Factoring tour: Torino Imprese e finanza nella prospettiva della ripresa economica e di Basilea 3: il ruolo del factoring

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1 Factoring tour: Torino Imprese e finanza nella prospettiva della ripresa economica e di Basilea 3: il ruolo del factoring La finanza delle imprese tra crisi e ripresa Mario Valletta Università degli Studi del Piemonte Orientale

2 Agenda A. Le condizioni economico-finanziarie nel triennio precedente la crisi ( ) B. L evoluzione delle condizioni economicofinanziarie nel corso della crisi ( ) C. L evoluzione recente (2010) D. Alcuni punti di attenzione per il futuro 2

3 A. Le condizioni economico-finanziarie nel triennio precedente la crisi cfr. A. De Socio, La situazione economico-finanziaria delle imprese italiane nel confronto internazionale, Banca d Italia, Occasional Paper, aprile 2010)

4 Caratteristiche del campione analizzato Indagine riferita alle imprese dei 12 Paesi che hanno adottato l euro fin dalla sua introduzione + Regno Unito. Base dati: oltre bilanci presenti nell archivio Amadeus (Analyse Major Databases from European Sources). Per tutti Paesi: buona rappresentatività del campione per imprese medie e grandi, bassa rappresentatività per imprese piccole. 4

5 Redditività sui mezzi propri Il ROE è inferiore alla media europea (5,6 vs. 10,5%) per tutte le categorie dimensionali, nonostante una crescita del fatturato in linea con quella EU. Possibili cause: minore redditività operativa, maggiore incidenza di oneri finanziari. Gap più ampio per imprese medie e grandi. 5

6 Redditività operativa Il rapporto Margine Operativo lordo (MOL) / Totale attivo è nel complesso più basso della media europea (3,8 vs. 4,4%). Il gap non pare dipendere dal costo del lavoro; il problema è la produttività del lavoro e del complesso dei fattori. La relazione è di segno opposto per le piccole imprese. 6

7 Indice di copertura degli interessi passivi Il rapporto tra il MOL e gli interessi passivi risulta inferiore alla media EU (2,4 vs. 3,1). La differenza dipende dal maggior peso del debito, piuttosto che dal differenziale di costo. 7

8 Struttura finanziaria: l indebitamento Il grado di leverage (misurato come rapporto tra debiti finanziari + fondi accantonati e la loro somma con il patrimonio netto a valori contabili) è più alto della media europea (57,8 vs. 47,4%). Gap più ampio per imprese medie e grandi. 8

9 Struttura finanziaria: l indebitamento a breve termine La sua incidenza è nel complesso più elevata della media europea (34,7 vs. 33,5%). La relazione è di segno opposto per imprese piccole. 9

10 Struttura finanziaria: i debiti commerciali Il rapporto tra Debiti commerciali e Totale attivo è più alto della media EU (24,2 vs. 16,8%). Gap più ampio per le piccole imprese. 10

11 Peso delle imprese finanziariamente fragili (1) La fragilità finanziaria è misurata sinteticamente sulla base di tre indicatori: Leverage Rapporto tra debito e fatturato Grado di copertura degli interessi passivi. Sono considerate fragili le imprese che presentano valori critici per almeno 2 dei 3 indicatori. Valori critici: 75% - 50%

12 Peso delle imprese finanziariamente fragili (2) La posizione delle imprese italiane è peggiorata tra il 2004 e il 2007, diventando leggermente superiore alla media europea, sia in base alla numerosità sia in termini di fatturato 12

13 Peso delle imprese finanziariamente fragili (3) In termini di fatturato, il peso delle imprese più fragili risulta più basso di quello misurato rispetto alla numerosità: imprese con indicatori più critici sono tipicamente quelle di minori dimensioni. 13

14 Sintesi Imprese piccole: Tasso di crescita del fatturato inferiore alla media europea Redditività operativa simile Indebitamento leggermente superiore Maggiore incidenza di interessi passivi su MOL ROE più basso della media europea Imprese medie e grandi: Crescita del fatturato simile alla media europea Redditività operativa inferiore Indebitamento molto più elevato della media EU Maggiore incidenza di interessi passivi su MOL ROE più basso della media EU 14

15 Una osservazione interessante Gli elementi di debolezza delle imprese italiane non sembrano ascrivibili alla diversa composizione settoriale e dimensionale del nostro sistema produttivo nel confronto internazionale. 15

16 B. L evoluzione delle condizioni economico-finanziarie nel corso della crisi ( )

17 Redditività Peggioramento della redditività operativa, nonostante la diminuzione dei tassi di interesse. Il rapporto tra MOL e valore aggiunto si colloca, nel 2009, su valori inferiori a quelli rilevati durante la recessione Scala ds Scala ds Scala sin Scala sin 17

18 Copertura degli investimenti (comprese le scorte) Si riduce il grado di copertura degli investimenti con risorse finanziarie generate internamente (lieve miglioramento nel 2009). Esigenze di finanziamento aumentano per effetto di allungamento dei tempi di pagamento nelle transazioni commerciali. Tutte le indagini Bankit nel biennio evidenziano che il fabbisogno di capitale circolante ha rappresentato la principale determinante di ricorso al credito bancario. Scala ds Scala sin Scala ds, indici 18

19 Indebitamento e struttura finanziaria Il grado di indebitamento aumenta nel corso del biennio Si riduce la quota dell indebitamento con banche italiane (dal 69 al 67%). Elevata incidenza di debiti a breve termine (42%) e dei debiti a lungo termine a tasso variabile (94% di quelli erogati tra 2004 e 2009). In rapporto al PIL, i debiti finanziari risultano contenuti nel confronto internazionale. Scala ds Scala sin 19

20 Il credito bancario (1) Diminuzione del flusso di credito più marcata per imprese di media e grande dimensione, anche per scelta di alcuni grandi gruppi industriali di sostituire debito bancario con altre fonti conseguenze più pesanti per imprese più fragili e di minori dimensioni. Scala ds Scala sin 20

21 Il credito bancario (2) La dinamica del credito alle imprese in Italia appare in linea con quella mediamente osservata nell area dell euro La diminuzione dei flussi di credito è frutto di politiche di offerta restrittive, soprattutto da parte dei gruppi bancari più grandi riflette anche comportamenti sul versante della domanda è risultata più marcata per imprese che, già prima della crisi, presentavano condizioni di bilancio meno equilibrate. Indagini empiriche confermano effetti benefici del relationship banking. 21

22 Il credito bancario (3) Per le imprese che hanno avuto accesso al credito, il costo è andato diminuendo Nel 2009 si sono ampliate le differenze di tasso tra diversi prenditori (merito di credito e potere contrattuale del prenditore). (1) Esclusi finanziamenti in c/c 22

23 Il credito bancario (4) Sul costo delle aperture di credito in conto corrente hanno inciso anche le modifiche normative in materia di commissione di massimo scoperto (D.L. 1 luglio 2009). Durante la crisi hanno assunto un ruolo crescente i consorzi di garanzia collettiva dei fidi (confidi), soprattutto ai fini della concessione del credito. Nel 2009, nonostante contrazione del credito a imprese con meno di 20 addetti, il valore delle garanzie a loro favore è aumentato del 16% (il numero di imprese assistite è aumentato dell 11%). 23

24 Le tensioni finanziarie Durante la crisi, la domanda di credito connessa con esigenze di ristrutturazione è cresciuta. Il 70% dei piani di ristrutturazione sottoscritti ha comportato allungamento delle scadenze contrattuali o temporanea sospensione dei pagamenti; nel 42% dei casi le banche hanno concesso ulteriore credito e nel 27% dei casi hanno concesso riduzione del tasso d interesse. Con minore frequenza sono stati concordati aumenti di capitale da parte dei soci (14%) o cambiamenti in assetti operativi e strategici (7%). 24

25 C. L evoluzione recente

26 Redditività e fabbisogno finanziario La redditività operativa è andata migliorando nel corso del Il peso degli oneri finanziari sul MOL è diminuito, rimanendo però su livello superiore a quello pre-crisi. È aumentata la capacità di autofinanziamento, ma il fabbisogno finanziario resta elevato. 26

27 Indebitamento Il grado di indebitamento resta elevato, ma non dissimile da quello registrato in altri importanti Paesi EU. Permane un elevata esposizione al rischio di un aumento degli oneri finanziari (struttura indebitamento sbilanciata sul breve termine e su tassi variabili). 27

28 Il credito bancario Alla fine del 2010, la dinamica dell indebitamento bancario, valutata sui 12 mesi, è tornata positiva; era negativa dall estate del Nel terzo trimestre del 2010, nell area dell euro, si è riassorbita la leggera restrizione dei criteri di offerta osservata nel trim precedente. Si osserva, però, un ulteriore marcata restrizione nei Paesi più esposti alla crisi del debito sovrano. 28

29 Tensioni finanziarie connesse con crediti commerciali (BdI, Rapporto stabilità finanz) 29

30 D. Alcuni punti di attenzione per il futuro

31 Incertezza su tempi e ritmi della ripresa macroeconomica. Strutturale fragilità finanziaria delle imprese e persistente forte dipendenza dai prestiti bancari. Rischio di peggioramento delle condizioni dei mercati finanziari in conseguenza di crisi del debito sovrano. Le prospettive del sistema bancario. L impatto di Basilea 3. Criticità nello sviluppo di canali di finanziamento alternativi al credito bancario (quotazione in Borsa e private equity). 31

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