Gestione adattativa (Adaptive management)

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1 Gestione adattativa (Adaptive management) La gestione adattiva viene definita come un processo di acquisizione sistematica e successiva applicazione di informazioni affidabili al fine di migliorare l efficacia della gestione nel tempo (Wilhere, 2002). La gestione adattativa è quindi un processo iterativo nel quale le azioni di gestione sono accuratamente pianificate, applicate e verificate ad intervalli prestabiliti; se, e solo se, i risultati di verifica che emergono dalle azioni di monitoraggio, sono congruenti e compatibili con i risultati attesi, la gestione procede nel suo corso (FIG 1). In caso contrario si potranno percorrere, in funzione degli obiettivi prefissi tre diverse opzioni (Morrison, 2002): 1. interruzione dell'attività 2. cambiamento dell'attività 3. prosecuzione del programma. Formulata in questi termini la gestione adattativa assume un significato paradigmatico che trova la sua applicazione in molti campi diversi, non solo relativi ai temi della conservazione. È importante chiarire che la gestione adattativa non va confusa con una gestione cosiddetta flessibile (flexible), né con una gestione basata su un alternanza di prove ed errori (trial and error approach). In entrambi i casi, non è richiesta una attenta e solida pianificazione condotta, a priori, rispetto allo svolgimento delle azioni e, parimenti, gli obiettivi eventualmente raggiunti non sono direttamente riconducibili ad un protocollo sperimentale replicabile. Inoltre, nella gestione adattativa, assumono un rilievo fondamentale gli obiettivi di gestione in quanto costituiscono l elemento guida dell intero processo; gli obiettivi sono stabiliti con attenzione e cognizione di causa ed il loro cambiamento implica la rinuncia del programma di gestione in atto e la successiva implementazione di un programma tarato in funzione di obiettivi nuovi. FIG 1.1 Diagramma di flusso del processo di Gestione Adattativa (da Wilhere, 2002)

2 La gestione adattativa infine, affronta tutte le azioni di gestione col rigore metodologico del protocollo scientifico sperimentale e nella sua accezione più pura dovrebbe prevedere delle unità di controllo dove non si applica nessun intervento e che vengono utilizzate al fine di confrontare, statisticamente, risultati ed andamenti in assenza di gestione (Meffe & Carroll, 1997). Come tale, un protocollo di gestione adattativa consta di una serie di passaggi specifici (Gibbs, 2004): 1. Definizione di un chiaro obiettivo di gestione al fine di descrivere la condizione desiderata di una specie, ecosistema, area protetta o qualsiasi altra variabile di interesse conservazionistico. 2. Sviluppo di un piano di gestione che identifichi chiaramente i fattori di minaccia in atto e le azioni necessarie per ridurli e raggiungere così i risultati attesi. 3. Sviluppo di un piano di monitoraggio mirato su obiettivi, minacce ed attività. 4. Applicazione dei piani di gestione e monitoraggio. 5. Analisi dei dati e diffusione dei risultati. 6. Uso iterativo dei risultati in modo da adattarli ed imparare dalle nuove esperienze. La gestione è quindi adattata (modificata) se gli obiettivi non sono raggiunti o se le nuove esperienze, desunte dal monitoraggio, suggeriscono un migliore protocollo di azione. Monitoraggio Il Monitoraggio è definito come la raccolta e l analisi di osservazioni o misurazioni ripetute nel tempo al fine di valutare eventuali cambiamenti e/o sviluppi in direzione di obiettivi gestionali, (Elzinga et al., 2001) Margoluis and Salafsky (1998) ampliano la definizione di monitoraggio per includere la raccolta periodica di dati relativi agli scopi agli obiettivi ed alle attività di progetto. In un contesto di gestione adattativa, il monitoraggio misura i progressi o il raggiungimento degli obiettivi e fornisce gli elementi necessari per il cambiamento o il mantenimento delle azioni di gestione. Più generalmente, la gestione adattativa, combinata al monitoraggio è il processo definito di learning by doing. 1. Anche le azioni di monitoraggio si inseriscono in un quadro più ampio improntato all applicazione del metodo scientifico sperimentale. Salafsky and Margoluis (1998) suggeriscono, come accennato nella definizione relativa alla gestione adattativa, che devono essere sottoposte a monitoraggio tre componenti di un processo di conservazione: obiettivi, minacce, processi. Il monitoraggio costituisce quindi uno strumento efficace per (Ciucci, 2004): - rilevare tendenze nel lungo periodo - individuare crisi potenziali (variazioni) in tempo utile 1 Parafrasando l inglese, si ribadisce che questo approccio non è da intendersi come learning by failing

3 - valutare l esito di interventi di gestione - accrescere le conoscenze in campo ecologico. Monitoraggio di base (Inventario) Il termine monitoraggio ha nella sua accezione più comune, il significato di studio preliminare rivolto alla conoscenza di parametri o elementi poco conosciuti. Più correttamente, l applicazione di un programma di studio di questo tipo dovrebbe essere indicato come inventario o monitoraggio di base; tali termini dovrebbero essere sempre utilizzati nel caso in cui l indagine non sia inserita in un quadro gestionale chiaro e definito. L inventario identifica lo stato di una risorsa (Morrison 2002) e, in generale, viene utilizzato ad una scala definita per fornire informazioni sulle specie animali e vegetali presenti, in questo caso può anche assumere nomi diversi: checklist, atlante, lista, elenco etc. L inventario, se condotto in maniera rigorosa, costituisce l elemento di partenza dei successivi programmi di conservazione e gestione e può essere utilizzato come misura di riferimento rispetto alla definizione degli obiettivi ed al monitoraggio dei processi. Obiettivi Gli obiettivi rappresentano l elemento centrale di qualsiasi processo di conservazione, essi condizionano ogni altra azione, la loro scelta influenza in maniera determinante il processo e la sua stessa applicabilità. Obiettivi definiti in modo vago o fuorviante, oppure troppo ambiziosi, producono risultati insoddisfacenti o, nei casi peggiori, non valutabili dal punto di vista dell efficacia e della ripetibilità. L obiettivo deve essere: realistico (raggiungibile), specifico (rispetto alle condizioni desiderate), misurabile (rispetto ai risultati). Obiettivi di gestione Per essere considerati elementi efficaci del processo di gestione adattativa, gli obiettivi devono soddisfare le seguenti condizioni (Elzinga et al 2001): gli obiettivi di gestione devono: - esprimere intenzioni chiare e nette relative allo stato o alle condizioni che si vogliono raggiungere (condizioni desiderate) - mostrare agli altri le condizioni desiderate che si vogliono raggiungere - determinare le azioni di gestione che saranno in seguito applicate - fornire le indicazioni per un idoneo programma di monitoraggio - offrire una misura del successo di gestione

4 Inoltre, ogni singolo obiettivo di gestione deve considerare di alcuni elementi irrinunciabili (Elzinga, 2001): - Specie o Indicatore: rappresenta ciò che sarà monitorato - Località: area geografica di intervento. - Attributo: parametro che è oggetto della misura (densità, copertura, peso etc.). - Azione: è il verbo che esprime l obiettivo (incremento, mantenimento etc.). - Quantità/Stato: la grandezza misurabile del parametro scelto. - Tempi: ambito temporale fissato per raggiungere o monitorare i risultati. Se anche uno solo di questi elementi viene trascurato, l obiettivo perde di chiarezza.

5 APPLICABILITÀ DEL PARADIGMA DELLA GESTIONE ADATTATIVA AL PROGRAMMA DI CONSERVAZIONE DEL WWF OASI A fini dell'applicazione del metodo della Gestione Adattativa al programma di conservazione gestione delle Oasi del WWF è necessario prevedere un elenco articolato di fasi che può essere sintetizzato come segue: 1. Analisi della strategia e del programma di gestione delle Oasi WWF 2. Definizione di chiari obiettivi gestionali 3. Definizione di chiari obiettivi di conservazione 4. Definizione di un programma di azioni gestionali 5. Definizione di un cronogramma articolato in obiettivi e azioni* 6. Definizione di un piano di monitoraggio delle attività di gestione 7. Definizione di un piano di monitoraggio delle attività di conservazione 8. Individuazione dei responsabili di azioni e monitoraggio 9. Avvio o prosecuzione delle attività di gestione 10. Avvio o prosecuzione delle attività di conservazione 11. Applicazione dei piani di monitoraggio 12. Verifica dei progressi e dei risultati raggiunti in corso di gestione 13. Analisi di congruità rispetto agli obiettivi prefissati 14. Eventuale taratura delle attività in corso 15. Iterata applicazione dei punti Raggiungimento degli obiettivi 17. Analisi lezioni apprese e problemi incontrati 18. Redazione di un rapporto conclusivo annuale (prima annualità)* 19. Eventuale taratura del programma per l'anno successivo 20. Diffusione e condivisione dei risultati *: il programma avrà, presumibilmente, uno sviluppo pluriennale ma sarà comunque articolato in attività e sotto-obiettivi con scadenza annuale. Sarà possibile prevedere programmi differenziati in funzione delle diverse realtà locali o delle differenti esigenze gestionali; tali programmi saranno strutturati in maniera comparabile e subordinata rispetto al presente modello generale.

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