PROF. MATTIA LETTIERI

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1 L OFFERTA DI MONETA PROF. MATTIA LETTIERI

2 Indice 1 LA BASE MONETARIA LA RISERVA OBBLIGATORIA LA RISERVA OBBLIGATORIA IN ITALIA FINO AL SEBC IL MERCATO INTERBANCARIO IL MOLTIPLICATORE L OFFERTA DI MONETA L EQUILIBRIO MONETARIO di 19

3 1 La base monetaria La moneta assolve essenzialmente tre funzioni: Funge da mezzo di scambio; È un mezzo per misurare il valore relativo di diversi beni; È una riserva di valore. Quindi, ogni bene in grado di adempiere queste tre funzioni può essere considerata moneta: banconote e monete metalliche, depositi in conto corrente. Ne consegue che l offerta di moneta è data da: M = Circolante + Depositi bancari È necessario introdurre il concetto di base monetaria, di cui il volume dei depositi bancari costituisce un multiplo. La base monetaria è costituita dagli strumenti finanziari utilizzabili dal sistema bancario nel suo insieme come riserve liquide e per soddisfare il vincolo di riserva obbligatoria imposto dalle autorità monetarie. Si è soliti analizzare l offerta di base monetaria facendo ricorso ai settori che costituiscono la controparte alle operazioni di credito della Banca Centrale. Poiché la base monetaria è costituita soprattutto da strumenti emessi dalla Banca Centrale come corrispettivo alle sue operazioni di credito. Questi settori, definiti come canali di creazione della base monetaria, sono: Le altre banche: esse chiedono finanziamenti alla Banca centrale, attraverso anticipazioni e risconti. In questo modo la Banca Centrale immette base monetaria nel sistema; Il Tesoro: il cui fabbisogno finanziario può venire coperto con il ricorso al conto corrente di tesoreria presso la Banca Centrale; 3 di 19

4 L estero: poiché un surplus, deficit, della bilancia dei pagamenti si traduce in un apporto, distruzione, di base monetaria; Altri settori: in cui avvengono operazioni atipiche, quali l acquisto di titoli non di Stato ed altre operazioni diverse. 4 di 19

5 2 La riserva obbligatoria Abbiamo, quindi, detto che le istituzioni che concedono credito, cioè che raccolgono moneta e la danno a prestito, sono le banche e gli istituti di credito in generale. Le banche raccolgono moneta mediante i depositi presso di esse della clientela e la danno a prestito a breve termine mediante le operazioni attive. Le operazioni attive delle banche sono i prestiti delle banche alla clientela. Le banche sono istituti di credito per prestiti a breve scadenza, la caratteristica di queste operazioni attive è che le aperture di credito delle banche alla clientela sono prestiti che hanno una durata tipica di pochi mesi. Le banche, dunque, da un lato raccolgono moneta e, dall altro, la mettono in circolazione mediante prestiti. Ad esse si rivolgono coloro che domandano moneta, mentre, a coloro che chiedono un prestito la banca dà moneta nei limiti in cui ne dispone e ha convenienza a farlo. Ai depositanti la banca è obbligata a restituire, a richiesta, tutta la moneta che essi hanno depositato, per questo motivo ogni banca deve sempre avere moneta liquida in cassa, e in quantità tanto maggiore quanto maggiore è l entità dei depositi della clientela presso di essa. Quindi il comportamento tipico di una banca: essa riceve moneta dal pubblico mediante i depositi ed è obbligata a restituire ai depositanti tutti i biglietti di banca di cui essi fanno richiesta, nei limiti delle somme che ciascuno ha depositato. La banca, però, sulla base dell esperienza, che in ciascun giorno solo una piccola parte della clientela chiederà la restituzione delle somme depositate e che nuovo denaro affluirà di continuo alle sue casse. La banca non avrà, per tanto, né necessità e né convenienza di tenere in cassa tutta la moneta raccolta e potrà investirne una parte facendo prestiti alla clientela o comprando obbligazioni già emesse. La riserva di una banca è la quantità di moneta che essa detiene per far fronte alle richieste dei depositanti, i quali, o possono chiedere denaro liquido o possono emettere assegni, che la banca deve pagare. Le riserve sono costituite dalle banconote detenute dalle banche e sono tenute in cassa o depositate presso la Banca Centrale. 5 di 19

6 La riserva obbligatoria è un istituto con cui si impone alle banche di detenere una percentuale K delle loro passività depositata presso la Banca Centrale. I motivi di tale imposizione normativa vanno ricercati: Nell esigenza di tutelare coloro che hanno effettuato depositi presso le banche, obbligando queste ultime ad investire una quota dalla loro raccolta in attività liquide ed a rischio nullo, si tutelano i risparmiatori; Nella possibilità per le autorità monetarie di controllare la quantità di moneta. Manovrando il coefficiente K di riserva obbligatoria, infatti, le autorità monetarie fanno variare in senso inverso la grandezza del moltiplicatore dei depositi e quindi l ammontare della quantità di moneta anche mantenendo costante la base monetaria; Nella possibilità di finanziare, in alcuni casi, il settore pubblico a condizioni di favore. Questo è quanto accadeva in Italia: permettendo alle banche di versare la riserva dovuta con titoli di Stato, si convogliava una parte del risparmio verso il settore pubblico e si assicurava un ulteriore forma di assorbimento dei titoli del Tesoro. Inoltre, il tasso di remunerazione della riserva in genere è più basso di quello di mercato. Questo permette alla Banca Centrale, se questa è obbligata, come accadeva in Italia fino al 1993, a finanziare il Tesoro, il finanziamento del settore pubblico a condizioni più vantaggiose; In determinate circostanze, ad esempio quando è possibile movimentare interamente o parzialmente la riserva grazie al meccanismo della mobilizzazione, la riserva obbligatoria svolge una funzione di ammortizzatore della liquidità sul mercato monetario. Invece, il rapporto di riserva è la percentuale dei depositi che le banche decidono di tenere in forma liquida, ovvero come riserva. Il rapporto di riserva è determinato dall esperienza passata e dalle previsioni delle banche circa i pagamenti e gli incassi futuri. Ogni banca è tenuta a depositare presso la Banca Centrale una certa percentuale del denaro che ad essa affluisce, stabilita dalle autorità monetarie denominata riserva obbligatoria. 6 di 19

7 2.1. La riserva obbligatoria in Italia fino al 1998 La tutela del risparmio era sicuramente la finalità prevalente quando l istituto della riserva obbligatoria fu introdotto in Italia nel Però, progressivamente, l istituto ha sempre assunto la funzione di strumento di politica monetaria. Dal 1975 esso è stato esteso a tutto il sistema bancario e lì aggregato soggetto a riserva ha via via compreso tutte le forme di raccolta fiduciaria delle banche. L ultima innovazione si è avuta all inizio degli anni Novanta con l introduzione della mobilizzazione della riserva. Fino all ottobre 1990, le banche erano obbligate al rispetto del vincolo di riserva in ogni singolo giorno. A partire da quella data, invece, le banche potevano prelevare dal deposito obbligatorio una percentuale fermo restando: Che l obbligo di riserva doveva essere rispettato non più ogni giorno ma in media durante il periodo di mantenimento, dal 15 di ogni mese al 14 del mese successivo; Che ogni giorno la banca presentasse un deposito non inferiore all importo dovuto al netto della parte mobilizzabile, con una percentuale mobilizzabile del 12,5 %, la banca a fine giornata doveva mantenere u deposito pari almeno all 87,5%. Era possibile prelevare dal deposito di riserva per uno o più giorni purché il prelievo fosse compensato nei successivi giorni del periodo di mantenimento. L innovazione mirava innanzitutto a ridurre lo svantaggio concorrenziale che gravava sul nostro sistema bancario senza ridurre drasticamente la percentuale di riserva obbligatoria. Quest ultima doveva rimanere comunque elevata per contrastare l espansione dei flussi di cassa del Tesoro. Dopo aver raggiunto il livello più alto alla fine degli anni Ottanta, 22,5%, la percentuale di riserva obbligatoria è progressivamente discesa, soprattutto in vista del processo di unificazione monetaria europea. 7 di 19

8 2.2. SEBC Dal 1 gennaio 1999 l UEM (Unione Economica e Monetaria) è entrata nella terza fase. Ciò ha comportato l adozione, in gran parte dei paesi dell UE, della moneta unica europea, ovvero l euro. Contemporaneamente, la responsabilità della politica monetaria dell area euro è stata affidata al Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), composto dalla Banca Centrale Europea (BCE) e dalle Banche Centrali dei paesi membri. Il SEBC è composto dalla Banca Centrale Europea e dalle Banche Centrali dell Unione Europea, comprese anche quelle dei Paesi che non hanno aderito fin dal 1 gennaio 1999 all Unione Monetaria, quindi: Regno Unito, Svezia, Danimarca e Grecia. Quest ultime, tuttavia, non partecipano al processo decisionale di definizione della politica monetaria unica. Esse fanno parte del Consiglio generale, il quale ha compiti e funzioni diverse dagli altri due organi della Banca Centrale Europea: il Comitato Esecutivo e il Consiglio Direttivo. Il principale obiettivo in funzione del quale il SEBC deve agire è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Tuttavia, compatibilmente con tale obiettivo, il SEBC ha anche l ulteriore obiettivo di sostenere le politiche generali dell Unione. In ogni caso, poi, esso deve agire in conformità del principio di una economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo una efficace allocazione delle risorse. Il SEBC ha il compito di: definire e attuare la politica monetaria dell Unione, svolgere le operazioni sui cambi, detenere e gestire le riserve in valuta estera degli Stati membri, promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento. Inoltre, contribuisce con le autorità nazionali alla vigilanza degli enti creditizi e alla stabilità del sistema finanziario. Tali compiti spettano al SEBC, ma la loro concreta attuazione spetta alla Banca Centrale Europea e alle Banche Centrali dei Paesi membri nell Unione Monetaria. Fra gli strumenti attivabili dal SEBC per perseguire gli obiettivi di politica economica vi è la manovra della riserva obbligatoria. Sfruttando la possibilità offerta dall art. 19 dello Statuto SEBC, a tutte le istituzioni creditizie operanti nell area dell euro è stato imposto di mantenere una riserva minima presso la BCE e le Banche Centrali Nazionali, riserva calcolata applicando un coefficiente alle passività nel bilancio delle istituzioni creditizie. 8 di 19

9 L obbligo si considera soddisfatto se l istituzione creditizia mantiene una riserva media giornaliera, calcolata nell arco di un mese, almeno pari all ammontare di riserva dovuto. È possibile movimentare l intera riserva purché a fine giornata il conto riserva/regolamento, ovvero il conto su cui la banca mantiene le proprie riserve presso la Banca Centrale, non presenti saldi negativi. L aggregato soggetto a riserva comprende le seguenti passività: deposti, titoli, di debito emessi, titoli dal mercato monetario. Sono, invece, escluse le passività nei confronti della BCE e delle Banche Centrali dei paesi dell area-euro, nonché delle banche soggette alla riserva obbligatoria del SEBC. Con scadenza mensile la BCE pubblica un elenco delle istituzioni soggette al sistema di riserva obbligatoria. L aggregato soggetto a riserva si compone di due parti: La prima comprende: depositi a vista e overnight; depositi con scadenza predeterminata fino a due anni; depositi rimborsabili con preavviso fino a due anni; titoli emessi con scadenza predeterminata fino a due anni; strumenti di raccolta a breve termine. Su questa prima parte è dovuta una riserva nella misura del 2%; La seconda comprende: depositi con scadenza predeterminata oltre i due anni; depositi rimborsabili con preavviso oltre i due anni; pronti contro termine passivi; titoli emessi con scadenza predeterminata oltre i due anni. Su questa seconda parte non è dovuta nessuna riserva, 0%, ma essa contribuisce al calcolo della franchigia. Per non penalizzare eccessivamente le banche minori, inoltre, è previsto che dall importo così determinato si sottragga una franchigia fissa, pari a 100 mila euro. Tale detrazione si applica per ogni singola banca assoggettata agli obblighi di riserva anche se questa si avvale della facoltà della riserva indiretta. Le banche, infatti, possono adempiere agli obblighi della riserva obbligatoria attraverso una banca intermedia. La banca intermedia è responsabile, congiuntamente alle banche intermedie, del rispetto di obblighi di riserva da parte di queste ultime. Le riserve minime obbligatorie sono remunerate al tasso medio dalle operazioni di rifinanziamento principali durante il periodo di riferimento. 9 di 19

10 In caso di mancato rispetto, totale o parziale, degli obblighi di riserva, la BCE può imporre una delle seguenti sanzioni: Pagamento di una somma calcolata applicando all inadempienza un tasso fino a 5 punti percentuali superiore a quello di rifinanziamento marginale ovvero pari a due volte lo stesso tasso; Obbligo della banca inadempiente di costituire un deposito infruttifero presso la BCE o la Banca Centrale Nazionale per un importo fino a tre volte l ammontare dell inadempienza. La durata del deposito non può eccedere quella del periodo per il quale la banca è risultata inadempiente. 10 di 19

11 3 Il mercato interbancario Il Trattato di Maastricht (attuale art. 101, ex 104) vieta qualsiasi forma di finanziamento in base monetaria agli Stati e ad altre istituzioni pubbliche. Il meccanismo di mobilizzazione della riserva ha avuto l effetto di stabilizzare i tassi di interesse sul mercato interbancario. Vediamo perché. Le banche possono fronteggiare eventuali momentanee carenze di liquidità o ricorrendo alla Banca Centrale oppure rivolgendosi ad un altro istituto di credito sul cosiddetto mercato interbancario. In quest ultimo caso, una banca con momentanee eccedenze di liquidità concede un prestito che in genere ha durata brevissima giungendo a compimento nel giro di un giorno e che per tale motivo si definisce overnight. Per evitare di dover ricorrere a tali finanziamenti, le banche oltre alle riserve necessarie per soddisfare il vincolo obbligatorio detengono ulteriori disponibilità liquide, riserve libere o in eccesso. L entità di queste riserve libere dipende essenzialmente dal costo-opportunità del loro mantenimento pari al rendimento derivante dal possibile impiego alternativo. Infatti, le banche rinunciano alla remunerazione che potrebbero ricavare impiegandole in depositi a brevissimo termine, come l overnight la cui durata è limitata ad un giorno. Pertanto, se il tasso overnight sale, aumenta il costo-opportunità delle riserve libere e ne diminuisce la domanda. Con la mobilizzazione la distinzione fra le due tipologie di riserve non ha più alcun senso, infatti ora, a differenza di quanto avveniva in precedenza, esse confluiscono nell unico conto di riserva/regolamento presso la Banca Centrale. Poiché le banche possono far fronte agli imprevisti movimentando la riserva obbligatoria purché rispettino l obbligo mensile. Con questo margine di manovra più ampio, le banche possono quindi fronteggiare senza eccessivi problemi eventuali shock, temporanei,di liquidità sul mercato monetario e non hanno più necessità di ricorrere all overnight per rimediare ad eventuali errori di previsione. Questa maggiore libertà di azione permessa dalla mobilizzazione comporta due vantaggi: 11 di 19

12 La domanda di riserve da parte delle banche dipende essenzialmente dalla differenza fra tasso overnight atteso e tasso overnight attuale. Se il tasso atteso è maggiore di quello attuale conviene detenere più riserve. In questo modo, nei giorni successivi, la banca potrà minimizzare le sue riserve, ed i conseguenti costi-opportunità; L influenza della BCE si esplica dapprima sui tassi interbancari e da qui si trasmette al resto del sistema economico. Se il mercato overnight è più stabile, la Banca Centrale può trasmettere i propri segnali di politica monetaria senza che questi subiscano le interferenze momentanee di un mercato eccessivamente volatile. 12 di 19

13 4 Il moltiplicatore Nella letteratura economica la base monetaria viene anche definita come moneta ad alto potenziale poiché essa costituisce la base per l espansione della moneta bancaria. La moneta ad alto potenziale è l insieme delle banconote, monete metalliche e biglietti di Stato in circolazione, sia quelli detenuti dal pubblico sia quelli nelle casse delle banche, dei depositi delle banche presso la Banca Centrale, del margine disponibile nei confronti di anticipazione delle aziende di credito e del Tesoro, ovvero i depositi presso il Tesoro e la Cassa Depositi e Prestiti, nonché le disponibilità in valuta convertibili in moneta legale. La quantità di base monetaria è regolata dalla Banca Centrale e determina, per mezzo del moltiplicatore, l offerta di attività liquide. Per ogni euro ricevuto a deposito le banche dovranno detenere riserve obbligatorie in base monetarie secondo una percentuale K fissata dalle autorità monetarie. La banca, in questo modo, potrà disporre liberamente della frazione (1-K) per ogni euro ricevuto e concedere prestiti. Se tali prestiti vengono reimmessi nel circuito bancario, le banche dovranno dedurre un ulteriore frazione K dalle some ricevute e concedere nuovi prestiti. La somma disponibile sarà sempre minore ed il processo si arresterà quando la somma delle riserve accumulate dalle banche sarà uguale al deposito iniziale. Al termine di tale sequenza, però, l ammontare dei depositi sarà un multiplo della base monetaria e, più precisamente, sarà pari a DB = m BM, dove DB indica i depositi bancari, BM la base monetaria e m è il moltiplicatore monetario pari all inverso del coefficiente di riserva obbligatoria. Tale coefficiente, che indica la percentuale dei depositi ottenuti che ciascuna banca deve detenere in base monetaria, è stabilito dalle autorità monetarie. La capacità delle banche di creare depositi partendo da una somma inizialmente depositata può essere illustrata attraverso un esempio numerico. Supponiamo che la Banca Centrale aumenti di euro la base monetaria, ad esempio stampando banconote, e che i cittadini depositino questa somma in una banca. La banca, ora, potrà creare ulteriore liquidità bancaria partendo dal deposito iniziale. Dopo aver accantonato una certa quota a titolo di riserva obbligatoria, ad esempio il 20%, la banca potrà prestare i restanti 800 euro a coloro che hanno bisogno di credito. 13 di 19

14 Se questo denaro ritorna di nuovo nel circuito bancario, la banca che lo riceve potrà riutilizzarlo, dopo aver nuovamente dedotto la quota di riserva obbligatoria, ovvero potrà concedere credito per 640 euro. Chiaramente la somma disponibile sarà sempre minore. Il processo si fermerà quando la somma delle riserve accumulate dalle banche sarà uguale al deposito iniziale. La formula del moltiplicatore dei depositi è data da: DB = m BM DB indica l ammontare della moneta bancaria ottenuta dal deposito iniziale, BM la base monetaria e m è il moltiplicatore dei depositi, espresso come l inverso del coefficiente di riserva obbligatoria K. Riprendendo l esempio precedente si può scrivere: DB = BM = = = Da una base monetaria iniziale di euro il sistema creditizio avrà generato moneta bancaria per un ammontare pari a euro. La dimensione del moltiplicatore dei depositi prima definito, in realtà, non viene mai raggiunta. Occorre infatti considerare che sia il pubblico sia le banche detengono presso di sé circolante per mantenere una scorta di liquidità. Ad ogni giro del circuito una certa quantità di base monetaria viene sottratta e minore risulta la quantità di depositi bancari creati. Se chiamiamo a la quantità di base monetaria trattenuta dal pubblico e b quella trattenuta dalle banche, il moltiplicatore dei depositi sarà: DB = BM La quantità di moneta trattenuta dal pubblico a è, molto verosimilmente, influenzata dal tasso di interesse sui depositi bancari, più esso è alto, minore sarà la convenienza a detenere scorte liquide. Le scorte monetarie delle banche b, invece sono influenzate: 14 di 19

15 Dal costo del rifinanziamento presso la Banca Centrale: tanto più onerose sono le operazioni cui esse ricorrono in caso di carenza di liquidità, tanto maggiore sarà la scorta di liquidità detenuta; Dal tasso di rendimento sui crediti poiché più gli impieghi sono remunerativi, minori saranno le scorte. 15 di 19

16 5 è determinata da numerosi fattori: Alcuni sono determinati dalle autorità monetarie, il coefficiente di riserva obbligatoria e le condizioni per il rifinanziamento delle banche di credito ordinario, o sono controllati direttamente da esse, il volume della base monetaria; Altri dipendono dal comportamento degli operatori, banche e pubblico, ma su tale comportamento le autorità monetarie possono esercitare un influsso indiretto. Lo stock di moneta, per questi motivi, può essere considerato: Una variabile esogena nel qual caso esso dipende esclusivamente dalle decisioni prese dalle autorità monetarie; Una variabile endogena influenzata dall andamento delle altre variabili del sistema economico. Sia i neoclassici che i monetaristi propendono per la prima ipotesi, poiché la moneta non influisce sulle variabili reali del sistema ma solo sul livello generale dei prezzi, dicotomia neoclassica, gli operatori esprimono una domanda di moneta in termini reali. Di conseguenza, lo stock di moneta nominale in circolazione non può derivare dalla domanda di moneta ma deve essere considerato una variabile esogena. Keynes, invece, ritiene che la moneta e le forze reali del sistema siano correlate. Una politica monetaria troppo restrittiva, ad esempio, può creare sfiducia negli operatori, spingendoli a abbandonare le attività reali in favore della liquidità. Se la quantità di moneta influenza gli investimenti reali, essa non può essere considerata una variabile esogena. 16 di 19

17 L argomento è stato ripreso dai post-keynesiani, e in modo particolare per Kaldor le autorità monetarie non hanno il potere di controllare la quantità di moneta offerta. Ciò è riconducibile innanzitutto a ragioni sociali. In presenza di congiunture negative le autorità monetarie sono sottoposte a forti politiche per adottare una politica monetarie espansiva. Vi sono valide motivazioni economiche a sostegno della natura endogena dell offerta di moneta. La legge di Goodharth afferma che una grandezza monetaria sottoposta ad un rigido controllo perde rapidamente le sue caratteristiche e le funzioni da essa svolte sono assunte da altri strumenti finanziari. La creazione di sempre nuovi strumenti finanziari comporta che la definizione degli aggregati monetari diviene sempre più incerta e, di conseguenza, meno efficace è l azione delle autorità monetarie. Se questo è vero, allora la composizione e il volume dell offerta di moneta sono determinanti in modo rilevante dalle scelte del pubblico e delle banche. Ciò significa che l offerta di moneta deve essere considerata elastica rispetto ai tassi di interesse, di conseguenza, le autorità monetarie possono solo fissare il tasso di interesse. Quest ultimo, influenzando gli investimenti determina un certo livello di reddito cui corrisponde una data quantità di domanda di moneta. si adegua a tale livello di moneta domandata: Se l offerta di moneta è esuberante rispetto alla domanda di moneta compatibile con il nuovo reddito, essa viene automaticamente estinta o con un rimborso dei debiti o convertendo la moneta esuberante in attività fruttifere; Qualora l offerta di moneta fosse insufficiente il pubblico può, con un procedimento opposto, pareggiare la due grandezze. 17 di 19

18 6 L equilibrio monetario Secondo la teoria della preferenza per la liquidità esiste una situazione di equilibrio quando sul mercato della moneta si stabilisce un dato tasso di interesse che permette di eguagliare la domanda e l offerta di moneta. La domanda di moneta può essere sintetizzata nella seguente equazione: M D = L 1 (Y) + L 2 (i) La domanda di moneta M D è data dalla somma della domanda di moneta per scopi transattivi e precauzionali L 1 che sono influenzati dal reddito Y mentre la domanda di moneta per fini speculativi L 2 è influenzata dal saggio di interesse. Poiché la domanda di moneta per motivi transattivi e precauzionali è generalmente stabile nel breve periodo ogni aumento dell offerta di moneta dovrà essere assorbito dal movente speculativo, tuttavia, ciò è possibile soltanto se il tasso di interesse è basso. Figura n di 19

19 Nella figura n.68 è illustrato l equilibrio sul mercato monetario dato dal punto di intersezione tra la retta dell offerta di moneta M s1 e la curva della domanda di moneta M D. Il tasso di interesse che porta in equilibrio la domanda e l offerta di moneta è, in questo caso, i r. Un basso tasso di interesse costituisce uno dei maggiori incentivi agli investimenti privati. Nella figura n. 68 viene dimostrato che le autorità di governo potrebbero porsi come obiettivo quello di ridurre il tasso di interesse aumentando l offerta di moneta, da M s1 a M s2. In questo caso il tasso di interesse scenderebbe fino al livello i 2. Tuttavia, oltre quel punto ogni ulteriore immissione di liquidità nel circuito economico non avrebbe effetti sul saggio di interesse. In questo caso, si verifica quella situazione che Keynes definì della trappola della liquidità, ovvero la possibilità che in corrispondenza di un tasso di interesse molto basso la domanda di moneta per fini speculativi diventi illimitata, poiché le aspettative dei risparmiatori saranno indirizzate verso un aumento del saggio di interesse e quindi preferiranno detenere moneta in forma liquida piuttosto che investirla. 19 di 19

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