Istituto MEME associato a Université Européenne Jean Monnet A.I.S.B.L. Bruxelles

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Istituto MEME associato a Université Européenne Jean Monnet A.I.S.B.L. Bruxelles"

Transcript

1 Istituto MEME associato a Université Européenne Jean Monnet A.I.S.B.L. Bruxelles INVESTIGAZIONE PRIVATA: IL MODERNO DETECTIVE Scuola di Specializzazione: Scienze Criminologiche Relatore Collaboratore: Tesista Specializzando: Contesto Project Work: Anno di corso: Dott.ssa Roberta Frison Giancarlo Mannoni Roberta Pilone Agenzia Investigativa GMan Primo Modena 3 settembre 2011 Anno Accademico

2 2

3 Sommario Introduzione... 1 Capitolo 1 Disciplina della professione Regolamenti e Leggi Autorizzazione alle investigazioni private in ambito giudiziario Le investigazioni private e la Legge sulla Privacy Capitolo 2 Chi è un buon detective? Come si diventa investigatore privato Le doti dell Investigatore Privato Rapporti con la clientela Capitolo 3 Case History: I casi tipici dell investigatore privato I casi appartenenti al diritto di famiglia I casi appartenenti alle indagini aziendali Le bonifiche ambientali e le bonifiche telefoniche Il Recupero Crediti Servizi di prevenzione anticrimine Servizi antitaccheggio La figura della guardia del corpo Capitolo 4 Fonti investigative e tecniche d indagine Elenchi telefonici Internet Elenco dei Protesti Uffici Pubblici Le persone, fonti d informazioni e testimoni, interviste e informazioni confidenziali Capitolo 5 Servizi e controllo Principi generali nella sorveglianza Appostamento Pedinamento Indagini sotto copertura Approfondimento: La Perizia Calligrafica Conclusioni Ringraziamenti Bibliografia Sitografia

4 Introduzione L idea di questo elaborato nasce da un esperienza significativa e particolarmente emozionante che ho vissuto in prima persona e cioè quella di collaboratrice presso un Agenzia Investigativa. La peculiarità di questo viaggio all insegna dell apprendimento e della conoscenza dell Investigazione privata è stata proprio quella di averla affrontata su più fronti e da diverse angolazioni, ovvero sia seduta dietro una scrivania, che scendendo su strada. Cercherò di estrinsecare al meglio le conoscenze acquisite sia attraverso la mia diretta esperienza, sia attraverso gli insegnamenti e i consigli che mi sono stati pazientemente offerti dal titolare dell agenzia investigativa e dagli altri collaboratori che la frequentano quotidianamente. Anzitutto sarà bene precisare che il termine «detective» è straniero soltanto nella forma, in quanto esso sostanzialmente è un termine latino, derivante dal verbo «detergere» che significa, evidentemente, scoprire; ci è poi tornato «anglicizzato», come tanti altri termini ora d uso comune anche nella nostra lingua. Detective, comunque, ha il suo corrispondente nel termine nostrano «investigatore». Le due parole possono essere quindi usate indifferentemente, avendo esse il medesimo significato. Altra premessa che si ritiene essenziale riguarda la differenziazione, quanto mai opportuna, fra la figura «reale» del detective e quella tutta fantasiosa che emerge dalla letteratura «gialla». Non che la professione del detective manchi di fascino, di ampio interesse e di una certa dose di «imprevisto», ma essa mantiene una dimensione e una caratteristica umana, che quasi nulla hanno a che fare con quelle dei personaggi più o meno «mirabolanti», ai quali il lettore dei «gialli» è stato abituato. La professione del detective, almeno in Italia e nei paesi nei quali esiste una più o meno completa legislazione in proposito, è estremamente seria, impegnativa, delicata; oltre a qualificazioni tecniche speciali richiede anche qualità personali di equilibrio, intuito, fondamentale onestà ed incorruttibilità, tenuto conto del fatto che il cittadino, il quale ha necessità di rivolgersi al detective, per poter realmente metterlo in condizioni di risolvere il proprio problema (che può essere di natura diversissima), è costretto volente o nolente a confidargli ogni e qualsiasi «segreto», anche spiacevole o doloroso, che egli non confiderebbe mai ad altri, fosse anche il proprio avvocato, il proprio medico o il proprio confessore. Il detective, quindi, deve offrire al proprio cliente la garanzia assoluta di una discrezione a tutti i costi. Il detective può pervenire al pieno esercizio della sua professione dopo molti anni di umile e attento apprendistato. La sua capacità è frutto quasi esclusivamente di esperienza pratica. Non può aver frequentato solo scuole

5 e corsi teorici, né studiato su testi delle sue «materie», perché non esistono. Se è stato fortunato, si è «formato» collaborando con un detective anziano e qualificato; in altri casi, è un perfetto autodidatta, che ha vinto la sua battaglia solo perché spinto e sostenuto dalla passione, dall intelligenza, dall ostinazione, da una continua resistenza a tutte le «tentazioni» di cedere all improvvisazione. Ha imparato a trattare i casi ordinari e banali, con la stessa serietà e con lo stesso impegno dei casi difficili, complicati e redditizi. Ha imparato a posporre al suo lavoro ogni altro interesse affettivo, familiare, elettivo; a volte anche la propria salute. In cambio, quando è «arrivato», ha le sue grandi soddisfazioni, che non si traducono necessariamente solo in una prosperità economica. Dimensionata, così brevemente e nelle sue linee essenziali, la realtà di questa professione nella vita pratica, è quanto mai utile conoscere quali siano le origini della professione in Italia e altre importanti considerazioni. 2

6 Capitolo 1 Disciplina della professione 1.1 Regolamenti e Leggi In Italia l esercizio dell attività investigativa comporta tuttora diverse limitazioni e ostacoli legislativi. Essa è infatti soggetta ad una precisa regolamentazione e al possesso della cosiddetta licenza prefettizia che non consente in nessun modo e nella forma più tassativa l esercizio di pubbliche funzioni, incluse quelle che comportano la menomazione della libertà individuale. A questo proposito è doveroso citare come fonti gli articoli della Costituzione riguardante diritti e doveri dei cittadini secondo cui dall articolo 13: La libertà personale è inviolabile ( ). E punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà. E ancora, dall articolo 14: il domicilio è inviolabile 1. E infine: dall articolo 15: La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.(...) 2. L attività d investigazione privata vera e propria è stata meglio regolamentata a partire dal 1926 con una specifica normativa contenuta nel Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) approvato con Regio Decreto 6 novembre 1926 n La disciplina che regola attualmente le attività d investigazione privata risale al successivo R.D., n.773 del 18 giugno 1931 (trattata nello stesso Titolo IV degli Istituti di Vigilanza e delle Guardie Particolari Giurate) e al relativo regolamento per l esecuzione del T.U. stabilito col R.D. n. 635 del 6 maggio Ma vediamo più dettagliatamente quali siano gli articoli che ci interessano: Art. 134: Senza licenza del Prefetto è vietato ad enti o privati di prestare opere di vigilanza o custodia di proprietà mobiliari od immobiliari e di eseguire investigazioni o ricerche o di raccogliere informazioni per conto di privati. Salvo il disposto dell art. 11, la licenza non può essere ceduta alle persone che non abbiano la cittadinanza italiana ovvero di uno Stato membro dell Unione europea o siano incapaci di obbligarsi o abbiano riportato condanna per delitto non colposo. 1 Tratto dal sito 2 Ibidem. 3

7 I cittadini degli Stati membri dell Unione europea possono conseguire la licenza per prestare opera di vigilanza o custodia di beni mobiliari o immobiliari alle stesse condizioni previste per i cittadini italiani. La licenza non può essere ceduta per operazioni che importano un esercizio di pubbliche funzioni o una menomazione della libertà individuale. Il regolamento di esecuzione individua gli altri soggetti, ivi compreso l institore, o chiunque eserciti poteri di direzione, amministrazione o gestione anche parziale dell istituto o delle sue articolazioni, nei confronti dei quali sono accertati l assenza di condanne per delitto non colposo e gli altri requisiti previsti dall articolo 11 del presente testo unico, nonché dall articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n Art. 135: I direttori degli uffici di informazioni, investigazioni o ricerche, di cui all articolo precedente, sono obbligati a tenere un registro degli affari che compiono giornalmente, nel quale sono annotate le generalità delle persone con cui gli affari sono compiuti e le altre indicazioni prescritte dal regolamento. Tale registro deve essere esibito ad ogni richiesta degli ufficiali o agenti di pubblica sicurezza. Le persone, che compiono operazioni con gli uffici suddetti, sono tenute a dimostrare la propria identità, mediante la esibizione della carta di identità o di altro documento, fornito di fotografia, proveniente dall amministrazione dello Stato. I direttori suindicati devono inoltre tenere nei locali del loro ufficio permanentemente affissa in modo visibile la tabella delle operazioni alle quali attendono, con la tariffa delle relative mercedi. Essi non possono compiere operazioni diverse da quelle indicate nella tabella o ricevere mercedi maggiori di quelle indicate nella tariffa o compiere operazioni o accettare commissioni con o da persone non munite della carta di identità o di altro documento fornito di fotografia, proveniente dall amministrazione dello Stato. La tabella delle operazioni deve essere vidimata dal Prefetto. 4 Nel registro di cui all'articolo 135 della legge devono essere indicati: a) le generalita' delle persone, con le quali gli affari o le operazioni sono compiute; 3 Iascone Potito L. (a cura), TULPS, Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza, La Tribuna, Piacenza, 2008, pag Ivi, pag

8 b) la data e la specie dell'affare o della operazione; c) l'onorario convenuto e l'esito della operazione; d) i documenti, con i quali il committente ha dimostrato la propria identità personale. ( ) Il registro deve essere conservato per cinque anni. (dall articolo 235 del Regolamento per l'esecuzione del TULPS delle Leggi di Pubblica Sicurezza ") Articolo 136: La licenza è ricusata a chi non dimostri di possedere la capacità tecnica ai servizi che intende esercitare. Può, altresì, essere negata in considerazione del numero o dell importanza degli istituti già esistenti. La revoca della licenza importa l immediata cessazione dalle funzioni delle guardie che dipendono dall ufficio. L autorizzazione può essere negata o revocata per ragioni di sicurezza pubblica o di ordine pubblico. Art. 137: Il rilascio della licenza è subordinato al versamento nella cassa depositi e prestiti di una cauzione nella misura da stabilirsi dal Prefetto. La cauzione sta a garanzia di tutte le obbligazioni inerenti all esercizio dell ufficio e della osservanza delle condizioni imposte dalla licenza. Il Prefetto, nel caso di inosservanza, dispone con decreto che la cauzione, in tutto o in parte, sia devoluta all erario dello Stato. Lo svincolo e la restituzione della cauzione non possono essere ordinati dal Prefetto, se non quando, decorsi almeno tre mesi dalla cessazione dell esercizio, il concessionario abbia provato di non avere obbligazioni da adempiere in conseguenza del servizio al quale l ufficio era autorizzato. 5 Per quanto riguarda il regolamento gli articoli da considerare sono: nei quali viene precisato che chiunque esercita un istituto di vigilanza o di custodia o di ricerche ed investigazioni per conto di privati, è tenuto a comunicare al Prefetto gli elenchi del personale dipendente e a dar notizia, appena si verifichi, di ogni variazione intervenuta, restituendo i decreti di quelle guardie che avessero cessato dal servizio. Devono altresì essere comunicati al Prefetto gli elenchi, e le relative variazioni, degli abbonati per la custodia delle loro proprietà, facendo risultare dagli elenchi medesimi quali siano i beni a cui i singoli abbonamenti si riferiscono. 5 Ivi, pag.78. 5

9 1.2 Autorizzazione alle investigazioni private in ambito giudiziario L apporto investigativo del detective professionista è stato espressamente previsto dal Codice di Procedura Penale, entrato in vigore nell'ottobre 1989, in quanto indispensabile al nuovo impianto processuale. L'art. 190 C.P.P.. stabilendo che: «Le prove sono ammesse a richiesta di parte» (e cioè della pubblica accusa o della difesa) ha introdotto un principio eccezionalmente innovatore, tipico del sistema accusatorio, contrapposto al precedente modello inquisitorio, basato sull iniziativa del giudice. Per assicurare la parità fra accusa e difesa, al difensore è stata consentita una ricerca autonoma della prova e, nelle disposizioni di attuazione (art. 38 att. C.P.P., testo originario) è stato precisato che i difensori (e quando si parla di difensori, ci si riferisce naturalmente, oltre al difensore dell imputato o dell indagato, anche al rappresentante della parte civile, o del responsabile civile, o della persona civilmente obbligata per l ammenda) possono svolgere investigazioni per ricercare ed individuale elementi di prova a favore del proprio assistito e conferire con le persone che possono dare informazioni e tale attività "può essere svolta, su incarico del difensore, da investigatori privati autorizzati". 6 Per svolgere tale compito, l'investigatore privato è stato equiparato al consulente tecnico ai fini dell'estensione dell'obbligo del segreto professionale (art. 200 C.P.P.). Con la recente riforma (Legge 397/2000) le garanzie ex art.103 C.p.p., in tema di sequestri ed intercettazioni, sono state estese anche ai documenti, alle conversazioni ed alle comunicazioni degli investigatori privati e dei consulenti tecnici di cui la difesa si avvale. Anche prima del nuovo codice, ci si poteva rivolgere ad un detective per ricercare prove da utilizzare in giudizio, ma il loro valore processuale era limitato. Dopo l'ottobre 1989 e nonostante una prima riforma - nel le "indagini difensive" hanno stentato a decollare: per scarsa abitudine mentale, costi elevati, assenza di una regolamentazione precisa delle modalità e dei poteri di indagine dei difensori. Ora, l'attività investigativa difensiva è dettagliatamente regolata dai nuovi articoli e dalle modifiche al Codice di Procedura Penale introdotte dalla Legge 7 dicembre 2000 n. 397, entrata in vigore il L'istituzionalizzazione del fascicolo delle indagini difensive e la possibilità di entrare in gioco fin dalla fase delle indagini preliminari daranno nuovo 6 Tratto dal sito 6

10 impulso alla raccolta di testimonianze e alle investigazioni che, se correttamente verbalizzate, assumono ora un decisivo valore probatorio. Una delle disparità tra accusa e difesa concerneva la non estensione delle norme sul gratuito patrocinio alle spese per le investigazioni private. La legge n. 217 sul gratuito patrocinio all art. 4, nello stabilire che sono a carico dello Stato le spese della consulenza tecnica, escludeva espressamente quelle per gli investigatori privati, ancorché i medesimi fossero già stati parificati ai consulenti tecnici. La palese incostituzionalità di questa norma, per evidente contrasto con gli articoli della Costituzione 3 (eguaglianza dei cittadini) e 24 (inviolabilità della difesa), è stata eliminata con la Legge 29 marzo 2001, n Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del 20 aprile 2001, che all'art. 9 stabilisce l'introduzione, nella Legge , del nuovo Art. 9-bis. - (Nomina di consulenti, sostituti e investigatori) che consente al difensore "d'ufficio" la nomina di "un investigatore privato autorizzato residente nel distretto di corte d appello ove ha sede il giudice competente per il fatto per cui si procede, al fine di svolgere attività di investigazione difensiva» Grazie alla nuova disciplina delle indagini difensive, i rapporti tra investigatori privati e avvocati penalisti risulteranno sempre più frequenti. Quanto alla sua qualificazione giuridica, secondo la dottrina il rapporto è un "contratto d'opera" di natura privatistica e prevede il diritto del difensore alla direzione delle indagini con l'indicazione espressa e specifica dell'oggetto di esse, nonché la possibilità di esonerare eventualmente l'investigatore dall'incarico conferito. La delibera del della Giunta delle Camere Penali, prevede che l'incarico agli investigatori privati e ai consulenti tecnici sia conferito per iscritto, con l'espressa indicazione di attenersi alle leggi (incluse quelle in materia di "privacy"), di comunicare senza ritardo i risultati e solo al difensore o al suo sostituto, di rifiutare altri incarichi relativi o connessi alla stessa vicenda. Per indagini complesse o accertamenti che richiedano l'opera di più investigatori, l'incarico verrà affidato dal penalista a un "pool" di detectives autorizzati ex art. 222 att. C.p.p., in quanto le Prefetture - limitatamente allo svolgimento dell'attività di ricerca e individuazione di prove ai fini della difesa penale - non legittimano terzi, anche dipendenti o collaboratori del titolare, all'esercizio della medesima attività, diversamente da quanto accade per le altre attività investigative di cui alla licenza ex art. 134 T.U.L.P.S. Sotto il profilo della responsabilità, per cautelarsi di fronte alla possibilità 7

11 di rispondere per colpa, l'avvocato dovrà scegliere il professionista dell'investigazione tra coloro che offrono maggiori garanzie di serietà, professionalità e competenza, e fornire tutte le direttive utili a definire lo svolgimento dei compiti investigativi. 7 L apporto dell investigatore si sostanzia in iniziative personali, valutazioni e suggerimenti. Le attività che può compiere possono essere catalogate in due tipologie sulla base di una loro eventuale disciplina legislativa: si parla a tal fine di atti tipici e atti atipici. Gli atti tipici esperibili dagli investigatori privati sono costituiti dal colloquio non documentato con persone informate sui fatti ( art. 391-bis comma 1 c.p.p. ) e dall accesso ai luoghi ( art. 391-sexies c.p.p. ). Si ritiene essere loro riconosciuta la possibilità di svolgere altri tipi di attività, non direttamente contemplati e disciplinati dalla legge, e per questo detti atipici. Tra queste attività possiamo senz altro annoverare i pedinamenti, gli appostamenti, le riprese fotografiche e cinematografiche, l acquisizione di notizie e documenti di libero accesso a chiunque, ad esempio presso Camere di Commercio, Conservatorie dei registri immobiliari, pubblico registro automobilistico, studi notarili, ecc. Risulta, invece, loro inibito ricevere dichiarazioni scritte o raccogliere informazioni da documentare ai sensi dell art. 391-ter c.p.p., poiché,tali attività sono riservate esclusivamente al difensore ed al suo sostituto, per lo scopo di conferire loro i crismi di una maggiore attendibilità 8. Il contenuto delle informazioni raccolte nel conferire con i soggetti informati sui fatti, se pure non è trascrivibile in un verbale formale, può comunque costituire oggetto di annotazioni scritte ed anche di registrazioni magnetofoniche, consentite allorquando siano opera di persone presenti. Stabilita l assoluta liceità di tali registrazioni e delle relative trascrizioni, parte della dottrina ritiene che alla loro acquisizione agli atti come prova documentale osti il divieto di documentazione previsto per gli investigatori privati dagli artt. 391-bis commi 1 e 2 e 391-ter: le informazioni così assunte potranno dunque essere utilizzate, al pari delle annotazioni, come supporto alla memoria non solo per fini meramente interni, ma pure in occasione di una eventuale testimonianza, non valendo per questi soggetti l incompatibilità a deporre stabilità dall art. 197 lett. d) c.p.p.. 7 Tratto dal sito 8 Tratto dal sito 8

12 Come si può ben capire, i margini di autonomia, con cui si muove l investigatore privato, potranno essere più o meno ampi, a seconda della quantità e qualità dei dati di partenza, del suo grado di competenza e professionalità, nonché del suo affiatamento con il difensore committente. In ogni caso, l azione dell investigatore privato non dovrà essere difforme da quella richiesta dal difensore, il quale, come già detto, ha la responsabilità del mandato difensivo e della direzione delle investigazioni in favore del proprio assistito. Quindi l avvocato dovrà scrupolosamente cautelarsi di fronte all eventualità di dover rispondere, per l operato dell investigatore, a titolo di culpa in eligendo o di culpa in vigilando. 9 La dottrina a tal proposito ha suggerito al difensore di provvedere ad una sottoscrizione di una polizza assicurativa per rischi professionali che preveda, con apposita clausola, anche la copertura per l attività investigativa delegata all investigatore privato. Per consentire al difensore di essere informato costantemente sull operato del suo investigatore privato, la dottrina consiglia che quest ultimo provveda a redigere una c.d. nota relazionale, su cui annoti tutte le operazioni e le fasi attraverso cui svolge l attività investigativa: dovrà, quindi, descrivere in maniera circostanziata l attività svolta e i risultati ottenuti, in modo da permettere un controllo, anche se ex post, sull attività compiuta, così da consentire al difensore di studiare nuove ed ulteriori iniziative di indagine. Parlando, adesso, della disciplina tipica, nello specifico, dell attività dell investigatore privato, si può notare che il nostro ordinamento dà una regolamentazione negativa: infatti non prevede espressamente tutte la attività che esso può compiere e come le può compiere, come sopra detto, ma al contrario fissa i confini leciti di tali attività, attraverso la previsione di comportamenti ritenuti illeciti, spesso sotto il profilo penalistico. Innanzitutto sono limiti assoluti per l attività investigativa le libertà e i diritti costituzionalmente garantiti, i quali, come sappiamo, possono subire delle limitazioni solo in ipotesi eccezionali previste dalla stessa Costituzione per atto motivato dell autorità giudiziaria e nei soli casi e 9 Finazon Francesco, Investigazioni Private, Greco e Greco Editore, Milano, 2006, pag.38. 9

13 modi previsti dalla legge 10 ex art. 13 Cost. Il codice prescrive che solo il giudice, in quanto organo terzo ed imparziale, può disporre la limitazione del diritto costituzionalmente garantito e non il pubblico ministero. Costituiscono un limite concreto all attività investigativa anche alcune norme del codice penale, quali l art. 494 c.p. relativo alla sostituzione di persona, l art. 614 c.p. sulla violazione di domicilio, l art. 615-bis c.p. sulle interferenze illecite nella vita privata, l art. 615-ter c.p. circa l accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, gli artt bis c.p. sui delitti contro la inviolabilità dei segreti, l art. 660 c.p. sulla molestia o il disturbo alle persone. Per completezza, si ricorda che molte di queste norme penali puniscono la violazione commessa da chiunque, prevedendo come aggravante l ipotesi in cui a commetterle sia chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato ; la conseguenza sarà un aggravio di pena e il venir meno della condizione di procedibilità a querela del reato, che diviene, così, procedibile d ufficio. Sotto altro profilo, si ricorda che gli investigatori sono destinatari della nuova fattispecie criminosa introdotta dall art. 379-bis c.p.p., in tema di rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale appresi per aver partecipato o assistito a un atto del procedimento stesso. 11 L investigatore privato può essere sentito nel contraddittorio tra le parti in merito alla attività svolta in sede di investigazioni difensive. In relazione alle informazioni assunte ai sensi dell art. 391-bis comma 1 c.p.p., la legge 1 marzo 2001, n. 63, in tema di giusto processo e prove penali, ha previsto l incompatibilità a testimoniare per i difensore ma non anche per l investigatore privato, salva l ipotesi in cui esso abbia provveduto a verbalizzare le dichiarazioni rese dalla persona informata sui fatti, ai sensi dell art. 197 comma 1 lett. d) c.p.p. Secondo parte della dottrina, l investigatore può essere sentito in qualità di testimone indiretto sulle notizie raccolte durante il colloquio non documentato, nei limiti dell art. 195 c.p.p.. Secondo la disciplina della testimonianza de relato ex art. 195 c.p.p., le dichiarazioni ottenute in sede di investigazioni difensive verrebbero introdotte nel processo in maniera diversa da quanto previsto per la polizia giudiziaria. Infatti, gli art. 351 e 357 comma 2 lett. a) c.p.p. obbligano la polizia giudiziaria a verbalizzare le 10 Ivi, pag Ivi, pag

14 dichiarazioni ricevute. I verbali, al loro volta, sono sottoposti alle regole generali in materia di contestazioni e di letture. Ne discende che, ove fosse ammessa la testimonianza indiretta sulle informazioni acquisite si aggirerebbero le norme sulle letture e contestazioni. 12 Resta da chiarire se, sul piano soggettivo, esistano delle differenze tra la posizione processuale del testimone e quella dell investigatore, e quindi quale disciplina applicare durante l esame incrociato. La dottrina ha evidenziato come esistano delle differenze tra il testimone e l investigatore privato: il primo rappresenta fatta da lui conosciuti o percepiti per caso, mentre il secondo viene a conoscenza di fatti nell espletamento di un incarico professionale. Da quanto detto deriva che, l investigatore, nel corso delle investigazioni difensive, non è un terzo che percepisce delle dichiarazioni provenienti da altre persone per caso, egli è un ausiliario della difesa che agisce sulla base di un incarico professionale, nell interesse esclusivo della parte privata. La dottrina ha osservato come si configuri una incompatibilità per l investigatore con l ufficio di testimone per ciò che riguarda gli atti compiuti in sede di investigazioni difensive. La soluzione proposta, in assenza di una specifica disciplina, è che l esame dibattimentale dell investigatore potrebbe essere fatto alla stregua di quello previsto per il consulente tecnico. Infatti, come loro l investigatore è un soggetto facente parte dello staff dell ufficio difensivo; egli è un ausiliario del difensore che, quando procede ad assumere informazioni ex art. 391-bis comma 1 c.p.p., agisce sulla base di un incarico professionale, impiegando esperienza, professionalità e competenze specialistiche proprie della sua professione. Quindi nel momento in cui viene escusso in dibattimento egli esprime direttamente delle valutazioni sugli esiti delle investigazioni difensive, rimando così un soggetto di parte che prospetta al giudice gli argomenti a favore della difesa. I diversi poteri e la diversa "autoritas" di cui godono Pubblici Ministeri e polizia giudiziaria da un lato e difensori e investigatori privati dall'altro, restano uno dei principali motivi di perplessità degli avvocati penalisti rispetto all'efficacia delle indagini difensive. L'altro motivo sono i costi, spesso elevati. Nonostante la citata riforma del gratuito patrocinio, il "non abbiente" rimane in una condizione di effettiva disparità rispetto a chi può pagarsi i migliori professionisti, per tutto il 12 Tratto dal sito 11

15 tempo necessario a scandagliare ogni possibilità di ricerca. Non aiuta la mancanza di un Albo e Ordine professionale degli investigatori che lascia nel "limbo" delle buone intenzioni la preparazione culturale, tecnico-giuridica dell'investigatore, e la vigilanza sul comportamento dei singoli - tra norme vecchissime e non più aderenti alla realtà - e "codici deontologici" affidati alle iniziative di associazioni di categoria non sempre rappresentative o a interventi esterni e limitati a specifici settori (come quello del Garante della Privacy che da tempo ha "ventilato" l'emanazione di un codice per gli investigatori) Le investigazioni private e la Legge sulla Privacy L'attività di "investigazione" risponde a una ineliminabile esigenza di conoscenza del privato, ma nella società moderna le "informazioni" hanno acquisito una importanza e un valore economico tali e si sono così moltiplicati gli strumenti di controllo potenzialmente lesivi dell'intimità e dell'identità del singolo, da spingere l'europa ad emanare delle precise direttive in materia di trattamento dei dati personali. L'Italia è arrivata in ritardo rispetto ad altri Stati europei nel recepire l articolo 4 della Convenzione Europea di Strasburgo 108/81 e nel dare attuazione alla direttiva Comunitaria n.95/46/ce dell ottobre 1995 in materia di trattamento di dati personali e libera circolazione di tali dati. Ma, con la Legge 695 del entrata in vigore l'8 maggio 1997, è andata oltre le direttive comunitarie ed ha ampliato la tutela prevista a tutti i dati personali, prescindendo dalla loro inclusione e/o dalla loro destinazione ad essere inclusi in archivi informatizzati o manuali. Questa estensione dell'ambito di applicazione della Legge 675/96 anche alla raccolta ed alla diffusione, a scopo informativo o comunque di esplicazione di pensiero, di dati personali non strutturati in archivio né destinati ad esserlo "tende ad aggravare l'esposizione della normativa sul versante della legittimità costituzionale" come osservato in un decreto del del Tribunale Civile di Milano 1 Sezione. Ma, al di là delle considerazioni sul reale ambito di operatività della Legge 675/96, essa ha introdotto nella nostra cultura un diverso "sentire", rovesciando la prospettiva tradizionale della piena libertà di circolazione delle informazioni fuori dagli ambiti di riservatezza protetti da norme specifiche Tratto dal sito 14 Tratto dal sito 12

16 Questa Legge è apparsa come la consacrazione giuridica del cd. "diritto alla Privacy" come diritto alla riservatezza e all'intimità. A differenza dei paesi di diritto anglosassone, il nostro ordinamento giuridico aveva considerato per molti anni quello alla riservatezza più un aspirazione che un diritto vero e proprio, nonostante la Costituzione (agli artt ) garantisse rispettivamente l'inviolabilità della libertà personale, di domicilio ed epistolare. Nel 1974 la Corte Costituzionale ha sancito l'inclusione, tra i diritti inviolabili dell'uomo, del diritto alla riservatezza e l esigenza di tutela è stata ribadita dalla legge , titolata appunto: "tutela della riservatezza e della libertà e segretezza delle comunicazioni". 15 Già prima della Legge 675/96 le norme penali che delimitano la sfera di riservatezza dell'individuo proteggevano dalle indagini altrui, vuoi anche dalla curiosità del singolo, e nell'attività di ricerca di informazioni su atti o fatti riguardanti la vita di relazione, l'investigatore privato non ha mai goduto di uno "statuto" particolare né di poteri diversi da quelli di qualsiasi cittadino, a differenza della polizia giudiziaria la quale, in determinate circostanze, che devono essere previste per legge, può porre dei limiti alle libertà personali costituzionalmente garantite. Anzi, in molti casi, se la fattispecie prevista dalla legge penale è commessa da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato (analogamente a quando il reato è commesso da un pubblico ufficiale), la pena è aumentata e la procedibilità è d'ufficio. Così l'art. 615-bis C.P. punisce chi si procura indebitamente, mediante strumenti di ripresa visiva o sonora, notizie o immagini della vita privata che si svolgono nell'abitazione altrui o in altri luoghi di privata dimora e nelle loro appartenenze. Analogamente aggravate sono le pene per i reati di indebita presa di cognizione di comunicazioni telegrafiche, telefoniche, informatiche o telematiche ed anche la sola installazione di apparecchiature atte ad intercettare, come previsto dagli artt. 617, 617-bis, 617-ter, 617-quater, 617-quinquies, 617-sexties C.P.; la violazione o sottrazione di corrispondenza è punita dall'art. 616 C.P. Ci sono poi le norme a tutela del "segreto": l'art. 618 C.P. (Rivelazione del contenuto di corrispondenza), 621 C.P. (rilevazione del contenuto di documenti segreti), 622 C.P. (Rivelazione di segreto professionale), 623 C.P. (rivelazione di segreti scientifici o industriali), intendendosi per 15 Tratto dal sito 13

17 corrispondenza anche quella telefonica, telematica o informatica e per documento anche ogni supporto informatico contenente dati, informazioni, programmi; l'art. 623-bis C.P., infine estende la tutela relativa alle comunicazioni a qualsiasi trasmissione a distanza di suoni, immagini o altri 16. Per quanto riguarda la registrazione di conversazioni Pacifica è l'illiceità delle intercettazioni di conversazioni "tra altre persone" anche se effettuate su apparecchio proprio e anche quando si tratti di congiunti e la finalità sia la tutela di un proprio diritto. L'illiceità anche della semplice "installazione" di apparecchiature atte ad intercettare è stata ribadita nel 2000 dalla Cassazione Penale che ha respinto il ricorso di un marito condannato per "aver installato nella casa coniugale una apparecchiatura atta ad intercettare le telefonate della moglie" e giustificatosi dicendo di voler controllare il traffico telefonico a causa di telefonate anonime; Diverso è il caso della registrazione di conversazioni da parte di uno degli interlocutori per il quale la Cassazione, anche recentemente (Sezione I, sentenza 21 marzo-24 aprile 2001 n ) ha precisato che "La registrazione di conversazioni telefoniche, effettuata da parte di uno degli interlocutori, non rientra tra le intercettazioni telefoniche, non è sottoposta alle limitazioni e alle formalità proprie di queste ultime e ben può essere utilizzata per avvalorare le dichiarazioni testimoniali di chi l'ha effettuata, attenendo essa al momento della documentazione e della formazione della prova, e non già all'attività di ricerca dei mezzi di prova" 17. Il medesimo principio vale, in via generale, per le videoregistrazioni di colloqui da parte di uno dei presenti, che non richiedono il necessario all abbonato di accedere ai dati di traffico sia in entrata sia in uscita dalle proprie utenze telefoniche, senza necessità di un autorizzazione o di altro provvedimento giudiziario consenso del proprio interlocutore. La legge sulla privacy permette rio, con le modalità meglio precisate nel nuovo CODICE (in particolare all art. 127, per le chiamate di disturbo). Non è legittimo, invece, l accesso diretto a dati relativi a utenze intestate a terzi, fuori dai casi e con le modalità previste dalla Legge. La tutela penale della segretezza della corrispondenza vale senz'altro, fra i documenti elettronici, sia per le singole che, più in generale, per i 16 Ibidem. 17 Ibidem. 14

18 messaggi che circolano, via Internet, nelle liste di posta elettronica e nelle newsgroup ad accesso limitato, che devono essere considerati come corrispondenza privata e in quanto tali non possono essere violati. Lo ha stabilito il Garante della Privacy affrontando il più ampio caso di una mailing list costituita su iniziativa di alcuni dipendenti di un'amministrazione con strumenti messi a disposizione dalla stessa amministrazione. Ma cos è effettivamente cambiato con la legge 675/96? il principio generale è che per trattare i dati altrui occorre il consenso informato dell'interessato, ma è un principio che gode di importanti eccezioni: anzitutto ogni cittadino ha, ed aveva anche prima, libertà di investigare, per qualsiasi ragione, anche per sola curiosità, entro i limiti stabiliti dalla legge. L'art. 3 della Legge 675/96 ha stabilito infatti che "il trattamento di dati personali effettuato da persone fisiche per fini esclusivamente personali non è soggetto all'applicazione della presente legge, sempre che i dati non siano destinati ad una comunicazione sistematica o alla diffusione" 18. Inoltre, la necessità del consenso dell'interessato è stata esclusa (art. 12 e art. 20): per il trattamento, la comunicazione e diffusione di tutti i tipi di dati pubblici, conoscibili da chiunque, e di tutti i dati relativi allo svolgimento delle attività economiche, raccolti anche ai fini di informazione commerciale o di ricerche di mercato, nel rispetto della vigente normativa sul segreto aziendale e industriale; fra questi ultimi rientrano senz'altro le informazioni relative alla solvibilità o allo stato di insolvenza di un'impresa, al pari di quelle riguardanti i crediti e i debiti, che possono essere utilizzati e divulgati anche senza il consenso delle società. Tra i casi particolari su cui si è pronunciato il Garante quello degli elenchi dei contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi, o nei cui confronti sia stato accertato un maggior reddito superiore a determinate soglie a norma dell'art. 69 del D.P.R. n. 600/1973, norma che prevede inoltre espressamente la formazione, per ciascun Comune, di elenchi nominativi di tutti i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi o che esercitano imprese commerciali, arti e professioni. Gli elenchi devono essere depositati per un anno presso gli uffici delle imposte e presso le amministrazioni comunali ai fini della consultazione da parte di chiunque. Essendo, dunque, tali fonti destinate ad un'ampia pubblicità, la pubblicazione e la divulgazione di dati tratti da esse deve ritenersi lecita. 18 Ibidem. 15

19 la necessità di consenso dell'interessato è esclusa anche per il trattamento necessario per l'esecuzione di obblighi derivanti da un contratto del quale è parte l'interessato o per l'acquisizione di informative pre-contrattuali attivate su richiesta dell'interessato. La normativa sulla Privacy (Legge 675/96 e successive modificazioni) ha consacrato il ruolo degli investigatori privati quali "ausiliari" di giustizia. Non solo in materia penale ma in tutti i casi in cui lo scopo delle investigazioni sia quello di far valere o difendere un diritto in giudizio, la legge sulla privacy ha previsto significative eccezioni alla disciplina ordinaria, considerata la peculiare esigenza di tutela del diritto di difesa 19. Dal 1 gennaio 2004 è in vigore il Decreto Legislativo 30 giugno 2003 n. 196 (CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI) che ha riorganizzato tutta la materia, abrogando la Legge 675/96. Per quanto concerne la materia delle investigazioni private resta sostanzialmente confermata la normativa previgente. In particolare: il consenso dell interessato al trattamento dei dati non è richiesto (art. 24) quando si tratti di dati pubblici (provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque)o relativi allo svolgimento di attività economiche (purché trattati nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale) e, comunque, quando il trattamento dei dati è necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento, nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale (art. 24 1^comma, lettera F); in questo caso è consentito, senza consenso dell interessato, anche il trasferimento all estero dei dati in Paesi extra Unione Europea (art. 43). Anche i cd. Dati sensibili possono essere trattati nel corso delle investigazioni, senza dover chiedere il consenso all interessato, quando il trattamento è necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n.397, o, comunque, per far valere o difendere in sede giudiziaria un diritto, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento. Se i dati sono idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, il diritto deve essere di rango pari a quello 19 Venditti Pasquale-Giuseppe, Le investigazioni Private, Altagamma,Milano, 2006, pag

20 dell'interessato, ovvero consistente in un diritto della personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale e inviolabile (art.26 comma 4 lettera C). In deroga al trattamento generale di cui all art. 13 l informativa all interessato, quando i dati non sono raccolti presso di lui, non è dovuta se i dati sono trattati ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento (art. 13 comma 5). I diritti di accesso ai dati personali e gli altri diritti di cui all art. 7 non può essere esercitato per il tempo in cui potrebbe derivarne pregiudizio allo svolgimento delle investigazioni (art. 8 2^ comma, lettera E e lettera F) Gli investigatori sono tra le categorie per le quali è stata prevista l emanazione di un codice di deontologia e di buona condotta nel trattamento dei dati personali, promosso dal Garante (art.135) Per quanto riguarda le investigazioni sui dipendenti c è la possibilità, per il datore di lavoro, di effettuare indagini sui dipendenti infedeli o assenteisti a mezzo di investigatori privati è stata più volte ribadita dalla giurisprudenza e la finalità di tutela giudiziale di siffatte investigazioni consente che vengano effettuate con le esenzioni previste dalla Legge 675/96, senza informare il dipendente. Non è vietato all'imprenditore di verificare il corretto adempimento delle prestazioni lavorative al fine di accertare mancanze specifiche dei dipendenti già commesse o in corso di esecuzione (Cassazione, Sez. Lavoro, 18 febbraio 1997, n. 1455). E' consentita la verifica circa l'eventuale realizzazione di comportamenti illeciti esulanti dalla normale attività lavorativa (Cassazione Sez. Lavoro 9 giugno 1989 n. 2813) e non è vietato il ricorso alla collaborazione di investigatori privati, in considerazione della libertà della difesa privata e in mancanza di espliciti rilievi al riguardo (Cassazione, Sez. Lavoro, 17 ottobre 1998, n ) 20. I limiti delle investigazioni sono fissati dagli articoli 4 e 8 dello Statuto dei lavoratori che vietano l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dei lavoratori e le indagini "sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell'attitudine 20 Tratto dal sito 17

Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo

Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo La problematica. L introduzione dell informatica in azienda, in particolare nei processi produttivi modifica i rapporti

Dettagli

Autorizzazione n. 6/2007 al trattamento dei dati sensibili da parte degli investigatori privati

Autorizzazione n. 6/2007 al trattamento dei dati sensibili da parte degli investigatori privati Autorizzazione n. 6/2007 al trattamento dei dati sensibili da parte degli investigatori privati (Pubblicata sulla G.U. n. 196 del 24 agosto 2007 - supp. ord. n. 186) Registro delle Deliberazioni Del. n.

Dettagli

CENNI NORMATIVA ISTITUTI D INVESTIGAZIONE AGENZIA INVESTIGATIVA

CENNI NORMATIVA ISTITUTI D INVESTIGAZIONE AGENZIA INVESTIGATIVA CENNI NORMATIVA ISTITUTI D INVESTIGAZIONE AGENZIA INVESTIGATIVA L istituto dell investigazione private ha come norma di riferimento l art. 134 T.U.L.P.S. (Senza licenza del Prefetto è vietato ad enti o

Dettagli

REGOLAMENTO AZIENDALE SULLA TUTELA DELLA PRIVACY

REGOLAMENTO AZIENDALE SULLA TUTELA DELLA PRIVACY REGOLAMENTO AZIENDALE SULLA TUTELA DELLA PRIVACY Art. 1 Oggetto Il presente regolamento disciplina gli interventi diretti alla tutela della privacy in ambito sanitario. Esso si attiene alle disposizioni

Dettagli

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI AUTORIZZAZIONE 11 dicembre 2014 Autorizzazione al trattamento dei dati sensibili da parte degli investigatori privati. (Autorizzazione n. 6/2014). (14A09916)

Dettagli

C O N S I G L I O D E L L O R D I N E D E G L I A V V O C A T I D I B O L O G N A

C O N S I G L I O D E L L O R D I N E D E G L I A V V O C A T I D I B O L O G N A C O N S I G L I O D E L L O R D I N E D E G L I A V V O C A T I D I B O L O G N A REGOLAMENTO PER LE DIFESE D UFFICIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI BOLOGNA approvato all adunanza del 1 luglio 2015 e integrato

Dettagli

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI Garante per la protezione dei dati personali AUTORIZZAZIONE 13 dicembre 2012 Autorizzazione al trattamento dei dati sensibili da parte dei liberi professionisti. (Autorizzazione n. 4/2012). (GU n.3 del

Dettagli

Circolare n.9 / 2010 del 13 ottobre 2010 CONTROLLO SUL LAVORO E PRIVACY: LE ULTIME NOVITA

Circolare n.9 / 2010 del 13 ottobre 2010 CONTROLLO SUL LAVORO E PRIVACY: LE ULTIME NOVITA Circolare n.9 / 2010 del 13 ottobre 2010 CONTROLLO SUL LAVORO E PRIVACY: LE ULTIME NOVITA La tutela della riservatezza nella gestione del rapporto di lavoro è una tematica particolarmente complessa e delicata

Dettagli

Formula 79 ILL.MO SIGNOR PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI... ILL.MO G.I.P./G.U.P. PRESSO IL TRIBUNALE DI...

Formula 79 ILL.MO SIGNOR PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI... ILL.MO G.I.P./G.U.P. PRESSO IL TRIBUNALE DI... Formula 79 Difensore 149 FORMULA 79 VERBALE DI ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI DA PERSONE INFORMATE SUI FATTI (artt. 327 bis e 391 bis c.p.p.) R.G. n.... ILL.MO SIGNOR PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL

Dettagli

PRIVACY ED INTERENT. Dr. Antonio Piva antonio@piva.mobi

PRIVACY ED INTERENT. Dr. Antonio Piva antonio@piva.mobi PRIVACY ED INTERENT Dr. Antonio Piva antonio@piva.mobi 2014 1 ART. 13 - L informativa all interessato L informativa deve contenere: - Finalità e modalità del trattamento; - Natura obbligatoria o meno;

Dettagli

REGOLE DI COMPORTAMENTO DEL PENALISTA NELLE INVESTIGAZIONI DIFENSIVE

REGOLE DI COMPORTAMENTO DEL PENALISTA NELLE INVESTIGAZIONI DIFENSIVE Pubblichiamo la delibera del 19.4.2001 dell'unione DELLE CAMERE PENALI ITALIANE, con la quale è stato approvato il testo definitivo delle Regole di comportamento del penalista nelle investigazioni difensive,

Dettagli

REGOLE DI COMPORTAMENTO DEL PENALISTA NELLE INVESTIGAZIONI DIFENSIVE

REGOLE DI COMPORTAMENTO DEL PENALISTA NELLE INVESTIGAZIONI DIFENSIVE REGOLE DI COMPORTAMENTO DEL PENALISTA NELLE INVESTIGAZIONI DIFENSIVE TESTO APPROVATO IL 14 LUGLIO 2001 DAL CONSIGLIO DELLE CAMERE PENALI CON LE MODIFICHE APPROVATE IL 19 GENNAIO 2007 IL CONSIGLIO DELLE

Dettagli

LIBRO SECONDO. Dei delitti in particolare TITOLO III. Dei delitti contro l'amministrazione della giustizia CAPO III

LIBRO SECONDO. Dei delitti in particolare TITOLO III. Dei delitti contro l'amministrazione della giustizia CAPO III LIBRO SECONDO Dei delitti in particolare TITOLO III Dei delitti contro l'amministrazione della giustizia CAPO III Della tutela arbitraria delle private ragioni Articolo 392 Esercizio arbitrario delle proprie

Dettagli

COMUNE DI CARUGATE Provincia di Milano REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO

COMUNE DI CARUGATE Provincia di Milano REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNE DI CARUGATE Provincia di Milano REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO Adottato dal C.C. con delibera n. 57 del 28/07/2008 REGOLAMENTO PER L

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DEGLI AUSILIARI DEL TRAFFICO

REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DEGLI AUSILIARI DEL TRAFFICO REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DEGLI AUSILIARI DEL TRAFFICO Articolo 1 Servizio degli Ausiliari del traffico 1. Il servizio degli Ausiliari del Traffico è disciplinato dal presente regolamento nel rispetto

Dettagli

REGOLAMENTO DI VIDEOSORVEGLIANZA AMBIENTALE PER IL CONTRASTO DELL ABBANDONO E LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI NEL TERRITORIO COMUNALE

REGOLAMENTO DI VIDEOSORVEGLIANZA AMBIENTALE PER IL CONTRASTO DELL ABBANDONO E LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI NEL TERRITORIO COMUNALE REGOLAMENTO DI VIDEOSORVEGLIANZA AMBIENTALE PER IL CONTRASTO DELL ABBANDONO E LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI NEL TERRITORIO COMUNALE INDICE Approvato con deliberazione C.C. n. 17 del 30 aprile 2015 CAPO I

Dettagli

Circolare n. 2/09 del 27 aprile 2009*

Circolare n. 2/09 del 27 aprile 2009* Circolare n. 2/09 del 27 aprile 2009* PRIVACY E RAPPORTO DI LAVORO Il trattamento dei dati personali dei lavoratori per finalità di gestione del rapporto di lavoro costituisce una tematica molto complessa

Dettagli

Legge 7 dicembre 2000, n. 397 "Disposizioni in materia di indagini difensive"

Legge 7 dicembre 2000, n. 397 Disposizioni in materia di indagini difensive Legge 7 dicembre 2000, n. 397 "Disposizioni in materia di indagini difensive" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 2 del 3 gennaio 2001 Capo I MODIFICHE AL CODICE DI PROCEDURA PENALE Art. 1 1. All'articolo

Dettagli

CODICE DI DEONTOLOGIA E DI BUONA CONDOTTA PER AVVOCATI E INVESTIGATORI Mauro Alovisio, avvocato in Torino. In vigore da gennaio 2009

CODICE DI DEONTOLOGIA E DI BUONA CONDOTTA PER AVVOCATI E INVESTIGATORI Mauro Alovisio, avvocato in Torino. In vigore da gennaio 2009 CODICE DI DEONTOLOGIA E DI BUONA CONDOTTA PER AVVOCATI E INVESTIGATORI Mauro Alovisio, avvocato in Torino In vigore da gennaio 2009 Il codice di deontologia adatta i principi della normativa sulla protezione

Dettagli

Testo del parere dell'ufficio del Garante per la protezione dei dati personali sulle proposte del Consiglio Nazionale Forense

Testo del parere dell'ufficio del Garante per la protezione dei dati personali sulle proposte del Consiglio Nazionale Forense Testo del parere dell'ufficio del Garante per la protezione dei dati personali sulle proposte del Consiglio Nazionale Forense Roma, 3 giugno 2004 Prot. N. 22457 Consiglio nazionale forense Via del Governo

Dettagli

La responsabilità amministrativa degli enti si estende ai delitti in materia di trattamento dei dati personali. Novità introdotte dal D.l. n. 93/2013.

La responsabilità amministrativa degli enti si estende ai delitti in materia di trattamento dei dati personali. Novità introdotte dal D.l. n. 93/2013. La responsabilità amministrativa degli enti si estende ai delitti in materia di trattamento dei dati personali. Novità introdotte dal D.l. n. 93/2013. Il D.l. 14 agosto 2013, n. 93, entrato il vigore lo

Dettagli

LA BANCA D ITALIA. Vista la legge 17 gennaio 2000, n. 7, in materia di disciplina del mercato dell oro;

LA BANCA D ITALIA. Vista la legge 17 gennaio 2000, n. 7, in materia di disciplina del mercato dell oro; Regolamento per l organizzazione e il funzionamento della Unità di Informazione Finanziaria (UIF), ai sensi dell art. 6, comma 2, del d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 LA BANCA D ITALIA Viste la direttiva

Dettagli

Titolo I MODIFICHE AL CODICE PENALE

Titolo I MODIFICHE AL CODICE PENALE DISEGNO DI LEGGE RECANTE MODIFICHE ALLA NORMATIVA PENALE, SOSTANZIALE E PROCESSUALE, E ORDINAMENTALE PER IL RAFFORZAMENTO DELLE GARANZIE DIFENSIVE E LA DURATA RAGIONEVOLE DEI PROCESSI E PER UN MAGGIORE

Dettagli

Città di Potenza Unità di Direzione Polizia Municipale --- * * * * * ---

Città di Potenza Unità di Direzione Polizia Municipale --- * * * * * --- Città di Potenza Unità di Direzione Polizia Municipale --- * * * * * --- REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE (approvato con Delibera di

Dettagli

COMUNE DI FLORIDIA REGOLAMENTO COMUNALE. Provincia di Siracusa APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO DEI SISTEMI DI

COMUNE DI FLORIDIA REGOLAMENTO COMUNALE. Provincia di Siracusa APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO DEI SISTEMI DI COMUNE DI FLORIDIA Provincia di Siracusa REGOLAMENTO COMUNALE PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO DEI SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO DI FLORIDIA APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE CON VERBALE N.4

Dettagli

REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DELLA PRATICA FORENSE

REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DELLA PRATICA FORENSE CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI MACERATA REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DELLA PRATICA FORENSE TITOLO I ISCRIZIONE NEL REGISTRO SPECIALE DEI PRATICANTI ART. 1 Il laureato in Giurisprudenza che intenda

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DIFESA D UFFICIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI BELLUNO. 1.Funzione della difesa d ufficio

REGOLAMENTO PER LA DIFESA D UFFICIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI BELLUNO. 1.Funzione della difesa d ufficio E' la difesa garantita a ciascun imputato che non abbia provveduto a nominare un proprio difensore di fiducia o ne sia rimasto privo. E' prevista dalla legge al fine di garantire il diritto di difesa in

Dettagli

Parte speciale Reati informatici

Parte speciale Reati informatici Parte speciale Reati informatici Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs 231/2001 L Amministratore delegato APPROVAZIONE Il Presidente del CdA STATO DEL DOCUMENTO Redazione Revisione Modifica

Dettagli

COMUNE DI SERDIANA PROVINCIA DI CAGLIARI REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA

COMUNE DI SERDIANA PROVINCIA DI CAGLIARI REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA COMUNE DI SERDIANA PROVINCIA DI CAGLIARI REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA ARTICOLO 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO. Il presente Regolamento disciplina l esercizio del sistema di videosorveglianza

Dettagli

Normativa. Autorizzazione n.6 / 2002. al trattamento di alcuni dati sensibili da parte degli investigatori privati

Normativa. Autorizzazione n.6 / 2002. al trattamento di alcuni dati sensibili da parte degli investigatori privati Il Garante Autorizzazioni generali Autorizzazione n.6 / 2002 al trattamento di alcuni dati sensibili da parte degli investigatori privati Versione ottimizzata per la stampa In data odierna, con la partecipazione

Dettagli

Provincia di Lucca ****************** REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE

Provincia di Lucca ****************** REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE COMUNE FOSCIANDORA Provincia di Lucca ****************** REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE Approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 25 in data 13/07/2010

Dettagli

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER I LAVORATORI ADDETTI AL SETTORE ELETTRICO 18 FEBBRAIO 2013

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER I LAVORATORI ADDETTI AL SETTORE ELETTRICO 18 FEBBRAIO 2013 - Art. 24 - DOVERI DEL LAVORATORE 1. Il lavoratore deve tenere un contegno rispondente ai doveri inerenti allo svolgimento delle mansioni affidategli e, in particolare: a) rispettare l orario di lavoro

Dettagli

ACAM Ambiente S.p.A.

ACAM Ambiente S.p.A. ACAM Ambiente S.p.A. Modello di organizzazione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 Delitti informatici e trattamento illecito dei dati Approvato con determinazione A.U. del 23.12.2014 1/11 Sommario 1. Ambito

Dettagli

TABELLA SINOTTICA DEI PRINCIPALI ADEMPIMENTI. D.LGS. 30 giugno 2003, n. 196

TABELLA SINOTTICA DEI PRINCIPALI ADEMPIMENTI. D.LGS. 30 giugno 2003, n. 196 TABELLA SINOTTICA DEI PRINCIPALI ADEMPIMENTI D.LGS. 30 giugno 2003, n. 196 TABELLA SINOTTICA DEI PRINCIPALI ADEMPIMENTI PREVISTI DAL D.LGS. 30 giugno 2003, n. 196 (il "Codice") ART. ADEMPIMENTO (destinatari

Dettagli

ORDINE DEGLI AVVOCATI DI IVREA

ORDINE DEGLI AVVOCATI DI IVREA ORDINE DEGLI AVVOCATI DI IVREA REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DELLA PRATICA FORENSE ****** ****** 1 PREMESSA Chiunque voglia avviarsi alla professione forense deve aver svolto un periodo di pratica professionale

Dettagli

La protezione dei dati personali

La protezione dei dati personali La protezione dei dati personali PER GLI ENTI NO-PROFIT Comitato di Gestione per il Fondo Speciale per il Volontariato Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige Presidenza Ufficio Affari di Gabinetto I

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NELLE AREE DI COMPETENZA DELLA COMUNITA VALSUGANA E TESINO

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NELLE AREE DI COMPETENZA DELLA COMUNITA VALSUGANA E TESINO REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NELLE AREE DI COMPETENZA DELLA COMUNITA VALSUGANA E TESINO Approvato con deliberazione dell Assemblea della Comunità n. 5 del 10.02.2014 1 REGOLAMENTO

Dettagli

REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE

REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE APPROVATO CON DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE NR. 23 DD. 23.08.2011 Allegato alla delibera consigliare n. 23 dd.23.08.2011

Dettagli

Regolamento per l installazione e l utilizzo degli impianti di videosorveglianza del Comune di Lavis

Regolamento per l installazione e l utilizzo degli impianti di videosorveglianza del Comune di Lavis Comune di PROVINCIA DI TRENTO REGOLAMENTI COMUNALI Regolamento per l installazione e l utilizzo degli impianti di videosorveglianza del Comune di Approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 13

Dettagli

Privacy - poteri di controllo del datore di lavoro e nuove tecnologie

Privacy - poteri di controllo del datore di lavoro e nuove tecnologie S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE Privacy - poteri di controllo del datore di lavoro e nuove tecnologie GIUSEPPE MANTESE 14 gennaio 2009 Milano Argomenti trattati nell intervento: Utilizzo degli strumenti

Dettagli

LEGGE 23 dicembre 1993 n. 547

LEGGE 23 dicembre 1993 n. 547 LEGGE 23 dicembre 1993 n. 547 Modificazioni ed integrazioni delle norme del codice penale e del codice di procedura penale in tema di criminalità informatica. La Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica

Dettagli

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 Norme sui procedimenti e giudizi di accusa (Gazzetta Ufficiale 13 febbraio 1962, n. 39) Artt. 1-16 1 1 Articoli abrogati dall art. 9 della legge 10 maggio 1978, n. 170. Si

Dettagli

CONVENZIONE PER LA FORMAZIONE E L ORIENTAMENTO DEI PRATICANTI AVVOCATI

CONVENZIONE PER LA FORMAZIONE E L ORIENTAMENTO DEI PRATICANTI AVVOCATI CONVENZIONE PER LA FORMAZIONE E L ORIENTAMENTO DEI PRATICANTI AVVOCATI Tra: il CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI PADOVA, in persona del suo Presidente Avv. Giovanni Chiello, il TRIBUNALE ORDINARIO

Dettagli

Il dovere di fedeltà del lavoratore dipendente

Il dovere di fedeltà del lavoratore dipendente Il dovere di fedeltà del lavoratore dipendente L obbligo di fedeltà del prestatore di lavoro ha come fonte principale la norma contenuta nell art. 2105 c.c. che così recita: il prestatore di lavoro non

Dettagli

ATTIVITA DI POLIZIA GIUDIZIARIA. ATTIVITA DI INIZIATIVA, DIRETTA O DISPOSTA, DELEGATA, ESECUTIVA. ATTIVITA DI INFORMAZIONE.

ATTIVITA DI POLIZIA GIUDIZIARIA. ATTIVITA DI INIZIATIVA, DIRETTA O DISPOSTA, DELEGATA, ESECUTIVA. ATTIVITA DI INFORMAZIONE. ATTIVITA DI POLIZIA GIUDIZIARIA. ATTIVITA DI INIZIATIVA, DIRETTA O DISPOSTA, DELEGATA, ESECUTIVA. ATTIVITA DI INFORMAZIONE. AUTORE: MAGG. GIOVANNI PARIS POLIZIA GIUDIZIARIA E AUTORITA GIUDIZIARIA PER TRATTARE

Dettagli

CITTA DI SAN DONATO MILANESE

CITTA DI SAN DONATO MILANESE CITTA DI SAN DONATO MILANESE PROVINCIA DI MILANO REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO DELL IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 22 del

Dettagli

Art.1 (Oggetto) Art.2 (Definizioni)

Art.1 (Oggetto) Art.2 (Definizioni) REGOLAMENTO SULLA TUTELA DELLE PERSONE E DI ALTRI SOGGETTI RISPETTO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI emanato con decreto direttoriale n.220 dell'8 giugno 2000 pubblicato all'albo Ufficiale della Scuola

Dettagli

Regolamento per l utilizzo degli impianti di videosorveglianza del Comune di Molveno

Regolamento per l utilizzo degli impianti di videosorveglianza del Comune di Molveno Regolamento per l utilizzo degli impianti di videosorveglianza del Comune di Molveno Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 34 dd. 05.06.2013 Indice Art. 1 - Premessa Art. 2 - Principi generali

Dettagli

COMUNE DI ROBASSOMERO

COMUNE DI ROBASSOMERO COMUNE DI ROBASSOMERO PROVINCIA DI TORINO tel. 011 9234400 - Fax 011 9234422 E-mail: comune@comune.robassomero.to.it - www.comune.robassomero.to.it REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO DI IMPIANTI

Dettagli

Disposizioni in materia di trattamento dei dati personali.

Disposizioni in materia di trattamento dei dati personali. Privacy - Ordinamento degli uffici e dei servizi comunali: indirizzi in materia di trattamento dei dati personali esistenti nelle banche dati del Comune. (Delibera G.C. n. 919 del 28.12.2006) Disposizioni

Dettagli

Semplificazione degli adempimenti per l'adeguamento alla normativa sulla Privacy

Semplificazione degli adempimenti per l'adeguamento alla normativa sulla Privacy Semplificazione degli adempimenti per l'adeguamento alla normativa sulla Privacy Approssimandosi la scadenza per il rinnovo annuale del DPS (Documento programmatico sulla Sicurezza) è utile sapere che

Dettagli

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA DI PROVENIENZA ILLECITA Adozione con delibera Consiglio

Dettagli

ISTRUZIONI PER IL TRATTAMENTO DI DATI PERSONALI

ISTRUZIONI PER IL TRATTAMENTO DI DATI PERSONALI ISTRUZIONI PER IL TRATTAMENTO DI DATI PERSONALI (a norma dell art. 29, comma 4, del Codice in materia di protezione dei dati personali, emanato con decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, più oltre

Dettagli

COMUNE DI PERCILE (Provincia di ROMA) REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE

COMUNE DI PERCILE (Provincia di ROMA) REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE COMUNE DI PERCILE (Provincia di ROMA) REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n del 2013 Art. 1 Art. 2 Art. 3 Art. 4 INDICE

Dettagli

approvato all adunanza del 18 marzo 2013

approvato all adunanza del 18 marzo 2013 REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI INDIVIDUALI DI COLLABORAZIONE AUTONOMA A SOGGETTI ESTRANEI ALL AMMINISTRAZIONE DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI BOLOGNA approvato all adunanza del 18 marzo 2013 ARTICOLO

Dettagli

Regolamento delle Scuole UCPI

Regolamento delle Scuole UCPI Regolamento delle Scuole UCPI TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Oggetto e finalità. 1. Il presente regolamento disciplina l attività di formazione e di qualificazione professionale dell avvocato penalista,

Dettagli

REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA

REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA C O M U N E D I R O M AN O D E Z Z E L I N O D E C O R A T O A L V A L O R M I L I T A R E Via G. Giardino, 1-36060 Romano d Ezzelino (VI) Part. IVA e Cod. Fisc. 00258950245 REGOLAMENTO PER L UTILIZZO

Dettagli

COMUNE DI SOAVE PROVINCIA DI VERONA REGOLAMENTO PER VIDEO SORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE

COMUNE DI SOAVE PROVINCIA DI VERONA REGOLAMENTO PER VIDEO SORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE COMUNE DI SOAVE PROVINCIA DI VERONA REGOLAMENTO PER VIDEO SORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 50 del 30.11.05 1 CAPO I PRINCIPI GENERALI ART. 1 Finalità

Dettagli

SCHEDA TECNICA. contenente i riferimenti ad articoli e normative rilevanti ai fini delle investigazioni difensive

SCHEDA TECNICA. contenente i riferimenti ad articoli e normative rilevanti ai fini delle investigazioni difensive SCHEDA TECNICA contenente i riferimenti ad articoli e normative rilevanti ai fini delle investigazioni difensive 1) CONVENZIONE PER LA SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DELL UOMO E DELLE LIBERTA FONDAMENTALI Art.

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE PECORELLA, COSTA

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE PECORELLA, COSTA Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 881 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI PECORELLA, COSTA Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale e al codice

Dettagli

Laboratorio di Informatica. Dott. Giovanni Pietro Barbano Cultore della Materia

Laboratorio di Informatica. Dott. Giovanni Pietro Barbano Cultore della Materia Laboratorio di Informatica Dott. Giovanni Pietro Barbano Cultore della Materia Il diritto alla tutela della privacy non trova esplicito riferimento nella Costituzione italiana, ma si ricava dal contenuto

Dettagli

Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale

Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale Circolare n. 4/2012 del 22 novembre 2012 I REDDITI PER ATTIVITA PROFESSIONALI TRA OBBLIGO CONTRIBUTIVO INARCASSA E RIFORMA FORNERO DELLE COLLABORAZIONI: SPUNTI DA UNA RECENTE SENTENZA L obbligo di pagamento

Dettagli

COMUNE DI RIVELLO. Provincia di Potenza REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE DI RIVELLO.

COMUNE DI RIVELLO. Provincia di Potenza REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE DI RIVELLO. COMUNE DI RIVELLO Provincia di Potenza REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE DI RIVELLO. Approvato con deliberazione di C.C. n. 24/2013 INDICE CAPO I PRINCIPI GENERALI

Dettagli

Procedura per la segnalazione di illeciti e irregolarità (whistleblowing)

Procedura per la segnalazione di illeciti e irregolarità (whistleblowing) Procedura per la segnalazione di illeciti e irregolarità (whistleblowing) 1. FONTE NORMATIVA E NATURA DELL ISTITUTO L art. 1, comma 51, della legge 190/2012 (cd. legge anticorruzione) ha inserito un nuovo

Dettagli

REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO

REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO MODELLO DI ORGANIZZAZIONE GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.lgs 8 giugno 2001 n. 231 Parte Speciale E REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO di Fujitsu Technology Solutions S.p.A. Vers.

Dettagli

INDICE SOMMARIO. Sezione prima PROVA PENALE E GIUSTO PROCESSO (Pietro Silvestri)

INDICE SOMMARIO. Sezione prima PROVA PENALE E GIUSTO PROCESSO (Pietro Silvestri) INDICE SOMMARIO Premessa... vii Sezione prima PROVA PENALE E GIUSTO PROCESSO (Pietro Silvestri) Capitolo I DALLA RIFORMA DELL ART. 111 DELLA COSTITUZIONE ALLA LEGGE N. 63/2001 1.1. Premessa... 3 1.2. La

Dettagli

Manuale Informativo. Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Codice in materia di protezione dei dati personali

Manuale Informativo. Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Codice in materia di protezione dei dati personali Manuale Informativo Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Codice in materia di protezione dei dati personali INDEX Il D.Lgs. 196/2003 Termini e Fondamenti Gli attori Organizzazione e Responsabilità

Dettagli

ASSOCIATO: Divisione Indagini Penali Difensive. www.pp-indaginipenali.it

ASSOCIATO: Divisione Indagini Penali Difensive. www.pp-indaginipenali.it ASSOCIATO: Divisione Indagini Penali Difensive www.pp-indaginipenali.it chi siamo P & P INVESTIGAZIONI S.r.l. è un agenzia investigativa legalmente autorizzata dalla Prefettura competente ai sensi dell

Dettagli

Nome modulo: VIGENTI DISPOSIZIONI DI LEGGE IN MATERIA DI TUTELA DEI DATI E DI CRIMINALITÀ INFORMATICA ANCHE EUROPEE

Nome modulo: VIGENTI DISPOSIZIONI DI LEGGE IN MATERIA DI TUTELA DEI DATI E DI CRIMINALITÀ INFORMATICA ANCHE EUROPEE NOME LEZIONE: INTRODUZIONE Il Codice privacy è entrato in vigore il 1 gennaio 2004 e riunisce in un unico contesto la legge 675/1996 e gli altri decreti legislativi in materia, i regolamenti e i codici

Dettagli

REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA NEL COMUNE DI MONTECORVINO PUGLIANO

REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA NEL COMUNE DI MONTECORVINO PUGLIANO REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA NEL COMUNE DI MONTECORVINO PUGLIANO Approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 11 in data 16 aprile 2007 REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL

Dettagli

WHISTLEBLOWING POLICY

WHISTLEBLOWING POLICY WHISTLEBLOWING POLICY Allegato C Procedura per le segnalazioni di illeciti e irregolarità 1. FONTE NORMATIVA E NATURA DELL ISTITUTO L art. 1, comma 51, della legge 190/2012 (cd. legge anticorruzione) ha

Dettagli

AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA DI SASSARI REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA ASSISTENZA LEGALE AI DIPENDENTI

AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA DI SASSARI REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA ASSISTENZA LEGALE AI DIPENDENTI AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA DI SASSARI REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA ASSISTENZA LEGALE AI DIPENDENTI INDICE ART.1: ART.2: ART.3: ART.4: ART.5: ART.6: ART.7: ART.8: ART.9: Finalita Patrocinio

Dettagli

COMUNE DI NONANTOLA PROVINCIA DI MODENA CARTA DEI SERVIZI DEL CONTRIBUENTE

COMUNE DI NONANTOLA PROVINCIA DI MODENA CARTA DEI SERVIZI DEL CONTRIBUENTE COMUNE DI NONANTOLA PROVINCIA DI MODENA CARTA DEI SERVIZI DEL CONTRIBUENTE Approvato con deliberazione del C.C. n. 40 del 31/05/2001 INDICE Articolo 1 Articolo 2 Articolo 3 Articolo 4 Articolo 5 Articolo

Dettagli

I CONTROLLI SUL LAVORATORE: IMPIEGO DI INVESTIGATORI E TUTELA DELLA PRIVACY

I CONTROLLI SUL LAVORATORE: IMPIEGO DI INVESTIGATORI E TUTELA DELLA PRIVACY I CONTROLLI SUL LAVORATORE: IMPIEGO DI INVESTIGATORI E TUTELA DELLA PRIVACY E legittimo negare la comunicazione delle informazioni personali raccolte in fase di indagine prima dell avvio del processo a

Dettagli

REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA

REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA Azienda Unità Locale Socio Sanitaria n.13 30035 MIRANO (VE) via Mariutto, 76 tel. 041/5794111 30031 DOLO (VE) via 29 Aprile tel. 041/5133111

Dettagli

Informativa per i clienti (ai sensi dell art. 13 del D.Lgs. 196/2003)

Informativa per i clienti (ai sensi dell art. 13 del D.Lgs. 196/2003) Informativa per i clienti (ai sensi dell art. 13 del D.Lgs. 196/2003) Con l'entrata in vigore del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguito, Codice )

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL MUSEO CIVICO

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL MUSEO CIVICO REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL MUSEO CIVICO INDICE CAPO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 - Oggetto Art. 2 - Definizioni Art. 3 - Finalità del trattamento dei dati personali Art.

Dettagli

L identificazione può essere effettuata in forma indiretta, anche senza la presenza fisica del cliente, nei casi seguenti:

L identificazione può essere effettuata in forma indiretta, anche senza la presenza fisica del cliente, nei casi seguenti: Normativa Antiricilaggio: guida pratica UMCI Esaminiamo i vari adempimenti a seconda degli obblighi: a) Identificazione del cliente L identificazione consiste nella verifica dell identità del cliente e

Dettagli

Comune di San Martino Buon Albergo Provincia di Verona

Comune di San Martino Buon Albergo Provincia di Verona Comune di San Martino Buon Albergo Provincia di Verona REGOLAMENTO IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI (Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 32 del 12/05/2009) Sommario Art. 1.

Dettagli

PARTE I. Capitolo I IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO PER I NON ABBIENTI NEL PROCESSO PENALE TRA PASSATO E PRESENTE

PARTE I. Capitolo I IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO PER I NON ABBIENTI NEL PROCESSO PENALE TRA PASSATO E PRESENTE INDICE pag. Prefazione.... XV PARTE I Capitolo I IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO PER I NON ABBIENTI NEL PROCESSO PENALE TRA PASSATO E PRESENTE 1.1. La garanzia costituzionale del diritto di difesa in

Dettagli

PRIVACY-VIDEOSORVEGLIANZA

PRIVACY-VIDEOSORVEGLIANZA Circolare n. 1/08 del 20 novembre 2008* PRIVACY-VIDEOSORVEGLIANZA Riferimenti normativi La forma di sorveglianza legata all utilizzo di sistemi di ripresa delle immagini, definita videosorveglianza, è

Dettagli

La privacy è un diritto fondamentale oggi riconosciuto dall ordinamento giuridico di tutti i paesi europei e delle principali nazioni del mondo.

La privacy è un diritto fondamentale oggi riconosciuto dall ordinamento giuridico di tutti i paesi europei e delle principali nazioni del mondo. LUCERNA IURIS LEGAL EUROPEAN NETWORK STUDIO LEGALE MAGLIO E ASSOCIATI - Cosa è la privacy - Cosa sono i dati personali - I principi fondamentali da conoscere per proteggere i dati personali a. Cosa è la

Dettagli

PARTE SPECIALE Sezione II. Reati informatici

PARTE SPECIALE Sezione II. Reati informatici PARTE SPECIALE Sezione II Reati informatici PARTE SPECIALE Sezione II Sommario 1.Le fattispecie dei Reati Presupposto (Art. 24 bis del D. Lgs. 231/01)... 3 2.Processi Sensibili... 5 3.Regole generali...

Dettagli

RIFIUTI DIFFERENZIATI DEL COMUNE DI CISTERNA DI LATINA GESTITI DALLA SOCIETA CISTERNA. AMBIENTE S.p.A. IN LIQUIDAZIONE.

RIFIUTI DIFFERENZIATI DEL COMUNE DI CISTERNA DI LATINA GESTITI DALLA SOCIETA CISTERNA. AMBIENTE S.p.A. IN LIQUIDAZIONE. REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA NEL CENTRO DI RACCOLTA DEI RIFIUTI DIFFERENZIATI DEL COMUNE DI CISTERNA DI LATINA GESTITI DALLA SOCIETA CISTERNA AMBIENTE S.p.A. IN LIQUIDAZIONE.

Dettagli

INDICE-SOMMARIO. Parte Prima EVOLUZIONE STORICA DEL PROCESSO PENALE - LE FONTI CAPITOLO I SISTEMA INQUISITORIO, ACCUSATORIO E MISTO

INDICE-SOMMARIO. Parte Prima EVOLUZIONE STORICA DEL PROCESSO PENALE - LE FONTI CAPITOLO I SISTEMA INQUISITORIO, ACCUSATORIO E MISTO INDICE-SOMMARIO Introduzione... Avvertenze e abbreviazioni... XV XIX Parte Prima EVOLUZIONE STORICA DEL PROCESSO PENALE - LE FONTI SISTEMA INQUISITORIO, ACCUSATORIO E MISTO 1.1.1. Sistemainquisitorioedaccusatorio...

Dettagli

Regolamento sull'accesso ai documenti amministrativi

Regolamento sull'accesso ai documenti amministrativi Regolamento sull'accesso ai documenti amministrativi Art. 1 Oggetto, finalità ed ambito di applicazione Art. 2 Definizioni CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI CAPO II MODALITÀ DI ACCESSO Art. 3 Responsabile del

Dettagli

Domande e risposte sulla professione Counsellor 06/03/2013

Domande e risposte sulla professione Counsellor 06/03/2013 1) Ora che la legge ha riconosciuto la professione di counsellor possiamo ancora essere accusati di esercizio abusivo della professione? Non è corretto dire che la legge ha riconosciuto la professione

Dettagli

WHISTLEBLOWING POLICY DI STP BARI Procedura per le segnalazioni d illeciti e irregolarità

WHISTLEBLOWING POLICY DI STP BARI Procedura per le segnalazioni d illeciti e irregolarità WHISTLEBLOWING POLICY DI STP BARI Procedura per le segnalazioni d illeciti e irregolarità 1. FONTE NORMATIVA E NATURA DELL ISTITUTO L art. 1, comma 51, della legge 190/2012 (cd. legge anticorruzione) ha

Dettagli

COMUNE DI STRIANO (Provincia di Napoli)

COMUNE DI STRIANO (Provincia di Napoli) COMUNE DI STRIANO (Provincia di Napoli) Via Sarno, 80040 Striano Tel. 081.8276202 Fax 081. 8276103 P.I. 01254261215 - C.F. 01226000634 segreteria@comune.striano.na.it www.comune.striano.na.it Regolamento

Dettagli

Il comma 7 7) I commi 9, 10 e 11 I commi 13, 14 e 15, Il comma 18

Il comma 7 7) I commi 9, 10 e 11 I commi 13, 14 e 15, Il comma 18 ALLEGATO 2 Innovazioni introdotte in materia di contrasto alla criminalità organizzata dall articolo 2 della legge 15 luglio 2009, n. 94, recante Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, 1) Il comma

Dettagli

REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DELLA PRATICA FORENSE TITOLO I

REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DELLA PRATICA FORENSE TITOLO I REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DELLA PRATICA FORENSE TITOLO I ISCRIZIONE NEL REGISTRO SPECIALE DEI PRATICANTI ART. 1 Il laureato in giurisprudenza che intenda iscriversi al Registro Speciale dei praticanti

Dettagli

Comune di Medicina Provincia di Bologna REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA

Comune di Medicina Provincia di Bologna REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA Comune di Medicina Provincia di Bologna REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA Approvato con Delibera del Consiglio Comunale n.125 del 28/09/2015 1 INDICE Articolo 1 Oggetto pag. 3 Articolo

Dettagli

Articolo 4. Articolo 24

Articolo 4. Articolo 24 LEGISLAZIONE L'ambito operativo dell'investigatore privato è disciplinato in maniera frammentaria e disorganica, data la eterogeneità delle fonti normative. L'attività di tale figura professionale trova

Dettagli

Approvato con delibera di Consiglio comunale n.75 del 5 ottobre 2009.

Approvato con delibera di Consiglio comunale n.75 del 5 ottobre 2009. REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI ACQUISITI MEDIANTE L IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA ATTIVATO NEL TERRITORIO URBANO DEL COMUNE DI MACERATA Approvato con delibera di Consiglio

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA DIFESA D UFFICIO Principi generali in materia di difesa d ufficio

REGOLAMENTO DELLA DIFESA D UFFICIO Principi generali in materia di difesa d ufficio REGOLAMENTO DELLA DIFESA D UFFICIO Principi generali in materia di difesa d ufficio 1. Elenchi La predisposizione e l aggiornamento degli elenchi degli iscritti negli albi disponibili ad assumere, a richiesta

Dettagli

Procedura per le segnalazioni di illeciti e irregolarità

Procedura per le segnalazioni di illeciti e irregolarità CITTA DI CASTENASO Provincia di Bologna Procedura per le segnalazioni di illeciti e irregolarità 1. FONTE NORMATIVA E NATURA DELL ISTITUTO L art. 1, comma 51, della legge 190/2012 (cd. legge anticorruzione)

Dettagli

INDICE SOMMARIO. Capitolo 1 LA VIOLENZA ENDO-FAMILIARE E LO STALKING

INDICE SOMMARIO. Capitolo 1 LA VIOLENZA ENDO-FAMILIARE E LO STALKING INDICE SOMMARIO Elenco delle principali abbreviazioni... XIX Capitolo 1 LA VIOLENZA ENDO-FAMILIARE E LO STALKING 1.1. Introduzione... 1 1.2. I pregiudizi... 2 1.3. La tutela.... 4 1.4. La mancanza di una

Dettagli

E-mail monitoring e tutela della privacy: un difficile bilanciamento di interessi 24 Aprile 2015 Federico Torzo, Elisabetta Rebagliati Privacy

E-mail monitoring e tutela della privacy: un difficile bilanciamento di interessi 24 Aprile 2015 Federico Torzo, Elisabetta Rebagliati Privacy E-mail monitoring e tutela della privacy: un difficile bilanciamento di interessi 24 Aprile 2015 Federico Torzo, Elisabetta Rebagliati Privacy Sommario Introduzione La situazione italiana Il quadro europeo

Dettagli

DISCIPLINARE PER LA VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE

DISCIPLINARE PER LA VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE DISCIPLINARE PER LA VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE SOMMARIO Art. 1 - Finalità e definizioni Art. 2 - Ambito di applicazione Art. 3 - Trattamento dei dati personali per le finalità istituzionali

Dettagli

Procedura per la gestione del Registro di Gruppo delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate

Procedura per la gestione del Registro di Gruppo delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate Procedura per la gestione del Registro di Gruppo delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate Adottata con delibera del Consiglio di Amministrazione del 12 febbraio 2007 e successivamente

Dettagli