PROGETTO STRATEGICO TRANFRONTALIERO RISKNAT

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1 PROGETTO STRATEGICO TRANFRONTALIERO RISKNAT ATTIVITA B4 C4 PIENE E LAVE TORRENTIZIE SCHEDA 5 RIO CARAMEZZANA COMUNE DI MOSSO (BI)

2 Scheda 5 1. Il bacino del Rio Caramezzana (Caramenzana) Localizzazione geografica Il Rio Caramezzana è un affluente di sinistra del torrente Strona di Valle Mosso. Il conoide è situato in località Bogge nel comune di Mosso Santa Maria, provincia di Biella. Figura 1 - Vista panoramica del bacino del Rio Caramezzana. Caratteri morfometrici e morfologici Il bacino di forma stretta e allungata, ha una superficie di circa 1,32 kmq che si sviluppa lungo un ripido versante per un dislivello di circa 900 m, dalle più elevate sommità della Cima della Ragna sino al punto di chiusura situato a circa 479 m s.l.m.

3 Geologia del substrato e dei depositi superficiali Il bacino idrografico del Rio Caramezzana presenta un substrato di unità sudalpine, ossia facenti parte del settore meridionale della catena alpina (Alpi meridionali), privo di sovraimpronta metamorfica alpina e non compreso nel prisma orogenico alpino in quanto interessato dall orogenesi in modo marginale e tardivo (fase neoalpina). Il bacino è impostato su due litologie principali: graniti nella parte bassa e dioriti con subordinati gabbri nella parte alta. I graniti, costituiti prevalentemente da graniti biotitici a grana media di colore bianco o rosato, sono parte dei Graniti dei Laghi, un batolite composito di età permiana (datato da 275 a 283 milioni di anni fa) esteso dal Biellese orientale al Lago Maggiore, intruso nel basamento sudalpino (Serie dei Laghi) durante le fasi tardive dell orogenesi ercinica. I graniti presentano frequentemente coltri di alterazione ( sabbioni ) di composizione arcosica, con spessore variabile, fino ad alcuni metri. Le dioriti e i gabbri costituiscono le litologie principali del complesso mafico della Zona Ivrea-Verbano, insieme alle rocce ultrabasiche non presenti in questo bacino. Le dioriti sono costituite da plagioclasio, anfiboli e pirosseni; i gabbri da pirosseni e plagioclasi, con olivina. Le rocce basiche della Zona Ivrea-Verbano si sono formate per intrusione, durante l orogenesi ercinica, di magmi mantellici caldi alla base della crosta continentale inferiore. Le rocce incassanti sono il complesso kinzigitico della Zona Ivrea-Verbano, costituito da paragneiss (metapeliti) a quarzo, plagioclasio, biotite, sillimanite, granato, i quali nel bacino del Rio Caramanzana sono presenti solo alla confluenza dello stesso nel Torrente Strona. Al contatto con i graniti le kinzigiti sono interessate da filoni di composizione granitica e aplitica. Nella parte alta del bacino affiora la roccia fresca e poco alterata mentre nella parta intermedia e in quella bassa si susseguono settori ricoperti da una potente coltre di alterazione in posto delle rocce cristalline (eluvium) e altri coperti dallo stesso materiale mobilizzato (colluvium). La coltre detritica di alterazione irregolarmente distribuita si differenzia essenzialmente in due tipologie: materiale sabbioso grossolano, prodotto di alterazione del substrato granitico (eluvium e colluvium sabbiosi); materiale sabbioso fine con componente argillosa, derivato dal disfacimento di rocce gabbroidi e kinzigitiche (eluvium e colluvium argillosi).

4 Figura 2 - Carta geologica semplificata del bacino Analisi morfometriche Ipsografia Pendenze Il bacino presenta pendenze elevate (Figura 3) nella parte alta dove affiora il substrato roccioso costituito dalle gabbrodioriti, mentre in corrispondenza dei graniti i pendii sono meno acclivi e la morfologia dei versanti risulta molto più dolce, ciò è legato alla presenza della coltre di alterazione del substrato granitico.

5 Figura 3 - Carta delle pendenze del bacino del rio Caramezzana espresse in gradi. Le fasce altimetriche del bacino diminuiscono pressoché uniformemente nella parte alta mentre nella parte bassa dominano le quote 700 e 600 metri sottolineando la minore acclività dovuta alla presenza dei terreni sabbiosi, gli ultimi 200 metri del bacino, immediatamente a monte del conoide, sono caratterizzati da quota 500 m.

6 Figura 4 - (in alto) Rappresentazione della distribuzione delle fasce altimetriche con una equidistanza di 100 m all interno del bacino; (in basso) ripresa da monte degli ultimi 200 metri del bacino, sullo sfondo si intravede il fondovalle dello Strona.

7 Valutazione del potenziale detritico Dall'esame delle fotografie storiche e misurazioni durante la fase di sopralluoghi si è desunta la volumetria del materiale trasportato durante l'evento dell'ottobre 1968 dell'ordine degli m3. Le rocce cristalline che costituiscono il substrato del bacino sono ricoperti da una potente coltre di alterazione I movimenti franosi che si possono innescare, dovuti a saturazione e fluidificazione della coltre detritica superficiale sono soil slip, soil slide che se incanalati nel corso d'acqua danno vita a colate che, durante il percorso, si gonfiano con un processo autoalimentante producendo vistosi fenomeni erosivi e di trasporto di materiali solidi lungo la rete idrografica minore, fino a deporre, nell arco di pochi minuti, ingenti quantità di materiali alluvionali in forma di ampia conoide, una volta raggiunto il fondo valle o una zona pianeggiante intermedia. Figura 5 - (a sinistra) Tipica erosione nella coltre superficiale granitica; (a destra) sabbione granitico. Uso del suolo Le classi d uso del suolo, sono rappresentate per il 72% da boschi di castagni, faggi, aceri e boscaglia d'invasione, il 15 % da aree a valenza pastorale e il 13% da aree urbanizzate.

8 2. Il conoide del Rio Caramezzana (Caramenzana) Aspetti morfologici Il conoide del rio Caramezzana si estende su una superficie di appena 1597 m2; è antropizzato nella porzione distale dove si trova una parte del complesso ex-lanificio Piana, pesantemente danneggiato dalla colata detritica scesa lungo il rio Caramezzana nel novembre del 1968, e la strada provinciale della Valle Strona. Il corpo del conoide è difficilmente riconoscibile in quanto tutto il materiale depositato dal rio e, in particolar modo quello abbandonato dalle acque del Caramezzana durante l'evento del 1968 è stato interamente rimosso, mettendo a nudo il substrato roccioso, peraltro visibile in zona di apice (Figura 6). Figura 6 - Conoide del rio Caramezzana. Opere di difesa, infrastrutture e insediamenti urbani sul conoide A seguito dell'evento del novembre 1968 gli edifici distrutti non vennero ricostruiti, il tracciato della SP 200 venne modificato e la luce del ponte sul rio Caramezzana fu ampliata. Il rio Caramezzana in conoide è stato canalizzato ed è stata realizzata una serie di briglie. Inoltre subito a valle dell'apice del conoide sono stati costruiti dei raccordi spondali in sinistra e in destra fra i muri di contenimento del versante e le difese arginali longitudinali al fine di contenere il deflusso all'interno del tratto artificiale evitando che le acque si incanalino lungo la strada comunale, come era successo del 1968 (Figura 7).

9 Figura 7 - Tratto canalizzato del rio Caramezzana Nonostante la luce del ponte sia stata ampliata la sezione utile è ridotta dalla presenza di tubazioni di grosse dimensioni e da vegetazione in alveo (Figura 8). Figura 8 - Sezione utile ridotta dalla presenza di tubi al di sotto dell'impalcato.

10 Oltre il ponte della SP, in sinistra, è presente un edificio di due piani adibito a magazzino il cui cortile, a quota inferiore rispetto alla strada e collegato ad essa da un tratto in forte pendenza, è stato recintato da un muro in calcestruzzo di circa 1,50 m di altezza e privo di aperture. Se la luce del ponte della SP venisse ostruita le acque del Rio sovrappasserebbero il ponte e sarebbero parzialmente deviate, per effetto della pendenza, verso il cortile del magazzino menzionato allagandolo completamente Eventi di attività torrentizia parossistica documentati dall indagine storica Durante l evento alluvionale del novembre 1968 che colpì maggiormente il bacino del torrente Strona, lungo le aste torrentizie della Valle Strona si sono avute colate detritiche, miscele solido-liquide ad elevata densità, alimentate da movimenti franosi della coltre detritica innescatesi lungo i versanti dei bacini (Figura 9). A Figura 9 - Estratto dalla" Carta dei dissesti del 2 novembre 1968 del Bacino del torrente Strona (Biella)" di M. Govi. Nelle zone di confluenza hanno dato origine ad ampi depositi di materiale grossolani o si sono incanalate nel torrente Strona. Anche l'asta del rio Caramezzana fu interessata da una colata di detrito che provocò la distruzione di tre edifici e del ponte della SP 210 (Figura 10).

11 Figura 10 - Il cerchio rosso indica l'edificio della famiglia Piana completamente raso al suolo dalla colata detritica scesa lungo l'asta del rio Caramezzana e dove perirono tre persone. Ricostruzione storica dell'evento: "Il rio Caramezzana intubato passava al di sotto di alcuni edifici dello Stabilimento Piana, costruiti nella seconda metà dell'ottocento. Verso le il condotto, attraverso cui scorreva solitamente il rio, non era più in grado di far defluire le acque poiché ostruito da massi e tronchi di albero. Pertanto il rio uscì a tergo degli edifici invadendo la sede stradale e facendosi largo attraverso il portone di ingresso dello stabilimento industriale.

12 Verso le il livello delle acque del rio saliva sempre di più fino a costringere i residenti, ormai impossibilitati ad abbandonare l'edificio, a salire ai piani più alti della casa. Verso le la frequenza con cui i massi colpivano la casa sembrava diminuire, facendo ben sperare le persone intrappolate nell''edificio che la situazione fosse in via di miglioramento. Un po' prima delle il livello delle acqua scese, verosimilmente l'ultimo sbarramento lungo il rio fu talmente ingente da bloccare le acque del rio; e poi si udì un forte boato e subito la casa venne colpita da una massa di acqua, fango, massi: le persone presenti nella casa vennero scaraventate all'esterno e solo alcune di esse si ritrovarono sul balcone dell'edificio di fronte ancora vive...". (Tratto da "Gli angeli del fango, l'alluvione del biellese 40 anni dopo"). Figura 11- Vista aerea della zona di confluenza tra il Caramezzana e il torrente Strona. Il cerchio indica la posizione dell'edificio della famiglia Piana completamente raso al suolo dalla colata detritica.

13 Figura 12 - Ricostruzione da foto aeree dei principali fenomeni franosi attivatisi all'interno del bacino del Caramezzana. Figura 13 - (sinistra) Il conoide che si è formato a seguito dell'evento. (destra) Immagine dalla quale si può apprezzare lo spessore del materiale depositato dalla colata detritica sul piano stradale.

14 Inoltre nell evento del 1968, in sponda sinistra, il materiale solido fuoriuscito dall'alveo defluì lungo il piano viabile della SP 210 arrestandosi pochi metri prima del ponte sul Rio Tolera (Figura 14). Figura 14 - Vista verso valle della SP 210 in località Bogge, la strada è stata ricoperta dal materiale detritico trasportato dalla colata, sui muri si intravedo i segni lasciati dalla porzione più liquida. In corrispondenza dell abitazione abbattuta nella zona d apice è stato realizzato, a seguito dell'evento, un terrapieno sostenuto da un muro. Sulla sponda opposta in corrispondenza di una piccola costruzione sono stati osservati circa 4-5 m di depositi alluvionali riferibili all'evento del Segnalazione di beni soggetti a rischio I beni soggetti a rischio si riferiscono alla strada SP 200 e all'edificio presente in sinistra al piede del conoide. Punti critici Un punto critico sull'alveo all'interno del bacino è rappresentato dal ponte con una spalla in pietra situato a quota 500 m (Figura15). La sezione risulta ridotta, una eventuale colata con trasporto di tronchi potrebbe arrestarsi in corrispondenza dell'opera e causare uno sbarramento temporaneo con accumulo di materiale che potrebbe essere preso in carico da una successivo impulso di colata.

15 Figura 15 - Nelle immagini l'attraversamento ormai in disuso situato a quota 500. Il ponte sulla SP 200 è stato costruito con luce ampia ma non sembra dimensionato ad un evento come quello del novembre Inoltre, come già evidenziato, sotto l'intradosso sono presenti delle tubazioni che ne riducono sensibilmente la luce (Figura16).

16 Figura 16 - Vista da monte del ponte provinciale che attraversa il rio Caramezzana. Valutazione della severità e della ricorrenza del fenomeno atteso Corso d'acqua: RIO CARAMEZZANA Ac/Ab (Ar) Me Im CL Fa Tr Ar3 0,76 Im1 BCM Fa3 20 Il parametro Rapporto tra Aree (Ar), indica la quantità di materiale detritico trasportabile dal corso d acqua nel tempo; per il bacino del rio Caramezzana assume valore 0,36 indicando una bassa capacità di produzione. L'indice di Melton pari a 0,76 esprime una tipologia di trasporto tipo debris flow. I due parametri incrociati forniscono un indice morfometrico Im pari a 1. La classe litologica in cui ricade il bacino appartiene alle rocce ignee o metamorfiche massicce BCM che producono trascurabili quantità di minerali argillosi e argillosimili. La severità del fenomeno atteso è elevata (Fa3) con tempo di ritorno pari a 20 anni.

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