Il dilemma del banchiere rivisitato

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1 Il dilemma del banchiere rivisitato Siena 2 aprile Nigro, in una lezione alla cattolica di Milano introduce per la prima volta il tema ampiamente dibattuto in Francia e in Belgio della Responsabilità della banca per concessione abusiva del credito : 1. Una banca che concede credito ad una impresa con ciò stesso ne attesta la solvibilità; 2: se concede credito ad un impresa insolvente induce in errore gli altri attuali o potenziali creditori; 3. se costoro sono indotti da questa erronea rappresentazione dello stato dell impresa a concedere, a loro volta, direttamente o indirettamente credito, la banca risponde per i danni. Nell importante saggio, pur affermando che una responsabilità del genere possa configurarsi anche nel nostro ordinamento, Sandro Nigro precisa che il concedere credito ad un impresa in difficoltà non è in sé atto illecito, e la responsabilità della banca può derivare soltanto se in colpa: la banca non è responsabile se, operando in piena consapevolezza e rispettando le procedure previste dalla legge e dalle Istruzioni della Banca d Italia concede credito ad un impresa in difficoltà (ma non in stato di insolvenza) (p.434), tenendo presente che funzione della banca è anche quella di sostenere le imprese in difficoltà (p. 322). A questa tesi si oppone una più rigida posizione, presente incidentalmente in qualche sentenza di Cassazione e ripresa dalla dottrina (INZITARI) per le quale il concedere credito ad un impresa in difficoltà è in sé- atto illecito. 2. Non entriamo nell analisi degli argomenti svolti da questi autori, vorremmo soltanto sottolineare che le due posizioni, pur con le loro sfumature, in un certo senso rappresentano due concezioni generali diverse dell attività bancaria e si inseriscono in due diverse culture egemoni all epoca della loro formulazione. Negli anni settanta siamo ancora in presenza della legge bancaria del 36, l attività bancaria è funzione di interesse pubblico la Banca d Italia esercita nella maniera più estesa i suoi poteri discrezionali e di moral suation (in particolare per i salvataggi bancari) e last, but not least il sistema bancario italiano è essenzialmente costituto da enti pubblici, o da società in mano pubblica Quando Inzitari scrive siamo nel il mondo è cambiato: il processo di privatizzazione delle banche pubbliche è avviato, già dagli anni 80 è cambiato lo stile della vigilanza, il testo unico ha ridotti gli spazi di discrezionalità delle autorità di vigilanza e più in generale prevale ormai il pensiero unico di idolatria del mercato. La concorrenza nel mercato assolve, secondo questa visione del mondo ad una funzione darwiniana: il mercato elimina i deboli per dare più spazio ai forti. In questo contesto l impresa incapace di resistere alla concorrenza va eliminata (va spento il lucignolo fumigante) ed aiutarla sarebbe contrario ai principi di concorrenza. 3. In una conferenza tenuta in un convegno a San Paolo del Brasile nel 1998 e pubblicata su Dir. Banc. Franco Anelli riprende con ampiezza il tema e formula il paradosso del banchiere. Dinanzi alla constatazione che un impresa finanziata è in difficoltà economiche, il banchiere si trova in una situazione angosciosa che gli toglie il sonno; ha davanti a sé un difficile dilemma: a) continuare a finanziare l impresa, nella speranza che così la aiuterà ad uscire dalle sue difficoltà, o, quanto meno, a ritardarne il fallimento che potrebbe dar luogo alla revocatoria dei pagamenti nel frattempo effettuati; ma, così facendo, potrà essere chiamato rispondere per concessione abusiva di credito; b) interrompere subito ogni sostegno creditizio, ma, allora, potrà esser chiamato a rispondere dei danni per ingiustificata interruzione del credito. 4. Che possiamo dire nel 2009? A dieci anni dallo studio di Anelli? 1

2 Certamente il banchiere oggi può dormire un po meglio, e non essere turbato dagli incubi. Da un lato, infatti, le modifiche apportate alla legge fallimentare, sia elevando di fatto la soglia di fallibilità sia modificando la disciplina della revocatoria fallimentare hanno reso meno drammatico il dilemma: in fatto è difficile oggi che il banchiere che continua i rapporti con un impresa in difficoltà corra il rischio della revocatoria fallimentare. D altra parte la recente giurisprudenza della Cassazione che ha escluso la legittimazione del curatore ad esercitare l azione di danni per concessione abusiva del credito rende molto poco probabile questa azione, L unico rischio che rimane è per l ipotesi di brusca interruzione dei rapporti di credito, anche di recente riaffermata dalla Cassazione, ma si tratta di ipotesi marginale: la responsabilità sussisterebbe solo in caso di interruzione assolutamente ingiustificata. 5. Se, allora, il banchiere ha riacquistato la sua serenità e può così effettuare le sue scelte responsabilmente, potremo ipotizzare un atteggiamento delle banche più aperto alle imprese in difficoltà, si potrà affermare di nuovo che funzione della banca è anche quella di salvare le imprese in difficoltà? La risposta non è facile, perché siamo nel campo delle previsioni e mi limiterò indicare qualche elemento di riflessione. 6. Certamente il quadro culturale va cambiando e mi pare sicuro che la crisi economica e finanziaria che stiamo attraversato ha messo a dura prova dovunque l idolatria del mercato. Le reazioni alla crisi avvengono come è stato notato - un po in ordine sparso. In particolare nei Paesi anglosassoni (mi pare con molta decisione nella pragmatica Gran Bretagna: che ha nazionalizzato Northen Rock e Bank of Scotland) è simile a quella dell Italia degli anni 30: attribuire allo Stato (o ad un ente pubblico: l IRI) la proprietà delle banche. Certo questa soluzione è stata giustificata con la necessità di ridare fiducia ai risparmiatori, ma comunque questo evento contribuisce a creare un clima nuovo e, del resto, la storia ci insegna la frequenza dell eterogenesi dei fini: 7. Il legislatore italiano si muove con più prudenza e, dopo le polemiche sollevate dall idea di una partecipazione diretta dello Stato nelle banche (d. l. 155 e 157 del 2008), si è orientato verso la sottoscrizione di strumenti finanziari privi di diritto di voto (D.l. 187del 2009). Anche nella soluzione italiana è previsto che Gli strumenti finanziari di cui al comma 1 possono essere strumenti convertibili in azioni ordinarie, ma su richiesta dell emittente : la strada per la nazionalizzazione delle banche (quotate in borsa) è quindi aperta, ma per ora rinviata. Tuttavia, già ora la sottoscrizione dei tremonti bonds comporta una serie di obblighi per le banche e mi pare- pur coi molti distinguo e reticenze della convenzione recentemente stipulata tra il Ministro del tesoro e l ABI, la funzione di sostegno dell economia che le banche vengono ad assumere nell attuale difficile congiuntura non può essere ignorata ai fini del quadro che andiamo tracciando. Come in chiave di politica creditizia può essere letta l anomala e contestata presenza dei prefetti (organi politici per eccellenza) in questa realtà normativa: un ritorno allo spirito della legge bancaria del 36 nella sua originaria formulazione? 8. Non si può ignorare, d altra parte, che l applicazione rigorosa delle regole di Basilea 2, con la necessità di un preciso accertamento del rischio di credito e conseguente suo rilievo nelle situazioni patrimoniali delle banche, gioca in senso decisamente contrario a questa direzione. Il sonno del banchiere è di nuovo turbato: a) applicherò rigidamente le regole di Basilea, negando credito a chi non potrà restituirlo, oppure b) cederà alle pressioni del Prefetto, che per motivi sociali, di ordine pubblico o per meno nobili, incoffessati motivi chiederà di non negare il credito ad una impresa vicine al dissesto? Neanche ora il banchiere non può dormire. 2

3 Art. 12. Finanziamento dell economia attraverso la sottoscrizione pubblica di obbligazioni bancarie speciali e relativi controlli parlamentari e territoriali 1. Al fine di assicurare un adeguato flusso di finanziamenti all economia e un adeguato livello di patrimonializzazione del sistema bancario, il Ministero dell economia e delle finanze e autorizzato, fino al 31 dicembre 2009, anche in deroga alle norme di contabilita di Stato, a sottoscrivere, su specifica richiesta delle banche interessate, strumenti finanziari privi dei diritti indicati nell articolo 2351 del codice civile, computabili nel patrimonio di vigilanza ed emessi da banche italiane le cui azioni sono negoziate su mercati regolamentati o da societa capogruppo di gruppi bancari italiani le azioni delle quali sono negoziate su mercati regolamentati. 2. Gli strumenti finanziari di cui al comma 1 possono essere strumenti convertibili in azioni ordinarie su richiesta dell emittente. Puo essere inoltre prevista, a favore dell emittente, la facolta di rimborso o riscatto, a condizione che la Banca d Italia attesti che l operazione non pregiudica le condizioni finanziarie o di solvibilita della banca ne del gruppo bancario di appartenenza. In ogni caso, il programma di intervento di cui al presente articolo ha l obiettivo di terminare entro dieci anni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. 3. La remunerazione degli strumenti finanziari di cui al comma 1 puo dipendere, in tutto o in parte, dalla disponibilita di utili distribuibili ai sensi dell articolo 2433 del codice civile. In tal caso la delibera con la quale l assemblea decide sulla destinazione degli utili e vincolata al rispetto delle condizioni di remunerazione degli strumenti finanziari stessi. 4. Il Ministero dell economia e delle finanze sottoscrive gli strumenti finanziari di cui al comma 1 a condizione che l operazione risulti economica nel suo complesso, tenga conto delle condizioni di mercato e sia funzionale al perseguimento delle finalita indicate al comma La sottoscrizione e, altresi, condizionata: a) all assunzione da parte dell emittente degli impegni definiti in un apposito protocollo d intenti con il Ministero dell economia e delle finanze, in ordine al livello e alle condizioni del credito da assicurare alle piccole e medie imprese e alle famiglie, alle modalita con le quali garantire adeguati livelli di liquidita ai creditori delle pubbliche amministrazioni per la fornitura di beni e servizi, anche attraverso lo sconto di crediti certi, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, e a politiche dei dividendi coerenti con l esigenza di mantenere adeguati livelli di patrimonializzazione; 3

4 b) all adozione, da parte degli emittenti, di un codice etico contenente, tra l altro, previsioni in materia di politiche di remunerazione dei vertici aziendali. 5-bis. Gli schemi dei protocolli di cui alla lettera a) e gli schemi dei codici di cui alla lettera b) del comma 5 sono trasmessi alle Camere. 6. Sul finanziamento all economia il Ministro dell economia e delle finanze riferisce periodicamente al Parlamento fornendo dati disaggregati per regione e categoria economica; a tale fine presso le Prefetture e istituito uno speciale osservatorio con la partecipazione dei soggetti interessati. Dall istituzione degli osservatori di cui al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato; al funzionamento degli stessi si provvede nell ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie gia previste, a legislazione vigente, per le Prefetture. 7. La sottoscrizione degli strumenti finanziari e effettuata sulla base di una valutazione da parte della Banca d Italia delle condizioni economiche dell operazione e della computabilita degli strumenti finanziari nel patrimonio di vigilanza. 8. L organo competente per l emissione di obbligazioni subordinate delibera anche in merito all emissione degli strumenti finanziari previsti dal presente articolo. L esercizio della facolta di conversione e sospensivamente condizionato alla deliberazione in ordine al relativo aumento di capitale. 9. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell economia e delle finanze, sono individuate le risorse necessarie per finanziare le operazioni stesse. Le predette risorse, da iscrivere in apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell economia e delle finanze, sono individuate in relazione a ciascuna operazione mediante: a) riduzione lineare delle dotazioni finanziarie, a legislazione vigente, delle missioni di spesa di ciascun Ministero, con esclusione delle dotazioni di spesa di ciascuna missione connesse a stipendi, assegni, pensioni e altre spese fisse; alle spese per interessi; alle poste correttive e compensative delle entrate, comprese le regolazioni contabili con le regioni; ai trasferimenti a favore degli enti territoriali aventi natura obbligatoria; del fondo ordinario delle universita ; delle risorse destinate alla ricerca; delle risorse destinate al finanziamento del 5 per mille delle imposte sui redditi delle persone fisiche; nonche quelle dipendenti da parametri stabiliti dalla legge o derivanti da accordi internazionali; b) riduzione di singole autorizzazioni legislative di spesa; c) utilizzo temporaneo mediante versamento in entrata di disponibilita esistenti sulle contabilita speciali nonche sui conti di tesoreria intestati ad amministrazioni 4

5 pubbliche ed enti pubblici nazionali con esclusione di quelli intestati alle Amministrazioni territoriali, nonche di quelli riguardanti i flussi finanziari intercorrenti con l Unione europea ed i connessi cofinanziamenti nazionali, con corrispondente riduzione delle relative autorizzazioni di spesa e contestuale riassegnazione al predetto capitolo; d) emissione di titoli del debito pubblico. 9-bis. Gli schemi di decreto di cui al comma 9, corredati di relazione tecnica, sono trasmessi alle Camere per l espressione del parere delle Commissioni competenti per i profili di carattere finanziario. I pareri sono espressi entro quindici giorni dalla data di trasmissione. Il Governo, ove non intenda conformarsi alle condizioni formulate con riferimento ai profili finanziari, trasmette nuovamente alle Camere gli schemi di decreto, corredati dei necessari elementi integrativi di informazione, per i pareri definitivi delle Commissioni competenti per i profili finanziari, da esprimere entro dieci giorni dalla data di trasmissione. Decorsi inutilmente i termini per l espressione dei pareri, i decreti possono essere comunque adottati. 10. I decreti di cui al comma 9 e i correlati decreti di variazione di bilancio sono trasmessi con immediatezza al Parlamento e comunicati alla Corte dei conti. 11. Ai fini delle operazioni di cui al presente articolo e all articolo 1 del decretolegge 9 ottobre 2008, n. 155, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 190, le deliberazioni previste dall articolo 2441, quinto comma, e dall articolo 2443, secondo comma, del codice civile sono assunte con le stesse maggioranze previste per le deliberazioni di aumento di capitale dagli articoli 2368 e 2369 del codice civile. I termini stabiliti per le operazioni della specie ai sensi del codice civile e del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, sono ridotti della meta. 12. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell economia e delle finanze, sentita la Banca d Italia, da adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabiliti criteri, condizioni e modalita di sottoscrizione degli strumenti finanziari di cui al presente articolo. 12-bis. Il Ministro dell economia e delle finanze riferisce alle Camere in merito all evoluzione degli interventi effettuati ai sensi del presente articolo nell ambito della relazione trimestrale di cui all articolo 5, comma 1-ter, del decreto-legge 9 ottobre 2008, n. 155, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n

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