IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE"

Transcript

1 Università degli studi di Bergamo Anno accademico IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Docente: Prof. Massimo Merlino

2 Introduzione Il tema della gestione dell innovazione tecnologica è più che mai al centro dell interesse di diversi soggetti in tutti i paesi del mondo per molte ragioni. 1. In primo luogo, numerose ricerche mostrano come l intrapresa di attività innovative garantisca premi per il rischio anche quattro o cinque volte superiori alla media dei rendimenti azionari dei principali mercati dal dopoguerra ad oggi. 2. In secondo luogo, seppure questi alti premi nascondano processi concorrenziali estremamente selettivi, il contributo aggregato degli investimenti innovativi alla crescita economica è fondamentale, sia sul lato degli investimenti in conto capitale, sia sul lato della formazione e della specializzazione della forza lavoro. 2 Prof. Massimo Merlino

3 Introduzione 3. In terzo luogo, soprattutto nei paesi più sviluppati, lo sviluppo d innovazione continua a mostrare le tensioni schumpeteriane di convivenza tra strutture di grandi dimensioni, caratterizzate da processi di ricerca e sviluppo formalizzati e strutturati che attingono a risorse cospicue, e strutture imprenditoriali di nuova o recente formazione, con maggiore capacità innovativa e una forte destrutturazione del processo di sfruttamento delle nuove idee. 3 Prof. Massimo Merlino

4 Introduzione Il circolo dell innovazione Ricerca e sviluppo Brevettazione Sfruttamento commerciale 4 Prof. Massimo Merlino

5 Introduzione Il problema della gestione dell innovazione diventa quindi rilevante poiché è fondamentale per creare ricchezza, perché questa ricchezza può essere particolarmente elevata e poiché i soggetti coinvolti presentano caratteristiche organizzative, sistemi d incentivi e disponibilità di risorse fortemente asimmetriche tra loro. Ecco perché la competizione a livello di risorse dedicate allo sviluppo di innovazione può essere esaminata a diversi livelli: Europa vs. USA, settori high tech vs. settori low tech, grandi imprese vs. piccole imprese, giungendo comunque sempre alla conclusione che, in assenza di impegno in questa direzione, non è possibile sperare di sopravvivere nell arena competitiva di domani, dove il domani in molti casi è forse già passato. 5 Prof. Massimo Merlino

6 Introduzione Affrontare questi problemi, tuttavia, non vuol dire focalizzare l attenzione esclusivamente sulle buone idee. Tutte le ricerche in questo campo, infatti, mostrano che avere una buona idea o una buona intuizione non è affatto sufficiente per raggiungere un effettivo successo commerciale. Al contrario, il processo di sfruttamento economico dell invenzione è un percorso ad ostacoli dove paga il lavoro di gruppo, la presenza di competenze complementari e la disponibilità a condividere il successo, piuttosto che ad essere gli unici responsabili dell insuccesso. 6 Prof. Massimo Merlino

7 La struttura di ricerca e sviluppo Qualora l azienda che si intende avviare si basi su innovazioni di tipo tecnico, occorre predisporre una struttura di Ricerca e Sviluppo. In alcuni casi estremi,tale struttura è la prima a essere creata, in quanto non sono ancora stati messi a punto i prodotti che si vogliono offrire sul mercato. In questi casi si potrà passare alla costituzione della struttura produttiva e commerciale solo dopo che le innovazioni sia a livello di prodotto sia a livello di processo saranno state realizzate o, comunque, saranno state messe a punto nelle loro linee fondamentali. R & S Prodotti e processi Struttura produttiva e commerciale 7 Prof. Massimo Merlino

8 La struttura di ricerca e sviluppo Nel costituire la struttura di Ricerca e Sviluppo in primo luogo occorre tener conto delle particolarità che la differenziano rispetto alla rimanente parte della struttura aziendale. Anzitutto bisogna considerare il fatto che il personale addetto alla ricerca ha ritmi di lavoro e modalità di comportamento alquanto diversi a rispetto al resto del personale. E importante mantenere l ente di ricerca sufficientemente separato dalla struttura operativa. Mentre in quest ultima quello che più importa è la massimizzazione della produttività, in un ente tecnico va invece massimizzata la creatività di chi vi lavora. 8 Prof. Massimo Merlino

9 La struttura di ricerca e sviluppo Questi diversi tipi di unità devono quindi avere, se si vuole che funzionino convenientemente, differenti meccanismi di funzionamento. E opportuno che nell ente di ricerca i tecnici possano diventare dirigenti anche senza avere subordinati. In questa struttura, inoltre, non devono esistere orari d ufficio e le persone devono essere valutate solo in base ai risultati ottenuti. Questo non significa che i ricercatori non debbano essere responsabilizzati dal punto di vista economico: è infatti molto importante che anche per questo tipo di attività si facciano dei precisi preventivi di spesa e ci si proponga il raggiungimento degli obiettivi in tempi definiti. 9 Prof. Massimo Merlino

10 La struttura di ricerca e sviluppo Le imprese di nuova costituzione che svolgono un intensa attività di ricerca e sviluppo presentano, ancor più delle altre, il problema del finanziamento della fase iniziale dello sviluppo. Le aziende che operano in settori a elevato contenuto tecnologico realizzano infatti un ritorno monetario solo dopo notevoli e prolungati investimenti nelle fasi di ricerca, sviluppo, commercializzazione e industrializzazione del prodotto. Se le risorse umane e finanziarie disponibili non sono sufficienti per arrivare sino alla fase di commercializzazione, l azienda è quindi destinata a fallire o a dover essere ceduta a terzi. In questo tipo di aziende è perciò ancor più necessario svolgere un attenta analisi previsionale delle risorse che verranno assorbite nelle prime fasi dell attività. 10 Prof. Massimo Merlino

11 La struttura di ricerca e sviluppo Una tattica utile per agevolare il superamento delle fasi iniziali di sviluppo delle imprese ad alta tecnologia può essere quella di cominciare a operare come imprese di servizi e, solo successivamente, passare all offerta di prodotti Se si sceglie di partire direttamente con l offerta di prodotti bisogna passa re attraverso l intero processo volto alla messa a punto del prodotto, all avvio della struttura produttiva, alla creazione di una rete commerciale eccetera. In questi casi il flusso di cassa è inizialmente negativo e, solo successivamente, diventa positivo. Una volta superata la fase iniziale, tuttavia, il flusso di cassa è in genere molto soddisfacente in quanto i margini operativi sono solitamente più alti per i prodotti di quanto non avvenga per i servizi. 11 Prof. Massimo Merlino

12 La struttura di ricerca e sviluppo Se invece si decide di entrare nel settore attraverso l area dei servizi tutto diventa più semplice in quanto quello che occorre fa re è convincere qualcuno che si è in grado di fare certe cose. In questo caso è possibile cominciare senza grossi investimenti, in quanto l unico, o quasi, fabbisogno finanziario riguarda il capitale circolante. I margini, tuttavia, sono di solito più modesti per i servizi che non per i prodotti, in quanto le barriere all entrata in questa area sono più basse e quindi la competizione è normalmente più vivace. Inoltre per il cliente è sempre possibile calcolare quanto verrebbe a costare lo stesso servizio se fornito internamente, e questo contribuisce a tenere bassi i prezzi. 12 Prof. Massimo Merlino

13 Sfruttamento brevetti Molte nuove imprese vengono fondate al fine di sfruttare un brevetto industriale che, si ritiene, possa avere degli sbocchi commerciali. Gli imprenditori che puntano tutto sul possesso di un brevetto corrono però considerevoli rischi di fallimento se non riescono a collegare l innovazione tecnica con le reali esigenze del mercato o se non riescono a proteggersi da eventuali imitazioni. 13 Prof. Massimo Merlino

14 Sfruttamento brevetti I principali obiettivi che ci si pone quando si basa la propria strategia sulla difesa e sullo sfruttamento di un brevetto possono essere sintetizzati come segue: acquisire e proteggere un certo segmento di mercato, impedendo l ingresso ad altri; crearsi l immagine di azienda tecnologicamente avanzata; ottenere un premium price per i propri prodotti; acquisire una notevole esperienza, con quello che ciò comporta in termini di costo, prima che altri possano entrare nel mercato; creare la possibilità di concedere licenze per lo sfruttamento del brevetto ottenendo in cambio il pagamento di royalty. 14 Prof. Massimo Merlino

15 Sfruttamento brevetti In alcuni casi lo sfruttamento di un brevetto consente effettiva mente di perseguire gli obiettivi sopra elencati. E tuttavia importante sottolineare come la reale efficacia di un brevetto sia strettamente collegata alle caratteristiche del brevetto stesso e a quelle del settore nel quale si opera. Perché un brevetto possa essere adeguatamente sfruttato occorre anzitutto che esista un mercato pronto a recepire l innovazione e che il brevetto possa consentire significativi miglioramenti rispetto ai prodotti o processi già esistenti. Deve cioè esistere un segmento di mercato per il quale i vantaggi presentati dal prodotto siano ovvi e di valore significativo e nel quale i potenziali clienti possano utilizzare il prodotto senza dover sostenere elevati costi di riconversione. 15 Prof. Massimo Merlino

16 Sfruttamento brevetti Il brevetto deve inoltre essere tale da dominare il prodotto. Questo significa che i brevetti sono tanto più efficaci quanto meno complesso è il prodotto. Un materiale sintetico come il nylon, ad esempio, per quanto frutto di difficili ricerche, rappresenta un prodotto relativamente semplice che può essere coperto da un unico brevetto. Un prodotto come il telefono richiederebbe invece tanti brevetti quanti sono gli elementi che lo compongono e questo renderebbe molto più difficile la protezione nei confronti di eventuali imitatori. 16 Prof. Massimo Merlino

17 Sfruttamento brevetti Un altro elemento che rafforza la dominanza del brevetto sul prodotto è dato dalla stretta definizione dello stesso. Un buon esempio in questo senso è dato dalle specialità farmaceutiche le quali, per essere efficaci, devono presentare ingredienti esattamente definiti con dosaggi altrettanto puntuali. Nel campo del design, invece, lo stesso effetto, o quasi, può essere ottenuto modificando leggermente forme e materiali. Se le condizioni sopra esposte non si verificano, difficilmente un azienda, e soprattutto un azienda di nuova costituzione, potrà trarre dei vantaggi significativi dall utilizzo di brevetti. Anche nel caso il brevetto presenti delle caratteristiche tali da renderlo potenzialmente interessante, bisogna inoltre considerare alcune importanti controindicazioni, che possono più che compensare i vantaggi della copertura brevettuale. 17 Prof. Massimo Merlino

18 Sfruttamento brevetti Tali controindicazioni si collegano al fatto che lo sfruttamento e la difesa del brevetto spesso implicano: un rallentamento nello sviluppo del mercato di sbocco; la possibilità di frequenti azioni legali; l aumento delle spese legali e dei costi per la verifica e il depo sito dei brevetti; lo sviluppo di prodotti sostitutivi. 18 Prof. Massimo Merlino

19 Sfruttamento brevetti Le considerazioni fatte a proposito dell utilizzo di brevetti valgono, naturalmente, anche qualora il brevetto non sia stato sviluppato internamente ma acquistato. In questo caso ai problemi sopra citati può aggiungersi, almeno per i prodotti più complessi, la difficoltà di acquisire tutte le conoscenze tecniche che stanno dietro il brevetto stesso. La capacità di industrializzare un prodotto coperto da brevetto è infatti più elevata per coloro che l hanno sviluppato e lo conoscono a fondo, ed è difficilmente trasferibile. 19 Prof. Massimo Merlino

20 Sfruttamento brevetti Per le aziende che svolgono una considerevole attività di ricerca il problema sopra accennato si ripropone, anche se in termini diversi. Nello svolgere un attività di ricerca capita spesso di ottenere risultati che non si erano ricercati e di fare delle scoperte casuali. Se l innovazione ottenuta non si presta a essere utilizzata all interno dell azienda, si presenta la necessità di vendere il brevetto o, comunque, di cedere il know-how a terzi. Per i problemi di trasferibilità delle conoscenze sopra evidenziati, il valore effettivo del brevetto per l acquirente è, tuttavia, inferiore al valore che questo avrebbe se sfruttato internamente e, in alcuni casi, può anche essere difficile trovare qualcuno che sia interessato all acquisto. 20 Prof. Massimo Merlino

CAP 2 Le fonti dell innovazione. Gestione dell innovazione

CAP 2 Le fonti dell innovazione. Gestione dell innovazione CAP 2 Le fonti dell innovazione Gestione dell innovazione 1 La creatività L innovazione può scaturire da molte fonti diverse: Mente degli individui Ricerca universitaria, EPR, incubatori di imprese, fondazioni

Dettagli

REALIZZARE UN BUSINESS PLAN

REALIZZARE UN BUSINESS PLAN Idee e metodologie per la direzione d impresa Ottobre 2003 Inserto di Missione Impresa dedicato allo sviluppo pratico di progetti finalizzati ad aumentare la competitività delle imprese. REALIZZARE UN

Dettagli

Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg.

Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg. Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg.it) Introduzione Struttura di mercato e incentivi a investire

Dettagli

INTELLECTUAL PROPERTY RIGHTS

INTELLECTUAL PROPERTY RIGHTS Università degli studi di Bergamo Anno accademico 2005 2006 INTELLECTUAL PROPERTY RIGHTS Docente: Prof. Massimo Merlino Intellectual Property Rights (IPR) Imprenditore Business idea L imprenditore che

Dettagli

LE STRATEGIE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE

LE STRATEGIE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE LE STRATEGIE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE Prof. Fabio Musso Università degli Studi di Urbino Facoltà di Economia fabio.musso@uniurb.it pagina 1 Fasi del processo di sviluppo della strategia di internazionalizzazione

Dettagli

Innovazione e diritti di proprietà intellettuale

Innovazione e diritti di proprietà intellettuale Innovazione e diritti di proprietà intellettuale Corso di Economia Industriale 2 Davide Arduini Facoltà di Economia - Università degli Studi di Urbino 1. Introduzione Quali sono i Diritti di Proprietà

Dettagli

Prevedere eventuali allegati (CV, piani operativi, documenti sulla protezione della P.I., ecc.).

Prevedere eventuali allegati (CV, piani operativi, documenti sulla protezione della P.I., ecc.). Premessa e guida per la compilazione Il Business Plan deve essere riferito al primo triennio di attività, deve essere sintetico (lunghezza massima 20 pagine), chiaro, esaustivo ma, soprattutto, deve convincere

Dettagli

Incentivo Start Up Polaris

Incentivo Start Up Polaris Incentivo Start Up Polaris Per l avvio di nuove iniziative d impresa negli ambiti tecnologici di specializzazione del parco Allegato A GUIDA FORMULARIO BUSINESS PLAN VRT 04/08-2010 INDICE 1. SINTESI DEL

Dettagli

Il piano economico-finanziario. Luca Buccoliero Marco Meneguzzo Università Bocconi Milano

Il piano economico-finanziario. Luca Buccoliero Marco Meneguzzo Università Bocconi Milano Il piano economico-finanziario Ruolo e inquadramento dello strumento Il piano economico-finanziario (PEF) costituisce una parte di un più ampio strumento di formalizzazione di un idea imprenditoriale :

Dettagli

La valorizzazione della ricerca e la costituzione di imprese innovative

La valorizzazione della ricerca e la costituzione di imprese innovative La valorizzazione della ricerca e la costituzione di imprese innovative Agenda Approccio al processo innovativo Spin Off della ricerca e Start Up innovative Il Business Plan (analisi critica di un idea

Dettagli

Il progetto di creazione di spin-off accademici: i principi del business plan

Il progetto di creazione di spin-off accademici: i principi del business plan Il progetto di creazione di spin-off accademici: i principi del business plan Copyright 2008 Antonello Garzoni - Tutti i diritti riservati. Prof. Antonello Garzoni ARTI, 20-21-22 Maggio 2008 Agenda Gli

Dettagli

Nuove misure di finanza agevolata a favore delle imprese calabresi

Nuove misure di finanza agevolata a favore delle imprese calabresi Nuove misure di finanza agevolata a favore delle imprese calabresi di Enrico Mazza Il 29 novembre scorso sono stati pubblicati sul BURC (n. 48 parte III) i Decreti che riguardano l approvazione degli Avvisi

Dettagli

Intervento al convegno Future Job - Follonica 21 maggio 2005

Intervento al convegno Future Job - Follonica 21 maggio 2005 Intervento al convegno Future Job - Follonica 21 maggio 2005 slide 1 Introduzione Lo scopo di questo intervento è di presentare un iniziativa che sta muovendo i primi passi in queste settimane e che mira

Dettagli

BUSINESS PLAN BUSINESS PLAN DI PER APERTURA PIZZERIA

BUSINESS PLAN BUSINESS PLAN DI PER APERTURA PIZZERIA BUSINESS PLAN DI PER APERTURA PIZZERIA 1 SINTESI DEL PROGETTO IMPRENDITORIALE: Tale sintesi dovrebbe dare al lettore una chiara idea del progetto imprenditoriale e dell opportunità di business che questo

Dettagli

CORSO DI POLITICA ECONOMICA PER L INNOVAZIONE FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA

CORSO DI POLITICA ECONOMICA PER L INNOVAZIONE FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA PROF.SSA MARIA ALESSANDRA ROSSI ALESSANDRA.ROSSI@UNISI.IT Il problema dell investimento innovativo SCHEMA DELLA LEZIONE Cosa si intende per investimento

Dettagli

PROGRAMMA OPERATIVO REGIONE CALABRIA

PROGRAMMA OPERATIVO REGIONE CALABRIA UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA PROGRAMMA OPERATIVO REGIONE CALABRIA FESR 2007-2013 CCI N 2007 IT 161 PO 008 (Aprile 2013) 1/373 Sperimentale secondo le modalità previste dalla Comunicazione

Dettagli

1. Orientamento al prodotto 2. Orientamento alle vendite 3. Orientamento al mercato 4. Orientamento al marketing

1. Orientamento al prodotto 2. Orientamento alle vendite 3. Orientamento al mercato 4. Orientamento al marketing L ATTIVITA COMMERCIALE DELL AZIENDA: MARKETING Attività e processi mediante i quali l azienda è presente sul mercato reale su cui colloca i propri prodotti. Solitamente il marketing segue un preciso percorso,

Dettagli

Progetto MISE - Unioncamere Veneto Report finale

Progetto MISE - Unioncamere Veneto Report finale Università degli Studi di Padova Dipartimento di Tecnica e Gestione dei Sistemi Industriali luglio 2014 Indice 1 Introduzione 4 2 Anagrafica delle aziende del campione 5 2.1 Distribuzione delle aziende

Dettagli

Introduzione al Marketing II. Marketing e Tecniche di Accesso al Mercato Farmaceutico 1

Introduzione al Marketing II. Marketing e Tecniche di Accesso al Mercato Farmaceutico 1 Introduzione al Marketing II Marketing e Tecniche di Accesso al Mercato Farmaceutico 1 Livelli di Marketing Marketing Strategico Analisi strategica Segmentazione, Targeting, Posizionamento Marketing Tattico

Dettagli

Marketing- Unità Didattica 4 L analisi delle forze conìcorrenziali

Marketing- Unità Didattica 4 L analisi delle forze conìcorrenziali ANALISI DELLE FORZE CONCORRENZIALI Un impresa detiene un vantaggio competitivo sui concorrenti quando ha una redditività più elevata (o, a seconda dei casi, quando può conseguire una maggiore quota di

Dettagli

Dott. Giorgia Rosso Casanova g.rossoc@ec.unipi.it. Il Business Plan

Dott. Giorgia Rosso Casanova g.rossoc@ec.unipi.it. Il Business Plan Dott. Giorgia Rosso Casanova g.rossoc@ec.unipi.it Il Business Plan Che cos è il business plan Documento di pianificazione e comunicazione che analizza e descrive l idea imprenditoriale e ne consente una

Dettagli

IL DSFTM E L INDUSTRIA

IL DSFTM E L INDUSTRIA IL DSFTM E L INDUSTRIA Il punto di vista del broker Roma, 15 aprile 2015 Paolo Foà N&G Consulting p.foa@ngpatent.it 1 Perché un Centro di Ricerca brevetta le sue invenzioni? 2 Un costo o una straordinaria

Dettagli

Indice. 1. Il marketing -----------------------------------------------------------------------------------------------3

Indice. 1. Il marketing -----------------------------------------------------------------------------------------------3 LEZIONE GESTIONE STRATEGICA DEGLI ACQUISTI DOTT.SSA ROSAMARIA D AMORE Indice 1. Il marketing -----------------------------------------------------------------------------------------------3 1.1. Prima

Dettagli

Capitolo XVII. La gestione del processo innovativo

Capitolo XVII. La gestione del processo innovativo Capitolo XVII La gestione del processo innovativo Il ruolo dell innovazione nell economia dell immateriale L innovazione ha assunto un ruolo particolarmente significativo come variabile esplicativa della

Dettagli

Il Marketing Strategico

Il Marketing Strategico Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia Marketing Vitivinicolo A.A. 2014/2015 Il Marketing Strategico Nicola Marinelli nicola.marinelli@unifi.it Cosa vuol dire strategia aziendale? Determinazione dei

Dettagli

I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione

I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione Premessa Obiettivo di questo breve documento è fornire una contributo in vista dell incontro dell 8 luglio; a tale

Dettagli

Titoli post-laurea (dottorato, Master) e sbocchi lavorativi

Titoli post-laurea (dottorato, Master) e sbocchi lavorativi Convegno sul tema INGEGNERIA CHIMICA: Percorsi formativi e mercato del lavoro Titoli post-laurea (dottorato, Master) e sbocchi lavorativi Prof. Ing. Angelo Chianese Università di Roma La Sapienza MASTER

Dettagli

Logo LegaCoop Imola. EXPERIMENT A.S. 2011-2012 Come sviluppare un progetto d impresa

Logo LegaCoop Imola. EXPERIMENT A.S. 2011-2012 Come sviluppare un progetto d impresa Logo LegaCoop Imola 1 EXPERIMENT A.S. 2011-2012 Come sviluppare un progetto d impresa Rivolto alle allieve e agli allievi del 4 anno di Istituti Secondari Superiori Presentato da: Patrizia Andreani 2 DALL

Dettagli

Area Marketing. Approfondimento

Area Marketing. Approfondimento Area Marketing Approfondimento STRATEGIA DI INTERNAZIONALIZZAZIONE STRATEGIA DI INTERNAZIONALIZZAZIONE CONOSCENZE La strategia di espansione internazionale rientra nelle strategie corporate di sviluppo

Dettagli

Sintesi per la stampa. Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2013

Sintesi per la stampa. Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2013 Sintesi per la stampa Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2013 Industria: caduta del fatturato nel biennio 2012-13 (-8,3% pari a 56,5 miliardi di euro a prezzi costanti), causata dal previsto

Dettagli

Dall analisi di settore all analisi dei concorrenti

Dall analisi di settore all analisi dei concorrenti Università degli Studi di Urbino Carlo Bo Facoltà di Economia Corso di Strategie d Impresa R.M. Grant L analisi strategica per le decisioni aziendali Dall analisi di settore all analisi dei concorrenti

Dettagli

ICT e strategie. L influenza delle ICT sulla strategia

ICT e strategie. L influenza delle ICT sulla strategia ICT e strategie Information Systems Design L influenza delle ICT sulla strategia 1. Miglioramento dei processi decisionali strategici e di pianificazione e controllo 2. Strumento per perseguire la strategia

Dettagli

Un progetto di sviluppo del piccolo eolico in Toscana

Un progetto di sviluppo del piccolo eolico in Toscana Un progetto di sviluppo del piccolo eolico in Toscana Loredana Torsello - CITT IL PICCOLO EOLICO PENSA IN GRANDE Opportunità di investimento e vincoli paesaggistici Pomarance, 4 settembre 2009 PICCOLO

Dettagli

INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012

INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012 INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012 Si può essere quotati in Borsa e avere un ottica di lungo periodo? E come recuperare un merito creditizio

Dettagli

Ricerca europea per le Associazioni di imprese

Ricerca europea per le Associazioni di imprese Ricerca europea per le Associazioni di imprese Eurosportello del Veneto Via delle Industrie, 19/d 3175 Venezia Tel. +39 41 99 9411 - Fax +39 41 99 941 E-mail: europa@eurosportelloveneto.it www.eurosportelloveneto.it

Dettagli

Schema di riferimento per il business plan

Schema di riferimento per il business plan Schema di riferimento per il business plan 1 1. IDEA IMPRENDITORIALE 1.1 Descrizione dell idea imprenditoriale 1.2 Elementi di innovatività dell idea imprenditoriale 1.3 Relazione tra il contenuto tecnologico

Dettagli

ANALISI DI SETTORE. Robert M. Grant

ANALISI DI SETTORE. Robert M. Grant ANALISI DI SETTORE Robert M. Grant Prof. T. Pencarelli Spagnoletti Massimo indice 1. Analisi ambientale e settoriale 2. Analisi dell attrattività del settore 3. Previsione della redditività settoriale

Dettagli

Belowthebiz idee in rete

Belowthebiz idee in rete Le 5 forze di Porter Nella formulazione di una strategia un passo fondamentale è la definizione e lo studio delle principali caratteristiche del settore in cui si opera. Lo schema di riferimento più utilizzato

Dettagli

Valorizzazione dei brevetti INTRODUZIONE

Valorizzazione dei brevetti INTRODUZIONE Italian Enterprises speaking (IES) Valorizzazione dei brevetti INTRODUZIONE La Commissione europea sta pianificando l attuazione di alcune misure per migliorare i metodi di commercializzazione dei brevetti

Dettagli

MODI DI FINANZIAMENTO DELL ECONOMIA

MODI DI FINANZIAMENTO DELL ECONOMIA MODI DI FINANZIAMENTO DELL ECONOMIA 1 OPERATORI FINANZIARI ATTIVI E PASSIVI Gli operatori finanziari possono essere divisi in quattro gruppi: Le famiglie; Le imprese; La pubblica amministrazione; il resto

Dettagli

MANTENERE LE RELAZIONI CON I CLIENTI FINALI

MANTENERE LE RELAZIONI CON I CLIENTI FINALI MANTENERE LE RELAZIONI CON I CLIENTI FINALI Il mantenimento delle relazioni con i clienti finali e il processo mediante il quale il fornitore soddisfa nel tempo le esigenze del cliente definite di comune

Dettagli

La scelta della strategia di marketing

La scelta della strategia di marketing LA SCELTA DELLA STRATEGIA DI L obiettivo che l impresa deve perseguire in questa fase è quello di individuare la strategia di marketing che sia in grado di offrire all impresa il mezzo per realizzare i

Dettagli

IL BUSINESS PLAN UNO STRUMENTO PER PIANIFICARE LA PROPRIA IDEA IMPRENDITORIALE

IL BUSINESS PLAN UNO STRUMENTO PER PIANIFICARE LA PROPRIA IDEA IMPRENDITORIALE Agenzia nazionale per l attrazione degli investimenti e lo sviluppo d impresa SpA IL BUSINESS PLAN UNO STRUMENTO PER PIANIFICARE LA PROPRIA IDEA IMPRENDITORIALE Autoimpiego: le misure agevolative e i territori

Dettagli

Business plan. (schema di riferimento ) DENOMINAZIONE IMPRESA:

Business plan. (schema di riferimento ) DENOMINAZIONE IMPRESA: Business plan (schema di riferimento ) DENOMINAZIONE IMPRESA: 1 Dati progettuali di sintesi Nome impresa Indirizzo (sede legale) Forma giuridica Data di costituzione Numero soci Capitale sociale Attività

Dettagli

Regolamento per la Valorizzazione dell attività scientifica ed il Trasferimento dei risultati

Regolamento per la Valorizzazione dell attività scientifica ed il Trasferimento dei risultati Regolamento per la Valorizzazione dell attività scientifica ed il Trasferimento dei risultati Premessa L Ateneo svolge attività di diffusione e promozione della ricerca scientifica sostenendo la partecipazione

Dettagli

Innovazione e Proprietà Industriale. Vantaggi competitivi e Incentivi per le imprese

Innovazione e Proprietà Industriale. Vantaggi competitivi e Incentivi per le imprese Agenzia nazionale per l attrazione degli investimenti e lo sviluppo d impresa SpA Innovazione e Proprietà Industriale. Vantaggi competitivi e Incentivi per le imprese Jesi, 11 ottobre 2013 Il quadro strategico

Dettagli

MANUALE PRATICO SU COSA FARE E COSA NON FARE

MANUALE PRATICO SU COSA FARE E COSA NON FARE MANUALE PRATICO SU E INDICE INTRODUZIONE 1. MARCHI: E 2. BREVETTI: E 3. DESIGN: E 4. COPYRIGHT: E 5. SEGRETO INDUSTRIALE: E Introduzione Ogni impresa, sia essa una start-up o un azienda consolidata, possiede

Dettagli

I DIECI PRINCIPI DELL ECONOMIA

I DIECI PRINCIPI DELL ECONOMIA Corso di Laurea in Servizio Sociale Istituzioni di Economia Introduzione allo studio dell Economia I DIECI PRINCIPI DELL ECONOMIA (Capitolo 1) Il termine economia... Deriva da una parola greca che significa

Dettagli

Marketing: una definizione 28/10/2013 CREAZIONE DI VALORE, ATTIVITÀ DI MARKETING E STRATEGIE D IMPRESA, PIANIFICAZIONE (CAP.

Marketing: una definizione 28/10/2013 CREAZIONE DI VALORE, ATTIVITÀ DI MARKETING E STRATEGIE D IMPRESA, PIANIFICAZIONE (CAP. COMUNICAZIONE D IMPRESA Anno Accademico 2013/2014 CREAZIONE DI VALORE, ATTIVITÀ DI MARKETING E STRATEGIE D IMPRESA, PIANIFICAZIONE (CAP. 1, 2, 3) Unit 5 Slide 5.2.1 Lezioni del 29/30/31 ottobre 2013 IL

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO DIVISIONE RICERCA E RELAZIONI INTERNAZIONALI

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO DIVISIONE RICERCA E RELAZIONI INTERNAZIONALI UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO DIVISIONE RICERCA E RELAZIONI INTERNAZIONALI Ufficio Brevetti e della Proprietà Intellettuale Via Bogino 9-10124 Torino Tel. 011-670.4374/4381/4170 Fax 011-670.4436 ufficio.brevetti@unito.it

Dettagli

Pricing & Costing Soluzioni Caso One-O-One

Pricing & Costing Soluzioni Caso One-O-One Pricing & Costing Soluzioni Caso One-O-One G.TOSCANO e A.VINCI Corso: Pricing & Costing LIUC Università di Castellanza Ottobre 2010 Anno accademico 2010/11 Lucidi di Giuseppe Toscano 1 Domande guida per

Dettagli

MARKETING DEI PRODOTTI VITIVINICOLI

MARKETING DEI PRODOTTI VITIVINICOLI Anno Accademico 2008/09 MARKETING DEI PRODOTTI VITIVINICOLI Appunti dalle lezioni del Prof. Diego Begalli 7. LA POLITICA DI PREZZO Può essere che un impresa progetti la propria strategia di marketing mix

Dettagli

Sviluppo e Gestione di Progetti. Primo modulo: Introduzione al PM. Filippo Ghiraldo - Sviluppo e Gestione di Progetti per Informatici

Sviluppo e Gestione di Progetti. Primo modulo: Introduzione al PM. Filippo Ghiraldo - Sviluppo e Gestione di Progetti per Informatici Università di Padova - e Gestione di Progetti Primo modulo: Introduzione al PM docente: Filippo Ghiraldo filippo.ghiraldo@unipd.it Progetti e loro ciclo di vita Esempi Materiale didattico sottoposto a

Dettagli

Circolare n 10. Oggetto. Quartu S.E., 03 ottobre 2011

Circolare n 10. Oggetto. Quartu S.E., 03 ottobre 2011 Quartu S.E., 03 ottobre 2011 Circolare n 10 Oggetto Legge di Finanziamento: Comunitaria Nazionale Regionale Comunale Settore: Artigianato, Commercio, Servizi, Industria ed Agricoltura La circolare fornisce

Dettagli

SPERIMENTAZIONI. SIMULAZIONE: il business plan di una impresa legata ai rifiuti. Materiali Didattici «La gestione integrata dei rifiuti»

SPERIMENTAZIONI. SIMULAZIONE: il business plan di una impresa legata ai rifiuti. Materiali Didattici «La gestione integrata dei rifiuti» Materiali Didattici «La gestione integrata dei rifiuti» SPERIMENTAZIONI SIMULAZIONE: il business plan di una impresa legata ai rifiuti GREEN JOBS Formazione e Orientamento L idea In questo modulo sono

Dettagli

Il Piano Industriale

Il Piano Industriale LE CARATTERISTICHE DEL PIANO INDUSTRIALE 1.1. Definizione e obiettivi del piano industriale 1.2. Requisiti del piano industriale 1.3. I contenuti del piano industriale 1.3.1. La strategia realizzata e

Dettagli

Costo fisso Costo variabile Costo totale Costo medio = CT / Q Costo marginale: costo di una unità addizionale di output

Costo fisso Costo variabile Costo totale Costo medio = CT / Q Costo marginale: costo di una unità addizionale di output Vantaggio di costo Un'impresa ha un vantaggio di costo se i suoi costi cumulati per realizzare tutte le attività generatrici di valore sono più bassi di quelli dei suoi concorrenti" Porter Costo fisso

Dettagli

Avv. Marco De Paolis Brevetto: quali opportunità? Dagli accordi di circolazione delle invenzioni e delle ricerche alla costituzione di startup

Avv. Marco De Paolis Brevetto: quali opportunità? Dagli accordi di circolazione delle invenzioni e delle ricerche alla costituzione di startup Giornata di formazione sui brevetti Brescia, 29 febbraio 2012 Università degli Studi di Brescia Avv. Marco De Paolis Brevetto: quali opportunità? Dagli accordi di circolazione delle invenzioni e delle

Dettagli

MESSINA 2020- VERSO IL PIANO STRATEGICO

MESSINA 2020- VERSO IL PIANO STRATEGICO MESSINA 2020- VERSO IL PIANO STRATEGICO COMMISSIONE 3: SERVIZI PER LO SVILUPPO LOCALE DEI TERRITORI Sintesi risultati incontro del 11 Marzo 2009 ASSISTENZA TECNICA A CURA DI: RAGGRUPPAMENTO TEMPORANEO

Dettagli

L economia italiana 169

L economia italiana 169 L economia italiana 169 3.8 Debito pubblico: perché no?! il rapporto tra il disavanzo pubblico e il prodotto interno lordo non deve essere superiore al 3%;! il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto

Dettagli

AUDIZIONE. Commissione Lavoro Pubblico e Privato Camera dei Deputati LIBRO VERDE SULLE PENSIONI

AUDIZIONE. Commissione Lavoro Pubblico e Privato Camera dei Deputati LIBRO VERDE SULLE PENSIONI AUDIZIONE Commissione Lavoro Pubblico e Privato Camera dei Deputati LIBRO VERDE SULLE PENSIONI ROMA, 14 OTTOBRE 2010 I sistemi di sicurezza sociale sono sviluppati in Europa più che in altre parti del

Dettagli

un alleato per la vostra competitività

un alleato per la vostra competitività italiano Gentili Clienti, in questa brochure istituzionale, dedicata a voi, si vuole sottolineare soprattutto ciò che siamo, ciò in cui crediamo e consideriamo importante, ciò a cui puntiamo. In altre

Dettagli

L ECONOMICITÀ AZIENDALE

L ECONOMICITÀ AZIENDALE L ECONOMICITÀ AZIENDALE IMPRESA tende alla sopravvivenza (autonoma) nel tempo 1 a condizione: Equilibrio economico Risorse consumo (utilizzazione) Collocamento l azienda deve conseguire in volume di ricavi

Dettagli

Comunicare la RSI in tempi di crisi: criticità e opportunità

Comunicare la RSI in tempi di crisi: criticità e opportunità Comunicare la RSI in tempi di crisi: criticità e opportunità di Rossella Sobrero presidente di Koinètica Come cambia la comunicazione in tempo di crisi Le imprese socialmente responsabili sanno affrontare

Dettagli

Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario

Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario Relazioni monetarie e finanziarie si stabiliscono anche tra i residenti di un paese e i non-residenti. Le transazioni internazionali necessitano di istituzioni

Dettagli

Prefazione Prefazione all edizione italiana Introduzione. PARTE 1 Opportunità imprenditoriali, definizione del business, strategia competitiva 1

Prefazione Prefazione all edizione italiana Introduzione. PARTE 1 Opportunità imprenditoriali, definizione del business, strategia competitiva 1 INDICE Prefazione Prefazione all edizione italiana Introduzione Autori IX XVII XIX XXV PARTE 1 Opportunità imprenditoriali, definizione del business, strategia competitiva 1 Capitolo 1 Sviluppo economico

Dettagli

#innoviamo. Management. Nuovi modelli di business per virare verso la ripresa e la crescita. Alessandro Frè

#innoviamo. Management. Nuovi modelli di business per virare verso la ripresa e la crescita. Alessandro Frè #innoviamo Nuovi modelli di business per virare verso la ripresa e la crescita Alessandro Frè Non si fa altro che parlare di cambiamento, crescita, innovazione, crisi dei mercati, competizione sempre più

Dettagli

LOCAL BUSINESS MANAGER

LOCAL BUSINESS MANAGER Da venti anni promozione e sviluppo d impresa LOCAL BUSINESS MANAGER IL BUSINESS DEL PROMUOVERE BUSINESS E SVILUPPO LOCALE Aiutare gli aspiranti imprenditori a creare una nuova attività, supportare gli

Dettagli

Guida all elaborazione del Business Plan

Guida all elaborazione del Business Plan Guida all elaborazione del Business Plan GUIDA ALL ELABORAZIONE DEL BUSINESS PLAN Titolo progetto Dare un titolo al progetto che si intende sviluppare (di norma contraddistingue il prodotto/servizio che

Dettagli

LE STRATEGIE CORPORATE IN UN IMPRESA MULTIBUSINESS

LE STRATEGIE CORPORATE IN UN IMPRESA MULTIBUSINESS UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI URBINO Carlo Bo FACOLTÀ DI ECONOMIA Corso di Laurea Specialistica in Marketing e Comunicazione per le Aziende LE STRATEGIE CORPORATE IN UN IMPRESA MULTIBUSINESS G. Pellicelli

Dettagli

Concetti di marketing turistico

Concetti di marketing turistico Concetti di marketing turistico Introduzione Un impresa, per individuare la linea d azione che ha la maggior probabilità di portare al successo il proprio prodotto, cerca di anticipare i bisogni dei consumatori,

Dettagli

IL PROCESSO DI VALUTAZIONE DI UN SITO PRODUTTIVO: IL CASO ABBOTT DOPO L ACQUISIZIONE DI KNOLL

IL PROCESSO DI VALUTAZIONE DI UN SITO PRODUTTIVO: IL CASO ABBOTT DOPO L ACQUISIZIONE DI KNOLL IL PROCESSO DI VALUTAZIONE DI UN SITO PRODUTTIVO: IL CASO ABBOTT DOPO L ACQUISIZIONE DI KNOLL Prof. 1Corso: Supply chain management Docente: 1 Considerazioni di sintesi L azienda si posiziona tra le prime

Dettagli

1. QUAL È LO SCOPO DI QUESTO MODULO?

1. QUAL È LO SCOPO DI QUESTO MODULO? Percorso B. Modulo 4 Ambienti di Apprendimento e TIC Guida sintetica agli Elementi Essenziali e Approfondimenti (di Antonio Ecca), e slide per i formatori. A cura di Alberto Pian (alberto.pian@fastwebnet.it)

Dettagli

Capitolo 21. Risparmio e formazione di capitale. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke

Capitolo 21. Risparmio e formazione di capitale. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke Capitolo 21 Risparmio e formazione di capitale In questa lezione Risparmio individuale: risparmio e ricchezza moventi del risparmio (tasso di interesse, ciclo di vita, precauzionale, profili consumo) Risparmio

Dettagli

Materiale, dati e informazioni per l applicazione della griglia

Materiale, dati e informazioni per l applicazione della griglia Appendice A IPI, ISTITUTO PER LA PROMOZIONE INDUSTRIALE MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO DG Lotta alla Contraffazione Ufficio Italiano Brevetti e Marchi Progetto per l implementazione della griglia di

Dettagli

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN La nuova impresa nasce da un idea, da un intuizione: la scoperta di una nuova tecnologia, l espansione della

Dettagli

Marketing & Sales: le reazioni alla crisi

Marketing & Sales: le reazioni alla crisi Marketing & Sales: le reazioni alla crisi I risultati di un indagine empirica 1 1. IL CAMPIONE ESAMINATO 2 Le imprese intervistate Numero imprese intervistate: 14 Imprese familiari. Ruolo centrale dell

Dettagli

Edited by Foxit PDF Editor Copyright (c) by Foxit Software Company, 2004 For Evaluation Only.

Edited by Foxit PDF Editor Copyright (c) by Foxit Software Company, 2004 For Evaluation Only. In un mercato del lavoro competitivo esistono due tipi di lavoratori, quelli con alta produttività L A, che producono per 30 $ l'ora, e quelli con bassa produttività, L B, che producono per 5 $ l'ora.

Dettagli

Requisiti soggetto proponente. Attività oggetto di finanziamento

Requisiti soggetto proponente. Attività oggetto di finanziamento Camera di Commercio di Treviso Bando di concorso per la concessione di contributi alle PMI per favorire l'innovazione, la competitivitá, per l'applicazione di tecnologie avanzate e la salvaguardia dell'ambiente

Dettagli

Organizzazione aziendale Lezione 8 L organizzazione dell impresa Cap. 6. Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it Tel.0776.299.

Organizzazione aziendale Lezione 8 L organizzazione dell impresa Cap. 6. Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it Tel.0776.299. Organizzazione aziendale Lezione 8 L organizzazione dell impresa Cap. 6 Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it Tel.0776.299.3641 Stanza 1S-28 L organizzazione dell impresa Unità organizzative: raccolgono personale

Dettagli

MARCHI KNOW-HOW BREVETTI E LICENSING

MARCHI KNOW-HOW BREVETTI E LICENSING MARCHI KNOW-HOW BREVETTI E LICENSING V ed. 2011 C.Costa - M.C.Baldini - R. Plebani - 1 - Indice CAP. I IL PATRIMONIO TECNOLOGICO E COMMERCIALE DELL IMPRESA INDIRIZZI GENERALI PER LA SUA GESTIONE 1.1. Come

Dettagli

Le altre forme di mercato

Le altre forme di mercato CL Medicina Veterinaria Anno Accademico 2014-15 Le altre forme di mercato 1 Critiche alla forma di mercato della concorrenza perfetta La forma di mercato della concorrenza perfetta (che è alla base di

Dettagli

LIBERI DI INNOVARE, LIBERI DI SCEGLIERE. Manifesto per l energia del futuro

LIBERI DI INNOVARE, LIBERI DI SCEGLIERE. Manifesto per l energia del futuro LIBERI DI INNOVARE, LIBERI DI SCEGLIERE Manifesto per l energia del futuro È in discussione in Parlamento il disegno di legge sulla concorrenza, che contiene misure che permetteranno il completamento del

Dettagli

Come costruire il piano commerciale

Come costruire il piano commerciale Come costruire il piano commerciale Definire un piano commerciale per la propria impresa è importante: quando mancano idee chiare e obiettivi, infatti, spesso l azione di vendita viene sviluppata in modo

Dettagli

Economia Industriale Laurea Specialistica in Ingegneria Gestionale. Antitrust e collusione. Sorge negli US come reazione alla formazione di trusts

Economia Industriale Laurea Specialistica in Ingegneria Gestionale. Antitrust e collusione. Sorge negli US come reazione alla formazione di trusts UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Economia Industriale Laurea Specialistica in Ingegneria Gestionale Antitrust e collusione Anno Accademico 2005/2006 Prof. Gianmaria Martini Prospettiva storica Sorge negli

Dettagli

Quali risorse dalle attività di ricerca e di trasferimento tecnologico

Quali risorse dalle attività di ricerca e di trasferimento tecnologico Quali risorse dalle attività di ricerca e di trasferimento tecnologico Giuseppe Colpani Direttore Generale, AREA Science Park IV Convegno Codau, Venezia, 22-23 settembre 2006 Spunti relazione La Torre

Dettagli

Il Ministero dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico

Il Ministero dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico Il Ministero dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico L Associazione Bancaria Italiana (ABI) Il Presidente dell ABI La CONFINDUSTRIA Il Presidente di CONFINDUSTRIA La Conferenza dei

Dettagli

Nuovo paradigma: interventi finanziari coordinati per migliorare la competitività delle imprese agricole

Nuovo paradigma: interventi finanziari coordinati per migliorare la competitività delle imprese agricole Nuovo paradigma: interventi finanziari coordinati per migliorare la competitività delle imprese agricole Agricoltura e turismo 1) sono i settori che meglio tengono nella crisi economico-finanziaria di

Dettagli

Il Franchising Bricofer. Corporate Profile. Tra il dire e il fare.

Il Franchising Bricofer. Corporate Profile. Tra il dire e il fare. Il Franchising Bricofer Corporate Profile Tra il dire e il fare. IL FRANCHISING DI BRICOFER Un fenomeno in crescita. Una solida realtà. Combinazioni vincenti. Protagonisti del mercato. La struttura. I

Dettagli

Contenuti. Fatti stilizzati microeconomici. L evidenza empirica è in contrasto con le previsioni del teorema Modigliani Miller.

Contenuti. Fatti stilizzati microeconomici. L evidenza empirica è in contrasto con le previsioni del teorema Modigliani Miller. Contenuti L evidenza empirica è in contrasto con le previsioni del teorema Modigliani Miller. ECONOMIA MONETARIA E FINANZIARIA (7) Esistono quindi delle imperfezioni dei mercati. Le imperfezioni dei mercati

Dettagli

Dalla Business Idea al Business Plan - 1 -

Dalla Business Idea al Business Plan - 1 - Dalla Business Idea al Business Plan - 1 - Elementi base per il Business Plan - 2 - Imprenditore = Persona Da che cosa partire? dalle persone Un buon gruppo di neoimprenditori migliorerà l idea a fronte

Dettagli

GUIDA ALLA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN

GUIDA ALLA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN GUIDA ALLA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN Il Business Plan è il principale strumento per valutare la convenienza economica e la fattibilità di un nuovo progetto di impresa. Documento indispensabile per accedere

Dettagli

Piano straordinario di rigenerazione del bacino termale euganeo. Attività per la differenziazione delle imprese alberghiere termali

Piano straordinario di rigenerazione del bacino termale euganeo. Attività per la differenziazione delle imprese alberghiere termali Piano straordinario di rigenerazione del bacino termale euganeo Attività per la differenziazione delle imprese alberghiere termali Piano straordinario di rigenerazione del bacino termale euganeo Turismo

Dettagli

LA POLITICA MICROECONOMICA I

LA POLITICA MICROECONOMICA I capitolo 6-1 LA POLITICA MICROECONOMICA I LA POLITICA MICROECONOMICA MIRA A REALIZZARE OBIETTIVI DI EFFICIENZA ED EQUITA OPERANDO (A SECONDA DEI CASI) PER: ASSICURARE ESISTENZA E FUNZIONAMENTO DEI MERCATI

Dettagli

1. Roma e le altre metropoli europee. I fattori della competitività: innovazione e accoglienza

1. Roma e le altre metropoli europee. I fattori della competitività: innovazione e accoglienza 1. Roma e le altre metropoli europee. I fattori della competitività: innovazione e accoglienza Il fattore innovazione: la capacità brevettuale del territorio. Fattore chiave che segna la strada verso la

Dettagli

CONVEGNO INDICAM. On. Mario Valducci, Sottosegretario alle Attività Produttive

CONVEGNO INDICAM. On. Mario Valducci, Sottosegretario alle Attività Produttive CONVEGNO INDICAM Un'occasione da non sprecare: l'istituzione delle nuove sezioni specializzate in materia di Proprietà Industriale e Intellettuale Milano, 27 Marzo 2003 On. Mario Valducci, Sottosegretario

Dettagli

Modalità Attuative Fondo Prestiti Rimborsabili

Modalità Attuative Fondo Prestiti Rimborsabili OBIETTIVO COMPETITIVITÀ REGIONALE E OCCUPAZIONE PROGRAMMA OPERATIVO 2007-2013 REGIONE LIGURIA Parte Competitività COFINANZIATO DAL F.E.S.R. - FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE ASSE 1 INNOVAZIONE E COMPETITIVITA

Dettagli

prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena

prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena UNIVERSITÀ, SCUOLE E ORIENTAMENTO IN ITALIA intervento al convegno Essenzialità dell Orientamento per il Futuro dei Giovani, Orvieto 9 11 dicembre

Dettagli

TECNOLOGIA E GESTIONE DELL INNOVAZIONE

TECNOLOGIA E GESTIONE DELL INNOVAZIONE Università degli Studi di Urbino Carlo Bo Facoltà Economia Corso di Strategia di Impresa A/A 2008-2009 TECNOLOGIA E GESTIONE DELL INNOVAZIONE -Robert M. Grant- Peitas Patrizia INDICE 1. Il vantaggio competitivo

Dettagli

HAI UNA PICCOLA IMPRESA? INSIEME A NOI PUOI FARLA CRESCERE!

HAI UNA PICCOLA IMPRESA? INSIEME A NOI PUOI FARLA CRESCERE! HAI UNA PICCOLA IMPRESA? INSIEME A NOI PUOI FARLA CRESCERE! 2014 FORMAPER SVILUPPO DELL IMPRENDITORIALITÀ Formaper è un azienda speciale della Camera di Commercio di Milano nata nel 1987 con la missione

Dettagli