Asse 1. Attività AZIONE AIUTI AI SOGGETTI AGGREGATI AI POLI DI INNOVAZIONE POLO DI INNOVAZIONE: AGROALIMENTARE FORMAT

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1 FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE P.O.R Programma Operativo Regionale Asse 1 Innovazione e transizione produttiva Competitività regionale e occupazione F.E.S.R. 2007/2013 Attività I.1.3 Innovazione e PMI AZIONE AIUTI AI SOGGETTI AGGREGATI AI POLI DI INNOVAZIONE di cui al Disciplinare per l'accesso ai finanziamenti per i progetti per la ricerca e l'innovazione riservati ai soggetti aggregati ai Poli (Determinazione dirigenziale n. xxx del xxx del Responsabile della Direzione regionale Attività produttive) POLO DI INNOVAZIONE: AGROALIMENTARE FORMAT PROGETTI DI RICERCA INDUSTRIALE E/O SVILUPPO SPERIMENTALE (tipologia di iniziativa ammissibile 2.2 Sezione II - del Disciplinare per l accesso ai finanziamenti) secondo Programma annuale novembre 2010 Pagina 1

2 SEZIONE 1 ANAGRAFICA E SINTESI DEL PROGETTO 1.1 Progetto di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale 1 (nome esteso) 1.2 Progetto di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale (acronimo) Sviluppo di marcatori genetici e biochimici per la tracciabilità di cloni di vite e la tipizzazione di uve e vini in diversi ambienti viticoli TRACKWINE 1.3 Polo di innovazione 2 di appartenenza Agroalimentare 1.4 Progetto inter-polo (si/no; in caso affermativo indicare ulteriori Poli contributori coinvolti) 1.5 Traiettoria Progettuale (TP) di appartenenza 3 (nome esteso) TRA1.TRACK-CHAIN 1.6 Traiettoria Progettuale (TP) di appartenenza (acronimo) TRA1.TRACK-CHAIN 1.7 Linea di sviluppo (LS) di appartenenza 4 (nome esteso) LS1.1 TRACK-CHAIN 1.8 Linea di sviluppo (LS) di appartenenza (acronimo) LS1.1 TRACK-CHAIN 1.9 Numero di partner partecipanti 5 e relativa tipologia (PI, MI, 5 partners, di cui 2 PI e 3 OR GI, OR) 1.10 Numero di partner non beneficiari del contributo pubblico 6 e relativa tipologia (PI, MI, GI, OR) 1.11 Durata stimata (mesi) Data ipotetica inizio progetto (mm/aa) Maggio Elenco parole chiave del progetto (utilizzare laddove possibile l elenco strutturato fornito dalla Regione) 1.14 Costi totali progetto (euro) Contributi totali richiesti (euro) Persona di contatto per il progetto (nome, cognome, partner progettuale di appartenenza, , tel. fisso, tel. cellulare) Tracciabilità, rintracciabilità, vite, vino, Nebbiolo, clone, terroir, aromi, polifenoli, proteomica, allergeni, marcatori biomolecolari. Giacomo Mazza, Partner 1, , 1 Nel caso di progetti inter-polo, il presente format deve essere incluso esclusivamente all interno del programma annuale del Polo capofila (e non deve pertanto essere ripetuto anche all interno dei programmi dei Poli contributori). Per Polo capofila si intende il Polo a cui risulta aggregato il partner capofila del progetto oppure il Polo dove si svolgono in via prevalente le attività progettuali. La scelta del Polo capofila è rimessa in capo ai soggetti gestori. Gli ulteriori Poli coinvolti nella concezione e realizzazione del progetto sono denominati Poli contributori. Il progetto inter-polo incluso nel programma del Polo capofila deve essere descritto nella sua interezza, ivi inclusi i contributi e le attività dei partner aggregati ai Poli contributori. Per tutti i partner coinvolti nel progetto è necessario indicare il rispettivo Polo di appartenenza. Anche il piano economico-finanziario di cui al Piano economico-finanziario della proposta progettuale allegato al presente format deve essere redatto in relazione all intero progetto, indicando per ciascun partner il Polo di rispettiva appartenenza. 2 In caso di progetto inter-polo, indicare Polo Capofila. 3 In caso di progetto inter-polo, indicare la TP del Polo capofila (nota bene: la TP di appartenenza deve essere unica ed afferente al Polo capofila). 4 In caso di progetto inter-polo, indicare la LS del Polo capofila (nota bene: la LS di appartenenza deve essere unica ed afferente al Polo capofila). 5 Per partner partecipanti sono da intendersi esclusivamente i partner richiedenti il finanziamento pubblico e titolati a beneficiare del relativo contributo. 6 Indicare eventuale presenza di partner extra-regionali o di partner partecipanti al progetto in assenza di una richiesta di finanziamento. Pagina 2

3 Ivana Gribaudo, Partner 2, , Sintesi della proposta progettuale Il vitigno Nebbiolo fornisce vini di importanza economica fondamentale per il Piemonte, vini le cui caratteristiche qualitative derivano dall interazione tra la nota variabilità intravarietale del vitigno (cloni) e le differenti caratteristiche pedoclimatiche degli ambienti in cui esso è coltivato (terroir). La formazione dei precursori fenolici e aromatici nelle uve, in grado di influenzare in modo sostanziale i caratteri enologici dei vini rossi da invecchiamento, è strettamente legata alle variabili genetiche e a quelle ambientali; le proteine delle uve e del vino, che anche se presenti in basse concentrazioni hanno un ruolo importante nella qualità complessiva del vino, sono soggette ad una regolazione in base agli stimoli ambientali. Le variabili fenotipiche all interno di un vitigno hanno una base genetica potenzialmente individuabile attraverso marcatori molecolari, e sono inoltre legate a meccanismi di regolazione genica attraverso i quali si esplica l effetto dell ambiente sulla coltura. Negli ultimi anni è stato dimostrato in specie modello come i piccoli RNA (micro RNA e small interfering RNAs endogeni), abbiano un ruolo basilare nella regolazione dell espressione genica, in particolare nello sviluppo della pianta e dei frutti, nella trasduzione del segnale, nella risposta agli stress. Il Nebbiolo, vitigno a maturazione tardiva, fortemente condizionato dal territorio, con una tendenza poco spiccata alla sintesi degli antociani e, al contrario, elevata per quella aromatica, fornisce vini fortemente caratterizzati dall interazione genotipo-ambiente: risulta quindi un modello ideale per lo studio di tale interazione e per la tipizzazione del prodotto in funzione dell ambiente in cui il prodotto stesso (uva/vino) è ottenuto. La complessa interazione genotipo-ambiente sarà indagata mediante un approccio multidisciplinare che comprende la definizione nell uva e nel vino di un profilo aromatico e antocianico varietale e di un profilo proteico (comprendente anche lo studio di potenziali allergeni) utilizzabili come markers di tracciabilità tipici della cultivar. Saranno sviluppati una serie di nuovi marcatori genetici, i Single Nucleotide Polymorphism (SNPs), che presentano una maggiore capacita discriminante rispetto ai microsatelliti usualmente utilizzati. Sarà inoltre analizzato il profilo di espressione dei piccoli RNA identificati in vite e, per la prima volta nelle specie vegetali, si cercherà di associare questi profili ad un determinato genotipo (clone) ed ambiente. Questi marcatori potrebbero permettere la discriminazione dei cloni nell ambito della cultivar Nebbiolo e dei vitigni in genere. La caratterizzazione molecolare dei cloni, che ne permetterebbe una loro oggettiva distinguibilità e pertanto la tutela, non è ancora possibile con le tecniche finora messe a punto ma avrebbe enormi ricadute nel settore della selezione e della moltiplicazione della vite. La tecnica proposta per l isolamento degli SNPs, inoltre, produrrà nuove informazioni sul genoma del Nebbiolo, mai sequenziato in precedenza. Il vitigno Nebbiolo e le sue aree tipiche di produzione sono stati individuati come modello di sperimentazione, tuttavia l approccio progettuale ed i potenziali risultati possono rappresentare uno starting point per ricerche applicate ad altri vitigni ed altre aree di produzione. La base sperimentale dello studio proposto è rappresentata da cinque vigneti coetanei ed in piena produzione, localizzati in aree tipiche di coltivazione del Nebbiolo ma caratterizzate da condizioni ambientali (climatiche, di giacitura e pedologiche) molto diversificate. Tali vigneti sono stati costituiti all impianto con gli stessi 4 cloni selezionati di Nebbiolo disposti a filari alternati. Verrà effettuata la caratterizzazione pedoclimatica dei cinque ambienti. In ogni vigneto sperimentale e per ogni clone verranno prese in considerazione almeno 20 piante campione, controllate per quanto riguarda lo stato virologico. Nel corso delle annate su ogni singola vite verranno rilevati gli aspetti fenologici, agronomici e produttivi. Verranno prelevati campioni di acini per le misure biometriche ed istologiche, le analisi qualitative di base, le analisi biochimiche per la determinazione dei composti aromatici e polifenolici, le analisi proteomiche, gli studi sui marcatori molecolari e sui profili di espressione di mirna. Mediante vinificazione su piccola scala verranno prodotti vini che verranno caratterizzati sotto il profilo chimico e sensoriale. Tutti i dati ottenuti verranno integrati per raggiungere gli obiettivi del progetto. SEZIONE 2 DESCRIZIONE PARTNERSHIP Pagina 3

4 2.1 Riepilogo partner del progetto 7 N. partner 8 Nome e ragione sociale Polo di appartenenza Dimensione Cod. (PI, MI, GI, ATECO OR) Fatturato ultimi 3 esercizi Risorse umane 11 % spese R&S su fatturato Contributi cumulati sugli ultimi 3 anni Enosis s.r.l. Agroalimentare PI dipendenti collaboratori Istituto Virologia Vegetale - CNR Dipartimento Colture Arboree Università di Torino Istituto di Scienze Produzioni Alimentari - CNR Enocontrol s.c.a r.l. Agroalimentare Agroalimentare Agroalimentare Agroalimentare OR OR OR PI Descrizione partnership (da compilare per ciascun partner del progetto di cui al precedente punto 2.1) Corrispondenza con criterio di valutazione n. 3 ( qualità, idoneità e appropriatezza della partnership e degli attori coinvolti ) Partner 1 - ENOSIS srl (indicare numero e denominazione) core business, ramo di attività, pr Trattasi di compagnia privata con sede a Fubine (AL) specializzata in consulenze viticolo-enologiche. La ditta possiede una 7 Per partner del progetto sono da intendersi esclusivamente i partner richiedenti il finanziamento pubblico e titolati a beneficiare del relativo contributo. 8 Assegnare un numero a ciascun partecipante. Il soggetto capofila è sempre il numero 1. 9 Per la dimensione di impresa, ai sensi dell Allegato 1 del Reg. (CE) n. 800/2008; per la definizione di organismo di ricerca, ai sensi del punto 2.2 d) della Disciplina RSI. 10 Riferito all attività prevalente. 11 Ai sensi dell art. 5 Allegato 1 Reg. (CE) 800/2008 ( Gli effettivi corrispondono al numero di unità lavorative/anno (ULA), ovvero al numero di persone che, durante tutto l'esercizio in questione, hanno lavorato nell'impresa o per conto di essa a tempo pieno. Il lavoro dei dipendenti che non hanno lavorato durante tutto l'esercizio oppure che hanno lavorato a tempo parziale, a prescindere dalla durata, o come lavoratori stagionali, è contabilizzato in frazioni di ULA. Gli effettivi sono composti: a) dai dipendenti; b) dalle persone che lavorano per l'impresa, in posizione subordinata, e, per la legislazione nazionale, sono considerati come gli altri dipendenti dell'impresa; c) dai proprietari gestori; d) dai soci che svolgono un'attività regolare nell'impresa e beneficiano di vantaggi finanziari da essa forniti. Gli apprendisti con contratto di apprendistato o gli studenti con contratto di formazione non sono contabilizzati come facenti parte degli effettivi. La durata dei congedi di maternità o dei congedi parentali non è contabilizzata ). 12 Si intendono i contributi concessi da autorità pubbliche comunitarie, nazionali e locali con riferimento a tipologie di intervento analoghe a quelle accessibili tramite la misura Poli di innovazione (progetti/servizi per la ricerca e l innovazione). Pagina 4

5 Ruolo del partner nel progetto (spiegare come partecipa alla concezione del progetto, come contribuisce alla sua attuazione e come condivide i rischi e i risultati con gli altri partner) cantina sperimentale organizzata per condurre vinificazioni in piccola scala e numerosi laboratori attrezzati (microscopi, HPLC, Gas- Cromatografi, spettrofotometri, ecc.) funzionali ad indagini microbiologiche ed analitiche (anche specialistiche) mirate all individuazione di parametri di qualità. La ditta si pone come capofila del progetto del quale condivide la gestione ed il coordinamento (WP1) con l IVV-CNR, a cui è demandata la responsabilità scientifica. Alla concezione del progetto Enosis ha contribuito portando alcune istanze del mondo produttivo legate alla qualificazione dei prodotti sia in vigneto che in cantina, alla valorizzazione del legame di essi con il territorio, all esigenza di tracciabilità dei vini di pregio e dei prodotti vivaistici. Enosis è Leader del WP3 responsabile della caratterizzazione biochimica delle uve e dei vini che prevede l organizzazione delle sperimentazioni di cantina e la definizione dei protocolli analitici per le analisi degli aromi e dei polifenoli (di primaria importanza per vini rossi da invecchiamento di alta gamma)al fine di individuare idonei markers di tracciabilità. Provvederà inoltre all esecuzione di tutte le vinificazioni in piccola scala previste dal progetto. Stante la spiccata complementarietà delle attività dei diversi WP la condivisione dei rischi e degli eventuali correttivi in corso d opera sarà totale. Analogamente sarà totale la condivisione dei risultati (peraltro strettamente interdipendenti) con gli altri partners. Conoscenze e competenze apportabili dal partner specificamente inerenti il progetto, in relazione alle funzioni e alle attività assegnate Motivazioni, specifici vantaggi e ricadute attese dalla partecipazione al progetto Partner 2 Istituto Virologia Vegetale - CNR (IVV-CNR) (indicare numero e denominazione) core business, ramo di attività, principali attività produttive e mercato/i di riferimento Approfondita conoscenza dell intero settore enologico. Notevole esperienza nel campo analitico-strumentale mirato alle bevande alcoliche, con particolare attenzione agli aromi ed ai polifenoli dei vini. Necessità di fornire al comparto enologico riscontri oggettivi per definire la qualità di uve e vini e al contempo indicare nuovi markers di tracciabilità varietale specifici per il Nebbiolo. Chiara identificazione di uve e vini secondo gli attuali disciplinari di produzione. Acquisizione di nuove conoscenze e know-how da trasferire sui servizi offerti dal laboratorio. Trattasi di istituzione scientifica specializzata in ricerca nel settore della virologia vegetale. L unità di Grugliasco dell Istituto (già Centro di Studio per il Miglioramento Genetico e la Biologia della Vite), che si propone quale coordinatore scientifico del progetto, possiede una lunga tradizione nella ricerca viticola di carattere genetico, fisiologico, agronomico ed enologico. Le principali mission sono lo studio della biodiversità viticola, il miglioramento genetico e sanitario e lo studio dei rapporti virus-genotipo. Il settore di attività è esclusivamente quello vitivinicolo. Pagina 5

6 Ruolo del partner nel progetto (spiegare come partecipa alla concezione del progetto, come contribuisce alla sua attuazione e come condivide i rischi e i risultati con gli altri partner) Conoscenze e competenze apportabili dal partner specificamente inerenti il progetto, in relazione alle funzioni e alle attività assegnate L IVV-CNR ha la funzione di coordinatore scientifico del progetto (WP1) oltre che fornire un contributo importante nello svolgimento di parte delle attività previste (WP2 e WP4). L impostazione scientifica del progetto è stata suggerita dall IVV in funzione di problematiche condivise dai 2 partners privati, mettendo a disposizione la sua decennale esperienza nel settore viticolo e le sue più recenti ed innovative esperienze in quello biomolecolare. Ha altresì coinvolto altri partner OR altamente qualificati nel campo in cui operano per completare ed integrare le proprie conoscenze e quelle dei partner privati. L IVV è costitutore di cloni selezionati di Nebbiolo, ampiamente propagati dal settore vivaistico e utilizzati dalle aziende vitivinicole. Il progetto ha infatti la sua genesi in 5 vigneti in aree tipiche di produzione, ciascuno impiantato in anni passati con 4 cloni selezionati dall IVV ed attualmente in piena produzione. Il WP2 di cui è responsabile l IVV fornirà tutti i campioni di uva necessari alle attività di analisi degli altri WP. L IVV sarà inoltre responsabile della Task 4.1 (WP4-Marcatori genetici) indagando a livello molecolare i piccoli-rna in vite, settore altamente innovativo nella genetica vegetale. L IVV, oltre a garantire il coordinamento e la rapida diffusione dei dati e dei risultati tra i partner, sarà garante anche per un efficace disseminazione dei risultati ottenuti. L IVV procederà in stretto contatto con gli altri partner per superare eventuali problemi che potessero insorgere durante le attività del progetto. Tali attività sono altamente complementari e quindi di fatto richiedono una notevole condivisione e raccordo tra i vari partners. In sede di progettazione per ciascun WP sono attesi e già individuati potenziali criticità (grandinate con perdita di campioni, criticità nei protocolli nelle analisi genetiche e proteomiche, ecc.) ma anche possibili modifiche dell attività in corso d opera o strade alternative in grado comunque di garantire la buona riuscita del progetto. L IVV dispone di lunga e comprovata competenza di ricerca applicata in viticoltura ed enologia come dimostrato dal fatto che è costitutore ufficiale (riconosciuto dal MIPAAF) di oltre 90 cloni selezionati di vitigni piemontesi e non, tra i quali numerosi sono quelli di Nebbiolo ampiamente propagati dal settore vivaistico e utilizzati dalle aziende vitivinicole. Ulteriore campo di specializzazione sono i rapporti virus genotipo con relativo bagaglio di esperienza nell indagine agronomica, enologica e di diagnostica. Possiede inoltre attrezzature e competenze per l effettuazione di indagini istologiche sui tessuti vegetali. L IVV da tempo approfondisce vari aspetti molecolari dell interazione virus-vite e vite-ambiente con particolare attenzione allo studio dei piccoli RNA che rivestono un ruolo molto importante nella regolazione dello sviluppo e differenziazione della pianta. Mediante utilizzo Pagina 6

7 Motivazioni, specifici vantaggi e ricadute attese dalla partecipazione al progetto Pagina 7 di tecnologie di sequenziamento di ultima generazione (high throughput sequencing technology) sono stati identificati più di 60 piccoli RNA in vite pubblicati su importanti riviste internazionali. Questi risultati rappresentano la base di partenza per un approfondita analisi dei profili di espressione dei mirna in vari cloni di Nebbiolo Da tempo l IVV opera a stretto contatto con le realtà aziendali del settore vitivinicolo ed è a conoscenza delle problematiche che lo caratterizzano. Tra queste la crescente domanda di tracciabilità e/o sicurezza dei prodotti. Questa esigenza coinvolge il settore vivaistico per quel che riguarda la corretta identificazione delle selezioni clonali e la tracciabilità del materiale di propagazione, ed il settore enologico per quel che riguarda la tipizzazione dei vini prodotti in aree determinate il cui valore aggiunto, oltre alla qualità e alla sanità, è il legame con il territorio. La motivazione primaria che ha spinto l IVV a promuovere e il progetto è la possibilità di fornire soluzioni anche parziali a tali esigenze del mondo produttivo. Lo studio delle problematiche sopra esposte tuttavia, oltre a precise ricadute applicative per le PI, MI e GI del settore, possiede una grande valenza di innovazione scientifica che senza dubbio consoliderebbe la posizione dell IVV in termini di avanzamento scientifico. I risultati ottenibili dalla sperimentazione consentirebbero infatti la stesura di pubblicazioni su importanti riviste nazionali ed internazionali del settore. Partner 3 Dipartimento Colture Arboree, Università di Torino (DCA-UNITO) (indicare numero e denominazione) core business, ramo di attività, principali attività produttive e mercato/i di riferimento Il personale del Dipartimento di Colture arboree si occupa di attività didattica e di ricerca scientifica. L attività scientifica si orienta verso ricerche sia di base sia finalizzate ad una più immediata ricaduta applicativa. Le tematiche di studio riguardano diversi aspetti di biologia, fisiologia ed istologia delle piante arboree da frutto e della vite. Altre linee di lavoro riguardano il miglioramento genetico e la caratterizzazione del germoplasma di vite, melo, pero, castagno, noce, nocciolo, susino, albicocco, actinidia, piccoli frutti. L approccio metodologico si avvale anche di tecniche biochimiche e molecolari innovative. Gli obiettivi principali di queste ricerche sono la salvaguardia e la valorizzazione del germoplasma, con particolare attenzione alla biodiversità locale. Vengono eseguiti studi di caratterizzazione varietale e clonale e sono stati isolati marcatori molecolari in diverse specie, impiegati nello studio della variabilità genetica e nell identificazione varietale. Altri filoni di ricerca riguardano la valutazione agronomica classica di portinnesti e cultivar, l applicazione di tecniche avanzate di propagazione dei fruttiferi e la valutazione della qualità della frutta alla raccolta ed in postraccolta

8 Ruolo del partner nel progetto (spiegare come partecipa alla concezione del progetto, come contribuisce alla sua attuazione e come condivide i rischi e i risultati con gli altri partner) Conoscenze e competenze apportabili dal partner specificamente inerenti il progetto, in relazione alle funzioni e alle attività assegnate Motivazioni, specifici vantaggi e ricadute attese dalla partecipazione al progetto Pagina 8 Il Dipartimento di Colture Arboree è responsabile del coordinamento del WP4, in merito alla ricerca di marcatori molecolari in grado di discriminare i cloni di Nebbiolo oggetto di studio. In particolare è direttamente coinvolto nello svolgimento dei compiti del Task 4.1 che prevede l individuazione e la validazione di marcatori SNP. Il Dipartimento collaborerà strettamente con gli altri partner per la diffusione dei risultati ottenuti; coopererà al superamento di eventuali punti critici che potrebbero presentarsi nel corso del progetto. Il Dipartimento di Colture Arboree svolge da anni attività di ricerca in diversi settori dell arboricoltura da frutto e dispone di laboratori, aziende sperimentali, serre e gestisce campi collezione in cui è conservata la variabilità genetica delle più importanti cultivar di fruttiferi. Il Dipartimento dispone sia di personale specializzato sia di moderna strumentazione per svolgere ricerche nei campi della caratterizzazione genetica. La struttura è attrezzata con apparecchiature per l analisi del DNA: in particolare dispone di un sequenziatore capillare 3130 Genetic Analyzer (Applied Biosystems). Il partner, inoltre, ha rapporti di collaborazione con numerose istituzioni internazionali, nazionali e con enti locali La presenza del Dipartimento nel team è giustificata dalla competenza nel campo delle analisi molecolari e della caratterizzazione genetica della vite, aspetto trattato fin dai primi anni 90. La ricerca di marcatori SNP avrà notevoli ricadute pratiche sulla tracciabilità e la tutela dei cloni, problema molto sentito a livello vivaistico. Il modello di studio proposto per il Nebbiolo potrà essere applicato ad altri vitigni. Più in generale la tecnologia per l individuazione di SNP potrà essere sfruttata per la caratterizzazione di altre specie da frutto. I risultati ottenuti potranno essere pubblicati su riviste del settore nazionali e internazionali, contribuendo al prestigio della Regione e della sua industria vitivinicola, oltre che fornendo pratiche ricadute applicative.. Partner 4 Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari (ISPA-CNR) (indicare numero e denominazione) core business, ramo di attività, principali attività produttive e mercato/i di riferimento L Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del CNR svolge ricerche mirate al miglioramento della qualità e della sicurezza delle produzioni agro-alimentari, con l'impiego di tecnologie a basso impatto ambientale. L'azione dell'ispa è in accordo con la politica della ricerca nazionale ed europea e viene svolta attraverso un approccio multidisciplinare basato su competenze in diverse discipline. (chimica, tossicologia, microbiologia, biotecnologia, veterinaria, agronomia, biologia e patologia vegetale). L Unità Operativa sita in Grugliasco (TO) svolge da anni ricerche relative alla caratterizzazione di prodotti di origine animale

9 e di alimenti per animali. Ruolo del partner nel progetto (spiegare come partecipa alla concezione del progetto, come contribuisce alla sua attuazione e come condivide i rischi e i risultati con gli altri partner) Conoscenze e competenze apportabili dal partner specificamente inerenti il progetto, in relazione alle funzioni e alle attività assegnate Motivazioni, specifici vantaggi e ricadute attese dalla partecipazione al progetto Partner 5 Enocontrol s.c.a.r.l. (indicare numero e denominazione) core business, ramo di attività, principali attività produttive e mercato/i di riferimento Ruolo del partner nel progetto (spiegare come partecipa alla concezione del progetto, come contribuisce alla sua attuazione e come condivide i rischi e i risultati con gli altri partner) Conoscenze e competenze apportabili dal partner specificamente inerenti il progetto, in relazione alle funzioni e alle attività assegnate I compiti dell ISPA nell'ambito di questo progetto saranno: - scelta ed ottimizzazione dei protocolli di estrazione delle proteine; - produzione delle mappe da elettroforesi bidimensionale ed analisi di immagine; - identificazione delle proteine contenute negli spot di interesse tramite spettrometria di massa; - analisi ed elaborazione dei dati ottenuti in collaborazione con gli altri partner del progetto. L Unità Operativa dell ISPA vanta una lunga tradizione nella caratterizzazione ed identificazione delle proteine, nello sviluppo e nell applicazione di tecniche di proteomica (elettroforesi bidimensionale, spettrometria di massa su peptidi e proteine, caratterizzazione delle modificazioni post traduzionali), nello sviluppo e applicazione di metodologie per la caratterizzazione di diversi allergeni vegetali da piante di interesse alimentare. Negli ultimi anni è stata sviluppata presso i nostri laboratori un esperienza importante nella caratterizzazione di uve a base Nebbiolo con particolare riferimento al potenziale contenuto in allergeni (progetto CIPE 2007). L Unità Operativa dell ISPA tramite la partecipazione a questo progetto punta ad approfondire le proprie conoscenze di proteomica nel campo della viticoltura ed enologia, settore di grande ricaduta a livello locale e nazionale. Inoltre, i risultati di questa ricerca permetterebbero un approfondimento ed una verifica dei risultati ottenuti negli ultimi anni a proposito della variabilità ambientale del Nebbiolo, focalizzando il ruolo dei potenziali allergeni alimentari. Infine, la collaborazione con i partner industriali permetterebbe un importante scambio di conoscenze e tecnologie tra pubblico e privato, con benefici per entrambi i settori. Enocontrol Soc. Consortile a.r.l. è un centro di analisi e ricerca specializzata in analisi chimico-fisiche nel settore agroalimentare con particolare riferimento al comparto enologico ed ai produttori vitivinicoli di Langa e Roero. Condurrà l attività relativa alla caratterizzazione pedo-climatica degli ambienti oggetto di studio ed avrà la responsabilità di tutte le analisi di base sulle uve e sui vini. Provvederà ad effettuare le sedute di analisi sensoriale sui vini finiti. Tutti i risultati analitici e il data base ambientale saranno messi a disposizione degli altri partners al fine di una elaborazione complessiva ed unitaria dei risultati del progetto. Competenze ed attrezzature di laboratorio per l esecuzione delle prove analitiche inerenti al progetto. Rapporti con le realtà territoriali di assistenza tecnica alle aziende. Esperienza Pagina 9

10 nell organizzazione di panel di assaggio ai fini della caratterizzazione sensoriale dei vini. Motivazioni, specifici vantaggi e ricadute attese dalla partecipazione al progetto Acquisizione di nuove conoscenze e knowhow da trasferire sui servizi offerti dal laboratorio. 2.3 Descrivere eventuale partecipazione di partner extra-regionali o non richiedenti il finanziamento pubblico (ruolo, apporto di risorse materiali/immateriali, condivisione dei risultati, etc.) SEZIONE 3 DESCRIZIONE GENERALE DEL PROGETTO 3.1 Idea e motivazioni alla base del progetto, problematica affrontata e obiettivi generali Corrispondenza con criteri di valutazione n. 1 ( qualità della progettazione ) e 2 ( validità tecnico-scientifica e livello di innovatività dei contenuti e delle metodologie ) Introdurre il contesto generale e lo scenario complessivo (settoriale, tecnologico, territoriale e aziendale) in cui si colloca la proposta, il bisogno e le motivazioni che hanno indotto alla realizzazione del progetto e il tipo di problema a cui si propone di dare soluzione. Evidenziare la pertinenza del progetto rispetto agli obiettivi proposti. Fornire anche, se disponibili, informazioni sul contesto economico in cui il progetto si inserisce (trend tecnologici e di mercato, volumi d affari, principali attori economici coinvolti, etc ). In caso di progetto inter-polo, illustrare le sinergie prodotte e motivare adeguatamente la scelta della collaborazione. La superficie coltivata a vite (circa ha), l'entità della produzione enologica (circa hl), aziende vitivinicole, 60 cantine sociali, 280 imprese industriali produttrici di vino e distillati per un valore della produzione di vino pari ad oltre 400 milioni di euro (12 % della produzione agricola regionale e il 10 % del valore vitivinicolo nazionale) danno la misura dell importanza economica e del ruolo trainante del settore vitivinicolo per l'economia agroindustriale del Piemonte. In Piemonte, più che in altre realtà vitivinicole nazionali, i vini sono espressione dell interazione tra i vitigni autoctoni e i diversi territori di coltivazione. Gli uni e gli altri si caratterizzano per una spiccata originalità rispetto al contesto nazionale garantendo al prodotto regionale una sua unicità universalmente riconosciuta. L identificazione e la valorizzazione della variabilità genetica inter e intravarietale (clonale) non può prescindere quindi dalle sue interazioni con l ambiente di coltivazione (climatico, pedologico e sociale) che devono essere indagate a fondo al fine di ottimizzare il risultato enologico. In particolare per i vini rossi la qualità è strettamente correlata alla composizione aromatica e polifenolica delle bacche, in grado di influenzare il colore, i profumi (specialmente nei vini rossi da invecchiamento di alta gamma), la struttura, il gusto e la stabilità del prodotto finale con significative implicazioni di carattere agronomico e tecnologico (gestione del vigneto, tecniche di vinificazione, metodi di affinamento e di maturazione dei vini, ecc.). Negli ultimi anni la composizione polifenolica ha poi assunto risvolti salutistici in quanto è stato evidenziato il ruolo benefico a carico del sistema cardiocircolatorio del resveratrolo, sostanza polifenolica più o meno abbondante nelle uve a bacca colorata e quindi nei vini da esse ottenute. La tutela e la valorizzazione dell eccellenza dei vini piemontesi ed il contesto territoriale in cui sono prodotti sono una indiscussa priorità del comparto vitivinicolo regionale. A tal fine l individuazione di potenziali markers genetici e biochimici che in funzione dei parametri microclimatici e pedologici (terroir) locali possano determinare la tracciabilità e la rintracciabilità del prodotto lungo la filiera viti-vinicola diviene un obiettivo indispensabile per gli operatori del settore. Il vitigno Nebbiolo, i vini che ne derivano come tipologia e valore commerciale, la diversificazione dei territori di produzione fanno di questa produzione d eccellenza dell Italian food il campione ideale per approfonditi studi interdisciplinari sulle interazioni vitigno/ambiente ed i conseguenti riflessi sulla tipicizzazione dei prodotti finali. Il Nebbiolo può essere scelto quale cultivar campione anche per quel che riguarda il settore vivaistico e la tipologia del materiale di propagazione per l impianto del vigneto, primo anello Pagina 10

11 fondamentale della filiera vite-vino. E nota l ampia variabilità intravarietale della cultivar che si evidenzia in ben 33 selezioni clonali iscritte nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite ed ampiamente moltiplicate dai vivaisti. Il cloni di Nebbiolo sono fortemente diversificati nei loro caratteri morfologici ed attitudinali e conseguentemente nelle potenzialità enologiche delle uve. Sebbene la produzione e la commercializzazione del materiale di propagazione viticolo di origine clonale sia fortemente normato ed inserito in uno schema di certificazione nazionale (ed europeo), manca la possibilità di identificare in modo oggettivo i singoli cloni creando notevoli incertezze negli utilizzatori finali e non solo. Le tecniche molecolari per l analisi del DNA di uso più comune (SSR, AFLP, RAPD) infatti non sono in grado di distinguere con efficienza i cloni di una stessa cultivar mentre la possibilità di caratterizzare dal punto di vista genomico e metabolico i cloni di un vitigno avrebbe notevoli ricadute pratiche. Nuovi marcatori molecolari quali gli SNPs, (Single Nucleotide Polymorphism), caratterizzati da un elevato polimorfismo, potrebbero contribuire almeno potenzialmente a fornire soluzioni al problema per un settore, quello vivaistico, ad alto impatto economico non solo a livello nazionale (produzione annuale di circa 100 milioni di barbatelle) ma anche regionale (circa 7 milioni di barbatelle). 3.2 Coerenza, sinergia e grado di integrazione rispetto alla TP/LS di appartenenza e al piano generale di attività del Polo Criterio di ammissibilità della proposta Descrivere gli elementi di coerenza e congruenza della proposta rispetto agli obiettivi generali e specifici della TP/LS di appartenenza. Evidenziare in che modo la proposta si inserisce nel programma e nel piano generale di attività del Polo, indicando le eventuali interrelazioni e/o sinergie con altre iniziative progettuali afferenti alla stessa TP/LS oppure ad altre TP/LS incluse nel programma. In caso di progetti inter-polo, qualora il progetto non sia riconducibile in via esclusiva alla TP/LS del Polo capofila, indicare e fornire una breve descrizione delle ulteriori TP/LS interessate, ponendo in luce anche gli eventuali aspetti di cross-settorialità della proposta. La proposta si inserisce a pieno nella traiettoria tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti (TRACK-CHAIN) in quanto tra i suoi obiettivi principali sono la tipizzazione delle produzioni enologiche in funzione del territorio di produzione (terroir) e/o della variabilità genetica intravarietale del vitigno (cloni). Tramite l individuazione di marker biochimici (sostanze aromatiche e polifenoliche nelle uve e nei vini, non ultimo il resveratrolo, noto per i suoi aspetti salutistici), genetici (piccoli RNA e SNPs) e proteomici si consentirebbe la rintracciabilità delle produzioni enologiche di pregio con ricadute significative sulla valorizzazione e difesa delle produzioni tipiche e notevoli benefici sul sistema produttivo regionale. Nel secondo la caratterizzazione di cloni diversi appartenenti alla stessa cultivar attraverso marcatori molecolari (piccoli RNA, SNPs) consentirebbe di definire una sorta di impronta digitale dei cloni, nel caso specifico di Nebbiolo. La disponibilità di marker in grado di meglio identificare i cloni a sua volta porterebbe chiari benefici al settore vivaistico viticolo fornendo una maggior trasparenza nella produzione e commercializzazione del materiale di propagazione. I benefici sono evidenti in particolare sugli utilizzatori finali garantiti nelle loro scelte in fase di impianto del vigneto e nelle aspettative relative alle future performances del materiale utilizzato. La proposta inoltre presenta interessanti relazioni e sinergie con altre traiettorie quali Product innovation, e Consumer safety & security. Nella proposta sono infatti evidenti gli approcci innovativi in tema di qualità e sicurezza degli alimenti. La caratterizzazione del profilo polifenolico ed aromatico delle uve e del vino di Nebbiolo e della stabilità ambientale delle caratteristiche del materiale vivaistico utilizzato (cioè i cloni selezionati) in funzione del territorio di produzione consentirà al sistema produttivo di adeguare le scelte all impianto, nella gestione colturale dei vigneti, nella tecnologia di vinificazione e nella modalità di invecchiamento dei vini. L individuazione di eventuali allergeni nel prodotto migliorerà il livello di sicurezza dei consumatori. Inoltre, la tipizzazione proteica e genetica potrebbero in prospettiva futura fornire strumenti adeguati per la rintracciabilità del prodotto vino nei confronti delle frodi alimentari. 3.3 Stato dell arte scientifico-tecnologico Corrispondenza con criteri di valutazione n. 1 ( qualità della progettazione ) e 2 ( validità tecnico-scientifica e livello di innovatività dei contenuti e delle metodologie ) Descrivere lo stato dell arte del problema scientifico-tecnologico affrontato, delle soluzioni esistenti (evidenziandone i limiti) e degli attori operanti (ove possibile, fornire informazioni anche sulla situazione dello stato brevettuale). Pagina 11

12 Il vitigno Nebbiolo fornisce vini di importanza economica fondamentale per il Piemonte, vini le cui caratteristiche qualitative derivano dall interazione tra la nota variabilità intravarietale del vitigno (cloni) e le differenti caratteristiche pedoclimatiche dei numerosi ambienti in cui esso è coltivato (terroir). La formazione dei precursori fenolici e aromatici nelle uve, in grado di influenzare in modo sostanziale i caratteri enologici dei vini rossi da invecchiamento, è strettamente legata alle variabili genetiche e a quelle ambientali; le proteine delle uve e del vino, che anche se presenti in basse concentrazioni hanno un ruolo importante nella qualità complessiva del vino, sono soggette ad una regolazione in base agli stimoli ambientali. Ne deriva quindi un quadro complesso che è stato in genere affrontato mediante studi specialistici su singoli aspetti, che hanno fornito risultati ragguardevoli ma che andrebbero il più possibile integrati in un disegno complessivo. Nel campo relativo allo studio degli aromi, non esistono al momento protocolli definiti e universalmente seguiti per l analisi di quelli presenti nelle uve Nebbiolo e nei vini corrispondenti. Il punto più controverso riguarda l analisi degli aromi delle uve e dei precursori aromatici delle stesse e quei componenti aromatici presenti nel vino sotto forma di composti glicosilati e direttamente riconducibili alla cultivar originaria. Tra questi composti vanno ricercati i markers di tracciabilità varietale. La difficoltà analitica in questo tipo di analisi è legata alle molte variabili presenti che vengono superate con un rigoroso protocollo analitico che eviti la formazione di artefatti. Allo stato attuale pochissimi ricercatori utilizzano un simile approccio che tra l altro richiede una approfondita conoscenza della Cromatografia liquida/spettrometria di massa GC/MS per l identificazione di composti appartenenti alle classi dei terpeni mono e diidrossilali, dei norisoprenoidi degli alcoli e dei benzenoidi. Il complesso aromatico dei precursori varia da una cultivar all altra ma in molti casi solo per il dato quantitativo, ragion per cui solo una conoscenza approfondita dei profili aromatici di tutte le più importanti cultivars permette una discriminazione certa per l identificazione di uve diverse. Inoltre non vi sono sufficienti dati su differenze tra cloni in ambienti diversi e correlazioni tra il contenuto in precursori aromatici ed il territorio. Nel campo dei polifenoli, in particolare per gli antociani, vi è una situazione ben definita per le uve Nebbiolo in generale, ma del tutto insufficiente per quello che riguarda i singoli cloni e l interazione con territori diversi. Nel vino, proveniente da uve Nebbiolo, la situazione è ancora più complessa e mancano del tutto informazioni sufficienti sul profilo antocianico che si delinea sin dalla fermentazione e che si evolve con la formazione di molti nuovi composti, frutto delle interazioni con gli antociani originari con altre molecole e che influenzano direttamente il colore del vino, ma che sono markers attendibili di tracciabilità varietale. Allo stato attuale tutti gli studi pubblicati su vini da uve Nebbiolo sono limitati alla ricerca degli antociani principali trascurando la formazione di questi ultimi composti, la cui identificazione si può ottenere solo operando con strumenti altamente specifici quali la Cromatografia liquida/spettrometria di massa (LC/MS). Le variabili fenotipiche all interno di un vitigno hanno una base genetica potenzialmente individuabile attraverso marcatori molecolari, e sono inoltre legate a meccanismi di regolazione genica attraverso i quali si esplica l effetto dell ambiente sulla coltura. Tra i marcatori molecolari gli SNPs negli ultimi anni hanno acquisito importanza nella comunità scientifica internazionale come potenziale strumento per individuare e discriminare i cloni di un vitigno. Gli SNPs (Syvänen 2001) sono marcatori molecolari codominanti paragonabili ai marcatori microsatelliti (SSRs - Simple Sequence Repeats), ma rispetto a questi ultimi, presentano il vantaggio di essere particolarmente abbondanti nelle regioni espresse e sono molto più stabili. Possono essere localizzati ovunque nel genoma e possono contribuire in modo diretto alla determinazione di un fenotipo o essere a questo associato. Data la frequenza con cui avvengono le mutazioni puntiformi, gli SNPs sono considerati i marcatori con il più alto potenziale di polimorfismo genomico rilevabile. Attualmente in vite, Lijavetzky et al. (2007) hanno sviluppato un ampio set di SNP, risequenziando un gruppo di 11 genotipi di vecchie varietà coltivate e selvatiche. Fernández et al. (2008) hanno individuato 10 marcatori SNP sulle sequenze fiancheggianti di 7 loci microsatelliti per successive analisi di caratterizzazione genotipica. Pindo et al. (2008) hanno identificato e mappato 563 nuovi marcatori SNP. Infine Vezzulli et al. (2009) hanno svolto una preliminare valutazione dei marcatori SNP per la caratterizzazione clonale, mentre Hoffmann et al. (2009) hanno individuato un marcatore SNP in grado di differenziare i cloni del Pinot con grappoli spargoli da quelli serrati. L impiego quindi dei marcatori SNP potrebbe risultare funzionale alla discriminazione dei cloni di Nebbiolo. Negli ultimi anni le nuove conoscenze acquisite sul silenziamento dell RNA (RNA silencing) possono fare ipotizzare un suo utilizzo nell identificazione di cultivar e cloni.. L RNA silencing è un sistema presente in quasi tutti gli eucarioti ed è coinvolto nel controllo dell espressione genica e nella protezione da patogeni quali agenti virali. L RNA silencing è un processo regolato da piccole sequenze di RNA non codificanti (small RNA) di nucleotidi come micro RNA (mirnas) e short interfering RNA (sirnas). In piante modello è stato dimostrato come gli small RNA rivestano un ruolo primario nello sviluppo della pianta, nella trasduzione dei segnali, nella differenziazione e nella qualità di organi e frutti;,sono inoltre coinvolti nella risposta delle piante agli stress ambientali e biotici (Chen 2009). In nostri studi recenti (Carra et al., 2009; Pantaleo et al., 2010) mediante utilizzo di tecnologie di sequenziamento di ultima generazione (high throughput sequencing technology) sono stati identificati Pagina 12

13 nel clone di Pinot Nero ENTAV 115 (clone di cui da alcuni anni è disponibile l intera sequenza genomica) più di 60 mirna espressi in vite. Molti small RNAs sono associati a trasposoni ed a sequenze ripetute del genoma, sequenze che presentano dei polimorfismi marcati tra le diverse specie e tra genotipi appartenenti ad una stessa specie. Il Nebbiolo, vitigno a maturazione tardiva caratterizzato da elevata variabilità clonale, fortemente condizionato dal territorio, con una tendenza poco spiccata alla sintesi degli antociani e, al contrario, elevata per quella aromatica, fornisce vini fortemente caratterizzati dall interazione genotipo-ambiente: risulta quindi un modello ideale per lo studio di tale interazione e per la tipizzazione del prodotto in funzione dell ambiente in cui il prodotto stesso (uva/vino) è ottenuto. 3.4 Innovazioni perseguite nel progetto Corrispondenza con criterio di valutazione n. 2 ( validità tecnico-scientifica e livello di innovatività dei contenuti e delle metodologie ) Evidenziare e descrivere il valore innovativo e gli elementi di originalità del progetto (soluzione innovativa, metodologia innovativa, prodotto/servizio innovativo, materiali/componenti innovativi, applicazione di soluzioni esistenti su nuovo contesto applicativo, etc.), nonché gli eventuali miglioramenti/adattamenti rispetto a soluzioni esistenti. Spiegare perché i risultati che si intendono raggiungere sono competitivi. Illustrare i principali ostacoli tecnico-scientifici da superare e la validità prospettica del progetto. Precisare se trattasi di innovazione a livello Locale / Nazionale / Internazionale. Laddove possibile aggiungere una stima dei possibili brevetti e delle pubblicazioni scientifiche ottenibili. Caratteristica del progetto è - per la prima volta - la tipizzazione di un prodotto enologico di grande impatto economico per l economia regionale quale sono i vini a base Nebbiolo mediante un approccio pluridisciplinare che combina diverse tecniche analitiche e metodi scientifici innovativi, comportando inoltre notevoli ricadute applicative. A questa indagine verrà affiancata la ricerca di nuovi marcatori genetici che consentano la caratterizzazione molecolare e quindi la tracciabilità della variabilità intravarietale espressa dai cloni di Nebbiolo moltiplicati dalla settore vivaistico. Il Nebbiolo può essere considerato come un modello di partenza da cui estendere il know-how acquisito ad altre cultivar e con i dovuti adattamenti anche ad altre specie importanti dal punto di vista agro-alimentare. La caratterizzazione dei profili aromatici (ad oggi quasi sconosciuti) e polifenolici di uve e vini mediante strumenti altamente specifici quali GC-MS e LC-MS verrà messa in relazione con la variabilità clonale e ambientale. L innovazione consiste nel seguire un rigoroso protocollo analitico, scevro da artefatti, che permetta una identificazione delle uve Nebbiolo attraverso markers presenti nel profilo aromatico e nel profilo antocianico. Lo stesso approccio si seguirà per il vino, ma tenendo conto della evoluzione dello stesso nel tempo. Questi dati saranno integrati con indagini sui profili proteomici, volte a chiarire se e come l ambiente influisca sulle proteine espresse da un clone di vite in funzione di un differente microclima di coltivazione e permetterà inoltre l individuazione di eventuali allergeni nel prodotto finale migliorando il livello di sicurezza dei consumatori. In parallelo alla ricerca di markers aromatici, polifenolici e proteici sarà effettuato uno studio approfondito di nuovi marcatori genetici che consentano la caratterizzazione molecolare e quindi la tracciabilità dei cloni di Nebbiolo. Numerosi SNPs al momento sono stati individuati in vite, ma potrebbero non essere sufficientemente discriminanti per il Nebbiolo ed i suoi cloni. Per superare tale ostacolo saranno ricercati, mediante le recenti high throughput sequencing technology, nuovi SNPs che potrebbero contribuire all identificazione di tratti fenotipici complessi che caratterizzano i diversi cloni, discriminando gli individui solamente in base a differenze osservabili a livello di singoli nucleotidi. In questa ricerca i genomi dei 4 cloni di Nebbiolo oggetto di studio verranno risequenziati e confrontati tra loro per individuare polimorfismi a livello dei singoli nucleotidi. La strategia che prevede il risequenziamento dei genomi è il metodo più diretto per identificare polimorfismi SNP come ampiamente dimostrato in numerose specie ( Rafalski et al., 2002; Labate et al., 2005; Zhu et al., 2003). Particolare riguardo verrà dato ai polimorfismi di cui è possibile identificare l appartenenza a sequenze codificanti, per lo sviluppo futuro di marcatori funzionali associati a geni di particolare interesse. In parallelo per assicurare il raggiungimento dell obiettivo previsto sarà adottato un approccio nuovo e non ancora utilizzato nelle specie vegetali in genere: l espressione clone-specifica degli small RNAs. Come già accennato in precedenza molti small RNAs sono associati a trasposoni ed a sequenze ripetute del genoma altamente polimorfiche. Si può quindi ipotizzare che una parte delle varianti fenotipiche tra genotipi affini siano riconducibile a polimorfismi a livello degli small RNAs e della loro espressione. Di conseguenza si può ipotizzare la possibilità di distinguere diversi Pagina 13

14 genotipi (nella fattispecie diversi cloni all interno di una cultivar) utilizzando i profili di espressione degli small RNAs. Come per gli SNPs anche in questo caso c è la possibilità che gli small RNAs attualmente conosciuti ed identificati in vite non siano sufficientemente discriminanti, pertanto si prevede una nuova ricerca specifica nei cloni di Nebbiolo di piccioli RNA sempre attraverso strategie di sequenziamento di ultima generazione. Tutte le ricerche nel settore dei markers, aromatici, proteici e genetici garantiranno diverse pubblicazioni scientifiche di livello internazionale. Le ricerche e i settori di applicazione previsti sono sicuramente innovativi e competitivi con le ricerche in corso nei più importanti istituti di ricerca internazionali. La ricaduta applicativa dei risultati progettuali inoltre comporterebbe sostanziali avanzamenti nella tipizzazione dei vini di alta gamma con il territorio di produzione (tracciabilità e rintracciabilità tramite markers specifici), nei protocolli di gestione del vigneto, della vinificazione e dell invecchiamento dei vini, nella qualità finale dei prodotti, nel settore della certificazione del materiale vivaistico (distinguibilità e tracciabilità dei cloni). 3.5 Sostenibilità tecnico-economica Corrispondenza con criteri di valutazione n. 1 ( qualità della progettazione ) Delineare il livello di maturità delle soluzioni tecniche previste e la realizzabilità del progetto, nei tempi e nei costi, evidenziando la capacità di affrontare eventuali rischi (risultati negativi) durante l attività di ricerca. Le istituzioni scientifiche coinvolte ed i partner privati hanno tutti una lunga e documentata esperienza nel settore vitivinicolo. Questo permette di sfruttare i migliori strumenti attualmente messi ai disposizione dalle più recenti scoperte scientifiche e di ipotizzarne dei nuovi maggiormente innovativi al fine di raggiungere l obiettivo preposto. La disponibilità da parte dell IVV-CNR (WP2) di vigneti sperimentali già in produzione con le medesime discendenze clonali ma situati nei diversi areali tipici per la coltivazione del vitigno fornisce al progetto una base sperimentale di non facile reperimento e consente l avvio immediato del progetto ed il contenimento della tempistica nei 24 previsti. Analogamente le attrezzature della cantina sperimentale e la specifica specializzazione dei laboratori del partner capofila Enosis (WP3) unita alle pregresse competenze analitiche per le sostanze aromatiche e polifenoliche, oltre che nel campo delle vinificazioni su piccola scala, consentiranno l immediata operatività dei protocolli di analisi nell ambito del progetto. Enosis verrà supportata dal Partner 5 Enocontrol che si farà carico della parte analitica quantitativamente più importante ma meno specialistica in un ottica di complementarietà e riduzione dei costi, e dall ISPA-CNR che indagherà su proteine e potenziali allergeni suo settore di specializzazione. Per quanto riguarda le competenze per l indagine molecolare sia l IVV- CNR che il DCA-Unito (WP4) sono riconosciuti a livello internazionale e possiedono laboratori dedicati a tale finalità. L indagine proposta prende inoltre l avvio da risultati e metodiche conseguenti a precedenti sperimentazioni sull argomento. La tempistica di 24 mesi, a fronte di quanto chiarito in precedenza, è stata giudicata sufficiente da tutti i partner per realizzare l attività prevista nei WPs del progetto, tenendo anche in considerazione l aspetto del contenimento dei costi di realizzazione. Le richieste economiche e il budget previsto sono stati valutati con estrema attenzione al fine di evitare una sotto o sovrastima dei costi. Va sottolineato tuttavia tale attività complessa e diversificata richiederà un impegno mesi/uomo di personale per la sua realizzazione. Analogamente alcune tecniche decisamente innovative (come l high throughput sequencing) richiedono un impegno economico non indifferente. E prevista una governance molto attenta del progetto per individuare in tempi rapidi eventuali intoppi e suggerire soluzioni alternative per ciascuna attività e WP. L esperienza nei settori di competenza di ciascun partners garantisce il superamento di eventuali problemi. In sede di progettazione dei WP sono già stati preventivati alcuni punti critici (vedere singoli WP) e previste le contromisure adottando strategie alternative in corso d opera in grado di garantire la buona riuscita del progetto. 3.6 Integrazione con altre iniziative ed evoluzioni future Corrispondenza con criterio di valutazione n. 2 ( validità tecnico-scientifica e livello di innovatività dei contenuti e delle metodologie ) Descrivere se e come la proposta si integra con altre iniziative progettuali a livello regionale, nazionale o europeo. Descrivere inoltre le possibili evoluzioni che potranno dare luogo a nuove proposte o iniziative a partire dai risultati del presente progetto. Il progetto si può considerare come una naturale evoluzione, approfondimento del progetto triennale CIPE finanziato dalla regione Piemonte Tech4wine ( Integrated technology platform supporting the quality and safety of typical wines of Piedmont Italy) e prossimo alla conclusione nel Dicembre Il progetto incentrato sempre sul vitigno Nebbiolo vede come co-proponenti diversi Istituti del Dipartimento Agroalimentare del CNR e alcune ditte Pagina 14

15 private coinvolte nella presente proposta TrackWine. Gli obiettivi del Tech4wine sono stati lo studio dell interazione tra diversi cloni di Nebbiolo, il loro stato sanitario nei confronti delle infezioni virali, gli ambienti di coltura, il grado di micorrizazione del suolo a livello radicale, la composizione proteica e la qualità del vino. I proficui rapporti di collaborazione tra le Istituzioni coinvolte nel Tech4wine e numerosi risultati acquisiti grazie al progetto possono essere considerati propedeutici alla nuova proposta che integrando le conoscenze pregresse con i nuovi approcci metodologici previsti nel TrackWine si pone l obiettivo di definire markers biochimici e/o genetici (aromi, polifenoli, proteine, piccoli RNA, SNPs ) per arrivare ad una tracciabilità effettiva dei prodotti a base di Nebbiolo (dal vivaio al vigneto per i cloni, dal vigneto alla bottiglia per i vini). I risultati e i protocolli di analisi scaturiti dal progetto TrackWine potranno essere estesi ed applicati ad altre cultivar di rilievo del patrimonio vitivinicolo regionale e nazionale. Il Nebbiolo va considerato infatti come un modello di partenza da cui estendere il know-how acquisito ad altre cultivar e, con i dovuti adattamenti, anche ad altre specie importanti dal punto di vista agroalimentare. Il sequenziamento dei cloni di Nebbiolo attraverso l high throughput sequencing fornirà una notevole quantità di informazioni sul genoma della cultivar, mai studiata a livello genetico con queste tecniche. I dati ottenuti non solo saranno funzionali alla presente ricerca ma potranno anche essere analizzati approfonditamente in ulteriori studi per comprendere le basi genetiche dei caratteri di maggior pregio di questo vitigno, individuando marcatori funzionali associati a geni chiave. 3.7 Modalità di management e controllo del progetto Corrispondenza con criterio di valutazione n. 1 ( qualità della progettazione ) Illustrare la governance del progetto (strumenti di management, processo decisionale, schema riunioni, etc.), nonchè le modalità e gli strumenti di gestione e controllo programmi. Enosis (partner 1) per la gestione logistica e l IVV-CNR (partner 2) per la parte scientifica garantiranno il coordinamento tra i partner del progetto (WP1) modulando la tempistica delle varie attività (Tasks) che risultano strettamente complementari. Nelle due Tasks 1.1 e 1.2 verranno promossi nei rispettivi ambiti di competenza (tecnico e scientifico) lo scambio in tempo reale tra i partners dei dati e la disseminazione dei risultati ottenuti. Il WP1 leader e i Coordinatori del progetto (Project Coordinators-PCs) lavoreranno in sintonia e in stretta cooperazione con i leader di ciascun WP. Ciascun WP leader a sua volta lavorerà coordinerà i vari Tasks associati a partner diversi in qualità di tutor sia delle attività di ricerca sia del personale coinvolto, in particolar modo dei giovani ricercatori in formazione per lo svolgimento delle attività previste. All inizio del progetto il PCs e i WP leaders in una riunione preliminare ribadiranno gli obiettivi a breve, medio e lungo termine, le modalità di attuazione e la coordinamento delle attività dei vari WPs. Ciascun WP leader ogni 6 mesi a partire dall inizio del progetto produrrà un riassunto dettagliato delle attività di ricerca effettuate, dei risultati ottenuti e delle difficoltà eventualmente insorte e lo trasmetterà ai PCs. A sua volta i PCs valuteranno l avanzamento del programma e trasmetterà tempestivamente agli altri WP leaders eventuali cambiamenti del programma concordato. Nel caso in cui si verificassero degli eventi imprevisti che necessitino di soluzioni alternative e che potenzialmente potrebbero influire anche sugli altri WPs, ciascun WP leader comunicherà tempestivamente le scelte adottate ai PCs e agli altri WP leaders. Le comunicazioni tra PCs e WP leaders avverranno attraverso , telefono e fax. I documenti e i risultati saranno trasmessi via , conservati in supporti elettronici e disponibili in ogni momento. Durante i 24 mesi previsti per il progetto oltre ad un meeting di chiusura lavori in cui si presenteranno i risultati finali, saranno organizzati una serie di incontri in base alla necessità di presentare, discutere i risultati ottenuti o implementare i WPs. In queste riunioni i giovani ricercatori esporranno i propri risultati. Se ritenuto di utilità rappresentanti di Tecnogranda potranno partecipare agli incontri. I PCs avranno il compito di informare tutti i partners coinvolti e il responsabile di Tecnogranda sulla data prevista con almeno 2 settimane di anticipo. I PCs avranno il compito di produrre a cadenza annuale un report dei risultati ottenuti da tutti i WPs e trasmetterlo via al responsabile di Tecnogranda e a tutti i partners coinvolti. Analogamente sarà trasmessa la rendicontazione finanziaria secondo la normativa prevista dalla Regione. 3.8 Ricadute, impatti attesi e diffusione/applicabilità dei risultati Corrispondenza con criterio di valutazione n. 5 ( ricadute e impatti attesi ) Indicare le ricadute e impatti attesi in termini di know how (conoscenze/competenze/capacità acquisibili attraverso il progetto), di impatto tecnologico (nuovi prodotti, aumento dell efficienza produttiva, etc.), di impatto sull andamento Pagina 15

16 economico dei soggetti coinvolti e sul mercato. Descrivere l impatto atteso sulla filiera e sul territorio, il grado di trasferibilità dei risultati, le eventuali ricadute occupazionali e ove applicabile l impatto sulla sostenibilità ambientale. Se la maturità fenolica è ormai universalmente riconosciuta quale indice di idoneità delle uve destinate ai grandi vini rossi, recenti acquisizioni sembrano indicare nei precursori di aroma delle uve a sapore semplice un fattore determinante per definire la personalità enologica di un vitigno e l originalità di un territorio. I risultati consentiranno di verificare questa ipotesi accertando in che misura l ambiente pedoclimatico, il metodo di coltivazione ed il clone selezionato possano influire sulla potenzialità polifenolica ed aromatica che si esprimeranno nel tempo e concorreranno a definire il valore qualitativo dei vini di pregio. Tali nuove conoscenze potranno divenire un idoneo strumento per gli operatori della filiera vitivinicola nella scelta vendemmiale, nella previsione dell evoluzione del vino nelle fasi post-fermentative, nella tipizzazione dei prodotti in funzione dell area di produzione, nella scelta clonale per l impianto del vigneto in funzione degli indirizzi produttivi. In particolare si definiranno nuovi protocolli analitici per identificare attraverso markers varietali l appartenenza delle uve Nebbiolo e dei vini corrispondenti alla cultivar di origine. Tale approccio se applicato dai consorzi o anche dai singoli produttori diventa uno strumento utile a differenziare il prodotto ottenuto seguendo i disciplinari di produzione da quello non conforme, soprattutto in tutti quei casi dove è previsto l impiego delle uve Nebbiolo in purezza. Tale strumento aiuterà i produttori responsabili e ridurrà quelle distorsioni del mercato provocate da una applicazione troppo superficiale dei disciplinari di produzione di vini di alto rango come il Barolo ed il Barbaresco. Attraverso la pubblicazione dei dati ottenuti o anche mediante divulgazione degli stessi attraverso incontri e convegni mirati si renderanno fruibili i risultati. L approfondimento delle basi molecolari della variabilità intra-varietale del Nebbiolo potrebbe portare alla soluzione di un importante problema del settore viticolo: la tracciabilità dei cloni. La caratterizzazione molecolare dei cloni, infatti, ne permetterebbe una loro oggettiva distinguibilità e pertanto la loro tutela con notevoli vantaggi per vivaisti, viticoltori e consumatori che potrebbero contare su materiale certificato di sicura identità varietale e clonale. Le metodologie adottate e i risultati potranno essere estesi ad altre cultivar di interesse dopo le necessarie verifiche. I partner privati coinvolti acquisiranno nuovi know-how relativi alle tecniche di vinificazione e di analisi enologiche di base e avanzate incrementando e migliorando i servizi offerti alle aziende viti-vinicole. Inoltre si formerà personale altamente qualificato e specializzato nel settore vitivinicolo attraverso i contratti a tempo determinato che saranno stipulati dalle PI e dalle OR con giovani ricercatori. Pagina 16

17 SEZIONE 4 DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEL PROGETTO 4.1 Articolazione del progetto in Work Packages (Work Breakdown Structure- WBS) Corrispondenza con criterio di valutazione n. 1 ( qualità della progettazione ) L insieme delle attività del progetto deve essere organizzato attraverso un Work Breakdown Structure (WBS), per il quale si intende un albero gerarchico come quello riportato nella figura sottostante. I costi riportati per ciascun Work Package e per ciascuna Task devono corrispondere a quelli indicati nella Sotto-sezione 5.3 ( Articolazione dei costi per Work Package e Task ) dell allegato Piano economico-finanziario della proposta progettuale, che costituisce parte integrante del presente format. Con riferimento alle Tasks, il WBS deve essere redatto coerentemente alla scelta tra opzione 1) e opzione 2) di cui al successivo paragrafo 4.3. In caso di opzione 1), a ciascuna Task sono associati un unico partner e il relativo costo. In caso di opzione 2), a ciascuna Task sono associati più partner e la somma dei relativi costi. WP1 Gestione e coordinamento del progetto WP leader: G. Mazza Costo WP: 19507,90 Task 1.1 Gestione logistica Enosis Costo Task: 9996,90 Task 1.2 Coordinamento scientifico IVV-CNR Costo Task: 9511 WP2 produttiva ed ambientale WP leader: F. Mannini Costo WP: ,83 WP3 biochimica WP leader: G. Mazza Costo WP: ,25 WP4 Marcatori genetici WP leader: R. Botta Costo WP: ,02 Task 2.1 agronomica e sanitaria IVV-CNR Costo task: 68366,30 Task 2.3 ambientale e qualità delle uve Enocontrol Costo task: 61596,85 Task 3.1 Vinificazioni Enosis Costo task: 52502,01 Task 3.3 Profilo aromatico ed antocianico Enosis Costo task: ,09 Task 3.4 Biomarcatori proteici ISPA-CNR Costo task: 33000,00 Task 4.1 Marcatori molecolari SNPs DCA-UNITO Costo Task: ,00 Task 4.2 Profili di espressione di mirna IVV-CNR Costo Task: 75445,02 Task 2.2 Analisi istologiche e biometriche IVV-CNR Costo task: 19677,68 Task 3.2 chimico-sensoriale dei vini Enocontrol Costo task: 38403, Eventi di verifica del progetto Per eventi di verifica del progetto (o Milestones di progetto) sono da intendersi gli eventi, tipicamente annuali, in occasione dei quali i risultati del periodo precedente sono messi a disposizione per la valutazione dell adeguatezza tecnica e programmatica rispetto agli impegni assunti e della credibilità delle tempistiche preventivate per la conclusione del progetto. Gli incontri di verifica del progetto tra i partners sono previsti a cadenza semestrale o ogni qualvolta i risultati e i dati acquisiti da uno o più partner ne evidenzino la necessità per la governance e la buona coordinazione dei WPs. I WP leaders produrranno dei reports semestrali che trasmetteranno ai PCs i quale valuteranno i progressi e le criticità. Alla fine di ciascun anno si terranno degli incontri di verifica tra i partners in cui si esporranno i dati raccolti, le problematiche insorte e si valuterà la necessità di mantenere o modificare il programma al fine di raggiungere i risultati prefissati nei tempi previsti. Nel caso in cui si presentasse la necessità di un cambiamento di strategia in uno o più WPs, anche in base ai report semestrarali dei WP leaders o per comunicazione diretta e tempestiva ai PCs, saranno indetti incontri tra i partners per aggiornarli e discutere insieme le modifica del programma o delle tempistiche inizialmente concordate. Pagina 17

18 4.3 Descrizione del progetto attraverso Work Packages (Tabelle da compilare per ogni Work Package) Corrispondenza con criterio di valutazione n. 1 ( qualità della progettazione ) Nota bene: è obbligatorio prevedere un Work package specifico con riferimento alle attività di management del progetto. I partner proponenti possono articolare il progetto secondo una delle seguenti opzioni (la scelta effettuata deve essere indicata in premessa): 1) a ciascuna Task corrisponde univocamente uno e un solo partner. Nel caso in cui l entità delle attività lo suggerisca, a un partner possono essere attribuite più Task. Nella sezione 5.3 dell allegato ( Articolazione dei costi per Work Package e Task ), a ciascuna Task è associata una sola riga. 2) a ciascuna Task possono corrispondere più partner. Indicare il partner responsabile della Task. Nella sezione 5.3 dell allegato ( Articolazione dei costi per Work Package e Task ), a ciascuna Task sono associate tante righe quanti sono i partner che vi partecipano. WORKPACKAGE N. 1 Work Package n. 1 Inizio attività: M5 Fine attività: M28 Titolo Work package: Gestione e coordinamento del progetto Work Package Leader: Giacomo MAZZA Costo: 19507,90 n. partner 1 2 Nome partner Enosis IVV-CNR Mesi/uomo 2 1 Obiettivi Il WP1 è responsabile della gestione e del coordinamento del intero progetto che viene demandato per gli aspetti di gestione logistica alla task 1.1 che fa capo al partner 1 (Enosis) e per gli aspetti di coordinamento scientifico alla task 1.2 che fa capo al partner 2 (IVV-CNR). I due partners WP1 terranno i contatti con gli altri WPs, detteranno la tempistica per le fasi successive di attività, in particolare lo smistamento dei campioni di uva e vino per i successi approfondimenti operati dagli altri partners, riceveranno ed aggregheranno i dati raccolti, informeranno i vari partners sui risultati e/o obiettivi raggiunti dalle varie componenti il progetto. Provvederanno inoltre ad indire periodiche riunioni a consuntivo ed a preventivo dell attività in funzione dei milestones progettuali. Saranno anche punto di riferimento nella fase di disseminazione dei risultati. Il WP1 coordinerà anche gli aspetti amministrativi del progetto, monitorando la progressione delle spese, il rispetto della previsione finanziaria e la stesura delle rendicontazioni. Tasks 1.1 Gestione logistica. Partner 1 Provvederà a gestire e coordinare l attività del WP2 in cui verranno effettuate le indagini in campo affinché i campioni di uva raggiungano i vari partners deputati alle successive indagini biochimiche e genetiche (WP3 e WP4). Analogamente riceverà le uve per effettuare le vinificazioni su piccola scala (WP3 task 3.1) e fornirà i vini finiti alla WP3 task 3.2 per le analisi chimicosensoriali e alla WP3.3 per le analisi proteomiche. Aggregherà ed analizzerà i risultati di tipo tecnologico per fornirli agli altri partners e per la divulgazione su riviste tecniche. Coordinerà anche gli aspetti amministrativi del progetto, monitorando la progressione delle spese, il rispetto della previsione finanziaria e la stesura delle rendicontazioni. Tasks 1.2 Coordinamento scientifico. Partner 2 Provvederà al coordinamento scientifico e ad indirizzare l attività dei vari WPs verso gli obiettivi finali del progetto. In caso di necessità interverrà fornendo indicazioni sui correttivi da inserire in corso d opera e gestendo i riflessi di questi in un ottica generale ed interdipendenza. Fungerà da punto di aggregazione ed elaborazione dei dati provvedendo all implementazione e gestione di un data base generale del progetto che sarà messo a disposizione degli altri partners. Promuoverà contatti e riunioni periodiche tra i partners per un avanzamento continuo ed omogeneo delle varie attività. Coordinerà con gli altri partners OR la disseminazione delle conoscenze scientifiche acquisite attraverso l organizzazione di seminari, la stesura di reports interni e la pubblicazione di articoli su riviste scientifiche nazionali e internazionali Pagina 18

19 WORKPACKAGE N. 2 Work Package n. 2 Inizio attività: M5 Fine attività: M28 Titolo Work package: produttiva ed ambientale Work Package Leader: Franco MANNINI Costo: ,83 n. partner 2 5. Nome partner IVV-CNR Enocontrol scarl Mesi/uomo Obiettivi Tasks Caratterizzare le condizioni pedo-climatiche di diversi ambienti tipici di coltivazione del Nebbiolo Monitorare le attitudini fenologiche, agronomiche, produttive e qualitative di selezioni clonali di Nebbiolo in ambienti diversi (stabilità ambientale dei caratteri) Valutare biometria dell acino dei diversi cloni nei diversi ambienti (la dimensione dell acino correlata a caratteri compositivi ) Effettuare analisi istologica delle bacche dei cloni nei diversi ambienti con particolare attenzione agli strati epidermici (sede composti antocianici nelle uve rosse) Verificare stato sanitario delle piante campione nei confronti delle infezioni virali (che possono modificare le attitudini delle piante) Approfondire l interazione in campo tra ambiente e genotipo (clone) in funzione dell attività degli altri WP L attività del WP2 è propedeutica a quella di tutti gli altri WP in quanto caratterizzerà gli ambienti dei vigneti campione scelti per la prova e per un biennio raccoglierà i dati agronomici e qualitativi forniti dai 4 cloni di Nebbiolo in studio. Tutte le piante oggetto della prova saranno testate virologicamente per lavorare su piante sicuramente virus-free. Le bacche relative alle diverse tesi saranno sottoposte ad analisi biometriche ed istologiche per meglio comprendere il ruolo di tali parametri sull accumulo e la qualità degli antociani delle uve. Le attività svolte dai partners responsabili delle tasks del WP2 sono strettamente correlate e complementari e pertanto saranno coordinate dal WP Leader nella tempistica di esecuzione e nell assemblaggio ed elaborazione dei dati. Analogamente il WP2 Leader si collegherà con gli altri WP Leaders per mettere a disposizione i campioni di uva finalizzati alla vinificazione ed alle analisi biochimiche da parte del WP3 e campioni vegetali (tralci, germogli, bacche, ecc.) per le caratterizzazioni genetiche (molecolari) svolte dal WP4. La durata temporale dell attività copre pressoché tutti i mesi (M5-M29). Task 2.1 agronomica e sanitaria. Partner 2 Verranno utilizzati cinque vigneti coetanei ed in piena produzione localizzati in aree tipiche di coltivazione del Nebbiolo ma caratterizzate da condizioni ambientali (climatiche, di giacitura e pedologiche) molto diversificate. Tali vigneti sono stati scelti in quanto costituiti all impianto con gli stessi 4 cloni selezionati di Nebbiolo disposti a filari alternati. Tale particolarità, non comune, consente di procedere alle verifiche previste limitando fortemente l influenza dei fattori di variabilità che quasi sempre condizionano le sperimentazioni in campo. In ogni vigneto sperimentale e per ogni clone scelti come modello verranno prese in considerazione almeno 20 piante campione. Su di esse verrà monitorata l evoluzione della maturazione prelevando un campione di acini in due date anteriori alla raccolta e distanza di circa una settimana tra l una e l altra, e su tale campione verranno condotte le analisi chimiche di base (WP2, Task 2.3). Nel corso dell annata su ogni singola vite verranno rilevati gli aspetti fenologici, agronomici (vigoria, lunghezza internodi, contenuto in clorofilla) e produttivi (fertilità potenziale, peso produzione, numero di grappoli e peso medio dei grappoli.). Verranno altresì prelevati campioni di acini da destinarsi a misure biometriche ed istologiche (WP2, Task 2.1), ad analisi qualitative di base (zuccheri e quadro acido. WP2, Task 2.3), ad analisi biochimiche per la determinazione dei composti aromatici e polifenolici (WP3, task 3.3), alle analisi proteomiche (WP3, Task 3.4) e per la vinificazione su piccola scala (100 kg) (WP3, Task 3.1). E previsto il ricorso a 2 consulenze in sede locale per il coordinamento con le Aziende presso cui sono localizzati i vigneti (CN e BI+NO) e l esecuzione dei rilevamenti fenologici in quanto richiedono tempestività di intervento. Verrà eseguito il controllo sistematico dello stato virologico delle piante campione (20) utilizzate in ciascun vigneto di prova tramite anali immuno-enzimatiche (DAS-ELISA) e se necessario molecolari (multiplex -PCR). Le selezioni clonali in origine devono essere virus.-esenti, tuttavia negli anni intercorsi tra l impianto e la prova non possono escludersi fenomeni di reinfezione. La presenza di virosi potrebbe condizionare la risposta attitudinale dei cloni dovuta al genotipo, pertanto la diagnosi consentirà di utilizzare solo piante di stato sanitario ottimale. Pagina 19

20 Task Analisi istologiche e biometriche. Partner 2 Lo scopo del task consiste nell evidenziare eventuali differenze nella struttura dell epidermide delle bacche tra cloni diversi di Nebbiolo ed in funzione dell ambiente di coltivazione L analisi istologica sarà focalizzata sulle caratteristiche degli strati epidermici in quanto punto di accumulo degli antociani. Eventuali differenze anatomiche riscontrate potrebbero contribuire a meglio comprendere l evoluzione di questi composti fondamentali per la tipicizzazione e la qualità dei vini rossi (in parallelo con i risultati del WP3 e del WP4). Porzioni di bacche mature comprendenti epidermide, sottoepidermide e polpa saranno fissati in paraformaldeide 4% in tampone PBS per una notte a 4 C; per i primi minuti la fissazione sarà effettuata sotto vuoto per facilitare l infiltrazione del fissativo. Dopo fissazione i tessuti verranno sciacquati in acqua distillata e quindi disidratati in soluzioni crescenti di etanolo (30, 50, 70, 80, 95, 100) ed infine in xilolo 100% con scopo chiarificante; ciascuno di questi passaggi durerà circa 90 minuti. Infine i campioni saranno inclusi in Paraplast a 60 C e quindi sezionati con microtomo rotativo allo scopo di ottenere fette dello spessore di 8 µm che verranno trasferite su vetrino. La colorazione che verrà utilizzata allo scopo di mettere in evidenza la struttura delle pareti cellulari e dei tannini contenuti nei primi strati della bacca sarà la reazione PAS. Le misure biometriche degli acini riguarderanno il volume ed il peso delle bacche (la dimensione dell acino è fortemente correlata ai caratteri compositivi del mosto) M5-M29..Task ambientale e qualità delle uve. Partner 5 Verrà effettuata la caratterizzazione pedoclimatica dei 5 ambienti tipici per la cultivar Nebbiolo in cui sono situati i vigneti di prova rispettivamente a Treiso, Monforte d Alba-giacitura collinare e Monforte d Alba-forte pendenza (area di produzione del vino Barolo in provincia di Cuneo), Bogogno (area del Ghemme in provincia di Novara) e Lessona (area del Lessona in provincia di Biella). Relativamente alle aree interessate verranno elaborate le serie storiche dei dati meteorologici e monitorati quelli delle due annate in studio. Analogamente verranno eseguite le analisi chimico-fisiche dei suoli dei suoli dei vigneti campioni. Queste verranno estese ad altri impianti nelle stesse zone per avere un quadro rappresentativo dei terreni dell area di produzione. Il mosto derivante da campioni di acini, prelevati per ogni clone ed in ogni vigneto (WP2, Task 2.1), in date anteriori alla raccolta, al fine di determinare la curva di maturazione, ed alla raccolta verranno sottoposti a controlli analitici di base: zuccheri,, acidità, ph, acido malico e tartarico. E previsto il ricorso a consulenze esterne di supporto per gli aspetti ambientali e informatici. WORKPACKAGE N. 3 Work Package n. 3 Inizio attività: M5 Fine attività: M28 Titolo Work package: biochimica Work Package Leader: Giacomo MAZZA Costo: ,25 n. partner Nome partner ENOSIS ISPA-CNR Enocontrol scarl Mesi/uomo 60 15,2 5 Obiettivi Tasks Defininire un profilo aromatico varietale caratteristico delle uve Nebbiolo. Defininire un profilo antocianico varietale caratteristico delle uve Nebbiolo. Elaborare protocolli di vinificazione correlati alla qualità delle uve dei diversi territori. Identificare markers di tracciabilità tipici della cultivar e loro correlazioni con le variabili ambientali e genetiche Ricerca di profili proteici utilizzabili come marcatori di tipicità in uve Nebbiolo Analisi dell influenza di ambiente e clone coltivato sull espressione di proteine potenzialmente allergeniche 3.1 Vinificazioni partner 1 Vinificazioni delle uve dei cloni di Nebbiolo delle diverse aree e adeguamento delle stesse in funzione delle condizioni qualitative delle uve. Controllo analitico dei vini durante le fermentazioni e le fasi di stoccaggio, con particolare riferimento alla componente polifenolica. 3.2 chimico-sensoriale vini partner 5 Analisi chimica e sensoriale dei vini finiti dopo stabilizzazione ed imbottigliamento. I vini dei 4 cloni di Nebbiolo provenienti dai 5 siti campione saranno sottoposti ad analisi sensoriale tramite test di Pagina 20

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