DIMENSIONI DELLA PROFESSIONALITA DEGLI INSEGNANTI

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1 DIMENSIONI DELLA PROFESSIONALITA DEGLI INSEGNANTI Nel corso del un gruppo di insegnanti ricercatori si è riunito nella elaborazione di una indagine promossa dall Ufficio Scolastico Regionale dell Emilia-Romagna e dall IRRE della stessa Regione. A essa hanno partecipato le varie associazioni professionali interessate. Il risultato del lavoro è stato pubblicato dall IRRE-ER nel gennaio Quella che segue è una proposta di lettura complessiva della professionalità docente, che unifica i materiali presentati dalle diverse associazioni professionali, realizzata a cura di Ermanno Rosso. Indicatori di lettura della professione docente Nella definizione del profilo professionale dei docenti, e delle competenze ad esso connesse, si sono utilizzate come criterio ordinatore le aree di competenza proposte dall art. 25 del Contratto Collettivo Nazionale rinnovato il Entro queste aree, pressoché tutte le associazioni convergono su alcune caratteristiche che qualificano la professionalità del docente. Pur nella consapevolezza che tutte le aree, e le loro specifiche competenze, concorrono al profilo di un docente efficace, la loro definizione analitica e la loro centralità può tuttavia variare a seconda degli ordini di scuola, dell ambito disciplinare e del ciclo di vita professionale (formazione iniziale, inserimento professionale o formazione in servizio). Per questo motivo l articolazione che qui si propone non può che essere generale, di indirizzo, indicando per ogni area poche competenze centrali e condivise, e rimandando al lavoro di ricerca sul territorio per una articolazione analitica e una declinazione per ordini di scuola, per ambiti disciplinari e per cicli professionali. La descrizione in corsivo che segue le diverse competenze non ha alcun carattere esaustivo e tantomeno normativo, ma solo una funzione esplicativa sia per indicare meglio con si intende con una certa competenza, sia per spiegarne la centralità. 1. Area dei saperi disciplinari (l insegnante colto ), relativa alla conoscenza aggiornata e approfondita delle discipline oggetto d insegnamento, alla loro valenza formativa, alle loro relazioni con gli altri saperi disciplinari. L insegnate padroneggia il sapere disciplinare (particolarmente l analisi disciplinare: linguaggio, struttura, concetti-chiave, contenuti forti della disciplina), mantenendolo costantemente aggiornato in relazione alle nuove acquisizioni della ricerca. Il sapere disciplinare appare evidentemente come una base irrinunciabile 1 CCNL del , art.5 Il profilo professionale dei docenti è costituito da competenze disciplinari, psicopedagogiche, metodologiche didattiche, organizzativo-relazionali e di ricerca tra loro correlate ed interagenti, che si sviluppano col maturare dell esperienza didattica, l attività di studio e di sistemazione della pratica didattica (cfr. anche art.23 del CCNL del ). 1

2 per l esercizio della disciplina, tuttavia ai fini dell insegnamento il docente deve padroneggiare non solo i contenuti informativi, ma soprattutto lo statuto della disciplina, le sue strutture portanti. Va da sé che sia il sapere disciplinare che le sue strutture non sono qualcosa di acquisito stabilmente, ma richiedono un continuo e rigoroso aggiornamento professionale. L insegnante confronta/collega il proprio sapere disciplinare con altre discipline. Una formazione efficace deve essere una formazione capace di integrare i diversi saperi, cogliendone le reciproche relazioni e intersezioni. La capacità di far dialogare tra loro le discipline, così spesso richiesta agli allievi, deve essere in primo luogo competenza del docente stesso. L integrazione deve mirare specialmente al metodo di lavoro (oltre che a tematiche d intersezione), tendente allo sviluppo delle competenze dell allievo/a. L insegnante è consapevole del valore formativo della propria disciplina e sa trasmetterlo agli allievi. Le diverse discipline possiedono un proprio valore formativo, sia in senso generale che rispetto ai diversi stadi e ordini di studi. Spesso lo studente non è in grado di vedere autonomamente il ruolo della disciplina all interno del piano di studi e della propria formazione e il docente deve essere in grado di aiutarlo a comprenderlo. L esperienza degli insegnanti mostra che la sua comprensione è un elemento importante per il successo scolastico dello studente stesso. L insegnante colloca finalità e obiettivi di apprendimento della propria disciplina all interno delle finalità generali della scuola e dello specifico contesto scolastico (POF). Le discipline concorrono congiuntamente al processo formativo dell allievo e devono pertanto integrarsi con le finalità formative generali e quelle specifiche, dipendenti dal tipo di scuola e dal contesto territoriale, espresse dal Piano dell offerta formativa. L insegnante è in grado di utilizzare i saperi disciplinari in relazione alla cultura contemporanea. La complessità delle società contemporanee e la velocità delle loro trasformazioni pongono sfide che richiedono strumenti di analisi e comprensione non riconducibili ad un solo sapere specialistico, ma chiedono l integrazione di tutti i saperi. Il docente deve essere in grado di dare il contributo della propria disciplina nella elaborazione di questi strumenti, in una dimensione critico-riflessiva aperta, ma non condizionata, alle sollecitazioni del presente. 2. Area pedagogica (l insegnante riflessivo ), relativa alla conoscenza delle caratteristiche e dei problemi tipici dell età degli alunni, ai condizionamenti operati dall ambiente socio-culturale, e alla cura delle dinamiche relazionali proprie del processo di insegnamento-apprendimento. L insegnante gradua e governa il processo di insegnamento e di apprendimento, sia negli aspetti cognitivi che in quelli affettivo-relazionali, 2

3 tenendo conto delle caratteristiche socio-psicologiche degli alunni. L insegnamento comporta la consapevolezza di un destinatario dell azione educativa che ha una propria personalità e proprie caratteristiche di apprendimento, che l insegnante deve essere in grado di comprendere per adeguare ad esse la relazione educativa. L insegnante assume e promuove atteggiamenti/comportamenti collaborativi, utilizzando anche le dinamiche del gruppo classe a fini formativi (regia educativa). L ambiente classe, la relazione tra pari è un elemento fondamentale per l apprendimento degli allievi. L insegnante deve creare un ambiente educativo favorevole, anche ricorrendo a forme di apprendimento cooperativo. L insegnante stimola, motiva e valorizza i propri allievi. L insegnamento non è un operazione unidirezionale, ma una collaborazione tra docente e studenti. L atteggiamento dello studente verso l apprendimento, la sua attività o passività, è fondamentale nel successo formativo. Consapevole di questo, l insegnante deve stimolare la partecipazione degli studenti al dialogo educativo, valorizzarne i contributi, sottolineare i progressi compiuti da ciascuno e, di fronte a eventuali difficoltà dello studente, essere positivo e incoraggiante, affinché non si interrompa mai il dialogo educativo, né prevalga lo scoraggiamento. L insegnante sa gestire i curricoli per l area dell integrazione. L individualità degli studenti rende estremamente difficile che un percorso indifferenziato permetta a tutti di raggiungere i medesimi risultati. Questo risulta particolarmente evidente quando handicap fisici o mentali o anche difficoltà linguistiche e culturali richiedono l utilizzo di percorsi curricolari specificamente programmati. Il docente deve essere in grado di gestire sotto il profilo relazionale e disciplinare questi percorsi differenziati, favorendo l integrazione nell ambiente classe. L insegnante accetta le idee e i vissuti degli allievi, ponendosi con coerenza educativa come testimone dei principi di apertura, responsabilità e correttezza che chiede agli allievi, pur senza rinunciare al proprio ruolo educativo. Pur nella consapevolezza dell asimmetria propria del rapporto educativo e nel rispetto del proprio ruolo di leader autorevole, l insegnante non può pretendere dagli studenti il rispetto dei propri doveri, l assunzione di atteggiamenti responsabili, e l apertura necessaria al dialogo educativo se egli stesso per primo non sa porsi come esempio di questi comportamenti. 3. Area metodologico-didattica (l insegnante pratico ), relativa alla concreta mediazione didattica attraverso la quale il processo di insegnamento-apprendimento realizza i propri obiettivi e ottimizza la propria efficacia formativa. L insegnante progetta, monitora, modifica in itinere e valuta (e incoraggia ad autovalutare) i processi formativi e i relativi curricoli, gestendo adeguatamente i tempi e i carichi di lavoro. Il percorso didattico né si improvvisa, né può essere una sequenza rigida di 3

4 attività. Esso deve essere progettato, ma continuamente monitorato, ed eventualmente modificato, in itinere. Il docente deve quindi possedere le competenze di progettazione dei curricoli e dei loro segmenti modulari, ma anche la capacità di controllarne i tempi e l andamento a seconda della risposta degli allievi, apportando le opportune modifiche. Va da sé che il processo di apprendimento degli allievi deve essere anche valutato, sia in riferimento al progresso compiuto, sia al livello raggiunto, predisponendo e utilizzando molteplici strumenti valutativi, coerenti con il percorso seguito. Durante questo percorso lo studente deve sempre essere messo in grado di orientarsi e di autovalutarsi. L insegnante padroneggia una pluralità di strategie e tecniche didattiche, anche connesse alle nuove tecnologie, che sa adattare al contesto. La padronanza delle metodologie didattiche, la capacità di utilizzare in modo integrato diversi modelli di lavoro in aula e di approccio alla disciplina, sono alla base del successo formativo. Si può dire che ogni obiettivo formativo e disciplinare abbia una sua specificità e possa essere raggiunto solo attraverso strumenti e percorsi adeguati che tengano conto sia della finalità da conseguire che della personalità e della situazione di partenza degli allievi. Questo comporta la necessità non solo che ogni docente padroneggi svariate strategie, ma anche che le sappia utilizzare in modo creativo, adattandole, integrandole, modificandole. L insegnante effettua delle scelte efficaci sul piano operativo, elaborando i materiali necessari per attuarle. Scelta didatticamente efficace è quella che porta al successo formativo gli studenti, e ogni scelta configura un itinerario didattico. Poiché adatta al contesto molteplici strategie e tecniche, ogni percorso è particolare e il docente deve essere in grado di selezionare e/o produrre i materiali didattici necessari a svolgerlo con successo (dispense, strumenti multimediali, esperienze, ecc.). L insegnante conosce ed è in grado di utilizzare e integrare nel proprio percorso didattico le risorse presenti dentro e fuori della scuola. Biblioteche, laboratori, TV satellitari, sussidi didattici vari, archivi, musei, aule didattiche territoriali, e molto altro sono presenti come risorse per la didattica interne o esterne alla scuola. I docenti devono essere in grado di sapere quali risorse hanno a disposizione, saperle utilizzare da un punto di vista didattico ed essere in grado di programmarne l utilizzo dentro i propri percorsi curricolari. Molte risorse risultano infatti ancora sottoutilizzate, a cominciare dai molti siti web specificatamente creati a supporto per l insegnamento. 4. Area organizzativa (l insegnante collaborativo ), relativa alla (funzione sociale dell insegnante, al suo ruolo come membro di una comunità di lavoro organizzata in molteplici livelli, che lui stesso contribuisce a indirizzare e organizzare e con la quale quotidianamente si relaziona. L insegnante sa lavorare in team (cooperare, comunicare, coordinare) dentro la scuola, tra scuole, e in rapporto con il territorio, con i propri colleghi e con le altre figure professionali ma anche con le famiglie e le loro forme 4

5 associative. Anche se l azione fondamentale dell insegnamento si svolge in classe, in un rapporto diretto insegnante-studente, l azione educativa nel suo complesso non può essere la somma di percorsi isolati e autoriferiti, ma richiede un certo coordinamento nei percorsi e nelle finalità, per questo è fondamentale il momento collegiale dell insegnamento, nel quale il docente si coordina con i colleghi, con l istituzione scuola, con le famiglie, con il territorio. Questo coordinamento-collaborazione non deve essere visto come un noioso momento burocratico, ma come un momento fondamentale per ottenere convergenza nell azione educativa e inoltre come occasione per contribuire alla costruzione di un ambiente di lavoro favorevole al processo educativo. L insegnante sa dare il proprio contributo alla progettazione collegiale dell offerta formativa della scuola per rendere la stessa unitaria ed affidabile. Il Piano dell Offerta Formativa rappresenta il punto di riferimento delle finalità formative della scuola, pertanto esso configura un progetto educativo complessivo al quale concorrono tutti gli insegnamenti. E pertanto fondamentale che nella prospettiva di un processo formativo armonico ogni docente sia parte attiva nella definizione del POF, dando il proprio contributo. L insegnante è in grado di assumere funzioni gestionali nell ambito della scuola, presidiandone i processi fondamentali (progettazione, organizzazione, realizzazione e controllo). La complessità organizzativa della scuola deve essere gestita. A questa gestione non possono esimersi dal dare un contributo proprio coloro sui quali ricade la responsabilità di precisare e realizzare le finalità formative dalle quali la scuola stessa trae la propria ragione di essere. Per questo motivo la capacità di assumersi responsabilità gestionali nell ambito dell organizzazione scolastica è parte delle competenze che un docente collaborativo dovrebbe possedere. L insegnante propone, ed è in grado di organizzare, attività extra-curricolari sia legate al successo scolastico, che nel quadro dell arricchimento dell offerta formativa. L attività scolastica tradizionale negli ultimi anni si è arricchita di nuove possibilità utili al conseguimento di un più diffuso successo formativo, sia mediante l integrazione con attività extra-curricolari sia mediante l offerta agli studenti di momenti di apprendimento aggiuntivo e individualizzato. Queste attività spesso si pongono oltre il tradizionale gruppo classe e pertanto richiedono una programmazione e un organizzazione collegiale nella quale il docente deve essere parte attiva e propositiva. 5. Area della ricerca, della sperimentazione e dell innovazione (l insegnante ricercatore ), connessa alla ricerca metodologica propria della professione, che porta l insegnante a progettare e sperimentare strumenti e percorsi innovativi rendendoli patrimonio della comunità scolastica e contribuendo al miglioramento della qualità dell insegnamento. L insegnante riflette, individualmente e collettivamente, sul proprio lavoro, sul processo di insegnamento-apprendimento e sulle azioni didattiche, sulla 5

6 base degli esiti formativi. Il miglioramento dell efficacia dell insegnamento, l innalzamento della sua qualità, passano innanzitutto attraverso la riflessione su quanto sta facendo, su come lo sta facendo e sugli esiti che il suo lavoro ottiene. Questa attività riflessiva, che ogni docente conduce sia autonomamente che mediante il confronto costruttivo con i colleghi, è alla base della consapevolezza del proprio lavoro e del suo miglioramento. L insegnante elabora e utilizza gli strumenti necessari all arricchimento delle conoscenze culturali e professionali (ricerche, banche dati, pubblicistica). Al miglioramento della propria azione educativa forniscono utili stimoli e suggerimenti le esperienze di ricerca e innovazione fatte dai colleghi, dall amministrazione scolastica, dalle agenzie di formazione, dalle associazioni professionali, etc. L attenzione e la padronanza degli strumenti, sia tradizionali che tecnologicamente avanzati necessari all insegnante per entrare in contatto con queste ricerche e proposte, ed anche per arricchirle è parte delle sue competenze. L insegnate sa documentare la propria ricerca/esperienza e conosce le risorse per metterle a disposizione dei colleghi. L insegnante riflessivo non migliora solo il proprio lavoro, ma può anche dare un importante contributo di riflessione al miglioramento del lavoro di tutti, per questo egli deve uscire da una dimensione individuale del lavoro e saper comunicare e socializzare la propria ricerca didattica. L insegnante è in grado di svolgere ricerca-azione con i propri colleghi, costituendo con essi una comunità professionale che si propone di migliorare e innovare costantemente le proprie pratiche professionali. Progettare, elaborare, sperimentare nuove azioni didattiche, nuovi percorsi, nuovi metodi, nuovi strumenti a vantaggio dell azione formativa è parte dello sviluppo della professionalità del docente. In questa prospettiva la partecipazione a gruppi di lavoro tra colleghi che intendano migliorare insieme il proprio insegnamento, unifica le risorse, la creatività e l esperienza di ciascuno, creando un ambiente di ricerca in grado di ottimizzare le risorse, i tempi e l efficacia della ricerca-azione. L insegnate sa utilizzare la propria esperienza fatta oggetto di ricerca per assumere un ruolo attivo nella formazione dei colleghi (svolgendo le funzioni di tutor, di coordinatore di lavori di gruppo, di relatore, etc.). Poiché nel miglioramento della propria azione formativa un ruolo centrale lo riveste l esperienza, e particolarmente la riflessione sulla propria esperienza, l insegnante ricercatore svolge un azione fondamentale nell inserimento professionale dei nuovi docenti, e anche nella riflessione dei colleghi, attraverso momenti di incontro, di occasioni di formazione, che egli è in grado di gestire sia sotto l aspetto professionale che relazionale. 6

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