Giorgio Di Giorgio Guido Traficante

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1 Giorgio Di Giorgio Guido Traficante

2 Introduzione Dal 1999 la BCE gestisce la politica monetaria unica di un numero crescente di paesi (oggi 17) Quali sono stati gli effetti della politica monetaria unica sul settore bancario dell area euro? Qual è stata la dinamica delle banche locali a seguito dell introduzione dell euro? Studio empirico basato sui modelli VAR: analisi delle principali dinamiche innescate da impulsi esogeni di politica monetaria La nostra analisi mostra che gli effetti della politica monetaria unica non sono omogenei in Francia, Germania e Italia

3 Struttura della presentazione Il regime di politica monetaria nell area euro I meccanismi di trasmissione della politica monetaria L evidenza empirica sui meccanismi di trasmissione della politica monetaria nell area euro Analisi VAR sul canale creditizio in Francia, Germania e Italia Identificazione di restrizioni nell offerta del credito Differente risposta del credito aggregato e dei prestiti delle banche di credito cooperativo La performance delle banche cooperative Federlus e la crisi del sistema paese

4 Giorgio Di Giorgio Regime di Politica Monetaria Per regime di politica monetaria intendiamo l insieme di obiettivi, procedure operative e strumenti utilizzati dalla banca centrale Gli obiettivi di politica monetaria possono essere obiettivi finali, intermedi ed operativi Strumenti di politica monetaria: operazioni di mercato aperto, tassi d interesse ufficiali, riserva obbligatoria e nuovi strumenti non convenzionali Procedure operative: come si realizzano gli interventi di policy (regole relative alle aste con cui si conducono le operazioni di mercato aperto, definizione del collaterale e delle controparti, il calendario, ) Indicatori: misure statistiche considerate utili nella condotta di politica monetaria

5 Giorgio Di Giorgio Obiettivi Finali FED : nessuna gerarchia né definizione numerica - Crescita - Stabilità dei prezzi - Pieno impiego delle risorse - Stabilità finanziaria (a livello micro e macroeconomico) - Riduzione della volatilità dei tassi d interesse a lungo termine - Stabilità del mercato valutario BCE : gerarchia rigida, definizione precisa della stabilità dei prezzi

6 Giorgio Di Giorgio Obiettivi intermedi ed operativi La BCE, accanto ad un obiettivo finale in termini di stabilità dei prezzi, ha una strategia fondata su due pilastri Il primo pilastro è l analisi economica, intesa come valutazione di ampio respiro delle pressioni inflazionistiche nell area euro Il secondo pilastro è l analisi monetaria, che si concretizza in un valore di riferimento per la crescita di M3 Inizialmente M3 era un obiettivo intermedio, oggi è solo un indicatore anticipatore della dinamica dei prezzi

7 Strumenti della BCE Riserva obbligatoria Operazioni di mercato aperto Operazioni su iniziativa delle controparti

8 Riserva obbligatoria Ha due funzioni principali La prima funzione è quella di stabilizzare i tassi di interesse nel mercato monetario La seconda funzione è quella di di creare o ampliare il fabbisogno strutturale di liquidità del sistema bancario Il coefficiente di riserva obbligatoria è stato inizialmente posto uguale al 2% Le passività soggette a riserva sono i depositi a vista e rimborsabili con preavviso o con scadenza sino a due anni, dai titoli di debito e del mercato monetario con scadenza sino a due anni Nel 2011, l obbligo di riserva è stato dimezzato per alleggerire gli oneri a carico del sistema bancario in un contesto di alta volatilità e rischiosità nei mercati finanziari

9 Operazioni di mercato aperto Operazioni di rifinanziamento principali: p/t a brevissima scadenza (7 giorni), con frequenza settimanale, regolate con meccanismo ad asta Operazioni di rifinanziamento a più lungo termine: p/t a 3 mesi, con frequenza mensile, regolate con meccanismo ad asta Operazioni di fine tuning definitive o temporanee di immissione o assorbimento di liquidità, previste in maniera irregolare, condotte con meccanismo ad asta o con delle procedure bilaterali A seguito della crisi finanziaria prima e della crisi dei debiti sovrani poi, la BCE ha portato avanti degli interventi non convenzionali di politica monetaria: 1. totale soddisfacimento della domanda; 2. si è accettato un numero più ampio di titoli come collaterale; 3. LTRO

10 Operazioni su iniziativa delle controparti Due standing facilities Rifinanziamento marginale che consente di ottenere liquidità overnight potenzialmente in ammontare illimitato ad un tasso di interesse prefissato Deposit facility: le banche possono impiegare la liquidità giornaliera in eccesso ad un tasso minimo garantito I due tassi ufficiali quotati costituiscono il corridoio dei tassi dentro il quale il tasso overnight oscilla La BCE può spingere verso l alto o verso il basso il tasso overnight agendo sia sulla quantità di liquidità bancaria offerta con operazioni p/t che sul livello del tasso di intervento

11 Il modello di controllo della BCE i_ml Rs i_d Rd R

12 L eredità della crisi dei debiti sovrani ECB's balance sheet (EUR bn) FED's balance sheet (USD bn) ECB: bn ($ bn) 1232% 13 of GDP FED: $3.133 bn % 12 of 13 GDP FED and ECB balance sheet as % of GDP ECB 36% 32% 28% 24% 20% FED 16% 12% 8% % 12

13 L eredità della crisi dei debiti sovrani Securities held outright 91% FED balance sheet Lending to credit institutions 0% Securities held outright; 23% ECB balance sheet Other assets (FX liquidity swaps, gold ) 9% Lending to credit institutions; 35% Other assets (gold and gold receivables, fx liquidity swaps...); 42% 13

14 La BCE e le sfide attuali EURO rates: interbank vs government rates EURO: Euribor - government rates spread 200 1,6 180 Euribor 3m 1,4 1,2 1,0 Euribor 3M - Repo 3m , ,6 0,4 Euribor 1M - Repo 1m EURO 3m repo rate 0,2 40 0, , ECB: refinancing to euro area financial institutions (bn EUR) Lending to euro area financial institutions Deposits of euro area fin institutions at the ECB

15 La BCE ed il mercato del credito Euro: demand of credit by business (% of banks declaring an increase in demand) Germany 0-10 Eurozone -20 Italy Euro: credit standards applied to business (% of banks declaring a tightening in credit standards) Italy Eurozone Germany Euro: demand of credit by households, mortgages (% of banks declaring an increase in demand) Germany Eurozone 0 Italy Euro: credit standards applied to households, mrtges (% of banks declaring a tightening in credit standards) 30 Eurozone 20 Italy 10 Germany

16 Il meccanismo di trasmissione della politica monetaria Analizza l insieme di meccanismi attraverso i quali gli impulsi di politica monetaria si trasmettono all economia reale La trasmissione della politica monetaria richiederà un determinato intervallo temporale per produrre degli effetti Esistono diverse teorie per spiegare il meccanismo di propagazione degli impulsi di politica monetaria all economia reale I primi keynesiani enfatizzano il canale dei tassi di interesse e, in economia aperta, del tasso di cambio I monetaristi enfatizzano il canale associato alla variazione dei prezzi delle attività finanziarie ed ai possibili effetti ricchezza I fautori delle asimmetrie informative, il canale creditizio Nuovi canali di trasmissione sono stati individuati recentemente considerando gli effetti dell innovazione finanziaria, della crisi e della risposta regolamentare

17 Il canale del tasso di interesse e la relazione tra tassi a breve e tassi a lunga La politica monetaria può influenzare i tassi di interesse di mercato direttamente o intervenendo sui mercati attraverso l acquisto o la vendita di titoli (operazioni di mercato aperto) Entrambi gli interventi hanno un effetto di impatto sui tassi a breve del mercato monetario Gli effetti reali dipendono dalla reazione di variabili macroeconomiche che reagiscono a variazioni dei tassi d interesse reali (consumi e investimenti) e in particolare dei tassi a lungo termine (investimenti e consumo di beni durevoli) Una restrizione aumenta subito i tassi a breve e, in misura meno che proporzionale, i tassi a lunga, attraverso una serie di riaggiustamenti di portafoglio che dipendono dal mood prevalente e dalle preferenze degli agenti sui mercati: la curva dei rendimenti in genere si appiattisce L aumento dei tassi sulle attività finanziarie, in particolare su quelle a lunga scadenza, può indurre gli operatori a sostituire la detenzione di attività reali nei portafogli con la detenzione di attività finanziarie, che sono divenute più remunerative: il costo del capitale fisico allora aumenta, dato che aumenta il rendimento richiesto per la detenzione di attività reali, scoraggiando gli investimenti aggregati e i consumi di beni durevoli

18 Il canale del tasso di cambio L aumento dei tassi di interesse indotto da una politica monetaria restrittiva in un paese genera un differenziale di rendimento sul mercato internazionale dei capitali Di conseguenza, il cambio nominale si apprezza per bilanciare le aspettative di deprezzamento del cambio richieste dalla condizione di parità scoperta tra tassi di interessi In presenza di rigidità nominali, l apprezzamento del cambio nominale induce un apprezzamento reale del cambio, una perdita di competitività che ha effetti restrittivi sulle esportazioni nette e per questa via sulla domanda aggregata e sul reddito

19 Il canale dei prezzi delle attività finanziarie L aumento dei tassi di interesse indotto dalla restrizione monetaria può indurre i risparmiatori a preferire investimenti nel mercato obbligazionario a scapito di quello azionario Il prezzo medio delle azioni scenderà e 1. Da una parte, si riduce il valore totale della ricchezza, con una conseguente riduzione sui consumi 2. Dall altra, si riduce in media il rapporto tra capitalizzazione di mercato e costo di rimpiazzo del capitale (q di Tobin) e si ridurranno gli investimenti Attraverso l operare di entrambi i meccanismi la domanda aggregata e il reddito si contraggono in misura superiore di quanto considerato riferendosi esclusivamente al canale tasso di interesse

20 Il canale del credito bancario La restrizione monetaria riduce le passività delle banche (in particolare i depositi) e richiede necessariamente un aggiustamento anche dal lato delle attività, a meno che il settore bancario sia in grado di sterilizzare la restrizione espandendo la raccolta non soggetta ad obblighi di riserva Se ciò non avviene, le banche devono contrarre i prestiti all economia, determinando una riduzione di consumi, investimenti e reddito Tale effetto sarà tanto più rilevante quanto più il sistema finanziario è bancocentrico, ad esempio in paesi dove il sistema produttivo è costituito in prevalenza da piccole e medie imprese che difficilmente fanno ricorso al mercato pubblico dei capitali Questo canale consente di valutare gli effetti aggregati e quelli eterogenei a livello settoriale, regionale o di dimensione aziendale di una manovra di politica monetaria (possibilità concreta nell UEM) L innovazione finanziaria ha avuto un impatto significativo sul canale creditizio bancario La possibilità di emettere titoli a reddito fisso a fronte di un insieme di prestiti bancari ha sicuramente ridotto l incidenza dei depositi stessi come vincolo all erogazione di prestiti, rendendo il canale del credito bancario meno efficace in condizioni normali

21 Il canale creditizio finanziario L aumento dei tassi indotto da una politica restrittiva può indurre due effetti rilevanti per il finanziamento delle imprese Da una parte, riduce il valore delle azioni per le aziende quotate e, quindi, la garanzia per i finanziatori esterni Il premio per il rischio ed il costo del finanziamento aumenteranno D altra parte, oneri finanziari maggiori peggiorano i cash flows aziendali per tutte le imprese e fanno sì che aumenti il costo del finanziamento esterno I problemi di asimmetria informativa ed i relativi costi di agenzia inducono quindi effetti depressivi addizionali sugli investimenti aziendali, e per questa via sulla domanda aggregata e il reddito

22 Il canale dei prezzi delle case La restrizione monetaria si riflette anche in un aumento del tasso applicato ai mutui immobiliari L aumento del costo del finanziamento si traduce in un aumento del costo complessivo dell investimento e comporta una riduzione della domanda di housing Un calo della domanda si riflette in una riduzione dei prezzi delle case che si propaga in un duplice modo nell economia: a) per l effetto ricchezza e della q di Tobin, tali riduzioni inducono un calo dei consumi e degli investimenti da parte del settore privato e si riflettono in una riduzione dell output; b) per l effetto collegato all acceleratore finanziario, si ridurrà il valore dell immobile come garanzia collaterale. Ciò determina un calo dell offerta di credito e della domanda di investimenti residenziali, con effetti depressivi sul reddito

23 Altri canali di trasmissione Vigilanza bancaria: le risorse patrimoniali delle banche possono influenzare l offerta di prestiti soprattutto in fasi sfavorevoli della congiuntura (banche con maggiore patrimonio possono concedere credito in misura maggiore) Risk taking channel: bassi tassi d interesse aumentano il valore delle garanzie fornite alle banche Ciò induce un aumento della propensione delle banche all assunzione di rischi di credito Inoltre, le banche saranno incentivate a spostarsi verso attività più rischiose in presenza di tassi di interesse bassi =>allentamento dei criteri per l erogazione di prestiti L indebolimento del canale creditizio dovuto all innovazione finanziaria e alla cartolarizzazione è stato tuttavia compensato dall inasprirsi dei requisiti di capitalizzazione bancaria (Basilea 2)

24 Evidenza empirica sulla trasmissione della politica monetaria unica Nei paesi in cui le famiglie detengono attività finanziarie i cui rendimenti reagiscono velocemente alla variazione dei tassi di policy, una politica monetaria espansiva (restrittiva) produce effetti attenuati data la presenza di un effetto reddito negativo (positivo) sulle famiglie dovuto al minor reddito da interessi Anche la dimensione e la scadenza temporale dell indebitamento delle imprese sono rilevanti In paesi dove l incidenza dell indebitamento a breve termine od a tasso variabile è notevole, una restrizione monetaria si trasmette più rapidamente sul consumo e sugli investimenti

25 Evidenza empirica recente sulla trasmissione della politica monetaria unica Differenze rilevanti sul meccanismo di trasmissione possono dipendere anche dalla struttura produttiva e dal funzionamento del mercato del lavoro La grandezza media delle imprese è un indicatore chiave dell autonomia finanziaria interna Le piccole imprese, considerate più rischiose delle grandi, devono sopportare tassi passivi più elevati Secondo i dati della Commissione Europea, in Italia ed in Spagna appare prevalente un modello di piccole e medie imprese, mentre la Germania ha una presenza più rilevante di entità produttive di dimensioni maggiori, ed in Francia (e in Olanda) spicca una relativa concentrazione a favore della dimensione media

26 L evidenza empirica sulla trasmissione della politica monetaria: i modelli VAR Risposta hump shaped dell output ad una contrazione di politica monetaria, che si manifesta a partire dai 2-4 trimestri successivi, ha un picco dopo 6-8 trimestri ed infine si smorza gradualmente A dieci anni dall introduzione dell euro, si è ridotta la vischiosità dei salari reali nell area, probabilmente a seguito di riforme del mercato del lavoro Un minor grado di rigidità salariale rende la politica monetaria più efficace, in quanto una maggiore rapidità di trasmissione ai prezzi implica oscillazioni ridotte nell attività economica L eliminazione del rischio di cambio ha aumentato scambi commerciali e transazioni finanziarie cross-border La credibilità dell impegno alla stabilizzazione dei prezzi da parte della Banca centrale europea ha indebolito la relazione tra inflazione e output gap attraverso l ancoraggio delle aspettative di inflazione

27 Analisi VAR degli effetti di politica monetaria Metodologia dei vector autoregressive (VAR) Stima di un modello con poche variabili macroeconomiche Simulazione della risposta dinamica delle variabili macroeconomiche ad uno shock di politica monetaria Perché si guarda agli shock e non alle scelte di politica monetaria? Le azioni di politica monetaria sono il risultato dell interpretazione da parte dei policy makers degli eventi macroeconomici, che dipendono dalle scelte di agenti e policy makers e dalla realizzazione di shocks reali e finanziari Nei modelli VAR si intende isolare gli effetti che derivano da uno shock esogeno di politica monetaria, ossia depurato dagli altri shocks presenti nell economia Per identificare gli shocks che colpiscono l economia, si impone una certa relazione tra i disturbi originali e gli shocks esogeni

28 Analisi VAR per l area euro Stima di un modello con 4 variabili aggregate dell area euro: indice armonizzato dei prezzi al consumo, Pil, M3 e tasso euribor a 3 mesi Dati dal I trimestre 1999 al terzo trimestre 2011 Si vuole esaminare l effetto di uno shock restrittivo di politica monetaria inteso come aumento imprevisto del tasso euribor (l analisi si applica simmetricamente al caso opposto) Una restrizione monetaria determina una risposta a gobba del Pil, che si riduce in maniera persistente anche dopo che lo shock di politica monetaria tende ad esaurirsi L effetto sui prezzi è quello atteso dalla teoria, con una diminuzione non immediata ma persistente

29 Funzione di risposta ad impulso a seguito di una restrizione monetaria nel modello aggregato dell area euro Response of PRICES to EURIBOR Response of GDP to EURIBOR Response of M3 to EURIBOR Res ponse of EURIBOR to EURIBOR

30 Gli effetti della politica monetaria unica sul canale creditizio in Italia, Germania e Francia Qual è l effetto della politica monetaria unica nell area euro a livello di singoli paesi? Stima di un VAR per Italia, Germania e Francia con le seguenti variabili: Pil, prestiti totali concessi dalle banche ed il tasso euribor a 3 mesi (come variabile di policy) Il Pil mostra nei tre paesi l andamento a gobba già visto in precedenza nel modello aggregato In Italia, i prestiti si riducono dopo i primi tre trimestri, ma in maniera non significativa dal punto di vista statistico In Germania e in Francia, invece, i prestiti inizialmente aumentano (ma in maniera non significativa dal punto di vista statistico), per poi diminuire (e con significatività statistica)

31 Funzione di risposta ad impulso per l Italia.004 Response of GDP_IT to EURIBOR Response of LOGLOANS_IT_SA to EURIBOR Response of EURIBOR to EURIBOR

32 Funzione di risposta ad impulso per la Germania.002 Response of GDP_GE to EURIBOR Response of LOGLOANS_GE_SA to EURIBOR Response of EURIBOR to EURIBOR

33 Funzione di risposta ad impulso per la Francia.002 Response of GDP_FR to EURIBOR Res pons e of LOGLOANS_FR_SA to EURIBOR Response of EURIBOR to EURIBOR

34 Gli effetti della politica monetaria unica sul canale creditizio in Italia, Germania e Francia L analisi precedente ci dice cosa è successo ai prestiti ed al Pil in ciascun paese a seguito di un innalzamento del tasso euribor Tuttavia, osservare la variazione dei prestiti totali non consente di riconoscere gli effetti indotti dalla domanda di credito piuttosto che dall offerta di credito Per determinare se all aumento del tasso euribor sia seguita una restrizione dell offerta di credito, utilizziamo i dati della Bank Lending Survey (BLS) come proxy dell offerta di prestiti La BLS è un indagine questionaria condotta dalle BCN dell area euro per distinguere i fattori relativi all offerta e alla domanda di credito Per misurare l offerta di credito, consideriamo la percentuale netta delle banche che hanno reso più stringenti le condizioni per la concessione di prestiti e l apertura di credito a favore delle imprese negli ultimi tre mesi

35 L analisi VAR con i dati BLS Arricchiamo il VAR precedente con la proxy dell offerta di credito per ciascun paese e stimiamo il modello dal I trimestre 2003 Confermata l eterogeneità nella risposta delle variabili creditizie tra i 3 paesi considerati Uno shock positivo del tasso euribor porta ad un irrigidimento delle condizioni alle quali si approvano i prestiti, e quindi probabilmente ad una contrazione dell offerta di credito Mentre in Germania e Francia si osserva ancora una riduzione statisticamente significativa dei prestiti concessi, in Italia la variazione degli stessi è ancora statisticamente non diversa da zero

36 VAR 4 per l Italia con credit standards, pil, prestiti ed euribor Response of CREDIT_IT to EURIBOR Response of GDP_IT to EURIBOR Response of LOGLOANS_IT_SA to EURIBOR Response of EURIBOR to EURIBOR

37 VAR 4 per la Germania con credit standards, pil, prestiti ed euribor Response of CREDIT_GE to EURIBOR Response of GDP_GE to EURIBOR Response of LOGLOANS_GE_SA to EURIBOR Response of EURIBOR to EURIBOR

38 VAR 4 per la Francia con credit standards, pil, prestiti ed euribor Response of CREDIT_FR to EURIBOR Response of GDP_FR to EURIBOR Response of LOGLOANS_FR_SA to EURIBOR Response of EURIBOR to EURIBOR

39 La risposta eterogenea del credito: interpretazione Il canale creditizio risulta attivo nei tre paesi: una restrizione monetaria determina un irrigidimento nella concessione di prestiti A fronte di un canale creditizio attivo in modo simile nei tre paesi, la differente risposta nel nostro paese potrebbe essere la conseguenza di una struttura produttiva più sbilanciata a favore delle piccole e medie imprese che non dispongono di fonti di finanziamento alternative al credito L analisi delle risposte ad impulso è simmetrica: shocks negativi al tasso euribor => le condizioni praticate dalle banche nella concessione di credito sono meno rigide => aumenta l offerta di credito

40 La risposta eterogenea del credito: l evidenza sulle bcc Risposta eterogenea tra i 3 paesi In Italia uno shock positivo dell euribor determina un inasprimento nella concessione dei prestiti alle imprese, ma nessun effetto significativo sui prestiti totali delle bcc Un evidenza simile si osserva anche per la Germania, dove i prestiti delle bcc non reagiscono in maniera significativa Stesso tipo di clientela (PMI) per le banche locali? Per la Francia, invece, un aumento del tasso euribor è seguito da una riduzione significativa dei prestiti concessi dalle bcc Il sistema delle bcc francesi si comporta in modo simile alle grandi banche, forse anche per l appartenenza di molte di esse a gruppi bancari

41 Le principali dinamiche creditizie e finanziarie delle banche locali In Italia la reattività dei tassi sui prestiti a variazioni del tasso euribor è più alta I prestiti italiani rispondono con maggiore reattività alle componenti cicliche e agli interventi della politica monetaria unica In base all evidenza dei modelli VAR, l andamento dei prestiti in Italia sembra essere maggiormente influenzato dalla domanda Questi risultati sono confermati anche a livello di bcc: i prestiti delle bcc italiane sono maggiormente reattivi a fronte di una variazione del livello del tasso euribor In ogni paese, la domanda di prestiti scende in modo relativamente più intenso per le bcc rispetto alla totalità delle banche, un fenomeno probabilmente dovuto al carattere locale delle relazioni banca-impresa

42 Per riassumere A seguito di un medesimo impulso esogeno di politica monetaria, la risposta in termini di offerta di prestiti è simile Tuttavia i prestiti totali mostrano una dinamica non significativa in Italia e significativa in Francia e Germania Il canale tasso di interesse è più reattivo in Francia e Germania che nel nostro paese, forse anche in virtù di maggiori fonti di finanziamento alternative disponibili per le imprese I risultati ottenuti per i sistemi bancari nazionali sono confermati anche per l aggregato delle banche di credito cooperativo in Italia e Francia, ma non in Germania Le bcc francesi appartengono generalmente a gruppi di dimensione nazionale e questo potrebbe spiegare la risposta più in linea con l intero sistema bancario

43 Variazione dei prestiti

44 Sofferenze bancarie

45 ROA 2,5% 2,0% 1,5% 1,0% 0,5% 0,0% ,5% 1,0% Federlus Totale BCC Totale Banche

46 ROE 46

47 La performance del credito cooperativo locale e il sostegno all economia territoriale Il tasso di crescita degli impieghi delle banche aderenti a Federlus durante la crisi, pur a livelli contenuti, è rimasto sempre in territorio positivo (fino al 2011) Una dinamica decisamente superiore rispetto all andamento dell intero sistema bancario italiano Le sofferenze sono rimaste a livelli molto più bassi Progressivo deterioramento della redditività dell industria bancaria nel nostro paese In termini di ritorno sul capitale, il sistema Federlus tiene relativamente meglio

48 Alcune considerazioni di business Dal punto di vista delle banche cooperative la difficile fase congiunturale in corso si inquadra in un contesto di strutturale difficoltà dell economia italiana I successi relativi ottenuti rispetto al resto del sistema bancario nazionale, non devono far dimenticare l importanza della sfida in corso Una redditività in forte riduzione richiede sforzi continui di riorganizzazione nell offerta di prodotti e servizi Maggiore attenzione allo sfruttamento di economie di scala, con logiche di gruppo Investimenti mirati su canali innovativi di relazione con la clientela, anche per razionalizzare i costi Consulenza professionale a tutto campo e servizi di corporate finance ad imprenditori e piccole imprese Sfide difficili ma che, se raccolte, possono consentire di sfruttare nel modo migliore le reti di rapporto e competenze a livello territoriale

49 The medium term macro environment Real GDP growth '80s '90s '00-'07 '08-'11 '12 estim '13 estim World Economy 3,2 3,1 4,2 2,8 3,3 3,6 Developed countries 3,1 2,7 2,6 0,3 1,3 1,5 Emerging countries 3,5 3,7 6,5 5,6 5,3 5,6 Consumer inflation '80s '90s '00-'07 '08-'11 '12 estim '13 estim World Economy 16,3 18,2 3,9 4,2 4,0 3,7 Developed countries 6,4 2,9 2,1 1,9 1,9 1,6 Emerging countries 43,6 56,9 6,7 6,9 6,1 5,8 Real GDP grow th (source IMF) emerging countries developed countries Consumer inflation (source IMF) emerging countries developed countries

50 The medium term macro environment Real GDP growth '80s '90s '00-'07 '08-'11 '12 estim '13 estim USA 3,1 3,2 2,6 0,2 2,2 2,1 UK 2,7 2,5 3,2-0,6-0,4 1,1 Germany 1,9 2,2 1,7 0,7 0,9 0,9 France 2,3 1,9 2,1 0,0 0,1 0,4 Italy 2,1 1,4 1,6-1,1-2,3-0,7 Spain 2,7 2,8 3,6-0,7-1,5-1,3 Brazil 3,0 1,7 3,5 3,8 1,5 4,0 Russia -3,8 7,2 1,5 3,7 3,8 India 5,4 5,6 7,1 7,4 4,9 6,0 China 9,8 10,0 10,5 9,6 7,8 8,2 Source: IMF

51 Long period GDP per capita dynamics Italy Euro Area USA France Germany UK Spain Japan ,4 4,3 1,8 3,7 7,1 2,3 3,5 7, ,9 3,7 3,0 4,4 3,5 2,2 6,3 8, ,1 2,4 2,2 2,7 2,7 1,8 2,4 3, ,3 1,8 2,2 1,9 1,2 2,5 2,6 3, ,6 2,1 2,2 1,6 1,8 2,2 2,4 1, ,4 0,5 0,6 0,5 0,3 1,1 1,0 0,3

52 I problemi strutturali del paese Bassa produttività Ridotta competitività Mercati dei beni e dei servizi inefficienti Peso eccesivo di PMI e di micro-imprese Troppa burocrazia, settore dei servizi eccessivamente regolato e protetto Servizi pubblici locali costosi e erogaf in modo inefficiente Inadeguate infrastrukure (materiali e immateriali) CosF eccessivi della polifca e troppi livelli decisionali Mancanza di procedure basate su analisi valutazione intervento controlli nella spesa pubblica Troppe leggi, scarsa capacità di imporne l applicazione GiusFzia lenfssima ed inefficiente Tasse elevate su imprese e famiglie Ridotta spesa sociale (ad esclusione delle pensioni) Brutta figura nei ranking di Doing Business

53 Il settore manifatturiero 3,4 Italy's % share in the world manufacturing Manufacturing sector ,4 4,5 4,1 4,1 3,7 3,6 3,5 3,5 3,4 3,2 3,1 3,0 2,5 2,3 2,2 1,9 1,3 0,5 5,3 6,1 7,6 8,1 10,0 Furniture Textile, clothing, leather Jewellery, toys, m usical instrum ents Metal products Machinery Wood (excl furniture) Non-metal m inerals Electric machines Medical & precision m achines Food & beverage Rubber & plastic Paper Pharma Press & publishing Chem icals (incl pharma) Metal industry Trasport (ex-auto) Auto & com ponents Com m unication instrum ents Com puter & office instrum ents 10,0 11,4 10,2 8,1 10,6 11,0 7,6 9,3 9,1 6,1 9,3 7,4 5,3 7,3 7,0 4,1 5,8 5,5 3,7 6,2 6,4 3,6 5,3 4,6 3,5 5,1 4,0 3,5 4,3 4,1 3,4 4,9 4,8 3,2 4,0 3,4 3,1 4,3 4,5 3,0 3,4 2,8 2,5 3,3 3,7 2,3 2,9 3,4 2,2 3,8 3,9 1,9 2,5 2,3 1,3 1,5 1,4 0,5 1,2 1,1

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