7. Dalla Crisi di Wallstreet al Bilancio

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1 7. Dalla Crisi di Wallstreet al Bilancio 7.1 Introduzione Una delle conseguenze più rilevanti sotto il profilo economico, del primo conflitto mondiale, è stata la crisi di Wallstreet; la quale trova fondamento nella mancanza di coincidenza tra investimenti e finanziamenti delle banche. Queste infatti, acquistavano partecipazioni azionarie (investimenti a medio lungo termine) con capitale derivante dai depositi dei risparmiatori (fondi a breve termine). Crollando la borsa e quindi le azioni, le banche si trovarono impossibilitate alla restituzione del capitale di questi ultimi. Le banche più piccole fallirono, mentre di quelle che sopravvissero, l IMI e l IRI ne rilevarono i pacchetti azionari. Ed è per questo che illustreremo cos è il bilancio, dato che una delle voci dell attivo immobilizzato è proprio: partecipazioni azionarie. 84

2 7.2 Dalla Contabilità Generale alla redazione del Bilancio d esercizio. La Contabilità Generale è un metodo di rilevazione che registra tutti i fatti esterni di gestione. I dati elaborati dalla CO- GE sono strutturati in modo tale da porre le basi per la redazione del Bilancio d esercizio, mediante il quale gli amministratori forniscono la rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria della società al termine del periodo amministrativo e del risultato economico conseguito nell'esercizio. Questo svolge due funzioni molto importanti: Informativa, in quanto è uno strumento di conoscenza della gestione e dei suoi risultati per gli amministratori della società, inoltre è uno strumento di comunicazione di informazioni di carattere economico, finanziario e patrimoniale nei confronti di una molteplicità di soggetti che in vario modo sono interessati agli andamenti aziendali e che si collocano si all'interno dell'azienda sia all'esterno di essa. Di controllo, poiché costituisce l unico strumento per controllare l operato degli amministratori. I fruitori del Bilancio sono: Soggetti interni all impresa, quali imprenditore e soci, che vogliono verificare l andamento del capitale investito; e i dipendenti, che vogliono verificare l andamento dell impresa nella quale svolgono la propria attività lavorativa. Soggetti esterni all impresa, quali: 1. investitori di capitale di rischio: interessati a conoscere la capacità dell impresa a distribuire dividendi. 2. finanziatori: interessati a valutare la restituzione del prestito. 85

3 3. fornitori e creditori: interessate a conoscere la capacità dell impresa, a far fronte alle scadenze pattuite. 4. clienti: interessati al proseguimento dell attività. 5. concorrenti: interessati a confrontare i risultati conseguiti. 6. uffici fiscali: interessati ai valori che scaturiscono dal Bilancio per il calcolo delle imposte. Ed è proprio per la molteplicità di questi soggetti che questo documento deve essere redatto secondo il principio di neutralità, ovvero in modo oggettivo. 7.3 I principi previsti dal Codice Civile Gli amministratori, nel redigere il Bilancio, devono fare riferimento al Codice Civile, poiché in esso ne sono contenuti i principi fondamentali e le linee guida. Infatti, secondo il C/C, il Bilancio deve essere redatto con chiarezza, e rappresentare in modo veritiero e corretto (la rappresentanza veritiera e corretta del patrimonio e del reddito d'esercizio non può consistere nella ricerca di una impossibile verità oggettiva, ma va intesa come il comportamento in buona fede da parte degli amministratori, che devono operare correttamente le stime e le iscrizioni delle varie voci di bilancio) la situazione generale dell impresa. Per chiarezza si intende: obbligo di rispettare gli schemi previsti dalla legge divieto di raggruppamento di voci in un unico importo divieto di compensazione di partite di segno opposto 86

4 I principi di redazione Principio della prudenza; secondo il quale devono essere iscritti in Bilancio solo gli utili realmente conseguiti, e le perdite presunte. Principio della continuazione aziendale; secondo il quale, nella redazione del Bilancio, bisogna valutare se l impresa continuerà la sua esistenza o meno. Principio della competenza economica; secondo cui si devono attribuire all esercizio in corso, i soli costi e ricavi di competenza. Principio della separatezza; secondo il quale gli elementi delle singole voci devono essere tenuti separati. Principio della costanza; secondo il quale deve essere tenuto sempre lo stesso metodo di valutazione. 7.4 I documenti di Bilancio L insieme dei prospetti che compongono il Bilancio di esercizio, ed i suoi allegati formano il sistema informativo di Bilancio. Questo è composto da: schemi di Bilancio; costituiti dallo Stato patrimoniale, dalla Situazione economica e dalla Nota integrativa. Allegati di Bilancio; costituiti da tutti quei documenti che possono fornire informazioni supplementari, come la relazione sulla gestione, la relazione della società di revisione. Lo Stato patrimoniale Lo Stato patrimoniale è il documento che rappresenta il patrimonio dell impresa al termine dell esercizio. Lo schema di questo, presenta due sezioni contrapposte: l Attivo e il Passivo. 87

5 L Attivo I quattro gruppi che compongono le attività di Stato patrimoniale, sono: A. Crediti verso soci B. Immobilizzazioni C. Attivo circolante D. Ratei e risconti Situazione economica La nota integrativa 88

6 A. capitale sottoscritto e non ancora versato dai soci B. elementi patrimoniali durevoli, che entrano a far parte della struttura produttiva dell impresa I. beni non tangibili II. beni tangibili III. partecipazioni e crediti con scadenza medio - lunga TOTALE B. C. elementi patrimoniali liquidi o destinati ad essere trasformati in denaro in breve tempo I. scorte facilmente liquidabili II. crediti esigibili entro i 12 mesi III. titoli o partecipazioni con scadenza entro i 12 mesi IV. tutto ciò che è già espresso in denaro o che può immediatamente esservi convertito TOTALE C. D. ricavi di competenza ma esigibili in futuro. Costi sostenuti ma di competenza futura Il passivo Le passività dello Stato patrimoniale comprendono: A. fonti di finanziamento di origine interna, ovvero debiti nei confronti dei soci I. capitale apportato dai soci IV. accantonamento di utili imposto dallo stato, fino al raggiungimento di un fondo pari ad 1/5 del patrimonio, per far fronte agli anni bui IX. utile derivante dall esercizio dell impresa, che poi viene portato in aumento del patrimonio TOTALE A. 89

7 B. accantonamenti destinati a coprire perdite e debiti di natura determinata, dei quali alla chiusura dell esercizio non sono determinati l ammontare o la data di sopravvenienza TOTALE B. C. accantonamento per TFR, ovvero le somme spettanti ai dipendenti, in caso di cessazione del rapporto di lavoro D. debiti assunti dall impresa verso terzi, con separata indicazione di quelli che scadono oltre l esercizio successivo. E. Costi di competenza dell esercizio, sostenuti in esercizi successivi; ricavi riscossi, ma di competenza futura. Questi raggruppamenti si suddividono ulteriormente in: - I. sottoraggruppamenti - 1. categorie analitiche Il Conto economico Il Conto Economico è il documento di bilancio che, contrapponendo i costi ed i ricavi di competenza del periodo amministrativo, illustra il risultato economico della gestione del periodo considerato. Così come lo Stato patrimoniale, anche il Conto economico è disciplinato dal Codice Civile, infatti, i componenti negativi e positivi di reddito devono essere, in base alla loro natura economica, strutturati per aree di gestione: Gestione caratteristica o operativa A) e B) Gestione finanziaria C) Rettifiche di valori delle attività finanziarie D) Gestione straordinaria E) Carico fiscale Inoltre i ricavi e i proventi devono essere registrati al netto di sconti, premi o imposte; i componenti ordinari e straordinari devono essere indicati separatamente; le 90

8 rettifiche di valore di attività finanziarie, devono essere separate dai proventi e oneri straordinari. Pertanto la forma prevista è quella a scalare: A. Valore della produzione B. Costi della produzione Differenza tra valore e costi della produzione = ROL, ossia reddito operativo lordo, derivante dalla gestione tipica dell impresa C. Proventi e oneri finanziari D. Rettifiche di valori di attività finanziarie E. Proventi e oneri straordinari Risultato prima delle imposte (utile lordo) Imposte Utile o perdita dell esercizio A) VALORE DELLA PRODUZIONE: 1) Ricavi netti delle vendite e delle prestazioni TOTALE valore della produzione (A) B) COSTI DELLA PRODUZIONE 6) Per materie prime 7) Per servizi 8) Per godimento di beni di terzi 9) Per il personale a) Salari e stipendi b) Oneri sociali c) Trattamento di fine rapporto d) Trattamento di quiescenza e simili 10) Ammortamenti e svalutazioni: a) Ammortamento delle immobilizzazioni Immateriali b) Ammortamento delle immobilizzazioni Materiali c) Altre svalutazioni delle immobilizzazioni d) Svalutazioni dei crediti compresi nell'attivo circolante e delle disponibilità liquide 11) Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci 12) Accantonamenti per rischi 13) Altri accantonamenti 14) Oneri diversi di gestione TOTALE costi della produzione (B) DIFFERENZA TRA VALORE E COSTI DELLA PRODUZIONE (A-B) 91

9 C) PROVENTI E ONERI FINANZIARI 16) Interessi attivi 17) Interessi passivi TOTALE proventi ed oneri finanziari ( ) D) RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA' FINANZIARIE 18) Rivaluazioni 19) Svalutazioni: TOTALE delle rettifiche (18-19) E) PROVENTI ED ONERI STRAORDINARI 20) Proventi: 21) Oneri: TOTALE delle partite straordinarie (20-21) Risultato prima delle imposte (A-B+/-C+/-D+/-E) 22) Imposte sul reddito dell'esercizio 26) Utile (perdita) d' esercizio A. Ricavi derivanti dalla vendita di prodotti caratteristici B. Costi che l impresa sostiene per la produzione del bene o del servizio per la quale essa è stata ideata C. Proventi derivanti da investimenti effettuati nel settore finanziario e oneri derivanti dai debiti di finanziamento contratti dall azienda D. Modificazioni provenienti da partecipazioni in altre società E. Proventi e oneri derivanti da attività non usuali per l impresa, straordinari, come plusvalenza e minusvalenza Utile lordo: base imponibile su cui calcolare le imposte Utile netto: risultato dell esercizio d impresa 92

10 La nota integrativa La nota integrativa è il documento che accompagna lo Stato Patrimoniale e il Conto Economico, con funzione esplicativa e descrittiva che costituisce parte integrale del bilancio. La Nota Integrativa ha lo scopo di informare i destinatari del bilancio, integrando con dati di natura extracontabile e qualitativa lo Stato Patrimoniale e il Conto Economico. Una funzione molto importante è quella di spiegare e motivare le scelte compiute dagli amministratori in sede di valutazione. Infine, svolge la funzione le descrivere in modo analitico le voci dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico. Questa è un documento informativo essenziale affinché il bilancio sia in grado svolgere la sua funzione di strumento di informazione patrimoniale, finanziaria ed economica dell azienda. Le informazioni contenute nella Nota Integrativa riguardano: - Spiegazione delle diverse tipologie di criteri di valutazione; - Movimenti nelle immobilizzazioni, con riferimento agli ammortamenti, alle svalutazioni e alle rivalutazioni; - Dettagli su alcune voci dello Stato Patrimoniale e del conto Economico, come ad esempio costi d impianto e d ampliamento ; - L analisi delle voci Ratei e risconti La relazione sulla gestione Il bilancio è spesso corredato da una relazione degli amministratori sulla situazione della società e sull andamento della gestione, nel suo complesso e nei vari settori in cui essa ha operato, anche attraverso imprese controllate, con riguardo ai costi, ai ricavi e agli investimenti. La relazione sulla gestione è un documento di accompagnamento non obbligatorio che acquista una notevole importanza ai fini 93

11 della valutazione delle prospettive per l impresa. Infatti la relazione deve indicare anche una serie di elementi che permettano ai destinatari del bilancio di orientarsi nell ambito dei programmi futuri, sia per quanto riguarda l azienda nella sua globalità, sia per i singoli settori in cui opera. 7.5 L approvazione e la pubblicazione del bilancio Una volta che il Bilancio è stato predisposto, gli amministratori devono consegnarlo al collegio sindacale, che deve discuterlo e approvarlo entro i quattro mesi successivi alla chiusura dell esercizio. Entro 30 giorni dall approvazione, una copia del bilancio, deve essere depositata presso l ufficio del Registro delle imprese. 7.6 L analisi di Bilancio Dato che il Bilancio ha la funzione di dare informazioni relativamente alle situazioni : Patrimoniale, relativa all esame della struttura del patrimonio Finanziaria, relativa al controllo del flusso delle entrate e uscite monetarie Economica, relativa alla capacità dell impresa di produrre reddito per essere resi fruibili dai soggetti interni o esterni, i dati esposti in Bilancio vanno interpretati. Distinguiamo diversi livelli di interpretazione, quali: Letterale, spiegazione delle voci di Bilancio Revisionale, con lo scopo di verificare la veridicità del Bilancio Prospettica, con lo scopo di capire la situazione aziendale, confrontando il Bilancio con quello di altri esercizi; questa viene effettuata attraverso l analisi per indici. 94

12 Gli indici sono rapporti tra grandezze che si ricavano mediante raggruppamento delle poste in Bilancio, i quali possono essere comparati nello spazio e nel tempo. 7.7 La riclassificazione Il Bilancio rappresenta uno strumento informativo, ma per poter trarre delle informazioni significative sull aspetto economico, patrimoniale e finanziario dell azienda è necessario effettuare un approfondita analisi dei dati di bilancio. Tali dati, così come inseriti nei prospetti contabili, non permettono il calcolo degli indici nell analisi di bilancio ai fini di una corretta interpretazione della realtà aziendale; quindi la necessità di una riclassificazione ai fini dell obiettivo preposto. Lo Stato patrimoniale Lo stato patrimoniale deve essere riclassificato in tal modo: Gli impieghi Le 4 voci dell attivo vengono riepilogate in Attivo circolante e Immobilizzazioni, ordinate in modo decrescente, in base al loro grado di liquidabilità. L attivo circolante, include: Liquidità immediate, che comprendono tutto ciò che è espresso in denaro, o che può esservi immediatamente convertito(c/c bancario, c/c postale, denaro in cassa). Liquidità differite, che comprendono tutti i crediti di finanziamento e di funzionamento con scadenza entro i 12 mesi, e quote con scadenza entro l annodi prestiti a medio lungo termine (ratei attivi). 95

13 Rimanenze finali, che comprendono tutte le scorte facilmente liquidabili e i risconti attivi. L attivo immobilizzato comprende: Le immobilizzazioni immateriali Le immobilizzazioni materiali Le immobilizzazioni finanziarie, che comprendono i crediti con scadenza oltre i 12 mesi. Le fonti Le fonti devono essere riclassificate in ordine decrescente rispetto al loro grado di esigibilità. Si distinguono: Le passività correnti, che comprendono: Debiti, di regolamento e di finanziamento con scadenza entro i 12 mesi, ratei passivi, debiti per il TFR dei dipendenti liquidati nell esercizio, debiti verso istituti previdenziali. Risconti passivi a breve Fondi per rischi e oneri Le passività consolidate, che includono: Debiti, di regolamento e di finanziamento oltre i 12 mesi. Risconti passivi pluriennali Fondi per rischi e oneri a M/L termine Il capitale proprio, che comprende : Capitale sociale Riserve Utile, portato a nuovo 96

14 Il Conto economico Il Conto economico deve presentare la classificazione dei costi e dei ricavi per aree di gestione: - Area della gestione tipica, riguardante l attività principale dell impresa, e la redditività della gestione tipica della stessa. Nella quale sono compresi: Ricavi della produzione Costi di produzione, depurati dell ammortamento = REDDITO OPERATIVO LORDO, ossia utile derivante dalla gestione tipica - Area della gestione finanziaria, riguardante l attività finanziaria svolta dall impresa, e che comprende: Interessi attivi Interessi passivi = Risultato della gestione finanziaria - Area della gestione straordinaria, riguardante i proventi e gli oneri derivanti dalla vendita di beni immobili che non sono legati all attività tipica dell impresa, quali Plusvalenza (vendita ad un prezzo maggiore del valore contabile di un bene in corso di ammortamento) Minusvalenza Risultato gestione straordinaria - Area extra caratteristica, che riguarda le attività secondarie dell impresa, come ad esempio, per quanto riguarda le imprese ristorative, i banchetti. E comprende: Proventi Oneri Risultato gestione 97

15 - Area fiscale, nella quale vengono applicate le imposte REDDITO NETTO Quando devono essere interpretati i risultati di bilancio attraverso gli indici si deve sempre considerare che: a) ogni indice non ha un significato autonomo; b) ogni indice deve essere interpretato e valutato in una visione di insieme con gli altri indici ad esso correlati. 7.8 L analisi economica L analisi economica fornisce informazioni sulla capacità dell impresa di produrre ricchezza. Il ROE Questo indice consente di analizzare la redditività del capitale proprio. In pratica, è un indice di redditività globale, che evidenzia la remunerazione del capitale di rischio investito dall imprenditore e dai soci. La bontà di tale indice si misura confrontando il risultato ottenuto con il rendimento di investimenti alternativi a basso rischio ( titoli di Stato, depositi bancari, etc ). Perciò il tasso del ROE si ritiene accettabile quando questo è più alto del tasso di altri investimenti. Utile d esercizio ROE = x 100 Capitale proprio 98

16 Il ROI Il ROI esprime il rendimento aziendale collegato alla sola gestione caratteristica e rapportato all intero capitale investito; più elevato è il risultato di questo indice, maggiore è l efficienza dell attività tipica. ROL ROI = x 100 Totale impieghi Il ROS Questo rappresenta l'indice di redditività delle vendite misurato dal rapporto tra reddito operativo e ricavi netti sulle vendite. Esso dipende dalle relazioni esistenti tra ricavi e costi operativi ed esprime la capacità di profitto ottenibile nel corso del ciclo: acquisti di materie prime, lavorazione, vendita prodotto finito. Questo indice, evidenziando la capacità remunerativa delle vendite, deve essere confrontato con quello delle imprese concorrenti, oltre che a quelli degli esercizi precedenti. ROL ROS = x 100 Ricavi netti di vendita 99

17 7.9 L analisi patrimoniale L analisi patrimoniale analizza la struttura del patrimonio. Indici di composizione degli impieghi Questi rapporti mirano a misurare la rigidità o l elasticità del patrimonio, ossia se esso è prevalentemente costituito da immobilizzazioni o meno. Immobilizzazioni 1. Indice di rigidità degli impieghi = Totale impieghi Attivo circolante 2. Indice di elasticità degli impieghi = Totale impieghi La composizione degli impieghi, dipende dal tipo di attività svolta. Infatti, nelle imprese ristorative, ci troviamo di fronte ad una struttura molto rigida, poichè il patrimonio è costituito per la maggior parte da immobilizzazioni. In tal caso l imprenditore potrà ricorrere a forme di finanziamento che alleggeriscano il patrimonio, quali il leasing. 100

18 Indici di composizione delle fonti Passività correnti 1. Indice di incidenza dei debiti a breve = Totale impieghi Questo indice rappresenta il grado di indebitamento dell impresa, con fonti da rimborsare nel breve periodo. Più il rapporto si avvicina ad 1, più l impresa è finanziata con fonti a breve termine. Passività consolidate 2. Indice di incidenza dei debiti a M/L termine = Totale impieghi Questo indice rappresenta il grado di indebitamento dell impresa con fonti stabili, ovvero, rimborsabili nel lungo periodo. Più il rapporto si avvicina ad 1, più l impresa ricorre a fonti di finanziamento a M/L termine. Capitale proprio 3. Indice di autonomia finanziaria = Totale impieghi Questo indice misura il peso delle fonti di finanziamento interne, sul totale delle fonti di finanziamento. Un buon indice è stimato intorno allo 0,5, poiché più l indice si avvicina ad 1, più l impresa è finanziata da capitale proprio. Passività consolidate + capitale proprio 4. Indice di rigidità delle fonti = Totale impieghi 101

19 Questo indice misura il grado di copertura degli investimenti, con capitale permanente. Più si avvicina ad 1, meno l impresa ha contratto debiti a breve termine L analisi finanziaria L analisi finanziaria esamina il flusso di entrate e di uscite monetarie dell impresa, analizzando la capacità dell impresa a far fronte agli impegni assunti nel breve periodo. Gli indicatori di questa analisi servono per indagare se la composizione dell'azienda è equilibrata. I principali sono: Il margine di struttura, che indica in che misura le immobilizzazioni sono finanziate dal capitale proprio, è dato dalla differenza fra capitale netto e immobilizzazioni nette. MARGINE DI STRUTTURA = PN AI Quando questo indicatore è positivo, significa che l'azienda è in grado di crescere ulteriormente con i propri mezzi. Quando, invece è negativo, significa che l impresa deve ricorrere a fonti di finanziamento esterne a lungo termine, per coprire il suo ulteriore fabbisogno. Pertanto Il margine di struttura globale, evidenzia in che misura l attivo immobilizzato è coperto dal capitale permanente. Infatti: MARGINE DI STRUTTURA GLOBALE = (PN + DL) AI 102

20 Per verificare la capacità dell impresa di far fronte agli impegni assunti nel breve periodo si analizzano: Il margine di tesoreria, che indica il grado di liquidità dell impresa, cioè in che misura le disponibilità liquide immediate e differite, possono coprire i debiti a breve. Questo è dato dalla differenza fra disponibilità a breve(immediate e differite) e passività a breve termine. MARGINE DI TESORERIA = (Ld + Li) DB Questo indicatore dovrebbe essere positivo, affinchè l impresa si trovi in equilibrio monetario. Il capitale circolante netto, che indica quanto l attivo circolante è coperto dai debiti a breve. Questo è dato dalla differenza tra attivo circolante e le passività a breve termine. CAPITALE CIRCOLANTE NETTO = AC DB L'azienda è in equilibrio quando questa differenza tende a zero perché significa che le attività a breve vengono finanziate con fonti anch'esse a breve termine, e quindi vi è una perfetta correlazione temporale tra fonti e impieghi. 103

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