RASSEGNA STAMPA. rassegna stampa. Data 19 Novembre Abusi su sei delle sue pazienti, psichiatra condannato a otto anni

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1 Pagina 1 di 7 rassegna stampa Data 19 Novembre 2014 IL CITTADINO Lodi Abusi su sei delle sue pazienti, psichiatra condannato a otto anni Radiologia, niente esami serali E le liste d attesa si allungano Codogno Casale Sant Angelo Lodigiano IL GIORNO Lodi Violenze sessuali su sei pazienti:8 anni di carcere all'ex psichiatra La guerra degli straordinari finisce alla Corte dei conti Codogno Casale Sant Angelo Lodigiano

2 Pagina 2 di 7 Il medico aveva lavorato negli ospedali di Lodi e Codogno Abusi su sei delle sue pazienti, psichiatra condannato a otto anni Otto anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici: è la pena inflitta dal tribunale di Lodi ad Armando Marni, lo psichiatra che era stato a lungo in servizio presso l Azienda ospedaliera di Lodi, anche nel reparto specializzato di Codogno. Il medico è stato ritenuto colpevole di aver intrecciato relazioni con sei donne, quasi tutte pazienti o ex pazienti, abusando del suo ruolo. Il tribunale infligge al medico, sospeso dopo l'arresto di tre anni fa, la pena chiesta dal pm L accusa è di aver avuto rapporti e relazioni con pazienti psichiatriche o donne che chiedevano il suo aiuto Psichiatra Ao condannato a 8 anni Per i giudici ha violato i doveri imposti dal suo ruolo pubblico, per la difesa le donne erano consenzienti; disposto anche un primo risarcimento di 20mila euro Otto anni di reclusione, interdizione perpetua dai pubblici uffici, e dagli incarichi di tutela e curatela, interdizione per due anni dalla professione medica: è il verdetto pronunciato ieri, dopo più di due ore di camera di consiglio e due anni di processo, a carico di Armando Marni, 59 anni, psichiatra a lungo in servizio per l Azienda ospedaliera di Lodi nel dipartimento di salute mentale e presso il servizio psichiatrico di Codogno. Il medico è stato sospeso dall'ao dopo l'arresto, avvenuto all inizio di maggio del Le prime querele nei suoi confronti erano state presentate ai carabinieri di Codogno nel settembre del 2010, da parte di due giovani pazienti, che hanno sostenuto di essere state indotte dallo psichiatra a incontri e relazioni, accompagnate dall'assunzione di medicinali psicoattivi o anche di alcolici. Il lavoro dei carabinieri però era proseguito, con altre donne di varie età che avevano poi raccontato di aver avuto relazioni con lo stesso

3 Pagina 3 di 7 psichiatra, fino ad arrivare, nelle contestazioni del pm titolare dell'inchiesta Giampaolo Malchionna, a sei persone offese, tra i 18 e i 35 anni all epoca dei fatti sotto accusa. Una tesi che ha resistito anche all incidente probatorio e che ha portato il medico - che ha scontato quasi un anno di arresti domiciliari e misure cautelari - a scegliere il processo per poter avere i più ampi margini di difesa. L'Azienda ospedaliera non si è costituita e si è opposta con successo alla propria citazione nel processo come responsabile civile. Alcune pazienti erano in cura presso l'ospedale al momento in cui si erano create le relazioni, altre invece non lo erano più, un altra ancora - ha sottolineato la difesa - si sarebbe rivolta a Marni solo come amico e non come medico. Proprio il fatto che le donne apparissero sempre consenzienti, anche inviando al medico sms romantici, è stato il principale argomento difensivo, in un arringa durata quattro ore e mezza in cui l'avvocato Olivo Rinaldi ha ripercorso le sei vicende una per una: «La questione di fondo è il vizio di volontà - ha sottolineato il difensore - che per me non c è stato». Nel corso del processo sono stati sentiti anche altri psichiatri, che hanno descritto il fenomeno del transfert (la paziente che s invaghisce del medico) e del transfert inverso, ribadendo però che le frequentazioni sono stigmatizzate dalla deontologia. Un piano che per la difesa va distinto da quello delle responsabilità penali. È anche emerso che, ad esempio in un caso, i genitori di una paziente erano consapevoli dell amicizia della figlia con lo psichiatra, ma anche che, in un altri due, incontri intimi sarebbero avvenuti in strutture del reparto di Codogno. Secondo la difesa, le prime querele sarebbero state innescate «dalla gelosia» perché due pazienti si erano incontrate e ciascuna rivendicava il ruolo di fidanzata del medico. Tre delle persone offese si sono costituite parti civili, con gli avvocati Paolo Sorlini, Cristina Cremonesi e Lorenza Cauzzi, e hanno ottenuto dalla corte presieduta da Ambrogio Ceron un risarcimento provvisionale di 20mila euro ciascuna, con diritto a un ulteriore quantificazione in sede civile. Le motivazioni del verdetto saranno depositate tra 90 giorni e appare più che probabile il ricorso in appello.

4 Pagina 4 di 7 Tempi triplicati nel Lodigiano Radiologia, niente esami serali E le liste d attesa si allungano Tempi d attesa alle stelle negli ospedali lodigiani. A volte il triplo di quelli previsti dalla Regione. Sotto accusa finiscono principalmente gli esami di radiologia a Lodi. Spesso sono necessari mesi, mentre la regione fissa altri parametri Tempi d attesa triplicati e gli esami alla sera non decollano Sotto accusa finisce principalmente il reparto di radiologia del Maggiore di Lodi, ma il disagio è diffuso Tempi d attesa alle stelle. A volte il triplo di quelli previsti dalla Regione. Sotto accusa finiscono, principalmente, le prestazioni della radiologia dove da settembre non è più possibile effettuare gli esami serali. L esperimento avviato dalla Regione Lombardia, infatti, è stato applicato per un periodo nella radiologia del capoluogo, ma da circa 3 mesi non se n è fatto più nulla. È rimasta, invece, la possibilità di effettuare esami serali di risonanza magnetica, il servizio dato in appalto dall Azienda ospedaliera a un privato. La rilevazione dei tempi d attesa effettuata dall Asl nel giorno del 20 ottobre scorso, tra l altro, in alcuni casi, non è più in linea con quanto comunicato ai pazienti dagli operatori dell ospedale in questi giorni. Per una tac all addome, per esempio, secondo il monitoraggio Asl, all ospedale di Lodi servono 70 giorni contro i 40 massimi previsti dalla Regione, ma se telefonano i pazienti per un controllo i giorni di attesa salgono a 150. Anche per quanto riguarda l intervento della cataratta, il 20 ottobre un paziente che telefonava in ospedale aveva l appuntamento 126 giorni

5 Pagina 5 di 7 dopo, meno cioè dei 180 previsti dalla Regione. Telefonando oggi, invece, i giorni di attesa salgono a 210. Anche per la tac del torace, del bacino o del capo e per la diagnostica ecografica del capo e del collo, secondo l indagine, i giorni necessari per avere la prestazione sono 70 contro i 40 prescritti. Per una radiografia della colonna lombo sacrale, invece, ne servono 17, invece dei 7 consentiti. Per una ecografia ginecologica, al Maggiore, i giorni salgono a 102 contro i 40 consentiti e anche a Sant Angelo, per la stessa prestazione, servono 99 giorni. Per l ecografia bilaterale della mammella risulta virtuoso il presidio di Lodi con i suoi 32 giorni di attesa contro i 40 indicati, mentre a Casale e Sant Angelo i giorni di attesa salgono rispettivamente a 100 e 150. Per alcuni esami da sempre sotto accusa come l ecocolordoppler degli arti e dei tronchi sovraortici, invece, le liste si sono azzerate. In entrambi i casi, al Maggiore l attesa è di soli 14 giorni, meno dei 40 concessi dal Pirellone. Virtuoso è anche l ospedale di Codogno, dove non ci sono attese in generale. Positivi al Maggiore, tra gli altri, invece, i rilevamenti per quanto riguarda l elettromiografia (3 giorni su 60), l esame del fundus oculi (21) e la prima visita oculistica (21 su 30), la prima visita cardiologica (28), l esame audiometrico tonale (28 su 60), l ecografia ostetrica (36 su 40), la prima visita in oncologia (4), otorino (23) e ortopedia (29). IL GIORNO 19 novembre 2014 IN TRIBUNALE ARMANDO MARNI LAVORAVA NELL'OSPEDALE Violenze sessuali su sei pazienti:8 anni di carcere all'ex psichiatra CONDANNATO a otto anni di reclusione il medico pavese Armando Marni, 58 anni, psichiatra nell'ospedale di Codogno, accusato di aver abusato sessualmente di sei pazienti nel periodo tra il 2008 e il La pena decisa dal Tribunale di Lodi è la stessa chiesta dal pubblico ministero Emma Vittorio, nonostante l'accusa avesse chiesto di riconoscere all'imputato tutte le aggravanti contestate nel capo di imputazione e che non fossero riconosciute le attenuanti generiche, poi giudicate equivalenti

6 Pagina 6 di 7 dai giudici del collegiale (presideduto dal presidente del Tribunale di Lodi, Ambrogio Ceron), ma con l'aggravante specifica dell'abuso della professione. Decise le entità dei risarcimenti che il medico dovrà versare alle tre ex sue pazienti vittime che si sono costituite parte civile al processo: 20mila euro a testa, rispetto ai 50mila euro ciascuno che avevano chiesto i legali di parte civile per i danni morali. IL PROCEDIMENTO giudiziario si è chiuso dopo quattro anni di udienze, nel silenzio della Azienda ospedaliera che però nel frattempo ha sospeso lo psichiatra. Il medico fu arrestato il 2 maggio 2011, in seguito alla denuncia di due giovani ex pazienti che avevano raccontato ai carabinieri delle attenzioni particolari subite dallo psichiatra conosciuto nel reparto dell'ospedale di Codogno. Secondo gli investigatori, il medico avrebbe approfittato di pazienti in chiara condizione di minorità psichica. È uscito dalla cella e rimasto agli arresti domiciliari fino al giugno 2012, quando è stato scarcerato per decorrenza dei termini. DOPO POCHI MESI, è cominciato il processo. Nel corso del dibattimento in aula sono emersi episodi attraverso le deposizioni delle vittime e dei consulenti chiamati a testimoniare dall'accusa. Baci, carezze e rapporti sessuali che sarebbero stati usati come «terapia». Tutte le donne coinvolte nella vicenda hanno confermato in aula di aver avuto relazioni sentimentali con Marni. Con il passare delle udienze, gli episodi raccontati in aula diventano sempre più particolari e - secondo la Procura - segnali evidenti di «comportamenti anomali» del medico con le sue pazienti. «L'imputato approfittava delle pazienti aveva detto in aula il magistrato, giustificando la richiesta di condanna a otto anni di reclusione. Il medico faceva bere dei sedativi, un mix di pastiglie e alcolici, in grado di sballare le vittime. Un raggiro per avere favori sessuali». Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni, ma è molto probabile che la difesa ricorrerà in Appello. IL GIORNO 19 novembre 2014 LODI ESPOSTO DEGLI INFERMIERI DELL'OSPEDALE La guerra degli straordinari finisce alla Corte dei conti LA GUERRA degli straordinari esce dalle corsie dell'ospedale di Lodi per approdare nelle aule giudiziarie. O almeno così sperano quelle decine di infermieri che nei giorni scorsi hanno presentato esposti alla magistratura

7 Pagina 7 di 7 contabile, a quella ordinaria e perfino all'autorità nazionale anti corruzione per denunciare l'utilizzo delle ore di extra lavoro all'interno dell'azienda ospedaliera lodigiana. Utilizzo che secondo i lavoratori sarebbe piuttosto sistematico e disinvolto, finendo per ricadere sotto il cappello dello straordinario programmato, che è espressamente vietato dal contratto nazionale. Contro questa abitudine e contro la prassi di pagare le ore in più attingendo dal fondo ex articolo 38 del contratto nazionale (che invece potrebbe essere utilizzato per pagare gli scatti aziendali, che però ora sono bloccati), gli infermieri avevano già messo in piedi una protesta piuttosto dura: sciopero dello straordinario per un mese, dai primi di ottobre ai primi di novembre. Potenzialmente amplissimo il pubblico delle adesioni: non solo i infermieri, ma anche medici e amministrativi. E pur senza entrare nel dettaglio dei numeri, «è andato bene ammette Stefano Lazzarini, segretario del sindacato Confsal, l'adesione è stata alta, tenendo conto degli ordini di servizio che non sono mancati soprattutto per i turni di notte. Purtroppo però l'azienda non ha voluto sedersi a trattare e quindi abbiamo sospeso lo sciopero e intrapreso un'altro tipo di protesta. Qualcosa dovrà pur muoversi». LA PROTESTA di chi lavora in ospedale è doppia: da un lato non piacciono i turni coperti con ore chieste in più o con la pronta reperibilità', segno secondo lavoratori e sindacato che il personale scarseggia o è mal gestito. «Secondo i nostri calcoli vengono coperti in questo modo oltre mille turni al mese». Dall'altro non va giù che questi straordinari intensivi stiano prosciugando un fondo che potrebbe servire a tutti per ricevere gli scatti aziendali non appena saranno sbloccati. «I lavoratori si sono sentiti pronti a fare queste denunce perché forti della tutela fornita dall'articolo 54 bis del Testo unico del pubblico impiego così come è stato modificato nel 2014 prosegue ancora Lazzarini : questo articolo tutela il dipendente pubblico quando segnala illeciti. Significa che non potranno subire ritorsioni per i loro esposti». Ora la palla passa ai magistrati

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