Legge di Stabilità 2015 Misure in materia di credito e finanza

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1 Legge di Stabilità 2015 Misure in materia di credito e finanza Febbraio 2015

2 INDICE 1. Premessa 2. Fondo di Garanzia per le PMI 3. Liquidazione TFR in busta paga 4. Moratoria dei mutui 5. Pagamento debiti PA 6. Imposte sui rendimenti finanziari dei Fondi Pensione Novembre

3 1. Premessa La Legge 23 dicembre 2014, numero 190 recante Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2015) è stata pubblicata nel Supplemento Ordinario numero 99 alla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale numero 300 del 29 dicembre La legge - entrata in vigore il 1 gennaio contiene alcune disposizioni in materia di credito e finanza. Si tratta, in particolare, di misure in materia di: Fondo di Garanzia per le PMI; liquidazione del TFR in busta paga; moratoria dei mutui; pagamento dei debiti PA; Fondi Pensione. I contenuti di tali disposizioni - alcune delle quali prevedono l emanazione di apposite disposizioni attuative - sono riassunti nei paragrafi che seguono. 2. Fondo di Garanzia per le PMI La Legge di Stabilità 2015 (d ora in avanti Legge), all articolo 1, comma 7, ha esteso l operatività del Fondo di Garanzia per le PMI al fine di sostenere una fascia di imprese, le cosiddette mid-cap, il cui sviluppo è strategico ai fini della ripresa del sistema italiano. In particolare, la Legge ha previsto che il Fondo può garantire portafogli composti, non solo da crediti a favore di PMI, ma anche da finanziamenti concessi a imprese con un numero di dipendenti fino a 499. Tali garanzie, come precisato dal comma 8 della Legge, saranno comunque concesse nei limiti delle risorse attualmente destinate all operatività del Fondo a copertura di portafogli. Si tratta di 100 milioni di euro, circa 40 dei quali già impegnati. La disposizione non rinvia a provvedimenti di attuazione. In proposito, sono in corso verifiche col Governo e il Gestore del Fondo per accertare se sia comunque necessario modificare le disposizioni che regolano l intervento del Fondo a copertura di portafogli di finanziamenti. In proposito, si ricorda che tale operatività è al momento disciplinata dal decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell Economia e delle Finanze del 24 aprile 2013 e dalle successive 2

4 disposizioni operative adottate dal Comitato di Gestione del Fondo a maggio In relazione al Fondo di Garanzia si segnala inoltre, in negativo, che la Legge ha ridotto l ammontare delle risorse destinate al Fondo per gli anni 2015 e In particolare, lo stanziamento per il 2015 è sceso da 750 a 695 milioni, mentre quello per il 2016 è stato ridotto da 750 a 704 milioni (a tali risorse vanno aggiunte le disponibilità residue derivanti dai precedenti stanziamenti, incluse quelle provenienti dai fondi strutturali ovvero dalle Camere di Commercio, e quelle derivanti dai rientri delle garanzie in essere). Confindustria ha manifestato al Governo forti preoccupazioni in relazione a tale taglio. L attuale dotazione del Fondo, tanto più a seguito della contrazione operata dalla Legge, non consente infatti di supportare, come da tempo chiesto da Confindustria, un ulteriore espansione dell attività del Fondo. Tale situazione appare peraltro in contrasto con le misure che risultano allo studio da parte del Governo (possibilità di garantire le imprese di assicurazione e gli organismi di investimento collettivo del risparmio che concedano credito alle imprese; dell estensione dell operatività del Fondo anche a copertura di titoli derivanti da operazioni di cartolarizzazione che abbiano ad oggetto crediti, anche già erogati, nei confronti di PMI; dell aggiornamento dei criteri di valutazione per l accesso al Fondo e rimodulazione delle percentuali di copertura della garanzia) per la cui attivazione sarebbero però necessarie ulteriori risorse. Misure che, contrariamente alle voci circolate nelle scorse settimane, non sono state inserite nel Decreto Legge 24 gennaio 2015 numero 3 recante Misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti, cosiddetto Banche e Investimenti, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 gennaio 2015, numero 19; non è però escluso che nel corso dell iter di conversione in legge del provvedimento non vengano introdotte disposizioni in materia. Analogo ragionamento vale in relazione alla possibilità che l operatività del Fondo sia modificata per sostenere con maggiore incisività le imprese creditrici di ILVA. In proposito, si segnala che durante l esame al Senato, in prima lettura, del disegno di legge di conversione del decreto legge 5 gennaio 2015, n. 1, recante Disposizioni urgenti per l esercizio di imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della città e dell area di Taranto sono state presentate delle proposte emendative, sostenute da Confindustria, volte a rafforzare l intervento del Fondo a sostegno delle imprese creditrici di ILVA, indipendentemente dalla loro ubicazione. Dell eventuale approvazione di tali proposte verrà data tempestiva comunicazione. 3

5 3. Liquidazione TFR in busta paga L articolo 1, commi da 26 a 34, della Legge ha introdotto - in via sperimentale e con riferimento ai periodi di paga tra il 1 marzo 2015 e il 30 giugno la facoltà per i lavoratori dipendenti del settore privato, esclusi i lavoratori domestici e quelli del settore agricolo, che abbiano un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi presso il medesimo datore di lavoro, di richiedere la liquidazione mensile in busta paga della quota maturanda del trattamento di fine rapporto (TFR) di cui all articolo 2120 del codice civile, al netto del contributo di cui all articolo 3, ultimo comma della Legge 197/1982. La quota maturanda sarà liquidata come parte integrativa della retribuzione e tale parte integrativa sarà assoggettata a tassazione ordinaria. La scelta potrà essere esercitata anche dai lavoratori che attualmente destinano il TFR a una forma pensionistica complementare di cui al D.lgs 252/2005. La facoltà introdotta dalla Legge non si applica, invece, qualora il datore di lavoro sia sottoposto a procedure concorsuali e alle aziende dichiarate in crisi, ai sensi del comma 3 articolo 4, della Legge 29 maggio 1982, n Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell economia e delle finanze e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, saranno definite le modalità di attuazione della misura e il termine entro il quale i lavoratori potranno esercitare la scelta. Scelta che, una volta esercitata, sarà comunque irrevocabile fino al termine del 30 giugno La Legge ha inoltre previsto una misura specifica per far fronte a eventuali tensioni finanziarie per le imprese con meno di 50 dipendenti. Tali aziende - non essendo obbligate, ai sensi della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), a versare il TFR cosiddetto inoptato (ovvero quello non destinato a fondi pensione per scelta individuale dei dipendenti) al Fondo di Tesoreria INPS - potrebbero infatti trovarsi di fronte a un esborso di liquidità non previsto. In proposito, la Legge stabilisce, all articolo 1, comma 30, che le aziende con meno di 50 dipendenti che non intendano liquidare il TFR con risorse finanziarie proprie potranno ottenere un finanziamento bancario assistito da una garanzia rilasciata da un Fondo appositamente costituito presso l INPS. Le imprese che vogliano avvalersi di tale possibilità dovranno richiedere all'inps una certificazione dei flussi TFR a fronte dei quali necessitano del finanziamento bancario (articolo 1, comma 31). Una volta ottenuta la certificazione, le imprese potranno chiedere un finanziamento a una delle banche aderenti a un Accordo quadro da stipulare tra Ministro del lavoro e 4

6 delle politiche sociali, Ministro dell economia e delle finanze e Associazione Bancaria Italiana. Il tasso, comprensivo di ogni altro onere, non potrà essere superiore al tasso di rivalutazione del TFR. Caratteristiche dei finanziamenti e modalità e i tempi di rimborso degli stessi non sono esplicitati nella norma ma, verosimilmente, saranno definiti in fase di attuazione della misura in commento, in particolare nell ambito del sopra richiamato Accordo quadro. I finanziamenti saranno coperti, come sopra accennato, da un Fondo di garanzia istituito presso l INPS, con dotazione pari a 100 milioni di euro per l anno Le modalità di funzionamento del Fondo saranno definite con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e delle Politiche sociali. Al fine di rendere le garanzie del fondo valide ai fini di Basilea, la Legge prevede che le stesse siano a prima richiesta, esplicite, incondizionate, irrevocabili; inoltre, il Fondo sarà assistito dalla garanzia di ultima istanza dello Stato. Le imprese che intendano avvalersi dello schema di accesso al credito sopra descritto, saranno tenute a versare al nuovo fondo di garanzia un contributo pari allo 0,2% della retribuzione imponibile a fini previdenziali nella stessa percentuale della quota maturanda liquidata in busta paga. Tali aziende saranno tuttavia esentate dal versamento del contributo dello 0,2% al Fondo di garanzia dell INPS di cui all articolo 2 della Legge numero 297 del 29 maggio Inoltre, i finanziamenti saranno, comunque, assistiti da un privilegio speciale sui beni mobili destinati all'esercizio dell'impresa (ex articolo 46 del TUB). In caso di insolvenza delle imprese, si attiverà il nuovo suddetto Fondo che si surrogherà di diritto alla banca per l importo pagato nell esercizio del privilegio; inoltre, per tali finanziamenti, sarà sospesa la revocatoria fallimentare. Confindustria, in occasione dell audizione tenutasi presso le Commissioni Congiunte Bilancio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, nel mettere in evidenza come il meccanismo previsto per l accesso al credito delle imprese con meno di 50 dipendenti appaia sulla carta costruito per evitare un impatto immediato sulla liquidità di tali imprese, ha sottolineato che un giudizio compiuto potrà essere dato solo alla luce dei contenuti del decreto attuativo della misura e dell Accordo tra il governo e il sistema bancario. In proposito - oltre a evidenziare che il meccanismo prefigura nuovi adempimenti per le imprese (richiesta di certificazione all Inps dei flussi di 5

7 TFR; definizione della pratica con la banca; costituzione e trascrizione del privilegio speciale) - Confindustria ha rimarcato la necessità che i nuovi finanziamenti siano concessi su base automatica e che non incidano sulle linee di credito delle imprese. Solo così sarà scongiurato il rischio che la misura accentui le tensioni finanziarie che gravano sulle PMI. Inoltre, è stata segnalata la necessità che siano definite regole in merito alla durata e al piano di rimborso dei finanziamenti tali da non generare un problema di liquidità per le imprese in fase di rimborso dei finanziamenti. Nell audizione sopra richiamata Confindustria ha anche espresso preoccupazioni in merito all impatto della misura sui fondi pensione. La disposizione infatti, insieme a quella relativa all innalzamento delle imposte sui rendimenti finanziari di cui si dirà al paragrafo 6 della presente circolare, rischia di spiazzarne l azione. Si tratterebbe di un effetto grave alla luce delle forti aspettative circa il contributo dei fondi pensione al finanziamento dell economia reale. 4. Moratoria dei mutui La Legge - con l obiettivo di favorire l allungamento del piano di ammortamento dei finanziamenti concessi alle famiglie e alle micro e piccole imprese - ha previsto, all articolo 1, comma 246, che MISE, MEF, ABI e le associazioni di rappresentanza di imprese e consumatori, concordino, entro 90 giorni dall entrata in vigore della Legge stessa, tutte le misure necessarie al fine di sospendere il pagamento della quota capitale delle rate di finanziamenti per gli anni dal 2015 al Tali misure dovranno essere adottate senza nuovi oneri per la finanza pubblica. In proposito, si segnala che la previsione sembra andare nelle stessa direzione individuata nell ambito dell Accordo per la Ripresa siglato a fine dicembre 2014 da Confindustria, ABI e le altre rappresentanze d impresa. L Accordo, che ha come obiettivo continuare a sostenere le imprese in questa delicata fase di avvio della ripresa economico-finanziaria, contiene infatti alcune misure ponte in tema di sospensione e allungamento dei mutui, in vista della definizione di nuove misure, da condividere anche con il Governo, entro la fine di marzo In particolare, si ricorda che l Accordo (per i cui contenuti si rinvia alla comunicazione del 29 dicembre 2014) prevede: la proroga non oltre il 31 marzo 2015 dei seguenti Accordi, la cui scadenza era prevista per il 31 dicembre 2014: 6

8 - Accordo per il Credito 2013, che prevedeva la possibilità di sospendere e allungare finanziamenti a medio-lungo termine; - Plafond Progetti Investimenti Italia e Plafond Crediti PA, che hanno messo a disposizione del sistema imprenditoriale 20 miliardi complessivi per la concessione di finanziamenti a fronte di investimenti e per operazioni di smobilizzo dei crediti verso la PA; l impegno da parte delle associazioni di banche e imprese a lavorare insieme nei prossimi 3 mesi per: - definire nuove misure per sostenere finanziariamente le PMI e favorire l evoluzione della struttura finanziaria delle imprese, anche promuovendo la definizione di interventi da parte del Governo in grado di favorire la realizzazione di tali misure; - individuare e promuovere la valorizzazione di informazioni di natura qualitativa utili a migliorare l analisi del rischio di credito; - evitare che interventi regolamentari sovranazionali non tengano nella dovuta considerazione il contesto operativo italiano, determinando effetti negativi sul mercato del credito alle imprese. 5. Pagamento debiti PA La Legge contiene alcune disposizioni in materia di pagamenti della PA. La prima di tali disposizioni - contenuta all articolo 1, comma 18, della Legge - riguarda il meccanismo di cessione al sistema finanziario dei crediti certificati di parte corrente introdotto dall articolo 37 del DL 66/2014. Si ricorda che tale meccanismo - per approfondire il quale si rinvia alle comunicazioni di Confindustria (disponibili sulla Comunità Professionale Credito e Finanza) e al Vademecum predisposto dal MEF - la cessione al sistema finanziario dei crediti certificati di parte corrente a condizioni di favore grazie alla presenza della garanzia dello Stato (tasso massimo di sconto pari all 1,90% annuo per importi fino a euro e all 1,60% annuo per importi eccedenti). In fase di prima applicazione del meccanismo, la funzionalità dello stesso è stata bloccata dall incertezza circa il momento di verifica della regolarità contributiva. In particolare, era emerso che le PA avrebbero verificato tale regolarità delle imprese al momento del pagamento del debito. Tale circostanza - in presenza di un tasso massimo di sconto molto contenuto, che non consente di remunerare l assunzione di un simile rischio, in particolare nei confronti delle imprese con maggiori tensioni finanziarie - ha spiazzato gli acquisti dei crediti certificati da parte delle banche. 7

9 Al fine di superare tali incertezze e rendere operativo il meccanismo, l articolo 1, comma 18 della Legge, ha stabilito che in caso di cessione dei crediti certificati al sistema finanziario la verifica della regolarità contributiva delle imprese cedenti è attestata dal DURC in corso di validità al momento della cessione (documento che deve essere allegato all atto della cessione o comunque acquisito dalla PA ceduta). La norma stabilisce inoltre che all atto dell effettivo pagamento dei crediti certificati oggetto di cessione, le PA acquisiscono il DURC solo nei confronti dei cessionari. La Legge è inoltre intervenuta - dando seguito all impegno assunto dal Governo nell ambito del Protocollo firmato il 21 luglio sullo smaltimento dei debiti di parte capitale. In proposito, l articolo 1, comma 466, lettera 1, della Legge ha concesso agli enti locali maggiori spazi finanziari sul Patto di Stabilità Interno per 60 milioni di euro per il pagamento di debiti di parte capitale: certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2013; tali crediti dovranno però essere presenti sulla Piattaforma elettronica per la certificazione del MEF e riferirsi a spese ascrivibili a specifici codici del sistema SIOPE (sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici), escluse le spese riguardante la sanità; per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il 31 dicembre 2013; riconosciuti alla data del 31 dicembre 2013 ovvero che presentavano i requisiti per il riconoscimento di legittimità entro la medesima data. In tal caso non rilevano gli impegni assunti per consentire il pagamento del debito. Infine, l articolo 1, comma 484 della Legge ha rifinanziato, per il 2015, il cosiddetto patto verticale incentivato, consentendo alle Regioni di cedere spazi finanziari agli enti locali per il pagamento di debiti commerciali di parte capitale maturati al 30 giugno 2014 per un ammontare pari a circa 1,2 miliardi. A fronte di tale cessione, le Regioni ricevono un contributo pari a circa l 83% degli spazi ceduti in termini di liquidità (1 miliardo). 6. Imposte sui rendimenti finanziari dei Fondi Pensione La Legge ha modificato la tassazione dei rendimenti annuali dei fondi pensione: l'aliquota viene elevata dall'11,5% al 20% sin dal 2014 (si ricorda che il D.L. 66/2014 convertito nella Legge 89/2014 aveva previsto l innalzamento della tassazione dal 11% al 11,5%). 8

10 Tale aliquota non si applica ai rendimenti dei titoli di Stato presenti in portafoglio, per i quali la tassazione è fissata al 12,5%. A fronte di tale aumento la Legge ha comunque previsto, a partire dal periodo di imposta 2015, un credito di imposta del 9% a favore dei fondi pensione qualora una parte del loro portafoglio almeno pari al rendimento maturato nell'anno sia investito in attività di carattere finanziario a medio o lungo termine. Tali attività finanziarie, così come le modalità di calcolo e fruizione del credito d'imposta, saranno definite da un apposito decreto attuativo del Ministero dell'economia e delle Finanze. Anche per le Casse Previdenziali è previsto, sempre a decorrere dal periodo di imposta 2015, un credito di imposta pari al 6%, al fine di mitigare l aumento dell aliquota di tassazione delle rendite finanziarie, dal 20% al 26%, stabilita dal Decreto Legge numero 66/2014. Anche in tal caso il credito d imposta è fruibile per investimenti in attività finanziarie a medio e lungo termine definite dal MEF di ammontare almeno pari ai proventi assoggettati alle ritenute e imposte sostitutive. Appare evidente come l introduzione del credito d imposta, che compensa l incremento dell aliquota, abbia l obiettivo di non spiazzare, anzi di promuovere, il ruolo dei fondi pensione a sostegno dell economia reale. Un giudizio più compiuto della misura si potrà dare solo alla luce del decreto che definirà le condizioni, i termini e le modalità di applicazione riguardo alla fruizione del credito d'imposta. 9

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