PRECARIETA DELL ECONOMIA USA

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1 Colistra Daniela De Marco Lorena LA PRECARIETA DELL ECONOMIA USA C è una parola che circola con insistenza negli ambienti economici e finanziari della più grande potenza del mondo:recessione. La recessione americana era iniziata molto prima degli attentati:nel Marzo 2001 ed è finita prima, per questo motivo si potrebbe parlare di minirecessione, tuttavia rimangono aperte alcune questioni. Negli stati Uniti sono stati riportati 430 casi di licenziamenti di massa:crisi scoppiate in grandi e medie aziende e imputate direttamente all 11 settembre,che hanno coinvolto 125mila lavoratori;il 36%dei lavoratori licenziati erano addetti delle compagnie aeree,un altro 26% lavorava nel turismo e nella ristorazione. 1

2 Dopo un anno le prime stime statistiche hanno rilevato un calo del 20% del traffico aereo con una perdita globale di 7 miliardi di dollari.tant è che la US Arways è sull orlo del fallimento e l American Airlines in dicembre ha chiesto agli impiegati di rinunciare agli aumenti generali di paga in 2003 operando dei tagli al personale amministrativo di circa il 22% Il mercato del lavoro è in affanno e la disoccupazione è arrivata ad agosto 2002 al 5,7%.i disoccupati ufficiali negli USA sono 8,3 milioni,si aggiunga un altro milione e mezzo di disoccupati che non hanno cercato lavoro attivamente e che quindi non sono inclusi nelle liste. Il Wall Street Journal ha calcolato che dopo un anno il comparto finanziario abbia perso circa 43 mila addetti. C è chi è convinto che le probabilità di una recessione dell economia siano serie. Sugli Usa pesano tre fattori molto negativi:il deficit della bilancia commerciale,un debito publico che permane elevato e l indebitamento delle famiglie.tutto ciò incide sull andamento della Borsa,in quanto se I consumi ad un certo punto precipitassero,cadrebbe immediatamente anche la domanda aggregata e le imprese che,sebbene abbiano migliorato le prospettive di profitto,sono ancora indebitate e assai poco propense a investire,non sosterrebbero a sufficienza la domanda;in tal caso si allontanerebbe l afflusso di investimenti daal estero essenziali per finanziare il debito pubblico e riequilibrare la bilancia commerciale. 2

3 Il miracolo della produttività americana L aura miracolosa della "New Economy" nasce dal presupposto che la "rivoluzione digitale" moltiplichi la produttività, e che, diversamente dai cicli congiunturali dell economia tradizionale caratterizzati da alti e bassi, avrebbe schiuso un epoca di sviluppo economico in cui non ci sono né interruzioni né inflazione dei prezzi. Da qui deriverebbe una specie di garanzia di redditi sempre maggiori sui mercati azionari. Quando si descrivono queste rosee prospettive solitamente si evita accuratamente di menzionare un elemento molto importante. Secondo tutte le misurazioni ufficiali, l incremento di produttività registrato negli USA tra gli anni Settanta e il 1995 risulta inferiore a quello registrato in tutto il dopoguerra fino alla fine degli anni Sessanta. 3

4 Mentre l economia USA negli anni Cinquanta e Sessanta ha mediamente registrato un incremento annuo della produttività di poco superiore al 2%, nel periodo successivo la media è stata di circa la metà. Le cose assumono un aspetto maggiormente preoccupante quando la curva dell andamento della produttività viene confrontata con la curva degli investimenti nel settore informatico. In tal caso infatti i rapporti diventano inversamente proporzionali: all aumento degli investimenti nelle tecnologie informatiche corrisponde in pratica una diminuzione di produttività dell economia USA. Gli economisti definiscono il fenomeno il "paradosso della produttività". Qualche anno fa il Nobel per l economia Robert Solov disse chiaro e tondo: "Gli effetti dell epoca del computer si sentono dappertutto meno che nelle statistiche della produttività". Ma se manca questa mitica espansione della produttività che fa parlare di "boom economico USA", che cosa alimenta l euforia incredibilmente protratta che imperversa sui mercati azionari? La risposta si trova facilmente dando un occhiata alle cifre del debito, degli investimenti nelle infrastrutture e nel reddito reale. 4

5 L economia USA è preda di quella che si sta rivelando la più grossa bolla speculativa della storia dell umanità. Per tenere in piedi la piramide occorre convincere percentuali sempre maggiori della popolazione ad affidare risparmi e pensione ai giochi febbrili della borsa. Per questo è stato allestito tutto l arsenale pubblicitario della "New Economy". In effetti sono proprio pochi gli investitori tanto ingenui da credere davvero alla miracolistica della "New Economy". Per continuare a massimizzare i profitti derivanti dalla bolla speculativa si finisce per rinunciare a fare o rimandare gli investimenti a lungo termine e gli accantonamenti di vario tipo. Questo avviene nei bilanci familiari, in quelli delle imprese e delle amministrazioni pubbliche e governative. Le conseguenze complessive di questa ottica del profitto immediato sono le seguenti: L accumulo di una spaventosa piramide di debiti delle imprese e dei privati. L abbandono degli investimenti pubblici nelle manutenzioni e nel rinnovo delle infrastrutture fisiche. La diminuzione del livello di vita di strati crescenti della popolazione dovuta a perdite di potere d acquisto e ai tagli del bilancio sociale. La piramide del debito L indebitamento delle famiglie (credito ai consumi, carte di credito, credito per l auto, ecc.) è passato da 3,3 5

6 a 6 trilioni di dollari nel corso degli anni Novanta. Il debito delle imprese nel corso dello stesso decennio è passato da 6 a quasi 13 trilioni di dollari. Il debito pubblico è passato anch esso dai 3 ai 6 trilioni di dollari nello stesso arco di tempo. Al debito complessivo di questi tre settori privati, imprese e pubbliche amministrazioni che ha raggiunto i 25 trilioni di dollari, circa il 300% del PIL, si assommano 60 trilioni di dollari di scadenze a breve termine delle banche USA nel settore dei derivati finanziari, le operazioni speculative fuori bilancio. Questo debito è aumentato sei volte nel corso dell ultimo decennio. Attualmente l indebitamento complessivo degli USA si moltiplica tre volte più rapidamente del PIL: ad ogni nuovo dollaro di PIL corrispondono tre dollari di debito! 6

7 Nel debito delle famiglie, la categoria che aumenta più rapidamente riguarda i debiti contratti per l acquisto di azioni (margin debt). Questo debito ha oggi raggiunto una percentuale del PIL pari a quella del crac del Nel corso del 1999 l indebitamento per l acquisto di azioni è passato dai 141 ai 228 miliardi di dollari, un incremento del 56%. Nel gennaio 2000 la cifra ha raggiunto i 244 miliardi. In questa categoria si contano solo i debiti che gli investitori contraggono con il broker. Se poi si aggiunge il debito contratto allo stesso scopo su carta di credito, l ipoteca del fondo pensionistico e della casa, il volume del debito per l acquisto di titoli di borsa si può calcolare sui 600 miliardi di dollari. Le famiglie USA spendono più di quanto guadagnano, per cui l economia USA consuma più beni e servizi di quanti ne produce come questo è evidente dall esplosione del deficit commerciale verificatasi negli ultimi anni: All inizio degli anni Novanta il deficit era contenuto al di sotto dei 50 miliardi di dollari. Dal 1994 al 1997 le importazioni hanno superato le esportazioni di circa 100 miliardi di dollari annui. L accentuata spinta consumistica degli anni successivi non è stata accompagnata da una spinta produttiva per cui il deficit ha raggiunto i 169 miliardi di dollari nel 1998 ed i 271 nel Se poi si considerano le sole merci, escludendo i servizi, il deficit del 1999 è di 347 miliardi di dollari! Si tratta di un andamento inarrestabile, tanto che nel primo mese del 2000 il deficit ha toccato il nuovo record mensile di 28 miliardi di dollari. A questo punto, le importazioni aumentano cinque volte più rapidamente delle esportazioni. 7

8 Buone le indicazioni sui profitti delle imprese, aumentati nel quarto trimestre per la quarta volta consecutiva, con un progresso su base annua del 4,1%, il più ampio dal tre anni (+2,1% nel terzo trimestre). Nell'intero 2002 i profitti delle imprese usa sono diminuiti del 4% (- 10% nel 2001). Riduzione delle esportazioni e frenata dei consumi sono stati alla basi del rallentamento del Pil del quarto trimestre, mentre gli investimento hanno dato segni di ripresa per la prima volta in due anni. I consumi sono cresciuti dell'1,7% (rivisto da +1,5% preliminare) nel quarto trimestre, meno del 4,2% annuo del terzo trimestre. La spesa per beni durevoli, auto incluse, ha subito un tracollo dell'8,2%, in più ampio dalla recessione del Gli investimenti sono saliti del 2,3% rivisto mentre il valore delle scorte è aumentato di 25,8 miliardi di dollari, l'incremento maggiore degli ultimi due anni. Le vendite reali finali (Pil meno variazione delle scorte) sono quindi aumentate nel quarto trimestre dell'1,1% (rivisto da +1,2% preliminare) contro il 3,4% nel precedente trimestre. L'economia Usa è stata penalizzata nell'ultimo trimestre del 2002 da un caduta delle esportazioni del 5,8% (rivisto da -4,4%) e da un aumento delle importazioni del 7,4% (rivisto da +7,2%). A riequilibrare la situazione ha contribuito, tuttavia, l'aumento della spesa pubblica (federale, statale e locale) Infrastrutture fatiscenti Secondo l American Society of Civil Engineers (ASCE), soltanto a Washington occorre investire nel corso dei prossimi cinque anni 1,3 trilioni di dollari solo per colmare le lacune infrastrutturali più vistose. Inoltre: Il 59% della rete stradale USA versa in condizioni tra il carente ed il disastroso. Anche in previsione di un aumento 8

9 del 66% del traffico stradale nell arco dei prossimi venti anni, la rete risulta in ogni caso insufficiente. Già attualmente più del 70% del traffico si svolge in situazioni di congestionamento nelle ore di punta. Il 31% dei ponti manifesta delle carenze strutturali o addirittura non è più transitabile. Il 20% degli autobus e il 23% delle vetture ferroviarie sono in condizioni carenti. Lo stesso dicasi per il 35% dei veicoli agricoli e dei veicoli speciali. Il 21% dei binari dev essere sostituito. Il continuo rinvio delle manutenzioni di molte dighe costituisce una minaccia alla vita dei cittadini con il rischio di danni materiali enormi. Su dighe, sono giudicate altamente pericolose e altre sono state definite insicure. Negli ultimi cinque anni sono stati notificati 350 cedimenti di dighe. Un quarto di tutte le dighe ha più di cinquant anni; queste stanno quindi superando la vita media per cui sono state progettate. Più di un terzo delle dighe della categoria ad alto rischio non sono mai state ispezionate nel corso degli ultimi otto anni. Nel 1996 il 7% dell erogazione complessiva d acqua potabile non è stata sufficientemente depurata per rientrare nelle norme vigenti, di conseguenza l acqua per uso domestico deve essere prima bollita. I 16 mila sistemi fognari pubblici sono generalmente sovraccarichi e vecchi. Le scuole pubbliche versano in condizioni tanto fatiscenti da richiedere la completa ricostruzione di un terzo degli edifici. I 14 milioni di studenti nei prossimi anni aumenteranno, mentre per l edilizia scolastica non è previsto alcun freno allo smantellamento provocato da condizioni 9

10 sempre più precarie: infiltrazioni di acqua piovana, malfunzionamento del riscaldamento, ecc. La "piena occupazione", più posti di lavoro e meno salario Uno dei vanti attribuiti alla "New Economy" sarebbero i 30 milioni di posti di lavoro creati dagli anni Ottanta. Come prima cosa a questo riguardo si preferisce tacere il fatto che tra il 1990 e il 1998 la popolazione USA è aumentata di 21,5 milioni. Occorre quindi notare che dopo un decennio di sistematico alleggerimento della busta paga reale, oggi solo la metà dei posti di lavoro offre una retribuzione sufficiente al mantenimento di una famiglia di due o più persone. Di conseguenza si registra un aumento preoccupante del doppio o triplo lavoro. Circa due terzi delle donne americane in età lavorativa svolgono un attività. Tra il 1990 ed il 1997, le madri sole con bambini al di sotto dei sei anni costrette a lavorare sono passate dal 48,7% al 65,1%. Mentre i profitti della borsa negli ultimi anni hanno creato molti nuovi miliardari, i quattro quinti delle famiglie USA hanno subito una riduzione del reddito (fig. 3). L 80% delle famiglie, quelle che rientrano nelle fasce inferiori della piramide, hanno complessivamente un reddito che tra il 1977 ed il 1999 si è ristretto dal 55,8% al 49,6%. L 1% delle famiglie, le più ricche (1,2 milioni con 2,75 milioni di persone), incassa più del 38% delle famiglie a reddito più basso (43,7 milioni con 105,6 milioni di persone). Mai prima nella storia americana il divario tra ricchi e poveri è stato così accentuato. La forbice tra ricchezza e povertà è stata esasperata dai mercati azionari. Tra il 1995 ed il 1999 i redditi di capitale incassati sono passati da 180 a 530 miliardi di dollari. In realtà le entrate di redditi di capitale, dividendi ed interessi sono ammontate nel 1999 a circa 1,6 trilioni di dollari. Il reddito delle attività finanziarie è 10

11 sostanzialmente maggiore del reddito delle occupazioni produttive (industria, agricoltura, costruzioni, miniere, trasporti, energia). Tre quarti del reddito finanziario però finisce nelle tasche del 20% delle famiglie a reddito alto. A moltiplicare i dividendi dei ricchi contribuiscono dagli anni Settanta i generosi sgravi fiscali che vengono finanziati con i tagli spietati del budget sociale e delle spese alla sanità. Nel Balanced Budget Act del 1997 sono stati approvati tagli al welfare sociale e alla sanità per 433 miliardi di dollari in un periodo di 10 anni: Nel "Medicare", l assistenza sanitaria usufruita da 38 milioni tra anziani e handicappati, i tagli sono di 115,1 miliardi, tra il 1998 ed il 2002 e di altri 270,4 miliardi tra il 2003 ed il Nel "Medicaid", l assistenza sanitaria usufruita da 36 milioni di poveri, i tagli sono di 10,4 miliardi tra 1998 e 2002 e di 37,4 miliardi tra 2003 e Molti ospedali delle amministrazioni comunali, che mediamente coprono il 44% del proprio bilancio con gli assegni di Medicare e Medicaid, vanno incontro al fallimento sicuro. Meno di due terzi degli occupati negli USA usufruisce di un assistenza sanitaria. Tra quelli del 20% a reddito più basso, solo un occupato su quattro è assistito. Nel 1999 i bambini senza assistenza sono stati 11 milioni. Tra il 1987 ed il 1997 i cittadini americani costretti a rinunciare all assistenza medica sono passati dai 31 ai 43,4 milioni. La stessa tendenza si riscontra sul fronte delle pensioni. Solo il 45% degli occupati versa i contributi previdenziali. Tra il 20% a reddito inferiore la percentuale scende a 13%. Crisi finanziaria e il caso Enron 11

12 Il problema dei crack economici e finanziari di grosse aziende è un problema globale di gestione della Governance finanziaria all interno di un sistema economico. L impatto infatti di crack di queste dimensioni si ripercuote su tutti gli agenti economici facenti parte il mercato finanziario, fondi, fondi pensione, banche. Questo significa che è centrale la creazione di un mercato basato su regole certe e trasparenti sui bilanci. La relazione che sussiste dunque tra società di revisione e società non è soltanto una questione che riguarda tali soggetti ma è un problema più generale che va risolto con una attenta costruzione di meccanismi giuridici che permettano di minimizzare i rischi di tali transazioni economiche che come si è visto possono avere un impatto molto forte sui mercati finanziari. Il caso Enron poi ha sollevato altri punti chiave all interno della Corporate Governance: la fornitura di servizi complementari da parte del revisore e il fatto che sia assunto dal suo cliente. Questi crack infatti provocano a catena diversi effetti: perdite per gli azionisti, perdite per i fondi pensione, e per altri soggetti sul mercato finanziario. Dunque il crollo di una azienda per ragioni economico finanziarie può avere grosse ripercussioni addirittura sulla pensione degli stessi dipendenti, oltre che sul reddito degli azionisti. Dunque gli effetti possono essere estremamente gravi ed estremamente persistenti nel tempo (perdita della fiducia). Effetti finanziari di lungo periodo Il problema più grosso è quindi quello di mantenere la fiducia e la credibilità verso gli operatori finanziari. Una tale credibilità deve essere mantenuta con controlli incrociati e con regole trasparenti che possano rapidamente segnalare le situazioni pericolose. Quando ciò non avviene tutti I soggetti del sistema finanziario vengono messi a repentaglio I fondi pensione, I fondi, ed in generale il sistema bancario e I mercati. Gli effetti di lungo periodo sono stati calcolati da Brooking Institution e prevede un tempo per cui gli investori 12

13 rimangono a guardare e ad aspettare appunto che la situazione economico finanziaria si chiarisca e diminuisca il rischio. Tali effetti vengono ad esplicarsi in questa maniera: inferiori investimenti azionari (infatti la rischiosità dei titoli va ad aumentare senza che aumenti il ritorno) che si vanno ad impattare su un minore reddito, in quanto la quota proveniente da reddito finanziario viene a mancare. Per le imprese maggiori difficoltà per il finanziamento, e maggiore difficoltà a perseguire delle politiche aziendali di sviluppo. Insieme i due fenomeni creano minori consumi, maggiore disoccupazione. Le stime econometriche della Fed, in particolare, mostrano che 1 dollaro in più di ricchezza proveniente dagli stock di investimento portano una crescita dei consumi di tre centesimi e mezzo, mentre gli investimenti declineranno dello 0.8% in risposta ad una perdita del 20% nella ricchezza della ricchezza finanziaria (stock market wealth). In finale dunque a livello finanziario da 37 a 42 miliardi di dollari, circa 75mila e 84mila miliardi di lire, più o meno quanto spende in un anno il Governo di Washington per la sicurezza interna. Gli effetti dunque si dovrebbero riversare in maniera pesante sulle variabili macroeconomiche fondamentali consumo, investimenti, anche i capitali ed i flussi di questi provenienti dall estero ne dovrebbero risentire di conseguenza. Note: ENRON è una società a livello mondiale nel campo della distribuzione del gas naturale e della produzione di energia elettrica con sede a Houston, in Texas, con un organico di circa dipendenti distribuiti in tutto il mondo. ENRON costruisce e gestisce strutture di trasporto e distribuzione di gas naturale, centrali elettriche ed è leader nello sviluppo di infrastrutture energetiche, risk management e servizi finanziari. 13

14 Possiede e gestisce: una rete di distribuzione di gas con più di miglia di tubazioni attraverso le quali fluisce il 15% circa del gas naturale consumato negli Stati Uniti e inoltre centrali elettriche per una potenza complessiva di circa MW. 401K Sono fondi pensione individuali. I soldi sono in mano al padrone. Teoricamente il lavoratore può dire direttamente al gestore del fondo (finanziarie) quali azioni vendere o comprare, giocandosi così da solo ogni giorno in Borsa la propria vecchiaia. Nella realtà -come alla Enron- il lavoratore era obbligato a tenersi le azioni del proprio padrone perché altrimenti questi non avrebbe più versato la sua parte di contributi sul 401k. "In media i lavoratori americani riversano tra il 5 e l'8% del salario in questi piani, con un variabile contributo aziendale". I 401k hanno compiuto 20 anni nel 2001, e oggi contano su miliardi di dollari (4 milioni di miliardi di lire) di attività e 42 milioni di investitori" (IlSole24ore, ). 14

15 Bibliografia: Brooking Institution (2002) "The Bigger They Are, The Harder They Fall: An Estimate of the Costs of the Crisis in Corporate Governance" Il Sole 24 ore (vari giorni) K. Palepu, V. Bernard and P. Healy (1996) Introduction to Business Analysis and Valuation, Southwestern Press Wall Street Journal (vari giorni) Siti Internet The Brooking Institution: Il Sole 24 ore: Lettera Finanziaria: 15

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