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1 Tribunale Treviso Sezione 1 Civile Sentenza del 10 marzo 2011, n. 462 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI TREVISO PRIMA SEZIONE CIVILE in persona del Giudice Unico dott.ssa Manuela Elburgo ha pronunciato la seguente SENTENZA redatta ai sensi dell'art. 132 c.p.c. come modificato dalla legge 18 giugno 2009 n. 69 nella causa civile n. 7403/2006 R.G. promossa con atto di citazione notificato il 23 ottobre e 2 novembre 2006 da Vo. e Be.As. s.n.c., in persona del legale rappresentante, rappresentata e difesa dall'avv. Fr.Bo. ed elettivamente domiciliata presso lo studio di questi in Dosson di Casier (Treviso), giusta mandato a margine dell'atto di citazione ATTRICE contro Pu.Co. s.n.c. di Pe.An. e Be.Ma., in persona del legale rappresentante, già Pu.As. s.n.c., An.Pe. e Ma.Be. rappresentati e difesi dagli avv.ti Gi.Lo., del Foro di Milano, ed Em.D.Po. ed elettivamente domiciliati presso lo studio di quest'ultimo in Treviso, giusta mandato in calce alla comparsa di costituzione e risposta CONVENUTI Oggetto: Concorrenza sleale Conclusioni per l'attrice: "Preliminarmente nel merito: rigettare l'eccezione preliminare di merito sollevata dai convenuti n quanto tardiva e/o inammissibile, per i motivi tutti meglio evidenziati nella parte espositiva del presente atto. Nel merito: accertare e dichiarare che i sigg. Pe.An. e Be.Ma. personalmente e/o in qualità di soci della società Pu.As. s.n.c. di Pe.An. e Be.Ma. (poi della pure cessata Pu.Co. s.n.c.), anche per il tramite di terzi interposti, hanno posto in essere, ai sensi e per gli effetti dell'art c.c., atti di concorrenza sleale a danno della società attrice favorendo l'attuale loro attività imprenditoriale; per l'effetto, condannare tutti i convenuti, in solido tra loro, al pagamento dell'importo di Euro ,00 a titolo di risarcimento dei danni a qualsivoglia titolo subiti, o quella maggiore o minore somma di giustizia, con interessi e rivalutazione monetaria nel contempo maturati; inibire ai convenuti tutti, altresì, ai sensi dell'art c.c., di porre in essere ulteriori atti di concorrenza sleale a danno della società attrice;

2 accertare la natura dolosa e/o colposa della condotta tenuta dai convenuti ed ordinare la pubblicazione a loro spese della sentenza di condanna e ciò ai sensi e per gli effetti dell'art c.c.; spese, diritti ed onorari rifusi; in ogni caso: rigettare le conclusioni di controparte. In via istruttoria: si insiste per l'ammissione di tutte le istanze dedotte e non ammesse dal Giudice di cui alle memorie ex art. 183, VI co, n. 2 c.p.c. depositata il ed ex art. 183, VI co, n. 3 c.p.c. depositata il "; per i convenuti: "Nel merito in via preliminare: dichiarare l'inammissibilità della domanda proposta dalla Vo. & Be.As. s.n.c. nei confronti della Pu.As. s.n.c. di Pe.An. e Be.Ma. (ora Pu.Co. s.n.c. di Pe.An. e Be.Ma.), nonché nei confronti dei signori An.Pe. e Ma.Be. in proprio, per carenza di legittimazione della stessa società attrice ad esercitare l'azione proposta. Nel merito: rigettare tutte le domande proposte dalla Vo. & Be.As. s.n.c. nei confronti della Pu.As. s.n.c. di Pe.An. e Be.Ma. (ora Pu.Co. s.n.c. di Pe.An. e Be.Ma.), nonché nei confronti dei signori An.Pe. e Ma.Be. in proprio, in quanto infondate in fatto e in diritto. Spese, diritti, onorari rifusi" MOTIVI DELLA DECISIONE Preliminarmente si da atto che dal 9 luglio 2007 al 7 maggio 2008 questo Giudice è stato applicato presso la sezione distaccata di Montebelluna. È documentalmente provato (docc. 2 e 3 attorei) che in data 1 gennaio 2001 furono stipulati da parte di Vo. & Be.As. s.n.c. due contratti di sub agenzia in materia assicurativa, uno con Ma.Be. ed uno con An.Pe., in base ai quali questi ultimi avrebbero dovuto operare nell'ambito territoriale, sito nella provincia di Treviso, specificato in ciascun contratto; non è contestato che nell'estate del 2004 entrambi i menzionati contratti di sub agenzia cessarono per recesso dei sub agenti; è, altresì, documentalmente provato (doc. 4 attoreo) che in data 1 settembre 2004 i ridetti Ma.Be. ed An.Pe. costituirono Pu.As. s.n.c. (poi Pu.Co. s.n.c.) e non è contestato (cfr. dichiarazioni rese dall'avv. Em.D.Po. all'udienza dell'1 aprile 2009 sulle circostanze di cui ai capp. 7 e 8 della memoria attorea depositata il 6 aprile 2007) che la società Pu.As. è sorta per svolgere un'attività analoga a quella svolta dalla società Vo. & Be. offerta di polizze assicurative nella medesima zona geografica nella quale i sub agenti Be. e Pe. erano stati incaricati di operare. Sul presupposto che, in concomitanza del recesso dei ridetti sub agenti, e precipuamente dai mesi di settembre/ottobre 2004, la società attrice aveva iniziato a registrare una costante perdita di clientela, nonché sul presupposto che, contravvenendo agli obblighi contrattuali, il Be. e il Pe. avessero trattenuto una copia della banca dati relativa al "portafoglio clienti" della società mandante e sull'ulteriore presupposto che gli ex sub agenti avessero utilizzato le informazioni in loro possesso allo scopo di sviare a proprio favore la clientela già facente capo all'attrice stessa, Vo. & Be.As. s.n.c. promuoveva il presente giudizio al fine di sentir condannare i convenuti al risarcimento del danno patito. Nel costituirsi in giudizio, i convenuti contestavano nel merito la fondatezza della domanda attorea, deducendo di non aver mai posto in essere alcuna attività di concorrenza sleale, bensì di essersi, al più, avvantaggiati della fiducia riposta dai vari clienti, i quali, anziché rimanere legati alla compagnia di assicurazione per la quale operavano il Be. e il Pe. quali sub agenti, avevano preferito "seguire" questi ultimi anche presso la nuova compagnia di assicurazione.

3 Ciò premesso, ritiene questo Giudice di non poter accogliere la domanda attorea per le motivazioni di seguito esposte. Il fatto che nella presente causa si controverta del supposto sviamento della clientela collocata in una ben determinata area geografica nella quale si trovano ad operare sia l'odierna attrice, sia la società costituita dai convenuti Pe. e Be. induce questo Giudice a ritenere che, sebbene il "pacchetto clienti" sia formalmente riconducibile alla compagnia di assicurazione mandante, è indubbio che nella sostanza esso viene gestito dall'agente di zona con l'apparato organizzativo di cui si dota e che, pertanto, questi è il sostanziale soggetto passivo dell'eventuale attività di concorrenza sleale posta in essere da chi agisca nel medesimo ambito territoriale e nello stesso settore merceologico. Quanto al merito, giova prendere le mosse dalla constatazione che, secondo l'assunto attoreo, l'attività di concorrenza sleale posta in essere dagli odierni convenuti sarebbe consistita nella cosiddetta concorrenza parassitarla e si sarebbe concretizzata nell'aver utilizzato, anche dopo la cessazione del rapporto di sub agenzia, il "portafoglio clienti'' facente capo alla società Vo. & Be.As. al fine di contattarla e sviarla, ossia di indurla a stipulare polizze assicurative con la diversa compagnia con la quale il Be. e il Pe. iniziarono a collaborare dopo essere receduti dal contratto di sub agenzia e ciò mediante l'invio di materiale pubblicitario e la proposta di condizioni economicamente più vantaggiose. Ebbene, non è contestato ed è documentalmente provato (docc. 102 e 104 attorei) che quando fu stipulato il contratto di sub agenzia, la società Vo. & Be.As. diede a ciascuno dei due sub agenti un portafoglio di clienti, ovviamente in relazione all'ambito territoriale nel quale essi erano stati incaricati di operare, e all'esito dell'istruttoria svolta nel corso del presente giudizio deve ritenersi provato che in costanza di rapporto sia il Be., sia il Pe. riuscirono ad ampliare il "portafoglio clienti": così ha espressamente dichiarato Fr.Be. rispondendo alla circostanza capitolata sub 2 nella memoria di parte convenuta depositata il 4 aprile 2007 (cfr. verbale udienza dell'1 aprile 2009) ed è quanto emerge da un raffronto tra i citati documenti attorei nn. 102 e 104 e i documenti attorei dimessi sub 103 e 105 contenenti un elenco dei contratti facenti capo alla società attorea e disdettati nel periodo tra l'1 settembre 2004 e il 31 dicembre Si può notare come parecchie polizze assicurative identificate ciascuna con un numero oggetto di disdetta non compaiono nel portafoglio di cui ai menzionati documenti nn. 102 e 104, a dimostrazione del fatto che nei poco più di tre anni di collaborazione i due sub agenti provvidero, peraltro in ottemperanza agli obblighi negoziali, ad ampliare la clientela, clientela che, comunque, non poteva che far capo alla mandante. Poiché nessuna contestazione è stata sollevata sul punto, si può ritenere provato che, nell'arco temporale tra l'1 settembre 2004 e il 31 dicembre 2006, Vo. & Be.As. s.n.c. ebbe a ricevere la disdetta di tutti i contratti elencati nei ridetti documenti attorei nn. 103 e 105 i quali, per buona parte, coincidono con le dichiarazioni di disdetta di cui ai documenti attorei da 15 a 85 e da 106 a 119 ; bisogna, allora, stabilire se tale dato fattuale sia riconducile ad una attività di concorrenza sleale svolta dagli odierni convenuti. A sostegno del proprio assunto la società attorea ha, anzitutto, dimesso (citati docc. da 15 a 85) plurime deleghe al ritiro dell'attestato di rischio con incarico agli odierni convenuti o a persone ad essi riconducibili. Va subito detto che, sebbene tali deleghe rappresentino un indizio del fatto che i clienti possano aver successivamente incaricato il Be. e il Pe. anche a stipulare nuove polizze con la "nuova" compagnia di assicurazione, esse, in mancanza di altri elementi probatori eventualmente anche mediante l'escussione testimoniale dei "deleganti" non consentono di ritenere raggiunta la prova del "passaggio" di clientela dedotto dall'attrice. Sempre a supporto delle proprie allegazioni la società attorea ha, in secondo luogo, versato in atti un "invito personale" all'inaugurazione dell'agenzia T. di Roncade da parte di Ma.Be.

4 (docc. da 5 a 13 attorei, di cui, però, i documenti nn. 12 e 13 sono mera ripetizione dei documenti nn. 5 e 6) e all'inaugurazione dell'agenzia T. di Mogliano Veneto da parte di An.Pe. (docc. da 95 a 101 attorci, ove, però, l'invito di cui al documento n. 101 deve essere considerato anonimo, essendo stato cancellato il nominativo del destinatario) a talune persone, all'evidente scopo di pubblicizzare l'apertura di una nuova agenzia e, dunque, di acquisire clientela. Ora, dalla disamina dei documenti testé citati e all'esito di un raffronto con i sopra menzionati documenti da 102 a 105, si deve notare, in relazione ai destinatari dell'invito personale", che Mi.Cr., Za.Da., Ge.Al. e Sc.Fo., Sc.Fo., Ge.Gu., Ba.Ma.Cr., Ca.Br., Fa.Gi., Bo.Lu., Gu.An., Cr.Gi., Ta.L.Fe. compaiono nel "portafoglio clienti", ma non compaiono nell'elenco dei nominativi relativi ai contratti disdettati; solo Bo.Da. compare sia nell'elenco del "portafoglio clienti", sia nell'elenco dei nominativi relativi ai contratti disdettati. Parte attrice si era, inoltre, offerta di provare per via testimoniale che i clienti di Vo. & Be. s.n.c. furono contattati dal Be. e dal Pe., anche tramite soggetti da loro incaricati, per indurii a recedere dai contratti in essere con la società attorea mediante l'offerta di condizioni assicurative più vantaggiose. Va detto che le testimoni escusse sul punto (cfr. verbale udienza dell'1 aprile 2009) hanno reso dichiarazioni per nulla significative: Sa.Ba. ha solo riferito che più di qualche cliente aveva chiesto un preventivo con offerte più vantaggiose, giacché aveva ricevuto una lettera da parte di "T.As." ove erano state indicate condizioni più vantaggiose, senza, tuttavia, essere in grado di indicare i nominativi, tranne che per Ge.Al. e Sc.Fo., i quali, tuttavia, come sopra evidenziato, non compaiono tra i "contratti disdettati"; inoltre, poiché la testimone ha detto di essersi limitata a fare un'offerta, non è dato sapere se poi le pretese condizioni più vantaggiose siano state applicate. La teste Ro.Ca. si è limitata a riferire che in ufficio aveva sentito dire che ai clienti della società Vo. & Be. erano arrivati dei volantini di invito per l'inaugurazione di un nuovo ufficio, precisando, tuttavia, di non aver neppure visto i volantini in questione. La società attorea aveva anche richiesto a questo Giudice di ordinare alla controparte di esibire il proprio "portafoglio clienti" ed, in particolare, le polizze stipulate con i soggetti espressamente indicati. Al riguardo non si può che ribadire la decisione di non dar corso a tale istanza istruttoria, giacché è indubbio che essa si appalesa assolutamente generica in relazione all'esibizione dell'intero "portafoglio clienti" ed esplorativa con riguardo all'esibizione delle polizze asseritamente contratte con i soggetti precipuamente indicati nella memoria depositata il 6 aprile 2007: infatti, prima di dare eventualmente corso all'istanza di esibizione, sarebbe stato onere dell'attrice dimostrare che le polizze in questione sono state effettivamente stipulate, laddove richiamando anche quanto sopra enunciato in relazione alle deleghe di cui ai documenti attorei da 15 a 85 tale fatto non emerge dagli elementi probatori offerti alla valutazione di questo Giudice. Si deve, invero, osservare che la prova della stipulazione di polizze assicurative con gli odierni convenuti è emersa con riguardo a Fr.Fe., De.Pi. e Fl.Ro., i quali, escussi come testimoni all'udienza dell'1 aprile 2009, hanno tutti dichiarato di aver ricevuto la comunicazione di cui al documento dimesso sub 3 dalla difesa dei convenuti (con cui Vo. & Be.As. s.n.c. comunicava alla clientela la cessazione del rapporto di collaborazione tra Vi.As. ed An.Pe.) e di aver autonomamente deciso, al momento di rinnovare le polizze, di contattare An.Pe. o Ma.Be. avendo fiducia in questi. In relazione agli elementi probatori offerti alla valutazione di questo Giudice, rimane da evidenziare che parte attrice, nella propria memoria ex art. 183, comma VI n. 3, c.p.c. ha dichiarato non essere contestate le circostanze di cui ai capitoli 4, 5 e 6 della memoria a prova diretta di controparte, ossia che la clientela della zona di competenza del Pe. e della zona di competenza del Be. furono informati, mediante l'invio di lettera analoga a quella di cui al

5 menzionato documento n. 3, della cessazione del rapporto di collaborazione tra i predetti e la compagnia Vi.As.. Orbene, alla luce della valutazione complessiva degli elementi probatori emersi nel corso del giudizio, si può affermare che, in concomitanza e successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro tra l'odierna attrice e i sub agenti Be. e Pe., i clienti di cui agli elenchi sopra indicati diedero disdetta delle polizze assicurative in essere con la compagnia di assicurazione Vi.; tuttavia, non è dato sapere, se non per i sopra citati Fe., Pi. e Ro., se e quanti tra i detti clienti riconducigli alla società Vo. & Be.As. siano "passati" con la compagnia di assicurazione per la quale dal settembre 2004 il Pe. e il Be. hanno iniziato a collaborare. Già per tale aspetto difetta di prova l'assunto attoreo secondo cui vi sarebbe stato uno sviamento di clientela. È ben vero che gli "inviti personali" di cui ai ridetti documenti attorci da 5 a 13 e da 95 a 101 costituiscono un elemento indiziario del fatto che il Pe. e il Be. pubblicizzarono le nuove agenzie, che avrebbero aperto di lì a poco, anche presso la clientela riconducibile alla compagnia di assicurazione per la quale avevano, nella sostanza, in precedenza lavorato, tuttavia, non ritiene questo Giudice che tale condotta integri in sé un'ipotesi di concorrenza sleale. Sebbene sia verosimile ritenere che il Pe. e il Be. abbiano indirizzato la promozione dell'intraprendenda attività a nominativi conosciuti in virtù del precedente rapporto di sub agenzia, non risulta che trattasi di nominativi sui quali la società attorea aveva un diritto di esclusiva, neppure al momento della cessazione del rapporto di lavoro, sicché l'invio di materiale promozionale, seppur a destinatari mirati e potenzialmente interessati, va ricondotto all'aspetto fisiologico della concorrenza consistente, tra l'altro, nel far conoscere la propria presenza sul mercato anche presso la clientela altrui al fine di accaparrarsela ed eventualmente fidelizzarla presso di sé. In ogni caso, si deve ricordare che tra tutti i destinatari degli "inviti personali", solo Da.Bo. risulta aver disdetto le polizze presso Vi.As. e peraltro non è dato sapere se egli sia "passato" con gli odierni convenuti, sicché, almeno stando all'esito probatorio del presente giudizio, l'attività promozionale di cui si controverte non ha avuto un riscontro significativo. Si deve aggiungere che fin dalla cessazione del rapporto di lavoro con i subagenti Pe. e Be., la società attorea si è premurata di rendere edotta la propria clientela di tale circostanza e ciò mediante l'invio di missive di contenuto equiparabile a quello di cui alla comunicazione dimessa sub 3 dal patrocinio dei convenuti; pertanto, non può sussistere il dubbio che taluni degli originari clienti di Vi.As. siano eventualmente "passati" ammesso che ciò sia effettivamente avvenuto con la "nuova" compagnia di assicurazione sull'erroneo presupposto di continuare a dar corso alle polizze sostanzialmente già in essere con l'odierna attrice. Anzi e per converso, tutti e tre i testimoni che sono "passati" alla "nuova" compagnia di assicurazione hanno dichiarato di averlo fatto consapevolmente, giustificando tale scelta con il rapporto particolarmente fiduciario, in alcuni casi anche di amicizia e in senso lato di parentela, con il Pe. o con il Be.. Le considerazioni da ultimo svolte inducono ad evidenziare che, anche ammesso che parte della clientela originariamente riconducibile all'attrice sia "passata" con i convenuti ed anche ammesso che tale "passaggio" sia avvenuto a fronte dell'attività di promozione svolta dal Pe. e dal Be. si richiama quanto sopra enunciato in ordine alla insufficienza probatoria emersa sul punto, nessuna prova è stata raggiunta in ordine al fatto che i clienti siano stati attratti da offerte economiche particolarmente vantaggiose: come già esposto, alcunché di significativo è emerso dalle dichiarazioni delle testi Ba. e Ca., mentre dalla deposizione dei testi Fe., Pi. e Ro. è emerso che l'aspetto economico non ha influito minimamente nella loro scelta.

6 Rimane da aggiungere che va rigettata, in quanto assolutamente tardiva, la richiesta formulata dal patrocinio attoreo in sede di precisazione delle conclusioni (cfr. verbale udienza del 25 novembre 2011) di poter produrre il "certificato di assicurazione" di tal Pa.Bo., con il quale si pretenderebbe di dimostrare che i convenuti hanno applicato sconti del 47,87% per accaparrarsi la clientela. Pertanto, tale documento non può essere valorizzato al fine di dimostrare l'effettiva sussistenza in capo agli odierni convenuti di una condotta sussumibile nell'ipotesi della concorrenza sleale. Ne consegue che, non essendo stati provati gli assunti attorei secondo cui gli odierni convenuti avrebbero posto in essere un'attività di concorrenza sleale, la domanda attorea non può essere accolta. Rimangono assorbite le altre questioni. Per quanto concerne la regolamentazione delle spese di lite ritiene questo Giudice di poterle compensare sul presupposto che, sebbene la domanda attorea sia stata rigettata, tale rigetto si fonda sostanzialmente sull'insufficienza degli elementi indiziari offerti, i quali, appunto, valevoli come indizi non sono connotati di adeguata gravita, precisione e concordanza al fine di costituire una prova. P.Q.M. Il Tribunale, decidendo definitivamente nella causa n. 7403/2006 R.G., ogni diversa istanza, eccezione e deduzione disattesa, così pronuncia: 1) rigetta la domanda attorea; 2) compensa tra le parti le spese di lite. Così deciso in Treviso, il 7 marzo Depositata in Cancelleria il 10 marzo 2011.

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