COLLOQUI FRANCO-ITALIANI A NIZZA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "COLLOQUI FRANCO-ITALIANI A NIZZA"

Transcript

1 CONGRESSI, CONVEGNI COLLOQUI FRANCO-ITALIANI A NIZZA Si è svolto a Nizza, il 25 settembre u.s., il primo degli incontri organizzato d'intesa fra i Consigli degli Ordini di Milano e di Nizza, su argomenti relativi al mondo giudiziario. Il tema di procedura penale nel calendario di questo primo appuntamento era il raffronto fra l'istituto del c.d. patteggiamento e l'omologo istituto francese (che entrerà in vigore il I o di ottobre) denominato plaider coupable o composition penale. La delegazione italiana era rappresentata dal Presidente dell'ordine di Milano, Paolo Giuggioli, dal Vice Presidente dell'unione Avvocati Europei nonché membro del Consiglio Direttivo del Centro Studi di Diritto Penale Europeo, Giovanni Bana, dal Presidente della CRINT (Commissione Rapporti Internazionali) del Consiglio dell'ordine di Milano, Massimo Audisio, dal suo Segretario, Mario Dusi, e dai componenti avvocati Fabio Cagnola, Gianluigi Toffoloni, Enrico Radice, Giovanni De Berti, Roberta Clerici, Daria Pesce, dal Segretario della sezione italiana dell'u.a.e., Alberto Scapaticci di Brescia, dal Presidente della Camera Penale di Como e Lecco nonché Segretario del Centro Studi di Diritto Penale Europeo, Renato Papa. L'Ordine di Nizza era rappresentato dal suo Presidente, Jacques Randon, dal Presidente del Tribunale di Nizza, Hervé Expert, dal Procuratore della Repubblica di Nizza, Eric De Montgolfier, oltre ad altre personalità politiche e ad un centinaio di avvocati. Il Dr. Expert ha evidenziato alcuni aspetti critici del nuovo testo di legge esprimendo dubbi sulla funzione che il giudice sarà chiamato a svolgere e sulla qualità della decisione adottata. Il Procuratore della Repubblica De Montgolfier ha segnalato come, a suo avviso, il meccanismo del plaider coupable non alleggerirà, sostanzialmente, il lavoro del Parquet. Gli avvocati Bana, Scapaticci e Papa hanno illustrato, anche attraverso un vivace dibattito che si è innescato a causa del forte interesse dei magistrati e colleghi francesi verso l'esperienza italiana, dinanzi ad un istituto assolutamente innovativo ed estraneo alla

2 cultura giudiziaria francese, gli aspetti più significativi del patteggiamento. Hanno poi segnalato le differenze importanti rispetto al meccanismo del plaider coupable, istituto che, a differenza del patteggiamento, pretende, quale condizione indispensabile per l'accoglimento, il fatto che l'accusato si confessi colpevole! I magistrati francesi presenti hanno espresso una comprensibile diffidenza dinanzi a questo istituto tipico dei sistemi di common law ; gli avvocati, invece, sono apparsi più favorevoli alla sua introduzione in Francia: tutti hanno ascoltato con grande interesse, come si sta svolgendo l'esperienza di applicazione del patteggiamento in Italia, anche se è stata rilevata la profonda differenza sostanziale fra i due istituti, soprattutto per l'obbligo della confessione e la posizione della persona danneggiata che nel patteggiamento appare drasticamente marginalizzata. Sarà molto interessante vedere come si diffonderà, nonché se e come evolverà, in Francia, le plaider coupable. Certamente, comunque, l'introduzione, anche in Francia, di questo meccanismo di giustizia compositivo-mercantile, presente anche in Spagna e nei sistemi di common law, contribuirà non poco a quell'avvicinamento culturale ed operativo fra i sistemi giudiziari d'europa che, passo dopo passo, creerà lo strumento giudiziario, sempre più fortemente armonizzato, se non proprio unico, costituente l'obiettivo dell'uae nei prossimi anni, per la piena attuazione del c.d. terzo pilastro (spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia). Obiettivo per il quale la Camera Penale di Como e Lecco, nonché l'unione degli Avvocati Europei (UAE) ed il Centro Studi di Diritto Penale Europeo, sono fortemente impegnati, come hanno dimostrato i Consigli dell'ordine di Milano e Nizza che intendono aprire anche ad altri questi incontri annuali. Nella seconda parte dell'incontro è stato affrontato il tema relativo al contratto di franchising. L'Avvocato Alberto Venezia ha illustrato le novità introdotte dalla recente nuova normativa italiana mentre i colleghi Jérôme Zuccarelli e Alberto Ponti Simonis di Villario hanno illustrato ai presenti una relazione sugli aspetti

3 attuativi di maggior rilievo della normativa relativa a quel contratto esistente in Francia da oltre 15 anni. (Comunicato a cura della segreteria del Centro Studi di Diritto Penale Europeo)

4 ASSEMBLEA DELLE CAMERE PENALI DEL DISTRETTO DI MILANO Cesano Maderno, 2 ottobre 2004 I TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA: LA PROTESTA E LA PROPOSTA Quest'anno l'annuale assemblea delle Camere Penali del Distretto della Corte d'appello di Milano si è tenuta a Cesano Maderno, presso la Villa Borromeo. Durante i lavori congressuali sono stati affrontati due temi: il primo relativo all'organizzazione del Tribunale di Sorveglianza di Milano e il secondo relativo alla pena e alla sua funzione. Nella mattinata si è discusso del problema delle disfunzioni e delle carenze organizzative presenti nel Tribunale di Sorveglianza di Milano. Tutti i presenti erano concordi nel riscontrare tale disorganizzazione. In particolare, è intervenuto sull'argomento l'avv. Emanuele De Paola, consigliere della Camera Penale di Milano, sostenendo che le udienze collegiali si svolgono senza seguire minimamente gli orari fissati e con un numero di fascicoli assolutamente superiore alla possibilità di trattarli tutti nelle fasce orarie prestabilite. Ha inoltre rilevato l'inadeguatezza del metodo di chiamata dei procedimenti che non distingue tra presenti ed assenti, con ulteriore penalizzazione dei tempi di attesa per gli avvocati e per i condannati (detenuti e non) che aspettano in angusti corridoi, chiamati, poi, in aula con un altoparlante, comportando ciò la violazione di ogni minima precauzione per la privacy. Ha sottolineato, poi, il problema dei fascicoli privi dei documenti necessari per una corretta valutazione del caso oppure delle informazioni della P.G. o del C.S.S.A. giunte addirittura la mattina stessa dell'udienza, impedendo all'avvocato di prenderne visione. A fronte di questa situazione ha concluso l'intento della Camera Penale non deve essere quello di scontrarsi, per partito preso, col Tribunale di Sorveglianza, perché da una parte bisogna essere consapevoli delle carenze del personale amministrativo, ma,

5 dall'altra bisogna protestare per le carenze di carattere organizzativo. L'Avv. Limentani è intervenuto affermando che sarebbe giusto portare avanti la protesta su due piani: scioperare contro la disorganizzazione del Tribunale di Sorveglianza, ma protestare anche con il Presidente del Tribunale e della Corte d'appello per le carenze organizzative di carattere generale. L'Avv. Busignani ha proposto la creazione di sezioni distaccate del Tribunale di Sorveglianza di Milano, per avere così un numero maggiore di magistrati che possano gestire meglio i fascicoli. L'Avv. Gabriele Fuga è intervenuto portando l'attenzione su un nuovo aspetto: la vacanza della Presidenza del Tribunale di Sorveglianza. Basta con i magistrati ha affermato che se ne vanno dopo tre mesi: vogliamo un Presidente stabile, professionale e competente ad affrontare questi problemi. Alla fine del dibattito si è passati alla votazione della proposta di delibera su questi punti: promulgare lo stato di agitazione permanente; dare mandato al coordinamento distrettuale per comunicare la presente delibera agli organi interessati chiedendo un incontro con gli organi direttivi del Tribunale di Sorveglianza; deliberare la proposta di astensione dalle udienze del Tribunale di Sorveglianza in date prestabilite e una giornata di astensione da tutte le udienze penali del distretto. La proposta di delibera è stata votata all'unanimità dai presenti. II LA PENA - RIEDUCAZIONE DEL CONDANNATO E TUTELA DELLA COLLETTIVITÀ I lavori del Congresso sono proseguiti nel pomeriggio con il dibattito sulla pena e sulla sua funzione. La relazione introduttiva è stata tenuta dal dott. Francesco Maisto, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d'appello di Milano, il quale ha tracciato un quadro storico delle principali funzioni della pena, soffermandosi sul fatto che, oggigiorno, la vera

6 funzione della pena dovrebbe essere quella sociologica e non socialpreventiva. Successivamente sono iniziati gli interventi programmati. Il primo ad intervenire su questo tema è stato il prof. Adolfo Ceretti, criminologo e docente presso l'università Statale di Milano, il quale ha tracciato un'analisi sulla funzione della pena nell'epoca della globalizzazione. Prima di tutto ha ricordato che oggi è opinione pubblica che la politica penale debba rassicurare la popolazione e per realizzare ciò si deve lavorare insieme al legislatore intervenendo in modo emergenziale per far si che la gente si senta sicura. La stessa criminologia moderna, infatti, ha posto l'accento sul concetto di deprivazione sociale, superando in questo modo lo stereotipo del delinquente degli anni trenta: il soggetto è delinquente perché privo di socializzazione. E, alla luce di ciò, il trattamento più adeguato è quello risocializzativo individualizzato, aumentando, in quanto ritenuti insufficienti ed inadeguati, i controlli sociali. Queste teorie ha continuato oggi diffusissime in America ed in Inghilterra, spiegano la devianza criminosa come un evento da calcolare: si parla, infatti, di normalità del crimine e, per questo, si cercano soluzioni più efficaci nella nostra vita quotidiana coinvolgendo e creando una partnership tra la società civile e i diversi organi. La soluzione che viene data è quella di individuare casi comuni di devianza e, attraverso vari tipi di controlli, cercare di diminuire la realizzazione dei reati. E così da una parte si installano circuiti chiusi, si sostituiscono i contanti con le carte di credito, dall'altra si crea la c.d. commercializzazione del controllo del crimine: polizie private, servizi di vigilanza pagati da privati. A tutto ciò ha continuato si aggiunge un recupero della centralità del carcere e della sua funzione di neutralizzazione, soddisfacendo le esigenze di sicurezza pubblica e di gestione del rischio, ma creando, dall'altra, un sovraffollamento dello stesso. Altro fenomeno molto sviluppato dalla criminologia moderna, soprattutto americana, è quello delle vittime. La vittima viene posta al centro delle politiche della giustizia penale: i sentimenti della vittima sono invocati come esempi a sostegno di una giustizia penale. Ma tra questi due modelli, inadeguati per il Cerretti, vi è quello, più equilibrato, della c.d. giustizia riparativa. Questa utilizza come strumento la c.d. mediazione penale: si deve lavorare con le

7 vittime per affrontare la lacerazione sociale e gli effetti distruttivi creati dal reato e si deve, altresì, lavorare a favore di una riparazione (non di carattere economico) realizzata dal reo con gesti simbolici. Il dott. Antonio Tanga, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Monza e membro della Commissione Nordio per la riforma del codice penale, è intervenuto sul tema della pena delineando i contorni della riforma del codice penale. I problemi che si pongono oggi ha affermato per realizzare la riforma di questo codice sono diversi da quelli affrontati per la stesura del codice del All'epoca, infatti, non c'era la Costituzione e così si era evidenziato il problema della scelta tra il principio di legalità formale o sostanziale e, la soluzione trovata, fu quella dell'applicazione del sistema del c.d. doppio binario. Oggi, invece, è la stessa Costituzione ad individuare i beni giuridici da proteggere. In questa riforma ha aggiunto vengono soprattutto rivisti alcuni principi generali, come quello della sussidarietà: tutto ciò che è già stato sanzionato in altre leggi, non ha più rilevanza penale. Si è cercato, pertanto, di stabilire l'effettività e l'efficacia della pena intesa come strumento sociale con una finalità di recupero, estendendo per esempio anche ai soggetti maggiorenni l'istituto del perdono giudiziale. È poi intervenuto il dott. Franco Petrelli, Giudice di Pace presso il Tribunale di Monza, che ha sottolineato l'importanza della legge di riforma che ha introdotto la figura del giudice di pace penale perché per la prima volta si attribuisce la competenza penale ad un corpo non professionale e perché lo Stato rinuncia alla propria azione punitiva a favore della ricomposizione del conflitto. I concetti di fondo di questa riforma si trovano sia nell'individuazione del catalogo dei reati di conflittualità privata che nella rilevanza data alla persona offesa e, nel compito attribuito al giudice di tentare, prima di tutto, una conciliazione tra le parti. Successivamente è intervenuto l'on. avv. Giuliano Pisapia, che ha in primis sottolineato l'antitesi tra le riflessioni che riguardano la pena, da applicare in modo più umano, e la realtà concreta delle carceri, dove i fondi sono stati tagliati e dove di fatto i detenuti vivono in condizioni disumane. Per cercare di risolvere questa situazione ha affermato è necessario distinguere tra funzione punitiva da parte dello Stato e risarcimento del danno della persona

8 offesa. Sul tema dell'indulto e dell'amnistia, l'on. Pisapia si ritiene pessimista in quanto è necessaria la riforma dei codici penali e dell'ordinamento giudiziario in generale, ma il problema sta proprio nelle difficoltà da parte delle Camere di poter approvare queste riforme. Il Convegno è stato concluso da Don Virgilio Ballucchi, responsabile della Caritas, che ha riferito dei suoi colloqui in carcere con i detenuti. la cronaca è della dott.ssa Sonia Laporta

9 IL CONVEGNO DI WEIMAR DELLA ASSOCIAZIONE DEI MAGISTRATI AMMINISTRATIVI TEDESCHI, ITALIANI E FRANCESI Si è celebrato a Weimar, fra l'1 e il 3 ottobre scorsi, il decennale della fondazione della Associazione dei Giudici Amministrativi tedeschi, italiani e francesi. L'Associazione riunisce magistrati amministrativi con lo scopo di dibattere i temi della giustizia amministrativa nei rispettivi Paesi, di confrontare esperienze e orientamenti giurisprudenziali, di verificare il grado di effettività della giustizia amministrativa nei confronti della pubblica amministrazione, atteso che sono differenziati i gradi di tutela degli interessi. Gli incontri avvengono in convegni che, con cadenza annuale, si tengono a turno nei tre Paesi. Ad essi partecipano anche avvocati che, sia pure non a pieno titolo statutario, apportano il contributo che la loro professione consente di dare, e che trova ampio spazio nelle relazioni e nei dibattiti. Per parte italiana erano presenti il Presidente del Consiglio di Stato, De Roberto, il Segretario Generale Borioni, i Consiglieri Carinci, Carboni, Leoni e Pullano; i Presidenti di Sezione di T.A.R. Arosio, Mariuzzo (Presidente del TAR Brescia), Nicolosi; i Consiglieri Cogliani, De Mattio, Gaviano, Sestini, Widmair e Perna; il Segretario Generale del T.R.G.A. Bolzano Winkler. Per il Foro di Milano, i Colleghi Papi Rossi, Quadrio, Salvi, Spadea e chi scrive; degli altri Fori, Porqueddu di Brescia, Platter di Bolzano, Castelli e Congiu di Cagliari, Lumetti di Firenze, Di Leginio di Latina, Vasile di Pescara e Allocca di Roma. Il mondo accademico era rappresentato da Cossu di Gagliari e Galetta di Milano. Nei precedenti convegni e, in particolare, in quelli di Nizza del 1996 e di Sirmione sul Garda del 2001, i lavori, preceduti da relazioni sugli aspetti dei singoli ordinamenti, avevano posto l'accento sulle novità introdotte nel processo amministrativo italiano, prima dall'elaborazione giurisprudenziale e poi dalla riforma, sulla accelerazione del processo medesimo, sulla più efficace tutela cautelare, sull'effettività delle pronunce nei confronti della pubblica amministrazione, sull'allargamento della cognizione sotto il profilo della giurisdizione esclusiva, sul recepimento di alcuni istituti del

10 processo civile, quali la consulenza tecnica e l'assunzione di mezzi di prova, e sulla risarcibilità del danno da lesione di interesse. Istituti che hanno segnato una marcata differenziazione del processo amministrativo italiano rispetto agli altri ordinamenti processuali. In quei convegni veniva anche sottolineato come i rispettivi sistemi del processo amministrativo siano strettamente legati all'ordinamento sostanziale. Veniva evidenziata la difficoltà a introdurre norme comuni di diritto processuale amministrativo, fin tanto che non venga attuato nell'ambito comunitario un impianto uniforme anche dell'ordinamento amministrativo. L'ipotesi di una direttiva comunitaria in materia processuale, così come avviene per le materie che attengono alla concorrenza nell'attività di impresa, appare ancora remota e si potrà realizzare quando vi sarà omogeneità negli ordinamenti amministrativi, pur con le peculiarità derivanti da un sempre più marcato autonomismo. Non è pensabile che, con la libertà di intrapresa produttiva e di libero scambio di beni e servizi, con la libertà di stabilimento nelle professioni e nei mestieri in tutto l'ambito comunitario, non debba assicurarsi ai cittadini parità di tutela nell'ambito medesimo. Si pensi al diverso regime processuale del rimedio cautelare, a quello dell'efficacia del giudicato nei confronti della pubblica amministrazione, a quello, di rilevanza assai grande, della risarcibilità della lesione degli interessi legittimi offesi da atti e provvedimenti della pubblica amministrazione, ancora troppo differenziata rispetto al risarcimento della lesione di diritti soggettivi (sarebbe, peraltro, tempo di abbandonare questa antica ripartizione nella posizione del cittadino, e meglio definire gli ambiti dei diritti e quello delle potestà). È indubbio che differenti livelli di tutela possono condizionare le scelte dello Stato ove operare nei rapporti contrattuali, autoritativi, o concessori. La scelta di Weimar, quale sede del convegno di quest'anno, è derivata da ragioni celebrative (lì l'associazione è nata) e da considerazioni storico-culturali, più che da finalità di approfondimento dei temi specifici sviluppati nei convegni precedenti. A Weimar è stata votata la Costituzione della nazione tedesca nella sua prima democrazia che, pur con i grandi contenuti ispirati dalla massima giurispubblicistica del tempo, ha rivelato fragilità perché non sorretta da consenso politico, e non sufficientemente sentita quale patto che legasse attorno allo Stato la

11 società civile. A Weimar hanno vissuto e operato i grandi della cultura europea, fra i quali Goethe e Schiller, in tempi in cui mentre le guerre dividevano l'europa, le arti e le scienze la univano. L'elaborazione del testo finale della Costituzione europea ha quindi costituito il tema principe del convegno, allo scopo di individuare i segni di una vera unificazione, in tempi in cui sembrano prevalere i regionalismi. La stessa Germania, come ha ricordato uno dei relatori, che pure è priva di tensioni centrifughe, avverte la necessità di ridefinire, in senso più marcatamente autonomistico, ruoli e poteri dei Laender nei confronti dello Stato. È apparso pertanto naturale che i magistrati amministrativi si preoccupassero di esaminare, con una approfondita analisi e con l'apporto degli altri operatori del diritto, quali riflessi vi saranno negli ordinamenti interni, proprio per gli aspetti che attengono ai rapporti fra cittadini e pubblica amministrazione, rispetto ai quali grandi sono ancora le differenziazioni. Ed è forse questa l'occasione mancata del costituente europeo. Mentre, come sopra si è rilevata attraverso l'emanazione dei regolamenti e delle direttive comunitarie si è provveduto a uniformare le normative che regolano la vita economica, abbattendo barriere che si frapponevano alla libera circolazione dei beni, dei servizi e delle persone, e dettando una disciplina sostanziale uniforme, non vi è stata, né si prevede, la costruzione di un ordinamento uniforme del processo amministrativo, permanendo in tal modo diversi, e differenziati, livelli di tutela. L'armonizzazione degli ordinamenti appare impresa necessaria, ma ardua, sopratutto alla luce della considerazione che si opera nell'ambito di ordinamenti non omogenei e, anche laddove unitari, assumono rilievo le differenziazioni esistenti tra i diversi interventi legislativi in ambiti statali e regionali, con le difficoltà che ne derivano, ad esempio, in ordine all'individuazione dei limiti della legislazione concorrente. Il convegno della Associazione di quest'anno è stato dunque di studio, a differenza, come già rilevato, di quelli ordinari, che vedono lo scambio di esperienze professionali, e di approfondimento su temi per i quali l'elaborazione giurisprudenziale è particolarmente attiva. Gli atti verranno pubblicati, e ad essi il lettore potrà attingere per l'approfondimento che riterrà utile.

12 Mario Bassani avvocato in Milano docente nell'università degli Studi di Milano, Facoltà di scienze politiche e di Istituzioni di diritto pubblico

13 IL SEGRETO PROFESSIONALE DELL'AVVOCATO IN EUROPA Convegno dell'unione degli Avvocati Europei (UAE), Marsiglia, 15 ottobre L'Unione degli Avvocati Europei, presieduta dall'avv. Gerard Abitbol, al termine del suo mandato triennale, ha organizzato, insieme ai vice-presidenti Giovanni Bana e Christian Voelker, un congresso internazionale sul segreto professionale dell'avvocato in Europa, che si è svolto a Marsiglia in data 15 ottobre Durante i lavori del convegno sono state analizzate in prospettiva comparatistica le diverse discipline presenti nei paesi dell'unione europea. Si riporta la relazione tenuta dall'avv. Giovanni Bana sulla normativa italiana in tema di segreto professionale dell'avvocato, alla luce dei recenti interventi giurisprudenziali e legislativi. Segreto professionale e Corte Costituzionale. Le parole della Corte Costituzionale italiana possono efficacemente introdurre il tema. Come ha ben affermato il Giudice delle Leggi (sentenza nr. 87/1997), a proposito del segreto opponibile dall'avvocato in occasione di una testimonianza, la facoltà di astensione dell'avvocato non costituisce un'eccezione alla regola generale dell'obbligo di rendere testimonianza, ma è essa stessa espressione del diverso principio di tutela del segreto professionale. Questo, posto a tutela del diritto fondamentale di difesa, non può essere limitato o sacrificato, neppure al fine della fondamentale necessità dell'accertamento penale; i due interessi possono solo essere opportunamente contemperati: il legislatore, disciplinando la facoltà di astensione degli avvocati, ha operato, nel processo, un bilanciamento tra il dovere di rendere testimonianza ed il dovere di mantenere il segreto su quanto appreso in ragione del compimento di attività proprie della professione. Segreto professionale e illecito penale. Il difensore ha il dovere non solo il diritto al segreto professionale a tutela del diritto fondamentale alla difesa.

14 L'inosservanza di tale dovere integra sia un illecito penale sia un illecito a carattere disciplinare. L'avvocato può venire a conoscenza degli elementi utili per la difesa del suo cliente attraverso vari canali. Può trattarsi di testi, di documenti o anche solo di spunti che il legale può approfondire mediante le investigazioni difensive, attività consentita dal codice, sia pure entro determinati limiti. Può avvalersi di consulenti o investigatori privati. Il difensore svolge l'incarico in piena autonomia e, perciò, decide anche che uso fare dei risultati di tali accertamenti. Può, ad esempio, raccogliere le dichiarazioni di un teste e poi non utilizzarle. Deve però tenere costantemente informato il cliente degli sviluppi delle indagini e delle scelte effettuate. L'art. 622 c.p., intitolato rivelazione di segreto professionale, punisce con la reclusione fino a un anno o con la multa da 30 euro a 516 euro chi, avendo notizia, per ragione della propria professione di un segreto lo rivela, senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto. La giurisprudenza di legittimità ha avuto modo di precisare che solo nell'ipotesi del segreto professionale tale segreto è riferito a notizie apprese per ragioni di ufficio e riflettenti situazioni soggettive di privati e delle quali colui che di esse è depositario in virtù del suo status professionale in senso lato (ufficio, professione o arte), deve assicurare la riservatezza. Se il legale, nel corso delle investigazioni difensive, raccoglie elementi utili a dimostrare la responsabilità di un terzo, per il reato di cui è accusato il proprio cliente, non ha alcun obbligo di denuncia, al pari di qualunque altro cittadino, salvo che si proceda per delitto contro la personalità dello Stato. Può portare a conoscenza dell'autorità giudiziaria tali elementi, ma non è tenuto a farlo, se ritiene che non sia nell'interesse del proprio assistito. Può anche decidere il momento in cui è più opportuno informare l'autorità giudiziaria, sempre avuto riguardo alla posizione del suo cliente. Nello svolgimento dell'incarico, il legale deve attenersi alle norme del codice deontologico: esso impone che la difesa sia la migliore possibile e venga svolta con lealtà e correttezza. All'interno di tali confini, ogni decisione compete al professionista. Se il cliente riferisce all'avvocato cose importanti, a carico di altri e a propria discolpa, il legale non può riferirle al giudice, perché una tale

15 testimonianza indiretta, non potrebbe essere utilizzata in alcun modo e non avrebbe perciò alcun effetto sull'ulteriore svolgimento delle indagini. Può, però, consigliare al proprio assistito di depositare un esposto, raccontando i fatti o di recarsi a riferirli direttamente all'autorità procedente. È necessario che tali circostanze siano vere, per evitare che il cliente, diventato teste, possa essere incriminato per calunnia. L'avvocato potrà, invece, rendere testimonianza sui fatti che avrà accertato personalmente, se rilevanti per la difesa e nel rispetto del segreto professionale. Sulla base dell'art. 200 del Codice di procedura penale, l'avvocato non può essere obbligato a deporre su ciò che ha saputo svolgendo il suo mandato. Si tratta di un diritto, ma anche di un dovere, sicché il legale potrà deporre solo se autorizzato dal suo cliente. Senza tale autorizzazione, il difensore violerebbe il principio deontologico della riservatezza e della segretezza. Il difensore commette poi reato di infedele patrocinio se, venendo meno ai suoi doveri, nuoce agli interessi della parte da lui assistita. Se, per ipotesi, il suo cliente fosse condannato perché informazioni essenziali, quali sono il nome del vero colpevole e le prove a suo carico, sono state nascoste al giudice e soprattutto all'interessato, il legale potrebbe a sua volta finire sotto processo. L'accertamento della eventuale responsabilità dovrebbe però tener conto della situazione nel suo complesso e della ratio di tutte le scelte effettuate. Una decisione potrebbe sembrare assurda o sbagliata, se osservata dall'esterno, ma risultare assolutamente pertinente, tenuto conto degli atti del processo. Segreto professionale e illecito disciplinare. L'illegittima divulgazione di notizie riservate, che l'avvocato ha appreso in occasione dell'esercizio della sua professione, costituisce anche illecito disciplinare. L'art. 9 del Codice deontologico approvato dal Consglio Nazionale Forense, intitolato al Dovere di segretezza e riservatezza recita: è dovere, oltreché diritto, primario e fondamentale dell'avvocato mantenere il segreto sull'attività prestata e su tutte le informazioni che siano a lui fornite dalla parte assistita o di cui sia

16 venuto a conoscenza in dipendenza del mandato. Il dovere di segretezza deve essere mantenuto anche nei confronti degli exclienti e di colui che si rivolga all'avvocato per chiedere assistenza senza che il mandato sia accettato. L'avvocato è tenuto a richiedere il rispetto del segreto professionale anche ai propri collaboratori e dipendenti e a tutte le persone che cooperano nello svolgimento dell'attività professionale. Uniche eccezioni sono costituite dalle ipotesi in cui la la divulgazione di alcune informazioni relative alla parte assistita sia necessaria: a) per lo svolgimento delle attività di difesa; b) al fine di impedire la commissione da parte dello stesso assistito di un reato di particolare gravità; c) al fine di allegare circostanze di fatto in una controversia tra avvocato e assistito; d) in un procedimento concernente le modalità della difesa degli interessi dell'assistito. In ogni caso la divulgazione dovrà essere limitata a quanto strettamente necessario per il fine tutelato. Segreto professionale e processo penale. a. Le garanzie di libertà del difensore. Il segreto professionale riceve particolare tutela nel processo penale, ove il rapporto fiduciario che sussiste tra cliente e avvocato deve essere garantito anche contro eventuali intrusioni da parte della autorità giudiziaria. A questo proposito l'art. 103 c.p.p., intitolato alla Garanzie di libertà del difensore prevede una serie di cautele per assicurare che l'attività difensiva non sia abusivamente perseguita. Le ispezioni e le perquisizioni negli uffici dei difensori, [anzitutto] sono consentite solo: a) quando essi o altre persone che svolgono stabilmente attività nello stesso ufficio sono imputati, limitatamente ai fini dell'accertamento del reato loro attribuito; b) per rilevare tracce o altri effetti materiali del reato o per ricercare cose o persone specificamente predeterminate. In altre parole, l'ufficio ove l'avvocato esercita le sue funzioni non può essere impunemente violato. Presso i difensori e gli investigatori privati autorizzati e incaricati in relazione al procedimento, nonché presso i consulenti tecnici, [inoltre], non si può procedere a sequestro di carte o documenti relativi all'oggetto della difesa, salvo che costituiscano

17 corpo del reato : le possibilità di sequestro sono dunque molto più ristrette di quelle ordinarie. Sono [anche] vietati il sequestro e ogni forma di controllo della corrispondenza tra l'imputato e il proprio difensore in quanto riconoscibile dalle prescritte indicazioni, salvo che l'autorità giudiziaria abbia fondato motivo di ritenere che si tratti di corpo del reato. Infine, non è consentita l'intercettazione relativa a conversazioni o comunicazioni dei difensori e i risultati delle ispezioni, perquisizioni, sequestri, intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, eseguiti in violazione delle disposizioni [richiamate], non possono essere utilizzati. A questo proposito la giurisprudenza di legittimità (Cassazione penale, sez. V, 12 febbraio 2003, n , Graviano e altro, in D&G - Dir. e Giust. 2003, f. 21, 31) ha avuto modo di precisare che le speciali garanzie di libertà del difensore, previste dall'art. 103 c.p.p., non possono valere ad inibire attività captative nei suoi confronti, ove egli stesso sia indagato e, comunque, non possono sottrarre all'ascolto legittimo le conversazioni che non attengano alla funzione difensiva in quanto esse stesse integrino fattispecie di reato. b. Testimonianza e segreto. Ai sensi dell'art. 200 c.p.p. gli avvocati, gli investigatori privati autorizzati, i consulenti tecnici non possono essere obbligati a deporre su quanto hanno conosciuto per ragione del proprio ministero, ufficio o professione, salvi i casi in cui hanno l'obbligo di riferirne all'autorità giudiziaria. A questo proposito va precisato che la recente l. 397/2000, che ha disciplinato per la prima volta in Italia in modo molto articolato ed esauriente l'attività investigativa del difensore, ha introdotto il nuovo art. 334-bis c.p.p. ai sensi del quale il difensore [ non ha] obbligo di denuncia neppure relativamente ai reati dei quali abbiano avuto notizia nel corso delle attività investigative da essi svolte. Riflessioni conclusive a margine di un recente provvedimento in tema di riciclaggio. Il recente decreto legislativo nr. 56/2004, di Attuazione della direttiva 2001/97/CE in materia di prevenzione dell'uso del sistema

18 finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi da attività illecite estende l'obbligo di segnalazione (e di identificazione e di conservazione delle relative informazioni) previsto dalla legge antiriciclaggio (vale a dire il d.l. n. 143/1991, convertito, con modificazioni, dalla l. n. 197/1991) anche ai notai e agli avvocati quando, in nome o per conto di propri clienti, compiono qualsiasi operazione di natura finanziaria o immobiliare e quando assistono i propri clienti nella progettazione o nella realizzazione di operazioni riguardanti: 1) il trasferimento a qualsiasi titolo di beni immobili o attività economiche; 2) la gestione di denaro, strumenti finanziari o altri beni; 3) l'apertura o la gestione di conti bancari, libretti di deposito e conti di titoli; 4) l'organizzazione degli apporti necessari alla costituzione, alla gestione o all'amministrazione di società; 5) la costituzione, la gestione o l'amministrazione di società, enti, trust o strutture analoghe. L'obbligo, tuttavia, non opera per le informazioni che [gli avvocati] ricevono da un loro cliente o ottengono riguardo allo stesso, nel corso dell'esame della posizione giuridica del loro cliente o dell'espletamento dei compiti di difesa o di rappresentanza del medesimo in un procedimento giudiziario o in relazione a tale procedimento, compresa la consulenza sull'eventualità di intentare o evitare un procedimento, ove tali informazioni siano ricevute o ottenute prima, durante o dopo il procedimento stesso. Il contenuto degli obblighi in discorso, infine, dovrà essere precisato da un regolamento del Ministro dell'economia e delle finanze. È questo il profilo riguardo al quale gran parte dei primi commentatori ha manifestato perplessità. Definire il contenuto di un obbligo che deroga al dovere di riservatezza dell'avvocato e, con esso, al principio fondamentale di difesa di riferimento, con un mero regolamento non pare, infatti, legittimo. L'osservazione è lo spunto per rimarcare, ancora una volta, come il dovere alla riservatezza dell'avvocato non possa in alcun modo essere sacrificato a interessi diversi e minori.

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 Norme sui procedimenti e giudizi di accusa (Gazzetta Ufficiale 13 febbraio 1962, n. 39) Artt. 1-16 1 1 Articoli abrogati dall art. 9 della legge 10 maggio 1978, n. 170. Si

Dettagli

La sanzione prevista per chi ha commesso un reato è LA PENA. Essa può essere pecuniaria (tipo multa, denaro) o detentiva (reclusione in carcere).

La sanzione prevista per chi ha commesso un reato è LA PENA. Essa può essere pecuniaria (tipo multa, denaro) o detentiva (reclusione in carcere). Breve percorso sulla Magistratura La Magistratura La funzione giurisdizionale è la funzione dello stato diretta all applicazione delle norme giuridiche per la risoluzione delle controverse tra cittadini

Dettagli

ha pronunciato la presente

ha pronunciato la presente N. 02866/2015REG.PROV.COLL. N. 10557/2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul

Dettagli

PROTOCOLLO SULLE MODALITÁ ATTUATIVE DELLA MESSA ALLA PROVA EX L. 67/14

PROTOCOLLO SULLE MODALITÁ ATTUATIVE DELLA MESSA ALLA PROVA EX L. 67/14 PROTOCOLLO SULLE MODALITÁ ATTUATIVE DELLA MESSA ALLA PROVA EX L. 67/14 Il Tribunale di Imperia, la Procura della Repubblica sede, l Ufficio Esecuzione Penale Esterna Sede di Imperia, l Ordine degli avvocati

Dettagli

DDL 1345-S in materia di delitti ambientali. (Approvazione in Senato 4 marzo 2015)

DDL 1345-S in materia di delitti ambientali. (Approvazione in Senato 4 marzo 2015) DDL 1345-S in materia di delitti ambientali. (Approvazione in Senato 4 marzo 2015) Il testo inserisce nel codice penale un nuovo titolo, dedicato ai delitti contro l'ambiente, all'interno del quale vengono

Dettagli

Art. 71 Nomina e funzioni dei magistrati onorari della procura della Repubblica presso il tribunale ordinario.

Art. 71 Nomina e funzioni dei magistrati onorari della procura della Repubblica presso il tribunale ordinario. REGIO DECRETO 30 gennaio 1941 n. 12 ( indice ) (modificato e aggiornato dalle seguenti leggi: R.D.L. n. 734/43, L. n. 72/46, L. n. 478/46, R.D.Lgs. n. 511/46, L. n. 1370/47, L. n. 1794/52, L. n. 1441/56,L.

Dettagli

Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa

Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa 1 di 5 26/09/2011 11.11 Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa Giovedì 12 Maggio 2011 13:40 Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n.

Dettagli

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ Tra le modifiche introdotte nell agosto 2010 all art. 186, C.d.S., vi è anche l inserimento del nuovo comma 9 bis, che prevede l applicazione del lavoro

Dettagli

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORINO TRIBUNALE DI TORINO VADEMECUM PER L APPLICAZIONE NELLA FASE DELLE INDAGINI SOSPENSIONE CON MESSA ALLA PROVA

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORINO TRIBUNALE DI TORINO VADEMECUM PER L APPLICAZIONE NELLA FASE DELLE INDAGINI SOSPENSIONE CON MESSA ALLA PROVA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORINO TRIBUNALE DI TORINO VADEMECUM PER L APPLICAZIONE NELLA FASE DELLE INDAGINI SOSPENSIONE CON MESSA ALLA PROVA (Elaborato a seguito delle disposizioni contenute nella L.

Dettagli

RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012,

RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012, RIFORMA DELLA LEGGE PINTO Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012, riforma la legge Pinto (L. n. 89/2001) per l indennizzo per la durata del processo. Le nuove disposizioni

Dettagli

Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto Atto del Governo 130

Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto Atto del Governo 130 Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto Atto del Governo 130 Dossier n 135 - Schede di lettura 12 gennaio 2015 Informazioni sugli

Dettagli

Pagina 1 di 12 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 agosto 2012, n. 137 Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali, a norma dell'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011,

Dettagli

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA D.LGS 231/01 DI GALA S.P.A. DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE 2013 INDICE ARTICOLO 1 SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE..3

Dettagli

Il Comitato dei Ministri, ai sensi dell'articolo 15.b dello Statuto del Consiglio d'europa,

Il Comitato dei Ministri, ai sensi dell'articolo 15.b dello Statuto del Consiglio d'europa, CONSIGLIO D EUROPA Raccomandazione CM/REC(2014) 3 del Comitato dei Ministri agli Stati Membri relativa ai delinquenti pericolosi (adottata dal Comitato dei Ministri il 19 febbraio 2014 nel corso della

Dettagli

LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE

LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE INSEGNAMENTO DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE I LEZIONE II LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE PROF. ROMANO CICCONE Indice 1 Rilevabilità dell'incompetenza giurisdizionale ------------------------------------------------------

Dettagli

Convenzione per la protezione dei diritti dell uomo e la dignità dell essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina

Convenzione per la protezione dei diritti dell uomo e la dignità dell essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina Traduzione 1 Convenzione per la protezione dei diritti dell uomo e la dignità dell essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina (Convenzione sui diritti dell uomo e la biomedicina)

Dettagli

Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014.

Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014. Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014 Editrice Comitato scientifico: Elisabetta BERTACCHINI (Professore

Dettagli

Deliberazione n.57/pareri/2008

Deliberazione n.57/pareri/2008 Deliberazione n.57/pareri/2008 REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua Presidente dott. Giorgio Cancellieri

Dettagli

CODICE DI PROCEDURA PENALE LIBRO I SOGGETTI TITOLO I GIUDICE CAPO I GIURISDIZIONE

CODICE DI PROCEDURA PENALE LIBRO I SOGGETTI TITOLO I GIUDICE CAPO I GIURISDIZIONE CODICE DI PROCEDURA PENALE LIBRO I SOGGETTI TITOLO I GIUDICE CAPO I GIURISDIZIONE Art. 1. (Giurisdizione penale) - 1. La giurisdizione penale è esercitata dai giudici previsti dalle leggi di ordinamento

Dettagli

Art.1 (Oggetto) Art.2 (Definizioni)

Art.1 (Oggetto) Art.2 (Definizioni) REGOLAMENTO SULLA TUTELA DELLE PERSONE E DI ALTRI SOGGETTI RISPETTO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI emanato con decreto direttoriale n.220 dell'8 giugno 2000 pubblicato all'albo Ufficiale della Scuola

Dettagli

Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo

Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo ALL. 1) Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo 1. Sono eleggibili a sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale e circoscrizionale gli elettori di un qualsiasi

Dettagli

CONVENZIONE EUROPEA SULL'ESERCIZIO DEI DIRITTI DEI MINORI

CONVENZIONE EUROPEA SULL'ESERCIZIO DEI DIRITTI DEI MINORI CONVENZIONE EUROPEA SULL'ESERCIZIO DEI DIRITTI DEI MINORI Adottata dal Consiglio d'europa a Strasburgo il 25 gennaio 1996 Preambolo Gli Stati membri del Consiglio d'europa e gli altri Stati, firmatari

Dettagli

Prof. Avv. Giuseppe Cataldi Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della

Prof. Avv. Giuseppe Cataldi Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della 1 Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della sentenza della Corte europea dei diritti dell uomo con la quale la Francia è stata condannata per il divieto legislativo di costituire associazioni

Dettagli

Schema di Decreto legislativo recante Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell art.

Schema di Decreto legislativo recante Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell art. Schema di Decreto legislativo recante Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell art. 1, comma 1, lett. m, della legge 28 aprile 2014, n. 67 RELAZIONE Lo

Dettagli

Carcere & Scuola: ne vale la Pena

Carcere & Scuola: ne vale la Pena PROGETTO DI EDUCAZIONE ALLA LEGALITA E CIVILTA Carcere & Scuola: ne vale la Pena Scuola di Alta Formazione in Scienze Criminologiche, Istituto FDE, Mantova Associazione LIBRA Rete per lo Studio e lo Sviluppo

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CODICE DEONTOLOGICO FORENSE (Testo approvato dal Consiglio Nazionale Forense nella seduta del 17 aprile 1997 ed aggiornato con le modifiche introdotte il 16 ottobre 1999, il 26 ottobre 2002, il 27 gennaio

Dettagli

Altri Servizi. Guida all uso. www.accessogiustizia.it SERVIZIO PROCURA TAR CONSIGLIO DI STATO

Altri Servizi. Guida all uso. www.accessogiustizia.it SERVIZIO PROCURA TAR CONSIGLIO DI STATO Guida all uso www.accessogiustizia.it Altri Servizi SERVIZIO PROCURA TAR CONSIGLIO DI STATO Lextel SpA L informazione al lavoro. Lextel mette l informazione al lavoro attraverso proprie soluzioni telematiche,

Dettagli

Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego

Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego La riforma Brunetta, introdotta dal D.Lgs. 150/09, ha modificato profondamente il sistema disciplinare nel pubblico impiego, intervenendo

Dettagli

ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI

ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI 1 ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI. LINEAMENTI DELLE MISURE ALTERNATIVE ALLE PENE DETENTIVE BREVI Dott. Umberto Valboa Il pubblico

Dettagli

TARIFFE FORENSI (in vigore dal 1 aprile 1995)

TARIFFE FORENSI (in vigore dal 1 aprile 1995) TARIFFE FORENSI (in vigore dal 1 aprile 1995) Decreto del Ministro di Grazia e Giustizia 5 ottobre 1994, n. 585 - Deliberazioni del Consiglio Nazionale Forense 12 giugno 1993 e 29 settembre 1994, in G.U.

Dettagli

Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti.

Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti. L. 14 gennaio 1994, n. 20 (1). (commento di giurisprudenza) Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti. (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 14 gennaio 1994, n. 10. 1. Azione

Dettagli

Codice Deontologico degli psicologi italiani

Codice Deontologico degli psicologi italiani Codice Deontologico degli psicologi italiani Testo approvato dal Consiglio Nazionale dell Ordine nell adunanza del 27-28 giugno 1997 Capo I - Principi generali Articolo 1 Le regole del presente Codice

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia 300/2014/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone dott. Andrea Luberti

Dettagli

Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) 1)

Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) 1) 1.6.1.1 Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) (del 9 marzo 1987) IL GRAN CONSIGLIO DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO visto il messaggio 2 ottobre 1985 n. 2975 del Consiglio di Stato, decreta:

Dettagli

All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI. Art. 1-

All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI. Art. 1- All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI Art. 1- Diritti e doveri degli studenti I diritti e i doveri degli studenti sono disciplinati dagli art. 2 e 3 del D.P.R. 21

Dettagli

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI BERGAMO

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI BERGAMO REGOLAMENTO DEL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI D.P.R. 12 aprile 2006 n. 184 in relazione al capo V della L. 7 agosto 1990 n. 241 e successive modificazioni (Delibere del Consiglio dell

Dettagli

CODICE DI PROCEDURA PENALE PARTE SECONDA LIBRO DECIMO: ESECUZIONE. TITOLO I Giudicato. Art. 648. Irrevocabilità delle sentenze e dei decreti penali.

CODICE DI PROCEDURA PENALE PARTE SECONDA LIBRO DECIMO: ESECUZIONE. TITOLO I Giudicato. Art. 648. Irrevocabilità delle sentenze e dei decreti penali. CODICE DI PROCEDURA PENALE PARTE SECONDA LIBRO DECIMO: ESECUZIONE TITOLO I Giudicato Art. 648. Irrevocabilità delle sentenze e dei decreti penali. 1. Sono irrevocabili le sentenze pronunciate in giudizio

Dettagli

COMUNE DI CAPOTERRA Provincia di Cagliari

COMUNE DI CAPOTERRA Provincia di Cagliari COMUNE DI CAPOTERRA Provincia di Cagliari UFFICIO DEL SEGRETARIO GENERALE Responsabile Settore Affari del Personale-Anticorruzione-Trasparenza CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO ARTICOLO 1 OGGETTO Il

Dettagli

ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*)

ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*) ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*) «Rinvio pregiudiziale Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte Politica sociale Direttiva 1999/70/CE Clausola 5 dell accordo quadro

Dettagli

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Approvato nella seduta di Consiglio del 10 gennaio 2014 Del.01/2014 IL CONSIGLIO NAZIONALE DELL ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI CONSIDERATO

Dettagli

R.D. 30 gennaio 1941, n. 12. Ordinamento giudiziario.

R.D. 30 gennaio 1941, n. 12. Ordinamento giudiziario. R.D. 30 gennaio 1941, n. 12. Ordinamento giudiziario. 1. È approvato l'unito testo dell'«ordinamento giudiziario», allegato al presente decreto e visto d'ordine nostro dal Ministro guardasigilli e dal

Dettagli

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE N. 01133/2010 01471/2009 REG.DEC. REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A ha pronunciato la presente IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE

Dettagli

Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali. pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966. con le modifiche della

Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali. pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966. con le modifiche della Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966 con le modifiche della legge 4 novembre 2010, n. 183 (c.d. Collegato Lavoro) Legge 28 giugno

Dettagli

La Società tra Professionisti

La Società tra Professionisti Paolo Tonalini Notaio La Società tra Professionisti Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Pavia in collaborazione con Banca Generali Relazione al Convegno del 6 marzo 2015 NOTAIO

Dettagli

Art. 1. Art. 2. Art. 3.

Art. 1. Art. 2. Art. 3. L. 20-3-1865 n. 2248. Legge sul contenzioso amministrativo (All. E) (2) (3). (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 27 aprile 1865. (2) Vedi, anche, la L. 6 dicembre 1971, n. 1034. (3) Con riferimento al presente

Dettagli

REGISTRO DELLE PERSONE CHE HANNO ACCESSO A INFORMAZIONI PRIVILEGIATE

REGISTRO DELLE PERSONE CHE HANNO ACCESSO A INFORMAZIONI PRIVILEGIATE REGISTRO DELLE PERSONE CHE HANNO ACCESSO A INFORMAZIONI PRIVILEGIATE OVS S.P.A. Approvato dal Consiglio di Amministrazione di OVS S.p.A. in data 23 luglio 2014, in vigore dal 2 marzo 2015 1 1. PREMESSA

Dettagli

ART. 1 (Modifiche al codice penale)

ART. 1 (Modifiche al codice penale) ART. 1 (Modifiche al codice penale) 1. Dopo l articolo 131 del codice penale, le denominazioni del Titolo V e del Capo I sono sostituite dalle seguenti: «Titolo V Della non punibilità per particolare tenuità

Dettagli

ACCORDO TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO DEL PRINCIPATO DI MONACO SULLO SCAMBIO DI INFORMAZIONI IN MATERIA FISCALE

ACCORDO TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO DEL PRINCIPATO DI MONACO SULLO SCAMBIO DI INFORMAZIONI IN MATERIA FISCALE ACCORDO TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO DEL PRINCIPATO DI MONACO SULLO SCAMBIO DI INFORMAZIONI IN MATERIA FISCALE Articolo 1 Oggetto e Ambito di applicazione dell Accordo Le autorità

Dettagli

SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE VISTI gli articoli 76 e 87 della Costituzione; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA VISTA la

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia/169/2015/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott.ssa Simonetta Rosa dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone

Dettagli

L ATTIVITA DI DIREZIONE E COORDINAMENTO. La pubblicità dei gruppi nella riforma del diritto societario

L ATTIVITA DI DIREZIONE E COORDINAMENTO. La pubblicità dei gruppi nella riforma del diritto societario L ATTIVITA DI DIREZIONE E COORDINAMENTO. La pubblicità dei gruppi nella riforma del diritto societario Di Claudio Venturi Sommario: - 1. Premessa. 2. Ambito di applicazione. 3. Principi fondamentali. 3.1.

Dettagli

TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C.

TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C. TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C. Il giorno 17/09/2012, innanzi al Giudice dott. Angelo Piraino, viene chiamata la causa R.G. n. 234 dell

Dettagli

2. 1. Il datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, deve comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro.

2. 1. Il datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, deve comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro. L. 15 luglio 1966, n. 604 (1). Norme sui licenziamenti individuali (2). (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 6 agosto 1966, n. 195. (2) Il comma 1 dell art. 1, D.Lgs. 1 dicembre 2009, n. 179, in combinato 1.

Dettagli

IL TRIBUNALE DELLE IMPRESE. Dalle Sezioni Specializzate della proprietà p industriale e intellettuale alle Sezioni Specializzate dell Impresa.

IL TRIBUNALE DELLE IMPRESE. Dalle Sezioni Specializzate della proprietà p industriale e intellettuale alle Sezioni Specializzate dell Impresa. Milano, 16 aprile 2012 CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA UFFICIO DEI REFERENTI PER LA FORMAZIONE DECENTRATA DEL DISTRETTO DI MILANO LE RECENTI NOVITA' NORMATIVE E IL LORO IMPATTO SUL MONDO DELLA GIUSTIZIA:

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO ARTICOLO 1 OGGETTO

CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO ARTICOLO 1 OGGETTO CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO ARTICOLO 1 OGGETTO 1. Il presente Codice di Comportamento integrativo definisce, in applicazione dell'art. 54 del DLgs. n. 165/2001 come riformulato dall'art.1, comma

Dettagli

Articolo 1 Scopo. Articolo 2 Terminologia

Articolo 1 Scopo. Articolo 2 Terminologia Nazioni Unite Assemblea Generale Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale sottoscritta nel conrso della Conferenza di Palermo (12-15 dicembre 2000) Articolo 1 Scopo

Dettagli

Sostegno della maternità e della paternità - Legge 8 marzo 2000, n. 53. (Circolare n. 4/1-S-729, in data 10 giugno 2000, del Min. Giustizia, Org.

Sostegno della maternità e della paternità - Legge 8 marzo 2000, n. 53. (Circolare n. 4/1-S-729, in data 10 giugno 2000, del Min. Giustizia, Org. Sostegno della maternità e della paternità - Legge 8 marzo 2000, n. 53. (Circolare n. 4/1-S-729, in data 10 giugno 2000, del Min. Giustizia, Org. giud., Uff, II) Con la presente nota-circolare si ritiene

Dettagli

Legge federale sul Tribunale federale dei brevetti

Legge federale sul Tribunale federale dei brevetti Legge federale sul Tribunale federale dei brevetti (Legge sul Tribunale federale dei brevetti; LTFB) Avamprogetto del... L Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l articolo 191a capoverso

Dettagli

GUIDA di ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI e ALLA TRASPARENZA (Allegata al modulo di richiesta di accesso agli atti amministrativi)

GUIDA di ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI e ALLA TRASPARENZA (Allegata al modulo di richiesta di accesso agli atti amministrativi) GUIDA di ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI e ALLA TRASPARENZA (Allegata al modulo di richiesta di accesso agli atti amministrativi) Principali norme di riferimento 1) Legge n. 241/1990 - Nuove norme in

Dettagli

Istituzione della figura di Agente Ambientale.

Istituzione della figura di Agente Ambientale. Estratto del verbale della seduta della Giunta Comunale NUMERO DI REGISTRO SEDUTA DEL 7 21 gennaio 2015 Oggetto : Istituzione della figura di Agente Ambientale. Il giorno 21 gennaio 2015 in Cremona, con

Dettagli

Codice di procedura penale Italiano

Codice di procedura penale Italiano Codice di procedura penale Italiano Norme in materia di perquisizioni: Art. 247. Casi e forme delle perquisizioni 1. Quando vi e' fondato motivo di ritenere che taluno occulti sulla persona il corpo del

Dettagli

L abuso edilizio minore

L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore di cui all art. 34 del D.P.R. 380/2001. L applicazione della sanzione pecuniaria non sana l abuso: effetti penali, civili e urbanistici. Brunello De Rosa

Dettagli

LA CORRUZIONE TRA PRIVATI:

LA CORRUZIONE TRA PRIVATI: LA CORRUZIONE TRA PRIVATI: APPROFONDIMENTI In data 18 ottobre 2012, dopo un lungo iter parlamentare, il Senato ha approvato il maxi-emendamento al Disegno di Legge recante Disposizioni per la prevenzione

Dettagli

CORSO UNIVERSITARIO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE IN SERVIZI PUBBLICI DIPARTIMENTO DI DIRITTO ECONOMIA E CULTURE. Anno accademico 2013-2014

CORSO UNIVERSITARIO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE IN SERVIZI PUBBLICI DIPARTIMENTO DI DIRITTO ECONOMIA E CULTURE. Anno accademico 2013-2014 CORSO UNIVERSITARIO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE IN SERVIZI PUBBLICI DIPARTIMENTO DI DIRITTO ECONOMIA E CULTURE Anno accademico 2013-2014 Como - Varese, 15 febbraio 2014 DESCRIZIONE DELLA PROPOSTA DI

Dettagli

CONVENZIONE DELL'AJA DEL 25.10.1980 SUGLI ASPETTI CIVILI DELLA SOTTRAZIONE INTERNAZIONALE DI MINORI

CONVENZIONE DELL'AJA DEL 25.10.1980 SUGLI ASPETTI CIVILI DELLA SOTTRAZIONE INTERNAZIONALE DI MINORI CONVENZIONE DELL'AJA DEL 25.10.1980 SUGLI ASPETTI CIVILI DELLA SOTTRAZIONE INTERNAZIONALE DI MINORI Gli Stati firmatari della presente Convenzione, Profondamente convinti che l'interesse del minore sia

Dettagli

DICHIARAZIONE DELLA FRANCIA

DICHIARAZIONE DELLA FRANCIA Consiglio dell'unione europea Bruxelles, 17 aprile 2015 (OR. fr) Fascicolo interistituzionale: 2013/0025 (COD) 7768/15 ADD 1 REV 1 NOTA PUNTO "I/A" Origine: Destinatario: Oggetto: Segretariato generale

Dettagli

Decreto Legislativo 19 novembre 2004, n. 297

Decreto Legislativo 19 novembre 2004, n. 297 Decreto Legislativo 19 novembre 2004, n. 297 "Disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CEE) n. 2081/92, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di

Dettagli

IL PRINCIPIO DEL NE BIS IN IDEM E LA SENTENZA GRANDE STEVENS : PRONUNCIA EUROPEA E RIFLESSI NAZIONALI

IL PRINCIPIO DEL NE BIS IN IDEM E LA SENTENZA GRANDE STEVENS : PRONUNCIA EUROPEA E RIFLESSI NAZIONALI IL PRINCIPIO DEL NE BIS IN IDEM E LA SENTENZA GRANDE STEVENS : PRONUNCIA EUROPEA E RIFLESSI NAZIONALI Nota a: Corte EDU, Grande Stevens e altri contro Italia - ric. 18640/10, 18647/10, 18663/10, 18668/10

Dettagli

Codice Disciplinare - Roma Multiservizi SpA. Roma Multiservizi SpA CODICE DISCIPLINARE

Codice Disciplinare - Roma Multiservizi SpA. Roma Multiservizi SpA CODICE DISCIPLINARE Codice Disciplinare - Roma Multiservizi SpA Roma Multiservizi SpA CODICE DISCIPLINARE C.C.N.L. per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati / multi servizi. Ai

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA REGOLAMENTO 16 luglio 2014, n. 6 Regolamento per la formazione continua IL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE nella seduta del 16 luglio 2014 visto l art. 11 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, rubricato Formazione

Dettagli

L accesso agli atti dell ispezione del lavoro

L accesso agli atti dell ispezione del lavoro Il punto di pratica professionale L accesso agli atti dell ispezione del lavoro a cura di Alessandro Millo Funzionario della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena Il diritto di accesso agli atti Com

Dettagli

sul ricorso numero di registro generale 6522 del 2007, proposto da:

sul ricorso numero di registro generale 6522 del 2007, proposto da: N. 00513/2015 REG.PROV.COLL. N. 06522/2007 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso

Dettagli

a) Legge provinciale 18 ottobre 1995, n. 20 1) Organi collegiali delle istituzioni scolastiche

a) Legge provinciale 18 ottobre 1995, n. 20 1) Organi collegiali delle istituzioni scolastiche a) Legge provinciale 18 ottobre 1995, n. 20 1) Organi collegiali delle istituzioni scolastiche 1)Pubblicata nel B.U. 7 novembre 1995, n. 51. Art. 1 (Ambito di applicazione) (1) Tutte le istituzioni scolastiche

Dettagli

LUCI ED OMBRE SULL ANNO CHE VERRA. Se il 2014 si è concluso con la presentazione del DDL Orlando sulla riforma della

LUCI ED OMBRE SULL ANNO CHE VERRA. Se il 2014 si è concluso con la presentazione del DDL Orlando sulla riforma della LUCI ED OMBRE SULL ANNO CHE VERRA Se il 2014 si è concluso con la presentazione del DDL Orlando sulla riforma della giustizia, provvedimento in più punti discutibile ma adottato nella forma più opportuna

Dettagli

Convenzione Europea dei Diritti dell Uomo

Convenzione Europea dei Diritti dell Uomo Convenzione Europea dei Diritti dell Uomo Convenzione Europea dei Diritti dell Uomo così come modificata dai Protocolli nn. 11 e 14 Protocolli nn. 1, 4, 6, 7, 12 e 13 Il testo della Convenzione è presentato

Dettagli

La Corte di giustizia precisa le condizioni alle quali a un disertore proveniente da uno Stato terzo può essere concesso asilo nell Unione europea

La Corte di giustizia precisa le condizioni alle quali a un disertore proveniente da uno Stato terzo può essere concesso asilo nell Unione europea Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 20/15 Lussemburgo, 26 febbraio 2015 Stampa e Informazione Sentenza nella causa C-472/13 Andre Lawrence Shepherd / Bundesrepublik Deutschland

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC. Pagina 1 di 5 REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta ANNO 2004 ha pronunciato la seguente DECISIONE

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI E AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI E AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI E AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI Premessa L accesso agli atti ed ai documenti amministrativi, introdotto nel nostro ordinamento dalla Legge 7 agosto 1990, n. 241, costituisce

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006)

REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006) REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006) Articolo 1 - Ente gestore, denominazione, natura e sede della scuola 1. L Ente Ispettoria Salesiana Lombardo Emiliana, Ente Ecclesiastico

Dettagli

Proposta di legge «Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT). Istituzione e accesso al Registro Regionale»

Proposta di legge «Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT). Istituzione e accesso al Registro Regionale» Proposta di legge «Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT). Istituzione e accesso al Registro Regionale» La proposta di legge «Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT). Istituzione e accesso

Dettagli

di Roberto Fontana, magistrato

di Roberto Fontana, magistrato 10.1.2014 LE NUOVE NORME SULLA FISSAZIONE DELL UDIENZA E LA NOTIFICAZIONE DEL RICORSO E DEL DECRETO NEL PROCEDIMENTO PER DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO di Roberto Fontana, magistrato Sommario. 1. La nuova

Dettagli

** * ** Acquisito il parere delle competenti commissioni parlamentari previsto dal citato articolo 24;

** * ** Acquisito il parere delle competenti commissioni parlamentari previsto dal citato articolo 24; D.Lgs. 6-9-1989 n. 322 1 Norme sul Sistema statistico nazionale e sulla riorganizzazione dell'istituto nazionale di statistica, ai sensi dell'art. 24 della L. 23 agosto 1988, n. 400. Pubblicato nella Gazz.

Dettagli

PARTE PRIMA ATTI DELLA REGIONE

PARTE PRIMA ATTI DELLA REGIONE BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 41 DEL 5 SETTEMBRE 2006 1 PARTE PRIMA ATTI DELLA REGIONE REGOLAMENTI DELLA GIUNTA REGIONALE REGOLAMENTO N. 2 del 31 luglio 2006 Regolamento per l accesso

Dettagli

Decreto del Ministro degli affari esteri 30 dicembre 1978, n.4668 bis, Regolamento per il rilascio dei passaporti diplomatici e di servizio.

Decreto del Ministro degli affari esteri 30 dicembre 1978, n.4668 bis, Regolamento per il rilascio dei passaporti diplomatici e di servizio. Decreto del Ministro degli affari esteri 30 dicembre 1978, n.4668 bis, Regolamento per il rilascio dei passaporti diplomatici e di servizio. 1. I passaporti diplomatici e di servizio, di cui all'articolo

Dettagli

Regolamento per il registro delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (D.A.T.)

Regolamento per il registro delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (D.A.T.) Regolamento per il registro delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (D.A.T.) Approvato con deliberazione di Consiglio comunale n. 29 del 09.06.2014 I 20099 Sesto San Giovanni (MI), Piazza della Resistenza,

Dettagli

SEZIONE TERZA. Le fonti degli enti locali

SEZIONE TERZA. Le fonti degli enti locali SEZIONE TERZA Le fonti degli enti locali 2.1. Presentazione di Edmondo Mostacci L insieme delle fonti endogene degli enti locali costituisce un sottoinsieme un microcosmo, secondo la efficace definizione

Dettagli

Corte Europea dei Diritti dell Uomo. Domande e Risposte

Corte Europea dei Diritti dell Uomo. Domande e Risposte Corte Europea dei Diritti dell Uomo Domande e Risposte Domande e Risposte COS È LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL UOMO? Queste domande e le relative risposte sono state preparate dalla cancelleria e non

Dettagli

TRIBUNALE DI PORDENONE. Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267

TRIBUNALE DI PORDENONE. Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267 TRIBUNALE DI PORDENONE Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267 Il Tribunale, riunito in camera di consiglio nelle persone dei magistrati: - dr. Enrico Manzon - Presidente - dr. Francesco

Dettagli

Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE

Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE 7 TH QUALITY CONFERENCE Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE INFORMAZIONI DI BASE 1. Stato: Italia 2. Nome del progetto: La diffusione di Best Practice presso gli Uffici Giudiziari

Dettagli

CODICE FISCALE: DNG LDA 65R17 F205S PARTITA IVA: 12131140159 Corso Matteotti, 56 20081 ABBIATEGRASSO (MI) Tel/Fax: 02.94.60.85.56

CODICE FISCALE: DNG LDA 65R17 F205S PARTITA IVA: 12131140159 Corso Matteotti, 56 20081 ABBIATEGRASSO (MI) Tel/Fax: 02.94.60.85.56 Cosa devo fare per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro se assumo il primo dipendente/collaboratore? Come datore di lavoro devo: 1. valutare i rischi a cui andrà incontro questa persona compiendo il

Dettagli

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti 08 Giugno 2015 Elisa Noto, Mariateresa Villani Sommario La prescrizione breve in materia di rapporto

Dettagli

Consiglio Nazionale del Notariato

Consiglio Nazionale del Notariato Consiglio Nazionale del Notariato REGOLAMENTO DEL FONDO DI GARANZIA DI CUI AGLI ARTT. 21 E 22 DELLA LEGGE 16 FEBBRAIO 1913, N. 89 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI Capo I Istituzione e finalità del Fondo di garanzia

Dettagli

Il Consiglio superiore della magistratura, nella seduta del 6 dicembre 2006, ha adottato la seguente delibera:

Il Consiglio superiore della magistratura, nella seduta del 6 dicembre 2006, ha adottato la seguente delibera: Problematiche relative alla nuova formulazione dell art. 2 Legge Guarentigie. Interpretazione del nuovo testo dell'art. 2 L.G., così come modificato dal D.L.vo n. 109/2006 (Risoluzione del 6 dicembre 2006)

Dettagli

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI. Preambolo

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI. Preambolo Il 10 dicembre 1948, l'assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo completo è stampato nelle pagine seguenti. Dopo questa solenne

Dettagli

Repubblica Italiana Assemblea Regionale Siciliana

Repubblica Italiana Assemblea Regionale Siciliana Repubblica Italiana Assemblea Regionale Siciliana Ambito dell'accesso REGOLAMENTO PER L'ACCESSO AGLI ATTI ED AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA (G.U.R.S. n. 28 del 20/06/2008)

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI. Art. 1 (Disposizioni di carattere generale)

CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI. Art. 1 (Disposizioni di carattere generale) CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI Art. 1 (Disposizioni di carattere generale) 1. I princìpi e i contenuti del presente codice costituiscono specificazioni esemplificative

Dettagli

TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO DEL REGNO DEL MAROCCO SULLA PROMOZIONE E PROTEZIONE DEGLI INVESTIMENTI

TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO DEL REGNO DEL MAROCCO SULLA PROMOZIONE E PROTEZIONE DEGLI INVESTIMENTI TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO DEL REGNO DEL MAROCCO SULLA PROMOZIONE E PROTEZIONE DEGLI INVESTIMENTI Il Governo della Repubblica Italiana ed il Governo del Regno del Marocco (qui

Dettagli

COMUNE DI BRIGNANO GERA D ADDA (Provincia di Bergamo) Regolamento recante la disciplina dei Controlli interni

COMUNE DI BRIGNANO GERA D ADDA (Provincia di Bergamo) Regolamento recante la disciplina dei Controlli interni COMUNE DI BRIGNANO GERA D'ADDA (c_b178) - Codice AOO: AOOBRIGNANOADDA - Reg. nr.0001628/2013 del 18/02/2013 ALLEGATO A alla deliberazione del Consiglio comunale n. 2 del 04.02.2013 COMUNE DI BRIGNANO GERA

Dettagli

Il Ministro della Pubblica Istruzione

Il Ministro della Pubblica Istruzione Prot. n. 30/dip./segr. Roma, 15 marzo 2007 Ai Direttori Generali Regionali Loro Sedi Ai Dirigenti degli Uffici scolastici provinciali Loro Sedi Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano

Dettagli

Testo estratto dagli archivi del sistema ItalgiureWeb del CED della Corte di Cassazione

Testo estratto dagli archivi del sistema ItalgiureWeb del CED della Corte di Cassazione Testo estratto dagli archivi del sistema ItalgiureWeb del CED della Corte di Cassazione LEGGE 20 FEBBRAIO 1958, n. 75 (GU n. 055 del 04/03/1958) ABOLIZIONE DELLA REGOLAMENTAZIONE DELLA PROSTITUZIONE E

Dettagli