5. Considerazioni conclusive

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1 5. Considerazioni conclusive Il quadro emerso dallo studio mostra come il sistema creditizio provinciale sia caratterizzato dalla forte presenza di piccole banche e/o di banche locali e da una buona copertura del territorio da parte del sistema creditizio (60% di comuni bancati contro 54,8% del Piemonte). Anche considerando la numerosità degli sportelli in rapporto alla popolazione o alle imprese, si è visto come Cuneo occupi una posizione di tutto rispetto nelle due graduatorie nazionali (rispettivamente 8 e 38 posto). A fronte di una rilevante dotazione di strutture bancarie, permangono tuttavia degli squilibri, non solo quantitativi, tra domanda ed offerta di credito, come evidenziato dalle richieste che le imprese hanno fatto in relazione ai propri fabbisogni. Le priorità evidenziate dagli imprenditori possono essere riassunte in cinque punti: 1. un più alto livello qualitativo dei servizi erogati dal sistema creditizio; 2. riduzione dei costi fissi ed in generale delle commissioni per ogni operazione svolta che non ha seguito il trend decrescente dei tassi; 3. maggiore partecipazione, in termini consulenziali, delle aziende di credito alla vita dell impresa; 4. minori garanzie patrimoniali richieste per l erogazione dei prestiti; 5. un costo del denaro in linea con gli standard europei e meno differenziato sul territorio. Sul primo punto giova osservare come in un panorama imprenditoriale in continua evoluzione, il sistema bancario deve necessariamente orientare l offerta dei propri servizi finanziari/consulenziali secondo le specificità e le caratteristiche della propria clientela, perseguendo una politica di Customer satisfation. In merito al costo del denaro si nota come siano soprattutto le piccole imprese, quelle artigiane e le aziende agricole a lamentare l inadeguatezza delle condizioni e l eccessivo livello dei tassi d interesse, confermando il risultato emerso dallo studio condotto dall Istituto Tagliacarne sulla distribuzione provinciale dei tassi d interesse a breve termine, che mostra come a Cuneo, pur se tendenzialmente in diminuzione, detto tasso sia maggiore di circa 1 punto percentuale rispetto alla media sia regionale che del Paese (7,12% contro 6,11% dell Italia e 6,18% del Piemonte). 71

2 Il livello dei tassi, inoltre, sembra limitare, in qualche modo, la circolazione dei capitali all interno del sistema. Il rapporto impieghi/depositi nella provincia di Cuneo risulta, infatti, tra i più bassi della regione, indicando come la componente tasso rappresenti un freno nelle richieste di finanziamento. Dall altro lato, inoltre, vi è una bassa propensione al rischio da parte delle banche nella concessione di nuovi crediti, che rallenta la crescita degli impieghi, penalizzando in modo eccessivo la clientela, ed in particolar modo il sistema imprenditoriale, visto che il livello delle sofferenze rispetto agli impieghi risulta piuttosto modesto se confrontato col dato medio nazionale (2,8% a Cuneo contro 4,7%), posizionando Cuneo tra le realtà più virtuose nel panorama nazionale. Un livello che potrebbe giustificare una maggiore propensione al rischio da parte del sistema bancario locale in termini di tassi praticati alla clientela. I tassi, infatti, sembrano scontare la non elevata efficienza degli istituti di credito piuttosto che le inadempienze della fase di impiego del capitale: da questo punto di vista, le banche dovrebbero, in qualche modo, aumentare la loro produttività senza tentare di recuperare il terreno perduto attraverso l applicazione di tassi d interesse eccessivi rispetto alle reali condizioni del sistema. Altro fattore determinante dello scollegamento tra il virtuosismo della clientela e l eccessiva prudenza del sistema creditizio è da attribuirsi alla progressiva sparizione delle banche locali che lasciano il posto a grandi gruppi creditizi, acuendo in tal modo il processo di spersonalizzazione del rapporto con la clientela e incrementando le asimmetrie informative. Dall indagine svolta presso le banche sembra, comunque, che le stesse non riscontrino alcun problema nel loro rapporto con il mondo imprenditoriale locale, dichiarando un ottimismo che contrasta con le criticità evidenziate dalle imprese, non solo in relazione al tasso d interesse, ma anche alle garanzie richieste e più in generale alle condizioni del credito. La disponibilità a fornire garanzie, in particolare, riveste un importanza quasi cruciale come strumento di valutazione per la concessione di crediti, confermando l atteggiamento molto prudenziale tenuto dalle banche, maggiormente interessate all effettivo rientro dei capitali erogati (comunque giusta preoccupazione) che alla fattibilità del progetto da finanziare. Anche in questo caso, esse dovrebbero rivedere le condizioni di garanzia richieste che appaiono forse eccessive rispetto al reale rischio di insolvenza dei clienti, e supportare maggiormente le necessità di finanziamento con opportuni e adeguati strumenti finanziari. 72

3 Le banche dovrebbero altresì adeguare il T.A.E.G. (Tasso Annuo Effettivo Globale) alle effettive sofferenze createsi nel sistema e fornire maggiore trasparenza sulle condizioni applicate. Di fatto, quello che si richiede alle banche è un maggiore partecipazione alla vita delle imprese, non solo in termini finanziari ma anche consulenziali, in modo tale da favorire il loro processo di crescita e una maggiore trasparenza e pubblicità dei bilanci. Sono soprattutto le piccole imprese a necessitare di questo aiuto, sia per una loro eventuale trasformazione in società di capitali, che per la preparazione di un percorso propedeutico all entrata in borsa per quelle più strtturate. A tal fine sarebbe auspicabile una compartecipazione delle banche nel capitale di rischio dell impresa, circostanza questa vista con deciso favore da una discreta fetta di imprenditori locali (15% degli intervistati). Riguardo quest ultimo aspetto, si sottolinea come un utile strumento per migliorare il sistema-impresa potrebbe essere rappresentato da forme di investimento quali il Private Equity e/o il Venture Capital. In generale il Private Equity è una forma d investimento di medio-lungo termine finalizzata alla crescita di imprese caratterizzate da elevate potenzialità di sviluppo (high grow companies), successivamente all avvio dell attività produttiva delle stesse. Tale forma di investimento viene posta in essere prevalentemente da operatori specializzati: società di merchant banking 1, banche, operatori pubblici, business angels (questi ultimi sono ex imprenditori e managers che dispongono di mezzi finanziari, di una buona rete di conoscenze e di capacità gestionali da impiegare in piccole e medie imprese). Il Venture Capital, invece, è una forma di investimento istituzionale in capitale di rischio che si rivolge a imprese in fase di avvio (Start Up) e che produce effetti in un ottica di medio-lungo periodo. Fondamentale, in entrambi i casi, è l apporto professionale dell investitore stesso nell attività della società, per tutta la durata dell investimento in cui egli è un socio temporaneo. Di fatto, esiste uno stretto rapporto di collaborazione tra imprenditore e investitore istituzionale: questi partecipa alle decisioni 1 Le società di merchant banking sono soggetti che svolgono un attività comprendente una vasta serie di servizi alle imprese, che vanno dall accettazione di tratte per il finanziamento all esportazione, al leasing e factoring, o alle operazioni di finanza straordinaria (merger and acquisitions), dall intermediazione e collocamento titoli all assistenza per la quotazione in Borsa, dalla gestione patrimoniale all organizzazione per il reperimento di fondi a titolo di debito e di capitale. 73

4 strategiche dell impresa apportando le proprie conoscenze ed esperienze professionali, lasciando all imprenditore e al managment la gestione operativa, ma partecipando al rischio d impresa. Fino ad oggi, purtroppo, questi strumenti innovativi sono stati destinati quasi esclusivamente alle imprese caratterizzate da un elevato contenuto tecnologico e/o a quelle di più grandi dimensioni, mentre ne sono rimaste escluse le PMI tradizionali che, paradossalmente, sono quelle che più necessitano di apporti di capitali stabili per sostenere i loro processi di crescita. Il sistema delle Camere di Commercio, da sempre sensibile alla crescita della cultura finanziaria degli imprenditori e alla innovazione finanziaria, è presente su questi temi. Ad esempio, la Camera di Commercio di Milano e la Unioncamere Lombardia si sono fatte promotrici di una serie di iniziative volte ad estendere anche alle PMI i benefici derivanti dal Private Equity e/o dal Venture Capital, fornendo ad esse un valido strumento di consulenza e di assistenza sia nell area della finanza straordinaria che della finanza innovativa. A livello provinciale, la Camera di commercio di Cuneo ritiene prioritario il rapporto con le cooperative ed i consorzi di garanzia per lo sviluppo del tessuto economico provinciale, formato da piccole e medie imprese. L ente camerale, pertanto, interviene a rafforzarne il ruolo, detenendo partecipazioni, contribuendo a implementare i fondi di garanzia e stipulando delle convenzioni per l abbattimento dei tassi di interesse. Attualmente l Ente camerale cuneese partecipa al capitale di 6 cooperative e delle stesse ha contribuito a incrementare il fondo di garanzia; inoltre, con 9 cooperative e consorzi ha in atto 13 convenzioni per l abbattimento di interessi alle imprese di tutti i settori economici. La crescita e il potenziamento dei consorzi risulta importante nell ottica di un incremento del capitale di rischio, della costituzione di fondi speciali e di altre risorse finanziarie a disposizione dei soci. In particolare per la provincia di Cuneo, l importanza dei consorzi è cresciuta sia nell ambito provinciale che regionale al punto che consorzi quali Confidi Cuneo, Confidi Alessandria e Unionfidi Piemonte, hanno deciso di dar vita ad un progetto di aggregazione, destinato ad ampliarsi a breve con l ingresso di altri Confidi Piemontesi. A livello provinciale, inoltre nascerà una nuova cooperativa di garanzia denominata, Cooperativa di Garanzia del Commercio, del Turismo e dei Servizi della provincia di Cuneo, derivante dalla fusione della CO.PRO.TUR (Cooperativa di Promozione Turistica) e della Cooperativa Commercianti di Cuneo. 74

5 Questo progetto di fusione permette di fornire una valida soluzione a tutte le richieste di finanziamento dei soci, attraverso un sistema di garanzie collettive che abbraccia non solo le operazioni afferenti al credito ordinario di esercizio, ma soprattutto le operazioni straordinarie (legate, ad esempio, alle scadenze fiscali) e quelle speciali (finanziamenti finalizzati a investimenti produttivi, ricerca e innovazione tecnologica, consolidamento e/o ricapitalizzazione aziendale. Affinchè il sistema creditizio ed il mondo imprenditoriale pongano in essere un dialogo costruttivo, risulta fondamentale l attività svolta dal sistema delle Camere di commercio in materia di promozione e sostegno al ruolo svolto dai consorzi di garanzia fidi. Per dar vita ad un sistema di consorzi efficiente occorre, altresì, disporre di un adeguata numerosità dei soci. Va oservato, infine, come alla luce della revisione dell Accordo del 1988, proposta di recente dal Comitato di Basilea (c.d. Basilea II), si prevede un ridisegno complessivo dell attuale regolamentazione sui requisiti patrimoniali (in particolare) delle banche dei paesi membri del G10 (Governatori delle banche centrali del Gruppo dei Dieci al quale partecipa anche l Italia) e di quelle dei 140 Stati che hanno aderito alla precedente convenzione. Ciò comporterà l apertura di una serie di nuove criticità nei rapporti bancaimpresa-confidi nel periodo di transizione verso un nuovo modello relazionale che opererà a regime a partire dal Da un lato, infatti, le banche dovranno provvedere all attivazione di una procedura di misurazione più accurata del rischio di credito attraverso metodologie di valutazione (rating) della solidità e solvibilità delle aziende, con conseguente maggiore effetto di selezione nel breve-medio periodo dei finanziamenti erogabili, dall altro i confidi dovranno provvedere all implementazione di appropriate garanzie e strumenti finanziari al fine di elevare il livello di controllo/valutazione della affidabilità economica agli standard previsti dall accordo. In tale ottica risulta indispensabile che enti pubblici e privati favoriscano l attività consortile partecipando attivamente alla vita dei confidi, attraverso un sistema di relazioni e di sovvenzioni e un costante monitoraggio delle criticità del sistema creditizio e dei fabbisogni delle imprese locali. L impegno profuso nella realizzazione dell Osservatorio sul Credito ci da fiducia che lo stesso possa svilupparsi ed arricchirsi ulteriormente, divenendo anno dopo anno un punto d incontro, anche fisico, per un confronto costruttivo tra sistema creditizio, Istituzioni e mondo imprenditoriale locale. 75

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