Teatrando. Scuola dell Infanzia Galciana

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1 Teatrando Scuola dell Infanzia Galciana TEATRANDO (Scheda 1) La nostra scuola è inserita in una realtà ancora paesana, in cui esiste da molto tempo una tradizione di teatro e di spettacolazione di piazza. Teatrando è un idea di teatro nella scuola, nata cinque anni fa, realizzata da e per i bambini (cento); i loro relativi genitori e un numero variabile di addetti ai lavori. Il nostro simbolo è un giullare che fa il prestigiatore in un teatro. Dunque.. se teatro è, scegliamo un linguaggio che risponda ai criteri di riconoscibilità dell attore e dello spettatore per raccontare una storia. Ora stiamo facendo teatro e noi scegliamo di raccontarci non nel linguaggio tecnico, ma in quello del procedere della storia stessa. PERCHE TEATRO (scheda 2) Perché abbiamo voluto il teatro? perché le maestre ogni tanto hanno delle brillanti idee. Quando nella coscienza professionale di ognuno si stratificano decenni di esperienze, di insegnamento, si aggiungono elementi qualitativi dati da aggiornamenti e formazione assimilati in maniera così profonda da diventare parte integrante del proprio io professionale e quando questi dati sono allo stesso livello di maturazione per tutti gli addetti ai lavori del plesso. Come emerge? Quando si verificano una serie di circostanze concomitanti che la rendono estremamente logica. Da noi è successo che un anno si sono ritrovate a gestire la stessa sezione due insegnanti esperte di teatro, una esperta in scenografia e regia, una in recitazione; a completare il cerchio un gruppo di genitori disposti ad avvicinarsi al mondo scolastico con qualcosa che fosse divertente per loro e produttivo per i figli. E nata così la compagnia Allegra brigata, composta da genitori che hanno rappresentato il primo spettacolo con la nostra cooperazione alla parte tecnica. Su questa prima esperienza si è basato il progetto, articolato in tre aspetti; fatto da genitori, insegnanti, bambini.

2 GENITORI TEATRANTI (scheda 3) Il successivo è stato chiaramente quello di costruire una spettacolazione insieme ai bambini, i quali con la nostra collaborazione e mediazione hanno giocato a teatrare anche con i genitori usando un unico copione. Il risultato più tangibile è stato logicamente quello di modificare i rapporti fra le famiglie. Si è creato fra molti amicizia e collaborazione spesso al di fuori del contesto scolastico, un sostegno reciproco anche a livello psicologico che certamente per molte delle famiglie monocluerai costituisce una risorsa preziosa. Sinceramente ci aspettavamo questo risultato; la cosa che ci ha fatto riflettere è stata un altra. I genitori che di solito hanno la percezione della prima infanzia filtrata attraverso il figlio instaurano relazioni (con chi?) che si basano su strumenti comunicativi calibrati in funzione di questa percezione. L aver dovuto in questa esperienza reinventare linguaggi comunicativi diversi (linguaggi ludici) per una funzione diversa (fare teatro) sicuramente ha offerto ai genitori molti strumenti per arricchire e affinare il rapporto con il proprio figlio. INSEGNANTI TEATRANTI 1 (scheda 4) Cosa ha significato per noi raccontare una novella sul palco? Ridere, abbiamo riscoperto a una ragguardevole età il senso ludico più puro, il muoversi ad un livello altro2 rispetto alla normalità del gesto e del raccontare quotidiani; percepire che il pubblico ricreava intorno alle storie uno stupore ed una curiosità nuove, perché abbiamo scelto storie ben conosciute, ci ha fatto sentire che la storia diventava terra di mezzo in cui venivano condivise le emozioni. Contestualmente il pretesto teatrale ha funzionato per noi come cestino, contenitore per scaricare le tensioni. Cooperare insieme a qualcosa di vivo, il dover dividere uno spazio comune, dover accordare il movimento, stabilire i ruoli, seguire l improvvisazione della collega, ci ha permesso di superare alcuni snodi critici del rapporto professionale. INSEGANTI TEATRANTI 2 (scheda 5) Noi abbiamo lavorato a più livelli:? o Calchiamo le scene, cioè mettiamo in atto gli spettacoli classici in cui recitiamo o Organizziamo spettacoli in cooperazione con gruppi di bambini o Mettiamo in scena la narrazione di un racconto con marionette, burattini, strumenti tecnici (iconico e sonoro)

3 o Sempre per la narrazione diventiamo costumisti e attrezzisti 8garantito che in questi frangenti l energia non è concentrata sulle dinamiche adulte o L ultimo aspetto in ordine di tempo è la spettacolazione di occasione, cioè piccole pieces teatrali che nascono da un argomento di programmazione, realizzate con i materiali informali ( generalmente frutta e verdura si prestano bene per la forma) che diventano i personaggi BAMBINI TEATRANTI 1 (scheda 6) Una precisazione. Le storie che noi scegliamo rispondono sempre alle esigenze contingenti dei vari gruppi. Sono storie che agiscono sulla paura, sull amicizia, sull aggressività, sulla fiducia e autostima, sul contenimento delle emozioni, così da poter fronteggiare, rielaborati teatralmente, momenti di difficoltà e conflitti emotivi e cognitivi. Proviamo a calcarci nei panni di un bambino che recita: l apparire agire di sé attore, che intende comunicare la sua storia a un pubblico estremamente interessato ad ascoltarla, farà riflettere sulle varie strategie comunicative e sulla loro efficacia, lo renderà attento a percepire se stesso rispetto ad uno spazio e ai compagni nell ambito di una situazione dinamica complessa, sarà estremamente gratificante il protagonismo vissuto in un momento percepito speciale da tutti. Traduciamo in termini tecnici: (Se) un aspetto importante delle storie teatrali fatte di gesti, immagini e parole è arricchire l immaginario fornendo strumenti per rappresentare la propria esistenza in termini di storia (Cavazioni); BAMBINI TEATRANTI 2 se le tante letture ed interpretazioni della vita e della realtà sono rese possibili, credibili, significative e coinvolgenti dalla macchina del teatro; l obbiettivo più significativo del nostro itinerario consisterà necessariamente nel cercare di sfruttare al massimo il potenziale liberatorio messo in gioco dall atto di esprimersi e di comunicare attraverso i linguaggi teatrali. Ciò per rendere abituale un atteggiamento critico nei confronti del reale, aperto e disponibile ad una lettura interpretativa personale e diretta dei fatti, dei dati e degli eventi della realtà; BAMBINI TEATRANTI 3 Quindi se le competenze sono date dai linguaggi teatrali, se l identità ne esce rafforzata in termini di autostima, l autonomia che noi cerchiamo è quella critica, di giudizio e di pensiero e il bambino che noi vediamo è quello capace

4 di scegliere secondo proprie riflessioni e capace di difendere e ragionare su queste scelte. EVOLUZIONE DEL PROGETTO E DELLE TECNICHE (SCHEDA 7) Proprio in questa ottica il progetto si modifica ogni anno e si modifica con il progredire dell età in ogni gruppo; si parte sempre dal gioco-dramma con i più piccoli perché questa tipologia metodologica contiene il nucleo dell azione teatrale: l attore che esibisce se stesso allo spettatore partecipe. Il linguaggio teatrale è pluricodice e il bambino possiede già l attitudine ad esprimersi teatralmente attraverso la finzione che mette in atto in svariati comportamenti ludici. Successivamente le tecniche si arricchiscono per arricchire: marionette, burattini, anche con materiali strani, sagome, ombre cinesi; la narrazione dell adulto che diventa sempre più esigua fino a sparire del tutto, lasciando che sia un bambino a raccontare con le parole o più bambini a raccontare con la rappresentazione. Si modificano i costumi. Da più completi e rappresentativi del personaggio, alla stilizzazione simbolica. Cosa ancora manca: lasciare spazio all aspetto creativo dell invenzione: fare scrivere i copioni dai ragazzi e metterli in scena; al prossimo convegno ve lo raccontiamo. SCENOGRAFIA E COSTUMI (scheda 8) Cambia il ruolo dei genitori nella gestione degli spettacoli: da totalmente loro a quella mista con i bambini fino ad assumere il ruolo di spettatori-ricettori. Rimane invariata la parte che li vede co-protagonisti della scenografia in laboratori. E anche in questo momento che si stabilisce quell alleanza che permette l aggregazione e l allargamento del gruppo. A questi, si affiancano laboratori con esperti realizzati in orari scolastici, mirati e concordati di anno in anno ad aspetti del progetto; naturalmente al motivo scelto si lavora nei vari gruppi, a scansioni temporali lunghe e quindi si aggancia il tema portante all argomento della programmazione di plesso annuale. Dal momento che i materiali con cui si costruisce sono di recupero, può capitare che l assemblaggio debba essere fatto da adulti; non è l agire dell adulto che offre cose già strutturate, ma collaborazione di ognuno per le proprie possibilità alla realizzazione di un bene comune. RICADUTA (scheda 9) Relazionarsi all altro ed agire l intersoggettività

5 Stabilire la ricaduta in termini di accrescimento per i bambini è la parte che ci è risultata più difficile: è difficile con i nostri strumenti, quantificare quanto di questo accrescimento sia dovuto all attività teatrale. Certo possiamo osservare i comportamenti: o Notare che un burattino serve a dare slancio a chi è più esitante ad esporsi, o Che la comunicazione in svariati comportamenti ludici si avvale di alfabeti teatrali, o Che alcuni elementi con cui ci si confronta quotidianamente sono visti in forma più originale per cui se ne moltiplicano i significati, le potenzialità espressive ed evocative, o Che spesso si tenta una ricerca stilistica per rendere fruibili la trasmissione e piacevole la ricezione del messaggio...e tutto ciò non riferito solamente ai bambini, ma anche a noi stesse. Allora vogliamo ritornare all inizio: quando si fa teatro si mettono in atto strumenti linguistici che rispondono a criteri di riconoscibilità sia per l attore che per lo spettatore per comunicare agli altri la propria storia ed il proprio mondo interiore; si crea drammaturgia, quindi si promuove un evento culturale. Se non avessimo fatto teatro avremmo fatto qualcosa in meno in campo culturale e il meno, in ogni campo, non offre mai strumenti per migliorare la vita.

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