IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE

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1 Università degli studi di Bergamo Anno accademico IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Docente: Prof. Massimo Merlino

2 Introduzione Il tema della gestione dell innovazione tecnologica è più che mai al centro dell interesse di diversi soggetti in tutti i paesi del mondo per molte ragioni. 1. In primo luogo, numerose ricerche mostrano come l intrapresa di attività innovative garantisca premi per il rischio anche quattro o cinque volte superiori alla media dei rendimenti azionari dei principali mercati dal dopoguerra ad oggi. 2. In secondo luogo, seppure questi alti premi nascondano processi concorrenziali estremamente selettivi, il contributo aggregato degli investimenti innovativi alla crescita economica è fondamentale, sia sul lato degli investimenti in conto capitale, sia sul lato della formazione e della specializzazione della forza lavoro. 2 Prof. Massimo Merlino

3 Introduzione 3. In terzo luogo, soprattutto nei paesi più sviluppati, lo sviluppo d innovazione continua a mostrare le tensioni schumpeteriane di convivenza tra strutture di grandi dimensioni, caratterizzate da processi di ricerca e sviluppo formalizzati e strutturati che attingono a risorse cospicue, e strutture imprenditoriali di nuova o recente formazione, con maggiore capacità innovativa e una forte destrutturazione del processo di sfruttamento delle nuove idee. 3 Prof. Massimo Merlino

4 Introduzione Il circolo dell innovazione Ricerca e sviluppo Brevettazione Sfruttamento commerciale 4 Prof. Massimo Merlino

5 Introduzione Il problema della gestione dell innovazione diventa quindi rilevante poiché è fondamentale per creare ricchezza, perché questa ricchezza può essere particolarmente elevata e poiché i soggetti coinvolti presentano caratteristiche organizzative, sistemi d incentivi e disponibilità di risorse fortemente asimmetriche tra loro. Ecco perché la competizione a livello di risorse dedicate allo sviluppo di innovazione può essere esaminata a diversi livelli: Europa vs. USA, settori high tech vs. settori low tech, grandi imprese vs. piccole imprese, giungendo comunque sempre alla conclusione che, in assenza di impegno in questa direzione, non è possibile sperare di sopravvivere nell arena competitiva di domani, dove il domani in molti casi è forse già passato. 5 Prof. Massimo Merlino

6 Introduzione Affrontare questi problemi, tuttavia, non vuol dire focalizzare l attenzione esclusivamente sulle buone idee. Tutte le ricerche in questo campo, infatti, mostrano che avere una buona idea o una buona intuizione non è affatto sufficiente per raggiungere un effettivo successo commerciale. Al contrario, il processo di sfruttamento economico dell invenzione è un percorso ad ostacoli dove paga il lavoro di gruppo, la presenza di competenze complementari e la disponibilità a condividere il successo, piuttosto che ad essere gli unici responsabili dell insuccesso. 6 Prof. Massimo Merlino

7 La struttura di ricerca e sviluppo Qualora l azienda che si intende avviare si basi su innovazioni di tipo tecnico, occorre predisporre una struttura di Ricerca e Sviluppo. In alcuni casi estremi,tale struttura è la prima a essere creata, in quanto non sono ancora stati messi a punto i prodotti che si vogliono offrire sul mercato. In questi casi si potrà passare alla costituzione della struttura produttiva e commerciale solo dopo che le innovazioni sia a livello di prodotto sia a livello di processo saranno state realizzate o, comunque, saranno state messe a punto nelle loro linee fondamentali. R & S Prodotti e processi Struttura produttiva e commerciale 7 Prof. Massimo Merlino

8 La struttura di ricerca e sviluppo Nel costituire la struttura di Ricerca e Sviluppo in primo luogo occorre tener conto delle particolarità che la differenziano rispetto alla rimanente parte della struttura aziendale. Anzitutto bisogna considerare il fatto che il personale addetto alla ricerca ha ritmi di lavoro e modalità di comportamento alquanto diversi a rispetto al resto del personale. E importante mantenere l ente di ricerca sufficientemente separato dalla struttura operativa. Mentre in quest ultima quello che più importa è la massimizzazione della produttività, in un ente tecnico va invece massimizzata la creatività di chi vi lavora. 8 Prof. Massimo Merlino

9 La struttura di ricerca e sviluppo Questi diversi tipi di unità devono quindi avere, se si vuole che funzionino convenientemente, differenti meccanismi di funzionamento. E opportuno che nell ente di ricerca i tecnici possano diventare dirigenti anche senza avere subordinati. In questa struttura, inoltre, non devono esistere orari d ufficio e le persone devono essere valutate solo in base ai risultati ottenuti. Questo non significa che i ricercatori non debbano essere responsabilizzati dal punto di vista economico: è infatti molto importante che anche per questo tipo di attività si facciano dei precisi preventivi di spesa e ci si proponga il raggiungimento degli obiettivi in tempi definiti. 9 Prof. Massimo Merlino

10 La struttura di ricerca e sviluppo Le imprese di nuova costituzione che svolgono un intensa attività di ricerca e sviluppo presentano, ancor più delle altre, il problema del finanziamento della fase iniziale dello sviluppo. Le aziende che operano in settori a elevato contenuto tecnologico realizzano infatti un ritorno monetario solo dopo notevoli e prolungati investimenti nelle fasi di ricerca, sviluppo, commercializzazione e industrializzazione del prodotto. Se le risorse umane e finanziarie disponibili non sono sufficienti per arrivare sino alla fase di commercializzazione, l azienda è quindi destinata a fallire o a dover essere ceduta a terzi. In questo tipo di aziende è perciò ancor più necessario svolgere un attenta analisi previsionale delle risorse che verranno assorbite nelle prime fasi dell attività. 10 Prof. Massimo Merlino

11 La struttura di ricerca e sviluppo Una tattica utile per agevolare il superamento delle fasi iniziali di sviluppo delle imprese ad alta tecnologia può essere quella di cominciare a operare come imprese di servizi e, solo successivamente, passare all offerta di prodotti Se si sceglie di partire direttamente con l offerta di prodotti bisogna passa re attraverso l intero processo volto alla messa a punto del prodotto, all avvio della struttura produttiva, alla creazione di una rete commerciale eccetera. In questi casi il flusso di cassa è inizialmente negativo e, solo successivamente, diventa positivo. Una volta superata la fase iniziale, tuttavia, il flusso di cassa è in genere molto soddisfacente in quanto i margini operativi sono solitamente più alti per i prodotti di quanto non avvenga per i servizi. 11 Prof. Massimo Merlino

12 La struttura di ricerca e sviluppo Se invece si decide di entrare nel settore attraverso l area dei servizi tutto diventa più semplice in quanto quello che occorre fa re è convincere qualcuno che si è in grado di fare certe cose. In questo caso è possibile cominciare senza grossi investimenti, in quanto l unico, o quasi, fabbisogno finanziario riguarda il capitale circolante. I margini, tuttavia, sono di solito più modesti per i servizi che non per i prodotti, in quanto le barriere all entrata in questa area sono più basse e quindi la competizione è normalmente più vivace. Inoltre per il cliente è sempre possibile calcolare quanto verrebbe a costare lo stesso servizio se fornito internamente, e questo contribuisce a tenere bassi i prezzi. 12 Prof. Massimo Merlino

13 Sfruttamento brevetti Molte nuove imprese vengono fondate al fine di sfruttare un brevetto industriale che, si ritiene, possa avere degli sbocchi commerciali. Gli imprenditori che puntano tutto sul possesso di un brevetto corrono però considerevoli rischi di fallimento se non riescono a collegare l innovazione tecnica con le reali esigenze del mercato o se non riescono a proteggersi da eventuali imitazioni. 13 Prof. Massimo Merlino

14 Sfruttamento brevetti I principali obiettivi che ci si pone quando si basa la propria strategia sulla difesa e sullo sfruttamento di un brevetto possono essere sintetizzati come segue: acquisire e proteggere un certo segmento di mercato, impedendo l ingresso ad altri; crearsi l immagine di azienda tecnologicamente avanzata; ottenere un premium price per i propri prodotti; acquisire una notevole esperienza, con quello che ciò comporta in termini di costo, prima che altri possano entrare nel mercato; creare la possibilità di concedere licenze per lo sfruttamento del brevetto ottenendo in cambio il pagamento di royalty. 14 Prof. Massimo Merlino

15 Sfruttamento brevetti In alcuni casi lo sfruttamento di un brevetto consente effettiva mente di perseguire gli obiettivi sopra elencati. E tuttavia importante sottolineare come la reale efficacia di un brevetto sia strettamente collegata alle caratteristiche del brevetto stesso e a quelle del settore nel quale si opera. Perché un brevetto possa essere adeguatamente sfruttato occorre anzitutto che esista un mercato pronto a recepire l innovazione e che il brevetto possa consentire significativi miglioramenti rispetto ai prodotti o processi già esistenti. Deve cioè esistere un segmento di mercato per il quale i vantaggi presentati dal prodotto siano ovvi e di valore significativo e nel quale i potenziali clienti possano utilizzare il prodotto senza dover sostenere elevati costi di riconversione. 15 Prof. Massimo Merlino

16 Sfruttamento brevetti Il brevetto deve inoltre essere tale da dominare il prodotto. Questo significa che i brevetti sono tanto più efficaci quanto meno complesso è il prodotto. Un materiale sintetico come il nylon, ad esempio, per quanto frutto di difficili ricerche, rappresenta un prodotto relativamente semplice che può essere coperto da un unico brevetto. Un prodotto come il telefono richiederebbe invece tanti brevetti quanti sono gli elementi che lo compongono e questo renderebbe molto più difficile la protezione nei confronti di eventuali imitatori. 16 Prof. Massimo Merlino

17 Sfruttamento brevetti Un altro elemento che rafforza la dominanza del brevetto sul prodotto è dato dalla stretta definizione dello stesso. Un buon esempio in questo senso è dato dalle specialità farmaceutiche le quali, per essere efficaci, devono presentare ingredienti esattamente definiti con dosaggi altrettanto puntuali. Nel campo del design, invece, lo stesso effetto, o quasi, può essere ottenuto modificando leggermente forme e materiali. Se le condizioni sopra esposte non si verificano, difficilmente un azienda, e soprattutto un azienda di nuova costituzione, potrà trarre dei vantaggi significativi dall utilizzo di brevetti. Anche nel caso il brevetto presenti delle caratteristiche tali da renderlo potenzialmente interessante, bisogna inoltre considerare alcune importanti controindicazioni, che possono più che compensare i vantaggi della copertura brevettuale. 17 Prof. Massimo Merlino

18 Sfruttamento brevetti Tali controindicazioni si collegano al fatto che lo sfruttamento e la difesa del brevetto spesso implicano: un rallentamento nello sviluppo del mercato di sbocco; la possibilità di frequenti azioni legali; l aumento delle spese legali e dei costi per la verifica e il depo sito dei brevetti; lo sviluppo di prodotti sostitutivi. 18 Prof. Massimo Merlino

19 Sfruttamento brevetti Le considerazioni fatte a proposito dell utilizzo di brevetti valgono, naturalmente, anche qualora il brevetto non sia stato sviluppato internamente ma acquistato. In questo caso ai problemi sopra citati può aggiungersi, almeno per i prodotti più complessi, la difficoltà di acquisire tutte le conoscenze tecniche che stanno dietro il brevetto stesso. La capacità di industrializzare un prodotto coperto da brevetto è infatti più elevata per coloro che l hanno sviluppato e lo conoscono a fondo, ed è difficilmente trasferibile. 19 Prof. Massimo Merlino

20 Sfruttamento brevetti Per le aziende che svolgono una considerevole attività di ricerca il problema sopra accennato si ripropone, anche se in termini diversi. Nello svolgere un attività di ricerca capita spesso di ottenere risultati che non si erano ricercati e di fare delle scoperte casuali. Se l innovazione ottenuta non si presta a essere utilizzata all interno dell azienda, si presenta la necessità di vendere il brevetto o, comunque, di cedere il know-how a terzi. Per i problemi di trasferibilità delle conoscenze sopra evidenziati, il valore effettivo del brevetto per l acquirente è, tuttavia, inferiore al valore che questo avrebbe se sfruttato internamente e, in alcuni casi, può anche essere difficile trovare qualcuno che sia interessato all acquisto. 20 Prof. Massimo Merlino

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