo di riduzione delle spese di personale di cui al commi 557 (riduzione dell'incidenza percentuale delle spese di personale rispetto al complesso delle spese correnti, attraverso parziale reintegrazione dei cessati e contenimento della spesa per il lavoro flessibile) della Legge Finanziaria 2007, nell ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente. 4

5 Resta fermo che comunque la spesa complessiva non può essere superiore alla spesa sostenuta per le stesse finalità nell anno I limiti di spesa per assunzioni a tempo determinato non si applicano altresì, anche con riferimento ai lavori socialmente utili, ai lavori di pubblica utilità e ai cantieri di lavoro, nel caso in cui il costo del personale sia coperto da finanziamenti specifici aggiuntivi o da fondi dell Unione europea; nell ipotesi di cofinanziamento, i limiti medesimi non si applicano con riferimento alla sola quota finanziata da altri soggetti. Il rispetto degli adempimenti e delle prescrizioni sulle assunzioni da parte degli enti locali viene certificato dai revisori dei conti nella relazione di accompagnamento alla delibera di approvazione del bilancio annuale dell ente. In caso di mancato adempimento, il prefetto presenta una relazione al Ministero dell interno. Con la medesima relazione viene altresì verificato il rispetto della prescrizione che impone il divieto di effettuazione di attività gestionale anche nel caso in cui nel contratto individuale di lavoro il trattamento economico, prescindendo dal possesso del titolo di studio, è parametrato a quello dirigenziale dai soggetti assunti ai sensi dell art. 90 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n L art. 1, comma 420, della Legge 190/2014 prevede che a decorrere dal 1 gennaio 2015 alle Province delle Regioni a statuto ordinario è fatto divieto di instaurare rapporti di lavoro flessibile di cui all articolo 9, comma 28, del D. L. 78/2010 convertito dalla Legge 122/2010 e successive modificazioni. La Circolare Ministeriale n. 1/2015 ha chiarito che i rapporti di lavoro flessibile contemplati dal predetto articolo 9 comma 28 sono i contratti di lavoro: a) a tempo determinato b) quelli flessibili scaturenti da convenzioni c) di collaborazione coordinata e continuativa d) di formazione-lavoro o altri rapporti formativi e) di somministrazione di lavoro f) di lavoro accessorio. Il divieto si estende anche alle proroghe o alla prosecuzione dei predetti rapporti di lavoro. In relazione alle finalità di contenimento della spesa, si ritiene che il divieto si estenda al caso in cui il costo del personale sia coperto da finanziamenti specifici aggiuntivi o da fondi dell'unione europea ritenendo che per i progetti connessi con tali fondi si possa utilizzare il personale già in servizio presso gli enti di area vasta. L art. 1, comma 6, del D. L. 31 dicembre 2014 n. 192 prevede la proroga al 31 dicembre 2015 del termine del 31 dicembre 2014 di cui all articolo 4, comma 9, terzo periodo del d.l. 101/2013 secondo cui, nel testo novellato, Fermo restando il divieto previsto dall'articolo 16, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, le province possono prorogare fino al 31 dicembre 2015 i contratti di lavoro a tempo determinato per le strette necessità connesse alle esigenze di continuità dei servizi e nel rispetto dei 5

6 vincoli finanziari di cui al presente comma, del patto di stabilità interno e della vigente normativa di contenimento della spesa complessiva di personale. La possibilità di proroga è da riferire, in base al contesto normativo di riferimento, al personale a tempo determinato in possesso dei requisiti di cui all articolo 4, comma 6, del d.l. 101/2013. Sono altresì da rispettare i vincoli scaturenti dai seguenti articoli: - 1, comma 557, della legge 296/2006; - 9, comma 28, del d.l. 78/2010; - 31, comma 26, lettera d), della legge n. 183 del CONCORSI RISERVATI INDETTI DA ALTRE AMMINISTRAZIONI CUI POSSONO PARTECIPARE I DIPENDENTI A TEMPO DETERMINATO DELLE PROVINCE Fino al 31 dicembre 2018, al fine di favorire una maggiore e più ampia valorizzazione della professionalità acquisita dal personale con contratto di lavoro a tempo determinato e, al contempo, ridurre il numero dei contratti a termine, le amministrazioni possono bandire, nel rispetto dei vincoli assunzionali previsti dalla legislazione, procedure concorsuali, per titoli ed esami, per assunzioni a tempo indeterminato di personale non dirigenziale riservate esclusivamente a coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti: a) personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che ha conseguito tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore; b) personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che ha conseguito tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 28 settembre 2007 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore; c) personale non dirigenziale che alla data del 1 settembre 2013 decreto ha maturato, negli ultimi cinque anni, almeno tre anni di servizio con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato alle dipendenze dell'amministrazione che emana il bando. d) Sono esclusi dall ambito di applicazione di queste disposizioni, i servizi prestati presso uffici di diretta collaborazione degli organi politici. Le procedure selettive possono essere avviate solo a valere sulla programmazione delle assunzioni, relative agli anni , anche complessivamente considerate, in misura non superiore al 50 per cento. Le graduatorie definite in esito a dette procedure sono utilizzabili per assunzioni nel periodo a valere sulle predette risorse. 6

7 Possono essere adottati bandi per assunzioni a tempo indeterminato con contratti di lavoro a tempo parziale, tenuto conto dell'effettivo fabbisogno di personale e delle risorse finanziarie dedicate. Le amministrazioni pubbliche che, nella programmazione del fabbisogno di personale relativa al periodo , prevedono di effettuare procedure concorsuali riservate, possono prorogare, nel rispetto dei vincoli finanziari previsti dalla normativa vigente in materia, i contratti di lavoro a tempo determinato dei soggetti che hanno maturato, alla data del 1 settembre 2013, almeno tre anni di servizio alle proprie dipendenze. La proroga può essere disposta, in relazione al proprio effettivo fabbisogno, alle risorse finanziarie disponibili ed in coerenza con i requisiti relativi alle tipologie di professionalità da assumere a tempo indeterminato, indicati nella programmazione triennale, fino al completamento delle procedure concorsuali e comunque non oltre il 31 dicembre MISURE PER I CENTRI PER L IMPIEGO LEGGE 27 DICEMBRE 2013 N. 147 LEGGE DI STABILITÀ 2014 Allo scopo di consentire il regolare funzionamento dei servizi per l impiego, nonché l avvio del Piano per l attuazione della raccomandazione del Consiglio dell Unione europea del 22 aprile 2013 sull istituzione di una «Garanzia per i giovani», le province, fermo restando il rispetto della vigente normativa in materia di contenimento della spesa complessiva di personale, hanno facoltà di prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato e i contratti di collaborazione coordinata e continuativa strettamente indispensabili per la realizzazione di attività di gestione dei fondi strutturali e di interventi da essi finanziati, a valere su piani e programmi programmati e da programmare nell ambito della programmazione dei fondi strutturali europei. Allo scopo di consentire il temporaneo finanziamento delle proroghe, in attesa della successiva imputazione ai programmi operativi regionali, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali può erogare alle regioni che ne facciano richiesta anticipazioni sui contributi da programmare a carico del bilancio dell Unione europea, nei limiti di 30 milioni di euro a valere sul Fondo di rotazione per la formazione professionale e l accesso al fondo sociale europeo di cui all articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n LEGGE 23 DICEMBRE 2014 N. 190 LEGGE DI STABILITÀ 2015 Il comma 429 prevede che allo scopo di consentire il regolare funzionamento dei servizi per l impiego, nonché la conduzione del Piano per l attuazione della raccomandazione del Consiglio dell Unione europea del 22 aprile 2013 sull istituzione di una "Garanzia per i giovani", le città metropolitane e le province che, a seguito o in attesa del riordino delle funzioni di cui all articolo 1, commi 85 e seguenti, della legge 7 aprile 2014, n. 56, continuino ad esercitare le funzioni ed i compiti in materia di servizi per l impiego e politiche attive del lavoro, fermo restando il rispetto della vigente normativa in materia di contenimento della spesa complessiva di personale, hanno facoltà di finanziare i rapporti di lavoro a tempo indeterminato nonché di prorogare i 7

8 contratti di lavoro a tempo determinato e i contratti di collaborazione coordinata e continuativa strettamente indispensabili per la realizzazione di attività di gestione dei fondi strutturali e di interventi da essi finanziati, a valere su piani e programmi nell ambito dei fondi strutturali. Allo scopo di consentire il temporaneo finanziamento dei rapporti di lavoro di cui al primo periodo del presente comma, in attesa della successiva imputazione ai programmi operativi regionali, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è autorizzato, nei limiti di 60 milioni di euro a valere sul Fondo di rotazione per la formazione professionale e l accesso al fondo sociale europeo di cui all articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, a concedere anticipazioni delle quote europee e di cofinanziamento nazionale dei programmi a titolarità delle regioni cofinanziati dall Unione europea con i fondi strutturali. Per la parte nazionale, le anticipazioni sono reintegrate al Fondo a valere sulle quote di cofinanziamento nazionale riconosciute per lo stesso programma a seguito delle relative rendicontazioni di spesa. LEGGE 7 APRILE 2014 N. 56 DISPOSIZIONI SULLE CITTÀ METROPOLITANE, SULLE PROVINCE, SULLE UNIONI E FUSIONI DI COMUNI - DPCM 26 SETTEMBRE 2014 La procedura di riordino delle funzioni delle Province prevede che, nei trasferimenti delle funzioni oggetto del riordino si applicano le seguenti disposizioni: - il personale trasferito mantiene la posizione giuridica ed economica, con riferimento alle voci del trattamento economico fondamentale e accessorio, in godimento all'atto del trasferimento, nonché l anzianità di servizio maturata; - le corrispondenti risorse sono trasferite all'ente destinatario; quelle destinate a finanziare le voci fisse e variabili del trattamento accessorio, nonché la progressione economica orizzontale vanno a costituire specifici fondi, destinati esclusivamente al personale trasferito, nell'ambito dei più generali fondi delle risorse decentrate del personale delle categorie e dirigenziale. I compensi di produttività, la retribuzione di risultato e le indennità accessorie del personale trasferito rimangono determinati negli importi goduti antecedentemente al trasferimento e non possono essere incrementati fino all'applicazione del contratto collettivo decentrato integrativo sottoscritto conseguentemente al primo contratto collettivo nazionale di lavoro stipulato dopo la data di entrata in vigore della legge; Per quanto riguarda il personale, la mappatura prevista dal DPCM 26 settembre 2014 deve essere ricostruita con riferimento a tre date: al 31 dicembre 2013, alla data di entrata in vigore della Legge 56/2014 (8 aprile 2014) e alla data di rilevazione (novembre 2014). Va indicato il contingente numerico complessivo e l equivalente finanziario in termini di spesa del personale riferito alle singole funzioni tenendo conto anche del personale in posizione di comando o di distacco. 8

9 Ai fini della definizione delle risorse finanziarie relative alla spesa del personale, si deve tener conto del valore medio della retribuzione complessiva del personale dirigenziale e non dirigenziale calcolato in relazione all ultimo triennio. Nel rispetto della disciplina prevista all'articolo 1, comma 96, lettera a), della Legge nonché delle forme di partecipazione sindacale previste dalla normativa vigente, il personale e i rapporti di lavoro interessati al trasferimento seguono i seguenti principi e criteri: a) rispetto dei limiti finanziari e numerici previsti dall accordo che dovrà essere sottoscritto dopo aver definito il riordino delle funzioni; b) garanzia dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, nonché di quelli a tempo determinato in corso fino alla scadenza per essi prevista; c) svolgimento in via prevalente, alla data di entrata in vigore della Legge, ferme restando le cessazioni eventualmente intervenute, di compiti correlati alle funzioni oggetto di trasferimento; d) subentro anche nei rapporti attivi e passivi in corso, compreso il contenzioso, e, con riferimento ai posti di organico correlati alle funzioni oggetto di trasferimento, le procedure concorsuali e le graduatorie vigenti. Le amministrazioni possono adottare criteri integrativi nel rispetto di principi di trasparenza ed imparzialità, tenendo altresì conto dei carichi di famiglia, delle condizioni di disabilità e delle condizioni di salute, dell età anagrafica, dell anzianità di servizio e della residenza. L individuazione dei beni e delle risorse connessi alle funzioni oggetto di riordino deve tenere prevalentemente conto della correlazione e della destinazione alle funzioni alla data di entrata in vigore della Legge, anche ai fini del subentro nei rapporti attivi e passivi in corso. LEGGE 23 DICEMBRE 2014 N. 190 LEGGE DI STABILITÀ 2015 La dotazione organica delle città 1 metropolitane e delle province delle regioni a statuto ordinario è stabilita, a decorrere dal 1 gennaio 2015, in misura pari alla spesa del personale di ruolo alla data di entrata in vigore della legge 7 aprile 2014, n. 56, ridotta rispettivamente, tenuto conto delle funzioni attribuite ai predetti enti dalla medesima legge 7 aprile 2014, n. 56, in misura pari al 30 e al 50 per cento e in misura pari al 30 per cento per le province, con territorio interamente montano e confinanti con Paesi stranieri, di cui all'articolo 1, comma 3, secondo periodo, della legge 7 aprile 2014, n. 56. La circolare ministeriale n.1/2015 ha precisato che con la nozione di spesa del personale di ruolo deve intendersi la spesa complessiva riferita a tutto il personale, (impegnato tanto nelle funzioni fondamentali quanto in quelle non fondamentali), appartenente al ruolo della provincia o della città metropolitana, ivi inclusi i dipendenti di ruolo che prestano servizio a qualsiasi titolo presso altre amministrazioni o enti o eventualmente in aspettativa. La commisurazione della spesa complessiva deve 9

10 avvenire operativamente facendo riferimento alla spesa di personale fotografata all 8 aprile 2014 prendendo a riferimento, per definire la base di computo, il costo individuale dei dirigenti e delle singole posizioni economiche di ogni categoria calcolato per ciascun ente di area vasta. Il predetto costo si determina considerando il trattamento economico fondamentale e quello accessorio, ivi compresi gli oneri riflessi a carico del datore di lavoro. Entro gennaio 2015, i predetti enti possono deliberare una riduzione superiore. Entro febbraio 2015 vanno definite le procedure di mobilità del personale interessato, con decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, previa consultazione con le confederazioni sindacali rappresentative e previa intesa in sede di conferenza unificata, che dovrà fissare i criteri per realizzare i processi di mobilità, anche con passaggi diretti di personale tra amministrazioni senza preventivo accordo, per garantire l'esercizio delle funzioni istituzionali da parte delle amministrazioni che presentano carenze di organico; Entro marzo 2015, tenuto conto del riordino delle funzioni di cui alla legge 56/2014, secondo modalità e criteri definiti nell ambito delle procedure e degli osservatori regionali, va individuato il personale che rimane assegnato alle Province e quello da destinare alle procedure di mobilità, nel rispetto delle forme di partecipazione sindacale previste dalla normativa vigente. Secondo quanto previsto dalla circolare ministeriale n. 1/2015, sono esclusi dai predetti elenchi, in quanto interessati a percorsi diversi, i dipendenti, anch essi individuati nominativamente, che: - svolgono i compiti di polizia provinciale. Per questo personale saranno definiti specifici percorsi di ricollocazione a valle degli interventi di razionalizzazione e potenziamento dell'efficacia delle funzioni di polizia, anche in funzione di una migliore cooperazione sul territorio, garantendo in ogni caso la neutralità finanziaria; - svolgono le funzioni presso i centri per l impiego. Il personale sarà ricollocato in sede di attuazione del riordino delle funzioni in materia di servizi per l impiego e politiche attive del lavoro (art. 1, comma 4, della legge 183/2014); - saranno collocati a riposo entro il 31 dicembre 2016, anche in virtù dell articolo 2, comma 3, d.l. 101/2013. Le regioni e gli enti locali, per gli anni 2015 e 2016, destinano le risorse per le assunzioni a tempo indeterminato all immissione nei ruoli dei vincitori di concorso pubblico collocati nelle proprie graduatorie vigenti o approvate alla data del 1 gennaio 2015 e alla ricollocazione nei propri ruoli delle unità soprannumerarie destinatarie dei processi di mobilità. Esclusivamente per le finalità di ricollocazione del personale in mobilità le regioni e gli enti locali destinano, altresì, la restante percentuale della spesa relativa al personale di ruolo cessato negli anni 2014 e 2015, salva la completa ricollocazione del personale soprannumerario. Le assunzioni effettuate in violazione di tali disposizioni sono nulle. 10

11 Il Dipartimento della funzione pubblica avvia, presso le amministrazioni dello Stato, una ricognizione dei posti da destinare alla ricollocazione del personale delle Province interessato ai processi di mobilità. Le amministrazioni statali comunicano un numero di posti, soprattutto riferiti alle sedi periferiche, corrispondente, sul piano finanziario, alla disponibilità delle risorse destinate, per gli anni 2015 e 2016, alle assunzioni di personale a tempo indeterminato. Le procedure di mobilità si svolgono procedendo in via prioritaria alla ricollocazione presso gli uffici giudiziari. Fino alla conclusione delle procedure di mobilità, il personale rimane in servizio presso le Città metropolitane e le Province con possibilità di avvalimento da parte delle regioni e degli enti locali attraverso apposite convenzioni che tengano conto del riordino delle funzioni e con oneri a carico dell ente utilizzatore; A conclusione del processo di ricollocazione, le Regioni e i Comuni, in caso di delega o di altre forme, anche convenzionali, di affidamento di funzioni alle Province, dispongono contestualmente l assegnazione del relativo personale con oneri a carico dell ente delegante o affidante, previa convenzione con gli enti destinatari. Al 31 dicembre 2016, nel caso in cui il personale interessato ai processi di mobilità di non sia completamente ricollocato, presso ogni ente di area vasta, ivi comprese le città metropolitane, si procede, previo esame congiunto con le organizzazioni sindacali che deve comunque concludersi entro trenta giorni dalla relativa comunicazione, a definire criteri e tempi di utilizzo di forme contrattuali a tempo parziale del personale non dirigenziale con maggiore anzianità contribuiva. Nel caso di mancato completo assorbimento dei soprannumeri e a conclusione del processo di mobilità tra gli enti, si applicano le disposizioni dell'articolo 33, commi 7 e 8, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n LA CIRCOLARE MINISTERIALE N. 1 DEL 30 GENNAIO 2015 La Circolare detta le linee guida in materia di attuazione delle disposizioni in materia di personale e di altri profili connessi al riordino delle funzioni delle province e delle città metropolitane. Oltre a quanto ricordato prima, la circolare prevede che, nelle more del completamento del procedimento di ricollocazione del personale delle province, di cui ai commi 424 e 425 della Legge 190/2014, alle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie, le università e gli enti pubblici non economici, ivi compresi quelli di cui all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché alle regioni (strutture di tutta l amministrazione regionale, nonché enti da queste dipendenti) e agli enti locali è fatto divieto di effettuare assunzioni a tempo indeterminato a valere sui budget 2015 e Le assunzioni effettuate in violazione dei commi 424 e 425 sono nulle. Rimangono consentite le assunzioni, a valere sui budget degli anni precedenti, nonché quelle previste da norme speciali. 11

12 Per quanto riguarda l assunzione delle categorie protette resta fermo l obbligo di copertura della quota di riserva. A tale obbligo si può adempiere anche attraverso l acquisizione di personale in mobilità dagli enti di area vasta assunto in applicazione della normativa vigente in materia di categorie protette. Le procedure concorsuali avviate, anche se finanziate su una programmazione che prevedeva l utilizzo dei budget 2015 e 2016, possono essere proseguite ove l amministrazione possa vincolare risorse relative ad anni successivi. Lo stesso dicasi per le procedure di avviamento mediante collocamento. Le procedure di mobilità si svolgono prioritariamente verso gli uffici giudiziari e facendo ricorso al fondo di cui all'articolo 30, comma 2.3, del decreto legislativo n. 165 del 2001, prescindendo dall'acquisizione al medesimo fondo del 50 per cento del trattamento economico spettante al personale trasferito facente capo all'amministrazione cedente. Non è consentito bandire nuovi concorsi a valere sui budget 2015 e 2016, né procedure di mobilità. Le procedure di mobilità volontaria avviate prima del 1 gennaio 2015 possono essere concluse. In ogni caso devono essere favorite in via prioritaria le procedure di mobilità volontaria del personale degli enti di area vasta. Per il personale infungibile (es.: magistratura, carriera prefettizia e diplomatica, docenza universitaria; personale educativo e docente degli enti locali) l eventuale assunzione anche di idonei, nel rispetto delle procedure di autorizzazione previsti dalla normativa vigente, non può superare la percentuale di turn over consentita secondo il regime ordinario. Dell assunzione di tali categorie ne va data comunicazione all osservatorio nazionale e al Dipartimento della funzione pubblica, mediante i sistemi informativi previsti. ALTRE DISPOSIZIONI Decreto Legge 24 giugno 2014 n. 90 Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l efficienza degli uffici giudiziari -, convertito in Legge 11 agosto 2014 n ONORARI DELLE AVVOCATURE DEGLI ENTI PUBBLICI E abrogata la vigente disciplina con efficacia dalle sentenze depositate dopo il 25 giugno Nelle ipotesi di sentenza favorevole con recupero delle spese legali a carico delle controparti, le somme recuperate sono ripartite tra gli avvocati dipendenti delle 12

13 amministrazioni, nella misura e con le modalità stabilite dai regolamenti e dalla contrattazione collettiva. La parte rimanente delle suddette somme è riversata nel bilancio dell amministrazione. I regolamenti devono prevedono criteri di riparto di tali somme in base al rendimento individuale, secondo criteri oggettivamente misurabili che tengano conto tra l altro della puntualità negli adempimenti processuali. I regolamenti e i contratti collettivi devono definire altresì i criteri di assegnazione degli affari consultivi e contenziosi, da operare ove possibile attraverso sistemi informatici, secondo princìpi di parità di trattamento e di specializzazione professionale. In tutti i casi di pronunciata compensazione integrale delle spese, ivi compresi quelli di transazione dopo sentenza favorevole alle amministrazioni pubbliche, ai dipendenti sono corrisposti compensi professionali in base alle norme regolamentari o contrattuali vigenti e nei limiti dello stanziamento previsto, il quale non può superare il corrispondente stanziamento relativo all anno I compensi professionali possono essere corrisposti in modo da attribuire a ciascun avvocato una somma non superiore al suo trattamento economico complessivo. Le suddette disposizioni si applicano a decorrere dall adeguamento dei regolamenti e dei contratti collettivi, da operare entro tre mesi. In assenza del suddetto adeguamento, a decorrere dal 1 gennaio 2015, le amministrazioni pubbliche non possono corrispondere compensi professionali agli avvocati dipendenti delle amministrazioni stesse. ABROGAZIONE DEI DIRITTI DI ROGITO DEL SEGRETARIO COMUNALE E PROVINCIALE E ABROGAZIONE DELLA RIPARTIZIONE DEL PROVENTO ANNUALE DEI DIRITTI DI SEGRETERIA Viene abrogata la disposizione che prevedeva l attribuzione al Segretario di una quota dei diritti riscossi dalla Provincia fino ad un massimo di un terzo dello stipendio in godimento. Si tratta dei cosiddetti diritti di segreteria o di rogito derivanti dalla disposizione dell articolo 97 del D. Lgs. n.267/2000 che attribuisce al Segretario la funzione di rogare tutti i contratti nei quali l Ente è parte ed autenticare scritture private ed atti unilaterali nell interesse dell ente. I diritti di segreteria, in particolare, sono dovuti sugli atti rogati e per le autenticazioni effettuate dal segretario dell Ente ai sensi dell art. 21 d.p.r. n.465/97, ( sugli atti rogati ed autenticati dal Segretario Comunale e Provinciale, si applicano i diritti di segreteria nella misura prevista dalla tabella D della legge 08 giugno 1962, n.604 e s.m.i. ). 13

14 Alla luce delle nuove disposizioni, i diritti dovuti devono essere ancora riscossi ed il provento annuale è attribuito integralmente alla Provincia. Vanno riconosciuti al Segretario i diritti maturati per gli atti rogati fino al 24 giugno La facoltà del Segretario di rogare tutti i contratti nei quali l ente è parte, già prevista dall articolo 97, comma 4, lettera c), del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, diventa una funzione obbligatoria connessa al ruolo. Soltanto negli enti locali privi di dipendenti con qualifica dirigenziale, e comunque a tutti i segretari comunali che non hanno qualifica dirigenziale, una quota del provento annuale spettante all ente è attribuita al segretario comunale rogante, in misura non superiore a un quinto dello stipendio in godimento. INCENTIVI PER LA PROGETTAZIONE A valere sugli stanziamenti per la realizzazione dei singoli lavori, le amministrazioni pubbliche destinano ad un fondo per la progettazione e l innovazione risorse finanziarie in misura non superiore al 2 per cento degli importi posti a base di gara di un opera o di un lavoro. La percentuale effettiva è stabilita da un regolamento adottato dall amministrazione, in rapporto all entità e alla complessità dell opera da realizzare. L 80 per cento delle risorse finanziarie del fondo per la progettazione e l innovazione è ripartito, per ciascuna opera o lavoro, con le modalità e i criteri previsti in sede di contrattazione decentrata integrativa del personale e adottati nel regolamento, tra il responsabile del procedimento e gli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, nonché tra i loro collaboratori; gli importi sono comprensivi anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell amministrazione. Il regolamento definisce i criteri di riparto delle risorse del fondo, tenendo conto delle responsabilità connesse alle specifiche prestazioni da svolgere, con particolare riferimento a quelle effettivamente assunte e non rientranti nella qualifica funzionale ricoperta, della complessità delle opere, escludendo le attività manutentive, e dell effettivo rispetto, in fase di realizzazione dell opera, dei tempi e dei costi previsti dal quadro economico del progetto esecutivo. Il regolamento stabilisce altresì i criteri e le modalità per la riduzione delle risorse finanziarie connesse alla singola opera o lavoro a fronte di eventuali incrementi dei tempi o dei costi previsti dal quadro economico del progetto esecutivo, depurato del ribasso d asta offerto. 14

15 A tal fine, non sono computati nel termine di esecuzione dei lavori i tempi conseguenti a sospensioni per accadimenti elencati all articolo 132, comma 1, lettere a), b), c) e d). La corresponsione dell incentivo è disposta dal dirigente o dal responsabile di servizio preposto alla struttura competente, previo accertamento positivo delle specifiche attività svolte dai predetti dipendenti. Gli incentivi complessivamente corrisposti nel corso dell anno al singolo dipendente, anche da diverse amministrazioni, non possono superare l importo del 50 per cento del trattamento economico complessivo annuo lordo. Le quote parti dell incentivo corrispondenti a prestazioni non svolte dai medesimi dipendenti, in quanto affidate a personale esterno all organico dell amministrazione medesima, ovvero prive del predetto accertamento, costituiscono economie. E escluso dall applicazione di tali disposizioni il personale con qualifica dirigenziale, cui non può essere corrisposto l incentivo. Il restante 20 per cento delle risorse finanziarie del fondo per la progettazione e l innovazione è destinato all acquisto da parte dell ente di beni, strumentazioni e tecnologie funzionali a progetti di innovazione, di implementazione delle banche dati per il controllo e il miglioramento della capacità di spesa per centri di costo nonché all ammodernamento e all accrescimento dell efficienza dell ente e dei servizi ai cittadini. In considerazione dell abrogazione delle vigenti disposizioni, con decorrenza dall entrata in vigore della legge di conversione del D. L. 90/2014 (9 agosto 2014), possono essere liquidate ai dipendenti gli incentivi determinati secondo le disposizioni previgenti, purché le attività di cui trattasi siano state ultimate entro il 9 agosto Per il futuro, vanno modificati i regolamenti vigenti per adeguarli alle nuove disposizioni. 15

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