Centro Studi. Il credito a Lucca, Pistoia e Prato

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1 Centro Studi Il credito a Lucca, Pistoia e Prato Aprile 2015

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3 Sintesi / premessa Mentre si moltiplicano i segnali di risveglio dell'economia, si può tentare un primo bilancio per gli eventuali progressi ottenuti sul versante dei finanziamenti alle imprese. Gli interventi di regolazione (messa a regime di Basilea 3, test Bce, ristrutturazioni) hanno certamente il merito di generare, in prospettiva, un livello maggiore di fiducia nel sistema finanziario. In questo passaggio, il sistema italiano è stato in generale penalizzato dalla sostanziale impossibilità di fornire un sostegno pubblico, elargito a piene mani in altri paesi. E' scontato che gli interventi volti al rafforzamento del sistema finanziario, come la richiesta di maggiore capitalizzazione, i criteri prudenziali di concessione dei prestiti, rappresentano una premessa per la ripresa dell'erogazione del credito, ma agiscono nel senso di contenere l'offerta nel breve periodo. Allo stesso tempo, le politiche estremamente espansive della Bce producono soprattutto un effetto anestetico, nel senso di attenuare o uniformare verso il basso la percezione del rischio. Sembra a questo punto scongiurata la possibilità che un eventuale ripresa possa scontrarsi, come nel 2011, con una crisi di fiducia ed un nuovo taglio della liquidità. L'equilibrio che ne risulta è un equilibrio su livelli bassi, dove per ora si vede soltanto qualche scintilla che potrebbe accendere un nuovo fuoco di crescita. Il livello dei prestiti alle aziende è diminuito fra la fine e l'inizio del nuovo anno. La raccolta delle banche si è ridotta, ma la liquidità a disposizione resta abbondante, proprio grazie alla contrazione dei prestiti. Nella media dei tre mesi che terminano a gennaio, l'esposizione delle banche italiane verso il sistema produttivo si è ridotta del -3,6 nella media nazionale, del -8,6% a Lucca, del -3,3% a Prato, mentre è aumentata debolmente a Pistoia:+0,3%. Nel dettaglio dei settori e delle tipologie aziendali, nella gran parte dei casi, si può soltanto parlare di una attenuazione della flessione. Indizi di ripresa dei finanziamenti si intravedono nelle pieghe dei dati di livello già alla fine dell'anno trascorso. Sono segnali tenui, dove la ripresa delle erogazioni si può intuire, nascosta dalla chiusura di "vecchie" posizioni, da una domanda di prestiti strutturalmente inferiore, per varie ragioni, rispetto al periodo precedente la crisi, dalla presenza delle sofferenze, il cui tasso di crescita si è soltanto attenuato. Per esempio, nell'area Lucca - Pistoia - Prato, alla fine del 2014, i finanziamenti per cassa accordati al settore produttivo sono diminuiti del -6,8%, all incirca come nel periodo precedente (- 7,2% per anno), ma meno dell'utilizzato. E qualcosa di diverso rispetto al periodo peggiore della crisi, quando la "chiusura" dell'accordato aveva sistematicamente anticipato la riduzione dell'utilizzo. A Pistoia ed a Prato, nel IV trimestre 2014, è aumentato lo stock di finanziamenti oltre il breve termine al settore delle attività industriali, rispettivamente +1,9% e +3,5%. Il confronto con altre informazioni suggerisce che la ripresa delle erogazioni possa essere più estesa rispetto a quanto non dimostrino i dati di livello. E' certamente anche il caso di Lucca, dove la dinamica delle sofferenze ha probabilmente determinato in buona parte il dato di flessione. 3

4 Il tasso di ingresso in sofferenza resta particolarmente basso a Pistoia nel settore delle attività industriali e si è ridotto in modo sostanziale a Prato per l'intero settore produttivo, verso la posizione mediana delle province italiane. Sembra un dato isolato l'incremento di Lucca nel quarto trimestre. Nella maggior parte del comparto produttivo, segnatamente nelle attività industriali e nei servizi, si è anche ridotto il tasso di crescita del monte delle sofferenze, sia grazie ad un rallentamento di quelle nuove, sia grazie all'eliminazione di "vecchie" posizioni. Nel settore delle costruzioni, dove le dinamiche del credito restano sensibilmente peggiori rispetto alle altre attività produttive, i segnali hanno cessato di essere uniformemente negativi, con qualche caso di crescita dell'accordato e della quota di utilizzo e, in generale, con la riduzione degli sconfinamenti. Avvertenza La Banca d Italia mette a disposizione del pubblico una nutrita serie di dati statistici relativi all attività creditizia (BDS - base dati statistica). Quando si vogliono utilizzare queste informazioni per le finalità dell analisi economica, vengono alla luce diverse limitazioni, di cui si deve tener conto per evitare interpretazioni scorrette e al limite fuorvianti. Il motivo per cui i dati sono raccolti non è infatti rappresentato dall analisi economica, tantomeno di livello territoriale, bensì il supporto per l attività di vigilanza sulle banche e gli intermediari finanziari e creditizi svolta dalla Banca d Italia (dati statistici dalla matrice dei conti di vigilanza) ovvero la valutazione della rischiosità degli affidamenti (dati statistici della centrale dei rischi). Nel primo caso, ovvero per i dati provenienti dalla matrice di vigilanza, la rilevazione è di tipo censuario, cioè riguarda la totalità dei rapporti intrattenuti dagli intermediari soggetti a vigilanza, mentre è tipicamente soggetta a soglie per i dati provenienti dalla centrale dei rischi. Un altra tipologia di dati è quella che deriva da rilevazioni condotte su un campione di banche, come le rilevazioni sui tassi di interesse. Un elemento di particolare difficoltà è rappresentato dal cambiamento, peraltro abbastanza frequente, dei criteri adottati per la rilevazione dei diversi fenomeni, cambiamento che può dipendere dal corretto adempimento di obblighi legali (per esempio, il cambiamento negli standard contabili adottati conduce a classificare in modo diverso, nel corso del tempo, le medesime partite) e, in certi casi, dalle modifiche alla metodologia sottostante la rilevazione o dei criteri di classificazione. Si tratta di cambiamenti che possono determinare anche una diversa classificazione dei medesimi prestiti nel corso del tempo. Un elenco non esaustivo delle (molte) discontinuità delle serie storiche, collegate al cambiamento dei criteri di classificazione, è riportato nell appendice del Bollettino Statistico della Banca d Italia. Fa parte della metodologia correntemente adottata dalla Banca d Italia per le proprie pubblicazioni il calcolo delle serie storiche delle variazioni sulla base di dati preventivamente depurati dalle operazioni di riclassificazione e di cartolarizzazione. Si tratta di informazioni che non fanno parte della base informativa pubblica, su cui è basato questo lavoro. Anche per questo motivo, si possono osservare differenze fra i dati qui riportati, basati esclusivamente sul contenuto della base informativa pubblica, e quelli presenti in altre fonti. Per i dati relativi ad ambiti territoriali ristretti come quello provinciale, inoltre, intervengono limitazioni sul dettaglio delle informazioni disponibili per il pubblico, probabilmente dettate dall opportunità di nascondere andamenti che potrebbero essere troppo facilmente riferiti a particolari soggetti. Pur con tutte queste limitazioni, adottando le precauzioni sempre necessarie per la lettura di fenomeni complessi, i dati forniscono indicazioni utili per valutare anche a livello provinciale l evoluzione di molti aggregati significativi dell attività creditizia. Le valutazioni e conclusioni espresse appartengono ovviamente soltanto al Centro Studi di Confindustria Lucca, Pistoia e Prato 4

5 La situazione generale Dopo i primi mesi del 2015 si può dire che i maggiori condizionamenti innescati dai timori di non sostenibilità di alcuni debiti sovrani europei sono definitivamente archiviati. Le difficoltà della Grecia ed il nuovo corso politico sembrano aver trovato in qualche modo una composizione nel dialogo con le istituzioni europee, con conseguenze contenute sui differenziali dei tassi e, soprattutto, senza la propagazione di timori sulle possibilità di tenuta del sistema dell'euro. Il nuovo scenario presenta tuttavia più di un aspetto critico. Il livello soddisfacente della liquidità a disposizione del sistema creditizio dipende anche dal livello basso degli impieghi. In effetti, la raccolta bancaria ha continuato a contrarsi, soprattutto a causa della riduzione dello stock di obbligazioni, e la liquidità attinta dall'eurosistema si è ridotta, come conseguenza del minor utilizzo delle operazioni di rifinanziamento, mentre è aumentata la raccolta in conto corrente. Il livello basso dei tassi di interesse è anche la conseguenza dello schiacciamento verso l'alto dei valori delle attività, legato prima all'annuncio e quindi all'avvio delle operazioni di allentamento monetario. D altra parte, il livello ridotto dei tassi di interesse e l'emersione di nuove sofferenze, con l'esigenza di ulteriori accantonamenti, determinano anche la contrazione dei ricavi delle banche legati al settore privato 1, con un effetto negativo sull'offerta di credito alle imprese. L'equilibrio fra domanda ed offerta mostra ancora una contrazione dell'ammontare erogato, ma la riduzione persistente dei tassi sulle obbligazioni pubbliche potrebbe alla fine determinare un cambiamento nella convenienza relativa degli impieghi e favorire la ripresa dei finanziamenti. La formazione di nuove sofferenze è in rallentamento, anche se il loro livello resta nettamente superiore rispetto al periodo pre-crisi e condiziona l'operatività del sistema creditizio. Gli esiti dell'esercizio di valutazione sui bilanci delle maggiori banche europee ha fatto emergere un quadro non negativo (anche se l'aggiustamento di valore delle attività per le banche italiane è risultata superiore alla media europea, un fatto che secondo la Banca d'italia 2 riflette essenzialmente la peggiore congiuntura italiana), nonostante il livello estremamente ridotto, nel confronto con gli altri paesi europei, degli interventi pubblici di sostegno alle banche italiane nel periodo della crisi. Le richieste di pulizia dei bilanci bancari e di maggior dotazione di capitale determineranno un impatto positivo nel lungo periodo, legato alla fiducia che dovrebbe emergere verso la tenuta del sistema creditizio ed un miglioramento della fiducia fra operatori, importante anche nell'ottica della smobilizzazione delle sofferenze. Altrettanto sicuramente non favorisce l'espansione del credito nel breve periodo. 1 Banca d'italia, rapporto sulla stabilità finanziaria, 2014/2 5

6 Secondo le valutazioni delle banche (indagine BLS di gennaio), già a partire dall'ultima parte dell'anno trascorso si è verificato un certo allentamento delle condizioni di concessione dei prestiti. Lo strumento di tale allentamento è stato rappresentato soprattutto dalla riduzione dei margini sulla media dei prestiti, il che sembra coerente con il livello ridotto dei tassi coniugato con la liquidità a disposizione e con il livello contenuto della richiesta che, nell'ultima parte del 2014 era condizionata dalle prospettive limitate di sviluppo dell'economia. Ancora alla fine del 2014 non erano stati riscontrati cambiamenti riguardo ad altri elementi di rigidità (margine sui prestiti più rischiosi, limitazione sull'ammontare dei prestiti, oneri addizionali, clausole contrattuali, scadenze). Sulla base della stessa indagine, la domanda di prestiti da parte delle imprese è rimasta stagnante durante la seconda parte dell'anno trascorso, senza che si siano quindi concretizzate le attese di ripresa che a metà dell'anno erano prevalenti. Un allentamento delle restrizioni nel primo trimestre, legato essenzialmente alla riduzione dei margini, e l attesa di un aumento importante della domanda di prestiti caratterizzano invece le valutazioni delle banche per il secondo trimestre dell'anno, secondo l'indagine BLS diffusa in aprile. Indicazioni circa il fatto che la debolezza della domanda abbia giocato un ruolo nel determinare l'andamento dei prestiti nell'ultima parte del 2014 si possono ricavare anche dalle opinioni delle aziende, sulla base delle quali il livello della liquidità in base alle esigenze operative non ha cessato di migliorare durante tutto l'anno trascorso, così come le condizioni di accesso al credito. Inoltre, è diminuita, sia pur lentamente, anche la quota di aziende che "non hanno avuto accesso al credito", al 14% nella media degli ultimi mesi del 2014, rimasta ferma nei primi 3 mesi del 2015, per le piccole aziende manifatturiere 2 (12% per tutte le aziende manifatturiere). Si tratta di circa 4 punti meno rispetto ai livelli massimi del 2013, ma ancora sensibilmente di più rispetto, per esempio, alla media del 2010, evidenziando il permanere di aree di particolare criticità, sotto questo punto di vista. 2 fino a 50 addetti, secondo la nota diffusa dall Istat 6

7 Tassi di interesse La discesa dei tassi di interesse pagati dalle imprese dell'area Lucca - Pistoia - Prato ha seguito in modo ravvicinato l'allentamento della politica monetaria nel comparto a breve termine, mentre prosegue lentamente la discesa per le operazioni a scadenza. Resta inalterato il posizionamento relativo nel panorama delle province italiane Il quarto trimestre dell'anno trascorso mostra finalmente un'evoluzione positiva dei tassi di interesse medi pagati dalle aziende di Lucca, Pistoia e Prato. Il miglioramento riguarda essenzialmente il comparto a breve (tassi sulle operazioni autoliquidanti ed a revoca), dove la flessione si riscontra sia nel confronto con l'anno precedente che nel confronto con il massimo più recente, raggiunto all'inizio del Tassi attivi sui finanziamenti per cassa - medie trimestrali dicembre 2014 (2014 IV trim.) differenza (anno precedente) operazioni Lucca Pistoia Prato Toscana Italia Lucca Pistoia Prato Toscana Italia settore produttivo famiglie consumatrici autoliquidanti 4,7 4,6 5,3 5,1 4,7-0,6-0,6-0,7-0,6-0,5 a scadenza 3,1 3,2 3,2 3,1 3,1 +0,0-0,0-0,1 +0,1-0,0 a revoca 9,6 8,2 9,1 8,4 7,5-0,6-1,1-0,8-0,8-0,5 autoliquidanti 5,4 7,6 5,5 5,3 4,8 +0,0-0,3-0,7-0,2-0,2 a scadenza 3,0 2,6 2,6 2,8 3,0-0,1-0,1-0,1-0,1-0,1 a revoca 7,0 5,7 4,9 5,2 4,7-0,1-0,0-0,6-0,5-0,6 Fonte: elaborazioni CS Confindustria Lucca, Pistoia e Prato su dati Banca d'italia - BDS A livello aggregato, la riduzione dei tassi di interesse sulle nuove operazioni si è manifestata soprattutto a partire da settembre, dopo la riduzione a livelli minimali del tasso di riferimento della Bce e con l'affermarsi di prospettive di ulteriore allentamento monetario. La discesa limitata nel comparto a scadenza, caratterizzato da operazioni oltre il breve termine, sembra riconducibile in parte alla lentezza con cui le nuove operazioni, stipulate con tassi di interesse più favorevoli, sostituiscono quelle giunte a scadenza nello stock di prestiti, ma dipende anche dalla maggior resistenza all ribasso che sembra contraddistinguere i tassi relativi a questo tipo di operazioni sul mercato italiano dei prestiti alle imprese più di quanto riguardi gli altri paesi europei. 7

8 I tassi di interesse pagati sulle operazioni autoliquidanti alle imprese a Lucca e Pistoia si sono ridotti di -0,6 punti nel quarto trimestre 2014 rispetto allo stesso trimestre del 2013, a Prato del - 0,7%. Si è trattato di una discesa leggermente superiore rispetto alla media italiana nello stesso periodo (-0,5%), ma in linea con analoghe dinamiche in corso nelle province italiane. A Lucca ed a Pistoia, il tasso medio sulle operazioni autoliquidanti è rimasto allineato ai valori mediani del centro-nord, mentre a Prato resta più alto, vicino all'estremo superiore del gruppo mediano delle province del centro-nord (75-esimo percentile). In definitiva, il movimento al ribasso osservato conserva inalterate le posizioni relative e sembra essenzialmente riconducibile alla dinamica generalizzata in corso di riduzione dei tassi di interesse nel comparto a breve termine, più che alle specifiche dinamiche territoriali. La riduzione dei tassi a revoca rispetto ad un anno prima è stata invece apprezzabilmente superiore alla media a Pistoia e Prato (-1,1 e -0,8 punti rispettivamente, da confrontare con -0,5 in Italia) ed in linea con il dato nazionale a Lucca (-0,6). Anche in questo caso, la riduzione non ha prodotto un miglioramento corrispondente per quanto riguarda la posizione relativa di Lucca, Prato e Pistoia fra le province del centro-nord. Pistoia ha conservato la propria posizione nel gruppo mediano, con una riduzione sensibile rispetto al periodo mentre sia Prato che Lucca mostrano un livello di tassi superiore rispetto al gruppo mediano. In via del tutto ipotetica, il livello potrebbe riflettere la presenza di situazioni di tensione, legate al livello degli sconfinamenti, ancora relativamente elevati in rapporto all'utilizzato, specialmente nel settore delle costruzioni alla fine del 2014, ed invece sensibilmente diminuiti a Pistoia. rediti autoliquidanti Rappresentano finanziamenti concessi per consentire alla clientela di avere la immediata disponibilità di crediti non ancora scaduti vantati nei confronti di terzi, per cui l intermediario segnalante abbia il controllo dei flussi di cassa. Il rapporto coinvolge quindi oltre all'intermediario e al cliente anche un terzo soggetto debitore di quest'ultimo. A titolo esemplificativo, le operazioni incluse sono rappresentate da anticipo per operazioni di factoring, anticipo salvo buon fine (ri.ba.), anticipo su fatture, anticipi su documenti rappresentativi i crediti commerciali (cambiali, polizze marittime, titoli rappresentativi di merce), sconto di portafoglio su ordini confermati, anticipo all esportazione (fatture nei confronti di clientela considerata solvibile dalla banca o con assicurazione Sace), finanziamento a fronte di cessione del credito ai sensi dell'articolo 1260 del Codice Civile, prestiti contro cessione di stipendio, acquisto di crediti a titolo definitivo. Si tratta in generale di operazioni caratterizzate da un livello basso di rischio per l istituto. Crediti a scadenza In questo caso manca la presenza di un terzo creditore e la categoria presenta un livello di rischio leggermente superiore a quello dei rischi autoliquidanti. Si tratta di operazioni di finanziamento con scadenza fissata contrattualmente e prive di una fonte di rimborso predeterminata, come per esempio anticipazioni attive, anticipi su crediti futuri connessi con operazioni di factoring, aperture di credito in conto corrente dalle quali l'intermediario può recedere prima della scadenza contrattuale solo per giusta causa, leasing mutui, finanziamenti a valere su fondi di terzi in amministrazione comportanti l'assunzione di un rischio per l'intermediario, sconto di portafoglio finanziario diretto, prestiti personali, prestiti subordinati, solo se stipulati sotto forma di contratto di finanziamento, pronti contro termine e riporti attivi, altre sovvenzioni attive, qualora il soggetto debitore non versi in stato di insolvenza. Crediti a revoca Si tratta dei prestiti sia a tempo indefinito, che per un periodo prefissato, per cui la banca può recedere, ovvero chiedere il rientro immediato, senza che ci siano particolari motivazioni specifiche. Nella categoria rientrano le aperture di credito in conto corrente concesse per elasticità di cassa con o senza una scadenza prefissata per le quali l'intermediario si sia riservato la facoltà di recedere indipendentemente dall'esistenza di una giusta causa. In questo caso, dei fidi a revoca, non è necessario che l'intermediario invochi un evento particolare, ma si riserva di revocare il fido in qualunque momento, senza uno specifico preavviso particolare (di norma i classici quindici giorni). Il livello di rischio per la banca è superiore a quello dei rischi a scadenza, perché manca una tempistica stabilita entro la quale il prestito deve venire restituito. La revoca, inoltre, costituisce di solito un sintomo negativo in ordine ai rapporti e alla solvibilità del cliente. In questa categoria confluiscono inoltre i crediti scaduti e impagati derivanti da operazioni riconducibili alla categoria di censimento rischi autoliquidanti, vale a dire il cosiddetto insoluto. 8

9 Impieghi La dinamica negativa degli impieghi nei confronti del sistema produttivo si è attenuata a Pistoia e Prato. Una parte della relativa tenuta riflette il livello delle sofferenze, la cui eliminazione dai bilanci delle banche prosegue lentamente. rimangono stabili gli impieghi nei confronti delle famiglie All'inizio del 2015, nell'area Lucca, Pistoia, Prato, l'esposizione delle banche nei confronti del sistema produttivo 3 si è ulteriormente ridotta, ma a Prato l'entità della flessione è stata inferiore rispetto all'anno trascorso ed a Pistoia gli impieghi sono leggermente aumentati (nella media dei tre mesi terminanti in gennaio, -8,6%; -+0,3%; e -3,3%, rispettivamente a Lucca, Pistoia e Prato, da confrontare con una media nazionale del -3,6%). Nella maggior parte dei casi (con l'eccezione di Pistoia), la riduzione degli impieghi nei confronti del sistema produttivo è stata superiore a quella registrata nei confronti delle famiglie, nei cui confronti gli impieghi hanno sostanzialmente ristagnato. Impieghi totali* (consistenze, milioni di Euro) Lucca Pistoia Prato Toscana Italia Lucca Pistoia Prato Toscana Italia Lucca Pistoia Prato Toscana Italia Amministrazioni pubbliche ,8-13,3-14,3-9,0 +1,7-4,1-9,0-4,3-5,4 +2,5 Societa' finanziarie e assicurative ,2 +26,6 +275,1-28,0 +2,7-13,1 +26,7 +196,2-32,9 +2,5 Settore produttivo ,5 +0,1-3,2-1,4-3,5-8,6 +0,3-3,3-1,7-3,6 Societa' non finanziarie ,3 +1,4-3,3-1,0-3,3-9,9 +1,6-3,3-1,4-3,6 Quasi soc. non finanziarie non artigiane ,8 +0,3-1,9-3,2-4,1-3,8 +0,6-1,7-3,0-3,7 Quasi soc. non finanziarie artigiane ,6-7,6-5,9-5,1-7,2-4,5-6,5-6,5-5,1-7,1 Famiglie produttrici ,6-4,1-3,0-1,8-3,2-2,3-4,5-3,0-2,0-3,0 Famiglie consumatrici ,1 +0,1-0,3 +0,7 +0,0-0,5-0,2-0,8 +0,3-0,4 Totale clientela ordinaria ** * banche e cdp; **residente e non residente, non IMF Fonte: elaborazioni CS Confindustria Lucca Pistoia e Prato su dati Banca d'italia - BDS rispetto allo stesso periodo anno precedente: gennaio 2015 var.% tendenziale (mese) var.% tendenziale (media ultimi 3 mesi) L'andamento dei prestiti presenta alcune particolarità territoriali. la crescita di Pistoia dipende in modo esclusivo dall'aumento degli impieghi nei confronti dei soggetti più strutturati 4, mentre sono rimasti in flessione, e in questo caso con tassi superiori rispetto alla media italiana, i prestiti alle 3 Gli impieghi corrispondono all esposizione totale delle banche, indipendentemente dalla forma tecnica (per cassa, crediti di firma etc.) ed indipendentemente dalla classificazione delle partite (in bonis, in sofferenza etc.). I dati sulla consistenza dei prestiti pubblicati nella Base Dati Statistica disponibile per il pubblico, in particolare quelli relativi ai prestiti alle imprese, mostrano una discontinuità ben visibile fra dicembre 2013 e gennaio Secondo le avvertenze pubblicate nel supplemento al Bollettino Statistico "moneta e banche" della Banca d'italia, edizione di marzo 2014, il salto di serie è originato "dalla riorganizzazione di primari gruppi bancari. Tali operazioni spiegano quasi per intero le variazioni rispetto ai mesi precedenti". Per fornire un quadro ragionevole sull'andamento dei prestiti a livello locale al netto, per quanto possibile in base alle informazioni pubblicamente disponibili, degli effetti non riconducibili ad effettive transazioni, si è ricorso all'espediente di calcolare serie di indici ottenute raccordando la nuova serie, a partire da gennaio, con la vecchia, fino a dicembre 2013, provvedendo a sostituire la variazione congiunturale dicembregennaio con una stima (mediana mobile secondo Stuetzle) basata sui valori adiacenti. Si tratta ovviamente di una operazione accettabile in termini di approssimazione. Le serie storiche pubblicate nella base dati statistica (BDS) della Banca d Italia si riferiscono agli impieghi dei soli soggetti bancari e della Cassa Depositi e Prestiti. 4 società non finanziarie, imprese medio-grandi 9

10 aziende di piccola-piccolissima dimensione 5. A Lucca, la flessione dei prestiti è legata in modo prevalente alle imprese più strutturate. Per quanto riguarda i contributi settoriali, si nota soprattutto il contributo delle attività manifatturiere, positivo a Pistoia e negativo a Lucca. Prestiti alle imprese* (consistenze: milioni di Euro) Lucca Pistoia Prato Toscana Lucca Pistoia Prato Toscana Attivita' manifatturiere ,6 +5,1-0,8-1,6 Costruzioni ,3-0,4-1,2-2,5 Servizi ,4-2,2 +0,3-0,8 Altro ,6 +2,5-7,7 +2,2 Totale settori produttivi ,0 +0,5-0,7-1,0 * segnalazioni alla CR - lordo sofferenze e fin. Procedura concorsuale - banche, finanziarie, soc. veicolo di cartolarizzazione ** la variazione è calcolata dalla sede di Firenze della Banca d'italia al netto delle operazioni non costituenti transazioni (cartolarizzazioni, cessioni, riclassificazioni) Fonte: CS Confindustria Lucca Pistoia e Prato su dati Banca d'italia sede di Firenze dicembre 2014 var.% 12 mesi** Una parte della relativa "tenuta" dell'esposizione complessiva si spiega attraverso la persistenza delle sofferenze, la cui formazione non si è arrestata, nonostante un rallentamento in corso a partire dal secondo trimestre del 2014 (vedi oltre la sezione relativa alla "qualità del credito") e la cui eliminazione dai bilanci delle banche prosegue lentamente 6. La dinamica degli impieghi vivi (al netto delle sofferenze), infatti, è stata sensibilmente peggiore ed evidenzia in ogni caso una flessione nelle tre province. Nella media dei tre mesi terminanti a gennaio, per l'intero settore produttivo la flessione a Lucca, Pistoia e Prato è stata rispettivamente del -13,5%; -2,9% e -8,3%, da confrontare con una media nazionale del -7,1%. Emergono alcune peculiarità a livello territoriale. 5 imprese piccole, quasi società non finanziarie artigiane, famiglie produttrici 6 Al contrario, una parte della dinamica particolarmente negativa che si osserva a Lucca per gli impieghi totali nel settore delle attività manifatturiere sembra ragionevolmente legata alla cancellazione di vecchie sofferenze. Tale è la conclusione se si confronta il tasso di ingresso in sofferenza con la variazione dello stock di sofferenze fra il III ed il IV trimestre Vedi oltre la parte sulla "qualità del credito". La cautela è d obbligo, visto che la serie delle sofferenze pubblicata nella BDS riguarda soltanto i soggetti bancari 10

11 A Lucca, la flessione è legata soprattutto al settore delle attività manifatturiere ed alle imprese medio-grandi. Pistoia presenta un panorama opposto, con la tenuta delle imprese medio-grandi (- 0,8% nella media dei tre mesi terminanti in gennaio) ed una flessione superiore alla media per le piccole. Fra i settori, si nota il sostanziale pareggio delle attività industriali (-0,6%) ed il dato di crescita delle costruzioni (+0,9%). Impieghi vivi* per branca di attività e dimensione (consistenze, milioni di Euro) Lucca Pistoia Prato Toscana Italia Lucca Pistoia Prato Toscana Italia Lucca Pistoia Prato Toscana Italia Imprese medio-grandi ,3-1,1-8,3-4,7-6,6-15,3-0,8-8,7-5,6-7,1 Imprese piccole ,5-8,7-5,7-6,0-7,0-6,2-9,0-5,7-6,2-6,9 Settore produttivo ,1-3,1-7,8-5,0-6,6-13,5-2,9-8,3-5,8-7,1 Famiglie consumatrici etc ,3-0,9-1,4 +0,0-0,5-1,9-1,3-1,9-0,4-0,9 altri ,6-11,3 +23,0-19,4 +1,6-7,7-7,7 +22,2-20,2 +1,9 Totale clientela ordinaria residente ,6-2,7-5,2-4,7-2,9-9,5-2,4-5,6-5,6-3,0 * segnalazioni banche e CDP Fonte: elaborazioni CS Confindustria Lucca Pistoia e Prato su dati Banca d'italia - BDS rispetto allo stesso periodo anno precedente: gennaio 2015 var.% tendenziale (mese) var.% tendenziale (media ultimi 3 mesi) Impieghi vivi* per ramo di attività ateco (consistenze, milioni di Euro) Lucca Pistoia Prato Toscana Italia Lucca Pistoia Prato Toscana Italia Lucca Pistoia Prato Toscana Italia Attività industriali ,4-1,8-8,0-4,1-5,0-15,5-0,6-6,9-5,0-5,7 Costruzioni ,4 +1,1-7,1-10,6-11,2-17,1 +0,9-6,4-11,0-11,8 Servizi ,5-5,2-8,0-4,1-6,6-11,1-5,5-9,5-4,8-6,8 altri settori produttivi ,5-0,9-10,5-3,3-2,3-1,2-1,3-9,3-3,6-1,7 Settore produttivo ,1-3,1-7,8-5,0-6,7-13,5-2,9-8,3-5,8-7,1 altre non produttive ,9-2,0-0,2-4,4 +0,5-2,9-1,9-0,9-5,1 +0,4 Totale comprese non produttive ,6-2,7-5,2-4,7-2,9-9,5-2,4-5,6-5,6-3,0 * segnalazioni banche e CDP Fonte: elaborazioni CS Confindustria Lucca Pistoia e Prato su dati Banca d'italia - BDS rispetto allo stesso periodo anno precedente: gennaio 2015 var.% tendenziale (mese) var.% tendenziale (media ultimi 3 mesi) 11

12 Impieghi Si tratta di tutti i finanziamenti erogati dalle banche a soggetti non bancari, indipendentemente dalla forma tecnica, al lordo delle poste rettificative e al netto dei rimborsi. L aggregato è quindi idoneo a descrivere l esposizione complessiva del sistema bancario nei confronti della clientela. Secondo le annotazioni al Bollettino Statistico della Banca d Italia l'aggregato comprende: mutui, scoperti di conto corrente, prestiti contro cessione di stipendio, anticipi su carte di credito, sconti di annualità, prestiti personali, factoring, altri investimenti finanziari (per es. carta commerciale, rischio di portafoglio, prestiti su pegno, impieghi con fondi di terzi in amministrazione), sofferenze ed effetti insoluti e al protesto di proprietà. L'aggregato e' al netto delle operazioni pronti contro termine, comprende le sofferenze e il protesto di proprietà. Corrisponde ai prestiti vivi aumentati delle sofferenze. Da ottobre 2008, gli impieghi sono calcolati al valore nominale, in precedenza erano calcolati al valore contabile; da dicembre 2008 l aggregato degli impieghi comprende il leasing, secondo la definizione IAS; da dicembre 2008 l aggregato non comprende i riporti e comprende invece i conti correnti di corrispondenza. La fonte dei dati è la matrice dei conti di vigilanza. Si tratta quindi di una rilevazione censuaria, che comprende la totalità dei rapporti in essere intrattenuti dagli operatori soggetti a vigilanza. L aggregato imprese private risulta quasi coincidente con le società non finanziarie (a meno delle associazioni fra imprese non finanziarie e delle imprese pubbliche ). Nei dati originali, si osserva uno scalino molto pronunciato fra maggio e giugno 2010, per il credito erogato alle famiglie consumatrici. Mentre non sono presenti annotazioni particolari nella base dati pubblica della Banca d Italia, si può ritenere che esso dipenda dalla applicazione dei nuovi criteri contabili IAS, che ha comportato la reiscrizione in bilancio di attività e corrispondenti passività precedentemente omesse. Ai fini di quanto esposto, sembra invece irrilevante la nuova classificazione delle attività economiche secondo Ateco2007, dal momento che la classificazione dei soggetti adottata per gli impieghi prende in considerazione i settori istituzionali (famiglie, imprese etc). Impieghi vivi si tratta dei finanziamenti erogati, al netto delle sofferenze e dei pronti contro termini. La rilevazione presenta una discontinuità metodologica particolarmente evidente in corrispondenza del mese di giugno A partire da tale data, la applicazione dei nuovi criteri contabili IAS ha comportato la reiscrizione in bilancio di attività e corrispondenti passività precedentemente omesse. Inoltre, la nuova classificazione delle attività economiche secondo Ateco2007 ha probabilmente comportato uno spostamento di soggetti fra le diverse categorie. Nel caso in cui non si fosse determinato alcuno spostamento di soggetti fra le diverse categorie, conseguente al cambiamento dei criteri di classificazione statistica, sulla sola base della applicazione dei criteri IAS, quindi, le serie a partire da giugno 2010 dovrebbero teoricamente presentare uno scostamento sistematico in aumento rispetto alle precedenti serie. Questo è in effetti quanto si osserva anche per Pistoia a livello dell intero settore produttivo. Il fatto che a partire dalla stessa data sia diminuito il livello delle serie relative all industria manifatturiera e relativa ai servizi (e sia al contempo aumentato il livello della serie relativa all edilizia) sembra quindi essere verosimilmente da collegare alla nuova classificazione delle attività economiche (spostamento di unità statistiche precedentemente classificate come manifatturiere e di servizi verso l edilizia). Prestiti La tabella ed il grafico sui prestiti alle imprese deriva da dati forniti dalla Banca d Italia Sede di Firenze, nucleo ricerca economica. I Dati riferiti alle segnalazioni di banche, società finanziarie e società veicolo di operazioni di cartolarizzazione sui finanziamenti a società non finanziarie e famiglie produttrici. I dati includono le sofferenze e i finanziamenti a procedura concorsuale. La metodologia di calcolo del tasso di variazione dei prestiti è stata oggetto di una profonda revisione nel maggio 2013, cui sono riconducibili le differenze rispetto ai dati precedentemente comunicati. Ulteriori scostamenti nei dati sono imputabili a rettifiche nelle segnalazioni da parte degli intermediari. Il totale include anche i settori primario, estrattivo e di fornitura energia elettrica, acqua e gas. I dati potrebbero differire rispetto a quelli precedentemente diffusi a seguito dell'adeguamento dell'anagrafe dei soggetti censiti nella Centrale dei rischi al nuovo Sistema Europeo dei conti (SEC 2010). Società Comprende le unità istituzionali dotate di personalità giuridica che producono beni e servizi non finanziari destinabili alla vendita. La loro attività è distinta da quella dei proprietari. Comprende le società di capitali, i consorzi, le cooperative, le holding. Quasi-società Comprende gli organismi senza personalità giuridica che dispongono di una contabilità completa e il cui comportamento economico e finanziario si differenzia da quello dei proprietari, nel senso che la relazione de facto tra l unità produttiva e i proprietari è analoga a quella esistente tra una società di capitali e i suoi azionisti. Sono comprese nell ambito delle quasi-società : 1) le società in nome collettivo e in accomandita semplice e inoltre 2) le società semplici, le società di fatto e le imprese individuali (artigiani, agricoltori, piccoli imprenditori, liberi professionisti e comunque tutti coloro che svolgono un attività in proprio), queste ultime sempre che abbiano un numero di addetti superiore alle cinque unità. Famiglie produttrici le società semplici, le società di fatto, le imprese individuali, la cui funzione principale sia produrre beni e servizi non finanziari destinabili alla vendita, con numero di addetti fino a cinque unità. Imprese piccole Società in accomandita semplice e in nome collettivo, società semplici, società di fatto, e imprese individuali con meno di 20 addetti, comprese le famiglie produttrici. Imprese medio-grandi Società di capitali e altre società non finanziarie con almeno 20 addetti. Attività industriali Sezioni Ateco 2007 B (estrazione minerali), C (attività manifatturiere), D (energia elettrica, gas, vapore, aria condizionata), E (acqua, fogne, rifiuti), per attività svolte nel settore istituzionale delle attività produttive (diverso da pubblica amministrazione, società finanziarie e assicurative, famiglie consumatrici). Costruzioni Sezione Ateco 2007 F (costruzioni), per attività svolte nel settore istituzionale delle attività produttive (diverso da pubblica amministrazione, società finanziarie e assicurative, famiglie consumatrici). Servizi Sezioni Ateco 2007 G (commercio e riparazioni), H (trasporto e magazzinaggio), I (alloggio e ristorazione), J (informazione e comunicazione) K (finanziarie e assicurative) L (immobiliari), M (professionali scientifiche e tecniche), N (noleggio, agenzie di viaggi), O (amministrazione pubblica), P (istruzione), Q (sanità e assistenza), R (artistiche, sportive, intrattenimento), S (attività di servizi), T (famiglie e convivenze come datori di lavoro), per attività svolte nel settore istituzionale delle attività produttive (diverso da pubblica amministrazione, società finanziarie e assicurative, famiglie consumatrici). Altre attività produttive Sulla base delle definizioni precedenti, per differenza, dovrebbe comprendere la sola sezione Ateco 2007 A (Agricoltura), sempre per attività svolte nel settore istituzionale delle attività produttive (diverso da pubblica amministrazione, società finanziarie e assicurative, famiglie consumatrici). 12

13 Finanziamenti per cassa Alla fine dell'anno trascorso la riduzione dei finanziamenti è stata simile alla media del periodo precedente e riflette un sistema produttivo che "ha girato" molto al di sotto delle proprie potenzialità. Si sono attenuati gli elementi di restrizione dell'offerta e sono stati in crescita i finanziamenti oltre il breve termine alle attività industriali, sia a Prato che a Pistoia. Il miglioramento nella dinamica del credito potrebbe essere più esteso di quanto non suggeriscano i dati di livello. Alla fine del 2014 la contrazione dell'accordato non in sofferenza 7 al settore produttivo nell'area Lucca-Pistoia-Prato è proseguita con una intensità paragonabile a quella del periodo successivo alla crisi europea dei debiti pubblici. E' difficile attribuire un significato concreto alla lieve attenuazione della flessione, essendo questa legata soprattutto ad una tenuta fra il terzo ed il quarto trimestre del 2014, periodo che potrebbe nascondere qualche elemento di anomalia statistica 8. Finanziamenti per cassa - tutte le scadenze (banche e finanziarie segnalanti C.R.) Lucca-Pistoia-Prato Italia 2013-IV/ 2013-IV/ 2011-III* 2014-IV* 2011-III* 2014-IV* Accordato operativo Attività industriali -4,9-4,1-6,7-5,0 Costruzioni -11,5-10,6-10,6-13,8 Servizi -8,1-9,3-7,5-8,0 Famiglie produttrici -7,3-8,1-6,2-5,4 Totale settore produttivo -7,2-6,8-7,4-6,6 Utilizzato Attività industriali -4,9-7,5-7,6-5,5 Costruzioni -8,1-10,7-8,3-11,5 Servizi -8,3-9,6-7,1-9,3 Famiglie produttrici -6,7-7,9-5,0-5,1 Totale settore produttivo -6,9-8,3-7,0-7,3 * per il periodo 2011-III IV variazione media per anno, per 2014-IV variazione tendenziale Fonte: elaborazioni CS Confindustria Lucca, Pistoia, Prato su dati Banca d'italia - BDS Sembra più interessante il fatto che nell'ultimo periodo la riduzione dell'accordato abbia seguito la flessione dell'utilizzato, piuttosto che averla anticipata, a differenza di quanto era sistematicamente avvenuto durante il periodo precedente. L'andamento potrebbe essere ricondotto alla sostituzione di 7 Come nel caso degli impieghi vivi, la rilevazione dei finanziamenti per cassa non comprende le sofferenze, ma sono comprese le operazioni pronti contro termine attive. A differenza della rilevazione sugli impieghi vivi, che deriva dalla matrice dei conti di vigilanza ed è quindi censuaria e copre tutti gli impieghi nei confronti dei soggetti non bancari, la rilevazione sui finanziamenti per cassa ha come fonte le segnalazioni alla centrale dei rischi ed è soggetta a soglie di censimento, ovvero non comprende i finanziamenti inferiori ad una certa soglia (30mila Euro da gennaio 2009). Rispetto alle tabelle degli impieghi e degli impieghi vivi, che riportano dati riferiti alle sole banche, le tabelle dei finanziamenti per cassa si riferiscono alla totalità dei soggetti segnalanti alla centrale dei rischi (salvo diversa indicazione). Comprendono, oltre alle banche, le finanziarie e gli altri intermediari che, in base alle normative vigenti, sono tenuti alle segnalazioni. La rilevazione permette di confrontare l andamento dei finanziamenti accordati con l importo utilizzato, l importo coperto da garanzie e i margini disponibili e la presenza di sconfinamenti 8 il rimbalzo che si osserva fra il terzo e quarto trimestre segue una flessione congiunturale più intensa fra il secondo ed il terzo e potrebbe essere collegato a fenomeni di tipo contabile. I dati riferiti al totale nazionale mostrano una flessione congiunturale del tutto anomala del -31,9% annualizzato, seguita da un altrettanto anomalo recupero pari a +31,3% 13

14 fattori collegati al contenimento dell'offerta (ovvero, fattori di restrizione del credito), prevalenti nel primo periodo della crisi, con elementi legati in modo prevalente al basso livello della domanda nel periodo più recente. Fonte: elaborazioni CS Confindustria Lucca Pistoia Prato su dati Banca d Italia, BDS Sul versante dell'offerta, fattori che hanno condotto alla riduzione persistente dei prestiti sono stati rappresentati dalle aumentate esigenze di impiego attento delle risorse disponibili, sulla scorta delle nuove e più stringenti richieste normative e regolamentari, esigenze che si sono unite alla bassa redditività degli impieghi nel settore produttivo. Un ruolo rilevante è stato probabilmente svolto dalla valutazione del rischio associato agli impieghi, rischio esplicitato dalla formazione delle nuove sofferenze, così come il livello assoluto delle stesse sofferenze e dei prestiti anomali, specialmente in certi settori, con la necessità di mantenere accantonamenti corrispondenti. Sul lato della domanda ha pesato, un livello dell attività produttiva ancora "strutturalmente" inferiore rispetto a quello normale nel periodo ante 2009 ed un livello aggregato delle attività di bilancio che potrebbe essere stato ancora superiore rispetto alle ragionevoli prospettive di medio periodo, come anche l'opportunità di sostituire il credito bancario "scarso" e "costoso" con altri tipi di risorse. Si tratta di fattori che hanno avuto certamente un peso diverso nei settori e nelle diverse realtà territoriali, così come nelle singole aziende, ma lo scenario "medio" non lascia molto spazio alle 14

15 interpretazioni: corrisponde ad un sistema economico che, anche alla fine dell'anno trascorso, ha continuato a "girare" ben al di sotto delle proprie potenzialità. I dati sul livello dei finanziamenti, tuttavia, forniscono solo indicazioni indirette sulla dinamica delle erogazioni di nuovi prestiti, la cui ripresa potrebbe essere nascosta dalla chiusura di vecchi affidamenti ovvero dalla formazione delle sofferenze che, pure se in rallentamento, non si è arrestata nell'ultima parte dell'anno trascorso. Nei dettagli dei dati si intravedono infatti indicazioni selezionate di inversione di tendenza o quantomeno di normalizzazione. Finanziamenti per cassa - tutti i soggetti segnalanti alla C.R. - breve termine (Milioni di Euro) dicembre 2014 var% tendenziale Lucca Pistoia Prato Toscana Italia Lucca Pistoia Prato Toscana Italia Importo accordato imprese Attivita' industriali ,1 +3,5-5,6-2,8-3,0 imprese Costruzioni ,8-18,1-13,2-15,1-14,2 imprese Servizi ,9-7,1-10,2-4,4-7,4 imprese Altri ,0 +27,7 +0,0 +19,7 +57,5 Famiglie produttrici ,9-2,5-14,7-5,7-7,9 Totale settore produttivo ,7-2,3-8,1-4,2-5,4 Attivita' non produttive ,4-0,3 +37,5-27,4-9,2 Totale comprese non produttive ,9-2,1-4,5-8,6-6,2 imprese Attivita' industriali ,0 +0,3-9,6-4,1-4,8 imprese Costruzioni ,3-29,5-0,6-17,5-13,9 imprese Servizi ,9-10,1-14,0-7,0-8,7 imprese Altri ,7 +7,9-9,1 +21,3 +45,9 Famiglie produttrici ,8-10,1-4,3-5,7-8,6 Totale settore produttivo ,0-7,1-10,5-6,4-7,2 Attivita' non produttive ,6 +1,7 +26,1 +1,5-2,6 Totale comprese non produttive ,7-6,3-7,5-5,4-6,1 Fonte: elaborazioni CS Confindustria Lucca, Pistoia e Prato su dati Banca d'italia - BDS Importo utilizzato Finanziamenti per cassa - tutti i soggetti segnalanti alla C.R. - scadenze diverse dal breve termine (Milioni di Euro) dicembre 2014 var% tendenziale Lucca Pistoia Prato Toscana Italia Lucca Pistoia Prato Toscana Italia Importo accordato imprese Attivita' industriali ,6 +1,9 +3,5-7,1-7,9 imprese Costruzioni ,0 +7,1-6,7-10,1-13,5 imprese Servizi ,6-7,0-9,6-6,5-8,5 imprese Altri ,8 +73,6-21,7 +12,1 +41,3 Famiglie produttrici ,7-12,1-8,1-5,2-4,6 Totale settore produttivo ,7-2,0-6,4-6,2-7,7 Attivita' non produttive ,6-2,0-0,3-10,7-4,4 Totale comprese non produttive ,8-2,0-4,1-8,4-6,0 imprese Attivita' industriali ,7 +5,7 +2,6-5,0-6,1 imprese Costruzioni ,9 +1,5-5,8-8,6-10,4 imprese Servizi ,8-8,2-10,3-6,0-9,6 imprese Altri ,6 +73,3-4,8 +14,8 +31,0 Famiglie produttrici ,0-11,1-7,6-4,6-4,3 Totale settore produttivo ,1-2,5-6,7-5,1-7,4 Attivita' non produttive ,1-1,9 +0,0-12,9-4,2 Totale comprese non produttive ,0-2,3-4,1-8,7-5,7 Fonte: elaborazioni CS Confindustria Lucca, Pistoia e Prato su dati Banca d'italia - BDS Importo utilizzato 15

16 L'andamento dei finanziamenti nel settore delle attività industriali mostra diverse peculiarità a livello territoriale. A Pistoia l'accordato per cassa non in sofferenza è aumentato anche nel quarto trimestre. Il dato conferma una tendenza che dura dall'inizio del La novità è rappresentata da una certa riduzione della quota di utilizzo dei finanziamenti, determinata da un incremento meno che corrispondente dell'utilizzato. Il livello di utilizzo resta però estremamente elevato (70,4% dell'accordato), sia nel confronto con le altre province che con la media Italia (63%), evidenziando un impiego particolarmente oculato delle risorse investite da pare del sistema bancario. La fase di espansione sembra confermata dall'aumento dei margini disponibili (+0,8 punti in rapporto all'accordato rispetto ad un anno prima). Si tratta di una novità dell'ultima parte dell'anno, visto che fino alla fine del 2013 i margini disponibili in rapporto all'accordato si erano invece costantemente ridotti. Allo stesso tempo, la presenza di qualche elemento di tensione è invece suggerita dalla crescita dello sconfinamento (+0,7 punti in rapporto all'accordato rispetto ad un anno prima), sconfinamento che resta però sul livelli paragonabili alla media italiana (Pistoia: 3,5% ; Italia: 3,3%). La crescita dell'accordato ha riguardato sia il comparto a breve (+3,5% tendenziale) che oltre il breve (+1,9%), dove la quota di utilizzo è cresciuta in modo molto marcato (+3,5 punti in un anno), evidenziando forse in questo caso un rallentamento della fase espansiva. A Prato la riduzione dell'accordato per cassa si è attenuata durante l ultimo anno rispetto al periodo precedente (-2,9% tendenziale), soltanto grazie alla crescita dell'accordato oltre il breve termine (+3,5% tendenziale), che ha superato la crescita dell'utilizzato (+2,6%), segnalando ragionevolmente una fase di espansione degli investimenti 10. La componente a breve termine dell'accordato non in sofferenza è invece rimasta in flessione. In definitiva, resta però l'impressione che il periodo più recente abbia coinciso con una ripresa delle erogazioni, nonostante la dinamica in certi casi ancora negativa dello stock 11. La quota di utilizzo si è leggermente ridotta per tutte le scadenze e si è prodotto un lieve incremento dei margini disponibili ed una riduzione apprezzabile dello sconfinamento (-1 punto in rapporto all'utilizzato rispetto ad un anno prima). A Lucca la riduzione dell'utilizzato (-14,9% tendenziale) è stata molto superiore alla riduzione dell'accordato (-8,3%). E' difficile stabilire se abbiano prevalso fattori di offerta o di domanda, ma si può osservare che il flusso di nuove sofferenze ipotizzabile per il periodo sulla base del tasso di 9 la crescita dei finanziamenti al settore delle attività industriali nel periodo trova corrispondenza con l'evoluzione dei finanziamenti per cassa utilizzati dal primo 1% di affidati e potrebbe quindi essere riconducibile a situazioni tutto sommato circoscritte 10 indicazioni concordanti sono fornite dai dati sui finanziamenti oltre il breve termine localizzati sul territorio 11 L'evoluzione dello stock di finanziamenti per cassa in essere è legata anche all'emersione delle sofferenze. La possibilità di una ripresa delle erogazioni nascosta dal contemporaneo passaggio a sofferenza di altre posizioni è suggerita dalla stazionarietà dei prestiti al settore manifatturiero nel quarto trimestre, ovvero dalla sostanziale minor flessione rispetto al passato, che si riscontra nei dati al lordo delle sofferenze. Vedi la sezione relativa agli "impieghi" 16

17 decadimento non sarebbe troppo diverso rispetto all'entità della riduzione osservata per l'accordato non in sofferenza 12. La quota di utilizzo si è sensibilmente ridotta (-4,6 punti rispetto ad un anno prima), verso livelli inferiori rispetto alla media (60,1%). Si tratta probabilmente di una situazione non uniforme. La presenza di aree di tensione è suggerita dalla crescita degli sconfinamenti (+1,4 punti in rapporto all'utilizzato). Finanziamenti per cassa - tutti i soggetti segnalanti alla C.R. - tutte le scadenze (Milioni di Euro) dicembre 2014 Lucca Pistoia Prato Toscana Italia Lucca Pistoia Prato Toscana Italia imprese Attivita' industriali 60,1 70,4 62,6 63,5 63,0-4,6-0,3-0,8-0,1-0,4 imprese Costruzioni 92,6 85,8 97,6 94,6 90,7 +0,0-5,7 +3,4 +0,7 +2,4 imprese Servizi 82,3 76,2 82,1 81,4 73,7 +1,8-1,5-1,4-0,6-1,0 imprese Altri 91,9 80,1 100,0 90,6 78,3 +4,6-2,2 +8,6 +1,3-7,2 Famiglie produttrici 95,0 91,8 93,6 94,5 92,8 +0,6-1,4 +2,6 +0,5 +0,3 Totale settore produttivo 74,5 76,9 77,9 78,7 73,6-1,4-1,7-0,6-0,2-0,6 Attivita' non produttive 91,6 94,6 92,2 81,6 88,1-2,3 +0,2-2,0 +1,6 +1,2 Totale comprese non produttive 79,4 81,8 82,0 79,7 79,7-1,4-1,2-0,7 +0,4 +0,2 imprese Attivita' industriali 41,7 32,0 39,4 38,9 39,1 +5,4 +0,8 +0,1 +0,5 +0,5 imprese Costruzioni 16,9 19,2 13,8 15,6 17,7 +0,8-2,0-2,5 +0,3-0,7 imprese Servizi 22,4 27,0 22,1 21,8 29,9-0,5 +1,5 +0,2 +0,6 +1,3 imprese Altri 12,6 20,3 10,0 14,8 24,6-4,1 +1,5-7,1 +0,7 +7,2 Famiglie produttrici 9,4 12,3 10,0 9,6 10,4 +0,3 +2,0-1,9 +0,1-0,1 Totale settore produttivo 29,2 26,2 26,6 25,2 30,0 +2,3 +1,1-0,0 +0,5 +0,9 Attivita' non produttive 9,8 7,0 9,5 19,6 13,1 +2,2-0,0 +2,6-1,4-1,1 Totale comprese non produttive 23,7 20,8 21,6 23,2 22,8 +2,0 +0,8 +0,3-0,1 +0,0 imprese Attivita' industriali 2,9 3,5 3,3 3,9 3,3 +1,4 +0,7-1,0 +0,5 +0,2 imprese Costruzioni 10,4 5,8 11,8 10,8 9,2 +1,0-8,2 +0,6 +1,0 +1,7 imprese Servizi 5,7 4,2 5,1 4,0 4,9 +1,4 +0,1-1,3 +0,1 +0,5 imprese Altri 4,9 0,5 6,7 6,0 3,7 +1,5-0,2 +3,5 +2,2 +0,3 Famiglie produttrici 4,6 4,5 3,8 4,4 3,4 +0,9 +0,7 +0,6 +0,6 +0,2 Totale settore produttivo 5,1 4,0 5,7 4,9 4,9 +1,3-0,7-0,8 +0,4 +0,5 Attivita' non produttive 1,5 1,7 1,8 1,5 1,3-0,1 +0,1 +0,6 +0,2 +0,1 Totale comprese non produttive 3,9 3,3 4,5 3,7 3,2 +0,8-0,4-0,4 +0,4 +0,3 Fonte: elaborazioni CS Confindustria Lucca, Pistoia e Prato su dati Banca d'italia - BDS Importo utilizzato / accordato operativo (in %) margini disponibili / accordato operativo (in %) sconfinamento / utilizzato (in %) differenza (anno precedente) Il settore delle costruzioni continua a mostrare dinamiche del credito sensibilmente peggiori rispetto alla media delle attività produttive. Sembra di intravedere una attività volta in modo prevalente alla gestione degli affidamenti esistenti. Sulla base delle informazioni relative al tasso di ingresso in sofferenza per settori 13 si vede che in diversi casi la riduzione dei finanziamenti in essere si spiega in buona parte, ma non 12 stime CS Confindustria Lucca, Pistoia, Prato su dati Banca d'italia - sede di Firenze. La forte riduzione dell'utilizzato sembra inoltre trovare corrispondenza nella riduzione della concentrazione dei finanziamenti per cassa nei confronti dei soggetti di grande dimensione, ovvero con la riduzione più rapida rispetto alla media dei finanziamenti non in sofferenza utilizzati da tale categoria di soggetti 13 dati Banca d'italia, sede di Firenze 17

18 esclusivamente, con il passaggio di partite a sofferenza. La dinamica residua nell'ultima parte dell'anno include elementi non univoci, segnalati da un'evoluzione non uniforme della quota di utilizzo dei finanziamenti. Si tratta di una novità rispetto al periodo precedente, che era caratterizzato in modo netto da una riduzione dell'accordato sistematicamente superiore all'affidato. A Pistoia, per esempio, la quota di utilizzo si è ridotta, grazie alla crescita dell'accordato oltre il breve termine, a Lucca è rimasta ferma sui livelli dello scorso anno (ben oltre il 100% nel comparto oltre il breve, tuttavia). E' difficile comprendere quanto dei movimenti osservati dipenda da operazioni finalizzate alla migliore gestione dell'esistente e quanto rappresenti invece l'inizio di una fase caratterizzata da maggiori elementi di distensione. In senso positivo, gli sconfinamenti si sono ridotti a Lucca, Prato e Pistoia, in senso negativo, la riduzione dei margini disponibili è stata in tutti e tre i casi molto marcata. Finanziamenti per fasce di affidamento Fonte: elaborazioni CS Confindustria Lucca Pistoia Prato su dati Banca d Italia, BDS Nelle tre province la dinamica dei finanziamenti alla fascia intermedia di affidati è stata simile alla media italiana, con una relativa normalizzazione negli importi, proseguita per la maggior parte dell'anno trascorso. Una dinamica sensibilmente diversa riguarda gli affidati per importi maggiori. In questo caso Pistoia si distingue per una tenuta o lieve crescita dei finanziamenti utilizzati superiore alla media nazionale. Nel periodo più recente Lucca mostra invece la riduzione più rapida proprio in corrispondenza della fascia superiore, a differenza di quanto era avvenuto nel primo periodo della crisi. Per Prato si conferma una discesa sostanzialmente simile per le diverse fasce di affidati. Finanziamenti per cassa Crediti per cassa, al netto delle sofferenze, censiti dalla Centrale dei rischi, accordati o erogati, esclusi i crediti di firma. Si tratta di una rilevazione soggetta a soglie (Da gennaio 2009, 30mila Euro). Non sono comprese le attività cedute e non cancellate. L'utilizzato dei "finanziamenti per cassa" si differenzia dagli "impieghi" per l'assenza delle sofferenze e per la presenza dei "pronti contro termine". Nell'ammontare relativo alla quota assistita da garanzia reale, se il fido e' coperto da privilegio, l'importo garantito non comprende l'effettivo controvalore della garanzia, vista la difficoltà di determinare l'importo relativo. Accordato operativo: Ammontare del credito direttamente utilizzabile dal cliente in quanto riveniente da un contratto perfezionato e pienamente efficace. 18

19 Qualità del credito Nonostante qualche caso isolato di incremento ed un livello ancora elevato nel settore delle costruzioni, il tasso di ingresso in sofferenza è stato generalmente più contenuto nell'ultima parte dell'anno trascorso. In rallentamento il livello delle sofferenze, sia per la dinamica limitata delle nuove sofferenze che grazie al decumulo delle "vecchie". La probabilità di ingresso in sofferenza per le imprese affidate a Lucca, Pistoia e Prato 14 è rimasta vicina ai valori mediani delle province italiane. Il lieve incremento che si osserva nella media del singolo trimestre per Lucca e Prato scompare in pratica se si considerano i dati di trend, più adatti a descrivere il fenomeno al netto delle oscillazioni non ricorrenti. La valutazione è leggermente diversa per quanto riguarda gli importi in sofferenza 15. Tasso annualizzato di ingresso in sofferenza (trend)* (banche, finanziare ed enti particolari segnalanti) dicembre 2014 (2014 IV trim.) differenza (anno precedente) Lucca Pistoia Prato Toscana Italia Lucca Pistoia Prato Toscana Italia imprese 4,3 3,6 3,5 3,7 4,0 0,0-0,6-0,1 0,0 0,3 famiglie produttrici 3,3 3,6 2,8 2,7 2,9 0,3 0,4-0,1 0,0 0,4 totale settore produttivo 3,9 3,6 3,3 3,3 3,6 0,1-0,2-0,1 0,0 0,4 imprese 9,6 4,3 4,3 5,5 4,4 5,4 0,2-1,6 0,3-0,3 famiglie produttrici 3,5 7,4 4,7 4,1 4,0-0,1 1,7 0,7 0,1 0,6 totale settore produttivo 9,0 4,7 4,3 5,4 4,3 4,8 0,4-1,5 0,3-0,2 * tasso di decadimento trimestrale annualizzato dei finanziamenti per cassa. Trend stimato con stl Fonte: elaborazioni CS Confindustria Lucca, Pistoia e Prato su dati Banca d'italia - BDS numero soggetti importi Il quarto trimestre registra un dato particolarmente anomalo nel caso di Lucca, con una crescita del tasso annualizzato di ben 11,8 punti nel confronto del singolo trimestre con il periodo corrispondente dell'anno prima. Il carattere "eccezionale" del dato è sottolineato anche dal confronto con i valori delle altre province italiane, oltre che con i valori storici. La mancanza di un 14 tasso di ingresso in sofferenza calcolato per il numero di soggetti: corrisponde alla probabilità, per un soggetto non in sofferenza all'inizio del periodo, di essere classificato in sofferenza alla fine 15 tasso di ingresso in sofferenza calcolato per gli importi: probabilità, per un euro non in sofferenza all'inizio del periodo, di essere classificato come sofferenza alla fine 19

20 incremento corrispondente nel tasso calcolato per il numero di soggetti suggerisce che il dato sia legato a situazioni circoscritte, anche se probabilmente rilevanti. Cambiamenti molto limitati riguardano invece Prato, che mostra una ulteriore lieve riduzione, e Pistoia che registra un leggero incremento. In entrambe i casi, considerando i dati di trend, il valore si colloca al di sotto del livello mediano fra le province italiane. Nel caso di Prato il valore dell'ultimo trimestre conferma il rientro molto marcato rispetto ai livelli relativamente elevati che avevano caratterizzato il periodo Fonte: CS Confindustria Lucca Pistoia Prato su dati Banca d Italia, sede di Firenze Sulla base dei dati distinti per ramo di attività, il settore delle costruzioni si distingue ancora in modo evidente rispetto alle altre attività produttive per l'emergere di nuove sofferenze. A Lucca, sia l'incremento del tasso di ingresso in sofferenza che la crescita dello stock di sofferenze nel quarto trimestre 2014 dipendono in modo prevalente dal settore delle costruzioni. Sempre a Lucca, il settore delle attività industriali presenta invece un contributo fortemente negativo alla crescita dello stock, legato verosimilmente alla cancellazione di vecchie posizioni a sofferenza, nonostante un certo, improvviso, incremento del tasso di decadimento nel singolo trimestre. In una prospettiva nazionale, e considerando l evoluzione nel medio periodo, sia Pistoia che Prato, alla fine del 2014, presentavano una rischiosità del settore produttivo leggermente inferiore al livello mediano delle province italiane. La posizione di Lucca che, nel quarto trimestre 2014 si è portata nel gruppo delle province con un livello superiore, dipende invece in modo esclusivo dall'incremento del singolo trimestre e potrebbe quindi rivelarsi transitoria, infatti, per quasi tutto il periodo della crisi i valori sono stati inferiori o quantomeno in linea con quelli del gruppo mediano. 20

21 Il livello assoluto delle sofferenze, che rappresentano in ogni caso una zavorra tale da condizionare l'erogazione di nuovi prestiti, ha continuato a crescere 16. Il rapporto fra prestiti e sofferenze a Lucca, Prato e Pistoia ha mantenuto nella quasi totalità dei casi, valori vicini alla posizione mediana fra le province italiane 17. A Pistoia, il settore delle attività industriali ha conservato un rapporto particolarmente basso, molto inferiore al livello mediano, a Lucca il rapporto resta particolarmente basso nel settore dei servizi. Fonte: elaborazioni CS Confindustria Lucca Pistoia Prato su dati Banca d Italia - BDS Fonte: elaborazioni CS Confindustria Lucca Pistoia Prato su dati Banca d Italia - BDS 16 il livello dipende ovviamente dalla sedimentazione della storia passata e dalla "velocità" con cui le vecchie sofferenze vengono eliminate e non corrisponde ad una valutazione corretta del rischio, tuttavia, la presenza di prestiti classificati come sofferenza nei bilanci delle banche rappresenta un elemento che condiziona in modo negativo la possibilità di prestare denaro 17 con la parziale eccezione del settore delle costruzioni a Lucca, nel quarto trimestre

22 Anche se la crescita dello stock di sofferenze non si è interrotta, un indizio circa la progressiva risoluzione delle problematiche in essere è fornito dalla dinamica dello stock medesimo, che ha risentito in modo positivo sia della crescita rallentata delle nuove sofferenze che della chiusura definitiva di vecchie posizioni non recuperabili 18. Fonte: elaborazioni CS Confindustria Lucca Pistoia Prato su dati Banca d Italia - BDS Nelle province italiane, il rallentamento della crescita dello stock di sofferenze è visibile già a partire dal secondo trimestre del Lo stesso rallentamento è visibile a Lucca, Prato e Pistoia nel settore dei servizi e soprattutto nel settore delle attività industriali. Più incerta la dinamica nel settore delle costruzioni, settore in cui, in tutte e tre le province, nell'ultimo anno, sia pure con accenti diversi la crescita dello stock di sofferenze in rapporto all'utilizzato è stata più sostenuta rispetto al valore mediano delle province italiane 19. Sofferenze comprendono la totalità dei rapporti per cassa in essere con soggetti in stato d'insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili, a prescindere dalle garanzie che li assistono, al lordo delle eventuali svalutazioni (sofferenze lorde), ovvero al netto dei passaggi a perdita eventualmente effettuati (sofferenze nette). Numero affidati soggetti (persone fisiche, persone giuridiche, cointestazioni) a nome dei quali siano pervenute, alla data di riferimento, una o più segnalazioni alla Centrale dei rischi a fronte della concessione di crediti per cassa o di firma. Tasso di ingresso in sofferenza (tasso di decadimento trimestrale dei finanziamenti per cassa) Il tasso di decadimento in un determinato trimestre é dato dal rapporto fra due quantità. Il denominatore è costituito dall'ammontare di credito utilizzato da tutti i soggetti censiti in Centrale dei rischi e non considerati in sofferenza alla fine del trimestre precedente. Il numeratore è pari all'ammontare di credito utilizzato dai soggetti che sono entrati in sofferenza rettificata nel corso del trimestre di rilevazione. I dati più recenti forniti dalla Banca d Italia sono calcolati secondo una procedura che permette di rappresentare meglio l effettiva rischiosità. Gli importi del denominatore sono quelli d'inizio periodo e, dal 2005, sono depurati dagli eventuali crediti ceduti, nel trimestre di riferimento, a intermediari non partecipanti alla.centrale dei rischi. Gli importi del numeratore sono quelli di fine periodo in modo da rappresentare l'esposizione che ha determinato l'ingresso in sofferenza rettificata dei soggetti coinvolti. Inoltre, se per un certo trimestre il numeratore è pari a zero, e di conseguenza è nullo anche il tasso di decadimento, entrambi i valori non vengono rappresentati nelle tavole; viceversa è sempre disponibile il valore del denominatore. I dati per branca di attività economica (manifattura, servizi, costruzioni) sono di fonte Banca d Italia, Sede di Firenze, nucleo per la ricerca economica 18 secondo la Banca d'italia - Rapporto sulla stabilità finanziaria, 2/2014, le banche italiane hanno cancellato dai loro bilanci, attraverso cessioni e cartolarizzazioni, prestiti in sofferenza per 3 miliardi. Alcuni tra i principali gruppi hanno in corso operazioni di smobilizzazione per importi rilevanti. Il mercato di questa categoria di prestiti potrà trarre slancio dalla "certificazione" dei livelli di accantonamento delle banche, operata con l'"asset Quality Review" 19 si tratta di un evento che potrebbe anche riflettere una maggiore difficoltà, o forse cautela nell'eliminazione definitiva di posizioni a sofferenza 22

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