Capitolo primo L Abc. 1. Il valore finanziario del tempo

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1 L ABC Capitolo primo L Abc 1. Il valore finanziario del tempo Uno dei principi base della finanza è che il tempo ha un valore economico: 100 euro oggi valgono più di 100 euro incassati tra un anno. Infatti in un anno il denaro, il capitale, può essere utilizzato in vari modi che creano valore finanziario, ma può anche essere semplicemente depositato in un conto corrente che riconosce un interesse. Più è lungo il periodo del deposito, più è elevato l interesse corrisposto. Quindi il tempo è denaro. È un affermazione che sembra banale, in una società in cui l economia è completamente dominata dal denaro e dalla speculazione e scadenzata dal tempo che intercorre tra un investimento finanziario e il suo realizzo. In realtà ha radici molto lontane, che risalgono almeno al codice di Hammurabi (XVIII sec. a.c.), dove si prevedeva addirittura che i sacerdoti conservassero tutte le informazioni relative alle singole transazioni economiche natura, interessi e eventuali garanzie su tavolette di argilla. È poi con i greci, grazie a una vera e propria attività bancaria ufficiale, che si è consolidato il concetto di prestito che frutta interessi. Nel Medioevo invece chiunque prestasse denaro 17

2 C APITOLO PRIMO lucrando un interesse, indipendentemente dalla sua entità, per la Chiesa era un usuraio. «La moneta è stata inventata per gli scambi; il suo uso naturale e primo è dunque di essere utilizzata e spesa per gli scambi. Pertanto è in sé ingiusto ricevere un prezzo per l uso del denaro prestato; è in ciò che consiste l usura»: così afferma Tommaso d Aquino, uno dei massimi teologi cristiani, vissuto tra 1225 e il Sono parole che hanno definito il pensiero ufficiale della Chiesa medioevale sull usura e in generale la condanna di ogni forma di prestito del denaro con interesse, come uno dei peggiori peccati. La Chiesa considerava l attività del prestatore di denaro un peccato «contro natura», perché secondo la dottrina il denaro deve nascere dal lavoro e non dal denaro stesso e perché è un furto, dato che nulla in natura si genera da sé, ma tutto deriva da Dio. Soprattutto perché l usuraio guadagna sul periodo che intercorre fra il momento in cui viene prestato il denaro e quello in cui viene restituito, ossia sul tempo, un bene che appartiene solo a Dio. Nella Divina Commedia, Dante Alighieri ( ), conformemente al pensiero teologico del suo tempo, colloca gli usurai nel settimo cerchio dell Inferno lo stesso in cui si trovano tutti i peccatori «contro natura» dove siedono nudi sulla sabbia infuocata e sono incessantemente tormentati da fiammelle che cadono dal cielo. E «dal collo di ciascuno pendea una tasca», ossia la borsa piena di monete cui in vita erano tanto legati. Naturalmente in un epoca in cui nasceva la borghesia, destinata a gestire i commerci e le industrie, la disponibilità di credito era indispensabile. Allora la Chiesa, che pure ne aveva bisogno per le sue attività, 18

3 L ABC ammise la distinzione tra interesse lecito e illecito e introdusse il Purgatorio, concedendo la salvezza dell anima a chi, con un segno di pentimento, conciliava i profitti del prestito con opere di beneficenza. I banchieri si guadagnavano un posto in Purgatorio, scrollandosi di dosso l etichetta di usurai, attraverso consistenti donazioni, o finanziando opere d arte. Come Enrico Scrovegni ( ), ricco banchiere, che a Padova commissionò a Giotto la cappella che ancora oggi porta il suo nome, mentre i Medici a Firenze, per ripulire la loro immagine, finanziarono gli artisti del Rinascimento. In altre parole, i grandi banchieri sembravano consapevoli del fatto che dovevano restituire alla collettività almeno parte di ciò che la collettività aveva dato loro. L affermazione esplicita che «il tempo è denaro» è più recente. La usa Benjamin Franklin ( ), in Consigli ad un giovane mercante (1748), la raccomandazione a un giovane che intende intraprendere un attività imprenditoriale: Ricordati che il tempo è denaro; chi potrebbe guadagnare dieci scellini al giorno e va a passeggio mezza giornata, o ozia nella sua stanza, se anche spende solo sei pence per i suoi piaceri, non deve contare soltanto questi, oltre a questi ha speso, anzi buttato via, cinque scellini. Ricordati che il credito è denaro. Se uno lascia presso di me il suo denaro esigibile, mi regala gli interessi, o quanto io in questo tempo posso prenderne. Ciò ammonta a una somma considerevole, se un uomo ha molto e buon credito e ne fa uso adeguato. Ricordati che il denaro è di sua natura fecondo e produttivo. Il denaro può produrre denaro, e i frutti possono ancora produrne e così via. Cinque scellini impiegati diventano sei, e di nuovo impiegati sette scellini e tre pence... Chi uccide una scrofa, uccide tutta la sua discendenza fino 19

4 C APITOLO PRIMO al millesimo maialino. Chi getta via un pezzo da cinque scellini, uccide tutto quel che si sarebbe potuto produrre con esso: intere colonne di sterline (Weber, 1984). In termini generali, sia che il denaro venga investito, sia che il denaro venga preso in prestito, 100 euro oggi generano un flusso di interessi e avranno in futuro un valore più alto. Per capire in modo semplice quanto costa il denaro possiamo prendere a riferimento un conto corrente, lo strumento finanziario più elementare, al quale facciamo sempre riferimento quando si tratta di fare delle valutazioni economiche di impiego finanziario. Si versa un certo ammontare di denaro alla banca e dopo un determinato periodo di tempo a parte le tasse e le commissioni il capitale investito risulta aumentato di un interesse. Supponiamo di disporre di un determinato capitale iniziale e di investirlo per un anno, al tasso di interesse corrente. Se ipotizziamo che il tasso di interesse di mercato sia pari all 1% e che il capitale investito sia di 100 euro, la formula di calcolo è semplice: Capitale primo anno = Capitale iniziale (1+ r) = 100 (1+1%) = 101 dove r è il tasso di interesse che la banca riconosce per l intervallo di tempo in cui il capitale rimane depositato sul conto e il capitale maturato dopo un anno sarà pari a 101 euro. Avere oggi 100 euro è quindi equivalente ad avere tra un anno 101 euro. In altri termini, si può dire che 101 euro è il valore futuro di 100 euro disponibili oggi. Tanto più il capitale rimane investito nel conto, tanto maggiore sarà l interesse complessivo percepito. Infatti se il capitale maturato complessivamente al 20

5 L ABC termine del periodo viene ulteriormente investito per un analogo intervallo di tempo, il capitale dopo due anni sarà: Capitale secondo anno = Capitale iniziale (1+r) (1+r) E così via, finché non si decide di investire ulteriori somme di denaro o di ritirare i fondi dal conto corrente: Capitale finale = Capitale iniziale (1+r) (1+r) (1+r) dove abbiamo ipotizzato che il tasso r venga mantenuto costante ogni anno. Il processo che permette di calcolare il valore futuro di una certa somma di denaro si chiama «capitalizzazione» tempo FIGURA 1. Capitalizzazione Ma rovesciamo il punto di vista e chiediamoci: se fra un anno incasserò 100 euro, come posso confrontarli con il valore del denaro oggi? Oppure: se fra un anno dovrò spendere 100 euro, quanto devo accantonare oggi per essere sicuro di fare fronte alla spesa? Il ragionamento precedente ci porta a pensare 21

6 C APITOLO PRIMO che 100 euro fra un anno oggi valgano qualche cosa di meno: si tratta di calcolare quanto investire oggi, dato un tasso di interesse corrente pari all 1%, per avere 100 euro tra un anno. Invertendo le formule precedenti possiamo «attualizzare» 100 euro futuri ad oggi: Valore attuale = Capitale futuro / (1+i) = 100 / (1+1%) = 99,01 Questo processo si chiama «attualizzazione» e il tasso d interesse applicato (i) prende il nome di «tasso di sconto». 99, tempo FIGURA 2. Attualizzazione Per riassumere, il valore del denaro non è costante nel tempo: un euro oggi vale più di un euro ricevuto a una data futura e quindi somme disponibili in momenti diversi non sono tra loro paragonabili, perché non omogenee dal punto di vista della disponibilità temporale. Per misurare correttamente il valore della moneta, quando le prestazioni sono differite nel tempo, bisogna fare ricorso ai processi di capitalizzazione e di attualizzazione che abbiamo illustrato. 22

7 L ABC In questa forma semplificata, però, queste considerazioni si basano sull ipotesi, un po ottimistica, che il capitale non sia esposto ad alcun tipo di rischio. Sappiamo oggi quale è il tasso che verrà riconosciuto in futuro sul nostro conto corrente e diamo per certo che tra un anno la banca sarà in grado di rimborsare i soldi che ha preso in prestito. In realtà i tassi di interesse variano ogni giorno: ad esempio il tasso d interesse di riferimento per le transazioni finanziarie della durata di un giorno (denominato Eonia, Euro overnight index average) è passato dal 4% nel 2008 allo 0,07% nel marzo Non possiamo quindi sapere con certezza quanto frutterà in un anno una somma depositata in un conto corrente perché, se la banca modifica i tassi, il rendimento viene certamente influenzato. In questo periodo di tempo abbiamo anche assistito al fallimento di alcune banche e, per quanto in Italia esista una copertura per i depositi fino a euro da parte del Fondo interbancario di tutela dei depositi (al quale aderiscono tutte le banche italiane), nel caso in cui una banca dovesse subire un dissesto finanziario è comunque possibile che i risparmiatori perdano una parte del capitale depositato. Il capitale del quale potremo disporre alla fine del periodo d investimento è quindi soggetto a un certo margine di incertezza e anche per uno strumento semplice come un conto corrente esistono dei rischi non trascurabili e i risultati finanziari che sembrano certi forse non sono così scontati. 23

8 C APITOLO PRIMO Un po di matematica: i rendimenti semplici e i rendimenti composti I rendimenti degli investimenti non sono tutti uguali e bisogna saper distinguere. Un tasso d interesse apparentemente basso può avere nel tempo un impatto anche molto rilevante sul valore dell investimento. Si tratta di formule matematiche semplici, il cui effetto non sempre viene percepito in modo immediato. Vediamo un esempio concreto. Supponiamo di aprire un conto corrente versando un capitale di 100 euro. Se il tasso d interesse annuo che viene corrisposto è il 5%, alla fine dell anno il valore del capitale sarà pari a: % 100 = 100 (1 + 5%) = 105 Se negli anni successivi l interesse viene calcolato sempre sul capitale iniziale di 100 euro, si dice che viene corrisposto un «interesse semplice». Dopo n anni, il capitale investito con un interesse semplice del 5% sarà pari a: n volte % % % % % = 100 (1 + n 5%) Il capitale cresce proporzionalmente all interesse che viene corrisposto. Nella realtà è quello che succede se alla fine di ogni anno ritiriamo dal conto corrente la porzione di capitale maturata che è pari a 5% 100. Si parla invece di «interesse composto» quando l interesse viene calcolato alla fine di ogni anno sul capitale complessivo maturato: 100 (1+5%) alla fine del primo anno 100 (1+5%) 2 alla fine del secondo anno 24

9 L ABC 100 (1+5%) 3 alla fine del terzo anno 100 (1+5%) n alla fine dell n-esimo anno In questo caso il capitale cresce esponenzialmente: è quello che succede al nostro investimento quando lo lasciamo nel conto corrente senza effettuare prelievi. La differenza tra interesse semplice e interesse composto è più evidente se andiamo a guardare al capitale maturato complessivamente nei due casi. Su un capitale di 100 euro, dopo 9 anni con un tasso composto del 5%, gli interessi che incidono sia sul capitale di partenza sia sugli interessi già cumulati in precedenza, sono cresciuti fino a raggiungere 55 euro: più della metà del valore iniziale del capitale. Nel giro di 15 anni si arriva a più di 100 euro di interessi totali: il capitale è così diventato più di 200 euro, un valore pari al doppio di quello iniziale. Nel caso in cui gli interessi maturino su base semplice avremo invece 145 euro dopo 8 anni e 175 euro dopo 15 anni interesse composto interesse semplice FIGURA 3. Il capitale investito cresce in modo differente se l interesse è composto (in grigio scuro) oppure semplice (in grigio chiaro). Più lungo è il periodo di tempo preso in considerazione, più è evidente l effetto degli interessi composti. 25

10 C APITOLO PRIMO Questi aspetti sono importanti quando incassiamo gli interessi (ad esempio su un conto corrente, o un deposito), ma diventano rilevanti quando dobbiamo pagare gli interessi su un debito. In questo caso, il calcolo degli interessi in regime di capitalizzazione composta anziché in regime di capitalizzazione semplice determinerebbe una crescita esponenziale del debito: gli interessi capitalizzati producono a loro volta interessi che vanno a capitalizzarsi sul debito finale, e così via, in una spirale senza fine. La legge infatti vieta questa pratica (che si chiama anatocismo). La posizione finanziaria: attività e passività Tutti gli strumenti finanziari sono descritti dal flusso economico che generano. Questo vale per i mutui, i prestiti, i finanziamenti, ma anche per gli investimenti, come le obbligazioni, le azioni ecc tempo FIGURA 4. A fronte dell incasso iniziale di un capitale pari a 100 euro, viene corrisposta una serie di cinque pagamenti periodici e il rimborso del capitale alla scadenza. L asse orizzontale rappresenta il tempo e i flussi di cassa sono rappresentati dai blocchi: quelli sopra la linea (positivi, in grigio chiaro) sono le entrate di cassa, quelli al di sotto sono le uscite (negativi, in grigio scuro): questa sarà la convenzione che useremo d ora in poi. 26

11 L ABC Così un mutuo è uno strumento finanziario che prevede un entrata di denaro iniziale, interessi annuali e il rimborso del valore del debito alla scadenza. Nella figura 4 è riportato schematicamente il flusso finanziario per un debitore che ha contratto un mutuo per 100 euro a 5 anni, con un tasso d interesse del 4%. Analogamente, nella figura 5, se consideriamo un risparmiatore che investe il proprio denaro, il suo profilo di flussi di cassa sarà costituito da un esborso iniziale di capitale (il capitale investito) e da una serie di importi periodici che rappresentano il rendimento. Alla scadenza dell investimento il capitale viene rimborsato tempo FIGURA 5. La figura rappresenta un investimento, con scadenza a 5 anni, che corrisponde un interesse fisso periodico del 4%. A fronte di un esborso iniziale di 100 euro, l investitore riceve flussi periodici di interessi e il rimborso a scadenza del capitale investito. Questi esempi ci portano a due definizioni che ci saranno utili: le attività e le passività finanziarie. Un attività è sostanzialmente un investimento che genera un reddito (il rendimento dell investimento), una passività è un finanziamento che comporta un costo (il 27

12 C APITOLO PRIMO flusso di interessi pagati). Detenere attività o passività significa avere una «posizione» finanziaria e un insieme di posizioni finanziarie è un «portafoglio». Vediamone qualche esempio. 2. Le azioni o titoli azionari Quando pensiamo allo strumento finanziario rischioso per eccellenza la mente corre immediatamente alle azioni. Attraverso l acquisto di un pacchetto azionario si diventa soci della società emittente che d ora in poi chiameremo semplicemente società e si partecipa, nel bene e nel male, sia agli utili che alle perdite dell azienda, condividendo con gli altri azionisti il rischio di perdere tutto o parte dell investimento e la possibilità di incassare i proventi dell attività. In altri termini, il capitale investito è completamente esposto al rischio economico connesso all andamento della società. La redditività dell investimento in azioni dipende quindi dai profitti realizzati dall azienda, senza che sia garantita la restituzione del capitale investito, o un rendimento minimo. Fintanto che si rimane in possesso delle azioni il reddito è costituito unicamente dagli eventuali dividendi, che sono gli utili della società, distribuiti periodicamente agli investitori, mentre la restituzione del capitale investito può avvenire solo con la vendita delle azioni. Con la vendita, trascorso un tempo pari a t dall acquisto del pacchetto azionario, gli eventuali guadagni o perdite dell investimento dipenderanno dalla differenza tra il prezzo di vendita P t e il prezzo di ac- 28

13 L ABC quisto P 0, che potrà essere sia positiva che negativa. Il valore dell investimento è quindi pari a: Capitale t = P t Capitale iniziale / P 0 + dividendo 1 + dividendo dividendo n Se il prezzo di acquisto P 0 è noto, il prezzo futuro P t e l ammontare dei dividendi che verranno distribuiti che possono anche essere nulli, perché dipendono dalla redditività della società sono invece una grande incognita. Ogni società è caratterizzata da un proprio andamento economico e quindi i prezzi delle azioni (o corsi azionari) possono variare nel tempo, andando soggetti a fluttuazioni ampie, oppure possono avere una variabilità limitata. La figura che segue mostra, ad esempio, l andamento negli ultimi tre anni del prezzo di due azioni: Eni s.p.a. e Banca Monte dei Paschi di Siena s.p.a. Il confronto è di immediata evidenza: mentre il prezzo dell azione Banca Monte dei Paschi di Siena è soggetto a fluttuazioni elevate, l azione Eni ha oscillazioni più contenute. La figura mostra anche che in alcuni momenti le azioni si sono mosse in modo concorde verso l alto o verso il basso, segnale del fatto che i prezzi sono il risultato delle informazioni sulla valutazione specifica sulla società, ma anche dei movimenti sistemici di tutto il mercato (come ad esempio la performance presente e futura del comparto industriale in cui opera l azienda, oppure la situazione politica dello Stato di appartenenza). Il valore di un azione è soggetto a continue fluttuazioni nel tempo, perché il mercato finanziario elabora immediatamente le informazioni che vengono diffuse. In ogni istante l insieme degli azionisti esprime una 29

14 C APITOLO PRIMO valutazione della società, attraverso le proprie scelte di acquisto e di vendita, perciò il prezzo di un azione esprime in ogni momento il valore corrente che il mercato assegna alle quote della società giu-12 ago-12 ott-12 dic-12 feb-13 apr-13 giu-13 ENI SpA Banca Monte dei Paschi di Siena SpA FIGURA 6. Movimenti dei prezzi delle azioni di Eni s.p.a. e Banca Monte dei Paschi di Siena s.p.a. nel periodo giugno giugno I movimenti sono stati calcolati ipotizzando un investimento iniziale di 100 euro. In questa prospettiva le azioni rappresentano uno strumento finanziario piuttosto semplice, perché sono esposte in modo diretto prevalentemente a un unico fattore di rischio l andamento della società emittente e il loro valore corrente, espresso dal prezzo, è una sintesi trasparente e completa delle informazioni disponibili in ogni istante sul mercato. 30

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