FINANZIAMENTI AMBIENTALI INCENTIVI DELLO STATO PER L UTILIZZO DI FONTI RINNOVABILI * * *

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1 FINANZIAMENTI AMBIENTALI INCENTIVI DELLO STATO PER L UTILIZZO DI FONTI RINNOVABILI * * * Da oltre un ventennio ormai uno dei traguardi a cui punta la politica energetica dell Unione Europea riguarda lo sviluppo della produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. Determinante è stata l adozione della Direttiva 2001/77/CE con la quale il Parlamento Europeo si pose per il 2020 la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili almeno pari al 22,1%. Solo il 6 aprile del 2009 il Consiglio Europeo ha approvato definitivamente il piano del 2020, noto anche come pacchetto clima energia, obiettivo che prevede il raggiungimento entro il 2020 di una riduzione del 20% delle emissioni di CO2, un aumento del 20% della quota di energia prodotta dalle fonti rinnovabili ed un miglioramento del 20% dell efficienza energetica. Novità della nuova direttiva rispetto alla precedente del 2001 riguarda, oltre l energia elettrica, anche l energie rinnovabili per la produzione del calore e del freddo. La direttiva conferisce all Italia l obiettivo vincolante di produrre una quota di energia rinnovabile pari al 17% dei consumi finali di energia entro il Proprio grazie a tali obblighi il nostro Paese ha sviluppato misure di sostegno in favore dell utilizzo di fonti di energia rinnovabile : - CIP 6 - CERTIFICATI VERDI - TARIFFA ONNICOMPRENSIVA - CONTO ENERGIA PER IL SOLARE FOTOVOLTAICO - CONTO ENERGIA PER IL SOLARE TERMODINAMICO

2 CIP 6 Nel 1992 il CIP - Comitato Interministeriale Prezzi, con delibera n. 6, in attuazione della legge n.9/1991 1, ha definito i prezzi dell energia elettrica relativi a cessione, vettoriamento e produzione per conto dell Enel, ed i parametri relativi allo scambio e condizioni tecniche generali per l assimilabilità a fonte rinnovabile. Il CIP6 è il più veterano tra i meccanismi nazionali di incentivazione delle fonti rinnovabili ad oggi in vigore. È un incentivo generico, diretto a promuovere la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili e assimilate, attraverso la remunerazione dell energia da questi prodotta, ad un prezzo definito. In particolare il CIP6 distingue tre classi di impianti: rinnovabili, convenzionali ed assimilate; per impianti alimentati da fonti assimilate, si intende «quelli di cogenerazione, intesa come produzione combinata di energia elettrica e di calore; quelli che utilizzano calore di risulta, fumi di scarico ed altre forme di energia recuperabile in processi e in impianti; nonché quelli che utilizzano gli scarti di lavorazione e/o di processi e quelli che utilizzano fonti fossili prodotte esclusivamente da giacimenti minori isolati». Per raggiungere le scopo vi sono state in passato numerose convenzioni con l ENEL, la quale con il passare degli anni è stata sostituita, prima dal GRTN 2 e poi dal Gestore dei Servizi Elettrici - S.p.A. (GSE) 3. Quest ultimo dal 2001 ritira e remunera l energia prodotta dagli impianti che beneficiano dell incentivo CIP6, rivendendola poi sia al libero mercato che al mercato vincolato, secondo modalità definite di anno in anno con decreto del Ministero delle Attività Produttive. In particolare dal 2001 al 2004 l assegnazione dell energia CIP6 è avvenuta per bande di potenza di durata annuale agli operatori di mercato in funzione della capacità produttiva garantita in tutte le ore dell anno. Mentre la «capacità residuale» - 1 Legge del 9 gennaio 1991, Norme per l attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia. 2 Gestore del Sistema Elettrico - GRTN S.p.A. 3 Il Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) S.p.A. gestisce lo sviluppo delle fonti rinnovabili attraverso l erogazione di incentivi agli impianti di generazione.

3 intesa come differenza tra l energia complessivamente ritirata dal GSE e l energia assegnata - è stata destinata sempre a copertura del fabbisogno del mercato vincolato. Nel 2005 il Ministero delle Attività Produttive ha modificato le modalità di assegnazione dell energia CIP6, ed il GSE ha offerto l energia CIP6 direttamente sul mercato dell energia, mentre i soggetti assegnatari della capacità CIP6 stipulano con il GSE un contratto per differenza in base al quale ricevono o versano, per le rispettive quote di capacità assegnata, la differenza tra il prezzo medio di mercato (PUN) ed il prezzo di assegnazione fissato di anno in anno. Il Ministero dello Sviluppo Economico dal 2007 ha introdotto un meccanismo di aggiornamento trimestrale del prezzo di assegnazione dell energia CIP6, sulla base della variazione del prezzo medio trimestrale registrato sulla borsa dell energia elettrica. La tariffa CIP6 è strutturata in quattro componenti di costo: - costo evitato di impianto; - costo evitato di esercizio, manutenzione e spese generali connesse; - costo evitato di combustibile; - ulteriore componente, correlata ai maggiori costi delle diverse tipologie di impianto e riconosciuta solo per i primi otto anni di esercizio al fine di coprire i maggiori costi di investimento. Il valore unitario di tale componente è mediamente più elevato per le fonti rinnovabili rispetto alle fonti assimilate. I costi degli incentivi Cip 6 vengono finanziati mediante un sovrapprezzo del 6% del costo dell energia elettrica, che viene addebitato direttamente ai consumatori finali nel conteggio di tutte le bollette. Ad oggi si può affermare che l applicazione del CIP6 ha promosso la realizzazione di impianti per una potenza pari a MW. Sulla questione relativa alle critiche mosse al CIP6 vedi altro articolo dello Studio Legale CNTTV.

4 CERTIFICATI VERDI Il decreto legislativo 16 marzo 1999 (decreto Bersani) ha introdotto i così detti Certificati Verdi. Questa incentivazione impone l obbligo - a carico dei produttori ed importatori di energia elettrica da fonte fossile al di sopra della soglia di 100 GWh/anno - di immettere nella rete elettrica una quota minima di elettricità, prodotta da impianti alimentati da «fonti rinnovabili», ripotenziati o entrati in esercizio dopo il 1 aprile L ambito degli impianti ammessi a godere dei benefici dei Certificati Verdi è stata più volte modificata, fin quando la finanziaria ha ristretto la categoria degli impianti che possono ottenerli, escludendo la parte non biodegradabile dei rifiuti e gli impianti ammessi dalla legge Marzano. Il calcolo della quota a carico dei soggetti onerati viene effettuato sulla base della produzione e delle importazioni effettuate nell anno precedente (da ciò detraendo l elettricità prodotta in cogenerazione, gli autoconsumi, la produzione di impianti di massificazione che utilizzano anche carbone di origine nazionale, nonché le esportazioni). La quota da immettere in rete - inizialmente fissata al 2% - è stata successivamente incrementata (dal 2004 al 2006 dello 0,35% e dal 2007 al 2012 dello 0,75% 5 ). I soggetti onerati possono adempiere ai propri obblighi: a) producendo energia rinnovabile; 4 La finanziaria 2007 recita: «sono fatti salvi i finanziamenti concessi ai soli impianti già autorizzati e di cui sia stata avviata la realizzazione». In particolare, con riferimento ai rifiuti, a seguito dell entrata in vigore della finanziaria 2007, possono godere dei certificati verdi solo gli impianti alimentati da rifiuti totalmente biodegradabili, nonché quelli alimentati da rifiuti parzialmente biodegradabili esclusivamente per la quota di energia prodotta dalla frazione biodegradabile. Tuttavia, la legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge Finanziaria 2008), all art. 2 comma 136 fa salvi i finanziamenti e gli incentivi, concessi, ai sensi della previgente normativa, ai soli impianti realizzati ed operativi. Inoltre, per impianti che non ricadono nella precedente fattispecie, la Legge Finanziaria 2008 prevede all art. 2, comma 137, un eventuale riconoscimento in deroga del diritto agli incentivi, da parte del Ministro dello Sviluppo Economico sentite le Commissioni parlamentari. Sono comunque fatti salvi i finanziamenti e gli incentivi concessi, senza distinzione fra parte biodegradabile e parte non biodegradabile, ad impianti ammessi agli incentivi per motivi connessi alla situazione di emergenza rifiuti che sia stata dichiarata con provvedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri entro il 31 dicembre Infine, per quanto riguarda i CV rilasciati alle c.d. «altre produzioni», malgrado l abrogazione della disposizione della legge Marzano operata dalla finanziaria 2007, sono fatti salvi i diritti acquisiti, per cui essi possono essere utilizzati per ottemperare all obbligo di quota rinnovabile anche relativo agli anni 2008 e Art. 2, comma 146 della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 (finanziaria 2008).

5 b) importando energia rinnovabile dai paesi che adottano analoghi incentivi; c) acquistando, con contratti bilaterali, i certificati rilasciati ad altri produttori di energia da fonte rinnovabile; d) acquistando Certificati Verdi attraverso una procedura di negoziazione presso il Gestore del Mercato Elettrico (GME) 6. I Certificati Verdi vengono emessi dal GSE in favore dei produttori di energia da fonte rinnovabile, su loro richiesta e dopo apposita verifica e qualificazione degli impianti quali «Impianti di produzione energia elettrica alimentati da Fonti Rinnovabili». Il meccanismo è stato sostanzialmente modificato dalla finanziaria , cui è stata data attuazione dal decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 18 dicembre Merita menzionare il «Collegato» alla Finanziaria 2008 che disciplina i cosiddetti «Certificati Verdi agricoli», ovvero legati alla produzione, autorizzata in data successiva al 31 dicembre 2007, da biomasse e biogas da prodotti e sottoprodotti agricoli, di allevamento e forestali, ottenuti nell ambito di intese di filiera o contratti quadro (ai sensi degli articoli 9 e 10 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102), oppure di filiere corte (ottenuti entro un raggio di 70 chilometri dall impianto che li utilizza per produrre energia elettrica). Inoltre, la finanziaria 2008 ed il titolo II del D.M. del 18 dicembre 2008 hanno modificato la struttura di calcolo dei Certificati Verdi entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2007 a seguito di nuova costruzione, rifacimento o potenziamento e per impianti rinnovabili in co-combustione ed hanno stabilito che tali impianti godono di incentivi differenziati per fonte, calcolati in base a coefficienti riferiti alle diverse tipologie. In sostanza, gli impianti entrati in esercizio dopo il 1 gennaio 2008, ricevono un numero di Certificati Verdi pari al prodotto tra la quantità netta di 6 Il Gestore del Mercato Elettrico S.p.A. (GME) e` la società, costituita dal Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale S.p.A. (attualmente Gestore dei Servizi Elettrici - GSE S.p.A.), a cui e` affidato il compito di gestire il mercato organizzato dell elettricità, divenuto operativo dal 31 marzo Legge 24 dicembre 2007, n. 244.

6 energia elettrica prodotta ed il coefficiente, riferito alla tipologia della fonte (vedi tabella 1). Per quanto riguarda, invece, gli impianti entrati in esercizio prima di gennaio 2008, essi ottengono un Certificati Verdi ogni MWhe/anno prodotto (in caso di rifacimento, nuova costruzione o riattivazione). Se gli impianti sono di piccola taglia, possono optare per una tariffa onnicomprensiva (vedi tab. 2, paragrafo seguente), in alternativa ai Certificati Verdi. Il coefficiente moltiplicativo può essere rivisto ogni 3 anni con Decreto ministeriale. Inoltre, la finanziaria 2008 ed il D.M. 18 dicembre 2008 hanno escluso - per gli impianti entrati in esercizio dopo il 31 dicembre la cumulabilità dei Certificati Verdi con altri strumenti economici di sostegno pubblico. Tabella 1 - Coefficiente per il calcolo dell incentivo spettante a ciascuna fonte N. Fonte Coefficiente 1 Eolica per impianti di taglia superiore a 1, kw 1 bis Eolica offshore 1,10 3 Geotermica 0,90 4 Moto ondoso e maremotrice 1,80 5 Idraulica diversa da quella del punto precedente 6 Rifiuti biodegradabili, biomasse diverse da quelle di cui al punto successivo 7 Biomasse e biogas prodotti da attività agricola, allevamento e forestale da filiera corta 8 Gas di discarica e gas residuati dai processi di depurazione e biogas diversi da quelli del punto precedente Fonte: GSE. 1,00 1,10 1,80 0,80

7 Infine, il D.M. 18 dicembre 2008 ha introdotto alcune disposizioni volte a salvaguardare le iniziative già avviate, in caso di eccesso di offerta di Certificati Verdi rispetto alla domanda. Il decreto infatti prevede per ciascun anno del triennio , la facoltà, per i detentori, di cedere al GSE i Certificati Verdi rilasciati per le produzioni degli anni precedenti; il medesimo decreto riconosce inoltre a tali Certificati Verdi un prezzo pari al prezzo medio di mercato del triennio precedente all anno nel quale viene presentata la richiesta di ritiro. TARIFFA ONNICOMPRENSIVA La legge 29 novembre 2007, n. 222 (Collegato alla Finanziaria 2008) e la Legge Finanziaria 2008 per promuovere la produzione di energia rinnovabile da impianti di piccola taglia hanno individuato un nuovo sistema di incentivazione dell energia prodotta da fonti rinnovabili che prevede, in alternativa ai Certificati Verdi, l erogazione di una tariffa comprensiva sia dell incentivazione che del ricavo da vendita dell energia ( Tariffa onnicomprensiva ). Con il D.M. 18 dicembre 2008 e la delibera dell AEEG ARG/elt 1/09 è stata disciplinata l erogazione di tali tariffe, nonché le modalità per lo scambio sul posto e la copertura delle risorse necessarie al GSE per l applicazione del ritiro a tariffa fissa onnicomprensiva. La tariffa onnicomprensiva può essere erogata in conseguenza dell immissione nel sistema elettrico di energia prodotta esclusivamente da fonte rinnovabile con: a) impianti eolici (con potenza nominale media annua non inf. a 1 kw e non sup. a 200 kw); b) impianti alimentati dalle altre fonti rinnovabili, con esclusione della fonte solare (con potenza nominale media annua non inf. a 1 kw e non sup. a 1 MW, purché entrati in esercizio, a seguito di nuova costruzione, potenziamento, rifacimento totale o parziale, o riattivazione, in data successiva al 31 dicembre 2007).

8 Diversamente dal Conto Energia per il fotovoltaico e dai Certificati Verdi, che incentivano tutta l energia prodotta (compresa quella autoconsumata), la Tariffa onnicomprensiva è corrisposta solo per l elettricità effettivamente ceduta alla rete, al netto degli autoconsumi. L esecuzione di interventi di potenziamento o rifacimento su impianti che beneficiano della tariffa fissa onnicomprensiva, a seguito dei quali il limite di potenza nominale media annua risulti superato, comporta la decadenza dal diritto alla tariffa fissa sull intera produzione. In tal caso, il GSE emette a favore del produttore i certificati verdi a decorrere dalla nuova data di entrata in esercizio commerciale dell impianto. Sono esclusi dall applicazione della tariffa fissa onnicomprensiva gli impianti fotovoltaici, che usufruiscono del conto energia. Per accedere all incentivo occorre richiedere al GSE il riconoscimento della qualifica IAFR (impianto alimentato da fonti rinnovabili), entro 3 anni dalla data di entrata in esercizio dell impianto. Prima della fine del periodo di incentivazione, è possibile un solo passaggio da un sistema incentivante all altro e la durata del periodo di diritto al nuovo sistema incentivante è ridotta del periodo già fruito con il precedente sistema. La tariffa è variabile a seconda della fonte e viene calcolata moltiplicando la produzione netta di energia elettrica per le costanti indicate nella tabella 2. La tariffa onnicomprensiva può essere variata ogni tre anni ed è erogata per un periodo di quindici anni, al termine dei quali l energia elettrica prodotta è remunerata, con le medesime modalità, alle condizioni economiche previste dall articolo 13 del Decreto legislativo 29 dicembre 2003, n La tariffa onnicomprensiva garantisce la certezza agli investitori in termini di entità e durata dei ricavi.

9 Tabella 2 - Valori delle tariffe onnicomprensive distinte per fonti N. Fonte Tariffa ( cent/kwh) 1 Eolica per impianti di taglia inferiore a kw 2 Solare * 3 Geotermica 20 4 Moto ondoso e maremotrice 34 5 Idraulica diversa da quella del punto 22 precedente 6 Rifiuti biodegradabili, biomasse diverse 22 da quelle di cui al punto successivo 7 Biomasse e biogas prodotti da attività 30 agricola, allevamento e forestale da filiera corta 8 Gas di discarica e gas residuati dai 18 processi di depurazione e biogas diversi da quelli del punto precedente Fonte: GSE. * Per gli impianti solari si applicano i provvedimenti attuativi dell articolo 7 del D.Lgs. n. 29 dicembre 2003, n. 387 (Conto Energia). CONTO ENERGIA PER IL SOLARE FOTOVOLTAICO È necessario premettere che un impianto fotovoltaico trasforma direttamente l energia solare in energia elettrica; esso è composto essenzialmente da moduli o pannelli fotovoltaici, un inverter, che trasforma la corrente continua generata dai moduli in corrente alternata, e da quadri elettrici e cavi di collegamento. I moduli sono costituiti da celle in materiale semiconduttore e rappresentano la parte attiva del sistema poiché convertono la radiazione solare in energia elettrica. Il «Conto Energia» è un meccanismo di incentivazione esclusivamente diretto alla tecnologia fotovoltaica, che prevede l erogazione ventennale di una tariffa all energia prodotta da impianti collegati alla rete elettrica, con dimensione nominale superiore a 1 kwp e che siano entrati in esercizio dopo il 30 settembre 2005.

10 Tale meccanismo, assimilabile ad un finanziamento in conto esercizio, non prevede alcun contributo per la realizzazione dell impianto, ma remunera solo l energia elettrica prodotta per un certo numero di anni. È stato introdotto dall art. 7 del decreto legislativo n. 387 del 29 dicembre 2003, diventando operativo solo in seguito all entrata in vigore del D.M. attuativo del 28 luglio che ha fissato i tempi e i termini di attuazione - e della Delibera AEEG n. 188/ Il meccanismo viene suddiviso in due periodi: il «Vecchio Conto Energia» - disciplinato dal DM 28 luglio 2005 e dal D.M. 6 febbraio ed il «Nuovo Conto Energia», previsto dal D.M. del 19 febbraio 2007, entrato in vigore in seguito alla definizione delle condizioni e modalità per l erogazione delle tariffe incentivanti, effettuata dalla delibera dell AEGG n. 90/ , in data 13 aprile Titolari degli impianti possono essere persone fisiche o giuridiche, soggetti pubblici, condomini di unità abitative e di edifici. Gli incentivi vengono erogati dal GSE - in seguito alla stipula di una convenzione - e sono calcolati dal momento dell entrata in esercizio dell impianto. Per quanto riguarda gli impianti di dimensioni minori, questi possono utilizzare un meccanismo di scambio sul posto. Questo è un servizio - erogato, su richiesta del titolare dell impianto, dal GSE - che consiste nell operare un saldo annuo tra l energia elettrica immessa in rete e l energia elettrica prelevata dalla rete, nel caso in cui il punto di immissione e di prelievo dell energia elettrica dalla rete coincidano. Qualora il saldo annuale risulti maggiore di zero, questo è riportato a credito per la compensazione, in energia, di un eventuale saldo negativo relativo all anno successivo. Possono avvalersi di tale meccanismo gli impianti alimentati da fonti rinnovabili e di cogenerazione ad alto rendimento con potenza fino a 200 kw. 8 Decreto del Ministero delle Attività Produttive (MAP) di concerto con il Ministero dell Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare «Criteri per l incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare» del 28/07/ Decreto del Ministero delle Attività Produttive (MAP) di concerto con il Ministero dell Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare «Criteri per l incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare» del 6 febbraio Delibera AEEG del 13 aprile 2007, n. 90 «Attuazione del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 19 febbraio 2007, ai fini dell incentivazione della produzione di energia elettrica mediante impianti fotovoltaici».

11 In generale quindi chi usufruisce della tariffa incentivante non è soggetto ad IVA, anche nel caso in cui il soggetto realizzi l impianto fotovoltaico nell esercizio di attività di impresa, arte o professione. L entità delle tariffe incentivanti varia in base all applicazione del Nuovo o del Vecchio Conto Energia, come indicato nelle tabelle 3 e 4. Tabella 3 - Tariffe incentivanti per tipologia d impianto valide per il primo Conto Energia Vecchio Conto Energia Impianto FV Potenza in kw Tariffe incentivanti /kwh Classe 1 1 = P = 20 0,445 (scambio sul posto) 0,460 (cessione energia) Classe 2 20 < P = 50 0,460 Classe 3 50 < P = ,490 Fonte:GSE, Incentivazione degli impianti fotovoltaici Relazione delle attività settembre 2007-agosto Tabella 4 - Tariffe applicate ad impianti entrati in esercizio nel periodo intercorrente fra l 11 aprile 2007 ed il 31 dicembre 2008 Nuovo Conto Energia Taglia di potenza dell impianto Non integrato ( /kwh) Parzialmente integrato ( /kwh) Integrato ( /kwh) 1 kw = P = 0,40 0,44 0,49 3kW 3kW <P = 20 0,38 0,42 0,46 kw P>20 kw 0,36 0,40 0,44 Fonte: GSE, Incentivazione degli impianti fotovoltaici Relazione delle attività settembre agosto 2008.

12 Le tariffe relative agli impianti fotovoltaici ammessi all incentivazione negli anni 2005 o 2006 (Vecchio conto energia) sono distinte in tre classi, in base alla potenza dell impianto, e sono altresì differenziate a seconda dell eventuale cessione in rete dell energia prodotta ovvero del ricorso al meccanismo di scambio sul posto 11. Inoltre, le tariffe basate sul vecchio Conto energia sono soggette ad aggiornamenti annuali su base ISTAT e sono ridotte del 30% qualora il soggetto che realizza l impianto benefici della detrazione fiscale prevista dalla finanziaria Sul punto si ricorda che il TAR della Lombardia ha accolto il ricorso promosso dallo Studio Legale CNTTV per conto di alcuni cittadini verso lo Stato e contro il decreto del Ministero delle Attività produttive e del Ministero dell'ambiente del 6 febbraio 2006, che aveva modificato quello del 28 luglio 2005 rendendo meno conveniente l'installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia; infatti, i contributi non venivano adeguati nel corso dei successivi venti anni e gli impianti più piccoli non potevano vendere l energia prodotta in surplus, ma solo conservarla per autoconsumo. Con la sentenza del TAR Lombardia è stato annullato l'articolo 8 comma 1 del DM che non applicava ad esempio l'aggiornamento Istat delle tariffe incentivanti a domande già presentate da più di 9000 persone. Per quanto riguarda, invece, le tariffe basate sul Nuovo Conto energia (tab. 4), esse si differenziano anche per l eventuale integrazione architettonica dell impianto. Il D.M. 19 febbraio 2007 definisce tre tipologie d integrazione ai fini della determinazione della tariffa incentivante da riconoscere a ciascun impianto fotovoltaico: a) impianto non integrato; b) impianto parzialmente integrato; c) impianto con integrazione architettonica Vale la pena notare che gli impianti con potenza da 50 kw a 1MW avevano diritto ad una tariffa incentivante, che veniva assegnata in base ad una gara - al partecipante che avesse chiesto l ammontare inferiore. In ogni caso, la tariffa non poteva superare 0,49 Euro/kWh. 12 Legge 27 dicembre 2002, n.289 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003) art. 2, comma 5.

13 Inoltre le tariffe erogate ai sensi del Nuovo Conto Energia in alcuni casi sono incrementate del 5% ma rimangono fisse per venti anni, cioè non sono soggette ad aggiornamenti annuali su base ISTAT. Per gli impianti che entrano in esercizio tra il 1 gennaio 2009 e il 31 dicembre 2010, i valori indicati nella tabella 4 sono decurtati del 2% per ciascuno degli anni di calendario successivi al 2008, rimanendo poi costanti per il periodo di venti anni di erogazione dell incentivo. Compito dei Ministeri dello Sviluppo Economico e quello dell Ambiente sarà quello di definire, con successivi decreti, le tariffe incentivanti per gli impianti che entreranno in esercizio negli anni successivi al Il nuovo conto energia contiene delle semplificazioni burocratiche; fra le altre, il DM 2007 ha infatti abolito il limite annuo di potenza incentivabile previsto dal vecchio conto energia. CONTO ENERGIA PER IL SOLARE TERMODINAMICO Il Decreto Ministeriale del 11 aprile 2008, in attuazione dell art. 7 del D.Lgs. n. 387 del 29 dicembre 2003, ha segnato l avvio del Conto Energia per il solare termodinamico 13. Il decreto de quo individua l obiettivo nazionale di potenza installabile e determina i requisiti degli impianti, nonché l entità delle tariffe erogabili. Quest ultimo consente l incentivazione della produzione di energia elettrica da fonte solare, anche se ottenuta da impianti cosiddetti ibridi (nei quali la fonte solare è integrata da un altra fonte energetica). Vi sono una serie di requisiti tecnici minimi dei componenti e degli impianti incentivabili, tra cui l obbligo di utilizzare termoconvettori non inquinati (a meno che gli impianti non siano situati in aree 13 L art. 2, comma 1, lett. a) del decreto definisce l impianto solare termodinamico come «un impianto termoelettrico in cui il calore utilizzato per il ciclo termodinamico e` prodotto sfruttando l energia solare come sorgente di calore ad alta temperatura».

14 industriali), possedere una superficie captante superiore a 2500 mq ed infine che gli impianti siano dotati di sistemi di accumulo e connessi alla rete. Il GSE attua il conto energia per il solare termodinamico, cosicché il responsabile dell impianto per passare alle tariffe incentivanti, dovrà fare domanda al GSE che verificherà la conformità dell impianto ai requisiti di legge. Tali incentivi consistono nell erogazione di tariffe incentivanti fisse per 25 anni, con importo stabilito in base alla percentuale della fonte solare presente nell impianto, con supplemento del importo derivante dalla vendita dell energia prodotta, quindi: - 0,28 Euro/ kwh, per impianti nei quali la frazione solare è superiore all 85% - 0,25 Euro/ kwh, per impianti nei quali la frazione solare è compresa tra l 85% ed il 50% - 0,22 Euro/ kwh, per impianti nei quali la frazione solare è minore del 50%. Ulteriore aspetto riguarda la possibilità di cumulare i finanziamenti in conto capitale anche eccedenti il 10% del costo dell investimento, nonché in conto interessi con capitalizzazione anticipata anche eccedente il 25% del costo dell investimento. In più le tariffe incentivanti sono cumulabili con i certificati verdi. È prevista un agevolazione per gli impianti che entreranno in esercizio tra il 1º gennaio 2013 e il 31 dicembre 2014, i quali avranno diritto alla tariffa incentivante decurtata del 2% per ciascuno degli anni successivi al 2012 con arrotondamento alla terza cifra decimale, fermo restando il periodo di 25 anni. Il D.M. prevede un obiettivo nazionale di potenza cumulata degli impianti solari termodinamici (inclusa la parte solare degli impianti ibridi) da installare entro il Tale obiettivo è pari a m2 di superficie captante cumulativa; di questi, m2 potranno ottenere le tariffe incentivanti. In aggiunta a tali impianti, avranno diritto alle tariffe incentivanti tutti gli impianti che entreranno in esercizio entro 14 mesi dalla data di raggiungimento del suddetto obiettivo. Il termine di 14 mesi è elevato a 24 mesi per i soli impianti i gestiti da soggetti pubblici.

15 L auspicio degli operatori del settore, dato che l Italia non dispone di distese desertiche adatte all istallazione di grandi impianti (come è invece il caso della Spagna e, ancor più, degli Stati Uniti), e poiché gli impianti al di sotto del MW di potenza di picco possono affrontare un iter burocratico semplificato, è proprio quello che il decreto in oggetto determini uno sviluppo del solare termodinamico su taglie medio piccole, principalmente con impianti al di sotto del megawatt. * * * Sul punto si potrebbe riflettere. Gli investimenti in FER (fonti energetiche rinnovabili) e gli impegni comunitari ed internazionali sul clima risultano stimolanti anche grazie agli alti costi dell energia elettrica in Italia. Tuttavia esistono ancora degli «sbarramenti» allo sviluppo di tali fonti e notevoli discrepanze e confusione nei processi autorizzativi. Manca, inoltre, una visione condivisa ed una strategia coordinata tra governo centrale ed enti locali per lo sviluppo delle FER, e sarebbe necessario incrementare la diffusione delle informazioni, per ridurre le barriere di natura sociale. Infine barriere di natura infrastrutturale (quali insufficiente disponibilità delle infrastrutture di rete), e finanziaria (per esempio mancanza di cooperazione tra banche e investitori) ostacolano purtroppo ancora notevolmente la realizzazione degli investimenti. Da ultimo, sarebbe auspicabile che il Gestore del Sistema Elettrico (GSE) divenisse un organo che supporti l utente ed incentivi il ricorso alle energie rinnovabili; al contrario, ed ultimamente ciò accade veramente troppo spesso, sembra essere il primo ostacolo. Ma sul punto torneremo con un nuovo articolo a breve. Avv. Alessandro Tarducci Dott.ssa Alice Fanfani (Studio Legale CNTTV)

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