Metodologie per la creazione di itinerari di turismo culturale

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1 Giovanni Catania Giovanni Vultaggio Metodologie per la creazione di itinerari di turismo culturale Standard di qualità e Turismo Culturale per lo sviluppo territoriale delle aree deboli Case Study 1

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3 Giovanni Catania, Giovanni Vultaggio Metodologie per la creazione di itinerari di turismo culturale. SOMMARIO PREMESSA di G. Catania e G. Vultaggio pag. 5 I beni culturali, i beni turistici e Lo sviluppo economico locale pag. 7 Progetti integrati territoriali pag. 15 Introduzione al progetto CISTE pag. 25 Risorse culturali, Valenze turistiche e Ontologia pag. 27 La mappa delle valenze turistiche pag. 35 Metodologia di analisi e di intervento: la griglia siti-servizi pag. 36 Pianificazione turistica e culturale in provincia di Trapani pag. 38 Lettura coordinata del patrimonio pag. 42 Foto Archivio APT - Trapani Foto pagina 22 - Vittorio Maria Vecchi Gli articoli non firmati sono da considerarsi a firma congiunta degli autori Progetto grafico: José Marceca Finito di stampare nel mese di Ottobre 2005 dalla Litotipografia Abate - Paceco (TP) 3

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5 Sviluppo locale e Turismo culturale di Giovanni Vultaggio Secondo le previsioni del Piano Blu per il Mediterraneo (UNEP-MAP), nel 2025 il numero dei turisti crescerà fino a 350 milioni. In tale prospettiva quali possibilità hanno le aree economicamente deboli ma a forte valenza culturale di concorrere nella sfida del turismo mondiale se i minori costi dei mercati stranieri sono già tali da escluderle a priori da qualsiasi capacità attrattiva del turismo di massa? La valorizzazione del ricco patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale, costituisce il principale punto di forza e di maggiore attrattiva per i soggetti non locali. Il recupero del patrimonio costituisce, pertanto, uno degli investimenti di maggiore senso di prospettiva soprattutto in territori difficili come la Sicilia, dove è stata sviluppata la metodologia di cui tratteremo. Il turismo culturale, generato a partire da una proposta di accoglienza territoriale incentrata sul Patrimonio di un contesto, è uno strumento capace, in un area debole, di attivare congiuntamente sviluppo economico e qualità della vita. Redistributore di reddito, il turismo culturale, una tra le tipologie turistiche più pregiate, può svolgere un ruolo politico e sociale di riequilibrio tra regioni ricche e povere, purchè si percepisca fino in fondo che il cliente turista non è solo una temporanea fonte di reddito ma è prima di tutto un uomo che si sposta, cui bisogna assicurare la migliore permanenza possibile in mezzo a uomini dotati di saper fare, buon gusto, capacità di creare civiltà e mantenere armonia. Il Turismo in Sicilia nei prossimi anni continuerà certo ad essere sole e mare, ma dovrà essere capacità dell isola, in particolare delle sue zone interne, di attrarre turisti dotati di superiori capacità di spesa. Per questa ragione si dovrà necessariamente strutturare un sistema locale fortemente 5

6 Sviluppo locale e Turismo culturale orientato all attrazione, all accoglienza, al coinvolgimento di una persona che viaggia, avviando una progettazione sul recupero e sulla valorizzazione di contesti e paesaggi, con una progressiva politica di conservazione dei beni e delle tipicità locali, di qualificazione del territorio, dei servizi e degli operatori. 6

7 Sviluppo locale e Turismo culturale Occorre comprendere che in tutto il mondo, oggi, la competitività nel lungo termine si raggiunge solo mutando l atteggiamento organizzativo e sociale interno e verso l esterno, passando da una visione del settore turistico inteso come vero e proprio settore industriale -delegato a pochi operatori o gruppi economici interessati- ad un approccio diffuso, in cui è la stessa collettività, oltre ad enti pubblici e imprese, a prendere coscienza dell esigenza di valorizzare il contesto e le proprie risorse umane e territoriali, assicurando per sé e per i turisti una migliore qualità della vita, imponendosi un più qualificato approccio del fare, una pratica artigianale o meglio artistica di qualità. L accettazione territoriale di una ipotesi di sviluppo incentrata sul turismo culturale potrebbe allora produrre effetti dirompenti a favore della qualificazione del territorio, del paesaggio, della società e della stessa mentalità locale, specialmente in un teatro come quello siciliano dove, tra scenari di per sé splendidi e ricchi di risorse culturali, la qualità degli attori e dei loro interventi dovrebbe essere certamente migliore. 7

8 Lo scenario, le esigenze di programmazione e il ruolo dell animazione. Lo scenario offerto oggi presenta luci e ombre: accanto al deciso sviluppo avviato in alcune aree, esiste il perdurare di pratiche e approcci indegne di un paese europeo. Così, in tutta la Sicilia, mentre si stanno programmando e realizzando centinaia di strutture ricettive, la stagionalità turistica si dilata troppo lentamente e non cresce speditamente, come dovrebbe, la permanenza media del turista in tutte le aree. Vengono ancora finanziate troppe e costosissime manifestazioni senza una vera programmazione, senza un calendario condiviso territorialmente, senza una logica di richiamo turistico e di ritorno economico o prospettive di sviluppo. Si pretende ancora di far nascere nuove imprese tra i giovani senza assicurare l eliminazione definitiva dei fenomeni estortivi e di usura, mentre nuove imprese vengono finanziate senza assicurare il radicamento della cultura imprenditoriale e senza assicurarsi che esistano le competenze di marketing necessarie a garantire durature possibilità di mercato. Per non parlare della scarsissima partecipazione collettiva ai processi decisionali pubblici e della generalizzata assenza di cofinanziamento privato rispetto ai programmi di promozione del prodotto turistico. Si finanzia enormemente un sistema bloccato di autolinee e collegamenti che non assicura funzionalità intermodale dei collegamenti e che si rivela quasi del tutto indifferente alle esigenze del turista rispetto ad elementi, siti e località di interesse turistico. In tale quadro, generato da una insufficiente cultura manageriale e dello sviluppo, fortemente individualistica e poco sensibile all importanza collettiva dei provvedimenti e degli atti pubblici, quanto piuttosto interessata a perseguire piccoli o grandi interessi privati o particolari, l esigenza di individuare strumenti di governance del turismo diviene un caso concreto per quanto 8

9 Lo scenario, le esigenze di programmazione e il ruolo dell animazione. sporadico - di grande lungimiranza politica e amministrativa. Se intorno alla capacità di soddisfare standard sempre più alti si gioca la possibilità di attivare su tutto il territorio la benefica presenza del turismo culturale, occorre comprendere che, per poter dispiegare i suoi effetti, il turismo culturale ha bisogno di essere gestito in modo non improvvisato, occasionale o estemporaneo. A cominciare da una puntuale verifica delle condizioni in cui versano le risorse locali più attrattive si può giungere ad una positiva politica di programmazione e progettazione territoriale. Per indirizzare interventi di riqualificazione e attuare la correzione di guasti e disservizi, occorre prima di tutto definire quanti e quali siano questi beni di interesse turistico e quanto interesse turistico essi siano capaci di generare. Tali operazioni non sono semplici come potrebbero apparire: finora le scelte di intervento sui beni culturali e ambientali attrattori di turismo culturale sono state demandate alla mera valutazione politica, o di singoli dirigenti, che hanno fatto volentieri a meno di obiettivi criteri e di stime oggettive, operando scelte opinabili ed opportunistiche, con risultati spesso discutibili. Dobbiamo affrontare, inoltre, un altro nodo per il turismo locale rappresentato dall atteggiamento diffuso nella collettività che i beni culturali e ambientali siano solo beni statici (palazzi, castelli, chiese), da gestire di per sé e non come qualificati contenitori da animare con iniziative, attività, esperienze magari interdisciplinari e/o integrate, organizzate in una forma di rete di fruizione turistica del territorio, capace di generare una dinamica attività di richiamo, permanente e radicata a partire proprio dalla valenza di tali beni. L assenza di criteri di intervento e di coordinamento, e la carenza di diffuse esperienze di animazione, fa sì che i ritmi di crescita turistica registrati nel- 9

10 Lo scenario, le esigenze di programmazione e il ruolo dell animazione. l isola, conseguenti alla forte contribuzione di favore di cui la Sicilia ha beneficiato negli ultimi anni, non riflettano ancora il valore abnorme del potenziale attrattivo dell isola. Inoltre, in assenza di politiche di vera finalizzazione, perfino gli investimenti orientati al recupero e alla valorizzazione del patrimonio potrebbero essere considerati un vero e proprio spreco. Tutti questi fattori mostrano, allora, che per incrementare l attrattività dei siti turistici e dei contesti occorrerà animare questo territorio sbloccando il rigido regime di rendita impiegatizia conseguente alla gestione pubblica del patrimonio, individuando servizi utili alla collettività e al turista, sostenendo e strutturando esperienze e iniziative di gestione di impresa che diventino occasioni di richiamo, sfruttino e mettano in luce gli elementi di interesse, dilatino i tempi di visita, valorizzino in modo integrato gli elementi culturali e ambientali del territorio per incidere veramente sul dato culturale, economico e occupazionale dell isola. 10

11 CISTE e la Logica Itinerario CISTE nasce da una iniziativa pilota avviata in ambito europeo e sviluppata in questi anni dalla Provincia di Trapani che ha strutturato una metodologia per la creazione di Itinerari tematici come strumento di fruizione dinamica del territorio per la promozione di beni, aree e destinazioni. Un sistema di itinerari studiati sulla base delle specificità locali costituisce il modo migliore per proporre un incontro dinamico, intrigante ed evocativo tra una destinazione e l insita curiosità e voglia di conoscere caratteristiche del turista visitatore. La logica dei distretti, infatti, pone le aree del territorio in conflitto tra loro generando spesso ripetizioni, sprechi e inutili antagonismi, senza strutturare politiche sinergiche, collaborazioni e mutuo sostegno tra territori, oggi fortemente carenti delle risorse necessarie per aggredire i mercati turistici, siano essi nazionali o stranieri. Al contrario, la logica dell itinerario in cui enti pubblici e privati individuano un sistema di temi di attrazione territoriale favorisce l integrazione dei territori in progetti promozionali comuni, stimola la progettualità interna e la ricerca di elementi e aspetti comuni oltre a generare lo sviluppo di elementi complementari, sinergici all offerta turistico-culturale di base. Gli itinerari, data l alta componente immateriale di cui sono costituiti, per la preponderante parte attribuita alle attività di animazione (laboratori, esperienze di visita, allestimenti più o meno temporanei), possono costituire lo strumento collante e significante degli interventi di recupero dei beni culturali e ambientali, recentemente sviluppati con i Progetti Integrati Territoriali (PIT). Questi programmi integrati nell attuale scenario possono costituire alcune tra le principali tappe di un viaggio alla scoperta dei territori e delle loro valenze. Sia gli itinerari sia le singole tappe che li formano dovranno, per questo, essere costruiti secondo precise regole e criteri, animati in modo da consentire al 11

12 CISTE e la Logica Itinerario turista-viaggiatore di conoscere, comprendere, interagire, amare il territorio in cui si trova e consentire alle amministrazioni e ai privati che li sviluppano una sostanziale governance delle performance.per far ciò occorre studiare, dimensionare, progettare, dotare gli itinerari in modo compatibile con le esigenze di proponibilità turistica e commerciale, mentre le strutture e le aree recuperate dovranno dotarsi di momenti di interazione con il territorio, animandosi di occasioni di ricerca e scoperta delle sue più suggestive, uniche, tipiche risorse culturali e ambientali. L itinerario di Turismo culturale dovrebbe presentarsi come un percorso di arricchimento culturale condotto in modo giocoso, divertente, entusiasmante, in modo da destare la curiosità, l interesse, la partecipazione attiva e il coinvolgimento attraverso proposte di animazione ed esperienze che dovranno necessariamente, e quanto più possibile, coinvolgere i giovani locali con logiche imprenditoriali, raggiungendo anche possibili target di clientela locale, distrettuale, regionale. Al fine di poter sempre verificare il livello di risposta del sistema e gli adeguamenti di cui necessita, inoltre, si renderà necessario individuare e condividere veri e propri standard per la misurazione delle performance, a partire dall analisi quantitativa e della qualità percepita da turisti e visitatori, riferita alle infrastrutture, ai siti, ai servizi e agli operatori. Andrebbero infine attivati idonei sostegni regionali, nazionali ed europei: per il recepimento di buone prassi, iniziative esemplari e il radicamento di solidi collegamenti internazionali; per sviluppare analisi di mercato e studi di fattibilità delle iniziative di animazione e di riscoperta delle risorse territoriali; per l accesso ai sostegni per l imprenditoria e la creazione d impresa; per l ancoraggio e l adeguamento a circuiti regionali e nazionali. 12

13 Il Tematismo e la creazione di valore di Giovanni Catania La ragione per cui si suggerisce con il progetto CISTE di investire in ampie attività di ricerca territoriale, i cui dati vengono raccolti e sistematizzati non soltanto per contenere informazioni ma per rappresentare gli itinerari tematici, è che occorre oggi rendere molto più flessibile l offerta turistica. In un era di grande turbolenza come quella attuale bisogna consentire al turista di costruirsi itinerari sempre più personalizzati, basati sui suoi interessi di partenza, accedendo ad una base informativa adattabile per i diversi usi: studio, programmazione e pianificazione, progettazione, gestione, fruizione puntuale. Concepire il turismo come un flusso itinerante diventa quasi un obbligo per la promozione del territorio, in diverse aree geografiche della Sicilia e del Paese. Si è ritenuto, per molto tempo e a torto, che il settore del turismo non abbisognasse di ricerca, in quanto troppo basato su un attività (il viaggiare) considerata meramente economica e commerciale, anziché provare ad indagare con criteri più razionali sulle implicazioni che il turismo esercita quando rappresenta un moto dello spirito, un bisogno dell uomo, antico e moderno. Mutuando la definizione dall archeologia, si deve parlare oggi del Turismo come un campo intermedio. Infatti, al pari dell archeologia, convivono nel turismo, e in particolare in quello culturale, approcci e metodi di indagine rigorosamente scientifici, oltre che esperienze, sensazioni, opinioni del tutto soggettive di cui occorre frequentemente tener conto. Assieme alla mera scientificità di fatti connessi all economia e alle scienze di marketing, esiste tutto ciò che attiene le imponderabili scelte, le sensazioni, le opinioni, i gusti e le idee dell uomo: un corpus di elementi e riflessioni che determinano nuove variabili di indagine, il cui studio diviene oggi essenziale per sviluppare un qualunque approccio tecnico ed economico 13

14 Il Tematismo e la creazione di Valore verso il turismo in chiave culturale. Pur non pretendendo di esaurire l argomento, sia sotto il profilo tecnico che economico, il settore del turismo culturale può allora comprendere: i percorsi storici dei grandi viaggiatori (ovvero, per semplicità e praticità, i grandi itinerari senza però confondere questo con il concetto che viene associato al termine itinerario in questa pubblicazione); le grandi città d arte, di cui l Italia è un contenitore per eccellenza; gli itinerari turistici e culturali tout court (sul tipo dei Castelli della Loira, la Costiera Amalfitana, etc.); i circuiti artistici, museali, monumentali e archeologici di riconosciuta importanza, spesso coincidenti in termini di prodotto turistico con le grandi capitali europee e mondiali; le reti locali e sovralocali di musei, di parchi e zone archelogiche etc.; i siti culturali puntuali, anche se decontestualizzati in termini turistici come, ad esempio, i parchi tematici artificiali. Senza approfondire la struttura di marketing e comunicazione associata ad un prodotto che, per sua natura, deve essere un prodotto specifico tale da catturare la curiosità e l intelletto del visitatore, è facile notare come tutte le classificazioni di cui sopra si basino sostanzialmente sul concetto di tema. Questo elemento, nella costruzione del prodotto turistico-culturale, assumerà un estrema rilevanza. Mentre, infatti, nel caso della costruzione di un prodotto turistico di massa notiamo normalmente la concorrenza di una pluralità di fattori verso la costruzione di un prodotto economico e vendibile, 14

15 Il Tematismo e la creazione di Valore quando occorre costruire il prodotto turistico culturale ci si trova, normalmente, in presenza del preponderante fattore tematismo il quale, fatte salve poche e riconosciute eccezioni dovute a scarsa consapevolezza delle popolazioni locali, fa già parte dell identità di una data area geografica ed è, quindi, suscettibile di riconoscimento, valorizzazione, fruizione sociale e turistica. L identità è dunque il primo valore del prodotto da ricercare e conseguire prima della commercializzazione e ben oltre la sua semplice vendita. L individuazione e la valorizzazione dei temi territoriali non dovrebbe necessariamente coincidere con lo sfruttamento economico in senso stretto dei beni del patrimonio culturale, concetto troppo riduttivo e in taluni casi addirittura inapplicabile o inaccettabile. Se però l attività che conduce alla costruzione di uno specifico prodotto turistico-culturale viene svolta attorno a un tema rappresentabile e rappresentativo dell identità e della cultura locale, questa può divenire allora un elemento qualificante del sistema e dell organizzazione territoriale. Perché l azione di marketing territoriale -che presiede alla creazione di un itinerario turistico-culturale- possa rendersi efficace e suscettibile di generare risultati significativi e replicabili, l offerta culturale della destinazione deve: esistere realmente, ovvero essere concretamente fruibile e gestibile; essere misurabile, per consentire la verifica delle performance e delle percezioni; presentare elementi variegati ma coerenti al suo interno (all interno dell offerta stessa), sia tematici che di percorso; essere effettivamente rappresentata o rappresentabile, per consentire 15

16 Il Tematismo e la creazione di Valore la veicolazione all interno dell area di un processo di continua creazione di un immagine di identità locale originale e, quindi, specifica e chiara nella mente del fruitore; essere orientata al mercato, secondo la sua segmentazione (specialisti o neofiti, grande pubblico o specifiche nicchie di utenti e fruitori); essere confezionata o confezionabile in modo tale da contribuire a creare un contesto attivo e attrattivo, in uno con le risorse esterne al bene culturale (sociali, finanziarie, umane); svilupparsi in un contesto che possa dar luogo a proficue relazioni e che produca crescita, occupazione e reddito. Quanto sopra elencato si può affermare con riguardo ad ogni tipologia di bene culturale, sia esso mobile o immobile, fisico o virtuale (es. musica etnica), concentrato o distribuito, umano o materiale, fruibile o sperimentabile, accessibile o anche solo conoscibile. Soltanto in questi termini si potranno ravvisare gli estremi perché si possa procedere alla costruzione di un prodotto equilibrato, globale, sostenibile e accettabile socialmente oltreché economicamente. L interpretazione e la creazione del senso Quali sono le ragioni di fondo per adottare una visione strategica e prospettica incentrata sul turismo culturale, quando esistono intorno a noi casi di successo in campo turistico che sono insiemi vuoti dal punto di vista culturale? Mutuando dal linguaggio di Umberto Galimberti (ne Il corpo ) la definizione 16

17 Il Tematismo e la creazione di Valore di equivalenze vuote, potremmo attribuirla a località come Rimini, Sharm El-Sheik, Las Vegas. Queste sono, infatti, esempi eclatanti della vacuità del prodotto turistico quando esso diventa prodotto massificante e, di per sé, vuoto di significati in quanto manca sempre il significante. Questi prodotti, di grande successo ma replicabili, non sono fondati sul concetto cardine di irripetibilità del territorio culturale come categoria che risponde all esigenza dell uomo di sapere, di aver visto, di essere stato, di aver ricordo, - e quindi, di conoscere e di ricercare - ma, piuttosto, sulla necessità di soddisfare i propri istinti ludici, dunque effimeri e mutevoli in quanto poco profondi. Ma in termini economici cosa vorrà dire in futuro competitività del sistema se il concetto stesso di irripetibilità non viene oggi posto alla base della costruzione del sistema-territorio sotto forma di prodotto culturale e geografico, ancor prima che economico-turistico? In tal senso si ripropone la domanda iniziale: quali possibilità hanno le aree economicamente deboli ma a forte valenza culturale di concorrere nella crescita del turismo mondiale? In ciò lo sviluppo del turismo culturale non solo può svolgere un ruolo politico e sociale di riequilibrio, richiamato all inizio di questa pubblicazione, ma contribuirebbe alla riappropriazione, da parte delle popolazioni, della loro stessa identità. Siamo dunque tenuti ad avere un nuovo atteggiamento nei riguardi del turismo come attività a carattere economico e sociale, ovvero: da un lato, un attività con indubbi risvolti economici; dall altro, un attività che implica lo stabilirsi di relazioni in un contesto specifico, per cui oggi si parla sempre più del cosiddetto turismo relazionale. 17

18 Il Tematismo e la creazione di Valore In ogni caso avremo a che fare con un sistema fortemente orientato al richiamo, all attrazione, all accoglienza, al coinvolgimento di una persona che viaggia. In questo senso, il turismo diventa sempre più la metafora di un passaggio epocale dall era industriale (che include la visione del settore turistico come vero e proprio settore industriale) ad un era indefinibile come quella attuale in cui sia gli enti pubblici sia le imprese hanno compreso che la competitività nel lungo termine si raggiunge solo se si instaurano, si organizzano e si governano le relazioni con più soggetti che influiscono sulle performance di un settore di attività. Questo comportamento preciso, richiesto a quasi tutte le organizzazioni operative in tutti i campi (pubblica amministrazione, industria, agricoltura, servizi, ricerca, innovazione e formazione, volontariato e terzo settore) è frutto di un riposizionamento delle organizzazioni su premesse diverse, a partire dall ideazione della mission. Nuove configurazioni di servizio sono destinate a prevalere sulla produzione di massa, in un contesto in cui, invece del servizio in serie, magari anche estremamente personalizzato, si strutturerà una relazione positiva tra il turista ed una persona, grazie alla civiltà dell atteggiamento di questa persona, sia essa operatore o residente. Questo atteggiamento deve preesistere all erogazione materiale del servizio e all accoglienza sul territorio, basandosi su valori precisi. Il cliente dunque, per dirla con Galimberti, nel corso del tempo, è diventato prima utente, poi visitatore, poi consumatore-turista e infine viaggiatore. Un Uomo, che al pari di Ulisse (un navigatore) nel viaggio persegue un suo preciso progetto ricercando un suo organico inserimento ed equilibrio nel contesto. 18

19 Il Tematismo e la creazione di Valore Natura e Cultura Nella definizione di siti culturali, così come assunta nel Capitolato d oneri degli itinerari turistici e culturali europei del Progetto CISTE, di cui una proposta di aggiornamento viene presentata più avanti, si ricomprendono sia i siti culturali in senso stretto sia i siti naturalistici. Ciò perchè la persona, il viaggiatore, si trova immerso in una miscela delle due componenti: naturale e culturale. All interno del contesto turistico, entro cui costruiamo un itinerario a tema (a sfondo culturale), le due dimensioni verranno grazie alla capacità del progettista-costruttore di itinerari - in contatto molto spesso: si fonderanno dando origine ad un insieme che ben si presta all interpretazione che ne darà l osservatore destinato a fruirne. Natura e cultura costituiscono, dunque, uno spazio allargato, in cui il dato fisico viene arricchito dal dato storico, dal senso dei luoghi e degli oggetti. Il viaggiatore diventa adesso la destinazione dei segni che il contesto ambientale e culturale è pronto a trasmettergli; soggetto che, nell essere se stesso e nell esserci in quel contesto ed in quel lasso di tempo, si trova a diventare supporto che interagisce con l ambiente. L abilità nella costruzione di itinerari riguarda molto la capacità di rappresentazione di un mito, la capacità di operare una riduzione a carattere storico nella memoria e nella cultura del visitatore che consente un doppio meccanismo di attribuzione di senso e riconoscimento dell identità altrui, essenziale nella costruzione del rapporto tra visitatore e itinerario. Dal momento che siamo riusciti a condurre il turista per la mente, osservandolo durante la sua navigazione, ci troviamo a condividere le sue emozioni, il suo lasciarsi raggiungere dalle cose. Ciò è reso possibile dall attribuzione 19

20 Il Tematismo e la creazione di Valore di un senso, la cui continua ricostruzione creativa utilizza la saldatura tra significante e significato, una capacità insita nell atto del conoscere e del riconoscere, come quando si para innanzi al viaggiatore il gesto memorabile che gli utensili raccolti in un museo raccontano al suo essere-uomo. Secondo Barthes, Il rapporto che unisce il concetto del mito al senso è un rapporto di deformazione. Il mito non nasconde nulla. Il mito dunque rassicura creando scenari ricchi di atmosfera. Costruire un itinerario significherebbe dunque agire su ciò che riguarda il mito, sugli elementi della sua rappresentazione, sull azione conoscitiva da parte del nostro osservatore che ricostruisce un senso amplificato fino al punto da assorbire tutti i linguaggi e dare loro un ulteriore senso, utilizzando un metalinguaggio per interferire con il soggetto osservatore. Se il mito ha il potere di deformare, non dobbiamo dunque aver paura di deformare uno o più elementi per rappresentarli ma sempre senza trascendere, scadere nel nonsenso, o, peggio, addirittura offendere il destinatario della ricostruzione. La deformazione, in questo caso, potrà dipendere da una pluralità di punti di vista. L averli considerati tutti, o averne considerati molti, nella costruzione della mappa percettiva sulle valenze di un itinerario, può certo ridurre il rischio di una valutazione ancora posizionale degli elementi di interesse per il visitatore, in luogo di quella situazionale che ci interessa, ma non può annullarlo, sicché avremo comunque bisogno di un doppio riferimento: soggettivo (anche se plurale) ed oggettivo (procedura) per minimizzare la distanza tra la percezione collettiva, se così si può dire, e la nostra percezione dell itinerario turistico-culturale. 20

21 Il Tematismo e la creazione di Valore La valorizzazione sostenibile Perché valorizzare un bene? Perché, in qualche modo, dovremmo prestarci a snaturarlo, a sottoporlo all esposizione alle masse?. Non sarebbe forse meglio nasconderlo, conservarlo indefinitamente, per mantenerne l integrità e il significato? Si potrebbe dare una risposta nel senso della necessità di conservare un bene per restituirgli una dignità, a volte perduta a causa dell incuria o del trascorrere del tempo. Dalla precedente ottica di conservazione di spazi naturali e oggetti culturali, oggi si passa, invece, a volte troppo velocemente alla fruizione riducendo il bene culturale o ambientale a valore monetizzabile, a bene produttivo. In sé questa operazione, apparirebbe una orribile violenza alla storia e alla cultura, se non fosse che esiste nel mondo un principio economico che non può essere disatteso. L atto di valorizzare sarebbe, dunque, una necessità che considera il patrimonio culturale come suscettibile di rappresentare un valore di scambio. Si prescinde dalla giusta considerazione che il trarre profitto dai beni culturali sia spesso d ausilio alla loro stessa conservazione, poiché il rischio più grande sembra essere proprio legato alla percezione distorta che si può trarre (ad esempio il nostro Ulisse) dal venire in contatto con un bene culturale squilibrato sul versante economico, in maniera così sproporzionata da offendere lo spirito di ricerca del senso del bene, della quantità di civiltà o di patrimonio che gli è insita. La ricerca di un equilibrio tra le diverse componenti di prodotto e comunicazione si impone adesso come una necessità. Il messaggio che scaturisce da questo ragionamento - rigoroso ed anche distruttivo di concetti oggi troppo diffusi - è, comunque, un monito alla preservazione e alla conservazione sostenibile, finalizzata ad evitare la mercificazione del patri- 21

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23 Il Tematismo e la creazione di Valore monio culturale e, soprattutto, il suo mercimonio. La conseguenza logica è che tra valorizzazione culturale e valorizzazione economica, deve avere il plauso ogni operazione capace di restituire il senso perduto alle cose. Tuttavia, il principio economico insito in ogni attività umana introduce un fattore di complessità, ossia: la valorizzazione implicherà in qualche modo il considerare un bene non più per la sua ragione e destinazione originaria, bensì per un valore che viene apprezzato in termini di prezzo o tariffa o profitto subendo un qualche processo di svilimento. L unica via d uscita, che tiene in considerazione le esigenze di valorizzazione in senso culturale (il recupero del senso) e in senso economico del bene (fruizione, possibile a seguito dell adozione di un piano finanziario), sarà quella della valorizzazione in termini di sostenibilità, nel senso che l impatto (il numero e la qualità) delle operazioni di recupero di senso dovrebbe sempre risultare - ma non è quasi mai così nella realtà - superiore all impatto delle operazioni in senso economico. Solo a queste condizioni si può sostenere che il principio economico non abbia definitivamente compromesso significante ed significato, al punto che risulti impossibile per l osservatore attribuire un senso all oggetto culturale e, dunque, conoscerlo. Per questo, potremo utilizzare tutti gli strumenti di intervento che siamo oggi capaci di individuare e di organizzare in forma più coerente ed integrata per poi confrontarci con lo spirito delle iniziative di valorizzazione turistico-culturale intraprese in una data area, con la storia dello sviluppo in quell area, con le dinamiche future prevedibili. 23

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