L'evoluzione delle soglie di fallibilità alla luce delle ultime riforme dell'art. 1 L.F. - Avv. Gianluca Cascella

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "L'evoluzione delle soglie di fallibilità alla luce delle ultime riforme dell'art. 1 L.F. - Avv. Gianluca Cascella"

Transcript

1 L'evoluzione delle soglie di fallibilità alla luce delle ultime riforme dell'art. 1 L.F. - Avv. Gianluca Cascella 1 - La riforma del Il correttivo di settembre Considerazioni finali 1. La riforma del 2006 Il primo intervento riformatore sull'art. 1 L.F. è stato posto in essere nel 2006, dall'art. 1 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, pubb. in Gazz. Uff. n. 91 del 16 gennaio 2006 che intervenendo con la tecnica della novella legislatava sulla formulazione originaria dell'art. 1, ne ha sostituito il testo con la seguente disposizione : Art. 1. Imprese soggette al fallimento e al concordato preventivo "Sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori che esercitano un'attività commerciale, esclusi gli enti pubblici ed i piccoli imprenditori. Ai fini del primo comma, non sono piccoli imprenditori gli esercenti un'attività commerciale in forma individuale o collettiva che, anche alternativamente: a) hanno effettuato investimenti nell'azienda per un capitale di valore superiore a euro trecentomila; b) hanno realizzato, in qualunque modo risulti, ricavi lordi calcolati sulla media degli ultimi tre anni o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, per un ammontare complessivo annuo superiore a euro duecentomila. I limiti di cui alle lettere a) e b) del secondo comma possono essere aggiornati ogni tre anni, con decreto del Ministro della giustizia, sulla base della media delle variazioni degli indici ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati intervenute nel periodo di riferimento". La relazione illustrativa al decreto di riforma ha spiegato che con esso si è inteso passare da una finalità prevalentemente liquidatoria(con indubbi profili sanzionatori) quale era quella cui si ispirava la legge del 1942, ad una ben diversa finalità di recupero e conservazione del patrimonio dell'imprenditore, ritenuta senza dubbio più aderente alle mutate condizioni socio economiche del paese nonché ispirata allo scopo di conservare quelli che erano i valori ancora positivi della impresa, senza tralasciare una finalità deflattiva del contenzioso originato dalle legge del 1942, di cui si era osservato, da un lato, il grandissimo numero di procedure e, dall'altro, la rilevante durata delle stesse(non essendo infrequente nella prassi rinvenire procedure concorsuali con oltre 20 anni di vita di cui non si intravedono prospettive di chiusura a breve termine). Comparando il nuovo testo normativo con la precedente disposizione, la prima cosa che appare evidente è che, in sostanza, i soggetti che possono fallire sono rimasti gli stessi di prima; occorre allora verificare in cosa sia consistita la innovazione del 2006 per rendersi conto della portata della riforma. La innovazione, in realtà, ha riguardato la introduzione di criteri di natura

2 quantitativa per individuare e definire le dimensioni della impresa assoggettabile al fallimento, fissando in sostanza dei limiti dimensionali che avrebbero dovuto costituire lo spartiacque tra la figura del piccolo imprenditore, escluso per definizione della norma dal fallimento, e quella invece dell'imprenditore che alle procedure concorsuali è assoggettato. In tal modo, pur rimanendo identiche le categorie nonché comunque fermo l'originario criterio di natura qualitativa, ovvero la natura <commerciale> del soggetto imprenditore (da individuarsi, si ricordi, ex art c.c., nel senso che solo il soggetto definibile <imprenditore agricolo> non è imprenditore commerciale) si è inteso realizzare, con l'affiancamento a quest'ultimo dei predetti criteri quantitativi, l'effetto in conformità a quanto previsto dalla legge delega di escludere, per finalità di rilancio dell'economia nazionale, un numero ancora maggiore di imprenditori dal fallimento, venendosi così a modificare l'ambito soggettivo della procedura fallimentare attraverso i presupposti per la applicazione di essa. Inoltre, è stato superato il problema posto in passato dalla distinzione tra esercizio della attività imprenditoriale in forma individuale ovvero in forma collettiva, dal momento che la precedente formulazione normativa, lo si ricordi, escludeva che potessero considerarsi piccoli imprenditori le società commerciali; quindi, a seguito della riforma in questione anche una società commerciale, se rientrante nei parametri stabiliti, è da considerarsi piccolo imprenditore e come tale non è soggetta alle procedure concorsuali. I criteri prescelti sono: a) investimenti nell'azienda per un capitale superiore ad euro trecentomila; b) ricavi lordi medi, per gli ultimi tre anni ovvero dall'inizio dell'attività imprenditoriale se iniziata da meno di tre anni, di importo superiore ad euro duecentomila per ciascuno anno, in qualsiasi siano stati conseguiti. I criteri in questione si presentano differenziati e per così dire parametrati in relazione alle differenti fasi di vita ed attività di una impresa, e tanto perché, da un lato, sicuramente gli investimenti attengono in prevalenza a quella che è la fase dello start-up di una impresa, ove inevitabilmente gli stessi, siccome necessari all'avvio dell'attività di essa ed al suo ingresso nel mercato, nella stragrande maggioranza dei casi superano, ed a volte anche di tanto, i ricavi ; di contro, il criterio dei ricavi medi lordi, invece, Tali criteri, la cui sussistenza secondo la norma deve essere alternativa, nel senso che è sufficiente la prova anche di uno solo di essi perché il debitore non possa essere considerato piccolo imprenditore, e conseguentemente fallire, dovrebbero risultare quantomeno di non difficile se non proprio agevole accertamento nel corso della istruttoria prefallimentare, sia perché sono dati evincibili dalle scritture contabili(in quanto l'imprenditore fallendo è tenuto a depositare già in sede di istruttoria prefallimentare, una propria situazione patrimoniale, economica e finanziaria aggiornata, ex art. 15 L.F., come a maggiore ragione previsto dall'art. 14.L.F. che prevede, a carico dell'imprenditore che chiede il proprio fallimento, l'obbligo di depositare presso la cancelleria del Tribunale le scritture contabili e fiscali obbligatorie concernenti i tre esercizi precedenti, ovvero dall'inizio dell'attività, se di durata inferiore ; sul punto, la riforma ha portato a tre gli anni di riferimento rispetto

3 ai due previsti nella formulazione originaria dell'art. 14 L.F.) sia perché, comunque, sono ottenibili dal Tribunale, di ufficio o su impulso di parte, attraverso sollecitazione degli organi di indagine a tanto preposti, ed in particolare con l'intervento della guardia di finanza. Quindi, dalla data di entrata in vigore della riforma, , un soggetto che superasse uno dei due limiti dimensionali innanzi indicati non era da ritenersi un piccolo imprenditore, e poteva fallire ; ne discende, quindi, che anche con la riforma del 2006 quella di piccolo imprenditore continuava ad essere una nozione negativa, desumibile quindi a contrario, dal momento che l'art. 1 L.F. non identificava chi doveva considerarsi un piccolo imprenditore, ma chi non poteva essere considerato tale, mentre il codice civile, con l'art c.c., fornisce una nozione <positiva> del soggetto qualificabile <piccolo imprenditore>, qualificando come tali i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano una attività professionale organizzata in prevalenza con il lavoro proprio e dei componenti della propria famiglia ; la disciplina codicistica, quindi, individua e distingue i soggetti in questione sulla base di un criterio di tipo qualitativo, che è quello cioè di una attività che si distingue per il lavoro prestato direttamente dai soggetti nonché dai loro familiari, che è ben diverso da quello di cui all'art. 1 L.F., attinente alle dimensioni raggiunte dall'attività imprenditoriale ; in conseguenza, visto che l'art. 1 L.F. e l'art c.c. hanno due ambiti di applicazione differenziati strettamente limitata ai fini della individuazione dei soggetti fallibili la prima e invece, per così dire estesa al più generale ambito civilistico la seconda - appare infondato il sospetto, pure sollevato dai primi commentatori della riforma, che l'art. 1 L.F. come innovato dalla riforma, ridefinendo la nozione di piccolo imprenditore in senso negativo e quantitativo, in quanto nuova disposizione normativa sopravvenuta nel tempo a regolare la medesima materia, avesse provocato la imp licita abrogazione dell'art c.c., sia in quanto lex specialis derogat legi generali, sia in quanto lex posterioris derogat legi anteriori. Tuttavia, se la formulazione della norma appariva tutto sommato chiara, la sua applicazione pratica ha dato luogo a non poche difficoltà interpretative ed applicative(come si vedrà meglio nel successivo paragrafo). Infatti, e solo per una brevissima esemplificazione dei problemi che con tale definizione potevano sorgere e sono effettivamente insorti, con l'utilizzo del termine <capitale investito>, data la sua genericità, appariva già difficile comprendere quali fossero gli investimenti cui fare riferimento, sia in termini di natura degli stessi, sia del momento temporale in cui gli stessi sono stati posti in essere, senza poi trascurare che altrettanto dubbi appariva la identificazione del periodo temporale di riferimento, dal momento che per gli investimenti nessuna indicazione(come invece per i ricavi medi lordi) è stata fornita al riguardo dalla norma. In particolare, il termine capitale mutuato dal linguaggio aziendalistico - avrebbe potuto riferirsi a diverse fattispecie, quali ad esempio il capitale sociale, il capitale netto, a quello attivo, a quello proprio ecc., mentre per quanto riguarda il periodo temporale sussisteva il dubbio se detti investimenti dovessero essere valutati prendendo in considerazione l'intero periodo di attività piuttosto che l'ultimo bilancio di esercizio ovvero se dovesse farsi la media tra le risultanze degli ultimi tre esercizi(prendendo a riferimento il criterio dettato per i ricavi). Sotto il profilo del periodo temporale di riferimento, come meglio si vedrà in seguito,

4 ha finito per prevalere in giurisprudenza(e in dottrina) la tesi per cui i tre anni era da calcolarsi a ritroso dalla istanza di fallimento, considerando i tre esercizi antecedenti alla data di deposito del ricorso, mentre con riferimento alla nozione di <investimenti effettuati>, la dottrina prevalente riteneva sulla scorta dell'insegnamento fornito dalla Corte di Cassazione, I^ sez. civ., con la nota decisione n del , per la quale in sostanza il capitale investito è la misura della quantità di ricchezza immessa nella attività commerciale che con tale definizione si indicassero tutti quei beni di cui l'azienda, nella nozione accolta dall'art c.c., necessita per avviare una attività imprenditoriale ; indipendentemente dall'espressione utilizzata(investimenti effettuati piuttosto che capitale investito) giurisprudenza e dottrina dominante hanno sostenuto che con tali espressioni il legislatore avesse fatto riferimento anche se non esplicito al totale dell'attivo dello stato patrimoniale, quale valore che indica il valore del capitale complessivamente investito nell'azienda, da intendersi come composto da mezzi propri e di terzi. Per quanto riguarda la nozione di ricavi, una indubbia fonte di incertezza dipendente dalla genericità della espressione utilizzata è data dal fatto che la nozione di ricavo assume un significato se intesa in termini civilistici ed un altro e non sempre coincidente con il primo, se inteso in termini fiscali. Tuttavia, lo stesso legislatore, con l'utilizzo della espressione <in qualunque modo risulti> sembra aver voluto, proprio nell'ottica della più agevole individuazione possibile del dato in questione, assicurare una sorta di equivalenza tra le due nozioni, per cui si può e deve guardare sia a quelli che sono i ricavi effettivi, quali emergono dal bilancio civilisticamente inteso e dai documenti di rilevanza fiscale, ma anche da dati che, pur esulando dalle risultanze documentali innanzi indicate, siano comunque individuabili. Al contrario, la giurisprudenza ha invece ritenuto che i ricavi rilevanti a tal fine, in quanto rappresentativi del fatturato della impresa derivante dallo svolgimento dell'attività di essa, non possono che ricavarsi da voci del bilancio ed in particolare dai valori riportati nelle voce A1 e A5 del conto economico, per cui costituiscono ricavi non solo quelli derivanti dal trasferimento a terzi del prodotto e/o servizio finale, ma anche di quelli derivanti da qualsiasi altra componente positiva, purchè realizzati in conseguenza dello svolgimento dell'attività imprenditoriale( Trib. Piacenza, ). 2. Il correttivo di settembre 2007 La norma dell'art. 1 L.F. come introdotta nel 2006 è stata sostituita dall'art. 1 del d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 241 del 16 ottobre 2007, con effetto dal 1 gennaio Va innanzitutto evidenziato come, per espressa previsione del dell'art. 22 del correttivo stesso, il nuovo art. 1 si applica tanto ai procedimenti per dichiarazione di fallimento pendenti alla data del 1 gennaio 2008, quanto alle procedure concorsuali e di concordato aperte successivamente La norma testualmente recita: "Sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli

5 imprenditori che esercitano una attività commerciale, esclusi gli enti pubblici [...]. Non sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori di cui al primo comma, i quali dimostrino il possesso congiunto dei seguenti requisiti: a) aver avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila; b) aver realizzato, in qualunque modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell'istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila; c) avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila. I limiti di cui alle lettere a), b e c) del secondo comma possono essere aggiornati ogni tre anni con decreto del Ministro della giustizia, sulla base della media delle variazioni degli indici ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati intervenute nel periodo di riferimento". Alla ricerca della ratio legis del correttivo, traspare evidente, anche dall'esame della relazione illustrativa, il fine perseguito dal legislatore, consistente di porre un limite a quella che si è rivelata essere una eccessiva quanto imprevista riduzione della soglia di fallibilità e conseguentemente del novero dei soggetti fallibili, cui è conseguita la esclusione dal fallimento di imprenditori ed imprese le cui dimensioni ed il cui indebitamento erano tutt'altro che trascurabili, e senza dubbio in grado di provocare allarme sociale ed inquinare il mercato, danneggiando tante altre imprese che sulla solvibilità di queste potevano avere fatto affidamento, e che correvano il serio rischio di venirsi a breve a trovare nelle medesime condizioni. Infatti, la relazione illustrativa ha significativamente evidenziato come la riforma del 2006 abbia escluso dal fallimento almeno il 70% delle piccole imprese, oltre ad avere attenuato fino al punto di annullarlo il rischio di impresa, con la conseguenza che, in tal modo, senza rischio di impresa, l'intero sistema economico veniva ad essere danneggiato in termini di competitività. Invero, non può dubitarsi che la presenza di soggetti imprenditoriali che, pur non essendo più in grado di competere sul mercato, continuino a prendervi parte, non faccia altro che aggravare innanzitutto la situazione economica degli imprenditori per così dire sani, che con essi vengono in contatto, e poi quella del mercato in generale, che appunto per la presenza dei primi diventa più difficile anche per tutti gli altri(si pensi al maggiore ricorso al credito da parte delle imprese sane, ed ai conseguenti maggiori oneri che subiscono, oltre al correlato aumento dei costi di mercato del credito stesso). Il tutto, senza poi trascurarsi di evidenziare che, anche sotto il profilo penale, tale esclusione impediva che venissero adeguatamente sanzionate le condotte di quei soggetti che avevano causato, direttamente o meno, le situazioni di dissesto delle imprese. La riforma della riforma è stata realizzata intervenendo in sostanza su quattro aspetti: 1)variazione del numero dei parametri dimensionali ; 2) chiarimento delle incertezze suscitate dalla precedente definizione letterale dei

6 parametri in questione ; 3)intervento sul regime dell'onere probatorio ; 4) eliminazione definitiva di una nozione che tanti problemi interpretativi ed applicativi aveva originato. Sotto il primo profilo, si osserva che è stato introdotto un terzo requisito dimensionale, che unitamente ai precedenti delimita la zona franca, l'area di non fallibilità ; tale requisito è stato individuato nella esistenza, a carico del fallendo, di una esposizione debitoria complessiva(comprendente per espressa previsione della norma anche i debiti non ancora scaduti) non superiore ad euro ,00. Invero, sotto tale profilo appare evidente che il valore indicato di importanza indubbia per la sua natura oggettiva - appare il risultato di una indagine circa la esposizione debitoria media di imprese aventi determinate caratteristiche, dalla quale è risultato che, all'evidenza, vi era un gran numero imprese le quali, pur non superando i parametri dimensionali dettati con riferimento al capitale investito ed ai ricavi per cui non potevano essere assoggettate alle procedure concorsuali - al contrario presentavano rilevanti livelli di indebitamento, segno evidente della situazione di sofferenza dell'impresa, della sua cattiva gestione ed incapacità della stessa di competere sul mercato, con tutti i conseguenti danni che le stesse potevano causare al sistema economico nel suo complesso. Collegata a tale modifica, anche se non interessante direttamente l'art. 1 L.F., è la modifica, parimenti apportata dal decreto correttivo, all'art. 15 L.F., con cui è stata elevata da ,00 a ,00 euro la soglia dei debiti scaduti ed insoluti il cui accertamento risulta necessario durante la istruttoria prefallimentare al fine di potersi procedere alla dichiarazione di fallimento. Tale soglia, in sostanza, costituisce una condizione di procedibilità impeditiva della pronunzia di una sentenza di fallimento, e l'innalzamento del valore di essa appare in sintonia nonché collegato con la introduzione del terzo parametro essendo anche questa un potenziale indice rivelatore della situazione di default del debitore; invero, a seguito della introduzione del terzo parametro si potrebbe verificare la sussistenza di una situazione debitoria di un soggetto che, pur superando complessivamente i ,00 euro di debiti nonché i limiti relativi ad investimenti e ricavi, sarebbe potuto fallire nel caso in cui fosse emersa la esistenza di debiti scaduti e non pagati per soli ,00 euro, importo che all'evidenza è stato ritenuto dal legislatore troppo basso e quindi indicativo di una temporanea difficoltà ad adempiere invece che di una situazione di vera e propria insolvenza, per cui si è ravvisata la necessità di elevarlo (anche se forse la misura in cui è stato elevato è troppo bassa). Sotto il secondo profilo, senza dubbio molto importante è avere sostituito il precedente parametro degli investimenti con quello, molto più preciso, dell'attivo patrimoniale, in quanto con esso è possibile, al fine di valutarne l'ammontare(sempre in riferimento a ciascuno dei tre anni antecedenti il deposito della istanza, altro punto su cui è intervenuta la riforma al fine di eliminare i contrasti interpretativi insorti in giurisprudenza e di cui in precedenza si è dato brevemente conto), guardare all'art c.c., norma che indica gli elementi che concorrono alla composizione dell'attivo patrimoniale ; con riguardo ai ricavi lordi, l'eliminazione del riferimento alla media dei tre ultimi esercizi consente di evitare, da un lato, situazione di incertezza e, dall'altro, toglie agli imprenditori in mala fede, che scientemente e fidando sul concetto di media, avessero volutamente ridotto i ricavi al fine di abbassare la media

7 ed evitare quindi il fallimento, uno strumento, per di più lecito, per sottrarsi alla procedura fallimentare; inoltre, appare significativo il fatto, posto in evidenza dalla relazione illustrativa, che il dato relativo ai ricavi possa essere accertato in qualsiasi modo, indipendentemente dalla sede fallimentare ovvero tributaria in cui il dato viene accertato; a tanto consegue, secondo la dottrina prevalente, che ben si potrà prescindere dalla contabilità ufficiale ai fini dell'accertamento del loro ammontare, essendo sufficiente che questo emerga in qualsiasi modo, qualunque sia la risultanza attraverso cui esso viene a conoscenza. In sostanza, i limiti sono aumentati considerevolmente(anche perché i parametri relativi ad investimenti e ricavi devono essere esaminati per ciascuno dei tre anni antecedenti il deposito della istanza di fallimento, per cui quello che formalmente appare un limite unico, in realtà è costituito da tre limiti veri e propri) e perché una impresa sia sottoposta alle procedure concorsuali basta che superi anche uno soltanto dei limiti in questione posti dal II comma dell'art. 1 L.F. Sotto il terzo profilo, altrettanto rilevante è l'avere, finalmente, chiarito chi deve provare cosa. Infatti, la precedente disposizione nulla riferiva al riguardo, e tale omissione aveva dato luogo a difficoltà e contrasti interpretativi, per cui si erano formati orientamenti giurisprudenziali che addossavano al creditore l'onere di provare il superamento dei limiti dimensionali da parte del debitore(emblematica in tal senso è l'orientamento assunto dal Tribunale di Milano, che con una circolare nel mese di dicembre 2006 avvertiva che era il creditore a dovere provare i requisiti per il fallimento del debitore) mentre altri Tribunali apparivano porre detto onere a carico esclusivo del debitore(per esempio il Tribunale di Firenze) ed altri ancora avevano assunto una posizione intermedia, riconoscendo che la relativa prova potesse essere raggiunta in qualsiasi modo, anche a seguito di iniziative istruttorie officiose del giudice, e quindi superando il criterio dell'onere della prova. Allora, con il correttivo 2007 si è inequivocabilmente chiarito che è il debitore che, se vuole evitare il proprio fallimento, deve provare che, in relazione a ciascuno dei tre anni precedenti il deposito della istanza di fallimento, non ha superato nessuno dei tre parametri previsti, prova indubbiamente rilevante ex art II comma c.c. Tale modifica ha lo scopo evidente di evitare soprattutto per le fattispecie portate all'attenzione di quei tribunali di orientamento analogo a quello di Milano che la semplice scelta del debitore di non difendersi(molto frequente nella prassi, purtroppo) risultasse per il medesimo eccessivamente premiante, a fronte della speculare difficoltà che incontra il creditore per provare positivamente la sussistenza dei requisiti in questione, ove solo si pensi al fatto che si verifica pressoché sempre del mancato deposito delle scritture contabili. In sostanza, come emerge dalla relazione illustrativa, la scelta di non difendersi da parte del debitore e la situazione di obiettiva incertezza che ad essa consegue comportano, come conseguenza a carico del debitore che abbia adottato una simile condotta, il suo assoggettamento alle procedure concorsuali. A tale riguardo, è di recentissima diffusione da parte del Presidente della Sezione Fallimentare del Tribunale di Milano, dr. Quatraro, uno schema di decreto di convocazione del fallendo nonché un questionario sulle informazioni da fornirsi da

8 parte di quest'ultimo, redatti ai sensi del correttivo L'esame degli stessi evidenzia la precisa volontà di addivenire ad una pronunzia nel minore tempo possibile, facendo affidamento sulla maggiore collaborazione possibile delle parti, e facendo leva in particolare, per quanto riguarda il fallendo, sull'avvertimento che la mancata ovvero inesatta e/o non veritiera risposta alle domande di cui al questionario potrà essere valutata dal Tribunale in termini di mancata prova della non assoggettabilità al fallimento ; in sostanza, si tratta di una sorta di autocertificazione circa il possesso o meno dei requisiti di fallibilità che la il soggetto fallendo dovrebbe fornire ; l'iniziativa appare sicuramente apprezzabile anche se va evidenziato che, per la ipotesi in cui il debitore fornisca dati non veritieri ed il creditore non risulti in grado di provare appunto la veridicità degli stessi, potrebbe esservi il rischio che il fallendo eviti la declaratoria di fallimento, anche se il rischio in questione in parte dovrebbe essere evitato atteso che nello schema di convocazione del fallendo è previsto l'ordine alla cancelleria di richiedere informazioni all'inps ed alla Agenzia delle Entrate, proprio al fine di evitare o quantomeno limitare i rischi derivanti da dichiarazioni non veritiere, mediante il confronto tra i dati eventualmente forniti dal fallendo e quelli trasmessi dai predetti enti ; tale richiesta di informazione appare un evidente ipotesi di esercizio di poteri istruttori d'ufficio in direzione della prova circa la esistenza o meno dei presupposti di cui all'art. 1 L.F., in controtendenza con quanto affermato da Corte Appello Milano, (vedi paragrafo 3.1., punto O). Sotto il quarto profilo, si osservi come sia scomparso ogni e qualsiasi riferimento al <piccolo imprenditore> La soppressione di tale riferimento, che la riforma del 2006 non aveva voluto e/o saputo eliminare, non può che giovare ai fini pratici ed applicativi, eliminando ogni incertezza dovuta alla coesistenza di disposizioni normative diverse quella speciale del fallimento e quella generale codicistica - alla luce delle quali individuare la figura in questione ed ai conseguenti contrasti giurisprudenziali sulla normativa applicabile, mentre nulla appare cambiato per gli imprenditori agricoli, i quali continuano ad essere esclusi dal fallimento. 3. Considerazioni finali Alla luce della evoluzione dell'art. 1 L.F. come sopra brevemente illustrata, l'area soggettiva di fallibilità, originariamente molto ampia(si pensi solo al fatto che, fino al , anche le società commerciali di dimensioni ridottissime e di conseguente altrettanto ridotta importanza dal punto di vista economico e del mercato - poiché non erano qualificabili <piccolo imprenditore> stante la espressa esclusione da tale categoria delle società commerciali, prevista dall'art.1, comma 2 L.F., potevano fallire, anche se tale previsione aveva dato luogo a censure di incostituzionalità, ripetutamente respinte dalla Consulta con sentenze n. 54/91 ; 266/94 e 490/94, nelle quali la Corte Costituzionale aveva ribadito la legittimità di una disciplina differenziata per il piccolo imprenditore individuale e la piccola società commerciale, pur mettendo in evidenza che doveva ritenersi di ben poca utilità sottoporre ad una procedura quale quella fallimentare soggetti che, appunto per le loro ridotte dimensioni, avevano dal punto di vista economico poca importanza anche nella fase del loro default) è stata prima significativamente ristretta con la riforma del 2006( si pensi per esempio al fatto che anche le società commerciali, se al di sotto dei due limiti dimensionali come fissati dalla norma nella sua rinnovata formulazione, non erano

9 più assoggettabili al fallimento) il cui scopo dichiarato era appunto quello di ridurre il novero delle imprese assoggettabili al fallimento e conseguentemente del contenzioso(per le finalità evidenziate dalla relazione illustrativa di cui si è detto molto brevemente in precedenza)e poi nuovamente ampliata con il correttivo di settembre 2007(in quanto già nel breve periodo di un anno dalla entrata in vigore della novella del 2006 si è avuto modo di riscontrare, di f atto, un drastico calo delle domande di fallimento, e conseguentemente delle pronunzie di fallimento ; addirittura, come segnalato dal Tribunale di Milano e riportato sul periodico Italia Oggi, al il calo delle domande fallimentari e delle correlate declaratorie, rispetto al 2006, aveva raggiunto il 50% ). Il passo indietro operato con il correttivo del 2007 trova la sua giustificazione nella presa di cognizione che la riforma del 2006, in realtà, aveva prodotto più danni che benefici, sotto differenti aspetti. Infatti, per un verso, si è sensibilmente ridotta la funzione delle procedure concorsuali come efficace strumento di tutela dei creditori, che sono stati indubbiamente danneggiati dalla esclusione dal fallimento di imprese ed imprenditori anche di dimensioni non certo trascurabili con altrettanto significativa massa di debiti contratti - il cui permanere sul mercato nonostante il loro evidente stato di insolvenza era fonte di danni sia per i creditori sia per l'economia in generale ; e del resto, il calo delle istanze di fallimento presentate testimonia, oltre che la indubbia riduzione del novero dei soggetti fallibili, un'altrettanto evidente sfiducia dei creditori nel ricorso a tale strumento per tutelare le proprie ragioni. Per altro verso, il contenzioso civile in termini di esecuzioni mobiliari aveva subito un rilevante aumento, anche se l'aumento in questione certo non poteva dirsi avesse prodotto migliori risultati in termini di tutela degli interessi del ceto creditorio, sia in quanto la durata delle procedure esecutive non poteva dirsi così tanto inferiore rispetto a quella delle procedure fallimentari, sia in quanto comunque l'esecuzione individuale civile indubbiamente si appalesa meno efficace, per le note ragioni, in termini di tutela del creditore precedente, anche a seguito della riforma delle esecuzioni posta in essere nel In conclusione, ad oggi, sono ben tre le normative che regolamentano i presupposti per la dichiarazione di fallimento, ovvero : I) L'art. 1 del R.D n. 267 riguarda tutti i fallimenti dichiarati sino al , e tutt'ora aperti ; II) l'art. 1 come introdotto e modificato con il D.LGS n. 5, applicabile alle procedure aperte dopo il ; III) il nuovo testo normativo dell'art. 1 L.F. introdotto dal correttivo 2007, in vigore dal ma applicabile anche ai giudizi per la dichiarazione di fallimento che a tale data siano ancora pendenti. Tale cumulo di disposizioni normative(aggravato dalla previsione residuale di ipotesi di immediata applicabilità di norme dettate dal correttivo) rende estremamente difficile il compito degli operatori pratici, chiamati a confrontarsi con disposizioni normative a volta sovrapponibili e di sicuro non agevoli da collegare in maniera coerente ed uniforme ai fini della loro applicazione, a maggiore ragione se si pensa che, tra una riforma e l'altra, sono intervenute ulteriori modifiche ad aspetti peculiari della disciplina(ed il pensiero corre alle significative innovazioni introdotte dal D.L. 35/2005 in materia di azione revocatoria e concordato preventivo) che, pur se non inerenti il tema peculiare della presente relazione, senza dubbio hanno creato ulteriori

10 problemi applicativi in una materia che non ne necessitava di certo. L'auspicio è che con il correttivo del 2007 gli obiettivi che il legislatore si è posto, ovvero estendere l'ambito dei soggetti fallibili ed, altresì, eliminare le incertezze interpretative ed applicative cui ha dato origine la riforma del 2006, possano essere raggiunti in maniera, se non agevole, quantomeno non problematica, anche se ovviamente occorrerà attendere la verifica dei casi concreti per saggiare sul campo validità ed efficacia dell'intervento correttivo. A tale ultimo fine, riguardo l'applicazione della normativa di cui al correttivo, va segnalata una recente pronuncia del Tribunale di Salerno, datata che pur se resa in tema di concordato preventivo- appare pregevole e meritevole di menzione in quanto ha ritenuto applicabile anticipatamente la disciplina di cui al correttivo del 2007 per ragioni di opportunità negli interessi delle parti nonché sulla scorta di una interpretazione molto restrittiva dell'art. 22 del correttivo riguardante la disciplina transitoria e la sua applicabilità alle <procedure pendenti> con contestuale descrizione dei criteri in applicazione dei quali un concordato preventivo possa, vista la natura di tale procedura, definirsi <pendente>(la decisione in questione ha ritenuto che, per sua natura, il concordato preventivo non possa ritenersi pendente finchè non sia intervenuta la votazione dei creditori, di guisa che, anche se la relativa domanda era stata presentata nel 2007, dovendo verificarsi nel 2008 la votazione in questione, sarebbe risultato illogico applicare una normativa che il legislatore aveva espressamente voluto correggere, ove si fosse invece ritenuto che la pendenza della procedura dovesse ritenersi determinata sulla base della sola presentazione della relativa domanda). Avv. Gianluca Cascella - tratto da filodiritto

Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa

Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 206 23.07.2013 Sospensione feriale dei termini processuali Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Processo tributario Anche quest anno, come di

Dettagli

Adempimenti fiscali nel fallimento

Adempimenti fiscali nel fallimento ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI DI LECCO Adempimenti fiscali nel fallimento A cura della Commissione di studio in materia fallimentare e concorsuale Febbraio 2011 INDICE 1. Apertura

Dettagli

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa CIRCOLARE N. 13/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 11 marzo 2011 OGGETTO : Attività di controllo in relazione al divieto di compensazione, in presenza di ruoli scaduti, di cui all articolo 31, comma

Dettagli

Aspetti procedurali (1) ed aspetti sostanziali (2)

Aspetti procedurali (1) ed aspetti sostanziali (2) Istanza di fallimento e procedimento di concordato preventivo in bianco Dott. Francesco Pedoja Presidente del Tribunale di Pordenone Aspetti procedurali (1) ed aspetti sostanziali (2) 1- La L. n.134/2012

Dettagli

LA NUOVA PROCEDURA DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO

LA NUOVA PROCEDURA DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO DEBT RESTRUCTURING AND BANKRUPTCY ALERT Febbraio 2012 LA NUOVA PROCEDURA DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO Negli ultimi mesi i giornali hanno parlato molto di due interventi legislativi

Dettagli

2. 1. Il datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, deve comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro.

2. 1. Il datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, deve comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro. L. 15 luglio 1966, n. 604 (1). Norme sui licenziamenti individuali (2). (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 6 agosto 1966, n. 195. (2) Il comma 1 dell art. 1, D.Lgs. 1 dicembre 2009, n. 179, in combinato 1.

Dettagli

di Roberto Fontana, magistrato

di Roberto Fontana, magistrato 10.1.2014 LE NUOVE NORME SULLA FISSAZIONE DELL UDIENZA E LA NOTIFICAZIONE DEL RICORSO E DEL DECRETO NEL PROCEDIMENTO PER DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO di Roberto Fontana, magistrato Sommario. 1. La nuova

Dettagli

CIRCOLARE N. 19/E. OGGETTO: Transazione fiscale e composizione della crisi da sovraindebitamento Evoluzione normativa e giurisprudenziale

CIRCOLARE N. 19/E. OGGETTO: Transazione fiscale e composizione della crisi da sovraindebitamento Evoluzione normativa e giurisprudenziale CIRCOLARE N. 19/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 6 maggio 2015 OGGETTO: Transazione fiscale e composizione della crisi da sovraindebitamento Evoluzione normativa e giurisprudenziale

Dettagli

La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali

La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali SOMMARIO: 1. - La fattispecie concreta 2. Le azioni di responsabilità contro gli amministratori: caratteri essenziali 3.

Dettagli

Tra gli odori inconfondibili del tartufo, dal prezzo mai come quest anno, inarrivabile,

Tra gli odori inconfondibili del tartufo, dal prezzo mai come quest anno, inarrivabile, Tra gli odori inconfondibili del tartufo, dal prezzo mai come quest anno, inarrivabile, e della cioccolata, in una cornice resa particolarmente suggestiva dal sole che illuminava la bella valle circostante,

Dettagli

SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI. Bologna, 22 luglio 2014

SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI. Bologna, 22 luglio 2014 SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI Bologna, 22 luglio 2014 INQUADRAMENTO NORMATIVO FISCALE La nuova disciplina sulle società tra professionisti non contiene alcuna norma in merito

Dettagli

Patrimoni destinati ad uno specifico affare. A cura di Davide Colarossi Dottore Commercialista

Patrimoni destinati ad uno specifico affare. A cura di Davide Colarossi Dottore Commercialista Patrimoni destinati ad uno specifico affare A cura di Davide Colarossi Dottore Commercialista Riferimenti normativi D.Lgs. Numero 6 del 17 gennaio 2003 Introduce con gli articoli 2447-bis e seguenti del

Dettagli

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria).

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria). Luogo di convocazione dell assemblea nelle società di capitali della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO Il Consiglio nazionale del notariato, nello Studio n. 98-2013/I ha fatto il punto sul luogo

Dettagli

CIRCOLARE N. 18/E. Roma, 28 aprile 2015

CIRCOLARE N. 18/E. Roma, 28 aprile 2015 CIRCOLARE N. 18/E Direzione Centrale Normativa Roma, 28 aprile 2015 OGGETTO: Addizionale IRES per il settore energetico (c.d. Robin Hood Tax) - Articolo 81, commi 16, 17 e 18, del decreto legge 25 giugno

Dettagli

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti 08 Giugno 2015 Elisa Noto, Mariateresa Villani Sommario La prescrizione breve in materia di rapporto

Dettagli

La compensazione impropria nei rapporti di dare avere quale rimedio al maggior danno nei contratti di mutuo. ANALISI TECNICA

La compensazione impropria nei rapporti di dare avere quale rimedio al maggior danno nei contratti di mutuo. ANALISI TECNICA La compensazione impropria nei rapporti di dare avere quale rimedio al maggior danno nei contratti di mutuo. ANALISI TECNICA Per un proficuo approccio alla problematica presa in esame si propone, qui di

Dettagli

TRIBUNALE DI PORDENONE. Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267

TRIBUNALE DI PORDENONE. Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267 TRIBUNALE DI PORDENONE Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267 Il Tribunale, riunito in camera di consiglio nelle persone dei magistrati: - dr. Enrico Manzon - Presidente - dr. Francesco

Dettagli

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti ........ Reperimento risorse per interventi in ambito culturale e sociale Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti di Federica Caponi Consulente di enti locali... Non è

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

IL RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI: facciamo il punto

IL RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI: facciamo il punto IL RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI: facciamo il punto La questione inerente il rinnovo dei contratti pubblici è una questione piuttosto complessa e, in parte, anche controversa, soprattutto all esito dell

Dettagli

L ESECUZIONE FORZATA NEI CONFRONTI DELLA P.A.

L ESECUZIONE FORZATA NEI CONFRONTI DELLA P.A. L ESECUZIONE FORZATA NEI CONFRONTI DELLA P.A. 1. La responsabilità patrimoniale della P.A. ed i suoi limiti Anche lo Stato e gli Enti Pubblici sono soggetti al principio della responsabilità patrimoniale

Dettagli

NOTA OPERATIVA N. 15/2014

NOTA OPERATIVA N. 15/2014 NOTA OPERATIVA N. 15/2014 OGGETTO: La crisi di impresa e le possibili soluzioni - Introduzione La crisi economica, che ha investito il nostro Paese, sta avendo effetti devastanti sulle imprese; la presente

Dettagli

Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni

Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni di Pierluigi Rausei * La Sezione II, del Capo III (Disciplina

Dettagli

Risoluzione n. 104/E

Risoluzione n. 104/E Risoluzione n. 104/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 21 aprile 2009 OGGETTO: Istanza di interpello ART. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Articolo 11, comma 1, lettera a), numero 5, del

Dettagli

Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali. pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966. con le modifiche della

Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali. pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966. con le modifiche della Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966 con le modifiche della legge 4 novembre 2010, n. 183 (c.d. Collegato Lavoro) Legge 28 giugno

Dettagli

STUDIO LEGALE INTERNAZIONALE AVV. ALFONSO MARRA GIURISTA LINGUISTA

STUDIO LEGALE INTERNAZIONALE AVV. ALFONSO MARRA GIURISTA LINGUISTA STUDIO LEGALE INTERNAZIONALE AVV. ALFONSO MARRA GIURISTA LINGUISTA ABILITATO AL BILINGUISMO TEDESCO - ITALIANO DALLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO IDONEO ALL ESAME DI STATO DI COMPETENZA LINGUISTICA CINESE

Dettagli

Il Consiglio superiore della magistratura, nella seduta del 6 dicembre 2006, ha adottato la seguente delibera:

Il Consiglio superiore della magistratura, nella seduta del 6 dicembre 2006, ha adottato la seguente delibera: Problematiche relative alla nuova formulazione dell art. 2 Legge Guarentigie. Interpretazione del nuovo testo dell'art. 2 L.G., così come modificato dal D.L.vo n. 109/2006 (Risoluzione del 6 dicembre 2006)

Dettagli

STUDIO LEGALE Avv. Antonella Nigro

STUDIO LEGALE Avv. Antonella Nigro L irregolarità della notifica dell atto di precetto e l opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. di Antonella Nigro L opposizione agli atti esecutivi è disciplinata dall'art. 617 del Codice di

Dettagli

a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano

a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano La ricostituzione della pluralità dei soci nella s.a.s. In ogni numero della rivista trattiamo una questione dibattuta a cui i nostri esperti forniscono una soluzione operativa. Una guida indispensabile

Dettagli

Passività iscritte nei bilanci IAS: il coordinamento fiscale con le modifiche apportate allo IAS 37

Passività iscritte nei bilanci IAS: il coordinamento fiscale con le modifiche apportate allo IAS 37 Le novità civilistiche e fiscali per la stesura del bilancio di Stefano Chirichigno e Vittoria Segre Passività iscritte nei bilanci IAS: il coordinamento fiscale con le modifiche apportate allo IAS 37

Dettagli

LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE

LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE INSEGNAMENTO DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE I LEZIONE II LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE PROF. ROMANO CICCONE Indice 1 Rilevabilità dell'incompetenza giurisdizionale ------------------------------------------------------

Dettagli

Il concorso di persone nell illecito amministrativo ambientale: la disciplina normativa e la prassi applicativa

Il concorso di persone nell illecito amministrativo ambientale: la disciplina normativa e la prassi applicativa Il concorso di persone nell illecito amministrativo ambientale: la disciplina normativa e la prassi applicativa A cura della Dott.ssa Stefania Pallotta L art. 5 della legge n. 24 novembre 1981, n. 689

Dettagli

I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE

I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE Circolare del 31 Marzo 2015 ABSTRACT Si fa seguito alla circolare FNC del 31 gennaio 2015 con la quale si sono offerte delle prime indicazioni

Dettagli

L esenzione da accisa per l auto-produzione di energia elettrica pulita del Dott. Antonio Sgroi e dell Avv. Alessandro Galante

L esenzione da accisa per l auto-produzione di energia elettrica pulita del Dott. Antonio Sgroi e dell Avv. Alessandro Galante L esenzione da accisa per l auto-produzione di energia elettrica pulita del Dott. Antonio Sgroi e dell Avv. Alessandro Galante Abstract L energia elettrica derivante da fonti rinnovabili è esente da accisa

Dettagli

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 INDICE Presupposti... 2 Modalità di fruizione... 4 Particolari tipologie di rapporto di

Dettagli

5. La forma ed il contenuto del contratto di lavoro part-time. Le sanzioni per il difetto di forma o di contenuto del contratto

5. La forma ed il contenuto del contratto di lavoro part-time. Le sanzioni per il difetto di forma o di contenuto del contratto 412 Successivamente, il CCNL del terziario, stipulato il 3 novembre 1994, accorpava il CCNL dei viaggiatori e piazzisti prevedendo espressamente l applicabilità della disciplina del part-time anche agli

Dettagli

TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C.

TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C. TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C. Il giorno 17/09/2012, innanzi al Giudice dott. Angelo Piraino, viene chiamata la causa R.G. n. 234 dell

Dettagli

ASPETTI CIVILISTICI DEL RECESSO DEL SOCIO NELLE SOCIETA DI PERSONE.

ASPETTI CIVILISTICI DEL RECESSO DEL SOCIO NELLE SOCIETA DI PERSONE. Trattamento delle somme corrisposte da una società di persone al socio nel caso di recesso, esclusione, riduzione del capitale, e liquidazione, ed aspetti fiscali per la società. Questo convegno ci offre

Dettagli

Matteo Pozzoli Inquadramento della problematica L origine della norma e l evoluzione della disciplina

Matteo Pozzoli Inquadramento della problematica L origine della norma e l evoluzione della disciplina APPROCCIO PER COMPONENTI E SEPARAZIONE TERRENO- FABBRICATI NEI BILANCI REDATTI CON LE NORME CODICISTICHE ALLA LUCE DEI NUOVI PRINCIPI CONTABILI NAZIONALI di Matteo Pozzoli Inquadramento della problematica

Dettagli

DOSSIER GLI ONERI DI COSTRUZIONE

DOSSIER GLI ONERI DI COSTRUZIONE DOSSIER GLI ONERI DI COSTRUZIONE L'esecuzione di interventi edilizi è onerosa: il titolare del permesso abilitativo deve infatti versare alla pubblica amministrazione un contributo equivalente al costo

Dettagli

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Lavoro Modena, 02 agosto 2014 JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Legge n. 78 del 16 maggio 2014 di conversione, con modificazioni, del DL n. 34/2014 Ministero del Lavoro, Circolare n. 18

Dettagli

ha pronunciato la presente

ha pronunciato la presente N. 02866/2015REG.PROV.COLL. N. 10557/2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul

Dettagli

4) In ogni caso, a prescindere dal rimedio scelto la vittima dell altrui inadempimento potrà comunque agire per il risarcimento dei danni subiti.

4) In ogni caso, a prescindere dal rimedio scelto la vittima dell altrui inadempimento potrà comunque agire per il risarcimento dei danni subiti. LA RISOLUZIONE. PREMESSA Sappiamo che un contratto valido può non produrre effetto, o per ragioni che sussistono sin dal momento in cui lo stesso viene concluso (ad es. la condizione sospensiva), o per

Dettagli

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Introduzione Le Societá tra Professionisti, introdotte dalla legge 183/2010, sono una delle novitá

Dettagli

La gestione della sicurezza nei contratti di appalto

La gestione della sicurezza nei contratti di appalto Sicurezza La gestione della sicurezza nei contratti di appalto Con l'emanazione del D.Lgs. n. 81/2008 sono stati definiti gli obblighi inerenti alla sicurezza sul lavoro in caso di affidamento di lavori

Dettagli

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE (ai sensi dell art. 4 del Regolamento adottato da Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, come successivamente modificato ed integrato) INDICE 1. OBIETTIVI

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITA.

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITA. Sent. Cron. Rep. Oggetto: prelazione agraria Sentenza ex art. 281 sexies REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITA. Il Tribunale di Matera, in persona del Giudice Unico Raffaele VIGLIONE, ha emesso la

Dettagli

La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15)

La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15) La redazione del bilancio civilistico 2014 : le principali novità. La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15) dott. Paolo Farinella

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia 300/2014/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone dott. Andrea Luberti

Dettagli

SVALUTAZIONI E PERDITE SU CREDITI. Dott. Gianluca Odetto

SVALUTAZIONI E PERDITE SU CREDITI. Dott. Gianluca Odetto Dott. Gianluca Odetto ART. 33 DL 83/2012 Novità Inserimento del piano di ristrutturazione del debito tra le procedure concorsuali. Inserimento tra le ipotesi di non sopravvenienza attiva della riduzione

Dettagli

DECRETO 26 ottobre 2011

DECRETO 26 ottobre 2011 DECRETO 26 ottobre 2011 Modalita' di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA, dei soggetti esercitanti l'attivita' di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio 1989, n. 39, in attuazione degli

Dettagli

La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l.

La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l. Il bilancio delle società di capitali La sua impugnazione Firenze 15 giugno 2010 La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l. Francesco D Angelo (Università di Firenze)

Dettagli

SENTENZA. sul ricorso proposto da: BERTONE CESARE - CHICCO VITTORIA - BERTONE MARIA. GRAZIA Elettivamente domiciliati in Roma, Via Rodolfo Lan-

SENTENZA. sul ricorso proposto da: BERTONE CESARE - CHICCO VITTORIA - BERTONE MARIA. GRAZIA Elettivamente domiciliati in Roma, Via Rodolfo Lan- Civile Sent. Sez. 1 Num. 26065 Anno 2014 Presidente: SALVATORESALVAGO Relatore: Data pubblicazione: SENTENZA sul ricorso proposto da: BERTONE CESARE - CHICCO VITTORIA - BERTONE MARIA GRAZIA Elettivamente

Dettagli

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 Norme sui procedimenti e giudizi di accusa (Gazzetta Ufficiale 13 febbraio 1962, n. 39) Artt. 1-16 1 1 Articoli abrogati dall art. 9 della legge 10 maggio 1978, n. 170. Si

Dettagli

CIRCOLARE N. 37/E. Roma, 29 dicembre 2006

CIRCOLARE N. 37/E. Roma, 29 dicembre 2006 CIRCOLARE N. 37/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 29 dicembre 2006 OGGETTO: IVA Applicazione del sistema del reverse-charge nel settore dell edilizia. Articolo 1, comma 44, della legge

Dettagli

ASS.CO.FI. ASSOCIAZIONE SINDACALE DEI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DELLA PROVINCIA DI FIRENZE PERDITE SU CREDITI: LE NUOVE DEDUCIBILITA

ASS.CO.FI. ASSOCIAZIONE SINDACALE DEI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DELLA PROVINCIA DI FIRENZE PERDITE SU CREDITI: LE NUOVE DEDUCIBILITA PERDITE SU CREDITI: LE NUOVE DEDUCIBILITA 1. PREMESSA L art. 33, comma 5, del D.L. 22.6.2012, n. 83, così come modificato dalla legge di conversione 7.8.2012 n. 134, ha sostituito il comma 5 dell articolo

Dettagli

PROCEDURA APERTA AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO SCOLASTICO DEI COMUNI DI VOLTERRA E CASTELNUOVO VAL DI CECINA A.S. 2012/2013 2013/2014

PROCEDURA APERTA AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO SCOLASTICO DEI COMUNI DI VOLTERRA E CASTELNUOVO VAL DI CECINA A.S. 2012/2013 2013/2014 PROCEDURA APERTA AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO SCOLASTICO DEI COMUNI DI VOLTERRA E CASTELNUOVO VAL DI CECINA A.S. 2012/2013 2013/2014 (CIG ) (CPV ) Io sottoscritto... nato a... il...... nella mia

Dettagli

Le novità per gli appalti pubblici

Le novità per gli appalti pubblici Le novità per gli appalti pubblici La legge 98/2013 contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell economia del Paese e, fra queste, assumono particolare rilievo quelle in materia di appalti pubblici.

Dettagli

Processo civile, procedimento di ingiunzione, mediazione obbligatoria Tribunale Prato, sez. unica civile, ordinanza 18.07.2011

Processo civile, procedimento di ingiunzione, mediazione obbligatoria Tribunale Prato, sez. unica civile, ordinanza 18.07.2011 Processo civile, procedimento di ingiunzione, mediazione obbligatoria Tribunale Prato, sez. unica civile, ordinanza 18.07.2011 Il preliminare espletamento del procedimento di mediazione, disciplinato dal

Dettagli

GLI ADEMPIMENTI PUBBLICITARI DELLE SOCIETA DI PERSONE CHE RICHIEDONO LA CANCELLAZIONE DAL REGISTRO DELLE IMPRESE

GLI ADEMPIMENTI PUBBLICITARI DELLE SOCIETA DI PERSONE CHE RICHIEDONO LA CANCELLAZIONE DAL REGISTRO DELLE IMPRESE GLI ADEMPIMENTI PUBBLICITARI DELLE SOCIETA DI PERSONE CHE RICHIEDONO LA CANCELLAZIONE DAL REGISTRO DELLE IMPRESE di Claudio Venturi Sommario: - 1. Premessa. 2. La cancellazione della società senza apertura

Dettagli

Dal 1 ottobre 2014 nuove regole per i pagamenti con modello F24

Dal 1 ottobre 2014 nuove regole per i pagamenti con modello F24 A cura di Raffaella Pompei, dottore commercialista, funzionario dell Ufficio fiscale Dal 1 ottobre 2014 nuove regole per i pagamenti con modello F24 Il Decreto Renzi ha ampliato i casi in cui è necessario

Dettagli

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c.

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. La riforma del processo esecutivo ha modificato sensibilmente la fase eventuale delle opposizioni siano esse all esecuzione, agli atti esecutivi o di terzi

Dettagli

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI 24.12.2013 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 352/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO (UE) N. 1407/2013 DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 2013 relativo all applicazione degli articoli

Dettagli

ART. 19 Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali

ART. 19 Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali 121 TITOLO III - DELL ATTIVITÀ SINDACALE ART. Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità

Dettagli

L ATTIVITA DI DIREZIONE E COORDINAMENTO. La pubblicità dei gruppi nella riforma del diritto societario

L ATTIVITA DI DIREZIONE E COORDINAMENTO. La pubblicità dei gruppi nella riforma del diritto societario L ATTIVITA DI DIREZIONE E COORDINAMENTO. La pubblicità dei gruppi nella riforma del diritto societario Di Claudio Venturi Sommario: - 1. Premessa. 2. Ambito di applicazione. 3. Principi fondamentali. 3.1.

Dettagli

IL DIRITTO ANNUALE DOVUTO ALLA CAMERA DI COMMERCIO

IL DIRITTO ANNUALE DOVUTO ALLA CAMERA DI COMMERCIO IL DIRITTO ANNUALE DOVUTO ALLA CAMERA DI COMMERCIO TARDIVO OD OMESSO VERSAMENTO SANZIONI - RICORSI IL RAVVEDIMENTO - COMPENSAZIONE RIMBORSI SCHEDA N. 3 Claudio Venturi Camera di Commercio Diritto Annuale

Dettagli

TARSU e TIA, tra tariffa e tributo: analogie e differenze tra i due modelli nella gestione della finanza comunale.

TARSU e TIA, tra tariffa e tributo: analogie e differenze tra i due modelli nella gestione della finanza comunale. TARSU e TIA, tra tariffa e tributo: analogie e differenze tra i due modelli nella gestione della finanza comunale. di Ernesto Aceto Il settore della finanza locale è nell ambito del diritto tributario,

Dettagli

Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Direzione generale per l'attività Ispettiva

Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Direzione generale per l'attività Ispettiva Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale Direzione generale per l'attività Ispettiva Direzione generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro Roma, 14 Giugno 2006 Circolare n. 17/2006 Prot. N.

Dettagli

REGISTRO DELLE IMPRESE

REGISTRO DELLE IMPRESE REGISTRO DELLE IMPRESE SCIOGLIMENTO, LIQUIDAZIONE e CANCELLAZIONE 1/2005 maggio 2005 www.an.camcom.it 1 PREMESSA... 3 SOCIETÀ DI CAPITALI... 3 DELIBERA DI SCIOGLIMENTO E NOMINA DEL LIQUIDATORE... 3 SCIOGLIMENTO

Dettagli

CONTRATTO A TERMINE. Proroga e continuazione di fatto

CONTRATTO A TERMINE. Proroga e continuazione di fatto 2_7.qxd 30/06/2010 14.34 Pagina 2 CONTRATTO A TERMINE Proroga e continuazione di fatto di Geppino Tocci - Funzionario INPS Una delle principali finalità della direttiva europea 28 giugno 1999, n. 1999/70,

Dettagli

DELIBERA N. 78/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MARRUCCI / EUTELIA XXX IL CORECOM LAZIO

DELIBERA N. 78/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MARRUCCI / EUTELIA XXX IL CORECOM LAZIO DELIBERA N. 78/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MARRUCCI / EUTELIA XXX IL CORECOM LAZIO NELLA riunione del Comitato Regionale per le Comunicazioni del Lazio (di seguito, per brevità, Corecom Lazio

Dettagli

IL MARCHIO E LE ALTRE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI NELLA LEGISLAZIONE CIVILISTICA E FISCALE

IL MARCHIO E LE ALTRE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI NELLA LEGISLAZIONE CIVILISTICA E FISCALE IL MARCHIO E LE ALTRE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI NELLA LEGISLAZIONE CIVILISTICA E FISCALE Le immobilizzazioni immateriali sono caratterizzate dalla mancanza di tangibilità

Dettagli

DIRIGENTI PUBBLICI. Nozione di giustificatezza nel licenziamento. di Marilena Cortese

DIRIGENTI PUBBLICI. Nozione di giustificatezza nel licenziamento. di Marilena Cortese DIRIGENTI PUBBLICI Nozione di giustificatezza nel licenziamento di Marilena Cortese Il rapporto di lavoro, in generale, sia esso a tempo determinato che indeterminato, può estinguersi per cause diverse

Dettagli

Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti.

Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti. L. 14 gennaio 1994, n. 20 (1). (commento di giurisprudenza) Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti. (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 14 gennaio 1994, n. 10. 1. Azione

Dettagli

LA COMPENSAZIONE DEI RUOLI ERARIALI

LA COMPENSAZIONE DEI RUOLI ERARIALI Circolare N. 21 Area: TAX & LAW Periodico plurisettimanale 18 marzo 2011 LA COMPENSAZIONE DEI RUOLI ERARIALI Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DM 10 febbraio 2011, trovano piena attuazione

Dettagli

L Iva all importazione non è la stessa imposta dell Iva interna di Sara Armella

L Iva all importazione non è la stessa imposta dell Iva interna di Sara Armella L Iva all importazione non è la stessa imposta dell Iva interna di Sara Armella La sentenza n. 12581 del 2010 1 della Corte di cassazione è parte di un gruppo di recenti sentenze 2, le prime a intervenire

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO. 4g - Altri finanziamenti non cambiari a privati

FOGLIO INFORMATIVO. 4g - Altri finanziamenti non cambiari a privati Pagina 1/8 FOGLIO INFORMATIVO 4g - Altri finanziamenti non cambiari a privati INFORMAZIONI SULLA BANCA CASSA DI RISPARMIO DI VOLTERRA S.p.A. Sede Legale: Piazza dei Priori, 16/18 56048 Volterra (PI) Tel.:

Dettagli

IL DIRITTO FALLIMENTARE RIFORMATO

IL DIRITTO FALLIMENTARE RIFORMATO IL DIRITTO FALLIMENTARE RIFORMATO Commento sistematico a cura di GIORGIO SCHIANO DI PEPE APPENDICE DI AGGIORNAMENTO G. SCHIANO DI PEPE (a cura di), Il diritto fallimentare riformato - Appendice di aggiornamento.

Dettagli

Documento. 10 Novembre 2011

Documento. 10 Novembre 2011 Documento 10 Novembre 2011 Rimborso della Tassa di concessione governativa sull utilizzo dei telefoni cellulari: un quadro d insieme delle interpretazioni in essere e sulle possibili soluzioni operative

Dettagli

Art. 54 decreto legge

Art. 54 decreto legge Art. 342 c.p.c. Forma dell appello L appello si propone con citazione contenente l esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell impugnazione nonché le indicazioni prescritte nell articolo

Dettagli

2. L iscrizione nel Registro delle Imprese

2. L iscrizione nel Registro delle Imprese 2. L iscrizione nel Registro delle Imprese 2.1 Gli effetti dell iscrizione nel Registro delle Imprese L art. 2 del d.lgs. 18 maggio 2001, n. 228 (in materia di orientamento e modernizzazione del settore

Dettagli

Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014.

Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014. Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014 Editrice Comitato scientifico: Elisabetta BERTACCHINI (Professore

Dettagli

Repubblica Italiana Assemblea Regionale Siciliana

Repubblica Italiana Assemblea Regionale Siciliana Repubblica Italiana Assemblea Regionale Siciliana Ambito dell'accesso REGOLAMENTO PER L'ACCESSO AGLI ATTI ED AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA (G.U.R.S. n. 28 del 20/06/2008)

Dettagli

Crediti in prededuzione nell amministrazione straordinaria delle grandi imprese

Crediti in prededuzione nell amministrazione straordinaria delle grandi imprese Crediti in prededuzione nell amministrazione straordinaria delle grandi imprese SOMMARIO: 1. Premessa. 2. Riferimenti normativi e ambito di applicazione. 3. I tempi di pagamento della prededuzione: i poteri

Dettagli

9) promozione della cultura e dell'arte ; 10) tutela dei diritti civili ; 11) ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta

9) promozione della cultura e dell'arte ; 10) tutela dei diritti civili ; 11) ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta Le ONLUS Secondo le previsioni dell'art. 10 del decreto 460/97 possono assumere la qualifica di Onlus le associazioni riconosciute e non, i comitati, le fondazioni, le società cooperative e tutti gli altri

Dettagli

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE DECRETO 17 giugno 2014 Modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto -

Dettagli

STUDI DI SETTORE: LE INDICAZIONI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE (Sunto della C.M. n.31/2007)

STUDI DI SETTORE: LE INDICAZIONI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE (Sunto della C.M. n.31/2007) STUDIO MINTO Associazione Professionale Commercialisti Revisori Contabili Consulenza del Lavoro Mirano (VE) Telefono 041/5701020 CIRCOLARE INFORMATIVA n. 16 Giugno 2007 STUDI DI SETTORE: LE INDICAZIONI

Dettagli

L accertamento dello stato passivo. 1 Caratteristiche e finalità del procedimento

L accertamento dello stato passivo. 1 Caratteristiche e finalità del procedimento L accertamento dello stato passivo 1 Caratteristiche e finalità del procedimento L accertamento dello stato passivo è finalizzato all identificazione dei creditori (aventi titolo anteriore alla procedura)

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico VISTO il Decreto Legge 12 settembre 2014, n. 133 convertito con modificazioni dalla Legge 11 novembre 2014, n. 164 recante Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche,

Dettagli

Paghe. Lavoro part-time: il minimale ai fini contributivi Fabio Licari - Consulente del lavoro

Paghe. Lavoro part-time: il minimale ai fini contributivi Fabio Licari - Consulente del lavoro Lavoro part-time: il minimale ai fini contributivi Fabio Licari - Consulente del lavoro Obblighi contributivi Calcolo dei contributi Con l instaurazione del rapporto di lavoro, sorge anche l obbligazione

Dettagli

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 19 del 6 febbraio 2006 e rettificato con deliberazione del Consiglio Comunale

Dettagli

Capitolo 10. LE SOSPENSIONI DEI LAVORI

Capitolo 10. LE SOSPENSIONI DEI LAVORI LE SOSPENSIONI DEI LAVORI 10.1- Profili generali della sospensione dei lavori. 10.2- Le sospensioni legittime dipendenti da forza maggiore. Casi in cui si tramutano in illegittime. 10.3- Le sospensioni

Dettagli

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente"

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente LEGGE 27 LUGLIO, N.212 "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 Art. 1. (Princìpi generali) 1. Le disposizioni della

Dettagli

Prof. Avv. Giuseppe Cataldi Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della

Prof. Avv. Giuseppe Cataldi Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della 1 Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della sentenza della Corte europea dei diritti dell uomo con la quale la Francia è stata condannata per il divieto legislativo di costituire associazioni

Dettagli

Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci. occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due

Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci. occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due società, regolamentata dell art. 2564 c.c., che prevede l integrazione

Dettagli

CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 10 maggio 2013. Direzione Centrale Normativa

CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 10 maggio 2013. Direzione Centrale Normativa CIRCOLARE N. 15/E Direzione Centrale Normativa Roma, 10 maggio 2013 OGGETTO: Imposta di bollo applicabile agli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio ed alle comunicazioni

Dettagli

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare Adozione con delibera

Dettagli

Copertura delle perdite

Copertura delle perdite Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 107 09.04.2014 Copertura delle perdite Categoria: Bilancio e contabilità Sottocategoria: Varie Le assemblee delle società di capitali che, nelle

Dettagli