1) INTRODUZIONE 2) DEFINIZIONI. Perchè si misura la viscosità? A chi serve?

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "1) INTRODUZIONE 2) DEFINIZIONI. Perchè si misura la viscosità? A chi serve?"

Transcript

1 1) INTRODUZIONE Perchè si misura la viscosità? A chi serve? La viscosità è uno principali parametri da prendere in considerazione quando si effettuano misure di fenomeni di trasporto di fluidi allo stato liquido, semi solido, gas ed anche solido. Chiunque sia coinvolto nella caratterizzazione della fenomenologia del trasporto ai fini di ricerca & sviluppo, controllo di qualità o trasferimento di fluidi, si troverà, prima o poi, ad effettuare qualche tipo di misura di viscosità. Brookfield è sinonimo di viscosità. Con la presentazione dei propri viscosimetri digitali, nei primi anni ottanta, ha fornito gli strumenti necessari alla valutazione del comportamento reologico dei fluidi, dei quali la viscosità rappresenta uno dei parametri che ne caratterizza il comportamento stesso. L'andamento reologico ci consente di capire con che tipo di fluidi stiamo lavorando; in questo modo possiamo definire come questi si comportano, ed, eventualmente, modificarli, fino a far loro assumere un comportamento compatibile con le nostre esigenze. Con questo documento desideriamo affrontare alcuni concetti base della reometria rotazionale, (tutti i viscosimetri e reometri Brookfield sono strumenti rotazionali), e i profili di base (grafici) dei comportamenti reologici dei fluidi. Una volta compresi questi concetti sarà possibile mettere in relazione i comportamenti reologici con le nostre necessità di sviluppo e di applicazione di un determinato prodotto. I nuovi reometri sono stati sviluppati per consentire di misurare le diverse variabili reologiche: gradienti di velocità, sforzi di taglio e viscosità, sia per attività di controllo di qualità che di ricerca. 2) DEFINIZIONI La REOLOGIA è la parte della fisica che studia il comportamento e le deformazioni che i fluidi subiscono quando questi, sono l'azione di una forza, vengano posti in movimento. Con i suoi strumenti, BROOKFIELD rivolge la sua attenzione ai fluidi allo stato di liquido e semi-solido. Misurando la deformazione al moto, misuriamo gli attriti dei fluidi. La forza di attrito, concettualmente, può essere vista come la quantità di energia richiesta per muovere un corpo che striscia contro un altro. La viscosità, invece può essere intesa come la forza di attrito esercitata tra due lamine di fluido che vengano poste in moto una contro l'altra. Isac Newton, per interpretare questo processo, propose un'equazione matematica che potesse risultare utile alla spiegazione del fenomeno in questione. Essa è molto importante per sviluppare e chiarire il concetto di viscosità come forza di attrito dei fluidi in moto, vista in termini di quantità misurabile.

2 Consideriamo quindi un modello nel quale un fluido è delimitato tra due piani fra loro paralleli e sia: A = X = Area in cm² dei piani considerati. distanza in cm fra il piano inferiore e superiore (spessore). Nota: il piano superiore è mobile mentre quello inferiore resta in stato di quiete F = forza espressa in dyne applicata al piano mobile superiore V= velocità relativa in cm s del piano superiore rispetto al piano inferiore in stato di quiete Quando il piano superiore si sposta, si spostano anche gli strati interposti fra i due piani. Il piano superiore si muoverà con la maggiore velocità, il piano inferiore con la minore (zero) e gli strati intermedi con velocità intermedie. Il gradiente di velocità dv dx sarà costante in ogni sezione dx di fluido. Sia il gradiente di velocità γ = dv dx

3 Ipotizziamo che in questo modello il gradiente di velocità sia uniforme fra i due piani. Allora il gradiente dv dx può anche essere scritto come il rapporto fra la velocità v e la distanza x: Gradiente di Velocità γ = dv dx = v x = Velocità Distanza cm v cm γ = = s = = = s x cm s cm s Le unità di misura coinvolte sono: v = velocità (cm/s) x = distanza (cm) quindi γ = Gradiente di Velocità ( 1 s ) Consideriamo ora la forza totale F che agisce sul piano superiore. Essa esplica i suoi effetti su una unità di superficie dell'area A della piastra stessa; allora il rapporto F/A rappresenta lo Sforzo di Taglio τ. F Forza Sforzo di taglio τ = = = A Unità di Area Dyne 2 cm Le unità di misura coinvolte sono: F = forza (dyne) 2 A= area (cm ) 2 Pertanto τ = Sforzo di Taglio (dyne/cm ). Determinando i valori del Gradiente di Velocità γ e dello Sforzo di Taglio τ possiamo allora definire la viscosità come la resistenza che si oppone al moto del fluido. Sforzo di taglio τ τ Viscosità η = = Gradiente di velocità γ γ η Dyne 2 cm 1 s Dyne s = cm = 2 = Poise Le unità di misura coinvolte sono: τ = sforzo di taglio (dyne/cm ) 2 γ = gradiente di velocità (1/s)

4 Quindi la viscosità η risulta espressa in dyne.s/cmq, unità di misura usualmente denominata Poise. Il Poise è l'unità di misura che definisce la viscosità assoluta ma nelle misure quotidiane è sempre stato adottato il Centipoise: Centipoise = Poise/100 L'equazione che definisce la viscosità non include la temperatura tra i suoi parametri. Anche se gli strumenti possono misurare la viscosità senza l inserimento del valore di temperatura, quest ultima influenzerà in modo inversamente proporzionale la viscosità dei fluidi soggetti a misura. Nella maggior parte dei casi la viscosità del fluido diminuisce all'aumentare della temperatura e viceversa. Risulta pertanto necessario tenere accuratamente sotto controllo la temperatura durante le rilevazioni di viscosità. L'esempio dei due piani paralleli usato per spiegare il concetto di viscosità, ovviamente, è un modello ideale; tuttavia questo modello è un buon approccio, utilizzato in molte applicazioni industriali e, in senso pratico, nelle geometrie dei viscosimetri rotazionali. Esempi industriali: Applicazioni a pennello di vernici su una superficie Applicazione con strumenti di stesura od applicazione di film (racle, barre stenditrici spiralate, ecc.) Esempio su un viscosimetro: Consideriamo una girante cilindrica ed inseriamola nella sua camera di misura anch'essa cilindrica. Immaginiamo che tale sistema di cilindri coassiali abbia un diametro molto grande e consideriamo una piccola porzione dell'area della superficie della girante stessa. Questa geometria può approssimare l'esempio dei piani paralleli di cui sopra, e, se la girante cilindrica fosse messa in movimento, il sistema apparirebbe come quei piani utilizzati per definire il concetto di viscosità e dove la distanza tra la camera e la girante rappresenta la distanza X esistente fra i piani stessi prima considerati. In relazione a quanto espresso risulta evidente che esiste un rapporto fra il modello dei piani paralleli, le applicazioni industriali e l uso dei viscosimetri. Ricordiamoci che la viscosità è l'opposizione al trasferimento della quantità di moto ad un fluido.

5 3) TIPI DI VISCOSITA Esistono tre tipi fondamentali di viscosità: 1) Viscosità Assoluta 2) Viscosità Cinematica 3) Viscosità Apparente 3.1) VISCOSITA ASSOLUTA E' la viscosità che può essere determinata con qualsiasi geometria dove l'effetto dell'accelerazione di gravità terrestre g risulti essere macroscopicamente ininfluente sulla misura. L'unità di misura di questo tipo di viscosità viene espressa generalmente in Poise o Centipoise. 3.2) VISCOSITA CINEMA TICA E' la viscosità determinata con qualsiasi geometria che usa l'accelerazione di gravità g per ottenere la misurazione. Questa unità viene espressa generalmente in Stokes o Centistokes. 3.3) VISCOSITA APPARENTE Indica la viscosità di un fluido che non obbedisce alla legge di Newton. La sua viscosità viene misurata ad un unico Gradiente di Velocità con una sola misura. La misura di viscosità ad unico Gradiente di Velocità risulta utile soltanto se prima si è ottenuto un comportamento della viscosità in funzione del Gradiente di Velocità stesso. L'unità di misura di questo tipo di viscosità viene espressa generalmente in Poise o Centipoise. Se i fluidi misurati sono Newtoniani è valida la seguente relazione: Stoke = Poise Densità del Fluido Ci sono alcuni viscosimetri che utilizzano unità di misura diverse dal Poise e dallo Stokes. Per esempio il viscosimetro Stormer che utilizza l'unità Kreb o le tazze Ford e Zahn le cui misure sono espresse in secondi.

6 4) FLUIDI NEWTONIANI I fluidi newtoniani o i materiali classificati come tali sono quelli la cui viscosità è indipendente dal gradiente di velocità al quale è stata misurata. Se essa viene misurata a differenti velocità di rotazione (differenti gradienti di velocità) e i risultati ottenuti si equivalgono, il materiale può essere considerato newtoniano nel campo di gradiente di velocità entro il quale sono state effettuate le misure. E' possibile per un fluido avere entrambi i comportamenti, newtoniano o non newtoniano, a patto che la sua viscosità possa essere misurata in un vasto campo di gradienti di velocità. Molti fluidi sono newtoniani, come ad esempio: acqua, solventi, olii minerali e fluidi siliconici 5) FLUIDI NON NEWTONIANI I fluidi non newtoniani possono essere classificati in due grandi categorie: 1) fluidi non newtoniani la cui viscosità risulta non essere funzione del tempo 2) fluidi non newtoniani la cui viscosità risulta essere funzione del tempo. 5.1 FLUIDI LA CUI VISCOSITA' NON E' FUNZIONE DEL TEMPO 5.1.1) PSEUDOPLASTICITA' In un fluido pseudoplastico la viscosità risulta essere decrescente con l'aumentare del Gradiente di Velocità: tecnicamente questo fenomeno è conosciuto anche come shear thinning". Se vengono effettuate delle misure con un viscosimetro a velocità di rotazione crescente per poi ritornare al valore iniziale e le letture effettuate non diminuiscono, il fluido risulta possedere una viscosità non dipendente dal tempo e viene denominato pseudoplastico. Questi fluidi hanno un cambiamento di viscosità dipendente dal modo con cui essi si muovono e dal modo con cui si agisce su di essi per provocare il moto, inoltre il comportamento di tali fluidi è reversibile. Così è possibile controllare gli effetti del moto su tali fluidi mediante la forza ad essi applicata. La viscosità risulta più alta a bassi Gradienti di Velocità e minore ad elevati Gradienti di velocità. Sono fluidi tipicamente pseudoplastici quelli usati nell'industria farmaceutica e delle vernici e rientrano in questa categoria le emulsioni e le dispersioni.

7 E' importante ricordare che essi hanno un comportamento reversibile, sono non newtoniani con viscosità indipendente dal tempo di mantenimento del moto del fluido. In funzione dei dati reologici ottenuti con le misurazioni su tali fluidi possiamo classificarli come pseudoplastici Una volta stabilito il loro comportamento reologico sarà possibile alterare le loro caratteristiche in relazione alle necessità dei differenti processi produttivi ) FLUIDI PSEUDOPLASTICI DI BINGHAM Se un fluido pseudoplastico possiede forze interne (forze intermolecolari) che impediscono il suo moto al di sotto di un determinato valore di Sforzo di Taglio, il fluido stesso non inizierà il suo movimento fintanto che tale valore non verrà superato; un tale fluido viene classificato come Fluido di Bingham. Questo fenomeno viene anche definito plasticità. Fluidi appartenenti a questa categoria sono ad esempio i fanghi utilizzati per le perforazioni di pozzi petroliferi, grassi ed unguenti, preparati per rossetti, stucchi e composti usati in edilizia, dentifrici e alcuni materiali semisolidi ) LIMITE DI SCORRIMENTO Il valore di sforzo di taglio al quale un Fluido Plastico di Bingham comincia il suo moto è denominato limite di scorrimento (Yield Stress in lingua inglese). Esso è molto significativo in molti processi ed in campo alimentare, ne sono esempi tipici la salsa di pomodoro, la maionese e la glassa. Essenzialmente questi fluidi non devono spandersi dopo la fuoriuscita dal loro contenitore. Anche nell'industria serigrafica e in alcuni processi di rivestimento l'inchiostro non deve colare dopo che lo stesso sia stato depositato sopra un supporto. Un ulteriore esempio viene offerto dai prodotti cosmetici, i quali devono essere spalmabili soltanto sotto la forza prodotta dall' azione dello sfregamento delle dita.

8 5.1.4) FLUIDI DILATANTI Se la viscosità di un fluido è misurata da bassa ad alta velocità di rotazione ed aumenta all'aumentare della velocità (in altre parole all'aumentare del Gradiente di Velocità) il fluido viene classificato come Dilatante. Solitamente, i fluidi dilatanti hanno elevate concentrazioni di particelle solide in sospensione. A Gradienti di Velocità relativamente bassi, le particelle in sospensione agiscono come particelle lubrificate dove la fase solida si muove in funzione del moto della fase liquida. Con l'aumentare del Gradiente di Velocità la fase solida non viene sufficientemente dispersa nella fase liquida e le particelle solide in sospensione subiscono un fenomeno di impaccamento (come se la fase solida aumentasse la propria densità). Questo causa, per esempio, la striatura della carta se il contenuto di caolino nella pasta di cellulosa non è stato attentamente controllato. Ne deriva che l'effetto della dilatanza dei fluidi, nella maggior parte delle applicazioni industriali, non è un comportamento desiderabile. Questo tipo di fluido è usato per formulare i fanghi utilizzati nella perforazione dei pozzi petroliferi per spostare agevolmente il greggio. L'incremento di viscosità, ad esempio, permette alle automobili di poter essere guidate sulla spiaggia di Daytona dove la sabbia assume un comportamento di tipo dilatante, infatti la rotazione veloce delle ruote dell'automobile sulla sabbia bagnata, consente la separazione delle fasi solido/liquido provocando l'impaccamento della fase solida; se la miscela acqua/sabbia non avesse un comportamento dilatante l'automobile s'impantanerebbe. 5.2) FLUIDI CON VISCOSITA' DIPENDENTE DAL TEMPO 5.2.1) TISSOTROPIA Se si effettuano misure di viscosità su un fluido mediante due rampe consecutive a velocità variabile, la prima a velocità di rotazione crescente, la seconda a velocità decrescente, e quest ultima presenta valori inferiori alla prima, il fluido viene classificato come tissotropico, e la sua viscosità risulta essere funzione del tempo. Questi fluidi possono anche rientrare nella classificazione dei Fluidi di Bingham, in quanto evidenziano un valore di soglia di scorrimento (comunemente chiamato valore di Yield Stress). Il comportamento dei fluidi tissotropici è molto utile ed importante in campo industriale. I processi di dispersione, ad esempio, evidenziano un comportamento al flusso di tipo tissotropico.

9 Nella formulazione di composizioni chimiche tale comportamento serve per ottenere il grado di dispersione necessario per raggiungere lo stato chimico-fisico previsto per il prodotto finale. Variando le quantità, il tipo e la sequenza dei prodotti aggiunti, è possibile intervenire sul comportamento reologico della dispersione. L'altro aspetto del comportamento tissotropico si evidenzia nell'utilizzo pratico dei liquidi. La vernice ne rappresenta un esempio classico. Essa deve scorrere sotto lo sforzo di taglio determinato dal tipo di applicazione usato: pennello o rullo, ma poi deve rapprendersi non appena cessi l'effetto della forza applicata. Lo strato di vernice, a questo punto, deve livellarsi e rimanere uniformemente steso, senza colature, risultando presenti soltanto le forze interne al film di vernice stesso. Tutte le dispersioni hanno un loro grado di stabilità e, a riposo, col passare del tempo, si potrebbero verificare fenomeni di sedimentazione; pertanto quando non in uso, è necessario che il prodotto sia in grado di recuperare la sua tissotropia inteso come recupero della viscosità a gradiente di velocità zero. La conoscenza del comportamento reologico del fluido (tissotropia), consente di utilizzare il prodotto nel migliore dei modi ) REOPESSIA Se un fluido è sottoposto ad un determinato Gradiente di Velocità, costante, e la sua viscosità aumenta col trascorrere del tempo, esso viene classificato come Reopettico. Questo è il comportamento opposto a quello tixotropico, dove la viscosità diminuisce mantenendo il fluido in moto a gradiente di velocità costante. Guardando un diagramma di un fluido Reopettico si può notare che la curva di ritorno si trova sopra alla curva di andata. Questo fenomeno si chiama tissotropia negativa o antitissotropia. Ad esempio, per i mulini a sfere o a ciotoli, in cui lo sforzo di taglio applicato alle dispersioni è relativamente basso, il processo di dispersione inizia come un'antitissotropia, ma quando la deflocculazione raggiunge un determinato grado di dispersione la curva reologica passa da uno stato di tissotropia negativa ad un comportamento pseudoplastico fino a quando acquisisce un comportamento tissotropico normale.

10 La reopessia è un comportamento piuttosto raro ) GRAFICI REOLOGICI COMPOSTI La figura sottostante mostra, tutti insieme, i grafici discussi finora. Possiamo notare quanto siano differenti. Dall osservazione dei dati numerici ottenuti risulta piuttosto facile, se si pensa in termini di comportamento al flusso, riconoscere questi stessi comportamenti. Il diagramma ottenuto confermerà la vostra prima impressione. I valori acquisiti dal reometro via software liberano l operatore dall onere di mantenere una data velocità, prima di acquisire una misura, per poi passare a quella successiva, e dallo sviluppo del reogramma stesso. I reometri Brookfield sono progettati per offrire questa possibilità, sia che siano utilizzati autonomamente, sia mediante programmi dedicati.

11 6) METODOLOGIA BROOKFIELD Il concetto di base dei viscosimetri Brookfield, è la rotazione di un sensore (storicamente chiamato girante) immerso in un fluido contenuto in un beaker da 600 cc, forma bassa. A questo punto viene misurato il relativo momento torcente necessario a vincere la resistenza al moto del fluido; in altre parole ed in altri termini misuriamo la viscosità del fluido. Risulta evidente, quindi, dalla discussione e dalle definizioni del comportamento reologico dei fluidi Non Newtoniani, che la misurazione della viscosità richiede la massima flessibilità dello strumento per ottenere dati accurati e precisi. La metodologia deve debitamente tener conto: della meccanica dei fluidi da misurare, dei vincoli imposti dai flussi laminari e non laminari durante il moto (regimi turbolenti), insieme alla precisione e l'accuratezza dello strumento che dovrà dare misure accettabili entro limiti di ripetibilità. Le condizioni di flusso laminare esistono quando le sottili lamine di fluido (mostrati precedentemente) si muovono uno sopra l'altro senza moti in direzioni diverse da quelle del flusso. Le lamine dovrebbero anche essere omogenee al fine di ottenere un buon flusso laminare. Il regime turbolento (non laminare) si attua quando esistono interscambi macroscopici tra le lamine del fluido. Brookfield ha sviluppato la sua metodologia in un vasto campo di viscosità usando diversi tipi di giranti con diversi campi di torsione e velocità di rotazione multipli fra di loro. Esistono inoltre diversi tipi di accessori a cilindri concentrici e cono-piatto per effettuare misure con geometria definita. 6.1) COME FUNZIONA LA METODOLOGIA? Ogni combinazione viscosimetro/reometro e girante/velocità di rotazione, determinano una viscosità e uno sforzo di taglio di fondo scala ad un dato valore di gradiente di velocità. In altri termini la viscosità in cp e lo sforzo di taglio in dyne/cmq, possono variare da un minimo (suggerito 10%) ad un valore massimo del 100% della fondo scala, ad un determinato gradiente di velocità (RPM). Tutti i viscosimetri/reometri Brookfield hanno una accuratezza di misura pari a +/- 1% del fondo scala. La viscosità e lo sforzo di taglio varieranno concordemente con la coppia della molla a spirale piana del viscosimetro/reometro e con la geometria delle giranti utilizzate. Il gradiente di velocità varierà in funzione della geometria girante/contenitore ma anche in funzione della velocità di rotazione della girante stessa. Risulta così possibile configurare un viscosimetro/reometro con campi di misura adatti ad uno specifico fluido campione attraverso la possibilità di far ruotare le giranti in un ampio campo di velocità. Ogni tipo di strumentazione e metodologia ha dei limiti. Questi limiti, relativi alla misurazione della viscosità con strumenti Brookfield, variano dai bassi valori di viscosità (da l cp fino a 15 cp) per reometri della serie LV fino ad un massimo di 100 cp per reometri della serie RV. Per fluidi a bassa viscosità la condizione di regime di moto laminare passa a regime di moto turbolento man mano che aumenta lo spazio fra parete e girante e qualora venga raggiunto un determinato valore critico di gradiente di velocità espresso in RPM o 1/sec. Queste situazioni possono verificarsi per tutte le geometrie quali: giranti a disco, sistemi di giranti a cilindri coassiali e viscosimetri/reometri operanti con geometrie a cono piatto.

12 A) Per i viscosimetri/reometri della serie LV la condizione sopra descritta viene raggiunta a 60 RPM con la girante n 1 in beaker da 600 cc per viscosità di 15 cp. B) Per l'accessorio ULA (Ultra Low Adapter) il limite minimo, per il quale la misura di viscosità risulta essere affidabile, è di 0,8 cp a 60 RPM. Dati, questi ultimi, in rapporto lineare con quanto ottenuto durante misure su campioni di vino, che hanno evidenziato il passaggio a regime di turbolenza a 120 RPM per viscosità di 1,6 cp. Con il viscosimetro/reometro Brookfield cono piatto della serie LV è possibile effettuare misure attendibili in condizioni di moto laminare ad un livello di viscosità dell'ordine di 0,5 cp. Le misure di alta viscosità sono solitamente limitate dalla coppia massima che lo strumento può fornire, ma anche dalla possibilità di circondare omogeneamente, la girante con il fluido di prova. Esistono altri problemi di meccanica dei fluidi che alterano le misure di viscosità con modalità differenti. Uno di questi è causato dalle così dette forze normali. Queste forze sono state studiate approfonditamente usando reometri che misurano le forze parallele all'asse di rotazione della girante. Gli strumenti Brookfield sono progettati e costruiti tenendo conto dell'effetto di tali forze. Nel caso della geometria cono/piatto, il gruppo cono/albero deve essere sufficientemente pesante per vincere la forza normale, e mantenere il cono in posizione fissa sopra il piatto, assicurarando così un valore costante di gradiente di velocità. Usando giranti a disco o con geometria a cilindro coassiale, l'effetto sopra descritto si manifesta come una salita del fluido lungo l'albero della girante. Il fluido si muove verso l'alto, coprendo il battente di immersione in modo direttamente proporzionale al numero di RPM (valore del gradiente di velocità). Quindi, più alta è la velocità di rotazione, più in alto sale il fluido lungo l'asse della girante. Abbiamo parlato di queste limitazioni perchè si possa prestare attenzione alle misure reologiche effettuate e non essere tratti in inganno pensando di avere problemi di carattere strumentale. Con la rilevazione continua dei viscosimetri/reometri Brookfield è possibile mantenere sotto controllo in ogni istante i risultati prodotti dall'azione di taglio sul fluido sottoposto a prova. Ciò che si vuole sottolineare è la duplice situazione che si presenta nelle misure delle proprietà reologiche dei fluidi. Dal punto di vista tecnico abbiamo a disposizione reometri che funzionano appropriatamente, ed in grado di fornire precisione ed accuratezza di misura grazie all applicazione dalle più recenti tecnologie. Tuttavia, contemporaneamente, siamo vincolati dalla meccanica del fluido del campione sottoposto a misura, il quale, in base alla sua natura specifica, potrà comunque porre dei limiti. Ci auguriamo di aver chiaramente puntualizzato che bisogna prestare attenzione a questi problemi così che si possa comprendere al meglio ciò che accade quando si effettuano misure reologiche.

13 6.2) APPLICAZIONI Qui di seguito vengono elencate le applicazioni dei viscosimetri e reometri Brookfield che illustrano come possano essere utilizzati i nostri strumenti. Speriamo di darvi qualche idea su come poter aggiornare le vostre attuali procedure o stimolare futuri sviluppi delle vostre ricerche. Le prove eseguite in questi anni rientrano nelle categorie sotto riportate. Nell'elenco viene evidenziata la categoria commerciale ed a lato è riportato l'accessorio comunemente utilizzato. Nelle pagine seguenti, inoltre, si riportano le schede tecniche degli accessori BROOKFIELD qui menzionati. - adesivi - sistema thermosel - cosmetico/farmaceutico - adattatore per piccoli campioni - alimentare - sistema helipath/adattatore a spirale - pitture/vernici - sistema giranti std. /cono-piatto - soluzioni/gels - adattatore per basse viscosità NOTA: in alcuni casi particolari vengono utilizzate delle prolunghe per le giranti al fine di allontanare la girante stessa dalla testa dello strumento, nonchè delle camere e giranti speciali 7) PRESENTAZIONE DEI REOMETRI BROOKFIELD I reometri Brookfield mantengono il sistema e la metodologia originale. I softwares dedicati ne incrementano le prestazioni. 7.1) SEMPLICITA' DELLE OPERAZIONI Sia operando autonomamente, sia sotto controllo di un PC, i reometri Brookfield rispettano la tradizionale filosofia e metodologia BROOKFIELD di sempre, che li rendono facili da usare. Gli strumenti sono stati concepiti in modo tale che siano di facile utilizzo, funzionanti secondo sistemi di misurazione ben collaudati, e in modo da poter acquisire i dati riducendo al minimo le operazioni necessarie. Sia che si operi da tastiera dello strumento, sia attraverso softwares dedicati. 7.2) AUTOMATIZZAZIONE PER RISPARMIARE TEMPO I reometri Brookfield possono essere programmati sia quando funzionano autonomamente, sia quando funzionano sotto il controllo di un PC. Ad esempio il Reometro DVIII Ultra, utilizzato senza software, consente la memorizzazione di 10 programmi, ognuno composto da un massimo di 25 velocità di rotazione diverse. Sotto il controllo del PC le serie di velocità sono limitate dallo spazio libero sul disco fisso ed è possibile usare tutte le velocità comprese nel campo da 0,01 a 250 RPM con incrementi o decrementi di 0,0l RPM fino a 0,99 RPM e di 0,1 RPM fino a 250 RPM.

14 7.3) PRESTAZIONI MIGLIORATE NEL CONTROLLO QUALITA' La riduzione degli interventi dell'operatore per l'attività di acquisizione dei dati, con relativa determinazione e controllo degli intervalli di misura, consente un migliore ripetibilità dei risultati di prova. La funzione di blocco della tastiera dello strumento, impedisce errori da parte dell'operatore, poichè consente l'utilizzo dello solo programma selezionato, mentre tutte le altre funzioni restano, automaticamente, escluse. Con questa modalità di prova vengono acquisiti esclusivamente i dati relativi al programma impostato. 7.4) INCREMENTA LA PRODUTTIVITA' Acquisizione automatica dei dati con sequenza programmata significa che l'utilizzatore può dedicare il suo tempo alla sola preparazione dei campioni. In modalità autonoma, senza ausilio di software, sarà sufficiente richiamare, da tastiera, un dato programma, preparare il campione e premere un tasto per ottenere il lancio del programma con relativa acquisizione dati. I dati di prova acquisiti possono essere letti sul visore o inviati ad una stampante per ottenere un listato delle misure effettuate. Sotto il controllo del PC è possibile memorizzare dati in un file, ottenere grafici, richiamare file di prove precedentemente eseguite, ristampare e rifare grafici nei casi di prove sequenziali e, naturalmente, scrivere nuovi programmi dedicati alle varie esigenze di misura. 8) RISPARMIO ECONOMICO I reometri Brookfield possono eseguire prove reologiche in minor tempo rispetto ai viscosimetri omonimi non programmabili. In condizioni di equilibrio le letture possono essere eseguite con intervalli di un secondo. In condizioni di normalità le singole misure vengono acquisite ad intervalli da 5 a 15 secondi, ma possono essere selezionati altri intervalli di tempo in funzione delle prove che devono essere effettuate. Per le misure di fluidi aventi viscosità dipendente dal tempo, una volta definito l'intervallo di acquisizione ottimale, ne risulta assicurata la ripetibilità di misura. Con fluidi che polimerizzano, lo strumento può essere messo in funzione sotto controllo di allarmi riferiti alla coppia espressa in %, in modo tale che le letture eseguite vengano effettuate nei limiti del campo di sforzo di taglio previsto. In questo modo l'operatore non è costretto ad intervenire. I vantaggi offerti in sintesi sono: - più prove in minor tempo - minore manualità - notevole risparmio economico - buon rapporto prezzo/prestazioni - possibilità di collegamento a PC per archivio dati di prova

Moto sul piano inclinato (senza attrito)

Moto sul piano inclinato (senza attrito) Moto sul piano inclinato (senza attrito) Per studiare il moto di un oggetto (assimilabile a punto materiale) lungo un piano inclinato bisogna innanzitutto analizzare le forze che agiscono sull oggetto

Dettagli

Determinazione del punto di infiammabi-lità mediante apparecchiatura Abel

Determinazione del punto di infiammabi-lità mediante apparecchiatura Abel Indice Numerico NOM 6-88 Vedi UNI 0009 NOM 9-71 Prova di stabilità degli oli isolanti NOM 15-71 Prova di distillazione dei prodotti petroliferi NOM 5-71 Determinazione dello zolfo nei prodotti petroliferi

Dettagli

Cuscinetti SKF con Solid Oil

Cuscinetti SKF con Solid Oil Cuscinetti SKF con Solid Oil La terza alternativa per la lubrificazione The Power of Knowledge Engineering Cuscinetti SKF con Solid Oil la terza alternativa di lubrificazione Esistono tre metodi per erogare

Dettagli

Guida all applicazione (spruzzatura ad aria nebulizzata)

Guida all applicazione (spruzzatura ad aria nebulizzata) Guida all applicazione (spruzzatura ad aria nebulizzata) 1 Spruzzo convenzionale (aria nebulizzata) Una pistola a spruzzo convenzionale è uno strumento che utilizza aria compressa per atomizzare ( nebulizzare

Dettagli

L'importanza di una corretta carteggiatura

L'importanza di una corretta carteggiatura L'importanza di una corretta carteggiatura La preparazione delle superfici, ed in particolare la carteggiatura, concorrono al risultato finale del trattamento di pitturazione, giocando un ruolo fondamentale

Dettagli

Seconda Legge DINAMICA: F = ma

Seconda Legge DINAMICA: F = ma Seconda Legge DINAMICA: F = ma (Le grandezze vettoriali sono indicate in grassetto e anche in arancione) Fisica con Elementi di Matematica 1 Unità di misura: Massa m si misura in kg, Accelerazione a si

Dettagli

AUTOLIVELLI (orizzontalità ottenuta in maniera automatica); LIVELLI DIGITALI (orizzontalità e lettura alla stadia ottenute in maniera automatica).

AUTOLIVELLI (orizzontalità ottenuta in maniera automatica); LIVELLI DIGITALI (orizzontalità e lettura alla stadia ottenute in maniera automatica). 3.4. I LIVELLI I livelli sono strumenti a cannocchiale orizzontale, con i quali si realizza una linea di mira orizzontale. Vengono utilizzati per misurare dislivelli con la tecnica di livellazione geometrica

Dettagli

Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento

Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento La funzione dei cuscinetti a strisciamento e a rotolamento è quella di interporsi tra organi di macchina in rotazione reciproca. Questi elementi possono essere

Dettagli

La Termodinamica ed I principi della Termodinamica

La Termodinamica ed I principi della Termodinamica La Termodinamica ed I principi della Termodinamica La termodinamica è quella branca della fisica che descrive le trasformazioni subite da un sistema (sia esso naturale o costruito dall uomo), in seguito

Dettagli

Energia e Lavoro. In pratica, si determina la dipendenza dallo spazio invece che dal tempo

Energia e Lavoro. In pratica, si determina la dipendenza dallo spazio invece che dal tempo Energia e Lavoro Finora abbiamo descritto il moto dei corpi (puntiformi) usando le leggi di Newton, tramite le forze; abbiamo scritto l equazione del moto, determinato spostamento e velocità in funzione

Dettagli

I Leader nella Tecnologia dell'agitazione. Agitatori ad Entrata Laterale

I Leader nella Tecnologia dell'agitazione. Agitatori ad Entrata Laterale I Leader nella Tecnologia dell'agitazione Agitatori ad Entrata Laterale Soluzione completa per Agitatori Laterali Lightnin e' leader mondiale nel campo dell'agitazione. Plenty e' il leader di mercato per

Dettagli

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2.1 Principio del processo La saldatura a resistenza a pressione si fonda sulla produzione di una giunzione intima, per effetto dell energia termica e meccanica. L energia

Dettagli

La base di partenza per la maggior parte dei processi produttivi di materiali ceramici sono le sospensioni. Queste si ottengono dalla miscelazione di

La base di partenza per la maggior parte dei processi produttivi di materiali ceramici sono le sospensioni. Queste si ottengono dalla miscelazione di La base di partenza per la maggior parte dei processi produttivi di materiali ceramici sono le sospensioni. Queste si ottengono dalla miscelazione di un solido (polvere) che diverrà il ceramico, con un

Dettagli

F U N Z I O N I. E LORO RAPPRESENTAZIONE GRAFICA di Carmine De Fusco 1 (ANCHE CON IL PROGRAMMA PER PC "DERIVE")

F U N Z I O N I. E LORO RAPPRESENTAZIONE GRAFICA di Carmine De Fusco 1 (ANCHE CON IL PROGRAMMA PER PC DERIVE) F U N Z I O N I E LORO RAPPRESENTAZIONE GRAFICA di Carmine De Fusco 1 (ANCHE CON IL PROGRAMMA PER PC "DERIVE") I N D I C E Funzioni...pag. 2 Funzioni del tipo = Kx... 4 Funzioni crescenti e decrescenti...10

Dettagli

Potenziale Elettrico. r A. Superfici Equipotenziali. independenza dal cammino. 4pe 0 r. Fisica II CdL Chimica

Potenziale Elettrico. r A. Superfici Equipotenziali. independenza dal cammino. 4pe 0 r. Fisica II CdL Chimica Potenziale Elettrico Q V 4pe 0 R Q 4pe 0 r C R R R r r B q B r A A independenza dal cammino Superfici Equipotenziali Due modi per analizzare i problemi Con le forze o i campi (vettori) per determinare

Dettagli

RESISTIVITA ELETTRICA DELLE POLVERI: MISURA E SIGNIFICATO PER LA SICUREZZA

RESISTIVITA ELETTRICA DELLE POLVERI: MISURA E SIGNIFICATO PER LA SICUREZZA RESISTIVITA ELETTRICA DELLE POLVERI: MISURA E SIGNIFICATO PER LA SICUREZZA Nicola Mazzei - Antonella Mazzei Stazione sperimentale per i Combustibili - Viale A. De Gasperi, 3-20097 San Donato Milanese Tel.:

Dettagli

CAPITOLO I CORRENTE ELETTRICA. Copyright ISHTAR - Ottobre 2003 1

CAPITOLO I CORRENTE ELETTRICA. Copyright ISHTAR - Ottobre 2003 1 CAPITOLO I CORRENTE ELETTRICA Copyright ISHTAR - Ottobre 2003 1 INDICE CORRENTE ELETTRICA...3 INTENSITÀ DI CORRENTE...4 Carica elettrica...4 LE CORRENTI CONTINUE O STAZIONARIE...5 CARICA ELETTRICA ELEMENTARE...6

Dettagli

/ * " 6 7 -" 1< " *,Ê ½, /, "6, /, Ê, 9Ê -" 1/ " - ÜÜÜ Ìi «V Ì

/ *  6 7 - 1<  *,Ê ½, /, 6, /, Ê, 9Ê - 1/  - ÜÜÜ Ìi «V Ì LA TRASMISSIONE DEL CALORE GENERALITÀ 16a Allorché si abbiano due corpi a differenti temperature, la temperatura del corpo più caldo diminuisce, mentre la temperatura di quello più freddo aumenta. La progressiva

Dettagli

La corrente elettrica La resistenza elettrica La seconda legge di Ohm Resistività e temperatura L effetto termico della corrente

La corrente elettrica La resistenza elettrica La seconda legge di Ohm Resistività e temperatura L effetto termico della corrente Unità G16 - La corrente elettrica continua La corrente elettrica La resistenza elettrica La seconda legge di Ohm Resistività e temperatura L effetto termico della corrente 1 Lezione 1 - La corrente elettrica

Dettagli

NUOVO! Sempre più semplice da utilizzare

NUOVO! Sempre più semplice da utilizzare NUOVO! NUOVO AF/ARMAFLEX MIGLIORE EFFICIENZA DELL ISOLAMENTO Sempre più semplice da utilizzare L flessibile professionale Nuove prestazioni certificate. Risparmio energetico: miglioramento di oltre il

Dettagli

L=F x s lavoro motore massimo

L=F x s lavoro motore massimo 1 IL LAVORO Nel linguaggio scientifico la parola lavoro indica una grandezza fisica ben determinata. Un uomo che sposta un libro da uno scaffale basso ad uno più alto è un fenomeno in cui c è una forza

Dettagli

OO.PP. Puglia 2008. Unità Misura. Prezzo DESCRIZIONE

OO.PP. Puglia 2008. Unità Misura. Prezzo DESCRIZIONE IG 01.001 IG 01.002 IG 01.003a Approntamento dell' attrezzatura di perforazione a rotazione compreso il carico e lo scarico e la revisione a fine lavori. Per ogni approntamento dellattrezzatura cad 667,35

Dettagli

La dinamica delle collisioni

La dinamica delle collisioni La dinamica delle collisioni Un video: clic Un altro video: clic Analisi di un crash test (I) I filmati delle prove d impatto distruttive degli autoveicoli, dato l elevato numero dei fotogrammi al secondo,

Dettagli

Aquaflex Roof. Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista

Aquaflex Roof. Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista CAMPI DI APPLICAZIONE Impermeabilizzazione di: coperture piane; balconi e terrazzi;

Dettagli

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO Mariano Paganelli Expert System Solutions S.r.l. L'Expert System Solutions ha recentemente sviluppato nuove tecniche di laboratorio

Dettagli

Il vapor saturo e la sua pressione

Il vapor saturo e la sua pressione Il vapor saturo e la sua pressione Evaporazione = fuga di molecole veloci dalla superficie di un liquido Alla temperatura T, energia cinetica di traslazione media 3/2 K B T Le molecole più veloci sfuggono

Dettagli

Altre novità della nostra ampia gamma di strumenti!

Altre novità della nostra ampia gamma di strumenti! L innovazione ad un prezzo interessante Altre novità della nostra ampia gamma di strumenti! Exacta+Optech Labcenter SpA Via Bosco n.21 41030 San Prospero (MO) Italia Tel: 059-808101 Fax: 059-908556 Mail:

Dettagli

Marcello Romagnoli Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e dell Ambiente Università di Modena e Reggio Emilia, Via Vignolese 905, 41100 Modena

Marcello Romagnoli Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e dell Ambiente Università di Modena e Reggio Emilia, Via Vignolese 905, 41100 Modena Marcello Romagnoli Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e dell Ambiente Università di Modena e Reggio Emilia, Via Vignolese 905, 41100 Modena (Italy) Email: marcello.romagnoli@unimore.it Tel. 059 2056234

Dettagli

Il motore a corrente continua, chiamato così perché per. funzionare deve essere alimentato con tensione e corrente

Il motore a corrente continua, chiamato così perché per. funzionare deve essere alimentato con tensione e corrente 1.1 Il motore a corrente continua Il motore a corrente continua, chiamato così perché per funzionare deve essere alimentato con tensione e corrente costante, è costituito, come gli altri motori da due

Dettagli

LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA

LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA (Fenomeno, indipendente dal tempo, che si osserva nei corpi conduttori quando le cariche elettriche fluiscono in essi.) Un conduttore metallico è in equilibrio elettrostatico

Dettagli

ESAME DI STATO DI LICEO SCIENTIFICO 2006 Indirizzo Scientifico Tecnologico Progetto Brocca

ESAME DI STATO DI LICEO SCIENTIFICO 2006 Indirizzo Scientifico Tecnologico Progetto Brocca ESAME DI STATO DI LICEO SCIENTIFICO 2006 Indirizzo Scientifico Tecnologico Progetto Brocca Trascrizione del testo e redazione delle soluzioni di Paolo Cavallo. La prova Il candidato svolga una relazione

Dettagli

percorso fatto sul tratto orizzontale). Determinare il lavoro (minimo) e la potenza minima del motore per percorrere un tratto.

percorso fatto sul tratto orizzontale). Determinare il lavoro (minimo) e la potenza minima del motore per percorrere un tratto. Esercizio 1 Una pietra viene lanciata con una velocità iniziale di 20.0 m/s contro una pigna all'altezza di 5.0 m rispetto al punto di lancio. Trascurando ogni resistenza, calcolare la velocità della pietra

Dettagli

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la Sistema scaldante resistivo per la protezione antighiaccio ed antineve di superfici esterne Il sistema scaldante ha lo scopo di evitare la formazione di ghiaccio e l accumulo di neve su superfici esterne

Dettagli

Sistemi Mapei per la realizzazione di pavimentazioni radianti ad alto rendimento termico

Sistemi Mapei per la realizzazione di pavimentazioni radianti ad alto rendimento termico Sistemi Mapei per la realizzazione di pavimentazioni radianti ad alto rendimento termico La riparazione dell asfalto ha fatto strada. Sistemi MAPEI per la realizzazione di pavime I pannelli radianti sono

Dettagli

Analisi termografica su celle litio-ione sottoposte ad esperienze di "second life" Francesco D'Annibale, Francesco Vellucci. Report RdS/PAR2013/191

Analisi termografica su celle litio-ione sottoposte ad esperienze di second life Francesco D'Annibale, Francesco Vellucci. Report RdS/PAR2013/191 Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l energia e lo sviluppo economico sostenibile MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Analisi termografica su celle litio-ione sottoposte ad esperienze di "second

Dettagli

CS. Cinematica dei sistemi

CS. Cinematica dei sistemi CS. Cinematica dei sistemi Dopo aver esaminato la cinematica del punto e del corpo rigido, che sono gli schemi più semplificati con cui si possa rappresentare un corpo, ci occupiamo ora dei sistemi vincolati.

Dettagli

Analogia tra il circuito elettrico e il circuito idraulico

Analogia tra il circuito elettrico e il circuito idraulico UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DELL AQUILA Scuola di Specializzazione per la Formazione degli Insegnanti nella Scuola Secondaria Analogia tra il circuito elettrico e il circuito idraulico Prof. Umberto Buontempo

Dettagli

Introduzione alla Teoria degli Errori

Introduzione alla Teoria degli Errori Introduzione alla Teoria degli Errori 1 Gli errori di misura sono inevitabili Una misura non ha significato se non viene accompagnata da una ragionevole stima dell errore ( Una scienza si dice esatta non

Dettagli

Prova scritta di Fisica Generale I Corso di studio in Astronomia 22 giugno 2012

Prova scritta di Fisica Generale I Corso di studio in Astronomia 22 giugno 2012 Prova scritta di Fisica Generale I Corso di studio in Astronomia 22 giugno 2012 Problema 1 Due carrelli A e B, di massa m A = 104 kg e m B = 128 kg, collegati da una molla di costante elastica k = 3100

Dettagli

SUPERCONDUTTIVITÀ. A cura di: Andrea Sosso I.N.RI.M. (IEN)

SUPERCONDUTTIVITÀ. A cura di: Andrea Sosso I.N.RI.M. (IEN) SUPERCONDUTTIVITÀ A cura di: Andrea Sosso I.N.RI.M. (IEN) Il fenomeno della superconduttività è stato osservato per la prima volta nel 1911 dal fisico olandese Heike Kamerlingh Onnes dell'università de

Dettagli

Corso di Fisica tecnica e ambientale a.a. 2011/2012 - Docente: Prof. Carlo Isetti

Corso di Fisica tecnica e ambientale a.a. 2011/2012 - Docente: Prof. Carlo Isetti Corso di Fisica tecnica e ambientale a.a. 0/0 - Docente: Prof. Carlo Isetti LAVORO D NRGIA 5. GNRALITÀ In questo capitolo si farà riferimento a concetto quali lavoro ed energia termini che hanno nella

Dettagli

TECNICHE DI BASE PER LA SEPARAZIONE DEI COMPONENTI DI UNA MISCELA

TECNICHE DI BASE PER LA SEPARAZIONE DEI COMPONENTI DI UNA MISCELA TECNICHE DI BASE PER LA SEPARAZIONE DEI COMPONENTI DI UNA MISCELA CENTRIFUGAZIONE La centrifugazione è un processo che permette di separare una fase solida immiscibile da una fase liquida o due liquidi

Dettagli

Cuscinetti radiali rigidi a sfere ad una corona Generation C. Informazione tecnica

Cuscinetti radiali rigidi a sfere ad una corona Generation C. Informazione tecnica Cuscinetti radiali rigidi a sfere ad una corona Generation C Informazione tecnica Indice Caratteristiche 2 Vantaggi dei cuscinetti FAG radiali rigidi a sfere Generation C 2 Tenuta e lubrificazione 2 Temperatura

Dettagli

PENDII NATURALI E ARTIFICIALI

PENDII NATURALI E ARTIFICIALI PENDII NATURALI E ARTIFICIALI Classificazione del movimento, fattori instabilizzanti, indagini e controlli 04 Prof. Ing. Marco Favaretti Università di Padova Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Ingegneria

Dettagli

(accuratezza) ovvero (esattezza)

(accuratezza) ovvero (esattezza) Capitolo n 2 2.1 - Misure ed errori In un analisi chimica si misurano dei valori chimico-fisici di svariate grandezze; tuttavia ogni misura comporta sempre una incertezza, dovuta alla presenza non eliminabile

Dettagli

Unità 12. La corrente elettrica

Unità 12. La corrente elettrica Unità 12 La corrente elettrica L elettricità risiede nell atomo Modello dell atomo: al centro c è il nucleo formato da protoni e neutroni ben legati tra di loro; in orbita intorno al nucleo si trovano

Dettagli

A. 5 m / s 2. B. 3 m / s 2. C. 9 m / s 2. D. 2 m / s 2. E. 1 m / s 2. Soluzione: equazione oraria: s = s0 + v0

A. 5 m / s 2. B. 3 m / s 2. C. 9 m / s 2. D. 2 m / s 2. E. 1 m / s 2. Soluzione: equazione oraria: s = s0 + v0 1 ) Un veicolo che viaggia inizialmente alla velocità di 1 Km / h frena con decelerazione costante sino a fermarsi nello spazio di m. La sua decelerazione è di circa: A. 5 m / s. B. 3 m / s. C. 9 m / s.

Dettagli

EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE ELETTRICA SUL CORPO UMANO

EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE ELETTRICA SUL CORPO UMANO EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE ELETTRICA SUL CORPO UMANO Appunti a cura dell Ing. Emanuela Pazzola Tutore del corso di Elettrotecnica per meccanici, chimici e biomedici A.A. 2005/2006 Facoltà d

Dettagli

LE VALVOLE PNEUMATICHE

LE VALVOLE PNEUMATICHE LE VALVOLE PNEUMATICHE Generalità Le valvole sono apparecchi per il comando, per la regolazione della partenza, arresto e direzione, nonché della pressione e passaggio di un fluido proveniente da una pompa

Dettagli

63- Nel Sistema Internazionale SI, l unità di misura del calore latente di fusione è A) J / kg B) kcal / m 2 C) kcal / ( C) D) kcal * ( C) E) kj

63- Nel Sistema Internazionale SI, l unità di misura del calore latente di fusione è A) J / kg B) kcal / m 2 C) kcal / ( C) D) kcal * ( C) E) kj 61- Quand è che volumi uguali di gas perfetti diversi possono contenere lo stesso numero di molecole? A) Quando hanno uguale pressione e temperatura diversa B) Quando hanno uguale temperatura e pressione

Dettagli

Elettronica Circuiti nel dominio del tempo

Elettronica Circuiti nel dominio del tempo Elettronica Circuiti nel dominio del tempo Valentino Liberali Dipartimento di Fisica Università degli Studi di Milano valentino.liberali@unimi.it Elettronica Circuiti nel dominio del tempo 14 aprile 211

Dettagli

F S V F? Soluzione. Durante la spinta, F S =ma (I legge di Newton) con m=40 Kg.

F S V F? Soluzione. Durante la spinta, F S =ma (I legge di Newton) con m=40 Kg. Spingete per 4 secondi una slitta dove si trova seduta la vostra sorellina. Il peso di slitta+sorella è di 40 kg. La spinta che applicate F S è in modulo pari a 60 Newton. La slitta inizialmente è ferma,

Dettagli

Motori Elettrici. Principi fisici. Legge di Lenz: se in un circuito elettrico il flusso concatenato varia nel tempo si genera una tensione

Motori Elettrici. Principi fisici. Legge di Lenz: se in un circuito elettrico il flusso concatenato varia nel tempo si genera una tensione Motori Elettrici Principi fisici Legge di Lenz: se in un circuito elettrico il flusso concatenato varia nel tempo si genera una tensione Legge di Biot-Savart: un conduttore percorso da corrente di intensità

Dettagli

DIECI ESPERIMENTI SULL ARIA

DIECI ESPERIMENTI SULL ARIA ANNARITA RUBERTO http://scientificando.splinder.com DIECI ESPERIMENTI SULL ARIA per i piccoli Straws akimbo by Darwin Bell http://www.flickr.com/photos/darwinbell/313220327/ 1 http://scientificando.splinder.com

Dettagli

Calettatori per attrito SIT-LOCK

Calettatori per attrito SIT-LOCK Calettatori per attrito INDICE Calettatori per attrito Pag. Vantaggi e prestazioni dei 107 Procedura di calcolo dei calettatori 107 Gamma disponibile dei calettatori Calettatori 1 - Non autocentranti 108-109

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO N 1 LANCIANO - SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO CURRICOLO VERTICALE - Classe Prima MATEMATICA a.s. 2014/2015

ISTITUTO COMPRENSIVO N 1 LANCIANO - SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO CURRICOLO VERTICALE - Classe Prima MATEMATICA a.s. 2014/2015 NUMERI. SPAZIO E FIGURE. RELAZIONI, FUNZIONI, MISURE, DATI E PREVISIONI Le sociali e ISTITUTO COMPRENSIVO N 1 LANCIANO - SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO CURRICOLO VERTICALE - Classe Prima MATEMATICA procedure

Dettagli

La corrente elettrica

La corrente elettrica Unità didattica 8 La corrente elettrica Competenze Costruire semplici circuiti elettrici e spiegare il modello di spostamento delle cariche elettriche. Definire l intensità di corrente, la resistenza e

Dettagli

Fenomeni di trasporto. Fenomeni di trasporto

Fenomeni di trasporto. Fenomeni di trasporto La comprensione dei processi fisici, chimici e biologici che governano il trasporto di materia e la trasmissione delle forze è di fondamentale importanza per lo studio della fisiologia cellulare e l ingegnerizzazione

Dettagli

Istituto Istruzione Superiore Liceo Scientifico Ghilarza Anno Scolastico 2013/2014 PROGRAMMA DI MATEMATICA E FISICA

Istituto Istruzione Superiore Liceo Scientifico Ghilarza Anno Scolastico 2013/2014 PROGRAMMA DI MATEMATICA E FISICA PROGRAMMA DI MATEMATICA E FISICA Classe VA scientifico MATEMATICA MODULO 1 ESPONENZIALI E LOGARITMI 1. Potenze con esponente reale; 2. La funzione esponenziale: proprietà e grafico; 3. Definizione di logaritmo;

Dettagli

LAVORO, ENERGIA E POTENZA

LAVORO, ENERGIA E POTENZA LAVORO, ENERGIA E POTENZA Nel linguaggio comune, la parola lavoro è applicata a qualsiasi forma di attività, fisica o mentale, che sia in grado di produrre un risultato. In fisica la parola lavoro ha un

Dettagli

FONDAMENTI TEORICI DEL MOTORE IN CORRENTE CONTINUA AD ECCITAZIONE INDIPENDENTE. a cura di G. SIMONELLI

FONDAMENTI TEORICI DEL MOTORE IN CORRENTE CONTINUA AD ECCITAZIONE INDIPENDENTE. a cura di G. SIMONELLI FONDAMENTI TEORICI DEL MOTORE IN CORRENTE CONTINUA AD ECCITAZIONE INDIPENDENTE a cura di G. SIMONELLI Nel motore a corrente continua si distinguono un sistema di eccitazione o sistema induttore che è fisicamente

Dettagli

Automatizzazione Erhardt + Abt verniciatura di alberi motore dell' assale posteriore con KUKA KR 16

Automatizzazione Erhardt + Abt verniciatura di alberi motore dell' assale posteriore con KUKA KR 16 Automatizzazione Erhardt + Abt verniciatura di alberi motore dell' assale posteriore con KUKA KR 16 Dal 1997, anno della sua fondazione, la Erhardt + Abt Automatisierungstechnik GmbH ha finora installato

Dettagli

1 LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA

1 LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA 1 LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA Un conduttore ideale all equilibrio elettrostatico ha un campo elettrico nullo al suo interno. Cosa succede se viene generato un campo elettrico diverso da zero al suo

Dettagli

2.1 Difetti stechiometrici Variano la composizione del cristallo con la presenza di elementi diversi dalla natura dello stesso.

2.1 Difetti stechiometrici Variano la composizione del cristallo con la presenza di elementi diversi dalla natura dello stesso. 2. I difetti nei cristalli In un cristallo perfetto (o ideale) tutti gli atomi occuperebbero le corrette posizioni reticolari nella struttura cristallina. Un tale cristallo perfetto potrebbe esistere,

Dettagli

1^A - Esercitazione recupero n 4

1^A - Esercitazione recupero n 4 1^A - Esercitazione recupero n 4 1 In un cartone animato, un gatto scocca una freccia per colpire un topo, mentre questi cerca di raggiungere la sua tana che si trova a 5,0 m di distanza Il topo corre

Dettagli

Dinamica dei corpi deformabili. Conservazione della quantità di moto

Dinamica dei corpi deformabili. Conservazione della quantità di moto Capitolo 2 Dinamica dei corpi deformabili. Conservazione della quantità di moto 2.1 Forze Le forze che agiscono su un elemento B n del corpo B sono essenzialmente di due tipi: a) forze di massa che agiscono

Dettagli

The Future Starts Now. Termometri portatili

The Future Starts Now. Termometri portatili Termometri portatili Temp 70 RTD Professional Datalogger, per sonde Pt100 RTD 0,01 C da -99,99 a +99,99 C 0,1 C da -200,0 a +999,9 C Temp 7 RTD Basic Per sonde Pt100 RTD 0,1 C da -99,9 a +199,9 C 1 C da

Dettagli

Guida alla scelta di motori a corrente continua

Guida alla scelta di motori a corrente continua Motori Motori in in corrente corrente continua continua 5 Guida alla scelta di motori a corrente continua Riddutore Coppia massima (Nm)! Tipo di riduttore!,5, 8 8 8 Potenza utile (W) Motore diretto (Nm)

Dettagli

COME NASCONO I TAPPI DI SUGHERO

COME NASCONO I TAPPI DI SUGHERO IL SUGHERO CHE COS È Il sughero è un prodotto naturale che si ricava dall estrazione della corteccia della Quercus suber L, la quercia da sughero. Questa pianta è una sempreverde, longeva, che cresce nelle

Dettagli

12. LO SCAMBIO TERMICO PER CONVEZIONE

12. LO SCAMBIO TERMICO PER CONVEZIONE 12. LO SCAMBIO TERMICO PER CONVEZIONE 12.1 Introduzione Una seconda modalità di trasmissione del calore, detta convezione termica, ha luogo quando almeno uno dei due corpi che si scambiano calore è un

Dettagli

Precorsi 2014. Fisica. parte 1

Precorsi 2014. Fisica. parte 1 Precorsi 2014 Fisica parte 1 Programma ministeriale per il test Grandezze fisiche Una grandezza fisica è una caratteristica misurabile di un entità fisica. Sono grandezze fisiche: velocità, energia di

Dettagli

Solo il meglio sotto ogni profilo!

Solo il meglio sotto ogni profilo! Solo il meglio sotto ogni profilo! Perfetto isolamento termico per finestre in alluminio, porte e facciate continue Approfittate degli esperti delle materie plastiche Voi siete specialisti nella produzione

Dettagli

pianeti terrestri pianeti gioviani migliaia di asteroidi (nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove)

pianeti terrestri pianeti gioviani migliaia di asteroidi (nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove) mappa 3. Il sistema solare IL SISTEMA SOLARE il Sole Mercurio pianeti terrestri Venere Terra Marte 8 pianeti Giove Il Sistema solare 69 satelliti principali pianeti gioviani Saturno Urano Nettuno migliaia

Dettagli

La MKT (Mean Kinetic Temperature) come criterio di accettabilità sui controlli della temperatura

La MKT (Mean Kinetic Temperature) come criterio di accettabilità sui controlli della temperatura La (Mean Kinetic Temperature) come criterio di accettabilità sui controlli della temperatura Come funzionano i criteri di valutazione sulla temperatura Vi sono 5 parametri usati per la valutazione del

Dettagli

IMPORTANZA DELLE PREVISIONI TECNOLOGICHE NEI PROCESSI PRODUTTIVI 1

IMPORTANZA DELLE PREVISIONI TECNOLOGICHE NEI PROCESSI PRODUTTIVI 1 1. Introduzione IMPORTANZA DELLE PREVISIONI TECNOLOGICHE NEI PROCESSI PRODUTTIVI 1 Ottobre 1970 Caratteristica saliente dell'epoca odierna sembra essere quella della transitorietà. E- spansione, andamento

Dettagli

LICEO SCIENTIFICO G. LEOPARDI A.S. 2010-2011 FENOMENI MAGNETICI FONDAMENTALI

LICEO SCIENTIFICO G. LEOPARDI A.S. 2010-2011 FENOMENI MAGNETICI FONDAMENTALI LICEO SCIENTIFICO G. LEOPARDI A.S. 2010-2011 FENOMENI MAGNETICI FONDAMENTALI Prof. Euro Sampaolesi IL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE Le linee del magnete-terra escono dal Polo geomagnetico Nord ed entrano nel

Dettagli

Vediamo ora altre applicazioni dei prismi retti descritti in O1.

Vediamo ora altre applicazioni dei prismi retti descritti in O1. O2 - I PRISMI OTTICI S intende con prisma ottico un blocco di vetro ottico 8 limitato normalmente da superfici piane, di forma spesso prismatica. Un fascio di luce 9 può incidere su una o due delle sue

Dettagli

LA CORRENTE ELETTRICA

LA CORRENTE ELETTRICA L CORRENTE ELETTRIC H P h Prima che si raggiunga l equilibrio c è un intervallo di tempo dove il livello del fluido non è uguale. Il verso del movimento del fluido va dal vaso a livello maggiore () verso

Dettagli

Irradiatori Ceramici ad Infrarossi

Irradiatori Ceramici ad Infrarossi Irradiatori Ceramici ad Infrarossi Caratteristiche e Vantaggi Temperature superficiali fino a 750 C. La lunghezza d'onda degli infrarossi, a banda medio-ampia, fornisce un riscaldamento irradiato uniformemente

Dettagli

SISTEMA CIRCOLATORIO. Permette, attraverso il sangue, il trasporto di O 2. , sostanze nutritizie ed ormoni ai tessuti e la rimozione di CO 2

SISTEMA CIRCOLATORIO. Permette, attraverso il sangue, il trasporto di O 2. , sostanze nutritizie ed ormoni ai tessuti e la rimozione di CO 2 SISTEMA CIRCOLATORIO Permette, attraverso il sangue, il trasporto di O 2, sostanze nutritizie ed ormoni ai tessuti e la rimozione di CO 2 e cataboliti, per mantenere costante la composizione del liquido

Dettagli

Livellazione Geometrica Strumenti per la misura dei dislivelli

Livellazione Geometrica Strumenti per la misura dei dislivelli Università degli studi di Brescia Facoltà di Ingegneria Corso di Topografia A Nuovo Ordinamento Livellazione Geometrica Strumenti per la misura dei dislivelli Nota bene: Questo documento rappresenta unicamente

Dettagli

www.mpmsrl.com pavimentazioni sine materiali protettivi milano

www.mpmsrl.com pavimentazioni sine materiali protettivi milano www.mpmsrl.com pavimentazioni re sine materiali protettivi milano Tradizione, esperienza, innovazione tecnologica. Da oltre 50 anni MPM materiali protettivi milano s.r.l opera nel settore dell edilizia

Dettagli

Background (sfondo): Finestra: Una finestra serve a mostrare il contenuto di un disco o di una cartella -, chiamata anche directory.

Background (sfondo): Finestra: Una finestra serve a mostrare il contenuto di un disco o di una cartella -, chiamata anche directory. @ PC (Personal computer): Questa sigla identificò il primo personal IBM del 1981 a cura di R.Mangini Archiviazione: Il sistema operativo si occupa di archiviare i file. Background (sfondo): Cursore: Nei

Dettagli

MOTO DI UNA CARICA IN UN CAMPO ELETTRICO UNIFORME

MOTO DI UNA CARICA IN UN CAMPO ELETTRICO UNIFORME 6. IL CONDNSATOR FNOMNI DI LTTROSTATICA MOTO DI UNA CARICA IN UN CAMPO LTTRICO UNIFORM Il moto di una particella carica in un campo elettrico è in generale molto complesso; il problema risulta più semplice

Dettagli

INTEGRALI DEFINITI. Tale superficie viene detta trapezoide e la misura della sua area si ottiene utilizzando il calcolo di un integrale definito.

INTEGRALI DEFINITI. Tale superficie viene detta trapezoide e la misura della sua area si ottiene utilizzando il calcolo di un integrale definito. INTEGRALI DEFINITI Sia nel campo scientifico che in quello tecnico si presentano spesso situazioni per affrontare le quali è necessario ricorrere al calcolo dell integrale definito. Vi sono infatti svariati

Dettagli

Elettronica I Grandezze elettriche e unità di misura

Elettronica I Grandezze elettriche e unità di misura Elettronica I Grandezze elettriche e unità di misura Valentino Liberali Dipartimento di Tecnologie dell Informazione Università di Milano, 26013 Crema e-mail: liberali@dti.unimi.it http://www.dti.unimi.it/

Dettagli

Il miglior investimento che tu possa fare. Riscaldamento sottopavimento per ogni ambiente

Il miglior investimento che tu possa fare. Riscaldamento sottopavimento per ogni ambiente Il miglior investimento che tu possa fare Riscaldamento sottopavimento per ogni ambiente Il miglior investimento che tu possa fare Se progettate di rinnovare o costruire un nuovo bagno, una cucina o un

Dettagli

Derivazione elementare dell espressione della quantità di moto e dell energia in relativività ristretta

Derivazione elementare dell espressione della quantità di moto e dell energia in relativività ristretta Derivazione elementare dell espressione della quantità di moto e dell energia in relativività ristretta L. P. 22 Aprile 2015 Sommario L espressione della quantità di moto e dell energia in relatività ristretta

Dettagli

Inizia presentazione

Inizia presentazione Inizia presentazione Che si misura in ampère può essere generata In simboli A da pile dal movimento di spire conduttrici all interno di campi magnetici come per esempio nelle dinamo e negli alternatori

Dettagli

CERTIFICATO ACUSTICO DI PROGETTO (D.P.C.M. 5 dicembre 1997)

CERTIFICATO ACUSTICO DI PROGETTO (D.P.C.M. 5 dicembre 1997) CERTIFICATO ACUSTICO DI PROGETTO (D.P.C.M. 5 dicembre 1997) Progetto per la realizzazione di: Edificio residenziale Località: Ancona Indirizzo: via Menicucci, 3 Il tecnico competente Ancona, 20/09/2011

Dettagli

RISORSE ENERGETICHE AREA 9 FONTI DI ENERGIA DA DOVE PROVIENE L ENERGIA? 10/12/2013 COME SFRUTTIAMO L ENERGIA DEL SOLE?

RISORSE ENERGETICHE AREA 9 FONTI DI ENERGIA DA DOVE PROVIENE L ENERGIA? 10/12/2013 COME SFRUTTIAMO L ENERGIA DEL SOLE? RISORSE ENERGETICHE ENERGIA 2 AREA 9 FONTI DI ENERGIA E INDISPENSABILE ALLA VITA SULLA TERRA ELEMENTO INDISPENSABILE PER SVILUPPO SOCIALE ED ECONOMICO FINO AD ORA: CONTINUO INCREMENTO DI PRODUZIONE E CONSUMO

Dettagli

Classificazioni dei sistemi di produzione

Classificazioni dei sistemi di produzione Classificazioni dei sistemi di produzione Sistemi di produzione 1 Premessa Sono possibili diverse modalità di classificazione dei sistemi di produzione. Esse dipendono dallo scopo per cui tale classificazione

Dettagli

THEATRON Linea GLASS. Sistemi per Balconi

THEATRON Linea GLASS. Sistemi per Balconi www.metrawindows.it THEATRON Linea GLASS Sistemi per Balconi METRA. LO STILE CHE DA VALORE AL TUO HABITAT METRA. Design, Colore, Emozione. Lo stile italiano che il mondo ci invidia. I sistemi integrati

Dettagli

MBC-300-SE MBC-700-SE MBC-1200-SE MBC-300-N MBC-700-N

MBC-300-SE MBC-700-SE MBC-1200-SE MBC-300-N MBC-700-N GasMultiBloc Combinato per regolazione e sicurezza Servoregolatore di pressione MBC-300-SE MBC-700-SE MBC-10-SE MBC-300-N MBC-700-N 7.01 Max. pressione di esercizio 3 mbar (36 kpa) forma compatta grande

Dettagli

Legge del Raffreddamento di Newton

Legge del Raffreddamento di Newton Legge del Raffreddamento di Newton www.lepla.eu Obiettivo L'obiettivo di questo esperimento è studiare l'andamento temporale della temperatura di un oggetto che si raffredda e trovare un modello matematico

Dettagli

Teoria quantistica della conduzione nei solidi e modello a bande

Teoria quantistica della conduzione nei solidi e modello a bande Teoria quantistica della conduzione nei solidi e modello a bande Obiettivi - Descrivere il comportamento quantistico di un elettrone in un cristallo unidimensionale - Spiegare l origine delle bande di

Dettagli

RELAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE

RELAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE RELAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE Fattori di impatto ambientale Un sistema fotovoltaico non crea un impatto ambientale importante, visto che tale tecnologia è utilizzata per il risparmio energetico. I fattori

Dettagli

Il mistero dei muoni: perché arrivano sulla terra e cosa c entra la relatività del tempo e dello spazio?

Il mistero dei muoni: perché arrivano sulla terra e cosa c entra la relatività del tempo e dello spazio? Il mistero dei muoni: perché arrivano sulla terra e cosa c entra la relatività del tempo e dello spazio? Carlo Cosmelli, Dipartimento di Fisica, Sapienza Università di Roma Abbiamo un problema, un grosso

Dettagli

GLI INDICI DEI PREZZI ALL IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI

GLI INDICI DEI PREZZI ALL IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI 74/ 24 febbraio 2014 GLI INDICI DEI PREZZI ALL IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI L Istituto nazionale di statistica avvia la pubblicazione, con cadenza mensile, delle nuove serie degli indici dei prezzi

Dettagli