Indice. 1 Notizia di reato: contenuto, destinatari, modalità di acquisizione

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1 INSEGNAMENTO DI PROCEDURA PENALE II LEZIONE I NOTIZIA DI REATO E INDAGINI DI POLIZIA GIUDIZIARIA PROF. GIUSEPPE SACCONE

2 Indice 1 Notizia di reato: contenuto, destinatari, modalità di acquisizione La denuncia ed il referto Le condizioni di procedibilità: nozione ed effetti La querela La richiesta e l'istanza di procedimento L'autorizzazione a procedere Atti d'indagine esperibili in mancanza di una condizione di procedibilità Rapporti tra polizia giudiziaria e ufficio del pubblico ministero: dipendenza funzionale e direttive impartite dal titolare delle indagini Dipendenza funzionale ed autonomia investigativa della polizia giudiziaria; attività d iniziativa ed attività delegata Atti tipici ed attività atipiche: premessa L'identificazione della persona nei cui confronti si svolgono le indagini e delle persone in grado di riferire circostanze utili alla ricostruzione dei fatti L assunzione di informazioni Le dichiarazioni spontanee rese dall indagato Gli accertamenti urgenti La perquisizione d iniziativa Il sequestro d urgenza Le attività sotto copertura di 2

3 1 Notizia di reato: contenuto, destinatari, modalità di acquisizione Le indagini preliminari danno avvio alla prima fase del procedimento penale. Questa ha inizio nel momento in cui una notizia di reato pervenga alla polizia giudiziaria o al pubblico ministero e termina quando quest ultimo eserciti l azione penale o, in alternativa, ottenga dal giudice per le indagini preliminari l archiviazione richiesta ( 1 ). Preliminarmente è necessario accertare cosa debba intendersi per notizia di reato e quando essa debba reputarsi acquisita. Non può ancora parlarsi di notizia di reato quando: a) si sia in presenza di generici sospetti, mere illazioni, congetture, teoremi investigativi: frammenti d'informazioni o supposizioni capaci a generare, per intrinseca vaghezza ed indefinibilità, solo inutili e dispendiose attività; b) quando si versi ancora in una fase di rilevazione, verifica o controllo di elementi fattuali di cui occorra definire la eventuale rilevanza penalistica. Assume configurazione di notitia criminis l'informazione, scritta o orale, di un fatto nel quale siano ravvisabili elementi costitutivi di un reato ( 2 ), sicchè dall informazione appresa possa pervenirsi alla individuazione degli elementi costitutivi di una fattispecie criminosa nonché alla individuazione di fonti di prova (artt. 332, 347). Può tuttavia avvenire che il fatto oggetto della notizia delittuosa, pur risultando sufficientemente delineato nelle sue modalità e, pertanto, corrispondente - dal punto di vista oggettivo - ad una determinata fattispecie criminosa, non sia, tuttavia, attribuibile direttamente ad uno o più soggetti, essendone ignoto l'autore. Egualmente viene a configurarsi una notizia di reato, purché oggetto dell'informativa sia un fatto specifico, che fornisca idoneo spunto all'avvio dell'indagine investigativa. ( 1 ) Le indagini preliminari sono collocate nel procedimento, e non nel processo, perché sono svolte dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria prima dell esercizio dell azione penale. Se le indagini preliminari fanno emergere elementi idonei a sostenere un accusa in giudizio nei confronti della persona cui è attribuito il reato, al termine di esse il pubblico ministero esercita l azione penale nei confronti dell indagato chiedendone al giudice per le indagini preliminari il rinvio al giudizio (salvo i casi di citazione diretta a giudizio). ( 2 ) Le componenti del fatto penalmente rilevante vengono, invero, concordemente identificate in un elemento oggettivo - condotta, commissiva od omissiva, legata da un nesso di causalità ad un evento, inteso in senso, ora naturalistico, ora, giuridico - e in un elemento soggettivo che, nella forma tipica, è doloso e, in casi eccezionali, colposo o preterintenzionale. 3 di 3

4 Destinatario naturale della notizia di reato è il pubblico ministero, titolare dell azione penale, nonché la polizia giudiziaria il cui compito primario, peraltro, è quello di prendere, anche d'iniziativa, notizia dei reati (art. 55). In ordine alle modalità di acquisizione, giova distinguere tra ricezione ed apprendimento diretto: il pubblico ministero e la polizia giudiziaria non solo ricevono le notizie di reato ad essi presentate o trasmesse ma ne assumono, altresì, di propria iniziativa (art. 330). Ricevuta o acquisita e subito inscritta nel relativo registro (art. 355 comma 1), la notitia delicti è, dunque, l embrione dell ipotetica domanda penale. In caso di ricezione, la fonte della informazione delittuosa è qualificata, nel senso che i parametri di riconoscibilità ed individuazione della stessa risultano tassativamente e tipicamente previsti: denuncia, nei suoi due tipi, referto (artt. 331, 334) nonché querela, istanza, richiesta di procedimento ed autorizzazione a procedere, atteso che tali atti, oltre a costituire condizioni di procedibilità, contengono, altresì, notizia di reato qualificata (artt. 336, 346). Nell ipotesi di apprendimento diretto o acquisizione d iniziativa, il veicolo e la fonte della informazione raccolta non sono qualificati, ragion per cui esigeranno, a seconda della loro natura, un complesso di verifiche prima che l informazione assurga a notizia di reato in senso tecnico. Quando questa sia configurabile, viene dunque tecnicamente denominata notizia non qualificata di reato, poichè, anche se in forme atipiche, porta ugualmente a conoscenza l autorità giudiziaria dell esistenza di fatti delittuosi da accertare. Fonte di notizia non qualificata o atipica può essere: a) la informazione occasionale, ad esempio la notizia proveniente da organi di stampa o da mezzi audiovisivi, oppure la informazione acquisita in ambito familiare, la voce pubblica ( 3 ); b) la denuncia anonima, formulata oralmente - ad esempio per telefono - o mediante uno scritto, seppure provvisto di sottoscrizione apocrifa, o mediante altro documento che rappresenti fatti, persone o cose - mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o altro mezzo - nella quale vengano fornite notizie per l accertamento di un reato o dei suoi autori. La denuncia anonima, di regola non acquisibile agli atti del procedimento né processualmente utilizzabile non potendosene stabilire la paternità, diviene tuttavia fonte di notizia solo nell ipotesi in cui costituisca corpo del ( 3 ) Si consideri, in proposito, l ipotesi in cui agenti di polizia giudiziaria tramite i normali servizi di vigilanza e controllo rilevino la presenza di vetture appartenenti a pregiudicati per gioco d azzardo nei pressi di un circolo ricreativo e che, quindi, sospettino l esistenza in quei locali di una bisca clandestina. In tal caso il rilievo, non possedendo in sé i parametri di riconoscibilità della notizia di reato, non determinerà obbligo di informativa nei 4 di 4

5 reato o si accerti provenire dallo stesso imputato, cessando così di essere anonima (ad esempio, denuncia anonima calunniosa della quale l imputato è stato identificato quale autore, art. 240); c) le delazioni confidenziali pervenute alla polizia giudiziaria tramite informatori o confidenti, i quali si limitano a fornire segnalazioni in merito alla commissione di fatti delittuosi ed ai loro autori, in forma segreta senza apparire poi nel procedimento. Una tale fonte è assimilabile allo scritto anonimo, poiché il suo autore, restando di norma ignoto, non potrà assumere il ruolo di testimone. Informazioni siffatte, pertanto, servono solo a dare impulso alla fase investigativa, non potendo essere processualmente utilizzate (ad esempio dal giudice ai fini dei provvedimenti richiestigli dal pubblico ministero: è il caso dei provvedimenti di autorizzazione ad effettuare intercettazioni telefoniche, che non possono fondarsi su informazioni acquisite da confidenti); d) le informazioni derivanti da fonti di prova non utilizzabili, in quanto raccolte in violazione delle prescrizioni processuali (si pensi all interrogatorio di un indagato eseguito dalla polizia giudiziaria senza la presenza del difensore, all uso nei confronti dell indagato o di persone informate sui fatti di strumenti che ne ledono la libertà morale, come la macchina della verità o la narcoanalisi o l ipnosi). La mancata o limitata efficacia probatoria dell atto non toglie che il suo contenuto possa essere valutato ed adottato come fonte di informazione ed impulso investigativo ogniqualvolta si riferisca a reati da accertare; anche in tal caso saranno le fonti di prova eventualmente raccolte nel corso dell indagine a sostanziare la notizia di reato da comunicare al pubblico ministero ( 4 ). Come già rilevato, il pubblico ministero e la polizia giudiziaria, non hanno solo il dovere di acquisire notizia dei reati di propria iniziativa, ma anche quello di ricevere le notizie di reato presentate o trasmesse a norma degli articoli 331 e ss. Tassativamente previste e disciplinate, esse vengono tradizionalmente definite fonti qualificate di notizia del reato: denuncia, referto e, quali condizioni di procedibilità, querela, istanza, ed autorizzazione a procedere (quest ultime espressamente contemplate negli artt del titolo III del libro quinto). Tra le notizie di reato qualificate, la denuncia ed il referto assumono finalità meramente informativa, mentre la querela, la richiesta l istanza e l autorizzazione a procedere confronti del titolare delle investigazioni: esso può dar luogo soltanto ad attività extraprocedimentali quali pedinamenti, appostamenti et similia sollecitando, semmai, lo sviluppo di indagini future. ( 4 ) Oltre che nell ipotesi dell art. 347, il codice prevede casi particolari di informative al pubblico ministero collegate ad una notizia di reato: art. 386 c.p.p., arresto in flagranza e fermo; art. 268 comma 4, trasmissione dei verbali e delle registrazioni delle intercettazioni telefoniche; art. 349 commi 5 e 6, accompagnamento per l identificazione; art. 352 comma 4, trasmissione del verbale di perquisizione; art. 353, trasmissione di plichi o corrispondenza; art. 355, trasmissione del verbale di sequestro. 5 di 5

6 condizionano, con riferimento ai reati per i quali sono previste, la procedibilità, e cioè l esercizio dell azione penale ovvero, a secondo dei casi, il compimento degli atti di indagine preliminare, costituendone presupposto essenziale. 6 di 6

7 2 La denuncia ed il referto La denuncia è l atto col quale si porta a conoscenza l autorità giudiziaria pubblico ministero od ufficiale di polizia giudiziaria di un fatto nel quale siano ravvisabili gli estremi di un reato perseguibile d ufficio ( 5 ). Può essere presentata da qualsiasi persona che abbia avuto notizia di un reato (sia essa un cittadino italiano, uno straniero o perfino lo stesso autore del fatto illecito) e deve contenere l indicazione del giorno dell acquisizione e l esposizione degli elementi essenziali del fatto, delle fonti di prova già note e, quando sia possibile, delle generalità della persona alla quale il fatto venga attribuito, della persona offesa e di coloro che siano in grado di riferire su circostanze rilevanti per la ricostruzione dell'episodio delittuoso (art. 332). Di regola la denuncia è facoltativa (art. 331 c.p.p.); essa è rimessa al senso civico della persona. In talune ipotesi, tuttavia, la denuncia costituisce, per persone che svolgono determinate funzioni o professioni o in talune specifiche circostanze, un obbligo penalmente sanzionato (art. 331 e 334). Denuncia da parte di pubblici ufficiali e incaricati di un pubblico servizio: legittimazione: autore può essere solo il pubblico ufficiale (357) o la persona incaricata di pubblico servizio (358), ossia soggetti che non svolgono funzioni di polizia giudiziaria (invero, il pubblico ufficiale denunciante non deve appartenere alla polizia giudiziaria: per quest ultima, infatti, l obbligo di riferire la notizia di reato è disciplinato dall art. 347) ( 6 ); obbligatorietà per i reati perseguibili di ufficio appresi nell esercizio od a causa delle funzioni: ricorre obbligo di presentare denuncia (l'omissione o il ritardo nella presentazione sono previste dalla legge come reato ai sensi dell art. 361 c.p.) quando vi sia una determinata relazione fra la funzione ed il servizio svolto e l apprensione della notizia delicti, avvenuta o nell esercizio delle funzioni (e cioè durante l orario di lavoro) o a causa della funzione o del servizio ( 7 ). L obbligo scatta quando la notizia concerna un reato procedibile non a querela. Nell ipotesi in cui il ( 5 ) Per reato perseguibile d'ufficio s'intende il fatto per cui il magistrato del pubblico ministero promuove l azione penale senza attendere che si realizzi - per scelta dei titolari del relativo diritto o per determinazione di organi o autorità statuali - la condizione di procedibilità, alla cui esistenza, in altri casi, è subordinato l'esercizio dell'azione. ( 6 ) Tra i pubblici ufficiali vanno compresi pure i magistrati che svolgono una funzione giurisdizionale: se nel corso di un procedimento civile o amministrativo emerge un fatto nel quale sia configurabile un reato perseguibile d'ufficio, l'autorità giudiziaria procedente dovrà redigere e trasmettere, senza ritardo, la denuncia al magistrato del pubblico ministero (art. 331 comma 4). ( 7 ) Si pensi ad esempio al caso in cui, una persona riferisca ad un insegnante di scuola pubblica, ancorchè fuori dell orario di lavoro, che una sua allieva subisca maltrattamenti in famiglia. 7 di 7

8 soggetto abbia avuto notizia del reato non nell esercizio o a causa delle funzioni o del servizio, avrà, invece, mera facoltà di presentare denuncia come privato (art. 333); presentazione o trasmissione: al pubblico ministero o ad un ufficiale di polizia giudiziaria, il quale provvederà a trasmetterla, entro quarantotto ore dalla ricezione, al pubblico ministero unitamente agli atti d indagine eventualmente compiuti (v. informativa al pubblico ministero); termine: la presentazione o trasmissione della denuncia deve avvenire senza ritardo (il ritardo configura un ipotesi delittuosa) e dunque senza che siano frapposti indugi che non quelli derivanti da circostanze obiettive e legittime; forma: scritta. Denuncia da parte di privati (art. 333 c.p.p.): legittimazione: alla presentazione della denuncia è legittimata qualunque persona, non occorrendo che si tratti necessariamente della persona offesa dal reato; facoltatività: di regola la presentazione della denuncia è espressione di un potere attribuito a qualunque persona e non rappresenta l esecuzione di un obbligo alla medesima imposto. E tuttavia da rilevare che in certi casi quelli nei quali lo Stato vuol rendere più incisivo, mediante la previsione di una sanzione, il dovere di collaborazione dei privati alla scoperta dei reati ed alla loro repressione la denuncia è obbligatoria. Nei casi di seguito tassativamente elencati, pertanto, incombe sul privato un vero e proprio obbligo di denuncia, penalmente sanzionato: a) per il cittadino italiano che abbia avuto notizia di un delitto contro la personalità dello Stato per il quale sia prevista la pena dell ergastolo (art. 364); b) per chiunque abbia ricevuto in buona fede monete contraffatte o alterate, c) per chiunque abbia ricevuto o acquistato o comunque ricevuto cose provenienti da delitto senza conoscerne o sospettarne la provenienza; d) per chi abbia notizia che nel luogo da lui abitato si trovino materie esplodenti o rinvenga esplosivi di qualunque natura; e) per chi abbia subito il furto o sia incorso nello smarrimento di armi, parti di esse o esplosivi di qualunque natura; f) per il privato che abbia proceduto ad arresto di persona colta in flagranza di un delitto perseguibile d'ufficio; 8 di 8

9 presentazione e trasmissione: al pubblico ministero o ad ufficiale di polizia giudiziaria (l ufficiale di polizia giudiziaria ricevente deve informare per iscritto entro quarantotto ore il titolare delle indagini v. informativa di reato); termine: apposite disposizioni stabiliscono il termine entro il quale deve essere presentata, diversamente dall ipotesi di denuncia facoltativa per la quale nessun termine di presentazione è previsto; forma: può essere proposta personalmente o a mezzo di procuratore speciale, per iscritto o oralmente. In tal caso sarà redatto verbale di ricezione dal pubblico ufficiale ricevente, regolarmente sottoscritto dal denunciante. La sottoscrizione è requisito di forma essenziale; irrevocabilità: essendo la denuncia un atto puramente informativo di un reato perseguibile d ufficio, una volta presentata all autorità giudiziaria, la eventuale diversa volontà del denunciante non ha più alcun potere ostacolante in ordine allo svolgimento delle indagini preliminari. Denuncia da parte degli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria o informativa della notizia di reato. Tipo qualificato di denuncia, si contraddistingue per quanto attiene al soggetto legittimato a trasmetterla (la polizia giudiziaria e non, genericamente, un pubblico ufficiale) e per quanto concerne i tempi della trasmissione: legittimazione: ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, data la particolare qualifica rivestita, sono tenuti ad informare il pubblico ministero di tutti i reati procedibili d ufficio dei quali siano venuti comunque a conoscenza (art. 361, comma 2 c.p.), quindi anche fuori dal servizio svolto; termine: il termine entro cui va adempiuto l obbligo di trasmettere l informativa non è unico, bensì varia in relazione a determinate situazioni, specificamente previste dall art Di regola, le disposizioni normative pongono obbligo di riferire la notizia di reato senza ritardo e per iscritto al pubblico ministero. Sono previste, tuttavia, alcune eccezioni. L informativa deve essere data immediatamente anche in forma orale allorchè sussistano ragioni di urgenza o quando si tratti di delitti di particolare gravità o di particolare natura, in specie quelli di criminalità organizzata (art. 347, comma 3). Il termine di trasmissione è fissato nelle quarantotto ore, nel caso in cui la polizia giudiziaria abbia compiuto atti per i quali sia prevista l assistenza del difensore dell indagato (art. 347, comma 2-bis). Infine, anche l avvenuto arresto in flagranza impone alla polizia giudiziaria l obbligo di informare immediatamente il pubblico ministero (art. 386, comma 1). 9 di 9

10 Il referto è la particolare forma di denuncia cui sono obbligatoriamente esposti gli esercenti una professione sanitaria. Si caratterizza per i seguenti principi: tipicità: ne può essere autore solo l esercente una professione sanitaria (art. 365) come il medico, il farmacista, l infermiere diplomato, l assistente sanitario, il veterinario; obbligatorietà: viene redatto quando il soggetto, nell esercizio della professione sanitaria, abbia prestato la propria assistenza (prestazione continuativa) od opera (prestazione singola) in casi che possano presentare i caratteri di un delitto procedibile d ufficio. La disposizione normativa contenuta nell art. 365 comma 2, tuttavia, stabilisce l insussistenza dell obbligo di referto qualora la segnalazione sanitaria esponga la persona assistita a procedimento penale: le esigenze della giustizia vengono subordinate alla necessità che l assistenza sanitaria non trovi ostacolo nel timore che, richiedendola, si possa venire esposti a procedimento penale. Ne consegue che il sanitario non è tenuto a presentare referto quando reputi certo o probabile che la persona assistita venga resa oggetto di indagini come autore di un reato (ad es. rissa). Di talchè possa concludersi che in tale specifico caso gli esercenti la professione sanitaria abbiano non l obbligo ma la facoltà di presentare referto; presentazione e trasmissione: al pubblico ministero o a qualsiasi ufficiale di polizia giudiziaria del luogo in cui il sanitario abbia prestato la propria assistenza od opera o, in loro mancanza, all ufficiale di polizia giudiziaria più vicino; termine: entro 48 ore dall assistenza od opera e, se vi sia pericolo nel ritardo, immediatamente; forma: scritta; contenuto: il referto deve indicare la persona alla quale sia stata prestata assistenza e, se possibile, le generalità, il luogo in cui la medesima attualmente si trovi, e quanto altro valga ad identificarla, il luogo, il tempo e le altre circostanze dell intervento (se ad esempio l assistito si sia prodotto lesioni cadendo accidentalmente dalle scale oppure spintovi da qualcuno). Nelle medesime rientrano anche le indicazioni circa le dichiarazioni della persona che ha richiesto l assistenza quando sia diversa da quella effettivamente assistita ( 8 ). Il referto, inoltre, non deve solo fornire le notizie che servano a stabilire le circostanze del fatto delittuoso ma, altresì, quelle relative ai mezzi con i quali il medesimo sia stato commesso e gli effetti cagionati o cagionabili. ( 8 ) Si pensi ai casi in cui l assistito giunga in stato comatoso accompagnatovi da qualcuno oppure non sia personalmente in grado di fornire indicazioni sulle circostanze del fatto, perchè colpito da amnesia provocata dallo shock subito: anche in tal caso potrebbe essere l accompagnatore a fornire informazioni e dettagli. 10 di 10

11 3 Le condizioni di procedibilità: nozione ed effetti L azione penale è per sua natura obbligatoria, sia nel momento del suo inizio sia in quello della prosecuzione (irretrattabilità). La statuizione di un obbligo di esercitare l azione penale tutela soprattutto l interesse della collettività a far sì che tutti coloro ritenuti meritevoli di una pena, tale pena abbiano applicata: se la scelta sull agire o no fosse insindacabile, il p.m. sarebbe padrone della norme penali, contro l assioma che ogni reo debba essere punito (F. Cordero). Tuttavia, in ordine a talune fattispecie delittuose il pubblico ministero non è gravato dall obbligo di procedere; piuttosto gli è precluso ogni atto persecutorio fino a quando non sopraggiungano determinate condizioni, finalizzate alla rimozione dell ostacolo all'esercizio dell'azione penale nei confronti di chi si assume essere autore di un fatto penalmente rilevante. E questo il senso della previsione secondo cui l'azione penale è esercitata d'ufficio (automaticamente ed obbligatoriamente una volta acquisita notizia delicti), quando non sia necessaria la querela, la richiesta, l'istanza o l'autorizzazione a procedere (art. 50, comma 2 c.p.p.) Si tratta di manifestazione di volontà promananti dalla persona offesa dal reato - espressa con le forme del negozio giuridico (querela, istanza di procedimento) - o provenienti dall'autorità governativa o da altri organi dello Stato ed espressa con le forme dell'atto amministrativo (richiesta di procedimento) oppure del provvedimento amministrativo (autorizzazione a procedere): talune condizionano solo la promozione dell azione (istanza e richiesta); le altre sia la promozione che la prosecuzione (querela ed autorizzazione). 11 di 11

12 4 La querela La querela è la dichiarazione, contenuta in un atto o resa oralmente e raccolta a verbale da chi la riceve, con la quale il titolare del diritto - personalmente o a mezzo di procuratore speciale - manifesta volontà che si proceda in ordine ad un fatto previsto dalla legge come reato (art. 336). E chiara la differenza rispetto alla denuncia: quest ultima può essere presentata da chiunque (non solo dalla persona offesa) e, proprio per questo, non deve necessariamente contenere la manifestazione di volontà che si proceda in ordine al fatto che si assume criminoso; è sufficiente la notizia di un eventuale delitto. Legittimazione. Il diritto di querela compete alla persona offesa da un reato per il quale non debba procedersi d ufficio o dietro richiesta o istanza e, quindi al titolare dell interesse protetto dalla norma penale ed offeso dal reato. Tale posizione soggettiva tuttavia non necessariamente coincide con quella del danneggiato, al quale spetta il diritto al risarcimento dei danni derivanti dal fatto illecito ed all esercizio dell azione civile nel processo penale. Qualora invece, titolarità ed esercizio del diritto di querela confluiscano in capo allo stesso soggetto la proposizione della querela non vale ad ottenere anche le restituzioni o il risarcimento del danno; per far valere questo ulteriore diritto, l'offeso - in qualità di danneggiato - deve partecipare al processo penale assumendovi la veste di parte civile. Il diritto di querela viene esercitato direttamente dalla persona offesa che ne abbia titolarità. In taluni casi, però, il titolare del diritto di querela lo esercita a mezzo di un rappresentante volontario (procuratore speciale) o legale. La rappresentanza legale è prevista nel caso di incapacità del titolare del diritto di querela e precisamente: a) per il minore degli anni quattordici e l interdetto per infermità di mente, rispettivamente, rappresentati dal genitore e dal tutore; b) per i minori che abbiano compiuto gli anni quattordici e gli inabilitati, i quali possono esercitare personalmente il diritto di querela; l art. 120 comma 3, tuttavia, ne consente l esercizio, in loro vece, al genitore, al tutore o al curatore, nonostante ogni contraria dichiarazione di volontà, espressa o tacita, del minore o dell inabilitato; c) per le persone non interdette, ma inferme di mente e per quelle minori degli anni quattordici o interdette per infermità di mente, nell ipotesi di mancanza del rappresentante legale o di conflitto di interessi, l esercizio del diritto di querela compete ad un curatore speciale (art. 121 c.p.), nominato con le forme previste dall art. 338 c.p.p. 12 di 12

13 Presentazione. Va fatta al pubblico ministero, ad un ufficiale di polizia giudiziaria e, all estero, ad un agente consolare. La dichiarazione di querela può essere presentata ma anche recapitata da un incaricato o spedita per posta in piego raccomandato, purchè la sottoscrizione sia autenticata. L autorità ricevente deve provvedere all attestazione della data e del luogo della presentazione, all identificazione della persona che propone la querela ed alla trasmissione degli atti all ufficio del pubblico ministero (art. 347). La querela può essere proposta, eccezionalmente, in forma orale anche mediante dichiarazione resa ad un agente di polizia giudiziaria presente sul luogo, in caso di flagranza di delitto per il quale l arresto sia obbligatorio (art. 380 com. 3) o facoltativo (art. 381 com. 3). Di questa dichiarazione dovrà essere dato atto nel verbale di arresto. Termine. Il diritto di querela deve essere esercitato, a pena di decadenza, entro tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce reato e la decorrenza del termine può, dunque, non coincidere con il giorno di consumazione del reato. Quando venga nominato un curatore speciale (v. sopra) il termine decorre dal giorno in cui a tale curatore sia notificato il provvedimento di nomina (art. 338 c.p.p.); nell ipotesi di delitti contro la libertà sessuale il termine è fissato in sei mesi (art. 609 septies, comma 2, c.p.). Forma. La querela può assumere forma orale (v. lett. c) o scritta. Nel primo caso sarà redatto verbale dall autorità che la riceva ( artt. 357 com. 2 lett. a e 373 com. 1 lett. a) ed esso sarà sottoscritto dal querelante o dal procuratore speciale, mentre nel secondo caso l atto di querela dovrà essere sottoscritto dall una o dall altra di tali persone. Contenuto. II contenuto minimo dell'atto di querela è la manifestazione di volontà di voler perseguire l'autore del reato. L'offeso dal reato che assume l'iniziativa, atteso che la stessa querela funge da veicolo di una notitia crimins, deve tuttavia avere cura di fornire agli organi delle investigazioni un'informativa quanto più possibile completa ed articolata seppure non siano previste regole particolari o formule sacramentali in ordine al contenuto dell atto di querela. E essenziale, comunque, che oltre ad essere indicato il fatto-reato (con le ulteriori notizie circa il suo autore e le fonti di prova) risulti dalla querela la manifestazione di volontà del querelante affinché si proceda penalmente. Disponibilità. Il diritto a proporre querela è un diritto disponibile: può non essere esercitato o non essere coltivato dopo il suo esercizio. Nel primo caso, si è in presenza di vera e propria rinuncia all'esercizio del diritto; nel secondo, si utilizza il rimedio della remissione della querela proposta. 13 di 13

14 La rinuncia è l atto irrevocabile con cui la persona offesa, prima di aver proposto querela, manifesta la volontà che non si proceda in ordine al reato subìto (atto abdicativo cui segue l estinzione del potere e sarebbe inefficace l eventuale querela proposta poi, F. Cordero). La rinuncia è atto altresì incondizionato, nel senso che non produce effetti se sottoposta a termini o condizioni (art 339). La rinuncia può essere espressa o tacita (art. 339). La rinuncia espressa è fatta personalmente o a mezzo di procuratore speciale, con dichiarazione sottoscritta, rilasciata all interessato o a un suo rappresentante; la dichiarazione può essere fatta anche oralmente ad un ufficiale di polizia giudiziaria o ad un notaio, i quali, accertata l identità del rinunciante, redigono verbale che non produce effetti se non sottoscritto dal dichiarante. La rinuncia tacita ricorre quando chi ha facoltà di proporre querela abbia compiuto fatti univocamente incompatibili con la volontà di denunciare fatti criminosi (ad esempio pubblica riconciliazione fra offeso ed offensore o manifestazioni di affetto fra i medesimi). La remissione è atto irrevocabile ed incondizionato mediante cui la persona offesa, dopo aver proposto querela, manifesta la volontà che non si proceda oltre per il fatto delittuoso. Una eccezione alla revocabilità della querela è prevista, nel codice penale (art. 542 co. 2) per i delitti contro la libertà sessuale previsti agli articoli e per quello di corruzione di minorenni: in tali ipotesi, una volta proposta, la querela non può più essere revocata. Inoltre la remissione può essere fatta o accettata personalmente o a mezzo di procuratore speciale, con atto scritto oppure orale; può anche essere tacita e cioè consistere in fatti o condotte oggettivamente univoci, incompatibili con la volontà di persistere nella querela e può intervenire fino a quando sia stata pronunciata sentenza definitiva di condanna. Infine va precisato che: a) la querela può essere rimessa dagli eredi, purchè tutti vi consentano, qualora il querelante sia deceduto dopo la proposizione della querela; b) per i minori degli anni quattordici e per gli interdetti per infermità di mente, il diritto di remissione è esercitato da chi legalmente li rappresenti (genitore, tutore, curatore secondo i casi); c) le spese del procedimento sono a carico del remittente, salvo che nell atto di remissione sia stato convenuto che siano in tutto o in parte, a carico del querelato; d) la remissione deve essere accettata, atteso che, come ogni negozio bilaterale, implica un accordo querelante-querelato e, dunque, esige volontà manifestate da parte di entrambi ( 9 ). ( 9 ) Invero, poiché la persona querelata ha interesse, se innocente, a dimostrare, attraverso il processo, la completa estraneità al fatto delittuoso ascrittole, potrebbe non convenire riguardo all opportunità di accogliere la formulata remissione di querela. 14 di 14

15 5 La richiesta e l'istanza di procedimento L istanza (art. 341) è condizione di procedibilità analoga alla querela, tanto che la sua proposizione prevede, in parte, le medesime forme. Essa consiste nella manifestazione di volontà con la quale la persona offesa chiede che si proceda contro i responsabili di taluni specifici delitti commessi all estero dal cittadino o dallo straniero (artt. 9 e 10 c.p.), punibili d ufficio se commessi nel territorio dello Stato. Affinché possa essere presentata istanza è presupposto indispensabile che la persona nei cui confronti venga proposta si trovi nel territorio dello Stato. I delitti in questione sono: a. delitti comuni commessi dal cittadino all estero per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione inferiore nel minimo a tre anni; b. delitti comuni commessi da uno straniero all estero in danno di un cittadino italiano per i quali la legge stabilisce la pena dell ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo ad un anno. L istanza non può essere proposta decorsi tre mesi dal giorno in cui la persona offesa ha avuto notizia del fatto costituente reato ai suoi danni, né quando la punibilità di un reato commesso all estero dipenda anche dalla presenza del colpevole nel territorio dello Stato decorsi tre anni dal giorno in cui il presunto autore del reato si trovi in territorio italiano (artt. 130, 128 c.p.). L istanza è irrevocabile e si estende automaticamente a tutti coloro che hanno commesso il reato e se più sono le persone offese è sufficiente per la procedibilità la presentazione dell istanza da parte di una sola di esse. Per quanto concerne le forme, ed in particolare la capacità, rappresentanza della persona offesa, effetti estensivi nonchè modalità di proposizione, valgono le medesime disposizioni dettate in tema di querela (art. 341; artt. 9, comma 2, 10, comma 1, e 130 c.p.). La richiesta di procedimento (art. 342) consiste anch essa in una manifestazione di volontà punitiva formulata dal ministro di grazia e giustizia nei confronti dell ufficio del pubblico ministero in ordine alla perseguibilità di specifici fatti delittuosi (art. 342). A differenza dell istanza, in cui persona offesa è il privato, la richiesta di procedimento promana da una pubblica autorità; questa deve presentarla sempre in forma scritta direttamente al pubblico ministero e non anche ad un ufficiale di polizia giudiziaria. Sono procedibili a richiesta: 15 di 15

16 i delitti politici commessi all estero dal cittadino o dallo straniero, salvo si tratti di delitti contro la personalità dello Stato: per questi la procedibilità non è subordinata a tale condizione (art. 8 c.p.); i delitti comuni commessi dal cittadino all estero per i quali sia prevista la pena della reclusione inferiore nel minimo a tre anni (art. 9 c.p.) e i delitti comuni commessi all estero da uno straniero nei casi previsti dall art. 10 del codice penale; i delitti previsti dagli art. 7, 8, 9 e 10 c.p. qualora il cittadino o lo straniero sia già stato giudicato all estero (art. 11 c.p.); i delitti punibili a querela della persona offesa che siano stati commessi in danno del Presidente della Repubblica (art. 127 c.p.); i delitti di offesa ai capi, ai rappresentanti ed alla bandiera di Stati esteri (art. 313 com. 4 c.p.). Valgono per il termine, l irrevocabilità e l estensione i principi esposti a proposito dell istanza. 16 di 16

17 6 L'autorizzazione a procedere Costituisce una condizione di promuovibilità dell azione penale e di proseguibilità, nel senso che, a seconda dei casi, l autorizzazione può intervenire per rimuovere l ostacolo iniziale o quello sopravvenuto all esercizio della pretesa punitiva. Anche l autorizzazione (artt ) si risolve in una dichiarazione di volontà di una pubblica autorità (politica od amministrativa), diretta a consentire l esercizio dell azione penale al Pubblico Ministero. Qui la posizione del pubblico ministero appare invertita rispetto alle figure considerate sinora: da destinatario di una domanda (querela, istanza, richiesta), diviene postulante e chiede permesso d agire. Le autorità preposte a concedere l autorizzazione sono: a) le singole Camere: Camera dei deputati se il ministro è un deputato, Senato della Repubblica se il ministro è un senatore ovvero non è un parlamentare (per i reati commessi dal Presidente del Consiglio o dai singoli ministri ); b) la Corte Costituzionale (per i procedimenti a carico dei membri della Corte stessa); c) il ministro della giustizia (per la procedibilità di determinati reati). Quando la necessità dell autorizzazione è determinata dalla natura del reato, si parla di autorizzazione intuitu delicti (es. artt. 8, 9, 10, 313 c.p.); quando è determinata dalla qualità personale dell imputato, si parla di autorizzazione intuitu personae. Nel primo caso (intuitu delicti) l organo preposto (il Ministro) deve valutare l opportunità di dispendio di energie processuali e di utilità per gli interessi dello Stato (es. pregiudizio di rapporti internazionali) derivabile dall eventuale concessione dell autorizzazione all esercizio dell azione punitiva; nel secondo caso gli organi preposti (Camere, Corte Costituzionale) sono investiti dell onere di valutare l opportunità di un eventuale autorizzazione in ragione della delicatezza delle funzioni istituzionali svolte dai soggetti interessati ( 10 ). Invece nell ipotesi ove assumono rilievo le funzioni nonchè attività di carattere pubblicistico svolte dal soggetto attivo del reato, l autorizzazione a procedere esplica efficacia con esclusivo riferimento alla persona per la quale è stata concessa, trattandosi appunto di ( 10 ) E opportuno che il ministro della giustizia - nell ipotesi di delitti contro la personalità dello Stato - o la singola assemblea legislativa o la Corte, in caso di vilipendio diretto nei confronti della prima o della seconda, valutino tutte le implicazioni scaturenti dalla repressione o non repressione del reato (si pensi, ad esempio, ai delitti di offesa all'onore o al prestigio del presidente della Repubblica o quello di vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate e al grave nocumento che potrebbe derivare al prestigio dell'istituzione offesa a causa della pubblica divulgazione dei fatti illeciti, inevitabilmente connessa all avvio di un procedimento penale. 17 di 17

18 provvedimento assunto intuitu personae: è il caso, per esempio, dei reati commessi da ministri o da giudici della Corte costituzionale. In tali casi è la Corte costituzionale a dover valutare l opportunità di autorizzare il procedimento a carico di un suo componente (art. 3 l. cost. 9 febbraio 1948 n. 1), ovvero la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica a doversi pronunziare sulla perseguibilità dei reati attribuiti al Presidente del consiglio dei ministri ed ai ministri nell'esercizio delle loro funzioni (art. 96 Cost.; artt. 5 e 9 1. cost. 16 gennaio 1989, n. 1). L organo competente a formulare richiesta di autorizzazione a procedere è il pubblico ministero: entro trenta giorni dall'iscrizione nel registro delle notizie di reato del nome della persona nei cui confronti si svolgono le indagini; immediatamente e, comunque, prima dell'udienza di convalida, nel caso di arresto in flagranza; prima di esercitare l'azione penale. Se l'autorizzazione, necessaria per promuovere l'azione penale o per proseguire in un'azione già promossa, non sia richiesta entro i termini stabiliti dalla legge o, se richiesta in tempo, non sia concessa dalla competente autorità, il procedimento penale è destinato a concludersi, a seconda della fase in cui si trova, con provvedimento di archiviazione (art. 411), sentenza di non luogo a procedere (art. 425) o di non doversi procedere (art. 529). Nei casi di previsione intuitu personae, la necessità dell'autorizzazione può insorgere dopo l inizio dell azione penale, allorché l imputato solo successivamente ad essa acquisisce la particolare qualità personale. In tale ipotesi, il giudice procedente disporrà la sospensione processuale onde consentire al pubblico ministero di richiedere ed ottenere il provvedimento autorizzativo. In attesa della eventuale concessione dell autorizzazione, non possono disporsi o effettuarsi nei riguardi dell indagato protetto dalla prerogativa dell autorizzazione il fermo, le misure cautelari personali (coercitive o interdittive), le perquisizioni, ispezioni, ricognizioni, individuazioni o i confronti e le intercettazioni. Costituisce tuttavia eccezione l ipotesi in cui il soggetto protetto venga colto nella flagranza di un delitto per il quale sia previsto l arresto obbligatorio: in tal caso sarà consentito eseguire arresti o perquisizioni personali e domiciliari (art. 343). Gli atti investigativi diversi da quelli innanzi specificati, pur in pendenza del procedimento di autorizzazione, possono essere ugualmente compiuti: in particolar modo potrà essere disposta, su richiesta delle parti, l'assunzione dei mezzi di prova per i quali vi sia pericolo di dispersione o d'inquinamento. 18 di 18

19 7 Atti d'indagine esperibili in mancanza di una condizione di procedibilità In mancanza della condizione di procedibilità, ed in attesa del suo sopravvenire, l art. 346 ammette il compimento di atti d indagine preliminare necessari ad assicurare le fonti di prova: ricerca delle cose e tracce pertinenti al reato, nonché dei possibili testimoni (art. 348, comma 2, lett. a e b); fermo su plichi o corrispondenza (art. 353, commi 2 e 3); rilievi sul corpo del reato per evitare che i segni del reato finiscano dispersi ed eventuale sequestro; operazioni tecniche non ripetibili (art. 360). Vari gli atti implicitamente esclusi: fermo; misure cautelari personali; perquisizioni ed ispezioni personali; perquisizioni domiciliari; identificazione della persona sottoposta ad indagini, sommarie informazioni dalla stessa o da possibili testimoni; ricognizione ed individuazione; confronti; intercettazioni di comunicazioni e conversazioni; interrogatorio (salvo che l interessato non lo richieda). Perdipiù, se vi sia pericolo nel ritardo, è consentito assumere fonti di prova mediante l istituto dell incidente probatorio (art. 392 sgg.), allorché ovviamente non siano ricomprese fra quelle vietate, dianzi elencate. In attesa dell autorizzazione, vigono tali regole e valgono anche le deroghe previste nell art. 343, commi 2 e 3 ( 11 ). Con riferimento a tutte le condizioni di procedibilità è prevista la riproponibilità dell azione penale al sopravvenire della condizione, quando, a causa della sua mancanza, s era disposta l archiviazione (art. 41) o erano state pronunciate sentenza di non luogo a procedere in seguito all udienza preliminare (art. 425) o sentenza dibattimentale di non doversi procedere (art. 529). E infine da ricordare che, secondo quanto dispone l art. 405, in pendenza di una condizione di procedibilità il termine per le indagini preliminari decorre dal giorno in cui la querela, l istanza o la richiesta pervengono al pubblico ministero, mentre, qualora sia necessaria l autorizzazione a procedere, il decorso del termine resta sospeso sino a quando la stessa non pervenga al titolare delle indagini preliminari. ( 11 ) Qualora la persona venga colta nella fragranza di un reato per il quale sia imposto l arresto obbligatorio, possono verificarsi due situazioni: di norma, possono essere compiuti sia gli atti diversi che gli atti vietati; possono essere compiuti solo gli atti diversi e, fra gli atti vietati, soltanto l arresto e le perquisizioni personali o domiciliari, quando la persona colta in flagranza sia un membro del Parlamento o della Corte Costituzionale. 19 di 19

20 8 Rapporti tra polizia giudiziaria e ufficio del pubblico ministero: dipendenza funzionale e direttive impartite dal titolare delle indagini. All interno delle indagini preliminari il codice distingue tra attività ad iniziativa della polizia giudiziaria (titolo IV) ed attività del pubblico ministero (titolo V). Magistrato del pubblico ministero e polizia giudiziaria svolgono, «nell'ambito delle rispettive attribuzioni» (art. 326), le indagini necessarie per l assunzione delle determinazioni inerenti all esercizio dell azione penale. Il significato del richiamo alle rispettive attribuzioni lo si coglie nelle norme fondamentali che regolano i rapporti tra i due organi. Per quel che concerne le funzioni attribuite alla polizia giudiziaria (artt. 55 e 326) si rileva come la medesima sia chiamata a compiere tutti gli atti occorrenti per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant altro possa servire per l applicazione delle legge penale. Una volta ricostruito, sia pure nelle linee essenziali, il fatto penalmente rilevante deve, poi, informarne immediatamente l ufficio del pubblico ministero. Il contenimento dei tempi dell'intervento alle prime, immediate indagini preliminari non va letto come un tentativo di reprimere l'iniziativa della polizia giudiziaria, bensì come accorgimento necessario per renderne effettiva la dipendenza funzionale della medesima dall'autorità giudiziaria. Per altro verso, il magistrato del pubblico ministero deve compiere ogni attività che risulti indispensabile per giungere alle determinazioni inerenti all esercizio dell azione penale, compresi accertamenti su fatti e circostanze favorevoli all indagato (art. 358). Per realizzare tale finalità il titolare delle indagini dovrà verificare la fondatezza della notizia delittuosa ricevuta o acquisita; in tale prospettiva si spiega l attribuzione all organo inquirente della disponibilità della polizia giudiziaria (art. 327), che diviene espressione di un rapporto costante di dipendenza funzionale, attuato mediante la statuizione di direttive sia generali, atte a guidare lo svolgimento dell attività generale di polizia giudiziaria che specifiche, in relazione allo specifico atto investigativo. Risultava pressante l'esigenza di non sottrarre troppo a lungo la polizia giudiziaria al controllo dell'ufficio del pubblico ministero, per evitare sconfinamenti di poteri o compimento di attività dirette non soltanto ad individuare ed acquisire le fonti di prova, ma pure a verificarne l'attendibilità. Una esigenza di inquadramento sistematico dell attività della polizia giudiziaria impone, tuttavia, di seguire i parametri fondamentali dettati dagli artt. 55 e 326 in tema di funzioni e finalità delle indagini dalla medesima compiute, tenendo conto del ruolo di direzione e di 20 di 20

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