IMPOSTA DI SOGGIORNO: LO STATO DELL ARTE IN TOSCANA

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1 IMPOSTA DI SOGGIORNO: LO STATO DELL ARTE IN TOSCANA Giugno 2012

2 Gruppo di lavoro: Emilio Becheri (Coordinatore) Ilaria Nuccio Alessandro Pesci Giuseppe Ferraina Mercury S.r.l. Turistica ANCI Toscana Via dei Bardi 39 Via Giovane , Firenze 50122, Firenze

3 INDICE L IMPOSTA DI SOGGIORNO Un imposta con tante facce Il provvedimento legislativo L imposta di soggiorno La tassa di sbarco Le modalità di applicazione dell imposta di soggiorno Le tariffe Le finalità Le grandi città d arte Il caso della Toscana Lo stato dell arte Come essere Comuni turistici per applicare l imposta Alcuni parametri Comuni e presenze Comuni e tipologie di turismo Turismi e presenze Comuni e Province Le modalità di applicazione Le risorse finanziarie apportate Alcune valutazioni...27 APPENDICE... Errore. Il segnalibro non è definito.

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5 L IMPOSTA DI SOGGIORNO 1. Un imposta con tante facce Per i Comuni turistici la possibilità di trarre mezzi finanziari da turisti e dai visitatori in quanto utilizzatori dei servizi delle città (city users) rappresenta un opzione molto rilevante in termini di risorse aggiuntive per la gestione dei propri servizi sul territorio. Una destinazione è vissuta da tutti coloro che, per un motivo o per un altro, vi soggiornano pernottando: residenti (pernottanti continui), turisti (pernottano qualche giorno) o lavoratori (pernottano il tempo della durata del lavoro) e anche da coloro che la visitano per poche ore, generalmente definiti escursionisti. L imposta riguarda, di fatto solo uno di questi gruppi, i turisti che pernottano per un certo numero di notti. Molti provvedimenti escludono la sua applicazione ai lavoratori o a persone che pernottano per motivi sanitari, pertanto è un imposta eminentemente turistica o per altre emergenze. Quasi tutti i Regolamenti Comunali indicano che l imposta non è più applicata dopo un certo numero di pernottamenti; il limite varia da località a località, così come sono diversi i criteri e le modalità di non esclusione e applicazione per alcune categorie e per il periodo temporale di riferimento. Certamente l imposta non si applica agli escursionisti in quanto tali. Statisticamente un soggetto che pernotta in una data località, anche se vi dorme soltanto, è considerato un turista per la destinazione ove dorme ed un escursionista per quelle che visita durante il soggiorno. Sono molte le località che svolgono questa sorta di funzione dormitorio rispetto ad altre destinazioni. Ad esempio un cliente che alloggia a Calenzano e, quindi, dorme in un hotel di Calenzano per visitare Firenze, appare come turista nella prima località ed è un escursionista a Firenze, anche se sta tutto il giorno, dalla mattina alle 8 alla sera alle 23. Analoga situazione si verifica per quei turisti che alloggiano nelle città termali non per effettuare trattamenti salutiferi ma per visitare città d arte vicine, solo perché il costo è assai più ridotto, a parità di altre condizioni, rispetto all alloggio nella località obiettivo principale del viaggio. È quanto si verifica nel caso di coloro che pernottano 5

6 a Fiuggi per visitare Roma, a Montecatini Terme per visitare Firenze e presso le Terme Euganee per visitare Venezia. La distinzione fra escursionisti e turisti è un nodo difficile da risolvere perché in extrema ratio porterebbe all applicazione di due distinte imposte alla stessa persona: una in quanto escursionista e l altra come turista. Non è un ipotesi lontana dalla realtà; è quanto già avviene nel caso di chi alloggia in una località ove paga l imposta di soggiorno e si reca a visitarne un altra con un pullman turistico ove deve pagare, compreso nel prezzo del biglietto, il ticket. Il solo tributo che colpisce turisti ed escursionisti è la tassa di sbarco, istituita di recente, che si può però applicare per legge solo nel caso delle isole minori. Le difficoltà e le sovrapposizioni che l applicazione della cosiddetta imposta di soggiorno ha prodotto non sono poche; pertanto è necessario fare ordine e capirne motivazioni e applicazioni. Quali Comuni e perché possono applicare l imposta? Possono essere individuati i principali modelli di applicazione? Chi ha il potere di decidere se un Comune è turistico oppure no? 2. Il provvedimento legislativo 2.1 L imposta di soggiorno L imposta di soggiorno è stata presente in Italia fino al Fu abolita nel 1990 in occasione dei Mondiali di Calcio, con il pretesto di tenere bassi i prezzi degli alberghi durante l evento. Non tanto implicitamente si riteneva, dunque, che avesse una certa e significativa influenza sul prezzo, perché si pensava che la sua abolizione avrebbe favorito l afflusso di molti flussi turistici. In realtà questa previsione non si avverrò per niente e anzi successe il contrario. A distanza di circa venti anni si ripropone un tributo che è, almeno in parte è analogo; questo perché l imposta di soggiorno, che è stata attiva fino all anno 1989, era destinata in una parte significativa a finanziare l attività delle Aziende Autonome di Soggiorno e degli Enti provinciali del turismo. L imposta di soggiorno è prevista dal Decreto Legislativo n. 23 del 14 marzo 2011 Disposizioni in materia di federalismo fiscale, il cosiddetto Decreto sul federalismo municipale. Tale decreto all art. 4 comma 1 così precisa: I Comuni capoluogo di provincia, le Unioni di Comuni nonché i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d'arte possono istituire, con deliberazione del consiglio, un'imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio, 6

7 da applicare, secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo, sino a 5,00 euro per notte di soggiorno. Ad ogni modo, non tutti i Comuni possono applicarla. Sono i Comuni esistenti in Italia, dei quali il 19,2% senza alcuna Struttura Ricettiva, per un totale di Comuni; pertanto, l universo da considerare non è il totale dei Comuni esistenti, ma i Comuni con almeno un esercizio ricettivo. Se si considerassero solo i Comuni ove è attivo almeno un albergo, oltre ad altri eventuali esercizi ricettivi, i Comuni da considerare sarebbero 4.423, pari al 64,8% del totale. Il gruppo di riferimento va ulteriormente ridotto perché, come è specificato sopra, possono applicare l imposta, oltre ai Capoluoghi di Provincia, solo i Comuni che aderiscono alle Unioni di Comuni nonché i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche. Secondo l analisi condotta con riferimento ai dati presenti sul sito dell ANCI, al momento sono circa i Comuni italiani che rientrano nelle categorie indicate dal Decreto sopracitato e che, quindi, hanno facoltà di applicarla. È da precisare, tuttavia, che l elenco dei Comuni dichiarati turistici dalla Regioni desumibile dalle tabelle riportate dall ANCI non corrisponde a quello che alcune Regioni indicano. Inoltre vi è una tendenza delle stesse Regioni ad allargare il numero dei Comuni turistici. Si ricorda che la Toscana, insieme all Umbria, è la sola regione ove in tutti i Comuni è presente almeno un esercizio ricettivo, con una copertura pari al 100% del territorio regionale, a fronte di una media nazionale dell 80,6% dei Comuni. In Toscana i primi cinquanta Comuni per ricettività alberghiera dispongono del 72% della ricettività alberghiera totale in termini di numero di esercizi e del 79% in termini di posti letto. Per la ricettività extralberghiera i primi 50 Comuni dispongono del 49% degli esercizi e del 76% dei posti letto (per la notevole dimensione media dei campeggi rispetto agli altri esercizi). Nell 89,5% dei Comuni è presente almeno un albergo, e per questo la Regione è leader in Italia, seguita dall Umbria (83,7%), a fronte di una media nazionale del 54,4%. Con riferimento al Centro Italia, l incidenza dei Comuni con almeno un esercizio ricettivo è del 94,0%, mentre era del 78,8% nel 1998; quella dei Comuni con un albergo è del 69,2%, mentre era del 68,9% dieci anni prima. 7

8 2.2 La tassa di sbarco Con il Decreto Legge n. 16 del 2012 è stato modificato l art. 4 del precedente Decreto Legislativo 14 marzo 2011, n. 23, con l aggiunta del comma 3-bis che recita: I comuni che hanno sede giuridica nelle isole minori e i comuni nel cui territorio insistono isole minori possono istituire, con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, in alternativa all'imposta di soggiorno [ ] un'imposta di sbarco, da applicare fino ad un massimo di euro 1,50, da riscuotere, unitamente al prezzo del biglietto, da parte delle compagnie di navigazione che forniscono collegamenti marittimi di linea. La compagnia di navigazione è responsabile del pagamento dell'imposta [ ] L'imposta non e' dovuta dai soggetti residenti nel comune, dai lavoratori, dagli studenti pendolari, nonché dai componenti dei nuclei familiari dei soggetti che risultino aver pagato l'imposta municipale propria e che sono parificati ai residenti. I Comuni possono prevedere nel regolamento eventuali esenzioni e riduzioni per particolari casi e/o per determinati periodi di tempo. Le risorse finanziarie raccolte, in modo analogo a quanto avviene per l imposta di soggiorno, devono essere impiegate per interventi in materia di turismo, beni culturali e ambientali e servizi pubblici locali. L imposta è applicata in alternativa all imposta di soggiorno, secondo le modalità previste dal regolamento dall articolo 52 del Decreto Legislativo n.447 del I relativi regolamenti sono approvati con deliberazione del Comune e della Provincia non oltre il termine di approvazione del bilancio di previsione. Dall applicazione dell imposta di sbarco sono esclusi i possessori di una abitazione per vacanza visto e considerato che da questi si traggono le risorse in altro modo (con un valore maggiorato dell applicazione dell IMU). L imposta, come sembra ovvio, è riscossa dalle compagnie di navigazione (eventualmente sanzionabili per omessa o infedele dichiarazione) con la vendita dei biglietti. Il Comune può introdurre esenzioni o riduzioni anche con riferimento alla stagionalità. 8

9 3. Le modalità di applicazione dell imposta di soggiorno 3.1 Le tariffe L imposta di soggiorno deve essere pagata da coloro che dormono negli esercizi ricettivi censiti, cioè dai turisti. Può essere variabile da 0,50 euro, generalmente per le strutture di basso livello e più a buon mercato, a 5,00 euro per le categorie di rango più elevato (alberghi cinque stelle e cinque stelle lusso e strutture assimilabili). In prima approssimazione può essere considerata a scaglioni perché generalmente aumenta con l aumentare del livello delle categorie, ma lo è solo parzialmente perché, ad esempio, all interno di una stessa categoria di stelle (alberghi) o di spighe (agriturismi) o di chiavi (B&B; alloggi privati) l incidenza della somma pagata assume un indicizzazione assai diversa a seconda del prezzo effettivamente pagato sul mercato. È un imposta commisurata alla qualità (più alta è la categoria più alto è l ammontare dell imposta) e alle condizioni dell offerta (in molti Comuni l imposta non si applica in periodo di bassa stagione oppure è molto ridotta). Guardando la realtà un imposta di 5,00 euro per un esercizio a cinque stelle incide per il 2,5% su un prezzo di 200 euro e del 2,5% rispetto a un prezzo di 200 euro. 3.2 Le finalità Il Decreto L.vo 23 del 2011 stabilisce che il gettito raccolto con l imposta di soggiorno è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali. In altre parole l imposta di soggiorno può essere considerata, da un punto di vista fiscale, come un imposta di scopo, anche se lo scopo appare molto allargato perché fra gli interventi di fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali possono essere fatti rientrare quasi tutti gli interventi dei Comuni, in qualsiasi campo avvengano, dall apertura di una palestra all ampliamento di una strada. In mancanza di una specifica destinazione d uso, più che di imposta di soggiorno bisognerebbe più opportuno parlare di imposta di scopo o di imposta comparto (in quanto l impiego di quanto raccolto dovrebbe andare a favore del comparto del turismo e di comparti collaterali, integrati o complementari). Per questo motivo in un recente convegno della Confesercenti del 20 giugno scorso a Roma, si è affermato che è necessario ridurre le finalità di impiego delle risorse raccolte a obiettivi più caratterizzati in senso turistico, quali: 9

10 il monitoraggio dei mercati; il miglioramento dell'accoglienza turistica; azioni di promozione della destinazione; azioni di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali, nonché dei relativi servizi pubblici locali. Proprio per realizzare queste finalità si suggerisce ai Comuni che vogliono imporre l imposta la redazione di un piano turistico triennale, orientato a definire gli impieghi. La Confesercenti ha presentato anche una proposta di modifica dell art 4 del Decreto L.vo 23/2011 ove si afferma che per interventi in materia di turismo si intendono quelli individuati in apposito piano di sviluppo turistico, del quale i Comuni dovranno dotarsi prima di istituire l'imposta. Detto piano dovrà analiticamente indicare gli obiettivi strategici perseguiti nonché le relative azioni attuative. Sembra che questa proposta non sia molto diversa per l ampiezza del campo di applicazione, rispetto a quella prevista dalla legge, anche se introduce una condizione in più, ossia il monitoraggio dei mercati e il piano di sviluppo turistico. Il monitoraggio dei mercati è in linea con quanto sta avvenendo in Toscana ove per l applicazione della legge è necessario disporre di un OTD. È quasi impensabile, tuttavia, l ipotesi che un piano di sviluppo turistico debba necessariamente avvenire a livello di Comuni, in particolare per quelli più piccoli. La dimensione di un Piano turistico può essere realizzata al minimo a livello di Unione di Comuni o di raggruppamenti, anche informali e istituzionalizzati per l occasione, di più Comuni. Più ragionevole è pensare a un Piano triennale di impiego e/o di gestione delle somme raccolte o ad un Osservatorio Turistico di Destinazione. Di fatto tutti i Comuni, nelle motivazioni di applicazione dell imposta di soggiorno, riportano la formula sopra riportata ripresa dallo stesso Decreto L.vo 23/2101, anche se in qualche caso ampliano ulteriormente lo spazio di applicazione. Ad esempio nel caso di Venezia si aggiunge che le somma raccolta è destinata ad interventi di promozione della città, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive; nel casi di Firenze si parla di finanziare interventi nel bilancio di previsione per il turismo, la manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali, nonché i servizi pubblici locali. La tendenza dei Comuni è verso l ottenimento di un maggior grado di libertà nella gestione della spesa; non è una opzione difficile, vista la genericità della formula proposta. 10

11 4. Le grandi città d arte I Comuni delle grandi città d arte, e fra questi Firenze, sono stati fra i primi ad introdurre la tassa di soggiorno, fin dall anno scorso: Roma dal 1 gennaio 2011; Firenze dal 1 luglio 2011; Venezia dal 24 agosto Non vi è stato alcun coordinamento fra loro, se non quello di rispettate i limiti e le condizioni previste dal Decreto istitutivo. Sono presenti altri tributi o altre tasse: nei tre Comuni il ticket sui bus turistici, a Roma la sovrattassa per i musei comunali, a Venezia il prezzo differenziato per i trasporti. Le esenzioni sono abbastanza generalizzate ma non uniformi, come accade anche in tutti gli altri Comuni grandi e piccoli che hanno applicato l imposta. Riguardano: Terapie riabilitative presso strutture specializzate. Chi fa assistenza a malati ricoverati nel territorio comunale (1 accompagnatore per ogni degente). Accompagnatori e autisti di gruppi turistici: uno per ogni figura a fronte di un certo numero di componenti soggiornanti nella stessa struttura (es. 25). Chi pernotta presso gli Ostelli e presso le Strutture Ricettive di proprietà comunale. Volontari della protezione civile in occasione di calamità ed eventi Forze di polizia e assimilate statali e locali che alloggiano per servizio Under 10, talvolta under 12, con sporadiche agevolazioni fra 12-16/18 anni In molti casi si tiene conto della stagionalità, non applicando l imposta in bassa stagione e riducendola notevolmente; Altro. 5. Il caso della Toscana 5.1 Lo stato dell arte Considerando la Toscana al momento l imposta è stata applicata da 75 Comuni, ossia da più di un quarto (26,1%) dei Comuni della Regione. La provincia con la massima densità di applicazione è quella di Firenze, ove l imposta è stata già attivata da 41 Comuni su 44, con una densità del 93,2%; solo i comuni di Scandicci, Signa e Vaglia non l hanno istituita. Va sottolineato che, l Amministrazione Comunale di Scandicci ha deciso esplicitamente di non applicare l imposta di soggiorno. L imposta è stata approvata anche da alcuni Comuni con ricettività esclusivamente non alberghiera come nel caso di Dicomano e Londa, in provincia di Firenze. 11

12 A Siena è stata attivata da 16 Comuni su 36 (44,4%) e a Livorno da 7 su 20 (35,0%). Seguono Pisa con 4 comuni su 39 (10,3%) e Arezzo con 3 su 39 (7,7%). Nelle province di Massa Carrara (Massa), Pistoia (Montecatini Terme), Lucca (Pietrasanta) e Grosseto (Follonica) solo un Comune ha attivato l imposta di soggiorno, mentre in quella di Prato nessun Comune l ha ancora introdotta. Altri Comuni stanno per introdurla e per questo stanno costituendo o stanno aderendo a un OTD: nello specifico, Pergine Valdarno (AR), Poggibonsi (SI) e Scarlino (GR). Lo stato dell arte è in continuo mutamento poiché il numero dei Comuni turistici è in fase di ampliamento. Tab. 1 Numero dei Comuni che hanno introdotto l imposta di soggiorno Con imposta Totale Comuni Quota con imposta 1 Firenze ,2 2 Siena ,4 3 Livorno ,0 4 Pisa ,3 5 Arezzo ,7 6 Massa Carrara ,9 7 Pistoia ,5 8 Lucca ,9 9 Grosseto ,6 10 Prato 0 7 0,0 Totale ,1 Fonte: elaborazioni Mercury S.r.l. 5.2 Come essere Comuni turistici per applicare l imposta Il percorso per potere attivare l imposta di soggiorno è essere un Comune turistico; per essere considerati tali è necessario, da un punto di vista amministrativoistituzionale, avere realizzato o essere in via di realizzazione dell OTD (Osservatorio Turistico di Destinazione), oppure essere parte di un OTD provinciale. Anche le Unioni di Comuni possono disporre di un OTD, valido per tutti i Comuni facenti parte. Inoltre l imposta può essere sostituita dalla tassa di sbarco nel caso dei Comuni delle isole minori, come già si sta facendo in alcune isole, fra cui anche l Isola del Giglio. Fra le attività dell Osservatorio sarebbe opportuno rientrasse anche il controllo su come i mezzi finanziari raccolti saranno impegnati. L opzione della Regione Toscana perché un Comune possa applicare l imposta di soggiorno è, dunque, quella di disporre di un Osservatorio Turistico di Destinazione o di fare comunque riferimento ad un Osservatorio di Destinazione di Unioni di Comuni o provinciale. 12

13 Al momento, tuttavia, restano alcuni chiarimenti da dare e controversie che è bene risolvere. Il Decreto Legge 23/2011 fa riferimento ai Comuni definiti turistici dalle singole Regioni, ma si verificano casi di sovrapposizioni fra elenchi. L ANCI riporta nel proprio sito Comuni turistici italiani e fra questi 69 appartengono alla Toscana. La Regione Toscana, al momento, indica come turistici 64 comuni che dispongono o aderiscono ad un OTD. Questo elenco è in continuo aggiornamento e i Comuni stanno aumentando di giorno in giorno. Nella realtà delle cose i Comuni della Toscana che hanno applicato l imposta sono 75. Quasi tutti sono località turistica o città d arte o Capoluogo di Provincia, ma alcuni appartengono anche alle Unioni di Comuni. Riportiamo, ad oggi 27 giugno 2012, i Comuni che la Regione ha riconosciuto come turistici secondo i propri parametri. Secondo quanto stabilito nella deliberazione del Consiglio Regionale n. 58 del 27 settembre 2011, è stato dato mandato alla Giunta Regionale di procedere alla costituzione e all aggiornamento delle località turistiche o città d arte indicando come requisito necessario ai fini dell iscrizione l istituzione, da parte del Comune richiedente, dell Osservatorio turistico di destinazione (ODT) di cui al progetto speciale Toscana Turistica Sostenibile e Competitiva approvato con Delib. G. R. 763/2009. I primi Comuni che si sono iscritti nell elenco secondo queste modalità sono stati San Gimignano e Fiesole, il 14 dicembre Le iscrizioni degli ultimi due, Viareggio e Sartiano, sta avvenendo in questi giorni. 13

14 Fig. 3: Mappa dei comuni della Toscana che hanno applicato l imposta di soggiorno a fine giugno 2012 Fonte: elaborazioni Mercury S.r.l. Mettendo a raffronto i Comuni iscritti all elenco di quelli turistici con quelli che hanno applicato l imposta non vi è piena corrispondenza perché alcuni sono Capoluoghi di Provincia e non rientrano nell elenco in quanto, per Decreto L.vo (23/2011), possono applicarla comunque; altri aderiscono a Unioni dei Comuni e l applicano come tale Fra i dieci Capoluoghi hanno applicato l imposta Firenze, Livorno, Massa, Pisa e Siena (evidenziati in verde scuro nella mappa). 14

15 Undici Comuni turistici non hanno ancora deliberato l approvazione dell imposta ma lo stanno facendo, mentre altri diciotto Comuni non turistici l hanno deliberata in quanto facenti parte di un Unione di Comuni. Tab. 2: Le Unioni di Comuni toscane Unione di Comuni Versilia Provincia LU Comune Camaiore Forte dei Marmi Massarosa Seravezza Pratomagno AR Stazzema Castelfranco di Sopra Castiglion Fibocchi Loro Ciuffenna Val di Chiana Senese SI Pian di Scò Cetona Chianciano Terme Chiusi Montepulciano San Casciano dei Bagni Sarteano Sinalunga Torrita di Siena Val di Merse SI Trequanda Chiusdino Monticiano Murlo Radicondoli Valdera PI Sovicille Buti Bientina Calcinaia Capannoli Casciana Terme Chianni Crespina Lajatico Lari Palaia Peccioli Ponsacco Pontedera Santa Maria a Monte Valdarno e Valdisieve FI Terricciola Londa Pelago Pontassieve Reggello Rignano sull'arno Rufina Chianti Fiorentino FI San Godenzo Barberino Val d'elsa Tavarnelle Val di Pesa Unione di Comuni Fiesole-Vaglia FI Fiesole Vaglia Unione Colli Marittimi Pisani PI Casale Marittimo Castellina Pisana Guardistallo Montescudaio Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetana GR Riparbella Arcidosso Castell'Azzara 15

16 Unione dei Comuni della Val di Bisenzio Unione di Comuni Montana Lunigiana Unione dei Comuni Media Valle del Serchio Unione dei Comuni Amiata Val d'orcia Unione Montana dei Comuni del Mugello Unione dei Comuni Montani del Casentino Unione Comuni Garfagnana Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana PO MS LU SI FI AR LU AR Castel del Piano Cinigliano Roccalbegna Santa Fiora Seggiano Semproniano Cantagallo Vaiano Vernio Aulla Bagnone Casola in Lunigiano Comano Filattiera Fivizzano Fosdinovo Licciana Nardi Mulazzo Podenzana Tresana Villafranca in Lunigiana Zeri Barga Borgo a Mozzano Coreglia Antelminelli Fabbriche di Vallico Abbadia San Salvatore Castiglione d'orcia Piancastagnaio Radicofani San Quirico d'orcia Barberino di Mugello Borgo San Lorenzo Dicomano Firenzuola Marradi Palazzuolo sul Senio San Piero a Sieve Scarperia Vicchio Castel Focognano Castel San Niccolò Chitignano Chiusi della Verna Montemignaio Ortignano Raggiolo Poppi Stia Talla Camporgiano Careggine Castiglione di Garfagnana Fosciandora Gallicano Giuncugnano Minucciano Molazzana Piazza al Serchio Pieve Fosciana San Romana in Garfagnana Sillano Vergemoli Villa Collemandina Anghiari Badia Tedalda Caprese Michelangelo 16

17 Unione di Comuni Montani Colline del Fiora Unione Montana Alta Val di Cecina Unione di Comuni Montana Colline Metallifere Fonte: elaborazioni Mercury S.r.l. GR PI GR Monterchi Sansepolcro Sestino Manciano Pitigliano Sorano Montecatini Val di Cecina Monteverdi Marittimo Pomarance Massa Marittima Monterotondo Marittimo Montieri Tot. 134 Tab. 3: Comuni toscani iscritti nell Elenco Regionale dei Comuni turistici e delle Città d Arte e Comuni che hanno applicato l imposta di soggiorno. Raffronto Comuni turistici delle Toscana Comuni che hanno applicato l'imposta 1 Asciano 1 Asciano 2 Barberino del Mugello 2 Bagno a Ripoli 3 Bagno a Ripoli 3 Barberino Val d Elsa 4 Barberino Val d'elsa 4 Bibbona 5 Bibbona 6 Borgo San Lorenzo 5 Bucine 7 Bucine 6 Calenzano 8 Calenzano 7 Campi Bisenzio 9 Campi Bisenzio 8 Campiglia Marittima 10 Campiglia Marittima 9 Capraia e Limite 11 Capraia e Limite 10 Casole d Elsa 12 Casole d'elsa 11 Castagneto Carducci 13 Castagneto Carducci 12 Castelfiorentino 14 Castelfiorentino 13 Castellina in Chianti 15 Castellina in Chianti 14 Castelnuovo Berardenga 16 Castelnuovo Berardenga 15 Castgilione d'orcia 16 Cecina 17 Cavriglia 17 Cavriglia 18 Cerreto Guidi 18 Cerreto Guidi 19 Certaldo 19 Certaldo 20 Chianciano Terme 20 Chianciano Terme 21 Città di Chiusi 21 Chiusi 22 Colle Val d Elsa 22 Colle Val d'elsa 23 Cortona 23 Cortona 24 Dicomano 24 Empoli 25 Empoli 25 Fiesole 26 Fiesole 26 Figline Valdarno 27 Figline Valdarno 28 Firenze 28 Firenzuola 27 Follonica 29 Follonica 28 Fucecchio 31 Fucecchio 29 Gaiole in Chianti 32 Gaiole in Chianti 30 Gambassi Terme 33 Gambassi Terme 31 Gavorrano 32 Greve in Chianti 34 Greve in Chianti 33 Impruneta 35 Impruneta 34 Incisa Valdarno 36 Incisa val d'arno 35 Lamporecchio 36 Lastra a Signa 37 Lastra a Signa 38 Livorno 39 Londa 40 Marradi 41 Massa 17

18 37 Massa Marittima 38 Montaione 42 Montaione 39 Montecatini Terme 43 Montecatini Terme 40 Montelupo Fiorentino 44 Montelupo Fiorentino 41 Montepulciano 45 Montepulciano 46 Montescudaio 42 Monteriggioni 47 Monteriggioni 43 Montespertoli 48 Montespertoli 44 Montevarchi 49 Palazzuolo sul Senio 50 Pelago 45 Pietrasanta 51 Pietrasanta 46 Piombino 52 Piombino 53 Pisa 47 Poggibonsi 54 Pontassieve 48 Pontedera 55 Pontedera 49 Portoferraio 50 Radda in Chianti 56 Radda in Chianti 51 Rapolano Terme 57 Rapolano Terme 58 Reggello 59 Rignano sull'arno 52 Rosignano Marittimo 60 Rosignano Marittimo 61 Rufina 53 San Casciano Val di Pesa 62 San Casciano val di Pesa 54 San Gimignano 63 San Gimignano 64 San Giuliano Terme 65 San Godenzo 66 San Piero a Sieve 55 San Quirico d Orcia 67 San Quirico d'orcia 56 San Vincenzo 68 San Vincenzo 57 Sarteano 69 Sarteano 58 Scarlino 70 Scarperia 59 Sesto Fiorentino 71 Sesto Fiorentino 72 Siena 60 Signa 61 Suvereto 62 Tavarnelle Val di Pesa 73 Tavarnelle Val di Pesa 63 Viareggio 74 Vicchio 64 Vinci 75 Vinci Fonte: elaborazioni Mercury S.r.l. 5.3 Alcuni parametri I Comuni toscani che al momento godono dell imposta di soggiorno al momento, 27 giugno 2012, sono dunque 75 sparsi in tutta la regione, Provincia di Prato esclusa, ma particolarmente concentrati in Provincia di Firenze ove hanno applicato l imposta 41 comuni su 44. Questi 75 Comuni raccolgono il 62,6% delle presenze turistiche rilevate nella regione, quasi due terzi. Se a questi Comuni se ne aggiungono altri undici che hanno fatto richiesta di attivare o di essere parte di un osservatorio, si raggiunge un incidenza delle presenze sul totale regionale del 68,5%. Gli undici Comuni che presumibilmente a breve attiveranno l imposta di soggiorno sono: 18

19 Cecina (LI); Cutigliano (PT); Gavorrano (GR); Laterina (AR); Monsummano (PT); Montevarchi (AR); Pergine Valdarno (AR); Poggibonsi (SI); Scarlino (GR); Signa (FI); Viareggio (LU). Complessivamente gli undici Comuni attivano il 5,9% delle presenze regionali Comuni e presenze Considerando la situazione attuale i sei comuni con più di un milione di presenze (Firenze, Pisa, Montecatini T., San Vincenzo, Siena e Massa) determinano un po più di un terzo (34,0%) del movimento turistico regionale in termini di presenze (pernottamenti). Tab. 4: Quota di presenze turistiche rispetto al totale regionale dei comuni indicati. Anno 2010 N Comune Quota N Comune Quota 1 Firenze 17,9 39 Barberino del Mugello 0,2 2 Pisa 4,2 40 Pontassieve 0,2 3 Montecatini Terme 4,0 41 Bucine 0,2 4 San Vincenzo 2,8 42 Radda in Chianti 0,2 5 Siena 2,5 43 Gambassi Terme 0,2 6 Massa 2,5 44 Certaldo 0,2 7 Bibbona 2,4 45 Rapolano Terme 0,2 8 Chianciano 2,3 46 Borgo San Lorenzo 0,2 9 Piombino 1,9 47 Colle Val d'elsa 0,2 10 Follonica 1,6 48 Sarteano 0,2 11 Castagneto Carducci 1,4 49 Asciano 0,2 12 Pietrasanta 1,3 50 Rignano sull'arno 0,2 13 Rosignano Marittimo 1,3 51 Bagno a Ripoli 0,2 14 San Gimignano 1,1 52 Gaiole in Chianti 0,2 15 Figline Valdarno 1,1 53 Lastra a Signa 0,1 16 Livorno 0,9 54 Vinci 0,1 17 San Giuliano Terme 0,8 55 Chiusi 0,1 18 Sesto Fiorentino 0,7 56 Pontedera 0,1 19 Calenzano 0,7 57 Cavriglia 0,1 20 Montaione 0,6 58 Castelfiorentino 0,1 21 Montepulciano 0,5 59 Empoli 0,1 22 Reggello 0,5 60 Scarperia 0,1 23 Campi Bisenzio 0,4 61 Vicchio 0,1 24 Cortona 0,4 62 Cerreto Guidi 0,1 25 Greve in Chianti 0,4 63 San Piero a Sieve 0,1 26 San Quirico d'orcia 0,4 64 Capraia e Limite 0,1 27 Campiglia Marittima 0,4 65 Dicomano 0,1 19

20 28 Castellina In Chianti 0,3 66 Montelupo fiorentino 0,1 29 Castelnuovo Berardenga 0,3 67 Pelago 0,1 30 Impruneta 0,3 68 Palazzolo sul Senio 0,1 31 Barberino Val d'elsa 0,3 69 Marradi 0,1 32 Tavarnelle Val di Pesa 0,3 70 Incisa Val d'arno 0,1 33 Monteriggioni 0,3 71 Fucecchio 0, San Casciano V. dpesa 0,3 72 Firenzuola 0, Montespertoli 0,3 73 San Godenzo 0, Fiesole 0,3 74 Rufina 0, Casole d'elsa 0,2 75 Londa 0, Montescudaio 0,2 Totale 6,2,6 Fonte: elaborazioni Mercury S.r.l. I sette Comuni con più di presenze e meno un milione di presenze (Bibbona, Chianciano, Piombino, Follonica, Castagneto Carducci, Pietrasanta e Rosignano Marittimo) sono tutti orientati al turismo balneare e attivano il 12,1% delle presenze regionali. I 24 Comuni con presenze comprese fra e attivano un movimento regionale dell 11,7%. I restanti 38 Comuni che hanno applicato l imposta attivano un movimento turistico di presenze del 4,8% rispetto al totale regionale. Ai limiti estremi fra i Comuni che ad oggi hanno attivato l imposta si trovano, per la maggiore incidenza, Firenze (17,9% delle presenze regionali, per un valore assoluto che nel 2010 è stato di 7,5 milioni di presenze), Pisa (4,2%) e Montecatini (4,0%); per la minore incidenza San Godenzo (0,029% delle presenze regionali), Rufina (0,013%) e Londa (0,012%, per sole presenze nel 2010) Comuni e tipologie di turismo Con riferimento alle tipologie turistiche può apparire sorprendente che quella con la maggiore incidenza di comuni che hanno applicato l imposta sia rappresentata dai comuni non altrimenti classificati, ma è spiegabile con il fatto che la Toscana è una regione tutta turistica, con una ricettività diffusa in tutti i comuni. Fra le varie tipologie è rilevante anche la quota di coloro che hanno applicato l imposta anche fra i Comuni termali (44,4%), mentre i Comuni città d arte hanno applicato l imposta nel 28,6% dei casi. Seguono le destinazioni balneari (27.3% dei Comuni) e quelle collinari e di campagna (25,0%). I Comuni montani sono la tipologia che meno ha utilizzato la possibilità si istituire l imposta di soggiorno. Solo due su 56 Comuni per una quota del 3,6%: Graf. 1: Quota di Comuni che hanno applicato l imposta di soggiorno rispetto al totale dei Comuni della tipologia di turismo indicata 20

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