RISCHIO AMBIENTALE, ALLOCAZIONE DEL CREDITO, BANCA TRADIZIONALE E BANCA VERDE: ELEMENTI DI ANALISI ECONOMICA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "RISCHIO AMBIENTALE, ALLOCAZIONE DEL CREDITO, BANCA TRADIZIONALE E BANCA VERDE: ELEMENTI DI ANALISI ECONOMICA"

Transcript

1 RISCIO AMBIENTALE, ALLOCAZIONE DEL CREDITO, BANCA TRADIZIONALE E BANCA VERDE: ELEMENTI DI ANALISI ECONOMICA DONATO MASCIANDARO * 1. Introduzione La nostra premessa è che esiste un fallimento del mercato: le imprese sembrano non considerare in modo opportuno il rischio ambientale. Il segnale è rappresentato dal fatto che non fanno sufficienti investimenti in politiche di prevenzione dei danni ambientali. Occorre allora disegnare delle regolamentazioni che pongano rimedio a tali comportamenti microeconomici, inefficienti in termini di sviluppo sostenibile. Da qui anche la normativa sulla lender responsibility, che di fatto «obbliga le banche» a considerare nella valutazione del credit risk il problema del danno ambientale 1. Ma perché le imprese non hanno incentivi a far politiche di prevenzione dei danni ambientali, cioè a fare investimenti in tal senso (investimenti verdi)? Una possibile risposta è che gli investimenti verdi hanno un diverso valore economico a seconda dell orizzonte temporale in cui vengono considerati. In un'ottica di breve periodo, gli investimenti verdi possono essere percepiti come un costo fisso irrecuperabile (sunk costs), che, soprattutto nelle fasi negative del ciclo, appesantisce i conti aziendali, senza alcun beneficio atteso. Se l imprenditore si pone in una ottica di più lungo periodo, è più facile che l impresa percepisca i benefici attesi degli investimenti verdi: abbassamento della probabilità di danni ambientali effettivi, aumento dei benefici per gli stakeholders, ecc. Il problema è che l ottica dell impresa è sovente di breve periodo, rispetto alle esigenze di sviluppo sostenibile. Proprio per «allungare» l orizzonte temporale delle decisioni d impresa, in modo da ottenere un'«internalizzazione» del rischio d impresa, l analisi economica del diritto ha messo l accento sull opportunità di introdurre un principio di responsabilità civile del soggetto che causi un danno ambientale 2. Il processo di «internalizzazione» che dovrebbe avviarsi sulla base dell esistenza della responsabilità del sog- *Centro Paolo Baffi, Università Bocconi, Milano e Dipartimento di Scienze Economiche, Matematiche e Statistiche, Facoltà di Economia, Università di Lecce. 1 Sulle diverse esperienze internazionali di lender s liability vedi Porrini (2002). 2 Shavell (1987). 33

2 STUDI E NOTE DI ECONOMIA - QUADERNI/9 getto inquinante trova però un limite nella cosidetta judgement proofness 3, vale a dire la circostanza che, sovente, l ammontare del danno ambientale atteso può essere superiore allo stesso valore economico del soggetto inquinante. Ed allora è emersa la soluzione della lender s responsibility: la responsabilità del danno ambientale viene estesa anche ai finanziatori dell impresa, in particolare le banche. In tal modo, l interesse di una banca ad evitare che un'impresa da essa affidata si renda responsabile ex-post di un danno ambientale dovrebbe essere sufficiente a definire ex-ante un efficace disegno degli incentivi che spingesse l impresa a fare i necessari investimenti verdi. Se la banca, esistendo il principio della lender s responsibility, si trova a far fronte ad un nuovo rischio, appunto da danno ambientale, dovrà tenerne conto ex-ante nella definizione del tasso di interesse del credito affidato; se l impresa vorrà ridurre il costo del credito 4, dovrà mettere in atto quegli investimenti e quei comportamenti che possono rassicurare la banca in tal senso; il danno ambientale sarà così oggetto di un processo di risk sharing tra banca ed impresa, con un processo di «internalizzazione» che colpisce la funzione obiettivo sia del finanziato che del finanziatore. In realtà, in presenza di asimmetrie informative e di incertezza, il problema dell «internalizzazione» del danno ambientale è lungi dall essere risolto dalla semplice presenza della norma della lender s liability 5 ; si possono verificare sia fenomeni di moral hazard 6 comportamenti scorretti da parte delle imprese affidate o di adverse selection 7 affidamento delle imprese «sbagliate». Un altra possibile soluzione al problema della mancata «internalizzazione» è che sul mercato esistano delle banche verdi. Definiamo banca verde una banca che, data un impresa, le affida il credito in una prospettiva di più lungo periodo, rispetto ad una banca tradizionale, in cambio di investimenti verdi da parte di quell impresa. Quindi la banca verde non è un impresa no-profit, né tantomeno il suo credito è un «pasto gratis». Semplicemente, il suo contratto di credito è diverso da quello tradizionale: scambia un commitment dell impresa ad essere eco-sostenibile, con maggiori probabilità di creare una long-term relationship. E, anche posta in perfetta competizione con banche tradizionali, può essere più efficiente. È possibile dimostrare che, in mercati competitivi, in cui la banca verde compete con banche tradizionali, si può avere, sotto certe condizioni, una migliore allocazione delle risorse. Il seguente modello dimostra tale assunto. 3 Schwartz (1985); Shavell (1986). 4 Segerson e Tietenberg (1992). 5 Porrini (2002). 6 Pitchford (1995) e (2001); Lewis e Sappington (2001); Balkenborg (2001). 7 eyes (1996). 34

3 D. MASCIANDARO, RISCIO AMBIENTALE, ALLOCAZIONE DEL CREDITO... Le conseguenze di policy sono evidenti: il rapporto tra rischi ambientali e credit allocation può passare non solo attraverso la legal view (tipo la regolamentazione lender responsibility) ma anche una market view, se aumenta il numero delle banche verdi, ovvero ed è lo stesso aumenta la sensibilità ambientale delle banche commerciali. 2. Il modello Per cogliere l importanza della presenza di una banca verde, anche in mercati perfettamente competitivi, si cercherà di sviluppare un modello dinamico il più semplice possibile in cui, in particolare, sia evidente l efficienza legata alla presenza della banca verde. Procediamo per gradi. Caso A. Si immagini un imprenditore senza capitali con un progetto di investimento (in t = 0) che nel periodo successivo e finale (diciamo t = 2) produce profitti certi e sufficienti a coprire il costo del capitale. Ovvio che sarebbe efficiente se un investitore (banca) finanziasse questo progetto: se però il profitto dell imprenditore non è verificabile, e vi è dunque un classico problema di asset diversion, tipico dell ipotesi di asimmetria informativa, questo non accade a causa del timore della banca che l imprenditore «nasconda» il suo profitto. Caso B. Ipotizzando un periodo intermedio (t = 1) lo scenario cambia. In t = 1 c è la realizzazione di un pay-off positivo ma sempre non verificabile. La banca accetterebbe di finanziare l imprenditore a breve termine (fino a t = 1): se non viene ripagata in t = 1 può «minacciare» di far fallire l imprenditore così che il profitto certo in t = 2 non venga realizzato. La minaccia è credibile perché il creditore sa che, comunque, in t = 2 non verrebbe ripagato: quindi è conveniente recuperare il collateral in t = 1 piuttosto che in t = 2. Nel modello che consideriamo vi è un aggiunta rispetto al caso B, in quanto inseriamo la possibilità che l impresa debba ovviamente considerare la possibilità di shock congiunturali, positivi o negativi. Per cogliere questo fenomeno in modo molto semplice ed intuitivo, possiamo ipotizzare che in t = 1 muove la Natura (= lo shock congiunturale) e possono esservi due scenari osservabili (scenario buono i cui il pay-off è positivo, scenario cattivo in cui il pay-off è zero) 8. 8 Si noti l ipotesi che le mosse della Natura siano osservabili: questa è un ipotesi molto plausibile e semplifica i risultati, ma non è fondamentale ai fine del modello. Se essa è verificata il creditore può distinguere in t = 1 quando vi è insolvenza per causa della Natura oppure quando non vi sia insolvenza, ma il debitore non vuole pagare sfruttano la non verificabilità degli assets. Di conseguenza il debitore non ha convenienza a mentire perché verrebbe fatto fallire con certezza. Questa ipotesi potrebbe essere superata introducendo incertezza, nella conoscenza del debitore, sui parametri del creditore: in questo caso, quand anche i parametri fossero tali che di fronte a una dichiarazione di insolvenza la banca decidesse sempre di rinegoziare, vi sarebbe per il debitore un rischio sui parametri e, quindi, probabilità di fallimento: per un rischio sufficientemente alto e, in particolare, un profitto atteso in t = 2 sufficientemente alto, sarebbe ottimo non mentire. 35

4 STUDI E NOTE DI ECONOMIA - QUADERNI/9 Dunque il pay-off non solo è non verificabile, ma anche incerto. Se il pay-off nel periodo intermedio è sufficientemente grande, la banca continuerà a prestare denaro all imprenditore in t = 0 fino a t = 1 9. I problemi nascono in t = 1. Se la Natura è benigna siamo nel caso B: l imprenditore paga la banca e procede in t = 2 a «godersi» i profitti certi. Ma «se le cose vanno storte» in t = 1 siamo nel caso A: la banca non può essere ripagata. La colpa è della Natura, e nel periodo successivo vi è profitto certo e positivo: quindi sarebbe efficiente rinegoziare il debito; ma vi è il problema di asset diversion in t = 2 (caso A), quindi la banca non sarebbe disposta a rinnovare il credito (preferirebbe incassare il collateral subito in t = 1 piuttosto che aspettare t = 2 se il tasso di sconto è positivo). Questo vale anche se si suppone che il problema di asset diversion non sia totale, ma la banca possa recuperare una (sufficientemente piccola) parte del valore dell impresa, diciamo una frazione (1 α). A questo punto entra in gioco l esistenza di una banca alternativa a quella tradizionale, che chiamiamo banca verde. La banca verde è caratterizzata dall avere un sistema etico, del tipo «etica del mercato sostenibile». La banca verde è disposta a mettersi con un'impresa in una long term relationships, purché quest impresa faccia degli investimenti verdi, volti a rendere la propria attività eco-compatibile. Dunque, se l impresa affronta i costi legati agli investimenti verdi, la banca, come si vedrà meglio oltre, trae un beneficio dalla continuazione dell attività in t = 1. La probabilità di rinegoziazione, dunque, è più alta con la banca verde di quanto lo sia con la banca tradizionale in t = 0. Se l impresa ha anch essa un beneficio privato dalla continuazione 10 del rapporto di credito, questa più alta probabilità di rinegoziazione avrà per essa un valore, e sarà quindi anche disposta ad accettare di pagare un costo, legato appunto agli investimenti verdi. Si noti, che, dal punto di vista dell impresa, la somma algebrica tra costo atteso e beneficio atteso dell entrare in relazione con la banca verde viene comunque confrontato con le condizioni offerte dalla banca tradizionale, in quanto ipotizziamo mercati competitivi. Inoltre, sempre l ipotesi di mercati competitivi, «costringe» sia la banca tradizionale che la banca verde a rispettare il criterio di massimizzazione del profitto. Occorre allora scoprire se, e sotto quali condizioni, la 9 In questo caso la minaccia della banca continua a valere quindi viene superato il problema della verificabilità del pay-off. Naturalmente la banca per prestare il denaro chiederà un tasso d interesse più alto (per questo il pay-off nel periodo intermedio deve essere sufficientemente alto, o l ammontare del debito proporzionatamente basso). 10 Questo punto verrà discusso più in dettaglio oltre. Si pensi per ora che il fallimento in t = 1 implica un «crollo» nel valore del capitale umano dell imprenditore (non solo perdita di credibilità, ma anche conseguenza giuridica del fallimento). Rinviare questa perdita di capitale umano può avere un valore molto alto, specie se si osserva il problema in un orizzonte con più di tre periodi: perché si perde l opportunità di investimenti. 36

5 D. MASCIANDARO, RISCIO AMBIENTALE, ALLOCAZIONE DEL CREDITO... banca verde è più efficiente rispetto alla banca tradizionale, in termini di allocazione delle risorse, cioè di scelte dell impresa. Consideriamo dunque un impresa con la seguente opportunità: nel periodo 0 investe I; in t = 1 ottiene P con probabilità p e 0 con probabilità (1 - p). Le mosse della Natura sono osservabili; se non fallisce prima, in t = 2 ottiene, certo. L investimento non solo ha valore atteso positivo in t = 0, ma, siccome comporta un pay-off certo ed elevato in t = 2 (), ha valore positivo indipendentemente dalla realizzazione dell investimento in t = 1. Questa struttura dell investimento, quindi, vuole cogliere la possibilità di crisi di liquidità nel breve termine, quand anche il valore del progetto fosse positivo nel lungo termine. L impresa non dispone di I e dunque deve farsi finanziare: al limite può fornire una garanzia pari a C < I. Vi è però un problema di asset diversion. Così come da tradizione in questo tipo di modellistica, l investitore può appropriarsi del cash flow futuro. Come già osservato, ciò ha varie implicazioni: nessuno è disposto a finanziare l investimento con capitale di rischio, perché l investitore potrà sempre simulare profitti nulli o molto bassi; nessuno è disposto a finanziare l investitore a lungo termine (fino a t=2), perché in questo caso l imprenditore piuttosto che ripagare il debito deciderebbe di fallire (per sufficientemente grande da coprire la garanzia C) catturando quasi tutto il pay-off. Non è però precluso il credito a breve termine. Se, infatti vale che: P = (1 + r)i C(1 p) p [A.1] il prestatore potrà chiedere un tasso di interesse tale da avere profitti maggiori o uguali a zero e, in caso di realizzazione positiva e di sufficientemente grande, il creditore sarà disposto a pagare: se non lo fa, il creditore chiederebbe il fallimento e verrebbe perso. Nel modello vi sono due fonti alternative di credito: la banca tradizionale e la banca verde. Il mercato bancario è perfettamente concorrenziale (dunque i profitti delle banche sono ex-ante nulli) e le banche raccolgono il capitale pagando un tasso d interesse pari a r. Entrambi i creditori per elargire il credito sostengono un costo fisso pari a N, che può essere pensato come il costo di raccolta delle informazioni e disbrigo delle pratiche. La banca verde è diversa dalla banca tradizionale per due aspetti. In primo luogo, la banca verde chiede all impresa di fare investimenti verdi, che hanno per l impresa un costo pari a η. In secondo luogo, però, la banca verde è interessata a porsi in una long term relationship 37

6 STUDI E NOTE DI ECONOMIA - QUADERNI/9 con le imprese che fanno investimenti verdi; per cui vedono un beneficio nel caso di continuazione dell investimento pari a B. 3. L allocazione del credito Dunque, il gioco che si instaura fra debitore ed un qualunque creditore può essere rappresentato con la forma estesa rappresentata nella Figura 1. t = 0 t = 1 t = 2 Investimento pari a I Realizzazione di breve periodo con probabilità 1 p di illiquidità Realizzazione di lungo periodo certo se non c è fallimento in t = 1 Fig. 1 Sequenza temporale del modello Nel periodo 0, dunque, l investitore ottiene in prestito I e fornisce come garanzia C; nel periodo 2, se il pay-off è P rimborserà il proprio debito più gli interessi con un pay-off di (P R)) il creditore otterrà (R r)i 11. Se invece il pay-off in t = 1 è zero chiederà di rinegoziare il debito, ma ovviamente senza successo. Supponiamo ora che, a causa del problema di difficile appropriabilità dei redditi futuri generati dall investimento che si è citato sopra, in caso di fallimento la banca tradizionale riesca ad appropriarsi solo di una quota (1 α) del pay-off. In questo caso la banca tradizionale deciderà di rinegoziare il debito in t = 1 se il profitto atteso in t = 2 (condizionato all evento P = 0) è superiore a quello di un fallimento in t = 1. Quando si verifica l evento P = 0 e viene rinegoziato il debito, la banca ottiene un profitto pari a : Π Β rinegoziazione = (1 α) + C (1 + r) 2 I ovvero uguale alla frazione di profitti dell investimento che riesce a recuperare, più la garanzia prestata, al netto del costo opportunità del capitale per due periodi. 11 rc Il debitore decide di non fallire in t = 1 se 1 α =, ovvero >(1+r)(αP C): l impresa gli frutta più di quanto gli frutterebbe l investimento sul mercato del valore della liquidazione dell impresa in t = 1. Siccome si è ipotizzato che l impresa abbia extra-profitti, ciò è vero. 38

7 D. MASCIANDARO, RISCIO AMBIENTALE, ALLOCAZIONE DEL CREDITO... Al contrario, se non viene accettata la rinegoziazione, il fallimento avverrà in t = 1, e il pay-off del banchiere tradizionale sarà Π Β fallimento = C (1 + r) I. Il creditore, quindi, deciderà di rinegoziare il credito solo se Π Β P=0 = (1 + r) 1 Π Β rinegoziazione Π Β fallimento = 1 α r 1 + r 1 + r C <0 che può essere riscritta come: 1 α = rc [1]] La [1] si presta a una facile interpretazione. Se il banchiere tradizionale decide di far fallire l investitore in t = 1 ottiene il collateral con un periodo di anticipo rispetto alla rinegoziazione, il costo opportunità del differimento di questa decisione, dunque, è pari agli interessi che perderebbe: ovvero rc. In compenso se viene decisa la rinegoziazione in t = 2 si ottiene un pay-off più alto di (1 α). Dunque la rinegoziazione avviene se (1 α) > rc. Si noti che per α = 1 (totale asset diversion) non vi è mai rinegoziazione, qualsiasi siano e C. Data la (1), si può calcolare il profitto atteso del debitore in t = 0: { 1 P R B 1 + r + C (1 α) P [ (1 p) se r (1 + r) ] ( r ) > C t=0 Π D = [2] 2 P R b 1 + r ] + α C (1 α) p [ (1 p) se r (1 + r) ( ) 2 (1 + r) 2 < C 1 2 Nella [2] R B e R b rappresentano il pagamento che il debitore deve versare alla banca al periodo 1 se vi è o meno rinegoziazione: è possibile dimostrare che R B < R b 1 2. In r * (1 α)η = c è una discontinuità perché in corrispondenza di esso cambia la scelta ottima della banca nel C periodo 2: ex-ante la scelta ottima del creditore tradizionale viene endogenizzata e dipende dai parametri del modello. Il problema della banca verde si presenta diverso: da un lato il debitore ha un maggiore interesse alla continuazione del progetto, dato che percepisce benefici da esso; dall altro, però, vi sono dei costi in cui incorre nell avere rapporti con la banca verde. La banca verde rinegozia solo se: Π U P=0 = (1 + r) 1 Π U rinegoziazione Π U 1 α r fallimento = ( + B) C>0, 1 + r 1 + r che può essere riscritta come: 1 α = rc B [3]] 39

8 STUDI E NOTE DI ECONOMIA - QUADERNI/9 Data la scelta di rinegoziazione dei due tipi di investitore (banca tradizionale e banca verde) quando il debitore preferirà la banca verde? Naturalmente la scelta del debitore dipenderà dal tasso di interesse richiesto da pagare in t = 1 se non vi è illiquidità. La banca verde deve soddisfare due vincoli. Da un lato deve conseguire l utilità di riserva ū: pur assumendo ū = 0, ciò impone un valore minimo a R U. Dall altro lato, però, la banca verde deve farsi preferire alla banca tradizionale: ciò, ovviamente, impone un valore massimo a R U. Partiamo dall ipotesi (vedremo provvisoria) che la banca verde richieda un tasso uguale a quello della banca tradizionale R U = R 12 B. Ebbene rc B R U = R B non è un equilibrio: per 1 α > il pay-off dell imprenditore è più basso con la banca tradizionale che con la banca verde, e verrebbe scelta quest ultima: ma questo è vero anche se la banca verde richiedesse un tasso leggermente più alto; inoltre se il vincolo di partecipazione era soddisfatto lo sarà, a maggior ragione, ancora. In equilibrio la banca verde sceglie l R U massimo che rende indifferente il debitore. Stessa cosa negli intervalli esterni. Se il vincolo è soddisfatto in modo non stringente, allora la banca verde sarà disposta a ridurre R per attrarre «clienti». In equilibrio possiamo dire: PROPOSIZIONE 1. Dati gli assunti del modello, vale che: quando 1 α rc B > non vi è mai credito erogato dalla banca verde; quando 1 α rc > il creditore preferito è la banca verde e tale banca richiederà un tasso d interesse d equilibrio pari a: { 1 1 p α η(1 + r) rc B rc R B + se 1 α p [ 1 + r 1 p ] R U = 1 + r P R p ] se 1 α rc r + R B [ (1 + r) dove R B e R B sono i tassi d interesse richiesti nei rispettivi intervalli. rc B Nell intervallo 1 α > vi è sempre rinegoziazione della banca tradizionale: quindi è efficiente ottenere credito nei canali tradi- 12 (1 α) (1 α) Quindi R u = R B1 se r > e R u = R B2 se r <. C 40

9 D. MASCIANDARO, RISCIO AMBIENTALE, ALLOCAZIONE DEL CREDITO... zionali, dato che non si deve sostenere il costo η, legato agli investimenti verdi. Se la banca verde vuole competere con la banca tradizionale deve accettare un tasso di interesse nel finanziamento a breve (R u ) più basso di quello della banca tradizionale, così da compensare il costo η: alla banca verde può convenire farlo perché ciò gli può poi consentire il beneficio B legato alla long term relationship con imprese eco-compatibili. Per valori più bassi di (1 α) il problema di asset diversion è tale che la banca decide di far fallire il debitore illiquido (ma comunque meritevole di credito) in t = 1. In questo caso, però si possono verificare due diverse ipotesi quando la verificabilità del valore dell impresa è rc B bassissima (1 α > ) né la banca tradizionale né la banca verde decidono di rinegoziare: la banca verde perde il proprio vantaggio rispetto alla banca ed è meno conveniente, a causa del costo legato agli investimenti verdi, quindi non verrà mai scelta. Nell intervallo rc B 1 α rc si verifica il fenomeno più interessante. Da un lato, la banca verde rimane meno conveniente perché implica sempre un costo η per il debitore; ma dall altro la banca verde ha un importante vantaggio: garantisce la rinegoziazione. Siccome il debitore continua ad avere un beneficio privato dalla rinegoziazione (a causa del problema di asset diversion gode, in ogni caso, di a in t = 2), la banca verde potrà farsi pagare per questo «servizio»: da qui si capisce anche perché, nonostante per certi valori di h il tasso di interesse chiesto dalla banca verde in equilibrio è più alto di quello della banca tradizionale 13, la banca verde è comunque preferita. L intervallo dei parametri in cui questo equilibrio si verifica può essere anche molto ampio: tutto dipende dalla dimensione di B. Infine, è opportuno soffermarsi su un importante ipotesi del modello. La banca verde ottiene benefici privati solo dalla continuazione del finanziamento da t = 1 a t = 2, ovvero da un rapporto di finanziamento di lungo periodo. Quest ipotesi, molto plausibile e supportata dall esperienza comune, ha implicazioni di rilievo: in particolare, grazie ad essa, nel periodo t = 1 la banca verde non accetterebbe mai di sottrarre debitori alla banca tradizionale, ovvero di rifinanziare debitori a cui la banca tradizionale non accetta di rinegoziare il credito: se la banca tradizionale non lo trova conveniente, allora anche la banca verde, senza benefici privati, non lo troverà. 13 rc Si noti dalla Proposizione 2 che ciò si verifica se η < : ovvero se il costo di «fa- re affari con l usuraio» è più basso del valore atteso del beneficio privato del debitore derivante dalla continuazione. Bisogna ricordare che a può assumere valori molto alti, visto che incorpora anche il valore della reputazione e del «capitale umano» del debitore. 41

10 STUDI E NOTE DI ECONOMIA - QUADERNI/9 Il debitore, quindi, in t = 0 è consapevole che sebbene stia scegliendo un finanziamento a breve termine fra banca tradizionale e banca verde, questa scelta ha ripercussioni a lungo termine. Una volta scelta la fonte di finanziamento non si può più cambiarla: dunque la scelta del debitore deve essere strategica. È quindi naturale chiedersi fino a che punto i risultati visti sopra siano ancora validi se si consente di cambiare la fonte di finanziamento in t = 1. Ovvero: scegliere la banca tradizionale e poi, se le cose vanno male, la banca verde. Ebbene, vale comunque che: PROPOSIZIONE 2. Se anche si assume che la banca verde tragga benefici privati anche nel rapporto di breve termine e il debitore possa cambiare fonte di finanziamento in t = 1, esiste sempre un intervallo dei parametri in cui il debitore sceglie di farsi finanziare dalla banca verde in t = 0. La ragione per cui vale la Proposizione 2 è semplice. L erogazione di credito ha, per il creditore un costo fisso pari a N (dovuto alla raccolta di informazioni, adempimento delle pratiche, ecc.). Se il credito viene erogato in t = 0 questo costo fisso di «apertura della relazione» viene sostenuto in t = 0 e non ha effetti, al margine, sulla scelta in t = 1. Se, invece, in t = 1 si cambia fonte di finanziamento, il costo marginale della rinegoziazione aumenta di N: dunque la rinegoziazione diventa più difficile e in alcuni casi impossibile in t = 1. Per questo il debitore vorrà «fare affari» direttamente in t = 0 con chi più gli garantisce la rinegoziazione, cioè la banca verde. Vi sono varie altre ragioni intuitive per sospettare che l analisi possa rimanere valida, oltre al caso visto sopra in cui i benefici privati dipendono dal periodo del finanziamento: la più importante ed economicamente rilevante è forse quella di inefficienze nella cessione dei crediti. Se c è illiquidità e la banca tradizionale non rinegozia il credito possono accadere due cose: a) decide il fallimento dell impresa e ottiene C (1 + r)i (< 0); b) «vende» il credito alla banca verde. In linea del tutto teorica la banca dovrebbe essere disposta all opzione b), se la banca verde le paga φ = C + ε per qualsiasi ε > 0, ma ciò vorrebbe dire che la banca tradizionale «paga» la banca verde per ottenere il credito 14 : gli converrebbe perché pagherebbe meno di quanto gli costa il fallimento (Ponzi Games). Questo scenario appare irrealistico: lo scenario più tipico potrebbe essere che il debitore chiede i soldi alla banca verde per ripagare la banca tradizionale e salvarsi dal fallimento. Specie per piccoli debiti, la banca tradizionale può essere disposta ad evitare il fallimento solo se viene ripagata in modo da non patire perdite [R B (1 + r)]. In questo caso la banca verde potrebbe non accettare l affare. Più semplicemen- 14 Infatti φ (1 + r)i = C + ε I(1 + r) < 0 per ε sufficientemente piccolo. 42

11 D. MASCIANDARO, RISCIO AMBIENTALE, ALLOCAZIONE DEL CREDITO... te, è plausibile credere che la «vendita» del credito implichi un costo: tanto maggiore è questo costo, tanto minore è la probabilità che la banca verde accetti di assumere il credito in t = Conclusioni Una banca attenta al rischio ambientale, e quindi alla capacità delle imprese affidate di effettuare investimenti eco-compatibili, può dare un contributo importante all allocazione efficiente delle risorse. L affidamento del credito attento alla eco-compatibilità può aiutare le imprese a rendere il proprio orizzonte temporale più coerente con i principi della sostenibilità, senza per questo dover rinunciare alla massimizzazione del profitto. In questo lavoro si è cercato di studiare cosa accade se, nel mercato, competono per l allocazione del credito una banca «tradizionale» con una banca «verde», vale a dire un intermediario che scambia l investimento ex-ante delle imprese affidate in politiche di «internalizzazione» dal danno ambientale con un rapporto ex-post più solido, che in concreto implica in generale maggiori possibilità di rinegoziazione dei crediti. Il rapporto tra la banca verde e l impresa non si limita cioè alla semplice copertura del rischio da danno ambientale che come sappiamo non è perfettamente attuabile a causa dell incertezza e delle asimmetrie informative ma inserisce la politica di eco-compatibilità nel più generale rapporto di credito tra affidato ed affidante, aumentandone le caratteristiche di medio lungo periodo. È ovvio che, in generale, anche la long term relationship tra banca verde ed impresa si basa anch essa su un contratto incompleto, e non può considerarsi immune da rischi di moral hazard e di adverse selection. Compito dell analisi economica è allora quello di approfondire le caratteristiche dei possibili contratti caratteristici di una banca verde, in modo da comprendere meglio la natura dei relativi rischi, nonché dei possibili antidoti. 43

12 STUDI E NOTE DI ECONOMIA - QUADERNI/9 BIBLIOGRAFIA Balkenborg D. (2001), ow Liable Should a Lender Be? The Case of Judgment Proof Firms and Environmental Risk: Comment, in American Economic Review, 91, pagg eyes A. (1996), Lender Penalty for Environmental Damage and the Equilibrium Cost of Capital, in Economica, 63, pagg Lewis T. Sappington D.M. (2001), ow Liable Should a Lender Be? The Case of Judgment Proof Firms and Environmental Risk: Comment, in American Economic Review, 91, pagg Pitchford R. (1995), ow Liable Should a Lender Be?, in American Economic Review, 85, pagg Pitchford R. (2001), ow Liable Should a Lender Be? The Case of Judgment Proof Firms and Environmental Risk: Reply, in American Economic Review, 91, pagg Porrini D. (2002), Effetti economici della Lender s Liability e della Financial Responsibility per Danni Ambientali, in Rivista Italiana degli Economisti, 7, pagg Schwartz A. (1985), Products Liability, Corporate Structure and Bankruptcy: Toxic Substances and the Remote Risk Relationship, in Journal of Legal Studies, 14, pagg Segerson K. Tietenberg T. (1992), The Structure of Penalities in Environmental Enforcement: an Economic Analysis, in Journal of Environmental Economics and Management, 23, pagg Shavell S. (1986), The Judgement Proof Problem, in International Review of Law and Economics, 6, pagg Shavell S. (1987), Economic Analysis of Accident Law, Cambridge, arvard University Press. 44

Sandro Brusco (Stony Brook) Fausto Panunzi (Bocconi) INFORMAZIONE ASIMMETRICA

Sandro Brusco (Stony Brook) Fausto Panunzi (Bocconi) INFORMAZIONE ASIMMETRICA Sandro Brusco (Stony Brook) Fausto Panunzi (Bocconi) INFORMAZIONE ASIMMETRICA Introduzione - 1 Una delle idee più importanti della teoria economica è che i mercati sotto alcune condizioni- allocano i beni

Dettagli

Lezione 7. L intermediazione monetaria e creditizia

Lezione 7. L intermediazione monetaria e creditizia Lezione 7. L intermediazione monetaria e creditizia Il ruolo delle banche nel sistema finanziario Nella realtà i mercati non sono perfettamente concorrenziali e non vale il teorema di Modigliani-Miller.

Dettagli

Economia monetaria e creditizia. Slide 3

Economia monetaria e creditizia. Slide 3 Economia monetaria e creditizia Slide 3 Ancora sul CDS Vincolo prestatore Vincolo debitore rendimenti rendimenti-costi (rendimenti-costi)/2 Ancora sul CDS dove fissare il limite? l investitore conosce

Dettagli

Selezione avversa, screening e segnalazione

Selezione avversa, screening e segnalazione Selezione avversa, screening e segnalazione Il modello principale agente è uno strumento fondamentale per analizzare le relazioni economiche caratterizzate da problemi di asimmetrie informative un primo

Dettagli

Corso di Politica Economica

Corso di Politica Economica Corso di Politica Economica Lezione 7: Informazione incompleta Francesca Severini Università Politecnica delle Marche (Sede di S.Benedetto del Tronto) f.severini@univpm.it (email) http://utenti.dea.univpm.it/politica

Dettagli

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015)

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it 1 Seconda Parte Aspetti gestionali: scelte organizzative e distributive, la gestione dei rischi, il bilancio della banca 2 Argomenti

Dettagli

Capitolo 23: Scelta in condizioni di incertezza

Capitolo 23: Scelta in condizioni di incertezza Capitolo 23: Scelta in condizioni di incertezza 23.1: Introduzione In questo capitolo studiamo la scelta ottima del consumatore in condizioni di incertezza, vale a dire in situazioni tali che il consumatore

Dettagli

= 8.000 + 2.000 = 5.000.

= 8.000 + 2.000 = 5.000. Esercizio 1 Consideriamo il mercato delle barche usate e supponiamo che esse possano essere di due tipi, di buona qualità e di cattiva qualità. Il valore di una barca di buona qualità è q = 8000, mentre

Dettagli

CORSO DI POLITICA ECONOMICA PER L INNOVAZIONE FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA

CORSO DI POLITICA ECONOMICA PER L INNOVAZIONE FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA PROF.SSA MARIA ALESSANDRA ROSSI ALESSANDRA.ROSSI@UNISI.IT Il problema dell investimento innovativo SCHEMA DELLA LEZIONE Cosa si intende per investimento

Dettagli

Capitolo 34: Informazione Asimmetrica

Capitolo 34: Informazione Asimmetrica Capitolo 34: Informazione Asimmetrica 34.1: Introduzione Fino ad ora abbiamo assunto che tutti gli agenti abbiano accesso alle stesse informazioni sul bene scambiato nel mercato. In questo capitolo studiamo

Dettagli

Capitolo 16 Esternalità, diritti di proprietà e teorema di Coase

Capitolo 16 Esternalità, diritti di proprietà e teorema di Coase Capitolo 16 Esternalità, diritti di proprietà e teorema di Coase COSA ABBIAMO IMPARATO FINORA (PARTE TERZA) Un economia perfettamente concorrenziale è in grado di raggiungere l ottimalità-paretiana (=una

Dettagli

Capitolo 22: Lo scambio nel mercato dei capitali

Capitolo 22: Lo scambio nel mercato dei capitali Capitolo 22: Lo scambio nel mercato dei capitali 22.1: Introduzione In questo capitolo analizziamo lo scambio nel mercato dei capitali, dove si incontrano la domanda di prestito e l offerta di credito.

Dettagli

Mercati assicurativi, Adverse selection e Moral hazard

Mercati assicurativi, Adverse selection e Moral hazard 5/0/05 Università degli Studi di Perugia Corso di Laurea Magistrale in Scienze della Politica e dell'amministrazione COOMIA FIAZA PUBBLICA nza Caruso Lezione n. 3 I fallimenti del mercato: lo Stato può

Dettagli

5.7. Assicurazione e equilibri di separazione.

5.7. Assicurazione e equilibri di separazione. ELORTO DL PR ON LINE DI ECONOMI DEI CONTRTTI 5.7. ssicurazione e equilibri di separazione. In questo paragrafo esaminiamo l attività di screening di una compagnia assicurativa (per definizione neutrale

Dettagli

Moral hazard e incentivi

Moral hazard e incentivi Moral hazard e incentivi Da: Milgrom e Roberts Capitolo 6 1 Ricorda: Adverse selection. Informazione rilevante, acquisita prima o subito dopo l inizio della transazione, non viene trasmessa. Causa danno

Dettagli

Essendo volontario, lo scambio avviene se almeno un certo numero di partecipanti ottiene un certo grado di soddisfazione.

Essendo volontario, lo scambio avviene se almeno un certo numero di partecipanti ottiene un certo grado di soddisfazione. Giuseppe Bertola Il mercato Il Mulino 2011 Cap.1 Gli ingredienti del mercato Lo scambio volontario tra persone è fonte di enormi benefici. Essendo volontario differisce nelle motivazioni dal furto e dal

Dettagli

Le garanzie possono essere di due tipi (Chan e Kanatas, 1985):

Le garanzie possono essere di due tipi (Chan e Kanatas, 1985): Sull uso delle Garanzie. Tassonomia Le garanzie possono essere di due tipi (Chan e Kanatas, 1985): a) Un mutuatario può impegnare come garanzia ( interna all impresa) un cespite che viene utilizzato nel

Dettagli

Corso di Politica economica L-Z (prof. G. Ferri): Lezione 23 TRASMISSIONE POLITICA MONETARIA IN DIVERSI SISTEMI FINANZIARI

Corso di Politica economica L-Z (prof. G. Ferri): Lezione 23 TRASMISSIONE POLITICA MONETARIA IN DIVERSI SISTEMI FINANZIARI Corso di Politica economica L-Z (prof. G. Ferri): Lezione 23 TRASMISSIONE POLITICA MONETARIA IN DIVERSI SISTEMI FINANZIARI Riprendendo il discorso del credit channel, un discorso a parte viene fatto con

Dettagli

FINANZA AZIENDALE Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Gestionale

FINANZA AZIENDALE Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Gestionale FINANZA AZIENDALE Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Gestionale 6 parte Prof. Giovanna Lo Nigro # 1 I titoli derivati # 2 Copyright 2003 - The McGraw-Hill Companies, srl Argomenti trattati Tipologie

Dettagli

Rischio, assicurazione e asimmetrie informative

Rischio, assicurazione e asimmetrie informative Rischio, assicurazione e asimmetrie informative RISCHIO Nei mercati reali non c è perfetta certezza e informazione La presenza di rischio modifica le condizioni di scelta degli individui Si crea una divergenza

Dettagli

Capitolo 17. I mercati con informazione asimmetrica

Capitolo 17. I mercati con informazione asimmetrica Capitolo 17 I mercati con informazione asimmetrica Introduzione L incertezza sulla qualità e il mercato dei bidoni I segnali di mercato Il rischio morale Il problema agente-principale L informazione asimmetrica

Dettagli

La crisi finanziaria del 2007-2010

La crisi finanziaria del 2007-2010 La crisi finanziaria del 2007-2010 1 La cronologia Agosto 2007-Agosto 2008: il preludio alla crisi 31 luglio 2007: Bearn Sterns liquida due hedge funds (fondi speculativi) che investono in attività finanziarie

Dettagli

Le scelte per la media impresa tra debito e capitale

Le scelte per la media impresa tra debito e capitale IFFI 10 edizione VALORIZZARE L IMPRESA E ATTRARRE GLI INVESTITORI La liquidità dei mercati finanziari per lo sviluppo delle imprese Le scelte per la media impresa tra debito e capitale MILANO, 11 Novembre

Dettagli

Economia delle istituzioni Seconda settimana (5 febbraio 8 marzo 2007)

Economia delle istituzioni Seconda settimana (5 febbraio 8 marzo 2007) Economia delle istituzioni Seconda settimana (5 febbraio 8 marzo 2007) 1 Le asimmetrie informative Alcuni individui dispongono di informazioni private che altri non hanno Es: produttori/consumatori imprenditori/compagnia

Dettagli

Dividendi e valore delle azioni

Dividendi e valore delle azioni Dividendi e valore delle azioni La teoria economica sostiene che in ultima analisi il valore delle azioni dipende esclusivamente dal flusso scontato di dividendi attesi. Formalmente: V = E t=0 1 ( ) t

Dettagli

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015)

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it mauro.aliano@unica.it 1 Il rischio di interesse 2 Il rischio di tasso di interesse Il rischio di tasso di interesse può essere

Dettagli

SCREENING E MERCATI ASSICURATIVI

SCREENING E MERCATI ASSICURATIVI SCREENING E MERCATI ASSICURATIVI Lo screening è un approccio per studiare i mercati caratterizzati da asimmetrie informative ed affrontare il problema connesso della selezione avversa Un applicazione interessante

Dettagli

MONOPOLIO. 1. Massimizzazione del Profitto

MONOPOLIO. 1. Massimizzazione del Profitto MONOPOLIO Quando nel mercato c è una sola impresa, difficilmente questa accetta il prezzo di mercato come dato. Il monopolista può infatti influire sul prezzo di mercato (price-maker) e quindi sceglie

Dettagli

La diffusione della crisi e il credit crunch in Italia. Francesco Daveri

La diffusione della crisi e il credit crunch in Italia. Francesco Daveri La diffusione della crisi e il credit crunch in Italia Francesco Daveri 1 Le componenti del Pil nel 2008-09 (primo tempo della crisi).. (1) G ha svolto funzione anticiclica; (2) C diminuiti meno del Pil;

Dettagli

ESERCITAZIONE 8: GIOCHI SEQUENZIALI, ASIMMETRIE INFORMATIVE ED ESTERNALITA

ESERCITAZIONE 8: GIOCHI SEQUENZIALI, ASIMMETRIE INFORMATIVE ED ESTERNALITA MICRECNMI CLE.. 003-004 ssistente alla didattica: Elena rgentesi ESERCITZINE 8: GICHI SEUENZILI, SIMMETRIE INFRMTIVE E ESTERNLIT Esercizio : Giochi sequenziali e minacce credibili Si consideri un mercato

Dettagli

Il concetto di rischio

Il concetto di rischio Il concetto di rischio Il rischio si presenta in forma simmetrica: vi è la possibilità di ottenere un risultato inferiore a quello più probabile ma anche di ottenere un risultato superiore. Si può guardare

Dettagli

6ª Commissione permanente (Finanze) della Camera dei deputati. Audizione sulla proposta di legge n. 1899

6ª Commissione permanente (Finanze) della Camera dei deputati. Audizione sulla proposta di legge n. 1899 6ª Commissione permanente (Finanze) della Camera dei deputati Audizione sulla proposta di legge n. 1899 Proposta di legge in materia di riconoscimento della detrazione delle spese per interventi di recupero

Dettagli

Unità 3 I mercati e le ipotesi di fallimento del mercato

Unità 3 I mercati e le ipotesi di fallimento del mercato Unità 3 I mercati e le ipotesi di fallimento del mercato Sommario Mappa grafica dei contenuti proposti dalla scheda Abstract Obiettivi d apprendimento specifici alla scheda 1. Equilibrio di mercato 2.

Dettagli

L oligopolio a.a. 2008/2009. Dott. Laura Vici

L oligopolio a.a. 2008/2009. Dott. Laura Vici L oligopolio a.a. 008/009 Dott. Laura Vici Esercitazioni: giovedì 9:00-11:00, Aula A, Via Berti Pichat, 6 Ricevimento: giovedì 1:00-15:00 Dipartimento di Scienze Economiche- Strada Maggiore, 45 Studion.

Dettagli

Informazione asimmetrica

Informazione asimmetrica Informazione asimmetrica L informazione posseduta dalle due parti di una relazione economica può essere distribuita in maniera diversa: parliamo in questo caso di informazione asimmetrica. È possibile,

Dettagli

Razionalità limitata e informazioni private

Razionalità limitata e informazioni private Razionalità limitata e informazioni private Milgrom e Roberts: Capitolo 5 1 L informazione è una risorsa fondamentale, per lo scambio e la pianificazione, ma costosa da raccogliere ed elaborare. Le comunicazioni

Dettagli

Capitolo 17. Mercati con asimmetrie informative

Capitolo 17. Mercati con asimmetrie informative Capitolo 17 Mercati con asimmetrie informative Argomenti discussi Incertezza sulla qualità nel mercato dei bidoni Segnalazione Moral Hazard (azzardo morale) Micro F. Barigozzi 2 Perchè il mercato fallisce

Dettagli

LA STRUTTURA DI BILANCIO DELLE BANCHE

LA STRUTTURA DI BILANCIO DELLE BANCHE LA STRUTTURA DI BILANCIO DELLE BANCHE EQUILIBRI FONDAMENTALI DELLA GESTIONE ECONOMICA E FINANZIARIA 2 SAPRESTE RISPONDERE A QUESTE DOMANDE? Perché le banche concedono prestiti? Come acquisiscono fondi?

Dettagli

Capitolo 20: Scelta Intertemporale

Capitolo 20: Scelta Intertemporale Capitolo 20: Scelta Intertemporale 20.1: Introduzione Gli elementi di teoria economica trattati finora possono essere applicati a vari contesti. Tra questi, due rivestono particolare importanza: la scelta

Dettagli

ANALISI COSTI-BENEFICI

ANALISI COSTI-BENEFICI ANALISI COSTI-BENEFICI Valutazione di progetti pubblici Le politiche pubbliche correnti consistono nel realizzare progetti pubblici: il policy maker deve decidere quale progetto è da preferire tra le varie

Dettagli

Prestiti per studenti condizionati al reddito: Finanza pericolosa o gioco a somma positiva?

Prestiti per studenti condizionati al reddito: Finanza pericolosa o gioco a somma positiva? Prestiti per studenti condizionati al reddito: Finanza pericolosa o gioco a somma positiva? Andrea Ichino università di bologna Daniele Terlizzese eief e banca d italia 29 febbraio 2012 1 Gli obiettivi

Dettagli

Esempi di domande per l esame di Economia Monetaria

Esempi di domande per l esame di Economia Monetaria Esempi di domande per l esame di Economia Monetaria. Supponete che la funzione di utilità di un agente sia u x. La remunerazione è rappresentata da un prospetto incerto, che prevede un reddito di 800 nel

Dettagli

Elementi di Matematica Finanziaria. Mercati e operazioni finanziarie

Elementi di Matematica Finanziaria. Mercati e operazioni finanziarie Elementi di Matematica Finanziaria Mercati e operazioni finanziarie Mercati finanziari Punti di vista 1. Tipologie dei beni scambiati; 2. Partecipanti; 3. Ubicazione; 4. Regole e modalità contrattuali.

Dettagli

Per esempio, se il tasso di interesse è il 10%, il punto A sarebbe: A = 60 000 + [ 50 000 x (1 + 0.1)] = 60 000 + 55 000 = 115 000

Per esempio, se il tasso di interesse è il 10%, il punto A sarebbe: A = 60 000 + [ 50 000 x (1 + 0.1)] = 60 000 + 55 000 = 115 000 Appendice 4A Valore attuale netto: principi-base di finanza In questa appendice illustriamo i fondamenti teorici del valore attuale netto. Prima spieghiamo come vengono effettuate le scelte individuali

Dettagli

INTRODUZIONE ALLA MICROFINANZA. Lucia Dalla Pellegrina. Università Milano-Bicocca. Corso di Economia Finanziaria M

INTRODUZIONE ALLA MICROFINANZA. Lucia Dalla Pellegrina. Università Milano-Bicocca. Corso di Economia Finanziaria M INTRODUZIONE ALLA MICROFINANZA Lucia Dalla Pellegrina Università Milano-Bicocca Corso di Economia Finanziaria M Ottobre 2014 IL CREDITO NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO (PVS) TRE CANALI: CREDITO BANCARIO CREDITO

Dettagli

Economia monetaria e creditizia. Slide 2

Economia monetaria e creditizia. Slide 2 Economia monetaria e creditizia Slide 2 Le attività e i mercati finanziari Oltre alla moneta, un altra istituzione consente di ridurre i costi di transazione negli scambi: i mercati Si tratta dei contesti

Dettagli

I mercati assicurativi

I mercati assicurativi I mercati NB: Questi lucidi presentano solo parzialmente gli argomenti trattati ttati in classe. In particolare non contengono i modelli economici per i quali si rinvia direttamente al libro di testo e

Dettagli

D A D M D N D B. Quantità

D A D M D N D B. Quantità 4. Informazione asimmetrica (Adattato dal capitolo 8 di di I. Lavanda e G. Rampa, Microeconomia. Scelte individuali e benessere sociale, Roma, Carocci, 2004) L informazione posseduta da compratori e venditori

Dettagli

Valutazione d Azienda Lezione 5

Valutazione d Azienda Lezione 5 Valutazione d Azienda Lezione 5 1 Le prospettive di valutazione [P.I.V. I.7] Generico operatore partecipante al mercato Specifico soggetto 2 I partecipanti al mercato Si tratta della generalità dei potenziali

Dettagli

I fallimenti del mercato

I fallimenti del mercato I fallimenti del mercato Diritti di proprietà ed esecuzione dei contratti Anche in un economia ideale, caratterizzata da concorrenza perfetta ed efficienza paretiana, gli economisti più liberisti riconoscono

Dettagli

Capitolo 9. Concorrenza imperfetta e conseguenze del potere di mercato. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S.

Capitolo 9. Concorrenza imperfetta e conseguenze del potere di mercato. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Capitolo 9 Concorrenza imperfetta e conseguenze del potere di mercato Forme di concorrenza imperfetta Esistono tre forme di concorrenza imperfetta: 1) Monopolio una singola impresa tratta con molti acquirenti;

Dettagli

Elementi di economia Economia dell informazione

Elementi di economia Economia dell informazione Elementi di economia Economia dell informazione Dott.ssa Michela Martinoia michela.martinoia@unimib.it Corso di laurea in Scienze del Turismo e Comunità Locale A.A. 2014/15 Informazione completa Significa

Dettagli

La nuova regolamentazione dei contratti derivati Frascati, Villa Tuscolana, 23 ottobre 2010 Seminario L innovazione nei territori La nuova classe

La nuova regolamentazione dei contratti derivati Frascati, Villa Tuscolana, 23 ottobre 2010 Seminario L innovazione nei territori La nuova classe La nuova regolamentazione dei contratti derivati Frascati, Villa Tuscolana, 23 ottobre 2010 Seminario L innovazione nei territori La nuova classe dirigente Fondazione Fare Futuro Fondazione Glocus Gestione

Dettagli

AI SOCI DELLA SEZIONE LOMBARDIA

AI SOCI DELLA SEZIONE LOMBARDIA AI SOCI DELLA SEZIONE LOMBARDIA Milano, 22 marzo 2011 MT/dg Caro Socio, un gruppo di ricercatori dell area Finanza dell Università di Ferrara (facoltà d economia) in collaborazione con il Master CFO ANDAF-UNIFE

Dettagli

1. I costi di transazione e la dimensione dell impresa

1. I costi di transazione e la dimensione dell impresa 1. I costi di transazione e la dimensione dell impresa L esecuzione delle operazioni necessarie all impresa per svolgere il suo compito, cioè combinare fattori di produzione per ottenere un profitto, richiede

Dettagli

CAPITOLO 11 INCENTIVI SALARIALI

CAPITOLO 11 INCENTIVI SALARIALI CAPITOLO 11 INCENTIVI SALARIALI 11-1. Fate l ipotesi che ci siano 100 lavoratori in un economia in cui operano due imprese. Per l impresa A, il prodotto marginale dei lavoratori è pari a 35 l ora. Per

Dettagli

Credito, rischio e mercati La crisi sub-prime

Credito, rischio e mercati La crisi sub-prime Credito, rischio e mercati La crisi sub-prime Dr. Mario Mazzocchi m.mazzocchi@unibo.it Ricevimento: indicativamente venerdì 11-13, ma disponibile anche in altri giorni e orari (meglio confermare per posta

Dettagli

Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Introduzione al corso. Mario Parisi. Università di Macerata Facoltà di Economia

Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Introduzione al corso. Mario Parisi. Università di Macerata Facoltà di Economia Economia e Finanza delle Assicurazioni Università di Macerata Facoltà di Economia Mario Parisi Introduzione al corso 1 Inquadramento del corso 1996: Gruppo di ricerca sulle metodologie di analisi, sugli

Dettagli

Moral hazard e incentivi

Moral hazard e incentivi Moral hazard e incentivi Da: Milgrom e Roberts Capitolo 6 1 Ricorda: Adverse selection. Informazione rilevante, acquisita prima o subito dopo l inizio della transazione, non viene trasmessa. Causa danno

Dettagli

LA GESTIONE PRESTITI

LA GESTIONE PRESTITI LA GESTIONE PRESTITI LA MANIFESTAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO IL CONTRATTO DI DEBITO (PRESTITO) PREVEDE DUE PRESTAZIONI NON CONTESTUALI E UNA CONDIZIONE DI INCERTEZZA FINO ALLA DATA DEL RIMBORSO NELL IPOTESI

Dettagli

5.7. Assicurazione, selezione e equilibri di separazione.

5.7. Assicurazione, selezione e equilibri di separazione. ELBORTO SULL BSE DEL PR ON LINE 5.7 DI NICIT-SCOPP, ECONOMI DEI CONTRTTI (versione CZ del 10.12.2012) 5.7. ssicurazione, selezione e equilibri di separazione. In questo paragrafo esaminiamo l attività

Dettagli

Slides per il corso di ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI

Slides per il corso di ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI Slides per il corso di ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI Nicola Meccheri (meccheri@ec.unipi.it) Facoltà di Economia Università di Pisa A.A. 2011/2012 ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI: ASPETTI INTRODUTTIVI

Dettagli

Economia Pubblica Rischio e Incertezza

Economia Pubblica Rischio e Incertezza Economia Pubblica Rischio e Incertezza Giuseppe De Feo Università degli Studi di Pavia email: giuseppe.defeo@unipv.it Secondo Semestre 2011-12 Seconda parte del corso di Economia Pubblica I problemi dell

Dettagli

Moral hazard e incentivi

Moral hazard e incentivi Moral hazard e incentivi Da: Milgrom e Roberts Capitolo 6 1 Ricorda: Adverse selection. Informazione rilevante, acquisita prima o subito dopo l inizio della transazione, non viene trasmessa. Causa danno

Dettagli

Indice 3 PREFAZIONE. 29 Premessa

Indice 3 PREFAZIONE. 29 Premessa Indice 3 PREFAZIONE 5 INTRODUZIONE - Tendenze evolutive del rapporto banca-impresa 5 I.1 Premessa 6 I.2 Le recenti riforme dell ordinamento bancario 9 I.2.1 Le direttive del Comitato di Basilea 12 I.2.2

Dettagli

SEMINARIO: LE AGENZIE DI RATING * * *

SEMINARIO: LE AGENZIE DI RATING * * * * * * Milano, 9 gennaio 2013 Avv. Silvia Beccio Senior Associate Tonucci & Partners Le agenzie di rating sono definite dagli studiosi come soggetti di diritto privato specializzati nel valutare il merito

Dettagli

4033 Scienza delle finanze - Clefin

4033 Scienza delle finanze - Clefin 4033 Scienza delle finanze - Clefin Effetti delle imposte sugli investimenti e sulle scelte di finanziamento delle imprese Appunti sostitutivi dei paragrafi 4 (inclusi sottoparagrafi), 5, 5.1 e 5.2 del

Dettagli

CAPITOLO 5 I DIFFERENZIALI SALARIALI COMPENSATIVI

CAPITOLO 5 I DIFFERENZIALI SALARIALI COMPENSATIVI CAPITOLO 5 I DIFFERENZIALI SALARIALI COMPENSATIVI 5-1. I politici ambientalisti spesso sostengono che è redditizio per le imprese perseguire una strategia amica dell ambiente (per esempio, costruendo fabbriche

Dettagli

Iniziativa Comunitaria Equal II Fase IT G2 CAM - 017 Futuro Remoto. Strumenti di Valutazione di un Prodotto Finanziario

Iniziativa Comunitaria Equal II Fase IT G2 CAM - 017 Futuro Remoto. Strumenti di Valutazione di un Prodotto Finanziario AREA FINANZA DISPENSA FINANZA Iniziativa Comunitaria Equal II Fase IT G2 CAM - 017 Futuro Remoto Strumenti di Valutazione di un Prodotto Finanziario ORGANISMO BILATERALE PER LA FORMAZIONE IN CAMPANIA Strumenti

Dettagli

ESERCITAZIONE 1. 15 novembre 2012

ESERCITAZIONE 1. 15 novembre 2012 ESERCITAZIONE 1 Economia dell Informazione e dei Mercati Finanziari C.d.L. in Economia degli Intermediari e dei Mercati Finanziari (8 C.F.U.) C.d.L. in Statistica per le decisioni finanziarie ed attuariali

Dettagli

La Carta dell Investimento. Sostenibile e Responsabile. della finanza italiana

La Carta dell Investimento. Sostenibile e Responsabile. della finanza italiana La Carta dell Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana Introduzione L attività finanziaria trova fondamento nella funzione di veicolo dei capitali a sostegno dell economia reale e

Dettagli

Lezione 1 Introduzione

Lezione 1 Introduzione Lezione 1 Introduzione Argomenti Cosa è l Economia politica I principi fondamentali dell Economia politica Cosa studia l Economia politica Perché studiare l Economia politica 1.1 COSA È L ECONOMIA POLITICA

Dettagli

Come si giudica la governance?

Come si giudica la governance? Corso di Governance e Gestione del Rischio Modulo II Il mercato per il controllo: l OPA Come si giudica la governance? Un sistema di CG potrebbe essere giudicato in base a 3 elementi (Macey): La capacità

Dettagli

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015)

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it mauro.aliano@unica.it 1 La gestione della raccolta In termini generali l espressione politica della raccolta è sinonimo dell

Dettagli

Capitalismo Finanziario e Teoria degli investimenti secondo H.P.Minsky

Capitalismo Finanziario e Teoria degli investimenti secondo H.P.Minsky Capitalismo Finanziario e Teoria degli investimenti secondo H.P.Minsky Alessandro Brusadelli, Giacomo Andreoletti Introduzione Obiettivo: Dimostrare che contesti che implicano l uso di razionalità procedurale

Dettagli

Equilibrio generale ed efficienza economica

Equilibrio generale ed efficienza economica Equilibrio generale ed efficienza economica Analisi dell equilibrio generale Efficienza nello scambio Equità ed efficienza Panoramica sull efficienza nei mercati concorrenziali Perché i mercati falliscono

Dettagli

Economia del Lavoro 2010

Economia del Lavoro 2010 Economia del Lavoro 2010 Capitolo 3 La domanda di lavoro - 1 L ipotesi che le imprese aggiustano istantaneamente la loro occupazione quando cambia la situazione economica è un ipotesi FORTE. In realtà

Dettagli

Introduzione a PowerSchedO

Introduzione a PowerSchedO Il sistema di supporto alle tue decisioni Introduzione a PowerSchedO White paper Per maggiori informazioni http://www.powerschedo.it http://www.mbigroup.it PowerSchedO è un marchio registrato MBI. Questo

Dettagli

Analisi Costi e Benefici. Laura Vici. laura.vici@unibo.it LEZIONE 7. Rimini, 5 maggio 2006. Derivazione del Cash Flow di Progetto

Analisi Costi e Benefici. Laura Vici. laura.vici@unibo.it LEZIONE 7. Rimini, 5 maggio 2006. Derivazione del Cash Flow di Progetto Analisi Costi e Benefici Laura Vici laura.vici@unibo.it LEZIONE 7 Rimini, 5 maggio 2006 1 Derivazione del Cash Flow di Progetto L ammortamento deve essere escluso dal costo per evitare una doppia contabilizzazione

Dettagli

Economia Monetaria - Slide 8

Economia Monetaria - Slide 8 1 Economia Monetaria - Slide 8 Giorgio Calcagnini Università di Urbino Dip. Economia, Società, Politica giorgio.calcagnini@uniurb.it http://www.econ.uniurb.it/calcagnini/ http://www.econ.uniurb.it/calcagnini/economiamonetaria12.html

Dettagli

Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici. Giorgio Ricchiuti

Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici. Giorgio Ricchiuti Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici Giorgio Ricchiuti Cosa abbiamo visto fin qui Abbiamo presentato e discusso alcuni concetti e fenomeni aggregati: 1) Il PIL, il risparmio e il debito pubblico.

Dettagli

Economia dell Informazione. Cap. 12

Economia dell Informazione. Cap. 12 Economia dell Informazione Cap. 12 Informazione completa Significa che non esistono gap informativi rispetto a nessuna delle situazioni connesse agli scambi: sui beni disponibili, sui loro prezzi, sulla

Dettagli

THE REAL EFFECT OF BANKING CRISES

THE REAL EFFECT OF BANKING CRISES THE REAL EFFECT OF BANKING CRISES Giovanni Dell Ariccia, Enrica Detragiache, Raghuram Rajan ECONOMIA MONETARIA INTERNAZIONALE Anno Accademico 2009/2010 Alessandro Paci Valentina Peruzzi Mariangela Scorrano

Dettagli

ANALISI DEL RISCHIO NELLA VALUTAZIONE DEGLI INVESTIMENTI. Docente: Prof. Massimo Mariani

ANALISI DEL RISCHIO NELLA VALUTAZIONE DEGLI INVESTIMENTI. Docente: Prof. Massimo Mariani ANALISI DEL RISCHIO NELLA VALUTAZIONE DEGLI INVESTIMENTI Docente: Prof. Massimo Mariani 1 SOMMARIO Analisi del rischio; limiti del VAN in contesti di incertezza; tecniche di descrizione del rischio dei

Dettagli

Sulle crisi bancarie s'è perso l approccio globale

Sulle crisi bancarie s'è perso l approccio globale Sulle crisi bancarie s'è perso l approccio globale Il meccanismo unico europeo per la risoluzione delle crisi ha avuto via libera, con l approvazione della normativa di riferimento e l 'istituzione di

Dettagli

La Carta dell Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana

La Carta dell Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana La Carta dell Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana 6 Giugno 2012, Scuderie di Palazzo Altieri - Roma Siglata in occasione della Settimana Italiana dell Investimento Sostenibile

Dettagli

Gli strumenti di base della Finanza

Gli strumenti di base della Finanza 27 Gli strumenti di base della Finanza ECONOMIA FINANZIARIA L Economia Finanziaria studia le decisioni degli individui sulla allocazione delle risorse e la gestione del rischio VALORE ATTUALE Con il termine

Dettagli

IL RISCHIO DI RISERVAZIONE IN OTTICA SOLVENCY II: MODELLI E STRATEGIE

IL RISCHIO DI RISERVAZIONE IN OTTICA SOLVENCY II: MODELLI E STRATEGIE Crenca & Associati IL RISCHIO DI RISERVAZIONE IN OTTICA SOLVENCY II: MODELLI E STRATEGIE Ufficio Studi Aprile 2008 SISTEMA INTEGRATO DI VALUTAZIONE DELLA COMPAGNIA AL FAIR VALUE Tecniche VaR Analisi della

Dettagli

Introduzione all informazione asimmetrica. Informazione imperfetta; Informazione nascosta; Selezione avversa; Azione nascosta; Azzardo morale;

Introduzione all informazione asimmetrica. Informazione imperfetta; Informazione nascosta; Selezione avversa; Azione nascosta; Azzardo morale; Introduzione all informazione asimmetrica Informazione imperfetta; Informazione nascosta; Selezione avversa; Azione nascosta; Azzardo morale; Informazione imperfetta Virtualmente ogni transazione economica

Dettagli

Economia e Gestione delle Imprese Industriali Avanzato Interventi privatistici

Economia e Gestione delle Imprese Industriali Avanzato Interventi privatistici Economia e Gestione delle Imprese Industriali Avanzato Interventi privatistici Accordi di ristrutturazione dei debiti (Art. 182 bis) Accordo di ristrutturazione con almeno il 60% dei creditori Deposito

Dettagli

Facoltà di scelta. Andrea Ichino università di bologna. Daniele Terlizzese eief e banca d italia

Facoltà di scelta. Andrea Ichino università di bologna. Daniele Terlizzese eief e banca d italia Facoltà di scelta L università salvata dagli studenti Una modesta proposta Andrea Ichino università di bologna Daniele Terlizzese eief e banca d italia Marzo 2013 1 Gli obiettivi della proposta Reperire

Dettagli

Economia Pubblica Giochi con informazione incompleta e Selezione Avversa

Economia Pubblica Giochi con informazione incompleta e Selezione Avversa Economia Pubblica Giochi con informazione incompleta e Selezione Avversa Giuseppe De Feo Università degli Studi di Pavia email: giuseppe.defeo@unipv.it Secondo Semestre 2014-15 Outline Un semplice mercato

Dettagli

Capitolo XV. La gestione della finanza: investimenti e finanziamenti

Capitolo XV. La gestione della finanza: investimenti e finanziamenti Capitolo XV La gestione della finanza: investimenti e finanziamenti La funzione finanziaria Nella funzione finanziaria si comprende il complesso di decisioni e di operazioni volte a reperire e ad impiegare

Dettagli

Le procedure di ristrutturazione che includono operazioni straordinarie Ruolo e attività dell advisor finanziario

Le procedure di ristrutturazione che includono operazioni straordinarie Ruolo e attività dell advisor finanziario Le procedure di ristrutturazione che includono operazioni straordinarie Ruolo e attività dell advisor finanziario Milano, 9 aprile 2013 Deloitte Financial Advisory Agenda Introduzione Analisi quantitativa

Dettagli

I derivati creditizi. Giuseppe Squeo

I derivati creditizi. Giuseppe Squeo I derivati creditizi Giuseppe Squeo 1 Il trasferimento del rischio di credito L attività di impiego, sia sotto forma di prestito che di acquisto obbligazioni, comporta un rischio di credito collegato sia

Dettagli

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE Aggiornamento Rating di Emissione Recovery Rating

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE Aggiornamento Rating di Emissione Recovery Rating DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE Aggiornamento Rating di Emissione Recovery Rating 18 Dicembre 2014 1 di 10 SOMMARIO 1. MOTIVAZIONE... 3 1.1. Consultazione... 4 1.2. Definizioni... 4 2. SCALE DI VALUTAZIONE...

Dettagli

Economia Pubblica. Giuseppe De Feo. Secondo Semestre 2014-15. Università degli Studi di Pavia email: giuseppe.defeo@unipv.it

Economia Pubblica. Giuseppe De Feo. Secondo Semestre 2014-15. Università degli Studi di Pavia email: giuseppe.defeo@unipv.it Economia Pubblica Giuseppe De Feo Università degli Studi di Pavia email: giuseppe.defeo@unipv.it Secondo Semestre 2014-15 Outline I Richiami di Economia del Benessere Economia di mercato e Intervento pubblico

Dettagli

OBIETTIVI MACROECONOMICI E POLITICA MONETARIA

OBIETTIVI MACROECONOMICI E POLITICA MONETARIA capitolo 12-1 OBIETTIVI MACROECONOMICI E POLITICA MONETARIA ECONOMIA MONETARIA CARATTERISTICA ESSENZIALE: SCAMBI ATTRAVERSO LA MONETA E NON ATTRAVERSO TUTTI GLI ALTRI BENI (BARATTO). LA MONETA, INIZIALMENTE

Dettagli

SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE

SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE CORSO DI CORPORATE BANKING SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE - la metodologia EVA - Qual è il fine dell impresa nella logica della finanza aziendale? Massimizzare la creazione del valore per

Dettagli

Corso di Microeconomia - Daniele Checchi

Corso di Microeconomia - Daniele Checchi PERCORSO SUI PRINCIPAI CONCETTI ECONOMICI I CONSUMATORI E OFFERTA DEI FATTORI PRODUTTIVI a DECISIONE DI RISPARMIO ovvero OFFERTA DI CAPITAI AE IMPRESE a decisione di risparmiare coinvolge necessariamente

Dettagli