La concentrazioni bancarie: Cause ed effetti

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "La concentrazioni bancarie: Cause ed effetti"

Transcript

1 La concentrazioni bancarie: Cause ed effetti 1.1 Motivazioni legate al valore Le concentrazioni bancarie possono massimizzare il valore delle banche fuse principalmente in due modi: a) aumentando il loro potere di mercato nella fissazione dei prezzi (tassi attivi e passivi, commissioni, etc.); b) aumentando la loro efficienza. E difficile comprendere i reali obiettivi delle banche che partecipano ad una fusione o acquisizione (M&As), ma ci sono esempi consistenti di M&As finalizzate all aumento del potere di mercato delle banche fuse. In particolare, le in-market M&As hanno la sostanziale conseguenza di aumentare il potere di mercato nella fissazione dei prezzi sui servizi retail. Alcune ricerche hanno anche evidenziato che una proporzione elevata di M&As è tra due banche di cui una più grande e più efficiente si fonde con una più piccola e meno efficiente, presumibilmente per estendere le proprie abilità o le proprie procedure e politiche operative dell istituzione più efficiente su un ammontare di risorse più ampio. Negli Stati Uniti le banche più grandi si sono dimostrate più efficienti (nel senso di efficienza di costo) e profittevoli di quelle più piccole. Si è visto inoltre che il maggior aumento dell X-efficiency si ha quando le banche più efficienti si fondono con quelle meno efficienti e le prime riformano il modus operandi delle seconde. Alcuni studi comprovano che nella maggior parte delle M&As tra banche, le entità acquirenti sono più efficienti e di grandi dimensioni, mentre quelle target sono più piccole e meno efficienti. Un aumento dell efficienza, intesa qui in senso ampio, più esserci anche quando da un M&As tra banche ne scaturisce un miglioramento del trade-off rischio-rendimento atteso (diversifying M&As). L M&As da diversificazione può aumentare l efficienza anche nel lungo periodo attraverso il miglioramento del set di conoscenze dei manager. Nei settori diversi da quello bancario è stato dimostrato che le M&As da diversificazione generalmente non portano ad aumenti dell efficienza. Oltre che per il potere di mercato e l efficienza, l M&As può essere intrapreso per accedere alle financial safety net (assicurazione dei depositi, garanzie del sistema dei pagamenti, credito di ultima istanza, ecc.) se le banche fuse diventano too big to fail (cioè banche coperte da un sistema di garanzie governative implicito od esplicito per i propri depositanti). 1.2 Motivazioni non legate al valore A) Motivazioni dei manager Gli stakeholders e shareholders hanno interesse alla concentrazione bancaria se il valore dell entità fusa aumenta per effetto dell M&As. Ora vedremo come i manager e le autorità governative possono condizionare le fusioni tra banche.

2 I manager possono raggiungere meglio i loro obiettivi all interno di grandi banche dove il controllo proprietario e più debole. Ciò potrebbe indurli a promuovere fusioni bancarie non profittevoli. Un obiettivo dei manager può essere il c.d. empire building. Il compenso dei CEO tende ad aumentare all aumentare delle dimensioni aziendali. Questo potrebbe indurre un amministratore delegato ad impegnarsi verso una M&As. E stato dimostrato che molte banche sono disposte a pagare più di quanto sarebbe economicamente efficiente quando la struttura di governo dell azienda non è strutturata in modo tale da allineare gli interessi degli azionisti con quelli dei manager. B) Motivazioni delle Autorità di controllo Le autorità di governo giocano un ruolo fondamentale nel processo di concentrazione bancaria poiché: a) restringono le tipologie di M&As possibili (limiti alle M&As nazionali ed internazionali, o tra banche ed imprese non bancarie); b) autorizzano/non autorizzano specifiche M&As. In questo modo le autorità cercano di evitare lo sfruttamento del too big to fail e di conseguenza l estensione del sistema safety net. Le autorità di controllo ostacolano le concentrazioni che portano ad un aumento del rischio delle banche fuse e del sistema finanziario nel suo complesso. Esse ostacolano anche le concentrazioni, generalmente in-market, che portano ad un eccesso di potere di mercato. Nonostante ciò le autorità di controllo a volte incoraggiano le fusioni. Ad esempio, nei periodi di crisi esso fornisce incentivi affinché banche sane acquisiscano banche in difficoltà. 2. Le cause dell aumento delle concentrazioni bancarie A) Progresso tecnologico Il progresso tecnologico potrebbe avere aumentato il fenomeno delle economie di scala nel produrre i servizi finanziari, nel creare nuovi strumenti per il miglioramento dell efficienza e del valore attraverso le M&As. Nuovi strumenti finanziari come i contratti derivati, le garanzie fuori bilancio, e la gestione del rischio, possono essere prodotti in modo più efficiente dalle banche di grandi dimensioni. Alcuni nuovi servizi sui depositi come phone center, ATMs, e la banca on-line possono presentare economie di scala più grandi dei tradizionali servizi forniti dalle reti di sportelli bancari. Tuttavia, le nuove tecnologie possono essere accessibili a basso costo dalle piccole banche (Es.: ricorso all outsourcing, partecipazione azionaria in società specializzate in tali servizi, condivisione del sistema dei pagamenti). B) Miglioramento della situazione finanziaria Le banche statunitensi hanno conseguito ampi profitti negli anni 90. In oltre i bassi tassi di interesse e il valore elevato delle azioni ha ridotto il fabbisogno finanziario per le attività di M&As.

3 C) Accumulazione di eccesso di capacità produttiva e dissesti finanziari Le operazioni di M&As possono essere viste anche come uno strumento per eliminare un eccesso di capacità che le banche fuse hanno accumulato nel mercato in cui operano. Quando c è un eccesso di capacità produttiva, alcune banche possono essere al di sotto la scala efficiente, possono avere un mix inefficiente di output, o stare all interno della frontiera efficiente. M&As possono aiutare a risolvere tali problemi. M&As possono inoltre aiutare a risolvere tali problemi meglio di altri rimedi come il fallimento. Negli USA le banche hanno registrato eccessi di capacità dovuti in gran parte alla perdita di quote di mercato a favore delle istituzioni finanziarie concorrenti. Dal lato delle attività, le banche hanno perso una parte dei prestiti a livello corporate a favore delle banche estere, degli altri intermediari e del mercato dei capitali anche hanno in parte compensato questa perdita con più attività fuori bilancio. Dal lato delle passività, oggi c è una maggiore quota della ricchezza non da depositi proveniente da altre istituzioni finanziarie. Le concentrazioni possono essere anche un modo efficiente di soluzione dei problemi di dissesto finanziari, non tanto distinti da quelli di eccesso di capacità. C) Concentrazione dei mercati a livello internazionale La globalizzazione dei mercati, il trasferimento dei titoli, dei beni e servizi su scala internazionale ha creato una domanda di valuta estera, di depositi, di prestiti ed altri servizi da parte delle altre istituzioni finanziarie internazionali. Sembra esserci una relazione di concausa tra internazionalizzazione dei mercati nel loro complesso e le concentrazioni delle istituzioni finanziarie. D) Deregulation A cavallo tra gli anni 80 e 90 si e verificato un allentamento degli ostacoli all espansione geografica delle banche negli Stati Uniti. Il che aveva permesso di sopravvivere ad alcune banche inefficienti. La rimozione dei vincoli geografici (una banca poteva operare solo in una zona geografica e non gli era consentito aprire sportelli in altre zone) ha indotto queste banche ad essere più efficienti acquistando altre banche o essendo acquistate. Il processo di deregulation ha permesso anche a nuove banche di entrare nel mercato. C è stata anche una limitazione delle restrizioni sul potere di mercato delle banche. A dispetto del processo di deregulation geografico e del potere di mercato, l attuale normativa continua a limitare le concentrazioni. In Europa il fenomeno è lo stesso. Le banche dei paesi membri possono oggi liberamente operare in ogni stato membro dell unione. Anche l entrata in vigore dell euro potrebbe agevolare alcune M&As. Tuttavia oggi sono ancora poche le fusioni tra banche di paesi diversi dell unione. 3. Concentrazioni e potere di mercato Le M&As tra banche che hanno una notevole sovrapposizione di mercato ex-ante possono portare ad un aumento del potere di mercato, e consentire di fissare prezzi

4 meno vantaggiosi per i clienti. Così i tassi di interesse e le commissioni sui depositi e sui prestiti commerciali di piccola entità, tipicamente concessi su base locale, possono variare sensibilmente. Al contrario, fusioni tra banche appartenenti a diversi mercati o stati non producono un aumento del potere di mercato rispetto alla situazione ex ante all M&As. L attenzione verso lo studio del potere di mercato e in parte dovuta all elevata correlazione che esso presenta con i prezzi, e in parte dovuta al fatto che le famiglie e le piccole imprese scelgono quasi sempre banche locali. Al contrario, poiché i servizi finanziari all ingrosso, come i grandi prestiti alle imprese e i contratti derivati, vengono scambiati sui mercati nazionali ed internazionali, sembra improbabile che le concentrazioni bancarie possano incidere negativamente, attraverso effetti sul potere di mercato, sui clienti più grandi che tipicamente possono scegliere tra più offerenti. L analisi statica del potere di mercato esamina gli effetti della concentrazione nei mercati locali sui prezzi e i profitti delle banche senza usare le informazioni sulle M&As, dove l analisi dinamica analizza i prezzi e i profitti delle banche direttamente coinvolte nelle fusioni. Una questione importante riguarda l efficienza e il potere di mercato. L effetto delle concentrazioni sui prezzi e sui profitti incorpora variazioni nell efficienza e nel potere di mercato. Se la variabile efficienza non è resa esogena, allora l effetto delle concentrazioni sui prezzi e sui profitti potrebbe non essere interamente spiegato da mutamenti nel potere di mercato. Inoltre, spesso le autorità impediscono fusioni tra banche che portano ad un eccessivo aumento del potere di mercato. Ciò fa sorgere dei problemi nello stimare i guadagni di potenziali derivanti da M&As. Analisi statica sul potere di mercato: effetti sui prezzi e sui profitti. Ricerche di analisi statica sono state fatte su fusioni tra banche appartenenti alla stessa nicchia di mercato (in-market M&As), le quali portano generalmente ad un aumento del grado di concentrazione nel mercato. Questo risultato si ottiene indipendentemente dal controllo dell efficienza. Altri studi hanno evidenziato che i mercati con un più alto grado di concentrazione presentano dei tassi di interesse sui depositi più rigidi rispetto a variazioni dei tassi di interesse sul mercato aperto. Il grado di rigidità verso aumenti dei tassi di interesse si è dimostrato più alto di quello verso diminuzioni degli stessi. Nonostante ciò, sembra che il potere di mercato delle banche sembra essere diminuito. Primo, c è stato un aumento della concorrenza per effetto della deregulation geografica che ha consentito a nuove banche di entrare, o minacciare di farlo, in mercati locali. Secondo, alcuni prodotti finanziari sono molto simili alle merci rendendo il grado di concorrenza più perfetto che in passato. Terzo, i nuovi metodi di trasmissione di alcuni servizi finanziari, come la banca telefonica, la banca on-line e l uso di carte di credito, rendono più concorrenziali ed espandono la dimensione geografica dei mercati locali. Quali sono le evidenze empiriche? La relazione tra il tasso sui prestiti alle piccole imprese e il grado di concentrazione nei mercati locali rimane forte, anche se i tassi di interesse sembrano non essere condizionati dalla seconda variabile. Inoltre, le grandi banche generalmente fissano tassi d interesse su base nazionale, non locale. Anche per le commissioni sui depositi e servizi di pagamento, si è registrato un legame molto basso con il grado di concentrazione del potere di mercato su base locale.

5 Se gli effetti sui prezzi sono significativi, l aumento del potere di mercato delle banche fuse sembra avere effetti molto piccoli sui profitti. Le banche che hanno maggiori profitti sono quelle che non operano nei mercati locali ad alta concentrazione o con le più alte barriere all entrata. Analisi dinamica sul potere di mercato: effetti sui prezzi e sui profitti L analisi dinamica considera gli effetti dovuti esclusivamente all M&As, escludendo le possibili altre cause. Ciò permette di isolare effetti congiunturali. Ad esempio, se dall analisi statica su M&As emerge che i tassi sui prestiti aumentano, non è detto che tale aumento sia dovuto alla fusione. Può essersi verificato un evento esogeno (stretta monetaria) che ha portato ad un aumento generalizzato dei tassi interesse per tutte le banche, non solo per quelle fuse. Uno studio dinamico ha evidenziato che le banche fuse che aumentano di molto il loro potere di mercato, rispetto alla situazione ex-ante, riducono il tasso di interesse sui depositi confermando l effetto potere di mercato. Tale legame è più incerto nel caso in cui la fusione non porta, o non ci si attende che porti, ad un aumento del potere di mercato. Entrambi questi studi non hanno tenuto conto dell efficienza. Un altro studio, isolando l effetto efficienza, ha mostrato un effetto del potere di mercato sui prezzi molto basso e un aumento dell efficienza molto elevato per le fusioni tra grandi banche, anche se esse non portano ad un aumento della concentrazione nei mercati locali. Un certo numero di studi sono stati fatti su alcuni indicatori di profitto come il ROA (return on assets) e il ROI (return on equity) prima e dopo la fusione rispetto a banche simili che non sono state coinvolte in M&As. Alcune banche hanno visto aumentare i propri profitti, altre no. Il problema legato agli indici di profitto suddetti risulta nel fatto che essi non riescono ad isolare l effetto di potere di mercato da quello di efficienza. Un aumento dei profitti può risultare sia da un aumento dei tassi di interessi attivi sui prestiti (maggiore potere di mercato), sia da un più efficiente utilizzo degli input (maggiore efficienza). Alcuni studi dinamici hanno analizzato la variazione del valore di mercato delle banche fuse prima e dopo l M&As, come variazione del valore attuale dei flussi di cassa attesi. Il risultato è misto. Alcuni studi hanno evidenziato un aumento del valore di mercato delle banche al momento dell annuncio della fusione, altri hanno mostrato nessun aumento. Aumenti del valore di mercato si sono verificati sia per fusioni a livello internazionale sia per fusioni che portano ad una maggiore concentrazione sui mercati locali. Il problema legato a questo approccio è dato dalla possibilità che possano trapelare notizie prima dell annuncio della fusione o che il mercato può anticipare l M&As prima che questa venga annunciata, in modo particolare durante le ondate di fusioni (merger waves). In aggiunta, come per l analisi sugli indici di profitto, non c è modo per isolare gli effetti dovuti a variazioni di efficienza da quelli dovuti a variazioni del potere di mercato, in quanto il mercato valuta le variazioni attese dei profitti provenienti da tutte le fonti in modo eguale. Effetto esterno del potere di mercato L effetto totale di un M&As include anche l effetto esterno, inteso come reazione delle altre istituzioni finanziarie operanti nello stesso mercato. Ci si attende che le altre

6 banche praticheranno pressi simili per prodotti simili a quelli delle banche fuse. Quindi ci si dovrebbe attendere un effetto esterno positivo. Cioè un aumento dei prezzi dei prodotti offerti dalle altre banche se l M&As porta ad un aumento del livello dei prezzi praticati dalle banche fuse. I dati sono significativi in tal senso. 4. Concentrazioni ed efficienza Le concentrazioni possono aumentare o diminuire l efficienza in vari modi. M&As possono consentire alle istituzioni di raggiungere economie di scala o di scopo o un mix di output più profittevoli. Una fusione può anche migliorare il comportamento dei manager e le strategie organizzative, e quindi aumentare la X-efficiency. Per aumento di efficienza si intende anche un miglioramento del trade-off tra rischio e rendimento atteso, dovuto dall effetto diversificazione che può risultare dalla fusione. Una riduzione del rischio può aumentare la ricchezza dei detentori di delle azioni in caso di dissesto, bancarotta, ect. I guadagni di efficienza si ottengono tramite cambiamenti nelle quantità degli input e degli output, o la riduzione del rischio di aumenti di valore dei prezzi. Analisi statica dell efficienza: efficienze di scala, di scopo e di mix di prodotti a) Studi iniziali: fine 80 inizio 90 Questi studi, prevalentemente sui costi anziché sui ricavi, evidenziano una forma-u della curva di costo medio relativamente piatta dove le banche di media dimensione risultano poco più efficienti rispetto a quelle di piccole e di grandi dimensioni. Solo le piccole banche hanno vantaggi, in termini di economie di scala, nel fare fusioni. Quasi tutti gli studi evidenziano l assenza di miglioramenti, e in alcuni casi dei peggioramenti, nelle efficienze di scala a seguito di fusioni tra grandi banche. L analisi sulle efficienze di scopo e di mix di prodotto partono dalle stesse ricerche delle efficienze di scala. Le efficienze di scopo si misurano confrontando i costi delle banche che offrono una vasta gamma di prodotti finanziari a seguito della fusione, con quelli delle banche specializzate su singoli prodotti finanziari. Problemi sorgono per l assenza di istituzioni finanziarie specializzate. Utilizzando tecniche che combinano gli effetti sulle efficienze di scopo e di mix di prodotti si arriva a dei risultati simili a quelli visti nel caso delle efficienze di scala. b) Studi recenti: 90 L utilizzo di tecniche econometriche differenti e di dati più recenti, e di concetti di efficienza differenti, evidenziano maggiori guadagni di efficienza (di scala, di scopo e di mix di prodotti) sui costi (in alcuni casi del 20%), derivanti dalle fusioni. Nel caso di grandi banche, i guadagni di efficienza di scala derivanti da M&As sembrano più alti negli anni 90 rispetto agli anni 80. Ciò è anche dovuto al progresso tecnologico e al processo di deregulation, discussi sopra, che hanno reso le fusioni meno costose. Prendendo in considerazione il rischio, M&As possono portare a benefici dovuti alla diversificazione rendendo possibile la protezione verso perdite dovute da dissesti con minori risorse. Una diminuzione del rischio da diversificazione può consentire alla banca di riportarsi sullo stesso livello di rischio ex-ante alla fusione, raggiungendo un

7 rendimento atteso complessivo più elevato. Molti studi hanno infatti evidenziato che le banche più grandi sono meglio diversificate, ma non meno rischiose, di quelle piccole e che le prime tendono a spostare i vantaggi della diversificazione sui rendimenti. Per finire, degli studi hanno evidenziato che le banche più grandi, che diversificano su base internazionale, tendo ad essere più efficienti e ad avere un rischio di insolvenza più basso. Mentre, banche più concentrate a livello locale, senza diversificazione geografica, hanno un rischio di insolvenza più basso ma non presentano guadagni di efficienza. Fusione tra banche ed imprese non bancarie Uno studio negli Stati Uniti mostra che fusioni tra banche e altre istituzioni non bancarie, in particolare le imprese di assicurazioni, potrebbero portare alla riduzione del rischio di insolvenza. Recenti ricerche evidenziano inoltre che M&As tra banche e imprese non bancarie possono aumentare l efficacia del mercato nel controllo sulle banche, attraverso scalate. La partecipazione di banche in imprese può alleviare problemi di informazione che sorgono quando l assetto proprietario è molto frazionato. Dall altro lato, possono sorgere conflitti d interesse derivanti dall unione, nella stessa istituzione, delle funzioni di sottoscrizione e di prestito Analisi dinamica di efficienza L analisi dinamica di efficienza tiene conto dell efficienza-x quanto sono più vicine o lontane dal punto di ottimo sulla frontiera efficiente delle best-practices le banche che si sono fuse. Ex-ante, ci sono grandi incrementi potenziali per l efficienza-x a seguito di M&As (nell ordine del 20%). Efficienza-X da costi Studi che hanno permesso di separare l effetto del potere di mercato da quello dell efficienza, evidenziano che quando ci sono stati dei guadagni tecnologici dall accorpamento di filiali, operazioni computerizzate, procedure di pagamento, ecc., questi sono stati compensati dalle difficoltà manageriali nel controllare una più grande organizzazione. Efficienza da profitto L efficienza di profitto incorpora quelle di scopo, di scala, di mix di prodotti, l efficienza-x e alcuni effetti della diversificazione. Due studi hanno dimostrato che le fusioni tra banche statunitensi tra la fine degli anni 80 e l inizio degli anni 90 hanno portato ad aumenti dell efficienza da profitto, dovuta principalmente ad effetti di diversificazione. Predittori di miglioramenti di efficienza Due studi hanno evidenziato che guadagni di efficienza rilevanti possono essere rivelati se una o entrambi le banche erano meno efficienti di quelle simili, prima della

8 fusione. Oppure se le fusioni avvengo tra piccole e grandi banche. Tali operazioni possono infatti aver svegliato il management o possono essere state intraprese per ristrutturazioni (rightsizing) aziendali altrimenti ottenibili tramite altre operazioni meno accettabili moralmente. Effetti esterni Studi hanno dimostrato che l entrata di nuove banche nel mercato porta queste ultime ad essere meno efficienti nel periodo di entrata rispetto alle banche più mature della stessa dimensione, ma il gap viene recuperato quasi totalmente nei tre anni successivi. 5. M&As e servizi finanziari ai piccoli clienti La riduzione di servizi finanziari ai piccoli risparmiatori non è una conseguenza diretta delle fusioni, ma può verificarsi indirettamente come risultato di altri fatti. Come già detto, alcune M&As in-market possono aumentare il potere di mercato con la conseguenza di prezzi meno favorevoli per i piccoli depositanti e le piccole imprese, ciò può ridurre il numero di piccoli clienti che si avvale di tali servizi. Il miglioramento dell efficienza conseguente alla fusione può ridurre la disponibilità dei servizi finanziari ai piccoli clienti, in quanto l M&As può risolvere problemi di controllo sui manager che hanno fatto scelte non massimizzanti di valore (tenere aperte agenzie inefficienti, prestare ai piccoli clienti non affidabili, ecc.). E anche possibile che manager più efficienti aumento l offerta di servizi concessi ai piccoli clienti. L aumento della dimensione e della complessità dell organizzazione a seguito di una fusione può aprire nuovi scenari per le banche fuse. Così, le grande entità creata con l M&As può spostare la propria attività da una fornitura di servizi orientata al dettaglio ad una fornitura di servizi orientata all ingrosso per soggetti di grandi dimensioni, essendo quest ultima attività preclusa alle piccole banche in quanto hanno una scala di operazioni insufficiente, non sono diversificate e hanno dei limiti legali sui prestiti. La diminuzione di servizi alle piccole imprese può essere dovuta anche a diseconomie di scopo che la banca fusa incontra quando deve fornire un prodotto che richiede l implementazione di politiche e procedure diverse. Queste inefficienze probabilmente tendono ad aumentare quando si forniscono servizi alle imprese piccole e poco trasparenti che richiedono una relazione durevole con la banca basata sullo scambio di informazioni continuo per acquisire credibilità. Le grandi banche possono essere inefficienti nel fornire servizi basati su tali rapporti a fronte dei servizi basati sulla trasparenza forniti ai grandi, e relativamente più trasparenti clienti. Inoltre per una grande banca che acquisisce una piccola banca in un altra regione può risultare costoso valutare le informazioni basate sui rapporti con il cliente acquisite attraverso contatti duraturi nel tempo da parte di una filiale in un mercato distante. Queste argomentazioni non sostengono che le banche fuse riducono i servizi offerti alla piccola clientela, ma solo quelli ai clienti che fanno affidamento su servizi basati su strette relazioni tra banca e cliente. Piccoli clienti con conti finanziari solidi e garanzie valutabili possono ricevere essenzialmente lo stesso trattamento della grande

9 clientela e possono usufruire di un ampliamento di servizi offerti come per esempio i servizi di sottoscrizione e di gestione del rischio. L effetto totale sui servizi alla piccola clientela deve tenere conto anche degli effetti esterni. Infatti, quando le banche fuse riducono i loro servizi offerti su base relazionale, le altre banche esistenti sul mercato possono sostituirsi a quelle fuse fornendo i servizi alla piccola clientela, se ciò è per loro profittevole. Analisi statica della disponibilità di servizi E stato visto che le organizzazioni bancarie più grandi destinano una maggiore percentuale del proprio attivo alla piccola clientela. Le diseconomie di scopo discusse sopra rivelano che i servizi relation-based saranno difficilmente offerti dalle banche grandi e complesse, al contrario dei piccoli prestiti transaction-based che possono anche aumentare. I dati sono in linea con il fatto che grandi banche preferiscono prestiti di alta qualità basati sulla trasparenza al contrario di prestiti basati sulle relazioni con tassi di interessi e garanzie più alti. Le grandi banche diversificate e complesse risultanti da fusioni possono fornire un cuscinetto migliore contro dissesti finanziari o possono allocare più efficientemente risorse scarse rispetto alle piccole banche. Analisi dinamica della disponibilità di servizi Da studi è risultato che più frequentemente che le grandi banche fuse tendono a ridurre i prestiti alla piccola clientela, laddove le fusioni tra piccole banche tendono ad aumentarli, anche se ci sono delle eccezioni. Uno studio sugli effetti esterni delle M&As ha mostrato che le variazioni dei piccoli prestiti a da parte delle banche non coinvolte in M&As, tendono a compensare la diminuzione degli stessi a seguito della fusione. Una parte dell effetto esterno è dovuto dalle nuove banche che entrano nel mercato. Studi mostrano che le piccole banche entrate da poco nel mercato destinano una percentuale maggiore del proprio attivo ai prestiti alla piccola clientela, rispetto alle banche della stessa dimensione ma gia presenti da anni sul mercato. Tale differenza perdura per qualche anno. Come alcuni studi hanno mostrato, le fusioni avvenute tra banche che operano nella stessa zona portano ad una riduzione del numero di filiali per abitante. 6. conseguenze sistemiche delle concentrazioni Effetti sul sistema dei pagamenti Le fusioni riducono l ammontare di pagamenti da eseguire in sede di compensazione poiché i pagamenti tra le banche fuse ora sono interni all istituzione e non richiedono trasferimenti interbancari. Inoltre, i restanti trasferimenti interbancari possono essere fatti più velocemente poiché ci sono meno operatori bancari ai quali inviare informazioni sui pagamenti o strumenti di pagamento. Il processo di concentrazione sembra rendere più efficiente il sistema dei pagamenti. Le concentrazioni possono anche velocizzare l adozione di strumenti di pagamento elettronici al posto dei più costosi assegni cartacei. I benefici che i consumatori ricevono dagli strumenti elettronici di pagamento dipendono dall accessibilità alla

10 stessa tecnologia in zone diverse, il che può richiedere cooperazione tra punti dislocati di pagamento controllati da differenti operatori. Così la concentrazione bancaria all interno di pochi e grandi operatori può rendere più semplice l adeguamento a standard di pagamento. Alternativamente, la cooperazione necessaria può essere perseguita anche senza le fusioni attraverso l uso del sistema bancario, l outsourcing a fornitori specializzati, proprietà comuni di strumenti informatici, mandato governativo ad assolvere tali standard o regole di condivisione obbligatorie. Uno studio ha mostrato come le nazioni che hanno un alto grado di concentrazione bancaria presentano anche un alto uso di sistemi di pagamento elettronici, per effetto della maggiore facilità nell accordarsi agli standards. Sicurezza del sistema finanziario Le concentrazioni bancarie possono influenzare il rischio sistemico in parte perché esse mutano il rischio delle banche fuse, con particolare riferimento alle fusioni tra grandi banche. Se il rischio che una banca fallisce è alto, allora la probabilità che la banca fallirà o rimarrà insolvente prima di aver liquidato le sue posizioni con le altre banche aumenta. Esponendo con ciò le altre banche a rischi di contagio e panici bancari. Abbiamo visto come il miglioramento del trade-off tra rischio e rendimento atteso per effetto della diversificazione da fusione si traduca generalmente in una invarianza del rischio ed un aumento del rendimento. Le concentrazioni possono aumentare il rischio sistemico in parte anche perché aumenta la dimensione delle banche. Le conseguenze sistemiche del fallimento di una banca più grande possono essere molto più gravi, e il contagio può essere più forte ed ampio. D altro canto, poche e grandi banche possono consentire un controllo più efficace da parte delle autorità di vigilanza e compensare con ciò il maggiore rischio sistemico introdotto con le fusioni. Alcuni studi empirici evidenziano che il controllo sulle banche da parte di altre banche può essere un modo efficace per ridurre il rischio sistemico. Le concentrazioni inoltre aumentano il costo sul sistema finanziario derivante dall ampliamento della rete di protezione finanziaria (too big to fail). In particolare si può assistere ad una problematica estensione del safety net, anche ad attività non bancarie che, anche se possedute da aziende controllate da banche, a rigor di logica non dovrebbero essere oggetto di copertura.

Economia monetaria e creditizia. Slide 3

Economia monetaria e creditizia. Slide 3 Economia monetaria e creditizia Slide 3 Ancora sul CDS Vincolo prestatore Vincolo debitore rendimenti rendimenti-costi (rendimenti-costi)/2 Ancora sul CDS dove fissare il limite? l investitore conosce

Dettagli

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015)

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it mauro.aliano@unica.it 1 La gestione della raccolta In termini generali l espressione politica della raccolta è sinonimo dell

Dettagli

Lezione 12 Applicazioni: Internet stock, fusioni ed acquisizioni

Lezione 12 Applicazioni: Internet stock, fusioni ed acquisizioni Lezione 12 Applicazioni: Internet stock, fusioni ed acquisizioni Analisi degli Investimenti 2014/15 Lorenzo Salieri Internet Stock In concomitanza alla crescente popolarità del settore Internet osservata

Dettagli

NATURA E CARATTERISTICHE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI

NATURA E CARATTERISTICHE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI CHE COS È IL SISTEMA FINANZIARIO? È l insieme organizzato di mercati, intermediari e strumenti finanziari Il suo funzionamento avviene in un contesto di regole e controlli: la quarta componente strutturale

Dettagli

Capitolo 17. I mercati con informazione asimmetrica

Capitolo 17. I mercati con informazione asimmetrica Capitolo 17 I mercati con informazione asimmetrica Introduzione L incertezza sulla qualità e il mercato dei bidoni I segnali di mercato Il rischio morale Il problema agente-principale L informazione asimmetrica

Dettagli

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO Gli effetti di una profonda trasformazione 1 LA TRASFORMAZIONE DEL SISTEMA BANCARIO TENDENZE DI FONDO DELLO SCENARIO MACROECONOMICO LA RISPOSTA DELLE BANCHE Progresso tecnologico

Dettagli

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE Allegato B alla delibera n. 380/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE L analisi dell impatto regolamentare richiede di valutare: a) l ambito dell intervento regolamentare proposto, con particolare

Dettagli

INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE. Docente: Prof. Massimo Mariani

INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE. Docente: Prof. Massimo Mariani INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE Docente: Prof. Massimo Mariani SOMMARIO La creazione del valore Che cos è la finanza aziendale Obiettivi degli stakeholders Massimizzazione del valore Massimizzazione

Dettagli

ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 33/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 33/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 33/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE L analisi dell impatto regolamentare richiede di valutare: a) l ambito dell intervento

Dettagli

Lezione 4. La moneta e le istituzioni monetarie

Lezione 4. La moneta e le istituzioni monetarie Lezione 4. La moneta e le istituzioni monetarie I mercati finanziari migliorano la negoziabilità dei titoli; gli intermediari emettono passività più liquide dei titoli con i quali concedono credito. Solo

Dettagli

Imprese multinazionali e outsourcing

Imprese multinazionali e outsourcing Economia Internazionale Alireza Naghavi Capitolo 9 (a) L outsourcing di beni e servizi 1 Imprese multinazionali e outsourcing Gli investimenti diretti all estero rappresentano quegli investimenti in cui

Dettagli

Le garanzie possono essere di due tipi (Chan e Kanatas, 1985):

Le garanzie possono essere di due tipi (Chan e Kanatas, 1985): Sull uso delle Garanzie. Tassonomia Le garanzie possono essere di due tipi (Chan e Kanatas, 1985): a) Un mutuatario può impegnare come garanzia ( interna all impresa) un cespite che viene utilizzato nel

Dettagli

Schema 11 La Privatizzazione

Schema 11 La Privatizzazione Schema 11 La Privatizzazione La fornitura di beni e servizi da parte del settore pubblico può assumere la forma di diversi mix di finanziamento (pubblico/pri vato) e produzione (pubblica/privata) cfr.

Dettagli

La strategia finanziaria

La strategia finanziaria La strategia finanziaria Strategie di posizionamento (rivolte all esterno) AZIENDA strategia sociale CONTESTO SOCIALE posizionamento sociale Analisi degli input strategici esterni MERCATI FINANZIARI finanziatori

Dettagli

Il concetto di rischio

Il concetto di rischio Il concetto di rischio Il rischio si presenta in forma simmetrica: vi è la possibilità di ottenere un risultato inferiore a quello più probabile ma anche di ottenere un risultato superiore. Si può guardare

Dettagli

INTRODUZIONE. i quaderni di minerva bancaria - 1/2014 5

INTRODUZIONE. i quaderni di minerva bancaria - 1/2014 5 Il mercato del risparmio gestito, che negli anni 90 era stato caratterizzato da una crescita impetuosa, nell ultimo decennio è stato interessato da distinte dinamiche locali influenzate da una molteplicità

Dettagli

ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI

ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it 0776/2994353 XII LEZIONE 22/10/2012 Perche le imprese si diversificano? La diversificazione può avvenire a beneficio dei proprietari

Dettagli

L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING

L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING Relatore : Marino Baratti Credemfactor spa Pag. 1/8 Il rapporto tra PMI e Sistema creditizio L applicazione della nuova

Dettagli

Corso di Intermediari Finanziari e Microcredito

Corso di Intermediari Finanziari e Microcredito Corso di Intermediari Finanziari e Microcredito Gli intermediari finanziari: banche Intermediazione finanziaria, tipologie di intermediari e imperfezioni di mercato (Fonte: Corigliano, 2004, Intermediazione

Dettagli

L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari

L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari EURO 6 L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari Giovanni Berneschi Dopo anni di attesa e di preparazione, a partire dal 1 gennaio 2002 l Euro ha preso il posto di dodici monete nazionali

Dettagli

LA STRUTTURA DI BILANCIO DELLE BANCHE

LA STRUTTURA DI BILANCIO DELLE BANCHE LA STRUTTURA DI BILANCIO DELLE BANCHE EQUILIBRI FONDAMENTALI DELLA GESTIONE ECONOMICA E FINANZIARIA 2 SAPRESTE RISPONDERE A QUESTE DOMANDE? Perché le banche concedono prestiti? Come acquisiscono fondi?

Dettagli

Evoluzione dei modelli della banca e dell assicurazione. Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a.

Evoluzione dei modelli della banca e dell assicurazione. Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. Evoluzione dei modelli della banca e dell assicurazione Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2013/2014 Il modello dell intermediario mobiliare L intermediario creditizio

Dettagli

Esercitazione relativa al cap. 10 INVESTIMENTI

Esercitazione relativa al cap. 10 INVESTIMENTI Esercitazione relativa al cap. 10 INVESTIMENTI GLI INVESTIMENTI FINANZIARI SONO ACQUISTI DI ATTIVITA FINANZIARIE EFFETTUATE NELL ASPETTATIVA DI RICEVERNE UN RENDIMENTO. I PIU IMPORTANTI SONO: - I DEPOSITI

Dettagli

TECNOLOGIA E GESTIONE DELL INNOVAZIONE

TECNOLOGIA E GESTIONE DELL INNOVAZIONE Università degli Studi di Urbino Carlo Bo Facoltà Economia Corso di Strategia di Impresa A/A 2008-2009 TECNOLOGIA E GESTIONE DELL INNOVAZIONE -Robert M. Grant- Peitas Patrizia INDICE 1. Il vantaggio competitivo

Dettagli

SPACE S.P.A. - POLITICA DI INVESTIMENTO AI SENSI DEL REGOLAMENTO DEI MERCATI ORGANIZZATI E GESTITI DA BORSA ITALIANA S.P.A.

SPACE S.P.A. - POLITICA DI INVESTIMENTO AI SENSI DEL REGOLAMENTO DEI MERCATI ORGANIZZATI E GESTITI DA BORSA ITALIANA S.P.A. SPACE S.P.A. - POLITICA DI INVESTIMENTO AI SENSI DEL REGOLAMENTO DEI MERCATI ORGANIZZATI E GESTITI DA BORSA ITALIANA S.P.A. 1. PREMESSE La presente politica di investimento è stata approvata dall assemblea

Dettagli

ARTURO B E TUNIO RESPONSABIL E ARE A AMMINISTRAZION E E BILANCIO

ARTURO B E TUNIO RESPONSABIL E ARE A AMMINISTRAZION E E BILANCIO GRUPPOM O N T EPASC H I C O N V E G N O A BI B ASI L E A 3 ARTURO B E TUNIO RESPONSABIL E ARE A AMMINISTRAZION E E BILANCIO A G E ND A Contesto di riferimento Riforma strutturale a livello U E K ey driver

Dettagli

Lezione 13. L equilibrio del mercato della liquidità bancaria

Lezione 13. L equilibrio del mercato della liquidità bancaria Lezione 13. L equilibrio del mercato della liquidità bancaria Determinare la liquidità bancaria se (come avviene con la BCE) la domanda di base monetaria delle famiglie è sempre soddisfatta dalla BC (H

Dettagli

CHE COS'È UNA BANCA? PARTE 2 Le banche al centro della crisi finanziaria

CHE COS'È UNA BANCA? PARTE 2 Le banche al centro della crisi finanziaria Crisi bancarie L'attività bancaria comporta l'assunzione di rischi L'attività tipica delle banche implica inevitabilmente dei rischi. Anzitutto, se un mutuatario non rimborsa il prestito ricevuto, la banca

Dettagli

Beni pubblici e beni privati forniti dal settore pubblico

Beni pubblici e beni privati forniti dal settore pubblico Beni pubblici e beni privati forniti dal settore pubblico Obiettivi delle prossime due lezioni Che cosa distingue i beni pubblici, tipicamente forniti dal settore pubblico, dai beni forniti dal mercato?

Dettagli

Le implicazioni strategiche, gestionali e organizzative degli IFRS

Le implicazioni strategiche, gestionali e organizzative degli IFRS Fondo Interbancario di tutela dei depositi L introduzione degli International Financial Reporting Standards Le implicazioni strategiche, gestionali e organizzative degli IFRS claudio patalano Milano, 27

Dettagli

ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 606/07/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 606/07/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE Allegato B alla Delibera n. 606/07/CONS ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 606/07/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE Allegato B alla Delibera n 606/07/CONS 1 ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

Dettagli

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015)

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it mauro.aliano@unica.it 1 Il rischio di interesse 2 Il rischio di tasso di interesse Il rischio di tasso di interesse può essere

Dettagli

Contenuti. Fatti stilizzati microeconomici. L evidenza empirica è in contrasto con le previsioni del teorema Modigliani Miller.

Contenuti. Fatti stilizzati microeconomici. L evidenza empirica è in contrasto con le previsioni del teorema Modigliani Miller. Contenuti L evidenza empirica è in contrasto con le previsioni del teorema Modigliani Miller. ECONOMIA MONETARIA E FINANZIARIA (7) Esistono quindi delle imperfezioni dei mercati. Le imperfezioni dei mercati

Dettagli

Risparmio, investimenti e sistema finanziario

Risparmio, investimenti e sistema finanziario Risparmio, investimenti e sistema finanziario Una relazione fondamentale per la crescita economica è quella tra risparmio e investimenti. In un economia di mercato occorre individuare meccanismi capaci

Dettagli

Selezione avversa, screening e segnalazione

Selezione avversa, screening e segnalazione Selezione avversa, screening e segnalazione Il modello principale agente è uno strumento fondamentale per analizzare le relazioni economiche caratterizzate da problemi di asimmetrie informative un primo

Dettagli

Le decisioni di struttura finanziaria delle imprese italiane

Le decisioni di struttura finanziaria delle imprese italiane Le decisioni di struttura finanziaria delle imprese italiane Un quadro dell evidenza empirica Cosenza 20 ottobre 2003 1 rilevanza e attualità del tema tra le 10 questioni irrisolte della finanza moderna

Dettagli

Panetta 21 giugno 2013 Le banche di credito cooperativo

Panetta 21 giugno 2013 Le banche di credito cooperativo Panetta 21 giugno 2013 Le banche di credito cooperativo Alle 394 banche di credito cooperativo italiane (BCC) e ai 3 istituti centrali di categoria fa capo il 10 per cento dei prestiti a famiglie e imprese,

Dettagli

987-88-386-6873-9 Saunders, Cornett, Anolli, Alemanni, Economia degli intermediari finanziari 4e 2015 McGraw-Hill Education (Italy) S.r.l.

987-88-386-6873-9 Saunders, Cornett, Anolli, Alemanni, Economia degli intermediari finanziari 4e 2015 McGraw-Hill Education (Italy) S.r.l. 987-88-386-6873-9 Saunders, Cornett, Anolli, Alemanni, Economia degli intermediari finanziari 4e 2015 McGraw-Hill Education (Italy) S.r.l. SOLUZIONI ESERCIZI CAPITOLO 10 1. La banca è un impresa che esercita

Dettagli

FOCUS SUI CITTADINI: UNA PARTECIPAZIONE AMPIA PER POLITICHE E SERVIZI MIGLIORI. Abstract

FOCUS SUI CITTADINI: UNA PARTECIPAZIONE AMPIA PER POLITICHE E SERVIZI MIGLIORI. Abstract www.qualitapa.gov.it FOCUS SUI CITTADINI: UNA PARTECIPAZIONE AMPIA PER POLITICHE E SERVIZI MIGLIORI Abstract L importanza di un processo di policy making trasparente e inclusivo è largamente condivisa

Dettagli

Capitolo 8. Ricerca del profitto e mano invisibile. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke

Capitolo 8. Ricerca del profitto e mano invisibile. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke Capitolo 8 Ricerca del profitto e mano invisibile Mercati e motivazioni personali Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio, o del fornaio che ci aspettiamo il nostro desinare, ma dalla considerazione

Dettagli

DOMANDE di RIEPILOGO

DOMANDE di RIEPILOGO DOMANDE di RIEPILOGO UNITA A - ANALISI ECONOMICA DELL IMPRESA Lez 3 Aspetti organizzativi dell impresa Natura e forme istituzionali Quali sono le caratteristiche dell impresa come istituzione gerarchica

Dettagli

Globalizzazione economica

Globalizzazione economica Globalizzazione economica Docente: Antonio Forte Lezione 5 La crisi delle Savings & Loans (cap. 2 libro) La crisi dei Paesi scandinavi (cap. 2 libro) La crisi delle Savings & Loans - 1 Enti specializzati

Dettagli

IL CAPITALE. 1) Domanda di capitale 2) Offerta di capitale

IL CAPITALE. 1) Domanda di capitale 2) Offerta di capitale IL CAPITALE 1) Domanda di capitale 2) Offerta di capitale CAPITALE FINANZIARIO E CAPITALE REALE Col termine capitale i si può riferire a due concetti differenti Il capitale finanziario è costituito dalla

Dettagli

BANCHE ARGOMENTI. Struttura finanziaria delle aziende di credito Principali aree gestionali La performance bancaria Struttura del sistema bancario

BANCHE ARGOMENTI. Struttura finanziaria delle aziende di credito Principali aree gestionali La performance bancaria Struttura del sistema bancario BANCHE A.A. 2015/2016 Prof. Alberto Dreassi adreassi@units.it DEAMS Università di Trieste ARGOMENTI Struttura finanziaria delle aziende di credito Principali aree gestionali La performance bancaria Struttura

Dettagli

DANTON INVESTMENT SA. Equilibrium. Il futuro non si prevede SI COSTRUISCE

DANTON INVESTMENT SA. Equilibrium. Il futuro non si prevede SI COSTRUISCE Equilibrium Il futuro non si prevede SI COSTRUISCE 2 Gestioni Patrimoniali Computerizzate Grazie ai notevoli investimenti realizzati negli anni, la DANTON INVESTMENT SA può oggi vantare di possedere uno

Dettagli

La gestione di un processo di distressed M&A. Modena 10 novembre 2010

La gestione di un processo di distressed M&A. Modena 10 novembre 2010 La gestione di un processo di distressed M&A Modena 10 novembre 2010 Indice 1. Crisi d impresa e modalità d intervento 2. La gestione di un processo di ristrutturazione /distressed M&A e il ruolo dell

Dettagli

Via Alberto Nota, 5-10122 Torino - Piazzale Biancamano, 8-20121 Milano - Via Roma, 4-33100 Udine

Via Alberto Nota, 5-10122 Torino - Piazzale Biancamano, 8-20121 Milano - Via Roma, 4-33100 Udine Via Alberto Nota, 5-10122 Torino - Piazzale Biancamano, 8-20121 Milano - Via Roma, 4-33100 Udine Tel. 011/5690291 - Fax 011/5690247 - N verde gratuito 800.300.368 info@knetproject.com - www.knetproject.com

Dettagli

Economia monetaria e creditizia. Slide 2

Economia monetaria e creditizia. Slide 2 Economia monetaria e creditizia Slide 2 Le attività e i mercati finanziari Oltre alla moneta, un altra istituzione consente di ridurre i costi di transazione negli scambi: i mercati Si tratta dei contesti

Dettagli

PRINCIPI DI COMPOSIZIONE DELLA STRUTTURA FINANZIARIA. Docente: Prof. Massimo Mariani

PRINCIPI DI COMPOSIZIONE DELLA STRUTTURA FINANZIARIA. Docente: Prof. Massimo Mariani PRINCIPI DI COMPOSIZIONE DELLA STRUTTURA FINANZIARIA Docente: Prof. Massimo Mariani 1 SOMMARIO La politica finanziaria aziendale: definizione I benefici del ricorso al debito Gerarchia delle fonti di finanziamento

Dettagli

Corso di Economia Applicata

Corso di Economia Applicata Corso di Economia Applicata a.a. 2007-08 II modulo 12 Lezione Asimmetrie informative e Adverse Selection Soluzioni per l Adverse Selection? selezione (screening ) segnalazione razionamento le soluzioni

Dettagli

79 a Giornata Mondiale del Risparmio. Intervento di Maurizio Sella Presidente dell Associazione Bancaria Italiana

79 a Giornata Mondiale del Risparmio. Intervento di Maurizio Sella Presidente dell Associazione Bancaria Italiana 79 a Giornata Mondiale del Risparmio Intervento di Maurizio Sella Presidente dell Associazione Bancaria Italiana Roma, 31 ottobre 2003 Signor Ministro dell Economia, Signor Governatore della Banca d Italia,

Dettagli

SALVARE IL CAPITALISMO di Alfred Rappaport. di Giancarlo Forestieri pag. 9. di John C. Bogle. Parte prima Le cause e le conseguenze della veduta corta

SALVARE IL CAPITALISMO di Alfred Rappaport. di Giancarlo Forestieri pag. 9. di John C. Bogle. Parte prima Le cause e le conseguenze della veduta corta Indice SALVARE IL CAPITALISMO di Alfred Rappaport Prefazione all edizione italiana di Giancarlo Forestieri pag. 9 Prefazione di John C. Bogle Ringraziamenti Introduzione» 19» 25» 27 Parte prima Le cause

Dettagli

L ECONOMICITÀ AZIENDALE

L ECONOMICITÀ AZIENDALE L ECONOMICITÀ AZIENDALE IMPRESA tende alla sopravvivenza (autonoma) nel tempo 1 a condizione: Equilibrio economico Risorse consumo (utilizzazione) Collocamento l azienda deve conseguire in volume di ricavi

Dettagli

Principi per la vigilanza sugli stabilimenti esteri delle banche

Principi per la vigilanza sugli stabilimenti esteri delle banche Principi per la vigilanza sugli stabilimenti esteri delle banche (Maggio 1983) I. Introduzione Il presente documento 1 delinea alcuni principi ai quali il Comitato ritiene dovrebbe essere informata la

Dettagli

Capitolo 5 RELAZIONI INTERORGANIZZATIVE

Capitolo 5 RELAZIONI INTERORGANIZZATIVE Capitolo 5 RELAZIONI INTERORGANIZZATIVE Il successo delle aziende, oggi, dipende dalla collaborazione e dalle partnership con altre organizzazioni. Emergono sempre di più le reti di organizzazioni. Oggi

Dettagli

Dividendi e valore delle azioni

Dividendi e valore delle azioni Dividendi e valore delle azioni La teoria economica sostiene che in ultima analisi il valore delle azioni dipende esclusivamente dal flusso scontato di dividendi attesi. Formalmente: V = E t=0 1 ( ) t

Dettagli

Paolo Capuano La crisi finanziaria internazionale. Il ruolo della funzione di risk management delle banche

Paolo Capuano La crisi finanziaria internazionale. Il ruolo della funzione di risk management delle banche A13 Paolo Capuano La crisi finanziaria internazionale Il ruolo della funzione di risk management delle banche Copyright MMXIII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it via Raffaele

Dettagli

L azzardo morale e il modello principale-agente

L azzardo morale e il modello principale-agente L azzardo morale e il modello principale-agente L azzardo morale e il problema principale agente Il modello principale agente è uno strumento fondamentale per analizzare le relazioni economiche caratterizzate

Dettagli

Governance e performance nei servizi pubblici locali

Governance e performance nei servizi pubblici locali Governance e performance nei servizi pubblici locali Anna Menozzi Lecce, 26 aprile 2007 Università degli studi del Salento Master PIT 9.4 in Analisi dei mercati e sviluppo locale Modulo M7 Economia dei

Dettagli

Massimizzazione del profitto

Massimizzazione del profitto Massimizzazione del Profitto e offerta concorrenziale Mercati perfettamente concorrenziali Massimizzazione del profitto Ricavo marginale, costo marginale e massimizzazione del profitto La scelta di produzione

Dettagli

Il Piano Industriale

Il Piano Industriale LE CARATTERISTICHE DEL PIANO INDUSTRIALE 1.1. Definizione e obiettivi del piano industriale 1.2. Requisiti del piano industriale 1.3. I contenuti del piano industriale 1.3.1. La strategia realizzata e

Dettagli

DOCUMENTO INFORMATIVO PER LA CLIENTELA

DOCUMENTO INFORMATIVO PER LA CLIENTELA DOCUMENTO INFORMATIVO PER LA CLIENTELA Edizione 05/2011 INDICE Informazioni su CheBanca! e sui servizi di investimento offerti 2 1. Dati che CheBanca! 2 2. Autorizzazione alla prestazione dei servizi di

Dettagli

CAPITOLO 11 G. Pellicelli INTEGRAZIONE VERTICALE E INTEGRAZIONE ORIZZONTALE

CAPITOLO 11 G. Pellicelli INTEGRAZIONE VERTICALE E INTEGRAZIONE ORIZZONTALE UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI URBINO Carlo Bo FACOLTA' DI ECONOMIA CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN ECONOMIA AZIENDALE CAPITOLO 11 G. Pellicelli INTEGRAZIONE VERTICALE E INTEGRAZIONE ORIZZONTALE Alessandro

Dettagli

Banca- impresa cosa è cambiato e cosa cambia

Banca- impresa cosa è cambiato e cosa cambia Convegno Banca- impresa cosa è cambiato e cosa cambia 4 febbraio 2010 Sala Convegni Corso Europa,11 Milano 1 Intervento del dr. Mario Venturini Breve remind sulla valutazione dei rischi creditizi e Basilea

Dettagli

Innovazione e crescita nel sistema bancario

Innovazione e crescita nel sistema bancario Associazione Bancaria Italiana Assemblea Ordinaria Innovazione e crescita nel sistema bancario Intervento del Governatore della Banca d Italia Antonio Fazio Roma, 23 giugno 2000 Sommario pag. Il risparmio

Dettagli

A. Persone soggette alla politica ( Gli individui coperti )

A. Persone soggette alla politica ( Gli individui coperti ) Ottobre 2014 Pagina 1 di 8 I. SCOPO La presente Politica sull Insider Trading ( Politica ) fornisce le linee guida per quanto riguarda le operazioni in titoli di Modine Manufacturing Company (la Società

Dettagli

Modelli di comportamento delle banche

Modelli di comportamento delle banche Modelli di comportamento delle banche INTRODUZIONE Modelli del comportamento delle banche che tengano conto delle peculiarità dell attività bancaria Occorre incorporare l incertezza sui rendimenti delle

Dettagli

Note di stabilità finanziaria e vigilanza

Note di stabilità finanziaria e vigilanza Note di stabilità finanziaria e vigilanza N. 1 Aprile 2014 1. Il trattamento fiscale delle perdite su crediti: il vecchio regime... 2 2. Gli effetti della nuova disciplina... 4 3. Il rafforzamento dell

Dettagli

Equilibrio generale ed efficienza economica

Equilibrio generale ed efficienza economica Equilibrio generale ed efficienza economica Analisi dell equilibrio generale Efficienza nello scambio Equità ed efficienza Panoramica sull efficienza nei mercati concorrenziali Perché i mercati falliscono

Dettagli

Lezione 7. L intermediazione monetaria e creditizia

Lezione 7. L intermediazione monetaria e creditizia Lezione 7. L intermediazione monetaria e creditizia Il ruolo delle banche nel sistema finanziario Nella realtà i mercati non sono perfettamente concorrenziali e non vale il teorema di Modigliani-Miller.

Dettagli

Basilea 2: quali implicazioni per disponibilità e prezzo per il credito?

Basilea 2: quali implicazioni per disponibilità e prezzo per il credito? Basilea 2: quali implicazioni per disponibilità e prezzo per il credito? Introduzione di Andrea Sironi SDA Bocconi Nell aprile 2003 il Comitato di Basilea ha reso pubbliche, nei tempi e nei modi originariamente

Dettagli

10 domande e 10 risposte

10 domande e 10 risposte 10 domande e 10 risposte Lo sapevate che... Il factoring è uno strumento per gestire professionalmente i crediti ed è un complemento ideale del finanziamento bancario. Il factoring è utile per tutte le

Dettagli

di informazione asimmetrica:

di informazione asimmetrica: Informazione asimmetrica In tutti i modelli che abbiamo considerato finora abbiamo assunto (implicitamente) che tutti gli agenti condividessero la stessa informazione (completa o incompleta) a proposito

Dettagli

La globalizzazione finanziaria: opportunità e crisi

La globalizzazione finanziaria: opportunità e crisi Capitolo 10 (escluso paragrafo 4.4) La globalizzazione finanziaria: opportunità e crisi adattamento italiano di Novella Bottini 1 (c) Pearson Italia S.p.A. - Krurman, Obstfeld, Melitz - Economia internazionale

Dettagli

Indice Banca IMI IMINext Reflex

Indice Banca IMI IMINext Reflex Indice Banca IMI Specialisti per la finanza... pag. 4 IMINext Una linea di prodotti di finanza personale... pag. 5 Reflex Un paniere ufficiale... pag. 6 I mercati a portata di mano... pag. 7 Una replica

Dettagli

Università Commerciale Luigi Bocconi Econpubblica Centre for Research on the Public Sector SHORT NOTES SERIES

Università Commerciale Luigi Bocconi Econpubblica Centre for Research on the Public Sector SHORT NOTES SERIES Università Commerciale Luigi Bocconi Econpubblica Centre for Research on the Public Sector SHORT NOTES SERIES Lo scorporo delle reti di trasmissione del gas da Eni e l assetto organizzativo del mercato

Dettagli

Domanda e offerta di lavoro

Domanda e offerta di lavoro Domanda e offerta di lavoro 1. Assumere (e licenziare) lavoratori Anche la decisione di assumere o licenziare lavoratori dipende dai costi che si devono sostenere e dai ricavi che si possono ottenere.

Dettagli

Massimizzazione del Profitto e offerta concorrenziale. G. Pignataro Microeconomia SPOSI

Massimizzazione del Profitto e offerta concorrenziale. G. Pignataro Microeconomia SPOSI Massimizzazione del Profitto e offerta concorrenziale 1 Mercati perfettamente concorrenziali 1. Price taking Poiché ogni impresa vende una porzione relativamente piccola della produzione complessiva del

Dettagli

Relazione Annuale. Presentata all'assemblea Ordinaria dei Partecipanti Roma, 31 maggio 2013. anno 2012 centodiciannovesimo esercizio.

Relazione Annuale. Presentata all'assemblea Ordinaria dei Partecipanti Roma, 31 maggio 2013. anno 2012 centodiciannovesimo esercizio. anno centodiciannovesimo esercizio Presentata all'assemblea Ordinaria dei Partecipanti Roma, 31 maggio 2013 esercizio CXIX 16. Il sistema finanziario Gli andamenti nell anno Nel il sistema finanziario

Dettagli

Indice. Presentazione, di Roberto Ruozi. pag. xiii

Indice. Presentazione, di Roberto Ruozi. pag. xiii Presentazione, di Roberto Ruozi 1 L attività bancaria 1.1 Una definizione di banca 1.2 Le origini del sistema bancario moderno 1.3 L evoluzione del sistema creditizio nel quadro europeo: concorrenza e

Dettagli

Economia e gestione delle imprese

Economia e gestione delle imprese Prof. Antonio Renzi Economia e gestione delle imprese Parte sesta Governo delle imprese e assetti proprietari 1 Argomenti 1. Gli assetti proprietari 2. Proprietà e organo di governo 3. La struttura dell

Dettagli

Economia Monetaria - Slide 8

Economia Monetaria - Slide 8 1 Economia Monetaria - Slide 8 Giorgio Calcagnini Università di Urbino Dip. Economia, Società, Politica giorgio.calcagnini@uniurb.it http://www.econ.uniurb.it/calcagnini/ http://www.econ.uniurb.it/calcagnini/economiamonetaria12.html

Dettagli

6 IL RUOLO DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO

6 IL RUOLO DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO 6 IL RUOLO DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO Nel comprendere le strategie formative adottate dalle grandi imprese assume una particolare rilevanza esaminare come si distribuiscano le spese complessivamente sostenute

Dettagli

L impatto della crisi sul mercato elettrico italiano

L impatto della crisi sul mercato elettrico italiano L impatto della crisi sul mercato elettrico italiano di Sergio Portatadino, Pöyry Energy Consulting La sensazione di vivere in un periodo di cambiamento storico pervade anche i mercati energetici e l emblema

Dettagli

È la laurea un buon investimento?

È la laurea un buon investimento? È la laurea un buon investimento? di Alberto Bisin e Andrea Moro Le tasse universitarie sono aumentate considerevolmente negli ultimi anni. Ciononostante, laurearsi rimane ancora un ottimo investimento.

Dettagli

Capitolo 7. Struttura della presentazione. Movimenti dei fattori produttivi. La mobilità internazionale dei fattori

Capitolo 7. Struttura della presentazione. Movimenti dei fattori produttivi. La mobilità internazionale dei fattori Capitolo 7 La mobilità internazionale dei fattori preparato da Thomas Bishop (adattamento italiano di Rosario Crinò) 1 Struttura della presentazione Mobilità internazionale del lavoro Prestiti internazionali

Dettagli

Corso di Marketing Industriale

Corso di Marketing Industriale U N I V E R S I T A' D E G L I S T U D I D I B E R G A M O Facoltà di Ingegneria Corso di Marketing Industriale Prof Ferruccio Piazzoni ferruccio.piazzoni@unibg.it Pianificazione e sviluppo di un nuovo

Dettagli

Macro 3. Marco Grazzi Economia Politica 2010/11

Macro 3. Marco Grazzi Economia Politica 2010/11 Macro 3 La moneta e la politica monetaria Moneta Qualsiasi mezzo di pagamento generalmente accettato per lo scambio di beni e servizi e per l estinzione dei debiti Ciò che importa non è il materiale usato

Dettagli

L analisi dell integrazione verticale

L analisi dell integrazione verticale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI URBINO CARLO BO L analisi dell integrazione verticale ( CAP 13 GRANT ) A cura di: Luca Fraternali Indice Definizione di integrazione verticale Fattori da considerare per effettuare

Dettagli

Obiettivi aziendali e compiti della finanza

Obiettivi aziendali e compiti della finanza Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Obiettivi aziendali e compiti della finanza Capitolo 1 Indice degli argomenti 1. Creazione di valore come idea guida 2. L impresa come

Dettagli

LE FORME TECNICHE DI RACCOLTA DELLE RISORSE FINANZIARIE. Appunti sul libro Economia della Banca

LE FORME TECNICHE DI RACCOLTA DELLE RISORSE FINANZIARIE. Appunti sul libro Economia della Banca LE FORME TECNICHE DI RACCOLTA DELLE RISORSE FINANZIARIE Appunti sul libro Economia della Banca DEFINIZIONI Le forme tecniche di raccolta comprendono il complesso degli strumenti che consentono alla banca

Dettagli

BUSINESS PLAN EDIZIONE 2011/2012

BUSINESS PLAN EDIZIONE 2011/2012 BUSINESS PLAN EDIZIONE 2011/2012 6 Una cooperativa, come ogni impresa, per stare sul mercato deve remunerare i fattori produttivi in modo da avere un saldo positivo e dunque redigere un bilancio in utile.

Dettagli

Area Marketing. Approfondimento

Area Marketing. Approfondimento Area Marketing Approfondimento STRATEGIA DI INTERNAZIONALIZZAZIONE STRATEGIA DI INTERNAZIONALIZZAZIONE CONOSCENZE La strategia di espansione internazionale rientra nelle strategie corporate di sviluppo

Dettagli

La Massimizzazione del profitto

La Massimizzazione del profitto La Massimizzazione del profitto Studio del comportamento dell impresa, soggetto a vincoli quando si compiono scelte. Ora vedremo un modello per analizzare le scelte di quantità prodotta e come produrla.

Dettagli

Fallimenti del mercato

Fallimenti del mercato Fallimenti del mercato Il mercato fallisce quando non è in grado di raggiungere un ottimo socialmente soddisfacente in termini di efficienza ed equità Potere di mercato Esternalità Beni pubblici Asimmetria

Dettagli

Organizzazione: teoria, progettazione e cambiamento

Organizzazione: teoria, progettazione e cambiamento Organizzazione: teoria, progettazione e cambiamento Edizione italiana a cura di G. Soda Capitolo 6 La progettazione della struttura organizzativa: specializzazione e coordinamento Jones, Organizzazione

Dettagli

Efficienza ed equità

Efficienza ed equità Efficienza ed equità Efficienza ed equità Abbiamo visto nelle lezioni precedenti che, nella situazione ideale di assenza di fallimenti del mercato, il mercato condurrebbe a un risultato Pareto-efficiente.

Dettagli

Segnalazione del 16 gennaio 2007

Segnalazione del 16 gennaio 2007 Comunicati stampa AS378 - DISTRIBUZIONE ASSICURATIVA IN TEMA DI RESPONSABILITÀ CIVILE AUTO DATI GENERALI numero 2 data 16/01/2007 Collegamenti Segnalazione del 16 gennaio 2007 COMUNICATO STAMPA ASSICURAZIONI:

Dettagli